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lunedì 30 dicembre 2024

Non interrompere il flusso dell’abbondanza: riflessioni sulla prosperità spirituale

L’abbondanza non è solo denaro o cose materiali: è un flusso di energia che attraversa la nostra vita, l’anima e la coscienza. Quando ci apriamo alla vita con presenza e gratitudine, questo flusso scorre libero. Ma quando dubbi, paure o resistenze entrano nel nostro cuore, rischiamo di interrompere quella corrente che ci sostiene e ci accompagna verso ciò che desideriamo con sincerità



Non interrompere il flusso dell’abbondanza: riflessioni sulla prosperità spirituale

Spesso pensiamo all’abbondanza come qualcosa di esterno — denaro, possedimenti, successo apparente — ma l’abbondanza comincia come stato interno, come energia di presenza, gratitudine e apertura. Quando la mente si chiude per paura o dubbio, blocca anche il flusso naturale dell’energia che potrebbe trasformare possibilità in realtà vissute.

Il flusso dell’abbondanza è come un fiume:
scorre quando trova spazio, movimento e apertura.
Si arresta quando incontra resistenze, timori o giudizio.

A volte interrompiamo quel flusso involontariamente con pensieri come:

  • “Non ce la farò mai…”

  • “Non merito questo…”

  • “È troppo difficile per me…”

Queste frasi non sono solo idee. Sono muri interiori che bloccano un’energia viva.

La prosperità, sotto il profilo spirituale, non è un premio; è una frequenza.
È un modo di essere che dice sì alla vita, anche quando è incerta.
È aprire le braccia invece di incrociare le difese.

Quando apriamo il cuore alla gratitudine — non soltanto per ciò che abbiamo, ma per ciò che siamo — il flusso dell’abbondanza non si ferma più. Comincia a scorrere attraverso ogni scelta, gesto e respiro. Comincia a riflettersi nelle relazioni, nelle opportunità, nelle intuizioni e persino nei momenti di difficoltà, che diventano semi di crescita interiore.

Non interrompere quel flusso significa:

  • vivere con presenza invece di reagire

  • scegliere consapevolezza invece di paura

  • vedere possibilità invece di limiti

  • sentire gratitudine invece di carenze

Il mondo di fuori è un riflesso di quello di dentro. Quando la tua energia si apre, l’universo risponde. La legge dell’abbondanza non è un’idea astratta: è un invito a sincronizzarti con la tua verità più profonda.

La vita può offrirti abbondanza in molte forme: amore, connessioni significative, opportunità creative, gioia, pace. Ogni volta che smetti di bloccare con la mente e inizi ad ascoltare col cuore, il fiume continua a scorrere — più pieno, più chiaro, più vivo.

Questa è la vera abbondanza:
una cadenza di energia che non si arresta,
che non si spezza,
che non dipende da condizioni esteriori…
ma dalla tua voce interiore che dice:
Sono pronto ad accogliere.


sabato 5 luglio 2014

Il significato occulto del numero 7.

sette


“E avendo aperto il settimo sigillo, si fece silenzio nel cielo, quasi di mezz'ora. E vidi i sette angeli che stanno dinanzi a Dio; e furono date ad essi sette trombe".

(Apocalisse, VIII - 1)
Nell’Apocalisse, è un numero ricorrente: in tutta la bibbia Bibbia compare 424 volte.
“E vidi nella destra di Lui che sedeva sul trono, un libro scritto di dentro e di fuori, e segnato con 7sigilli”.
(Apocalisse, V - 1)
"Il mistero delle sette stelle che hai visto nella mia destra e i sette candelieri d'oro: le sette stelle sono i sette angeli della Chiesa e i sette candelieri sono le sette Chiese".
(Apocalisse, I - 20)
“E vidi una bestia che saliva dal mare, che aveva sette teste e dieci corna, e sopra le sue corna dieci diademi e sopra le sue teste nomi di bestemmie”
(Apocalisse, XIII - 1)
E il Signore disse a Noè: “Di tutti gli animali mondi ne prenderai a sette a sette, e maschio, e femmina; e degli animali immondi a due a due, maschio, e femmina. E parimenti degli uccelli dell’aria a sette a sette, maschio e femmina: affinché se ne conservi la razza sopra la faccia della terra.
(Genesi, VII, 2-3)
E' scritto nel Vangelo: "Perdona non 7 ma 77 volte 7 al tuo fratello".
Ammonisce un antico proverbio arabo: "Prima di parlare gira sette volte la lingua in bocca".
 

