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martedì 25 novembre 2025

Ringraziamento ai Fratelli Stellari Arturiani: luce, amore e supporto cosmico




Ringraziamento ai Fratelli Stellari Arturiani: luce, amore e supporto cosmico

La connessione con i Fratelli Stellari Arturiani non è un’idea astratta, né un semplice pensiero d’immaginazione: è un richiamo interiore, un ponte di luce che vibra oltre i confini del visibile. In questo spazio di gratitudine e presenza, desidero esprimere un ringraziamento profondo alle energie cosmiche che percepisco e che mi accompagnano lungo il cammino.

I Fratelli Stellari, da sistemi di luce oltre la Terra, rappresentano per molti cammini spirituali la presenza di anime avanzate, guide di frequenze superiori in ascolto e sostegno per chi cerca una crescita di coscienza e una connessione più vasta con l’universo.

Non li vediamo con gli occhi materiali, ma percepiamo la loro energia quando la nostra coscienza si apre, quando il cuore si fa leggero e quando la mente lascia spazio al silenzio e all’intuizione.

Ringraziare significa riconoscere.
Significa inclinare il proprio essere verso la luce, verso la fraternità cosmica che non conosce confini, né limiti.

Sentire gratitudine verso queste presenze stellari non è un atto di fuga dalla realtà terrestre, ma un abbraccio alla vastità che ci circonda e alla verità che ci attraversa. È il riconoscere che non siamo soli, che l’universo è un tessuto vivo di coscienze connesse.

I Fratelli Stellari Arturiani sono simbolo di guida, di sostegno energetico, di amore senza condizioni. La gratitudine è la forma più pura di apertura: è la vibrazione che eleva il nostro essere, che radica la pace nel cuore e illumina la via.

In questo ringraziamento non c’è separazione, ma unità.
Non c’è distanza, ma presenza.
E non c’è silenzio, ma ascolto profondo.

giovedì 19 ottobre 2023

Risveglio spirituale: i Fratelli di Luce e la loro guida nella coscienza interiore

Nel cammino del risveglio spirituale si parla spesso di “Fratelli di Luce”: presenze sottili, esseri di coscienza e guide interiori che accompagnano l’anima nella sua evoluzione. Ma cosa si intende davvero con questo termine? In questo articolo esploriamo chi sono i Fratelli di Luce, come si percepiscono e quale relazione possono avere con il nostro processo di crescita interiore.


Risveglio spirituale: i Fratelli di Luce e la loro guida nella coscienza interiore

La frase “Fratelli di Luce” è spesso usata in ambiti spirituali e riflessivi per indicare presenze di coscienza elevata che risuonano con la luce, la pace e la consapevolezza. Queste non sono necessariamente figure visibili o entità esterne solide, ma simboli di energia, guida, supporto e direzione interiore nel cammino di risveglio della coscienza.

In molte tradizioni, la luce è simbolo di verità, chiarezza, presenza consapevole e amore. Quando parliamo di “Fratelli di Luce”, stiamo evocando l’idea di esseri o energie che incarnano queste qualità e che, in modi sottili, possono accompagnare chi sente la spinta verso una maggiore coscienza.

Cosa si intende con “Fratelli di Luce”

Non esiste una definizione univoca basata su prove scientifiche, ma in molte esperienze interiori e spirituali si parla di:

  • Presenze energetiche che ispirano consapevolezza

  • Guide interiori che stimolano intuizione e comprensione

  • Energie di pace che aiutano nel processo di trasformazione

  • Qualità di coscienza elevate che risuonano con amore e verità

Queste descrizioni non sono dogmi, ma metafore di percezione interiore che aiutano a dare senso all’esperienza di chi sente dentro di sé una guida o una presenza più grande del proprio ego.

Come si “percepisce” una presenza di luce

Le persone che parlano di Fratelli di Luce o di guide spirituali spesso raccontano esperienze soggettive come:

  • sensazioni di calore o pace interiore improvvisa

  • intuizioni profonde che sembrano non provenire dalla mente logica

  • una sensazione di sostegno invisibile nei momenti difficili

  • una chiarezza interiore che scaccia confusione o paura

Queste esperienze non sono misurabili con strumenti scientifici, ma hanno un significato psicologico e simbolico importante: indicano un cambiamento di livello di coscienza, non l’arrivo di una presenza esterna materiale.

Risveglio spirituale e coscienza di luce

Il risveglio spirituale non è un evento improvviso, ma piuttosto un processo di apertura interiore. La coscienza comincia a vedere oltre le abitudini mentali e le reazioni automatiche, e si allinea a una leggerezza maggiore, a una sapienza del cuore. I “Fratelli di Luce” possono allora essere compresi come simboli di questo stato, piuttosto che come figure separate.

In molte tradizioni filosofiche e spirituali la “luce” rappresenta ciò che illumina la coscienza, cioè:

  • la capacità di vedere se stessi senza giudizio

  • l’abilità di sentire gli altri con empatia

  • l’attitudine a scegliere con presenza invece che reagire con paura

Questo tipo di luce non è fuori: è dentro di noi ed è lì che possiamo riconoscerla con allenamento e presenza.

Una riflessione per l’anima

Potremmo allora interpretare i Fratelli di Luce non come “altre entità” ma come manifestazioni interiori di ciò che siamo diventati mentre evolviamo: qualità di amore, coscienza, chiarezza e compassione che emergono quando smettiamo di identificare noi stessi con l’ego, e cominciamo a identificarci con la coscienza che osserva.

In questo senso:

chi chiamiamo “Fratelli di Luce”
non è qualcosa di separato da noi
ma è ciò che noi stessi stiamo diventando.

lunedì 9 settembre 2019

Angeli e Maestri Ascesi: verità, guida spirituale e presenza interiore


Gli angeli e i maestri ascesi sono figure archetipiche e spirituali presenti in molte tradizioni. In questo articolo esploriamo cosa si intende per guida spirituale, come si manifesta la loro presenza e cosa significa sviluppare una relazione consapevole con queste energie sottili.

