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venerdì 24 marzo 2017

I problemi sociali della religione

LA RELIGIONE raggiunge il suo massimo ministero sociale quando ha la minima connessione con le istituzioni secolari della società. Nelle epoche passate, poiché le riforme sociali erano limitate in larga misura al campo morale, la religione non doveva adattare il suo atteggiamento agli estesi cambiamenti nei sistemi economico e politico. Il problema principale della religione era di tentare di sostituire il male con il bene all’interno dell’ordine sociale esistente della cultura politica ed economica. La religione ha così teso indirettamente a perpetuare l’ordine stabilito della società, a favorire il mantenimento del tipo di civiltà esistente.  Ma la religione non dovrebbe occuparsi direttamente della creazione di nuovi ordini sociali o della conservazione dei vecchi. La vera religione si oppone alla violenza come tecnica di evoluzione sociale, ma non si oppone agli sforzi intelligenti della società per adattare le sue usanze ed aggiustare le sue istituzioni a nuove condizioni economiche e a nuove esigenze culturali.  La religione approvò le occasionali riforme sociali dei secoli passati, ma nel ventesimo secolo essa è necessariamente chiamata ad affrontare l’adattamento ad una ricostruzione sociale estesa e continua. Le condizioni di vita cambiano così rapidamente che le modificazioni istituzionali devono essere grandemente accelerate, e la religione deve conseguentemente accelerare il suo adattamento a quest’ordine sociale nuovo ed in continuo cambiamento.

1. La religione e la ricostruzione sociale

 Le invenzioni meccaniche e la diffusione della conoscenza stanno modificando la civiltà; certi aggiustamenti economici e cambiamenti sociali s’impongono se si vuole evitare un disastro culturale. Questo nuovo ordine sociale che si avvicina si stabilizzerà in maniera soddisfacente solo per un millennio. La razza umana deve rassegnarsi ad una serie di cambiamenti, di aggiustamenti e di riaggiustamenti. L’umanità è in cammino verso un nuovo destino planetario non rivelato. La religione deve diventare una forte influenza per la stabilità morale ed il progresso spirituale, operando dinamicamente in mezzo a queste condizioni in continuo cambiamento e a questi aggiustamenti economici incessanti.  La società di Urantia non può assolutamente sperare di rimanere ferma come nelle ere passate. La nave sociale è salpata dalle baie riparate della tradizione stabilita ed ha cominciato la sua crociera nei mari aperti del destino evoluzionario. E l’anima dell’uomo, come mai prima nella storia del mondo, ha bisogno di scrutare attentamente le sue carte di moralità e di osservare accuratamente la bussola della guida religiosa. La missione suprema della religione come influenza sociale è quella di stabilizzare gli ideali dell’umanità durante questi periodi pericolosi di transizione da una fase di civiltà ad un’altra, da un livello di cultura ad un altro.
La religione non ha nuovi doveri da compiere, ma è chiamata urgentemente ad operare da saggia guida e da esperta consigliera in tutte queste nuove situazioni umane in rapido mutamento. La società sta diventando più meccanica, più compatta, più complessa e più pericolosamente interdipendente. La religione deve operare per impedire che queste nuove e strette interassociazioni divengano reciprocamente degenerative o anche distruttive. La religione deve agire da sale cosmico che impedisce ai fermenti del progresso di distruggere il sapore culturale della civiltà. Queste nuove relazioni sociali e questi nuovi mutamenti economici possono portare ad una fratellanza duratura solo mediante il ministero della religione.
Un umanitarismo ateo è, umanamente parlando, un nobile gesto, ma la vera religione è la sola forza che può accrescere in modo duraturo la risposta di un gruppo sociale ai bisogni e alle sofferenze di altri gruppi. Nel passato la religione istituzionale poteva rimanere passiva mentre le classi superiori della società facevano orecchie da mercante alle sofferenze e all’oppressione delle classi inferiori indifese, ma in tempi moderni questi ordini sociali inferiori non sono più così miseramente ignoranti né così politicamente impotenti. La religione non deve farsi coinvolgere organicamente nel lavoro laico di ricostruzione sociale e di riorganizzazione economica, ma deve attivamente restare al passo con tutti questi progressi della civiltà facendo precise e vigorose riaffermazioni dei suoi comandamenti morali e dei suoi precetti spirituali, la sua filosofia progressiva di vita umana e di sopravvivenza trascendente. Lo spirito della religione è eterno, ma la forma della sua espressione deve essere rimessa a punto ogni volta che il dizionario del linguaggio umano viene riveduto.

2. La debolezza della religione istituzionale

 La religione istituzionale non può offrire l’ispirazione ed essere di guida in questa ricostruzione sociale ed in questa riorganizzazione economica imminenti su scala mondiale, perché è disgraziatamente divenuta una parte più o meno organica dell’ordine sociale e del sistema economico che sono destinati ad essere ricostruiti. Solo la vera religione dell’esperienza spirituale personale può operare utilmente e creativamente nella crisi attuale della civiltà. La religione istituzionale è ora trattenuta nello stallo di un circolo vizioso. Essa non può ricostruire la società senza prima ricostruire se stessa; ed essendo una parte così integrante dell’ordine stabilito, non può ricostruire se stessa fino a che la società non sia stata radicalmente ricostruita.Le persone religiose devono operare nella società, nell’industria e nella politica come individui, non come gruppi, partiti o istituzioni. Un gruppo religioso che presume di agire come tale al di fuori delle sue attività religiose diventa immediatamente un partito politico, un’organizzazione economica o un’istituzione sociale. Il collettivismo religioso deve limitare i suoi sforzi al sostegno delle cause religiose.Le persone religiose non hanno maggior valore nei compiti di ricostruzione sociale di quelle non religiose, salvo nella misura in cui la loro religione ha conferito loro una maggiore percezione cosmica e le ha dotate di quella saggezza sociale superiore che è nata dal desiderio sincero di amare Dio supremamente e di amare ogni uomo come un fratello nel regno dei cieli. L’ordine sociale ideale è quello in cui ogni uomo ama il suo prossimo come ama se stesso.La Chiesa istituzionalizzata può sembrare che abbia servito la società nel passato glorificando l’ordine politico ed economico stabilito, ma essa deve cessare rapidamente una tale azione se vuole sopravvivere. Il suo solo atteggiamento appropriato consiste nell’insegnamento della non violenza, la dottrina dell’evoluzione pacifica, in luogo della rivoluzione violenta — pace sulla terra e buona volontà tra tutti gli uomini.La religione moderna trova difficoltà ad adattare il suo atteggiamento ai rapidi cambiamenti sociali solo perché ha consentito a se stessa di diventare così completamente tradizionalizzata, dogmatizzata ed istituzionalizzata. La religione dell’esperienza vivente non trova alcuna difficoltà a tenere testa a tutti questi sviluppi sociali e cambiamenti economici, tra i quali essa opera sempre come stabilizzatrice morale, guida sociale e pilota spirituale. La vera religione trasporta da un’era all’altra la cultura di valore e quella saggezza che è nata dall’esperienza di conoscere Dio e di sforzarsi di essere simili a lui.