Sette è il numero da sempre ritenuto magico, misterioso, intriso di sacralità e con una ricchissima simbologia che lo connota fin dall’antichità. 
E’ il primo più alto, divisibile solo per se stesso, il più attivo dei numeri dispari e rappresenta, dunque, l’azione per eccellenza, a tutti i livelli: su se stessi e sul mondo. 
Il numero 7 era considerato già sacro dagli egizi che vi fondarono gli elementi di tutte le scienze; molte delle sue proprietà risalgono addirittura all’astrologia babilonese che riconosceva 7 pianeti e divideva il mese lunare in cicli di 7 giorni, da cui deriva l’origine della nostra settimana. A ciò è riconducibile molta della sacralità dei 7 che rappresentava, in quel tempo, il cosmo e la sua perfezione. 
Secondo la scuola pitagorica il 7 era “amitor” (senza madre) in quanto non era un prodotto fattoriale ma generato solo dall’unità. Veniva considerato “Veicolo di Vita” in quanto formato dal quattro (azione, materia, femminile) più il tre (spirito, sapienza, maschile).
Tutte le civiltà antiche hanno sviluppato un simbolismo numerico ed in esse è infatti ricorrente l’interpretazione del 7 come numero sacro, unico e immobile. 
I Cinesi veneravano 7 Spiriti Celesti; i Giapponesi i 7 Genii della Felicità; il Rig-Veda parla di 7 razze umane, di cui cinque già estinte e due future, chiamate allegoricamente le sette “correnti”. 
Le civiltà della Mesopotamia attribuivano l’origine e il governo del mondo a 7 deità cosmogoniche. 
7 sono gli Dei accostati ai sette saggi del Pantheon Babilonese, 7 sono i raggi di Bacco, 7 quelli del disco solare sulla testa di Thoth.
I Caldei innalzarono colossali torri a 7 piani. 
Ugualmente importante fu il numero 7 presso gli Egizi e gli Ariani, lo testimoniano le piramidi a struttura tri-tetra settenarie. 
Gli Egiziani contarono “sette braccia” del Nilo; 7 erano gli scorpioni che accompagnavano sempre la dea Iside ed in 7 gradi fu edificata la Piramide.
I Persiani credevano ai 7 Genii della Luce e cingevano le città con 7 cinta di mura.
I Greci associavano il 7 all’adorazione di Selene e di Apollo; 7 erano le corde della sua lira.
7 erano le vacche sacre del dio cantate da Omero, «All’isola della Trinacria arriverai: là numerose pascolano le vacche e le pingue grecci del sole, sette armenti di vacche e sette belle greggi di pecore...» Odissea, XII, 127-133 
7 erano i fanciulli e 7 le fanciulle inviate a Creta come pasto per il Minotauro. 
Nella cultura ellenica l’armonia tra pensiero ed azione veniva indicata nei 7 sapienti: Cleubulo con in mano la bilancia, Pittaco con un ramo d’ulivo, Solone con un teschio, Pariandro in posa calma e rassegnata, Talete colui che non sa ma che infinitamente sa, Chilone con in mano uno specchio, Biante che solleva una gabbia contenente un uccello. 
7 erano le meraviglie del mondo: il colosso di Rodi, i giardini pensili di Babilonia, il mausoleo di Alicarnasso, il tempio di Diana in Efeso, il faro di Alessandria, il Giove olimpico di Fidia, le piramidi d’Egitto.
7 furono le Chiese del tempo: Efeso, Smirne, Sarsi, Tiati, Pergamo, Filadelfia e Maodicea.
7 erano gli Dèi di Abydos, 7 le dee Hator che stabilivano il destino di ogni neonato.
Ogni 7 giorni gli Spartani facevano sacrifici ad Apollo; il 7° giorno dalla nascita si dava il nome al nuovo nato. 
I Fenici veneravano i 7 calici. 
Che il 7 possa essere considerato l’emblema della pienezza spirituale e cosmica, il numero sacro per eccellenza, è confermato anche dalla forte carica simbolica conferitagli in molte religioni.
Nella Bibbia Dio impiegò 7 giorni per realizzare la sua creazione e 7 sono i giorni della settimana che lo ricordano all’uomo.
L’Antico Testamento utilizza 7 nomi per indicare la terra e altrettanti per il cielo.
Nel Nuovo Testamento, 7 sono i sacramenti (battesimo, eucarestia, penitenza, confermazione, matrimonio, ordine sacro, unzione degli infermi), 7 i doni dello Spirito Santo (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio), 7 i peccati capitali (gola, lussuria, avarizia, superbia, accidia, invidia e ira) e 7 le virtù (forza, sapienza, giustizia temperanza, fede, speranza e carità). 
7 sono le invocazioni contenute nel Padre Nostro. Da Pasqua a Pentecoste ci sono 7 settimane.
