Visualizzazione post con etichetta esseri spirituali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esseri spirituali. Mostra tutti i post

sabato 29 luglio 2017

il mondo spirituale

Il concetto di “mondo spirituale” è presente in molte tradizioni religiose, filosofiche e culturali. Con questa espressione si indica generalmente una dimensione dell’esperienza umana legata alla coscienza, ai valori interiori e alla ricerca di significato.

Per alcune persone il mondo spirituale coincide con la fede religiosa; per altre rappresenta un percorso personale di crescita interiore, meditazione o consapevolezza. Non esiste una definizione unica e universale, ma una pluralità di interpretazioni che variano a seconda della cultura e dell’esperienza individuale.

Negli ultimi anni si è diffuso un crescente interesse verso pratiche come la meditazione, la mindfulness e l’introspezione, spesso associate al benessere psicologico e alla riduzione dello stress. Queste pratiche non richiedono necessariamente un credo specifico e possono essere adottate in modo laico.

Esplorare la propria interiorità può aiutare a sviluppare maggiore equilibrio emotivo, empatia e consapevolezza di sé. Tuttavia, è importante mantenere un approccio critico e rispettoso delle diverse visioni del mondo, riconoscendo che ogni persona può trovare significato attraverso percorsi differenti.

Il mondo spirituale, quindi, può essere visto non come una realtà separata, ma come una dimensione dell’esperienza umana legata alla ricerca di senso, connessione e crescita personale.


ADVERTISEMENT


Fu durante una sessione di regressione che Newton, in preda ormai a una certa frustrazione, le chiese se c’era mai stato un tempo in cui si fosse trovata insieme a tutti i suoi amici. La donna si illuminò e rispose di sì. A quel punto, Newton le chiese di andare a quel tempo e, dopo pochi istanti, la donna sorrise raggiante: eccola, era lì, insieme a tutti loro. Newton non capiva. Dove si trovava la donna? “Dove ti trovi?” le chiese. “Nel mondo spirituale!” rispose lei senza esitazione.

La svolta decisiva nella carriera di Newton ebbe luogo in quell’attimo.

Nei giorni seguenti, ossessionato da quel che era accaduto nel suo studio e che non riusciva a spiegarsi, cominciò a riascoltare la cassetta più volte. Durante le regressioni di altri pazienti, decise quindi di chiedere loro di andare nel “mondo spirituale”, cercando di mettere insieme i pezzetti di un puzzle sconosciuto.

Le ricerche di Newton si svolsero in solitudine e in segreto fino agli anni ’80, quando – dopo aver raccolto migliaia di testimonianze – si decise a scrivere il suo primo libro, “Journey of souls” (“Il viaggio delle anime”), pubblicato infine nel 1994. Il contenuto aveva a che fare con una scoperta di enormi proporzioni spirituali.Newton affermava che era possibile rievocare i ricordi che seguono l’uscita dell’anima dal corpo fisico e che si estendono fino alla soglia dell’incarnazione successiva. In poche parole, Newton offriva la possibilità di accedere ai misteri della “vita dopo la morte”: il suo libro era la riproduzione fedele di diverse regressioni ipnotiche nella “vita tra le vite” (ne erano state raccolte circa 7000) e riportava le fasi dell’esperienza spirituale compiuta dall’anima dopo la morte fisica.

Oggi il frutto di quasi 40 anni di ricerche del Dott. Newton, è racchiuso oltre che in “Journey of souls”, anche in “Destiny of souls” (“Il destino delle anime”), quest’ultimo pubblicato nel 2004. A questi due libri, se ne è aggiunto un terzo, “Memories of the Afterlife” (“Memorie dall’Aldilà”), pubblicato nel 2009 in collaborazione con altri ipnoterapeuti esperti di regressione nella “vita tra le vite”, in cui alle regressioni è seguito uno studio per determinare a distanza di tempo quali influenze avesse avuto la rievocazione dell’esperienza nell’aldilà, sulla vita dei soggetti trattati.

Questi tre libri, best-seller tradotti in oltre 25 lingue, hanno finito per rappresentare una sorta di “mappa” animica del mondo spirituale riuscendo a tracciare la sequenza di eventi che l’anima sperimenta dal momento della morte fisica fino alla scelta di tornare ancora una volta nel mondo terreno. Gli argomenti trattati nei tre libri comprendono molte tematiche finora sconosciute. Tra le altre, viene descritto come ci si sente nel momento della morte e che cosa si percepisce subito dopo; come si tenta di comunicare con chi rimane sul piano terreno; l’incontro con le guide spirituali; la descrizione dei vari piani astrali; i sistemi dei “gruppi di anime” e le dinamiche del gruppo di appartenenza; la revisione della vita appena trascorsa e le opzioni che non sono state considerate; il Consiglio di Anziani che aiuta l’anima a comprendere le lezioni animiche; il concetto di evoluzione dell’anima; la scelta del corpo per l’incarnazione successiva e la preparazione al ritorno sulla Terra.

Ciò che è davvero sorprendente nelle ricerche di Newton è che migliaia di soggetti di razza, religione, età, credo, cultura e provenienza diversi raccontano tutti lo stesso viaggio, con modalità solo leggermente differenti. Quando gli viene chiesto come faccia ad essere certo che le testimonianze da lui raccolte siano in buona fede e non frutto di fantasia, Newton risponde: “Be’ una delle cose che deve fare un ricercatore onesto è quella di non suggerire le risposte. Questo è l’unico modo per raccogliere dei dati ‘puri’. Ho trattato ogni caso come se stessi sentendo il racconto dell’Aldilà per la prima volta. Non ho mai chiesto: Vedi questo o questo? quanto piuttosto: Che cosa vedi ora? All’inizio ho avuto paura che fossero solo fantasie, anche se sapevo che è praticamente impossibile fantasticare sotto ipnosi profonda. Ma quello che mi ha spinto a continuare è stata la consistenza dei dati che raccoglievo. Ero impressionato dal fatto che non importava a quale religione, razza o cultura appartenesse il soggetto: sotto ipnosi profonda tutti raccontavano gli stessi dettagli. Inoltre, ho addestrato centinaia di ipnoterapeuti ad accedere nella ‘vita tra le vite’ e oggi i dati raccolti da loro, e che provengono da tutto il mondo, confermano le mie scoperte”.




L’inizio del viaggio nell’Aldilà: la transizione dopo la morte

Secondo le testimonianze raccolte da Newton e dai suoi collaboratori, le anime che lasciano il corpo fisico vengono immediatamente accolte da una guida spirituale o da persone conosciute in vita e che hanno già lasciato il piano terreno. Sebbene, il viaggio cominci quasi subito, non tutte le anime fanno immediato ritorno nell’Aldilà. Ci sono anime che sono state così seriamente danneggiate dall’esperienza terrena da non riuscire a tornare al mondo animico dopo l’uscita dal corpo fisico e che finiscono per ritrovarsi in un “luogo” di transizione.

