domenica 22 ottobre 2017

Georges Ivanovitch Gurdjieff.



Non esiste letteralmente parlando una combinazione di aggettivi adatti per definire e racchiudere dentro una banale e sistematica definizione il personaggio, l'uomo, lo studioso che è stato Georges Ivanovitch Gurdjieff. È senza dubbio possibile affrontare la presentazione di questo incredibile essere umano sotto moltissimi punti di vista.
Potremmo avere un approccio totalmente scientifico, ci ritroveremmo allora ad usare termini quali filosofo, oppure psicologo od esoterico, od ancora scrittore o compositore musicale. Tuttavia ci sarebbe anche la possibilità di lasciare da parte la scienza e seguire una strada più facile, più emotiva. Potremmo adoperare qui accezioni più ampie quali studioso dell'essere umano, o stregone esoterico, o persona dotata di particolari poteri e capace di chissà quali diavolerie.
È irrilevante perdersi nel cercare quale, tra le soluzioni possibili, è quella più adeguata e consona nell'intraprendere una elaborazione di ciò che questo individuo è stato capace di trasmettere.
Intraprendere un' analisi biografica e filosofica della vita e del pensiero di Gurdjieff, senza scendere in inutili enfatismi ed insicure proiezioni soggettive, lasciando lontana la ricerca spasmodica di miti e di demoni, sposando un atteggiamento di assoluto rispetto, è forse la via più giusta da seguire.
Certo, una puntualizzazione è necessaria: si richiede una “predisposizione ad avere una mente ed uno spirito critico” per tentare di comprendere la vita e le idee diffuse da Georges Ivanovitch Gurdjieff, perchè sicuramente i suoi principii riguardanti l'essere umano e la sua condizione vita in genere, nel pianeta Terra, non hanno apparentemente intersezioni comuni con nessun altro uomo di scienza  del XIX secolo.
Armeno della parte caucasica, di origine greca, incarna nella sua inconoscibile personalità l'ultimo grande Maestro comparso in Occidente. Per Maestro si intende l'uomo, che con la sua carica emotiva, attua il carisma che detiene innato nell'esposizione delle sue idee, in virtù delle quali rende vivo un pensiero oggettivamente riconosciuto dalla massa.
Precisamente, Maestro è chi guida una scuola, o addirittura chi erige una scuola. Senza dubbio per Gurdjieff la scuola è stata una costante della sua esistenza. Ne risulta  infatti che dopo la prima fase della sua vita votata alla ricerca ed all'apprendimento della conoscenza, intesa come l'antica conoscenza umana, in quasi tutti i territori del continente asiatico, in particolar modo l'India, il Tibet e la parte sud caucasica della Russia, si sia concentrato nel provare a distribuire il suo sapere al mondo Occidentale.
Qui, per più di trent'anni ha lottato all'interno del sistema Europeo sconvolto dai vari fenomeni politici, ed ha fatto della sua scuola, Lo Sviluppo Armonico dell'uomo, un strumento ed un mezzo per sopravvivere fuori dalle ipocrisie, all'insegna della determinazione e del lavoro, enfatizzando assiduamente una imprescindibile attività psicologica finalizzata a solidificare in ogni momento il ricordo di noi stessi. Creare scuole, gruppi di lavoro, cercare sedi e strutture adatte per erigere il suo Istituto, è stato per Gurdjieff il solo scopo del suo percorso; il sistema della Quarta Via trova infatti la sua espressione nel lavoro del Maestro con il gruppo, perchè l'uomo per cercare la Via della comprensione, da solo non può far niente, ha bisogno di una guida dotata di un grado di consapevolezza superiore. Il saper guardare ogni singolo giorno della vita di Gurdjieff  rappresenta forse l'aporia più vicina alla sua concettualizzazione di scuola.     
Fece la sua presenza in Europa intorno al 1913, dopo che per tutta la sua giovinezza  numerosi avvenimenti lo convinsero che in passato era esistita una conoscenza reale dell'uomo e della natura, la cui traccia era stata cancellata e che tuttavia, doveva ancora essere possibile ritrovarla.
La sua ricerca fu orientata da tale convinzione, ed egli si prodigò a condividerla con uomini animati dal suo stesso desiderio di comprendere il senso della vita umana. Coi "Cercatori di Verità", che annoveravano fra l'altro geografi, archeologi e medici, G. I. Gurdjieff, superando inaudite difficoltà, riuscì ad entrare in contatto con alcune comunità isolate d'Africa, del Medio Oriente e dell'Asia Centrale, e a raccogliere in seno ad esse frammenti sparsi di un insegnamento tradizionale.
A costo di enormi sacrifici e sforzi sottomise la sua personalità ed il suo spirito al fuoco delle più rigorose discipline interiori, riuscì a ricavare dal lavoro lo sviluppo dell'energia racchiusa nella natura dell'essere umano, poté così ricostruire per sé, l'unità della conoscenza che cercava. 
L'insegnamento di Gurdjieff, come lo conosciamo oggi, è arrivato a noi soprattutto grazie all'abilità letteraria ed alla grande intelligenza del suo allievo più famoso, Piotr Demianovich Ouspensky. Infatti Gurdjieff anche se nella seconda metà della sua esistenza, si è dedicato tra l'altro, all'arte della scrittura, credeva fermamente che le sue idee e i concetti portanti sui quali il suo pensiero era basato, non potevano essere trasmessi con i libri, ma bensì nella pratica quotidiana, e nella trasmissione orale.
Attraverso i testi di Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, e la “Quarta Via”, abbiamo oggi un quadro abbastanza organico e potremmo dire completo del lavoro e del pensiero di Gurdjieff, se non fosse che la completezza nella trasmissione dell' insegnamento del maestro caucasico forse non è mai stata raggiunta nemmeno da egli stesso.
Tutt'oggi a testimonianza di quanto costruito in vita da Gurdjieff, ci sono in giro per il mondo centinaia di fondazioni e associazioni che vivono e perseguono il suo insegnamento e le sue teorie. Molte forse usano il suo nome in una maniera non proprio consona, altre invece ne racchiudono i concetti ma non sono in grado di svilupparli, moltissimi personaggi celebri, contemporanei e non solo, sono stati influenzati dai suoi principii e dalle sue linee guida. Chi lo ha conosciuto spesso né è rimasto totalmente impressionato, quasi assuefatto, ma c'è anche chi invece non lo ha capito e non lo ha apprezzato, ricavando un'impressione ambigua e scettica di quanto andava sostenendo. 
La vera essenza dell'insegnamento Gurdjieffiano si attua nel prendere coscienza che l'uomo, così com'è, nel suo stato di vita ordinario, è un essere prettamente limitato, ingannato dalla sensazione e dalla presunzione  di essere e di fare, ma dietro alla quale invece, si cela crudelmente una verità diametralmente opposta.
Gurdjieff paragona lo stato di vita dell'uomo ad uno stato di sonno profondo, stato nel quale l'individuo passa la totalità della sua esistenza, ingabbiato dalla meccanicità e dall'accadere degli eventi. Secondo Gurdjieff infatti, l'uomo pensa costantemente di fare  e di decidere, ma in realtà non fa e non decide assolutamente niente, tutto accade e tutto è sottoposto a determinate leggi universali appartenenti al cosmo nel quale viviamo.
La teoria del Sistema della Quarta Via promossa da Gurdjieff, e arrivata ai giorni nostri grazie soprattutto agli scritti di Ouspensky, è genialmente concepita nella sua più profonda accezione filosofica e pratica, perchè tratta le possibilità di sviluppare il livello d' essere di ognuno di noi, attraverso il quotidiano svolgimento delle nostre attività, senza necessariamente abbandonare il nostro comune modo di vivere, escludendo la via dell'isolamento e della solitudine, ma bensì trarre lo spunto da tutte le azioni che giornalmente compiamo, per rendersi conto che niente viene eseguito da noi in maniera davvero consapevole, ma anzi che tutto, dalla più semplice azione pratica, alla più complessa attività intellettuale, viene svolta dall'essere umano in maniera meccanica.
È qui che si trova la grandezza del pensiero di Georges Ivanovitch Gurdjieff. La psicologia, la filosofia, le scienze sociali e del pensiero cognitivo in genere sono solite trattare le varie tematiche riguardanti la natura, il ruolo e lo scopo dell'essere umano nel pianeta Terra, facendo uso sovente di paradigmi ed approcci succubi di prospettive omologate all'individuazione di percorsi volti all'analisi delle più sofisticate intersezioni tra ragione ed istinto, capacità fisiche ed intellettuali, scissione tra mente e corpo, anima e spirito. Tutto questo nel pensiero del Maestro venuto dall'Armenia non esiste. Esiste solo, nuda e cruda, la realtà oggettiva di quello che l'essere umano veramente  è; una macchina funzionalmente organizzata e priva di unità, che come tale agisce, ma che nella sua natura ordinaria, sfrutta solo una piccolissima parte delle sue autentiche potenzialità: proprio partendo da questa presa di coscienza oggettiva e reale, l'uomo detiene la possibilità di incamminarsi verso un graduale risveglio, verso un graduale cambiamento del suo stato stato di essere, verso una possibile evoluzione.
    
