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lunedì 23 febbraio 2015

paradosso teologico

Prima di pubblicare questo post vorrei chiarire la mia posizione. Da sempre mi sono considerato ricercatore della verita` perche`ritengo che l`uomo piu` ha la possibilita` di informarsi maggiore sara` la comprensione degli argomenti che lo riguardano da vicino. Per questo ci tengo a chiarire che il mio non e` un attacco alla Chiesa (come qualcuno mi ha detto) ma bensi tento di chiarire la posizione della Chiesa Cattolica proprio nel tentativo di risvegliarmi e risvegliarvi dalla prigionia dei vecchi dogmi che oramai non dovrebbero avere alcun valore. Non e` un discorso che riguarda solo la religione prendiamo per esempio la storia, alla luce di cio` che i ricercatori hanno scoperto sarebbe completamente da riscrivere ma nessuno ha il coraggio di farlo per non sconvolgere talune convinzioni che andrebbero completamente debellate dalla mente collettiva che si autolimita non progredendo. Le menti intelligenti devono avere una visione delle cose molto ampia accettando il cambiamento che non deve mettere paura ma rassicurare. L`ignoranza e` nemica della liberta`.Detto questo pubblico un post assai interessante prendendo spunto dalle contraddizioni che col paradosso, in questo caso teologico, ci dovrebbe indurre a riflessione.