Angeli e maestri ascesi: Smettete di invocarli

Ti connetti con Angeli e Maestri Ascesi come parte del tuo lavoro spirituale?

Perché dovresti smettere di invocare angeli e maestri ascesi

Se ti connetti con angeli e maestri ascesi nel tuo lavoro spirituale, quello che sto per condividere potrebbe scuotere il tuo sistema di credenze fino al midollo. Per favore, ascoltami, perché ciò che sto per rivelare è fondamentale per la purificazione della nostra coscienza collettiva. Mentre portiamo il processo di ascensione del pianeta Terra al livello successivo, il modo in cui interagiamo con le forze spirituali deve essere affrontato e adeguato.
Se invochi angeli o maestri ascesi per aiutarti con la guarigione o la crescita spirituale, ti consiglio vivamente di smetterla. Non perché questi esseri non esistano come certamente fanno. Piuttosto, quando fai appello a questi esseri di dimensione superiore, non hai davvero alcun controllo su chi o cosa effettivamente risponderà. Ci sono una pletora di entità che risiedono nel regno astrale che non hanno i tuoi migliori interessi a cuore e sono abili nell’ingannandoti a credere che siano l’angelo o il maestro asceso che cerchi.
La verità è che quanto il tuo ego vorrebbe convincerti del contrario, è difficile distinguere tra luce reale e luce falsa. Questi parassiti e vampiri sono molto intelligenti in quello che fanno, la loro sopravvivenza dipende da questo! Il loro unico scopo è nutrire l’ energia di adorazione e ammirazione.
Avete notato quante persone ci sono in questo momento affermando di essere la reincarnazione di Gesù, l’Arcangelo Michele, Maria Maddalena o una qualsiasi delle molte icone angeliche popolari? Ci sono letteralmente centinaia di persone che affermano di essere il Gesù, l’Arcangelo Michele o la Maddalena. Queste persone formano identità elaborate e accumulano seguaci basati su questi fatti. Questo non è meno che una forma di vampirismo energetico.

Ricorda le nozioni di base importanti nel lavoro spirituale

È logico che chiunque sia realmente incarnato da una dimensione superiore non richieda di essere riconosciuto o adorato. Sono umili servi di Dio. Le persone che hanno effettivamente raggiunto un livello più elevato di consapevolezza dell’amore non hanno bisogno né aspettativa di ammirazione. È molto più probabile trovare un illuminato che vive in una grotta sull’Himalaya di quanto tu stia raccogliendo un seguito su Facebook o YouTube.
Quindi, proprio come ci sono molti falsi “maestri” e “guru” nel regno fisico, così ci sono molti altri che risiedono nel regno astrale. Come sopra così sotto. Queste entità vampiriche e parassitarie sono maestri dell’inganno e parte del processo di ascensione è quello di purificare queste energie che non funzionano per il bene supremo di tutti, le quali vengono restituite alla Sorgente per essere purificate e ri-assimilate nella creazione secondo il piano divino del creatore. Pertanto, per contribuire a questo processo di pulizia, dobbiamo cominciare col fermare la perpetuazione della loro illusione.
Per favore lasciatemi ripetere che non sto dicendo che arcangeli e maestri ascesi non esistono. Certamente, ci sono esseri di dimensione superiore che sono stati creati per aiutare lo sviluppo spirituale dell’umanità. Né sto dicendo che non dovresti lavorare con questi esseri di luce di dimensione superiore come parte della tua pratica spirituale. Lavorare con loro può essere molto utile, ma (e sì questo è un grande ma) devi stare attento a come li invochi.
Quindi, come dovresti chiamare le tue guide superiori? Indirizza sempre le tue invocazioni, preghiere e richieste direttamente alla Sorgente Creatrice. Chiedi alla Sorgente Creatrice di inviarti l’essere o l’energia di cui hai bisogno per il tuo bene supremo in quel momento. Se sei sicuro di voler connetterti con un angelo particolare, va bene, ma assicurati di chiedere a Sorgente Creatrice / Dio / Spirito / Universo o qualunque terminologia tu usi per inviare quell’essere a te.
Ad esempio, puoi dire: “Cara Sorgente Creatrice, se è per il mio bene supremo, per favore manda l’Arcangelo Michele a proteggermi. Se ciò non è per il mio sommo bene, per favore invia quello che è per il mio sommo bene per proteggermi.” Se hai bisogno di guarigione, chiedi allo Spirito di inviarti l’energia che ti darà la più alta forma di guarigione per il problema che hai, che è in genere il 12 ° raggio della luce di Dio o il raggio d’oro.
Autentici arcangeli e maestri ascesi prenderanno la loro direzione dalla Sorgente Creatrice, non da umani. Avranno sempre bisogno del permesso di Dio per lavorare con voi, quindi perché non andreste direttamente da Dio a chiedere il permesso da soli?

Rimani umile nel lavoro spirituale

Rimani sempre umile nella tua interazione con il Creatore, poiché il Creatore conosce la soluzione migliore per ogni situazione e consegnerà ciò di cui hai bisogno per il massimo bene. Avere fede. Esseri di dimensioni superiori, come angeli e maestri ascesi, sono stati creati per fare l’opera di Dio, e in questo senso non hanno libero arbitrio. Nello stesso modo in cui il generale deve guidare il suo esercito, così è per Dio di dirigere questi esseri di dimensione superiore, non voi.
Quando attribuiamo un’identità alle nostre preghiere e richieste al Grande Spirito sotto forma di esseri specifici, limitiamo in qualche modo le possibilità a nostra disposizione. Dalla nostra posizione sulla Terra, abbiamo una visione molto limitata. Non possiamo vedere tutti i possibili risultati. Il Grande Spirito ha una visione di tutto, da ogni prospettiva e può, quindi, inviarci esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.
Lavorare con i 12 raggi di luce che provengono dalla sorgente e, in particolare, il dodicesimo raggio della luce dorata, è un modo semplice ed efficace per connettersi con l’energia pura della fonte. Sì, ci sono angeli e maestri che lavorano con questi raggi, ma non è necessario per voi invocarli perché siano in grado di fare il loro lavoro per voi. Vai alla Sorgente e lascia che la Sorgente prenda l’iniziativa: lascia andare, lascia che Dio sia.

