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domenica 4 dicembre 2016

Il Padre nostro cristiano è ripreso da un inno ad Amon?




AMON

 
 Padre di tutti gli Dei
 
 « Chinati davanti a te stanno gli Dei, lodando la forza del creatore.
Re e capo di ogni dio, noi celebriamo la tua forza perché tu ci hai creati.
Ti veneriamo perché tu ci hai formati.
Cantiamo inni di lode perché tu ci protegga »

(Inni di Amon)
 
Il suo nome significa lo sconosciuto (l'occulto)

Nell'Antico Regno Amon era un'oscura divinitŕ della regione tebana. Il suo nome deriva dalla radice imn che ha il significato di "occultare, nascondere". Amon era quindi il "dio nascosto". Venne raffigurato antropomorfico (con sembianze umane), la testa ornata con la tiara dalle due alte piume ed anche criocefalo (cioč a capo di ariete) nella sua assimilazione amon-solare. L'ariete era l'animale che, insieme all'oca, gli venne associato dai sacerdoti. Giŕ durante la XI dinastia č attestata la sua presenza a Tebe, che diverrŕ il centro principale del suo culto. Sembra che un tempo fosse adorato anche a Koptos, l'antica Kebti, dove la divinitŕ locale, Min, presenta molti punti in comune con Amon.
 
All'origine Amon fu una delle otto divinitŕ primordiali adorate a Hermopolis Magna, versione greco-romana per l'antica Unt, dove simboleggiava l'aria e lo spazio invisibile. Secondo l'antica tradizione Amon si era "auto creato" mentre secondo la teologia tebana era nato dall'unione di Thot con la dea Maat. Durante la XII dinastia salě al rango di dio supremo, prendendo il posto del dio guerriero Montu. Un suo santuario, risalente al Medio Impero, si trovava a Hermonthis (l'odierna Karnak), successivamente soppiantato dalle grandiose costruzioni che, in onore della stessa divinitŕ, vennero erette dai sovrani del Nuovo Impero.
 
Infatti dopo l'espulsione degli Hyksos, ad opera di Ahmose I, principe tebano e fondatore della XVIII dinastia, l'Egitto iniziava una politica di espansione, estendendo al massimo i propri confini. Parallelamente all'accrescersi della potenza politica egiziana, aumentarono l'influenza, il potere e le ricchezze di Amon. Il suo sacerdozio occupava le piů importanti cariche dello Stato ed il Gran Sacerdote era il personaggio piů potente dopo il re.
 
Particolari benefici al suo culto vennero elargiti dalla regina Hatshepsut, la quale si dichiarň figlia effettiva di Amon. Nel tempio erettole dal suo architetto e favorito Senmut a Deir el Bahri č descritta infatti la visita che il dio Amon fa alla madre della regina rendendola incinta. Il sacerdozio tebano dovette perň compiere un'opera di sincretismo (fusione di elementi di dottrine diverse) per imporre il carattere universale del dio, e lo assimilň all'antico dio solare Ra nella forma di Amon-Ra, facendogli assorbire da Ra caratteristiche e prerogative.
In tal modo si accentuň il carattere solare di Amon, pur mantenendo una connessione col dio della feconditŕ Min, adorato a Koptos. Infatti Min a Tebe era definito Amon-Ra Kamutef ("toro di sua madre"). Le due divinitŕ, Amon e Min, erano perfettamente identiche sotto questo aspetto: itifalliche, coronate con le due alte piume e col braccio sollevato sostenente il flagellum (simbolo del potere), ma mentre il carattere di Amon fu sostanzialmente solare, Min venne considerato invece come il patrono della luna. Sempre durante la XVIII dinastia, la dea Mut divenne la sposa di Amon, assorbendo Amaunet, la moglie precedente. Insieme al loro figlio, il dio lunare Khonsu, formarono la triade divina di Tebe, Amon-Mut-Khonsu, che ebbe come luogo di culto il celebre tempio di Karnak (il piů vasto complesso di edifici religiosi dell'antico Egitto, costruito nella parte settentrionale dell'antica Tebe). A loro venne dedicato anche un grandioso tempio a Luxor (piů grande di San Pietro a Roma), fatto edificare da due faraoni, Amenhotep III che lo iniziň e Ramses II che lo ampliň. La costruzione sorge nel cuore della cittŕ moderna (come allora sorgeva nel centro di Tebe) a pochi passi dal Nilo.
Le nozze di Amon e Mut facevano parte delle grandi feste annuali. Attraverso il fiume giungeva da Karnak, una volta all'anno la processione delle barche sacre recanti il simulacro delle tre divinitŕ, in occasione della festa dell'opet. Dopo quattordici giorni di festeggiamenti, le barche facevano ritorno a Karnak per via terra, trascinate su rulli lungo un viale di due chilometri e mezzo, fiancheggiato da sfingi con la testa di ariete, animali sacri a Amon; uno di essi, allevato a Tebe, era ritenuto immagine vivente del dio. A partire dalla XVIII dinastia divenne il dio supremo del pantheon egizio e divinitŕ universale di tutto il mondo egizio, tanto da essere assimilato al dio del Sole Ra, sotto il nome di Amon-Ra. Contro Amon e il suo clero si ribellň il faraone scismatico Amenhotep IV, instaurando il culto di Aton. Alla morte del sovrano il clero di Amon, che aveva continuato a esistere segretamente, passň alla riscossa ripristinando il vecchio culto. Dopo il periodo amarniano, Tebe incominciň lentamente a decadere; tuttavia in alcuni templi minori il culto di Amon (identificato dai Greci con Zeus) rimase vivo fino all'epoca greco-romana: dall'oracolo di Amon dell'oasi di Siwa Alessandro Magno ottenne la legittimazione della sua conquista dell'Egitto. Amon ebbe culto anche nell'oasi di Khargeh e nella sua forma di Amon-Ra, egli venne adorato a Diospolis Parva ed a Xoďs, l'antico Khaset, capitale del VI nômo del Basso Egitto, l'odierna Sakka. Amon possedeva una delle barche processionali piů importanti, detta User-hat, ornata a prua e a poppa di teste d'ariete.
 
 
Oh Amon, Amon, che sei nei Cieli
 
Padre di Chi non ha Madre.

Quanto e' dolce pronunciare il tuo nome.

Dacci come la gioia di vivere, il sapore del pane per il bimbo,

sia fatta la tua volonta' come in Cielo cosi in Terra.

Tu che mi hai fatto vedere le tenebre, crea la luce per me.

Fammi dono della tua grazia, fa che io veda te ininterrottamente!

Amon.

(Le preghiere sono tratte dal libro: A. Barucq – F. Daumas, Hymnes et pričres de l’Egiypte ancienne, Le Cerf, Paris 1980)

A proposito di spiritualità, una piccola curiosità:
Ritroviamo l'Assioma del Mondo anche nella preghiera piů importante della Religione Cristiana, il "Padre Nostro", esattamente nel passo "Come in Cielo cosě in Terra". Anche la parola Amen detta a fine preghiera, che molti pensano sia latina, in realtà sarebbe egizia e veniva usata come vocativo nelle preghiere al dio Ra noto anche come Amon o Amen Ra, che era il corrispettivo dello Zeus- Ammone dei Greci. Altre fonti però danno origine diversa della parola Amen. Infatti ho trovato anche che
 è una parola della lingua aramaica, la lingua che Gesù parlava in famiglia e nella quale pregava privatamente. Nella preghiera ufficiale pubblica si usava la lingua ebraica. In aramaico si scrive e si pronuncia "amèn". Deriva dal verbo "aman" che nel significato fondamentale significa "essere fermo/stabile". In aramaico come in ebraico esiste una forma del verbo che si chiama "causativo" (qualcuno che causa qualcosa) e si traduce "fare essere / far fare / far dire / far parlare, eccetera". La forma causativa del verbo "aman" significa "fare stabile, rendere sicuro, rendere fermo" da cui deriva il senso finale di "prestar fede, credere". Da qui deriva il senso profondo che la fede è una iniziativa di Dio il quale causativamente "fa stabile, rende fermo/sicuro" e di conseguenza "gli si presta fede", in una parola "gli si crede". Pertanto ogni qualvolta un credente dice "amen", deve avere la consapevolezza che non recita una formula di chiusura di preghiera, ma fa un'autentica, completa professione di fede. In una paroletta è racchiusa tutta la densità e intensità del "Credo". Un'altra versione: Amen è una parola ebraica: in ebraico tiberiense si scrive אמן (’Āmēn), in ebraico standard אמן (Amen), in arabo آمين (’Āmīn): è una dichiarazione o affermazione che si trova nell'ebraico biblico e nel Corano. È sempre stata usata nel giudaismo, e da lì è stata adottata nella liturgia cristiana come formula conclusiva per preghiere e inni. L'avverbio ebraico אמן ámén significa soprattutto "certamente", "in verità". Etimologicamente è connesso con il verbo אמן ámán, che significa (in forma base, cioè qal) "educare". Importanti sono però i significati derivati: nel nifal significa "esser certo, sicuro", "esser veritiero, vero", per cui anche "resistere", nella forma di hifil credere. Il sostantivo derivato אמת emet significa "ciò che è stabile e fermo", quindi "verità". In questo senso appare per esempio nel Nuovo testamento, quando Gesù enuncia principi fondamentali, che introduce con questa parola "amen": "Amen, amen, dico a voi" - con il significato: "In verità vi dico", "Ciò che dico, è vero e certo". Nell'Islam è la chiosa della prima sura del Corano detta al-Fatiha ("colei, che apre"). Nella liturgia cristiana è usata come risposta dell'assemblea alla fine delle preghiere liturgiche: ha il significato di esprimere l'assentimento per ciò che si è detto e per augurio che la preghiera sia esaudita. Il suo significato si lega al concetto di affidamento. Può essere tradotta così è, così sia, in verità. Per quanto concerne il Padre Nostro ho riscontrato ciò che segue: è indubbio che in passato la cultura egizia e quella mesopotamica abbiano avuto una certa “influenza” su quella ebraica e di riflesso su quella cristiana, questo però non significa che queste ultime non abbiano espresso qualcosa di originale non riscontrabile altrove.
Riguardo il cristianesimo, ci sono alcune persone che hanno prodotto della letteratura nel tentativo di dimostrare che questi abbia quasi del tutto mutuato il suo credo, i precetti e i dogmi da altre culture ed in particolare quella egizia.
Purtroppo alcune di queste persone ha un po forzato la mano cercando di trovare similitudini dove non ci sono, come ad esempio la somiglianza della preghiera del Padre nostro con alcuni testi egizi, decretando di conseguenza che la preghiera è stata mutuata dalla cultura egiziana.
Forse i primi a supporre l’origine egiziana del Padre nostro sono stati Lynn Picknett e Clive Prince citati anche da Giancarlo Tranfo in La croce di spine, ecco cosa scrivono:
Fin dal XIX secolo il grande egittologo E.A. Wallis Budge (13) aveva notato che un’antica preghiera egiziana a Osiride-Amon incominciava con le stesse parole del Padre nostro: «Amon, Amon che sei nei cieli […]» Pertanto sembra chiaro che non sia stato Gesù a comporre il Padre nostro – La rivelazione dei templari, ed. 1998, p. 232
(13) Wallis-Budge, Egyptian Magic, p. 116.
Gli autori affermano candidamente che Gesù non compose il Padre nostro inquanto in passato un altra preghiera iniziava similmente. Non credo che bisogna essere un filologo o chi altro per costatare l’inconsistenza di tale affermazione, un elemento così esiziale non può da solo invalidare la paternità altrui del Padre nostro.
Considerato che il testo di Wallis Budge è presente online verifichiamo la citazione:
O Amen, O Amen, who art in heaven, turn thy face upon the dead body of thy son, and make him sound and strong in the underworld
Traduzione:
O Amen, O Amen, che sei nei cieli, volgi il tuo volto sul corpo morto di tuo figlio, e rendilo sano e forte nel mondo sotterraneo
La frase è presa dal Libro dei morti egizio capitolo CLXII, essa risulta essere una formula, una parola di potere recitata per il defunto, inoltre i suddetti autori sembrano voler far capire che fu lo stesso Wallis Budge a notare la suddetta somiglianza, purtroppo per loro egli non ne fa alcun accenno nel suo testo.
Un altra “forzatura” la troviamo su internet, circola infatti sul web la traduzione anonima di una preghiera egizia, qualcuno è dell’opinione che il Padre nostro sia stato tratto proprio da quest’inno:
Oh Amon, Amon, che sei nei cieli…
…Padre di chi non ha madre.
Quanto è dolce pronunciare il tuo nome.
Dacci come la gioia di vivere, il sapore del pane per il bimbo,
sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.
Tu che mi hai fatto vedere le tenebre, crea la luce per me.
Fammi dono della tua grazia, fa che io veda te ininterrottamente! Amon
Come fonte viene citato il libro di A. Barucq e F. Daumas, Hymnes et prières de l’Egiypte ancienne, ed. 1980 (cfr. Pier Tulip KRST, ed. marzo 2012, p. 189)
Nel testo di Barucq e Daumas l’inno viene intitolato Preghiera di un cieco ad Amon, veniamo informati che esso è presente in forma di graffito nella tomba di Pairi, l’inno fu tradotto nel 1928 da A.H. Gardiner, secondo questi sembra che l’inno sia stato scritto per un uomo cieco di nome Pawah da suo fratello Thay o Bathay. Barucq e Daumas traggono la loro traduzione francese dal libro di Siegfried Schott Les chants d’amour de l’Égypte ancienne, che a sua volta ha tradotto l’inno dalla versione tedesca grazie a Paul Krieger dal libro di Otto Firchow Ägyptologische Studien H. Grapow zum 70. Geburtstag gewidmet, 1955.
Riporto di seguito l’intero testo francese originale in modo che chiunque possa fare personalmente le proprie verifiche, ho evidenziato in grassetto i versi che presumo essere quelli corrispondenti alla traduzione anonima:

La troisième année, e troisième mois de la saison de l’inondation, le dixième jour; roi de Haute ey BasseEgypte, Seigneur du Doble-Pays Ankhkhepe <rou> rê, aimé de […] ; fils de Rê, Neferneferouaton, aimé […].
Adorer Amon, se prosterner devant Onnofris;
par le prêtre, le scribe des offrandes divines d’Amon dans la demeure d’Ankhkheperourê à Thèbes, Pawaḥ, fils de Iotefsonb. Il dit:

Mon cœur (désire) te voir,
Seigneur des perséas,
lorsque (?) ta gorge porte le vent du nord.
Tu fais qu’on soit rassasié sans qu’on ait à manger;
tu fais qu’on ait à boire.

