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lunedì 30 marzo 2015

profezia Hopi

Nel 1845 il governo degli Stati Uniti fece pressione sul Capo Seattle e la sua tribù di nativi americani allo scopo di acquistare i territori del Puget Sound, dove loro vivevano e cacciavano: due milioni di acri e uno stile di vita in cambio di 150/mila dollari e di una riserva entra la quale il governo degli Stati Uniti si impegnava a mantenere la tribù. Capo Seattle rispose con un discorso che dipinge con graffiante efficacia la società urbana degli Stati Uniti nel 1850 e delinea un pauroso ritratto del mondo come lo vediamo oggi. La sua risposta costituisce una delle più alte espressioni di consapevolezza ambientale mai fatte dall'uomo.


«Il Grande Capo di Washington [il presidente degli Stati Uniti] ci manda a dire che desidera comprare la nostra terra. Il Grande Capo ci manda anche parole di amicizia e di buona volontà, e questo è gentile da parte sua, visto che ha ben poco bisogno della nostra amicizia.
Prenderemo in considerazione la proposta perché sappiamo che, se non vendiamo la terra, l'uomo bianco potrebbe prendersela con il fucile.
Come si possono comprare il cielo e il calore della terra? Per noi è un'idea strana. se non possediamo la freschezza dell'aria e lo scintillio dell'acqua, come possiamo acquistarli?
I morti dell'uomo bianco dimenticano la terra dove sono nati quando vanno a camminare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai questa magnifica terra, perché essa è parte dell'uomo rosso.
Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono le nostre sorelle; il cervo, il cavallo, la grande aquila... questi sono i nostri fratelli. Le creste rocciose, gli umori dei prati, il calore dei pony e l'uomo... appartengono tutti alla medesima famiglia.
Così, quando il Grande Capo di Washington manda a dire che vuole comprare la nostra terra, chiede molto... perché questa terra ci è sacra. Qui e ora faccio di questa la prima condizione... che non ci venga negato il privilegio di recarci a visitare, indisturbati, le tombe degli antenati, degli amici e dei figli.
L'acqua scintillante che scorre nei fiumi e nei torrenti non è semplice acqua, ma il sangue dei nostri antenati. Se vi vendiamo la terra, dovete ricordare che è sacra, dovete insegnare ai vostri figli che è sacra e che ogni pallido riflesso nell'acqua limpida dei suoi laghi racconta gli eventi e le memorie della vita della mia gente. Il mormorio dell'acqua è la voce di mio padre.
I fiumi sono nostri fratelli; essi spengono la nostra sete. I fiumi trasportano le nostre canoe e nutrono i nostri bambini. Se vi vendiamo la nostra terra, dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono nostri fratelli... e vostri; dovete quindi trattare i fiumi con la gentilezza che avreste per un fratello.
... Le ceneri di nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono suolo consacrato e allo stesso modo sono sacre queste colline, questi alberi, questa porzione di terra.
Noi sappiamo che l'uomo bianco non capisce il nostro modo di sentire. Per lui un pezzo di terra è uguale all'altro, perché è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra quello di cui ha bisogno. La terra non è suo fratello, ma il suo nemico e, dopo averla conquistata, la abbandona.
L'uomo bianco si lascia dietro le tombe dei suoi padri e non se ne cura. Ruba la terra ai suoi figli e non se ne cura. La tomba del padre e il diritto di nascita del figlio vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, alla stregua di cose da comprare, saccheggiare e vendere, come pecore e perline luccicanti. La sua fame divora la terra e la rende un deserto. Io non so. Il nostro modo di sentire è diverso dal vostro. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell'uomo rosso. Ma, forse, l'uomo rosso è un selvaggio e non capisce.
Nelle città dell'uomo bianco non c'è un posto tranquillo, un posto dove ascoltare le foglie che si dischiudono in primavera e il frinire delle ali di un insetto.
Ma, forse, è perché sono un selvaggio e non capisco.
Il frastuono delle vostre città ferisce le nostre orecchie.
