sabato 29 luglio 2017

il mondo spirituale

Il concetto di “mondo spirituale” è presente in molte tradizioni religiose, filosofiche e culturali. Con questa espressione si indica generalmente una dimensione dell’esperienza umana legata alla coscienza, ai valori interiori e alla ricerca di significato.

Per alcune persone il mondo spirituale coincide con la fede religiosa; per altre rappresenta un percorso personale di crescita interiore, meditazione o consapevolezza. Non esiste una definizione unica e universale, ma una pluralità di interpretazioni che variano a seconda della cultura e dell’esperienza individuale.

Negli ultimi anni si è diffuso un crescente interesse verso pratiche come la meditazione, la mindfulness e l’introspezione, spesso associate al benessere psicologico e alla riduzione dello stress. Queste pratiche non richiedono necessariamente un credo specifico e possono essere adottate in modo laico.

Esplorare la propria interiorità può aiutare a sviluppare maggiore equilibrio emotivo, empatia e consapevolezza di sé. Tuttavia, è importante mantenere un approccio critico e rispettoso delle diverse visioni del mondo, riconoscendo che ogni persona può trovare significato attraverso percorsi differenti.

Il mondo spirituale, quindi, può essere visto non come una realtà separata, ma come una dimensione dell’esperienza umana legata alla ricerca di senso, connessione e crescita personale.


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Fu durante una sessione di regressione che Newton, in preda ormai a una certa frustrazione, le chiese se c’era mai stato un tempo in cui si fosse trovata insieme a tutti i suoi amici. La donna si illuminò e rispose di sì. A quel punto, Newton le chiese di andare a quel tempo e, dopo pochi istanti, la donna sorrise raggiante: eccola, era lì, insieme a tutti loro. Newton non capiva. Dove si trovava la donna? “Dove ti trovi?” le chiese. “Nel mondo spirituale!” rispose lei senza esitazione.

La svolta decisiva nella carriera di Newton ebbe luogo in quell’attimo.

Nei giorni seguenti, ossessionato da quel che era accaduto nel suo studio e che non riusciva a spiegarsi, cominciò a riascoltare la cassetta più volte. Durante le regressioni di altri pazienti, decise quindi di chiedere loro di andare nel “mondo spirituale”, cercando di mettere insieme i pezzetti di un puzzle sconosciuto.

Le ricerche di Newton si svolsero in solitudine e in segreto fino agli anni ’80, quando – dopo aver raccolto migliaia di testimonianze – si decise a scrivere il suo primo libro, “Journey of souls” (“Il viaggio delle anime”), pubblicato infine nel 1994. Il contenuto aveva a che fare con una scoperta di enormi proporzioni spirituali.Newton affermava che era possibile rievocare i ricordi che seguono l’uscita dell’anima dal corpo fisico e che si estendono fino alla soglia dell’incarnazione successiva. In poche parole, Newton offriva la possibilità di accedere ai misteri della “vita dopo la morte”: il suo libro era la riproduzione fedele di diverse regressioni ipnotiche nella “vita tra le vite” (ne erano state raccolte circa 7000) e riportava le fasi dell’esperienza spirituale compiuta dall’anima dopo la morte fisica.

Oggi il frutto di quasi 40 anni di ricerche del Dott. Newton, è racchiuso oltre che in “Journey of souls”, anche in “Destiny of souls” (“Il destino delle anime”), quest’ultimo pubblicato nel 2004. A questi due libri, se ne è aggiunto un terzo, “Memories of the Afterlife” (“Memorie dall’Aldilà”), pubblicato nel 2009 in collaborazione con altri ipnoterapeuti esperti di regressione nella “vita tra le vite”, in cui alle regressioni è seguito uno studio per determinare a distanza di tempo quali influenze avesse avuto la rievocazione dell’esperienza nell’aldilà, sulla vita dei soggetti trattati.

Questi tre libri, best-seller tradotti in oltre 25 lingue, hanno finito per rappresentare una sorta di “mappa” animica del mondo spirituale riuscendo a tracciare la sequenza di eventi che l’anima sperimenta dal momento della morte fisica fino alla scelta di tornare ancora una volta nel mondo terreno. Gli argomenti trattati nei tre libri comprendono molte tematiche finora sconosciute. Tra le altre, viene descritto come ci si sente nel momento della morte e che cosa si percepisce subito dopo; come si tenta di comunicare con chi rimane sul piano terreno; l’incontro con le guide spirituali; la descrizione dei vari piani astrali; i sistemi dei “gruppi di anime” e le dinamiche del gruppo di appartenenza; la revisione della vita appena trascorsa e le opzioni che non sono state considerate; il Consiglio di Anziani che aiuta l’anima a comprendere le lezioni animiche; il concetto di evoluzione dell’anima; la scelta del corpo per l’incarnazione successiva e la preparazione al ritorno sulla Terra.

Ciò che è davvero sorprendente nelle ricerche di Newton è che migliaia di soggetti di razza, religione, età, credo, cultura e provenienza diversi raccontano tutti lo stesso viaggio, con modalità solo leggermente differenti. Quando gli viene chiesto come faccia ad essere certo che le testimonianze da lui raccolte siano in buona fede e non frutto di fantasia, Newton risponde: “Be’ una delle cose che deve fare un ricercatore onesto è quella di non suggerire le risposte. Questo è l’unico modo per raccogliere dei dati ‘puri’. Ho trattato ogni caso come se stessi sentendo il racconto dell’Aldilà per la prima volta. Non ho mai chiesto: Vedi questo o questo? quanto piuttosto: Che cosa vedi ora? All’inizio ho avuto paura che fossero solo fantasie, anche se sapevo che è praticamente impossibile fantasticare sotto ipnosi profonda. Ma quello che mi ha spinto a continuare è stata la consistenza dei dati che raccoglievo. Ero impressionato dal fatto che non importava a quale religione, razza o cultura appartenesse il soggetto: sotto ipnosi profonda tutti raccontavano gli stessi dettagli. Inoltre, ho addestrato centinaia di ipnoterapeuti ad accedere nella ‘vita tra le vite’ e oggi i dati raccolti da loro, e che provengono da tutto il mondo, confermano le mie scoperte”.




L’inizio del viaggio nell’Aldilà: la transizione dopo la morte

Secondo le testimonianze raccolte da Newton e dai suoi collaboratori, le anime che lasciano il corpo fisico vengono immediatamente accolte da una guida spirituale o da persone conosciute in vita e che hanno già lasciato il piano terreno. Sebbene, il viaggio cominci quasi subito, non tutte le anime fanno immediato ritorno nell’Aldilà. Ci sono anime che sono state così seriamente danneggiate dall’esperienza terrena da non riuscire a tornare al mondo animico dopo l’uscita dal corpo fisico e che finiscono per ritrovarsi in un “luogo” di transizione.

A questo gruppo (meno numeroso rispetto a quello di chi fa immediato ritorno “a casa”), appartengono due tipi di anime: coloro che non accettano la dissoluzione del loro corpo fisico e lottano per non tornare al mondo dello spirito per motivi di angustia personale, e quelle anime che hanno compiuto o sono state complici di crimini molto gravi.

Mentre il primo gruppo di anime ha bisogno di “adattarsi” alla nuova condizione e, con il tempo accetta l’idea di proseguire il viaggio; alle anime che hanno perpetrato crimini atroci viene concesso l’accesso al mondo animico in un luogo separato e isolato. La decisione che si conclude con l’isolamento viene presa con le proprie guide spirituali nei momenti successivi alla morte fisica: l’isolamento ha il solo scopo di aiutare l’anima a prendere consapevolezza del proprio operato, e il peso della propria coscienza e dei propri rimorsi sembrano essere l’unica “condanna”.

Libri sull’argomento

Dal momento che il male può prendere diverse forme sul piano terreno, le istruzioni spirituali e il tipo di isolamento utilizzato per ciascun anima sono diversi. Anche il periodo di isolamento e di indottrinamento da parte delle guide non è predeterminabile. Il dott. Newton, per esempio, ha raccolto testimonianze che riguardano i cosiddetti “spiriti malevoli”: molti di loro tornerebbero sulla Terra subito dopo un periodo di isolamento, al fine di espiare il proprio operato malevolo attraverso un’incarnazione migliore.