A questo gruppo (meno numeroso rispetto a quello di chi fa immediato ritorno “a casa”), appartengono due tipi di anime: coloro che non accettano la dissoluzione del loro corpo fisico e lottano per non tornare al mondo dello spirito per motivi di angustia personale, e quelle anime che hanno compiuto o sono state complici di crimini molto gravi.

Mentre il primo gruppo di anime ha bisogno di “adattarsi” alla nuova condizione e, con il tempo accetta l’idea di proseguire il viaggio; alle anime che hanno perpetrato crimini atroci viene concesso l’accesso al mondo animico in un luogo separato e isolato. La decisione che si conclude con l’isolamento viene presa con le proprie guide spirituali nei momenti successivi alla morte fisica: l’isolamento ha il solo scopo di aiutare l’anima a prendere consapevolezza del proprio operato, e il peso della propria coscienza e dei propri rimorsi sembrano essere l’unica “condanna”.

Libri sull’argomento

Dal momento che il male può prendere diverse forme sul piano terreno, le istruzioni spirituali e il tipo di isolamento utilizzato per ciascun anima sono diversi. Anche il periodo di isolamento e di indottrinamento da parte delle guide non è predeterminabile. Il dott. Newton, per esempio, ha raccolto testimonianze che riguardano i cosiddetti “spiriti malevoli”: molti di loro tornerebbero sulla Terra subito dopo un periodo di isolamento, al fine di espiare il proprio operato malevolo attraverso un’incarnazione migliore.

Comunque tutte le anime, a prescindere dall’esperienza avuta sulla Terra, approdano a una sorta di “porto centrale” nel mondo dello spirito, che Newton chiama “l’area di sosta”: in questo luogo simbolico simile a un “centro direzionale” (si tratta ovviamente di una metafora: i luoghi animici sono quasi indescrivibili con parole umane…), le anime vengono raccolte e poi orientate verso il proprio gruppo di appartenenza. La caratteristica più straordinaria di questo luogo è la sensazione che ci sia una grande forza mentale che dirige tutto in base a un’armonia misteriosa. I soggetti intervistati sotto ipnosi si riferiscono a questo luogo come a “un luogo di puro pensiero”.

I gruppi di anime e il Consiglio degli Anziani

A questo punto, l’anima fa ritorno al gruppo di appartenenza (a meno che non si tratti di anime molto giovani o di anime che vengono isolate per altre ragioni). Le anime che compongono il gruppo sono “anime compagne” di vecchia data, strettamente unite per l’eternità, che posseggono lo stesso livello di consapevolezza. Questi gruppi affiatati sono spesso composti da anime affini che mirano a obiettivi comuni a cui lavorano continuamente, anche aiutandosi a vicenda. Di solito, alcuni membri di uno stesso gruppo scelgono di incarnarsi contemporaneamente rivestendo il ruolo di parenti o di amici intimi proprio per lavorare insieme a un obiettivo comune.

Dopo essere ritornati nel gruppo animico di appartenenza (che include in media da 8 a 15 membri), le anime sono chiamate a comparire davanti al “Consiglio degli Anziani”. Sebbene non si tratti di un Consiglio d’accusa, il suo scopo è quello di aiutare l’anima ad esaminare il proprio operato terreno prima di ritornare alle attività del gruppo di appartenenza. Il Consiglio è composto da “anime profondamente amorevoli e altamente evolute” che danno l’impressione di essere molto antiche..
I diversi livelli delle anime

Secondo Newton, il collocamento all’interno di un gruppo specifico è determinato dal livello di evoluzione. Nelle sue ricerche, Newton ha riconosciuto tre livelli: le anime principianti, quelle intermedie e quelle evolute. Con umiltà ammette di non essere potuto andare oltre, perché – ovviamente – le sue testimonianze provengono da anime ancora soggette al ciclo di incarnazioni terrene e gli è stato quindi impossibile “esplorare” l’esistenza di anime ormai evolutesi al di là dell’esistenza terrena. Con una certa ironia, afferma soprattutto che un’anima altamente evoluta non ha bisogno di cercare un terapeuta esperto di regressione per risolvere i conflitti relativi al suo piano di vita!


Le anime principianti

Ci sono due tipi di anime principianti: le anime che si reincarnano sulla Terra da poco tempo e le anime che si stanno reincarnando da un tempo relativamente lungo, ma che rimangono ancora immature. Newton crede che quasi i tre quarti di tutte le anime attualmente incarnate sulla Terra siano ancora nelle fasi iniziali di sviluppo. Le anime concludono il loro ciclo di incarnazione sulla Terra quando raggiungono la piena maturità.

Sempre secondo le scoperte di Newton, l’anima principiante può vivere una serie di vite in uno stato di confusione e di inefficienza a causa dell’influenza di un “curriculum terreno” molto diverso dalla coerenza e dall’armonia propria del mondo dello spirito. Anime meno sviluppate non esercitano la propria volontà spirituale e tendono a rassegnarsi al volere della società, finendo per essere incastrate in strutture socio-economiche di subordinazione. L’anima inesperta tende ad essere trattenuta dal realizzare il proprio compito spirituale dalla mancanza di un pensiero indipendente. Queste anime hanno anche una certa propensione all’egoismo e all’egocentrismo e non riescono ad accettare facilmente gli altri per quello che sono. Non c’è anima che nel passato non sia stata principiante.

Le anime intermedie

Non appena le nostre anime avanzano al livello intermedio di sviluppo, l’attività di gruppo viene notevolmente ridotta. Questo non significa che si ritorni a quel tipo di isolamento che caratterizza le anime “nuove”. Piuttosto, le anime che evolvono al livello intermedio hanno meno interazione con il gruppo primario di appartenenza, perché hanno acquisito la maturità e l’esperienza per operare in modo più indipendente. Per queste anime, la pausa tra un’incarnazione e l’altra è più lunga.

Queste anime sono finalmente pronte a prendersi responsabilità più importanti. Il rapporto che li lega alle loro guide spirituali disincarnate si trasforma da quello tipico tra maestro e allievo a quello tra compagni di lavoro. Come le guide spirituali sono arrivate nel passato ad avere il loro gruppo di studenti così, per queste anime intermedie, arriva il momento per sviluppare competenze didattiche che alla fine le qualificheranno per fare da guida a qualcun altro.

Questa è una tappa significativa per lo sviluppo di un’anima, perché pian piano le vengono date maggiori responsabilità in riferimento all’istruzione di anime più giovani. Nessuno però raggiunge il grado di “guida” da un giorno all’altro. Come per molti altri aspetti della vita dell’anima, tutti noi siamo accuratamente testati. I livelli intermedi sono periodi di prova per potenziali insegnanti. I nostri mentori ci assegnano un’anima di cui prenderci cura e poi valutano le nostre prestazioni da “leader” sia durante che dopo l’incarnazione fisica.