... I pellerossa preferiscono il soffice sospiro del vento sulla superficie dello stagno e l'odore di quel vento, lavato dalla pioggia di mezzogiorno o profumato dalla resina dei pini.
Per l'uomo rosso l'aria è preziosa, perché tutte le cose dividono il medesimo respiro; l'animale, l'albero, l'uomo... dividono tutti lo stesso respiro. L'uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Come l'uomo che agonizza, non si accorge del proprio fetore.
Ma se vi vendiamo la nostra terra, dovete ricordare che per noi l'aria è preziosa, che lo spirito dell'aria è lo stesso della vita che essa sostiene. Il vento che ha dato a mio nonno il primo respiro ha accolto anche il suo ultimo sospiro.
E se vi vendiamo la nostra terra, dovete mantenerla separata e sacra, un posto dove persino l'uomo bianco possa assaporare la brezza addolcita dalla fragranze dei fiori... L'uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco nessun altro modo di vivere. Ho visto i bufali marcire a migliaia nelle praterie, uccisi dall'uomo bianco che passava sul treno. Io sono un selvaggio e non capisco come il cavallo di ferro fumante possa essere più importante del bufalo che noi uccidiamo solo per sopravvivere.
Cos'è l'uomo senza gli animali? Se tutti gli animali sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine dello spirito. Perché tutto quello che accade agli animali presto accadrà all'uomo. Tutte le cose sono collegate.
Dovete insegnare ai vostri bambini che il terreno sul quale camminano è formato dalle ceneri dei vostri nonni. Affinché rispettino la terra, dite loro che è ricca delle vite della vostra gente. Insegnate ai vostri bambini quel che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è la nostra madre. Quel che avviene alla  terra, avviene ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su loro stessi.
Questo noi lo sappiamo: non è la terra che appartiene all'uomo, ma l'uomo alla terra. Questo lo sappiamo.
Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce i membri di una stessa famiglia. Tutte le cose sono collegate. Quel che avviene alla terra, avviene ai figli della terra. L'uomo non tesse la sua trama della vita, ne è semplicemente uno dei fili. Qualsiasi cosa fa alla tela, la fa a se stesso.
Ma noi prenderemo in seria considerazione l'offerta di andare nella riserva che avete pronta per la mia gente. Vivremo separati e in pace. Ha poca importanza dove trascorrere i giorni che ci restano: non sono molti. I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno conosciuto la vergogna, e da dopo la sconfitta trascorrono le giornate nella pigrizia, ubriacandosi. Ancora qualche ora, ancora qualche inverno e nessuno dei bambini delle grandi tribù, che un tempo abitavano questa vasta terra e che ora si aggirano in piccole bande fra i boschi, sarà lasciato a piangere sulle tombe di una gente una volta potente e piena di speranza come la nostra.
Ma perché dovrei addolorarmi per la scomparsa della mia gente? Le tribù sono fatte di individui, e non sono di loro migliori. Gli uomini vengono e vanno, come onde del mare. E' l'ordine della natura. Perfino l'uomo bianco, che ha parlato e camminato a fianco del suo Dio come amico, non può essere esentato da questo destino.
Potremmo essere fratelli, dopotutto. Staremo a vedere.
Una cosa sappiamo, che forse un giorno l'uomo bianco scoprirà... il nostro Dio è lo stesso Dio. Ora voi pensate di possederlo, come possedete la nostra terra, ma non potete. Egli è il Dio degli uomini, e la sua compassione è uguale per l'uomo rosso e per l'uomo bianco. Questa terra gli è preziosa e offendere la terra significa mancare di rispetto al suo Creatore.
Anche i bianchi passeranno; forse prima di tutte le altre tribù. Contamina il suo letto e una notte soffocherai nei tuoi stessi rifiuti. Ma nel vostro perire, scintillerete vivamente, infiammati dalla forza del Dio che vi ha portati qui e, per qualche speciale motivo, vi ha dato dominio su questa terra e sull'uomo rosso. Un destino che ci è misterioso, perché non comprendiamo tutti i bufali uccisi, i cavalli selvaggi domati, gli angoli segreti delle foreste pieni dell'odore di  molti uomini e il profilo delle fertili colline deturpato dai fili parlanti.