Un paradosso teologico è un tipo di paradosso relativo a una data teologia, che individua o tenta di individuare una incongruità circa le asserzioni da essa formulate. I paradossi possono vertere sia sugli attributi divini, sia sulle verità dogmatiche di quella determinata religione, ma possono a loro volta appartenere anche ad altre categorie di paradossi, come quelli filosoficiL'applicazione più frequente di questi paradossi è atta a evidenziare le possibili incongruità logiche dell'impianto dogmatico, per porre dubbi sulla divinità oggetto di fede o mettere in crisi le convinzioni religiose; premessa maggiore affinché tali paradossi trovino fondamento è che tale impianto teologico, ovviamente, si rifaccia alle leggi della logica
  • Enunciato: essendo Dio onnipotente, può fare ogni cosa.
  • Paradosso: può Dio creare qualcosa su cui non avere potere?
Sia che si risponda sì alla domanda, sia che si risponda no, si dimostrerebbe che Dio non è onnipotente, o perché non è in grado di creare un simile oggetto, o perché non è in grado di intervenire su di esso. Questo paradosso vuole mostrare la contraddittorietà della qualità "onnipotenza" attribuita a Dio. Essendo Dio dotato di propria volontà e potendo tutto, può anche decidere di autolimitarsi (come fa, per esempio, permettendo il libero arbitrio). Quindi Dio potrebbe creare qualcosa e poi porre dei limiti alla propria onniscienza e onnipotenza, come appunto accade con il libero arbitrio umano: pur essendo onnipotente Dio limita sé stesso per attribuire responsabilità e libertà ai singoli. 
  • Enunciato: in quanto onnisciente Dio conosce ogni cosa.
  • Paradosso: può Dio sapere qualcosa di cui stabilisce che non si possa sapere nulla?
Supponiamo, infatti, che esista un insieme non vuoto "V" di tutte le possibili verità. Per ogni sottoinsieme S di V, e per un fissato elemento v di V, una delle due seguenti affermazioni deve essere vera:
  • L'elemento v appartiene a S .   
  • L'elemento v non appartiene a S.
Dunque, per ogni sottoinsieme S di V abbiamo definito una verità (la quale afferma appunto che v appartiene - oppure non appartiene - a S). Evidentemente, la famiglia di tutte queste verità è in corrispondenza biunivoca con l'insieme delle parti diV, e pertanto ne ha la stessa cardinalità. Inoltre, in quanto appunto costituita di verità, questa famiglia dovrebbe essere contenuta in V (poiché tale insieme per definizione contiene tutte le verità). Tuttavia, un noto risultato della teoria degli insiemi asserisce che l'insieme delle parti di un qualunque insieme V ha sempre cardinalità strettamente maggiore a quella di V. Ne segue in particolare che pure la famiglia di verità appena costruita avrà cardinalità maggiore di V, e dunque non potrà essere contenuta in esso. Perciò "V" non può essere l'insieme di tutte le verità. In modo analogo al precedente paradosso, il paradosso dell'onniscienza mostra la non-consistenza di un'attribuzione fondamentale di Dio. In termini matematici, l'ente di tutte le verità non è propriamente un insieme, nel senso che per esso non sono validi gliassiomi di Zermelo - Fraenkel. Questo paradosso, dunque, non fornirebbe una contraddizione, bensì la dimostrazione del fatto che l'oggetto formato da tutte le verità non è un insieme ma una classe propria. Essendo onnisciente Dio conosce quali sono le influenze sul futuro di certe decisioni, ma è l'uomo (a cui il futuro stesso è affidato) che le crea, decidendo quello che accadrà; Dio già conosce quali saranno i prodotti delle scelte sbagliate o meno della persona, ma non interviene,rispettando il libero arbitrio umano, perché solo nella libertà si ha la pienezza della scelta. 
  • Enunciato: in quanto onnipotente Dio può fare ogni cosa e in quanto onnisciente Dio conosce ogni cosa.
  • Paradosso: può Dio fare qualcosa di diverso di quello che già sa che farà?
In quanto onnisciente, Dio conosce il futuro, quindi sa quale azione compirà, per esempio, tra mille anni. Raggiunto quel momento, Dio non può decidere di non fare quella azione o di compierne un'altra differente, quindi non è onnipotente. Questo paradosso vuole confutare la possibilità di un intervento arbitrario sull'universo, tramite l'onnipotenza, di un dio che sia dotato anche dell'onniscienza. Dio vive al di fuori dello spazio e del tempo, egli stesso li ha creati e ne ha il dominio. Le azioni di Dio sono fuori dal tempo, la venuta di Cristo prima come l'apocalisse poi, sono avvenute e avverranno solo quando Dio deciderà, non hanno una data prefissata. Dio è onnisciente dunque conosce quali sono le conseguenze sul futuro delle libere decisioni dell'uomo che è il solo artefice del proprio futuro; Dio quindi già conosce quali saranno i prodotti delle scelte sbagliate o meno della persona e decide in base a quanto l'uomo ha liberamente scelto. Un esempio: Adamo ed Eva di fronte all'albero della conoscenza potevano decidere se obbedire o non obbedire a Dio mangiando o non mangiando il frutto proibito. In base alla loro libera scelta l'Onnipotente prenderà la sua decisione e nel caso in questione sarà la cacciata dei progenitori dall'Eden.
  • Enunciato: Essendo Dio "infinitamente buono" o puro bene, non potrà mai causare o essere il male; essendo Dio "onnipresente" è presente in ogni cosa, in ogni momento, e in ogni luogo; essendo Dio "onnipotente" può vincere contro ogni forza antagonista.
  • Paradosso: Assumendo l'esistenza del male in senso cristiano, o Dio non è onnipresente (altrimenti il diavolo sarebbe una sua parte), o Dio non è onnipotente (in quanto il diavolo esiste senza che sia sconfitto), o Dio non è infinitamente buono (poiché il diavolo sarebbe una creazione di Dio).
L'argomento del paradosso costituisce l'oggetto della disciplina teologica tradizionale chiamata teodiceaIl paradosso - o questione dell'esistenza del Male - si può enunciare anche come la contraddizione stretta tra due soli principi: quello di onnipotenza e di bontà di Dio, senza attribuire alcuna rilevanza alla questione della "presenza". In tal caso la contraddizione ha solo due termini. Il diavolo (o il male) e Dio vengono così presi in considerazione solo in quanto "princìpi causali" indipendentemente da altre loro eventuali caratteristiche. In quest'ultimo caso le considerazioni o confutazioni centrate sulla questione della "onnipresenza" non sono valide. Una proposta di confutazione comune di questo paradosso riguarda la definizione del "male". È la questione che occupa più di frequente il dibattito teologico. L'obiezione più frequente è che il male è legato al "libero arbitrio" e non sarebbe possibile senza questo. Il libero arbitrio sarebbe la proprietà per cui la volontà di certe creature dipende solo da sé stessa, e non da Dio. È facile riconoscere in questa idea una riformulazione del paradosso stesso piuttosto che una vera risposta. In senso logico causale, infatti: 1) Ha un significato affermare che una cosa, benché creata da Dio, in nessun modo dipende da Dio? 2) Il fatto di creare un essere dotato di capacità intrinseca di fare il male, e che quindi potrebbe dannarsi, non potrebbe essere di per sé essere già considerata una azione malvagia (in quanto deliberatamente pericolosa e gratuita)? 3) L'essere a conoscenza in anticipo di ogni azione che verrà compiuta nel presente e nel futuro dall'uomo, incluse le azioni malvagie e le conseguenze, non dovrebbe spingere un essere infinitamente buono come Dio a collocare direttamente tale essere in Paradiso o all'Inferno, piuttosto che fargli attraversare un'esistenza già nota? In generale: il libero arbitrio è il concetto che viene più spesso portato a confutazione del paradosso, ma questo stesso concetto è opinabile e a sua volta paradossale. L'idea che il "libero arbitrio" esista, o che la sua eventuale esistenza sia "buona", costituiscono assiomi indimostrabili, e non sono pertanto accettati da tutti. Infine, si osserva che la definizione di "male" dovrebbe essere consistente con la pratica (per esempio, tutti cercano di curare le malattie o di difendersi dalle catastrofi naturali, non considerano "male" solo le azioni prodotte da esseri umani) perciò è comunque difficile trovare una definizione di "male" che racchiude solo cose generate dal libero arbitrio, tralasciando per esempio il caso o la natura, che si assume creata da Dio stesso, e mantenere allo stesso tempo una coerenza logica di discorso. 
  • Relative all'onnipresenza di Dio. L'onnipresenza di Dio non limita la sua dimensione all'universo: un dio potrebbe esistere in un numero maggiore di dimensioni spaziali rispetto all'universo e quindi essere onnipresente senza che il Diavolo ne sia una sua parte. Inoltre non è detto che Dio sia onnipresente; ad esempio nel cristianesimo Dio è inteso come omni-agente, ma non onnipresente: ciò che Dio ha creato, ad esempio, non è considerato una sua "parte".
  • Relative all'esistenza o definizione di male. Un altro problema del paradosso è la definizione di male: supponendo come definizione di male morale il risultato delle azioni delle creature (comprendendo sia l'uomo che il Diavolo) dirette contro Dio, allora Dio non è responsabile del male morale, bensì lo sono le sue creature. Se il male morale non è "creato da Dio", ma manifestato da esseri dotati di libero arbitrio, il paradosso non è più tale.
  • Il male è permesso da Dio in quanto avendo dotato l'uomo di libero arbitrio nella possibilità di scelta al bene deve per forza esserci ,in modo reale,il suo opposto,infatti non esiste scelta cosciente e piena senza l'alternativa concreta. Il Divino ha scelto di affidare il compito di "gestire" il male, al diavolo,angelo decaduto per la sua decisione di rivoltarsi a Dio. Bene e male derivano quindi dalle scelte umane. Dio è onnipotente ma per rispettare l'autonomia decisionale non interviene, avendo appunto lasciato la piena libertà di scelta: è l'uomo che dunque decide dove indirizzare il futuro, che gli è stato consegnato.  Dio poi ha dato tutte le istruzioni all'uomo per poter scegliere in modo giusto e corretto , ma la scelta deve essere appunto libera e Dio, essendo onnisciente, conosce già in quale direzione portano le conseguenze delle diverse scelte umane.[5]Infine non si può pensare al male come semplice conoscenza senza l'esistenza reale del male stesso (sarebbe come giocare alla roulette senza la possibilità poter puntare liberamente e alternativamente o sul rosso o sul nero ) :se non ci fosse una concreta possibilità di scelta non ci sarebbe nemmeno l'esercizio pieno e completo della propria libertà, ci sarebbe solo una parvenza di libertà ,una capacità di scelta parziale e limitata.
  • In merito al problema dell'onnipresenza, si può obiettare che il Diavolo non può comunque esistere in una dimensione in cui Dio è assente, essendo Dio presente in tutte le dimensioni. Inoltre il Catechismo di Pio Xafferma cheDio è in cielo, in terra e in ogni luogo.   
    • Per quanto detto nei paragrafi sopra, i sostenitori del paradosso non considerano il concetto di "libero arbitrio" come risposta al problema del male, dal momento che l'onnipotenza è troppo "forte" come principio logico-causale, mentre la condizione di "libertà" di un'altra creatura è vista come contraddittoria.
    • Dio, essendo onnipotente in senso assoluto, avrebbe potuto lasciare la possibilità di conoscenza e scelta del bene anche in assoluta assenza del male: che umanamente si possa conoscere e definire un fenomeno solo conoscendo il suo opposto è stata una scelta di Dio. Chi contesta questa argomentazione sostiene che in realtà questa sarebbe appunto solo una semplice "conoscenza" del bene e non una "libera scelta", mentre per scegliere in modo libero e cosciente ci deve essere l'aternativa, l'opposto e non la semplice conoscenza di solo una delle due alternative quindi per lasciare il libero arbitrio all'uomo, per cui essi concludono che Dio non aveva altra scelta che permettere il male.
    • Enunciato: San Paolo nella Lettera ai Romani scriveva "Il giusto sarà salvato per la sua fede". Questa frase, secondo la Chiesa, specifica che l'uomo può salvarsi e raggiungere la salvezza grazie alle buone opere compiute in vita, il Giudizio Universale sarà il momento in cui Dio assegnerà grazia o dannazione a seconda delle gesta.
    • Paradosso: Se la salvezza del soggetto dipende dalla possibilità di scegliere autonomamente se essere dannato o no (scegliendo di compiere opere di bene), Dio non avrebbe alcuna possibilità di esercitare la sua potenza sugli uomini e gli uomini stessi sarebbero padroni esclusivi del proprio destino grazie al libero arbitrio. Tutto ciò ridurrebbe Dio a mero esecutore di una Legge superiore, ma nessuna forza o legge dovrebbe esser superiore a Dio, a meno che egli sia non onnipotente. Un dio che esista in due dimensioni temporali può essere a conoscenza di ciò che ciascuno farà e portarsi ovunque nella nostra linea temporale per raggiungere i propri scopi. Il completo libero arbitrio e la completa predestinazione è possibile in due dimensioni temporali, benché questo concetto possa essere di difficile comprensione. In realtà tale paradosso, secondo i suoi detrattori, nascerebbe principalmente da un'erronea interpretazione del passo citato. Lo stesso San Paolo scrive nella Lettera ai Romani (3, 23-24) Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Gesù Cristo. Questo passo potrebbe far pensare che tutti gli uomini saranno salvati, come ipotizzato da Hans Urs von Balthasar e Karl Rahner. La concezione di salvezza della Chiesa, a partire dalle lettere di San Paolo, non dipende dalle opere, infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui (Rm 3, 20), ma viene concessa gratuitamente, e sta al libero arbitrio dell'uomo accettarla o respingerla. Martin Lutero risolse questo paradosso affermando la predestinazione assoluta e l'inesistenza del libero arbitrio. Comunque non è assolutamente detto che Dio, avendo lasciato il libero arbitrio, diventi il freddo esecutore di una legge "superiore a lui stesso", dal momento che quella legge è stata decisa da lui medesimo. In effetti la formulazione stessa del paradosso non sembra in questo senso molto chiara. Piuttosto l'esistenza del libero arbitrio può mettere in luce la mancata onnipotenza di Dio, che così decide volontariamente di non influire sulle azioni umane.