Comunque tutte le anime, a prescindere dall’esperienza avuta sulla Terra, approdano a una sorta di “porto centrale” nel mondo dello spirito, che Newton chiama “l’area di sosta”: in questo luogo simbolico simile a un “centro direzionale” (si tratta ovviamente di una metafora: i luoghi animici sono quasi indescrivibili con parole umane…), le anime vengono raccolte e poi orientate verso il proprio gruppo di appartenenza. La caratteristica più straordinaria di questo luogo è la sensazione che ci sia una grande forza mentale che dirige tutto in base a un’armonia misteriosa. I soggetti intervistati sotto ipnosi si riferiscono a questo luogo come a “un luogo di puro pensiero”.

I gruppi di anime e il Consiglio degli Anziani

A questo punto, l’anima fa ritorno al gruppo di appartenenza (a meno che non si tratti di anime molto giovani o di anime che vengono isolate per altre ragioni). Le anime che compongono il gruppo sono “anime compagne” di vecchia data, strettamente unite per l’eternità, che posseggono lo stesso livello di consapevolezza. Questi gruppi affiatati sono spesso composti da anime affini che mirano a obiettivi comuni a cui lavorano continuamente, anche aiutandosi a vicenda. Di solito, alcuni membri di uno stesso gruppo scelgono di incarnarsi contemporaneamente rivestendo il ruolo di parenti o di amici intimi proprio per lavorare insieme a un obiettivo comune.

Dopo essere ritornati nel gruppo animico di appartenenza (che include in media da 8 a 15 membri), le anime sono chiamate a comparire davanti al “Consiglio degli Anziani”. Sebbene non si tratti di un Consiglio d’accusa, il suo scopo è quello di aiutare l’anima ad esaminare il proprio operato terreno prima di ritornare alle attività del gruppo di appartenenza. Il Consiglio è composto da “anime profondamente amorevoli e altamente evolute” che danno l’impressione di essere molto antiche..
I diversi livelli delle anime

Secondo Newton, il collocamento all’interno di un gruppo specifico è determinato dal livello di evoluzione. Nelle sue ricerche, Newton ha riconosciuto tre livelli: le anime principianti, quelle intermedie e quelle evolute. Con umiltà ammette di non essere potuto andare oltre, perché – ovviamente – le sue testimonianze provengono da anime ancora soggette al ciclo di incarnazioni terrene e gli è stato quindi impossibile “esplorare” l’esistenza di anime ormai evolutesi al di là dell’esistenza terrena. Con una certa ironia, afferma soprattutto che un’anima altamente evoluta non ha bisogno di cercare un terapeuta esperto di regressione per risolvere i conflitti relativi al suo piano di vita!


Le anime principianti

Ci sono due tipi di anime principianti: le anime che si reincarnano sulla Terra da poco tempo e le anime che si stanno reincarnando da un tempo relativamente lungo, ma che rimangono ancora immature. Newton crede che quasi i tre quarti di tutte le anime attualmente incarnate sulla Terra siano ancora nelle fasi iniziali di sviluppo. Le anime concludono il loro ciclo di incarnazione sulla Terra quando raggiungono la piena maturità.

Sempre secondo le scoperte di Newton, l’anima principiante può vivere una serie di vite in uno stato di confusione e di inefficienza a causa dell’influenza di un “curriculum terreno” molto diverso dalla coerenza e dall’armonia propria del mondo dello spirito. Anime meno sviluppate non esercitano la propria volontà spirituale e tendono a rassegnarsi al volere della società, finendo per essere incastrate in strutture socio-economiche di subordinazione. L’anima inesperta tende ad essere trattenuta dal realizzare il proprio compito spirituale dalla mancanza di un pensiero indipendente. Queste anime hanno anche una certa propensione all’egoismo e all’egocentrismo e non riescono ad accettare facilmente gli altri per quello che sono. Non c’è anima che nel passato non sia stata principiante.

Le anime intermedie

Non appena le nostre anime avanzano al livello intermedio di sviluppo, l’attività di gruppo viene notevolmente ridotta. Questo non significa che si ritorni a quel tipo di isolamento che caratterizza le anime “nuove”. Piuttosto, le anime che evolvono al livello intermedio hanno meno interazione con il gruppo primario di appartenenza, perché hanno acquisito la maturità e l’esperienza per operare in modo più indipendente. Per queste anime, la pausa tra un’incarnazione e l’altra è più lunga.

Queste anime sono finalmente pronte a prendersi responsabilità più importanti. Il rapporto che li lega alle loro guide spirituali disincarnate si trasforma da quello tipico tra maestro e allievo a quello tra compagni di lavoro. Come le guide spirituali sono arrivate nel passato ad avere il loro gruppo di studenti così, per queste anime intermedie, arriva il momento per sviluppare competenze didattiche che alla fine le qualificheranno per fare da guida a qualcun altro.

Questa è una tappa significativa per lo sviluppo di un’anima, perché pian piano le vengono date maggiori responsabilità in riferimento all’istruzione di anime più giovani. Nessuno però raggiunge il grado di “guida” da un giorno all’altro. Come per molti altri aspetti della vita dell’anima, tutti noi siamo accuratamente testati. I livelli intermedi sono periodi di prova per potenziali insegnanti. I nostri mentori ci assegnano un’anima di cui prenderci cura e poi valutano le nostre prestazioni da “leader” sia durante che dopo l’incarnazione fisica.

Solo se questo addestramento preliminare ha successo veniamo autorizzati a diventare delle “guide junior”. Il non essere adatti all’insegnamento non impedisce però a un’anima di raggiungere il livello avanzato. Ogni guida, esattamente come chiunque altro, possiede capacità e limiti specifici. Nel momento in cui raggiungiamo il livello avanzato, le nostre attitudini animiche specifiche sono ben note nel mondo dello spirito. E’ per questo che ci vengono dati doveri animici da realizzare sulla Terra commisurati alle nostre capacità. Secondo Newton, esistono infiniti modi di apprendimento capaci di portare ciascuno di noi ad acquisire la pienezza spirituale.
Le anime avanzate

Newton propende a credere che le persone sulla Terra che possiedono anime antiche ed altamente evolute siano scarse. Di solito, queste anime sono vere e proprie guide incarnate. Mentre gestiscono con relativa facilità le questioni esistenziali con cui lotta ancora la maggior parte di noi, queste anime avanzate sono più interessate ad apportare piccole rifiniture a compiti specifici di grande valore spirituale.

Quando appaiono come figure pubbliche sono facilmente riconoscibili (si pensi a Madre Teresa); tuttavia, è più usuale che un’anima avanzata assolva il proprio compito in maniera tranquilla e discreta. Senza mostrare alcuna auto-indulgenza, la loro realizzazione consiste nel migliorare la vita di altre persone. Di solito, si concentrano meno sulle questioni istituzionali e più sul miglioramento dei valori umani a livello individuale.

La caratteristica peculiare di un’anima avanzata è la pazienza che dimostra nei confronti della società, insieme ad una straordinaria abilità nell’affrontare ciò che le accade nella vita. Caratteristiche dominanti di queste anime avanzate sono un eccezionale intuito e una straordinaria capacità introspettiva. Questo non vuol dire che la vita non abbia insidie karmiche per loro, perché altrimenti non sarebbero qui. Possono essere trovate in tutte le sfere della società, ma per lo più ricoprono ruoli professionali di aiuto o sono in qualche modo impegnate a combattere le ingiustizie sociali. L’anima avanzata irradia compostezza, gentilezza e comprensione verso gli altri. Non essendo motivata da un interesse personale, può non prendere in giusta considerazione i propri bisogni fisici e vivere in condizioni a volte molto modeste.




Il ritorno sulla Terra

Prima o poi arriva il momento in cui l’anima deve nuovamente lasciare il santuario del mondo spirituale per imbarcarsi in un altro viaggio sulla Terra. Non si tratta di una decisione facile. Le anime devono prepararsi a lasciare un mondo di saggezza totale dove vivono in uno stato di beatitudine e di libertà per occuparsi delle esigenze fisiche e mentali di un corpo fisico. Una volta tornati nel mondo spirituale, le anime hanno dubbi quando si tratta di lasciare anche solo temporaneamente un mondo di auto-consapevolezza, unione reciproca e compassione per ritornare su un pianeta dominato dall’incertezza e dalla paura a causa di esseri (umani) aggressivi e competitivi. Pur avendo una famiglia e amici terreni, molte anime incarnate si sentono sole e anonime quando si ritrovano all’interno di una popolazione terrena così vasta.

Il recupero energetico dopo un’incarnazione e il ristabilimento dell’equilibrio personale nel piano animico può richiedere più tempo per alcune anime rispetto ad altre, ma alla fine tutte le anime trovano lo stimolo a continuare il ciclo di incarnazioni (che deve essere necessariamente completato una volta iniziato). Se è vero che il nostro ambiente spirituale è difficile da lasciare, è anche vero che come anime disincarnate tendiamo a ricordare i piaceri fisici della vita sulla Terra con nostalgia e affetto.