La Vita

Nacque ad Alexandropol, in Russia, vicino alla frontiera persiana, nella zona a sud del Caucaso, dove la mescolanza dei vari popoli russi, greci, iraniani, tartari, armeni, porta all'incrocio della civiltà un'onda surreale di culture, credenze, usi e costumi diversi. Purtroppo non c'è molta chiarezza sulla data esatta della nascita, si dice sia il 1877, o forse il 1872  o addirittura il 1866. La sua famiglia era di origine greca. Suo padre, allevatore di grandi mandrie, aveva ereditato la tradizione orale di un'antichissima cultura, e grazie a lui, l'infanzia di G. I. Gurdjieff fu tutta impregnata di racconti e poemi di un lontano passato. Distintosi ben presto agli occhi dell'arciprete della cattedrale di Kars, egli fu anche in seguito guidato da uomini capaci di risvegliare in lui il gusto dei valori essenziali, e ricevette insieme una formazione scientifica moderna e una profonda educazione religiosa.
Suo padre era Greco, sua madre Armena. Il padre era un Ashokh, un ordine appartenente ai preti bardi. Come parte della sua preparazione il padre aveva memorizzato l’intero poema epico di Gilgamesh che gli era stato trasmesso oralmente. Il giovane Gurdjieff ascoltò suo padre recitare porzioni dell’epica di Gilgamesh durante tutta la sua giovinezza. Istruito dal decano della cattedrale militare in studi accademici Russa, Gurdjieff fu preparato per la carriera di medico e prete.
Fu testimone in svariate occasioni, durante la sua infanzia e la prima adolescenza, di eventi straordinari che non poteva razionalmente spiegare, da qui nacque e crebbe quotidianamente nella sua coscienza il desiderio di dedicarsi alla scoperta della verità che si celava dietro queste esperienze.
Intorno al 1842 negli scavi di Babilonia furono ritrovate alcune tavolette in cuneiforme che riportavano l’epica storia di Gilgamesh, datate circa 2000 anni prima di Cristo, furono tradotte grazie al lavoro dell' assiriologo inglese George Smith nel 1872. Gurdjieff lesse, si pensa verso il 1890, 1891, degli estratti dalla traduzione pubblicata in un giornale locale e fu colpito profondamente dallo scoprire che parola dopo parola quello che leggeva era identico a quello che il padre gli aveva recitato nella sua infanzia. Per circa 4000 anni questo racconto epico era stato preservato intatto, grazie alla trasmissione orale tramandata dai preti bardi. Quale era la verità dietro il mito? Quale civilizzazione aveva dato vita a questa grande leggenda? Il desiderio di Gurdjieff di comprendere l’origine e il significato della vita e del posto dell’umanità nello schema dell’universo lo portarono a lasciare la sua casa natale in cerca della "conoscenza nascosta".
Gurdjieff sapeva che in remote regioni dell’Asia vi erano monasteri di differenti ordini che avevano lo scopo di preservare la conoscenza che stava cercando. Considerando che Babilonia, conosciuta per le sue antiche rovine, avrebbe potuto essere il luogo di nascita della civiltà, Gurdjieff si diresse in quella direzione. Lungo la strada, attraverso una serie di eventi descritti nel suo libro, “Incontri con Uomini Straordinari”, ad un sorpreso Gurdjieff venne mostrata, da un prete armeno, una pergamena ben conservata che mostrava la mappa dell’ ”Egitto prima delle sabbie”, al tempo in cui la regione era punteggiata da corsi d’acqua e possedeva una ricca vegetazione. Su quella mappa dell’Egitto prima delle sabbie era chiara l’immagine della Sfinge. Per apprezzare completamente lo stupore di Gurdjieff è necessario analizzare il fatto che tale periodo sarebbe dovuto  risalire al  7500 AC. Questo portò Gurdjieff a pensare che l’origine della civilizzazione dovesse trovarsi in Egitto piuttosto che a Babilonia, e dunque si diresse in questa direzione.
Verso la metà dell'ultimo decennio del 1800 Gurdjieff e altri compagni vissero fra le rovine di Giza, Tebe e Edfu, imparando a decifrare alcuni dei geroglifici che trovarono nei muri in rovina. Una storia parlava di “7 saggi” che arrivarono nell’antico Egitto e fondarono la società che costruì I grandi templi. I saggi arrivarono su un’"imbarcazione del sole" dallo sprofondato continente di Altantide. Nell’epica saga di Gilgamesh, ci sono storie simili circa l’arrivo di emissari di una antica cultura spirituale. Ci sono forti evidenze che la civilizzazione Egiziana, fra le altre, fosse stata trasmessa in questo modo piuttosto che come accademicamente si pensa attraverso una “evoluzione” spontanea. Purtroppo il linguaggio egiziano e il suo significato a livello spirituale non è più conosciuto. Avendo preso dalle rovine tutte le informazioni che gli erano necessarie, Gurdjieff fece ritorno in Medio Oriente per continuare le sue ricerche.
Gli inizi del 1900 erano tempi di grandi movimenti politici, per un certo periodo Gurdjieff viaggiò attraverso l’Eurasia in qualità di spia russa, quest’occupazione gli premise di avere abbastanza denaro e possibilità per passare attraverso confini che altrimenti sarebbero stati invalicabili.
La “spia” ovviamente, rappresentava solo un espediente per poter continuare nel suo indomito viaggiare, le sue missioni erano per lui il suo unico scopo di vita
In una data imprecisata di inizio 1900, riuscì ad arrivare in Tibet, dove studiò, sembra molto intensamente e per svariati anni con i Rinposhe (Lama) del Buddismo Tibetano. Durante questo periodo Gurdjieff testimoniò di aver acquisito la capacità di “accumulare forza vitale sufficiente ad uccidere uno yak a distanza”. Successivamente trascorse molto tempo lavorando sulle condizioni del suo essere in vari ordini  Dervisci, dove imparò l’arte della perseveranza e del sacrificio, volto ad ottenere  un alto grado di consapevolezza interiore.
Da qui le notizie sulla vita e sulle esperienze di Georges Ivanovitch Gurdjieff si perdono e si mescolano in tortuoso ed incomprensibile alternarsi, è certo che per alcuni anni del Maestro armeno non si è saputo più nulla, e nemmeno lui stesso ha voluto fornire dettagli che avrebbero potuto far luce su alcuni passaggi della sua straordinaria esistenza.
Riapparve, come per incanto, in Russia nel 1913 dove iniziò quasi immediatamente  ad insegnare e trasmettere le idee riguardanti un Sistema, che avrebbe permesso all'uomo di avvicinarsi a capire quale fosse la sua vera natura all'interno del disegno Divino.
Mosca e San Pietroburgo furono le sedi principali dei suoi primi due anni di insegnamenti. Proprio a San Pietroburgo nel 1915, incontrò colui, che sarebbe stato destinato a diventare il suo più grande ed autorevole allievo, nonché lo studioso che ha fatto conoscere al mondo moderno le idee della Quarta Via, Piotr Demianovich Ouspensky.
Lasciò la Russia durante la rivoluzione nel 1917 per tornare dalla famiglia ad Alexandropol. Durante la Rivoluzione Bolscevica creò una comunità di studio a Essentuki nel Caucaso, poi a Tuapse, Maikop, Sochi e Poti, tutte sulle rive del Mar Rosso nel sud delle Russia, dove con un gruppo di studenti lavorò molto intensamente fino alla metà del Gennaio 1919. Nel Febbraio 1919 si spostò con I suoi allievi più stretti a Tbilisi dove rimase per più di un anno.
Alla fine del 1920 quando le condizioni politiche in Georgia cambiarono e il precedente ordine crollò, Gurdjieff con alcuni dei suoi più seguaci allievi arrivò a piedi a Batumi sulle coste del Mar Nero in Péra e in seguito ad Abdullatif Yemeneci Sokak vicino ala torre di Galata. Visse in questo periodo  vicino al Tekke dell’ordine Sufi dei Mevlevi fondato da Jalal al-Din Muhammad Rumi, dove Gurdjieff, Ouspensky e Thomas de Hartman testimoniarono la cerimonia dei Dervisci Rotanti, dalla Quale Gurdjieff prenderà spunto per dar vita al famoso ballo conosciuto come le “Danze sacre”. Ad Istanbul Gurdjieff incontrò John G. Bennett, colui che darà vita al movimento della New Age, e che ne rimase profondamente influenzato.
Nell’Agosto del 1921 Gurdjieff viaggiò attraverso l’Europa Occidentale, dando letture e dimostrazioni dei suoi lavori e delle teorie del Sistema della Quarta Via in città come Berlino e Londra. Nell’Ottobre del 1922, creò, grazie all'aiuto ed al contributo di alcuno suoi studenti, l’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo
nel sud della Francia al Prieurè Des Basses Longes a Fontainbleau-Avon vicino al famoso Château de Fontainebleau.
All’arrivo all’istituto, tutti gli allievi comprendevano che erano lì per un solo obiettivo: rendersi liberi dalla schiavitù della meccanicità nella quale la vita di ogni essere umano è prigioniera. Accettavano volontariamente di sottoporsi a condizioni intensive, che includevano duro lavoro fisico, lunghe ore di letture e la pratica delle Danze Sacre la sera. Il tempo destinato al sonno era minimo. Attraverso questo lavoro le persone imparavano a fare “super sforzi”, come evitare le perdite inutili di energia e come accedere ad alti stati di coscienza. L’istituto attrasse molte persone dell’ “intelligentia” del tempo. Molte di loro abbandonarono le loro prestigiose carriere per dedicarsi al lavoro interiore.
Nel 1924 Gurdjieff visitò gli Stati Uniti, dando letture e dimostrazioni delle sue Danze Sacre a New York, con la speranza di stabilirvi un ramo dell’istituto. Lo stesso anno però, rischiò di morire in un incidente automobilistico, capitatogli in Francia, a pochi chilometri dalla sede del suo Istituto. Dopo l’incidente, la natura del suo insegnamento cambiò completamente. Il recupero fu lungo e incompleto. In quel periodo fu costretto a  chiudere l’Istituto di Fontainbleu e si dedicò alla stesura dei suoi libri. Sembrava non dovesse riprendersi più dall'incidente, ma grazie ad una forza d'animo straordinaria, riuscì a tornare alla normalità fisica e a poco a poco riprese il lavoro di insegnamento del Sistema, con fatica riuscì nel giro di qualche anno a riformare un consistente gruppo di studio.
Gli inizi degli anni '30 per Gurdjieff trascorsero all'insegna della scrittura, si concentrò assiduamente nel trascrivere tutto ciò che per anni aveva trasmesso oralmente. Anche se un po' confusamente riuscì a dar vita a progetti e manoscritti a dir poco incredibili.
Il corpus della sua opera "Tutto e Ogni Cosa"(“All and Everything”) fu originariamente scritto in Armeno e Russo. Smise di scrivere nel 1935 quando completò le prime due parti della sua trilogia e aveva iniziato la Terza Serie che sarebbe stata pubblicata postuma con il titolo “Life is Real Only Then, when I Am”.(La Vita è Reale solo quando Io Sono).
Ormai stabilitosi in pianta stabile a Parigi, Gurdjieff visse in Rue des Colonels-Rénard. Fece del suo appartamento lo studio  dove era solito tenere  gli incontri con gli studenti, incontri che sebbene le sue condizioni non fossero più al cento per cento, non decise mai di interrompere. Anzi negli anni precedenti alla seconda Guerra Mondiale, e perfino durante tutto il periodo del Conflitto, continuò a trasmettere  ed insegnare le idee della Quarta Via.
Morì il 29 Ottobre nel 1949 all’Ospedale Americano di Neully-sur-Seine, Parigi, Francia, dopo avere trasmesso le sue ultime istruzioni a Jeanne de Salzmann. È lei, a partire dal 1950, ad organizzare i tanti gruppi di allievi nella scuola diffusa in tutto il mondo e nota ancora oggi sotto il nome Gurdjieff Foundation, i cui centri principali sono Parigi ("Institut Gurdjieff"), New York ("Gurdjieff Foundation"), Londra ("The Gurdjieff Society") e Caracas ("Fundaciòn Gurdjieff Caracas"), e che è presente anche in Italia con il nome di "Centro Italiano Studi sull'Uomo G.I. Gurdjieff".
L’organizzazione denominata The Gurdjieff Foundation è, dunque, l'espressione delle Scuole di Parigi, New York, Londra e Caracas, che vennero create seguendo le dirette istruzioni di Georges Ivanovitch Gurdjieff. Scopo della "International association of Gurdjieff Foundations", definita, a volte, semplicemente come "la Scuola di Gurdjieff", è di preservare l’essenza, la specificità e l’integrità dell’insegnamento del maestro.

Pensiero e Cosmologia*
Chi ha incontrato Gurdjieff lo ha visto come un maestro, capace di praticare il Ricordo di Se e di lavorare sulla propria anima, un individuo in grado di essere conscio di se stesso. Era anche visto come un esoterico e occultista. Gurdjieff ammetteva apertamente che il suo insegnamento fosse di origine esoterica, sosteneva che nessun insegnamento esoterico fosse tenuto segreto per principio, ma per prevenire la mala interpretazione dei concetti più avanzati che il Sistema insegnava. L’evidenza di questo può essere osservata ai giorni nostri dove allegorie avanzate e specialmente i simboli del Sistema, sono presi al di fuori del loro contesto, creando una inadeguata distorsione riguardo al loro reale significato.
In relazione al suo insegnamento, Gurdjieff una volta disse, “Cha cosa insegno? Io insegno alle persone come ascoltare se stesse”. L’insegnamento apriva la questione del posto dell’uomo nell’Universo e del suo possibile sviluppo attraverso un percorso spirituale e pratico. Gurdjieff diceva che le persone vivono la loro vita in una forma di sonno ad occhi aperti, e che questo rappresentava il più alto livello di consapevolezza possibile in cui la natura porta l’uomo in condizioni ordinarie. Nel diventare più consapevoli di se stessi durante la propria vita quotidiana si trova invece un nuovo modo di vivere che può arricchire le nostre esperienze di vita e le percezioni della  nostra coscienza, evadere dall'ordinario e passare dal sonno alla veglia, dall'essere macchine, all'essere Uomini, attraverso lo Sviluppo delle possibilità interiori della natura umana .Conosci te stesso” inteso in modo organico piuttosto che con un fine intellettuale. L’abilità di essere ‘presenti’ più spesso (invece di essere assenti come solitamente siamo), non accade automaticamente e richiede un lavoro su di se nel tempo, guidato inizialmente da un maestro preparato nella pratica dell’insegnamento o da un individuo che abbia un grado di consapevolezza comunque più alto dellla media. Gurdjieff disse che facendo sforzi frequenti per accrescere e perfezionare la propria capacità di portare attenzione alle piccole cose, come camminare, parlare, sedersi etc. le persone potevano gradualmente iniziare a diventare più consapevoli di loro stesse come esseri viventi. E' indispensabile sviluppare dell’attenzione verso il Ricordo di Se, piuttosto che passare le proprie vite addormentati in sogni ad occhi aperti. Per creare le condizioni in cui questa attenzione possa essere sviluppata più intensivamente Gurdjieff insegnò le “Danze Sacre” o “movimenti” come un aiuto nel focalizzare l'attenzione del proprio cervello su ogni piccola contrazione dei muscoli, in ordine di ottenere il pensiero continuamente fisso su ciò che facciamo e perchè lo facciamo. Ha lasciato un corpus di musiche composte per pianoforte in collaborazione con il suo allievo Thomas de Hartman, inspirate da ciò che poté udire visitando remoti monasteri, antiche cerimonie, riti e celebrazioni segrete.

La Presenza di Se stessi è l’inizio di un processo possibile di trasformazione, il cui scopo è quello di cambiare l’intera natura dell’essere umano, per prepararlo, parlando simbolicamente, ad essere un servitore conscio del disegno divino celato dietro la creazione dell'intero universo.


*Cosmologia (tratto da un  testo di Walter Catalano)
Come in ogni disciplina tradizionale, anche nell’insegnamento di Gurdjieff, l’idea di base è quella dell’identità fra il microcosmo ed il macrocosmo: l’uomo è l’immagine dell’universo e segue le stesse leggi. Alla complessa psicologia, la sola aperta alle nostre possibilità esplorative, si connette una ancor più complessa cosmologia. Uno storico delle religioni, in termini tecnici, la etichetterebbe probabilmente come “emanazionista” e “gnostica”.
A fondamento della manifestazione di ogni forma di vita sulla Terra vi sono due leggi cosmiche universali: la Legge del Tre (Triade) e la Legge del Sette (Ottava).
La prima legge postula come ogni fenomeno risulti dall’incontro di tre differenti forze: il pensiero scientifico osserva invece solo la presenza di due forze (positivo e negativo magnetici; cellula maschio e femmina, ecc.), ma è ignaro della terza.
Gurdjieff chiama queste forze: Santa-Affermazione, Santa-Negazione, Santa-Riconciliazione, oppure forza attiva o positiva, forza passiva o negativa, forza neutralizzante.
Le tre forze sono osservabili all’esterno ed all’interno di noi, ma non è affatto facile riconoscerle, specialmente la terza forza. In termini più ordinari si potrebbe parlare anche di impulso, resistenza e conciliazione. Le triadi si succedono in ‘catene’ in cui: “il maggiore si fonde con il minore per realizzare il medio e così diviene o maggiore per il precedente minore o minore per il successivo maggiore”.
Inutile dilungarsi sulle analogie con altre tradizioni: la Trinità cristiana di Padre, Figlio e Spirito Santo in cui, non a caso, quest’ultimo è il “Paracleto”, l’intercessore; la Trimurti indù di Brahma, Shiva e Vishnu; i tre Gunas del Sankhya, Rajas il principio dinamico, Tamas il principio statico e Sattva l’equilibrio; il Sale, Zolfo e Mercurio dell’Alchimia; lo Yin e lo Yang unificati nel Tao; i Tre Triangoli della Quabbalah; ecc..
La legge del Sette, invece, fornisce la sistematizzazione del corso dei movimenti di una forza nello svolgere il processo di completamento di un qualsiasi fenomeno: lo sviluppo della frequenza delle vibrazioni, ascendente o discendente, della forza passa attraverso sette gradi, fasi o “note” disposte lungo una scala armonica, con due prevedibili punti di stallo (proprio dove mancano i semitoni tra mi-fa si-do nella scala maggiore mi, re, do, si, la, sol, fa, mi).
Questa legge si può chiamare “legge della discontinuità delle vibrazioni”. Nell’universo tutto è vibrazione, ma in ogni scala di trasmissione di queste, ci sono sempre due punti dove le vibrazioni rallentano e richiedono uno shock esterno per poter continuare nella stessa direzione. Senza shock esterno il percorso deraglia e cambia traiettoria: questo accade all’inizio (mi-fa) ed alla fine (si-do) dell’ottava. In tal modo si spiegano, per esempio, il rilassamento dello sforzo e le deviazioni dallo scopo originale in ogni impresa umana: una stessa perversa transizione porta dal Sermone della Montagna all’Inquisizione o dalla ‘libertà, fratellanza ed uguaglianza‘ rivoluzionarie a Napoleone e a Stalin. Se “ciò che è in alto è come ciò che è in basso”, anche questa legge si applica sia all’esterno che all’interno di noi: sul piano cosmico l’ottava discendente del cosiddetto “Raggio di Creazione“, che dall’Assoluto porta allo sviluppo progressivo dei mondi, colma il primo intervallo do-si con il ‘Fiat’ divino ed il secondo fa-mi con la funzione della vita organica sulla Terra, vero e proprio organo di percezione del pianeta; analogamente sul piano della realizzazione umana, l’ottava ascendente che porta l’uomo dal sonno meccanico all’essere reale, colma i due intervalli con lo sforzo consapevole e la sofferenza volontaria proposti dal Lavoro.
Nello spazio compreso fra queste due ottave è racchiuso il destino dell’uomo: essere una pedina nell’ottava discendente, svolgere passivamente il proprio ruolo di trasformatore di energia, con tutte le creature viventi, e venire riassorbito a suo tempo nel substrato indifferenziato come parte dell’ecologia cosmica; oppure entrare di forza nell’ottava ascendente, partecipare di un compito più alto, essere attivo.
«Nell’universo tutto è materiale e per questo motivo la Grande Conoscenza è più materialista del materialismo….».
In questo modo il cerchio si chiude, niente è casuale in questo sistema in cui ognuno può scegliere se seguire la corrente generale, manifestando un’esistenza semi conscia e generando un grado di energie rudimentali che vengono usate dal cosmo ad un solo livello; o invece cercare di “essere”, di evolversi consapevolmente, e, applicando il principio “alchemico” della separazione dello ’spesso dal sottile’, muoversi verso la capacità di ricevere e generare energie più raffinate, svolgendo un servizio più alto per le forze della creazione. In entrambi i casi niente viene sprecato: tutto in natura è “cibo” per qualcosa; tutto viene utilizzato.
L’azione universale e coordinata delle due leggi è esemplificata dal simbolo dell’ Enneagramma: un cerchio che include un triangolo equilatero intrecciato con un’altra figura a sei lati. Dei nove lati che lo compongono, sei sono ottenuti da 1 diviso per 7 (che produce un numero infinito in cui non compare mai il 3, il 6 e il 9), gli altri da 1 diviso per 3 (che produce una serie infinita di 3, di 6 e di 9). I punti in cui i lati toccano il cerchio sono numerati da uno a nove. Il cerchio simbolizza lo zero, il serpente ermetico che si morde la coda: in realtà non si tratta di un cerchio ma di una spirale, perché il simbolo non è statico ma dinamico. L’ Enneagramma rappresenta ogni processo che si mantiene da solo per auto rinnovamento: per esempio la vita. Per questo, secondo Gurdjieff, è “il moto perpetuo ed anche la pietra filosofale degli alchimisti”.
Tutto questo una volta detto lo si può anche dimenticare: si tratta adesso di riscoprirlo, non perché ci viene spiegato o lo leggiamo da qualche parte, ma perché lo verifichiamo con la nostra esperienza. L’insegnamento in realtà è soltanto pratico e viene trasmesso esclusivamente per via orale o tramite esempi diretti che evitano anche la parola. Tutto ciò che Gurdjieff ha scritto è terribilmente preciso, ma così analogico che solo la personale comprensione, nata dall’esperienza, può condurre il cercatore al cuore dell’insegnamento. Chi si limita ai libri otterrà ben poco, in altre parole dobbiamo trovare il modo di esercitare il nostro buon senso nell’attrito effettivo con la vita  senza riferirsi a schemi e concetti astratti. 