3. La religione e le persone religiose

Il Cristianesimo primitivo era completamente libero da ogni implicazione civile, impegno sociale ed alleanza economica. Solo più tardi il Cristianesimo istituzionalizzato divenne una parte organica della struttura politica e sociale della civiltà occidentale.
Il regno dei cieli non è né un ordine sociale né un ordine economico; esso è una fraternità esclusivamente spirituale d’individui che conoscono Dio. È tuttavia vero che una tale fraternità è in se stessa un nuovo e sorprendente fenomeno sociale accompagnato da stupefacenti ripercussioni politiche ed economiche.
La persona religiosa non è né indifferente alla sofferenza sociale, né incurante dell’ingiustizia civile, né isolata dal pensiero economico, né insensibile alla tirannia politica. La religione influenza direttamente la ricostruzione sociale perché spiritualizza e idealizza il singolo cittadino. Indirettamente la civiltà culturale è influenzata dal comportamento di questi singoli credenti via via che essi divengono membri attivi ed influenti dei vari gruppi sociali, morali, economici e politici. Il raggiungimento di un’elevata civiltà culturale richiede in primo luogo il tipo ideale di cittadino, e poi dei meccanismi sociali ideali e adeguati con cui una tale cittadinanza possa controllare le istituzioni economiche e politiche di questa società umana evoluta.
La Chiesa, per un eccesso di falso sentimento, ha portato a lungo il suo ministero ai derelitti e ai disgraziati, e questa è stata una cosa buona, ma questo stesso sentimento ha portato all’insensata perpetuazione delle linee razzialmente degenerate che hanno enormemente ritardato il progresso della civiltà.
Molti singoli ricostruttori sociali, pur ripudiando con veemenza la religione istituzionalizzata sono, dopotutto, degli zelanti religiosi nella propagazione delle loro riforme sociali. Ed è così che la motivazione religiosa, personale e più o meno sconosciuta, sta svolgendo un ruolo importante nell’attuale programma di ricostruzione sociale.
La grande debolezza di tutto questo tipo di attività religiosa sconosciuta ed inconscia è che essa non è in grado di beneficiare di un’aperta critica religiosa e di raggiungere in tal modo livelli proficui di autocorrezione. È un fatto che la religione non cresce se non è disciplinata da una critica costruttiva, ampliata dalla filosofia, purificata dalla scienza e nutrita da una leale comunione.
C’è sempre il grande pericolo che la religione sia deformata e pervertita nel perseguimento di scopi sbagliati, come quando in tempo di guerra ogni nazione contendente prostituisce la sua religione nella propaganda militare. Lo zelo senza amore è sempre dannoso alla religione, mentre la persecuzione devia le attività religiose verso il conseguimento di una spinta sociologica o teologica.
La religione può essere mantenuta libera da dannose alleanze secolari soltanto con:
1. Una filosofia criticamente correttiva.
2. L’indipendenza da ogni alleanza sociale, economica e politica.
3. Comunità creative, confortanti e che sviluppano l’amore.
4. Un accrescimento progressivo dell’intuizione spirituale e dell’apprezzamento dei valori cosmici.
5. La prevenzione del fanatismo mediante la compensazione di un atteggiamento mentale scientifico.
Le persone religiose, in quanto gruppo, non devono mai occuparsi d’altro che di religione, benché ciascuna di tali persone, come singolo cittadino, possa diventare il capo eminente di un movimento di ricostruzione sociale, economica o politica.
Il compito della religione è di creare, sostenere ed ispirare una tale lealtà cosmica nel singolo cittadino in modo da orientarlo al raggiungimento del successo nella promozione di tutti questi difficili, ma desiderabili, servizi sociali.

4. Le difficoltà della transizione

Una religione autentica rende la persona religiosa socialmente fragrante e crea discernimento nella comunità umana. Ma la formalizzazione dei gruppi religiosi distrugge molte volte i valori stessi per la promozione dei quali i gruppi erano stati organizzati. L’amicizia umana e la religione divina sono vicendevolmente utili e significativamente illuminanti se la crescita di ciascuna è equilibrata ed armonizzata. La religione introduce significati nuovi in tutte le associazioni di gruppo — famiglie, scuole e circoli. Essa assegna nuovi valori al gioco ed esalta tutto il vero umorismo.
Il governo sociale viene trasformato dall’intuizione spirituale; la religione impedisce a tutti i movimenti collettivi di perdere di vista i loro veri obbiettivi. Insieme ai figli, la religione è il grande elemento unificatore della vita familiare, purché essa sia una fede vivente e crescente. Non può esservi vita di famiglia senza figli; essa può essere vissuta senza religione, ma una tale mancanza moltiplica enormemente le difficoltà di questa intima associazione umana. Durante i primi decenni del ventesimo secolo la vita di famiglia, dopo l’esperienza religiosa personale, è quella che ha sofferto maggiormente della decadenza conseguente alla transizione dalle vecchie devozioni religiose ai nuovi significati e valori emergenti.
La vera religione è un modo significativo di vivere dinamicamente di fronte alle realtà ordinarie della vita quotidiana. Ma se la religione deve stimolare lo sviluppo individuale del carattere ed accrescere l’integrazione della personalità, non deve essere standardizzata. Se deve stimolare la valutazione dell’esperienza e servire da valido richiamo, non deve essere stereotipata. Se la religione deve promuovere devozioni supreme, non deve essere formalizzata.
Indipendentemente dagli sconvolgimenti che possono accompagnare la crescita sociale ed economica della civiltà, la religione è autentica e valida se favorisce nell’individuo un’esperienza nella quale prevale la sovranità della verità, della bellezza e della bontà, perché questo è il vero concetto spirituale della realtà suprema. E per mezzo dell’amore e dell’adorazione essa diventa significativa in quanto comunione con l’uomo e filiazione con Dio.
Dopotutto è ciò che si crede piuttosto che ciò che si conosce che determina la condotta e domina le prestazioni personali. La conoscenza puramente pratica esercita assai poca influenza sull’uomo medio se non è attivata emotivamente. Ma l’attivazione della religione è superemozionale; essa unifica l’intera esperienza umana su livelli trascendenti grazie al contatto con le energie spirituali nella vita mortale, e alla loro liberazione.
Durante i tempi psicologicamente instabili del ventesimo secolo, tra gli sconvolgimenti economici, le tendenze morali controcorrente e le tumultuose correnti sociologiche delle cicloniche transizioni di un’era scientifica, migliaia e migliaia di uomini e di donne sono divenuti umanamente disorientati; sono ansiosi, agitati, timorosi, incerti ed instabili. Come mai prima nella storia del mondo essi hanno bisogno della consolazione e della stabilizzazione di una sana religione. A fronte di realizzazioni scientifiche e di sviluppi meccanici senza precedenti c’è una stagnazione spirituale ed un caos filosofico.
Non c’è alcun pericolo nel fatto che la religione divenga sempre più una questione privata — un’esperienza personale — purché non perda la sua motivazione per un servizio sociale disinteressato ed amorevole. La religione ha subìto molte influenze secondarie: mescolanze improvvise di culture, fusioni di credenze, diminuzione di autorità ecclesiastica, mutamento di vita familiare, così come l’urbanizzazione e la meccanizzazione.
Il più grande pericolo spirituale per l’uomo consiste nel progresso parziale, nella situazione spiacevole di una crescita incompleta: abbandonare le religioni evoluzionarie della paura senza comprendere immediatamente la religione rivelatrice dell’amore. La scienza moderna, in particolare la psicologia, ha indebolito solo quelle religioni che si fondano essenzialmente sulla paura, sulla superstizione e sull’emozione.
Una transizione è sempre accompagnata da confusione, e non ci sarà tranquillità nel mondo religioso fino a che la grande battaglia tra le tre filosofie contendenti della religione non sarà finita:
1. La credenza spiritistica (in una Deità provvidenziale) di molte religioni.
2. La credenza umanistica ed idealistica di molte filosofie.
3. Le concezioni meccanicistiche e naturalistiche di molte scienze.
E questi tre approcci parziali alla realtà del cosmo devono alla fine essere armonizzati dalla presentazione rivelatrice della religione, della filosofia e della cosmologia che descrive l’esistenza trina dello spirito, della mente e dell’energia provenienti dalla Trinità del Paradiso e che raggiungono l’unificazione nel tempo-spazio nella Deità del Supremo.

