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lunedì 31 ottobre 2016

Spiritualismo filosofico



Il vasto numero di opere scritte sullo Spiritualismo può disorientare chi si sente attratto da una realtà trascendentale (ma altrettanto vera quanto quella del mondo visibile), mentre in taluni può accadere che si manifesti uno stato di incertezza se non addirittura di angoscia e di smarrimento, poiché questa verità non è facilmente identificabile né tanto meno afferrabile senza un’adeguata preparazione.
La conoscenza del mondo invisibile presuppone lo studio serio e costante di opere non immediatamente comprensibili, almeno nella loro interezza, per coloro che si avvicinano per la prima volta ad un sapere che, contrariamente a quanto molti credono, è una vera e propria scienza. La scienza spiritualistica infatti, sia detto per inciso, abbraccia tutto l’arco dello scibile, dalla medicina alla fisica, dall’astronomia alla geologia, dalla chimica alla fisica nucleare.
La principale difficoltà per chi si accinge ad affrontare questo studio consiste nel fatto che da una parte si è dovuto esprimere in termini terreni ciò che terreno non è più, mentre dall’altra parte dobbiamo capire con il nostro cervello fisico, quindi limitato, una materia che trascende il fisico. Solo dopo uno studio profondo e metodico si svilupperanno in noi certi sensi spirituali che ci consentiranno di afferrare il mondo visibile nella sua completezza.
Nell’ambito dell’attività del “Cenacolo 71”, i libri, i saggi, le relazioni e i seminari di approfondimento si offrono come opportunità di studio dello Spiritualismo.
Il Cenacolo 71, infatti, ha avuto il merito di impostare la ricerca definendone l’oggetto come “Parapsicologia Umanistica ad indirizzo quantistico” secondo un triplice approccio: scientifico, filosofico, morale.
Le opere del “Cenacolo 71” si sono rivelate dunque proficue per chi intendesse percorrere seriamente una strada certo non facile, ma che conduce alla conoscenza e alla consapevolezza di sé. Questo cammino, sebbene arduo, va assolutamente intrapreso da chi aspira alla propria evoluzione interiore e vuole quindi fare tesoro delle esperienze accumulate, esperienze che si amplificheranno e che lo accompagneranno nel suo continuo procedere verso la Verità e la Luce.
L’intendimento di questo nostro scritto è quello appunto di dare a chi si accosta per la prima volta a questa scienza una base che servirà ad afferrare interamente tutto ciò che è stato scritto in proposito e affrontare quindi con profitto studi più approfonditi. In tal modo sarà possibile avviarsi ad occhi aperti e in piena coscienza lungo una via diretta alla realizzazione di se stessi anche, e soprattutto, come esseri incarnati viventi in un mondo non meno reale di quello invisibile.
Per conoscere lo Spiritualismo è indispensabile, prima di ogni cosa, definire il concetto che gli è proprio. Possiamo definire lo Spiritualismo come una teoria sulla natura, sull’origine e sul destino degli Spiriti, sui rapporti che si stabiliscono fra di essi nel mondo fisico e nel mondo spirituale, e sulle conseguenze morali e religiose che derivano da questi rapporti.
Si potrebbe definire lo Spiritualismo una scienza d’osservazione e, allo stesso tempo, una dottrina filosofica. In quanto Scienza, lo Spiritualismo considera i rapporti che si stabiliscono fra noi e gli Spiriti; in quanto Filosofia, studia tutte le conseguenze morali che derivano da questi rapporti. Lo Spiritualismo non è soltanto una scienza che studia la natura, l’origine e il destino degli Spiriti, ed i loro rapporti con il mondo corporale.
Infatti, il “Cenacolo 71” tenendo presente i suggerimenti ricevuti dalla sua guida “IL POPE” dal 13 agosto 1983 ad oggi (dicembre 2001,
ndr), preferisce parlare di teoria anziché di scienza per non escludere l’aspetto filosofico e l’aspetto morale che sono elementi integranti delle conclusioni alle quali è fin qui giunto. Inoltre, nei rapporti fra spiriti include anche gli spiriti incarnati e, infine, considera le conseguenze religiose della ricerca distinte da quelle morali, perché i due ambiti, pur collegati, sono separati.
In conclusione riteniamo che lo Spiritualismo presenti tre livelli, che non sono però frutto di una divisione, né di un modo di porre la dottrina, ma di una impostazione metodologica. L’osservazione dei fenomeni e lo studio delle loro leggi costituiscono l’aspetto scientifico. Lo studio delle conseguenze, che l’osservazione e la sperimentazione di questi fenomeni producono sulla vita umana, costituisce l’aspetto filosofico. Mettendo in pratica gli insegnamenti che ne conseguono, abbiamo la dimensione morale della Dottrina. Così come non è possibile togliere uno dei lati di un triangolo senza far sparire la figura geometrica, è altrettanto impossibile acquisire una vera conoscenza dello Spiritualismo mediante l’approccio ad uno solo dei suoi tre aspetti.

