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martedì 25 ottobre 2016

Samhain - Halloween



Nota anche il nome di Halloween e Ognissanti. Attualmente è ancora una festa di tipo commerciale, pretesto per vivere una notte “diversa” in abiti carnevaleschi. Le origini della festa sono molto antiche. E' un momento di celebrazione legato ai defunti e quindi alla morte e alla chiusura. Per questo viene celebrata in un duplice aspetto : da un lato, è il momento dell'anno durante il quale il confine tra il mondo dei vivi e il regno dei morti si fa più sottile permettendoci di entrare in contatto con i defunti; dall'altro rappresenta la morte intesa come fine e chiusura, quindi un pretesto per definire tutto ciò che è rimasto in sospeso. E' inoltre il periodo dell'anno in cui le pratiche e le arti divinatorie risultano più semplici e immediate. Il momento è propizio per compiere incantesimo e rituali per liberarci di abitudini e ossessioni. Una tradizione tipica di Samhain è quella di preparare un cartiglio su quale scrivere l'abitudine di cui ci si vuole liberare per poi bruciarlo nel calderone. Le divinità celebrate in questo Sabba sono quelli legate al culto dei morti e alla discesa agli Inferi.

Rappresenta inoltre il momento in cui il Sole ci lascia – simboleggiando la morte del Dio per rinascere a Yule. In questa notte, si rende omaggio ad amici e congiunti che sono passati in un'altra vita. Poiché accettano la filosofia della reincarnazione, questa non è una festa malinconica, ma il sereno riconoscimento di un evento inevitabile dell'esistenza.
Con questo sabba termina un ciclo ed inizia l'anno nuovo. Questo sabba divide l'anno in due parti e segna l'inizio dell'inverno e delle tenebre. Considerato momento di passaggio, Calenda unisce i due mondi: quello in cui viviamo e il regno dei defunti. E' infatti il sabba dedicato ai nostri antenati (ripreso anche dal calendario cristiano) anche se per le streghe, la morte non è una fine ma solo l'inizio di un nuovo ciclo.


Samhain, capodanno celtico, è passaggio, soglia, conclusione e inizio.
E' conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.
Samhain è il tempo dell'ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno.
Ed è l'inizio dell'attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio. Il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta.
E' il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perchè possa compiersi la nascita.
Tempo prezioso e necessario. Tempo di riposo e di ascolto silenzioso.
 
Soglia di questo passaggio, del limitare tra vita, morte e vita, Samhain è porta aperta fra le dimensioni del tempo e delle esistenze.
Custode di questa soglia è Ecate, antica dea che ne detiene le chiavi.
 
Nella danza della vita, Smahain è il tempo del ritiro, dell'interiorità, l'occasione di andare nelle profondità del nostro essere. Per farlo, abbiamo bisogno di spogliarci di ciò che è esteriore, di lasciar andare quegli attaccamenti e aspetti di noi che non appartengono alla nostra essenza. E' l'inizio del tempo in cui stiamo con noi stessi, per ritrovare il nostro nucleo prima di riaffacciarci di nuovo al mondo.
 
Samhain è quindi il tempo in cui il semestre scuro comincia. È la fine del ciclo agricolo e della raccolta finale. Qualunque cosa lasciato nei campi dopo Samhain, è proibito raccoglierlo poichè ora appartiene agli spiriti della natura. È giunto il tempo di prepararsi per l'oscurità che verrà. È tempo di concludere qualsiasi commercio non finito in estate, è tempo di saldare i debiti e i crediti ed eventualmente di riscuotere gli interessi.
È una delle due " notti degli spiriti ", l'altra è Beltaine. È quando il velo fra i mondi si assottiglia e la comunicazione fra noi e le anime erranti dei morti si fa più facile. I fatati e gli spiriti sono particolarmente attivi in questa notte.
Si hanno le visioni e si traggono gli auspici e si fanno le divinazioni.
È egualmente uno dei tanti momenti di onorare e ospitare gli antenati morti.
Le preghiere e gli alimenti sono lasciati sui gradini della porta ed i portelli degli altari sono lasciati aperti e le sedie supplementari sono messe fuori. I focolari sono puliti ed i focolari domestici sono riaccesi da un falò comune sacro che è acceso per sfregamento. La Dea Il dio e la dea patroni di questa festa sono il Dagda ed la Morrigan.
 
A Samhain si celebrava il Capodanno celtico, e poichè il freddo era dominio di Cailleach, i rituali riguardavano il mondo dei morti, attraverso divinazione e narrazione di storie.
A Samhain (sam + fuin =" fine dell'estate" ma usato nell'accezione di "riunione") ogni fuoco viene spento e riacceso solo il giorno successivo.
 