Dov'è il boschetto? Sparito.

Dov'è l'aquila? Sparita.

La fine della vita è l'inizio della sopravvivenza.

... Quando l'ultimo uomo rosso se ne sarà andato dalla faccia della terra, quando la sua memoria fra gli uomini bianchi sarà diventata un mito, queste riserve brulicheranno dagli invisibili morti della mia tribù. Loro amano questa terra come un neonato ama il battito del cuore della madre.
L'uomo bianco non sarà mai solo. Fate che sia giusto e gentile nel trattare la mia gente, perché i morti non sono privi di potere.
Morti ho detto? La morte non esiste. Solo un cambiamento di mondi!
Se vi vendiamo la nostra terra, amatela come noi l'abbiamo amata. Curatela come noi l'abbiamo curata. Conservate nella mente il ricordo di questa terra, così com'è, quando la prenderete.
E con tutta la votra forza, con tutta la vostra mente, con tutto il vostro cuore, preservatela per i vostri bambini e amatela... come Dio ama noi. Una cosa sappiamo: il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra Gli è preziosa».




Le profezie Hopi

La fine di tutti i rituali Hopi avverrà quando un Kachina si toglierà la maschera durante una danza nella piazza davanti ai bambini non iniziati. Per non pò non ci saranno più rituali né fede. Allora Oraibi sarà rinnovato nella fede e nel rituale, segnando l'avvio di un nuovo ciclo della vita Hopi.
«La terza guerra mondiale sarà iniziata da quei popoli che per primi hanno rivelato la Luce (la divina saggezza o intelligenza) negli antichi paesi (India, Cina, Nazioni Islamiche, Africa). Gli Stati Uniti saranno distrutti, paese e popolo, dalle bombe atomiche e dalla radioattività. Solo gli Hopi e la loro terra madre saranno preservati come un'oasi in cui i profughi potranno fuggire. I rifugi contro le bombe sono un inganno».Ci sono solamente i materialisti che tentano di costruire rifugi. Coloro che hanno la pace nel loro cuore sono già nel grande rifugio della vita. Non ci sono rifugi contro il male. Coloro che non hanno preso parte alla divisione ideologica del mondo sono pronti a riprendere la vita in un altro mondo, che siano neri, bianchi, rossi o gialli. Essi sono tutt'uno, fratelli.«La guerra sarà un conflitto spirituale combattuto con mezzi materiali. I mezzi materiali saranno distrutti dagli esseri spirituali, che rimarranno per costruire un unico mondo ed un'unica nazione sottomessi ad un unico potere, quello del Creatore».«Il tempo non è lontano. Esso verrà quando il Saquasohuh (Stella Blu) Kachina danza nella piazza e si toglie la maschera. Egli rappresenta la stella blu, lontana ed ancora invisibile, che farà presto la sua apparizione (alcuni portavoce Hopi suggeriscono che la Hale-Bopp sia la Stella Blu). Il tempo è predetto da un canto cantato durante la cerimonia Wuwuchim. Esso fu cantato nel 1914 appena prima della 1^ guerra mondiale, e nuovamente nel 1940 prima della 2^ guerra mondiale, descriveva la disunione, la corruzione e l'odio che contaminavano i rituali degli Hopi, gli stessi mali che nel seguito si stavano propagando sul mondo. Lo stesso canto è stato cantato nel 1961 durante la cerimonia Wuwuchim».
«L'ingresso al Quinto Mondo futuro è cominciato. Lo stanno costruendo le umili popolazioni delle piccole nazioni, tribù e minoranze razziali. Voi potete leggere questo nella Terra stessa. Le forme delle piante dei Mondi precedenti stanno cominciando ad uscire come germogli. Questo potrà originare una nuova branca della botanica se vi sarà qualcuno abbastanza saggio da studiarli, o nello studiarli. Lo stesso tipo di semi sono stati piantati nei nostri cuori. Tutti questi sono gli stessi, dipende solo dal vostro punto di vista. Questo è ciò che crea il sorgere al prossimo Quinto Mondo».«Questo comprende le nove più importanti profezie Hopi, connesse con la creazione dei nove mondi: i tre mondi precedenti a quello in cui viviamo, il presente Quarto Mondo, i Tre Mondi futuri che noi abbiamo ancora da sperimentare, ed il mondo di Taiowa, il Creatore, e sua nipote, Sotuknag».