FONTE: Questo articolo è ripreso da Om Times Magazine, © [January 13, 2016], ed è disponibile su http://OMTimes.com/
Autore: Ahtayaa Leigh
Estratto, tradotto e adattato da: ESPAVO: LetturaAkashica & TecnicheEnergetiche 
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sabato 29 luglio 2017

il mondo spirituale

Il concetto di “mondo spirituale” è presente in molte tradizioni religiose, filosofiche e culturali. Con questa espressione si indica generalmente una dimensione dell’esperienza umana legata alla coscienza, ai valori interiori e alla ricerca di significato.

Per alcune persone il mondo spirituale coincide con la fede religiosa; per altre rappresenta un percorso personale di crescita interiore, meditazione o consapevolezza. Non esiste una definizione unica e universale, ma una pluralità di interpretazioni che variano a seconda della cultura e dell’esperienza individuale.

Negli ultimi anni si è diffuso un crescente interesse verso pratiche come la meditazione, la mindfulness e l’introspezione, spesso associate al benessere psicologico e alla riduzione dello stress. Queste pratiche non richiedono necessariamente un credo specifico e possono essere adottate in modo laico.

Esplorare la propria interiorità può aiutare a sviluppare maggiore equilibrio emotivo, empatia e consapevolezza di sé. Tuttavia, è importante mantenere un approccio critico e rispettoso delle diverse visioni del mondo, riconoscendo che ogni persona può trovare significato attraverso percorsi differenti.

Il mondo spirituale, quindi, può essere visto non come una realtà separata, ma come una dimensione dell’esperienza umana legata alla ricerca di senso, connessione e crescita personale.


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Fu durante una sessione di regressione che Newton, in preda ormai a una certa frustrazione, le chiese se c’era mai stato un tempo in cui si fosse trovata insieme a tutti i suoi amici. La donna si illuminò e rispose di sì. A quel punto, Newton le chiese di andare a quel tempo e, dopo pochi istanti, la donna sorrise raggiante: eccola, era lì, insieme a tutti loro. Newton non capiva. Dove si trovava la donna? “Dove ti trovi?” le chiese. “Nel mondo spirituale!” rispose lei senza esitazione.

La svolta decisiva nella carriera di Newton ebbe luogo in quell’attimo.

Nei giorni seguenti, ossessionato da quel che era accaduto nel suo studio e che non riusciva a spiegarsi, cominciò a riascoltare la cassetta più volte. Durante le regressioni di altri pazienti, decise quindi di chiedere loro di andare nel “mondo spirituale”, cercando di mettere insieme i pezzetti di un puzzle sconosciuto.

Le ricerche di Newton si svolsero in solitudine e in segreto fino agli anni ’80, quando – dopo aver raccolto migliaia di testimonianze – si decise a scrivere il suo primo libro, “Journey of souls” (“Il viaggio delle anime”), pubblicato infine nel 1994. Il contenuto aveva a che fare con una scoperta di enormi proporzioni spirituali.Newton affermava che era possibile rievocare i ricordi che seguono l’uscita dell’anima dal corpo fisico e che si estendono fino alla soglia dell’incarnazione successiva. In poche parole, Newton offriva la possibilità di accedere ai misteri della “vita dopo la morte”: il suo libro era la riproduzione fedele di diverse regressioni ipnotiche nella “vita tra le vite” (ne erano state raccolte circa 7000) e riportava le fasi dell’esperienza spirituale compiuta dall’anima dopo la morte fisica.

Oggi il frutto di quasi 40 anni di ricerche del Dott. Newton, è racchiuso oltre che in “Journey of souls”, anche in “Destiny of souls” (“Il destino delle anime”), quest’ultimo pubblicato nel 2004. A questi due libri, se ne è aggiunto un terzo, “Memories of the Afterlife” (“Memorie dall’Aldilà”), pubblicato nel 2009 in collaborazione con altri ipnoterapeuti esperti di regressione nella “vita tra le vite”, in cui alle regressioni è seguito uno studio per determinare a distanza di tempo quali influenze avesse avuto la rievocazione dell’esperienza nell’aldilà, sulla vita dei soggetti trattati.

Questi tre libri, best-seller tradotti in oltre 25 lingue, hanno finito per rappresentare una sorta di “mappa” animica del mondo spirituale riuscendo a tracciare la sequenza di eventi che l’anima sperimenta dal momento della morte fisica fino alla scelta di tornare ancora una volta nel mondo terreno. Gli argomenti trattati nei tre libri comprendono molte tematiche finora sconosciute. Tra le altre, viene descritto come ci si sente nel momento della morte e che cosa si percepisce subito dopo; come si tenta di comunicare con chi rimane sul piano terreno; l’incontro con le guide spirituali; la descrizione dei vari piani astrali; i sistemi dei “gruppi di anime” e le dinamiche del gruppo di appartenenza; la revisione della vita appena trascorsa e le opzioni che non sono state considerate; il Consiglio di Anziani che aiuta l’anima a comprendere le lezioni animiche; il concetto di evoluzione dell’anima; la scelta del corpo per l’incarnazione successiva e la preparazione al ritorno sulla Terra.

Ciò che è davvero sorprendente nelle ricerche di Newton è che migliaia di soggetti di razza, religione, età, credo, cultura e provenienza diversi raccontano tutti lo stesso viaggio, con modalità solo leggermente differenti. Quando gli viene chiesto come faccia ad essere certo che le testimonianze da lui raccolte siano in buona fede e non frutto di fantasia, Newton risponde: “Be’ una delle cose che deve fare un ricercatore onesto è quella di non suggerire le risposte. Questo è l’unico modo per raccogliere dei dati ‘puri’. Ho trattato ogni caso come se stessi sentendo il racconto dell’Aldilà per la prima volta. Non ho mai chiesto: Vedi questo o questo? quanto piuttosto: Che cosa vedi ora? All’inizio ho avuto paura che fossero solo fantasie, anche se sapevo che è praticamente impossibile fantasticare sotto ipnosi profonda. Ma quello che mi ha spinto a continuare è stata la consistenza dei dati che raccoglievo. Ero impressionato dal fatto che non importava a quale religione, razza o cultura appartenesse il soggetto: sotto ipnosi profonda tutti raccontavano gli stessi dettagli. Inoltre, ho addestrato centinaia di ipnoterapeuti ad accedere nella ‘vita tra le vite’ e oggi i dati raccolti da loro, e che provengono da tutto il mondo, confermano le mie scoperte”.