5. Gli aspetti sociali della religione

Anche se la religione è esclusivamente un’esperienza spirituale personale — conoscere Dio come un Padre — il corollario di questa esperienza — conoscere l’uomo come un fratello — comporta l’adattamento del sé ad altri sé, e ciò implica l’aspetto sociale o collettivo della vita religiosa. La religione è prima un aggiustamento interiore o personale, e poi diviene una questione di servizio sociale o di aggiustamento collettivo. Il fatto del carattere gregario dell’uomo determina necessariamente la nascita di gruppi religiosi. La sorte di questi gruppi religiosi dipende molto da una guida intelligente. Nella società primitiva il gruppo religioso non è sempre molto differente dai gruppi economici o politici. La religione è sempre stata una conservatrice della morale ed una stabilizzatrice della società. E questo è ancora vero, nonostante l’insegnamento contrario di molti socialisti ed umanisti moderni.Tenete sempre presente che la vera religione consiste nel conoscere Dio come vostro Padre e l’uomo come vostro fratello. La religione non è una credenza servile in minacce di punizione o in promesse magiche di future ricompense mistiche.La religione di Gesù è l’influenza più dinamica che abbia mai stimolato la razza umana. Gesù ha frantumato le tradizioni, distrutto i dogmi e chiamato l’umanità alla realizzazione dei suoi ideali più elevati nel tempo e nell’eternità — l’essere perfetta come il Padre che è nei cieli è perfetto. La religione ha poche possibilità di svolgere il proprio ruolo fino a che il gruppo religioso non si separa da tutti gli altri gruppi — non forma l’associazione sociale dei membri spirituali del regno dei cieli. La dottrina della depravazione totale dell’uomo ha distrutto gran parte del potenziale della religione per produrre ripercussioni sociali di natura elevatrice e di valore ispirante. Gesù cercò di ripristinare la dignità dell’uomo dichiarando che tutti gli uomini sono figli di Dio. Ogni credenza religiosa che spiritualizza efficacemente il credente avrà certamente potenti ripercussioni nella vita sociale di tale credente. L’esperienza religiosa produce infallibilmente i “frutti dello spirito” nella vita quotidiana del mortale guidato dallo spirito.
Come gli uomini condividono certamente le loro credenze religiose, così essi creano un gruppo religioso di qualche sorta che alla fine crea scopi comuni. Un giorno le persone religiose si assoceranno e collaboreranno effettivamente sulla base dell’unità degli ideali e degli scopi piuttosto che tentare di fare ciò sulla base di opinioni psicologiche e di credenze teologiche. Gli scopi piuttosto che i credo dovrebbero unire le persone religiose. Poiché la vera religione è una questione di esperienza spirituale personale, è inevitabile che ogni singolo credente debba avere la propria interpretazione personale della realizzazione di questa esperienza spirituale. Il termine “fede” dovrebbe rappresentare la relazione dell’individuo con Dio piuttosto che la formulazione dottrinale di quello che un gruppo di mortali è riuscito a concordare come comportamento religioso comune. “Avete fede? Allora abbiatela per voi stessi.”
Che la fede s’interessi soltanto di cogliere i valori ideali è evidenziato dalla definizione del Nuovo Testamento che dichiara che la fede è la sostanza delle cose sperate e la dimostrazione delle cose non viste.
L’uomo primitivo faceva pochi sforzi per esprimere con parole le sue convinzioni religiose. La sua religione era espressa con la danza più che con il pensiero. Gli uomini moderni hanno ideato molte credenze ed hanno creato molte norme di fede religiosa. Le future persone religiose devono vivere esteriormente la loro religione, devono dedicare se stessi al servizio generoso della fratellanza dell’uomo. È giunta l’ora che l’uomo abbia un’esperienza religiosa così personale e così sublime da poter essere realizzata ed espressa solo con “sentimenti che siano troppo profondi per essere espressi con delle parole”.
Gesù non chiedeva ai suoi discepoli di riunirsi periodicamente per recitare un insieme di parole indicative delle loro credenze comuni. Egli ordinò soltanto che si riunissero per fare qualcosa effettivamente — consumare insieme la cena del ricordo della sua vita di conferimento su Urantia.
Quale errore commettono i Cristiani quando, presentando il Cristo come l’ideale supremo di guida spirituale, osano esigere che gli uomini e le donne coscienti di Dio respingano la guida storica degli uomini conoscenti Dio e che hanno contribuito ad illuminare la loro nazione o razza particolare durante le ere passate.

6. La religione istituzionale

Il settarismo è una malattia della religione istituzionale ed il dogmatismo è una schiavitù della natura spirituale. È molto meglio avere una religione senza una Chiesa che una Chiesa senza religione. Il disordine religioso del ventesimo secolo non è in se stesso e per se stesso indice di decadenza spirituale. La confusione precede sia la crescita sia la distruzione.
C’è uno scopo reale nella socializzazione della religione. Le attività religiose di gruppo hanno per scopo di mettere in scena le devozioni della religione; di magnificare le attrattive della verità, della bellezza e della bontà; di favorire il richiamo dei valori supremi; di accrescere il servizio di una fraternità disinteressata; di glorificare i potenziali della vita di famiglia; di promuovere l’istruzione religiosa; di fornire saggi consigli e direttive spirituali e d’incoraggiare il culto collettivo. Tutte le religioni viventi incoraggiano l’amicizia umana, preservano la moralità, promuovono il benessere della loro regione e facilitano la diffusione del vangelo essenziale dei loro rispettivi messaggi di salvezza eterna.
Ma via via che la religione diviene istituzionalizzata, il suo potere di fare del bene diminuisce, mentre le possibilità di fare del male si accrescono considerevolmente. I pericoli della religione formalizzata sono: fissazione delle credenze e cristallizzazione dei sentimenti; accumulazione degli interessi acquisiti con accrescimento della secolarizzazione; tendenza a standardizzare e a fossilizzare la verità; deviazione della religione dal servizio di Dio al servizio della Chiesa; inclinazione dei capi a diventare amministratori invece che ministri; tendenza a formare delle sette e delle divisioni in concorrenza; istituzione di un’autorità ecclesiastica oppressiva; creazione dell’atteggiamento aristocratico di “popolo eletto”; insorgenza d’idee false ed esagerate sulla sacralità; abitudinarietà della religione e pietrificazione del culto; tendenza a venerare il passato ignorando i bisogni del presente; incapacità di dare delle interpretazioni moderne della religione; mescolanza con funzioni di istituzioni secolari. Essa crea inoltre la dannosa discriminazione delle caste religiose; diventa un giudice intollerante dell’ortodossia; non riesce a tenere avvinto l’interesse della gioventù avventurosa e perde gradualmente il messaggio salvifico del vangelo della salvezza eterna.
La religione formale frena gli uomini nelle loro attività spirituali personali invece di liberarli per il servizio più elevato di costruttori del regno.

7. Il contributo della religione

Sebbene le Chiese e tutti gli altri gruppi religiosi debbano tenersi fuori di ogni attività secolare, allo stesso tempo la religione non deve fare niente per ostacolare o ritardare la coordinazione sociale delle istituzioni umane. La vita deve continuare a crescere in significati; l’uomo deve proseguire la sua riforma della filosofia e la sua chiarificazione della religione.
La scienza politica deve effettuare la ricostruzione dell’economia e dell’industria mediante le tecniche che apprende dalle scienze sociali e con la percezione ed i motivi forniti dalla vita religiosa. In ogni ricostruzione sociale la religione apporta una devozione stabilizzante ad un oggetto trascendente, ad uno scopo consolidante situato al di là e al di sopra dell’obbiettivo temporale immediato. In mezzo alle confusioni di un ambiente in rapido cambiamento l’uomo mortale ha bisogno del sostegno di una vasta prospettiva cosmica.
La religione ispira l’uomo a vivere coraggiosamente e gioiosamente sulla faccia della terra; essa unisce la pazienza alla passione, l’intuizione allo zelo, la simpatia al potere e gli ideali all’energia.
Un uomo non può mai decidere saggiamente su questioni temporali né trascendere l’egoismo degli interessi personali se non medita in presenza della sovranità di Dio e non tiene conto delle realtà dei significati divini e dei valori spirituali.
L’interdipendenza economica e la fraternità sociale condurranno alla fine alla fratellanza. L’uomo è per natura un sognatore, ma la scienza lo sta attualmente rinsavendo, cosicché la religione può attivarlo con molto minor pericolo di provocare delle reazioni fanatiche. Le necessità economiche legano l’uomo alla realtà, e l’esperienza religiosa personale porta questo stesso uomo faccia a faccia con le realtà eterne di una cittadinanza cosmica in continua espansione ed in costante progresso


fonte: http://www.urantia.org/it/il-libro-di-urantia/fascicolo-99-i-problemi-sociali-della-religione

venerdì 23 dicembre 2016

Nati il 25 Dicembre

  