domenica 3 settembre 2017

Puoi Guarire il Tuo Cuore – Louise Hay

Un cuore spezzato è anche un cuore aperto.
A prescindere dalle circostanze, quando ami qualcuno e il tempo insieme finisce, è naturale soffrire. Il dolore per la perdita di una persona che ami fa parte della vita e del viaggio che essa rappresenta, ma non vale necessariamente lo stesso per la sofferenza. Quando si perde una persona cara, è naturale avere l’impressione di non avere più energie, ma la verità è che dopo la fine di una relazione, un divorzio o una morte, dentro di te hai ancora la capacità di creare una nuova realtà.
Parliamoci chiaro. Quello che ti stiamo chiedendo è di modificare il tuo modo di pensare dopo una perdita: non ti stiamo chiedendo di evitare il dolore del lutto, ma di affrontarlo. Vogliamo che i tuoi pensieri ti portino in un luogo in cui tu possa ricordare la persona cara con amore, senza tristezza o rimpianti. Anche dopo la peggior rottura, il divorzio più difficile e la morte più tragica è possibile farlo. Ciò non significa che dovrai negare o evitare il dolore. Al contrario, dovrai viverlo e poi permettere a una nuova vita di dispiegarsi davanti a te, una vita in cui ti concentrerai sull’amore e non sulla sofferenza.
Ecco in cosa consiste il nostro lavoro. In questo libro ci focalizzeremo in particolare su tre aree.

1. Aiutarti a vivere i tuoi sentimenti
Se hai deciso di leggere questo libro, probabilmente stai soffrendo, e non vogliamo di certo privarti del tuo dolore. Tuttavia questo periodo può rivelarsi una fase importantissima, non solo per guarire dal dolore ma, vivendo appieno ogni sentimento, anche per imparare a lasciartelo alle spalle. Uno dei problemi principali è che potresti cercare di mettere da parte o ignorare i tuoi stessi sentimenti, giudicandoli sbagliati, troppo contenuti o eccessivi. Ti trascini dietro molte emozioni represse, tra cui spesso compare anche la rabbia. Invece, per poter guarire, devi lasciarla uscire.
Non stiamo parlando solo della rabbia legata alla morte, ma di quella che possiamo provare in qualsiasi momento. Elisabeth Kübler-Ross, famosa esperta nel campo del lutto a cui dobbiamo la teoria delle Cinque Fasi del Dolore, diceva che possiamo provare rabbia, lasciarla scorrere dentro di noi e poi liberarcene nel giro di qualche minuto. E proseguiva affermando che, se percepita per più di quindici minuti di fila, diventa rabbia vecchia.
Com’è ovvio, la rabbia è solo una delle emozioni che si manifestano. Quando una relazione si conclude, quando arriviamo al divorzio e persino quando ci troviamo davanti alla morte, veniamo investiti da molti sentimenti, e viverli è il primo passo verso la guarigione.

2. Permettere alle vecchie ferite di venire a galla per rimarginarsi
La perdita rappresenta anche una finestra sulle vecchie ferite che ti porti dietro e che, ti piaccia o no, tornano a farsi avanti. Alcune non sapevi nemmeno di averle. Per esempio, nell’affrontare la fine di una relazione, potresti pensare: Sapevo che non sarebbe rimasto con me. Nel corso di un divorzio, potresti essere convinto che: Non merito di essere amato, oppure alla morte di una persona cara pensare: Mi capitano solo cose brutte. In tutti i casi si tratta di pensieri negativi che vanno oltre la perdita.
Certo, è utile approfittare di un lutto per riflettere sul passato con tenerezza, tuttavia riviverlo all’infinito è doloroso e del tutto improduttivo. Ed è questo che tendi a fare quando ripensi al passato senza la vera intenzione di guarire.
Ma da dove arrivano i pensieri negativi? La risposta è che vengono dal passato, quando non sono stati guariti con amore. Insieme faremo luce sulle tue vecchie ferite e sui processi di pensiero negativi e inizieremo la guarigione con amore e compassione.

3. Modificare i processi di pensiero distorti riguardo alle relazioni, all’amore e alla vita
Nel momento in cui piangi un qualsiasi tipo di perdita, applichi il tuo attuale sistema di pensiero che, nella migliore delle ipotesi, è distorto. Cosa vogliamo dire con ciò? Che le tue convinzioni sono influenzate dalle ferite dell’infanzia e definite dal dolore delle relazioni passate. I processi di pensiero distorti spesso sono plasmati dai genitori e dalle altre persone presenti nella tua vita che hanno certamente fatto del loro meglio nel rapportarsi con te, ma che a loro volta sono state condizionate dal sistema di pensiero distorto creato nel corso della loro stessa infanzia. Tutte queste influenze hanno contribuito a creare il dialogo interiore che ha luogo nella tua testa quando ripeti all’infinito i soliti vecchi pensieri. Così applichi alla nuova perdita questi processi di pensiero e il dialogo interiore negativo.
Ecco perché, dopo la perdita di una persona a cui tenevamo molto, spesso noi esseri umani ci rivolgiamo a noi stessi senza alcun amore e tenerezza. Ci addossiamo la colpa, ci abbandoniamo all’autocommiserazione e arriviamo a credere di meritarci tutto il dolore che proviamo. Come possiamo spezzare questo circolo vizioso? Continua a leggere per scoprire l’importanza delle affermazioni positive e il loro potente effetto sui processi di pensiero distorti.

Il potere delle affermazioni per guarire dal lutto
Le affermazioni sono frasi che rafforzano una convinzione positiva o negativa. Il nostro obiettivo è renderti più consapevole riguardo a quelle negative che usi e, poco per volta, introdurre nella tua vita frasi nuove e positive. Quando pensi, affermi sempre qualcosa ma, sfortunatamente, se i tuoi pensieri sono distorti, di solito continui a ripetere affermazioni negative.
Arricchiremo il tuo lutto e la tua vita con affermazioni positive e amorevoli. La prima volta che le usi potrebbero sembrarti false, ma ti chiediamo comunque di concedere loro una possibilità. Se temi che vogliamo privarti del tuo lutto o in qualche modo sminuirlo, non potresti essere più lontano dalla verità. Vivere il lutto spetta solo a te, ma le affermazioni positive possono annullare la sofferenza e, allo stesso tempo, guarire il dolore passato e i modelli di pensiero negativi. Le affermazioni negative sono false, eppure non hai alcun problema a crederci. Molte persone se le ripetono inconsciamente e si mostrano crudeli con se stesse quando già stanno soffrendo. Uno dei principali obiettivi che speriamo di raggiungere con questo libro è trovare il modo di modificare una volta per tutte i pensieri negativi e ripetitivi.
Quando leggerai le affermazioni positive contenute nei prossimi capitoli, assicurati di applicarle alle tue esperienze e ai tuoi schemi di pensiero, alle tue convinzioni e alla tua visione del mondo, e di usarle per smantellare i pensieri negativi e limitati. Alcune affermazioni potrebbero rimarginare le vecchie ferite e aiutarti a elaborare quelle attuali per guarire finalmente grazie all’amore.

Il dono della vita dopo una perdita
Di certo sai come si conclude una relazione, un matrimonio e persino una vita. Ma sai come si completa una relazione o un matrimonio? Sai come si completa una vita? Ecco un altro aspetto che speriamo di insegnarti nel corso del viaggio che affronteremo insieme. La vita dopo una perdita è ricca di doni inaspettati.
Forse ti sembreranno concetti completamente nuovi, ma la verità è che non tutte le relazioni sono fatte per durare. Alcune reggono per un mese, altre per anni, altre ancora per un decennio. Soffri al pensiero che un rapporto durato un solo anno avrebbe potuto durarne cinque, o che una storia durata dieci avrebbe potuto durarne venticinque. Lo stesso vale per i matrimoni. Definiresti riuscita un’unione finita con un divorzio? Be’, può esserlo. Potrebbe essere perfetta per l’esperienza di cui tu e il coniuge avevate bisogno.
È possibile individuare un ritmo anche quando la vita finisce. È triste, certo, perché vorresti passare altro tempo con la persona cara. Ma sono due i requisiti perché una vita sia completa: il giorno della nascita e il giorno della morte. Tutto qui. Arriviamo quando il film è già cominciato, e sempre nel bel mezzo del film ce ne andiamo. Dobbiamo mantenere il nostro legame con la persona morta, dobbiamo serbarne il ricordo… così alla fine possiamo lasciar andare il dolore.

Nel Capitolo 1 analizzeremo i pensieri sulla perdita. Cosa pensi della fine delle relazioni? Come ti senti davanti al declino di un matrimonio? Come reagisci alla morte di una persona cara? A mano a mano che procederemo tra queste domande, ti aiuteremo a cambiare il tuo modo di pensare al riguardo.
Nel Capitolo 2 passeremo ai rapporti con gli altri. Anche se magari stai leggendo questo libro nel bel mezzo di una rottura, altre persone potrebbero essere alle prese con un divorzio o un lutto. A prescindere dalla situazione in cui ti trovi, ti incoraggiamo a leggere comunque il capitolo, perché sia i matrimoni sia i divorzi nascono sempre da una relazione. E anche la morte è legata a un rapporto.
Il Capitolo 3 si concentrerà nello specifico sul dolore conseguente al divorzio.
E poi, nel Capitolo 4, ci occuperemo del lutto per la morte di una persona cara. Così come ti abbiamo suggerito di leggere il capitolo dedicato alle relazioni, ti consigliamo di leggere anche quello che tratta della morte, perché ogni rottura e ogni divorzio corrispondono, per certi versi, a un lutto.
Nei restanti capitoli, esploreremo i numerosi altri tipi di perdita che viviamo nel corso della vita, da quella di un animale domestico a quella del lavoro, a un aborto e così via. Prenderemo inoltre in esame le possibili vie di guarigione per le perdite meno evidenti, come la sofferenza dovuta a ciò che non è mai avvenuto e mai avverrà.

Le pagine successive conterranno un nuovo modo di pensare, storie toccanti e affermazioni potenti e mirate per situazioni specifiche. Si tratta di testimonianze di persone reali in situazioni reali, che hanno amorevolmente scelto di raccontarci le sfide e le lezioni che hanno affrontato nel corso della loro vita, affinché potessimo condividerle con te.
Il nostro più grande desiderio è che tu capisca che, a prescindere da ciò che stai affrontando in questo momento, puoi guarire il tuo cuore e ti meriti un’esistenza piena di amore e pace. Cominciamo insieme il processo di guarigione.