In questo giorno, spiriti e creature fatate invitano i mortali a trascorrere insieme un anno sulla collina delle delizie insieme a loro; in senso inverso agiscono i druidi, che scrivono messaggi per i defunti e li affidano al fuoco. Con il cibo e le bevande dell'aldilà, vino, birra e idromele, si banchetta per tutta la durata della festa, che si svolge da un minimo di 3 giorni a un massimo di 6 settimane, fra riunioni, battaglie, profezie, incantesimi e sacrifici rituali, in onore del dio della fertilità Dagda e della sua sposa Morrighan.
Nel racconto celtico "The Wasting Sickness of Cuchulainn" ("La Devastante Malattia di Cuchulainn"), la festa del Samhain viene celebrata per un totale di 7 giorni, di cui 3 antecedenti e 3 successivi alla notte di festa.
Una leggenda irlandese riferisce che tutte le persone morte l'anno precedente tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi da possedere per l'anno prossimo venturo. Così nei villaggi si spegnava ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio: il rito consisteva appunto nello spegnere il Fuoco Sacro sull'altare e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente. Questo simbolizzava l'arrivo del Nuovo Anno. Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. Probabilmente la migliore spiegazione del motivo che spingeva i Celti a spegnere il fuoco non era quello di scoraggiare gli spiriti maligni, bensì questa usanza nasceva dal fatto che tutte le tribù celtiche dovevano riaccendere il fuoco da una sorgente comune, il Sacro Fuoco Druidico che era lasciato bruciare nel Mezzo dell'Irlanda a Usinach (secondo altre fonti a Tlachtga,a 12 miglia dalla sacra collina di Tara).
Le bestie venivano radunate e rinchiuse in recinti per svernare Ciascun gruppo di famiglie (clan) si recava in un villaggio più piccolo e riparato per svernare. Il villaggio vero e proprio si separava, e si sarebbe riunito solo a Beltain. Il clima era sfavorevole a qualsiasi festa pubblica, e per di più nella notte di Samhain i morti e gli spiriti tornavano sulla terra. Nessuno osava avventurarsi fuori dalla propria abitazione. Non c'erano dunque rituali comunitari o feste gaudenti pubbliche (notturne) come invece spesso si è portati a credere. Solo i druidi si riunivano nelle antiche radure delle Selve Sacre o fra i megaliti sparsi lungo i ley, le linee in cui scorreva l'energia della Terra, e lì celebravano solennemente l'Inizio del Nuovo Anno.
Ma vi sono altre usanze di cui parlano fiabe e leggende.
La tradizione popolare riferisce che la notte di Samhain si praticavano dei riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l'anno venturo.
 
In Scozia la notte di Samhain le persone seppellivano delle pietre nella terra e vengono ricoperte di cenere e vengono lasciate indisturbate. Al mattino se una pietra era stata smossa, significava che la persona che l'aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell'anno.
In Irlanda è tipico, in tutte le famiglie, preparare il cosiddetto colcannon, piatto tipico di questa ricorrenza. Il nome deriva dall'irlandese e significa "cavolo chiazzato": è una ricetta fatta con purè di patate, cavolo tritato e cipolla, servito caldo con molto burro. Solitamente al suo interno si nascondeva una moneta ed il fortunato che la trovava aveva il privilegio di poterla tenere.
 
Come accadde con gli elementi 'pagani' del cristianesimo, anche alcune feste celtiche passarono nella cultura cristiana, dopo che i romani sottomisero i Celti, e quando, più tardi, la Roma cattolica cercò di convertire i celti pagani. Divenne però chiaro alla Chiesa che i Celti, nonostante la loro apparente sottomissione alla cultura cristiana, continuavano ad aderire testardamente ad alcuni elementi del loro vecchio credo.
Cosi', all'incirca nel settimo secolo D.C., la Chiesa spostò il giorno di Ognissanti, una festa che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla agli antichi rituali druidici del 31 ottobre. Non solo, la Chiesa assegnò anche dei nuovi significati cristiani a molti dei simboli residui associati al Samhain. Nel decimo secolo D.C., si consolidò così la tradizione di celebrare il giorno di Ognissanti durante i riti di inizio dell'autunno. In questa giornata si onoravano tutti i morti, non solo i primi santi cristiani, rinforzando così l'associazione con le celebrazioni celtiche di una stagione dell'anno infestata dagli spiriti. Con il passare del tempo questi spiriti, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio. La chiesa affermava infatti che gli dei e le dee e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche fossero di impronta diabolica, che le forze spirituali con cui le persone venivano in contatto erano vere, ma che costituivano delle manifestazioni del diavolo, principe della beffa, che conduceva l'uomo verso l'adorazione di falsi idoli. Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del diavolo e di altre creature maligne, come le streghe.
 