L’inizio del viaggio nell’Aldilà: la transizione dopo la morte

Secondo le testimonianze raccolte da Newton e dai suoi collaboratori, le anime che lasciano il corpo fisico vengono immediatamente accolte da una guida spirituale o da persone conosciute in vita e che hanno già lasciato il piano terreno. Sebbene, il viaggio cominci quasi subito, non tutte le anime fanno immediato ritorno nell’Aldilà. Ci sono anime che sono state così seriamente danneggiate dall’esperienza terrena da non riuscire a tornare al mondo animico dopo l’uscita dal corpo fisico e che finiscono per ritrovarsi in un “luogo” di transizione.

A questo gruppo (meno numeroso rispetto a quello di chi fa immediato ritorno “a casa”), appartengono due tipi di anime: coloro che non accettano la dissoluzione del loro corpo fisico e lottano per non tornare al mondo dello spirito per motivi di angustia personale, e quelle anime che hanno compiuto o sono state complici di crimini molto gravi.

Mentre il primo gruppo di anime ha bisogno di “adattarsi” alla nuova condizione e, con il tempo accetta l’idea di proseguire il viaggio; alle anime che hanno perpetrato crimini atroci viene concesso l’accesso al mondo animico in un luogo separato e isolato. La decisione che si conclude con l’isolamento viene presa con le proprie guide spirituali nei momenti successivi alla morte fisica: l’isolamento ha il solo scopo di aiutare l’anima a prendere consapevolezza del proprio operato, e il peso della propria coscienza e dei propri rimorsi sembrano essere l’unica “condanna”.

Libri sull’argomento

Dal momento che il male può prendere diverse forme sul piano terreno, le istruzioni spirituali e il tipo di isolamento utilizzato per ciascun anima sono diversi. Anche il periodo di isolamento e di indottrinamento da parte delle guide non è predeterminabile. Il dott. Newton, per esempio, ha raccolto testimonianze che riguardano i cosiddetti “spiriti malevoli”: molti di loro tornerebbero sulla Terra subito dopo un periodo di isolamento, al fine di espiare il proprio operato malevolo attraverso un’incarnazione migliore.

Comunque tutte le anime, a prescindere dall’esperienza avuta sulla Terra, approdano a una sorta di “porto centrale” nel mondo dello spirito, che Newton chiama “l’area di sosta”: in questo luogo simbolico simile a un “centro direzionale” (si tratta ovviamente di una metafora: i luoghi animici sono quasi indescrivibili con parole umane…), le anime vengono raccolte e poi orientate verso il proprio gruppo di appartenenza. La caratteristica più straordinaria di questo luogo è la sensazione che ci sia una grande forza mentale che dirige tutto in base a un’armonia misteriosa. I soggetti intervistati sotto ipnosi si riferiscono a questo luogo come a “un luogo di puro pensiero”.

I gruppi di anime e il Consiglio degli Anziani

A questo punto, l’anima fa ritorno al gruppo di appartenenza (a meno che non si tratti di anime molto giovani o di anime che vengono isolate per altre ragioni). Le anime che compongono il gruppo sono “anime compagne” di vecchia data, strettamente unite per l’eternità, che posseggono lo stesso livello di consapevolezza. Questi gruppi affiatati sono spesso composti da anime affini che mirano a obiettivi comuni a cui lavorano continuamente, anche aiutandosi a vicenda. Di solito, alcuni membri di uno stesso gruppo scelgono di incarnarsi contemporaneamente rivestendo il ruolo di parenti o di amici intimi proprio per lavorare insieme a un obiettivo comune.

Dopo essere ritornati nel gruppo animico di appartenenza (che include in media da 8 a 15 membri), le anime sono chiamate a comparire davanti al “Consiglio degli Anziani”. Sebbene non si tratti di un Consiglio d’accusa, il suo scopo è quello di aiutare l’anima ad esaminare il proprio operato terreno prima di ritornare alle attività del gruppo di appartenenza. Il Consiglio è composto da “anime profondamente amorevoli e altamente evolute” che danno l’impressione di essere molto antiche..
I diversi livelli delle anime

Secondo Newton, il collocamento all’interno di un gruppo specifico è determinato dal livello di evoluzione. Nelle sue ricerche, Newton ha riconosciuto tre livelli: le anime principianti, quelle intermedie e quelle evolute. Con umiltà ammette di non essere potuto andare oltre, perché – ovviamente – le sue testimonianze provengono da anime ancora soggette al ciclo di incarnazioni terrene e gli è stato quindi impossibile “esplorare” l’esistenza di anime ormai evolutesi al di là dell’esistenza terrena. Con una certa ironia, afferma soprattutto che un’anima altamente evoluta non ha bisogno di cercare un terapeuta esperto di regressione per risolvere i conflitti relativi al suo piano di vita!


Le anime principianti

Ci sono due tipi di anime principianti: le anime che si reincarnano sulla Terra da poco tempo e le anime che si stanno reincarnando da un tempo relativamente lungo, ma che rimangono ancora immature. Newton crede che quasi i tre quarti di tutte le anime attualmente incarnate sulla Terra siano ancora nelle fasi iniziali di sviluppo. Le anime concludono il loro ciclo di incarnazione sulla Terra quando raggiungono la piena maturità.