ScienzaLo Spiritualismo, come tutte le scienze, ha un “oggetto” proprio e un metodo.
L’oggetto può essere materiale o formale. L’
oggetto materiale è ciò che la scienza studia; però un medesimo oggetto materiale, uno stesso argomento, può essere studiato da molte scienze diverse.
È dunque importante conoscere in che modo specifico ogni scienza particolare osserva l’oggetto. Il profilo specifico di un oggetto materiale, osservato da un certo punto di vista, è ciò che costituisce l’oggetto formale, grazie al quale le scienze si distinguono l’una dall’altra.
Lo Spiritualismo ha, dunque, un oggetto materiale: l’uomo (spirito incarnato), e un oggetto formale costituito dalla natura degli Spiriti, la comunicazione fra di essi, incarnati o disincarnati, e la conoscenza delle leggi del mondo invisibile.
Il metodo è l’insieme di procedimenti e di tecniche necessarie ad approfondire la conoscenza di un certo oggetto. Il metodo deve adattarsi all’oggetto formale che si vuole studiare ed agli obiettivi che ci si propone di raggiungere.
I metodi si dividono in: introspettivo ed estrospettivo. I metodi estrospettivi possono essere deduttivi o induttivi. Seguendo il metodo deduttivo, si parte da un principio generale per arrivare a conclusioni particolari. Con il metodo induttivo, si parte dall’esame dei fatti particolari per arrivare ad enunciare una legge generale.
Allan Kardec definì lo Spiritualismo “scienza di osservazione”. Ciò significa che il metodo è quello induttivo. “Il metodo induttivo può essere metodo di osservazione o metodo di sperimentazione. È dunque rigorosamente esatto dire che lo Spiritualismo è una scienza di osservazione e non un prodotto dell’immaginazione”.
La differenza tra l’osservazione e la sperimentazione è stabilita dall’atteggiamento proprio del soggetto nell’indagine del fenomeno. Se ci si limita semplicemente a studiarlo così come appare nelle situazioni normali e spontanee, senza interferire nella sua produzione o sul suo sviluppo, si fa dell’osservazione. Se, invece, il soggetto interviene per stabilire le condizioni nelle quali il fenomeno si produrrà, allora si tratta di sperimentazione. Nella ricerca spiritualistica, si può usare sia l’osservazione che la sperimentazione, a patto di non perdere di vista il fatto che i procedimenti di ricerca sono relativi all’oggetto di studio e che, nello stabilire le condizioni della sperimentazione, non si possono tralasciare le caratteristiche particolari dell’oggetto.
L’esperienza ci suggerisce che, quando un principio nuovo deve essere enunciato, lo Spirito lo fa spontaneamente rispettando però certe condizioni:
- Le risposte che dà uno Spirito possono essere contraddittorie se raccolte in centri diversi. Se in due centri diversi, le opinioni e le idee divergono, le risposte possono essere deformate, poiché si trovano sotto l’influsso di diversi tipi di Spiriti. La risposta non è, dunque, contraddittoria, ma lo è il modo in cui la si esprime. In questo caso, ci troviamo di fronte ad un errore di filtrazione medianica, dovuta all’influenza degli Spiriti (non ultimo, quella dello spirito del medium stesso).
- Gli Spiriti possono anche adeguare le loro risposte alla capacità intellettuale dei loro interlocutori. In tal caso, l’eventuale contraddizione è soltanto apparente, poiché l’idea di base è sempre la stessa. La diversità delle comunicazioni, poi, può essere indotta da posizioni spirituali diverse (diversi livelli evolutivi).
È dunque necessario:1. Non dimenticare che gli Spiriti Superiori, nelle loro rivelazioni, non affrontano le grandi questioni della Dottrina, se non gradatamente.2. Osservare con riserva e sfiducia tutto ciò che si allontana dalla meta finale dello Spiritualismo.3. Sottoporre la comunicazione al criterio della razionalità.
Comunque, il criterio di razionalità ci impone di sottoporre ogni comunicazione proveniente dagli Spiriti, senza eccezioni, all’esame della ragione. Il “Cenacolo 71” ha sempre ritenuto che qualsiasi teoria che contraddica apertamente il buon senso o la logica rigorosa, o i dati positivi precedentemente acquisiti, deve essere scartata, nonostante l’eventuale rispettabilità del nome di chi la sottoscrive.
Filosofia
La filosofia è sempre una ricerca delle cause prime. È la scienza dei principi primi e delle ragioni ultime. Essa rappresenta sempre una ricerca permanente dell’individuo allo scopo di riunire, con una comprensione totale, l’uomo e il cosmo in un sistema integrato. Ciò non significa che essa raggiunga la verità ultima di tutte le cose, seppure questa costituisca il suo orientamento, la sua inclinazione, la sua ragione di essere.
Come la Filosofia, lo Spiritualismo studia l’origine, la natura, il destino degli Spiriti deducendone le conseguenze morali sull’esistenza umana. Dalla prova dell’esistenza degli Spiriti e della possibilità di comunicazione che essi hanno, dallo studio delle comunicazioni, lo Spiritualismo tenta di approfondire la conoscenza del mondo invisibile. È una filosofia a base scientifica, poiché essa si costruisce partendo dall’osservazione di fatti determinati.
La filosofia spiritualistica si serve del metodo deduttivo, partendo da idee generali per giungere a quelle particolari del metodo dialettico, procedendo con la contrapposizione tra tesi e antitesi per arrivare alla sintesi; nonché del metodo intuitivo.
Nello Spiritualismo si valorizza l’importanza della intuizione quale metodo di ricerca. L’osservazione e la sperimentazione sono strade che si esauriscono se non viene loro dato un nuovo impulso. Il solo uso dei sensi non può farci progredire. È necessario che il ricercatore trovi una via di accesso all’interno delle cose, all’essenza del fenomeno, che lo colleghi al mistero interno dello stesso. È necessario quindi che egli conosca se stesso e il suo spirito, perché è attraverso le essenze somiglianti che può avvenire la relazione. È necessario, come dice Pietro Ubaldi « amare il fenomeno, tramutarsi nel fenomeno osservato e viverlo… trasferire il proprio io, con la sua sensibilità, verso il centro del fenomeno e stabilire, più che una comunione, una vera trasfusione d’anima»
.
Bergson affermava che l’intelletto non può capire l’essenza delle cose e che l’intuizione ci consente di penetrare nel loro interno. L’intuizione è un «istinto particolare, disinteressato, cosciente di sé, capace di riflettere sul suo oggetto, di estenderlo all’infinito»; è una sorta di simpatia spirituale. La conoscenza intuitiva, dice Miguel Reale, agisce direttamente come un sondaggio nel reale per coincidere con quello che il reale ha di concetto, di unico e quindi di ineffabile
.
Il ruolo dell’intuizione nel campo delle scienze esatte è messo in rilievo come strumento del sapere tanto nel campo dei principi fondamentali quanto nella ricerca sperimentale.
Le grandi visioni generano ipotesi che saranno poi comprovate negli esperimenti fisici, oppure dimostrate matematicamente
. Riferendosi al lavoro del fisico (relativo alla scoperta della legge dei quanti), Einstein diceva che « non esiste un cammino logico per la scoperta di tali leggi. Esiste soltanto la via dell’intuizione aiutata da un senso dell’ordine che giace dietro le apparenze e questo Einfuehlung si sviluppa con l’esperienza ». Affermava Poincaré: « È con la logica che si dimostra e con l’intuizione che si inventa ».
Morale
Lo Spiritualismo, dal punto di vista filosofico, può essere definito una religione, perché è la dottrina che crea gli anelli di fraternità e di comunione di pensieri non su una semplice convenzione, ma su basi più solide: le leggi stesse della Natura.
Tuttavia, è il modo di vivere che dà il vero senso alla religione. Una fede non può essere il semplice risultato di posizioni filosofiche, ma la ricerca della realizzazione, la messa in atto pratica dei postulati che determinano il carattere religioso della Dottrina.
Lo Spiritualismo fornisce i mezzi che ci consentono di unire le due grandi nemiche nel campo della conoscenza umana: la scienza e la religione. Operando in campi distinti, l’una e l’altra non hanno cercato di vedere l’unitarietà della conoscenza. Lo Spiritualismo invece avvicina l’una all’altra, fornendo la conoscenza delle leggi che reggono l’universo spirituale e le sue relazioni con il mondo corporale. La conoscenza del mondo invisibile cambia gli orizzonti psicologici e sociali dell’uomo, inquadrandolo come un elemento dell’universo, modificando così il campo delle sue conoscenze ed aprendogli nuove prospettive su come affrontare la vita.
Caratteri dello Spiritualismo
Lo Spiritualismo nasce come corrente filosofica sviluppatasi in Francia e in Italia con intenti polemici verso il positivismo, lo scientismo e il materialismo, ai quali oppose un ritorno alla metafisica di ispirazione cristiano-agostiniana.
Anche se l’insegnamento è originariamente degli Spiriti, essi sono ammessi soltanto come parte del corpo dottrinale e per dare un momento di serenità all’angoscia e alla sofferenza ma sempre attraverso il criterio del controllo della ragione.
Da ciò derivano due caratteri fondamentali dell’impostazione operativa dello Spiritualismo:
a) ha origine divina;b) avviene per iniziativa degli Spiriti;c) è sottoposto all’elaborazione umana.
Per quanto riguarda la rivelazione spirituale, occorre sottolineare che l’insegnamento:a) è collettivo;b) è universale;c) è graduale e progressivo;d) si basa sulla morale di Cristo con in più la “conoscenza dei principi che reggono le relazioni fra i viventi in ogni dimensione collocati”;e) si sviluppa tramite un dialogo di approfondimento in rapporto alle necessità del singolo;f) non è dogmatico né ritualistico.
Infine, la rivelazione spiritualistica rappresenta un passo avanti nello stesso processo delle rivelazioni. Sinteticamente possiamo dire che le grandi rivelazioni diffuse prevalentemente in Occidente sono state le seguenti:a) la rivelazione di Mosè;b) la rivelazione cristiana;c) la rivelazione spiritualistica.
Mosè
Abramo rivelò l’esistenza di un Dio unico. Dapprima tale credenza rimase prerogativa dei templi. Mosè, diffondendola, la fece diventare patrimonio di tutto il popolo ebraico; egli adottò una serie di leggi miranti a far sì che il popolo, ancora incolto e arretrato, accettasse il monoteismo, per cui nacque la necessità di dividere la legge in due parti:a) la legge di Dio;b) le legge civile o disciplinare, decretata da Mosè.
Mosè attribuì un’origine divina anche alla parte disciplinare, così come fecero gli altri legislatori dell’antichità, allo scopo di farla rispettare. Tuttavia, questa parte della sua legislazione si rivolgeva ad un popolo con scarso senso morale e dava quindi l’idea di un Dio terribile, vendicativo e nazionalista nel concedere favori, in contraddizione evidente con l’idea stessa di un Dio unico.
Non va dimenticato, però, che l’idea di Dio ha subito una trasformazione attraverso i tempi, avendo gli uomini perfezionato la loro comprensione. Questa evoluzione degli uomini si concretizzò da Mosè a Gesù passando per i profeti. Tuttavia, la legge divina è di tutti i tempi e paesi, ed ha servito da modello nelle legislazioni in ciò che esse hanno di duraturo. Essa è stata formulata sotto la forma dei “Dieci Comandamenti”.
Cristo
Gesù non è venuto per distruggere la legge, cioè la legge di Dio; Egli è venuto per compierla, cioè per svilupparla, per darle il suo vero senso e adattarla al grado di avanzamento degli uomini. L’amore per Iddio e per il prossimo sta alla base della rivelazione cristiana. Dio è rivelato, non soltanto come suprema giustizia, ma come suprema bontà. DIO è PADRE.
Gesù modificò nella sostanza e nella forma ciò che vi era di umano nelle leggi giudaiche, combattendo l’abuso delle pratiche esterne, le false interpretazioni, e prescrivendo l’amore per Dio al di sopra di tutte le cose e per il prossimo come per se stessi.
Gesù non si limitò a lasciare una legislazione morale. Egli compì le profezie vivendo la legge di Dio. Egli, ponendosi come esempio, assunse il ruolo di modello divino per il perfezionamento della creatura. Essendo nato in un’epoca in cui l’umanità attraversava una fase di decadenza, di avvilimento dei valori eterni dello spirito, Egli si avvalse delle cose più semplici per predicare l’umiltà, la carità, la vita futura.
Spiritualismo
Gesù non poté spiegare tutto; l’arretratezza della scienza e dello spirito umano non gli consentirono di parlare con tutta chiarezza, né di insegnare tutto. Evidentemente solo la maturità dello spirito umano e le nuove conoscenze avrebbero consentito il chiarimento delle sue lezioni e altre acquisizioni. Perciò, Egli promise, proprio perché gli uomini a quell’epoca non erano in grado di recepire tutte le spiegazioni, di inviarci lo Spirito di Verità che avrebbe ricordato le sue lezioni e insegnato nuove cose.
Questa rivelazione promessa è la Dottrina Spiritualistica; lo Spiritualismo sviluppa la rivelazione cristiana. In effetti, lo Spiritualismo si appoggia essenzialmente al Cristianesimo. Non lo sostituisce, ma lo completa e lo riveste di chiarezza.
Si possono citare le seguenti funzioni dello Spiritualismo:
a) studio della natura del mondo spirituale e delle sue relazioni con il mondo corporeo;b) esclusione dei fenomeni dal campo del meraviglioso e del soprannaturale;c) individuazione di prove dell’esistenza di un mondo spirituale.
Obiettivi
La finalità primaria dello Spiritualismo è il rinnovo morale dell’individuo, che permetterà di raggiungere il rinnovamento sociale. Il rinnovamento morale implica un rinnovamento mentale. In qualsiasi studio dottrinale non si può dimenticare l’obiettivo primario della Dottrina se non ci si vuole perdere in fantasie, sistematizzazioni affrettate pseudo-scientifiche o altri fanatismi. Ogni rinnovamento morale e sociale ha per obiettivo la ricerca di Dio.
Il progresso generale risulta da tutti i progressi individuali; ma il progresso individuale non consiste soltanto nello sviluppo dell’intelligenza e nell’acquisizione di qualche conoscenza: questa è soltanto una parte del progresso che non conduce necessariamente al bene, poiché si vedono uomini che fanno un pessimo uso del loro sapere; consiste soprattutto nel miglioramento morale. È questo il solo vero progresso, il solo che possa assicurare il miglioramento dell’umanità, perché nega totalmente il male. Il più intelligente degli uomini può fare molto male, ma colui che è avanzato moralmente farà soltanto il bene. Vi è dunque interesse per tutti nel progresso morale dell’umanità.
Vita futura
Ma a che cosa servono il miglioramento e la felicità delle generazioni future a colui che crede che tutto finisca con la vita terrena? Quale interesse ha nel perfezionarsi, nel costringersi, nel dominare le sue cattive passioni, a privarsi per gli altri? Nessuno! La logica stessa afferma che il suo interesse è di godere presto e con ogni mezzo, poiché domani non sarà forse più niente. Questo atteggiamento positivistico nei confronti della vita è la paralisi del progresso umano, perché restringe le idee e le concentra necessariamente sulla vita materiale. In questa condizione di pensiero, non essendo l’uomo niente prima e niente dopo, ogni rapporto sociale e di amorosi sensi cessa con il cessare della vita, la solidarietà diventa una parola vana, la fratellanza una teoria senza radici, l’abnegazione in favore altrui un inganno, l’egoismo, con la sua massima ognuno per sé, un diritto naturale; la vendetta diventa un atto di ragione, la felicità appartiene ai più forti ed ai più abili; il suicidio è la fine logica di colui che, a corto di risorse e di espedienti, non spera più in niente e non può trarsi d’impaccio.
Altri sono i sentimenti di colui che ha fede nell’avvenire, che sa che nulla di quanto acquisisce, in scienza e moralità, è perso per lui, che il lavoro di oggi darà domani i suoi frutti, che sa che farà parte egli stesso di quelle generazioni future più avanzate e più felici. Sa che, lavorando per gli altri, lavora anche per se stesso. La sua vita non si ferma sulla terra: abbraccia l’infinità dei mondi che saranno un giorno la sua dimora, intravede il luogo glorioso che dividerà un giorno insieme a tutti gli esseri creati.
Con la fede nella vita futura, il raggio delle idee si allarga; l’avvenire appartiene alla persona, il progresso personale ha uno scopo, un’utilità effettiva. Dalla continuità dei rapporti tra gli uomini nasce la solidarietà; la fratellanza è basata sulle leggi della natura e sull’interesse comune.
La fede nella vita futura è dunque l’elemento del progresso, perché stimola lo Spirito; può, da sola, dare il coraggio nelle prove, perché ne fornisce la ragione e la perseveranza contro la lotta al male, perché fa vedere uno scopo.
Perché la dottrina della “Vita futura” porti i frutti che se ne devono attendere, bisogna innanzitutto che soddisfi totalmente la ragione, che risponda all’idea che si ha della saggezza, della giustizia e della bontà di Dio. Bisogna che la “Vita futura” non lasci nello Spirito né dubbi né incertezze; che sia altrettanto positiva della vita presente, di cui è la continuazione, allo stesso modo in cui l’indomani è la continuazione della vigilia. È necessario volerla, capirla, toccarla con mano.
Fornendoci la prova materiale dell’esistenza e dell’immortalità dell’anima, iniziandoci ai misteri della nascita, della morte, della vita futura, della vita universale, facendoci toccare con mano le conseguenze inevitabili del bene e del male, lo Spiritualismo, meglio di qualunque altra Dottrina, fa risaltare la necessità del miglioramento individuale. Grazie ad esso, l’uomo sa da dove viene, dove va, perché si trova su questa terra; il bene ha uno scopo, un’utilità pratica; non forma l’uomo soltanto in vista dell’avvenire, ma anche per il presente, per la società; grazie al loro miglioramento morale, gli esseri umani prepareranno in terra il regno della pace e della fratellanza.
Tutto ciò che tende ad elevare l’uomo, a liberare il suo Spirito dalle pressioni della materia, in forma filosofica come in forma religiosa, rappresenta un elemento di progresso che lo avvicina al bene. Tutte le religioni conducono a questo scopo con mezzi più o meno efficaci e razionali, secondo il grado di avanzamento degli uomini per i quali sono state create.