Quando le ferite di una vita passata vengono guarite e siamo di nuovo completamente in armonia con noi stessi, sentiamo la spinta ad esprimere la nostra identità anche attraverso un corpo fisico. Gli incontri con le nostre guide animiche e con i membri del nostro gruppo di appartenenza ci hanno fornito quell’aiuto spirituale che ora ci permette di essere pronti per la nostra prossima vita. Il nostro karma relativo alle azioni passate verso l’umanità, i nostri errori e successi sono stati valutati secondo un’ottica futura che vuole aiutarci a volgere al meglio i nostri sforzi terreni. L’anima deve ora assimilare tutte queste informazioni e agire intenzionalmente sulla base di tre questioni principali:

(1) Sono pronto per una nuova vita fisica?
(2) A quali lezioni specifiche devo sottopormi per far avanzare il mio livello di apprendimento e per evolvermi?
(3) Dove devo andare e chi devo essere nella mia prossima vita per avere le migliori opportunità di crescita e di realizzazione dei miei obiettivi?

Una volta che l’anima ha deciso di tornare ad incarnarsi, la fase successiva consiste nell’avere indicazioni sul quando e dove. Le anime, infatti, considerano quando e dove vogliono andare sulla Terra prima di decidere chi saranno nella loro nuova vita. Newton spiega che molti soggetti hanno difficoltà a descrivere il luogo in cui viene selezionata la vita successiva e che quasi tutti tendono ad usare delle metafore. Molti si riferiscono a questo luogo come a un cinema che permette alle anime di vedere se stesse nel futuro, con ruoli diversi in contesti diversi.

In questo luogo di selezione, le nostre anime visionano in anteprima molteplici scelte. Quando lasciamo questa zona, la maggior parte delle anime ha già una propensione verso una scelta piuttosto che un’altra. Tuttavia, i nostri consiglieri spirituali ci danno la possibilità di riflettere a lungo su tutto quello che abbiamo visto del nostro futuro prima di prendere la decisione definitiva.

Dopo che le anime hanno completato le consultazioni con le loro guide e con i membri del proprio gruppo a proposito delle diverse implicazioni fisiche e psicologiche legate a una particolare scelta, la decisione di incarnarsi viene presa. Sarebbe logico supporre che la partenza per la Terra sia immediata: in realtà questo non avviene prima che si sia verificata un’altra importante fase di preparazione. Il luogo in cui le anime si recano per accedere a questa fase finale viene chiamata da Newton “classe di riesame”. Uno delle ultime richieste prima di imbarcarsi per la Terra è, infatti, quella di presentarsi al Consiglio degli Anziani per la seconda volta. Il mondo spirituale è un luogo governato dall’ordine e gli Anziani vogliono rafforzare la consapevolezza di un’anima in riferimento ai compiti spirituali dell’incarnazione che si sta per intraprendere. Dopo questo incontro, alcune anime ritornano al gruppo di appartenenza per salutare i compagni, mentre altri preferiscono partire immediatamente per l’incarnazione terrena. Questa è l’ultima possibilità che viene data alle anime di godere della totale consapevolezza della propria vera essenza prima di adattarsi a un nuovo corpo e a una nuova “avventura” terrena.

Alessia Giovannini 2008-2010 (titolo originale: Misteri: la vita dopo la morte)

giovedì 27 luglio 2017

Armonica della Coscienza: livelli di consapevolezza e crescita interiore



L’Armonica della Coscienza: Comprendere i Livelli della Consapevolezza

Nel percorso di crescita interiore molte tradizioni spirituali hanno cercato di descrivere il modo in cui la coscienza umana evolve e si trasforma nel tempo. Filosofi, mistici e studiosi della spiritualità hanno spesso utilizzato immagini simboliche per spiegare questo processo complesso.

Una di queste immagini è quella dell’“armonica della coscienza”, una metafora utilizzata per rappresentare i diversi livelli di consapevolezza che una persona può sperimentare durante il proprio cammino interiore.

Questa idea non appartiene a una sola tradizione religiosa o filosofica, ma si ritrova in varie forme in insegnamenti spirituali, psicologici e filosofici che cercano di spiegare la relazione tra mente, emozioni e percezione della realtà.

La coscienza come processo di evoluzione interiore

Secondo molte correnti di pensiero, la coscienza non è un elemento statico ma un processo dinamico che può svilupparsi nel corso della vita.

Ogni individuo attraversa fasi di maturazione che coinvolgono diversi aspetti della propria esperienza:

  • la dimensione fisica

  • la dimensione emotiva

  • la dimensione mentale

  • la dimensione spirituale

Queste dimensioni non sono separate tra loro, ma fanno parte di un sistema interconnesso che contribuisce alla crescita personale e alla comprensione più profonda di sé stessi.

Nel corso della vita, le esperienze, le relazioni e le riflessioni personali possono portare a una maggiore consapevolezza del proprio mondo interiore.

Il significato simbolico dell’armonica

L’immagine dell’armonica viene utilizzata per descrivere i diversi “livelli” o “frequenze” della coscienza.

Così come una scala musicale è composta da più note che insieme creano armonia, allo stesso modo la coscienza può essere vista come un insieme di livelli che rappresentano diverse modalità di percezione e di comprensione della realtà.

Secondo questa interpretazione simbolica:

  • i livelli più basilari sono legati alla sopravvivenza e agli istinti primari

  • i livelli intermedi riguardano le emozioni, i pensieri e la costruzione dell’identità personale

  • i livelli più elevati sono spesso associati a stati di maggiore consapevolezza, empatia e visione spirituale della vita

È importante sottolineare che queste descrizioni sono metafore utilizzate in contesti spirituali e filosofici, non modelli scientifici.

Consapevolezza e crescita personale

Nel lavoro su sé stessi, molte tradizioni spirituali suggeriscono che la crescita interiore passi attraverso lo sviluppo della consapevolezza.

Questo significa imparare a osservare:

  • i propri pensieri

  • le proprie emozioni

  • le reazioni automatiche

  • i modelli comportamentali ripetitivi

Diventare consapevoli di questi aspetti può aiutare una persona a comprendere meglio il proprio modo di vivere e di relazionarsi con il mondo.

Molte persone utilizzano strumenti come:

  • meditazione

  • riflessione personale

  • studio filosofico

  • pratiche di consapevolezza

per sviluppare una maggiore attenzione verso il proprio mondo interiore.

L’equilibrio tra mente, emozioni e spirito

Il concetto di armonica della coscienza suggerisce che la crescita interiore non consiste nel rifiutare una parte della nostra esperienza, ma piuttosto nel trovare equilibrio tra le diverse dimensioni della vita.

Quando pensieri, emozioni e valori interiori entrano in armonia tra loro, diventa più facile affrontare le sfide della vita con maggiore lucidità e serenità.

Molti percorsi di crescita personale pongono quindi l’accento su valori come:

  • l’equilibrio interiore

  • la consapevolezza di sé

  • la responsabilità personale

  • la compassione verso gli altri

Questi elementi vengono spesso considerati fondamentali per costruire una vita più consapevole.

Un viaggio personale

Il percorso della coscienza è profondamente personale. Ogni individuo vive il proprio cammino interiore in modo diverso, influenzato dalla cultura, dalle esperienze e dalle convinzioni personali.

L’idea dell’armonica della coscienza può quindi essere vista come una metafora utile per riflettere sul proprio sviluppo interiore, piuttosto che come una struttura rigida o universale.

Conclusione

La metafora dell’armonica della coscienza rappresenta un modo affascinante per descrivere il processo di crescita interiore e di espansione della consapevolezza.

Anche se le interpretazioni possono variare tra diverse tradizioni spirituali e filosofiche, il messaggio principale rimane simile: la consapevolezza di sé può svilupparsi nel tempo attraverso esperienza, riflessione e apertura mentale.

