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giovedì 19 gennaio 2017

Le 40 regole dell'amore.




La natura degli insegnamenti che Shams di Tabriz trasmise a Rumi rimarrà probabilmente un mistero, ma qualcuno ha ipotizzato che lo rese partecipe delle quaranta regole sufi:
  1. Il modo in cui vediamo Dio è il riflesso immediato del modo in cui vediamo noi stessi. Se Dio ci fa venire in mente per caso paura e colpa, significa che dentro di noi dimorano troppa colpa e troppa paura. Se Dio è per noi pieno di amore e di compassione, così siamo anche noi.
  2. Il cammino della verità è una fatica del cuore, non della mente. Fai che sia il cuore la tua guida principale! Non la tua mente. Conosci il tuo nafs (natura animale e satanica), sfidalo e infine sconfiggilo con il cuore. Solo conoscendo te stesso potrai giungere a conoscere Dio.
  3. Puoi studiare Dio attraverso ogni cosa e ogni persona dell’universo, perché Dio non sta chiuso in nessuna moschea, sinagoga o chiesa. Ma se proprio vuoi sapere dove si trovi esattamente la sua dimora, uno solo è il luogo in cui puoi cercarlo: il cuore di un innamorato. Nessuno è rimasto in vita dopo averlo veduto, così come nessuno è morto dopo averlo veduto. Chiunque lo trova resterà con lui per sempre.
  4. Intelletto e amore sono fatti di materiali diversi. L’intelletto lega le persone con i suoi nodi, senza rischiare nulla; l’amore invece scioglie ogni vincolo, e tutto rischia. L’intelletto è sempre prudente e consiglia: “Attento agli eccessi dell’estasi”; l’amore invece dice: “Oh, non ci pensare troppo! Buttati!”. L’intelletto non si spezza facilmente; l’amore invece in un attimo si riduce in briciole. Ma tra le rovine si nascondono tesori. Un cuore infranto nasconde tesori preziosi.
  5. La maggior parte dei problemi del mondo ha origine da errori linguistici o da semplici fraintendimenti. Non prendere mai le parole alla lettera. Quanto entri nel territorio dell’amore, la lingua come noi la conosciamo diventa obsoleta. Quel che non si può esprimere a parole si può afferrare soltanto con il silenzio.
  6. Isolamento e vita solitaria sono due cose diverse. Nell’isolamento è facile illudersi e credere di essere sul giusto cammino. La vita solitaria è meglio per noi, perché significa essere soli senza sentirsi isolati. Ma alla fine è meglio trovare una persona, la persona destinata a essere il nostro specchio. Ricorda: soltanto nel cuore di un altro puoi davvero vedere te stesso e la presenza di Dio dentro di te.
  7. Qualsiasi cosa accada nella tua vita, per quanto insormontabili appaiano i problemi, non addentrarti nel territorio della disperazione. Anche quando tutte le porte restano chiuse, Dio aprirà per te una via del tutto nuova. Sii riconoscente! È facile essere riconoscenti quando tutto va per il meglio. Il sufi è grato non solo per ciò che gli è dato, ma anche per tutto ciò che gli è negato.
  8. Pazienza non significa sopportare passivamente, ma essere tanto lungimiranti da confidare nell’esito conclusivo di un processo. Cosa significa pazientare? Significa guardare la spina e vedere la rosa, guardare la notte e vedere l’alba. Impazienza significa essere tanto miopi da non riuscire a vedere il risultato. Chi ama Dio non esaurisce mai la propria pazienza: sa bene che alla luna nuova occorre tempo per diventare piena.
  9. Est, ovest, sud o nord non fa differenza. Quale che sia la tua destinazione, preoccupati solo di trasformare qualunque viaggio in un viaggio interiore. Chi viaggia con lo spirito, viaggia nel mondo intero e anche oltre.