Nell’Apocalisse di San Giovanni il 7 vi ricorre cinquantaquat¬tro volte: la fine del mondo sarà annunciata dalla rottura dei 7 Sigilli, seguita dal suono di 7 trombe per bocca di 7 Angeli, quindi dai 7 Por¬tenti ed infine dal versamento delle 7 Coppe dell’ira di Dio. 7 sono gli arcangeli di cui si fa menzione.
Le mura di Gerico si sgretolarono quando, il settimo giorno che l’esercito di Israele, con l’arca dell’alleanza alla testa, compì per 7 volte il giro completo attorno alla città.
Nella tradizione ebraica il candelabro a 7 luci, detto Menorah, è il simbolo della fede eternamente accesa e fu fatto costruire da Mosè su ordine di Geova. Le sette luci ardevano per rappresentare simbolicamente la fede eternamente accesa.
Nella Cabala, l’uomo viene rappresentato in una triplice essenza ma la rappresentazione della sua evoluzione è settemplice (vegetativa, nutritiva, sensitiva, intellettiva, sociale, naturale, divina).
Il settimo giorno dalla nascita avveniva la circoncisione dei maschi; 7 volte venivano assolti i peccati e 7 era il simbolo della perfezione che contiene il loro simbolo etnico, la stella di David. 
7 erano le corde della lira di Orfeo e 7 i cancelli di Shamballa . 7 erano le regioni della terra, 7 le razze umane, 7 le famiglie di Wotan , 7 le grotte degli antenati Nahual , 7 le città di Cibola , 7 le isole Antille dette “Sabain”di cui parlavano antichi viaggiatori arabi, nominando l’isola delle 7 città. 
7 volte Ofione si arrotolò intorno all’uovo universale depositato da Eurinone, Dea di tutte le cose, creatrice delle 7 potenze planetarie (Sole, Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno).
Anche il sistema Tolemaico poneva al centro dell’Universo la terra, attorno a cui ruotavano, 7 sfere concentriche dette Cieli. 
I buddisti definiscono, inoltre, l’uomo come Saptaparna, la “pianta a sette foglie” attribuendogli 7 principi. 
Nella tradizione Islamica, dove il 7 è più volte ripetuto nel Corano, il Mondo è sorretto da 7 colonne poggianti sulle spalle di un gigante.
7 sono i giri che il musulmano deve fare, per conquistare il paradiso, intorno alla Kaaba, dove è sigillata la pietra che l’Arcangelo Gabriele inviò ad Abramo e Ismaele quando, sulla base dei disegni dati da Dio, costruirono il Tempio.
Nel Baghavad Gita, libro sacro dell’Induismo, 7 erano gli illuminati dei Veda dell’India e 7 sono i giri che induisti e buddisti fanno intorno al sacro monte Kailash per purificarsi dai peccati.
7 sono i tipi di oro, le stole di Iside, le gemme preziose.
Il Buddha Gauthama individuava 7 mondi o gradi di Maya, costituiti ciascuno da 7 cerchi di evoluzione di una catena planetaria formanti 49 (7x7) stazioni di esistenza attiva.
Nel Libro tibetano dei morti questi 49 (7x7) giorni sono rappresentati dal segno dello Swastika (7x7), sulle corone delle 7 teste del Serpente dell’Eternità dei misteri. 
Nella mitologia indiana, al mistero dei 7 fuochi, si accompagnano in genere le 49 (7x7) suddivisioni o 49 (7x7) aspetti del fuoco.
Inoltre 7 è sinonimo di governo dei cicli e dei ritmi della vita umana. 
Le uova di gallina si schiudono dopo 21 giorni (7x3); quelle di anatra si aprono dopo 28 giorni (7x4); quelle di struzzo dopo 56 giorni (7x8). 
Le cagne generano dopo 63 giorni dalla fecondazione (7x9); le mucche dopo 280 giorni (7x40). 
Il ciclo mestruale che regola le funzioni dell’apparato genitale femminile si ripete normalmente ogni 28 giorni (7x4).
Dopo il concepimento, infatti, l’embrione rimane tale per 7 settimane per poi trasformarsi in feto. Il movimento del feto umano prodotto da questo apparato, è seguito da un periodo di 126 giorni (7x18). Il periodo di variabilità è di 210 giorni (7x30). Quello della gestazione si conclude in 280 giorni (7x40) o, volendo usare un’ altra misura temporale, il parto avviene dopo 7 lune nuove. 
Nell’ ambito dei processi patologici umani molte malattie si risolvono in 7 giorni. 
In fase di sviluppo e crescita il bambino intorno ai 7 mesi pone i primi denti da latte. 
Ogni 7 anni completa un ciclo fisico e psico-fisico. 
Il fanciullo a 7 anni ottiene i denti definitivi, a 14 (7x2) annienta lo stadio della pubertà, a 21 (7x3) completa il suo sviluppo.
Nella natura, inoltre, il 7 denota la periodicità dei fenomeni.