Il viaggio interiore, come ogni percorso umano, è fatto di scoperta, apprendimento e trasformazione.

mercoledì 26 luglio 2017

La meditazione creativa di Roberto Assagioli

Roberto Assagioli nel suo “A Course on meditation” afferma che il metodo principale per usare il potere del pensiero è la meditazione. Questa altro non è che un’azione interna e deve essere utilizzata da tutti gli uomini e le donne di buona volontà per portare cambiamenti positivi in se stessi e per servire il mondo. La meditazione è anche una attività di gruppo, perché in meditazione ci uniamo ad un livello di coscienza più elevato con altre persone aventi gli stessi propositi aumentando il potere e l’armonia individuale.
Generalmente, continua Assagioli, la meditazione non viene riconosciuta come una ”azione” interna. Solitamente viene considerata un processo per acquietare la mente e fare il vuoto dentro di sé. Il silenzio interiore per lui non è vuoto, ma piuttosto una esplorazione dei mondi interiori. In essi ha origine tutto ciò che accade nel mondo esterno, e per tale ragione i mondi interiori sono molto più reali del mondo visibile. Noi mettiamo in atto l’azione interna del pensiero continuamente, anche quando non ce ne accorgiamo. Tutto quello che l’uomo ha creato sulla terra è nato da un’idea. Il pensiero costruisce i nostri atteggiamenti, le nostre relazioni e l’intera vita. Punto fondamentale della teoria di Assagioli è che, poiché il pensiero crea, ognuno di noi può coscientemente usare il pensiero creativo e partecipare attivamente alla costruzione del mondo futuro. La mente è uno strumento creativo e ci può collegare con le nostre potenzialità più elevate. Il pensiero è una energia che possiamo usare per sviluppare le qualità, le attitudini e le condizioni che noi pensiamo dovrebbero prevalere. Usando il pensiero coscientemente e creativamente, possiamo cambiare noi stessi, la nostra vita e l’ambiente esterno.
La meditazione richiede concentrazione, riflessione e comprensione, ricettività, chiarezza nella formulazione di idee o pensieri, visualizzazione dei modi in cui questi possono esternarsi. È un vero e proprio processo di costruzione.
Il primo passo anche nella meditazione creativa consiste nel calmare la mente e le emozioni attraverso il respiro. Il potere dell’aspirazione e il desiderio della volontà di sollevarsi verso una nuova area di coscienza vengono in aiuto della concentrazione, ma è necessario avere il controllo sulla mente. E’ necessario portare nella meditazione anche lo spirito della gioia, perché questa porta con sé una profonda forza interiore, assicurando la cooperazione del livello emotivo. L’altra attitudine necessaria è il distacco dalle emozioni e da pregiudizi e preconcetti, opinioni, pensieri e reazioni precostituite. Dobbiamo liberarci dalle “forme pensiero” imposte dal nostro background, tradizioni, ambiente sociale, famiglia e imparare ad esserne liberi per creare pensieri nuovi, chiari e liberi, e ricevere senza distorsioni le impressioni e le energie che possono provenirci dai piani di coscienza più alti.
Per la meditazione è necessaria una attenta preparazione; la scelta di un luogo tranquillo e la lettura di testi sull’argomento su cui si andrà a meditare sono fattori che aiutano. Successivamente si dovranno calmare le tensioni fisiche, emotive e mentali fino a raggiungere un certo grado di rilassamento. Come per la maggior parte delle forme di meditazione il rilassamento si ottiene tramite il respiro calmo e ritmato.
Se il rilassamento fisico si ottiene col respiro, quello emotivo si raggiunge osservando le proprie emozioni da un centro “esterno” a se stessi, senza sentirsi identificati con esse. Osservandole come dall’esterno, le emozioni si dissolvono a poco a poco. Il rilassamento mentale non può essere ottenuto completamente nella fase preparatoria ma è importante raggiungere un certo grado di disidentificazione dall’attività della mente sempre ponendosi dal punto di vista dell’”Osservatore” esterno.
A questa fase di rilassamento segue quella dell’elevazione, con cui si cerca di dirigere l’aspirazione del cuore e l’attenzione della mente verso il Sé. E dopo essersi disidentificati dal corpo e dall’emozioni ci si identifica con il Sé.
Assagioli usa la simbologia dello scalare una montagna. Prima usiamo il simbolo con l’immaginazione (la montagna) e poi ci identifichiamo con il suo significato.
Tramite la mente possiamo espandere la nostra consapevolezza oltre i normali livelli di attività mentale e arrivare al mondo dei significati, delle pure idee, e al supercosciente, creando così un collegamento tra questi livelli.
L’aspirazione è fondamentale ed è diretta dalla volontà. Assagioli paragona un missile che conquista la gravità grazie all’energia propellente che lo lancia in orbita attorno alla terra al modo in cui proiettiamo in alto il nostro centro di coscienza, attraversando le sfere delle emozioni e dell’immaginazione, per penetrare nel mondo del pensiero e del transpersonale. La nostra energia propellente è l’aspirazione.



Secondariamente il missile si approccia al campo gravitazionale di un altro centro di attrazione, allo stesso modo in meditazione veniamo in contatto con centri di energia interiore sempre più alti .
L’energia propellente permetterà ancora al missile di girare intorno al nuovo centro, restando in orbita. Lo stesso si può dire della coscienza individuale quando penetra in livelli di coscienza interiori sempre più alti. La coscienza, come il missile, deve essere capace di rimanere “in orbita”, giusto il tempo necessario per il suo scopo che è quello di registrare tutto ciò che può provenire dal centro attorno al quale orbita.
È come salire una scala interiore verso il Sé trans personale e contattarlo per brevi istanti. Quando si raggiunge il punto più alto è possibile uno scambio tra mente e Sé, in una sorta di dialogo interiore.
Così come il missile riceve informazioni e le registra con i suoi strumenti, così noi registriamo e interpretiamo le idee che ci provengono dalle regioni più elevate. Infine tutto questo deve essere integrato con la nostra precedente conoscenza e utilizzato.
Fondamentale è poi il controllo del missile e la conoscenza della sua posizione rispetto alla terra. Analogamente non deve mai essere perso il controllo della coscienza, che deve restare sempre attiva e vigile per tutta la durata della meditazione.
La preghiera e l’invocazione completano la fase della ricerca di un contatto con il Sé.
Per espandere la nostra coscienza e “mandare il missile in orbita” è necessaria la concentrazione mentale. La mente, come sappiamo, è spesso incontrollabile nella sua attività continua ed è come se avesse una vita sua propria. Bisogna perciò imparare a concentrare la mente usando la volontà. Anche per essere un “osservatore” dello scorrere del proprio “fiume “ mentale è necessaria una grande concentrazione.
La fase della meditazione ricettiva, il rimanere in orbita del missile attorno a un centro di coscienza più elevato per registrare informazioni, ha come funzione la ricezione da parte della mente della “luce” sul soggetto su cui si medita. La mente cerca di mettersi in sintonia con il Sé trans personale per ricevere una ispirazione, un’intuizione, una illuminazione, spesso capaci di cambiare l’intera personalità. L’energia o l’idea ricevuta discende in noi e viene accolta, con consapevolezza.
L’attività spontanea della mente deve essere ridotta al minimo e il silenzio interiore è necessario per ricevere e registrare influenze superiori. Mantenere il silenzio interiore non è facile ed è un atto di volontà. In pratica, nella meditazione ricettiva, dirigiamo l’0cchio della mente al di sopra, su un livello superiore, con l’attenzione rivolta a recepire messaggi e indicazioni provenienti da queste aree di coscienza più elevate, con pazienza e attenzione perché restiamo in attesa di impressioni provenienti dal Sé Transpersonale.
L’ispirazione che scaturisce da questo percorso permea e vivifica l’intero essere e se il processo continua diventiamo sempre più in armonia con noi stessi e con il mondo.
I metodi recettivi sono diversi: si possono ricevere impressioni visive e uditive, o il bisogno di agire o visioni simboliche. Queste impressioni sono “insight” , intuizioni che ci fanno vedere le soluzioni dei problemi o avere delle idee brillanti. L’intuizione o insight è la comprensione della vera natura di qualcosa, della sua essenza. I messaggi sono spesso brevi e incisivi e comprendono spesso consigli saggi, a volte le risposte a delle domande che la mente si era posta in precedenza.
Un’altra forma di recettività è il contatto, cioè un allineamento con il Sé che ci permette gradualmente di unirci o identificarci con esso, anche se parzialmente o momentaneamente. Questo “tocco” del Sé ci armonizza e ricarica di energia, di coraggio e di gioia. Infine possiamo ricevere impressioni dal Sé che si manifestano come bisogno di agire, di fare qualcosa o di servire, cambiare qualcosa in noi stessi o all’esterno.
Dopo la ricezione c’è la fase della registrazione. Ogni impressione dovrebbe essere immediatamente ed accuratamente scritta.
È bene poi proseguire con una breve meditazione riflessiva, che consolida anche l’abilità di usare la mente come strumento obbediente alla volontà.
La fase riflessiva è un processo strettamente mentale. È un pensare sequenziale e coordinato su un determinato soggetto, cercando di chiarire e sviluppare idee e impressioni colte nella fase ricettiva.
Come abbiamo detto la mente è indipendente dall’Io centrale e dalla volontà, in quanto continuamente interferisce con le emozioni, desideri, immagini e sollecitazioni esterne. Questa attività mentale non si può definire propriamente “pensare”. Infatti la mente funziona in un modo ordinato e produttivo solo in presenza di bisogni e interessi. Nella fase riflessiva si riflette sul soggetto definito e in questo caso la meditazione diventa un flusso di pensieri riguardanti l’oggetto su cui si è concentrati.
Lo stadio creativo ha lo scopo principalmente di creare un pensiero o un’idea ben definiti ed effettivi, successivamente caricandoli dell’energia delle emozioni e infine animandoli con la volontà.
Si tratta di immaginare i pensieri definiti mentre scendono in manifestazione e infonderli dell’energia del sentimento, con gratitudine, accoglienza e desiderio. Con un atto di volontà, affermare che essi possono manifestarsi e irradiare telepaticamente queste “ forme pensiero”, o pensieri formulati, verso il mondo esterno, ripetendoli in forme concise, o pianificando azioni pratiche per portarli in manifestazione.
La meditazione viene chiusa con la benedizione amorevole di tutti gli esseri viventi e sentimenti di gratitudine e ringraziamento e con la preghiera o l’invocazione che esprimono la ferma amorevole volontà di portare in manifestazione un mondo migliore e più spirituale.