Solo se questo addestramento preliminare ha successo veniamo autorizzati a diventare delle “guide junior”. Il non essere adatti all’insegnamento non impedisce però a un’anima di raggiungere il livello avanzato. Ogni guida, esattamente come chiunque altro, possiede capacità e limiti specifici. Nel momento in cui raggiungiamo il livello avanzato, le nostre attitudini animiche specifiche sono ben note nel mondo dello spirito. E’ per questo che ci vengono dati doveri animici da realizzare sulla Terra commisurati alle nostre capacità. Secondo Newton, esistono infiniti modi di apprendimento capaci di portare ciascuno di noi ad acquisire la pienezza spirituale.
Le anime avanzate

Newton propende a credere che le persone sulla Terra che possiedono anime antiche ed altamente evolute siano scarse. Di solito, queste anime sono vere e proprie guide incarnate. Mentre gestiscono con relativa facilità le questioni esistenziali con cui lotta ancora la maggior parte di noi, queste anime avanzate sono più interessate ad apportare piccole rifiniture a compiti specifici di grande valore spirituale.

Quando appaiono come figure pubbliche sono facilmente riconoscibili (si pensi a Madre Teresa); tuttavia, è più usuale che un’anima avanzata assolva il proprio compito in maniera tranquilla e discreta. Senza mostrare alcuna auto-indulgenza, la loro realizzazione consiste nel migliorare la vita di altre persone. Di solito, si concentrano meno sulle questioni istituzionali e più sul miglioramento dei valori umani a livello individuale.

La caratteristica peculiare di un’anima avanzata è la pazienza che dimostra nei confronti della società, insieme ad una straordinaria abilità nell’affrontare ciò che le accade nella vita. Caratteristiche dominanti di queste anime avanzate sono un eccezionale intuito e una straordinaria capacità introspettiva. Questo non vuol dire che la vita non abbia insidie karmiche per loro, perché altrimenti non sarebbero qui. Possono essere trovate in tutte le sfere della società, ma per lo più ricoprono ruoli professionali di aiuto o sono in qualche modo impegnate a combattere le ingiustizie sociali. L’anima avanzata irradia compostezza, gentilezza e comprensione verso gli altri. Non essendo motivata da un interesse personale, può non prendere in giusta considerazione i propri bisogni fisici e vivere in condizioni a volte molto modeste.




Il ritorno sulla Terra

Prima o poi arriva il momento in cui l’anima deve nuovamente lasciare il santuario del mondo spirituale per imbarcarsi in un altro viaggio sulla Terra. Non si tratta di una decisione facile. Le anime devono prepararsi a lasciare un mondo di saggezza totale dove vivono in uno stato di beatitudine e di libertà per occuparsi delle esigenze fisiche e mentali di un corpo fisico. Una volta tornati nel mondo spirituale, le anime hanno dubbi quando si tratta di lasciare anche solo temporaneamente un mondo di auto-consapevolezza, unione reciproca e compassione per ritornare su un pianeta dominato dall’incertezza e dalla paura a causa di esseri (umani) aggressivi e competitivi. Pur avendo una famiglia e amici terreni, molte anime incarnate si sentono sole e anonime quando si ritrovano all’interno di una popolazione terrena così vasta.

Il recupero energetico dopo un’incarnazione e il ristabilimento dell’equilibrio personale nel piano animico può richiedere più tempo per alcune anime rispetto ad altre, ma alla fine tutte le anime trovano lo stimolo a continuare il ciclo di incarnazioni (che deve essere necessariamente completato una volta iniziato). Se è vero che il nostro ambiente spirituale è difficile da lasciare, è anche vero che come anime disincarnate tendiamo a ricordare i piaceri fisici della vita sulla Terra con nostalgia e affetto.

Quando le ferite di una vita passata vengono guarite e siamo di nuovo completamente in armonia con noi stessi, sentiamo la spinta ad esprimere la nostra identità anche attraverso un corpo fisico. Gli incontri con le nostre guide animiche e con i membri del nostro gruppo di appartenenza ci hanno fornito quell’aiuto spirituale che ora ci permette di essere pronti per la nostra prossima vita. Il nostro karma relativo alle azioni passate verso l’umanità, i nostri errori e successi sono stati valutati secondo un’ottica futura che vuole aiutarci a volgere al meglio i nostri sforzi terreni. L’anima deve ora assimilare tutte queste informazioni e agire intenzionalmente sulla base di tre questioni principali:

(1) Sono pronto per una nuova vita fisica?
(2) A quali lezioni specifiche devo sottopormi per far avanzare il mio livello di apprendimento e per evolvermi?
(3) Dove devo andare e chi devo essere nella mia prossima vita per avere le migliori opportunità di crescita e di realizzazione dei miei obiettivi?

Una volta che l’anima ha deciso di tornare ad incarnarsi, la fase successiva consiste nell’avere indicazioni sul quando e dove. Le anime, infatti, considerano quando e dove vogliono andare sulla Terra prima di decidere chi saranno nella loro nuova vita. Newton spiega che molti soggetti hanno difficoltà a descrivere il luogo in cui viene selezionata la vita successiva e che quasi tutti tendono ad usare delle metafore. Molti si riferiscono a questo luogo come a un cinema che permette alle anime di vedere se stesse nel futuro, con ruoli diversi in contesti diversi.

In questo luogo di selezione, le nostre anime visionano in anteprima molteplici scelte. Quando lasciamo questa zona, la maggior parte delle anime ha già una propensione verso una scelta piuttosto che un’altra. Tuttavia, i nostri consiglieri spirituali ci danno la possibilità di riflettere a lungo su tutto quello che abbiamo visto del nostro futuro prima di prendere la decisione definitiva.

Dopo che le anime hanno completato le consultazioni con le loro guide e con i membri del proprio gruppo a proposito delle diverse implicazioni fisiche e psicologiche legate a una particolare scelta, la decisione di incarnarsi viene presa. Sarebbe logico supporre che la partenza per la Terra sia immediata: in realtà questo non avviene prima che si sia verificata un’altra importante fase di preparazione. Il luogo in cui le anime si recano per accedere a questa fase finale viene chiamata da Newton “classe di riesame”. Uno delle ultime richieste prima di imbarcarsi per la Terra è, infatti, quella di presentarsi al Consiglio degli Anziani per la seconda volta. Il mondo spirituale è un luogo governato dall’ordine e gli Anziani vogliono rafforzare la consapevolezza di un’anima in riferimento ai compiti spirituali dell’incarnazione che si sta per intraprendere. Dopo questo incontro, alcune anime ritornano al gruppo di appartenenza per salutare i compagni, mentre altri preferiscono partire immediatamente per l’incarnazione terrena. Questa è l’ultima possibilità che viene data alle anime di godere della totale consapevolezza della propria vera essenza prima di adattarsi a un nuovo corpo e a una nuova “avventura” terrena.