Mon cœur (désire) te voir,
mon cœur est dans la joie, Amon, protecteur du pauvre!

Tu es le père de celui qui n’a pas de mère,
l’époux de la veuve.

C’est chose douce de prononcer ton nom!
Il est comme le goût de la vie,
il est comme le goût du pain pour l’enfant,
(comme) l’étoffe pour quelqu’un qui est nu,
[…..] come le goût du fruit de [….] à la saison des chaleurs.
Tu es comme [….] avec (?) [….] son père [….].
Tu es come le goût du [……] le Régent (?),
(comme) le souffle de la (brise ?) pour celui qui est en prison.
La paix […..]
[……] le Seigneur au bon caractère, qui pardonne.
Tourne-toi vers nous Seigneur éternal!

Tu étais ici alors que rien n’existait,
tu étais ici et ce fut la provende (?).
Tu as fait que je voie les ténébres [….] que tu donnes (?).
Fais la lumière pour moi, que je te voie (?).
Penche (vers moi) ton ka,
penche ton beau visage bien-aimé.
Tu viendras de loin!
Fais que te voie ton humble serviteur, le scribe Pawaḥ.
Accorde-lui que Rê se penche chaque fois (sur lui).
Vraiment, c’est bon d’être à ta suite,
Amon, grand Seigneur pour qui le cherche,
si toutefois (?) on le trouve.
[…..] puisses-tu chasser la crainte,
puisses-tu placer la joie au cœur des hommes.
Mon visage se réjouit (de) te voir, Amon!
Alors il sera en fête, chaque jour.
Pour le ka du prêtre, scribe du temple d’Amon dans la demeure de Ankhkheperourê Pawaḥ, fils de Iotefsonb.
Pour ton ka! Passe un jour heureux au milieu de tes coincitoyens! Son frère, le scribe dessinateur Batay (?) [….] la demeure (de) […….] Ankhkheperourê.
A. Barucq e F. Daumas, Hymnes et prières de l’Egiypte ancienne, pp. 204-206
Ora proviamo a tradurre i versi evidenziati:
Sei il padre di quello che non ha madre…
…È dolce pronunciare il tuo nome!
È come il gusto della vita,
è come il gusto del pane per il bambino,
Tu hai fatto che io veda le tenebre […] che tu dai (?).
Fai la luce per me, che io ti veda (?).
Veramente, è bello essere al tuo seguito
Il mio viso si rallegra (di) vederti, Amon!
Letto così l’inno ad Amon sembra proprio che non abbia nulla a che fare con il Padre nostro, evidentemente l’anonimo traduttore aveva “necessità” al che l’inno somigliasse il più possibile al Padre nostro, ha quindi aggiunto frasi come Oh Amon, Amon, che sei nei cieli… e sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, che sono totalmente estranee al testo, inoltre è stato cambiato il “senso” ad alcune frasi, possiamo vedere come una lode È come il gusto della vita, è come il gusto del pane per il bambino, sia diventata una richiesta Dacci come la gioia di vivere, il sapore del pane per il bimbo, infine ha posto una sola volta i punti sospensivi (…) come a far voler capire che il testo è interrotto in un sol punto mentre in verità è un collage di versi vari, taroccati ed inventati.
Sempre sul web troviamo un altra traduzione di un presunto testo egizio precursore del Padre nostro:
Il Dio di questa Terra è il governante dell’orizzonte,
è Dio per fare grande il suo nome,
lo dedica all’adorazione del suo nome.
Data la sua esistenza di Dio,
Egli negozierà per te,
la sua somiglianza sta sulla Terra,
a Dio è dato incenso e come alimento offerte quotidiane,
Dio giudicherà il vero e l’onesto e perdonerà i nostri debitori,
Vigila contro le cose che Dio disdegna,
mi preserva dal male,
Dio è il re dell’orizzonte, della potenza, e della gloria,
Egli fa crescere chiunque lo faccia crescere,
permettimi che sia domani come oggi.
Amon. Amon. Amon.
Riguardo al testo viene detto che è tratto dal Papiro di Ani che è la versione più conosciuta del Libro dei morti egiziano.
Purtroppo la verità è ben altra, andiamo ad approfondire.
Anche in questo caso chi ha eseguito la traduzione in italiano è un anonimo, questi in realtà ha tradotto quanto scritto da Ralph Ellis in Tempest & Exodus, p. 31:
Ellis
Ralph Ellis riporta come fonte del testo le Maxims of Ani, cioè le Massime di Ani meglio conosciute come l’Insegnamento di Ani, questo testo contrariamente a quanto qualcuno pensa non ha nulla a che vedere con il Papiro di Ani, sono due scritti completamente diversi.
Controllando il testo in inglese e quello in italiano si possono notare tre “aggiunte” fatte dal traduttore anonimo, credo che ciò sia stato fatto per rendere il testo più somigliante al Padre nostro:
The god will judge the true and honest.Dio giudicherà il vero e l’onesto e perdonerà i nostri debitori.
(God) is the king of the horizon.Dio è il re dell’orizzonte, della potenza, e della gloria
AmenAmon. Amon. Amon.
Ma torniamo all’autore Ralph Ellis, egli in nota riporta la fonte da dove ha tratto il testo delle Massime di Ani, si tratta di un libro di Wallis Budge Egyptian Book of the Dead, ed. 1895, quello che Ralph Ellis non spiega è che le frasi che di seguito riporterò intergralmente non sono l’intero testo delle Massime di Ani, che è molto più lungo, ma esse sono una compilation di frasi riportate da Wallis Budge come esempi dell’uso del termine egiziano neter che significa “dio” o “un dio”, in grassetto sono segnalate le frasi utilizzate da Ellis:
[1] The God is for magnifying his name.
[2] The house of God what it hates is much speaking.
Pray thou with a loving heart the petitions of which all are in secret.
He will do thy business, he will hear that which thou sayest and will accept thine offerings.
[3]
Giveth thy God existence.
[4] The God will judge the right.
[5] In offering to thy God guard thou against the things which He abominateth.
O behold with thine eye His plans. Devote thyself to adore His name.
It is He who giveth souls to millions of forms, and He magnifieth whosoever magnifieth him. Now the God of this earth is the sun who is the ruler of the horizon,
(and)
his similitudes are upon earth is given incense with their food offerings to these daily.
[6] If she (i.e., thy mother) raiseth her hands to God, he will hear
her prayers [and rebuke thee].
[7] Give thyself to God, keep thou thyself daily for
God; and
let to-morrow be as to-day.
Wallis Budge Egyptian Book of the Dead, pp. Lxxxviii-Lxxxix (88-89).
Traduzione:
[1] Dio magnificherà il suo nome.
[2] Dio odia che si parli molto nella sua casa.
Prega con un cuore amante le suppliche di cui tutto sono allo scuro.
Lui farà il tuo interesse, sentirà cioè che dici e accetterà le tue offerte.
[3]
Dona la tua esistenza a Dio.
[4] Dio giudicherà il giusto.
[5] Nell’offrire al tuo Dio stai in guardia contro le cose che Lui detesta.
Guarda con il tuo occhio i Suoi piani. Sii devoto nell’adorare il Suo nome.
È lui che dà le anime a milioni di forme, e magnifica chiunque magnifica Lui.
Ora il Dio di questa terra è il sole che è il sovrano dell’orizzonte,
(e)
sue rassomiglianze sono sulla terra e dato a loro incenso come offerte di cibo ogni giorno.
[6] Se lei (i.e., tua madre) alza le mani a Dio, lui ascolterà le sue preghiere [e ti rimprovera]
[7] Dona te stesso a Dio, custodisciti ogni giorno per Dio, e
lasciare che domani sia come oggi.
Il metodo applicato da Ellis è a dir poco imbarazzante, se confrontiamo i testi di Budge e Ellis notiamo che quest’ultimo ha spezzettato il versi di Budge, li ha poi assemblati in modo che i versi coincidessero più o meno con l’ordine seguito nel Padre nostro, ha poi aggiunto qualcosa di “suo” come la frase mi preserva dal male (Preserve me from decay) e ha ottenuto così il risultato che voleva!


mercoledì 28 gennaio 2015

il ritorno degli antichi dei.