scienza e ragione


Nell’Europa del Seicento la rivoluzione scientifica consentì un grande sviluppo delle conoscenze umane
Nel Settecento si sviluppò un movimento di idee, l’Illuminismo, fondato sul ragionamento, la tolleranza, la libertà di giudizioRivoluzione scientifica e Illuminismo determinarono cambiamenti nel campo civile, economico e sociale Nel Seicento si verificò un grande progresso nelle conoscenze scientifiche, definito nell’insieme dagli storici come "rivoluzione scientifica Il primo degli scienziati seicenteschi fu Galileo Galilei (1564-1642), che elaborò il metodo sperimentale. Con l’uso del cannocchiale riuscì a verificare la validità della teoria eliocentrica di Copernico, secondo la quale la Terra ruota intorno al Sole. Per questo fu costretto dalla Chiesa a rinnegare le sue teorie, che allora sembrarono in contrasto con la Bibbia. Enorme rilievo ebbero gli studi di Isaac Newton (1642-1727) che formulò la legge di gravitazione universale. Ma alla rivoluzione scientifica contribuirono anche numerosi altri grandissimi studiosi, come i francesi Cartesio e Pascal, i tedeschi Keplero e Leibniz, l’italiano Torricelli, l’inglese Boyle. Anche la medicina fece grandi progressi, specialmente nel Settecento, quando l’inglese Edward Jenner scoprì il vaccino contro il vaiolo. La mentalità razionale nata con la rivoluzione scientifica ebbe riflessi importantissimi anche sugli studi relativi al comportamento dell’uomo e alle sue idee. Il movimento culturale che ne segui fu detto Illuminismo perché ispirato dai "lumi della ragione". Scienziati e filosofi dell’epoca contrapposero la ragione, la libertà e la tolleranza all’autoritarismo dei secoli precedenti.  

Le idee illuministiche influirono anche sul pensiero politico. Montesquieu sostenne che all’interno di uno Stato esistono tre diversi poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Per evitare arbìtri e soprusi essi devono restare divisi (principio della separazione dei poteri). Voltaire insistette sulla tolleranza. Rousseau affermò che ogni Stato deve fondarsi su un patto (o contratto) volontario fra i cittadini. Gli stessi devono avere uguali diritti e doveri di fronte alla legge.   Lo spirito illuminista si sviluppò in tutti gli ambiti del sapere e diffuse idee di grandissimo rilievo per la nostra cultura. In campo economico fu sottolineata la necessità di lasciare liberi gli scambi delle merci e, in generale, le attività economiche e produttive. LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICASi usa la parola "rivoluzione" per indicare un avvenimento o un insieme di avvenimenti che segnano un cambiamento totale e duraturo e una decisa rottura col passato. Il più delle volte, questo termine si riferisce a eventi storici che sono la causa di radicali mutamenti di ordine politico-sociale (ad esempio: la Rivoluzione Francese). Si può tuttavia usare anche per fenomeni di altro tipo e in particolare per nuove idee o conoscenze, di particolare rilievo per la storia del sapere umano.In questo senso, col nome di rivoluzione scientifica si indicano una serie di scoperte, ma anche una diversa mentalità verso gli studi e le ricerche. Esse si svilupparono nell’Europa del Seicento grazie all’opera di numerosi studiosi tra i quali l’italiano Galileo Galilei e l’inglese Isaac Newton.
IL PROGRESSO DELLA SCIENZA Alla parola "rivoluzione" se ne è poi affiancata un’altra: "progresso". Progredire significa "camminare avanti", cioè passare da una situazione a un’altra che giudichiamo migliore. In genere si parla di progresso . Nel mondo antico, e soprattutto in quello medioevale, la storia non era vista come un cammino dell’uomo verso forme di società o di cultura più avanzate, ma come un continuo ritorno di fatti e di esperienze già vissuti nel passato. Da questo derivava il grande rispetto che il Medioevo nutriva per i grandi testi dell’antichità e la sua continua ricerca di una spiegazione dei fenomeni naturali nella lettura della Bibbia o di un grande filosofo antico come Aristotele ( IV sec. A.C. ), piuttosto che nell’osservazione della realtà.L’idea che l’uomo, nel corso della storia, possa continuamente sviluppare e migliorare le sue conoscenze trovò la sua base in un atteggiamento dell’Umanesimo e del Rinascimento: l’apertura dell’uomo verso la natura e le sue leggi e la fiducia in se stesso e nella propria capacità di scoprirle.
Newton e la legge della gravitazione universale Isaac Newton (1642-1727) fu matematico e professore all'università di Cambridge.Osservando la rotazione della Luna attorno alla Terra egli scoprì che la Terra attrae la Luna nella sua orbita. Inoltre intuì che questo fenomeno e quello apparentemente tanto diverso della caduta di un corpo sulla terra, sono regolati da una stessa legge fisica. Si tratta della legge di gravitazione universale per cui tutti i corpi hanno la proprietà di attrarsi a vicenda; la forza di attrazione o forza di gravità cresce quanto più crescono le masse dei corpi, mentre diminuisce con l'aumentare della loro distanza. Quindi gli oggetti cadono perché attratti verso la terra dalla forza di gravità, la stessa che tiene la luna nella sua orbita attorno alla terra e i pianeti attorno al sole.La nuova scienza secondo NewtonNel testo seguente Newton sintetizza i fondamentali principi della ricerca scientifica. Egli rifiuta le teorie di quegli scienziati che non usano il metodo sperimentale e si limitano a elaborare ragionamenti come i ragni fabbricano la tela.Allo stesso tempo, però, afferma che la sola osservazione non basta: è invece indispensabile riflettere razionalmente sui fenomeni osservati.GALILEO E IL METODO SPERIMENTALEA Firenze si affermò l’ingegno di Galileo Galilei (1564-1642).Studioso di fisica e di matematica, Galileo introdusse nella ricerca del suo tempo il metodo sperimentale: ogni legge di natura deve essere studiata partendo dall’osservazione diretta dei fenomeni e verificata con opportuni esperimenti.Egli inoltre affermò che la scienza non può limitarsi a semplici descrizioni dei fenomeni, ma deve anche esprimersi con calcoli matematici: "il grande libro della natura", sostenne, "è scritto in lingua matematica".Galileo non fu l’inventore del cannocchiale, già realizzato in precedenza da artigiani olandesi, ma lo perfezionò e per primo lo usò per osservare i movimenti dei corpi celesti. In questo modo riuscì a dimostrare la validità della teoria eliocentrica di Copernico (1473-1543), secondo la quale è la Terra che ruota intorno al Sole e non viceversa.
SCONTRO CON LA CHIESAGalileo divulgò le sue scoperte pubblicandole in diverse opere, ma si scontrò con la dottrina della Chiesa cattolica. La Chiesa, infatti, considerava ancora la Bibbia come la principale fonte della conoscenza scientifica E un brano della Bibbia, dove il condottiero Giosuè esclama "fermati, o Sole", sembrava contraddire Copernico e Galileo. Oggi tutti sappiamo bene che la Bibbia non è un testo scientifico ma religioso, e la Chiesa stessa lo dichiara. Descrizioni di questo tipo non vanno quindi prese alla lettera, ma interpretate. Invece per la cultura del tempo, nella sua ricerca di sicurezze, di superiori autorità alle quali fare riferimento, arrivare a una conclusione del genere era molto difficile.Inoltre, la posizione della Chiesa nei confronti di Galileo fu aggravata dall’atmosfera di durezza e di chiusura "difensiva verso le idee nuove che seguì al Concilio di Trento. Gli studi di Galileo sarebbero stati tollerati purché restassero senza pubblicità e nel massimo riserbo. Galileo, invece, li divulgò.Il grande scienziato venne allora costretto a ritrattare le sue teorie davanti al Tribunale dell’Inquisizione e condannato a vivere appartato nella sua casa di Arcetri, presso Firenze. GALILEO RINNEGA LE SUE TEORIEGalileo era un buon cattolico. Tuttavia lo sua adesione alla teoria eliocentrica lo portò a subire un processo davanti all’Inquisizione. al termine del quale lo scienziato rinnegò le sue teorie. Lo stessa Chiesa cattolica ha riconosciuto in seguito che la condanna dl Galileo fu un errore, anche perché ostacolò lo sviluppo della scienza e creò una frattura tra scienza e religione che si sarebbe potuta evitare.
L’ILLUMINISMOFra il Seicento e il Settecento la rivoluzione scientifica si diffuse. Si cominciò a impiegare il metodo scientifico anche nelle cosiddette "scienze dell’uomo": quelle che vogliono capire e disciplinare il suo comportamento. Si trattava, allora, della filosofia, del diritto, dell’economia.A partire dalla Francia si sviluppò così un nuovo movimento culturale che prese il nome di Illuminismo: esso sosteneva che la luce della ragione doveva illuminare le menti degli uomini e condurli sulla via del progresso e della felicità.Gli illuministi contrapposero alla tradizione e all’autorità i principi della libertà di critica, della tolleranza per le idee degli altri, dell’uguaglianza e della fratellanza tra gli uomini. Essi sostennero con forza l’idea che la storia dell’uomo è un continuo progresso verso forme di vita e di organizzazione sociale più giuste e più felici. Libero uso della ragioneNel seguente celebre scritto il filosofo tedesco Kant (1724-1804) definisce l’Illuminismo come libero uso dello propria ragione da parte dell’uomo.
L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità. se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza È questo il motto dell’Illuminismo.
L’ENCICLOPEDIAGli illuministi francesi si raccolsero intorno al progetto di pubblicare una grande Enciclopedia delle scienze umane. Curatori dell’opera furono Jean Baptiste D’Alembert e Denis Diderot. L"’Enciclopedia" non era solo un’opera di informazione. Gli autori intendevano infatti persuadere il pubblico della validità delle idee illuministe.
Il governo francese cercò di ostacolarli. Ciononostante 1’ "Enciclopedia" venne interamente pubblicata e ottenne un grandissimo successo.Notevole fu la forza dell’Illuminismo nell’influenzare l’opinione pubblica. Anche attraverso i giornali, le riunioni e gli incontri, le idee illuministiche si diffusero e giunsero a influire sulle decisioni dei governi. L’importanza raggiunta dall’Illuminismo fu così grande che il Settecento è stato chiamato "secolo dei lumi"