mercoledì 4 giugno 2014

perchè lottano bene e male?

Anselm Grün è monaco dell’abbazia benedettina di Münsterschwarzach. Ha studiato filosofia e teologia ed è autore di più di 300 libri, tradotti in 33 lingue, che nell’insieme hanno venduto circa 16 milioni di copie. È uno degli autori cristiani più letti dei nostri tempi ed un esperto di psicologia, un buon conoscitore del pensiero junghiano.  In questo piccolo saggio affronta il tema del male, che rimane un mistero insondabile, inspiegabile. Così come Dio è mistero, la teologia parla del male come “mysterium iniquitatis”, di “mistero del male”. Siamo sempre più confusi e sconcertati quando leggiamo sui giornali di persone che in modo efferato uccidono o violentano altre persone. Un ragazzo timido  e all’apparenza gentile, tutto ad un tratto, violenta e uccide una ragazza. Un uomo entra in una scuola e stermina insegnanti e alunni. Una madre uccide suo figlio in fasce. Un ragazzo ritenuto normale da tutti? Come è potuto entrare il male in lui? C’era già il male in lui? Da dove viene questo male?Anselm Grün, racconta di molte persone che si rivolgevano a lui chiedendogli di liberarle dal male, “di scacciare da loro il diavolo con la preghiera e l’esorcismo: “Avvertivo la sensazione che molte delle persone che mi telefonavano volessero addossarmi la responsabilità dei loro problemi, non volessero confrontarsi con essi, ma piuttosto usarmi come guaritore che con la preghiera levasse da loro il male. Tuttavia una tale fuga dalla propria anima, indotta da motivi oscuri, non conduce affatto alla liberazione dal male, al contrario, si rimane prigionieri del meccanismo distruttivo”. La psicologia spiega il male a partire dalla biografia, dalla storia personale. Il male può nascere da eccessivi rifiuti a soddisfare i bisogni pulsionali. Oppure da ferite subite nell’infanzia: tradimenti, abbandoni, rifiuti, violenza. Le ferite ricevute e non elaborate possono trasformarsi in veleno che finisce per condannare noi stessi e gli altri. Il male può essere, per esempio, una reazione ad una ferita insopportabile, ad un dolore che non riusciamo ad accettare e ad attraversare. La psicologia tende ad andare alla ricerca delle cause nel passato per accettarle e trasformarle. Tutt’altro approccio era quello del monachesimo: “I monaci non si curano del modo in cui il male è sorto nell’infanzia, ma descrivono il male come qualcosa di presente, come attacco dei demoni; essi cercano di osservare il male come esso si presenta, di comprenderne le strutture e i modi di agire, per poterlo affrontare meglio nell’attimo presente. Questo è un aspetto importante del rapporto con il male. Ancora oggi esiste il rischio di cercare la spiegazione solo nel passato, invece di metterci di fronte a ciò che ci coinvolge. Alcuni cercano di giustificare il male compiuto ora, con la storia personale delle ferite subite nel passato e, quindi, non si assumono la responsabilità della propria vita e del proprio comportamento. I monaci ci invitano ad affrontare la sfida presente, a osare la lotta ora e a non ripiegare su fantomatici campi di battaglia del passato”. Anselm Grün  adotta la prospettiva di Evagrio, monaco cristiano del IV,  il quale parla di otto “loghismoi”, di otto “vizi” e in un libro di nove, avvicinandosi molto alla teoria dell’enneagramma, alla dottrina dei nove tipi di personalità.
I loghismoi
“I loghismoi non sono semplicemente vizi o peccati, ma pensieri o passioni influenzati dai sentimenti; nella passione è nascosta una forza, che può arrivare a dominare l’uomo, il quale a sua volta, in questo modo, cade sotto il controllo dei demoni. Tuttavia, questa forza può anche essere resa produttiva per il proprio progetto di vita e fatta diventare, quindi, una fonte di energia, che mi fa proseguire nel cammino verso Dio”. I demoni combattono con gli uomini in modi diversi, “vanno alla ricerca dei punti deboli dell’uomo, delle sue inclinazioni e preferenze e le rinforzano senza che egli se ne accorga […] il male si mimetizza da debolezza innocente o da inclinazione e tuttavia è in grado di rendere cieco l’uomo di fronte alla realtà, cieco persino di fronte alla verità”. Oppure pretendono dai monaci un’ascesi eccessiva. Il padre del deserto Poemen dice chiaramente: “Ogni eccesso proviene dai demoni”. I demoni sono privi di misura e non possiedono alcuna “discrezio”. Non sono capaci di riconoscere quando una regola deve essere adattata alle circostanze. “Nel momento sbagliato consigliano la cosa giusta, che in questo modo diventa sbagliata. Sottopongono gli uomini a regole rigide, senza pretendere in considerazione la situazione […] fissati sul rispetto rigido delle regole e così abusano del bene per condurre il monaco in un vicolo cieco, nel quale egli perde la misura delle cose  e diventa un mero esecutore della legge”. Un’altra tecnica dei demoni consiste nel provocare conflitti fra i confratelli. Possono suggerire giudizi negativi sui confratelli o a rovistare nei panni sporchi degli altri rendendo ciechi se stessi. Il padre del deserto Niceta racconta di due confratelli che decisero di condurre una vita comune promettendosi carità reciproca: “Se il mio confratello desidererà qualcosa allora lo farò”. Per molti anni tutto andò bene ed in grande armonia. “Quando il ‘Nemico’ vede che cosa succede tra loro, si mette in moto per separarli. Piazzatosi davanti alla porta, si mostra all’uno in forma di colomba, all’altro in forma di cornacchia. Allora uno dice: ‘Guarda che colomba’. E l’altro ribatte: ‘Ma se è una cornacchia’. E con grande gioia del nemico cominciano a litigare, contraddicendosi l’un l’altro, si alzano, si mettono a lottare fino a sanguinare e finiscono per separarsi. Dopo tre giorni ritornano in sé e si gettano l’uno ai piedi dell’altro e ciascuno ammette di aver visto un uccello”. “Con gli uomini di mondo i demoni combattono più per mezzo delle cose, mentre con i monaci la lotta si svolge prevalentemente facendo leva sui pensieri”. Con le persone giovani fanno leva principalmente sulle passioni fisiche, sulle pulsioni, mentre con le persone più anziane fanno leva sulla parte emozionale attraverso l’ira, la tristezza, l’indolenza, il malumore. Evagrio sostiene che il compito degli anziani sia più difficile in linea con quando sostiene Jung, perché se nella prima parte della vita l’uomo dovrebbe indirizzare l’energia delle sue pulsioni sui percorsi giusti integrando contenuti dell’inconscio personale, nella seconda metà della vita si ha a che fare con l’integrazione dell’anima e quindi dei contenuti dell’inconscio collettivo. Quello che oggi viene definito in psicologia come “fuga nella malattia” per i monaci è opera dei demoni. È importante tenere presente che quando i monaci parlano dei demoni, vogliono descrivere la realtà nel modo in cui ne hanno fatto esperienza. A tale scopo hanno a disposizione un linguaggio non ancora scisso tra immagini e concetti, ma che unificava in sé concetto e immagine, parola e simbolo. Se interpretiamo le descrizioni dei monaci come immagini che fanno riferimento ad un’ esperienza reale, allora esse possono esserci di grande aiuto per comprendere e affrontare le nostre esperienze”. Pensando ai demoni come dei “superesseri terribili” fraintendiamo quello che i padri hanno voluto trasmetterci nelle loro demonologie. “Proprio il fatto che i monaci parlino dei demoni in modo così mutevole mostra che essi non si riferiscono all’essenza dei demoni, ma al loro operato e quindi ai processi psichici”. La distinzione in tipi di demoni della dottrina di Evagrio Pontico e di Cassiano, ma presente anche in Climaco, Massimo il confessore ed altri, si riferisce agli otto vizi: gola, lussuria, avarizia, tristezza, ira, accidia, vanagloria, orgoglio.  