La teoria degli antichi astronauti, detta anche teoria del paleocontatto o paleoastronautica, è l'insieme delle teorie che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane, quali Sumeri, Egizi, civiltà dell'India antica e civiltà precolombiane. Tali teorie, diffusesi a partire dalla metà del XX secolo, non sono accettate dalla comunità scientifica e pertanto sono generalmente inquadrate nel più vasto e controverso campo pseudoscientifico della cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia. Sono anche diffuse inufologia, rientrando in particolare nel campo di indagine definito "archeologia spaziale", "archeologia ufologica" oclipeologia. La nascita della paleoastronautica si fa risalire al 1960 con la pubblicazione di un articolo del matematico russo Matest Agrest. In seguito, le teorie sul presunto contatto tra civiltà extraterrestri e alcune antiche civiltà umane sono divenute popolari negli anni sessanta e soprattutto negli anni settanta con la pubblicazione dei libri di Erich von Däniken e Peter Kolosimo, autore di numerosi best seller, tra cui Non è terrestre (1968) e Astronavi sulla preistoria (1972). Il substrato di tali teorie era già stato elaborato alcuni anni addietro, subito dopo gli anni cinquanta, con la nascita dell'ufologia in seguito alle prime testimonianze documentate di avvistamenti di UFO. All'ufologia si unirono le tesi già elaborate da Charles Fort sull'apparente incoerenza cronologica di alcuni manufatti e il rinnovato interesse popolare degli anni sessanta nei confronti delle antiche civiltà e delle loro mitologie. In ambito ufologico nacque la clipeologia o paleoufologia, rivolta allo studio delle presunte manifestazioni di UFO nelle epoche passate. Inizialmente la paleoastronautica si sviluppò come una branca della clipeologia rivolta al periodo preistorico e protostorico, concentrando la sua attenzione su reperti archeologici di tali epoche. I sostenitori delle teorie sugli antichi astronauti, però, non si limitano a sostenere, come fanno i clipeologi, che visite di alieni siano avvenute anche nei secoli passati, ma affermano che vi sia stata un'influenza aliena nello sviluppo della civiltà e della specie umana, arrivando a mettere in discussione, almeno in parte, la teoria evolutiva di Charles Darwin, talvolta sostituendola con tesi creazioniste, secondo le quali la specie umana sarebbe stata geneticamente creata da entità superiori o per il tramite di angeli extraterrestri. Se per la paleoantropologia l'uomo è il risultato di un processo evolutivo endogeno durato tre milioni di anni, che ha portato le proto scimmie africane ad assumere via via la statura eretta e a sviluppare la propria intelligenza, andando a formare società via via più avanzate, i sostenitori delle teorie degli antichi astronauti ipotizzano che specie aliene sbarcate sulla Terra, attraverso numerosi e remoti contatti con popolazioni locali, abbiano indotto o anche solo favorito e guidato il percorso evolutivo della specie umana. Questi contatti, in taluni casi costituiti da soggiorni prolungati di extraterrestri sulla Terra, avrebbero influenzato lo sviluppo di alcune civiltà: tracce a testimonianza di questi eventi sarebbero riconoscibili, secondo i fautori di queste teorie, studiando con una certa forma mentis alcuni reperti preistorici. Tra i principali divulgatori delle teorie degli antichi astronauti vi sono lo scrittore e giornalista italiano Peter Kolosimo e l'archeologo e scrittore svizzero Erich von Däniken, preceduti di alcuni anni dal francese Robert Charroux e dal britannico W. Raymond Drake. Kolosimo e von Däniken dalla seconda metà degli anni sessanta hanno prodotto una serie di libri di grande presa popolare diffusi in molti paesi del mondo. Tali teorie sono state sostenute anche da alcuni religiosi, come il pastore presbiteriano e ufologo statunitense Barry Downing e il sacerdote cattolico spagnolo Salvador Freixedo. Altri popolari scrittori che, in seguito, hanno ripreso questa teoria sono Zecharia Sitchin e Robert K. G. Temple. Tra gli altri che si erano interessati, prima della seconda guerra mondiale, a tali teorie vi fu anche il sensitivo Edgar Cayce. Diversi altri autori hanno teorizzato il riferimento nei testi sacri o comunque mitologici a visite di alieni: tra questi Mario Pincherle, Mauro Biglino, padre Enrique López Guerrero, Claude Vorilhon, Lloyd Pye, Corrado Malanga e Biagio Russo. L'avvento di Internet ha favorito la diffusione di tali teorie, attraverso la nascita di innumerevoli siti web, per lo più amatoriali, che trattano di miti e presunti misteri, mescolandoli assieme ad argomenti di archeologia divulgativa, secondo uno schema poi ripreso da altri mass media, ignorando, rigettando o mettendo in discussione le tesi riconosciute nel mondo scientifico e accademico. Esistono diverse ipotesi sul cosiddetto paleocontatto, che sarebbe avvenuto tra la specie umana e specie aliene:
  • la specie umana sarebbe il risultato di una creazione programmata, ovvero di esperimenti genetici condotti da extraterrestri sugli ominidi, che fino a quel punto si sarebbero evoluti spontaneamente sulla Terra in concordanza con la Teoria di Darwin e dunque, in questo secondo caso, senza nessuna apparente contraddizione con essa. Il fine di questi presunti alieni sarebbe stato accelerare l'evoluzione spontanea della specie umana: adattamento evolutivo e neo creazionismo dunque sarebbero veri entrambi. Il principale argomento a sostegno di questa teoria è il tempo relativamente breve impiegato dall'Homo sapiens (300.000 anni) per giungere a un livello evolutivo mai raggiunto da altri organismi, pur presenti sulla Terra da centinaia di milioni di anni.
  • la specie umana avrebbe avuto contatti con extraterrestri sin dalle ere più antiche. Questi alieni sarebbero le divinità delle civiltà antiche (egizi, maya,aztechi, popoli della Mesopotamia, romani), raffigurati nelle loro opere d'arte. Altri indizi della presenza di extraterrestri in epoche passate sarebbero celati in testi religiosi, come la Bibbia e il Rāmāyaṇa, o in opere letterarie di carattere epico. Gli extraterrestri si sarebbero manifestati anche in epoche successive: dipinti medievali e rinascimentali, specie a carattere religioso, mostrerebbero in cielo delle navicelle spaziali, a volte addirittura con angeli alla guida.
  • il ritrovamento di OOPArt, ossia "oggetti fuori posto", in quanto "fuori dal tempo", soprattutto sotto il profilo tecnologico, rispetto alle temporizzazioni dell'archeologia canonica. 
Secondo i suoi sostenitori, elementi a favore della teoria degli antichi astronauti si rinvengono nell'architettura e nell'arte antica. Esisterebbero numerosi siti archeologici che testimonierebbero il contatto tra la specie umana e visitatori extraterrestri, alcuni dei quali costruiti con tale perizia da suggerire l'uso di tecnologie aliene. Gli ufologi e, in particolare i clipeologi, citano, tra gli altri, Giza, Baalbek,Yonaguni, le Linee di Nazca, i monoliti di Stonehenge, oltre a incisioni rupestri e statuette rinvenute nelle Americhe, nelle isole del Pacifico, in Australia, in aree europee come la Scozia e in zone alpine, quali il Musinè o la Valcamonica. Le popolazioni umane primitive avrebbero visto le forme di vita aliene come "angeli", "spiriti", "dei" o "semidei". Inoltre i teorici degli antichi astronauti interpretano vari brani dell'antica letteratura sumera e alcuni testi sacri prodotti da antiche civiltà del pianeta come possibili resoconti di un contatto a livello planetario. In particolare sono spesso citati l'Epopea di Gilgamesh, il Rāmāyaṇa(dove si parla di carri volanti chiamati Vimana) e alcuni libri della Bibbia, come il Libro di Ezechiele (in cui è descritta la visione di un "carro di fuoco").
 L'idea principale su cui si muove il recupero dell'astrologia dal medioevo all'età rinascimentale è che gli dei antichi sono in realtà stelle; la loro raffigurazione quindi contiene implicitamente i corrispondenti significati cosmologici. L'idea che i pianeti siano esseri viventi era già diffusa nel primo medioevo e si connetteva a svariati processi di identificazione tra pianeti e dei, iniziata sin nei tempi antichi. Per il mondo greco però questa sovrapposizione non fu affatto immediata. Aristofane nella commedia La Pace (vv.406-413) distingue i greci dai barbari, anche perché questi ultimi venerano superstiziosamente il Sole e la Luna e credono negli effetti nefandi delle eclissi. In seguito si era avviata questa compenetrazione tra il divino e l'astrale a partire dall'influsso della tradizione caldea sul mondo greco. Il pensiero greco aveva postulato l'idea del pianeta come essere vivente e divino con la scuola di Zenone stoico, dove l'astrologia veniva di fatto impiegata anche per finalità divinatorie. In effetti si può leggere in questa concezione anche un fertile innesto della religione egizia, che già secoli prima rappresentava lo zodiaco attraverso le sue divinità, come ci illustra lo zodiaco di Denderah. Ciò può essere dovuto alla diffusione in Grecia di testi egizi che prendevano il nome dai loro stessi autori: ilNechepso e il Petosiris, il primo un faraone e il secondo un sacerdote egiziano. Anche Eratostene parla di questa combinazione divinità e zodiaco, mentre in poesia si comincia con Arato ad associare le stelle agli antichi miti.
Ma non mancano detrattori; celebre ad esempio è la questione sollevata da Carneade nella sua polemica contro l'astrologia, perché rimaneva indimostrabile il fatto che due gemelli avessero destini differenti pur nascendo nello stesso giorno e ora, mentre persone nate in periodi diversi potessero morire nello stesso momento e modo, come per una battaglia o catastrofe. Lo stesso Panezio, amico di Scipione Emiliano e di Polibio, pur appartenendo alla scuola stoica, respinse alla fine l'astrologia, negando di fatto agli astri ogni rapporto con il divino, mentre Varrone indicava nelle divinità soltanto simboli dei corpi celesti.
Nonostante ciò questo processo di identificazione tra dei ed astri diviene sempre più saldo; Manilio nel suo poema Astronomica, scritto tra il 9 e il 15 d.C., celebrava gli astri come divinità, contribuendo a fondere sempre più la mitologia con l'astrologia e la rappresentazioni degli dei con quella dello zodiaco. Già in età repubblicana cominciano ad essere usate le espressioni abbreviate Saturnus oJuppiter al posto di Sidus Saturni e Sidus Jovis, mentre in età augustea viene introdotta la settimana planetaria, fino ad una corrispondenza tra calendario e zodiaco, che riguarda non solo i giorni ma anche i mesi e le ore.
Macrobio allude a queste corrispondenze ad esempio tra marzo e Marte, in latino per entrambi mars, che corrisponderebbe all'Ariete, segno zodiacale del mese di marzo. Così anche aprilis verrebbe dal greco aphros, cioè spuma: è difatti aprile corrisponde a Venere in associazione con il Toro. Maggio ancora, cioè maius, deriva da Maia, madre di Mercurio e questi è infatti il pianeta del mese di maggio, corrispondente al segno dei Gemelli, mentre giugno si riferisce al segno del Cancro, domicilio della Luna, perché associato a Giunone Lucina o lunare. Ancora gennaio deriverebbe da uno degli dei più antichi e importanti dell'antichità romana: il Giano bifronte.
Le arti figurative non si sottraggono a questo rimando tra miti e stelle, come si nota nel celebre globo farnese nel Museo Nazionale di Napoli, copia romana di un originale greco forse ispirato al poema sulle costellazioni di Arato: sono rappresentate le costellazioni celesti attraverso l'iconografia degli antichi miti sulla superficie di una sfera sostenuta da un Atlante, con uno alto stile di esecuzione .Anche le ore hanno una divinità diversa a secondo del giorno della settimana, partendo dalla regola che il pianeta, che governa il giorno, amministra anche la prima ora dopo l'alba, mentre le successive sono distribuite tra i vari pianeti, che si susseguono sempre nel medesimo ordine: cioè Sole, Venere, Mercurio, Luna, Saturno, Giove, Marte.
È il caso della figurazione dell'Idra, costellazione che ne porta sopra altre due; il corvo e la coppa qui con un chiaro riferimento alla storia mitica di Apollo, che manda il corvo ad attingere acqua alla fontana sacra, mentre la disobbedienza costa all'animale come punizione una specie di supplizio di Tantalo, di stare cioè sul dorso dell'Idra insieme alla coppa, senza potersi mai dissetare.
Importante sulla scia della identità iconografica tra mito e costellazione è anche il disco di bronzo di un orologio con raffigurazioni zodiacali, ora nel Salisburgo Stadtmuseum, databile intorno al sec. II-III d. C.. Tale classicismo descrittivo rifiorirà solo in età rinascimentale a partire dalla carta zodiacale di Albrect Durer o nella carta di Pietro Apiano del 1536 e ancora con l'Atlante del disegno Giorgio Martini (1439-1502), una delle prime riprese figurali del mito, che non regge un globo, ma bensì un disco piatto.
Ancora l'idea di Manilio di accoppiare i mesi alle divinità finisce con l'avere nella stessa età romana le sue esecuzioni figurative come l'altare di Gabi e i menologi rustici.
La rappresentazione nell'arte figurativa dello zodiaco acquista sempre più un carattere simbolico, in genere riferendosi al potere universale del monarca, unita a esigenze decorative ed estetiche. Un esempio ci può essere offerto dalla volta del triclinio imperiale di Nerone, che probabilmente raffigurava uno zodiaco su una grande tavola di avorio e riproduceva il moto celeste attraverso un meccanismo idraulico. Con l'avvento del cristianesimo l'astrologia subisce una iniziale decadenza, ma continua a rimanere radicata nella cultura sia laica che religiosa. Ancora l'evocazione simbolica del potere implicita nell'immagine dello zodiaco resiste negli ambienti del potere. L'identificazione di Dio stesso con il sole, basata sulle teorie eliosofiche e la penetrazione del mazdeismo nella cultura tardoantica spingono ancora imperatori come Aureliano e Costantino a non rinunciare ai culti astrali. Costantino chiede la creazione dell'oroscopo della città di Bisanzio, che venne ritrovato nel rinascimento da Pomponio Gaurico nella biblioteca vaticana e pubblicata dal fratello Luca nel Neapolitani prognosticon. Sempre Costantino, in perfetto accordo con le teorie orientali di una origine celeste del potere non mancò di farsi raffigurare su una colonna a Bisanzio con le vesti del sole .
La filosofia tardo antica cerca inoltre di rafforzare la posizione dell'astrologia e della magia in genere. Nell'ambito neoplatonico è possibile una distinzione tra teurgia e goetia, la prima rivolta a spiriti stellari buoni la seconda ad entità malvagie, categorie di popolazioni magiche già individuate da Apuleio. Anche in questa visione riscopriamo la resistenza di un rapporto stretto tra spiriti ed astri. In questo modo l'astrologia proprio perché riferita al mondo celeste è in se stessa benigna: per Plotino in particolare le stelle con i loro transiti sono segni inviati della divinità stessa per meglio predisporci verso il futuro.
Invece l'atteggiamento dei padri della chiesa verso i pianeti - dei è nel migliore dei casi polemico e diffidente. Per un Tertulliano, che aveva dato una particolare spiegazione sugli spiriti planetari, definendo l'astrologia la dottrina degli angeli caduti, la divinazione con gli astri non ha più necessità di essere dopo la discesa del Cristo sulla terra. La possibilità preditoria dell'astrologia appare così superflua nell'ambito del modificato rapporto con il destino dell'uomo, eticamente rigenerato dal Cristo. San Agostino considera malvagi tutti gli dei astrologici in una polemica, che vuole essere di fatto anche un colpo di grazia al morente paganesimo. La critica di Agostino è però di base compromessa dal suo stesso avvicinamento, avvenuto in età giovanile, a questa scienza divinatoria. Infatti il rifiuto dei perfidi dei astrali nel De Civitate Dei mostra almeno rispetto per uno di essi, che era poi la divinità prescelta dai platonici: Saturno, di cui descrive la etimologia metà greca e metà latina, cioè da Satur abbondante e nous mente.
Nel corso del medioevo non mancheranno tentativi di eliminare la stessa settimana planetaria e addirittura di conciliare le costellazioni con nomi biblici, come fa Irenico in piena età carolingia, mentre nel Li cumpoz di Filippo di Taon si prova a sostituire ai dodici segni i dodici patriarchi. Questa operazione garantiva ancora e in un ambito religiosamente rivoluzionato l'antica assimilabilità degli astri a delle manifestazioni del divino in terra.
Le stelle, prima associate strettamente agli dei e ai miti pagani, ossia agli eroi divinizzati e alle gesta mitiche dell'antichità, ora trovano il loro corrispettivo terrestre nei nuovi eroi della tradizione ebraico cristiana, santi e patriarchi.
Ma i presupposti dell'astrologia e la credenza negli spiriti astrali non cessano per questo. Già nell'ottavo secolo l'imperatore bizantino Teofilo istituirà una cattedra di astrologia per ringraziare il filosofo Leone, per aver salvato la città di Salonicco da una epidemia attraverso l'uso degli influssi astrali. Questa era di certo una circostanza fortuita, una scelta fatta sull'onda emotiva di una grande sventura evitata e nella storia antica non mancavano esempi di comunità salvate dalle conoscenze oscure di un filosofo, come il caso di Empedocle, che blocca il diffondersi della malaria a Siracusa e che viene divinizzato dalla comunità. Ma la cattedra assegnata a Leone è comunque un primo segno di un dibattuto recupero. In effetti il pensiero medievale tenta un riscatto dello zodiaco soprattutto attraverso l'idea di stelle come esseri spirituali e capaci di intervenire sul mondo terrestre. In questo modo si assiste alla sopravvivenza dei miti e degli d-*+





mercoledì 30 luglio 2014

Chi sono gli Hathors?

