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venerdì 3 ottobre 2025

Dopo la nostra morte l’anima è libera? Significato e prospettiva spirituale

Molte tradizioni spirituali, filosofi e anime in cammino si domandano: cosa accade all’anima dopo la nostra morte? È davvero libera? In questo articolo esploriamo questa domanda non come un enigma teorico, ma come un invito a guardare oltre i confini del corpo fisico e della mente, verso la libertà dell’essere che non si spegne con il respiro.



Dopo la nostra morte l’anima è libera? Significato e prospettiva spirituale

La domanda su cosa succede all’anima dopo la morte è antica quanto l’umanità. Essa attraversa culture, epoche e tradizioni, invitando chiunque si ponga al crocevia tra la vita e l’eterno a guardare oltre il velo delle apparenze.

Molti credono che la morte sia una fine definitiva. Ma se fosse, invece, come togliere una veste che non serve più?
Se la nostra coscienza — il cuore dell’esperienza interiore — non fosse limitata da confini fisici, ma fosse piuttosto un flusso di luce, energia e consapevolezza?

In molte tradizioni spirituali si dice che l’anima, una volta liberata dal corpo, ritorni alla sua essenza più pura: uno stato di libertà, pace e unità con ciò che è. Non più soggetta a paure, giudizi o limitazioni materiali, l’anima si apre a una realtà più ampia, dove il tempo e lo spazio non definiscono più la sua esperienza.

Questa libertà non è fuga.
Non è un’assenza di forme, ma la comprensione che la forma non è vincolo.
È l’esperienza di un’energia che non si spegne, ma si trasforma.

Ma cosa significa “libera”?
Non vuol dire che l’anima vaghi senza meta. La libertà dell’anima post-vita può essere vista come la capacità di:

  • vedere senza maschere

  • sentire senza paure

  • entrare in contatto con la verità interiore

  • riconoscere la connessione con tutte le cose

Questa prospettiva non è un’idea astratta, ma una possibilità di coscienza. Non dobbiamo necessariamente capire con la mente per sentire con il cuore. Quando smettiamo di cercare risposte fuori di noi e iniziamo ad ascoltare dentro, qualcosa cambia: percepiamo che la vita non è un punto isolato, ma un tessuto di esperienze interconnesse.

Per molte anime in cammino, questa domanda non è un dubbio da risolvere, ma un invito ad espandere la propria percezione. La libertà dell’anima non si acquista dopo la morte: è già disponibile qui, ora, nelle scelte di ogni giorno. Ogni atto di consapevolezza, di amore, di presenza interiore è un passo verso quella libertà che la morte non può toccare.

Così, quando guardiamo la morte non come un confine, ma come una soglia, possiamo iniziare ad avvicinarci all’idea che l’anima non solo vive oltre, ma è libera da sempre.

martedì 13 ottobre 2015

che fine fa l'anima dopo la morte?

Secondo le testimonianze raccolte da Newton e dai suoi collaboratori, le anime che lasciano il corpo fisico vengono immediatamente accolte da una guida spirituale o da persone conosciute in vita e che hanno già lasciato il piano terreno. Sebbene, il viaggio cominci quasi subito, non tutte le anime fanno immediato ritorno nell’Aldilà. Ci sono anime che sono state così seriamente danneggiate dall’esperienza terrena da non riuscire a tornare al mondo animico dopo l’uscita dal corpo fisico e che finiscono per ritrovarsi in un “luogo” di transizione.
A questo gruppo (meno numeroso rispetto a quello di chi fa immediato ritorno “a casa”), appartengono due tipi di anime: coloro che non accettano la dissoluzione del loro corpo fisico e lottano per non tornare al mondo dello spirito per motivi di angustia personale, e quelle anime che hanno compiuto o sono state complici di crimini molto gravi.
Mentre il primo gruppo di anime ha bisogno di “adattarsi” alla nuova condizione e, con il tempo accetta l’idea di proseguire il viaggio; alle anime che hanno perpetrato crimini atroci viene concesso l’accesso al mondo animico in un luogo separato e isolato. La decisione che si conclude con l’isolamento viene presa con le proprie guide spirituali nei momenti successivi alla morte fisica: l’isolamento ha il solo scopo di aiutare l’anima a prendere consapevolezza del proprio operato, e il peso della propria coscienza e dei propri rimorsi sembrano essere l’unica “condanna”.
Dal momento che il male può prendere diverse forme sul piano terreno, le istruzioni spirituali e il tipo di isolamento utilizzato per ciascun anima sono diversi. Anche il periodo di isolamento e di indottrinamento da parte delle guide non è predeterminabile. Il dott. Newton, per esempio, ha raccolto testimonianze che riguardano i cosiddetti “spiriti malevoli”: molti di loro tornerebbero sulla Terra subito dopo un periodo di isolamento, al fine di espiare il proprio operato malevolo attraverso un’incarnazione migliore.
Comunque tutte le anime, a prescindere dall’esperienza avuta sulla Terra, approdano a una sorta di “porto centrale” nel mondo dello spirito, che Newton chiama “l’area di sosta”: in questo luogo simbolico simile a un “centro direzionale” (si tratta ovviamente di una metafora: i luoghi animici sono quasi indescrivibili con parole umane…), le anime vengono raccolte e poi orientate verso il proprio gruppo di appartenenza. La caratteristica più straordinaria di questo luogo è la sensazione che ci sia una grande forza mentale che dirige tutto in base a un’armonia misteriosa. I soggetti intervistati sotto ipnosi si riferiscono a questo luogo come a “un luogo di puro pensiero”.


I gruppi di anime e il Consiglio degli Anziani

A questo punto, l’anima fa ritorno al gruppo di appartenenza (a meno che non si tratti di anime molto giovani o di anime che vengono isolate per altre ragioni). Le anime che compongono il gruppo sono “anime compagne” di vecchia data, strettamente unite per l’eternità, che posseggono lo stesso livello di consapevolezza. Questi gruppi affiatati sono spesso composti da anime affini che mirano a obiettivi comuni a cui lavorano continuamente, anche aiutandosi a vicenda. Di solito, alcuni membri di uno stesso gruppo scelgono di incarnarsi contemporaneamente rivestendo il ruolo di parenti o di amici intimi proprio per lavorare insieme a un obiettivo comune.
Dopo essere ritornati nel gruppo animico di appartenenza (che include in media da 8 a 15 membri), le anime sono chiamate a comparire davanti al “Consiglio degli Anziani”. Sebbene non si tratti di un Consiglio d’accusa, il suo scopo è quello di aiutare l’anima ad esaminare il proprio operato terreno prima di ritornare alle attività del gruppo di appartenenza. Il Consiglio è composto da “anime profondamente amorevoli e altamente evolute” che danno l’impressione di essere molto antiche.


I diversi livelli delle anime

Secondo Newton, il collocamento all’interno di un gruppo specifico è determinato dal livello di evoluzione. Nelle sue ricerche, Newton ha riconosciuto tre livelli: le anime principianti, quelle intermedie e quelle evolute. Con umiltà ammette di non essere potuto andare oltre, perché – ovviamente – le sue testimonianze provengono da anime ancora soggette al ciclo di incarnazioni terrene e gli è stato quindi impossibile “esplorare” l’esistenza di anime ormai evolutesi al di là dell’esistenza terrena. Con una certa ironia, afferma soprattutto che un’anima altamente evoluta non ha bisogno di cercare un terapeuta esperto di regressione per risolvere i conflitti relativi al suo piano di vita!