Halloween
E' certo che questa esportazione abbia fatto perdere il carattere e l'essenza vera e propria di questa festa, ma sta di fatto che in America ed in Europa la notte di Halloween viene rivisitata come la "notte delle streghe e dei fantasmi". Una sorta di party celebrativo per le creature e gli esseri soprannaturali e diabolici.
Attenzione, dunque, agli incontri notturni con mostri e folletti. Il loro leader indiscusso è sicuramente Jack O'Lantern, uno spiritello burlone che da due millenni, di notte, appare sulla Terra illuminandosi la strada con una candela ricevuta in dono dal diavolo.
Affinché la candela non si spenga, Jack la nasconde dentro una zucca vuota. Quella stessa zucca che, con il passare del tempo, è divenuta il simbolo di Halloween in tutto il mondo.
Ma anche nel nord Italia fino alla fine degli anni '50 si usava mettere lumini in zucche svuotate, raccontare storie di fantasmi ed accendere falò al di fuori di qualsiasi celebrazione cattolica.
Ma da dove deriva la leggenda di Jack O'Lantern? Jack O'Lantern (conosciuto anche come Lantern Man, Hob' O Lantern, Fox Fire, Corpse Candle Will O' The Wisp, o semplicemente Will) nasce da una leggenda irlandese che parla di un imbranato ("Ne'er-do-well" = Non ne combino una giusta) chiamato Stingy Jack. Quest'uomo, noto giocatore d'azzardo e bevitore, durante una notte di Halloween invita il Diavolo a bere con lui nella sua casa. Dopo la bevuta escono nella notte e Jack, sempre in cerca di scommesse, sfida il diavolo affermando che non sarebbe riuscito ad arrampicarsi su un albero. Il Diavolo, sorridendo, salì sull'albero con facilità, e Jack incise una croce sulla corteccia. A questo punto il Demonio era in trappola a causa del simbolo sacro, e Jack gli propose un patto: il Diavolo, se voleva poter tornare a terra, doveva promettere di non tentarlo più: solo allora avrebbe tolto la croce dall'albero. Il Diavolo accettò. Quando, anni dopo, Jack morì le porte del Paradiso gli furono negate a cause dei suoi vizi. Jack si diesse allora verso l'inferno, ma il Diavolo gli impedì l'accesso per vendicarsi del tiro mancino che gli aveva giocato, ma gli diede un tizzone ardente per illuminare il suo cammino nell'oscurità. Jack mise il tizzone in una rapa (o cipolla) svuotata per farlo durare più a lungo, e prese a vagare nell'oscurità. Ogni notte di Halloween, quando le porte dell'Oltretomba si aprono, Jack torna a passeggiare in questo mondo con la sua brace ardente.
Quando agli inizi del secolo ci fu la carestia delle patate in Irlanda, molti Irlandesi immigrarono in America, e portarono con loro le loro antiche tradizioni che risalivano ai tempi dei Celti. In America trovarono le zucche che si adattavano meglio ad essere intagliate rispetto alle cipolle. Da quel momento è nata la tradizionale Zucca di Halloween o appunto Jack O' Lantern.
Rituale
Sull'altare si mettono mele, melegrane, zucche, zucchine, ed altri frutti del tardo autunno. Vanno bene anche fiori autunnali come calendule e crisantemi. Si scrive su di un pezzo di carta un aspetto della vita del quale desideriamo liberarci: rabbia, un'abitudine dannosa, sentimenti riposti male, malattie. Inoltre ci deve essere di fronte all'altare un calderone o un altro oggetto simile. Ci dovrebbe essere anche un disco piatto segnato con un simbolo di una ruota con otto raggi.

Prima del rituale, ci si siede tranquillamente a pensare ad amici e persone care che non ci sono più. Senza disperate. Sapendo che sono andati verso cose superiori. Tenendo fermo nella mente il fatto che la realtà fisica, non è quella assoluta, e che le anime non muoiono mai.

Si apre il cerchio dichiarando le intenzioni :
Samhain è il capodanno celtico, ed è diventato anche il capodanno wicca. Questa è la notte in cui la Dea entra nel Mondo di Sotto per confrontarsi con il Dio nel suo aspetto di Signore della morte e della rinascita, il padrone del tempo. La ruota inizia a girare, seguendo i passi della Dea e del Dio , che coraggiosamente scende nel regno degli spiriti. E cosi iniziamo a scendere in profondità dentro noi stessi, e nella dimensione della realtà in cui vivono gli spiriti.
Questa notte il velo tra i mondi è più sottile, e noi onoriamo gli spiriti dei nostri antenati. In questa notte sacra noi diamo loro il benvenuto con amore, perché ci possano fare visita e possiamo parlare con loro. In questa notte sacra, siamo liberi di muoverci indietro e avanti nel tempo per vedere le nostre vite passate e per trovare i sogni che diventeranno il nostro destino.
A Samhain cerchiamo di capire noi stessi e i nostri viaggi spirituali mentre entriamo nel tempo del sogno .Lasciamo andare il nostro vecchio io, logora forma dell'esistenza, e nel regno dello spirito, dove la forma non esiste più, cerchiamo un sogno, perchè tutte le nuove vite iniziano prima di tutto coun sogno.
E' giunta l'ora del cambiamento. Lasciamo la luce e nell'oscurità ci addentriamo. Eppure con gioia lo facciamo, perché sappiamo che è solo un altro giro della potente Ruota dell'Anno. In questo periodo dell'anno i varchi tra i mondi sono aperti. Chiamiamo i nostri antenati, i nostri cari perchè attraversino questi varchi e si uniscono a noi. Li invitiamo a festeggiare con coloro che amano.

Si invocano le Divinità
Si solleva una melagrana e, con il coltello dal manico bianco ben pulito, si buca la scorza del frutto. Si prendono alcuni semi e si mettono sul piatto con su disegnata la ruota.
Si solleva la bacchetta, e ci mette i di fronte all'altare dicendo :

In questa notte di Samhain Io segno il Tuo passaggio,
O Re Sole, dal tramonto alla Terra della Giovinezza.
Io segno anche il passaggio di tutti quelli che sono andati prima,
E di quelli che andranno dopo.
O Dea Graziosa, Madre Eterna,
Tu che desti alla luce colui il quale ora è caduto,
Insegnami a scoprire che nel tempo della più grande oscurità,
C'è la più grande luce.

Si assaggiano i semi della melagrana si guarda il simbolo con otto raggi sul piatto; la ruota dell'anno, il ciclo delle stagioni, la fine e l'inizio di tutto il creato.

Si accende un fuoco nel calderone (va bene una candela).Ci si siede di fronte ad esso, tenendo il pezzo di carta in mano, ed osservando la fiamma dicendo :

O Saggia della Luna Calante,
Dea della notte stellata,
Io creo questo fuoco nel Tuo calderone
Per trasformare ciò che mi tormenta.
Possano le energie invertirsi:
Dall'oscurità: luce!
Dal male: bene!
Dalla morte: nascita!

