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paradosso teologico

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Prima di pubblicare questo post vorrei chiarire la mia posizione. Da sempre mi sono considerato ricercatore della verita` perche`ritengo che l`uomo piu` ha la possibilita` di informarsi maggiore sara` la comprensione degli argomenti che lo riguardano da vicino. Per questo ci tengo a chiarire che il mio non e` un attacco alla Chiesa (come qualcuno mi ha detto) ma bensi tento di chiarire la posizione della Chiesa Cattolica proprio nel tentativo di risvegliarmi e risvegliarvi dalla prigionia dei vecchi dogmi che oramai non dovrebbero avere alcun valore. Non e` un discorso che riguarda solo la religione prendiamo per esempio la storia, alla luce di cio` che i ricercatori hanno scoperto sarebbe completamente da riscrivere ma nessuno ha il coraggio di farlo per non sconvolgere talune convinzioni che andrebbero completamente debellate dalla mente collettiva che si autolimita non progredendo. Le menti intelligenti devono avere una visione delle cose molto ampia accettando il cambiamento che ...

Angeli per la Chiesa.

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L'esistenza degli angeli - una verità di fede 328  L'esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l'unanimità della Tradizione. Chi sono? 329  Sant'Agostino dice a loro riguardo: « "Angelus" officii nomen est, [...] non naturae. Quaeris nomen huius naturae, spiritus est; quaeris officium, angelus est: ex eo quod est, spiritus est, ex eo quod agit, angelus – La parola "angelo" designa l'ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura, si risponde che è spirito; se si chiede l'ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo ».  411  In tutto il loro essere, gli angeli sono  servitori  e messaggeri di Dio. Per il fatto che « vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli » ( Mt 18,10), essi sono « potenti esecutori dei suoi comandi, pro...

San Francesco d'Assisi.

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Francesco nacque ad Assisi nel 1182, da Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe preziose, e da Madonna Pica;  la madre gli mise nome Giovanni; ma, tornato il padre dal suo viaggio in Francia, cominciò a chiamare il figlio Francesco . Prima della conversione il giovane Francesco fu partecipe della cultura " cortese - cavalleresca"  del proprio secolo e delle ambizioni del proprio ceto sociale (la nascente borghesia). Nel 1202, tra le fila degli  homines populi , prese parte allo scontro di Collestrada con i perugini e i  boni homines  fuoriusciti assisani:  Francesco fu catturato con molti suoi concittadini e condotto prigioniero a Perugia…Dopo un anno, tra Perugia e Assisi fu conclusa la pace, e Francesco rimpatriò insieme ai compagni di prigionia . Decide allora di realizzare la sua aspirazione a diventare  miles  (cavaliere) e nel 1205 si unisce  al conte Gentile, che partiva per la Puglia, onde essere da lui c...

Filosofia Zen

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Rimane aperta la grande questione se lo zen è una religione o una filosofia. La più bella immagine è quella che paragona lo zen ad una farfalla, posatasi sul ramo del buddismo. Questa farfalla in realtà non dipende dal buddismo, ma vive di vita propria. In fondo è la stessa farfalla che, posatasi sul ramo dell’islamismo ha dato vita al sufismo, su quello dell’ebraismo è diventata chassidismo e, sul ramo del cristianesimo, mistica cristiana. Lo zen non è una religione proprio perché non si serve di dottrine, né di libri sacri, gli strumenti normali di cui si servono le religioni. Proprio perché si tratta solo di strumenti – e troppo spesso succede che i mezzi vengano confusi con il fine – se le scritture e le dottrine diventano il dito che indica la luna, colui che vuole raggiungere il fine dello zen concentra tutti i suoi sforzi sulla luna stessa, e non più sul dito. La religione, la devozione è considerata dallo zen come “una zattera – disse in una parabola il Budda – che a...