Le anime principianti

Ci sono due tipi di anime principianti: le anime che si reincarnano sulla Terra da poco tempo e le anime che si stanno reincarnando da un tempo relativamente lungo, ma che rimangono ancora immature. Newton crede che quasi i tre quarti di tutte le anime attualmente incarnate sulla Terra siano ancora nelle fasi iniziali di sviluppo. Le anime concludono il loro ciclo di incarnazione sulla Terra quando raggiungono la piena maturità.
Sempre secondo le scoperte di Newton, l’anima principiante può vivere una serie di vite in uno stato di confusione e di inefficienza a causa dell’influenza di un “curriculum terreno” molto diverso dalla coerenza e dall’armonia propria del mondo dello spirito. Anime meno sviluppate non esercitano la propria volontà spirituale e tendono a rassegnarsi al volere della società, finendo per essere incastrate in strutture socio-economiche di subordinazione. L’anima inesperta tende ad essere trattenuta dal realizzare il proprio compito spirituale dalla mancanza di un pensiero indipendente. Queste anime hanno anche una certa propensione all’egoismo e all’egocentrismo e non riescono ad accettare facilmente gli altri per quello che sono. Non c’è anima che nel passato non sia stata principiante.


Le anime intermedie

Non appena le nostre anime avanzano al livello intermedio di sviluppo, l’attività di gruppo viene notevolmente ridotta. Questo non significa che si ritorni a quel tipo di isolamento che caratterizza le anime “nuove”. Piuttosto, le anime che evolvono al livello intermedio hanno meno interazione con il gruppo primario di appartenenza, perché hanno acquisito la maturità e l’esperienza per operare in modo più indipendente. Per queste anime, la pausa tra un’incarnazione e l’altra è più lunga.
Queste anime sono finalmente pronte a prendersi responsabilità più importanti. Il rapporto che li lega alle loro guide spirituali disincarnate si trasforma da quello tipico tra maestro e allievo a quello tra compagni di lavoro. Come le guide spirituali sono arrivate nel passato ad avere il loro gruppo di studenti così, per queste anime intermedie, arriva il momento per sviluppare competenze didattiche che alla fine le qualificheranno per fare da guida a qualcun altro.
Questa è una tappa significativa per lo sviluppo di un’anima, perché pian piano le vengono date maggiori responsabilità in riferimento all’istruzione di anime più giovani. Nessuno però raggiunge il grado di “guida” da un giorno all’altro. Come per molti altri aspetti della vita dell’anima, tutti noi siamo accuratamente testati. I livelli intermedi sono periodi di prova per potenziali insegnanti. I nostri mentori ci assegnano un’anima di cui prenderci cura e poi valutano le nostre prestazioni da “leader” sia durante che dopo l’incarnazione fisica.
Solo se questo addestramento preliminare ha successo veniamo autorizzati a diventare delle “guide junior”. Il non essere adatti all’insegnamento non impedisce però a un’anima di raggiungere il livello avanzato. Ogni guida, esattamente come chiunque altro, possiede capacità e limiti specifici. Nel momento in cui raggiungiamo il livello avanzato, le nostre attitudini animiche specifiche sono ben note nel mondo dello spirito. E’ per questo che ci vengono dati doveri animici da realizzare sulla Terra commisurati alle nostre capacità. Secondo Newton, esistono infiniti modi di apprendimento capaci di portare ciascuno di noi ad acquisire la pienezza spirituale.


Le anime avanzate

Newton propende a credere che le persone sulla Terra che possiedono anime antiche ed altamente evolute siano scarse. Di solito, queste anime sono vere e proprie guide incarnate. Mentre gestiscono con relativa facilità le questioni esistenziali con cui lotta ancora la maggior parte di noi, queste anime avanzate sono più interessate ad apportare piccole rifiniture a compiti specifici di grande valore spirituale.
Quando appaiono come figure pubbliche sono facilmente riconoscibili (si pensi a Madre Teresa); tuttavia, è più usuale che un’anima avanzata assolva il proprio compito in maniera tranquilla e discreta. Senza mostrare alcuna auto-indulgenza, la loro realizzazione consiste nel migliorare la vita di altre persone. Di solito, si concentrano meno sulle questioni istituzionali e più sul miglioramento dei valori umani a livello individuale.
La caratteristica peculiare di un’anima avanzata è la pazienza che dimostra nei confronti della società, insieme ad una straordinaria abilità nell’affrontare ciò che le accade nella vita. Caratteristiche dominanti di queste anime avanzate sono un eccezionale intuito e una straordinaria capacità introspettiva. Questo non vuol dire che la vita non abbia insidie karmiche per loro, perché altrimenti non sarebbero qui. Possono essere trovate in tutte le sfere della società, ma per lo più ricoprono ruoli professionali di aiuto o sono in qualche modo impegnate a combattere le ingiustizie sociali. L’anima avanzata irradia compostezza, gentilezza e comprensione verso gli altri. Non essendo motivata da un interesse personale, può non prendere in giusta considerazione i propri bisogni fisici e vivere in condizioni a volte molto modeste.