 Si da fuoco al pezzo di carta con le fiamme del calderone Si osservano le fiamme del fuoco e poi si dice :

Siamo sulla breccia del tempo, perchè questo giorno non appartiene al vecchio anno né a quello nuovo. Poiché non vi è distinzione tra gli anni, non vi è distinzione neanche tra i mondi. Coloro che abbiamo conosciuto e amato in passato sono liberi di ritornare da noi in questo luogo. Che ciascuno di voi, a suo modo, si metta in comunicazione e percepisca la presenza di una persona cara che ritiene perduta. E da questo ricongiungimento tragga forza. Sappiate che non c'è fine né inizio. Tutto gira costantemente, in una danza a spirale che gira e rigira senza mai arrestarsi. In questo punto di svolta, Samhain è la sacra festa che segna la fine dell'estate e l'inizio dell'inverno: un tempo per celebrare, un tempo per salutare il Dio che inizia il suo viaggio nel tunnel dell'oscurità alla fine del quale risplende la luce di nostra Signora. Il vecchio anno si conclude, Il nuovo anno va ad iniziare. La Ruota gira e gira ancora.

Salutiamo la nostra Signora
Diamo il benvenuto al nostro Signore
La Dea –Estate alla fine si avvicina
Il Dio Inverno i suoi primi passi muove sul sentiero
Salute e arrivederci
Graziosa Dea, ti ringraziamo per le gioie dell'estate
Ti ringraziamo per l'abbondazna;
per i frutti , il raccolto, la mietitura
Ritorna ancora quando la Ruota girerà
Per restare di nuovo con noi.
Anche se nostro Signore accetta il mano,
accompagniamolo nell'oscurità,
per poi ritornare nella luce.
Indicando il fuoco :
Ecco il simbolo del nostro Signore:
colui che governa la Morte e ciò che sta al di là;
colui che dimora nell'Oscurità;
il Marito/Fratello della luce
Possa egli proteggerci e guidarci
In tutto ciò che facciamo,
dentro e fuori questo Cerchio
Con la nostra Signora al suo fianco,
possa farci superare le difficoltà
e accompagnarci con speranza verso la luce.

 Ora volendo si può svolgere qualche lavoro magico, dopo di che si celebra il banchetto semplice e infine si rilascia il cerchio

 Tradizioni di Samhain
Nella notte di Samhain è tradizione lasciare un piatto di cibo fuori di casa per le anime dei defunti. Una candela messa sulla finestra li guida verso la terra dell'estate eterna, e seppellire mele nella dura terra “nutre” i trapassati nel loro viaggio.
Per il cibo, barbabietole, rape, mele, grano, noci, pan di zenzero, sidro, vini pasticciati, e zucche, sono piatti appropriati, così come i piatti di carne