mercoledì 19 ottobre 2016

alcune regole spirituali.



Le dieci regole spirituali per vivere bene.


1) Non adorare ciecamente e non vincolarti a nessuna dottrina o ideologia: i sistemi di pensiero sono solo mezzi, una guida, non sono la verità assoluta.
Un detto popolare del Vietnam dice : “ La verità nel dogma e nella forma muore, ma nel vestito dell’arte e della poesia vive!”.
Questa prima regola stabilisce la libertà assoluta dell’uomo, rende concreta l’idea della ricerca della saggezza: è come il ruggito di un leone, è l’urlo di gioia di una persona viva.
La verità non si trova nei libri o nelle religioni, si trova nella vita, nell’esperienza quotidiana; si trova nella luce della realtà, nella pratica della pazienza, dell’amorevolezza verso se stessi e verso gli altri. Insomma, la religione, la filosofia, la politica sono il procedimento, il mezzo, la zattera che ci porterà al senso più profondo delle leggi universali.
Le nozioni, l’intellettualismo possono essere un ostacolo alla nostra evoluzione : il cuore e la mente non si possono esprimere nel vuoto e nel freddo di una forma intellettuale.
E’ vero solo quello che tu senti tale, è vero solo quello ti rende libero e felice di essere te stesso.

2) Sii pronto ad imparare durante tutta la tua esistenza e ad osservare ogni volta la realtà in te stesso e nel mondo.
Qui parliamo dell’intelligenza dell’uomo, che si esprime nell’umiltà, nella mancanza di arroganza verso la vita e i suoi magnifici insegnamenti.
La persona saggia si mantiene sempre libera mentalmente, coltiva l’apertura verso ogni cosa : è come un bambino, vuole imparare, vuole scoprire il segreto di ogni cosa.
Inoltre troviamo il concetto di accettazione, cioè riconoscere la realtà per quello che è veramente, svincolata dal filtro delle nostre paure, libera di essere nostra madre.
L’accettazione della vita così com’è non costituisce un limite per l’uomo che vuole crescere : infatti ogni volta che saremo in grado di accettare con amore l’aspetto più spiacevole, doloroso, terrificante della nostra realtà individuale come di quella collettiva, staremo usando un’occasione per diventare pazienti, gentili e saggi.

3) Coltiva la presenza mentale in ogni momento.
La presenza mentale è il frutto più maturo del vero amore. Questa infatti si basa sulla comprensione e sulla visione profonda di tutti i fenomeni. Per alimentarla bisogna essere consapevoli della propria vita, bisogna vivere in contatto con i colori della realtà, bisogna essere sempre presenti al miracolo della vita; insomma, il trucco sta nella consapevolezza che consente di vivere con tutto il cuore il momento presente.
La vita, il cielo blu, la mano di un bambino, il sorriso del sole, la voce del vento sono qui e ora! Non domani, non nel passato.
Solo così, nel momento presente, possiamo essere davvero vivi, degni e felici, solo toccando e vivendo ogni attimo possiamo dire : “Eccomi, sono qui! Sono vivo! Sono io!”.

4) Dai sempre il meglio di te stesso.
La vita è un’avventura, quindi va vissuta come tale : impariamo a essere liberi e felici, a dominare le nostre tensioni tramite la comprensione e la gentilezza verso noi stessi; impariamo a vedere in ogni cosa un’informazione per la nostra evoluzione.
Quando iniziamo un nuovo lavoro, o quando incontriamo una persona difficile, oppure quando la mano del destino ci stringe il cuore, ci sentiamo come incapaci di agire, impotenti, e così il film delle nostre paure abituali scorre sullo schermo della nostra mente : la paura di non farcela, la paura di soccombere, schiacciati da una montagna di fallimenti ci rende schiavi di noi stessi e come un ladro nella notte ci ruba la nostra reale personalità e ci lascia soli in quel mondo di ricordi spiacevoli.
Ma la vita è una sfida, dai sempre il meglio di te stesso, tu non sei qua per vincere, ma per dare tutto quello che hai! Non puoi perdere se credi e lotti con tutto il cuore!
La tensione di fondo che crea la nostra paura ci disarma e distrugge le poche possibilità che avevamo di farcela. Quindi, quando abbiamo un problema, non poniamoci come unico obiettivo la soluzione, ma ricordiamoci che siamo qui per dare solo il meglio di noi stessi.

5) Non abituarti alla vita.
La vita è un dono prezioso, è piena di meraviglie, è come un bambino che gioca su un prato, non si stanca mai di stupirci. Alain diceva : “L’abitudine ci nasconde la realtà”. Trovo che sia vero.
Cerchiamo di non rendere le nostre vite automatiche, cerchiamo di non perdere la nostra spontaneità, di vedere sempre gli occhi della luna e il sorriso del sole. Cerchiamo nel silenzio dei nostri momenti più intimi il canto del vento.
I bambini ci insegnano che la fonte della felicità sta nello stupore verso la realtà.
I saggi ci ricordano che solo nella magia della vita si trova il cammino verso l’infinito, non dimentichiamolo.

6) Non reprimere la tua reale personalità.
Una persona può essere felice solo essendo se stessa e non quello che gli altri vogliono che sia. Su questa terra abbiamo tutti un compito; per capire più chiaramente il nostro scopo è importante seguire i dettami della nostra anima. Come? Seguendo le nostre aspirazioni più profonde, realizzando completamente la nostra personalità nel sociale.
E’ fondamentale non recitare delle parti per essere accettati dagli altri. E’ importantissimo che ognuno esprima la propria natura in modo spontaneo e sincero, solo così troviamo la nostra reale dimensione di esseri umani.