Il ritorno sulla Terra

Prima o poi arriva il momento in cui l’anima deve nuovamente lasciare il santuario del mondo spirituale per imbarcarsi in un altro viaggio sulla Terra. Non si tratta di una decisione facile. Le anime devono prepararsi a lasciare un mondo di saggezza totale dove vivono in uno stato di beatitudine e di libertà per occuparsi delle esigenze fisiche e mentali di un corpo fisico. Una volta tornati nel mondo spirituale, le anime hanno dubbi quando si tratta di lasciare anche solo temporaneamente un mondo di auto-consapevolezza, unione reciproca e compassione per ritornare su un pianeta dominato dall’incertezza e dalla paura a causa di esseri (umani) aggressivi e competitivi. Pur avendo una famiglia e amici terreni, molte anime incarnate si sentono sole e anonime quando si ritrovano all’interno di una popolazione terrena così vasta.
Il recupero energetico dopo un’incarnazione e il ristabilimento dell’equilibrio personale nel piano animico può richiedere più tempo per alcune anime rispetto ad altre, ma alla fine tutte le anime trovano lo stimolo a continuare il ciclo di incarnazioni (che deve essere necessariamente completato una volta iniziato). Se è vero che il nostro ambiente spirituale è difficile da lasciare, è anche vero che come anime disincarnate tendiamo a ricordare i piaceri fisici della vita sulla Terra con nostalgia e affetto.
Quando le ferite di una vita passata vengono guarite e siamo di nuovo completamente in armonia con noi stessi, sentiamo la spinta ad esprimere la nostra identità anche attraverso un corpo fisico. Gli incontri con le nostre guide animiche e con i membri del nostro gruppo di appartenenza ci hanno fornito quell’aiuto spirituale che ora ci permette di essere pronti per la nostra prossima vita. Il nostro karma relativo alle azioni passate verso l’umanità, i nostri errori e successi sono stati valutati secondo un’ottica futura che vuole aiutarci a volgere al meglio i nostri sforzi terreni. L’anima deve ora assimilare tutte queste informazioni e agire intenzionalmente sulla base di tre questioni principali:
(1) Sono pronto per una nuova vita fisica?
(2) A quali lezioni specifiche devo sottopormi per far avanzare il mio livello di apprendimento e per evolvermi?
(3) Dove devo andare e chi devo essere nella mia prossima vita per avere le migliori opportunità di crescita e di realizzazione dei miei obiettivi?
Una volta che l’anima ha deciso di tornare ad incarnarsi, la fase successiva consiste nell’avere indicazioni sul quando e dove. Le anime, infatti, considerano quando e dove vogliono andare sulla Terra prima di decidere chi saranno nella loro nuova vita. Newton spiega che molti soggetti hanno difficoltà a descrivere il luogo in cui viene selezionata la vita successiva e che quasi tutti tendono ad usare delle metafore. Molti si riferiscono a questo luogo come a un cinema che permette alle anime di vedere se stesse nel futuro, con ruoli diversi in contesti diversi.
In questo luogo di selezione, le nostre anime visionano in anteprima molteplici scelte. Quando lasciamo questa zona, la maggior parte delle anime ha già una propensione verso una scelta piuttosto che un’altra. Tuttavia, i nostri consiglieri spirituali ci danno la possibilità di riflettere a lungo su tutto quello che abbiamo visto del nostro futuro prima di prendere la decisione definitiva.
Dopo che le anime hanno completato le consultazioni con le loro guide e con i membri del proprio gruppo a proposito delle diverse implicazioni fisiche e psicologiche legate a una particolare scelta, la decisione di incarnarsi viene presa. Sarebbe logico supporre che la partenza per la Terra sia immediata: in realtà questo non avviene prima che si sia verificata un’altra importante fase di preparazione. Il luogo in cui le anime si recano per accedere a questa fase finale viene chiamata da Newton “classe di riesame”. Uno delle ultime richieste prima di imbarcarsi per la Terra è, infatti, quella di presentarsi al Consiglio degli Anziani per la seconda volta. Il mondo spirituale è un luogo governato dall’ordine e gli Anziani vogliono rafforzare la consapevolezza di un’anima in riferimento ai compiti spirituali dell’incarnazione che si sta per intraprendere. Dopo questo incontro, alcune anime ritornano al gruppo di appartenenza per salutare i compagni, mentre altri preferiscono partire immediatamente per l’incarnazione terrena. Questa è l’ultima possibilità che viene data alle anime di godere della totale consapevolezza della propria vera essenza prima di adattarsi a un nuovo corpo e a una nuova “avventura” terrena.

lunedì 23 febbraio 2015

il mietitore


La Morte personificata è una figura esistente fin dall'antichità nella mitologia e nella cultura popolare, con una vaga forma umana o come personaggio fittizio. La raffigurazione che più si è diffusa nell'immaginario collettivo è quella di uno scheletro che brandisce una falce, a volte vestito da un saio nero, unatunicao da unmantellodi coloreneromunito dicappuccio. La figura dellamorteè nota a molti con il nome di Tristo Mietitore oSinistro Mietitore Cupo Mietitore(in ingleseGrim Reaper). La personificazione della morte viene generalmente associata all'idea di un'entità neutra, ossia né buona né cattiva. Suo unico compito sarebbe quello di accompagnare nel trapasso le anime degli esseri umani al regno dei morti  Nella mitologia greca, Thanatos(Θανατος) è la personificazione della morte. Dal suo nome deriva latanatofobia, la paura della morte. SecondoEsiodo, è figlio diNyx(Νυξ) (la Notte), che l'aveva concepito senza l'aiuto di nessun altro dio.Omerone fa il fratello gemello diHypnos, la personificazione del sonno.Nemico implacabile del genere umano, odioso anche agli immortali, ha fissato il suo soggiorno nel Tartaro o dinanzi alla porta degli inferi. È in questi luoghi che Eracle ha combattuto con Thanatos sconfiggendolo e legandolo con una catena di diamanti per tenerlo prigioniero sino a che non ottenne la restituzione di Alcesti, che ricondusse trionfalmente a casa. Ateniesi e Spartani lo onoravano di un culto particolare, ma non si sa nulla sul tipo di culto che gli rendevano. Thanatos aveva un cuore di ferro e delle viscere di bronzo. I greci lo rappresentavano sotto la figura di un bambino nero con piedi torti. A volte i suoi piedi, senza essere difformi, sono soltanto incrociati, simbolo dell'imbarazzo dei corpi che si trovano nella tomba. Altre volte era rappresentato come un giovane o un vecchio barbuto con le ali. Questa divinità appare anche, nelle antiche sculture con un viso dimagrito, gli occhi chiusi, coperto da un velo, e mentre tiene una falce in mano. Questo attributo sembra significare che la vita viene raccolta come il grano. Gli attributi comuni tra Thanatos e la madre Nyx (la Notte) sono le ali e una torcia spenta e rovesciata. I Romani lo chiamavano Mors, e se lo raffiguravano come un Genio alato e silenzioso e gli alzarono anche degli altari.      