giovedì 18 dicembre 2014

La Devozione

La devozione riveste un'importanza così grande presso tutti i credo religiosi che, per coglierne tutti i significati, è necessario trattarne ogni aspetto singolarmente. Nel cattolicesimo le devozioni sono anche forme di preghiera che hanno luogo fuori della liturgia ufficiale della messa e della liturgia delle ore. Mentre al fedele è richiesto di partecipare alla liturgia, le devozioni sono strettamente opzionali, sebbene altamente raccomandate, e per il diritto canonico devono aver luogo fuori della liturgia per non creare confusione. Nel rito latino, devozioni ben conosciute includono il Rosario, la Via Crucis, la Lectio Divina e l'Angelus. Le devozioni tipiche hanno l'approvazione specifica della gerarchia, e alcune sono ristrette a mere recitazioni private, come per esempio molte litanie dei santiTra i complessi devozionali della tradizione cattolica, i Sacri Monti meritano un'attenzione particolare. Un Sacro Monte è costituito da raggruppamenti di edifici di piccole dimensioni contenenti scene figurative, ed è connotato dallo snodarsi di un percorso devozionale lungo le pendici di un'altura, in un ambiente naturale isolato e di rilevante interesse paesaggistico. I Sacri Monti sorsero in Italia a partire dalla fine del Quattrocento con lo scopo di offrire ai pellegrini un'alternativa più sicura rispetto ai viaggi in Terra Santa. Successivamente la loro funzione divenne quella di offrire ai fedeli un percorso di meditazione e di preghiera che si snodasse attraverso la rappresentazione per immagini di episodi desunti dal Nuovo Testamento. In particolare troviamo scene della vita di Gesù, soprattutto della Passione; scene legate alla venerazione della Madonna, o alle biografie dei Santi, realizzate con sculture policrome a grandezza naturale e con immagini dipinte su pareti a volte. Nel Protestantesimo anglosassone (e specialmente nordamericano) il termine devozione viene usato per indicare diverse attività collegate fra loro all'interno della chiesa cristiana. Più frequentemente, questo termine si riferisce a un periodo di tempo libero utilizzato per studiare la Bibbia e pregare, nello sforzo di costruire un relazione spirituale più forte con Dio. Questi periodi di tempo vengono passati da soli o con un piccolo gruppo di persone. Molti "libri devozionali" (spesso semplicemente detti devotionals, "devozionali") sono disponibili nelle librerie cristiane come in quelle laiche, ma anche nei supermercati. Questi libri contengono studi biblici guidati che spesso includono storie o aneddoti che insegnano principi biblici, simili alle parabole usate da Gesù Cristo nel suo ministero. Lo schema di questi libri viene usato anche per storie o messaggi particolari, che vengono così chiamati anch'essi "devozioni". Questi messaggi vengono talvolta raccontati dai pastori al posto del normale sermone, e si dice allora che il pastore "fa una devozione" (give a devotional). Secondo la Bhagavad Gita e presso le filosofie orientali, la devozione (o Bhakti) è considerata il mezzo più semplice, veloce ed efficace per ottenere la liberazione (o Moksha) durante il Kali Yuga, l'era attuale. Presso l'Induismo, il Bhakti Yoga è appunto la via della Bhakti, è l'unione con Dio attraverso un intenso amore e profonda devozione. Questo Yoga (la cui essenza potrebbe riassumersi nell'espressione Amare per l'amore dell'amore) tra tutti è il più semplice e diretto, e si rivolge alla maggioranza degli esseri umani proprio per la sua facilità di messa in pratica, dato che non richiede spiccate capacità intellettive o abilità particolari. Il Bhakti Yoga non è altro che intenso amore per Dio: poiché Egli è la personificazione dell'amore, la via più facile per raggiungerLo è amarLo. Namo (南無) (in cinese) (giapponese: namu), derivante dal sanscrito namas, indica la devozione, il rendere onore. Il suo significato e soprattutto l'oggetto di tale devozione variano a seconda della scuola o del lignaggio buddhista che si segue. Nell'accezione più comune assume il significato di "dedicare", "rendere omaggio", "avere piena fiducia", "lode a". L'oggetto della devozione varia: si può essere devoti al Buddha, a un lama, ad un insegnamento. È un atteggiamento di apertura verso il proprio maestro, verso la legge, in generale verso la vita stessa per prepararla ad accogliere la verità, superare le difficoltà, raggiungere stadi successivi di consapevolezza e comprensione. Si può esprimere proclamandola vocalmente attraverso dei mantra come (se ne riportano due a titolo di esempio):
  • Namo Amiduofo (cinese) Namu Amida Butsu (giapponese) - ovvero 'ripongo la mia fiducia nel Buddha Amithaba' nel Buddhismo della Terra Pura,
  • Nam myoho renge kyo (giapponese), Namo Miaofa Lianhua jing (cinese) - ovvero 'lode al Sutra (Jing) del Loto (lianhua) della Buona Legge' (miaofa, sanscrito: dharma): particolarmente, ma non esclusivamente, recitato nelle scuole che si rifanno alla predicazione di Nichiren. Per Bhajan si intende un particolare tipo di canto devozionale della tradizione induista; spesso, ma non necessariamente, di origini antiche. I bhajan sono canti, alle volte semplici, altre estremamente complessi (il sistema ritmico-melodico orientale è estremamente più articolato di quello occidentale), comunque espressi in un linguaggio pieno di devozione (Bhakti) e sentimento di amore verso Dio, in un autentico atteggiamento di completa resa o abbandono. La grande diffusione della pratica dei bhajan si basa sul fatto che essi sono considerati una perfetta combinazione di tre elementi: 
  • Sentimento (Bhava);
  • Melodia (Raga);
  • Ritmo (Tala).
  • Questi tre aspetti rappresentano il coinvolgimento e l'armonizzazione, attraverso il canto dei bhajans, delle tre qualità dell'uomo, o Guna: SattvaRajas e Tamas. Vengono eseguiti da gruppi di devoti, con un cantante principale. Il solista intona una riga del bhajan, il coro la ripete subito dopo; questo in termini simbolici rappresenta Dio che guida l'umanità, ed essa che risponde immediatamente al Suo richiamo. La semplice melodia, la ripetizione delle parole (i nomi dei vari aspetti di Dio a cui il canto è indirizzato) inducono ad uno spontaneo senso di coinvolgimento e familiarità. I testi consistono principalmente nella ripetizione dei tanti nomi di Dio (Namasmarana), nella descrizione della Sua gloria e delle Sue infinite forme, ma trovano spazio anche aneddoti o episodi tratti dalla mitologia induista, nonché prediche di famosi santi e mistici. Questi testi possono talora risultare molto complessi, specie quando sono di tipo discorsivo, mentre nella maggioranza dei casi sono strutturati in modo abbastanza semplice; infatti anche un semplice Mantra, cantato ripetutamente su diverse scale melodiche, può divenire il testo di un bhajan o un kirtan di durata anche molto lunga. Il sankirtana (il canto dei Nomi di Dio) è considerato — insieme al seva (servizio altruistico devozionale) — il metodo più semplice, veloce ed efficace per ottenere la liberazione (Moksha) dal ciclo di nascite e morti (Samsara) durante il Kali Yuga, l'era attuale.