La suddivisione rispecchia la tripartizione platonica. I primi tre vizi vengono attribuiti alla parte concupiscente dell’anima. “Corrispondono a pulsioni fondamentali e potrebbero essere attribuiti alla fase orale, anale ed edipica dello sviluppo della prima infanzia; tali pulsioni sono proprie della natura umana e non possono essere semplicemente messe da parte, ma vanno integrate, in modo tale che raggiungano la giusta misura”. I tre vizi successivi sono più difficili da tenere a freno (tristezza, ira, accidia) in quanto non si lasciano tenere a freno come le pulsioni. “Un corretto rapporto con questi vizi richiede un equilibrio ed una maturità interiori, che possono essere raggiunti solo mediante un confronto sincero con i pensieri e gli stati d’animo e con l’aprirsi a Dio senza riserve”. Gli ultimi due vizi sono ancora più difficili da combattere dato che lo spirito è il meno propenso a farsi domare. Evagrio personifica il vizio come fosse qualcosa che ci sta di fronte e che è indipendente da noi, un demone che cerca di provocare la pulsione, l’emozione. E ciascuno degli otto demoni possiede una sua tecnica. Il confronto con il demone è così il confronto con la parte oscura che ognuno ha dentro di sé, o la lotta con atteggiamenti interiori sbagliati che ci ostacolano nel cammino verso Dio e il Bene. Così il “demone della gola” induce il monaco a spezzare il digiuno piuttosto che indurre a cibarsi in modo eccessivo. La sua strategia è raffinata e si nasconde dietro intellettualizzazioni, motivi ragionevoli, razionalizzazioni che spingono il monaco a parlare ai fratelli di acciacchi e malanni che coprono lo scopo del demone. Il “demone della lussuria” induce a desiderare corpi seducenti e attacca in modo spietato i casti, per spingerli a lasciar perdere la castità, dato che in tal modo non ottengono nulla. Questo demone lavora facendo leva sulla fantasia, che riempie di immagini e pensieri impuri fino ad oscurare l’intelletto. Attacca il monaco all’improvviso suscitando in lui una passione sfrenata, “penetra nel corpo del monaco e lo incendia”. Il “demone dell’avarizia” fa temere un’età avanzata, carestie immanenti, la povertà e la vergogna che si prova a dover ricevere il necessario dagli altri. Anche in questo caso il demone non attacca i desideri, ma spaventa il monaco con una serie di motivi contro la generosità e gli fa temere la povertà. Pur non stimolando la pulsione, i pensieri così instillati producono paura e privano dello slancio interiore necessario per contenere questa pulsione a trattenere per sé. Il demone della tristezza arriva quando i desideri vengono frustrati, altre volte è conseguenza dell’ira. Si presenta mediante pensieri che hanno a che fare con il passato e se l’anima, invece di fargli resistenza li segue, allora il demone la conquista e la getta nella tristezza. Quanto più l’anima ha provato piacere nei pensieri provati in passato, tanto più verrà schiacciata e umiliata. Per Evagrio la causa ultima della tristezza è un eccesivo attaccamento al mondo. “Chi ama il mondo, proverà molta tristezza; chi invece disprezza le cose di questo mondo, troverà gioia in ogni cosa”. La tristezza indebolisce l’anima, la capacità di attenzione e di concentrazione: “Nessun raggio di sole penetra nella profondità dell’acqua […] Il sorgere del sole è una gioia per gli uomini, ma un’anima afflitta prova dispiacere anche di fronte a tale spettacolo”. Il demone dell’ira è molto violento ed Evagrio la definisce “un movimento irruente della parte più irascibile dell’anima contro chi ha commesso un’ingiustizia o sembra aver commesso un’ingiustizia. L’ira amareggia l’anima per tutto il giorno [...] trascina con sé l’intelletto soprattutto durante la preghiera […] Quando dura a lungo si trasforma in rancore, di notte provoca turbamento […]”. L’ira offusca l’animo ed è strettamente legata alla tristezza. “I pensieri di colui che è in preda all’ira sono piccoli di vipera e divorano il cuore che ha dato la loro vita”. Le emozioni violente trascinano con sé l’uomo e non gli permettono più di pensare con chiarezza perché “l’inconscio negativo penetra nella sfera della coscienza facendo leva sulle immagini più spaventose e le sottrae il controllo”. Quando la vendetta non è possibile l’ira si trasforma in rancore, in uno stato d’animo di rabbia permanente. Come dice Jung l’io perde il controllo su di sé come avviene all’origine della schizofrenia e cade in preda di un vero e proprio “sequestro emozionale”. Il demone dell’accidia è chiamato anche il demone del mezzogiorno ed è il più molesto di tutti: “Attacca il monaco all’ora quarta e assedia l’anima fino all’ora ottava”. Spinge il monaco ad andare in giro, a vedere se per caso arrivi un confratello. Instilla avversione verso il luogo in cui si vive, verso la vita che si conduce e verso il lavoro manuale. “Mette in moto tutte le sue energie per spingere il monaco a uscire dalla cella e a fuggire dal campo di battaglia”. Mentre gli altri demoni toccano solo una parte dell’anima, il demone del mezzogiorno la occupa tutta. Pigrizia, nausea, paura del cuore, angoscia interiore, disperazione e scoraggiamento spingono il monaco al sonno oppure alla fuga, verso attività frenetica, alla fretta, alla volubilità e a perdersi in tante chiacchere. Il monaco può sfiorare la pazzia perché è braccato da una sorta di depressione psichica. “L’anima ha perso la testa e si comporta come un bambino piccolo che piange incessantemente e prorompe in tali grida di dolore, come se non avesse più alcuna speranza di venire consolato”. Non si prova più gioia per la vita e tutto appare senza senso. L’energia psichica è defluita dall’io e attirata da un complesso inconscio. Come in molte depressioni endogene, nella paralisi più stagnante esiste un desiderio intenso che colui che ne soffre non osa lasciare uscire. Ma questo demone non viene seguito da nessun altro: “una condizione di pace e una gioia inesprimibile colgono l’anima dopo il combattimento” e “un uomo nuovo, più armoniosamente integrato, risuscita dalla prova”. I monaci consigliano così di resistere. Come dice Franz il complesso che è stato attivato più tardi può apparire alla coscienza e venir fuori un intenso interesse per la vita, di una direzione diversa rispetto a quella che provocava l’implosione. Il demone della vanagloria si fa largo soprattutto nell’uomo virtuoso, istillandogli il desiderio di rendere pubbliche le sue battaglie e di aspirare ad una