Il paradigma olistico


Il paradigma olistico

Il  paradigma olistico č la visione dell’unitŕ dell’esistenza, in cui noi stessi esistiamo come elementi inscindibili. Il paradigma olistico nasce da una percezione organica e profonda di sé e del mondo come se la vita e la coscienza permeassero ogni cosa e ogni fenomeno permettendoci di sentirci intimamente legati alla rete unitaria della vita. Il paradigma olistico ha radici antiche che emergono dalla preistoria umana e che si manifestano pienamente nelle grandi civiltŕ del passato in particolare nella tradizione induista, jainista, tantrica, taoista, buddista, mesopotamica o greca antica. Dopo vari secoli di dominanza della visione materialista e dicotomica, oggi questa visione sta riemergendo con una ricchezza, una complessitŕ e una creativitŕ mai conosciute prima.

Oggi il paradigma olistico costituisce di fatto la base teorica della maggior parte dei movimenti culturali emergenti, dall’ecologia profonda, alle medicine olistiche, dall’educazione globale alla neuropsicologia, dalla ricerca spirituale alla nuova fisica e alla pace. Il paradigma olistico č l’anima comune dell’intera cultura emergente, il nucleo concettuale della moltitudine di gruppi, movimenti e associazioni che sta estendendosi in ogni angolo della Terra. Sociologicamente chiamiamo questa popolazione i “Creativi Culturali” perché stanno creando una nuova cultura unitaria, umana e sostenibile.

Siamo partiti dai dati delle ricerche sociologiche internazionali promosse dal Club di Budapest sui “Creativi Culturali”, che testimoniano come il 30% circa della popolazione dei paesi piů industrializzati sia orientata ad una visione olistica, globale, pacifica, interculturale, autoconsapevole e rispettosa della Terra. Un enorme numero di persone sensibili e intelligenti, che potrebbero modificare facilmente lo stato delle cose, ma che a tutt’oggi sono estremamente frammentate in associazioni, gruppi e centri, e che quindi, separatamente, non riescono a far sentire la loro voce e a sostenere la loro visione.

I Creativi Culturali e il Progetto Globale
Riteniamo che i Creativi Culturali siano l’unica reale possibilitŕ di rinnovamento della societŕ globale verso un futuro sostenibile ma che per ottenere tali risultati debbano riconoscersi tra loro come artefici di un grande e articolato movimento culturale che ha un’unica anima comune, un unico paradigma di fondo, e creare cosě una “massa critica” capace di catalizzare un “worlshift” ossia un cambiamento globale, risultato di mutamenti culturali e sociali di grande portata.

Per questa ragione, in questo momento critico della storia planetaria in cui tutte le principali ricerche internazionali(1) testimoniano il drammatico stato del pianeta, abbiamo sentito il bisogno di promuovere un progetto globale per studiare il paradigma olistico e la sua concezione unitaria, ecologica, pacifica e umana con lo scopo di favorire la riunione dei creativi culturali e sostenere cosě un differente orientamento della nostra intera societŕ. Il paradigma olistico rappresenta il cuore di questo progetto.
Alla fine degli anni ottanta abbiamo creato l’Accademia Olistica e riunito un gruppo interdisciplinare di ricercatori e studiosi italiani e stranieri, che collabora per studiare i principi del paradigma olistico e creare modelli unitari che favoriscano la presa di coscienza e l’aggregazione dei Creativi Culturali e incoraggiare la loro evoluzione verso possibili alleanze globali.
Nel 1996 abbiamo portato il nostro centro di studi e ricerche dell’Accademia Olistica a Villa Demidoff, edificio storico immerso nel verde delle colline toscane, sede del Villaggio Globale di Bagni di Lucca e del Club di Budapest Italia, dove, col sostegno di Ervin Laszlo e di numerosi membri del comitato scientifico, abbiamo fatto ulteriormente avanzare il progetto globale, creando progetti concreti su internet di aggregazione culturale come la presente ”Enciclopedia Olistica”, il portale della “Rete Olistica”, il “Censimento Globale”, le ricerche sulla coscienza globale individuale e collettiva, e la stessa ricerca sociologica italiana sui Creativi Culturali, sviluppata con l’importante contributo scientifico del Prof. Enrico Cheli e dell’Universitŕ di Siena.

Il cambio di paradigma
Oggi, agli inizi del terzo millennio, noi riteniamo che il paradigma olistico sia l’unica possibile risposta creativa e sostenibile alla cultura contemporanea che da secoli si basa sulla separazione tra materia e coscienza, e quindi tra scienza e spiritualitŕ: radici della divisione interiore dell'uomo moderno e della sua parallela separazione dalla Terra.
Il cambiamento epocale - dalla cultura della frammentazione, che ha diviso nazioni, civiltŕ e razze, alla cultura globale - richiede oggi un “cambio di paradigma”: da un modello dicotomico (basato appunto sulla divisione tra scienza e coscienza, tra mente e corpo, uomo e natura, nazioni e culture) ad un modello olistico capace di offrire una comprensione piů unitaria e complessa dell’essere umano e del pianeta. Questa “rivoluzione di paradigma” non č ideologica ma nasce dalla spontanea “rivoluzione della coscienza” di milioni di Creativi Culturali di tutto il pianeta: una trasformazione interiore, personale e sociale da una mente frammentata ed egoistica ad una coscienza piů globale e unitaria.