Alessia Giovannini 2008-2010 (titolo originale: Misteri: la vita dopo la morte)

venerdì 11 dicembre 2015

le famiglie spirituali

Ogni sfera di pensiero che contiene la coscienza cristallina di un popolo, di una nazione o di un'intera forma planetaria rimane ancorata ad una sfera d'energia più evoluta che la contiene ed allo stesso tempo che la guida nel suo percorso evolutivo. Si lavora sempre quindi, in coppie di sfere di coscienza. Quando le coppie diventano un uno, determinano l'avanzare di interi Universi come sta accadendo grazie al vostro Pianeta. Le sfere in ascesa determinano questo avanzare universale poichè producono un passaggio in avanti d'ogni forma superiore e d'ogni forma inferiore. E' tutto collegato, tutti avanzate, tutto l'Universo avanza ed avanza anche la coscienza Suprema che voi chiamate Dio. La crescita collettiva quindi, è il vero motore dell'Universo, delle forme create, della vita nella Materia. Questo avanzare di sfere quindi è un gioco d'Universi paralleli che interagiscono fra loro nei regni ultra-sottili del Cosmo. Come potrebbero fare delle semplici cellule in un corpo umano determinano un organismo vivente di dimensioni immense che appunto, è quel Dio di cui tutti facciamo parte. Torniamo alle sfere di coscienza ed allarghiamo il discorso. Quando ognuno di voi sarà asceso alla quinta sfera, come già anticipato nella precedente canalizzazione,  la sesta sfera diverrà realtà per lo Spirito che dimorerà in essa. La coscienza della sesta sfera quindi, diventerà il Sole della coscienza della quinta che ne sarà solo la proiezione. La vostra sfera spirituale quindi sarà la sesta ed è qui che  avverranno i veri cambiamenti. Verranno poi proiettati nella quinta per determinare l'avanzare della vostra conoscenza come umanità e della conoscenza come gruppo spirituale a cui avete scelto d'appartenere. I gruppi spirituali sono coscienza d'una medesima categoria e con uno stesso peso molecolare. I gruppi spirituali determinano grazie alla comune tipologia, l'avanzare della sfera e nello stesso tempo spingono le sfere superiori verso nuove frontiere lontane anni luce pur rimanendo parte delle stesse. Pensate alle stelle ed alla loro luce che arriva a voi a distanza di anni luce in-quantificabili per quanto riguarda Universi che nemmeno conoscete. Questa distanza è apparente poiché non esistono tempo e spazio nel mondo spirituale. Tutto esiste e nel medesimo tempo. E' la percezione materiale che rende le distanze necessarie e crea quei limiti indispensabili alla sperimentazione della sfera stessa. I pianeti sono molto esplicativi in tal senso, perchè mostrano una realtà molto lontana da voi eppure molto simile alla vostra, alla vostra sfera di coscienza. Pensate ad un pianeta come potreste pensare alla vostra sera di coscienza e gli altri pianeti, addirittura ubicati in altre galassie, come alla sfera di coscienza di altre Entità che vi dimorano e su cui le stesse stanno facendo esperienza. Quelle Entità sono, proprio come voi, in crescita ed il loro sviluppo pur essendo così distante in termini umani, non lo è in termini spirituali. I gruppi di coscienza di varie categorie spirituali sono creati da interessi e specifiche attitudini che ogni Entità desidera sviluppare in sé. Le Entità superiori alle vostre interagiscono con voi in momenti di grande criticità o quando il disegno d'un Essere o di più Esseri, necessita d'un intervento maggiore rispetto a quello del Sè Superiore. In generale tuttavia, essendo tutto quello che voi scegliete di vivere un gioco della vostra Entità luminosa non avviene alcuna interferenza. Ci chiedete se le Entità interferiscono quando per esempio c'è il pericolo d'una colossale  distruzione di qualcosa che invece non la prevedeva? Sì ma non intervengono solo Entità superiori a quelle della vostra famiglia spirituale. In quei frangenti  le coscienze unite collettive appartenenti alla stessa famiglia spirituale operano e creano i giochi necessari affinchè quell'evento non avvenga. Non ci sono ovviamente percorsi stabiliti completamente perchè  come sapete la libera scelta a cui voi siete soggetti non permette di sapere come e quando un determinato evento si svilupperà nel modo in cui è stato indicato dal disegno superiore. Ci sono però strade già tracciate riguardo al disegno complessivo, alla destinazione finale. Immaginate un percorso d'acqua e quel percorso si è stabilito debba confluire in un oceano che noi chiamiamo destino finale. Il percorso rappresenta le vostre scelte ma la corrente non è affatto guidata da voi. Potrete girare a destra od a sinistra ma la corrente è il vostro Sé superiore che vi guida e vi fa raddrizzare il timone, che v'aiuta spingendovi a scegliere grazie ad una determinata situazione. Ricordate che voi siete sì nella quarta dimensione (il regno delle emozioni) ma siete già nella quinta con il vostro Sè superiore. Significa che le vostre scelte che sembrano apparentemente solo vostre, sono in realtà il frutto d'una coscienza già ascesa che sta guidando il corpo emotivo e prima ancora il corpo fisico, per farli vibrare alle stesse frequenze in cui il vostro Sè superiore sta vibrando. Quando quindi vi diciamo che siete già qui, che siete qui con noi, vi stiamo dicendo che lo siete effettivamente che non c'è alcun pericolo, che il vostro viaggio è già finito ancora prima che nasceste. C'è già una fine che dovete ancora vedere perchè è accaduta in una sfera di coscienza a voi non accessibile. Sta appunto manifestandosi a voi proprio come farebbe la luce di una stella che brillando molto distante da voi, sta invece esprimendo la sua nascita. Ora potete forse comprendere maggiormente anche gli eventi che vi accadono. Siete già ascesi, siete già qui. Potete scegliere ovviamente come continuare il percorso mano a mano che gli eventi della vostra vita vi si presentano ma in ogni caso, qualsiasi siano le vostre scelte e decisioni se siete qui è perchè siete già ascesi. Il vostro corpo fisico segue docile la vostra coscienza ascesa. Il vostro corpo emotivo lo porterà a vibrare in modo sempre più veloce fino a rendere sempre più leggera la sostanza di cui è fatto. Così ogni più piccola particella di materia col peso della terza dimensione ascende, grazie alla trasformazione alchemica prodotta dall'emozione sublimata. Cercate quindi d'allinearvi con fiducia ai messaggi che il vostro Sé superiore vi manda poiché sono una guida preziosa che vi lancia con più leggerezza verso  il vostro prossimo Pianeta evolutivo. Ascenderete in questo nuovo Pianeta individualmente e collettivamente come famiglia spirituale. La famiglia spirituale a cui appartenete è quella umana ma come avrete intuito ce ne sono moltissime altre ed è in questi termini che è vista la Creazione intera.
LE FAMIGLIE SPIRITUALI
Le famiglie spirituali rappresentano dei gruppi di studio del Creato che interagiscono fra loro per creare quei campi di coscienza cristallina che sono lo stampo d'energia vivente che poi può essere sperimentato da ogni Essere esistente. Sono, come possiamo spiegarle... delle immagini impresse che lasciando l'impronta della loro presenza, possono essere osservate da chiunque lo voglia. Più precisamente nel caso dell'Essere spirituale, si parla di sperimentazione. Non immaginate nemmeno quanti giochi, quante esperienze, quante possibilità, quanta energia creata da questi stampi di famiglie spirituali, esistano nella Creazione tutta E' talmente vario e impegnativo il discorso che ci si perderebbe. Quello che conta è che lo stampo lasciato da famiglie spirituali più evolute rispetto alla vostra coscienza è ciò che voi tutti avete sperimentato nella terza dimensione. Non interagiscono affatto con voi come spesso pensate: è la loro coscienza cristallizzata semmai, che rimane in voi come se si trattasse di Entità vere e proprie. Il loro ricordo che ancora dimora nella sfera d'appartenenza è lo stampo che vi serve da filo conduttore per la vostra creazione umana. Alla fine della sfera stessa arrivate alla comprensione completa che la stessa famiglia aveva provato prima di voi. Lo avete ovviamente scelto nella dimensione priva di corpo che ci unisce tutti in una forma che è impossibile ovviamente, spiegare a parole essendo Dio stesso. Eppure tutti noi quando entriamo nella sfera che abbiamo deciso di sperimentare lo facciamo con accettazione ed entusiasmo. E' paragonabile a quello che si prova quando si decide di fare un viaggio avventuroso, ben organizzato ma comunque colmo d'imprevisti che ogni Essere deve sbrogliare. Non sempre si è in grado di farlo al primo viaggio, anzi quasi mai. In realtà lo scopo primo di questi viaggi non è affatto arrivare ad un traguardo ma sperimentare il percorso scelto. Non esiste una destinazione, un luogo fisico che termina. Esiste solo la sfera che state sperimentando piena d'incognite per il vostro corpo fisico e colma d'imprevisti anche per il vostro Sè superiore che dall'alto vi permette di scegliere, donandovi tutta la guida necessaria. Iniziate ad allargare un pò ora, cari amici, la vostra comprensione su ciò che state compiendo e su tante cose che abbiamo spiegato in tanto tempo? La spiegazione sta avvenendo per gradi, come state constatando. Se vi avessimo proposto tutto questo quando ancora non sapevate molto di ascensione, di noi,  del Sé  superiore, di tutto ciò che ci ha condotti fino a qui, non avreste avuto la stessa comprensione che avete adesso. Tutto è semplicemente perfetto: questa è un'altra frase che ci sentite dire sempre. Lo diciamo semplicemente perchè nella sfera d'appartenenza è davvero la perfezione di una coscienza cristallina depositata molto prima della vostra venuta, che sta agendo sulla vostra stessa coscienza. Una coscienza cristallina si forma attraverso l'esperienze concrete concluse, d'intere famiglie planetarie. Solo attraverso la fine di quella coscienza, del viaggio dell'intera coscienza di una famiglia, si può lasciare l'involucro cristallizzato per ascendere a livelli di coscienza diversi e sempre più evoluti. Il corpo rimane ancorato a quell'energia ed è una perfezione raggiunta dalla consapevolezza unita di quella famiglia ma prima ancora, di quell'Energia Onnipresente che ha lasciato lo stampo vuoto ma colmo della sua intera presenza. Crediamo che questa canalizzazione vi farà riflettere molto. Vi donerà inoltre, come è anche sua intenzione, quel senso d'appartenenza non solo alla vostra famiglia di nascita ed ai vostri amici ma anche a quella famiglia umana che sta viaggiando insieme all'interno della medesima sfera di coscienza. C'è molto, molto altro e dovete iniziare ad allargare la vostra vista parziale per abbracciare quell'infinito che è oltre una mente limitata ma non per questo meno reale di ciò che voi potete vedere. In questo allargare del vostro spazio di coscienza avviene  il permesso d'entrata di nuove importanti informazioni. Le nuove informazioni vi permettono non solo di sperimentare nuove realtà ma anche di renderle oggettive a voi ed alla vostra/ nostra meravigliosa famiglia che chiamiamo “Umanità”.