Lo spettro luminoso viene diviso nei 7 colori di base che formano l’arcobaleno (rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto).
7 sono le note musicali e 7 i gradi della scala che producono l’armonia, 7 sono i diesis e 7 i bemolle. Sommando tutti i gradi della scala si ottiene 28 (7x3). 7 sono le chiavi musicali la cui differente posizione sul pentagramma va a costituire il setticlavio e 7 sono i registri vocali comprensivi di voci bianche.
Nella chimica, nella fisica e nella mineralogia il 7 è un numero fondamentale. 
In astronomia risulta che la Luna è 49 (7x7) volte più piccola della Terra e compie i suoi cicli in un periodo di 28 (7x4) giorni.
7 sono i veli della danza, le chiavi dell’Universo, le porte del sogno, i gangli spinali, le ghiandole endocrine, i livelli degli elettroni attorno al nucleo.
I Romani nel recinto della città, che sarebbe diventata la capitale del mondo antico occidentale, non ammisero che 7 colline conosciute come i “Sette Colli” (Capitolino, Esquilino, Palatino, Quirinale, Viminale, Celio e Aventino) e lasciando le altre fuori dalle mura. E’ stata governata da 7 re (Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tuillo e Tarquínio il Superbo). La leggenda vuole, poi, che la città divenne “eterna” per 7 oggetti ivi condotti perché di buon auspicio: l’ago di Cibele (una pietra nera adorata in Asia minore); la quadriga donata dalla città di Veio; le ceneri di Oreste, figlio di Agamennone; lo scettro di Priamo, re di Troia; il velo di Ilione; la statua di Atena Pallade; i dodici scudi Ancili. Roma è, inoltre, la città delle 7 Chiese (le 4 Basiliche maggiori: S. Pietro in Vaticano, S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore, S. Paolo fuori le mura - e le 3 Basiliche minori di S. Sebastiano sull’Appia, S. Croce in Gerusalemme e S. Lorenzo fuori le mura).
Costantinopoli, la seconda capitale dell’impero, quello d’Oriente, venne anch’essa costruita su 7 colline. 
Secondo gli antichi misteri religiosi, le dolorose vicende dell’anima, al fine di sfuggire all’amplesso della materia e tornare a congiungersi e sommergersi nella plenitudine dell’Essere Sommo, si compivano per 7 gradi, dovevano risalire 7 sfere planetarie.
La lampada che brilla sulla tavola del tabernacolo è a 7 fiamme.
7 sono le Pleiadi, le costellazioni celesti che sono espressione di questi principi eterni. 7 sono anche le stelle che compongono l’Orsa Maggiore ed altrettante quelle che formano l’Orsa Minore.
Giuseppe, spiegando in Egitto i sogni del Faraone, parlò di 7 vacche grasse e di 7 vacche magre.
7 sono i dormienti; 7 i dolori di Maria Vergine con il cuore trafitto da 7 spade.
Nel Medioevo le Arti e le Scienze Muratorie venivano divise in due gruppi: un trivio, detto letterario, di tre “discipline propedeutiche” quali grammatica, logica, e retorica ed un quadrivio, detto scientifico, composto di quattro “scienze fondamentali” quali aritmetica, geometria, musica, astronomia. Queste 7 discipline venivano sintetizzate in sette parole: Lingua (Grammatica), Ratio (Logica), Tropus (Retorica), Numerus (Aritmetica), Angulus (Geometria), Tonus (Musica) e Astra (Astronomia).
7 sono le lettere dell’alchemico V I T R I O L: Visita, Interiora, Terrae, Rectificando, Invenies, Occultam, Lapidem: visita l’interno della terra (il proprio intimo, la Psiche) e rettificando scoprirai la pietra nascosta (e indagando troverai la tua intima essenza o Vera Volontà).
Lascio a voi le riflessioni e le interpretazioni del caso.
L’unico spunto che mi permetto di proporre deriva dalla considerazione che se facciamo astrazione dai concetti matematici e di computo in generale, senza perdere di vista la “struttura matematica della realtà”, possiamo osservare come ciò per noi rappresenta fondamentalmente un valore, una misura o la combinazione di altri elementi, nella sua radice più intima e remota, esso appaia più come una forma di unità, di origine o derivazione fine a se stessa, manifestando un valore archetipico, da cui tutto scaturisce e attraverso il quale tutto “transita”; una “unità” estranea ai nostri concetti matematici, che non rappresenta il valore più basso di una data serie ma quello più rappresentativo e creativo!