  10. La levatrice sa che senza dolore il bambino non può aprirsi la strada e la madre non può partorire. Allo stesso modo, perché nasca un nuovo Io è necessario soffrire. Come l’argilla deve passare per un calore intenso per indurirsi, l’Amore può perfezionarsi soltanto nel dolore.
  11. La ricerca dell’Amore ci cambia. Nessuno può andare cercando l’Amore e non maturare lungo il cammino. Dal momento in cui cominci a cercare l’Amore, cominci a cambiare dentro e fuori.
  12. Ci sono più falsi guru e falsi maestri in questo mondo che stelle nell’universo visibile. Non confondere gli egocentrici spinti dalla brama di potere con i veri mentori. Un maestro autenticamente spirituale non attirerà l’attenzione su se stesso e non si aspetterà da te obbedienza assoluta o totale ammirazione, ma al contrario ti aiuterà ad apprezzare e ammirare il tuo io interiore. I veri mentori sono come vetro trasparente. Si lasciano attraversare dalla Luce di Dio.
  13. Non cercare di opporre resistenza ai cambiamenti che ti si presentano. Lasciati invece investire dalla vita. Non preoccuparti se la tua vita sembra scorrere alla rovescia. Come puoi sapere se il lato a cui sei abituato sia migliore di quello che ti si presenta?
  14. Dio è impegnato a completare la sua opera, nella sfera del visibile e in quella dell’interiorità. Dio si occupa intensamente di te. Ogni essere umano è un’opera non ancora conclusa, avviata lentamente ma inesorabilmente verso la perfezione. Ciascuno di noi è un’opera d’arte incompiuta, che attende il proprio completamento e si adopera per raggiungerlo. Dio si dedica a ciascuno di noi individualmente, perché l’umanità è un’arte finissima degna del miglior calligrafo, dove ogni singolo punto è fondamentale per il quadro complessivo.
  15. È facile amare un Dio perfetto, senza macchia e infallibile. Ben più difficile è amare il nostro prossimo, con tutte le sue imperfezioni e i suoi difetti. Ricordati: si può conoscere solo ciò che si è in grado di amare. Non esiste sapienza senza amore. Chi non impara ad amare ciò che Dio ha creato, non potrà mai amare veramente né veramente conoscere Dio.
  16. La vera sporcizia è quella interiore. L’altra, basta lavarla via. Ma esiste un tipo di sporco che non si può pulire con l’acqua pura, e sono le macchie depositate da odio e fanatismo a contaminare l’anima. Con l’astinenza e il digiuno puoi purificare il corpo, ma solo l’amore può purificare il cuore.
  17. L’universo intero è contenuto in un singolo essere umano: tu. Tutto quel che vedi attorno a te, anche le cose che potrebbero non piacerti, e persino quelle che disprezzi o aborri, tutto è presente in te, in gradi diversi. Non cercare quindi nemmeno Satana fuori di te. Il diavolo non è una forza straordinaria che ti aggredisce dall’esterno. È semplicemente una voce interiore. Se riuscirai a conoscere bene te stesso, ad affrontare con onestà e severità il tuo lato oscuro come quello luminoso, raggiungerai la forma suprema di conoscenza. Chi conosce se stesso, conosce Dio.
  18. Se vuoi cambiare il modo in cui gli altri ti trattano, devi prima cambiare il modo in cui tratti te stesso. Se non impari ad amare te stesso, in modo completo e sincero, non potrai mai essere amato. Quando però raggiungerai quello stadio, sii grato per ogni spina con cui ti colpiranno. È il segno che presto sarai ricoperto da una pioggia di rose.
  19. Non preoccuparti di dove ti porterà la strada. Concentrati invece sul primo passo. È questa la parte più difficile, e in questo consiste la tua responsabilità. Una volta fatto quel passo, lascia che tutto vada dove deve andare, il resto verrà da sé. Non seguire la corrente. Sii tu la corrente.