lunedì 7 settembre 2015

Il Cammino Spirituale dell'Uomo



La nascita dell'Ego

"Quando hai un ego, hai un mondo ‘là fuori' e affiora una nuova tendenza: il bisogno di andare fuori nel mondo e ottenere quello che vuoi. Questo mondo d'oggetti ed eventi ha una conseguenza: diventare individuo." L'individuo fa tutto in funzione di se stesso; sopporta sacrifici e rinunzie pur di accrescere se stesso e nel valorizzare se stesso trova l'entusiasmo per intraprendere e la costanza per continuare. L'uomo cerca di valorizzare se stesso con qualunque mezzo, in qualunque momento, se potesse costruire un mondo ne sarebbe il sovrano. Date un minimo d'autorità ad un uomo egoista e lo vedrete diventare un piccolo tiranno.
"Però non sei solo, anche gli altri chiedono spazio e soddisfazione, cosi la vita diventa un campo di battaglia ed essere ciò che sei è una faccenda difficile, a questo punto sei diventato vecchio e pronto per la tomba, se non sei già morto interiormente. Dietro il denaro e il potere c'è anche il dolore a cui non si può sottrarre."
Quando però l'uomo raggiunge un certo livello di sviluppo, le cose cambiano: le lezioni insegnate da certe esperienze negative gli impediscono di dare libero sfogo, come aveva fatto fino allora. L'uomo comincia ad accorgersi che nella lotta non può trovare appagamento pieno e costante. Le gioie della vittoria sono effimere; appena sorte sono fugate da nuove inquietudini, da nuove brame di possesso e di dominio. Inoltre, seguendo questa via dell'imposizione e della prepotenza, non si ottiene mai una vittoria sicura, un trionfo definitivo. Gli esseri e le forze violentemente dominanti ed oppressi tendono a rivoltarsi, mentre ad ogni istante si può essere minacciati e vinti da altri essere più forti. Si è cominciato a comprendere la natura ed i bisogni degli altri, a tenere conto delle loro esigenze e delle loro aspirazioni, a partecipare con simpatia alle loro sofferenze ed alle loro gioie.

La nascita del dare

Alla fine l'individuo inizia ad aprirsi e ad allargare i propri orizzonti. A questo punto l'individuo, incontra una nuova concezione; secondo la quale la felicità non sta solo nel prendere ma anche nel dare. Dare è un atto creativo; trasforma completamente la prospettiva dell'ego. Prima la cosa più importante era stare in guardia per non subire perdite: non solo perdite di denaro e proprietà, ma anche in termini di prestigio e immagine di sé. Ora la persona, condivide liberamente qualcosa, non ha la sensazione di perdere alcunché. Anzi, l'ego è gratificato. Dare non significa solo donare denaro o oggetti a qualcun altro, vi è anche il servizio, il dare se stessi, e la devozione, il dare amore. Anche se è sempre l'ego ad avere il dominio, ormai guarda fuori di sé.