 Gli Hathors dicono di essere un gruppo di esseri interdimensionali e intergalattici che furono legati all’antico Egitto, attraverso i Templi della Dea Hathor, oltre che ad altre culture preistoriche. Verso la fine degli anni ’80 fui “contattato” da loro durante la meditazione ed essi iniziarono ad istruirmi sulla natura vibratoria del cosmo, sull’uso della geometria sacra come mezzo per stimolare il rendimento cerebrale e sull’utilizzo del suono per attivare esperienze psico-spirituali. Per quanto fossi affascinato dalle informazioni, all’epoca la loro descrizione delle proprie origini mi metteva a disagio. Dopotutto, allora ero uno psicoterapeuta praticante, preso dalle ricerche sul cervello. Per farla breve, ero un razionalista. E questi esseri – chiunque fossero e da qualsiasi luogo provenissero – in quel momento non rientravano nella mia visione della realtà. Nei quasi vent’anni trascorsi da quel primo contatto, ho testato e messo alla prova molte volte le loro “tecnologie interiori” ed ho sempre trovato illuminanti sia i loro metodi che le loro prospettive. Anche se gli Hathors offrono informazioni sotto forma di linguaggio, la loro principale modalità di comunicazione è attraverso modelli di suono catalitici. Questi suoni vengono “canalizzati” tramite la mia voce durante le “meditazioni sonore”, che spesso tengo durante i seminari e i ritiri. Personalmente trovo interessante che la mia estensione vocale si sia ampliata (insieme alla mia mente, devo aggiungere) negli anni di collaborazione con loro. Quando ho iniziato, avevo un’estensione di quasi tre ottave; ora è poco meno di quattro. Questa ampia estensione vocale si verifica quando canalizzo suoni che provengono effettivamente da altre dimensioni. Nel libro “I Documenti degli Hathors” che ho scritto insieme a Virginia Essene, è riportato come essi si presentarono: Noi siamo gli Hathors. Veniamo nell’amore e con il suono di una nuova realtà di sogno per la vostra terra. Se siete pronti a costruire il mondo nuovo, vi invitiamo ad unirvi a noi in un viaggio del cuore e della mente. Siamo i vostri fratelli e sorelle maggiori. Siamo stati con voi per un lunghissimo periodo della vostra evoluzione su questo pianeta. Fummo con voi negli eoni passati – persino nei giorni dimenticati, prima che ogni traccia di noi fosse nota alla vostra attuale storia scritta. La nostra propria natura è energetica e interdimensionale. Originariamente venimmo da un altro universo, per mezzo di Sirio, che è un portale verso il vostro Universo e da Sirio procedemmo poi verso il vostro sistema solare ed i regni eterei di Venere. In passato abbiamo lavorato particolarmente con e attraverso Hathor, la dea della fertilità dell’antico Egitto. Abbiamo anche preso contatto con i lama Tibetani nel periodo di formazione del Buddismo Tibetano. Nonostante abbiamo interagito con alcune delle culture primordiali della Terra, siamo una civiltà intergalattica con avamposti che abbracciano parti del vostro Universo conosciuto e oltre. Siamo ciò che voi definireste una civiltà ascesa – un gruppo di esseri che esistono in uno specifico campo vibratorio, così come voi avete un’impronta energetica. È solo che noi vibriamo ad un ritmo più veloce di voi. Ciononostante, facciamo tutti parte del mistero, parte dell’amore che tiene legato insieme l’universo. Siamo cresciuti di pari passo con voi, ascendendo verso la Sorgente Unica di tutto ciò che è. Siamo cresciuti nella gioia e attraverso la tristezza, come voi. Siamo, in termini di grandezza, un po’ più in alto di voi, lungo la spirale della consapevolezza e della coscienza; pertanto possiamo offrirvi ciò che abbiamo imparato, in qualità di amici, mentori e compagni di viaggio, lungo il cammino che conduce al ricordo di Tutto Ciò Che È . Noi non siamo salvatori, non siamo messianici. Vogliamo uscire decisamente da quella proiezione, in modo che il lettore capisca che siamo semplicemente dei fratelli e sorelle maggiori, che offriamo la nostra comprensione e ciò che abbiamo imparato. Potete prendere o lasciare, ma noi l’offriamo generosamente. Nella nostra concezione, la convinzione che diverse intelligenze aliene vi salveranno è solo una proiezione della coscienza umana. La speranza che qualcuno, o qualcosa, vi salverà, che non dovrete operare alcun cambiamento in voi stessi, che non dovrete essere responsabili, non è realistica. La convinzione che possiate rimanere dentro a degli schemi di letargia e inconsapevolezza, e poi prendere qualcosa o farvi dare qualcosa che vi trasformerà senza alcuno sforzo da parte vostra, è pura follia. Non succederà. Ora, potranno esserci intelligenze aliene che atterrano, perché è sicuro che esistono, ma gli umani che contano su altri per la propria ascensione ed elevazione, senza nessun lavoro da parte loro, resteranno molto delusi. L’ascensione è un processo di consapevolezza di sé e di maestria su tutti i livelli e ha bisogno che tutti i livelli dell’esistenza vengano portati più in alto. È così che la vediamo noi ed è così che abbiamo fatto per millenni. Offrendovi il nostro aiuto, tuttavia, non desideriamo in alcun modo interferire con gli altri vostri aiutanti spirituali e con le altre relazioni cosmiche, né con la fede religiosa, con le affiliazioni o con le organizzazioni che vi aiutano. Anche così, c’è comunque parecchio che vorremmo condividere. Conosciamo bene Sanat Kumara, poiché è stato lui a chiederci di entrare in questo Universo. Come Maestro Asceso, Sanat Kumara si è assunto numerose responsabilità associate con l’elevazione del pianeta Terra e di questo sistema solare. Egli sta lavorando per l’ascensione, per l’evoluzione della coscienza nel sistema solare, come noi. Il passaggio della Terra attraverso il Solstizio estivo del 2013 è stato un demarcatore energetico dell’inizio di un nuovo Nodo Caotico. Mentre il vostro pianeta subisce un crescente cambiamento climatico, noterete ulteriori aumenti di novità metereologiche e insolite interazioni tra i fronti temporaleschi. Quelle che venivano chiamate tempeste-100 anni(1) si verificheranno con maggiore frequenza. Questi tipi di tempesta sono manifestazioni esteriori dei Nodi Caotici e dell’escalation del caos che scaturisce da livelli di esistenza apparentemente non correlati. Nonostante abbiate già sperimentato svariati Nodi Caotici, fin dal 2011, vi trovate all’inizio di un altro crescendo importante di eventi caotici. Mentre questo particolare Nodo Caotico accelererà i cambiamenti climatici e geologici, oltre all’instabilità sociale, sarà il vostro livello psicologico ed emotivo personale a risentirne di più. Potete aspettarvi di vedere un rilevante aumento di instabilità emotiva e di sbilanciamenti psicologici fra i vostri colleghi umani (forse compresi voi). Le sfide sociali collettive di tutto questo saranno profonde. Per un iniziato, cioè chi è in viaggio verso stati più elevati di coscienza, questo specifico Nodo Caotico è, e continuerà ad essere, sia estremamente difficoltoso che pieno di possibilità. La sfida ha a che fare con la natura di questo Nodo Caotico, unico, che spinge verso la superficie della vostra consapevolezza cosciente una tossicità emozionale profondamente radicata. Una delle difficoltà che le persone di inclinazione spirituale stanno vivendo, e continueranno a vivere per qualche tempo, è il profondo riconoscimento di avere questioni irrisolte e ostilità radicate nel profondo, che potrebbero non andare molto d’accordo con l’immagine che hanno di se stessi. Infatti, questo è un momento in cui le immagini di sé andranno in frantumi. Lo state vedendo succedere a livello internazionale con i governi e lo vedrete succedere su tutti i livelli della società. Ma, per molti, sarà il frantumarsi dell’immagine personale di sé la cosa più difficile contro cui lottare. Quello che desideriamo farvi capire è che la vostra negatività, la vostra tossicità, la vostra angoscia e la vostra disperazione – se sono effettivamente presenti – non devono essere una negazione di voi. Anzi, esse possono essere dei portali verso l’inconscio profondo, verso le fondamenta stesse dell’intento umano subconscio. Nel processo di auto-liberazione dovete gestire questa negatività in voi stessi, indipendentemente dai metodi che potreste utilizzare per liberarvi. Adesso desideriamo rivelare un metodo per infondere in voi stessi luce ed energia rivitalizzante. Presentiamo il metodo in questo momento, perché occorreranno grande forza d’animo ed energia personale per superare questo Nodo Caotico particolare e anche quelli che arriveranno in futuro. Noi lo chiamiamo Orchidium. È un metodo semplicissimo che implica una metafora e un immagine biologiche. L’ostacolo più grande e la più grande difficoltà con l’Orchidium è la sua semplicità. Gli esseri umani tendono a rendere le cose più complicate del necessario, quando si tratta di questo genere di lavoro. Essenzialmente l’Orchidium è per voi un mezzo per attirare nel vostro KA (il vostro corpo energetico), oltre che nel vostro corpo fisico, alti livelli di luce spirituale e di energia rivitalizzante – quella che gli Yogi chiamano prana e che i Daoisti/Taoisti chiamano chi. In questo metodo, immaginate che nel vostro ombelico ci sia un fiore simile ad un’orchidea. La radice centrale di questo fiore immaginario è cava ed è ancorata o radicata in un punto davanti alla vostra colonna vertebrale, direttamente dietro al vostro ombelico. Questa zona è nota ai Daoisti/Taoisti come il Ming-Ma (oSede della Vita). Nota: Mentre la maggior parte dei Daoisti/Taoisti ricorrono al termine Ming-Men e dicono che si tratta di una regione che, più o meno, si trova dietro l’ombelico e sotto la pelle della schiena, gli Hathor usano questo termine per indicare un’area più ampia. Ai fini dell’Orchidium, concepite il Ming-Men (Ming-Ma) come la regione della vostra spina dorsale che si trova di fronte all’ombelico. Da quest’area della vostra colonna vertebrale, la Sede della Vita invia forza vitale a tutti gli organi del vostro corpo. È dalla Sede della Vita che l’energia sottile viene distribuita al vostro corpo di energia sottile e anche agli organi del vostro corpo fisico. Questo genere di energia sottile ha un effetto profondamente nutriente e rigenerante. Quando mantenete l’immagine dell’Orchidium, immaginate che lo stame si estenda all’esterno, davanti a voi, dal centro del vostro ombelico (Nota: gli Stami sono gli organi riproduttivi di un fiore, che producono polline. Essi consistono di uno stelo detto filamento e di un’antera che produce il polline). Quando create l’Orchidium con la vostra immaginazione, lo stame protrude dal centro del fiore. A scopo di riferimento, più avanti, in questo messaggio, compare una foto di un fiore con lo stame. Per sua natura, l’Orchidium attira dentro di sé luce spirituale ed energia sottile dal cosmo e le invia al Ming-Men (Ming-Ma). Per attivare l’Orchidium, tutto ciò che dovete fare è immaginare questo fiore, in qualsiasi modo abbia senso per voi, in maniera che la corolla sia aperta e la radice centrale sia cava e si estenda dall’ombelico fin dentro al Ming Men (Ming-Ma). È fondamentale che capiate che l’Orchidium attira queste energie celesti verso di voi da solo, per sua stessa natura e senza che voi dobbiate fare nulla. Non c’è alcuna relazione fra il flusso di energia sottile dentro l’Orchidium e il vostro respiro. Una volta che attivate il flusso di energie celesti verso l’Orchidium, esse scorreranno automaticamente e senza ostacoli, finché non le fermerete. Gli individui sensibili scopriranno ben presto di poter vedere il flusso di energie cosmiche nello stame dell’Orchidium, ma la riuscita non dipende da questo livello di sensibilità. Questo tipo di consapevolezza è semplicemente una finezza. Ciò che è importante è sentire e percepire il flusso di luce spirituale e di energia lungo la radice centrale, il tubo cavo, dall’Orchidium (nel vostro ombelico) al vostro Ming-Men (Ming-Ma) e, poi, godersi il flusso di forza vitale nel vostro corpo sottile e in quello fisico a vostro piacere. Vi consigliamo di fare esperimenti con questo ad intervalli di cinque minuti, in modo da acquisire familiarità con il modo in cui l’Orchidium funziona per voi e anche per evitare un’eccessiva stimolazione. È possibile che si introduca troppa energia celestiale nel vostro sistema, motivo per cui consigliamo i cinque minuti per volta. Cinque minuti una volta al giorno è tutto quel che occorre per familiarizzare con l’Orchidium e i suoi potenziali. Una volta capito come funziona l’Orchidium per voi e quanta energia celeste potete introdurre comodamente in voi, potete sperimentare sessioni più lunghe, se lo desiderate. Dopo ogni sessione di Orchidium consigliamo vivamente di immaginare che l’Orchidium si chiuda, in modo che la corolla non sia aperta. Questo ha lo scopo di auto-protezione quando entrate nel mondo. Fin quando non avrete imparato come separare le energie positive per la vita da quelle negative per la vita, che vi circondano, vi suggeriamo di intraprendere questa strategia di protezione. Mentre potete attivare l’Orchidium senza alcun suono o musica, nelle fasi iniziali potreste trovare molto utile la Meditazione Sonora Ethos. Questo, perché le pulsazioni di questo brano sonoro facilitano il movimento delle energie celesti dentro la radice dell’Orchidium, che si connette al vostro Ming Men (Ming-Ma). Ascoltando la Meditazione Sonora Ethos, quando attivate l’Orchidium, prestate particolare attenzione al canale cavo, la radice, che scorre dall’Orchidium fino al vostro Ming-Men (Ming-Ma). Le pulsazioni soniche nell’Ethos amplificheranno il flusso di energie celesti in questo canale. Mentre il metodo per attivare l’Orchidium è facile, le conseguenze in termini della vostra forza vitale e della vostra capacità di sostenere la luce spirituale sono piuttosto complicate. C’è un’altra complessità, qui, ma riguarda i vostri sistemi di credo. Se non vi elevate al di sopra di queste convinzioni limitate, limiterete il flusso di energie celesti. Vivete in un cosmo di squisita e inimmaginabile bellezza, luce spirituale, coscienza ed energia. Siete gli eredi di tutti questi tesori e ciascuno di essi vi conferisce i poteri della coscienza – eppure, siete tagliati fuori dal vostro diritto di nascita a causa di molte vostre filosofie e religioni. Qualsiasi religione insegni che siete stati separati dai luminosi regni celesti perché avete un corpo fisico, è un ostacolo per la verità del vostro essere – per come la vediamo noi. Anche qualsiasi religione dica che siete separati dai mondi paradisiaci e dai loro tesori, a causa del peccato alla vostra nascita è, a nostro avviso, un impedimento. Le filosofie che suggeriscono che siete un mero essere fisico senza alcuna dimensione di coscienza trascendente il tempo e lo spazio sono, secondo noi, un altro ostacolo. Per la buona riuscita della sperimentazione con l’Orchidium, vi suggeriamo di sospendere temporaneamente queste credenze. Vedete da voi quanto bene funzioni l’Orchidium, quando sospendente effettivamente queste forme pensiero limitanti. Dopo aver lavorato con l’Orchidium in questa maniera (senza convinzioni limitanti), potreste persino scegliere di lasciarvi del tutto alle spalle quelle convinzioni e forme pensiero, in modo permanente. Quando lavorate con l’Orchidium, vi suggeriamo le seguenti forme-pensiero:
1)    Immaginate di essere parte, ed eredi, di tutti i tesori del cosmo – i regni più alti della luce e le energie più sottili che rivitalizzano.
2)    Immaginate che l’Orchidium attiri, agevolmente, dentro di voi, questi tesori ogni qualvolta scegliete di aprire il fiore.
3)    Attraverso l’Orchidium, potete sperimentare la trasformazione del vostro corpo di energia sottile e degli organi vitali del vostro corpo fisico.
Usate questa energia potenziata e forza vitale (oltre che la forza di luce) per sostenervi mentre attraversate questo potente Nodo Caotico e quelli a seguire.

Fonte:www.tomkenyon.com

venerdì 9 maggio 2014

Le Piramdi di Giza.

