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domenica 26 marzo 2017

incontrare una fata



Un piccolo rito che vi aiuterà ad interaggire col mondo fatato, su internet se ne trovano tanti ma questo mi sembrava il più sensato con questo non voglio dire che non bisogna prendere tutto alla leggera le fate sono esseri liberi bisogna essere cauti e gentili in presenza di una creatura del regno fatato.

Se nel corso del rito senti di non riuscire a gestire tutto il potere è meglio chiudere tutto. Nel caso in cui accidentalmente si contatti un entità non propriamente benevola o dispettosa conviene concludere immediatamente la visita e questo può essere fatto sia usando le buone maniere ma se è necessario anche senza essere troppo cortesi.

Seguite alla lettere questi 12 passaggi per assicurarvi la riuscita dell'invocazione:

1) Concentrati sull'oscurità che si crea automaticamente chiudendo gli occhi.
2) Vedrai nell’oscurità, pian piano apparire come una sfera verde (questa è la luce del regno fatato)

3) Lasciati avvolgere da questa sfera magica, e abbandonati alla bellezza e alla magia che ti trasmette.

4) Assapora Questa magia per qualche minuto

5) Lascia che il potere delle fate ti rigeneri, ti purifichi e ti dia ciò di cui hai bisogno,lascia che la magia delle fate "lavori" in te.
6) Avvolta in quella nebbiolina verde carica di magia, invoca la fata; non domandare una visita (mai dare ordini a una fata!!) invitala gentilmente e con cortesia.
7) Accogli sempre con cortesia il tuo visitatore. Chiedi il suo nome e nel caso in cui non dovessi ricevere risposta, poni fine alla visita (in fondo quando incontri una persona nella vita di tutti i giorni e questa non ti dice il suo nome quando glielo chiedi è perchè ti nasconde qualcosa, giusto?)
8) Non fare mai promesse serie con le fate, loro prendono le promesse troppo seriamente, inoltre hanno un concetto completamente diverso di ciò che è giusto o sbagliato, bene o male per l'uomo.
9) Chiedile in modo chiaro e dettagliato ciò di cui hai bisogno

10) Ringrazia per la visita e per l’eventuale aiuto ricevuto. Non dimenticare di dire alla fata che lascerai fuori dalla finestra o dalla porta un dono per lei durante la notte(tra i doni più apprezzati ci sono: latte, miele, dolci, una pietra preziosa). A questo punto sarà la fata a decidere se diventare tua amica e soprattutto a decidere se lo sarà per un breve, un lungo periodo di tempo o addirittura per tutta la vita. Potrai usare questo rituale per incontrarla tutte le volte che vorrai.

11) Se nel corso del rito ti sei addormentata, lascia lo stesso un dono per la fata perchè tutto può essere accaduto a livello inconscio.
12) Al termine del rito ricordati di prendere contatto con la realtà perchè potresti essere in stati alterati di coscienza. Passa un pò di tempo a prendere contatto con il tuo corpo e se necessario fai un pò di esercizio fisico. Fai questo passo anche se ti senti super sveglia/o, al termine del rito. Le Fate, a qualunque classe appartengano e in qualunque dimensione vivano, sono indissolubilmente legate alla Natura e ai suoi Elementi, per cui tutto ciò che nuoce alla Natura in tutte le sue forme, nuoce anche agli Esseri Fatati.
In generale possiamo affermare che alcuni abitanti del Regno Feerico, più evoluti, sovraintendono al lavorìo costante di quegli “Spiriti” che operano in seno alla Natura (e, più in generale, in seno alla Materia), affinché avvengano quelle trasmutazioni che la rigenerano incessantemente.
Inoltre, spesso le creature del Regno Feerico, pur dimorando in una dimensione parallela a quella umana, proteggono e custodiscono certi siti terreni particolari, ovvero boschi, sorgenti, grotte, alberi secolari, rivestendo il ruolo di vere e proprie sovraintendenti ai beni Naturali di Madre Terra.
Pertanto, il più ovvio portale verso il mondo delle Fate è tutto attorno a noi, nella Natura. Ci sono erbe e piante che possono essere definite sacre alle Fate perché condividono una particolare affinità con i Regni Fatati, ma è importante ricordare che tutta la Natura è a loro sacra.
Le loro vite sono inseparabilmente, potentemente e poeticamente connesse con Madre Natura. La comprensione di questo profondo legame è il loro dono più prezioso per l’umanità.
Per le Fate gli arbusti assumono spesso un significato simbolico, e per questo motivo alcune di loro proteggono sia la singola pianta che l’intera foresta, anche a costo della loro stessa vita.
L’albero rappresenta per una fata o una ninfa una delle fonti da cui trarre preziose energie che consentiranno, a loro volta, sia lo sviluppo di alcuni poteri, che il continuo rinnovamento delle proprie forze. Si può ben comprendere a questo punto il forte legame che intercorre tra la Fata e gli alberi: essi possiedono una immensa energia vitale che solo le Fate sanno comprendere pienamente.