    L'Islam mostra in questo campo una doppia realtà. A livello teorico esso sembra infatti poco incline ad esprimere la sua devozionalità tramite musica (mūsīqī ) da ascoltare ( samāʿ ), o tramite canto ( ghināʾ ) e, men che meno, tramite la danza. Bisogna peraltro ricordare che la recitazione dello stesso Corano è una forma di cantilena. La radice semitica <Q-R-ʾ> significa infatti "recitare salmodiando": cosa resa agevole dal fatto che il testo è composto in ossequio alla forma poetica preislamica proto-rimica araba del sājʿ, con cui erano composti i componimenti poetici ad esempio della Muʿallaqāt. Una diversa realtà è tuttavia messa in mostra dall'Islam popolare, in cui canto. musica e danza non mancano, anche quando si persegua un fine devozionale, per quanto decisamente sobri tali esercizi poi siano. Nel Sufismo il ricorso alla voce umana, accompagnata da un sobrio insieme di strumenti musicali, è invece quasi la norma e a diffonderlo pare fossero essenzialmente mistici persiani (Nūrī e Junayd fra i primi). Percussioni, nāy (una sorta di flauto), qānūn (il nostro canone) eṭanbūr (uno strumento a corde fatte vibrare tramite un archetto) sono gli strumenti più ricorrenti in alcune cerimonie di samāʿ, attuate dalle confraternite. Tutti tali strumenti, e quello principale della voce umana, sono considerati assai utili per facilitare il conseguimento dell'esaltazione mistica, mirante all'accostamento (o addirittura all'unione estatica) col Creatore. Talora alcune "esagerazioni" indussero gli stessi ambienti sufi ad esprimere il loro dissenso (Ḥujwīrī) e alcuni ambienti più oltranzistici (in genere di tipo hanbalita) a biasimare il canto e la musica senza troppi distinguo. Ben diverso strutturalmente è il dhikr, la sacra "menzione" (o "ricordo") che l'allievo sufi deve ripetere, su indicazione del suo Maestro, un numero variabile di volta al giorno e che può giungere anche alla cifra di diverse migliaia. La nenia che si genera, anziché essere assimilabile al canto devozionale, a causa della brevità delle frasi (a volte una sola parola) e della ripetitività, obbliga a una speciale respirazione che mira semmai più ad agevolare il conseguimento dell'estasi, anziché a gratificare l'esecutore o l'ascoltatore. Nel movimento del Neopaganesimo il canto devozionale è considerato in molti casi una componente fondamentale della liturgia. Ogni tradizione neopagana possiede ovviamente le proprie strutture liturgiche, ma tendenzialmente tutti i neopagani considerano la liturgia cantata un momento nel quale entrare in contatto con la natura e comprendere il funzionamento fisico e metafisico. I canti devozionali sono visti sia come metodi di trasmissione e insegnamento della religione, sia come vere e proprie preghiere attraverso cui porsi in contatto con il mondo divino, evocando gli spiriti e le divinità.
    « L'oceano è l'origine della Terra, l'oceano è l'origine della Terra. Tutte le cose provengono dal mare. Tutte le cose provengono dal mare. »
    I canti devozionali neopagani contengono nella maggioranza dei casi tematiche legate alla natura, all'evoluzione degli esseri viventi e ai cicli del cosmo, visti come processi derivanti dall'attività dell'energia divina che organizza l'universo. L'utilizzo dei canti è presente in molte sezioni della liturgia delle tradizioni neopagane, e più questa è organizzata, più anche i canti sono sistematizzati. È questo il caso della Wicca, le cui correnti presentano una struttura liturgica già ben definita. Le varie fasi della liturgia wiccana possono essere accompagnate da canti di vario genere. In particolare questi vengono utilizzati per l'evocazione iniziale dei guardiani dei cinque elementi (o dei sephirot ereditati dalla Cabala nel caso dello Xandrianesimo e delle tradizioni legate), l'evocazione della Dea o delle sue tre e molteplici manifestazioni, la chiamata dello spirito — ovvero la Dea stessa nel suo atto di forza organizzatrice dell'equilibrio del cosmo —, piuttosto che nel casi di rituali iniziatici.
    « Il fiume scorre, scorre e scorre. Il fiume scorre senza mai pensare seguendo le pendici che lo conducono al mare. Madre, portamici, e un figlio ti donerò. Madre, conducimi giù verso il mare. »
    « Non perderemo mai la via che ci conduce alla sua memoria, e il potere della sua fiamma vivente sorgerà, sorgerà ancora. Come l'erba attraverso l'oscurità, attraverso la terra verso il chiarore del Sole, noi sorgeremo ancora. Assetati delle acque della vita ci muoveremo verso la luce, e un'altra volta saremo vita. »
    Forti i riferimenti allo scorrere dell'acqua e alla ciclicità della vita, elementi che mettono in primo piano la dottrina della reincarnazione e il panteismo. L'essere umano viene spesso messo cantato come una goccia destinata a ritornare al mare, parte dell'oceano infinito di cui fa parte. Le metafore sono evidentemente riferite all'essere umano come parte del tutto divino, dell'Uno o della Dea (corrispondente al tutto secondo gli wiccani). Il caso delle tradizioni ricostruzioniste è fondamentalmente simile a quello della Wicca. Per i canti devozionali vengono prediletti in particolare quelli attestati già utilizzati nell'antichità, oppure non mancano casi di produzioni creative ex novo. Anche nel Druidismo (e nel caso della più influente associazione, la Congregazione del druido) la liturgia è ben sistematizzata e a ogni fase corrisponde un determinato tipo di canto. Nell'Etenismo si fa spesso utilizzo dei versi dell'Edda. 

lunedì 5 maggio 2014

Le Rune


 Le Rune
Le Rune sono Archetipi, potenti raffigurazioni naturalistiche delle forze che regolano l’Universo. Ogni Runa possiede un profondo significato che può venire usato sia per interpretare le influenze in atto, esterne ed interne a noi, che per invocare un potere della natura o sintonizzarsi ad esso. Nelle culture popolari le rune sono sempre state viste come detentrici di mistiche proprietà e perfino la supposta etimologia della parola runa dal germanico "raunen" che significa "sussurrare", lega al mistero e al segreto questi simboli. Le Rune, che vengono diffusamente chiamate Rune Celtiche, sono i caratteri di antichi alfabeti nordici, per cui è appropriato chiamarle Rune Nordiche anche se poi si sono evolute attraverso la spiritualità celtica.