Se ammettiamo che gli eventi descritti nella letteratura profetica sono possibili, il passo successivo è esplorare la possibilità di collegare la sequenza in cui avverranno ad una linea cronologica ben precisa. Visto che molte profezie sono enigmatiche e i riferimenti a date assenti o oscuri, ciò potrebbe sembrare un compito impossibile. Per farlo rivolgiamo la nostra attenzione ad una delle meraviglie del mondo antico, l’unica meraviglia rimasta del mondo antico – la Grande Piramide di Giza. La Grande Piramide fu progettata per essere più che una tomba per un faraone; la Grande Piramide fu costruita per essere un cronogramma permanente della storia umana.
       Secondo le letture di Cayce, la costruzione della Grande Piramide iniziò nel 10490a.C. e durò 100 anni. Le letture dicono inoltre che la sua progettazione fu fatta da atlantidei, il cui architetto capo Ermete fu aiutato da un gran sacerdote di nome Ra Ta. Ovviamente, questo va contro l’archeologia tradizionale che stabilisce come data della Piramide l’anno 2575 a.C. e sostiene che sia stata costruita come tomba per il faraone Khufu, anche chiamato Cheope.
       Un’ulteriore voce a favore della teoria che la Grande Piramide sia più antica di quanto si sospettasse in precedenza viene dall’opera di Robert Bauval, un ingegnere civile che ha passato oltre dieci anni a studiare sia le piramidi sia i testi delle piramidi, un insieme di sceneggiature geroglifiche egizie trovate sulle pareti di dieci piramidi situate nella necropoli di Saqqara. La sua ricerca mette in correlazione matematica la posizione, l’orientazione e la costruzione delle piramidi di Giza con le varie configurazioni stellari, cioè di Orione, come sarebbero apparse nel cielo nell’anno 10500 a.C. Egli mette in dubbio l’idea che le piramidi di Giza fossero state usate come tombe, facendo notare che non vi sono mai state trovate tracce di mummie. Mentre il lavoro di Bauval è controverso, la validità dei suoi metodi richiama l’attenzione di molti nel mondo scientifico, come prova la dichiarazione seguente: “Mi trovo d’accordissimo con la sua tesi che le stelle nella fascia di Orione siano state un elemento importante nell’orientazione nella Grande Piramide. Penso che abbia degli argomenti molto validi …” (I.H.S. Edwards, custode delle antichità egizie, British Museum, 1954-1974)
       Piuttosto che discutere l’età e lo scopo delle piramidi, per i nostri fini accetteremo come corrette le informazioni date nelle letture di Cayce. Le letture affermano che la Grande Piramide fu costruita per essere una testimonianza duratura delle esperienze dell’uomo della “razza originale” attuale, nonché un luogo di iniziazione in cui i cercatori della verità potessero imparare l’antica saggezza e le antiche conoscenza incise lì. Le letture dicono che sia Giovanni Battista sia Gesù di Nazareth ricevettero gli insegnamenti nella Grande Piramide prima di cominciare il loro ministero. “In questa stessa piramide il Grande Iniziato, il Maestro, raggiunse gli ultimi gradi della Fratellanza con Giovanni, il Suo precursore, in quel luogo.” (5748-5) Le letture aggiungono poi che la costruzione della Piramide era ideata per riflettere gli eventi della storia umana “connessa con le esperienze religiose o spirituali dell’uomo”. (5748-6) Inoltre “l’ascesa e la caduta delle nazioni dovevano essere descritte in questo stesso tempio”. (294-151)

                               Un Miracolo di Precisione Matematica 
   
La Grande Piramide resta un miracolo di precisione matematica sia per collocazione– latitudine, longitudine e allineamento astronomico – sia per la progettazione, che comprende il rapporto di pi greco ed altri concetti matematici. E’ l’edificio con il maggior numero di indagini accurate nel mondo. Ancora oggi la sua accuratezza continua a stupire gli scienziati. Si stima che consista di 2.300.000 blocchi di pietra, del peso da due a trenta tonnellate ciascuno. Alcuni pesano fino a settanta tonnellate. Le pietre di rivestimento del manto esteriore pesavano 15 tonnellate ciascuna ed erano messe sul posto con un’accuratezza di un centesimo di pollice (1 pollice = 2,54 cm, n.d.tr.), posizionate con angoli retti perfetti su tutte le sei facce. Altre pietre di rivestimento pesavano fino a venti tonnellate ed erano posizionate con un’accuratezza di 5 millesimi di pollice, con un interstizio intenzionale di due millesimi di pollice per la malta. La malta usata è di origine sconosciuta. Sebbene sia stata analizzata e conosciuta la sua composizione chimica, non può essere riprodotta. E’ più resistente delle pietre che tiene insieme. I passaggi all’interno della piramide sono rettilinei con una deviazione massima di 0,013 pollici ogni 100 piedi. E’ inoltre l’unica piramide con pozzi di ventilazione inseriti nella sua struttura. 
       Sono di primo piano nella struttura della Piramide i rapporti numerici e lecorrispondenze geometriche. Essi appaiono ripetutamente, in diversi aspetti dell’architettura. Inoltre la disposizione e la posizione della Piramide riguardo ai rapporti geofisici ed astronomici conferiscono ulteriore credibilità all’idea che questa struttura fosse costruita come qualcosa di più di una tomba per un faraone. Tutte quelle corrispondenze contenute nella struttura di questo monumento sono troppo numerose per discuterle qui. Seguirà una lista delle corrispondenze più comuni. Leggendola tenete a mente che la Grande Piramide venne costruita in un periodo in cui la maggior parte delle civiltà mondiali viveva in strutture di fango o pietre, non aveva una lingua scritta, considerava piatta la terra e credeva che il sole e le stelle ruotassero intorno alla terra. La matematica consisteva in addizione e sottrazione e non c’era alcun calendario accurato.
- La Grande Piramide è la struttura più accuratamente allineata in esistenza, rivolta al nord geografico con solo tre sessantesimi di grado di errore. All’epoca della costruzione era probabilmente un allineamento esatto.
- E’ collocata al centro della massa terrestre della terra. Il parallelo est/ovest della terra e il meridiano nord/sud si intersecano alla Grande Piramide.
- L’altezza della Piramide è di 5449 pollici. Questa è l’altezza media della terra sopra il livello del mare per il pianeta terra.
- La massa di pietra della piramide mantiene la temperatura interiore su una costante di 68 gradi Fahrenheit. Questa è la temperatura media della terra ed anche la temperatura media dell’Egitto.
- I centri dei quattro lati sono fatti ad incastro con un grado di precisione straordinario, formando una piramide ad otto lati. L’effetto non è visibile dal terreno e può essere notato dall’aria, con l’illuminazione giusta.
- La curvatura notata come sopra uguaglia la curvatura della terra.
- Per l’angolazione dei lati della piramide e la sua latitudine, essa non getta ombra a mezzogiorno dell’equinozio di primavera.
- Al tempo della sua costruzione l’ingresso della Piramide si allineò con la stella polare.
- Le fondamenta delle pietre angolari hanno una costruzione sferica capace di resistere all’espansione termica e ai terremoti.
- La lunghezza di un lato base al livello medio di incavatura è di 365,2425 cubiti piramidali, che corrisponde al numero di giorni in un anno.
- Il perimetro della base diviso per 100 è 365,2425, che corrisponde al numero di giorni in un anno.
- Il cerchio geometrico sul quale è basato il piano della Piramide equivale a 365,2425 pollici piramidali, che corrisponde al numero di giorni in un anno.
- Facendo la quadratura del cerchio, la somma delle diagonali della base ammonta a 25.826,53 pollici piramidali, equivalenti al numero di anni nella precessione degli equinozi.
- Se l’altezza della Piramide viene assunta come il raggio di un cerchio, la circonferenza del cerchio è uguale al perimetro della base.
- La lunghezza della Camera del Re in pollici piramidali, usata come il diametro di un cerchio, produce un cerchio con un’area uguale all’area della base della Piramide in cubiti piramidali.
- Il rapporto pitagorico rappresentato da un rettangolo 3-4-5 è rivelato nelle dimensioni della Camera del Re. Il rapporto pitagorico non fu identificato fino al 497 a.C.
- La differenza di larghezza fra la Grande Galleria superiore e il Passaggio Ascendente, misurata da una linea assiale attraverso il centro, è di 20,26 pollici piramidali. Ciò corrisponde alla costante aberrazione della luce quando si muove attraverso lo spazio, che si misura ad un angolo di inclinazione ed è di 20,2608+ secondi di arco.
- Il manto esterno è composto di 144.000 pietre di rivestimento, tutte ben levigate. Il numero 144.000 è un numero sacro nel cristianesimo. Le letture di Cayce indicano che il terzo gruppo di anime, condotto da Amilius, contava 144.000 anime.
- Una linea tracciata dalla sommità della Piramide a Betlemme è uguale all’angolatura del Passaggio Ascendente. Questa linea attraversa anche il Monte Sinai, dove Mosè ricevette i dieci comandamenti.
- Il sarcofago di granito nella Camera del Re è troppo grande per passare nei passaggi. Deve essere stato collocato là durante la costruzione.
- Il sarcofago fu ricavato da un blocco solido di granito. Questo avrebbe richiesto seghe di bronzo, lunghe 8 o 9 piedi, indurite con denti di zaffiro. Rendere concava la parte interna richiedeva trivelle cave di zaffiro con enorme forza verticale.
- L’analisi microscopica del sarcofago rivela che fu fatto con una trivella a punta fissa, usando frammenti di pietre dure con una forza di trivellazione di due tonnellate.
- La lunghezza media del sarcofago è uguale alla larghezza della Camera del Re meno la lunghezza dell’Anticamera.
- Il sarcofago fu fatto di granito rosso. Il granito rosso è raro e quello usato è identico a quello trovato sul Monte Sinai, dove Mosè ricevette i dieci comandamenti.
- Il volume interiore del sarcofago equivale una tonnellata piramidale. Questo è lo stesso volume interiore dell’Arca dell’Alleanza.
- La Grande Piramide, insieme alle due piramidi minori dell’Altopiano di Giza, la piramide di Nebka ad Abu Rawash e la piramide a Zawar al Aryan sono in perfetto allineamento con le posizioni delle stelle nella costellazione di Orione, circa nell’anno 10.400 a.C. Questa è la data fornita da Cayce per la costruzione della Piramide. Orione era legato al dio egizio Osiride.
- Il condotto meridionale nella Camera del Re era allineato con la stella Al Nitak nella costellazione di Orione.
- Il condotto settentrionale nella Camera del re era allineato con la stella polare, Alpha Draconis.
- Il condotto meridionale nella Camera della Regina era allineato con la stella Sirio, legata alla dea egizia Iside.
- Il condotto settentrionale nella Camera della Regina era allineato con la stella Orsa minore.
     
                          Un Cronogramma della Storia Umana         
Un primo sostegno per la teoria della Grande Piramide come cronogramma si trovò attraverso la ricerca che rivelò l’importanza del “pollice piramidale”. Il pollice piramidale è un’unità di misura basata sull’antico “cubito reale” egizio. Il cubito reale o sacro misurava un po’ di più di 25 pollici americani; il pollice piramidale è un dodicesimo del cubito sacro o 1,0011 pollici attuali. La scoperta del pollice piramidale è attribuita a Sir Isaac Newton, il quale si rese conto che, usando questa unità, molte misure della Piramide sarebbero in numeri interi. Il cubito reale era una misura usata sia dagli antichi egizi sia dagli ebrei. Sostituendo i pollici con anni, i passaggi della Grande Piramide riproducono una linea cronologica per lo svolgimento della storia umana.
       Nel 1925 David Davidson, un tecnico delle costruzioni, condusse uno studio di ventiquattro anni su proporzioni matematiche, geometria ed allineamento astronomico della Piramide. Arrivò alla conclusione che nella struttura della Piramide viene riflessa un periodo cronologico di seimila anni, dal 3999 a.C. al 2001 d.C. Durante una lettura si chiese a Cayce di commentare l’esattezza delle interpretazioni di Davidson. Ecco la sua risposta: “Molte delle sue conclusioni sono corrette. Molte altre sono rappresentate in modo decisamente esagerato. Solo un iniziato può capire.” (5748-5) Inoltre le letture prorogarono il periodo cronologico dal 2001 al 2033, indicando che la linea cronologica continua verso l’alto attraversando una struttura simile ad una pagoda sulla parete posteriore della Camera del Re. Sebbene le letture sostengano che la linea cronologica sia tanto specifica da indicare anno, giorno, ora e luogo dei vari avvenimenti, non abbiamo ancora imparato a leggere questi segni.
       Per quanto riusciamo a percepire, la Piramide non rivela i particolari degli avvenimenti futuri, ma piuttosto descrive a grandi linee le tendenze e le inclinazioni nello sviluppo spirituale del genere umano. Le date importanti nella storia umana corrispondono agli attributi architettonici della Piramide, come l’ingresso e l’uscita attraverso i passaggi, le pareti anteriori e posteriori delle camere, le rampe in salita e in discesa nei punti di intersezione, gli allargamenti e i restringimenti dei passaggi, l’altezza delle pietre sopra la testa, il tipo di pietra usata e colore, struttura e stratificazione delle pietre stesse. Nella Piramide compare il granito rosso, a quanto pare per segnare eventi di particolare importanza. Spesso l’uso di granito rosso corrisponde ad eventi connessi con gli israeliti. Per esempio, una pietra triangolare di granito rosso appare su una porta finta all’intersezione dei Passaggi Ascendenti e Discendenti. Questo punto nella Piramide corrisponde all’anno 1486 a.C. e segna l’esodo degli ebrei dall’Egitto.
       I due passaggi principali rappresentano le due strade fra cui l’umanità era libera di scegliere. Il Passaggio Discendente del materialismo portava verso il basso nelle tenebre e nel caos, terminando con la distruzione del mondo nel 1958. Il Passaggio Ascendente della spiritualità conduceva verso l’alto nella luce e nella verità e alla sconfitta finale della morte fisica.
                                        Un Viaggio attraverso la Grande Piramide