Cos'č un paradigma?                                                                                                  
Ma che cos'č un paradigma, e perchč č cosě importante in questo momento storico?
Un paradigma č uno schema collettivo di interpretazione della realtŕ, un modello dell'essere umano e del mondo, che puň condizionare – positivamente o negativamente - il modo di pensare e di vivere di una piccola parte della societŕ o di un'intera civiltŕ.
Il paradigma che ha dominato la nostra civiltŕ negli ultimi secoli č un paradigma dicotomico. La base filosofica di questo paradigma si basa sulla divisione o dicotomia cartesiana tra scienza e coscienza, tra materia e spirito, tra res extensa e res cogitans(2). Questa dicotomia tra scienza e coscienza ha creato una biologia priva del concetto di vita, un concetto di evoluzione casuale senza intelligenza, una medicina senza anima, una psicologia senza coscienza, una logica economica senza etica.

La dominanza materialista
Il paradigma dicotomico nasce storicamente da una societŕ medioevale dove il potere politico, sociale ed economico erano divisi tra stato e chiesa, ed erano largamente prevalenti sul lato spirituale, etico e umano; dove lo stesso potere religioso era particolarmente dogmatico e teocratico, lontano quindi dall'autentica esperienza spirituale vissuta individualmente. Le difficoltŕ dei grandi mistici come San Francesco o Santa Teresa testimoniano la radicata difficoltŕ di riconoscimento spirituale di quel periodo. L'inferenza del potere religioso sull'intera cultura e quindi anche sulla scienza era totale, ne sono la prova il processo a Galileo Galilei, iniziatore del metodo sperimentale e padre della scienza moderna, costretto ad abiurare dati documentati e oggettivi.
Il lato positivo di questa dicotomia cartesiana č stata la possibilitŕ di sviluppare una scienza finalmente libera da condizionamenti religiosi, che ha potuto studiare le leggi dell'esistenza in modo non piů ideologico ma empirico, sperimentale. Questo ha portato ad una velocissima evoluzione delle scienze fisiche, meccaniche, astronomiche, biologiche e mediche.

Il riduzionismo e la rimozione della coscienza
Per contro questa forzata assenza dell'elemento interiore, spirituale, ha generato una scienza fortemente riduzionista che tende ad interpretare i fenomeni in modo meramente materialista e meccanicista, che rimuove la coscienza e l'intelligenza da ogni interpretazione e tende a dividere gli elementi di un sistema analizzandoli e studiandoli in modo frammentato come pezzi di una macchina. Questo metodo ovviamente funziona perfettamente con le macchine ma se viene applicato ad un organico sistema vivente, come un animale, un essere umano o il pianeta, genera devastanti ripercussioni: la Terra diventa materia da usare, foreste da tagliare, giacimenti da estrarre, balene da squartare, sfruttamento degli essere umani, delle donne, dei bambini, come fossero pezzi di una macchina commerciale che deve produrre reddito. Per incrementare le piantagioni intensive delle multinazionali USA in Amazzonia sono state massacrate ed estinte decine di popolazioni indigene, in Cina, la vendita di organi alimenta il numero di prigionieri politici giustiziati da cui vengono espiantati.

Il paradigma olistico antico
A questo paradigma della divisione i Creativi Culturali di tutto il mondo rispondono con un paradigma olistico, basato sulla comprensione dell'intero, del “tutto”. La base essenziale del paradigma olistico č quindi la comprensione dell'unitŕ sistemica globale, che supera la divisione dicotomica materia-spirito e comprende l'inscindibile coesistenza della dimensione esteriore e interiore in ogni fenomeno.
Questa unitŕ delle due dimensioni dell'esistenza – la res extensa e la res cogitans - č alla base delle antiche tradizioni spirituali di tutto il mondo: come le scuole yogiche, tantriche, shivaite, dove l'energia fisica della materia (mater) era concepita come Shakti il principio divino materno femminile e dove la coscienza era rappresentata come Shiva, il Dio, l'invisibile motore interiore oppure come Prakriti (la madre natura) e Purusa (l'uomo cosmico universale). Nella tradizione taoista l'unitŕ dell'esistenza: il Tao č l'unione di Yin (il principio femminile universale) e Yang , (il principio maschile universale).
La base del paradigma olistico č l’unitŕ, la visione di ogni sistema nella sua globalitŕ e complessitŕ, che include sempre la dimensione interiore, spirituale. Oggi, come allora, il paradigma olistico si fonda su un modello unitario di essere umano che ha come centro la coscienza globale di sé, il senso di integritŕ psicofisica e su un modello di pianeta inteso come “Gaia”, un gigantesco organismo vivente, una “coscienza planetaria globale”.

L’inizio della nuova cultura unitaria
Proviamo ora a tracciare una panoramica storica di come si sviluppato il paradigma olistico nella nuova cultura contemporanea. Benché il termine “olismo” venne coniato nel 1926, da Jan Christiaan Smuts, in Sud Africa, e pubblicato nel libro “Olismo ed Evoluzione”, non si puň parlare di olismo, come nuovo paradigma culturale unitario, se non a partire dalla fine degli anni settanta con i primissimi movimenti della medicina “alternativa” e della ricerca interiore.
Giŕ negli anni ottanta era possibile intravedere, nei principi di fondo che caratterizzavano le principali forme della nascente cultura emergente, una piů ampia serie di concetti, termini, testi e autori comuni, tipicamente olistici. Sia i nuovi campi come l’ambientalismo, l’ecologia, le nuove scienze, le medicine psicosomatiche, le nuove scuole di psicologia transpersonale, sia i campi culturali derivati dalle antiche tradizioni come le vie spirituali e le pratiche meditative di origine tradizionale (yoga, Tai Ci, buddismo), o le medicine tradizionali, adottavano infatti come base filosofica e pratica una concezione unitaria dell’essere umano e della realtŕ.
Questa forma iniziale di ”olismo” era palesemente la risposta intellettuale ed esistenziale necessaria che la nuova cultura adottava per contrapporsi e bilanciare gli effetti rovinosi di una vecchia cultura materialista basata sulla frammentazione delle arti e delle scienze, sulla divisione in classi, ruoli e razze, sulla separazione dei diritti tra uomini e donne, sulla disumanizzazione della medicina e della psichiatria, sul commercio liberista senza regole che ha portato alla “globalizzazione” delle multinazionali e all’estinzione di culture indigene e specie animali. Con l’ulteriore sviluppo dei Creativi Culturali e della loro visione divenne sempre piů evidente che, senza che ci fosse una precisa logica unitaria nata dalla comunicazione e della collaborazione tra persone o associazioni, le varie forme della nuova cultura aderivano di fatto ad un paradigma comune.

Il paradigma olistico emergente
Negli anni novanta, il termine “olistico” inizia a diffondersi, con leggere differenze di modelli e di linguaggi (viene utilizzato analogamente ai termini “globale”, “sistemico” o “unitario”), in molte discipline, in particolare nelle medicine tradizionali (cinese, ayurvedica, sciamanica o tibetana, ecc.) e alternative (omeopatia, naturopatia, fitoterapia) che diventano medicine “olistiche”, nella psicologia umanista, gestalt e transpersonale, nei gruppi dello “human potential movement” e della “crescita personale”, nell’ecologia profonda, nei vari movimenti spirituali, nell’educazione, nell’economia etica. Nell’arco di un decennio questo termine assume le caratteristiche di un vero paradigma, con caratteristiche sempre piů consistenti sia dal punto di vista filosofico, epistemologico, che medico, scientifico, e si diffonde in modo consistente, estendendosi dapprima negli Stati Uniti, in Europa, Australia, Sud America e poi, piů, lentamente nel resto del mondo.
Dalla fine degli anni ‘90 agli inizi del terzo millennio il paradigma olistico ha acquistato maturitŕ e complessitŕ grazie ad una serie di scoperte e ipotesi scientifiche come la coerenza quantistica elettrodinamica, le ricerche di psiconeuroendocrinoimmunologia, le ricerche delle neuroscienze sulla meditazione, le ricerche sull’epigenetica, la teoria generale dei sistemi, l’ologramma, l’ipotesi Gaia, il vuoto subquantistico, la non localitŕ, gli studi psicologici sull’apprendimento e sull’educazione globale, ecc. che non solo confermano i presupposti filosofici olistici del passato, dando loro dignitŕ scientifica e sperimentale, ma espandono ancor piů le sue potenzialitŕ e le applicazioni concrete. Nonostante sia ovvio il sogno e la visione comune, ancora si osserva una tendenza delle singole aree della nuova cultura – ecologia,  pace, diritti umani, medicine e salute globale, consumi ed economia etica, psicologia profonda, diritti umani, ricerca spirituale, educazione - a rimanere autonome e quindi a non collaborare realmente con le altre per creare insieme una reale cultura globale. La consapevolezza di condividere un comune paradigma olistico puň aiutare a superare questa frammentazione. La coscienza globale diventa ora l’elemento essenziale.