Sempre secondo le scoperte di Newton, l’anima principiante può vivere una serie di vite in uno stato di confusione e di inefficienza a causa dell’influenza di un “curriculum terreno” molto diverso dalla coerenza e dall’armonia propria del mondo dello spirito. Anime meno sviluppate non esercitano la propria volontà spirituale e tendono a rassegnarsi al volere della società, finendo per essere incastrate in strutture socio-economiche di subordinazione. L’anima inesperta tende ad essere trattenuta dal realizzare il proprio compito spirituale dalla mancanza di un pensiero indipendente. Queste anime hanno anche una certa propensione all’egoismo e all’egocentrismo e non riescono ad accettare facilmente gli altri per quello che sono. Non c’è anima che nel passato non sia stata principiante.

Le anime intermedie

Non appena le nostre anime avanzano al livello intermedio di sviluppo, l’attività di gruppo viene notevolmente ridotta. Questo non significa che si ritorni a quel tipo di isolamento che caratterizza le anime “nuove”. Piuttosto, le anime che evolvono al livello intermedio hanno meno interazione con il gruppo primario di appartenenza, perché hanno acquisito la maturità e l’esperienza per operare in modo più indipendente. Per queste anime, la pausa tra un’incarnazione e l’altra è più lunga.

Queste anime sono finalmente pronte a prendersi responsabilità più importanti. Il rapporto che li lega alle loro guide spirituali disincarnate si trasforma da quello tipico tra maestro e allievo a quello tra compagni di lavoro. Come le guide spirituali sono arrivate nel passato ad avere il loro gruppo di studenti così, per queste anime intermedie, arriva il momento per sviluppare competenze didattiche che alla fine le qualificheranno per fare da guida a qualcun altro.

Questa è una tappa significativa per lo sviluppo di un’anima, perché pian piano le vengono date maggiori responsabilità in riferimento all’istruzione di anime più giovani. Nessuno però raggiunge il grado di “guida” da un giorno all’altro. Come per molti altri aspetti della vita dell’anima, tutti noi siamo accuratamente testati. I livelli intermedi sono periodi di prova per potenziali insegnanti. I nostri mentori ci assegnano un’anima di cui prenderci cura e poi valutano le nostre prestazioni da “leader” sia durante che dopo l’incarnazione fisica.

Solo se questo addestramento preliminare ha successo veniamo autorizzati a diventare delle “guide junior”. Il non essere adatti all’insegnamento non impedisce però a un’anima di raggiungere il livello avanzato. Ogni guida, esattamente come chiunque altro, possiede capacità e limiti specifici. Nel momento in cui raggiungiamo il livello avanzato, le nostre attitudini animiche specifiche sono ben note nel mondo dello spirito. E’ per questo che ci vengono dati doveri animici da realizzare sulla Terra commisurati alle nostre capacità. Secondo Newton, esistono infiniti modi di apprendimento capaci di portare ciascuno di noi ad acquisire la pienezza spirituale.
Le anime avanzate

Newton propende a credere che le persone sulla Terra che possiedono anime antiche ed altamente evolute siano scarse. Di solito, queste anime sono vere e proprie guide incarnate. Mentre gestiscono con relativa facilità le questioni esistenziali con cui lotta ancora la maggior parte di noi, queste anime avanzate sono più interessate ad apportare piccole rifiniture a compiti specifici di grande valore spirituale.

Quando appaiono come figure pubbliche sono facilmente riconoscibili (si pensi a Madre Teresa); tuttavia, è più usuale che un’anima avanzata assolva il proprio compito in maniera tranquilla e discreta. Senza mostrare alcuna auto-indulgenza, la loro realizzazione consiste nel migliorare la vita di altre persone. Di solito, si concentrano meno sulle questioni istituzionali e più sul miglioramento dei valori umani a livello individuale.

La caratteristica peculiare di un’anima avanzata è la pazienza che dimostra nei confronti della società, insieme ad una straordinaria abilità nell’affrontare ciò che le accade nella vita. Caratteristiche dominanti di queste anime avanzate sono un eccezionale intuito e una straordinaria capacità introspettiva. Questo non vuol dire che la vita non abbia insidie karmiche per loro, perché altrimenti non sarebbero qui. Possono essere trovate in tutte le sfere della società, ma per lo più ricoprono ruoli professionali di aiuto o sono in qualche modo impegnate a combattere le ingiustizie sociali. L’anima avanzata irradia compostezza, gentilezza e comprensione verso gli altri. Non essendo motivata da un interesse personale, può non prendere in giusta considerazione i propri bisogni fisici e vivere in condizioni a volte molto modeste.




Il ritorno sulla Terra

Prima o poi arriva il momento in cui l’anima deve nuovamente lasciare il santuario del mondo spirituale per imbarcarsi in un altro viaggio sulla Terra. Non si tratta di una decisione facile. Le anime devono prepararsi a lasciare un mondo di saggezza totale dove vivono in uno stato di beatitudine e di libertà per occuparsi delle esigenze fisiche e mentali di un corpo fisico. Una volta tornati nel mondo spirituale, le anime hanno dubbi quando si tratta di lasciare anche solo temporaneamente un mondo di auto-consapevolezza, unione reciproca e compassione per ritornare su un pianeta dominato dall’incertezza e dalla paura a causa di esseri (umani) aggressivi e competitivi. Pur avendo una famiglia e amici terreni, molte anime incarnate si sentono sole e anonime quando si ritrovano all’interno di una popolazione terrena così vasta.

Il recupero energetico dopo un’incarnazione e il ristabilimento dell’equilibrio personale nel piano animico può richiedere più tempo per alcune anime rispetto ad altre, ma alla fine tutte le anime trovano lo stimolo a continuare il ciclo di incarnazioni (che deve essere necessariamente completato una volta iniziato). Se è vero che il nostro ambiente spirituale è difficile da lasciare, è anche vero che come anime disincarnate tendiamo a ricordare i piaceri fisici della vita sulla Terra con nostalgia e affetto.