Tratto da: Puoi Guarire il Tuo Cuore

sabato 29 luglio 2017

il mondo spirituale

Il dott. Michael Newton non avrebbe mai potuto immaginare che la sua attività di ipnoterapeuta, esperto di regressione nelle vite precedenti, stesse per prendere una piega a dir poco incredibile. Era un pomeriggio di dicembre di inizio anni ’70, quando una donna si presentò nel suo studio per chiedergli di aiutarla a superare la depressione da cui era afflitta e, soprattutto, a liberarsi di un profondo senso di isolamento e di nostalgia che le faceva desiderare di stare con i suoi vecchi amici. Quando il dott. Newton le chiese se questi amici fossero compagni d’infanzia, la donna rispose di no: in realtà, non li aveva mai incontrati nella realtà, li vedeva soltanto nei suoi sogni. Pur con una certa perplessità, il dott. Newton decise di sottoporre la donna a ipnosi regressiva e, in effetti, esplorando diverse vite precedenti, un paio di questi amici fecero la loro comparsa. La donna, però, non era soddisfatta. Continuava a ripetere che erano molti di più di due e che desiderava vederli tutti insieme, esattamente come avveniva nei suoi sogni.


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Fu durante una sessione di regressione che Newton, in preda ormai a una certa frustrazione, le chiese se c’era mai stato un tempo in cui si fosse trovata insieme a tutti i suoi amici. La donna si illuminò e rispose di sì. A quel punto, Newton le chiese di andare a quel tempo e, dopo pochi istanti, la donna sorrise raggiante: eccola, era lì, insieme a tutti loro. Newton non capiva. Dove si trovava la donna? “Dove ti trovi?” le chiese. “Nel mondo spirituale!” rispose lei senza esitazione.

La svolta decisiva nella carriera di Newton ebbe luogo in quell’attimo.

Nei giorni seguenti, ossessionato da quel che era accaduto nel suo studio e che non riusciva a spiegarsi, cominciò a riascoltare la cassetta più volte. Durante le regressioni di altri pazienti, decise quindi di chiedere loro di andare nel “mondo spirituale”, cercando di mettere insieme i pezzetti di un puzzle sconosciuto.

Le ricerche di Newton si svolsero in solitudine e in segreto fino agli anni ’80, quando – dopo aver raccolto migliaia di testimonianze – si decise a scrivere il suo primo libro, “Journey of souls” (“Il viaggio delle anime”), pubblicato infine nel 1994. Il contenuto aveva a che fare con una scoperta di enormi proporzioni spirituali.Newton affermava che era possibile rievocare i ricordi che seguono l’uscita dell’anima dal corpo fisico e che si estendono fino alla soglia dell’incarnazione successiva. In poche parole, Newton offriva la possibilità di accedere ai misteri della “vita dopo la morte”: il suo libro era la riproduzione fedele di diverse regressioni ipnotiche nella “vita tra le vite” (ne erano state raccolte circa 7000) e riportava le fasi dell’esperienza spirituale compiuta dall’anima dopo la morte fisica.

Oggi il frutto di quasi 40 anni di ricerche del Dott. Newton, è racchiuso oltre che in “Journey of souls”, anche in “Destiny of souls” (“Il destino delle anime”), quest’ultimo pubblicato nel 2004. A questi due libri, se ne è aggiunto un terzo, “Memories of the Afterlife” (“Memorie dall’Aldilà”), pubblicato nel 2009 in collaborazione con altri ipnoterapeuti esperti di regressione nella “vita tra le vite”, in cui alle regressioni è seguito uno studio per determinare a distanza di tempo quali influenze avesse avuto la rievocazione dell’esperienza nell’aldilà, sulla vita dei soggetti trattati.

Questi tre libri, best-seller tradotti in oltre 25 lingue, hanno finito per rappresentare una sorta di “mappa” animica del mondo spirituale riuscendo a tracciare la sequenza di eventi che l’anima sperimenta dal momento della morte fisica fino alla scelta di tornare ancora una volta nel mondo terreno. Gli argomenti trattati nei tre libri comprendono molte tematiche finora sconosciute. Tra le altre, viene descritto come ci si sente nel momento della morte e che cosa si percepisce subito dopo; come si tenta di comunicare con chi rimane sul piano terreno; l’incontro con le guide spirituali; la descrizione dei vari piani astrali; i sistemi dei “gruppi di anime” e le dinamiche del gruppo di appartenenza; la revisione della vita appena trascorsa e le opzioni che non sono state considerate; il Consiglio di Anziani che aiuta l’anima a comprendere le lezioni animiche; il concetto di evoluzione dell’anima; la scelta del corpo per l’incarnazione successiva e la preparazione al ritorno sulla Terra.

Ciò che è davvero sorprendente nelle ricerche di Newton è che migliaia di soggetti di razza, religione, età, credo, cultura e provenienza diversi raccontano tutti lo stesso viaggio, con modalità solo leggermente differenti. Quando gli viene chiesto come faccia ad essere certo che le testimonianze da lui raccolte siano in buona fede e non frutto di fantasia, Newton risponde: “Be’ una delle cose che deve fare un ricercatore onesto è quella di non suggerire le risposte. Questo è l’unico modo per raccogliere dei dati ‘puri’. Ho trattato ogni caso come se stessi sentendo il racconto dell’Aldilà per la prima volta. Non ho mai chiesto: Vedi questo o questo? quanto piuttosto: Che cosa vedi ora? All’inizio ho avuto paura che fossero solo fantasie, anche se sapevo che è praticamente impossibile fantasticare sotto ipnosi profonda. Ma quello che mi ha spinto a continuare è stata la consistenza dei dati che raccoglievo. Ero impressionato dal fatto che non importava a quale religione, razza o cultura appartenesse il soggetto: sotto ipnosi profonda tutti raccontavano gli stessi dettagli. Inoltre, ho addestrato centinaia di ipnoterapeuti ad accedere nella ‘vita tra le vite’ e oggi i dati raccolti da loro, e che provengono da tutto il mondo, confermano le mie scoperte”.

L’inizio del viaggio nell’Aldilà: la transizione dopo la morte

Secondo le testimonianze raccolte da Newton e dai suoi collaboratori, le anime che lasciano il corpo fisico vengono immediatamente accolte da una guida spirituale o da persone conosciute in vita e che hanno già lasciato il piano terreno. Sebbene, il viaggio cominci quasi subito, non tutte le anime fanno immediato ritorno nell’Aldilà. Ci sono anime che sono state così seriamente danneggiate dall’esperienza terrena da non riuscire a tornare al mondo animico dopo l’uscita dal corpo fisico e che finiscono per ritrovarsi in un “luogo” di transizione.

A questo gruppo (meno numeroso rispetto a quello di chi fa immediato ritorno “a casa”), appartengono due tipi di anime: coloro che non accettano la dissoluzione del loro corpo fisico e lottano per non tornare al mondo dello spirito per motivi di angustia personale, e quelle anime che hanno compiuto o sono state complici di crimini molto gravi.

Mentre il primo gruppo di anime ha bisogno di “adattarsi” alla nuova condizione e, con il tempo accetta l’idea di proseguire il viaggio; alle anime che hanno perpetrato crimini atroci viene concesso l’accesso al mondo animico in un luogo separato e isolato. La decisione che si conclude con l’isolamento viene presa con le proprie guide spirituali nei momenti successivi alla morte fisica: l’isolamento ha il solo scopo di aiutare l’anima a prendere consapevolezza del proprio operato, e il peso della propria coscienza e dei propri rimorsi sembrano essere l’unica “condanna”.

Libri sull’argomento

Dal momento che il male può prendere diverse forme sul piano terreno, le istruzioni spirituali e il tipo di isolamento utilizzato per ciascun anima sono diversi. Anche il periodo di isolamento e di indottrinamento da parte delle guide non è predeterminabile. Il dott. Newton, per esempio, ha raccolto testimonianze che riguardano i cosiddetti “spiriti malevoli”: molti di loro tornerebbero sulla Terra subito dopo un periodo di isolamento, al fine di espiare il proprio operato malevolo attraverso un’incarnazione migliore.

Comunque tutte le anime, a prescindere dall’esperienza avuta sulla Terra, approdano a una sorta di “porto centrale” nel mondo dello spirito, che Newton chiama “l’area di sosta”: in questo luogo simbolico simile a un “centro direzionale” (si tratta ovviamente di una metafora: i luoghi animici sono quasi indescrivibili con parole umane…), le anime vengono raccolte e poi orientate verso il proprio gruppo di appartenenza. La caratteristica più straordinaria di questo luogo è la sensazione che ci sia una grande forza mentale che dirige tutto in base a un’armonia misteriosa. I soggetti intervistati sotto ipnosi si riferiscono a questo luogo come a “un luogo di puro pensiero”.

I gruppi di anime e il Consiglio degli Anziani

A questo punto, l’anima fa ritorno al gruppo di appartenenza (a meno che non si tratti di anime molto giovani o di anime che vengono isolate per altre ragioni). Le anime che compongono il gruppo sono “anime compagne” di vecchia data, strettamente unite per l’eternità, che posseggono lo stesso livello di consapevolezza. Questi gruppi affiatati sono spesso composti da anime affini che mirano a obiettivi comuni a cui lavorano continuamente, anche aiutandosi a vicenda. Di solito, alcuni membri di uno stesso gruppo scelgono di incarnarsi contemporaneamente rivestendo il ruolo di parenti o di amici intimi proprio per lavorare insieme a un obiettivo comune.

Dopo essere ritornati nel gruppo animico di appartenenza (che include in media da 8 a 15 membri), le anime sono chiamate a comparire davanti al “Consiglio degli Anziani”. Sebbene non si tratti di un Consiglio d’accusa, il suo scopo è quello di aiutare l’anima ad esaminare il proprio operato terreno prima di ritornare alle attività del gruppo di appartenenza. Il Consiglio è composto da “anime profondamente amorevoli e altamente evolute” che danno l’impressione di essere molto antiche..
I diversi livelli delle anime

Secondo Newton, il collocamento all’interno di un gruppo specifico è determinato dal livello di evoluzione. Nelle sue ricerche, Newton ha riconosciuto tre livelli: le anime principianti, quelle intermedie e quelle evolute. Con umiltà ammette di non essere potuto andare oltre, perché – ovviamente – le sue testimonianze provengono da anime ancora soggette al ciclo di incarnazioni terrene e gli è stato quindi impossibile “esplorare” l’esistenza di anime ormai evolutesi al di là dell’esistenza terrena. Con una certa ironia, afferma soprattutto che un’anima altamente evoluta non ha bisogno di cercare un terapeuta esperto di regressione per risolvere i conflitti relativi al suo piano di vita!


Le anime principianti

Ci sono due tipi di anime principianti: le anime che si reincarnano sulla Terra da poco tempo e le anime che si stanno reincarnando da un tempo relativamente lungo, ma che rimangono ancora immature. Newton crede che quasi i tre quarti di tutte le anime attualmente incarnate sulla Terra siano ancora nelle fasi iniziali di sviluppo. Le anime concludono il loro ciclo di incarnazione sulla Terra quando raggiungono la piena maturità.

Sempre secondo le scoperte di Newton, l’anima principiante può vivere una serie di vite in uno stato di confusione e di inefficienza a causa dell’influenza di un “curriculum terreno” molto diverso dalla coerenza e dall’armonia propria del mondo dello spirito. Anime meno sviluppate non esercitano la propria volontà spirituale e tendono a rassegnarsi al volere della società, finendo per essere incastrate in strutture socio-economiche di subordinazione. L’anima inesperta tende ad essere trattenuta dal realizzare il proprio compito spirituale dalla mancanza di un pensiero indipendente. Queste anime hanno anche una certa propensione all’egoismo e all’egocentrismo e non riescono ad accettare facilmente gli altri per quello che sono. Non c’è anima che nel passato non sia stata principiante.

Le anime intermedie

Non appena le nostre anime avanzano al livello intermedio di sviluppo, l’attività di gruppo viene notevolmente ridotta. Questo non significa che si ritorni a quel tipo di isolamento che caratterizza le anime “nuove”. Piuttosto, le anime che evolvono al livello intermedio hanno meno interazione con il gruppo primario di appartenenza, perché hanno acquisito la maturità e l’esperienza per operare in modo più indipendente. Per queste anime, la pausa tra un’incarnazione e l’altra è più lunga.

Queste anime sono finalmente pronte a prendersi responsabilità più importanti. Il rapporto che li lega alle loro guide spirituali disincarnate si trasforma da quello tipico tra maestro e allievo a quello tra compagni di lavoro. Come le guide spirituali sono arrivate nel passato ad avere il loro gruppo di studenti così, per queste anime intermedie, arriva il momento per sviluppare competenze didattiche che alla fine le qualificheranno per fare da guida a qualcun altro.

Questa è una tappa significativa per lo sviluppo di un’anima, perché pian piano le vengono date maggiori responsabilità in riferimento all’istruzione di anime più giovani. Nessuno però raggiunge il grado di “guida” da un giorno all’altro. Come per molti altri aspetti della vita dell’anima, tutti noi siamo accuratamente testati. I livelli intermedi sono periodi di prova per potenziali insegnanti. I nostri mentori ci assegnano un’anima di cui prenderci cura e poi valutano le nostre prestazioni da “leader” sia durante che dopo l’incarnazione fisica.

Solo se questo addestramento preliminare ha successo veniamo autorizzati a diventare delle “guide junior”. Il non essere adatti all’insegnamento non impedisce però a un’anima di raggiungere il livello avanzato. Ogni guida, esattamente come chiunque altro, possiede capacità e limiti specifici. Nel momento in cui raggiungiamo il livello avanzato, le nostre attitudini animiche specifiche sono ben note nel mondo dello spirito. E’ per questo che ci vengono dati doveri animici da realizzare sulla Terra commisurati alle nostre capacità. Secondo Newton, esistono infiniti modi di apprendimento capaci di portare ciascuno di noi ad acquisire la pienezza spirituale.
Le anime avanzate

Newton propende a credere che le persone sulla Terra che possiedono anime antiche ed altamente evolute siano scarse. Di solito, queste anime sono vere e proprie guide incarnate. Mentre gestiscono con relativa facilità le questioni esistenziali con cui lotta ancora la maggior parte di noi, queste anime avanzate sono più interessate ad apportare piccole rifiniture a compiti specifici di grande valore spirituale.

Quando appaiono come figure pubbliche sono facilmente riconoscibili (si pensi a Madre Teresa); tuttavia, è più usuale che un’anima avanzata assolva il proprio compito in maniera tranquilla e discreta. Senza mostrare alcuna auto-indulgenza, la loro realizzazione consiste nel migliorare la vita di altre persone. Di solito, si concentrano meno sulle questioni istituzionali e più sul miglioramento dei valori umani a livello individuale.