Segue un viaggio descrittivo attraverso le camere della Grande Piramide, com’è stata interpretato attraverso le letture e confermato dalle ricerche di Davidson e Bauval. Cayce corresse due delle date originali di Davidson per la Camera del Re e la Camera del Caos da 1936-1953 a 1938-1958 e queste sono le date indicate di seguito.
       Il Passaggio Discendente. Entrando nella Grande Piramide vi trovate nella Camera Discendente, uno dei due passaggi principali all’interno. Il suo inizio è segnato da una linea intaccata che rappresenta la data del 2141 a.C. Durante l’equinozio invernale di quell’anno la stella polare della costellazione di Orione si allineò per l’ultima volta con l’ingresso della Piramide e la sua luce entrò nella Camera Discendente. Misurando a ritroso fino all’ingresso stesso calcoliamo la data del 2623 a.C., l’anno della morte del faraone Khufu (Cheope). L’importanza di questa data sta nel fatto che rappresenta il periodo in cui gli insegnamenti originali della Grande Piramide venivano “riscoperti” dal clero egiziano. Fu solo a partire dal regno del faraone Khufu che la Grande Piramide fu di nuovo usata come centro di insegnamento ed iniziazione ai grandi misteri.
       Procedendo lungo il Passaggio Discendente si raggiunge un’intersezione dove si divide un secondo passaggio in salita ad un’angolazione identica alla pendenza del Passaggio Discendente. La data corrispondente di questa intersezione sarebbe il 1486 a.C., il periodo dell’Esodo quando Mosè condusse Israele fuori dalla cattività. Il Passaggio Discendente continua verso il basso oltre il livello del suolo e termina infine nella Camera del Caos.
       La Camera del Caos. La Camera del Caos o del Capivolgimento è poco più di una buca sotterranea, con un pavimento roccioso e un soffitto basso. Il suo effetto sul visitatore è di disorientarlo a tal punto che non capisce quale via va in salita. Sul lato estremo di questa camera c’è una piccola galleria, così bassa che si può attraversarla solo camminando a carponi. Le persone non iniziate scambiano questa galleria per la via d’uscita, ma dopo cinquanta piedi la scoprono senza sbocchi. L’inizio e la fine di questa galleria hanno, rispettivamente, la data 1938 e 1958.
       Il Passaggio Discendente e la Camera del Caos rappresentano la spirale in discesa dello sviluppo umano, la devoluzione dello spirito nel mondo materiale o il viaggio dalla luce alle tenebre. Se avessimo seguito questo sentiero, invece di voltare verso l’alto all’intersezione menzionata sopra, saremmo rimasti sulla spirale discendente, finendo infine in un vicolo cieco di caos e distruzione. Le date della galleria 1938-1958 rappresentano certamente un punto basso nella storia umana, come testimoniano Nazismo, Olocausto, Seconda Guerra mondiale, bomba atomica e corsa all’armamento. Dato che la galleria termina nel 1958, è possibile che questo sentiero avrebbe portato alla distruzione del mondo in quell’anno, probabilmente per annientamento nucleare. Fortunatamente l’umanità fece la scelta giusta all’intersezione dell’Esodo e cominciò a muoversi in su lungo il Passaggio Ascendente.
       Il Passaggio Ascendente. Entrando per la prima volta nei tempi moderni nel Passaggio Ascendente gli archeologi dovettero scavare intorno ad un tappo di granito di ventinove piedi che bloccava l’entrata. Senza dubbio questo tappo fu messo sul posto per proteggere la Piramide dai predoni delle tombe. La presenza di questo tappo, ancora intatto, avrebbe di certo evitato il saccheggio per mano di cacciatori di dote e conferisce credibilità alla convinzione di Bauval che non hanno mai messo alcuna mummia nella Piramide. La prima sezione del Passaggio Ascendente è chiamata la Sala della Verità nelle Tenebre oppure Israele sotto il “Giogo della Legge”. E’ il periodo in cui il genere umano considerava la sottomissione alla legge un mezzo per trovare la salvezza. Il blocco di granito rosso menzionato prima è in correlazione con l’anno 1486 a.C., l’anno dell’esodo degli ebrei dall’Egitto. Esso simboleggia la liberazione dell’umanità dalla cattività del mondo materiale, via via che cominciamo a scegliere la libertà spirituale a scapito delle comodità materiali, il lungo viaggio verso la Terra Promessa. La Sala della Verità nelle Tenebre termina alla data 4 a.C., la nascita di Gesù di Nazareth. A questo punto il Passaggio Ascendente è inclinato verso l’alto e si immette nella Grande Galleria, mentre un passaggio secondario, orizzontale porta alla Camera della Regina. Quando la rampa ascensionale del Passaggio Ascendente si estende verso il basso dal punto di intersezione fino all’esterno della Piramide, il punto finale di questa linea proiettata rappresenta il 4000 a.C. Secondo la genealogia biblica, questa data corrisponde alla creazione di Adamo ed Eva.
       La Camera della Regina. Questa camera viene anche chiamata la Camera della Seconda o Nuova Nascita. Il gradino verso il basso dal passaggio orizzontale che porta a questa camera rappresenta la morte simbolica del sé e la rinascita in una vita ultraterrena. Questo era il luogo di giudizio, dove il cuore del defunto o dell’iniziato fu messo a confronto con la piuma della verità sulla bilancia del giudizio. La Camera della Regina finisce nell’anno 1918, una data che segnò la firma dell’armistizio che terminò la prima guerra mondiale e l’inizio della Lega delle Nazioni. Benché questo organo politico sia fallito, i principi per i quali stava rappresentavano la verità spirituale e la sua stessa proposta segna un punto elevato nella storia umana. Le letture indicano persino che lo Spirito del Cristo fu presente al tavolo di pace con Woodrow Wilson, che combatteva contro gravi disparità per stabilire questo organo visionario: “Egli [nota dell’autrice: la Coscienza Cristica] sedette alla conferenza di pace a Ginevra, nel cuore e nell’anima di un uomo non considerato da molti nemmeno uomo insolitamente pio; eppure innalzato per uno scopo ed egli scelse piuttosto di essere un canale del Suo pensiero per il mondo”. (364-8)
       Il ritorno dalla Camera della Regina al Passaggio Ascendente è chiamato il Sentiero della Presentazione dell’Anima Rigenerata e simboleggia la rinascita spirituale dell’anima.
       La Grande Galleria. La prima sezione del Passaggio Ascendente ora cresce in altezza e larghezza entrando nella Grande Galleria o la Sala della Verità nella Luce. Il punto iniziale di questa galleria, 4 a.C., è l’anno in cui nacque Gesù di Nazareth e si pensa che l’aumento di larghezza del passaggio simboleggi l’espansione della coscienza determinata dai Suoi insegnamenti. Il Fratello Maggiore, Colui che Mostra la Via, aveva superato la carne e, superando la morte stessa, dimostrato la realtà del nostro essere spirituale. Così la legge fu rispettata e l’umanità poteva ora camminare nella “Verità nella Luce”, comprendendo che la salvezza non veniva dalla sottomissione alla legge, bensì dal superamento di essa. Su uno dei lati della galleria un cambiamento della superficie di pietra segna l’anno 30 d.C. Questa è la data della crocifissione e della resurrezione. Più in basso un cambiamento nella superficie di pietra dall’altra parte della Galleria corrisponde al 1776, l’anno della Rivoluzione Americana quando i “padri pellegrini” fecero un patto scritto con Dio, garantendo a tutti “vita, libertà e la ricerca della felicità”. La Galleria termina alla data 1909, appena prima della prima guerra mondiale. Alla fine della Grande Galleria c’è il Grande Gradino, un gradino di trentacinque pollici che deve essere superato a cavalcioni o arrampicandosi.
       Il Grande Gradino. Il Grande Gradino abbraccia le date dal 1909 al 1914, appena prima dell’inizio della prima guerra mondiale. E’ anche il punto in cui cambia la misura della linea cronologica, visto che ora la scala del pollice piramidale arriva a rappresentare un mese invece di un anno. Sembrerebbe che a questo punto la Grande Piramide ci dice che il tempo è stato accelerato. E’ possibilissimo che questo gradino rappresenti gli inizi dei “tempi e mezzi tempi” menzionati nella Bibbia, quando Dio accelera il passare del tempo così che l’umanità possa sopravvivere agli orrori che si verificheranno. Questa idea viene corroborata da una lettura fatta nel 1933 che affermò che il tempo e mezzi tempi “è stato compiuto ed è in fase di compimento”. (262-49) Il Grande Gradino porta al “primo passaggio basso” dell’Anticamera.
       L’Anticamera. Il primo passaggio basso dell’Anticamera è così basso che bisogna camminare carponi per attraversarlo. Segna le date dal 1914 al 1918, un punto basso nella storia umana identificato con la prima guerra mondiale. L’Anticamera stessa rappresenta un periodo di dieci anni, 1918-1928, rispettivamente la firma dell’armistizio della prima guerra mondiale e l’inizio della Grande Depressione. E’ anche chiamata la Camera del Triplice Velo, per la triplice divisione in sezioni delle sue pareti di granito. Nell’Anticamera i blocchi di calcare del pavimento incontrati in precedenza hanno ceduto il passo al granito. Un “secondo passaggio basso” che porta fuori dall’Anticamera si riferisce agli anni 1928-1938, un periodo caratterizzato dalla perdita di valori spirituali. Questo passaggio termina all’ingresso della Camera del Re.
       Nell’Anticamera si trova una grande lastra di pietra conosciuta come Lamina di Granito, il cui centro segna il punto d’arrivo della linea geometricamente proiettata della pendenza della Camera Ascendente che ha inizio al limite esterno della Piramide. Il punto d’arrivo della linea al centro della Lamina di Granito corrisponde al 17 settembre 2001, una data che discuteremo brevemente.
       La Camera del Re. Spostandoci dall’Anticamera nella Camera del Re entriamo nell’ultima camera della Grande Piramide. L’entrata della Camera del Re o Camera della Tomba Aperta corrisponde alla data del 1938, mentre la parete sul fondo segna la data 1958. Queste date coincidono con le date nella galleria della Camera del Caos, riflettendo il principio “come di sopra, così di sotto”.
       Quando la Camera del Re fu aperta, gli archeologi trovarono che conteneva un sarcofago vuoto fatto di granito rosso. Secondo le letture, lo scopo del sarcofago vuoto era mettere in chiaro l’interpretazione della morte: anche se il corpo fisico muore, l’anima è eterna. Questa camera era il luogo dell’iniziazione finale, dove gli iniziati giungevano a comprendere questa verità. Si dice che un iniziato passasse tre giorni nel sarcofago in profonda meditazione, durante i quali l’anima lasciava il corpo per viaggiare nei regni spirituali. Al ritorno dell’anima, l’iniziato capiva che la natura divina dell’anima è il vero sé e conosceva a fondo l’anima e i poteri della sua storia divina.
       Mentre Davidson faceva finire la linea cronologica all’estremità della camera, le letture asseriscono che, in realtà, la linea cronologica continua verso l’alto attraverso la struttura architettonica della parete opposta della camera. All’interno della parete opposta ci sono sette pietre che si alzano al di sopra della Camera del Re. Nella forma esse assomigliano ad una pagoda giapponese; cinque pietre con spazi interposti formano il pilastro e due pietre sono disposte ad angolo per formare una sommità a punta. Le cinque pietre più basse sono fatte di granito rosso, mentre le due pietre in alto sono fatte di calcare grigio. Gli spazi interposti di questa camera sono ricoperti di geroglifici scavati nella pietra e di uno di questi si pensa sia il cartiglio del faraone Khufu, motivo per cui la Piramide è considerata la sua tomba. Seguendo verso l’alto la data del livello terreno del 1958, la linea cronologica si allunga verso l’alto fino alla sommità della pagoda, la quale segna l’anno 2033.

                              L’Interpretazione del Cronogramma per il Domani

Indubbiamente l’accuratezza della linea cronologica della Piramide è affascinante. Possiamo vedere chiaramente che le date che corrispondono alle caratteristiche architettoniche della Piramide non rappresentano solo avvenimenti di primaria importanza come le guerre mondiali, ma anche avvenimenti che avevano poca importanza per il proprio periodo storico (come la nascita di un bambino chiamato Gesù di Nazareth), ma il cui forte influsso sulla storia umana sarebbe stato riconosciuto in seguito. 
       La data forse più interessante, particolarmente per gli americani, è la data della Lamina di Granito, cioè il 17 settembre 2001, il punto terminale della linea proiettata geometricamente della pendenza della Camera Ascendente, misurata dal limite esterno della Piramide. Nella prima edizione di questo libro ho menzionato questa data, allora cinque anni nel futuro, facendo delle ipotesi sul suo significato. Proposi che avremmo potuto trovare un indizio sul suo senso nel nome egiziano della camera, che si traduce con la “Camera del Triplice Velo”. In senso esoterico un “velo” si riferisce ad una perdita di consapevolezza spirituale, che si è verificata quando le anime entravano nella materia. Il velo agisce come un filtro della percezione. Mentre siamo sulla terra, il velo offusca la nostra percezione spirituale così che vediamo solo l’illusione della realtà fisica tridimensionale; dimentichiamo la nostra natura spirituale e pensiamo a noi stessi come esseri fisici piuttosto che spirituali. L’iniziazione nell’Anticamera insegnava all’iniziato di vedere oltre i veli dell’illusione e di capire la nostra natura e origine spirituale.
       Questo velo è inoltre simboleggiato dalla grande tenda nel Tempio di Gerusalemme che separava l’altare interno dal santuario esterno. Fu questa tenda che si strappò al momento della morte di Cristo sulla croce, perché, vincendo la morte, Egli aveva vinto l’illusione finale e dimostrato a tutta l’umanità che non siamo i corpi fisici che occupiamo, bensì esseri spirituali.
       Scrissi inoltre che, dato che in questa camera vengono rappresentati tre veli, forse ci sarebbe stato un nesso fra il 17 settembre 2001 e i “tre giorni di tenebre”, predetti da tante profezie. Feci anche l’ipotesi che quella data rappresentasse forse un evento che avrebbe preceduto un’ “alzata del velo” del mondo fisico, un mondo costruito su differenze e separazione. Molte persone che credono che la Grande Piramide sia un cronogramma pensarono che, in qualche modo, questa data avrebbe avuto a che fare con un cambiamento nella cognizione umana, o consapevolezza spirituale. Con gli attacchi terroristici sugli Stati Uniti l’11 settembre 2001 furono esaminate e rivalutate le idee sul significato della data della Grande Lamina.
       Alcune persone hanno fatto l’ipotesi che il triplice velo dell’Anticamera sia correlato con i tre attacchi che i terroristi sferrarono, uno sul World Trade Center, uno sul Pentagono e l’altro sul volo 93 della United Airlines, il cui bersaglio progettato era la Casa Bianca. Altri pensano che il triplice velo corrisponda ai primi tre giorni successivi all’attacco, quando l’intera nazione degli USA e molti altri nel mondo erano in stato di shock, increduli. Penso che la maggior parte delle persone sarebbe d’accordo sul fatto che gli americani certamente soffrirono tre giorni di tenebre, cercando di superare lo shock e il dolore.
       In seguito agli eventi dell’11 settembre ricevetti diverse lettere da lettori riguardo a questa data. Alcuni mi chiesero se pensavo che la linea proiettata fosse stata misurata in modo sbagliato, in quanto la data sembrava “mancata” di sei giorni. Altri sottolinearono quanto fosse sbalorditivo il fatto che una linea cronologica di 6000 anni potesse essere comunque accurata fino a qualche giorno. Altri ancora volevano solo sapere quale fosse, secondo me, il significato dell’11 settembre.
       Vorrei tanto avere una risposta semplice e chiara. Capisco lo shock e l’orrore che abbiamo sentito tutti quel giorno. Quella mattina ero per strada per raggiungere l’Aeroporto Nazionale Reagan: non ho mai fatto quel volo. Mentre mia figlia sapeva che stavo lasciando Washington, D.C., quella mattina, non sapeva da quale aeroporto stavo partendo. Ci vollero tre ore per raggiungerla per telefono, tre ore durante le quali si chiedeva se ero su quell’aereo dirottato. Personalmente ero angosciata per non avere notizie di colleghi ed amici che lavoravano al Pentagono e anche di marinai che erano ai miei comandi, di guarnigione a New York City.
       Tuttavia, malgrado l’orrore e la perdita di vite che abbiamo vissuto quel giorno, penso anche che la maggior parte delle persone sarebbe d’accordo a dire che qualcosa di buono ne è emerso, malgrado il male. Per alcuni giorni, forse per la prima volta nella storia di questa nazione, gli americani si trovarono insieme come un popolo unito. Penso che questo momento di unione abbia, in qualche modo, influito per il meglio sulla coscienza collettiva umana.