Il confronto tra Mitraismo e Cristianesimo è ritenuto molto interessante da alcuni storici, i quali sostengono che ci siano diverse somiglianze tra queste due religioni. Il culto di Mitra ha origini molto antiche, ma si deve distinguere la forma originaria, quella indo-persiana, dalla versione romana, che ne è una rielaborazione originale. Ambedue (come moltissime altre religioni) hanno le seguenti credenze sul mondo, il destino, paradiso ed inferno (il primo abitato dai beati, il secondo popolato da demoni), e l'immortalità dell'anima. Le loro concezioni sulla battaglia tra Bene e Male sono praticamente identiche, inclusa una grande e finale battaglia alla fine dei tempi. Tutte e due aspettano il giudizio finale e la resurrezione. L'immagine di Mitra veniva sepolta in una tomba all'interno di una caverna e questa veniva ritualisticamente rimossa ogni anno e si diceva che tornasse alla vita di nuovo. Il trionfo di Mitra e l'ascensione al Paradiso erano celebrati durante l'equinozio di primavera, quando le ore di luce cominciano a prevalere su quelle di buio. Ambedue le religioni utilizzano il battesimo come purificazione ed unico modo per entrare a far parte della comunità. I due riti però sono completamente diversi: il battesimo romano di Mitra si esprime nel rituale della tauroctonia, consistente nel disporre il fedele in una cavità sotterranea, chiusa in alto da una grata, sulla quale è condotto e sgozzato un toro; il fedele viene così coperto dal sangue ancora caldo dell'animale.Questo rito però era del tutto assente nel culto indo persiano da cui ebbe origine e fu adottato soltanto successivamente nel culto romano Bisogna però aggiungere che, al di là delle testimonianze iconografiche su questo rito, non si hanno altre informazioni sul significato teologico e sull'effettivo svolgimento del rito mitraico. Il battesimo cristiano avviene per immersione in una vasca d'acqua, senza alcun sacrificio animale e senza sangue come diretta derivazione dalle usanze Essene di cui a Qumran si sono ritrovate ampie tracce. A parziale riconoscimento del comune elemento rituale va detto che, seppur il rito del battesimo cristiano usi come simbolo l'acqua, esso rappresenti in effetti il sangue di Cristo che purifica il fedele, ma solo in una successiva rielaborazione. Infatti, il battesimo cristiano viene inaugurato da San Giovanni Battista, che dichiara che verrà uno dopo di lui che battezzerà con il fuoco. Non si hanno invece notizie circa il battesimo mitraico iraniano.
L'iconografia romana rappresenta Mithra, che nasce già fanciullo da una roccia, la petra genetrix (forse un simbolo della materia cosmica primordiale), e affiancato da due personaggi minori interpretati da Franz Cumont come pastori recanti doni. Nel Vangelo secondo Luca, Gesù è un neonato e i pastori non assistono direttamente alla nascita, ma vi si recano in seguito e senza doni.
La presenza dei pastori alla nascita di Mitra è ormai contestata dagli studiosi. Si tratterebbe infatti semplicemente di rappresentazioni di Cautes e Cautopates, i due assistenti mitologici di Mitra. L'abito, considerato "da pastore" è quello tipico della Frigia. In ogni caso le immagini non consentono di dedurre che i cosiddetti doni siano oro, incenso e mirra, i doni recati a Gesù non dai pastori ma dai Re Magi.
In età ellenistica però la sua nascita veniva celebrata nel solstizio d'inverno chiamato in persiano Shab-e Yalda, come si addice ad un dio della luce.
Secondo una leggenda iranica Mitra sarebbe nato da una donna vergine, come Gesù. Il tema della nascita delle divinità da vergini è presente in moltissime religioni antiche.. In alcune culture il calendario cominciava originariamente nella costellazione della Vergine, pertanto il Sole sarebbe "nato da una Vergine". Altri racconti iranici vogliono che il dio sia nato da Arədvī Sura Anahita, che tradotto dalla lingua iranica significa «Arədvī la Maestosa e Immacolata», una divinità elamitica e mesopotamica delle acque, estranea ai culti solstiziali, che avrebbe generato Mitra per partenogenesi.
Conferma la nascita di Mitra da una vergine, nel mazdeismo Iraniano, il tempio Seleucide a Kangavar nell'Iran occidentale (c. 200 a.C.) dedicato ad "Anahita, l'immacolata vergine madre del signore Mithras"
Secondo altri invece Mitra non nacque da una vergine in una grotta, ma secondo il mito nacque da una roccia, presumibilmente lasciando una grotta dietro di sé. La roccia non può certamente essere definita "una vergine", e inoltre Mitra nacque già adulto [MS.173]. Dunque pertanto non può considerarsi valida l'analogia tra la figura di Maria Vergine e quella della roccia, ma può considerarsi valida se confrontata col rito iraniano. Va sempre ricordato che il Mazdeismo così come le altre religioni che successivamente si ispireranno alla bibbia, nasce in Medio Oriente e qui se ne può interpretare la forma originale. Successivamente, passando dal Medio Oriente ad altre regioni, queste ne modificano il contenuto originale adattandolo alle proprie necessità o consuetudini. Si consideri poi che la nascita di Mitra avrebbe avuto luogo quando gli uomini non erano ancora stati creati.
Per quanto riguarda il cristianesimo nel vangelo di Matteo la nascita verginale di Gesù è messa in relazione con un brano del profeta Isaia (tratto dalla Bibbia detta dei Settanta, una versione in lingua greca composta intorno al II secolo a.C. e in seguito la più diffusa in ambiente cristiano). Isaia rivolto alla «casa di Davide» annuncia di una vergine che concepirà un figlio, il quale sarà chiamato Emanuele, ovvero dio è con noi, per la liberazione dal peccato e dal male in cui era caduto Israele. La nascita verginale di Gesù, raccontata da Matteo, è funzionale a dimostrare che la profezia di Isaia si era avverata.
Un'altra analogia è riscontrata nel fatto che Mitra è uno yazata (divinità minore o angelo) che nasce da una vergine per combattere il male, nella lotta finale col bene, per il dominio del mondo, creato originariamente da Ahura Mazda. Sull'origine divina di Gesù poi e l'ordine che gli spetterebbe nella creazione e i rapporti di questo con il Dio Padre le prime chiese cristiane non erano concordi, prima dell'elaborazione teologica nicena, e alcune delle dottrine considerate oggi eretiche presentano maggiori affinità con il mitraismo. Tuttavia se si segue con precisione il mito di Mitra è doveroso precisare che Mitra non sacrificò se stesso, ma piuttosto compì il gesto eroico di uccidere il "grande toro del Sole". Non esiste niente nella letteratura mitraica che giustifichi l'idea che Mitra si sia sacrificato. E non è neanche possibile paragonare la morte di un toro "per la pace del mondo", con Gesù Cristo che venne nel mondo dando la sua vita per salvare gli uomini dal peccato e non per una generica "pace".
Però Mitra era il rappresentante divino di Ahura-Mazda sulla terra ed era incaricato di proteggere i giusti dalle forze demoniache di Angra Mainyu. Era quindi una divinità di verità e legalità e, nel trasferimento al regno fisico, un dio dell'aria e della luce. Come nemico degli spiriti del male e delle tenebre, proteggeva le anime e, comepsicopompo, le accompagnava in paradiso (concetto ed anche parola di origine persiana) e nell'Avesta si mette in luce come "Giudice delle Anime".
Molte chiese furono costruite sopra a mitrei distrutti, come per esempio San Clemente a Roma e tante località dell'anacoretismo cristiano potrebbero essere stati originariamente luoghi di culto mitraico in Romagna, nel Lazio, Campania, in Puglia e Calabria (Regio Urbicaria).
Il tema della grotta compare in chiese cristiane dedicate all'arcangelo Michele, che dopo la legalizzazione del Cristianesimo divenne il santo patrono dei soldati (vedi la grotta santa presso il Santuario di San Michele Arcangelo nel monte Gargano in Puglia, convertita a santuario in onore di Michele nel 493). Bisogna ricordare che il culto di Mitra era presente soprattutto nella classe militare.
Toro e cripta sono legati anche al culto del martire cristiano San Saturnino, di Tolosa in Francia. La connessione, tuttavia, è molto superficiale dato che in questo caso la vittima era Saturnino e non il toro.
Nella letteratura mitraica non esiste alcun riferimento né alla morte né alla sepoltura di Mitra. Lo studioso Gordon dice apertamente che nel culto di Mitra non esiste "nessuna morte di Mitra" [Gor.IV, 96], dunque non si può neppure parlare di resurrezione.
Il mito non dice affatto che Mitra risorse. Dice piuttosto che non Mitra, ma gli dèi, dopo aver cercato gli umani, salirono al cielo, e Mitra attraversò l'Oceano con il suo carro. L'Oceano cercò di inghiottirlo e fallì, e infine egli raggiunse la dimora degli immortali.