  20. Tutti fummo creati a Sua immagine, ma tutti fummo creati diversi e unici. Non esistono due persone identiche. Né due cuori che battono all’identico ritmo. Se Dio ci avesse voluti tutti uguali, ci avrebbe fatti così. Perciò non rispettare le differenze e imporre agli altri il nostro pensiero equivale a non rispettare il santo progetto di Dio.
  21. Quando un vero amante di Dio entra in una taverna, la taverna diventa la sua stanza della preghiera; ma quando un bevitore entra in una stanza di preghiera, quella diventa la sua taverna. In tutto il nostro agire, è il cuore a fare la differenza, non le apparenze esteriori. I sufi non giudicano gli altri per come appaiono o per chi sono. Quanto un sufi guarda qualcuno, tiene gli occhi chiusi per aprire un terzo occhio: l’occhio che vede il regno interiore.
  22. La vita è un prestito temporaneo, e questo mondo non è altro che un’imitazione approssimativa della realtà. Solo i bambini possono scambiare un balocco per l’oggetto vero e proprio. Eppure gli esseri umani o si infatuano del balocco, oppure lo rompono e lo gettano da una parte, senza alcun rispetto. In questa vita, tieniti alla larga da ogni sorta di estremi, poiché essi distruggono il tuo equilibrio interiore.
  23. L’uomo, nella creazione, occupa un posto unico. “Ho infuso in lui il mio spirito” dice Dio. Ciascuno di noi è fatto per essere il rappresentante di Dio sulla terra. Chiediti: quante volte ti comporti come un suo rappresentate, se mai lo fai? Ricordati, è nostro dovere scoprire lo spirito divino dentro di noi e vivere di conseguenza.
  24. L’inferno è il qui ed ora. E anche il paradiso. Smetti di preoccuparti per l’inferno o di sognare il paradiso, perché entrambi sono presenti in questo stesso istante. Ogni volta che ci innamoriamo, ascendiamo al paradiso. Ogni volta che odiamo, invidiamo o contrastiamo qualcuno, cadiamo precipitando nelle fiamme dell’inferno.
  25. Il Corano è un torrente in piena. Quelli che lo guardano da lontano vedono solo un fiume. Ma per quanti nuotano fra le sue acque, esistono quattro correnti. Quelli che amano nuotare vicino alla superficie si accontentano del significato esteriore. Prendono i versetti troppo alla lettera. La seconda è più profonda della prima, ma è ancora molto vicina alla superficie. La terza corrente sotterranea è la lettura esoterica, o batini. Il quarto livello è così profondo che non può essere messo in parole ed è quindi destinato a rimanere indescrivibile. Quando si entra nel territorio dell’Amore, le parole non servono.
  26. L’universo è un solo essere. Tutto e tutti sono collegati tra loro mediante una rete invisibile di storie. Che ne siamo consapevoli o meno, tutti intratteniamo fra noi una conversazione silenziosa. Non fare alcun male. Pratica la compassione. Non fare maldicenza alle spalle altrui, nemmeno un’osservazione apparentemente innocente! Le parole uscite dalla nostra bocca non svaniscono, si conservano in eterno nello spazio infinito, e torneranno a loro tempo. Il dolore di uno solo farà soffrire tutti. La gioia di uno solo farà sorridere tutti.
  27. Questo mondo è come una montagna innevata che riecheggia la tua voce. Tutto quel che dici, buono o cattivo che sia, in qualche modo ritorna a te. Perciò se qualcuno nutre dentro di sé pensieri cattivi nei tuoi confronti, pronunciare parole altrettanto cattive contro di lui non farà che peggiorare le cose. Resterai rinchiuso in un circolo vizioso di energia malevola. Prova invece per quaranta giorni e quaranta notti a dire cose buone su quella persona. Al termine dei quaranta giorni tutto sarà diverso, perché tu sarai diverso nel tuo intimo.