Nel Buddhismo è rappresentato come un essere irato, dalla pelle di colore nero-blu, vestito di pelli animali e adorno di teschi e ossa. Nella rappresentazione iconografica del Saṃsāra Yama stringe a sé la ruota dell'esistenza. Nel buddhismo Vajrayana la morte viene considerata uno degli otto dharmapada, un difensore del Dharma. Sempre nel buddhismo Vajrayana esiste anche Yamantaka, il Distruttore della morte, che assume su di sé le sembianze di Yama, compreso il volto di bufalo tratto dal suo veicolo nell'iconografia induista, a significare il superamento di ogni dualità.Nell'Induismo Yama è la divinità preposta al controllo e al trapasso delle anime da un mondo all'altro. È figlio di Surya (dio del Sole) e di Saranyu, viene chiamato anche Dharma (Giustizia, poiché ha il compito di giudicare le destinazioni delle anime) e Kala (Tempo, Yama è identificato con il tempo poiché è quest'ultimo a decretare il momento della morte). La sua tradizionale iconografia è quella di un uomo che cavalca un bufalo nero, vestito di rosso con gli occhi di fuoco e la pelle verde. Nella Bibbia il quarto cavaliere dell'Apocalisse è rappresentato con l'inferno che lo segue. Nell'Antico Testamento il cosiddetto "Angelo del Signore" colpisce 185.000 nell'accampamento Assiro (II Re 19:35), nel libro dell'Esodo 12:23, il Signore "percuote" ogni primogenito d'Egitto ma non fa passare lo "sterminatore" nelle case in cui c'è un segno di sangue sulla porta. Sempre l'Angelo Sterminatore causa una pestilenza in Israele finché il Signore non gli ordina di "ritirare la mano" (II Sam 24:16; I Cronache 21:15). Re Davide vede l'Angelo della Morte descrivendolo "stava tra terra e cielo con la spada sguainata in mano, tesa verso Gerusalemme"(I Cronache 21:16). Nel suo libro, Giobbe usa il termine "distruttore" e in Proverbi si fa riferimento alla morte (Prov. 16:14). Di solito Azrael è riconosciuto come Angelo della Morte. Il "mĕmītǐm" è un tipo di angelo biblico associato con la mediazione oltre la vita dei morenti (Libro di Giobbe 33:22). Ci sono alcuni dibattiti religiosi tra gli studiosi per quanto riguarda l'esatta natura del memitim. Secondo il Midrash, l'angelo della Morte fu creato da Dio nel primo giorno. Egli abita nei cieli e possiede dodici ali. È rappresentato come un essere ricoperto da occhi che tiene in mano una spada da cui gocciola fiele. Quando un uomo sta per morire, l'Angelo fa cadere una goccia di fiele in bocca all'uomo e questo ne causa la morte: l'uomo comincia a decomporsi e il suo viso diventa giallo. L'espressione "avere il gusto della morte" è derivata dalla credenza che la morte fosse causata da una goccia di fiele. Dopo la morte dell'uomo l'anima esce dalla bocca (o dalla gola) e la sua voce giunge fino alla fine del mondo. Proprio per questo l'Angelo sta sulla testa del morente, per impedire all'anima di fuggire. Nella tradizione ebraica, l'angelo è rappresentato come un brutale macellaio che uccide tramite la sua goccia di fiele, usando la sua spada (o un coltello) o con un laccio (che simboleggia la morte per soffocamento). Infatti le pratiche di esecuzione capitale nella cultura ebraica venivano eseguite tramite la combustione (il versare un liquido incandescente nella gola del condannato—pratica che ricorda la goccia di fiele), la macellazione (o decapitazione) e il soffocamento. Inoltre l'Angelo possiede un mantello nero che gli permette di trasformarsi in tutto ciò che vuole per meglio assolvere il suo compito, di solito si trasforma in mendicante o studioso. Secondo la tradizione vi sono sei angeli della morte:
  • Gabriele, che ha il compito di prendere le anime dei re.
  • Kapziel, che prende le anime dei giovani.
  • Mashbir, che prende le anime degli animali.
  • Mashhit, che prende le anime dei bambini.
  • Hemah, che estende il suo potere sull'uomo e sulla bestia. L'angelo della Morte, a causa delle sue frequenti rappresentazioni di mostro vestito di nero o di impietoso ed iniquo omicida, è stato spesso associato al diavolo. Persino nella genesi quando Eva, durante il suo colloquio col serpente, associa la morte al peccato originale (Gen. 3:3). Nella tradizione ci sono due Angeli della Morte: Michele, che è buono, e Samaele, che è malvagio. Azrael, uno dei quattro Arcangeli principali nella teologia islamica, appare come la personificazione della Morte nella tradizione islamica. Nella mitologia giapponese la morte è impersonata da Enma, anche conosciuto come Enma Ou e Enma Daiou. Enma comanda lo Yomi (gli Inferi), il che lo rende simile ad Ade, e decide se i morti devono andare in paradiso o all'inferno. I testi religiosi, in particolare il Kojiki, parlano del Takama no Hara (Pianura degli Alti Cieli, paragonabile al concetto occidentale di paradiso) e dello Yomi no Kuni (o Terra di Yomo, paragonabile al concetto occidentale di inferno), una terra dei morti in cui regna un Re demoniaco, Enma, che ha il compito di giudicare i morti che sono condotti innanzi a lui. Tuttavia non è così facile giungere al suo cospetto, infatti per accedere alla vita ultraterrena, bisogna superare le varie prove della vita. Il rimpianto per il mancato conseguimento di una o più prove condanna l’anima dell’individuo ad un vagare senza meta sulla terra anche se è stato destinato al Takama no Hara. Un culto più recente è quello degli shinigami, gli dei della morte. Le antiche tribù slave vedevano la morte come una bellissima donna vestita di bianco che teneva in mano un ramoscello di sempreverde. Il tocco di questo ramoscello avrebbe significato la morte immediata di una persona. Questa iconografia è sopravvissuta fino al Medio Evo fino a quando non è stata sostituita dallo scheletro con la falce. I Lituani chiamarono la morte Giltinè dalla parola "gilti" (pungere). Giltinè è stata rappresentata come una vecchia donna vestita di blu con una lingua velenosa e mortale. La leggenda vuole che prima Giltinè fosse una bellissima giovane trasformata in un essere mostruoso quando fu chiusa in una bara per sette anni. La dea della Morte era la sorella della dea della Vita, Laima, che rappresenta inoltre il legame tra inizio e fine. Dopo i Lituani adottarono come immagine della morte lo scheletro con la falce.      Nel Nuovo Testamento la morte è citata solo qualche volta e affrontata con un atteggiamento notevolmente positivo. Basti pensare a Cristo che risorge dai morti, alle numerose allusioni della vittoria sulla morte e alla scomparsa di paura della morte. La morte, quindi, mantiene la sua accezione negativa (vedi Ap.6:8) ma assume il ruolo di vinta e non di vincitrice. Prima, infatti, la condizione umana sia buona che cattiva aveva conclusione nella morte, ora la morte è solo un "periodo transitorio", una sorta di lungo sonno. La morte non è eterna e da essa si può risuscitare.