In generale chi sostiene l'unicità del Cristianesimo lo confronta con il Mitraismo romano, mentre chi ne sostiene la similitudine lo rapporta al Mitraismo persiano

Per i cristiani di tutto il mondo il 25 dicembre è il giorno in cui è nato Gesù. Ma non tutti sanno che la stessa data riveste la stessa importanza per moltissime altre antiche religioni di tutto il mondo. Il 25 dicembre è la data di nascita di moltissimi dèi, quasi tutti nati da una vergine che hanno avuto una vita terrena di 33 anni con 12 discepoli e poi sono stati traditi ed uccisi e risorti dopo 3 giorni! Può sembrare incredibile ma è proprio così e questo ci fa riflettere sulle vere origini del cristianesimo e il significato simbolico di questi eventi.
Horus, in Egitto 3000 anni prima di Cristo, che nasce il 25 dicembre dalla vergine Isis-meri, la sua nascita è annunciata da una stella proveniente da est, e tre re giunsero a salutare la sua nascita. A 12 anni fu insegnante prodigio A 30’anni viene battezzato da Anup, aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui ed eseguiva miracoli come curare i malati, camminare sull’acqua ed era conosciuto come La Luca, Il figlio di Dio, L’agnello di Dio, Buon pastore etc etc, tradito da Typhon fu crocifisso e sepolto per tre gioni, poi resuscitò. In aggiunta, scritte circa 3.500 anni fa, sui muri del Tempio a Luxor ci sono immagini dell’Annunciazione, Immacolata Concezione, Nascita ed Adorazione di Horus, con Thoth che annuncia alla Vergine Iside che lei concepirà Horus; con Kneph, lo “Spirito Santo” che impregna la vergine; e con l’infante e la presenza di tre re, o magi, che portavano doni.
Virishna nel Medio Oriente, 1200 anni prima di Cristo, nacque da madre vergine per immacolata concezione: quando nacque il tiranno di allora fece uccidere tutti i bambini suoi coetanei; Angeli e pastori presenziarono alla sua nascita in una grotta; compi’ miracoli come la trasformazione dell’acqua nel vino e resuscito’ i morti; fu crocifisso alla fine in mezzo a due ladroni e resuscitò dopo tre giorni.
Attis di Frigia 1200 aC, nato dalla vergine Nana il 25 dicembre, crocifisso e morte per 3 giorni e poi resuscitato.
Krishna, in India 900 aC, nato dalla vergine Devaki, con una stella premonitrice dall’est., compiva miracoli con i suoi discepoli e dopo la sua morte fu resuscitato.
Dionysus, in Grecia 500 aC, nato il 25 dicembre da una vergine, fu insegnante itinerante ,c ompiva miracoli come tramutare l’acqua in vino. Era chiamato Re dei Re , Figlio Unigenito di Dio, L’alpha e L’omega. Dopo la sua morte fu resuscitato.
Mithra, in Persia 1200 aC, nato da una vergine il 25 dicembre, aveva 12 discepoli e compiva miracoli, e alla sua morte fu sepolto e resuscito’ dopo 3 giorni. Il giorno sacro dedicato a Mithra era la Domenica.
Ci sono quindi tanti salvatori nati il 25 dicembre, per lo più da una vergine, che hanno effettuato miracoli, sono morti su croci/alberi/oggetti fatti di legno, poi sono risorti, e presentano tra loro delle somiglianze impressionanti. La domanda sorge spontanea: perché queste caratteristiche?
Ecco molti altri sono i profeti nati il 25 dicembre con una storia simile:
Tammuz in Mesopotamia;
Quetzalcoat e Huitzilopochtli in Messico;
Bacab nello Yucatan;
Alcide, Apollo, Ercole, Zeus in Grecia,
Marduk, Adad in Assiria,
Zulis, Osiride e Iside in Egitto,
Adone in Siria;
Odino, Balder e Frey in Scandinavia,
Bali in Afghanistan,
Baar in Fenicia,
Jao in Nepal,
Xamolxis in Tracia,
Zoar tra i Bonzi,
Beddru in Giappone,
Issione e Quirino a Roma,
Prometeo nel Caucaso,
Indra in Tibet,
Thammuz in Siria,
Atis in Frigia,
Deva Tat in Siam,
Thor in Gallia,
Ischy nel’Isola di Formosa,
Fohi e Tien in Cina.
LA SPIEGAZIONE DEI PROFETI CHE HANNO LA STESSA VITA

La spiegazione per tutto questo può essere descritta in modo duplice ma è unica.
1) La prima spiegazione è che la nostra umanità attuale è l’erede di un’altra civiltà che è vissuta in un era precedente di cui abbiamo ripreso il culto della religione originaria. Il fatto che siano esistite civiltà evolute e poi qualcosa (una guerra o un cataclisma) ha fatto ritornare l’uomo alla preistoria, è molto accreditata ed in effetti ad esempio in India c’è la città di Mohenjo-Daro in cui gli scienziati hanno trovato le stesse condizioni di radioattività e fusione prodotte da un’esplosione nucleare, il tutto risalente ad almeno 7500 anni fa. Questa teoria trova riscontro anche nei numerosi OOPARTS che vengono scoperti sempre di più, ovvero oggetti che risalgono a migliaia di anni fa ma sono troppo evoluti e sofisticati per appartenere alla preistoria.
2) La seconda spiegazione è molto pragmatica e si basa sull’effettivo movimento degli astri ed è quella che gli studiosi ed archeologi chiamano l’antico culto del sole. Il 25 dicembre segna l’effettiva nascita del sole dopo la morte avvenuta con il solstizio del 21. La “stella d’oriente” che da il messaggio della venuta del Dio, non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio – com’era già noto nei tempi antichi – si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione. Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re”. La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre. Ecco da dove viene l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè la divinità del Sole) nascerà. Il sole quindi cresce e raggiunge il suo apice con l’equinozio di primavera e quindi la Pasqua, momento in cui il Sole entra nel segno dell’ariete e del montone, ecco il perché dell’agnello sacrificale presente in tutte le religioni: le ore di luce sconfiggono “per sempre” le tenebre, ed ecco che la rinascita si compie e inizia nuovamente un nuovo “ciclo di vita sulla Terra”. Il 22 dicembre la “morte” del Sole si realizza completamente quando cioè raggiunge il punto più basso nel cielo. La cosa particolare è questa: dal punto di vista visivo, il Sole smette di muoversi verso sud per 3 giorni. Durante questo periodo, il Sole rimane in prossimità della Croce del Sud (la costellazione di Crux), e dopo questo periodo di tre giorni, il Sole ricomincia a muoversi questa volta verso nord facendo presagire giorni più lunghi, più calore e primavera. Il Sole è morto sulla croce, morì per 3 giorni per poi risorgere e nascere di nuovo: da qui l’idea di crocifissione, morte per 3 giorni e resurrezione che è comune a tante divinità del Sole come Gesù. Gli Apostoli sono le 12 costellazioni dello Zodiaco, assieme ai quali Gesù, essendo il Sole, viaggia. La madre vergine del Dio Sole e’ un tema anch’esso popolare in tutte le religioni dell’antichità: secondo il “mito solare”, infatti, il Sole nacque sotto la costellazione della Vergine; dato che gli antichi inspiegabilmente conoscevano a menadito il sistema solare meglio di noi oggi, tutti i profeti solari sono nati da altrettante vergini. L’oro, l’incenso e la mirra, infine, erano i doni che gli antichi facevano al sole poco dopo la sua rinascita, in quanto con la sua nuova “luce” avrebbe promesso grano, raccolti e cibo nuovamente a sufficienza.
Molto probabilmente non sapevi tutto questo, ed è molto affascinante scoprirlo e cercare di dare una spiegazione razionale e logica a tutto. Secondo me una ricerca concreta e fruttuosa su questo può iniziare solo se ti metti nella prospettiva che forse non sappiamo davvero cosa è successo in passato, non sappiamo quanto erano evoluti, quali conoscenze avanzate avessero e quanto profondamente erano in contatto con tutto l’universo.