  28. Il passato è un’interpretazione. Il futuro un’illusione. Il mondo non si muove lungo il tempo come se questo fosse una linea retta, che procede dal passato verso il futuro. Il tempo si muove attraverso di noi e dentro di noi secondo spirali infinite. Eternità non significa tempo infinito, ma semplicemente assenza di tempo. Se vuoi provare l’illuminazione eterna, libera la mente da passato e futuro e resta nell’istante presente.
  29. Destino non significa che la tua vita sia stata rigidamente predeterminata. Per questo affidare ogni cosa al fato e non contribuire attivamente alla musica dell’universo è segno di pura e semplice ignoranza. La musica dell’universo pervade ogni cosa e ci compone di quaranta livelli diversi. Il tuo destino è il livello al quale suonerai la tua melodia. Puoi anche non cambiare strumento, ma come suoni dipende unicamente da te.
  30. Anche quando è accusato, attaccato e condannato ingiustamente da ogni parte, il vero sufi sopporta con pazienza, e non dice una sola parola malevola su coloro che lo criticano. Un sufi non attribuisce mai colpe. Come potrebbero esserci avversari o rivali o anche solo “altri” se non esiste alcun “sé”? chi altri si può incolpare, se esiste solo l’Uno?
  31. Se vuoi rafforzare la tua fede, dovrai intenerirti dentro. Perché la tua fede sia forte come una roccia, il tuo cuore dovrà essere soffice come una piuma. Malattie, tragedie, perdite o timori: in un modo o nell’altro tutti noi dobbiamo affrontare avversità che ci insegnano a essere meno egoisti e meno inclini a giudicare gli altri, ad avere più compassione e generosità. Tuttavia, alcuni di noi imparano la lezione e riescono a diventare più miti, mentre altri finiscono con l’indurirsi più di prima. L’unico modo di avvicinarsi alla Verità consiste nell’allargare il cuore così che possa abbracciare tutta l’umanità e conservare ancora spazio per l’Amore.
  32. Niente deve frapporsi frapporsi tra te e Dio. Né imam, né preti, rabbini o altri custodi dell’autorità morale o religiosa. Non i maestri spirituali, nemmeno la tua stessa fede. Credi nei tuoi valori e nelle regole, ma non fartene un vanto. Se continui a spezzare il cuore al prossimo, qualsiasi dovere religioso tu adempia non ti servirà a nulla. Tieniti alla larga da ogni genere di idolatria, che offusca la visione. Lascia che Dio e Dio soltanto sia la tua guida. Apprendi la Verità, amico mio, ma bada a non fare delle tue verità un feticcio.
  33. Se tutti, in questo mondo, si affannano per andare da qualche parte e diventare qualcuno, solo per lasciarsi tutto alle spalle dopo la morte, tu mira al livello supremo del nulla. Vivi questa vita leggero e vuoto come il numero zero. Noi siamo come un vaso. Non sono le decorazioni esterne ma il vuoto interno, a tenerci in piedi. Proprio come a farci camminare non è quel che aspiriamo a raggiungere, ma la consapevolezza del nulla.
  34. Sottomissione non significa essere deboli o passivi. Non conduce al fatalismo né alla resa. Al contrario. Nella sottomissione risiede il vero potere, un potere che viene da dentro. Coloro che si sottomettono all’essenza divina della vita vivranno nella tranquillità e nella pace imperturbata anche quando il mondo intero attraversa una catastrofe dopo l’altra.
  35. In questo mondo non sono le affinità o le conformità a farci progredire, ma gli estremi opposti. E tutti gli opposti dell’universo sono presenti in ciascuno di noi. Pertanto il credente deve incontrare il non credente che vie in lui. E il non credente dovrebbe imparare a conoscere il credente silenzioso dentro di sé. Fino al giorno in cui si consegue lo stadio di Insan-i Kamil (l’essere umano perfetto), la fede è un processo graduale, che necessita del suo apparente contrario: lo scetticismo.