La Profezia Hopi:il nono ed ultimo segno è in procinto di avverarsi?
Piuma Bianca, Clan dell'Orso, Tribù Hopi

Il Quarto Mondo finirà presto ed il Quinto Mondo comincerà. Questo era ovunque risaputo dagli Anziani. I segni si sono manifestati nel periodo di molti anni e pochi devono ancora manifestarsi.

Il Primo Segno
Noi eravamo informati dell'arrivo degli uomini dalla pelle bianca, simili ai Pahana (Hopi), ma che non vivevano come i Pahana. Questi uomini hanno preso la terra che non è loro ed hanno colpito i loro nemici col Tuono (fucili).

Il Secondo Segno
Le nostre terre vedranno l'arrivo di Ruote che Girano colme di Voci (carri coperti).

Il Terzo Segno
Strani animali simili al bufalo, ma con grandi lunghe corna copriranno la terra in gran numero (bovini a corna lunghe).

Il Quarto Segno
La terra sarà attraversata da serpenti di ferro (le ferrovie).

Il Quinto Segno
La terra sarà intersecata da gigantesche tele di ragno (linee elettriche e telefoniche).

Il Sesto Segno
La terra sarà intersecata da fiumi di pietra che creano figure nel sole (i rilevati stradali ed il loro creare miraggi).

Il Settimo Segno
Tu sentirai di un mare diventato nero e di molti esseri viventi morti a causa sua (pozzi di petrolio).

L'Ottavo Segno
Tu vedrai molti giovani che portano i loro capelli lunghi come quelli del nostro popolo venire ed unirsi alle tribù per imparare la nostra via e la nostra saggezza (Hippies).

Il Nono ed ultimo Segno
Tu sentirai di un luogo abitato nei cieli, sopra la terra, che cadrà con grande fragore. Esso apparirà come una stella blu.

Molto presto, dopo questo avvenimento, le cerimonie del popolo Hopi cesseranno.