7) L’unica sicurezza cha hai è il riferimento all’universale che è in te, e la possibilità che hai in ogni istante di creare.
Solo con la consapevolezza che tutto è interdipendente, ci rendiamo conto che tutto è in noi, come noi siamo in tutto.
Un foglio di carta è composto dall’albero che è stato tagliato, dalla nuvola che con la sua pioggia ha nutrito quell’albero, dal taglialegna che ha lavorato per noi, dalla terra, dal vento, dalle stelle…Tutto l’universo è presente in un semplice foglio di carta, e ci siamo anche noi. Perché tutto coesiste, e se capiamo questo concetto arriviamo a comprendere che solo facendo riferimento al nostro universale, che si esprime attraverso l’apertura a nuove intuizioni, possiamo evolverci realmente.
Questa porta aperta verso tutto quello che ci circonda ci dà la possibilità di creare, elaborare, inventare, costruire progetti di felicità per noi e per chi ci circonda. Forza, quindi, buttiamoci nel mare della vita per creare ciò che sentiamo più vero.

8) Ricorda che oggi è la festa di oggi.
Ogni giorno è unico e irripetibile : diamo forza alle nostre giornate, coloriamole di gioia ed armonia. Facciamo ogni cosa come se fosse la più importante, rendiamo tutto sacro. Festeggiamo la vita per quello che è : bella o brutta che sia, è sempre perfetta perché è la nostra vita, la nostra storia.
9) Impara a toccare il dolore e a trasformare la sofferenza in gioia.
Qualsiasi esercizio spirituale è sempre basato su due principi fondamentali,
il fermarsi e il guardare, cioè la concentrazione e la saggezza naturale.
Trovo che esercitarsi con costanza su questi due elementi sia essenziale per arrivare a una buona comprensione di noi stessi.
Come ? Possiamo pregare, meditare, digiunare, praticare esercizi fisici, ma con l’attenzione e il cuore di un artista. Ognuno può trovare il modo più giusto per sé.
La concentrazione e la saggezza ci permettono di toccare la vita realmente, di entrare in contatto con tutti gli elementi naturali che sono già in noi, come il mare, il sole, la montagna. Questa non è fantasia, è realtà. Infatti noi siamo anche tutto questo. Nel profondo del nostro cuore abbiamo la forza e la dignità di una montagna. Così, di fronte alla sofferenza, non saremo impreparati, perché avremo trovato il modo di ricaricarci di gioia e di positività tramite le forze naturali che ci circondano. Ogni giorno lavoreremo per la nostra pace interiore toccando e assaggiando il gusto della vita, ogni giorno ci metteremo in contatto con i fiori del nostro giardino, con il cielo blu. Così, quando arriveranno i tempi duri, ci ricorderemo che non tutto è perduto, che non tutto è finito, ci ricorderemo del profumo dei fiori e della forza della montagna che è in noi.

10) Non andare mai contro l’unità del creato.
Per non incorrere nella malattia spirituale è importante capire che ogni gesto, ogni parola, ogni fatto contro gli altri è anche contro noi stessi.
L’universo è come un grande albero, e noi siamo le sue piccole foglie. Tutti attingiamo la nostra energia dalla stessa fonte, quindi danneggiando un nostro compagno, danneggiamo anche noi stessi.

Queste sono le dieci regole. Spero di avervi comunicato il loro senso più profondo e che nel tempo migliorerete la loro formulazione pratica. Infatti penso che ognuno debba trovare da sé il modo di mettere in pratica questi insegnamenti, ricordando che sono solo un mezzo per raggiungere la felicità.





Le quattro regole spirituali indiane.

1) La persona che arriva è la persona giusta, nelle relazioni sentimentali come in quelle professionali, incontrerai chi ti sostiene e chi ti critica…chi ti protegge e chi ti minaccia…che ti procura gioie e chi crea affanni.Chiunque è presente nella tua vita (nel bene come nel male) è in relazione a te per un preciso scopo di crescita e sviluppo.
Niente e nessuno è per caso, ed è soprattutto dagli individui che maggiormente sfidano la tua calma e sicurezza che trai per te occasioni preziose di miglioramento ed evoluzione.
Ricordo la volta in cui conobbi un individuo dal mio punto di vista molto arrogante e verbalmente violento; ogni volta che avevo a che fare con lui era per me una sofferenza tanto mentale che fisica.
Tuttavia, proprio tramite quella persona così diversa da me ho scoperto la forza della mia affermatività, resilienza e determinazione.
Proprio grazie a quell’individuo ho compreso di poter elevare l’energia della mia voce, dei miei pensieri e del mio carattere.
Proprio attraverso chi ha sfidato i miei limiti e capacità, sono cresciuta come donna e come essere umano.
2)Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere, come espresso poco più sopra riguardo le persone, anche per le situazioni della vita nulla di ciò che affronti e sperimenti è gratuito e fine a se stesso.
Ti trovi dove sei perché così tu hai deciso, desiderato e voluto. E perché è ciò di cui hai bisogno.
Magari quello che vivi non corrisponde esattamente a quello che credevi sarebbe capitato, o forse ti auguravi che le cose potessero prendere un’altra direzione.
Tuttavia, più o meno consapevolmente ti sei spinto esattamente dove ti trovi ora, e per quanto imprevedibile e malaugurata sia la condizione che stai attraversando…rassicurati, perché è l’unica cosa che poteva e doveva accadere.
Il tempo passerà, e nel tempo scoprirai di poterti voltare e comprendere finalmente il disegno di tutti quei puntini frammentati e apparentemente caotici che hanno composto la tela della tua storia.
Devi solo attendere la giusta prospettiva, allontanandoti da te stesso e dalle tue emozioni quel tanto che basta a coglierne il significato ultimo e profondo.
Nb. Qualora invece la vita ti stia regalando eventi fortunati e inaspettatamente favorevoli, rilassati ed evita di attendere la classica “fregatura” dietro l’angolo: sta accadendo esattamente quello che è giusto che sia, e molto probabilmente è tempo per te di abbandonarti ad un sano, meritato e ossigenante respiro di pace e benessere.
3)In qualunque momento inizi è il momento giusto, se aspetti di essere pronto prima di fare qualunque cosa…se sei alla ricerca delle situazioni ideali per la tua impresa, preparati a fare dell’attesa il liet motiv della tua vita.
Le condizioni ideali non vanno attese, quanto piuttosto create. I treni che cambiano la vita non solo quelli che si aspettano, ma quelli che si guidano.
Dunque sfida le tue resistenze, e preparati a fare il salto in direzione di ciò che vuoi e desideri conquistare.
Esci dal confort illusorio delle tue abitudini (e limiti), allontanati dalla certezza dei tuoi confini quotidiani, e fai il famoso primo passo alla scoperta di quanto attende solo che tu cambi e ti faccia avanti.
Inizia, agisci, muoviti: il movimento è vita e crea le basi di ulteriori azioni ed evoluzioni.
Soprattutto, ricordati di incedere un poco alla volta, di giorno in giorno concedendo tempo al tempo: è molto più semplice sollevare mille volte un chilo piuttosto che una tonnellata tutta in una volta, non credi?
4)Quando qualcosa ha fine, ha fine, la vita è fatta di cicli, di cose che iniziano ed altre che finiscono.
Ed è necessario liberarsi del vecchio per fare posto al nuovo; in altri termini, è essenziale che qualcosa muoia affinché qualcos’altro di differente possa nascere.
Ogni fine è un nuovo inizio; tutto cambia e si trasforma e nulla cessa di esistere.
Accade per le persone (lasciamo andare il corpo per trasformarci in puro spirito), come per ogni relazione e situazione dell’esistenza.
Accetta i cicli e le evoluzioni della vita, e sii flessibile ai cambiamenti; qualcosa che termina e “muore” è semplicemente qualcosa