  36. Questo mondo si regge sul principio della reciprocità. Sarà contraccambiata ogni singola goccia di bontà, così come ogni briciola di malvagità. Non temere complotti, inganni o sotterfugi di altre persone. Se qualcuno dispone una trappola, ricorda: anche Dio sta facendo lo stesso. È il supremo vendicatore. Neanche una foglia si muove senza che Dio lo sappia. Credi a questo, semplicemente e totalmente. Qualsiasi cosa faccia, Dio la fa al meglio.
  37. Se anche le parti cambiano, il tutto resta lo stesso. Per ogni ladro che lascia questo mondo, un altro ne nasce. E ogni persona perbene che viene a mancare è sostituita da una nuova. In questo modo, non soltanto niente rimane lo stesso ma anche, in realtà, niente cambia mai. Per ogni sufi che muore, da qualche parte un altro nasce.
  38. Dio è un orologiaio scrupoloso. Il suo ordine è così preciso che tutto sulla terra accade al momento giusto. Né con un minuto di ritardo, né con un minuto di anticipo. E l’orologio funziona alla perfezione per tutti, senza eccezioni. Per ognuno c’è un tempo per amare e un tempo per morire.
  39. Non è mai troppo tardi per chiederti: “Sono pronto a cambiare la mia vita? Sono pronto a cambiare interiormente? Che immenso spreco, se anche un solo giorno nella tua vita è identico al precedente. Ogni momento, a ogni respiro, dobbiamo rinnovarci e poi rinnovarci ancora. Vi è un solo modo per rinascere a nuova vita: morire prima della morte.
  40. Una vita senza amore è una vita senza importanza. Non chiederti di quale tipo di amore andare in cerca, spirituale o materiale, divino o mondano, orientale o occidentale… le divisioni portano solo ad altre divisioni. L’amore non ha etichette né definizioni. È quello che è, puro e semplice. L’amore è l’acqua della vita. E un amate è un animo di fuoco! L’universo gira in un altro modo quando il fuoco ama l’acqua.
Tratto da: https://thevisionweekly.wordpress.com/2011/11/04/shams-of-tabrizs-40-rules-of-love/




giovedì 10 aprile 2014

Sufismo

Scritto da JOSÉ ENRIQUE SALCEDO   
El Sufismo
Il Sufismo è un movimento mistico islamico che rappresenta un distanziamento dall'avvicinamento legale nell'Islam, e tende ad una relazione più personale con Dio. Sottolinea l'importanza di una ricerca interiore di Dio come complemento dell'ordinanza esteriore della“shariah” o legge.
La parola deriva da “suf” (lana), perché gli antichi narratori di storie, a partire dai quali evolse il sufismo, indossavano vestiti di lana.
I sufi perseguono come obbiettivoperdersi nella realtà ultima della divinità mediante la costante ripetizione del “dhikr” o menzione di Dio.
DHIKR è una parola araba che significa “ricordo”, e si riferisce alla pratica sufí che implica il ricordo di Dio, il canto dei nomi di Dio e la consapevolezza della presenza di Dio. Può essere fatta silenziosamente o ad alta voce, solo o con altri. Per i sufí questa ripetizione prolungata del nome di Dio è un metodo di concentrazione spirituale. Spesso si usano aiuti come la musica, un rosario, la danza e gli esercizi sistematici di respirazione. La pratica è convalidata dal Corano 33, 41: “Oh, credenti, ricordate frequentemente Dio e date gloria all'alba ed al tramonto”.
Per i sufí, il dhikr è l'atto dello stesso Dio tanto quanto un atto umano. È Dio che invoca sé stesso come è invocato da un credente.