 
Questi sono i Segni che la grande distruzione è arrivata:
- Il mondo sussulterà su e giù.- L'uomo bianco combatterà i popoli di altre terre, quelli che possiedono la prima luce della saggezza.- Ci saranno molte colonne di fumo e fuoco come quelle che l'uomo bianco ha già fatto nel deserto non lontano da qui. Quelli che abitano e vivono nella terra degli Hopi saranno salvi. Allora ci sarà molto da ricostruire. E presto, molto poco dopo, i Pahana torneranno. Essi porteranno con loro l'Aurora del Quinto Mondo. Essi pianteranno i Semi della Saggezza nei nostri Cuori. Almeno ora i semi sono stati impiantati. Questi spianeranno la via per Emergere nel Quinto Mondo.Un'altra profezia Hopi avverte che niente dovrà essere riportato dalla Luna. Se questo sarà fatto, gli Hopi avvertono, l'equilibrio delle Leggi e Forze Naturali sarà disturbato, con risultato (della comparsa) di terremoti, importanti cambiamenti a livello metereologico, squilibri sociali.Tutto questo sta accadendo oggi, sebbene ovviamente non necessariamente (solo) per le rocce della Luna.Il 7 agosto 1970 l'apparizione di uno spettacolare UFO fu testimoniata da dozzine di persone e fotografata da Chuck Roberts del Corriere di Prescott.Questo è capitato dopo una "chiamata UFO" di diversi indiani Hopi come un parziale compimento di una certa iscrizione sulla Seconda Mesa, un avvertimento dell'arrivo del Giorno della Purificazione, quando i veri Hopi voleranno verso altri pianeti in "vascelli senza ali".I sopravvissuti del Grande Diluvio, migliaia di anni fa, si divisero in quattro gruppi che si diressero in tutte quattro le direzioni. Solo un gruppo completò il suo viaggio, al Polo Nord e oltre (al di dietro), sotto la guida di una Brillante Stella in cui viaggiava il Grande Spirito Massau'u.All'arrivo, dopo la discesa, egli creò un petroglifo sulla Seconda Mesa, raffigurante una fanciulla che viaggia in un veivolo senza ali a forma di cupola.Il petroglifo significava l'arrivo del Giorno della Purificazione quando i veri Hopi sarebbero volati verso altri pianeti in "vascelli senza ali".Gli Hopi hanno anche predetto che quando il cuore della Terra assegnata agli Hopi fosse stato scavato (the heart of the Hopi land trust is dug up), l'equilibrio della natura sarebbe stato gravemente disturbato, poiché la Sacra Terra degli Hopi è l'immagine microcosmica dell'intero pianeta; ogni violazione della Natura nella regione dei Quattro Angoli sarà riflessa ed amplificata su tutta la Terra.Martin Gasheseoma ha detto recentemente: «gli Anziani Hopi ci hanno raccontato che quando le piante fossero fiorite nel mezzo dell'inverno sarebbe stato necessario andare a Santa Fe per avvertire tutti delle sofferenze e distruzioni a venire, se non avessero cambiato il loro modo di vivere. Lo scorso anno, nel mezzo dell'inverno, le piante hanno cominicato a fiorire».Quanta sofferenza e distruzione accompagnerà il tempo della purificazione, e quale sarà il risultato finale?Martin Gasheseoma prevede un giudizio davanti ad un grande specchio e morte per coloro che sono malvagi e depravati, con solo una manciata di persone sopravvissute in ogni nazione oltremare che verranno allora in questo continente, «che noi chiamiamo paradiso».«Tutte le sofferenze sopraggiungenti in questa terra con tornado, inondazioni e terremoti sono portate dal soffio (sospiro?) di Madre Terra poiché Essa è addolorata», dice Roberta Blackgoat (Capra Nera), una anziana della Nazione indipendente Dineh (Navajo) delle Grandi Montagne. Essa spiega che l'area dei Quattro Angoli è particolarmente Sacra perché Essa letteralmente contiene gli organi interni di Madre Terra, carbon fossile e uranio, che l'Ufficio per gli Affari Indiani ha concesso di estrarre alla Peabody Coal Mine.«Essi stanno cercando di estrarre i suoi preziosi organi per denaro», afferma Blackgoat (Capra Nera). «Mio nonno mi ha raccontato che il carbone è come il fegato di Madre Terra e l'uranio è insieme cuore e polmoni di Madre Terra».

mercoledì 19 novembre 2014

Profeti minori.