venerdì 18 aprile 2014

La vita segreta del popolo delle fate



Non tutte le tradizioni antiche cedono il passo al mondo moderno, alcune sembrano capaci di adattarsi al mutare delle circostanze. Prendi per esempio le fate, per la gente comune potrebbero essere solo leggende, ma non è così. Basterebbe citare degli esempi relativamente recenti che ho scovato nelle mie ricerche. Nell'estate del 1884, il conducente di un carretto che raccoglie la posta dell' Isola di Man partì una sera per raccogliere i sacchi della posta, come usualmente accadeva avrebbe dovuto rincasare attorno all'una e trenta invece rientrò quattro ore più tardi. Cosa sarà successo ti chiederai, semplice interrogato del motivo del suo ritardo cominciò a raccontare la sua storia. Con serietà disse che a circa dieci chilometri da casa fu circondato da un gruppetto di fate tutte vestite di rosso munite di lanterne, fermarono il cavallo e buttarono tutti i sacchi di posta per la strada iniziando la loro danza intorno a lui. L'uomo raccolse tutto e loro rifecero la stessa cosa ribaltando ancora i sacchi per strada ballando intorno al postino, questo durò fino al mattino fin quando scomparvero nel nulla così come erano comparse. Ora dirai che sembra una favola con riferimenti poltergeist ma non è così perché alle fate piace danzare evidentemente il postino pensando ai sacchi della posta non capì quello che volevano da lui. Questo episodio è stato raccontato, qualche anno più tardi, ad un esperto di storie di fate che confermò l'episodio sostenendo che altre persone avevano avuto incontri in quel periodo.




Un altro incontro con le fate danzanti avvenne nel 1977 e questa volta era un poliziotto che stava pattugliando la sua zona di ronda, verso le due di notte, prese un strada che tagliava due terreni dove, la caligine delle notti estive, formava dei piccoli banchi di nebbia sparsi qua e la. Addentrandosi notò in un campo da gioco tre figure che danzavano, pensò si trattasse di tre ubriachi ma nell'avvicinarsi vide che si trattava di che uno era un uomo non molto alto che indossava un gilet senza maniche e dei pantaloni molto attillati, le altre due erano donne vestite con cuffie, scialli e abiti completamente bianchi. Tutt'e tre tenevano il braccio sollevato come se danzassero attorno ad un albero, prima che il poliziotto potesse avvicinarsi le fate svanirono. Il poliziotto riferì tutto al sergente che non li credette allora ne parlò alla stampa ma l'unico risultato che ottenne fu coprirsi di ridicolo quindi non volle più parlarne. Non ti sembra che leggendo questa testimonianza le fate vogliano stare al passo dei tempi?  Sembrerebbe che il piccolo popolo per sopravvivere ai tempi moderni si adegui di conseguenza sopravvivendo sorprendentemente anche in questa società materialista sempre meno spirituale.




Nel settembre del 1979 alcuni bambini di età compresa fra i quattro e gli otto anni giocavano nel Wollaron park, a Nottingham, hanno vissuto un'esperienza straordinaria. I dettagli del racconto sono stati raccolti dal direttore della scuola che li ha interrogati separatamente dichiarando le stesse cose. Questo è il testo vero che il direttore lasciò dopo l'interrogatorio. Era il crepuscolo, quando i bambini videro una sessantina di ometti, alti all'incirca la metà di loro. Avevano una lunga barba bianca con la punta rossa e il viso rugoso. In testa portavano un copricapo che è  stato descritto come un berretto da notte all'antica, sul genere della calza dei marinai, con un pompon all'estremità. Inoltre portavano giacchette azzurre e calzamaglia gialle. Per quasi tutti i quindici minuti che i bambini hanno trascorso con loro, gli ometti sono rimasti a bordo di piccole automobili. ce n'erano trenta, con due uomini per ciascuna. Le auto non avevano un volante, ma un oggetto rotondo con una maniglia da girare. Non si sentiva rumore di motori ma viaggiavano veloci e potevano saltare ostacoli come tronchi d'albero. Gli ometti inseguivano i bambini ma senza catturarli, anche se avrebbero potuto farlo. I bambini sapevano che era un gioco.  E' molto bello che anche ai nostri tempi si vedano ancora queste cose significa che c'è voglia di cambiamento di vivere in modo diverso e sereno. Personalmente ho sempre avuto la convinzione che tutto può esistere se ci credi fermamente per cui non mi sorprendono affatto questi racconti piuttosto mi stupirebbe il contrario. Ricordati che in questo mondo ti propinano un sacco di storie che altri vogliono farti passare per vere, ma ricorda che solo tu puoi creare la tua realtà quindi il tuo mondo è quello vero non quello che ti costruiscono artificiosamente gli altri.





Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...