sabato 23 agosto 2014

si può uscire dalla reincarnazione?

Tutti avranno sentito parlare del tunnel di luce al quale la nostra anima si sente fortemente attratta al momento della morte, ma qual'è il vero significato della revisione che facciamo della nostra vita ? Perché andiamo quasi sempre a finire sulla via di ritorno in questa terza dimensione e che cosa potremo fare per uscire dai cicli di re-incarnazione ? Quasi tutti coloro che sono stati resuscitati da uno stato di pre-morte dicono che non desideravano fare ritorno in vita e che provavano, nell'al di là, la sensazione di essere "a casa"- Pertanto, se così ci si sente “dall’altra parte”,
perché mai continuiamo a nascere nuovamente in questo mondo infernale?
Così come riportato da migliaia di persone che hanno avuto l'esperienza di pre-morte, una volta liberi dal corpo fisico, hanno avuto esperienze comuni:
  • La "morte" iniziale
  • Il tunnel e la luce bianca
  • L’altro lato del tunnel
  • L'incontro con degli esseri, visti come angeli, guide, amici e famigliari
  • La revisione della propria vita
  • Essere rimandati nuovamente sulla Terra
  • Le lezioni acquisiti nell'al di là
  •  Il tunnel di luce è così attraente perché ci offre l'opportunità di incontrare i nostri cari, morti in precedenza. Il sentimento d’amore viene descritto in modo amplificato piu’ di ogni altra cosa che noi come umanità possiamo vivere in questa realtà tridimensionale. In realtà, il tunnel di luce è un raccoglitore di anime che continua a riciclare la tua anima insieme all'energia del tuo corpo fisico, reincarnazione su reincarnazione.. Parte di questo procedimento riguarda una revisione della propria vita, in cui vedi in una panoramica a 360 gradi, tutto cio’ che hai fatto nell’ultima incarnazione.  Qui vedi la tua vita dalla prospettiva di tutti quelli che hai incontrato nella tua precedente incarnazione . Cosi puoi vedere come hai ferito i sentimenti di qualcuno, quando vedi la vita dalla prospettiva dell’altro, oppure puoi vedere quanta felicità hai portato a qualcun altro, dopo avergli fatto un atto di gentilezza, senza aspettarti nulla in cambio    
    Sarai molte volte con un essere che pare “della Fonte” (spirituale) che ti sembra amorevole e che riderà con te nel vedere la tua revisione di vita. Tuttavia lo stesso “essere”, ti rimanderà in questa dimensione tridimensionale, dopo questa revisione della vita, nonostante tu sia felice di essere “dall'altra parte del velo”. A tutti vengono assegnate guide spirituali, ma chi sono veramente costoro e qual è il loro scopo principale? E’ possibile che essi siano semplicemente dei rappresentanti di coloro che ci tengono in questo loop, dentro questi perpetui cicli di reincarnazione? Una volta feci un sogno in cui stavo per incarnarmi in questa realtà tridimensionale. Mi trovai messo dentro una stanza che sembrava un ascensore, che rappresentava il processo di discesa sulla Terra. Mi ricordo di essere già stato in quel luogo molte volte prima, ma non potevo ricordare cosa avrei dovuto fare subito dopo.
    Ero all'ultimo piano (il quattordicesimo piano - significava forse la quattordicesima dimensione ?). La mia memoria era stat rimossa cosi pesantemente che non potevo ricordare come discendere sulla Terra. Questo è un test che ci viene fatto, “dall’altro lato”, per vedere se tratteniamo memorie. Se così è, allora devi tornare indietro e farle nuovamente cancellare.
    Ci furono anche altri test per verificare la mia memoria, ma non li ricordo. Questi erano le ultime memorie frammentate, "dell’altro lato", prima di nascere.
    E' possibile che esista un'area che assomiglia ad un ascensore, progettata per cancellare tutte le tue memorie delle vite precedenti e dell’altro lato del velo.
    E' pur vero che esistono delle guide che si offrono volontarie per venire qui per guidarti veramente fuori da questo ciclo di reincarnazione e ci sono probabilità che , se stai leggendo questo proprio ora, che il tuo spirito guida sia uno di loro. e stai pensando, "Come è possibile che un Grigio mostri amore e sia uno spirito guida?" Tieni presente che essi usano tecnologie oltre la nostra comprensione, per spazzar via le nostre memorie di vite precedenti.
    La Risonanza Schumann sulla Terra è a 7,83 Hz da migliaia di anni, cosi pensano in molti. Di recente, la risonanza è salita a 8,15 cicli al secondo.
    Qui puoi trovare la Risonanza Schumann quotidiana. E’ su un sito russo ed è tradotta in inglese. Clicka sul link "Frequency" sul lato sinistro della pagina.
    E se fosse che la luce del tunnel sia in grado di creare una risonanza di 1000, 10.000 o persino 1.000.000 di cicli al secondo? E se i Grigi fossero impenetrabili dalla Risonanza e fossero programmati per apparire come spiriti guida , al momento della morte del veicolo fisico, per convincerci ad entrare nel tunnel della luce?
     A quel punto, proveresti immenso amore e ti fideresti di loro istintivamente, sulla base diun programma artificiale, progettato per tenerti intrappolato nel sistema di riciclaggio della reincarnazione.
    Alla fine non sarebbe amore cio’ che proveresti : è solo un altro sistema artificiale di controllo per tenerci chiusi dentro in questo sistema attuale di energia negativa. Attraverso le regressioni in vite passate, sappiamo che tutte le nostre vite passate sono memorizzate o nel nostro DNA cellulare e/o dentro la nostra anima. Tuttavia non siamo in grado di andare a recuperare immediatamente queste memorie.
    Quando siamo sotto ipnosi, possiamo ricordare il minimo dettaglio di una vita passata, ma una volta fuori dall’ipnosi, abbiamo difficoltà a ricordare cosa abbiamo mangiato ieri o chi era l’ultima persona che ci ha chiamati.
    Non c’è qualcun altro che trova tutto questo un po’ strano? Come è possibile ricordare in dettaglio le nostre vite passate, sotto ipnosi e perché continuiamo ad incarnarci con lo stesso cast di attori? Al momento della morte, avendo anche solo questa consapevolezza, puoi chiamarti fuori dal processo di reincarnazione, senza venire persuaso dal fatto di dover tornare per riparare a debiti karmici negativi. Molti di coloro che ci hanno preceduto nella morte, sono già caduti nel tranello, ma se ancora non hanno ripreso un nuovo corpo o hanno fatto un “contratto d’anima”, anche loro possono essere salvati dal ripetere l’incarnazione qui.
    E’ veramente una strategia brillante messa in opera dagli Arconti, quella di usare l’energia dell’amore contro di noi, per continuare a farci tornare come schiavi economici in un sistema che si ciba delle nostre energie.
    Ricordati "Come sotto, cosi sopra". Quasi tutto quello che ci hanno insegnato è una menzogna, incluso il fatto che dobbiamo continuamente reincarnarci in un sistema di servitù economica.
    Al momento della morte, prendiamo tutto ciò che abbiamo imparato, incluso la nostra personalità. Vibriamo anche ad un certo livello: tanto piu’ aumenti le tue vibrazioni, tanto piu’ prenderai con te tutto il duro “ lavoro” che hai fatto
    Ricordati di collegarti con il tuo “ Sè superiore “ [l’autore parla di “oversoul”: sovra anima, ndt] prima di entrare nel tunnel di luce oppure chiedi alla tua guida di aiutarti a farlo. Se lo desideri potresti raccontare alle persone la faccenda del “tunnel di luce” , prima che vi entrino.
    Se entri nel tunnel della luce, fai in modo che nessun consiglio ti convinca del fatto che devi ripagare dei debiti karmici . Ogni debito karmico, cosi percepito, è stato parte di cio’ che hai deciso di vivere. Questo non significa che non devi avere sensi di colpa per aver danneggiato intenzionalmente qualcuno, perché alla fine dovremmo amare chiunque e rispettare tutto.
    Se invece decidi di fare ritorno per aiutare questo pianeta, non fare accordi per tornare in questa realtà tridimensionale, fatta di sistematico controllo attraverso un “contratto d’anima”.
    Torna invece nei termini che tu stabilisci, incluso il fatto di poter ricordare tutte le vite precedenti e tutto cio’ che hai imparato durante le tue incarnazioni e “al di là del velo”.
    Potresti tornare indietro nella versione della 5a dimensionale della Terra, ma scegli cosi solo se sei certo che non è una dimensione sotto il controllo del sistema arcontico.
    Potresti anche scegliere di tornare come guida non-fisica, nel sistema tridimensionale, per aiutare gli altri, proprio come hanno fatto le tue guide.  
    Infine, troverai vera pace nel momento in cui realizzi che TU sei la Fonte della creazione e che hai la capacità di creare mondi e galassie, ricolmi armoniosamente di amore, fuori da questo sistema di controllo.

mercoledì 7 maggio 2014

Testimonianze dell'aldilà.