                                                        Guardiamo il Futuro

Dato il fatto che la Camera del Re finisce nell’anno 1958, sappiamo che stiamo ora progredendo verso l’alto sulla formazione di pietra sulla parete distante. L’autore Kirk Nelson sostiene con argomenti eccellenti che le sette pietre che si elevano al di sopra della Camera del Re rappresentino i sette chakra: le cinque pietre di granito rosso (terra) sono i chakra inferiori e i due blocchi di calcare grigio (materia cerebrale) che formano la sommità sono la ghiandola pituitaria e quella pineale. Inoltre, in base agli attributi architettonici di questa parete, ci sono diverse date future che possono essere rilevate come particolarmente importanti. Queste sono il 2012, 2020 e 2033.
       L’anno 2012 corrisponde ad un’intaccatura sul fondo della quarta pietra. Questa data coincide con la fine del calendario dei maya e l’instaurare di una nuova era. L’anno 2020 corrisponde ad un’altra marcatura trovata sulla sommità della quarta pietra. Se accettiamo l’idea che le sette pietre della struttura che assomiglia ad una pagoda corrispondano ai sette chakra, la quarta pietra rappresenterebbe il chakra del cuore. Forse l’anno 2012 sarà una pietra miliare di qualche tipo, un periodo in cui il genere umano imparerà ad aprire il suo chakra del cuore collettivo e metterà in pratica le qualità dell’amore fraterno. Quanto all’anno 2020, possiamo solo fare l’ipotesi che forse l’umanità comincerà a manifestare le qualità del quinto chakra, via via che impariamo a spiritualizzare il nostro ego umano con la Volontà Divina.
       L’ultima data riflessa nell’architettura della Grande Piramide è il 2033, che corrisponde all’apice della Camera del Re. Dato il fatto che, secondo le letture, la Grande Piramide è un cronogramma della nostra era attuale di umanità, è qui che il cronogramma finisce. Può essere che, per l’anno 2033, la percezione multi sensoria sarà la norma piuttosto che l’eccezione, e attraverso questa capacità l’umanità si imbarcherà in un nuovo capitolo del suo viaggio evolutivo.
                                                 Il Mistero della Sfinge

Una discussione della Grande Piramide non sarebbe completa senza menzionare la sua compagna e guardiana silenziosa, la Sfinge. Per migliaia di anni la Sfinge ha continuato a vegliare sull’altopiano di Giza, in attesa del tempo in cui i suoi segreti verranno rivelati. Fino a pochi anni fa, era coperta di sabbia fino al collo. Il disseppellimento della Sfinge, però, può essere preso come segno che si sta avvicinando il momento per la rivelazione dei suoi misteri.
       Secondo le letture di Edgar Cayce, sotto le sabbie di Giza giace un deposito di testimonianze. E’ la Sala delle Testimonianze, che contiene la storia di Atlantide dai suoi primi inizi fino alla distruzione finale. Contiene inoltre gli insegnamenti della Legge dell’Uno. Secondo le letture, un giorno si entrerà nella Sala delle Testimonianze da camere comunicanti che si estendono dalla zampa destra della Sfinge. Anche se si presume che si tratti della zampa anteriore, le letture non lo specificano chiaramente. Le letture dicono inoltre che la Sala delle Testimonianze non potrà essere aperta finché non ci sarà una preparazione da parte degli individui e il “crollo di gran parte di cose come i motivi egoistici nel mondo”. (2329-3) Inoltre, solo i tre individui che hanno sigillato questa camera avranno il permesso di riaprirla. “Hept-Supht, El-ka ed Atlan. Essi compariranno.” (378-16) Nella Sala delle Testimonianze non si può entrare senza una comprensione, perché coloro che furono lasciati come guardiani possono essere oltrepassati solo dopo un loro periodo di rigenerazione sul Monte, o quando inizia la quinta razza originale.” (5748-6)
       Il riferimento al “Monte” sta per il Monte degli Olivi, il luogo dove Gesù ascese al cielo e che viene indicato da certi passaggi biblici come il posto del Suo ritorno. Da ciò si può trarre la supposizione che l’apertura delle Testimonianze avverrà solo dopo che un evento non meglio specificato avrà avuto luogo sul Monte degli Olivi.
       Inoltre il fatto che questa lettura menzionasse questi tre individui così specificatamente con i loro nomi atlantidei deve avere qualche significato particolare. Può essere un qualche segno, per loro o per quegli altri che aiuteranno in questa impresa. Senza dubbio queste tre anime si incarneranno sul piano terreno con questa come la loro principale missione di vita e ad un certo punto giungeranno ad una piena comprensione del compito che dovranno portare a termine. Sapranno quando il tempo è giunto e si incontreranno nuovamente, nel momento stabilito, per intraprendere il compito di riaprire la camera sotterranea sigillata da loro stessi tante migliaia di anni fa.
       Tuttavia, prima che Hept-Supht, El-ka ed Atlan entrino nel sotterraneo, essi dovranno disarmare le forze lasciate sul posto per proteggere le testimonianze, forze capaci di uccidere con un solo pensiero. Vi possono essere al lavoro anche altre forze, forze che cercherebbero di ostacolare i loro sforzi, preferendo che l’umanità non conosca mai la verità contenuta in quelle cronistorie. Fortunatamente questi tre non verranno lasciati da soli per compiere ciò che potrà rivelarsi un’impresa difficile. Ci saranno altri ad accompagnarli ed altri ancora a star loro vicini, i quali li aiuteranno attraverso la preghiera e li rafforzeranno col loro amore. Se questi tre rimarranno fedeli al loro proposito, supereranno ogni ostacolo e porteranno a termine il loro compito. Come sempre, il Fratello Maggiore camminerà al loro fianco e mostrerà loro la via.
       Un’interessante nota a margine riguardo a questi tre individui è la correlazione che si può trarre fra loro e i “tre che verranno dall’est” di cui si parla nelle profezie degli Hopi, perché anche le profezie degli Hopi parlano di tre persone, una delle quali è il Vero Fratello Bianco che verrà dagli Hopi dall’est, portando tavole di pietra simile a quelle date ai clan degli Hopi all’inizio del Quinto Mondo. Potrebbero forse essere gli stessi individui? Potrebbero le tavole di pietra delle profezie Hopi riferirsi a tavole che verranno trovate nella Sala delle Testimonianze, tavole che assomigliano a quelle già in possesso degli Hopi? Potrebbe darsi che l’accuratezza delle profezie Hopi sia dovuta al fatto che furono tramandate ai loro antenati dagli atlantidei che, secondo le letture, arrivarono nel nord America? Anche se questo è ipotetico, è certamente qualcosa da valutare.
       La lettura 5748-6 di Edgar Cayce citata sopra contiene uno dei pochi riferimenti al termine “razza originale”, asserendo che non sarà possibile entrare nella Sala delle Testimonianze prima della comparsa della quinta razza originale. Dalle letture sappiamo che il corpo umano attuale, definito “corpo adamitico”, rappresenta la quarta razza originale. Le prime tre razze originali corrispondono alla forma dello spirito, il corpo di luce e la forma pensiero, rispettivamente. Dato che la specie umana attuale è la quarta razza originale, la comparsa della quinta razza originale deve corrispondere a qualche tipo di cambiamento di primaria importanza nel genere umano. E’ possibilissimo che questo cambiamento si riferisca allo sviluppo della percezione multi sensoria e ai cambiamenti cognitivi che ciò porterà con sé.
       Forse una delle date future nella linea cronologica piramidale, come il 2012 o il 2020, rappresenta il momento in cui la Sala delle testimonianze verrà scoperta. Le letture dicono chiaramente che l’apertura della Sala delle Testimonianze non potrà avvenire finché “non sia giunto … il tempo pieno [enfasi dell’autrice] per il crollo di gran parte di cose come i motivi egoistici nel mondo”. (2329-3) Resta da vedere se ciò accadrà nei prossimi anni. O forse essi segneranno il culmine degli sviluppi che dovranno avvenire prima, prima ancora che potrà essere aperta la Sala delle Testimonianze. Qualunque sia la data esatta, il tempo per questa scoperta è vicino. Quando avverrà, sarà senza dubbio annunciata come la scoperta più straordinaria di tutti i tempi. Non solo sarà provata l’esistenza di Atlantide, ma sarà anche trovata una testimonianza dell’intera storia della devoluzione dell’anima nella materia, nonché una testimonianza scritta delle leggi dell’Unico Dio. L’umanità finalmente conoscerà le risposte a molte domande che ha ponderato da tanto tempo. Per adesso, però, possiamo solo sgombrare il nostro cuore dai “motivi egoistici” ed aspettare che gli altri facciano lo stesso. Fino ad allora la Sfinge continuerà a vigilare attentamente e a rimanere la sentinella silenziosa del piano di Giza.

           Il Fattore Ninive: come la profezia può essere cambiata

Dato che molte profezie hanno a che fare con eventi distruttivi di cause naturali o create dall’uomo, sorge la domanda se queste predizioni devono accadere, se c’è un modo per modificarle o anche per evitarle.
       La risposta a questa domanda viene da una storia nel Vecchio Testamento che parla di un uomo di nome Giona. Dio giunse a Giona e gli disse che la città di Ninive sarebbe stata distrutta dopo quaranta giorni per le abitudini malvagie dei suoi abitanti. Dio istruì Giona ad andare in città e mettere in guardia la gente, in modo che avessero potuto cambiare e evitare questa distruzione. Inizialmente Giona cercò di schivare questo compito salpando con una nave per allontanarsi da Ninive. In alto mare, però, la nave si imbatté in una tempesta violenta e Giona fu gettato in mare ed inghiottito da una balena.Giona trascorse tre giorni nella pancia della balena e durante quel tempo ebbe molte occasioni per meditare e riflettere. Poi la balena lo sputò ed egli fu gettato sulla spiaggia. Rendendosi conto di non poter fuggire dal controllo di Dio, Giona si recò infine a Ninive per mettere in guardia la gente. Diversamente dalla gente di Sodoma e Gomorra, tuttavia, i cittadini di Ninive diedero retta alle parole di Giona, cambiarono le loro abitudini ed evitarono la distruzione predetta. Giona, in realtà, fu sconvolto dal fatto che la città non fosse distrutta ed inveì contro Dio per averlo fatto sembrare uno sciocco, perché la profezia non si era avverata. Dio gli ricordò che era grazie al suo avvertimento che le persone avevano cambiato atteggiamenti e comportamento, modificando così lo stato o le condizioni delle cose su cui si era basata la profezia. Cambiando le condizioni, essi cambiarono la profezia.
       Le letture chiaramente sostengono la validità di questa idea, che chiamo il Fattore Ninive. “… ci sono quelle condizioni che nell’attività degli individui, nel modo di pensare ed agire, tengono spesso intatte molte città e molte nazioni attraverso la loro applicazione delle leggi spirituali nelle loro associazioni con gli individui … Le tendenze nei cuori e nelle anime degli uomini sono tali che questi sconvolgimenti possono [enfasi dell’autrice] essere provocati … non è il mondo, la terra … che domina l’uomo. Piuttosto l’uomo – osservandole leggi divine – crea l’ordine dal caos o, a causa della sua indifferenza nei confronti delle associazioni e leggi di influenza divina, porta caos e forze distruttive nella sua esperienza.” (311-10 e 416-7) Persino Nostradamus affermò che lo scopo delle sue quartine era mostrare tutti i futuri possibili aperti all’umanità. Inoltre la linea cronologica della Grande Piramide mostra chiaramente che il genere umano ha avuto la scelta fra diversi sentieri.
       La profezia dipende, perciò, da pensieri, convinzioni, atteggiamenti ed azioni “in vigore” nel periodo di tempo in cui la profezia è pronunciata. Se questi rimangono costanti nel tempo, la predizione si manifesterà. Se una o più condizioni su cui la profezia è basata cambiano sensibilmente, anche la predizione cambierà. Così una profezia può essere posticipata nel tempo, in modo che la gente possa prepararsi meglio per affrontarla, modificata in qualche modo, così che i suoi effetti siano attenuati, alterata, così che un cambiamento si manifesti in un modo diverso oppure evitata del tutto.
       Tuttavia, se questo è vero, perché si sono avverate tante profezie, come per esempio quelle di Nostradamus? La risposta potrebbe essere che, fino a poco tempo fa, gli atteggiamenti e i comportamenti non sono cambiati in modo abbastanza significativo per alterare le condizioni sulle quali sono basate le profezie e così si sono avverate. Siccome sono sempre più numerose le persone che fanno l’esperienza di cambiamenti biologici e cognitivi e diventano consapevoli del potere del pensiero creativo, più persone sono giunte alla comprensione di poter contribuire a cambiare le cose. Comprendono che se l’umanità cerca di esprimere gli attributi dello spirito e abbandona il modo distruttivo in cui ha trattato Madre Terra, allora molti cambiamenti di cui si parla nelle profezie possono essere modificati, alterati e, forse, evitati. Ora la gente capisce di poter cambiare il mondo cambiando dapprima se stessa.
       Sotto questo punto di vista è stato fatto un progresso notevole in questa generazione. I gruppi ambientali hanno fatto sforzi sinceri per raddrizzare i torti fatti alla terra dalle generazioni precedenti. Gruppi di attivisti sociali si sono impegnati a portare la gente di origini etniche, religioni, razze e fedi diverse ad una comprensione migliore. Persino i governi hanno rilasciato le loro scuse e offerto risarcimenti ai discendenti di certi gruppi che erano stati trattati male e ingiustamente in tempi precedenti. Ancora altri gruppi come Amnesty International svolgono una funzione di sorveglianza e cercano di raggiungere nel mondo il trattamento corretto ed umano di tutti gli esseri umani.
       Gli ultimi vent’anni hanno inoltre visto un prolificazione di gruppi di preghiera che sono nate in ogni parte del globo. Gruppi di preghiera e circoli di guarigione di ogni nome ed origine hanno pregato attivamente per cose come la fine dell’odio e della violenza, la pace nel mondo, la guarigione della Madre Terra e un’accelerazione del risveglio spirituale ovunque da parte degli individui. La Giornata della Terra, una celebrazione internazionale tenuta ogni aprile e la Giornata Mondiale della Preghiera per la Pace tenuta ogni Capodanno sono simboli di questo movimento che sostiene l’uso costruttivo del potere della preghiera. Non solo c’è stato un grande aumento nell’attività di preghiera, ma, cosa ancora più importante, questa preghiera non è stata fatto per se stessi ma per gli altri e per il nostro mondo. Dato che la preghiera è la forza più grande nell’universo, deve sicuramente aver avuto un effetto sui futuri potenziali disponibili per l’umanità.
       Infatti, è ciò che sembra accadere oggi. Gli studiosi delle profezie sono consapevoli che parecchie predizioni che erano attese per i primi anni ’90 non si sono ancora avverate. Secondo un consenso generale questo ritardo apparente è dovuto allo sforzo mondiale di preghiera. E’ un argomento che ha generato molte discussioni durante gli ultimi anni.
       Ci sono varie “scuole di pensiero”. Da un estremo ci sono quelli che credono che le predizioni devono manifestarsi come sono state annunciate. Credono che il momento per questi eventi non sia semplicemente ancora arrivato, anche se si aspettano che inizieranno durante questa generazione. Un portavoce per questo pensiero si trova in Gordon-Michael Scallion, le cui stesse predizioni sensitive mostrano di gran lunga più distruzione di quelle di Nostradamus o Edgar Cayce. Altri, però, hanno sollevato il dubbio sull’accuratezza della linea cronologica di Scallion. Hanno suggerito che la sua non sia in sincronia in quanto egli sta percependo il risultato finale dei cambiamenti graduali nei prossimi secoli, piuttosto che i prossimi anni. Dovrebbe essere sottolineato che molte date delle sue profezie originali sono ormai passate e i cambiamenti predetti non si sono manifestati. All’altro estremo una piccola minoranza sostiene che gli sconvolgimenti disastrosi siano già stati evitati perché la coscienza umana è stata elevata a tal punto che abbiamo ora davanti un futuro alternativo.
       Un modo di pensare più moderato accetta l’idea che alcune delle predizioni siano state evitate o modificate, mentre altre debbano ancora avvenire. Quelle che sono forse state evitate comprendono siccità e carestie in tutto il mondo e la guerra nucleare globale predetta da Nostradamus. Basandosi sui numeri delle quartine si faceva l’ipotesi che siccità e carestie avrebbero dovute cominciare nel 1986 raggiungendo il culmine nei primi anni ’90. E’ ovvio che questo non sia avvenuto nelle dimensioni indicate nelle quartine. Similmente gli anni 1991 e 1993 erano considerati candidati probabili per l’inizio di una guerra globale (nucleare) che, per fortuna, non si è verificata. Inoltre le predizioni su terremoti nel 1995, fatte durante alcune apparizioni mariane e da un visionario pelle rossa di nome Sun-bear, ora deceduto, non si sono materializzate.
       Predizioni che possono essere state modificate o posticipate comprendono la guerra di ventisette anni descritta da Nostradamus, l’aspetto mutato dell’Europa come descritto da Cayce e numerose predizioni di terremoti nella parte occidentale degli USA. E’ possibile che la guerra di 27 anni si stia manifestando come la guerra contro il terrorismo piuttosto che come guerra convenzionale che avrebbe portato una distruzione molto maggiore. Alcune persone hanno inoltre indicato la fine dell’Unione Sovietica e l’ascesa di nuovi paese indipendenti come esempi per l’adempimento della lettura che affermò che l’Europa sarebbe cambiata in un batter d’occhio. L’Europa è cambiata, la sua carta geografica radicalmente cambiata nel giro di pochi giorni. Ma la profezia si manifestò come un cambiamento politico piuttosto che geofisico.
       Inoltre, terremoti devastanti, attesi da molti per la parte occidentale degli USA per la fine degli anni ’90, non si sono avverati. Anche se, negli anni recenti, ci sono stati due grossi terremoti, essi non furono gravi come previsti, particolarmente per quanto riguarda la perdita di vite. E’ anche possibile che questi terremoti fossero stati annunciati come un ammonimento per dare alla gente il tempo per prepararsi o andare via prima dell’arrivo di terremoti più forti. Oppure possono essere anche esempi di profezia trattata con misericordia. Potete immaginare l’esito quanto a vite umane se il terremoto della California del maggio 1995 fosse arrivato durante l’ora di punta di un giorno lavorativo, piuttosto che in prima mattinata di un giorno di festa? E che cosa sarebbe successo se il terremoto di San Francisco dell’ottobre 1989 avesse colpito qualche ora più tardi, quando il Candlestick Park era gremito di migliaia di persone? E’ possibile che questo fosse il “grande teatro pieno di persone che verrà distrutto” da un terremoto colossale, come Nostradamus predisse? Non si può sapere quale sarebbe stato il danno strutturale, se lo stadio fosse stato completamente pieno (oltre 5 milioni di chili di peso in più) quando colpì il terremoto.
       Tuttavia, anche se diverse profezie sono state modificate o alterate, il pensiero generale ammette che ci sono alcune predizioni che devono avverarsi semplicemente perché l’umanità deve raccogliere i semi della distruzione e della disarmonia che ha seminato. Questi comprendono: l’inabissarsi in mare di gran parte del Giappone, il sollevarsi di terra nell’Atlantico e lo spostamento successivo della linea costiera nel Nord America e in Europa, un aumento nell’attività vulcanica in tutto il mondo, terremoti e una possibile esplosione vulcanica nella parte occidentale degli USA e uno spostamento dei poli. Rimane da vedere se queste profezie particolari avverranno come sono state predette. Forse è ancora possibile alterare alcuni di questi eventi. Il futuro, dopo tutto, è basato sulle decisioni ed azioni fatte nel presente.
                                  Alla ricerca di segni di cambiamenti