sabato 5 settembre 2015

spiritualità

La spiritualità, termine che riguarda, a grandi linee, tutto ciò che ha a che fare con lo spirito, ha svariate accezioni ed interpretazioni. Il suo significato più semplice è il concetto che oltre alla materia tangibile esista un livello spirituale di esistenza, dal quale la materia tragga vita, intelligenza o almeno lo scopo di esistere; tuttavia può arrivare ad includere la fede in poteri soprannaturali, ma sempre con l’accento posto sul valore personale dell'esperienza. L'attribuzione di spiritualità a una persona non implica necessariamente che quella persona pratichi una religione o creda, in generale, all'esistenza dello spirito; in questo caso la spiritualità è vista piuttosto un "modo d'essere" che evidenzi scarso attaccamento alla materialità. Spesso i termini "religione" e "spiritualità" vengono trattati come sinonimi, il che è alquanto impreciso, dato che anche alcuni non credenti rivendicano una propria dimensione spirituale. Peraltro bisogna anche dire che molti altri atei e agnostici respingono proprio l'uso di questo termine perché deriva pur sempre da "spirito", nell'accezione sua propria di "immateriale", "superiore alla materia" etc. Entrambi i termini si riferiscono alla ricerca dell'Assoluto o di Dio (o con qualsiasi altro nome Lo si voglia chiamare): si può dire che la differenza fondamentale consista nel fatto che la religione indichi un tipo di ricerca esteriore, formale, mentre perspiritualità si intende la ricerca di Dio all'interno di sé. Questo comporta che la spiritualità assuma, rispetto alla religione, alcune connotazioni tipiche: la fede assume un carattere più personale e meno dogmatico, più aperto alla sperimentazione e basato sull'esperienza personale. Sempre parlando in termini di ricerca spirituale, un'altra connotazione tipica della spiritualità rispetto alla religione può essere la convinzione che esistano diversi percorsi spirituali, e che pertanto non esista alcuna verità oggettiva o assoluta in base alla quale decidere quale percorso sia meglio seguire; poiché ogni persona è diversa dalle altre, la scelta è spesso lasciata all'individuo, alla sua sensibilità e al suo discernimento. Da questo punto di vista, religione e spiritualità non sono due concetti contrapposti che si escludono l'un l'altro, ma possono essere visti semplicemente come due tappe nella crescita interiore di ogni fedele o aspirante spirituale, tant'è che molti seguaci di religioni costituite considerano la spiritualità come un aspetto intrinseco e inscindibile della loro esperienza religiosa. Non esiste insomma una vera contrapposizione tra i due termini, dal momento che il rapporto fra religione e spiritualità è paragonabile al rapporto fra contenitore e contenuto, fra forma e sostanza, fra teoria e pratica. Altri, sull'onda del fenomeno New Age, sostengono che la spiritualità non sia identificabile con una religione per sé, ma la connessione attiva e vitale ad una forza, una potenza o una percezione di un più profondo ”sé”. La spiritualità, all'interno di una grande varietà di concezioni culturali e religiose, è spesso vista come un percorso, ocammino spirituale, lungo il quale si avanza per conseguire un obiettivo determinato, quale ad esempio un più alto stato di consapevolezza, il raggiungimento della saggezza o la comunione col divino in termini di trascendenza o di immanenza, il che solitamente presuppone una qualche forma di liberazione dalla materialità. Il mito della caverna di Platone, contenuto nel VII libro de La Repubblica, è una buona descrizione di un siffatto cammino. Il cammino spirituale è un percorso che presenta una dimensione primariamente soggettiva e individuale di tipo ascendente a qualcosa di più alto della materialità, da ciò la sua identificazione con l'ascesi. Per cammino spirituale si può intendere un percorso di breve durata, finalizzato ad un obiettivo specifico, o tutta una vita. Ogni avvenimento della vita è parte di questo cammino, ma in particolare vi si possono inserire alcune tappe o momenti significativi, come ad esempio la pratica di varie discipline spirituali (tra cui la meditazione, la preghiera, il digiuno), il confronto con una persona che si ritiene dotata di profonda esperienza spirituale (chiamata maestro, assistente o precettore spirituale, guru o in altro modo, a seconda del contesto culturale), l'accostamento personale a testi sacri, ecc. Nel caso il cammino spirituale coincida, in tutto o in parte, con un percorso iniziatico, vi possono essere delle vere e proprie prove da superare. Tali prove in genere, prima che un significato sociale, costituiscono una "verifica" per l'individuo del proprio raggiungimento di un determinato livello. La spiritualità è anche descritta come un processo in due fasi: la prima relativa alla crescita interiore, e la seconda relativa alla manifestazione di questo risultato nell’esperienza quotidiana del mondo.