Una descrizione dell'aldilà come se ne possono leggere e sentire tante, ma che detta un luminare delle neuroscienze - che tra l'altro si è sempre professato scettico sull'argomento - acquista un valore decisamente diverso. Non a caso, infatti, la celebre rivista americana Newsweek ha scelto di dedicare proprio alla storia e al libro di Alexander, Proof of Heaven (La prova del Paradiso), la copertina del suo ultimo numero e un lungo approfondimento all'interno. Dopo essersi svegliato una mattina con un mal di testa lancinante, il neurochirurgo viene ricoverato d'urgenza in uno degli ospedali dove lavora, il Lynchburg General Hospital, in Virginia, e qui gli viene diagnosticata l'infezione da Escherichia Coli. Alexander entra in coma e per sette giorni le TAC e le visite neurologiche alle quali è sottoposto con continuità mostrano la totale inattività della neocorteccia del suo cervello. Le aree dell'apprendimento, del linguaggio e della memoria sono completamente spente, eppure il medico 'vede' un mondo le cui strade sono milioni di farfalle dai colori sgargianti e dove una giovane dai capelli biondi e gli occhi azzurri comunica con lui senza parlare e gli dice: "Ti faremo vedere molte cose qui. Ma alla fine tornerai indietro". Un 'copione' che ricorda molto da vicino quello di celebri film, come Al di là dei sogni, con Robin Williams, e il più recente Hereafter, di Clint Eastwood, che affronta proprio i temi delle esperienze di pre-morte e dell'interrogativo su un 'qualcosa' dopo la vita. Il fatto che però Alexander sia uno scienziato e che lui stesso mantenga un certo 'scetticismo' nel raccontare la sua esperienza sta scatenando la curiosità dei media e della rete. "Mi rendo conto di quanto il mio racconto suoni straordinario, e francamente incredibile" ha dichiarato infatti il neurochirurgo, aggiungendo che se "qualcuno, persino un medico" gli avesse raccontato questa storia, un tempo non gli avrebbe creduto. Eppure, "quanto mi è capitato è reale, quanto e più dei fatti più importanti della mia vita, come il mio matrimonio o la nascita dei miei due figli". 


Il fatto più straordinario mi è accaduto il 26 maggio del 1982. In quel periodo mi trovavo a Torino, dove mi son trasferita da un anno con la mia famiglia.
A Torino vive un giovane di 19 anni, Roberto Casarin, che ha le stigmate, dicono, ha la visione di Gesù e della Madonna, ed altri doni straordinari. Prega con molta devozione e in quell’epoca guidava la recita del Rosario nella Chiesa della Visitazione il sabato pomeriggio, e nella Chiesa di Sassi, dove abita, il mercoledì pomeriggio. Mi recai di sabato nella Chiesa della Visitazione, ma c’era molta gente e non potei accostarlo. Decisi allora di recarmi il mercoledì successivo a Sassi, che si trova sulla strada che conduce a Superga.La notte precedente sognai Natuzza che mi accompagnava da Roberto e poi, sorridendomi, mi salutava e se ne andava. Aveva però un aspetto più magro di come io la ricordavo e portava degli occhiali.
Il giorno successivo, in compagnia di mio marito e mio zio, mi recai nella Chiesa di Sassi. Arrivammo in anticipo rispetto al Rosario, che incominciava alle diciassette. Dopo aver preso posto vennero a chiamarci perché avevamo parcheggiato l’auto in sosta vietata. Io uscii con i miei, ma poi, poiché le cose andavano per le lunghe, rientrai in Chiesa.
Mentre mi dirigevo verso la navata centrale per prendere posto vidi una signora seduta su un banco, che si girò verso di me e mi chiamò, facendomi cenno di sedermi accanto a lei. Con mio stupore notai che assomigliava molto a Natuzza, ma soprattutto alla donna che io avevo sognato la notte precedente, in quanto portava gli occhiali ed aveva lo stesso aspetto, più magro di quello di Natuzza. Dato che lei mi aveva chiamata, pensai che mi conoscesse, e che forse mi aveva visto il sabato precedente, quando mi ero recata nella Chiesa della Visitazione.
Le domandai: “Ci siamo già incontrate?”.
Lei: “Quando?”.
Io, per errore, invece di dire: sabato scorso, dissi: “Mercoledì”.
Lei rispose: “No, mercoledì no, mercoledì ero a Lourdes con Roberto” (infatti ho saputo poi che il mercoledì precedente Roberto si trovava a Lourdes).
Poi quella signora aggiunse: “Volete dire sabato, non mercoledì. Mercoledì non c’ero!”.
L’accento di quella donna era calabrese, e pur non pensando che si potesse trattare effettivamente di Natuzza, quando ella parlava e soprattutto quando sorrideva, io mi sentivo molto turbata.
Le chiesi: “Lei conosce bene Roberto?”.
“Sì, ho messo le dita nelle sue stigmate”
, mi rispose.