fama umana. Questo demone si introduce di nascosto quando gli altri vizi sembrano vinti. Spinge il monaco a combattere per una motivazione sbagliata, non per Dio, ma per piacere agli uomini. Si tratta di una esaltazione dell’io e alcune persone che si identificano con ideali elevati soccombono alla tentazione di non abbandonarsi a Dio ma di sostenersi con le proprie forze. Il demone dell’orgoglio spinge tanto l’anima da “farla cadere dalla cima più elevata”. L’orgoglio è il più pericoloso dei vizi perché il monaco si ritiene come Dio arrivando a negare la propria umanità. Si finisce per gonfiarsi con contenuti dell’inconscio fino a perdere il senso della realtà. Jung definisce questo processo “inflazione”. Ci si crede un profeta, un santo, un guaritore. Negando le proprie ombre si finisce per esserne invasi. Questo conduce alla perdita di equilibrio e alla dissoluzione della personalità. L’orgoglioso cade del tutto in potere dei demoni identificandosi con i contenuti archetipici dell’inconscio collettivo. Viene posseduto totalmente. Nella crescita personale o spirituale come dice Jung il punto è se l’IO lascia posto al Sé, o cerca di possedere i contenuti dell’inconscio e in questo modo di arricchirsi. Sempre adottando la prospettiva psicologica l’Io vuole affermare sé o consegnarsi al “numinoso” e cioè al Sé, che incontra soprattutto nell’archetipo di Dio? Voglio sfruttare gli uomini e Dio a mio vantaggio oppure servire Dio e gli uomini affidandomi al suo amore? Che è poi l’imperativo kantiano della ragion pratica che pone il fratello, il prossimo, la persona che ho di fronte come fine e non come mezzo. La psicologia asiatica si è dedicata molto allo studio dei processi psichici, a mettere in rapporto le esperienze pratiche di meditazione dei monaci con le ultime scoperte scientifiche, tanto che negli ultimi decenni sono diffusi molti studi nei quali le esperienze di monaci buddisti o di maestri yoga, sono entrate in contatto con la psichiatria, la psicologia e le neuroscienze offrendoci nuove prospettive e punti di vista. Meno conosciute e non per questo altrettanto degne di nota sono invece le esperienze dei nostri monaci cristiani i quali ci hanno lasciato un bagaglio di esperienze monumentale. L’insegnamento che questi monaci ci hanno lasciato è “pratico” e riguarda più l’esperienza diretta del “rapporto con i demoni” piuttosto che la “speculazione sulla loro essenza” anche se in tali scritti ci sono delle affermazioni sulla loro natura di “angeli che si sono ribellati a Dio” e che quindi hanno come scopo quello di condurre gli uomini al male. Anselm Grün  sottolinea spesso che le affermazioni dei monaci non sono definizioni, non rispondono al tentativo di spiegare alcuni fenomeni e non aspirano nemmeno a sapere con certezza che cosa siano in effetti i demoni. I monaci utilizzano una lingua mitologica e risulta molto interessante mettere a confronto ciò che dicono i monaci con ciò che Jung ci dice dei demoni. Far dialogare questi due punti di vista ci aiuta a comprendere qualcosa di più di una realtà che può essere chiarita ma mai compresa del tutto.
Demoni, complessi e archetipi
“Jung giunge a parlare dei demoni in relazione alla sua teoria dei complessi autonomi e delle proiezioni. La proiezione è ‘il trasferimento inconscio, cioè non percepito e attuato in modo intenzionale, di un atto psichico soggettivo su un oggetto esterno’. Trasferendo i nostri desideri e le nostre emozioni su un altro, non vediamo in lui la realtà, ma piuttosto ci lasciamo ingannare dalle nostre proiezioni e dominare da esse”. Ebbene i monaci descrivono tale contenuto “oggettivo”, come inganno da parte di un demone. In tal modo “anche l’effetto delle proiezioni esterne su di noi viene definito demoniaco. Quando altri gettano su di noi le loro proiezioni, esercitano potere su di noi, al quale difficilmente riusciremo a sottrarci. Le proiezioni sono una specie di proiettile che ci viene sparato addosso da una persona malvagia, un proiettile che ci fa ammalare”. M. L. von Franz, una delle più dotate allieve di Jung descrive così l’effetto delle proiezioni esterne:“Non appena una persona getta un lembo della sua ombra su un’altra persona, viene indotta ad usare parole piene d’astio. Le parole che colpiscono l’altro come proiettili (punzecchiature e frecciate) simboleggiano un corrente psichica negativa che colui che proietta indirizza verso l’altra persona. Se si diventa bersaglio delle proiezioni negative di un’altra persona, si sperimenta l’odio dell’altra persona in modo quasi fisico, come se fosse un proiettile”. Le nostre proiezioni ci ingannano e ci attirano in loro potere, mentre le proiezioni esterne agiscono su di noi come spiriti maligni. Per Jung la causa delle proiezioni sono dunque i complessi, cioè immagini di “una situazione psichica determinata, che viene particolarmente sottolineata sul piano emozionale” la quale “dispone di una forte compattezza interna” e  “possiede un grado di autonomia relativamente alto”.  Il complesso ci spinge verso una situazione di mancanza di libertà, di pensiero e azione coatti. Alla sua origine c’è un contenuto particolarmente marcato da un punto di vista emotivo. Jung distingue il complesso dell’anima, che viene attribuito all’inconscio personale, dal complesso dello spirito che sorge invece quando determinati contenuti dell’inconscio collettivo emergono alla coscienza. I demoni per Jung “sono parti della psiche sottoposte a tensione e, dato che tali tensioni sono inconsce, spesso esse riescono ad avere il dominio sull’IO: “nel Medioevo aveva un altro nome: allora si chiamava possessione […] in linea di principio non esiste nessuna differenza fra le abituali manifestazioni dei complessi e la blasfemia selvaggia del posseduto. Si tratta solo di una differenza di gradazione”. Jung ritiene che gli Antichi, “attraverso un’interpretazione che non psicologizza i complessi, ma li descrive come esseri autonomi, come demoni, abbiano saputo riprodurre il contenuto oggettivo meglio dei tentativi moderni. Mentre Jung da medico è interessato a guarire i malati, i monaci sono interessati al corretto rapporto con i demoni e quindi al rapporto quotidiano con il male perché i demoni stanno a simboleggiare i contenuti inconsci che assalgono l’uomo che cerca di sottometterli al loro potere. “Proiettando i contenuti negativi dell’inconscio sui demoni, i monaci riescono a creare lo spazio per affrontarli, in quando pongono l’inconscio all’esterno, gli danno un nome e così si possono difendere”. La proiezione libera l’uomo dal carico delle proiezioni. I monaci svelano il meccanismo mediante il quale noi proiettiamo i nostri desideri ed emozioni sugli altri. Non è il nostro prossimo il responsabile della nostra rabbia, ma il colpevole è un demone che agisce in noi mediante le nostre emozioni e il nostro comportamento. I monaci rendono giustizia della serietà e della molteplicità delle minacce del male nei nostri confronti: “il male non può essere sconfitto con un po’ di buona volontà in quanto si presenta come un demone raffinato e dotato di tecniche sofisticate”.