La caratteristica peculiare di un’anima avanzata è la pazienza che dimostra nei confronti della società, insieme ad una straordinaria abilità nell’affrontare ciò che le accade nella vita. Caratteristiche dominanti di queste anime avanzate sono un eccezionale intuito e una straordinaria capacità introspettiva. Questo non vuol dire che la vita non abbia insidie karmiche per loro, perché altrimenti non sarebbero qui. Possono essere trovate in tutte le sfere della società, ma per lo più ricoprono ruoli professionali di aiuto o sono in qualche modo impegnate a combattere le ingiustizie sociali. L’anima avanzata irradia compostezza, gentilezza e comprensione verso gli altri. Non essendo motivata da un interesse personale, può non prendere in giusta considerazione i propri bisogni fisici e vivere in condizioni a volte molto modeste.

Il ritorno sulla Terra

Prima o poi arriva il momento in cui l’anima deve nuovamente lasciare il santuario del mondo spirituale per imbarcarsi in un altro viaggio sulla Terra. Non si tratta di una decisione facile. Le anime devono prepararsi a lasciare un mondo di saggezza totale dove vivono in uno stato di beatitudine e di libertà per occuparsi delle esigenze fisiche e mentali di un corpo fisico. Una volta tornati nel mondo spirituale, le anime hanno dubbi quando si tratta di lasciare anche solo temporaneamente un mondo di auto-consapevolezza, unione reciproca e compassione per ritornare su un pianeta dominato dall’incertezza e dalla paura a causa di esseri (umani) aggressivi e competitivi. Pur avendo una famiglia e amici terreni, molte anime incarnate si sentono sole e anonime quando si ritrovano all’interno di una popolazione terrena così vasta.

Il recupero energetico dopo un’incarnazione e il ristabilimento dell’equilibrio personale nel piano animico può richiedere più tempo per alcune anime rispetto ad altre, ma alla fine tutte le anime trovano lo stimolo a continuare il ciclo di incarnazioni (che deve essere necessariamente completato una volta iniziato). Se è vero che il nostro ambiente spirituale è difficile da lasciare, è anche vero che come anime disincarnate tendiamo a ricordare i piaceri fisici della vita sulla Terra con nostalgia e affetto.

Quando le ferite di una vita passata vengono guarite e siamo di nuovo completamente in armonia con noi stessi, sentiamo la spinta ad esprimere la nostra identità anche attraverso un corpo fisico. Gli incontri con le nostre guide animiche e con i membri del nostro gruppo di appartenenza ci hanno fornito quell’aiuto spirituale che ora ci permette di essere pronti per la nostra prossima vita. Il nostro karma relativo alle azioni passate verso l’umanità, i nostri errori e successi sono stati valutati secondo un’ottica futura che vuole aiutarci a volgere al meglio i nostri sforzi terreni. L’anima deve ora assimilare tutte queste informazioni e agire intenzionalmente sulla base di tre questioni principali:

(1) Sono pronto per una nuova vita fisica?
(2) A quali lezioni specifiche devo sottopormi per far avanzare il mio livello di apprendimento e per evolvermi?
(3) Dove devo andare e chi devo essere nella mia prossima vita per avere le migliori opportunità di crescita e di realizzazione dei miei obiettivi?

Una volta che l’anima ha deciso di tornare ad incarnarsi, la fase successiva consiste nell’avere indicazioni sul quando e dove. Le anime, infatti, considerano quando e dove vogliono andare sulla Terra prima di decidere chi saranno nella loro nuova vita. Newton spiega che molti soggetti hanno difficoltà a descrivere il luogo in cui viene selezionata la vita successiva e che quasi tutti tendono ad usare delle metafore. Molti si riferiscono a questo luogo come a un cinema che permette alle anime di vedere se stesse nel futuro, con ruoli diversi in contesti diversi.

In questo luogo di selezione, le nostre anime visionano in anteprima molteplici scelte. Quando lasciamo questa zona, la maggior parte delle anime ha già una propensione verso una scelta piuttosto che un’altra. Tuttavia, i nostri consiglieri spirituali ci danno la possibilità di riflettere a lungo su tutto quello che abbiamo visto del nostro futuro prima di prendere la decisione definitiva.

Dopo che le anime hanno completato le consultazioni con le loro guide e con i membri del proprio gruppo a proposito delle diverse implicazioni fisiche e psicologiche legate a una particolare scelta, la decisione di incarnarsi viene presa. Sarebbe logico supporre che la partenza per la Terra sia immediata: in realtà questo non avviene prima che si sia verificata un’altra importante fase di preparazione. Il luogo in cui le anime si recano per accedere a questa fase finale viene chiamata da Newton “classe di riesame”. Uno delle ultime richieste prima di imbarcarsi per la Terra è, infatti, quella di presentarsi al Consiglio degli Anziani per la seconda volta. Il mondo spirituale è un luogo governato dall’ordine e gli Anziani vogliono rafforzare la consapevolezza di un’anima in riferimento ai compiti spirituali dell’incarnazione che si sta per intraprendere. Dopo questo incontro, alcune anime ritornano al gruppo di appartenenza per salutare i compagni, mentre altri preferiscono partire immediatamente per l’incarnazione terrena. Questa è l’ultima possibilità che viene data alle anime di godere della totale consapevolezza della propria vera essenza prima di adattarsi a un nuovo corpo e a una nuova “avventura” terrena.

Alessia Giovannini 2008-2010 (titolo originale: Misteri: la vita dopo la morte)

giovedì 27 luglio 2017

l'armonica della coscienza



Queste informazioni vengono date per agevolare la comprensione del modo in cui l’energia pulsa attraverso gli otto toni dell’ottava per manifestarsi come le sette dimensioni che ritornano all’Uno.
Ci siamo focalizzati sull’aspetto dell’Amore, quale vera vibrazione della coscienza dell’Uno. Qui, cerchiamo di dimostrare in che modo voi – come esseri creatori e maestri d’energia – avete accesso a tutte le espressioni dell’energia in qualsiasi momento. Dipende da voi decidere a quale(i) livello(i) sceglierete di risuonare. Vi sollecitiamo a non rimanere nel terzo livello – ma a cercare di esprimere i livelli più elevati dell’energia dell’Uno dentro di voi.
Questo articolo cerca anche di spiegare in che modo noi, come umani, funzioniamo ad un livello individuale attraverso i primi sette chakra, e poi come un gruppo, o attraverso una mente di gruppo, al livello dei cinque nuovi chakra.
I cinque nuovi chakra abilitano lo stadio successivo dell’evoluzione umana, poiché forniscono accesso non solo alla mente di gruppo sulla Terra, ma anche a livelli superiori di coscienza, inclusi i livelli di coscienza Planetaria, Solare e Galattica.

Entrare nell’Ottava: Il Viaggio Comincia

Al punto zero l’intelligenza creativa entra in una nuova spirale di crescita e d’evoluzione. Per poter esplorare l’ottava, ci si deve separare dalla sorgente e viaggiare all’esterno. Questa fase riecheggia nei miti originali della creazione, quali quelli Egizi e quelli Cristiani, dove l’Uno si divide e diventa Due, creando movimento e dualità. Da questo punto sono possibili l’esplorazione e la creazione.

La Prima Dimensione: Colore - Rosso, Nota - Do, Forma - Cerchio

La luce bianca e pura dello spirito, che entra nell’ottava, cambia la sua frequenza al colore Rosso, e il suo tono alla nota Do. In termini geometrici, la forma è la sfera o il cerchio.
A questo livello la sfera produce un alto grado d’identificazione con la sorgente (sfera originale). C’è una forte attrazione magnetica a ciò che è simile o uguale. La vibrazione d’Amore si manifesta come un forte senso di connessione, d’unità e d’identità.
Dal punto di vista umano, troviamo questa energia situata principalmente nel Chakra Base. Qui la definizione d’amore si relaziona alla famiglia, tribù o clan, coloro che sono “simili”, e voi siete attratti a questi. Quando siete in perfetta risonanza con questa vibrazione, comprendete la vostra connessione all’Uno e che tutte le energie ed esseri sono la vostra famiglia e tutti sono “simili” a voi.
Tuttavia, in questo viaggio fuori e lontano dall’Uno c’è anche la tendenza a vacillare o a distorcersi nell’intenso apprendimento/esplorazione, e a dimenticare la vostra vera natura. A questo punto entra un’illusione chiamata paura e voi cominciate ad immaginare, o a credere, che ci sono altri che sono “diversi” da voi, e che per proteggere il vostro gruppo li dovete respingere. Immaginate che la loro diversità vi minacci, quindi cercate di eliminarli per creare nuovamente un’“identità”. Quindi l’illusione produce vibrazioni negative chiamate paura, odio, aggressione e guerra. Vi sollecitiamo a comprendere queste emozioni come risposte all’illusione della separazione. Vi chiediamo di non giudicarle, ma di comprendere che sono strumenti d’intenso apprendimento ed esplorazione e parte del ritrovamento della via di ritorno alla risonanza con l’Uno. (Nota: questo è particolarmente vero, sin dagli eventi dell’11 Settembre 2001) Se allargate il campo d’applicazione nell’illusione potete sempre scegliere di ritornare alla vera vibrazione dell’Uno, che si manifesta a questo livello come un intenso amore per la famiglia, per tutto ciò che è, poiché siamo tutti relazionati.
I Nativi Americani hanno chiamato il piano manifesto della materia la Strada Rossa, comprendendo l’intensa vibrazione creativa dell’energia Rossa, e quanto siete vicini alla sorgente, quando riconoscete tutte le vostre relazioni e tutte le cose come “famiglia”.

La Seconda Dimensione: Colore – Arancione, Nota – Re, Forma - Icosaedro

A questo punto la coscienza si sposta ulteriormente nel suo viaggio d’esplorazione. Il cambiamento di frequenza è verso l’Arancione – un misto di Rosso e Giallo, e la forma, l’Icosaedro, indicano una dimensione molto più complessa e complicata.
A questo livello la consapevolezza è costruita sulla prima dimensione, ma si sposta oltre la famiglia e ora genera un’intensa attrazione magnetica all’“altra” energia, che è interpretata come “emozione” o “intensità”. Questa può essere un’intensa identificazione con l’altra energia che è chiamata “amore”, o un’intensa paura/repulsione, che è definita “odio”. Queste non sono risposte ragionate, ma puramente istintive o animali/chimiche. A questo livello entrambe queste emozioni, apparentemente contraddittorie, sono basate sulla coscienza che cerca ancora di esplorare la natura dell’“uno” e la sua separazione da se stesso – che sono definiti “amore” e “odio”.
A questo livello la coscienza scopre l’attrazione sessuale e la capacità di innamorarsi, con tutte le sue intense sensazioni di passioni, connessioni e, in modo negativo, rifiuto.
La coscienza cerca l’esperienza estatica della fusione con l’altro e il ritorno ad un senso d’Unità attraverso la connessione sessuale. Questo può essere sperimentato brevemente con l’orgasmo sessuale – ma poi la coscienza ritorna sempre allo stato di “separazione” e all’illusione della “solitudine”.
Questo spiega perché il rifiuto romantico o sessuale ha un effetto devastante su alcuni individui. La coscienza che cerca di fondersi con l’altro e di riscoprire l’Uno, è apparentemente ostacolata e allontanata. Questo è il motivo per cui la depressione e il suicidio possono essere un risultato delle delusioni sentimentali.
Questo è anche il punto in cui la coscienza scopre il proprio potere creativo innato, e che dall’unione con un altro ci può essere una manifestazione produttiva. Questo è più evidente nell’unione sessuale – dove un terzo essere può essere creato. Ma la coscienza qui impara anche ad usare questo potere di connessione per creare le necessità materiali ed emozionali del suo essere.
A questo livello l’intenso potere creativo dell’espressione d’amore nell’energia arancione è, allo stesso modo, accompagnato dalla natura distruttiva dell’illusione della paura. Se la coscienza cade nell’illusione di essere separata e sola, la sua sopravvivenza potrebbe significare che deve usare o manipolare le intense energie a questo livello per eliminare gli altri che minacciano i suoi bisogni. Poiché ha dimenticato l’Uno, immagina di essere sola e quindi deve combattere, complottare e manipolare, affinché sia fatto fronte ai suoi bisogni. Una volta che ritorna al riconoscimento dell’Uno, è in grado di usare la frequenza arancione per creare una realtà amorevole ed abbondante, dove i suoi bisogni sono soddisfatti, e dove può condividere con gli altri.
La maestria dell’energia Arancione e le intense energie creative che si trovano qui sono veramente maestrie del livello materiale. È probabilmente una delle ragioni per cui i monaci Tibetani indossano vesti arancioni, e in Oriente l’arancione è un colore sacro. La geometria e forma dell’Icosaedro è una forma complessa che rappresenta anche il 7° livello, o il ritorno allo spirito. L’Icosaedro è anche la forma cristallina dell’acqua, quindi le energie dell’arancione sono fluide, attive, mutevoli e dinamiche. Questo può essere un livello molto volubile, e ci vogliono un forte senso di pace interiore e di connessione con l’Uno per impadronirsi delle sue energie.