La nascita del ricercatore

Con il tempo, dalla modalità del dare, si passa alla ricerca. In questa fase le antiche, familiari preoccupazioni dell'ego vengono superate. Il senso del "io" viene lasciato espandere. Ora la persona anela ad esperienze spirituali, intuendo l'esistenza di una fonte d'amore; questa voltafaccia è un altro choc. Comincia con la generosità nei confronti di familiari e amici, poi passa alle istituzioni benefiche o di comunità. "ma tutti i ricercatori condividono la sensazione che il mondo materiale non sia il luogo dove i loro desideri possono realizzarsi. Il mondo sembra limitato dallo spazio tempo, ma si tratta solo di un'apparenza. L'apparenza della limitazione si manifesta perché questo mondo è una scuola, un terreno educativo. E la regola fondamentale è che in qualsiasi modo tu veda te stesso, cosi vedrai il mondo, se ti vedi carente o indegno, quel giudizio sarà sufficiente a tenere il Divino lontano da te." "il ricercatore è semplicemente una persona i cui desideri si sono espansi fino al punto che nulla più la soddisfa, a meno che non si tratti di un incontro a faccia a faccia con il divino."
Ognuno ha la versione del divino che concepisce nella propria mente. C'è chi vede il divino attraverso visioni e chi lo vede in un fiori. Vi sono ricercatori di tanti tipi. Alcuni hanno bisogno d'atti di redenzione e intervento miracoloso, altri seguono una forza invisibile che fa sentire la propria voce nelle situazioni più normali della vita. Il ricercatore trova le proprie motivazioni nel desiderio di una realtà superiore. Questo non significa che lo stadio del dare scompaia. Ma ora non vi è più una motivazione egoistica, ora il dono nasce dalla compassione. La nascita del ricercatore può essere estremamente turbolenta.
La voce dentro il ricercatore è lo spirito. Quando lo spirito si annuncia sulla scena, l'ego da prima non lo sta a sentire, poiché è certo che il proprio potere sia assoluto; ma lo spirito non usa quel tipo di forza a cui l'ego è abituato, esso è abituato a rifiutare, giudica, separa e prende ciò che desidera suo. Lo spirito è la voce pacata dell'Essere, che afferma ciò che è. Con la nascita del ricercatore, questa è la voce che cominciate a udire, ma dovete essere preparati ad una violenta reazione dell'ego, che non intende rinunciare al proprio potere senza lottare. Lo spirito non usa la forza che l'ego conosce. Con il tempo imparerete che lo spirito è un potere il cui campo d'azione è infinito. È una forza organizzatrice che tiene in perfetto equilibrio ogni atomo dell'universo. Al suo confronto, il potere dell'ego è incredibilmente limitato e banale. Tuttavia, questa comprensione arriverà solo quando avrete lasciato cadere il bisogno dell'ego di controllare, prevedere e difendere. La ricerca è un'esperienza del tutto interiore."
"I segni interiori del ricercatore sono questi: l'atto del dare diventa un prodotto d'amore disinteressato e compassioneche non chiede nulla in cambio, nemmeno gratitudine; l'intuizione diventa guida affidabile dell'agire sostituendosi alla fredda razionalità. Vi sono impressioni subitanee di un mondo invisibile visto come realtà superiore. I modelli di dipendenza cominciano a scomparire. Meditazione e preghiera diventano elementi della vita quotidiana."

La nascita del veggente

La nascita del veggente, è proprio appena sotto la superficie d'ogni ricercatore." Con la nascita de veggente, siete di fronte alla luce. Ora l'immagine di voi stessi e vista per quello che è: un'inconsistente proiezione che diventa reale per il disperato bisogno dell'ego di attribuire importanza alla mente."
" Per il veggente ogni cosa è spirito. Lo spirito è un'esperienza diretta, ma trascende questo mondo. È puro silenzio traboccante d'infinite potenzialità. Quando conosci qualcosa, hai competenza su un oggetto; quando conosci lo spirito, diventi la conoscenza stessa. Ogni domanda cade, poiché vieni a trovarti nel grembo della realtà, dove ogni cosa semplicemente è. Quando l'occhio del veggente fissa qualche cosa, essa è semplicemente accettata per quello che è, non giudicata. Non vi è il bisogno dell'ego di prendere, possedere o distruggere.
In assenza di paura, non affiora nessuna di quelle motivazioni, poiché il bisogno del possesso nasce dalla mancanza. Quando non hai vuoti da colmare, allora il solo fatto di essere in questo mondo nel corpo è il più alto obiettivo spirituale che puoi raggiungere."
" Il veggente differisce dal ricercatore poiché non deve scegliere. Il ricercatore è ancora avvolto in un'illusione poiché dice: ‘Qui è dove è Dio, qui Dio non è'. Il veggente, invece, vede Dio nella vita stessa. Finalmente la lunga guerra interiore è terminata e il guerriero riposa. In luogo della lotta, vivi l'avverarsi naturale e senza sforzo d'ogni tuo desiderio. Non vi sono segni esteriori che indichino chi sono fra noi i veggenti, ma dentro de sé essi sono aperti e felice, danno modo agli altri d'essere chi saranno e questa è la forma più alta d'amore, non frappongono alcun ostacolo agli altri e agli avvenimenti e hanno lasciato cadere ogni minimo senso dell' ‘io'."

La nascita del puro spirito

"Il puro spirito è il settimo e ultimo stadio dell'alchimia. Quando si realizza, il veggente scopre che quello che sembra essere gioia totale e appagamento assoluto può trovare ulteriore espansione. Vedi, giungere alla presenza del divino non è la fine della ricerca, ne è l'inizio. Quando riuscirai a vedere te stesso in quanto spirito, la tua identificazione con il corpo e mente cadrà. Nello stesso tempo anche i concetti di nascita e morte smetteranno di esistere. Sarai una cellula nel corpo dell'universo, e quel corpo cosmico ti sarà familiare come ora è il tuo corpo.
La verità è che questa è la vostra condizione naturale. Essere uno con il cosmo, in intimità con la vita in tutte le sue forme, raggiungere l'unità con il vostro essere: questo è il vostro destino, la fine della vostra ricerca." " A quel punto ogni distinzione fra creatore e creato svanisce. Lo spirito dentro di voi si fonde totalmente con lo spirito d'ogni altra cosa. Voi vedrete ogni azione come spirito che si versa nello spirito. Vivrete nella fiducia e nella conoscenza assoluta. E anche se vi parrà di risiedere ancora in un corpo, sarà soltanto un grano dell'Essere sulle sponde di quell'oceano infinito di Essere che siete voi stessi."