sabato 5 settembre 2015

Silvestro II il papa Mago

E così parliamo di Silvestro II, forse il personaggio più misterioso della storia di Roma.
Silvestro II,al secolo Gerberto D’Aurrillac divenne papa il 2 aprile 999. Fu persona coltissima,esperta di ogni arte e dotata sicuramente di una mente acuta e insaziabile.Su di lui circolano numerose storie e sia che si voglia dar retta alle varie leggende nere, sia che si voglia credere alla sua figura storica, ci si accorgerà di trattare di un uomo fuori dal comune.
La situazione storica in cui Gerberto divenne Papa era caratterizzata dall’apice della lotta per le investiture. Infatti il pontificato precedente ebbe una storia molto travagliata.
Ottone III, l imperatore tedesco aveva messo sul soglio pontificio suo cugino, Brunone con il nome di Gregorio V. (correva l’anno 996 )
Apertamente osteggiato dalla nobiltà romana, guidata da Crescenzio (Quello dell’ omonima via parallela a via Cola di rienzo Ndr), Brunone fu costretto a rifugiarsi a Pavia.
Nel frattempo a Roma venne eletto da Crescenzio un anti papa: Giovanni XVI.
Ma Ottone III, dopo essere venuto in soccorso di suo cugino, fece decapitare Crescenzio e fece appendere il suo corpo in cima a monte Mario, al tempo chiamato Mons Malus. All’ antipapa Giovanni XVI le cose andarono ancor peggio: gli vennero mozzati il naso e le orecchie e gli furono strappati lingua ed occhi. Morì su una gogna in convento.
Ottone III ,forse pentito,inizio a pellegrinare tra conventi mentre Gregorio V morì qualche anno dopo.
Ottone Poi cercò di riportare il Sacro Romano Impero ai suoi fasti originali, non riuscendoci.
Ma riprendiamo la storia di Gerberto.
Dunque Gerberto nacque attorno al 940 da una famiglia di contadini. Inizialmente studiò nel convento di Saint Geraud. Li  si dovette distinguere , perchè il conte di Barcellona lo chiamò a studiarein una sua scuola in Spagna.
Il territorio spagnolo era sotto il dominio arabo. Al tempo gli Arabi eccellevano in ogni campo della scienza, e le loro conoscenze di astronomia,alchimia,fisica e filosofia erano grandiose e le nozioni della matematica erano impressionanti.
Gerberto rimase impressionato da questa cultura, e divenne mussulmano pur di entrare in possesso delle conoscenze più importanti. Fu quindi apostata ed abiuratore del cristianesimo.
Ma la sua cultura era talmente ampia che L’ imperatore Ottone I lo volle come educatore dei figli.
La sua conoscenza era tanto strabiliante che molti credettero derivasse dalla magia o da qualche diavolo. In Fin dei conti al tempo si poteva venir considerati diabolisti per molto meno!
Comunque Gerberto divenne Vescovo di Reims. Nel 996 però fu scomunicato e gli fu tolta la mitra. Poco dopo  venne riabilitato,gli fu tolta la scomunica e fu negata sia la sua aburazione del cristianesimo sia l’ apostasia. Divenne Papa nel 999 grazie all’ influenza di Ottone III. Ottone III venne a regnare a Roma,sperando di poter ricreare idealmente l’Impero Romano. E si fece costruire un palazzo sull’ aventino, proprio davanti al Palatino, sede dei palazzi imperiali di Roma.(non sono ancora riuscito a trovare questo palazzo o qualche segno della sua esistenza, tuttavia! Ndr)Ma i romani lo cacciarono da Roma,non volendo avere un re straniero.
Silvestro II fu anche il primo papa a richiedere una crociata (ma la prima sarebbe partita anni dopo) e sostenne la cristianità durante la grande paura dell’ anno mille. (Mille e non più mille)
Anzi, fu il primo a cospargersi il capo di cenere la notte del 31-11-999 (SAN SILVESTRO!), quando tutta Roma invocò la pietà divina temendo la fine del mondo.
Fin qui abbiamo trattato della parte storica,ma adesso ci addentriamo nella leggenda che poi è quello che tutti stavamo aspettando...

IL PAPA MAGO

Su Gerberto le leggende sono numerose e non tutte spiegabili con la semplice maldicenza popolare. Si dice che Gerberto fosse in tresca con una strega, che avesse incatenato un demone in  una maschera d’ oro, che  avesse un libro magico e un Djinn al suo servizio...
In ogni caso vedremo che tutte le leggende cercano di spiegare la salita al potere di Gerberto con un potere esoterico.

Meridiana

Mentre Gerberto era a Reims, incontrò una donna, Meridiana. Meridiana era una fata o più prosaicamente un adepta a  riti esoterici. Non ci è dato di sapere se Gerberto si innamorò di lei o della sua scienza, ma rimase ammaliato da Meridiana. Per conquistarla si indebitò e perse tutto, inutilmente ( e fu pure scomunicato!?!). Un giorno però,mentre Gerberto ormai fallito si aggirava per un bosco, Meridiana gli venne incontro e gli propose in cambio della fedeltà e del segreto, conoscenza e potere (chi non avrebbe accettato?) .Grazie a Meridiana Gerberto si riprese economicamente e moralmente ed ottenne  il successo ( tipo tornare vescovo? Ndr). Per Esempio sembra che Meridiana gli avesse predetto che sarebbe divenuto papa entro la fine del secolo, nonostante l' elezione nel 996 di Gregorio V.
Questa leggenda ha dei riscontri tipici della favola medievale:La donna che corrompe l’ uomo giusto,Il protagonista che degrada moralmente e l’ amore passionale e struggente che distruge l ‘animo umano ( C’ era un tale Lancillotto che...).

IL libro nero e il tesoro di Cesare

Gerberto era venuto in pellegrinaggio a Roma . Al tempo nel campo Marzio (quella zona attorno al parlamento) c’era una statua molto malridotta. Un dito di quella statua indicava un punto e sul basamento era inciso in latino "Percuoti qui". Il dito e la testa della statua erano stati colpiti da numerosi colpi di maglio, sferrati da improbabili cercatori di tesori.
Silvestro vi passò davanti e si fermò ad osservare. Aspettò mezzogiorno e segnò il punto raggiunto dall’ombra del dito della statua come avrebbe fatto un qualsiasi emulo di Indiana Jones mille anni dopo.
Vi tornò nottetempo con un servo ed iniziò a scavare nel punto segnato. In poco tempo scoprirono un passaggio scuro con una scala che scendeva in profondità. In fondo alla scala c’era una stanza con un trono in fondo e 12 sedili attorno, sui sedili erano seduti 12 statue con una maschera d’ argento, mentre sul trono c’era una statua con una maschera d’oro. Al centro della sala vi era il tesoro di Augusto. Ma nulla si poteva prendere perché non appena si toccava qualcosa le statue si animavano.
Gerberto scoprì che l’ unica cosa che poteva toccare era un libro nero. Tentò allora di aprire il libro e gli apparve un uomo dal nulla, vestito come un turco. Si presentò come il guardiano del libro e disse al monaco che poteva tenersi il tomo a patto che non lo avrebbe mai letto senza la sua presenza. Gerberto acconsenti e il guardiano tornò nel libro. 
Ivi era scritto tutto il sapere ma Gerberto non poteva leggerlo liberamente perché il guardiano lo costringeva a vederne solo alcune parti. Il Guardiano disse anche che se avesse cercato di prendere il libro lo avrebbe cercato ovunque per terra e per mare. Ma un giorno il nostro Gerberto rubò il libro e scappò. Il guardiano volò alla sua ricerca, ma il monaco si era appeso con una corda sotto il ponte Sant’Angelo in  modo da non trovarsi né in terra né in mare.
Dopo un infruttuosa ricerca il guardiano sparì e non si fece (quasi) più rivedere.
Questa leggenda è di chiaro sapore orientale: Il Guardiano sembra un Djinn arabo, mentre l’ astuzia dell’ uomo che lo intrappola, il libro e le statue sono tipiche delle favole islamiche e mediorientali.
E' molto interessante notare come le due leggende riassumano questo personaggio a metà tra le due culture.

La Maschera D’ oro

Silvestro II, si fece costruire una maschera d’ Oro che rispondeva alle domande e prevedeva il futuro. Sembra  che molte persone avessero visto questa maschera all’opera. Secondo alcuni Gerberto avrebbe incatenato un diavolo dentro la maschera e lo avrebbe costretto a rispondere senza menzogne. Il Migne nella mitologia latina scrisse : "Possedeva (Gerberto) nel suo palazzo, una testa di bronzo che rispondeva "si" o "no" alle domande che egli le rivolgeva sulla politica e sulla situazione della cristianità. Secondo Silvestro II questo procedimento era molto semplice e corrispondeva al calcolo con due cifre ". Possibile che Gerberto potesse costruire una macchian analitica in codice binario?
Dai cronisti dell'epoca apprendiamo che egli inventò un " globo celeste in cui tutti gli astri avevano proprie orbite e propri movimenti e compivano in tempi proporzionati le proprie rivoluzioni ". Si tratta, evidentemente, di un planetario: un'invenzione che fu ripresa solo nel XIX secolo.Inventò anche un orologio meccanico e un organo a vapore.
Di tutte queste invenzioni e di altre ancora non abbiamo che notizie imprecise, poiché alla sua morte tutto fu distrutto.

I libri Occulti

Sembra che Silvestro fosse un gran conoscitore anche dell’ esoterismo e della demonologia.
Probabilmente la sua sete di sapere lo aveva portato ad esplorare anche queste dottrine.Per gerberto non si trsttava di abiurare una fede,ma probabilmente pensava di dover conoscere tutto per esercitare al meglio i suoi doveri.Cerco vari libri occulti in europa e si dimostrò un grande conoscitore della materia.