La Terza Dimensione: Colore – Giallo, Nota – Mi, Forma - Ottaedro


A questo punto, nel suo viaggio attraverso le energie dell’ottava, la coscienza si sposta al livello successivo, rappresentato dal colore Giallo e dalla forma dell’Ottaedro.
A questo livello l’essenza Divina dell’amore cerca di allontanarsi dall’intensità e dalla complessità del secondo livello, per conoscere se stessa in modo calmo e strutturato.
Nell’umano, questo rappresenta le energie mentali, dove l’individuo diventa consapevole degli aspetti del tempo e dello spazio, e il bisogno di ordinarli per permettere all’energia della coscienza di fluire nel modo più produttivo.
A questo stadio dell’ottava, l’amore è espresso in un modo razionale e ragionato – oltre l’intensa esperienza del secondo livello. Questo è l’amore definito “agape” dai Greci per distinguerlo dall’“eros” del secondo livello. L’agape è l’amore per propri compagni umani, lo stimolo filantropico per creare un ambiente migliore per gli altri umani. Comprende il principio dell’Uno come relazionati agli umani, che sono visti come il livello più elevato d’intelligenza, poiché hanno lasciato il secondo livello e si sono “elevati” al terzo. Questa è l’ignoranza creata da esseri tanto lontani nel loro viaggio al di fuori della sorgente – da immaginare che la progressione lungo la scala della coscienza crea una gerarchia d’essere. Quando si è completamente nella Coscienza dell’Uno, siete allora veramente consapevoli che il concetto della gerarchia è un costrutto tridimensionale, che è stato creato per ignoranza della natura dell’Uno. 
Nella sua vera vibrazione di risonanza con l’Uno, la terza dimensione è un luogo dove gli umani possono creare strutture per far fluire le loro energie e per aiutarle a manifestare qualsiasi cosa si desideri nel piano della materia.
Tuttavia, a questo livello, quando la coscienza si sposta nell’illusione della paura, diventa sospettosa dei motivi e dei pensieri degli altri che sono diversi. Comincia poi ad istituire strutture che controllano e gestiscono il pensiero e l’energia, per il beneficio di chi gestisce le strutture. Così, nella terza dimensione si vede l’insorgere di istituzioni come le Chiese, le Università, gli Ospedali, le Scuole, le Banche e le organizzazioni caritatevoli. Tutte sono istituite entro la motivazione filantropica del desiderio tridimensionale di strutturare, ma quando sono soggette alla paura queste si distorcono e diventano strumenti di controllo e di arricchimento personale per i pochi a spese dei molti.
Il solo modo per liberarsi dall’illusione della separazione che è generata nella terza dimensione, è quello di entrare nel Quarto Livello e cominciare il viaggio di ritorno all’Uno. L’illusione della separazione, però, può essere molto forte nella terza dimensione, poiché la mente razionale vede solo le differenze, non avverte intuitivamente le energie dell’Uno. E, poiché l’energia è così strutturata – non c’è una forza dinamica che spinge in avanti le energie nei livelli di coscienza più elevati.
L’impeto per liberarsi della terza dimensione e di spostarsi nuovamente verso casa deve venire da dentro l’individuo. Lei o lui, devono sperimentare un profondo desiderio di sperimentare la vita al di là dei confini delle strutture materiali della terza dimensione. Quando questo profondo desiderio per il significato e per la connessione con lo spirito viene registrato nei regni Angelici, gli angeli si fanno avanti per aiutare la persona a compiere lo spostamento in avanti e a cominciare il viaggio di ritorno all’Uno. Questo di solito è influenzato dalla sincronicità, un incontro casuale, un libro, un seminario, qualcosa che porta l’individuo ad un sentiero più elevato e al viaggio di ritorno alla Legge dell’Uno.

La Quarta Dimensione: Colori - Rosa Rosa/Verde, Nota – Fa, Forma – Stella  Tetraedro


A questo punto la coscienza comincia un risveglio e desidera ardentemente la sua precedente connessione con l’Uno – la sorgente. Questo desiderio, quando diventa una passione profonda per l’amore e l’unità (one-ness) eleva la coscienza al livello della 4° dimensione e del Chakra del Cuore.
Qui l’Ottaedro della Terza Dimensione si trasmuta nella Stella Tetraedro, una forma più complessa ed equilibrata. A questo punto il viaggio verso casa è cominciato. La coscienza impara a muoversi oltre le strutture razionali della Terza Dimensione e le sue definizioni d’amore basate sulla paura e sulla diffidenza verso una definizione dell’amore basata sulla Legge dell’Uno e sull’Amore Incondizionato.
La Legge dell’Uno afferma che noi siamo tutti Uno – deriviamo da una sorgente e siamo tutti interconnessi. Ciò che facciamo influenza tutti gli altri e viceversa. Questa è la ragione degli insegnamenti di Cristo – fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te.
A questo livello la coscienza comprende appieno che la paura è un’illusione che nega l’unità (oneness) e crede nella separazione, perciò perpetua le sensazione d’isolamento e di solitudine. A questo livello sappiamo e sperimentiamo il concetto di “famiglia” – comprendendo che siamo tutti relazionati e in relazione, non importa chi o dove siamo nello spazio o nel tempo.
Quando la coscienza comincia ad assumere la Legge dell’Uno – i colori si spostano da verde radioso, il colore dell’abbondanza e della natura, ad un meraviglio rosa, il colore dell’amore – amore incondizionato e la “Coscienza Cristica” ascesa del “servizio agli altri”.
Qui, la coscienza incarnata deve imparare ad affrontare le relazioni da questa prospettiva più elevata. Qui i concetti dello Specchio e dell’Ombra sono inestimabili.
Secondo la Legge della Risonanza, attraiamo o magnetizziamo verso noi stessi, esperienze con una frequenza simile alla nostra. Così, chiunque condivida il nostro “ologramma” o “spazio empirico” è, in qualche modo, un aspetto o riflesso di noi stessi.
Usando la tecnica dello “specchio”, comprendiamo che gli altri sono proprio noi, e che ci riflettono i nostri problemi. Il concetto dell’“ombra” ci permette di comprendere che le persone sgradevoli, arrabbiate o violente con cui ci connettiamo sono aspetti anche del nostro sé represso od ombra. Questo riconoscimento ci permette di affrontarli con compassione e amore incondizionato. Senza approvare le loro azioni o comportamento, possiamo relazionarci a loro con tolleranza e indulgenza. Impariamo a non assumere la rabbia e la violenza come questioni personali, ma a vederle come aspetti irrisolti dei nostri sé ombra reciproci. Il maestro della Quarta Dimensione sa come mobilitare le energie dell’ombra per scopi costruttivi e creativi nell’amore e nella cura.
A questo punto la coscienza impara come gestire le energie della relazione senza paura e senza il bisogno di dolore, sofferenza e dispiacere come mezzi d’apprendimento. Il viaggio verso casa è veramente cominciato. Ora la pace, la gioia e l’armonia sono possibili.

La Quinta Dimensione: Colore – Blu, Forma – Cubo

A questo punto la coscienza, poiché ha cominciato a risvegliarsi ai misteri della creazione, desidera ottenere la saggezza e l’esperienza del Creatore. La coscienza cerca di sperimentare appieno se stessa come un Co-Creatore della propria realtà olografica in associazione con il Creatore.
La Stella Tetraedro del quarto livello si trasmuta al Cubo e la frequenza di colore è il Blu.
La coscienza che desidera spostarsi al livello di quinta dimensione è, di nuovo, guidata nella sua ricerca dal Sé Superiore e dalle Guide Angeliche. Qui l’essere incontra i vari insegnanti e le scuole di saggezza, entrambi nella terza dimensione e superiori. Le fonti tridimensionali includono libri, laboratori, insegnanti, mentre le fonti di quinta dimensione possono essere canalizzati tramite un maestro tridimensionale.
A questo livello ci si aspetta che la coscienza dello studente mostri discernimento. Ci sono alcune scuole ed insegnamenti che non sono completamente integrati nella Legge dell’Uno, e cercano di ottenere controllo e potere sugli altri, a causa delle paure non riconosciute che esistono ancora al livello dell’ego/ombra. Chi lavora nella quinta dimensione spesso, si confronta più intensamente con l’energia ombra rispetto agli altri livelli.
A questo livello alla coscienza vengono insegnati i principi della dualità: Yin/Yang, e arriva a comprendere che l’ombra/scuro è puramente un potenziale non sviluppato. La maggior parte delle tradizioni di saggezza insegnano che la Luce/Conscio esce dall’Oscurità/Inconscio, e che uno non può esistere senza l’altra. C’è una “pulsazione” costante fra le due energie, conosciute anche come “Eros” e “thanatos” – o desiderio di vita e desiderio di morte. La coscienza maestra impara a mantenere in equilibrio questi due impulsi. Qui si applica il principio del Non-giudizio. Al contrario di ciò che insegnano le religioni nel controllare i corpi – non c’è giudizio posto sull’“oscurità”. La Legge dell’Uno insegna che tutto è del Creatore – quindi la luce e l’oscurità sono due aspetti del creatore uguali e hanno bisogno di essere sperimentati come tali, senza giudizio. Il punto è di non propendere solo verso la luce – dove si avrebbe bisogno di un’altra persona per portare l’oscurità proiettata – o nell’oscurità, dove le energie distruttive e negative sono predominanti e la luce si perde. Lo scopo della coscienza dell’iniziato o dello studente è quello di trovare l’equilibrio, senza ignorare l’oscurità che emigra nell’“amore e luce”, e può essere pericolosa, poiché crea una coscienza d’elitarismo e di separazione, e alla fine, conflitto.
Per ottenere completamente la maestria della Quinta Dimensione la coscienza dello studente si deve impadronire di ciò che il Maestro Egizio di Saggezza Thoth/Hermes chiamava Ogdoad ed Ennead.
L’Ogdoad – o il principio dell’Otto – può essere riassunto brevemente come una conoscenza dei principi creativi dell’energia, luce, suono, colore e geometria sacra. Questi sono i principi di base della creazione – che come la matematica frattale suggerisce – sono ripetuti ad infinitum da una parte all’altra dell’Universo – “come sopra, così sotto”.
Anche l’Ennead – o principio del Nove – si riferisce alle dinamiche della creazione. Qui i Nove Principi includono la conoscenza dei Quattro elementi – Fuoco, Acqua, Aria e Terra – e delle leggi del magnetismo e della risonanza che si applicano quando l’Uno diventa i Molti. Quando ci si impadronisce di queste lezioni la coscienza sperimenta appieno la Legge dell’Uno e dei Molti, e dei Molti e dell’Uno – ed è pronta a vivere quella consapevolezza. Il dono di questo è la saggezza e l’abilità dell’Adepto, che può usare queste leggi fondamentali per co-creare.
Molta della saggezza relativa alla Quinta Dimensione è stata trasmessa alla Terra da Sirio e dalle Pleiadi, attraverso gli Antichi Egizi e i Maya, come pure dai filosofi Greci e del Rinascimento e dalle scuole di Saggezza Ermetiche Arcane. La tradizione della Scuola di Saggezza era sempre elitaria, con il proposito di mantenere il potere e l’autorità su un gruppo scelto e selezionato. Dal 1987 e l’espansione della Convergenza Armonica, gli antichi segreti delle Scuole di Saggezza e il loro accesso alla Maestria di Quinta Dimensione sono resi disponibili a tutti gli umani che scelgono d’intraprendere il viaggio della coscienza Multi-Dimensionale e della Crescita della Coscienza – come era sempre stato inteso da chi ha portato questa saggezza alla Terra.

La Sesta Dimensione: Colore – Indaco, Forma - Icosaedro


Una volta che la coscienza si è impadronita della saggezza del Cosmo attraverso lo studio e l’iniziazione pratica – lo stimolo per diventare creativi e giocosi è dominante. Laddove l’amore espresso nella Quinta Dimensione si esprime come saggezza e potere di co-creare, nella Sesta Dimensione si esprime come giocosità gioiosa, mentre la coscienza in espansione comincia a completare il suo viaggio verso casa.
La Sesta Dimensione è il regno del Bambino Magico o del Bambino Eterno – uno stato d’innocenza e gioia che ha i suoi fondamenti nell’“esperienza” o nella “saggezza” ottenuta attraverso l’esperienza. Qui il colore è Indaco, un colore da tempo identificato con un Maestro di Coscienza e, più recentemente, con i bambini eccezionali e spirituali che nascono sul pianeta oggi, chiamati Bambini Indaco.
La forma è l’Icosaedro, la forma identificata con la molecola dell’acqua. L’acqua è significativa poiché “imprime” informazioni e può cambiare forma e potenza secondo le circostanze. L’acqua che sia stata “benedetta”, o su cui si sia meditato o pregato, sostiene le energie d’alto livello di quella preghiera nella sua forma cristallina. Questo indica in che modo al livello della Sesta Dimensione il maestro di coscienza “imprima” pensieri e schemi nelle acque/energie per manifestare un altro livello di gioia ed abbondanza olografica. Questo è fatto con la facilità e la spensieratezza di un bambino.
A questo livello la coscienza apprezza appieno le implicazione della Legge dell’Uno e dell’Uno e dei Molti. Comprende che il Creatore/Sorgente è l’Amore e che ogni coscienza individuale unità/entità è una parte del Creatore (l’Uno) che esprime se stesso come un Individuo (i Molti).
Poiché l’amore è ciò che motiva il Creatore, la coscienza di Sesta Dimensione quindi, comprende che l’intero Universo è basato sull’amore e che questo amore è un elemento creativo e di supporto che cerca il “bene più alto” di tutti.
L’energia dell’amore “imprime” sempre le nostre intenzioni come creatori e supporta le nostre creazioni, sia positive sia negative. Nella Sesta Dimensione la coscienza è sia auto-consapevole sia saggia abbastanza da monitorare le sue creazioni e da assicurare che sta creando da un posto d’amore, gioia e abbondanza. L’energia creativa della Sesta Dimensione rimane nella saggezza della Quinta Dimensione, ma racchiude la gioiosa certezza della spirale evolutiva verso l’alto, di ritorno al Creatore.
A questo livello la coscienza cerca di esprimere la sua realtà giocosa e la conoscenza della geometria sacra del Cosmo attraverso i tentativi artistici e creativi – danza, musica, arte, poesia e altre forme che fanno eco alle attività cosmiche della Mente Creativa – come sopra così sotto. 
La Musica è la forma d’arte che probabilmente esprime nel modo più immediato l’essenza dei concetti della Geometria Sacra: l’ottava, la risonanza, la vibrazione, la tonalità e le armoniche. Un musicista e compositore è, per necessità, un vero maestro della geometria sacra espressa come suono.
Anche la luce esprime le stesse geometrie attraverso la Ruota del Colore e i concetti del Prisma e della Cristallografia. L’Artista che capisce veramente il mezzo del colore, della forma e del gioco di luce e oscurità è un maestro anche di questo aspetto della geometria sacra.
La Danza, dall’altro lato, combina gli aspetti di entrambi il suono (musica), colore e forma attraverso gli intricati schemi del corpo che crea i suoi stessi schemi o geometrie sacre attraverso lo spazio e il tempo. Qui lo strumento di base dell’espressione è il corpo che crea schemi attraverso una relazione con la musica, la luce e il colore.
La Poesia è un’altra forma creativa, in cui il linguaggio si sposta dallo strumento di comunicazione logica dell’emisfero cerebrale sinistro per giocare con i simboli e le metafore e per creare nuove combinazioni ed armoniche basate anche sul ritmo, la metrica, la risonanza e la combinazione. Gli Antichi Egizi erano maestri dell’arte del linguaggio metaforico/simbolico, e usavano anche pittogrammi o geroglifici per suggerire un tessuto di significato ampiamente stratificato al lettore/creatore. Il loro scopo non era mai la corrispondenza di significato uno a uno che oggi noi veneriamo come “chiarezza di pensiero”, ma, piuttosto, un gioco ricco e produttivo di possibili significati che dovevano essere creati dal lettore secondo la loro saggezza e creatività combinate. Questo assomiglia alla tecnica della “parabola” usata dal maestro Esseno, Gesù, in cui una semplice storia generava strati multipli di significato – mai una semplice corrispondenza uno a uno. Inoltre, la saggezza era disponibile per chi poteva giocare con i simboli e le metafore. Come Gesù disse: Lasciate ascoltare colui che ha orecchie, indicando il bisogno di una consapevolezza finemente sintonizzata per “udire” ciò che viene detto e per co-creare i diversi livelli di significato.
A questo livello la coscienza del creatore non sperimenta più la paura, poiché comprende la separazione come l’illusione quale è veramente. La coscienza capisce che è supportata con amore e, quindi, è capace di continuare a creare e a ricreare la sua realtà in armonia con quella della Sorgente e in accordo con i processi evolutivi del pianeta.
A questo livello la vita sulla Terra è un costante gioco di creazione, espresso a livelli sempre più raffinati di perizia e consapevolezza, mentre la coscienza viaggia a livelli superiori alla Sesta Dimensione.