sabato 5 settembre 2015

spiritualità

La spiritualità, termine che riguarda, a grandi linee, tutto ciò che ha a che fare con lo spirito, ha svariate accezioni ed interpretazioni. Il suo significato più semplice è il concetto che oltre alla materia tangibile esista un livello spirituale di esistenza, dal quale la materia tragga vita, intelligenza o almeno lo scopo di esistere; tuttavia può arrivare ad includere la fede in poteri soprannaturali, ma sempre con l’accento posto sul valore personale dell'esperienza. L'attribuzione di spiritualità a una persona non implica necessariamente che quella persona pratichi una religione o creda, in generale, all'esistenza dello spirito; in questo caso la spiritualità è vista piuttosto un "modo d'essere" che evidenzi scarso attaccamento alla materialità. Spesso i termini "religione" e "spiritualità" vengono trattati come sinonimi, il che è alquanto impreciso, dato che anche alcuni non credenti rivendicano una propria dimensione spirituale. Peraltro bisogna anche dire che molti altri atei e agnostici respingono proprio l'uso di questo termine perché deriva pur sempre da "spirito", nell'accezione sua propria di "immateriale", "superiore alla materia" etc. Entrambi i termini si riferiscono alla ricerca dell'Assoluto o di Dio (o con qualsiasi altro nome Lo si voglia chiamare): si può dire che la differenza fondamentale consista nel fatto che la religione indichi un tipo di ricerca esteriore, formale, mentre perspiritualità si intende la ricerca di Dio all'interno di sé. Questo comporta che la spiritualità assuma, rispetto alla religione, alcune connotazioni tipiche: la fede assume un carattere più personale e meno dogmatico, più aperto alla sperimentazione e basato sull'esperienza personale. Sempre parlando in termini di ricerca spirituale, un'altra connotazione tipica della spiritualità rispetto alla religione può essere la convinzione che esistano diversi percorsi spirituali, e che pertanto non esista alcuna verità oggettiva o assoluta in base alla quale decidere quale percorso sia meglio seguire; poiché ogni persona è diversa dalle altre, la scelta è spesso lasciata all'individuo, alla sua sensibilità e al suo discernimento. Da questo punto di vista, religione e spiritualità non sono due concetti contrapposti che si escludono l'un l'altro, ma possono essere visti semplicemente come due tappe nella crescita interiore di ogni fedele o aspirante spirituale, tant'è che molti seguaci di religioni costituite considerano la spiritualità come un aspetto intrinseco e inscindibile della loro esperienza religiosa. Non esiste insomma una vera contrapposizione tra i due termini, dal momento che il rapporto fra religione e spiritualità è paragonabile al rapporto fra contenitore e contenuto, fra forma e sostanza, fra teoria e pratica. Altri, sull'onda del fenomeno New Age, sostengono che la spiritualità non sia identificabile con una religione per sé, ma la connessione attiva e vitale ad una forza, una potenza o una percezione di un più profondo ”sé”. La spiritualità, all'interno di una grande varietà di concezioni culturali e religiose, è spesso vista come un percorso, ocammino spirituale, lungo il quale si avanza per conseguire un obiettivo determinato, quale ad esempio un più alto stato di consapevolezza, il raggiungimento della saggezza o la comunione col divino in termini di trascendenza o di immanenza, il che solitamente presuppone una qualche forma di liberazione dalla materialità. Il mito della caverna di Platone, contenuto nel VII libro de La Repubblica, è una buona descrizione di un siffatto cammino. Il cammino spirituale è un percorso che presenta una dimensione primariamente soggettiva e individuale di tipo ascendente a qualcosa di più alto della materialità, da ciò la sua identificazione con l'ascesi. Per cammino spirituale si può intendere un percorso di breve durata, finalizzato ad un obiettivo specifico, o tutta una vita. Ogni avvenimento della vita è parte di questo cammino, ma in particolare vi si possono inserire alcune tappe o momenti significativi, come ad esempio la pratica di varie discipline spirituali (tra cui la meditazione, la preghiera, il digiuno), il confronto con una persona che si ritiene dotata di profonda esperienza spirituale (chiamata maestro, assistente o precettore spirituale, guru o in altro modo, a seconda del contesto culturale), l'accostamento personale a testi sacri, ecc. Nel caso il cammino spirituale coincida, in tutto o in parte, con un percorso iniziatico, vi possono essere delle vere e proprie prove da superare. Tali prove in genere, prima che un significato sociale, costituiscono una "verifica" per l'individuo del proprio raggiungimento di un determinato livello. La spiritualità è anche descritta come un processo in due fasi: la prima relativa alla crescita interiore, e la seconda relativa alla manifestazione di questo risultato nell’esperienza quotidiana del mondo.

mercoledì 27 maggio 2015

angeli

1. Nelle recenti catechesi abbiamo visto come la Chiesa, illuminata dalla luce proveniente dalla Sacra Scrittura, ha professato lungo i secoli la verità sull'esistenza degli angeli come esseri puramente spirituali, creati da Dio. Lo ha fatto fin dall'inizio con il simbolo niceno-costantinopolitano e lo ha confermato nel Concilio Lateranense IV (1215), la cui formulazione è ripresa dal Concilio Vaticano I nel contesto della dottrina sulla creazione: Dio "creò insieme dal nulla fin dall'inizio del tempo l'una e l'altra creatura, quella spirituale e quella corporea, cioè l'angelica e la terrena, e quindi creò la natura umana come ad entrambi comune, essendo costituita di spirito e di corpo" (DS 3002). Ossia: Dio creò fin dal principio entrambe le realtà: quella spirituale e quella corporale, il mondo terreno e quello angelico. Tutto ciò egli creò insieme ("simul") in ordine alla creazione dell'uomo, costituito di spirito e di materia e posto secondo la narrazione biblica nel quadro di un mondo già stabilito secondo le sue leggi e già misurato dal tempo ("deinde"). 

2. Assieme all'esistenza, la fede della Chiesa riconosce certi tratti distintivi della natura degli angeli. Il loro essere puramente spirituale implica prima di tutto la loro non materialità e la loro immortalità. Gli angeli non hanno "corpo" (anche se in determinate circostanze si manifestano sotto forme visibili in ragione della loro missione a favore degli uomini) e quindi non sono soggetti alla legge della corruttibilità che accomuna tutto il mondo materiale. Gesù stesso, riferendosi alla condizione angelica, dirà che nella vita futura i risorti "non possono più morire, perché sono uguali agli angeli" (Lc 20, 36). 

3. In quanto creature di natura spirituale, gli angeli sono dotati di intelletto e di libera volontà, come l'uomo, ma in grado a lui superiore, anche se sempre finito, per il limite che è inerente a tutte le creature. Gli angeli sono quindi esseri personali e, in quanto tali, sono anch'essi a "immagine e somiglianza" di Dio. La Sacra Scrittura si riferisce agli angeli adoperando anche appellativi non solo personali (come i nomi propri di Raffaele, Gabriele, Michele), ma anche collettivi" (come le qualifiche di Serafini, Cherubini Troni, Potestà, Dominazioni, Principati), così come opera una distinzione tra angeli e arcangeli. Pur tenendo conto del linguaggio analogico e rappresentativo del testo sacro, possiamo dedurre che questi esseri-persone, quasi raggruppati in società, si suddividono in ordini e gradi, rispondenti alla misura della loro perfezione e ai compiti loro affidati. Gli autori antichi e la stessa liturgia parlano anche dei cori angelici (nove, secondo Dionigi l'Areopagita). La teologia, specialmente quella patristica e medievale, non ha rifiutato queste rappresentazioni cercando invece di darne una spiegazione dottrinale e mistica, ma senza attribuirvi un valore assoluto. San Tommaso ha preferito approfondire le ricerche sulla condizione ontologica, sull'attività conoscitiva e volitiva e sulla elevazione spirituale di queste creature puramente spirituali, sia per la loro dignità nella scala degli esseri, sia perché in loro poteva meglio approfondire le capacità e le attività proprie dello spirito allo stato puro, traendone non poca luce per illuminare i problemi di fondo che da sempre agitano e stimolano il pensiero umano: la conoscenza, l'amore, la libertà, la docilità a Dio, il raggiungimento del suo regno. 