Nella Bibbia ebraica si trovano dodici piccoli libri profetici, collocati nella seconda parte, cioè i Nevihìm, la quale, a sua volta, è divisa in due grandi parti, i profeti anteriori e i profeti posteriori. I profeti anteriori, detti così perché vengono prima, non sono, in realtà, libri profetici, ma libri storici e sono Giosuè, Giudici, Samuele e Re. Sono stati posti fra i profeti, perché, secondo la tradizione, gli autori di questi libri erano ispirati dalla profezia. 
I profeti posteriori, invece, sono i profeti veri e propri e sono suddivisi in profeti maggiori e profeti minori; i maggiori sono Isaia, Geremia ed Ezechiele, mentre i minori sono 12.Non sto ad approfondire il discorso su che cosa sia un profeta, perché sarebbe troppo complesso. Nella mentalità popolare ci si immagina un profeta come una specie di indovino, di stregone; niente di più sbagliato. Secondo l'accezione biblica, invece, il profeta è un tale che ha avuto l'ispirazione da parte di Dio di fare o di dire certe cose. Il termine ebraico navì non è nemmeno facilmente traducibile; etimologicamente non si hanno idee molto chiare da dove venga; comunque per navì si intende un qualcosa di anomalo, di anormale - non prendetemi troppo alla lettera. Quindi dire profeta qualche volta potrebbe voler significare un mezzo matto, perché dice delle cose che non stanno in piedi. Se si leggono i libri storici, ne risulta che questi neviìm costituivano una specie di casta, di gruppo, di gente un po' invasata, di anacoreti, che dicevano o facevano delle cose strane e non facevano parte della società normale. 
Il testo della Torà ci pone questa problematica: il profeta va ascoltato e chi non lo ascolta è passibile di pena di morte, perché lui sta parlando in nome di Dio. Nel Deuteronomio però si mette anche in guardia contro i falsi profeti, cioè quelle persone che dicono di aver ricevuto un messaggio da parte di Dio, che devono trasmettere e invece non è vero. I falsi profeti si dividono in due categorie: i falsi profeti in buona fede e quelli in mala fede. Può capitare che una persona, in preda a delle turbe o a qualche cosa di simile, ritenga di aver ricevuto un messaggio divino, che vuole trasmettere e invece questo non è vero, si tratta solo di un parto della sua mente più o meno malata. Basta guardarsi attorno e non è facile trovare di tali persone anche in mezzo a noi. I falsi profeti in mala fede, invece, sono quelli che a scopo di guadagno o per altri motivi propalano dei messaggi, che sanno benissimo che non vengono da Dio. Il testo della Torà dice: "Guai a chi ascolta i falsi profeti, perché attribuiscono a Dio cose che non lo sono". Ma come si fa a distinguere i falsi dai veri? La Torà dice che quando un profeta dice cose che sono in contrasto con l'insegnamento della Torà oppure dice cose che poi non si avverano, allora è un falso profeta. Ma solo a posteriori possiamo sapere se un tale era vero o falso profeta, in buona fede o in mala fede.Nella Bibbia, poi, il titolo di profeta viene attribuito anche ad Abramo, per esempio. In che senso? Questa attribuzione gli viene fatta, forse da Dio o da qualcuno, in relazione alla storia di Sara, moglie di Abramo e di Avìmelek, re dei Filistei. Essendo Sara molto bella, Abramo, quando andava in mezzo a gente straniera, non diceva mai che lei era sua moglie, ma che era sua sorella; ma Avìmelek la prende e vuole unirsi a lei, ma Dio glielo impedisce. Gli appare in sogno ingiungendogli di restituire la donna al marito, perché è sposato e lui è un navì, un profeta; così facendo il navì pregherà per lui, che potrà guarire. Nella casa di Avìmelek, infatti, tutte le donne erano diventate sterili, con l'arrivo di Sara. Notiamo che per due volte, nella Bibbia, Abramo fa lo stesso errore, per salvare il proprio patrimonio; dove lui va, pensa che tutti siano dei selvaggi, che finiranno per ammazzarlo per conquistarsi sua moglie e così lui dice che lei è sua sorella. Abramo ci viene, così, mostrato nel suo aspetto umano, con le sue punte e i suoi cedimenti. 