Tecniche di lotta contro i demoni
Anselm Grün affronta infine l’utilizzo delle tecniche che i monaci utilizzavano per combattere contro i demoni. Il primo passo è conoscerli, prendere confidenza con la loro tecnica facendo leva sull’esperienza, osservare i pensieri e prestare attenzione alla loro durata, al loro intrecciarsi e ai loro tempi. Quale demone svolge quel compito? E quale un altro? Non appena si sono svelati i meccanismi si è già fatto il primo passo. Non serve a nulla lamentarsi, per esempio, del cattivo umore o delle proprie debolezze. È importante scoprire le cause, i fattori che le determinano. Conoscendo i pericoli è più facile difendersi. Gli psicologi consigliano di registrare il comportamento, coglierne le “frequenze fondamentali”. Evagrio dice: “Concentrati su te stesso, ricordati tutto quello che ti è successo, come è cominciato, come è continuato, in quale luogo eri quando sei stato catturato dallo spirito della lussuria, dell’ira o della tristezza e come tutto ciò è proseguito […]”. Evagrio consiglia addirittura di lasciare libero accesso in noi al demone dell’accidia per uno o due giorni, perché solo in questo modo possiamo conoscerlo e metterlo in fuga. Avendone familiarità lo conosciamo e ne sveliamo i suoi meccanismi. Antonio, un altro dei grandi padri, invita a domandare il nome al demone, a non essere codardi con i demoni e anzi a rapportarsi con loro: “Chi sei? Da dove vieni?”. Domandare nome e provenienza sollecita il monaco a prendere il proprio punto di vista e non lasciarsi trascinare semplicemente in un pensiero. Evagrio invita a portare i pensieri davanti al proprio tribunale interiore, inteso come tribunale della propria coscienza. Se fuggono sono demoni malvagi, mentre se resistono sono demoni buoni.Questa pratica è in fondo il “discernimento degli spiriti”. Osservare prima le circostanze della loro venuta e poi individuarne la natura è fondamentale per non farsi catturare nella loro strategia. Anche la psicologia dice che non appena ci “dis-identifichiamo”, chiamiamo per nome un pensiero o un sentimento, abbiamo conquistato maggiore obbiettività verso noi stessi. Una volta che il demone è stato conosciuto Evagrio consiglia l’utilizzo del metodo delle “parole contro”, non frasi partorite dalla mente del monco che potrebbe essere quindi “invaso” dal demone stesso, ma frasi ispirate, tratte dalle sacre scritture che possono essere impegnate nella lotta, soprattutto versetti tratti dai Salmi.  Tali frasi, di cui Evagrio presenta un’ampia raccolta, non sono tratte a caso, ma in esse è già presente il superamento del pensiero che ci incalza. Siccome la parola non è del monaco, ma è “parola di Dio”, è Dio che combatterà a fianco del monaco nella lotta. Anche il canto dei salmi rasserena l’anima e produce pace. Questo è l’arma vincente del combattimento perché si fonda sull’umiltà del monaco. Non siamo noi a vincere il combattimento, ma è Dio stesso che interviene con la sua parola e fa fuggire il demone. Ecco un elenco di “parole contro” tratte dalla scrittura: Contro il demone dell’avarizia che mi fa temere un futuro di povertà: “Il signore è il mio pastore, nulla mi mancherà” (Sal 31,1) Contro il demone della lussuria che mi instilla pensieri impuri: “Via da me voi tutti che operate iniquità! Poiché il signore ha udito la voce del mio pianto; ha udito il signore la mia implorazione” (Sal 6,9 s) Contro il demone della tristezza che fa intimorire l’anima e instilla la paura di essere abbandonata: “Il Signore tuo Dio è un Dio misericordioso, non ti abbandonerà e non ti distruggerà (Dt 4,31); Contro il demone dell’accidia e i pensieri di sfiducia: “Confida nel signore e opera il bene” (Sal 37,3); “Egli mi farà uscire alla luce e vedrò le sue meraviglie” (Mic 7,9) Contro il demone della vanagloria: Non parlare alle orecchie di uno stolto” (Prov 23,9) Contro il demone dell’orgoglio: “Chi va coi sapienti diventa sapiente” (Prov 13,20); “Non prestare attenzione a tutte le parole che si diconom perché non ti capiti di sentire il tuo servo parlar male di te (Qo 7, 21)
 