4. Il tema cui abbiamo accennato potrà sembrare "lontano" oppure "meno vitale alla mentalità dell'uomo moderno. Eppure la Chiesa, proponendo con franchezza la totalità della verità su Dio Creatore anche degli angeli, crede di recare un grande servizio all'uomo. L'uomo nutre la convinzione che in Cristo, Uomo Dio, è lui (e non gli angeli) a trovarsi al centro della divina rivelazione. Ebbene, l'incontro religioso con il mondo degli esseri puramente spirituali diventa preziosa rivelazione del suo essere non solo corpo ma anche spirito, e della sua appartenenza a un progetto di salvezza veramente grande ed efficace, entro una comunità di esseri personali che per l'uomo e con l'uomo servono il disegno provvidenziale di Dio. 

5. Notiamo che la Sacra Scrittura e la Tradizione chiamano propriamente angeli quegli spiriti puri che nella fondamentale prova di libertà hanno scelto Dio, la sua gloria e il suo regno. Essi sono uniti a Dio mediante l'amore consumato che scaturisce dalla beatificante visione, faccia a faccia, della santissima Trinità. Lo dice Gesù stesso: "Gli angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Mt 18, 10). Quel "vedere sempre la faccia del Padre" è la manifestazione più alta dell'adorazione di Dio. Si può dire che essa costituisce quella "liturgia celeste", compiuta a nome di tutto l'universo, alla quale incessantemente si associa la terrena liturgia della Chiesa, specialmente nei suoi momenti culminanti. Basti qui ricordare l'atto col quale la Chiesa, ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, prima di dare inizio alla preghiera eucaristica nel cuore della santa Messa, si richiama "agli angeli e agli arcangeli" per cantare la gloria di Dio tre volte Santo, unendosi così a quei primi adoratori di Dio, nel culto e nell'amorosa conoscenza dell'ineffabile mistero della sua santità. 

6. Sempre secondo la rivelazione, gli angeli, che partecipano alla vita della Trinità nella luce della gloria, sono anche chiamati ad avere la loro parte nella storia nella salvezza degli uomini, nei momenti stabiliti dal disegno della divina Provvidenza. "Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?", domanda l'autore della Lettera agli Ebrei (Eb 1, 14). E questo crede e insegna la Chiesa, in base alla Sacra Scrittura dalla quale apprendiamo che compito degli angeli buoni è la protezione degli uomini e la sollecitudine per la loro salvezza. Troviamo queste espressioni in diversi passi della Sacra Scrittura, come ad esempio nel Salmo 90 già più volte citato: "Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede" (Sal 90, 11-12). Gesù stesso, parlando dei bambini e ammonendo di non dar loro scandalo, si richiama ai "loro angeli" (Mt 18, 10); attribuisce inoltre agli angeli la funzione di testimoni nel supremo giudizio divino sulla sorte di chi ha riconosciuto o ha rinnegato il Cristo: "Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell'uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio" (Lc 12, 8-9). Queste parole sono significative perché se gli angeli prendono parte al giudizio di Dio, sono interessati alla vita dell'uomo. Interesse e partecipazione che sembrano ricevere una accentuazione nel discorso escatologico, nel quale Gesù fa intervenire gli angeli nella parusia, ossia nella definitiva venuta di Cristo alla fine della storia (cf. Mt 24, 31; 25, 31. 41). 

7. Tra i libri del Nuovo Testamento, sono specialmente gli Atti degli apostoli che ci fanno conoscere alcuni fatti che attestano la sollecitudine degli angeli per l'uomo e per la sua salvezza. Così, quando l'angelo di Dio libera gli apostoli dalla prigione (cf. At 5, 18-20)e prima di tutto Pietro, che era minacciato di morte dalla mano di Erode. (cf. At 12, 5-10) O quando guida l'attività di Pietro nei riguardi del centurione Cornelio, il primo pagano convertito (cf. At 10, 3-8; 11, 12-16), e analogamente l'attività del diacono Filippo lungo la via da Gerusalemme a Gaza. (cf. At 8, 26-29) 

Da questi pochi fatti citati a titolo esemplificativo, si comprende come nella coscienza della Chiesa abbia potuto formarsi la persuasione sul ministero affidato agli Angeli in favore degli uomini. Perciò la Chiesa confessa la sua fede negli angeli custodi, venerandoli nella liturgia con una festa apposita, e raccomandando il ricorso alla loro protezione con una preghiera frequente, come nell'invocazione dell'"Angelo di Dio". Questa preghiera sembra fare tesoro delle belle parole di san Basilio: "Ogni fedele ha accanto a sé un angelo come tutore e pastore, per portarlo alla vita" (Adversus Eunomium, III,1; si veda anche san Tommaso, Summa Theologiae, I, q. 11, a. 3). 

8. È infine opportuno notare che la Chiesa onora con culto liturgico tre figure di angeli, che nella Sacra Scrittura sono chiamati per nome. Il primo è Michele arcangelo (cf. Dn 10, 13. 20; Ap 12, 7; Gd 9). Il suo nome esprime sinteticamente l'atteggiamento essenziale degli spiriti buoni. "Mica-El" significa infatti: "Chi come Dio?". In questo nome si trova dunque espressa la scelta salvifica grazie alla quale gli angeli "vedono la faccia del Padre" che è nei cieli. Il secondo è Gabriele: figura legata soprattutto al mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio. (cf. Lc 1, 19-26) Il suo nome significa: "la mia potenza è Dio" oppure "potenza di Dio", quasi a dire che, al culmine della creazione, l'incarnazione è il segno supremo del Padre onnipotente. Infine il terzo arcangelo si chiama Raffaele. "Rafa-El" significa: "Dio guarisce". Egli ci è fatto conoscere dalla storia di Tobia nell'Antico Testamento (cf. Tb 12, 15 ss), così significativa circa l'affidamento agli angeli dei piccoli figli di Dio, sempre bisognosi di custodia, di cura e di protezione. 

A ben riflettere si vede che ciascuna di queste tre figure - Mica-El, Gabri-El, Rafa-El - riflette in modo particolare la verità contenuta nella domanda sollevata dall'autore della Lettera agli Ebrei: "Non sono forse essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono entrare in possesso della salvezza?" (Eb 1, 14).

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...