Il paradigma olistico scientifico riunisce la dimensione esteriore e interiore
Mentre il paradigma olistico antico aveva una base prevalentemente spirituale, in cui la “coscienza” come anima, atman, spirito e via dicendo, rappresentava l'elemento unitario centrale dall'atomo all'intero cosmo, l’olistico moderno dei Creativi Culturali si fonda su una consistente base scientifica, filosofica, quantistica, cibernetica, neurofisiologica e sistemica(3) in cui la “coscienza” rappresenta l'elemento cognitivo funzionale che unifica gli elementi in un tutto, la “struttura che connette”(4) e che permette di trasformare una “rete di energie e informazioni” in un sistema organico.
Il piů importante contributo della fisica quantistica al paradigma olistico fu dato dal grande fisico David Bohm, collega di Einstein, Pauli, Heisenberg, che espresse il concetto wholeness – l’unitŕ globale, il Tutto – in cui si manifestano due grandi principi inscindibili: l'ordine implicato e l'ordine esplicato, concetti che, pur con una differente terminologia, corrispondono perfettamente al concetto di res cognitans e di res extensa. Bohm espresse anche l'idea che queste due dimensioni si manifestassero in ogni fenomeno sin dalla piů piccola unitŕ “materiale”: la particella elementare e il suo campo energetico quantistico, interpretati come un fenomeno puramente materiale, potevano infatti essere compresi come un campo olistico ossia come un campo di informazione attiva caratterizzato da una forma primitiva di consapevolezza, che David Bohm e il suo mentore Alfred North Whitehead chiarono proto-coscienza (proto mind),una elementare forma di attivitŕ cognitiva, capace di sensibilitŕ agli stimoli energetici e informatici, in grado di percepire gli eventi, di modificarsi, di reagire e di creare sinergie co-evolutive con altri campi quantistici fino a formare strutture complesse e sistemi di ordine superiore.
Questo differente approccio trasforma le particelle subatomiche - i “mattoni” della “materia” - in entitŕ vive e intelligenti che rappresentano l'aspetto microcosmico dell'unitŕ intelligente del Tutto.
Come vedremo nei capitoli seguenti il Paradigma olistico, attraverso la Teoria della Coerenza Quantistica Elettrodinamica elaborata da Emilio del Giudice e Giuliano Preparata, ci spiega come elementi separati possano riunirsi in modo coerente, informato e intelligente - formando domini di coerenza - la base dell' “OLOS”, di ogni sistema organico unitario come le cellule, gli animali, gli esseri umani e l'intero pianeta. Il paradigma olistico č capace di offrire una visione della Terra come un sistema intelligente, una delicata rete di interconnessioni sinergiche, dotato di una certa coscienza, che si auto equilibra. In questa visione ogni elemento del sistema, come noi ora, scambia energia, comunica informazioni e co-evolve insieme.

Scienza della Coscienza
Il paradigma olistico ridŕ cosě un'anima alla scienza e alla cultura, restituisce l'intelligenza agli esseri viventi, la coscienza alla medicina e alla psicologia, la sacralitŕ al Pianeta. Con il paradigma olistico la coscienza, come dice il premio Nobel Francis Crick, diventa “legittimo campo di ricerca scientifica”, diventa il “cuore cognitivo” di ogni sistema vivente, dal piů semplice al piů complesso. Il centro della nostra vita e dell'esistenza. Senza coscienza noi non esisteremmo e nessuno sarebbe cosciente se l'esistenza esiste. Senza coscienza non esisterebbe la vita. Questa “anima” che non č piů espressa e codificata da rigidi termini teologici, puň finalmente essere compresa in modo scientifico, come Cyber: modelli cibernetici di coscienza.
I modelli Cyber della coscienza e i processi cognitivi, che vedremo nei prossimi articoli, ci permetteranno di comprendere il concetto di energia intelligente, di studiare in modo nuovo i processi di sinergia, di cooperazione e di coevoluzione che sostengono la creazione dell'unitŕ. Ci faranno comprendere come le singole parti si riuniscano in un unico organismo vivente dando senso e coerenza a un sistema; ma soprattutto come miliardi di esseri umani - in questo preciso momento della storia - possano sincronizzarsi e creare un sistema unitario globale, pacifico e sostenibile.

La coscienza globale di sé e del pianeta
Il paradigma olistico non č solo un differente modo di pensare, ma una differente e piů completa comprensione che nasce dalla percezione della propria unitŕ, dalla “coscienza globale” di se stessi.
La base del paradigma olistico - l’”unitŕ di coscienza” - non č un concetto filosofico ma una reale immediata esperienza che nasce dalla “coscienza dell'unitŕ”, dalla percezione di noi stessi come “sistema unitario”, da quella che possiamo chiamare “coscienza globale”. Questa percezione globale, olistica, ci permette poi di capire la coscienza globale dei sistemi viventi e della Terra. Realizzando la consapevolezza di essere un’unitŕ viva e consapevole formata da organi e sistemi sensibili e interagenti, realizziamo anche la comprensione che le parti di un sistema vivente non sono pezzi meccanici, ma elementi intelligenti e percettivi, dotati di coscienza, memoria e dignitŕ.
Ricerche di neuropsicologia mostrano che in uno stato di coscienza globale le onde del cervello, aumentano la sincronizzazione dal 60-70% al 90-100%, come se l’intero cervello (che gestisce le attivitŕ fisiche, emozionali e mentali) diventasse “un’unitŕ funzionale globale”. Questo stato produce una “percezione cognitiva unitaria”, una “comprensione olistica” di sé e del pianeta, che dŕ senso e unitŕ alle separate concezioni scientifiche, artistiche e culturali. Il paradigma olistico č un gioco circolare di conoscenza: conoscere se stessi rappresenta la chiave per la conoscenza della grande vita di cui siamo parte integrante. La coscienza globale di sé si riflette nella coscienza globale del pianeta. Per cambiare la coscienza del mondo dobbiamo iniziare a cambiare la coscienza di noi stessi.

Il paradigma olistico come DNA planetario
Il paradigma olistico č il DNA comune della cultura emergente. L'elemento che ci permette di ritrovare il senso comune di sacralitŕ, di etica e di scientificitŕ che ci riunisce tutti nella coscienza planetaria.
Il paradigma olistico č l'elemento fondamentale nella riunione delle culture e delle coscienze perchč implica un mutamento unitario nel modo di pensare e di vivere capace di invertire l’attuale tendenza distruttiva materialista.
Le grandi civiltŕ del passato sono sempre ruotate su un paradigma forte, su una visione del mondo e dell’essere umano che le caratterizzava, oggi stiamo assistendo all’esplosione della nuova cultura che, spontaneamente, si evolve partendo da una simile concezione dell’unitŕ e dell’interconnessione profonda tra i fenomeni. La rete Internet sta creando la base fisica della rete nervosa globale da cui sta emergendo, per la prima volta nella storia, una cultura planetaria comune, di estrema complessitŕ delle informazioni e delle conoscenze. Il paradigma olistico permette una sintesi e un’organizzazione intelligente e multidimensionale di questa enorme massa di dati e conoscenze in gran parte ancora confusa e disorganizzata, come il DNA di una cellula permette l’organizzazione unitaria dell’intera massa delle energie e delle informazioni dei cento miliardi di atomi che la compongono e la sua evoluzione globale.

La massa critica e il worldshift
Questa č la base della creazione della “massa critica” tra i creativi culturali di tutto il mondo. Sotto i nostri occhi stanno avvenendo processi di crescente consapevolezza individuale e collettiva, maggiore responsabilitŕ per le popolazioni, le piante e le specie del nostro Pianeta, migliore attenzione per l’educazione dei bimbi e degli adulti, migliore gestione delle risorse, piů responsabilitŕ per la salute, l’alimentazione e le relazioni, maggiore coscienza di sé e degli altri. Ad un certo momento, quando si raggiungerŕ la massa critica, ci sarŕ il “punto di svolta” nella coscienza collettiva, il “worldshift”, il grande cambiamento globale. Il processo č ancora in piena ascesa e non si arresterŕ, anche se non sarŕ certo un processo lineare. Restiamo aperti attenti e creativi, se saremo fortunati, in questa nostra vita, potremo assistere al piů importante passo dell’evoluzione umana: la nascita della civiltŕ planetaria.
 

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...