Nella Bibbia ci sono anche i profeti che non hanno scritto niente, come Elia, del quale ci sono tramandate le gesta. Ci sono alcuni che sono stati profeti per tutta la vita, come Geremia, designato profeta ancora nell'utero di sua madre; altri diventano profeti solo a un certo punto della vita, come Mosè, che viene chiamato a 80 anni. Altri hanno profetato per un periodo limitato della vita, come Amos, che prima faceva il bovaro e a un certo momento riceve l'incarico da Dio di andare ad annunciare alcune cose al re di Israele e poi ritorna alla sua professione. Di alcuni profeti non sappiamo nulla, di altri sappiamo che si sono presentati spontaneamente ad essere profeti, come Isaia, che dice, all'interno di una teofania: "Eccomi, manda me!". Altri, come Mosè, non ne volevano sapere di diventare profeti; Mosè alla fine dice addirittura a Dio: "Trovatene un altro!". Un qualcosa di simile è capitato anche a Geremia, che durante la sua vita diverse volte si lamenta e vuole mollare tutto. I profeti minori si chiamano così non perché siano meno importanti, ma perché ci è pervenuto meno materiale della loro profezia. E' avvenuto così perché hanno scritto poco o perché è andata perduta una parte di quello che loro avevano scritto? Ad esempio, se ricordate, anche a Geremia è capitato così, perché il re e le caste sacerdotali hanno bruciato i testi di Geremia, che il suo segretario Barùch aveva scritto. L'espressione "i dodici" appare già nel Talmud, dove ci si domanda perché abbiano messo tutti insieme questi dodici scritti, visto che sono così diversi. Il Talmud dice che si è fatto così perché i libri piccolini, da soli, sarebbero andati più facilmente perduti. Non sappiamo chi sia stato a fare questa composizione, ma probabilmente sono stati gli uomini della grande assemblea; un organismo nato circa 3, 4 secoli prima dell'era volgare per opera di Esdra, che dopo il ritorno da Babilonia ha cercato di riorganizzare il popolo ebraico anche per cultura e religione. Ha riimposto l'ebraico come lingua di stato, sia nel parlarlo che nello scriverlo; recupera i caratteri antichi, l'alfabeto ebraico. Il paradossale è che ha chiamato questo alfabeto ebraico "assiro"; probabilmente perché i documenti più originali erano conservati da qualche comunità in Assiria. Così pone le basi anche del testo biblico, perché non si sapeva quali fossero i libri validi e quali no. Per tutto questo fonda la "grande assemblea", che, con un lavoro molto lungo, stabilisce il canone della Scrittura. 
Sulla successione dei dodici profeti ci sono varie idee; si è seguito, in parte, un ordine cronologico, che vede per primi i più antichi e un ordine di ampiezza. Comunque nella Bibbia ebraica l'ordine è il seguente: Osea, Ioèl, Amos, Ovadià, Ionà, Michà, Nachùm, Habbakùk, Zefanià, Haggài, Zecharià e Malachì. Questi libri sono stati scritti da persone diverse, in tempi diversi e quindi ognuno di loro richiederebbe una disamina particolare. Alcuni di questi sono quasi contemporanei; il più vecchio dovrebbe essere Amos, ma per una questione di una manciata di anni - siamo attorno al 780 a. E. v. - poi Osea e Isaia dovrebbero essere quasi contemporanei. Da questo periodo si risale fino al periodo del ritorno dall'esilio babilonese e perciò circa nel 400 a. E. v. 