La Settima Dimensione: Colore – Viola/Bianco, Forma – Icosaedro

La Settima Dimensione è quel punto in cui la coscienza completa l’ottava d’esperienza ed è pronta per cominciare una nuova ottava o viaggio verso casa, al Creatore. Questa è la casa del maestro/guerriero spirituale e del “boddhisatva”, o di chi incarna la luce e l’amore spirituale nel mondo.
È la dimensione del servizio spirituale ed è rappresentata dalla sacra forma a dodici lati del dodecaedro e dai colori viola e bianco.

A questo livello l’energia della Sorgente si esprime nel desiderio sia di creare sia di servire. Il maestro/a di Settima Dimensione conosce se stesso/a attraverso le sue creazioni d’amore e di servizio. Qui la coscienza ha completamente integrato tutte le Leggi del Cosmo e comprende lo scopo della creazione e dell’evoluzione: che la sorgente cerca di conoscere se stessa e di crescere attraverso le sue creazioni. Quindi, la coscienza maestra serve il proposito del Creatore diventando un Co-creatore ed aiutando gli altri verso una piena consapevolezza di se stessi e delle loro creazioni, in modo che possano essere noti al Creatore e conoscere il Creatore dentro loro stessi.
La coscienza di Settima Dimensione esprime gli ideali di servizio – servizio agli altri – come l’espressione d’amore più elevata e lo scopo del Creatore. È a questo livello che la coscienza cerca di esprimere le energie Archetipe del maestro e del uomo/donna saggio come un guaritore/insegnante sacro o sciamano/a. Poiché a questo livello la coscienza ha sperimentato la maestria di tutti gli altri livelli – questi possono avvicinarsi al processo d’assistenza agli altri nel processo di crescita e di auto-consapevolezza.
La forma dodecaedro rappresenta il quinto elemento – ”etere” o energia, e il guaritore/insegnante di settima dimensione è anche un maestro delle tecniche di guarigione energetica e della manifestazione di risorse.
Il livello di settima dimensione è diretto da una forza angelica nota come gli Elohim, che sono gli “dei creatori” del Pianeta. È la loro funzione sovrintendere ed assistere l’evoluzione della coscienza sulla terra nel suo viaggio verso la luce. Al livello di settima dimensione la coscienza si unisce con il suo aspetto “Elohim” ed assume la responsabilità co-creativa per l’evoluzione della coscienza sul pianeta Terra. Così un essere/coscienza multi-dimensionale totalmente sviluppato sarà in prima linea nell’evoluzione cosciente, il cui compito è di servire gli altri nel loro viaggio verso la consapevolezza e la maestria multi-dimensionale su questo pianeta.
Questo lavoro svolto in co-creazione con il piano Divino e con le forze angeliche, permette alle manifestazioni dello spirito di dirigere la forma di servizio come concordato da quell’iniziato/maestro prima dell’incarnazione.

L’Ottava Dimensione: Colori – Magenta Arancione/Rosa, Regno – Archetipico

I cinque chakra discussi in questa sezione sono i chakra “nuovi” o “riattivati” e rappresentano il “Ponte Arcobaleno” per l’ottava successiva. Le energie di questi chakra devono essere usate nel processo d’Ascensione e ci sono state rese disponibili solo dalla Convergenza Armonica del 1987. Lo Spettro Totale dei Dodici Colori è stato reso disponibile a tutti solo alla fine del 2001, durante il Solstizio del 21 Dicembre 2001.
Il Regno dell’ottava dimensione o chakra è chiamato Chakra Transpersonale. Viene chiamato così perché a questo punto ci stiamo allontanando dall’“individuazione” come è rappresentata dai primi sette chakra o dimensioni, e avvicinando al posto della mente di gruppo, dove condividiamo le energie creative e i colori della coscienza intelligente del Pianeta Terra.
L’ottavo Charka è il depositario degli schemi, suoni, colori e drammi delle storie con cui modelliamo la nostra vita quando ci incarniamo sul pianeta Terra. Questi li chiamiamo Archetipi, e si trovano nei miti, nelle leggende e nelle storie sacre di tutte le genti che abitano sul pianeta Terra. Quelle delle genti antiche erano più ricche delle nostre, poiché erano più vicine alla sorgente, alla terra e alla loro capacità di sognare e di creare. Ma, quando torniamo indietro, verso la sorgente, possiamo accedere nuovamente a questo luogo di sogni e di storie. 
Un Archetipo è una storia che raccontiamo o creiamo e che forma uno schema per l’evoluzione e comportamento umano.
Al suo livello più semplice, il modo in cui strutturiamo la nostra vita sociale è basato sullo schema archetipico della famiglia. Nella famiglia ci sono i ruoli archetipici: il Padre, la Madre, la Figlia, il Figlio, la Nonna e il Nonno, ecc.
Ognuna di queste definizioni biologiche (potete solo essere una figlia o una madre se siete femmine) è correlata con una serie di valori e di comportamenti che sono definiti nell’archetipo (8° livello), poi cristallizzati e viene data loro energia vivendoli nei primi sette livelli.
Ad un livello simbolico un archetipo si applica alle diverse sfaccettature della psiche di un individuo. Per esempio, abbiamo tutti dentro di noi le energie della madre che nutre, del padre benevolo, i saggi nonno/nonna, e possiamo accedere a queste energie in vari momenti nel nostro viaggio personale attraverso la vita.
Purtroppo, quando uno schema archetipico si cristallizza nella definizione biologica, tende ad assumere una propria energia che controlla gli umani, piuttosto che facilitare la loro crescita. Questo è particolarmente evidente nella struttura della famiglia, dove il maschio assume il ruolo del Padre/autorità e la femmina il ruolo della Madre/nutrice. Questo è sbilanciato perché non permette all’individuo di esplorare altri aspetti del suo essere. In anni recenti gli umani hanno tentato di cambiare attraverso il Femminismo e la “liberazione” della donna. In molti casi, questo ha significato un cambiamento nei ruoli, dove le donne hanno assunto il ruolo maschile forte e gli uomini sono emigrati ad un ruolo femminile più morbido. Anche questa non è una soluzione, perché lo squilibrio della psiche permane.
Il solo modo per cambiare l’archetipo cristallizzato è, per gli individui, di vivere il loro potenziale equilibrato sia del maschile sia del femminile entro il sacro legame del matrimonio e della famiglia. A questo livello spezziamo la cristallizzazione e i ruoli definiti biologicamente e reclamiamo il nostro diritto di vivere pienamente tutti gli aspetti della nostra famiglia interiore senza sprecare il nostro potere o esigendo il potere degli altri.
Ad un livello di gruppo usiamo l’archetipo anche per definire la nostra evoluzione spirituale e sociale nella forma delle storie che raccontiamo.
Ad esempio, in occidente la storia della “ricerca del Sacro Graal” definisce la ricerca evolutiva della psiche umana del “significato” della vita. Al suo livello di base il graal stesso è la coppa che era stata usata da Cristo durante l’Ultima Cena, ed in alcune storie era stato anche usato per raccogliere il suo sangue durante la Crocifissione. Il graal/coppa viene poi portato in Europa (Francia) dove è perso/nascosto.
Nella leggenda del Graal un ricercatore/cavaliere deve visitare il castello del Re Pescatore per cercare il graal. La terra del Re Pescatore è diventata una terra desolata, e il re è ferito/ammalato nell’area dell’inguine. Affinché il ricercato guarisca il re e la terra ed ottenga così il graal, egli deve fare la domanda giusta: “Chi serve il Graal?”
Questo indica che il successo si ottiene non con la forza e la determinazione o forza di volontà, ma passando attraverso i veli dell’illusione facendo domande ad ogni illusione fino a che si raggiunge la domanda chiave attraverso la Crescita della Coscienza. In questa storia archetipica la coppa/graal che contiene il sangue di Cristo, rappresenta l’energia della dea/femminile. Il Re Pescatore rappresenta l’energia maschile dell’Era dei Pesci che ha ridotto la terra ad una landa desolata di scarsezza e malattia perché la connessione con il Graal/femminile è andata persa. La domanda chiave è “Chi serve il femminile?” – o, piuttosto, qual è il significato della vita sulla terra e chi è l’abbondanza della Terra che si intende servire. La risposta è, certamente, tutto ciò che vive sul Pianeta, e non solo pochi eletti che agguantano il potere e riducono in schiavitù gli altri.
Quando noi, come ricercatori, raggiungiamo il punto della coscienza in cui possiamo spostarci oltre la paura, che si manifesta come avidità e tornaconto personale e bisogno di potere, ad una comprensione che la dea/femminile serve tutto individualmente e fornisce un posto affinché ogni essere cresca e impari nel modo più appropriato. Noi dobbiamo, individualmente, scegliere di crescere nell’amore e nell’abbondanza, come determinato dal principio del Libero Arbitrio. Questo è l’Archetipo chiave dell’Era dei Pesci. Quando ognuno di noi ottiene questa coscienza siamo pronti per spostarci nell’Era dell’Acquario – dove la coppa del Graal recuperata diventa l’urna traboccante del Portatore d’Acqua e del sangue di Cristo, che rappresenta la sofferenza, e si trasmuta nelle acque che danno la vita della nuova era. Creeremo poi nuovi Archetipi per esprimere il flusso abbondante dell’Era di Luce. Qui i colori sono il Magenta – che è un misto di rosso e viola, e indica una miscela del 1° e del 7° Chakra, o una spiritualizzazione d’esperienza. L’individuo è pronto per ascendere ai livelli superiori, perché lui o lei sono arrivati a sapere che tutta l’esperienza sul Pianeta Terra è sacra! Che le dimensioni inferiori e le loro esperienze sono di ugual valore e appartengono al Creatore. Ci siamo spostati oltre il giudizio, verso il luogo del Sacro.
Il colore Arancione-Rosa è il Nuovo Colore per l’Era di Luce ed indica l’intensa energia Co-creativa del Chakra Sacrale nella nuova Era mescolato con l’energia della Coscienza Cristica e della Legge dell’Uno del Chakra del Cuore. È un’energia Gioiosa, Amorevole ed Abbondante.

La Nona Dimensione: Colori – Smeraldo Verde/Viola, Regno – Terra Coscienza/Elementale