E’ insito nella natura umana voler conoscere il futuro e cercare segni indicanti che i cambiamenti predetti nelle profezie si stanno avverando. Per quanto riguarda il cambiamento geofisico, alcuni segni impercettibili indicano che i cambiamenti terrestri possono già essere in atto. Gli ultimi vent’anni hanno fatto registrare in tutto il mondo un’attività sismica in aumento. Vulcani inattivi da millenni sono entrati in eruzione senza preavviso. Gli schemi meteorologici stanno cambiando così velocemente che i meteorologi non riescono più a fare previsioni accurate. Si sono viste piogge torrenziali e inondazioni gravissime in zone mai toccate prima. Aree fredde hanno registrato temperature molto alte e aree calde hanno visto un freddo da record. E’ caduta la neve in posti che non l’avevano mai vista. Venti forti da record sono passati in molte zone e si sono verificate delle siccità prolungate in regioni prima fertili. Tutti questi eventi indicano l’inizio di molti cambiamenti terrestri previsti.
       Tuttavia troviamo nel campo sociale le prove più evidenti del cambiamento già in corso. Le nazioni del mondo non gestiscono più gli affari come quindici anni fa. Il collasso dell’imperialismo coloniale e l’ascesa di nazioni indipendenti culminò nell’abolizione dell’apartheid in Sud Africa e nel crollo dell’Unione Sovietica. Nemici di lunga data si sono seduti insieme ai tavoli della pace per cercare di trovare una soluzione al conflitto nell’Irlanda del nord. Il mondo ha inoltre visto cambiare i criteri di predominio dal potere militare al potere economico. Oggigiorno i capi delle nazioni cercano di dominare attraverso il mercato mondiale piuttosto che attraverso la conquista. E’ il paese con il sistema monetario più sano, che sia dollaro, yen o euro, a diventare una potenza mondiale, non il paese con la forza militare più grande. Oggi le alleanze non si basano sulle coalizioni militari, bensì su alleanze economiche e accordi commerciali. Le nazioni che cercano di minacciare la sicurezza del mondo vengono sanzionate con restrizioni ed embarghi economici. Sta diventando evidente che la nazione solitaria, “canaglia” non può esistere isolatamente e il successo di un paese dipende dalla sua cooperazione con altre nazioni.
       Anche se alcuni pensano che un ordine mondiale basato sulla competizione economica sia di poco più positivo di un mondo basato sul potere militare, è comunque evidente che l’umanità sta facendo un passo nella direzione giusta verso la nuova era com’è descritta nelle profezie. Via via che l’importanza del potere militare è diminuita, gli introiti fiscali che in passato sostenevano il complesso militare-industriale possono ora essere trasferiti in altri campi e forse portare ad un livello di vita migliore per tutti. C’è ancora molta strada da fare prima che la competizione economica venga sostituita dalla collaborazione reciproca, ma si è certamente fatto un passo avanti verso questo traguardo.
                                  Le Profezie come Strumento di Comprensione
       Le profezie non ci sono state date per farci paura, bensì invece come strumenti di comprensione in modo che possiamo accettare e prepararci per i cambiamenti che arriveranno. Per questo motivo queste informazioni sono state rivelate attraverso tanti canali diversi. Se siamo consapevoli della trasformazione che verrà, possiamo cominciare a prepararci per essa e forse anche già agire, cosa che aiuterà a rendere i cambiamenti meno gravi quando avverranno.
       In che modo possiamo prepararci a quel tipo di eventi sconvolgenti descritti in quelle predizioni spaventose? La risposta a questa domanda si trova nelle profezie stesse. Sebbene le parole usate possano variare, ogni profezia sostiene con enfasi che la sopravvivenza non dipende dalle risorse materiali ma dalla sintonia con la fonte spirituale – Dio – e la manifestazione degli attributi spirituali dell’anima.
       “La preparazione, quindi, deve essere spirituale.” … non, quindi, nella quantità di denari, terre, beni, case, bestiame o oro – bensì in quella capacità di servire tuo fratello sta forza, sicurezza …” (900-370) “Non in azioni possenti di valore, non nell’esaltazione della tua conoscenza o del tuo potere, bensì nella dolcezza delle cose dello spirito.” (849-11)
       Come ci prepariamo per qualunque cosa abbiamo davanti, dobbiamo anche ricordarci che nessuno è qui per caso. Questi eventi non ci vengono imposti arbitrariamente, bensì sono il risultato di scelte ed azioni fatte in tempi passati. Ogni anima presente sul piano terreno è qui perché ha fatto la scelta di incarnarsi in questo momento storico. Qualcuno è venuto per correggere errori del passato. Altri sono venuti per imparare delle lezioni che possono essere apprese in queste particolari circostanze. Altri ancora sono tornati per aiutare coloro che non comprenderanno ciò che succede intorno a loro. Ogni anima ha le sue proprie ragioni per essere qui e ha scelto di accettare le conseguenze che questi cambiamenti possono portare nella sua esperienza.
       Affrontare i cambiamenti futuri può sembrare meno spaventoso quando ci rendiamo conto che non dobbiamo affrontarli da soli. Possiamo rivolgerci l’uno all’altro e confidare nella promessa di Dio che Egli è sempre a disposizione per aiutarci e sostenerci nei tempi del bisogno. La preparazione migliore che possiamo fare è, quindi, metterci in sintonia con le Forze Creatrici. Se facciamo questo, possiamo stare certi che, quando i cambiamenti arriveranno, saremo dove dobbiamo essere e faremo ciò che dobbiamo fare, rispondendo allo scopo per cui siamo venuti con amore, pazienza e comprensione. La nostra sopravvivenza non dipende da mezzi fisici, come si pensava nel passato, bensì dall’accettazione delle verità spirituali, il paradigma del futuro.

Caverne sotto le piramidi di Giza.

Un enorme sistema di caverne, tunnel e camere si nasconde sotto le Piramidi di Giza, secondo un esploratore britannico che sostiene di aver trovato l’inferno perduto dei faraoni. Popolato da pipistrelli e ragni velenosi, il complesso sotterraneo è stato trovato nella roccia calcarea sotto le piramidi di Giza.
“Laggiù c’è un mondo in cui l’archeologia non è ancora arrivata, così come un delicato ecosistema che include colonie di pipistrelli e una specie di ragno che abbiamo identificato come ‘timida vedova bianca’”, ha detto l’esploratore britannico Andrew Collins.
Collins, che fornirà maggiori dettagli e le sue conclusioni nel libro “Beneath the Pyramids” che sarà pubblicato nel mese di settembre, ha rintracciato l’ingresso al misterioso mondo sotterraneo, dopo la lettura delle memorie dimenticate di un diplomatico ed esploratore del 19 ° secolo.
“Nelle sue memorie, il console generale britannico Henry Salt racconta come ha esaminato un sistema sotterraneo di ‘catacombe’ a Giza nel 1817 in compagnia di Giovanni Caviglia esploratore italiano”, ha detto Collins. Il documento registra due esplorazioni alle grotte con uno sviluppo di qualche centinaio di metri, sviluppate in quattro grandi sale che lasciavano accedere ad ulteriori passaggi sotterranei.
Con l’aiuto dell’eittologo inglese Nigel Skinner-Simpson, Collins ha ricostruito l’esplorazione effettuata sulla piana di Giza, localizzando l’ingresso alle catacombe andate perdute nei pressi di una tomba apparentemente non catastata ad Ovest della Grande Piramide. Infatti, la tomba è caratterizzata da una fessura nella roccia, che ha portato in una grande grotta naturale.
“Abbiamo esplorato le grotte prima che l’aria diventasse troppo consumata per continuare. Sono molto pericolose, con avvallamenti e buche invisibi, con colonie di pipistrelli e ragni velenosi”, ha detto Collins (calcando probabilmente un po' la mano).
Secondo Collins, le grotte - che sono vecchie di decine di migliaia di anni, se non centinaia di migliaia di anni - possono avere ispirato lo sviluppo del settore e la piramide egizia con la credenza in un mondo sotterraneo. “Antichi testi funerari alludono chiaramente all’esistenza di un mondo sotterraneo in prossimità delle piramidi di Giza,” ha detto Collins su Discovery News.
Infatti, Giza era conosciuta anticamente come Rostau, che significa “bocca dei passaggi”. Questo è lo stesso nome di una regione dell’antico inferno egizio noto come Duat.
“‘La bocca dei passaggi’ è senza dubbio un riferimento per l’ingresso ad una grotta e il passaggio al mondo sotterraneo” ha detto Collins a Discovery News. La scoperta di Collins è destinata ad avere un grande successo grazie all’interesse sull’Egitto in tutto il mondo.
Zahi Hawass, capo del Consiglio supremo delle Antichità dell’Egitto, ha respinto la scoperta.
“Non ci sono nuove scoperte da fare a Giza. Sappiamo tutto sulla spianata”, ha dichiarato.
Ma il commento di Collins è che, dopo approfondite ricerche, non ha trovato alcuna menzione delle grotte in tempi moderni.
“To the best of our knowledge nothing has ever been written or recorded about these caves since Salt’s explorations. If Hawass does have any report related to these caves, we have yet to see it,” Collins said. “Il meglio delle nostre conoscenze dice che non sono mai state scritte o registrate esplorazioni su queste grotte. Se Hawass non ha alcun riferimento connesso con queste grotte sarà necessario ancora andare a vedere.” ha detto Collins.

Come Sintonizzarsi sulla Frequenza dell'Abbondanza e della Gioia (How to Tune into the Frequency of Abundance and Joy)

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