L'Islam ha dato tradizionalmente 99 nomi a Dio. Secondo il Corano, 7,179, “a Lui appartengono i più bei nomi”. Alcuni di questi si riferiscono all'essenza di Dio, come Allah, il nome supremo che emerge come unico, e “ar-Rahman”, il Misericordioso, che è a volte quasi equiparato ad Allah. Altri nomi si riferiscono alle qualità di Dio, como “ar-Rahim”, il Compassionevole, e “al-Bari”, il Produttore. Un'altra divisione è: da una parte, i nomi di Dio che segnalano la sua beneficenza e, da un’altra, quelli che segnalano il suo giudizio e maestà.
La maggior parte dei nomi di Dio si trovano nel libro sacro; tuttavia, altri hanno una derivazione non coranica. Il nome supremo di Allah era comune in Arabia prima dell'epoca del Corano ma il suo significato fu trasformato dal Corano. Esempi tipici di nomi di Dio sono “al-Haqq” (la Verità), “al-Ahad” (l'Uno), “al-Hakam” (il Giudice), “al-Quddus (il Santo), “al-Kabir” (il Grande), “al-Karim” (il Generoso), “al-Wali (il Protettore), “al-Wadud (l'Affettuoso).
A volte la parola “dhikr” si usa per designare una cerimonia sufi in generale, ma si riferisce specialmente all'invocazione del Nome Divino nel cuore della cerimonia.
Come si può osservare, questa pratica esoterica concorda strettamente col “ricordo dell'Essere” e con la “Coscienza Superlativa dell'Essere”, che mantenute di istante in istante conducono al risveglio della coscienza oggettiva. Di tutto ciò ci parla il V.M Samael:
Sufi dansando
La cosa più grave nella vita è dimenticare sé stesso. Cosicché è necessario trasformare le impressioni e questo è possibile solo interponendo l'Essere tra le diverse vibrazioni del mondo esteriore e la mente. Quando si interpone tra le impressioni e la mente ciò che si chiama la Coscienza, è ovvio che le impressioni si trasformano in Forze e Poteri di Ordine Superiore.
È molto facile interporre la Coscienza tra le impressioni e la mente. Per ricevere le impressioni con la Coscienza, e non con la mente, bisogna solo non dimenticarsi di noi stessi in un dato istante. (...) Dobbiamo essere concentrati nell'Essere, affinché sia l'Essere, la Coscienza Superlativa dell'Essere, quella che riceva le impressioni e le digerisca correttamente. Così si evitano le orripilanti reazioni che tutti, gli uni e gli altri, hanno davanti agli impatti provenienti dal mondo esterno. Così si trasformano completamente le impressioni, e trasformate, ci sviluppano meravigliosamente.
Perché se uno si dimentica del proprio Essere Interno in presenza di un insultatore, finisce per insultarlo; se uno si dimentica di sé stesso, del proprio Essere, in presenza di un bicchiere di vino, finisce per ubriacarsi; se uno si  dimentica di sé stesso, del proprio Essere in presenza di una persona del sesso opposto, finisce per fornicare.
Quando uno impara a vivere in stato di Allerta Percezione, di Allerta Novità; quando uno si ricorda di istante in istante, (...); quando uno non si dimentica mai di sé stesso, indubitabilmente sta ritornando cosciente.
In tempo di rigorosa tentazione, abbattimento e desolazione, uno deve ricorrere all'intimo ricordo di sé stesso.
Nel fondo di ognuno di noi si trova la Tonantzin azteca, la Stella Maris, l'Iside egizia, Dea Madre, che ci aspetta per guarire il nostro dolorante cuore.
Quando uno si dà lo shock del "Ricordo di Sé" da se stesso, si produce realmente un cambiamento miracoloso in tutto il lavoro del corpo, in modo che le cellule ricevono un alimento differente”.
Ricordiamo che il saggio di Maiorca Raimondo Lullo (1235-1315) nel suo “Libro dei Cento Nomi di Dio” stabiliva il metodo dei grandi maestri spirituali dell'Islam: il Dhikr, per porre il mistico in contatto diretto con la sua Divinità.