 Significato delle Rune

1) Fehu: Evoluzione. Rappresenta l’inizio del ciclo della creazione. Successo, Lavoro che da i suoi frutti. A rovescio con rune positive indicano ostacoli e ritardi. Mentre con rune negative preannunciano perdita materiale, problemi nel mantenere l’attuale livello finanziario. Se le rune vicine sono negative avvertono che è meglio non coinvolgersi troppo in una situazione amorosa che porterà solo dispiaceri.
2) Uruz: Promozione, destino, fato. Rappresenta il toro nella sua potenza e rabbia guerriera, gli istinti primordiali. Salute buona o ripresa veloce da una malattia. Miglioramenti e cambiamenti sul lavoro e nelle finanze, promozione o nuova carriera. Con rune positive è successo sicuro. Rovescio: mancanza di forza di volontà, una buona opportunità sfugge, tendenza a farsi guidare da altri. Poca salute o sta arrivando una malattia. Per un uomo in arrivo problemi sessuali. Se ci sono rune positive, sta arrivando un cambiamento positivo mentre, con rune negative, il cambiamento sara’ sgradevole.
3) Thurisaz: Spina, protezione, incantesimo, magia, ammaliamento. Proteggetevi, non soltanto dai nemici, ma anche dalla tentazione di un’eccessiva ambizione. Thurisaz  ci avvisa che faremo una scelta sbagliata, specialmente nelle relazioni, siano esse d’amore o finanziarie. Anche colpo di fortuna inaspettato.
4) Ansuz: La bocca, comunicazione. Governata da mercurio Ansuz è la runa della comunicazione, specie fra insegnanti e allievi. Ansuz avverte che ci si può aspettare l’arrivo di un visitatore. A rovescio : Vi verra’ detta una menzogna.  Problemi negli studi, un esame che non va bene.
5) Raido: Ruota , viaggio, movimento. Rappresenta un viaggio, ma anche inviare e ricevere messaggi.Raido è una runa che indica azione immediata può indicare l’ordine dopo il caos ma anche sacrificio. A rovescio : viaggio spiacevole o arrivo di una persona non gradita. Prudenza.
6) Kenaz: Fiaccola, guarigione cosa celata. Runa positiva, aiuta la "guarigione"in tutti i suoi aspetti: dalle difficoltà negli affari ai problemi di salute. Riposo, purificazione, trasmutazione.A rovescio : perdite, fine di un amore o scioglimento di società.
7) Gebo: Dono,generosità, formula magica. Incontro, auspicio di matrimonio e unione sia nel campo affettivo che in quello degli affari. Ha profondi significati esoterici a causa della cifra corrispondente. Runa sempre positiva non ha significati negativi.
 Vunjo: Gioia, illuminazione,preghiera, grazia. Fortuna, salute, ricchezza e felicità possono scaturire da diverse fonti. A rovescio : periodo di crisi e ritardi. Non prendete decisioni importanti per il futuro. Un socio potrebbe fare il doppio gioco.
9) Hagalaz: Grandine,visione, risoluzione di un mistero, rottura. La Natura governa Hagalaz, runa che rappresenta le forze immutabili che dobbiamo accettare.Annuncia rottura, in ogni forma. Runa negativa che annuncia un evento naturale come una nascita o una morte.
10) Nauthiz: Spiritualità, fuoco interiore sempre acceso, ricerca. Visioni illuminanti e capacità di controllare le emozioni. Vita soggetta a rapidi cambiamenti.
11) Isa: Manifestazione, culto, luce lunare, conservazione. Matrice divina femminile.Bisogna fermarsi in attesa di momenti migliori.Ritardi. Un amore sta finendo ed è probabile una separazione. Tradimenti da parte di chi chiede.
12) Jera: Raccolto, giustizia,fuoco sacro. Jera indica che raccoglierete i frutti del vostro lavoro che sono intesi sia in senso negativo che positivo. Reati commessi in passato vengono oggi puniti. Rappresenta il ciclo stagionale, e preannuncia cambiamenti di lavoro o di partner. Jera indica anche questioni legali visti anche sotto l’aspetto burocratico.
13) Eihwaz: Albero cosmico, scoprire qualcosa di celato nella terra, resurrezione. Rialzatevi e ricominciate da capo. Grazie alla sua influenza lunare Eihwaz vi da la forza per farvi superare le avversità che alla fine volgeranno a vostro vantaggio.Trionfo.
14) Perthro: Gioco delle fate, fato, profezia. Predice una rivelazione. Vi sarà svelato un segreto o verrete in possesso di qualcosa perso da lungo tempo. Potrebbero essere in arrivo ricompense inattese. Indica la chiusura di un ciclo.A rovescio : spiacevole sorpresa, non prestate denaro, problemi sessuali.
15) Algiz: Purezza, incontaminazione, protezione, preghiera, sacerdotessa. Periodo particolarmente favorevole. Avvertimento che riguarda i problemi che possono arrivare in futuro.
16) Sowulo: Sole, luce, protezione dal mondo sovrannaturale, successo. Grandi vittorie negli affari, o eccessivo superlavoro. Energia incanalata in una sola direzione che scaturisce tensione. Variate le vostre attività. Egocentrismo e mancanza di considerazione per il prossimo.
17) Teiwaz: La divinità del cielo luminoso e padre degli dei, maledizione, stregoneria, patti magici, motivazione. Una forte motivazione si associa ad una grande forza di volontà. Affronterete le difficoltà senza arrendervi.
18) Berkana: Betulla l’albero sacro alla luna, inizio dell’anno a partire dal solstizio invernale dopo il grande freddo. La betulla era l’albero della rigenerazione. Rappresenta letteralmente il concetto di madre e figlio e, in senso metaforico, avere e coltivare nuove idee. Runa della nascita e simbolo di fertilità, della madre e dell’angelo del focolare. Possibili problemi famigliari, infertilità, malattia. Consiglia di rivolgersi al medico.
19) Ehwaz: Il cavallo, presagio, avanzamento. Cambiamento in meglio. Il cavallo rappresenta i viaggi e le rune estratte assieme a Ehwaz indicheranno la natura del viaggio.
20) Mannaz: La generazione dell’uomo e della donna,il mondo dell’al di là, intelligenza. Aiuto a portata di mano. Riceverete un consiglio di un professionista avvocato o medico. Persone che condividono gli stessi ideali e che si uniscono per promuovere una causa positiva.
21) Laguz: Acqua, iniziazione magica, evocare gli spiriti, vaticinio, intuito. L’oceano è il mare immenso sotto il quale si cela il mondo dei morti; l’Ade. Quando esce Laguz bisogna fare attenzione ai pericoli della vita. Mente viva, intuito e intelligenza, natura artistica. Agire immediatamente per risolvere un problema.
22) Inguz: Protezione dell’unione familiare. Questa runa indica  che è il momento di togliersi un peso dall’anima dopo di che potrete ricominciare da capo con nuove energie e nuove idee. Incontro di due anime gemelle.Runa molto positiva e solo con molte rune negative indica fallimento Fine di una fase della vita e l’inizio di un nuovo periodo, un periodo di energia positiva e di fortuna.
23) Othilaz: Ultimo guardiano della soglia. E’ la fine del viaggio e l’ingresso nel regno degli dei, un nuovo sentiero di vita spirituale in arrivo, una illuminazione.
24) Dagaz: Giorno nella sua compiutezza, trasformazione. Conclude il ciclo iniziatico e il ciclo della generazione. Meditazione, specchio magico, presagio, strega, fantasma. Eredità, denaro. A rovescio : Ritardo e frustrazioni. Persona immobile sulle sue posizioni, meschina e chiusa. Con rune positive indica successo possibile anche se non in questo momento. Siate pazienti.  
25) Runa bianca: (senza numero e senza disegno): è la Runa del Karma, del Destino. Se si leggono le Rune per una persona assente ci indica che non ci e’ permesso chiedere informazioni su di essa. Situazione inattesa in arrivo. La soluzione alla nostra domanda e’ nelle mani del Fato e non possiamo far nulla fuorché attendere. Indica anche che stiamo proseguendo sulla strada della nostra personale elevazione.