La Nona Dimensione rappresenta quella parte della Mente di Gruppo chiamata Coscienza della Terra o Coscienza Elementale, e i suoi colori sono il Viola e il Verde.
A questo punto, l’energia della sorgente che entra nel regno del pianeta Terra, si divide in due forze, chiamate Maschio e Femmina o Maschile e Femminile, e poi nei Quattro Elementi:Terra, Aria, Acqua e Fuoco.
Al Nono Chakra o Dimensione l’individuo deve ottenere la totale chiarezza d’intento e d’integrità per funzionare da Guardiano o Assistente Terrestre. Per fare questo dobbiamo equilibrare le energie maschili/femminili e mantenere i quattro elementi in sacro equilibrio.
Gli Antichi Egizi comprendevano questa sequenza d’eventi nella loro storia dell’Ennead, o dei Nove. Dalla Sorgente o Atum venivano Shu e Tefnut, che rappresentavano il Fuoco e l’Aria, ed essi facevano nascere Geb e Nut che rappresentavano la Terra e l’Acqua. Questa era la Famiglia Elementale che, a sua volta, dava alla luce Iside ed Osiride e Set e Nepthys che rappresentavano le polarità opposte del maschile e del femminile nei loro aspetti di luce di oscurità.
Questa “storia” intendeva insegnare agli umani la natura sacra dei quattro elementi, e come ogni elemento sia una coscienza in se stesso, e che queste quattro coscienze elementali sono i blocchi creativi di costruzione o materiali di vita sulla terra. Sostenendoci in modo sacro e comunicando con tutti con amore, ci connettiamo con le coscienze della vita sul pianeta e diventiamo così chiari agenti che possono funzionare come assistenti del pianeta e delle sue risorse.
Ma, indipendentemente dalla comprensione della natura elementale della coscienza Terrestre, abbiamo anche bisogno di capire e di rispettare la polarità della coscienza universale sulla Terra come maschio/femmina o elettrico/magnetico.
In quest’epoca, stiamo diventando più consapevoli dell’energia della Dea, che identifichiamo con “Madre Natura” e l’abbondanza. Ma ci siamo dimenticati della polarità maschile, l’energia elettrica che gli antichi chiamavano Pan o l’Uomo Verde. E’ l’equivalente maschile dell’energia magnetica della Dea.
La Dea rappresenta gli aspetti ricettivi e nutritivi della natura ma Pan rappresenta la forza della crescita che spinge un germoglio verde attraverso il suolo, apre un bocciolo o dispiega la ali di una farfalla. 
Nel mito Greco/Romano, Pan è rappresentato come semi-umano/semi-capra, un satiro con un’intensa energia sessuale/creativa, che suona il flauto. Questo mette in correlazione la musica e il suono con l’energia elettrica di Pan.
Gli Egizi comprendevano anche questa polarità, e chiamavano la coscienza Horus e Maat. Horus era la forza maschile, rappresentata da un falco. Era agile, rapace, consapevole ed attivo. Maat, la forza femminile, era la forza equilibratrice, l’energia femminile della natura gentile, ricettiva ed amorevole, rappresentata da una piuma. La piuma, però, che rappresenta la leggerezza e la morbidezza, sostiene anche il volo del falco, e dimostra l’interdipendenza dei due.
Nella nostra epoca l’energia maschile sia negli uomini sia nelle donne è in crisi, perché abbiamo dimenticato l’energia di Pan e ci siamo fissati nell’energia del Guerriero Macho “Economico” che accumula beni e potere ma si è allontanato dalla Terra. È solo riscoprendo l’energia di Pan e l’energia maschile della creatività nello stato semplicemente abbondante, senza cupidigia o tornaconto personale, che possiamo reclamare il nostro ruolo di guardiani della Terra.
L’energia di Pan è sessuale, creativa, diffonde ampiamente il suo seme – come fa la natura – senza tornaconto, favore o paura. Noi, allo stesso modo, abbiamo bisogno di  imparare ad esprimere semplicemente la creatività abbondante senza preconcetti o aspettative di prosperità e potere. In questo modo “seminiamo” l’abbondanza che desideriamo condividendo noi stessi con gli altri. Saniamo il bisogno di essere ricompensati, affermati e approvati dagli altri e celebriamo la nostra creatività che condividiamo con tutti indifferentemente, e sperimentiamo così l’amore incondizionato e il sostegno dell’energia della sorgente come manifesta in e attraverso le abbondanti forze della natura.
I colori sono il Verde, che rappresenta le forze della natura e del Chakra del Cuore, e il Viola, che è il potere purificante della Fiamma Viola del Settimo Chakra. Questa meravigliosa energia Verde Smeraldo/Viola purifica tutti i vecchi schemi, così da poter operare in totale chiarezza ed integrità di proposito.
Quando diamo inizio ai nostri ruoli di Custodi della Terra dobbiamo cominciare con noi stessi e i nostri corpi. Il Corpo Umano è il Tempio dello Spirito, ma è anche il microcosmo di un macrocosmo, o detto semplicemente, è la Terra! Se amiamo, nutriamo e saniamo il nostro corpo fisico onorando il suo bisogno di cibo, sonno, esercizio e lo rispettiamo vivendo in modo tale da mantenerlo in salute e l’energia pranica pulita e vitale, stiamo allora risanando la Terra. Ora siamo qualificati per essere un guardiano o custode del Pianeta.
Ricordate, come una funzione del Nono Chakra, di seguire i Nativi Americani e di fare un rituale quotidiano onorando le quattro direzioni o quattro elementi, fuoco, acqua, terra e aria, e rispettando entrambi il Dio e la Dea in natura onorando la nostra parte ricettiva e che nutre in modo uguale con la nostra parte attiva e dinamica. In questo modo aiutiamo la mente di gruppo ad ottenere l’equilibrio sul nostro amato Pianeta.

La Decima Dimensione: Colore – Blu/Verde, Regno – Angelico/Elohim

La decima dimensione accede attraverso il portale del Sistema Solare al Sole ed è noto come il Portale del Sole. Nella cosmologia Egizia e Maya i portali del sole sono piramidi e un’importante caratteristiche del rituale d’ascensione. Il portale del Sole rappresenta l’ingresso agli aspetti Superiori dell’essere su una spirale evolutiva, e la traiettoria verso altre civiltà galattiche e il centro galattico stesso.
Qui il colore è un meraviglioso colore blu/verde turchese o acqua. Questo è il colore del raggio d’Ascensione e del Corpo di Luce. Rappresenta la gioia, l’amore e l’armonia. Il corpo di luce o ka, che sviluppiamo mentre la nostra coscienza cresce, è chiamato anche la Mer-ka-ba, o veicolo di luce, vibra con questo colore ed è usato per entrare attraverso il Portale del Sole verso regni di coscienza Superiori.
Nei dipinti delle tombe Egizie, il dio Osiride è spesso rappresentato con il volto colorato con questo turchese blu/verde. Per gli Egizi il turchese era sacro perché rappresentava la scala di Osiride con cui gli umani potevano ascendere alle stelle e riconnettersi con la loro immortalità mentre erano ancora in forma umana. Osiride rappresenta l’energia maschile dinamica che cerca di far rinascere se stessa nelle stelle tramite il portale del Sole e le sue energie Blu/verdi. Anche nella cosmologia Maya questo colore è venerato. La “Maschera della Morte” di Pacal Votan a Palenque era fatta di Giada, una pietra sacra che porta anche la vibrazione blu/verde. Questo indicava anche che Pacal Votan era asceso attraverso il portale del Sole alla sua casa nei Regni Superiori dell’essere.
Quando ci avviciniamo al Portale del Sole nella Decima Dimensione, cerchiamo di conoscere noi stessi come esseri di luce, o nelle nostre Forme Angeliche o Superiori. Cerchiamo di diventare Uno con il nostro Sé Superiore. In questa fase c’è una mescolanza della personalità, o ego, con il Sé Superiore. Questa è un’unione gentile e amorevole simile ad uno Sposalizio Sacro o divino. Il maschile e femminile Interiori si uniscono in perfetto equilibrio, così come lo fanno gli aspetti Superiori ed Inferiori del Sé. Ora l’individuo funziona come un’unione d’energie superiori/inferiori, ed è pienamente multi-dimensionale. Lei o lui possono ora vivere le loro energie maestre e la loro sacra missione appieno.
A questo livello incontriamo anche gli Elohim, gli dei/angeli creatori che hanno fatto la terra e la sua diversità biologica e che mantengono un ruolo amorevole di supervisione sopra le loro creazioni. A questo livello ci rendiamo conto che noi, nei nostri aspetti superiori, siamo Elohim. Abbiamo creato questo pianeta e funzioniamo ora per continuare nel progetto di co-creazione in corso negli aspetti dell’ascensione. Come Elohim/Maestri sulla Terra, è il nostro ruolo sostenere il raggio Blu/Verde di Gioia e permettere agli altri di trovare il Portale del Sole verso la loro natura Stellare e Divina.

L’Undicesima Dimensione: Colore – Argento, Regno - Centro Galattico/Grande Mistero/Madre Universale


Entrare del Portale del Sole ed assumere gli abiti di luce sospinge l’individuo verso i punti più elevati sulla traiettoria di coscienza nella nostra galassia – il viaggio verso casa è completo con l’integrazione dei raggi Argento e Oro dell’undicesima e dodicesima dimensione.
All’undicesima entriamo nel Grande Mistero o Grembo della Madre Cosmica nel centro Galattico – e sperimentiamo la luce morbida, sottile e gentile del Raggio Argento. Il Raggio Argento rappresenta la spirale più elevata dell’energia femminile e la più difficile da sostenere o sperimentare. Quando ci avviciniamo alla Regina del Cielo, incoronata con le stelle, dobbiamo essere in completa armonia interiore con noi stessi. Dobbiamo essere capaci di entrare nel Grande Vuoto e di sperimentare la solitudine e il vuoto, prima di poter incontrare l’amore puro e la gioia che è la Madre Cosmica.
Non c’è molto che possa essere detto per spiegare l’esperienza del Raggio Argento – poiché è oltre la portata dell’emisfero cerebrale sinistro e della spiegazione verbale. È la pace che oltrepassa la comprensione ed è sperimentata da una parte di voi che è molto più vecchia e più saggia del vostro emisfero cerebrale sinistro, con la sua insistenza sulla spiegazione razionale. Richiede un coraggio estremo evitare le paure dell’emisfero cerebrale sinistro ed incontrare il vuoto dentro – i freddi e vuoti periodi di spazio e nulla – per scoprire la verità finale del Raggio Argento. Persino il vuoto è coscienza, la coscienza del Primo Creatore/Uno non ancora attivata nella Luce. È sacra – e tutto ciò che è richiesto per accendere il vuoto nell’azione e nella creatività è l’amore – o il desiderio di conoscere appieno se stessi attraverso le proprie creazioni.
La maggior parte dei miti della creazione racconta di una Deità che risiede nel vuoto, e che è stato il desiderio di conoscere il sé che ha portato in esistenza la materia. Quando rovesciamo il viaggio, dalla materia alla sorgente divina, abbiamo il coraggio di confrontarci con il vuoto e di prenderne possesso. Inoltre abbiamo bisogno di amarlo, non temerlo o temere di esserne schiacciati. Solo la più piccola scintilla di amore/curiosità/desiderio è sufficiente per trasformare l’oscurità nella creazione.
Il nostro viaggio però, è nell’altra direzione – cerchiamo di andare oltre la creazione verso l’intelligenza che ha creato. E, nel centro Galattico entriamo nel Grembo del potenziale Puro da cui nascono tutte le cose. Qui, le più belle e amorevoli di tutte le Dee dimorano nel Raggio Argento.
Il suo messaggio è quello d’amare e di abbracciare il vuoto – l’oscurità – poiché è il nostro aspetto gentile e amorevole – il posto di riposo ed equilibrio prima di impegnare nuovamente la nostra volontà creativa. Non avremo più paura dell’oscurità, della nostra ombra, poiché dentro c’è solo la morbida ed amorevole coscienza della Grande Madre. Tutto è amore – il tessuto dell’Universo è Amore. La vacuità e la freddezza del vuoto sono illusioni, poiché tutto è il respiro puro dell’amore che passa dentro e fuori della manifestazione. Questo è il motivo per cui ci si riferisce all’aspetto della Grande Madre/femminile di Dio come lo “Spirito Santo” o Shekinah nella Bibbia.
Infine a questo livello frantumiamo le illusioni della sofferenza e della perdita, poiché comprendiamo la natura della creazione/nascita, e che niente muore mai poiché tutto vive dentro la mente di Dio, dentro il grembo della Grande Madre. Noi siamo solo idee che fluiscono attraverso la mente di Dio e vedono la luce nella materia attraverso il grembo della Madre nel centro Galattico. Noi siamo la mente di Dio.

La Dodicesima Dimensione: Colore – Oro, Regno – Centro dell’Universo


A questo punto, abbiamo ottenuto la totale integrazione dei colori e dei raggi dell’ottava del nostro Universo e siamo pronti per spostarci a nuovi livelli di coscienza, forse a nuovi universi.
Possiamo anche scegliere di rimanere nella nostra ottava, o universo, attuale e condividere la nostra conoscenza con altri, che sono ancora nella spirale evolutiva.
A questo stadio, abbiamo ottenuto il Sacro Graal – la Coppa d’Oro, per usare la leggenda del Graal, o siamo entrati nella Stanza d’Oro, per usare l’analogia Egizia. Nella leggenda del Graal, il punto d’Illuminazione e conoscenza era noto come l’aver “ottenuto il Graal”. La persona non teneva mai il Graal, poiché questo non era necessario. Il Graal rimaneva, affinché fosse ottenuto da quelli che sarebbero seguiti, e che avrebbero anche riconosciuto che il Graal altro non era che puramente un simbolo per il raggiungimento della coscienza più Elevata nella sua forma perfezionata. Gli Egizi consideravano la “stanza d’oro” come il posto più sacro dei loro templi. Talvolta creavano davvero una stanza d’oro, simile alle suntuose decorazioni della tomba di Tutankhamen nella Valle dei Re, ma, spesso, questa era una stanza semplice per l’iniziato che la raggiungeva, affinché comprendesse che non stava cercando “vero” oro, ma la saggezza e la conoscenza del Raggio Aureo dell’illuminazione interiore.
Il Raggio Aureo è la chiave per l’Età della Luce
Quando l’intera popolazione di un pianeta raggiunge questo livello d’integrazione, allora il pianeta e la sua popolazione raggiungono un nuovo livello di Coscienza basato sull’armonia e sull’amore ed una comprensione di come creare in integrità, purezza e senza paura. Poi, una società basata sull’amore e sulla pace può veramente essere creata, poiché gli illuminati che portano il raggio aureo sanno come equilibrare la luce e l’oscurità nella loro psiche, senza proiettare l’oscurità sugli altri e senza creare conflitto e sofferenza. Questo è il momento in cui nascono un “nuovo paradiso e una nuova terra”. A causa del cambiamento di molti cicli galattici e planetari, quel momento d’integrazione del raggio aureo su vasta scala è molto vicino. Avverrà entro la prossima decade se tutto continua come è inteso.

La Tredicesima Dimensione

Questo è il luogo nascosto del mistero in cui bisogna entrare se si desidera procedere verso il livello successivo sulla spirale della conoscenza ed entrare in altri Universi.
A questo stadio, per gli abitanti della Terra non è di maggior importanza, poiché il piano Divino per la nostra galassia è quello di perfezionare la coscienza sulla Terra, poi, a chi la ottiene, saranno date nuove missioni per seminare questa coscienza su altri pianeti nella Galassia, insieme con la diversità biologica della vita che è stata registrata nelle banche dati della Terra.
Questa missione sarà co-creata con i Pleiadiani, i Siriani e il consiglio Galattico, probabilmente in cooperazione con i Nibiruani, i quali si sono evoluti a nuovi di livelli di coscienza, come abbiamo fatto noi.
La missione della Terra è quella di creare un’”impronta originale” per la popolazione futura della galassia. Questo, a sua volta, creerà una “galassia dorata”, che, a sua volta, equilibrerà la nostra galassia con la sua “fiamma gemella”, la galassia di Andromeda, che ha già raggiunto un avanzato stato di coscienza e sta aiutando la nostra galassia a raggiungere lo stesso punto.
E così il viaggio continua!
Divertitevi con la Luce, l’Amore, il Suono e l’Energia – perché voi siete un/il Creatore