Quando le ferite di una vita passata vengono guarite e siamo di nuovo completamente in armonia con noi stessi, sentiamo la spinta ad esprimere la nostra identità anche attraverso un corpo fisico. Gli incontri con le nostre guide animiche e con i membri del nostro gruppo di appartenenza ci hanno fornito quell’aiuto spirituale che ora ci permette di essere pronti per la nostra prossima vita. Il nostro karma relativo alle azioni passate verso l’umanità, i nostri errori e successi sono stati valutati secondo un’ottica futura che vuole aiutarci a volgere al meglio i nostri sforzi terreni. L’anima deve ora assimilare tutte queste informazioni e agire intenzionalmente sulla base di tre questioni principali:

(1) Sono pronto per una nuova vita fisica?
(2) A quali lezioni specifiche devo sottopormi per far avanzare il mio livello di apprendimento e per evolvermi?
(3) Dove devo andare e chi devo essere nella mia prossima vita per avere le migliori opportunità di crescita e di realizzazione dei miei obiettivi?

Una volta che l’anima ha deciso di tornare ad incarnarsi, la fase successiva consiste nell’avere indicazioni sul quando e dove. Le anime, infatti, considerano quando e dove vogliono andare sulla Terra prima di decidere chi saranno nella loro nuova vita. Newton spiega che molti soggetti hanno difficoltà a descrivere il luogo in cui viene selezionata la vita successiva e che quasi tutti tendono ad usare delle metafore. Molti si riferiscono a questo luogo come a un cinema che permette alle anime di vedere se stesse nel futuro, con ruoli diversi in contesti diversi.

In questo luogo di selezione, le nostre anime visionano in anteprima molteplici scelte. Quando lasciamo questa zona, la maggior parte delle anime ha già una propensione verso una scelta piuttosto che un’altra. Tuttavia, i nostri consiglieri spirituali ci danno la possibilità di riflettere a lungo su tutto quello che abbiamo visto del nostro futuro prima di prendere la decisione definitiva.

Dopo che le anime hanno completato le consultazioni con le loro guide e con i membri del proprio gruppo a proposito delle diverse implicazioni fisiche e psicologiche legate a una particolare scelta, la decisione di incarnarsi viene presa. Sarebbe logico supporre che la partenza per la Terra sia immediata: in realtà questo non avviene prima che si sia verificata un’altra importante fase di preparazione. Il luogo in cui le anime si recano per accedere a questa fase finale viene chiamata da Newton “classe di riesame”. Uno delle ultime richieste prima di imbarcarsi per la Terra è, infatti, quella di presentarsi al Consiglio degli Anziani per la seconda volta. Il mondo spirituale è un luogo governato dall’ordine e gli Anziani vogliono rafforzare la consapevolezza di un’anima in riferimento ai compiti spirituali dell’incarnazione che si sta per intraprendere. Dopo questo incontro, alcune anime ritornano al gruppo di appartenenza per salutare i compagni, mentre altri preferiscono partire immediatamente per l’incarnazione terrena. Questa è l’ultima possibilità che viene data alle anime di godere della totale consapevolezza della propria vera essenza prima di adattarsi a un nuovo corpo e a una nuova “avventura” terrena.

Alessia Giovannini 2008-2010 (titolo originale: Misteri: la vita dopo la morte)

martedì 29 marzo 2016

L'importanza della guida spirituale


Nella pratica Yoga e Tantra autentica è assolutamente necessaria l'esistenza di una guida spirituale realizzata: "Un cieco non può guidare un altro cieco"Un maestro Yoga autentico assume con totale responsabilità la guida del discepolo. Tra di loro si stabilisce una relazione ineffabile e libera che, prendendo in considerazione la nobiltà e l'altezza della meta prefigurata, supera nell'amore e nell’empatia anche la relazione genitore-figlio. Evidentemente qui ci riferiamo allo Yoga nei suoi aspetti più profondi. Esiste nei giorni d'oggi una tendenza molto pericolosa in cui si dice che non ci sia bisogno di una guida spirituale, che ognuno può farcela da solo. Un'analisi di buon senso ci fa comprendere che in realtà in ogni campo c'è bisogno di una guida e ancor di più nello Yoga dove alcuni aspetti devono essere attentamente sorvegliati e messi in pratica con saggezza, gradualmente. Tutti i grandi yogi sono d'accordo con questa idea fondamentale. Dall'altra parte, lo Yoga affrontato come una semplice ginnastica non è pericoloso se manca una guida, ma non produrrà nemmeno gli effetti benefici straordinari che può portare invece un'integrazione spirituale.