Nella mia mente pensai: “Ma come si è permessa di fare questa cosa!”.
Di rimando lei mi chiese: “E lei ci crede?”.
“Sì, io ci credo” le risposi, e dato che avevo con me il libro di Natuzza, che avevo portato per mostrarlo ad una mia amica che sapevo sarebbe venuta in Chiesa, proprio per rafforzare il fatto che credevo in Roberto, le mostrai il libro di Natuzza, dicendole: “Io conosco una signora che ha tante manifestazioni straordinarie, vede Gesù e la Madonna, ecc.”.
Lei mi sorrise e mentre io avevo aperto il libro e le volevo fare vedere le foto, mi disse: “Nascondetelo, non fatelo vedere”.
La chiesa era piena di gente e lei non voleva che altri si accorgessero del libro.
Poi mi disse: “Lei è fortunata, perché suo marito le permette di fare quello che vuole. I miei figli sono contenti per quello che faccio, ma mio marito no”.
Più volte io stavo per dirle: “Ma sapete che questa notte vi ho sognata?”.
Ma mi sembrava male, e mi trattenni. Assomigliava completamente alla donna che avevo sognato e molto a Natuzza, pur essendo, ripeto, più magra, con i capelli ben pettinati, e con gli occhiali.
Io non pensavo che fosse proprio Natuzza, ma invece una persona che le assomigliava molto, anche se troppi particolari coincidevano: a questo però pensai in seguito, non lì per lì.
Poiché io avevo con me un messaggio di Gesù e della Madonna a Natuzza, del venerdì santo del 1981, lo estrassi dalla borsa e la invitai a leggerlo. Ma lei mi rispose: “Lo legga lei”.
Io insistevo che lo leggesse lei, e lei che lo leggessi io (Natuzza, è ben noto, non sa né leggere né scrivere).
Lei mi diede un foglio che avevano distribuito in chiesa, sul quale c’era un messaggio di Roberto alla Madonna, invocata come Regina della Pace, e mi disse di scriverle il messaggio dietro. Io ne trascrissi una parte, fin quando non entrò Roberto in Chiesa e non iniziò il Rosario.
Questa Signora poi aprì un borsone nero, mi sembra, che aveva con lei e mi mostrò una foto di Roberto con la croce sulla fronte ed un’altra foto nella quale si vede Gesù al tavolo dell’ultima Cena.
“Questo è Roberto”, mi disse. “Però è venuto il Volto Santo”. “Fatevi dare questa foto da Roberto”, aggiunse, rimettendo la sua nella borsa.
Ad un certo punto quella signora mi disse: “Guardate che calore mandano le mie mani…”.
Io non ebbi il coraggio di toccargliele, ma sentii effettivamente che emanavano calore. Poi venne Roberto ed iniziammo la recita del Rosario. Questo Rosario dura un’ora intera. La signora al mio fianco si inginocchiò e si immerse completamente nella preghiera. Ogni tanto io mi distraevo e mi voltavo a guardarla, ma lei era totalmente assorta, concentratissima nella preghiera e stette inginocchiata per tutta l’ora.
Quando finì il Rosario mi disse: “Vada da Roberto, gli dia la mano”.
Diceva forse questo perché dicono che Roberto abbia il dono delle guarigioni? Mentre io cercai di avvicinarmi a Roberto, vidi che quella signora parlava con mio zio, il quale, assieme a mio marito, aveva partecipato alla recita del Rosario e si era seduto alla mia sinistra. Mio zio era stato vicino a me, e mio marito più lontano. Anche a mio zio quella signora diceva di avvicinare Roberto e di stringergli la mano.
Mi avvicinai a Roberto, ma non riuscii a parlargli, perché c’era molta folla.
Allora quella signora mi disse: “Vada a casa di Roberto, dalla mamma”. Roberto abita nella canonica della Chiesa.
Incoraggiata da lei, mi presentai a casa sua. “Vi porto i saluti di Natuzza di Paravati”, dissi a Roberto, non so perché, senza rendermene conto, perché con Natuzza non avevo mai parlato personalmente di Roberto. Ma la donna del sogno, simile a Natuzza, e la donna che era stata sempre al mio fianco, eguale a quella del sogno, mi avevano in effetti mandato da lui! Roberto chiamò sua madre, dicendole: “Mammina, questa signora conosce Natuzza! Ne ho sentito tanto parlare. Me la saluti tanto!”
Mi diede poi due foto col volto di Gesù.
Quando uscii dalla casa di Roberto e mi riunii ai miei, non vedemmo più la signora, né loro si erano accorti dove fosse andata.
Il 21 giugno 1982 mi recai a Paravati, da Natuzza. Quale non fu la mia meraviglia nel vedere che aveva gli stessi occhiali della donna che avevo sognato e poi visto a Sassi, lo stesso aspetto più magro, i capelli pettinati nello stesso modo, finanche il vestito simile. Io Natuzza me la ricordavo più robusta e non l’avevo mai vista con gli occhiali.
Quando fui ricevuta da lei, non ebbi il coraggio di dirle di averla vista a Torino, pur avendo la certezza ormai che fosse stata lei, e le dissi soltanto: “Mamma mia, Natuzza, così vi ho sognata!”. E lei, immediatamente: “E così mi avete vista!”.
“Allora eravate voi Natuzza?”
“Sì, ero io.”
“A Torino, nella Chiesa, con mio marito e con mio zio.”
“Sì, ero io e sono stata con te un’ora e un quarto.”
Della durata del Rosario e della sua continua permanenza con me, io non gliene avevo assolutamente parlato.»
È il 5 maggio 1995, siamo in Colombia, nei pressi dell’università nazionale di Bogotà, Gloria Polo, una ragazza di 23 anni laureata come dentista e iscritta alla specialistica, viene colpita da un fulmine assieme al cugino mentre si sta recando in facoltà per prendere dei libri. I due rimangono carbonizzati. Il fulmine, secondo le autorità, è stato attratto da una medaglietta di Gesù Bambino in quarzo, del cugino. Il ragazzo muore sul colpo, le sue viscere sono completamente carbonizzate. Gloria riporta ferite gravissime, la carne brucia istantaneamente, i due seni spariscono, al posto della mammella sinistra un buco, il fegato è carbonizzato, la spirale, usata come metodo contraccettivo, fa da conduttore distruggendo le ovaie, la violenza del fulmine non risparmia nemmeno reni, polmoni e costole, il cuore si ferma, il corpo inizia a saltellare a causa dell’elettricità. Per circa due ore non può essere toccato da nessuno. I medici intervengono e si accende una flebile speranza, Gloria, per un attimo, dà segni di vita e viene subito portata in sala operatoria. Qui succede l’incredibile: il corpo di Gloria ritorna perfettamente funzionante, senza l’intervento dei medici, siamo nel 1995, gli organi guariscono istantaneamente, le gambe iniziano a guarire poco prima di essere amputate, di lì a poco il seno ricresce. Nel giro di un anno e mezzo la ragazza diviene madre. Quello che racconta Gloria è incredibile, la sua anima è stata alle porte del Paradiso ed ha visto l’anima del cugino entrare nella beatitudine eterna, lei invece è precipitata all’inferno. Ma le preghiere di uno sconosciuto le hanno donato una seconda possibilità. In cambio deve vigilare su due cose: la propria conversione e la diffusione della sua testimonianza. Ecco alcune delle parole che Gloria sentì da Gesù Cristo: “Tu tornerai indietro, per dare la tua testimonianza, che ripeterai non mille volte, ma mille per mille volte. Guai a chi, ascoltandoti, non cambierà, perché sarà giudicato con più severità. E questo vale anche per te e per i consacrati che sono i miei sacerdoti, e per chiunque altro che non ti darà ascolto: perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, né peggior cieco di chi non vuol vedere”.

martedì 6 maggio 2014

NECRONOMICON

Howard Phillips Lovercraft nato nel 1890 a Providence nel Rhode Island, scrisse circa 80 libri di racconti, romanzi, liriche e saggi tutti ispirati al fantastico e all'orrore. Quando morì all'età di 46 anni, gran parte della sua produzione era ancora inedita. Il suo successo è postumo e legato soprattutto alla traduzione dei suoi testi nelle lingue europee. 
Oggi Lovercraft è un vero culto letterario riuscendo ad influenzare la moderna narrativa del soprannaturale. A lui molti attribuiscono la stesura del libro chiamato NECRONOMICON. Altri invece asseriscono si sia ispirato ad un vecchio manoscritto
di cui l'autore era un folle arabo. Un certo Abdul Alhazred. Un un vero mistero dato che tale famoso libro non è stato mai trovato. Venne poi tradotto in

inglese da un certo Olaus Wormius bruciato poi sul rogo. Data la crescente popolarità del libro molti scrittori presero in considerazione la possibilità di reinventarlo per ragioni di profitto. Gli studi sulle opere di Lovecraft furono fondamentali per comprendere da quali fonti erano state attinte le informazioni necessarie per il concepimento del Necronomicon.
Il Necronomicon, considerato il più potente libro di magia nera che sia mai esistito. Un grimorio così importante non poteva restare solo una leggenda. I praticanti della Massoneria Egiziana conservano una notevole tradizione occulta, espressa in rituali che soltanto gli iniziati possono spiegare. Al padre di Lovecraft venne insegnato a leggere questi estratti dal Necronomicon da Tall Center. Tall Center (Alto Cedro) aveva avuto il testo sacro da Innermost Shrine (Tempio Interiore), che l’aveva a sua volta ricevuto da Fouquier Tinville, lo Dzherzhinsky della Rivoluzione Francese, il quale ultimo l’aveva ottenuto non senza ricorso alla tortura dai seguaci di Cagliostro.
Intorno al 1927, Lovecraft scrisse una breve "storia editoriale" del Necronomicon, che si diffuse immediatamente tra gli appassionati del fantastico, ottenendo una fama ben al di là delle intenzioni del suo autore. E' qui riportata la versione integrale della prefazione al Necronomicon:
Ascolta ciò che ti dice Abdul Alhazred:
gli Antichi Dèi han posto i Maledetti
in sonno. E chi manipola i sigilli
e i dormienti ridesta, è maledetto anch'egli.
E dico ancora: qui chiuse son le càbale
in cui s'asconde il torbido potere
d'infrangere i sigilli millenari
che serrarono Cthulhu e la sua orda.

Ho perso
tutta la vita per delucidarle.

La notte s'apre sull'orlo dell'abisso.
Le porte dell'inferno sono chiuse:
a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo
si desterà qualcosa per risponderti.
Questo regalo lascio all'umanità:
ecco le chiavi.
Cerca le serrature: sii soddisfatto.
Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred:
per primo io le ho trovate: e sono matto.