I segni della vittoria sui demoni
 
I segni della vittoria sui demoni vengono descritti in modo diverso dagli autori monastici. Per Cassiano è la purezza di cuore, per Benedetto è l’umiltà, per Atanasio la serenità e l’equilibrio, per Evagrio l’impassibilità. Jung direbbe che “l’uomo ha ritrovato il proprio Sé, è diventato consapevole del nocciolo della propria persona, ha in sé un immagine del proprio Sé”. Essere liberi da immagini che provengono dall’esterno, dai condizionamenti, dalle suggestioni, dalle fantasie è un segno di una sufficiente integrazione con l’inconscio. Evagrio dice: “Come lo specchio non è macchiato dalle immagini che riflette, così l’anima che ha raggiunto l’impassibilità non viene macchiata dalle cose di questo mondo”. Chi ha affrontato il proprio passato, il proprio dolore e così la storia della pripria vita, in modo che le sue ferite non provocano più turbamento, amarezza e risentimento, può raggiungere finalmente il centro del proprio essere e li trovare Dio, pregarlo senza distrazioni. Infatti, siccome il nostro passato è stato “risolto”, i demoni non possono più usarlo per turbarci e spaventarci. In questo modo possiamo vivere finalmente nel presente e stare finalmente con Lui, dimorare nella sua tenda per lunghi anni.