mercoledì 28 maggio 2014

cos'è l'alchimia?

Si parla tanto di alchimia, ma cos’è realmente?
Esaminiamo innanzitutto la parola stessa che proviene dall’arabo Al- Kimia il prefissoAl” indica l’essere Supremo il Dio come ad esempio “Al-lah” invece la parola Kimiasignifica semplicemente chimica, quindi la scienza di Dio. Quindi è chiaro che non stiamo parlando della vera e propria chimica, ma di una chimica più complessa, che cerca di perfezionare il corpo umano con l’aiuto della naturaL’alchimia spiega che la materia è in possesso di tre principi fondamentali e cioè di Zolfo, Mercurio e Sale e questi principi mescolati in un certo modo danno vita ad un nuovo corpo. Quindi l’alchimista è sempre alla ricerca di una combinazione chimica che creerebbe un nuovo corpo, essi sono sempre in cerca della famosa “Pietra Filosofale” che comprende due principali aspetti: da un lato la medicina universale, dall’altra la trasmutazione dei metalli. Inizialmente l’Alchimia veniva chiamata Spagiria, e i più famosi studiosi di quest’Arte antichissima furono ovviamente dottori di medicina, filosofi ed astrologi come ad esempio Paracelso, Alberto il Grande, Sant’Agostino ed il Fratello Basilio Valentino, che minuziosamente tramandarono la loro conoscenza ai loro discepoli. Quest’arte fu praticata da persone di buona famiglia, da nobili, cavalieri, religiosi, chierici, addirittura da Re e Papi che hanno scritto molti trattati sull’arte di Ermes, il dio degli oratori, della letteratura, dei poeti, dell’atletica, delle invenzioni e del commercio in generale.Questi grandi studiosi scrissero moltissimi libri, ma questi libri sono comprensibili a pochi, a chi si avvicina davvero seriamente a quest’arte, infatti questi libri antichissimi sono scritti sotto forma di formule preziose per mezzo di allegorie, immagini ed simboli. Infatti la maggior difficoltà nel leggere questi libri è proprio la presenza di simboli per niente comuni e mai uguali, un continuo enigma per gli studiosi.
Oggi, come allora, ci sono alchimisti di ogni ceto sociale, che studiano e si avvicinano a quest’Arte, alcuni seri e altri che scrivono libri di alchimia solo a scopo di lucro, infatti molti libri in commercio sono solo dei noiosissimi e seriosi trattati di alchimia che alla fine non svelano nulla di più di ciò che si è sempre tramandato.
  Sia l’alchimia fisica sia quella trascendentale avevano le loro origini negli insegnamenti di Ermete, chiamato Ermete Trismegistus o l’Ermete Tre Volte Grande. Le letture di Cayce ci dicono che Ermete fu un ingegnere proveniente dall’Atlantide ormai quasi sommersa, il quale, insieme con Ra, costruì, progettò o diresse la costruzione del complesso delle piramidi di Giza “durante il regno di Araaraart [circa ’da 10 490 a 10 390 prima che il Principe entrasse in Egitto’ – 5748-6] quando ci furono molti che cercavano di dare all’uomo una comprensione migliore del rapporto stretto fra le Forze Creatrici e il creato, fra uomo e uomo e l’uomo e il suo Creatore.” Fu Ermete ad esprimere per primo il grande principio che le immagini tenute nella mente influenzano l’universo intorno a noi. Di conseguenza, un’immagine particolare porta un effetto particolare. L’alchimia, il discendente più recente della filosofia ermetica, incluse questa idea in un processo chiamato “tramutazione”. Secondo la filosofia ermetica, la chiave al processo dell’alchimia spirituale è l’arte della visualizzazione. Imparando a creare e controllare le immagini mentali, l’alchimista spirituale è in grado di lavorare con realtà limitative per produrre profonde tramutazioni interiori. Trattenendo nella mente un’immagine specifica, l’alchimista conosce gli effetti prodotti dall’energia specifica di quell’immagine – e trova che gli effetti di quell’immagine non solo trasformano il sé ma si spingono anche oltre e trasformano il mondo intorno al sé. 

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...