La Morte di Silvestro II

Un giorno Silvestro chiese alla sua maschera quando sarebbe morto. La maschera rispose "tu morirai officiando messa a Gerusalemme." Gerberto  rimase stranito: Aveva da poco richiesto ai Regni Cristiani di liberare Gerusalemme dagli arabi! Ma poi pensò che sarebbe bastato non recarsi in terra santa.
Mentre Gerberto officiava messa a S.Croce in Gerusalemme, chiesa così chiamata  per le reliquie portate da Sant’ Elena si sentì male e vide per l’ ultima volta il  turco. Capì allora che era giunto il suo momento. Chiamò i prelati e i cardinali. Ordinò loro che d’ora in poi la consacrazione delle ostie fosse fatta di fronte ai fedeli e non di spalle, come era uso al tempo; poi confessò di essersi dedicato alla demonologia, alle arti proibite e alla magia. Si raccomandò di distruggere le sue invenzioni e chiese perdono a Dio. Infine come ultima volontà volle che il suo feretro fosse attaccatto ad un carro di buoi e lasciato andare liberamente,sarebbe stato seppellito lì dove i buoi si sarebbero fermati.(Al tempo,secondo l’ usanza,Il corteo funebre papale andava da S.Pietro a San Giovanni in Laterano,Passando per S.maria maggiore.) Ma i buoi seguirono precisamente il percorso funebre tradizionale e si fermarono solo dentro la cattedrale di San Giovanni, seguiti dal corteo inorridito e stupefatto!
Questo forse fu un segno divino avesse voluto riabilitare il povero Gerberto.

Le Ultime Magie.

La tomba di Silvestro II è ancora nella cattedrale di S.Giovanni. Si dice che quando stia per morire un papa la tomba faccia fuoriuscire un rivolo d’acqua,mentre quando stia per morire un cardinale si inumidisca. L’ultima magia Silvestro II la fece nel 1684,quando la tomba fu aperta per tacere questa leggenda.ll papa si presentò in perfetto stato di conservazione e in profumo di manna ai presenti (680 anni dopo!),prima di volatilizzarsi senza lasciare traccia!
Silvestro II, mago, scienziato, papa in mezzo alla lotta per le investiture e alle sette millenaristiche, scomunicato, apostata, mussulmano diviene il simbolo di un momento storico come forse nessun altro.

Tratto da: http://www.satyrnet.it 

mercoledì 10 giugno 2015

fraternità universale.