Come cosultare le Rune

Consultare le rune non è come farsi leggere il futuro. Le rune sono energia che guida, che ci rende capaci di raggiungere un livello più profondo di coscienza per trovare le soluzioni giuste. Il vero lavoro comincia una volta che le rune hanno rivelato il loro messaggio. Per procedere alla consultazione si deve creare l'ambiente adatto: luce soffusa e tranquillità. Ci si siede comodamente, si prende in mano il sacchetto in cui conserviamo le Rune (solitamente un sacchetto di cotone rosso o nero), ci si concentra esclusivamente sul quesito o sulla situazione per cui chiediamo un responso e si inizia ad estrarre le Rune, appoggiandole su un panno bianco.

Runa Singola

Pescare una sola runa è il modo più semplice di trovare una risposta a una domanda o dare uno sguardo veloce su una situazione. Se fatto al mattino dà una rapida visione della giornata. In momenti di grande stress, questa lettura può aiutare a decidere velocemente la prossima mossa. Per esempio pescare Isa indica che la situazione richiede pazienza e non una decisione su due piedi. Pescare Wunjo suggerisce riuscite piacevoli e che i desideri saranno soddisfatti. Una Hagalaz pescata in questa lettura dice che dovrete confrontarvi con conflitti interni o esterni. Fare seguire a questa lettura quella delle tre sorelle è un buon modo per scoprire i dettagli.

Le Tre Sorelle

Questa lettura fa riferimento alle Norne: le tre sorelle che secondo la tradizione nordica, presiedevano al destino degli uomini vegliandone presente passato e futuro. La runa all'estrema sinistra rappresenta il passato, quella centrale il presente e quella di destra il futuro.

Ruota a Quattro Raggi

Al centro va messa una runa scelta dall'elenco iniziale. La runa più alta indica le energie conscie, quella in basso quelle inconsce. Le rune a destra e a sinistra indicano passato e futuro.

Croce Runica

La runa più a sinistra rappresenta il passato, quella più a destra il futuro. La runa più in basso identifica i poteri dell'inconscio al lavoro che influenzano la vostra situazione attuale, mentre la runa più alta rappresenta i poteri della vostra consapevolezza più alta che guidano e ispirano le vostre azioni. Le due rune che giacciono tra l'inconscio e il conscio indicano quello che sta agendo sulla vostra situazione più da vicino: le vostre barriere e le vostre fonti di potere. La runa in basso rappresenta le energie subconscie che che stanno per essere portate sulla superficie. Ciò che era stato precedentemente represso o mostrato senza che ve ne accorgeste, ora potete identificarlo. La runa alta rappresenta le energie consce attive a portata di mano e identifica la forza personale disponibile al momento. Impossessarvi di queste energie vi aiuterà a dare una forma al futuro.

Sincronicità: Quando l'Universo ci parla attraverso i Segni (Synchronicity: When the Universe Speaks to Us Through Signs)

  Sincronicità: Quando l'Universo ci parla attraverso i Segni (Synchronicity: When the Universe Speaks to Us Through Signs) [Italiano] ...