Prendiamone uno a caso: Osea. Egli racconta di se stesso che è stato tradito dalla moglie e lo stesso gli è successo con un'altra moglie. A un certo momento Dio gli dice: "Prenditi un'altra moglie che ti darà dei figli di prostituzione"; ma non è chiaro se questa cosa è avvenuta davvero o se è una trasfigurazione di quello che Dio vuole dire per bocca del profeta: come avviene a un uomo, che riceve figli illegittimi da sua moglie, così avviene a Dio nei confronti di Israele, che lo ha tradito.Anche Amos: ce l'ha un po' con tutti. Dice: "Non sono profeta, né figlio di profeta". Se la prende coi grandi del suo tempo. Presumibilmente era nato nell'ambiente del regno di Giuda, ma va a profetizzare nel regno di Israele e poi torna a casa sua, al suo mestiere. Molto spesso lo stile del profeta risente della sua professione; così Amos, quando vuol parlare delle donne, che si dedicano con tutte se stesse alla ricerca del lusso, le paragona alle vacche del Bashàn, le migliori. Lo stesso fa Geremia, usando immagini sacerdotali, perché era di famiglia sacerdotale; ad esempio paragona Israele ai sacrifici consacrati a Dio. Un'altra caratteristica dei profeti è che profetizzavano nei confronti degli ebrei, ma anche nei confronti degli altri popoli dell'Oriente; anche Isaia, Geremia ed Ezechiele fanno così. Amos ce l'ha, ad esempio, con la classe dirigente ebraica, re e sacerdoti, poi con il lusso, ma anche con gli altri popoli. Un altro leit motiv è l'impostazione: dalle minacce alla consolazione. Dopo che il popolo avrà subito la punizione che si merita, ci sarà la restaurazione, i tempi messianici, felici. Due parole su Abdia, la cui profezia consta di un solo capitolo, tutto dedicato alla requisitoria contro gli Idumei., una popolazione molto vicina a Israele, cioè Edom, discendenti di Esaù. Erano stanziati a sud-est di Israele ed erano una popolazione molto bellicosa. Abdia si riferisce a un episodio: siamo nel periodo della guerra contro i Babilonesi, nel 580 a. E. v. quando Gerusalemme è stata distrutta e il popolo è stato deportato. Gli Idumei, invece di dare una mano ai loro fratelli ebrei, hanno preso parte attiva contro di loro, ma non per appoggiare i Babilonesi, ma solo per odio verso di loro; sembra si mettessero lungo la strada per attaccare le colonne di profughi, per depredarli e consegnare i fuggiaschi ai nemici. Il profeta dice che saranno puniti molto severamente. Giona era molto strano e decide di squagliarsela per non fare il profeta. La sua profezia era diretta verso l'Assiria, Ninive, a mille km di distanza e va a buon fine, perché i niniviti si convertono, ma lui si arrabbia con Dio, perché gli sembra di esser stato inutile. Gioele sembra sia molto antico, ma non c'è alcuna indicazione su di lui. Parla di un'invasione di cavallette che distruggeranno tutto Israele; si tratta di cavallette o di popoli stranieri? Poi parla molto di frequente del "giorno di Dio", che sarà un giorno grande e terribile, quando tutti i poli della terra, per primi gli Ebrei, dovranno rendere conto a Dio del loro operato. 
Zaccaria, che opera nel periodo del ritorno dall'esilio babilonese, presenta una profezia divisa in due parti. Da una parte fa riferimento ad avvenimenti contemporanei, dall'altra, invece, ha elementi escatologici di difficilissima interpretazione. Malachia, che vuol dire "il mio messaggero", agisce in periodo persiano, in un momento favorevole per gli Ebrei, che sono stati fatti tornare in patria da Ciro. 
Il vantaggio di questi profeti è che si leggono bene, con facilità e poco tempo. 
Daniele non è tra i profeti, nella Bibbia ebraica, perché è considerato un agiografo. Qualcuno dice che è stata fatta questa scelta non perché lui non fosse profeta, ma perché ha vissuto una parte notevole della sua vita in ambiente estraneo ed era molto assimilato alla cultura straniera. Poi è anche un libro molto difficile, soprattutto per la ripetizione di molti numeri; i maestri sono arrivati a dire: Maledetto chi, in relazione al libro di Daniele, conteggia la fine

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...