Per “fraternità universali” intendiamo qui organizzazioni che – pur definendosi non religiose e prevalentemente filosofiche (un’auto-definizione che, come in altri casi, va rispettata) – trasmettono un insieme di idee che possono in parte rientrare in una definizione in senso lato di religione o spiritualità (definizione, beninteso, non condivisa da queste organizzazioni). Un gruppo di organizzazioni – tra cui la Grande Fraternità Universale e la Società Biogenica Internazionale – si ispira all’idea, tradizionale nell’esoterismo occidentale, di una fraternità mondiale degli iniziati. Altre si ricollegano più esplicitamente alla riscoperta di elementi del mondo classico, e fra queste emerge Nuova Acropoli. Tutte sono – in un modo o nell’altro – influenzate dall’eredità della Società Teosofica, di cui però non condividono l’interesse preminente per l’Oriente, il che giustifica una loro trattazione separata (pur potendosi anche parlare di gruppi “post-teosofici”). In questa sezione non è più inclusa la realtà di VITAnova – Ente Ideale Universale della Vita – fondata da Stefano Vento che, da tempo, ha cessato la pubblicazione del suo periodico trimestrale. Pur essendo una piccola realtà nel mondo delle Fratellanze Universali, VITAnova si caratterizzava per una dottrina a suo modo significativa legata anche alle opere di Edmond Bordeaux Szekely (1905-1979) e alle attività dell’Unione Cristiani Bionaturisti Italiani. La Federazione Nazionale Red GFU Italia è un’associazione di diritto privato senza scopo di lucro, affiliata alla Red Internacional de Organizaciones Culturales no Gubernamentales Gran Fraternidad Universal, con sede a Città del Messico (Messico), della quale accetta i consigli e le direttive. Le origini della Fondazione Red GFU si ritrovano nel movimento fondato da Serge Raynaud de la Ferrière (1916-1962) nella linea che deriva dal suo discepolo José Manuel Estrada (1900-1982). Almeno una trentina di diverse fraternità e ordini iniziatici “procedono” da Raynaud de la Ferrière, con notevoli sviluppi soprattutto in America Latina.
Serge Raynaud de la Ferrière, nato a Parigi, studia in Belgio e visita diversi ambienti esoterici e massonici europei. A Parigi avrebbe incontrato un misterioso esoterista chiamato Sun Wu Kung. Questo personaggio, il cui nome è certamente uno pseudonimo – che corrisponde al “pellegrino” del romanzo cinese del secolo XVI Si Yeou-Ki –, sarebbe nato nel 1875, sarebbe morto nel 1966 e sarebbe stato sepolto a Reykjavik, in Islanda, dove uno dei discepoli di Raynaud de la Ferrière, José Rafael Estrada Valero, ne avrebbe ritrovato i resti e il bastone. Sun Wu Kung avrebbe riconosciuto Raynaud de la Ferrière come un grande iniziato e un avatar, e lo avrebbe nominato – per conto dell’Assemblea dei Saggi Anziani del Tibet, di cui era emissario – Supremo Reggente dell’Ordine di Aquarius. Secondo alcuni discepoli ed ex-discepoli, peraltro, queste vicende dovrebbero essere intese come metafore di un cammino iniziatico e non corrisponderebbero ad avvenimenti storici, ovvero il fondatore – nella cui opera sono evidenti echi teosofici – sarebbe entrato in contatto con gli stessi “Maestri Ascesi” di cui avevano parlato Madame Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) e Alice Bailey (1880-1949). Anche sulle lauree e i titoli accademici che Raynaud de la Ferrière avrebbe ricevuto sono stati sollevati numerosi dubbi. Quello che è certo è che nel 1947 Raynaud de la Ferrière lascia l’Europa e nel 1948 si trasferisce in Venezuela, dove fonda un ashram presso Maracay, e crea a Caracas – il 21 marzo 1948 – la Grande Fraternità Universale (da cui la sigla GFU) con il primo discepolo José Manuel Estrada, un sindacalista autodidatta che proviene da interessi massonici e rosacrociani. Con Estrada, i suoi primi discepoli sono Juan Victor Mejias (1915-2001) e Alfonso Gil Colmenares, ancora vivente; in seguito si aggiunge David Juan Ferriz Olivares (1921-1992), curatore delle edizioni in lingua spagnola dei testi del maestro, originariamente scritti in francese e tradotti in spagnolo, secondo i critici, con alterazioni e aggiunte. Già negli ultimi anni di vita di Raynaud de la Ferrière, e immediatamente dopo la sua morte – avvenuta a Nizza nel 1962 – si determinano diverse divisioni e separazioni. Benché il fondatore, assumendo negli ultimi anni della sua vita la carica di “presidente iniziatico” e ritirandosi dal ruolo operativo, avesse originariamente nominato suo successore Estrada, in seguito – di fronte alle critiche degli altri discepoli anziani – lo invitò a dedicarsi ad attività di formazione interna, mentre Colmenares, Mejías e Ferriz Olivares avrebbero dovuto, uno dopo l’altro, reggere la Fraternità. Insofferente alle decisioni del fondatore, Estrada dopo la sua morte, sopravvenuta nel 1962, si separa definitivamente dalla Fraternità, che rimane sotto la guida degli altri tre discepoli. Nel 1971 Estrada fonda e struttura l’associazione che dal 1998 sarà chiamata Red Gran Fraternidad Universal (Red GFU, in italiano Rete GFU), cui si aggiunge per molti anni “Linea Solare”, per distinguerla da quella che Estrada considera la “linea lunare” degli altri discepoli, termine che essi peraltro non accettano. Il suo insegnamento si caratterizza per l’accentuazione dell’aspetto mistico e profetico rispetto a quello intellettuale. Già prima della morte di Estrada, sopravvenuta nel 1982, la sua branca è però scossa da ulteriori scismi. Il già citato José Rafael Estrada Valero fonda in Cile un’autonoma “Linea Solare del Sud” nel 1977, oggi nota come Istituto di Sviluppo Umano (IDH), cui sono collegati la Fondazione Globale e l’Università Albert Einstein, mentre Luis Murguía Alarid (1932-2006) crea un Colegio Iniciático La Ferrière in Messico e Domingo Dias Porta fonda, sempre in Messico, la Mancomunidad de la América India, nota oggi anche come Azione per l’Unità Mondiale (A.U.M.), da cui si separeranno ulteriormente la Grande Fraternità Universale – Gruppo Culturale Mondiale di Telésforo Linares Sanchez (1930-2007) e la Augusta Grande Fraternità Universale di Pedro Enciso Ruvalcaba, alcuni discepoli del quale hanno a loro volta dato vita a gruppi autonomi. A Estrada succede nella Rete GFU José Marcelli Noli (1925-2010), sostituito alla sua morte da una direzione collegiale. Collegati, ma non senza articolazioni, alla Rete GFU sono il Supremo Ordine di Aquarius (SOA), e l’Associazione Internazionale di Yoga e Yoghismo, presente anche in Italia in collegamento con la Rete GFU. Dopo la morte di José Marcelli Noli i fratelli Carlos e José Michán Amiga si sono separati dalla Rete GFU e hanno dato vita a una nuova Gran Fraternidad Universal – Línea Solar, in contatto in Italia con gruppi milanesi e con il Centro Yoga Orizzonti di Pescarolo (Cremona), dove José Michán Amiga ha tenuto corsi e conferito iniziazioni. Le diverse branche della Grande Fraternità Universale presentano tutte la medesima struttura: una rete di attività culturali, con un interesse per la scienza e per lo yoga, che rimanda a un ordine iniziatico, spesso denominato Ordine di Aquarius, dove sono conferiti gradi iniziatici che culminano in una “Messa cosmica”. Mentre le attività esterne presentano spesso connotazioni puramente culturali, nelle attività iniziatiche interne ai dirigenti – a partire dallo stesso Raynaud de la Ferrière – ci si riferisce con titoli quali guru e avatar, in qualche caso assegnando loro un ruolo decisivo per l’evoluzione spirituale del mondo. L’entrata nell’Ordine di Aquarius è peraltro dichiarata libera per persone di qualunque religione, purché disponibili ad accettare i suoi ideali e a seguire poche regole fondamentali fra cui l’astensione dal fumo, dagli alcolici, da qualunque droga o sostanza eccitante, e un’alimentazione ovo-latto-vegetariana. Raynaud de la Ferrière insiste sul fatto che l’Ordine di Aquarius “non è una nuova religione, è il ritorno della Religione Unica nella sua essenza quali che siano state le sue forme filosofiche, culturali o iniziatiche, delle quali si sono serviti i suoi apostoli per farla intravedere agli uomini secondo la loro età, il loro grado di avanzamento cosmico, le loro esperienze, il loro grado di comprensione e di evoluzione”. Il sole sta per entrare nella costellazione dell’Acquario, il che produrrà grandi mutamenti: un’idea comune al New Age, da cui però i gruppi della linea Raynaud de la Ferrière prendono le distanze, ritenendolo sincretistico e superficiale. Per preparare l’Età dell’Acquario, i “missionari dell’Aquarius” devono, secondo Raynaud de la Ferrière, perseguire tre scopi fondamentali: “l) riunire tutte le sette per farle uscire dal dogma e da un certo fanatismo religioso; 2) fondare colonie spirituali dove si applicherà un programma di ricerche e di lavori per istruire gli uomini nella Conoscenza, in modo che tutti, in virtù del conoscersi, procedano come fratelli gli uni con gli altri; 3) fondare centri di studio in tutti i quartieri di ogni città o paese, per studiare il nuovo modo di vivere, di pensare e di sentire, come pure la nostra reazione all’ambiente e la nostra emancipazione dal medesimo, in breve, studiare le leggi che governano l’Universo per studiare Dio”. L’organizzazione del lignaggio Raynaud de la Ferrière che ha la maggiore presenza in Italia è la Rete GFU – della linea Estrada – Marcelli Noli –, presente in molti Paesi del mondo con centri culturali, istituti di yoga, club sportivi e altre istituzioni. Oggi è una rete di associazioni nazionali autonome oltre ad alcune associazioni affiliate di carattere tematico, tra cui Co-Planet – che organizza grandi incontri internazionali di carattere culturale ed ecologico –, Karis, con una funzione simile alle associazioni scoutistiche, Tao-Te-Chia – una rete internazionale consacrata alle arti marziali –, la Fondazione Culturale Solar (già Solar Editori) e altre. La Rete GFU arriva in Italia nel 1977 ed è oggi presente in Veneto con l’ashram di Paré di Tarzo, inaugurato da Marcelli Noli nel 1996, e il Centro Culturale Estrada di Treviso, a Bergamo con il Centro Culturale Quinto Sol, a Cremona con il Centro Culturale Il Tibetano, a La Spezia con il Centro Culturale Surya, a Viareggio (Lucca) e Pietrasanta (Lucca) con il Centro Antares, a Reggio Calabria con il Centro Helios. Patrocina e partecipa a incontri sulla spiritualità, la meditazione e la preghiera in dialogo con ambienti cattolici e con altre religioni B.: Sulla storia cfr. Adrián Marcelli, El Maestre. Serge Raynaud de la Ferrière, Solar Editores, Città del Messico 1993. Con intenti critici e talora polemici ha raccolto una vasta documentazione Pamela Siegel, Serge Raynaud de la Ferrière. Aspectos biográficos, presso l’Autrice, Campinas (San Paolo, Brasile) 2014. Di Serge Raynaud de la Ferrière, in trad. it., si vedano: I grandi messaggi, Edizioni GFU Linea Solare, Venezia 1987; e – su un tema specifico – Il libro nero della framassoneria, Tarantola, Lugano s.d. Dopo la separazione di José Manuel Estrada, la branca originaria della Grande Fraternità Universale resta guidata dagli altri tre discepoli designati dal fondatore: Alfonso Gil Colmenares, Juan Victor Mejías e David Juan Ferriz Olivares. Quest’ultimo intende tuttavia imprimere alla Grande Fraternità Universale, almeno nelle sue attività esterne e rivolte al grande pubblico, un tono più culturale e sociale e meno esoterico, un progetto con cui non sono d’accordo gli altri due discepoli anziani, i quali contestano pure l’annuncio di Ferriz Olivares che nel 1988 proclama di avere raggiunto il sesto grado iniziatico della Fraternità. Nel 1990 Colmenares e Mejías destituiscono da tutte le sue cariche Ferriz Olivares, il quale si trasferisce in Perù dove fonda la Magna Fraternitas Universalis. Rimane pure sotto il controllo di Ferriz Olivares un’istituzione originariamente concepita da Raynaud de la Ferrière nel 1947 è rifondata nel 1988, la Federazione Internazionale delle Società Scientifiche (FISS). Alla morte di Ferriz Olivares nel 1992, José Miguel Esborronda Andrade gli succede alla guida della Magna Fraternitas Universalis e María Nilda Cerf Arbulú dellaFederazione Internazionale delle Società Scientifiche e della collegata Scuola Libera di Studio Scientifico per Bambini (ELIC), presenti anche in Italia a Trieste. Un altro discepolo, Florencio Vásquez, fonda l’Asociación Mundial del Saber (International Mathesis Society) nel 1993, da cui si separano a loro volta Felipe Guevara Morán e Esteban Amaro che creano la Fundación Dr. Serge Raynaud de la Ferrière in Perù. Amaro rompe in seguito con Guevara e fonda in Messico una diversa Fundación Serge Raynaud de la Ferrière, nome peraltro che può creare qualche confusione in quanto utilizzato da parecchie organizzazioni diversse. Altri scismi della linea Ferriz Olivares portano a La Nueva Humanidad en Marcha (NHUMA), Sublime y Augusta Gran Fraternidad Universal, diretta da Máximo Reátegui e al Bureau Cultural Mundial di Julio Martínez. In tutte queste linee va anche segnalato l’interesse e il collegamento con logge massoniche, regolari e “di frangia”. Negli ultimi anni si assiste anche a tentativi di collaborazione “ecumenica” tra le numerose e diverse branche che “procedono” da Raynaud de la Ferrière che non si riducono a quelle, pur numerose, elencate in questa sede. Un gruppo Yahoo, la Lista del Maestre, è seguito da migliaia di persone e, se non mancano gli scambi polemici su quali siano i “veri” successori di Raynaud de la Ferrière, si nota pure in molti partecipanti un desiderio di dialogo e di collaborazione.

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

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