ISTITUZIONI SUFI

INSTITUCIONES SUFÍES- El Sufismo
Il sufismo cominciò ad essere istituzionalizzato in data recente, quando i sufí formarono comunità con residenze dove potevano vivere insieme e partecipare ad un compito educativo. I centri sufi si fondavano spesso per mezzo di fondi caritatevoli (waqí) e sviluppavano il loro proprio stile di vita.
I primi gruppi sufi sorsero nei secoli VIII e IX. La scuola di Baghdad realizzò un insegnamento sistematico delle tappe del misticismo attraverso la purificazione dei sensi e dello spirito. A partire dal X secolo si produce un distacco tra l'ortodossia islamica ed il sufismo.
Anche le istituzioni sufi insistevano in virtù come l'umiltà e la cura del prossimo.
Il V.M Samael afferma precisamente che il sacrificio disinteressato per l'umanità è un elemento imprescindibile di una vera scuola di rigenerazione. Per questo motivo, il V.M. Sivananda segnala l'ascetismo come tratto essenziale del sufismo. Il devoto consacra tutti i suoi atti fisici, mentali e spirituali alla volontà di Dio. L'unità di Dio, la fraternità degli uomini e la propria devozione al Signore sono le dottrine più vitali del sufismo. Dio venne concepito con forma, benché si riconosca anche il suo aspetto senza forma. Il sufismo combina l'estasi ed il servizio all'umanità. Sivananda sottolinea le eloquenti parole del Corano:
Nessun uomo è un vero credente a meno che desideri per suo fratello quanto desideri per sé stesso. Dio non darà il suo affetto a quell'uomo che non dia il proprio alle sue creature. Il preferito di Dio è colui che fa il bene alle Sue creature. Il migliore tra gli uomini è quello che accresce il bene dell'umanità. Tutte le creature di Dio sono la sua famiglia. Il più amato da Dio è colui che cerca di fare un bene maggiore alle Sue creature. Alimenta l'affamato, visita il malato e libera il prigioniero quando sia stato ingiustamente imprigionato. Aiuta qualunque persona oppressa, che sia o no musulmana. Ama innanzitutto il suo prossimo.
Qualunque uomo può raggiungere la liberazione per mezzo della sua fede e delle sue buone azioni. (...) Annichilite il vostro ego. Servite l'umanità in sofferenza. Sacrificate il vostro denaro, tempo ed energie nel servizio ai poveri e agli oppressi. Questo sì vi conferirà la salvezza o la libertà.
Ricordiamo che dare elemosina o fare la carità è uno dei cinque pilastri dell'islamismo.

ORDINI SUFI

Ordenes sufies  - El Sufismo
Le istituzioni sufí dei primi giorni dell'Islam evolsero nel XII secolo verso ordini formali conosciuti come TARIQAHS. Erano dirette da un leader spiritualmente dotato, conosciuto come SHAYKH, ed includevano membri pieni (che potevano essere o no sposati) ed adepti laici. I principali ordini si suddivisero fino ad arrivare ad essere centinaia. Benché la loro principale finalità fosse incrementare la coscienza mistica di Dio, svolgevano anche un'importante funzione missionaria, specialmente nei limiti del mondo musulmano, in luoghi come l'Asia Centrale, l'India, il Sudan e l'Africa Occidentale.
Il V.M. Samael afferma che nella vocazione missionaria c'è sacrificio, e che “se non facessimo niente per portare la luce della conoscenza ad altre persone, paesi e lingue, cadremmo in un egoismo spirituale, molto raffinato, che ci ostacolerebbe ogni avanzamento interno”. Amare senza chiedere niente in cambio, eliminare il rancore, perdonare rettamente i difetti altrui, dare la vita per il prossimo, ogni vero sacrificio è ricompensato da Dio.

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...