Il sesso durante il Percorso spirituale

I metodi del lavoro spirituale, in considerazione più generale, possono essere divisi in due gruppi principali:
1. «Rituali», dove i credenti memorizzano le prime informazioni circa la religione (l'altra questione: veri o falsi?) e si abituano (in particolare, con l'aiuto dei riti) al fatto che Dio esiste realmente.
2. Veri esoterici, dove con l'aiuto di metodi speciali i devoti degni studiano come purificare e sviluppare le strutture energetiche del loro corpo (i chakra e i principali meridiani), si trasformano in cuore spirituale enorme e poi si dirigono verso la conoscenza personale e diretta di Dio, in tutte le Sue manifestazioni, tra cui quella del Creatore. Dobbiamo subito notare che i principi etici fondamentali che sono stati discussi in questo e in altri libri, dovrebbero essere fondamentali per tutti i ricercatori spirituali e anche in relazione ai rapporti sessuali.
Il più importante di questi principi è l’innocuità: non danneggiare l’altro in nessun modo (ahimsa).
Questo principio può essere eseguito con successo solo se l’uomo sopprime le sue tendenze egoistiche. Coloro che non hanno ancora compiuto gli sforzi adeguati per realizzare quanto detto sopra, non hanno il diritto di partecipare a tali pratiche esoteriche. Se questo viene ignorato, allora Dio sarà costretto a fermare tali candidati attraverso vari sconvolgimenti nella loro vita. Uno dei risultati può essere la malattia mentale.
Per avere successo nello sviluppo dei metodi esoterici del lavoro spirituale si richiede molta energia da parte dell'uomo. E questo dipende dall’attività lavorativa dei chakra. Lo stimolatore naturale di quest'ultima è una vita sessuale armoniosa. Quelle persone che non hanno ricevuto tale esperienza, rischiano di non ottenere alcun successo significativo nel progresso spirituale. Per loro sarà impossibile anche immaginare di lavorare con la kundalini e la creazione delle macrostrutture stabili della coscienza raffinata, formate al di fuori del corpo fisico e consistenti in analoghi giganti dei chakra.
C'è anche un altro fattore, che conferma l'opportunità della vita sessuale per i ricercatori spirituali. Il punto fondamentale è che la principale dominante nella vita di queste persone dovrebbe essere la voglia di conoscenza del Creatore. E l'esistenza e la crescita di questa dominante non dovrebbe essere interferita da altri tipi di dominanti come, per esempio, l’insoddisfazione sessuale. In altre parole, è auspicabile che il potenziale bioenergetico sessuale in eccesso abbia la possibilità di «scaricarsi» in un matrimonio armonioso.
Ma al tempo stesso, vorrei sottolineare ancora una volta, che è importante che il partner sia sempre adeguato come stato di salute, nel livello di raffinatezza bioenergetica e nel generale avanzamento spirituale.
E’ molto importante che un matrimonio armonioso sia estremamente favorevole per l'adeguato sviluppo della sfera emotiva, in particolare, per la raffinatezza della coscienza attraverso l'elaborazione di emozioni come la sottile tenerezza sessuale, l’affetto, la gratitudine. Ma senza possedere queste caratteristiche, un significativo progresso spirituale è impossibile.
Nelle prime fasi del lavoro esoterico possono essere applicati con successo i metodi come l’associazione delle energie dei chakra o la co-rotazione delle energie «sull’orbita microcosmica», che nello stesso momento arricchiscono il rapporto sessuale e aiutano ad avere successo nello sviluppo e nella purificazione bioenergetica.
Sottolineo, però, che tutto ciò che è stato detto su tali tecniche può essere utile solo per coloro che si trovano nello stabile stato sattvico. Imparate dai nostri libri come raggiungerlo e poi il sesso sattvico vi aiuterà al rafforzamento di questo stato!
* * *
Apprendiamo anche il parere di Gesù Cristo su questo:
«La tenerezza è una delle qualità incredibili di Dio.
Se potessi convincere tutte le persone, che rimangono oggi sul piano terreno, a cominciare a comprendere la bellezza, la santità e la maestà della santa comunione tra due anime, nota come intimità! Ottenendo solo questo si potrebbe contribuire notevolmente alla santità di questa esperienza, la più bella e più meravigliosa! Finché le persone non percepiscono lo scopo Divino di questo piano e cioè che esso esiste in tutti gli ambiti della Creazione, senza eccezione, molti di loro penseranno ad esso solo come una sorta di manifestazione animalesca e che non ha nulla a che fare con l'estasi di santità, questo stato estatico di integrità!
So che questo cambierà quando queste parole saranno lette! Io so che questo toccherà il cuore e cambierà molte persone! Ciò causerà un improvviso balzo e incoraggerà le persone a capire quanto sia stata terribile la perdita e la distorsione di ciò che è uno dei sentimenti più sacri tra due persone! Esso possiede l'integrità, ecco perché lo chiamiamo sacro! Questo è la perfetta santa comunione, che viene eseguita come una cerimonia perfetta tra due persone, che si nominano marito e moglie.
(Ma) in ogni caso, Io non approvo gli indiscriminati rapporti sessuali.
… In nessun caso l'ignoranza deve avere la precedenza, manifestandosi nelle casuali relazioni intime, altrimenti ottonerete il caos e un mondo decadente.»
* * *
La sessualità è una naturale funzione biologica di qualsiasi organismo adulto e sano, che appartiene al genere umano, a tutti gli animali e persino alle piante, al loro livello vegetale. La sessualità prevede la riproduzione. Negli esseri umani e negli animali superiori, essa contribuisce anche alla socializzazione degli individui, e all’educazione della prole, favorisce lo sviluppo di molte delle più preziose, in termini di evoluzione spirituale, fra emozioni e qualità etiche.
Ma le persone spiritualmente avanzate sono in grado di utilizzare consapevolmente la propria sessualità al fine di accelerare il proprio progresso verso la Perfezione spirituale.
Prima di tutto, la sessualità per queste persone è il regno degli studi etici. Qui tutti possono compiere il cammino cominciando a liberarsi dalle caratteristiche primitive dell’egocentrismo, fino al pieno controllo sulle proprie emozioni sessuali e sull'uso della sessualità solo per le ragioni del miglioramento evolutivo insieme al partner.
Quali sono i motivi per cui un certo numero di movimenti religiosi ha cercato di reprimere la sessualità e in ogni modo di contaminarla? Le ragioni sono due.
La prima era un desiderio ragionevole di contrastare la diffusione, in ambienti dalla scarsa cultura, delle malattie sessualmente trasmissibili e la nascita di troppi bambini, che bisognava prima far nascere e dopo far crescere e mettere «in piedi» in termini sociali.
Il secondo è che è il desiderio dei leader delle sette (cioè movimenti religiosi distaccati dall’Insegnamento originale di Dio) era di soggiogare, mettere il soggetto sotto il proprio dominio tramite il convincimento di sentire «la colpa» e «il peccato»: dicevano che noi siamo tutti peccatori già per il fatto che siamo nati, ma loro, i nostri pastori, sarebbero gli unici ad avere il mandato da parte di Dio di liberarci dai nostri peccati e noi dovremmo ascoltarli, rispettarli e, naturalmente, portare loro del denaro! E devo ammettere che queste bugie hanno trovato un terreno fertile tra la folla delle persone intellettualmente sottosviluppate. Grazie a queste bugie e a quelle simili ad esse, alla fede in esse, ci sono ancora anche oggi alcune sette religiose di massa.
Per fare solo un esempio della nostra modernità russa: la principale cattedrale cattolica di Mosca è stata chiamata la cattedrale «dell’Immacolata Concezione». Personalmente, non vorrei nemmeno avvicinarmi alla porta di questa chiesa: infatti il nome stesso di questo «tempio», indica che, nella storia della Terra, solo il concepimento della Madre di Gesù Cristo (quello che è successo, presumibilmente, senza la partecipazione dell’uomo incarnato) è puro, e tutti gli altri, quindi, sono viziosi… Ma questo contamina il resto dei concepimenti! Si contaminano anche tutte le madri, i padri e tutti i bambini nati, tutto l'amore sessuale tra gli uomini!