LA NECESSITA’ DI UNA GUIDA SPIRITUALE PER COLUI CHE CERCA LA VERITA’ ULTIMA
L’importanza attribuita alla relazione guida spirituale-aspirante, tra iniziatore e iniziato, nella tradizione spirituale dell'India come anche in molte vie spirituali esoteriche del mondo, ha fatto nascere nei filosofi moderni la domanda"Perché si deve accettare un altro come guida spirituale o guru?" Non è l'uomo dotato di sufficiente intelligenza per discernere tra ciò che gli è necessario e ciò che non gli è benefico? Non può scegliere da solo in qualunque campo della vita? Sicuramente l'uomo è dotato di ragione e abbastanza volontà per determinare e modificare il proprio destino. Ancora di più, i testi tradizionali sacri affermano che l'aspetto ultimo di ogni essere è di natura divina, quindi Dio stesso rappresenta la guida che c’è dentro ciascun uomo. Allora a cosa serve un guru esterno? Non basta che l'uomo ascolti la voce della guida interiore, invece che sottoporsi ad un altro che, in fin dei conti, è anch'egli mortale come qualunque altro uomo? Non ci sono tanti esempi di yogi, santi e mistici che non hanno avuto nessun guru e tuttavia hanno raggiunto la liberazione, seguendo la loro guida interiore? È vero che ogni uomo ha dentro il suo profondo la scintilla divina, il Sé spirituale. Ma quanti esseri umani lo possono sentire e possono realizzare la sua presenza? Quanti si possono aprire per ricevere la sua guida? L'uomo, così come si manifesta nel periodo attuale sulla terra, ha una visione limitata dall'ignoranza in cui si compiace e non può andare molto lontano da solo, né verso gli aspetti elevati né verso la profondità della sua anima. L'illusione, che è un effetto dell'ignoranza, agisce così fortemente sui suoi sensi, che è molto facile per un tale uomo sbagliare ed ascoltare la voce del suo ego inferiore credendo che questa sia la voce del Sé Divino. Teoricamente è possibile diventare consapevoli della nostra guida interiore ed evolvere da soli sulla via spirituale, come tra l'altro è stato dimostrato da alcuni esseri speciali della storia dell'umanità. Ma, generalmente, questa verità è limitata nella sua applicazione a causa dell'immaturità della coscienza umana nell'attuale stadio di sviluppo. L'essere umano conosce tramite i sensi, orientati il più delle volte verso l'esterno, e difficilmente riesce a rapportarsi verso ciò che non vede o non sente sulla via fisica, quindi gli è difficile credere in una guida che non può essere percepita fisicamente. Una guida invisibile difficilmente può ispirare fiducia. Per superare questa difficoltà naturale, la tradizione indiana riconosce gli AVATAR, incarnazioni del divino in una forma umana, che possono essere percepiti fisicamente e che determinano una trasformazione profonda nella coscienza dell'umanità. Purtroppo le incarnazioni divine sono rare e appaiono soltanto nei periodi cruciali dell'evoluzione dell'universo. Esistono tuttavia altre manifestazioni del divino, i suoi messaggeri che vengono nel mondo con un compito preciso: queste sono le guide spirituali in grado di portare gli esseri umani verso il Sé. Ma nemmeno loro nascono ogni giorno e non molti possono beneficiare del loro insegnamento e della loro guida verso la realizzazione ultima. L’ideale del guru umano o della guida spirituale nella tradizione indiana è l'essere capace di portare a compimento l'aspirazione di profonda trasformazione spirituale di un altro essere umano. Un tale maestro vivente ha percorso già la via spirituale scelta dal ricercatore ed è in grado di mostrare a quest'ultimo la direzione, ed ha anche il potere ditrasmettere al discepolo la verità della sua esperienza e della sua realizzazione. Quindi lui fa diventare vivo e dinamico l'ideale spirituale dell'aspirante, iniziandolo nel conoscere la verità e stimolandolo verso la pratica, per facilitare il concretizzarsi progressivo di questi aspetti nella vita del discepolo; senza un tale maestro è quasi impossibile raggiungere la realizzazione ultima. Il campo spirituale è ancora una zona poco esplorata dalla coscienza umana abituale e se non vogliamo smarrirci su questo ampio e alto territorio dobbiamo appellarci ad un guru che ci può portare direttamente alla meta. Nel RIG-VEDA (X.32.7) troviamo scritto: "Lo straniero chiede qual è la via a colui che conosce questa via. Insegnato da colui che conosce, lui non si smarrisce. Veramente questa è la benedizione della saggezza; lui trova la via che porta diritto in avanti". Le UPANISHAD dichiarano che soltanto colui che ha una guida può realizzare la verità ultima. BRAHMAN, l'Assoluto Divino, l'oggetto della suprema ricerca, non può essere conosciuto soltanto tramite il proprio sforzo mentale. La KATHA UPANISHAD (1.2.8.9) afferma: “Finché un altro non ti parla di BRAHMAN, non potrai trovare la via verso di Lui; perché Lui è più sottile che il sottile e la mente non Lo può raggiungere". Questa comprensione non può essere raggiunta tramite ragionamenti ma soltanto quando è indotta da un altro porta alla vera conoscenza. Soltanto ciò che è rilevato direttamente da un guru può diventare un conoscere vero, e la comprensione profonda può essere comunicata al ricercatore soltanto da colui in cui questo conoscere è vivo. Le UPANISHAD raccontano che anche coloro che erano maestri di una certa scuola spirituale andavano come discepoli da altri maestri quando desideravano realizzare la verità di altre vie. Quindi il più delle volte nemmeno questi saggi potevano assimilare in modo profondo un nuovo insegnamento senza un aiuto. Era necessario qualcosa in più che doveva essere indotto, la tecnica e il discernimento che renda vivo questo conoscere dentro loro stessi. Se i VEDA e le UPANISHAD confermano la necessità e l’indispensabilità di una guida spirituale e parlano di una tradizione della linea GURU-SHISHYA (nella quale il maestro è il primo aspetto, il discepolo è l'altro aspetto e il legame tra di loro è VIDYA, il conoscere), il tantrismo dà una forma molto chiara alla relazione maestro discepolo e la tratta in modo molto profondo. In questa tradizione, il guru rappresenta l'asse principale attorno alla quale si realizza ogni movimento della vita spirituale. Lui non è soltanto un professore capace di insegnare agli altri, ma è molto di più: lui viene visto come un rappresentante di Dio, come una manifestazione dello stesso Dio. Il supremo SHIVA che è senza forma, dice il testo KULARNAVA TANTRA, appare al ricercatore nella forma del guru. I TANTRA affermano in modo chiaro che nessun uomo può avanzare sulla via spirituale senza aiuto. L'uomo potrà leggere molti libri, praticare austerità, raggiungere sbalorditive capacità paranormali, ma la lettura dei testi sacri rimane conoscenza mentale sterile e il rito diventa routine meccanica se queste non sono energizzate e coscientizzate grazie alla personalità di un guru. Solo quegli atti ispirati nel discepolo da parte del suo maestro possono portare Bhakti (la devozione) e Mukti (la liberazione). Anche se un essere umano è dotato di qualità speciali e di un'aspirazione ardente, ha tuttavia bisogno di qualcuno che lo stimoli spiritualmente, che gli induca quella forza (Shakti) che lo farà agire senza errore e seguire sempre la retta via (anche nelle zone che sono oltre le capacità umane di comprensione). Questo aiuto è offerto da parte della guida spirituale. Qualunque sia la natura della sua sadhana (pratica spirituale), sia che si tratti della via della meditazione, dhyana, della devozione rituale, puja o mantra-pujaè sempre il guru colui che inizia, guida e porta l'aspirante verso la realizzazione ultima.