Abdul Alhazre
Nel suo interno è possibile trovare tutta una serie di formule magiche per evocare i demoni e altre forze diaboliche, si dice che nella versione originale, le pagine e le relative rilegature, siano di pelle umana prelevata da corpi di persone uccise dalla stregoneria. Inoltre pare che la lettura a voce alta di tale lettura possa evocare spiriti maligni, e che alcune persone dimenticatesi delle cautele, abbiano letto tale libro ad alta voce diventando poi vittime di incidenti orribili.
Per questo si dice che esistano poche copie di questo libro e che vengano custodite in famose biblioteche tra cui quella Vaticana in stanze di sicurezza. Questo non è un libro destinato al pubblico ed è stato stampato principalmente per essere messo a disposizione di studiosi dell'occulto e sembra che le informazioni in esso contenute siano state riferite all'autore da forze soprannaturali.
Il titolo originale dell'opera è Al Azif: "Azif" è l'allocuzione usata dagli arabi per indicare gli strani suoni notturni (dovuti agli insetti) che si supponevano essere l'ululato dei dèmoni. L'autore è Abdul Alhazred, un poeta folle di Sanaa, capitale dello Yemen, che si dice sia vissuto nel periodo dei Califfi Ommiadi, nell'ottavo secolo dopo Cristo. Fece molti misteriosi pellegrinaggi fra le rovine di Babilonia e le catacombe segrete di Memphis, e trascorse dieci anni in completa solitudine nel grande deserto dell'Arabia meridionale, il Raba El Khaliyeh, o "Spazio vuoto" degli arabi antichi, e Dahna, o "Deserto cremisi" dei moderni, ritenuto dimora di spiriti maligni e mostri mortiferi.Di questo deserto coloro che pretendono di averlo attraversato, narrano molte storie strane ed incredibili meraviglie.
Nei suoi ultimi anni Alhazred abitò a Damasco, dove venne scritto Al Azif, e del suo trapasso o scomparsa (nel 738 d.C.) si raccontano molti particolari terribili e contraddittori. Riferisce Ibn Khallikan (un biografo del dodicesimo secolo), che venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato in maniera agghiacciante di fronte ad un gran numero di testimoni gelati dal terrore. Anche la sua follia è oggetto di molti racconti. Egli affermava di aver visitato la favolosa Irem, la Città dalla Mille Colonne, e di aver trovato fra le rovine di un innominabile villaggio desertico le straordinarie cronache ed i segreti di una razza più antica dell'umanità. Non seguiva la religione musulmana, ma adorava delle Entità sconosciute che si chiamavano Yog e Cthulhu.
Intorno all'anno 950, l'Al Azif, che era stato diffuso largamente, anche se in segreto, tra i filosofi dell'epoca, venne clandestinamente tradotto in greco dall'erudito bizantino Teodoro Fileta, col titolo Necronomicon, cioè letteralmente: "Libro delle leggi che governano i morti". Per un secolo favorì innominabili esperienze, finché non venne soppresso e bruciato intorno al 1050 dal vescovo Michele, patriarca di Costantinopoli. Dopo di ciò il suo nome fu solo furtivamente sussurrato ma, nel tardo Medioevo (1228), il danese Olaus Wormius ne fece una traduzione latina, basata sulla versione greca di Fileta, che vide la stampa due volte: una alla fine del quindicesimo secolo, in caratteri gotici (evidentemente in Germania), e una nel diciassettesimo (probabilmente in Spagna). Entrambe le edizioni sono prive di qualsiasi segno di identificazione, e possono essere localizzate nel tempo e nello spazio solo in base a considerazioni riguardanti il tipo di stampa.
Altre edizioni del diciassettesimo secolo sono nella Widener Library ad Harvard, nella biblioteca della Miskatonic University ad Arkham e presso l'università di Buenos Aires. Comunque esistono certamente numerose altre copie presso dei privati, ed in proposito circola con insistenza la voce che un esemplare del testo in caratteri gotici del quindicesimo secolo faccia parte della collezione privata di un celebre miliardario americano. Sembra anche che presso la famiglia Pickman di Boston sia presente una copia del testo greco stampato in Italia nel sedicesimo secolo: se è vero, questa è comunque certamente svanita insieme col pittore R. U. Pickman, di cui si sono perse le tracce dal 1926. Il libro è posto all'indice da tutte le religioni del mondo. La sua lettura determina conseguenze terribili.
Lovecraft si affannò a spiegare nelle sue lettere che tanto il sinistro volume quanto il suo folle autore non esistevano, essendo solo frutto della sua fantasia, la stragrande maggioranza dei suoi lettori non le credette.

Edizioni del Necronomicon, con le date di pubblicazione e le varie traduzioni.
Versioni:
Originale arabo: tre copie manoscritte risalenti al 730-738.
Teodoro Fileta (traduzione greca): una copia manoscritta, risalente al 950, in Costantinopoli. Versione ricavata dal testo arabo.
Olaus Wormius (traduzione latina): una copia manoscritta, del 1228 circa, nello Jutland. Versione ricavata dal testo greco di Fileta.
John Dee (traduzione inglese) una copia manoscritta, del 1580, in Londra. La versione probabilmente è ricavata dal testo di Fileta. 
Edizioni:
Edizione tedesca: testo in latino, impresso in caratteri gotici, riproducente la versione di Olaus Wormius. Non ha data né luogo di pubblicazione: è stato stampato probabilmente a Norimberga alla fine del secolo XV.
Edizione italiana: il testo è in greco, e riproduce la versione di Teodoro Fileta. Senza data né luogo di pubblicazione: è stato probabilmente stampato a Roma, intorno al 1567.
Edizione spagnola: il testo in latino riproduce la versione di Olaus Wormius. Privo di data e di luogo di pubblicazione. Stampato probabilmente a Madrid, intorno al 1623.
Non è mai stata fatta nessun'altra edizione in stampa del Necronomicon almeno ufficialmente. La versione inglese di John Dee esiste solo in frammenti manoscritti ricopiati dall'originale.
Elenco degli esemplari del Necronomicon dei quali è data per certa l'esistenza. Oltre a questi però ne esistono altri che sono detenuti segretamente.
Il British Museum custodisce nei suoi archivi riservati una copia del testo in caratteri gotici, completo.
Un miliardario americano sembra che possieda una copia del testo in caratteri gotici.
La Bibliothèque Nationale a Parigi è in possesso di un esemplare dell'edizione spagnola.
La Miskatonic University di Arkham, Massachussets, possiede una copia dell'edizione spagnola.
La Biblioteca dell'università di Buenos Aires possiede anch'essa una copia dell'edizione spagnola.
La Widener Library di Harvard ha un'altra copia spagnola.
La Biblioteca dell'Università di Lima nel Perù possiede una copia dell'edizione italiana.
La Kester Library di Salem, Massachussets, custodisce una copia del Necronomicon in caratteri gotici.
La Central Libray della California State University, Los Angeles, possiede una copia dell'edizione spagnola.
In una collezione privata del Cairo si trova un esemplare dell'edizione italiana.
La Biblioteca Vaticana possiede una copia del testo in caratteri gotici ed una dell'edizione italiana.
In una Località sconosciuta della Cina, esiste una copia manoscritta del testo arabo.
Nella Città senza Nome, in Arabia, si trovano alcuni frammenti del manoscritto originale


Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...