Qualsiasi persona ragionevole si rende conto che tale profanazione non proviene da Dio, ma da uomini sporchi e disonesti! Anche nella Bibbia, Dio comandò alla gente: «Siate fecondi e moltiplicatevi», e il tenero amore di Gesù verso i bambini si vede chiaramente nel Nuovo Testamento .
… Ma esiste un'altra bugia, ed anche quella si nasconde sotto forme religiose: che il sesso più intenso, automaticamente fa aumentare la «spiritualità», grazie all’aumento dell’energia sessuale nel corpo, e anche si propaganda la masturbazione come un modo per imparare ad amare se stessi!… Queste sciocchezze le ho sentite in televisione e lette nei libri di lettura pubblicati in Russia negli ultimi anni, alle stesse tendenze sono destinati club e circoli di «tantra sessuale», e tali «seminari» che invitano tutti senza selezione, l’importante è pagare bene…
Ma tutte queste sciocchezze e sporcizie sono state generate per colpa dell’ignoranza spirituale, o… semplicemente a causa del desiderio, da parte degli organizzatori, di guadagnare denaro sulle aspirazioni volgari dei loro clienti. Di spirituale qui non c'è nulla.
… Abbiamo già detto che il beneficio sul Percorso spirituale può essere raggiunto solo tramite la sessualità delle persone sattviche, cioè già raffinate, libere dalla brutalità emotiva e dalle passioni primitive. Incoraggiare le passioni delle altre persone significa portare solo danni.
Inoltre, il possesso del grande potenziale energetico personale, anche se questa energia non è grossolana, non comporta di per se «scoperte» o successo spirituale. Questa energia bisogna saperla indirizzare, tramite speciali tecniche meditative, nella giusta direzione durante la costruzione del nuovo se stesso negli eoni Divini. Se non viene fatto questo, l'energia sessuale sarà usata, più probabilmente, solo per ulteriori reazioni passionali, che non hanno nulla a che fare con il lavoro spirituale e con il progresso spirituale.
La spiritualità implica una vera e propria aspirazione della coscienza individuale (anima) verso il Creatore, ma non verso i corpi materiali di partner sessuali!* La sessualità in nessun caso può sostituire Dio! La sua posizione è solo come un metodo ausiliario per le persone che sono insieme sulla Via spirituale. (O magari essa è solo una normale manifestazione vitale di un corpo sano, come il cibo o sonno).
Il vizioso concetto di «amor proprio» che è stato importato in Russia è diametralmente opposto del vero amore spirituale, in cui si dimenticano e scompaiono l'ego personale e gli interessi personali, sostituiti dall'amore altruistico verso gli altri. Solo dallo stato di tale amore si può arrivare a conoscere Dio e l’Unione con il Suo Sé Superiore.
E poi c'è un altro punto di vista: che «per il bene della crescita della spiritualità» bisognerebbe di astenersi dagli orgasmi. Allo stesso tempo, le persone che stanno praticando questo metodo raccolgono nel loro corpo l'energia sessuale (udana) dei loro partner, ma la non rendono loro propria udana. Dal punto di vista etico questo bisogna capirlo ed accettarlo come una forma di vampirismo bioenergetico! Dovrebbe esser considerato come la manifestazione di una delle più atroci qualità morali degli egocentrici, dei primitivi etici!
Anche le raccomandazioni «spirituali» a fare il bagno nudi sulle spiagge pubbliche sono manifestazioni dell’ignoranza: «Lasciate che vi guardino! Voi non avete nulla da perdere!». Ma si può perdere molto: la propria la salute. E insieme ad essa molti risultati spirituali. Una cosa è fare i bagni nudi con gli amici sattvici, con i membri del proprio gruppo spirituale. Ma una cosa completamente diversa è essere nudi davanti a tutti: si rischia di essere posseduti da desideri primitivi, da coloro che solo contemplando, possono già riempire i corpi delle loro vittime con la propria energia sporca…
Anche semplicemente guardare con interesse è un tocco con le indrie della coscienza e costituisce la loro introduzione nell'organismo dell’osservato…
Se la vostra bellezza la ammirano persone con dalle anime pure, allora voi riceverete una porzione di energia del puro amore, e sia loro che voi riceverete il beneficio.
Ma fare la stessa cosa di fronte ad un rappresentante del sesso opposto può provocare un effetto diametralmente opposto: si può stare molto male ed a lungo…
Non bisogna dimenticare il rischio di essere violentati dai primitivi di tale genere. In questo caso, il danno bioenergetico può essere ancora più grave…
Porrò l'accento su un altro aspetto etico del nudismo: anche semplicemente imporre la propria visione del mondo a coloro che non la vogliono (anche se non hanno ragione) è troppo incompatibile con il principio fondamentale etico: «non danneggiare!».
* * *
Così, infine, ancora una volta torniamo alla questione «con chi»?
Intraprendete, soprattutto, prima voi stessi il Percorso spirituale! Cominciate a cercare il nostro comune Creatore! Come fare? È stato descritto in dettaglio nei nostri libri e anche in tanti altri libri spirituali. Raccogliete intorno a voi le persone che la pensano ugualmente, e insieme andate avanti lungo il Percorso! Liberatevi da coloro che non sono degni della vostra compagnia! Gli indegni sono coloro che ignorano l'aspetto etico del lavoro spirituale, che non fanno progressi in questo. Insieme con gli altri e con Dio, che è sicuro sarà con voi, nel vostro ambiente riempitevi abbondantemente con la beatitudine del Suo Amore! E fra tutti i vostri veri compagni spirituali sicuramente si trova qualcuno che sarà a voi più vicino di tutti gli altri allievi di Dio incarnati!
La gente tende a fare un sacco di stupidi errori, a soffrire invano nel caso in cui cerchino di costruire la propria vita, allontanandosi da Dio. Ma con Dio, con il vero Maestro di tutti i giorni, di tutte le persone, direttamente, realmente conoscibile, se si sa abbastanza su di Lui e si vive secondo le Sue Leggi, tutto diventa molto più facile! La vita diventa piena di felicità del Servizio al Creatore, della felicità di comunicare con le persone spirituali che camminano accanto a noi! Tutto quello che facciamo diventa molto più beatamente chiaro: sia il lavoro che il tempo libero, sia il cibo che il sonno, il dono reciproco di amore sessuale e la fusione di due anime pure in esso.
* * *
Una volta Dio si rivolse ad una dei Suoi studenti che avevano fatto dei progressi enormi sul Cammino spirituale:
«Mi ami veramente?»
«Se sì, allora dove scompare la tua aspirazione appassionata, con la quale tu devi bruciare sempre?
Solo nei matrimoni terreni può verificarsi il convenzionalismo nel rapporto, «l’abitudine» gli uni degli altri, la noia.
L'amore verso di Me è sempre come la prima volta, la vita piena di eterna estasi!
L’amore verso di Me è un costante impegno a regalare se stesso, non è consumismo!
Se la passione verso di Me tutto il tempo sbiadisce in te, se sei pigra in questo amore, allora l'amore vero ancora non c’è. E così è impossibile raggiungerMi!
Dobbiamo assumerci la piena responsabilità per il nostro destino. Non hai il diritto di sperare (anche inconsciamente) che il tuo Maestro incarnato lo faccia al posto tuo. Non si può diventare Me, essendo «guidata al guinzaglio»! Con Me ci si può unire solamente guidando gli altri verso di Me! Diventa una leader spirituale, almeno per te stessa: non esecutrice obbediente, ma leader! Questo è l'unico modo per raggiungerMi!»
«Come imparare ad amarTi ancora di più?»
«Guarda le facce intorno. Sui loro volti c’è la depressione, la noia, l’ansia, la stanchezza, la rabbia… Sono le persone infelici, perché non sono innamorate di Me!
Ma in te non può svanire lo stato di gioia e giubilo! Mai!
Dopo tutto, Io sono il tuo Amato!
Tu non puoi trovarti nella tristezza: perché sei innamorata di Uno, il più bello di tutti gli amati!
Pensa a quanto sei fortunata:
Il tuo Amato non può morire: lui è immortale!
Il tuo Amato non può lasciarti nemmeno per un minuto: Lui è ovunque!
Lui è sempre vicino, dentro e intorno a te, Egli infinitamente ti penetra con il Suo Amore!
Il tuo Amato è unico, con Lui non ti annoierai mai!
E non avrai mai dubbi sul Suo amore per te: perché il tuo Amato è composto solo dal Puro Amore!»

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...