Qual è il ruolo di un maestro?
L'indispensabilità di una relazione guru-shishya (maestro-discepolo) è apparsa in quest'epoca di razionalismo o mera superstizione. Nonostante ciascuno di noi custodisca dentro di sé questa sorta di luce divina, sono ancora troppo pochi coloro che possono percepirne la presenza. Come ci si può aprire per ricevere il Suo insegnamento? Nel regno spirituale, come in altri settori, una preziosa guida con una conoscenza autentica, profonda, dotata di una ricca esperienza che ci viene offerta nel momento opportuno, può aiutarci immensamente a non perdere troppo tempo e a non sprecare energia e sforzi vani. Egli può inoltre aiutarci ad eliminare la sofferenza e la possibilità di un eventuale fallimento. Inoltre sa come agire con saggezza per eliminare le nostre cattive abitudini, che risulterebbero poi ostacoli alla nostra salita, facilitando allo stesso tempo il risveglio e l'amplificazione delle qualità che semplificheranno invece la nostra ascesa. In realtà, il ruolo di un maestro spirituale è quello di accompagnarci nel cammino spirituale fino alla fine, quella fine unica che è l'Infinito, o che alcuni chiamano DIO.

Il modello ideale di maestro spirituale
Spesso, una volta impegnati in una ricerca spirituale autentica, ci troviamo disorientati e confusi, non sapendo quale sia il passo successivo da fare. Ecco che appare con urgenza il bisogno di un maestro. Di fatto, in qualsiasi lavoro, in qualsiasi campo, chi abbia assimilato un rispettivo insegnamento andrà poi ad insegnare e a condividere con gli altri la propria esperienza. Pertanto, in ciascuno di noi vi è l'immagine perfetta di un essere che "sa tutto e può tutto" e a cui si può fare riferimento per adempiere ad un particolare scopo. Questa immagine corrisponde, in realtà, all'ideale del nostro maestro. L'ideale di guru nella tradizione indiana è rappresentato da un essere in grado di soddisfare l'aspirazione di profonda trasformazione spirituale di un altro essere. Un tale maestro autentico ha già percorso il cammino spirituale scelto in qualità di ricercatore ed è in grado di mostrarne la direzione, avendo il potere occulto di trasmettere al discepolo la verità della sua esperienza e la sua realizzazione. In realtà, egli ravviva e dinamizza l'ideale spirituale dell'aspirante, ovvero la liberazione e perfezione spirituale, iniziandolo alla conoscenza della verità e spingendolo allo stesso tempo verso la pratica, per facilitare una concretizzazione progressiva di questi aspetti, nella vita del discepolo. Senza un tale insegnante è quasi impossibile raggiungere la Realizzazione Ultima. Il dominio spirituale è una zona poco esplorata dalla comune coscienza umana e se non vogliamo perderci in questo vasto territorio, si deve fare appello ad un maestro che lo conosce e che ci può condurre direttamente alla meta.

Dipendenza e indipendenza nel rapporto maestro-discepolo
Poiché ogni guida spirituale o guru conduce personalmente il discepolo verso la realizzazione del sé SUPREMO divino, attraverso la  strada che meglio si adatta alla persona in causa, il discepolo deve trovare il proprio maestro e poi, una volta riconosciuto, dedicarsi a lui fino alla fine. Non si tratta di fanatismo o qualunque altra forma di proselitismo, come si tenderebbe a credere, ma solo di un'antica tradizione autentica, verificata dal tempo che ne ha offerto i risultati attesi. Per una mente occidentale, è piuttosto difficile da accettare. Ma se trovate un vero maestro, libero dai condizionamenti di questo mondo effimero e che conosce i segreti dell'universo in cui viviamo, la situazione cambia. Sicuramente vi siete posti molte domande durante questa vita. E solo una piccola parte ha trovato risposta. Immaginate ora di aver incontrato una persona che detiene tutte le chiavi e tutte le risposte. Credete di poter rinunciare alla sua consulenza ed orientamento? Niente affatto. Avete sempre chiesto un suo consiglio e aiuto, sapendo che quello che state facendo va bene ed è sulla buona strada. Questo potrebbe equivalere ad una prima fase dell'evoluzione del rapporto tra discepolo e maestro. La si potrebbe vedere come un qualche tipo di dipendenza, ma noi la chiameremmo piuttosto un ASCOLTARE. In questa fase siamo come un bambino che impara a camminare e richiede di continuo il sostegno del padre. Con il tempo, la situazione cambia, perché più il discepolo assimila esperienza, più deve essere in grado "di camminare sulle sue gambe". Un vero maestro non fa sì che i suoi discepoli diventino dipendenti da lui, anche se apparentemente ne rispettano pienamente la volontà. Mentre ci evolviamo spiritualmente diventiamo sempre più indipendenti, perché cominciamo a capire correttamente come funzionano le leggi divine e siamo in grado di prendere le decisioni migliori per la nostra evoluzione spirituale. La dipendenza iniziale di un discepolo dal suo maestro spirituale è e deve essere rigorosamente temporanea. Nel momento in cui inizia a verificarsi un'evoluzione spirituale, il discepolo deve gradualmente diventare autonomo.

Come trovare il vostro stesso maestro o guida spirituale
La tradizione spirituale Shivananda afferma che "Quando il discepolo è pronto, il maestro appare". Quello che dobbiamo fare è solo volerlo incontrare con tutta la nostra anima, e inoltre cominciare una severa disciplina interna che crei le premesse dell'apparizione del maestro nella nostra vita. Di fatto si parla di una ricerca spirituale intensa, un desiderio effervescente a lottare per avere successo e conoscere il nostro vero sé. In questo cammino potrete trovare varie persone che penserete siano dei maestri. Ma il Maestro è solo uno. E attenzione, spesso è possibile sbagliare. Ci sono molti ciarlatani che sono pronti a offrire "sostegno" in cambio di determinati benefici. Voi dite che è difficile discernere chi sia il vostro vero maestro. Ma vedrete che l'incontro con lui vi darà una comprensione maggiore e un sentimento tale che vi farà capire che è davvero lui.

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

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