sabato 3 maggio 2014

Demonologia





CHI SONO I DEMONI
Spesso le classificazioni si sono fondate a contraltare delle gerarchie degli angeli, soprattutto ad opera di teologi e scrittori cristiani. Basandosi sugli scritti di San Paolo si pensò che la corte angelica, divisa per la prima volta nel IV secolo, fosse costituita da tre gerarchie, ognuna delle quali a sua volta comprendeva un certo numero di categorie; così fu fatto anche per i demoni. Nel V secolo i demoni furono divisi in cinque categorie, quattro aggregate agli altrettanti elementi fondamentali (acqua fuoco aria terra), la quinta residente nell'aldilà. Nell'XI secolo secondo Michele Psello i demoni si dividono in cinque classi alle quali se ne aggiunge una sesta riferita ai demoni ombra, dall'aspetto di fantasmi. Sant'Agostino riuniva tutti i demoni nella sesta categoria dello Psello. Durante il Medioevo e il primo rinascimento, per il rinnovato interesse verso le arti magiche e lo sviluppo di una stregoneria tutta europea, fu necessario tracciare dei sistemi di gerarchie più organizzate, che delineassero l'esatta posizione e caratteristica di ogni immaginabile demone. La lista più famosa è quella fornita dal medico e mago inglese Johann Weyer nel suo "Pseudomonarchia daemonum" (1563), secondo cui i demoni erano 7.409.127, comandati da settantanove principi e specificando l'aspetto e il carattere di ciascun demone. Molte furono le enumerazioni dei demoni in quel periodo ed ogni demonologo forniva la propria basata su sistemi numerologici differenti. Di grande interesse è anche l'elenco contenuto nel grimorio anonimo Lemegeton (o Clavicula Salomonis). Trattandosi di un manuale operativo, il grimorio specifica le attitudini di ogni demone e il modo per evocarlo.

All'inizio del 1800 l'inglese Francis Barrett pubblicò un libro intitolato il mago, nel quale propose la seguente classificazione ottenuta dividendo tutti gli spiriti maligni in nove gradi:
falsi dei o demoni che vogliono essere adorati
spiriti mendaci che ingannano gli uomini con divinazioni e predizioni
vasi di scelleratezza o vasi di collera, inventori di cose malvagie
vendicatori del male
ingannatori
potenti dell'aria
furie
accustori o inquisitori
templari o seduttori
Nella schiera di demoni la distinzione fondamentale è quella tra "incubi" (dal latino "incumbere" = giacere sopra) e "succubi" (dal latino succumbere= giacere sotto).

I primi erano considerati di genere maschile e si pensava che visitassero le donne durante il sonno e si posizionassero sopra esse inducendole al peccato di lussuria; esisteva però un altro genere di demoni incubi (identificati in forma di folletti o piccoli mostri) che si pensava si sedesse sul petto degli uomini impedendo loro la respirazione (spiegazione delle apnee notturne). Per quanto riguarda i demoni succubi, questi avevano aspetto femminile e visitavano il sonno degli uomini anche qui per indurli al peccato di lussuria con essi. In qualche caso si riteneva che questi amplessi tra uomini, donne e demoni fossero fertili, quindi che esistessero dei figli dei demoni; il più celebre tra essi è, nel libro "An admirable story", il conte Phantomhive. Esistono raffigurazioni di questi demoni, la più celebre è probabilmente quella del pittore tedesco John Henry Fuseli L'incubo'. Secondo diverse tradizioni e leggende, la morte di un demone può avvenire in diversi modi: 1.Trapassandolo con una spada con l'elsa a forma di croce e bagnata con acqua santa. 2.Attirandolo su terra consacrata (verrebbe incenerito all'istante) 3.Espondendolo alla luce proveniente da una croce. 4.I proiettili benedetti da un santo riuscirebbero a ucciderlo (se colpito da proiettili "normali" ritornerebbe in vita). 5.Durante lo scontro con un demone di più alto grado nella gerarchia infernale, o, ancora, durante il combattimento con un demone appartenente ad un elemento contrario (esempio: "demone di fuoco" vs. "demone d'acqua"). 6.Colpendolo con oggetti provenienti da una chiesa.



CLASSIFICAZIONE DEI DEMONI
Secondo la Cabala esistono sei categorie di demoni:

Demoni del Fuoco: abitano le regioni più lontane degli Inferi.
Demoni dell’Aria: dimorano e volano intorno agli uomini.
Demoni della Terra: essi si mescolano agli uomini con il compito di tentarli e ammaliarli.
Demoni dell’Acqua: vivono negli oceani, nei mari e nei fiumi provocando burrasche e naufragi.
Demoni Sotterranei: si celano nei pozzi e sono la causa di terremoti e delle eruzioni vulcaniche
Demoni delle Tenebre: devono il loro nome al fatto che vivono lontani dal sole.
La Cabala divide queste categorie di demoni in 10 gruppi, ciascuna comandata da un demonio particolare:

THAMIEL: i bicefali. Spiriti in rivolta dominati da Moloch.
CHAIGIDEL: Spiriti di menzogna guidati da Belzebù e da Bodon.
SATARIEL: i velatori. Spiriti della falsità, retti da Lucifugo.
GAMCHICOLH: i Perturbatori di anime. Spiriti impuri governati da Astaroth.
GALB: gli Incendiari. Spiriti della collera dominati da Asmodeo.
TAGARIRIM: i litigiosi. Sono gli Spiriti della discordia guidati da Belphegor.
HARAB SERAPHEL: i corvi della morte. Spiriti ribelli governati da Baal.
SAMAEL: i battaglieri. Spiriti della ferocia guidati da Adramelech.
IAMALIEL: gli Osceni. Spiriti capeggiati da Lilith.
RESHAIM: i malvagi. Spiriti crudeli governati da Nahenia.
DRAKROLLIL: i Draghi della Morte. Spiriti della Morte governati da Abraxas.



I NOMI DEI DEMONI
ABIGOR: è un duca,da insegnamenti sulle arti belliche, predice il futuro e comanda sessanta legioni.
AGARES: è un duca,lo si evoca rivolti ad est poichè comanda le legioni orientali;
richiama chi è fuggito e impedisce le fughe,insegna qualsiasi tipo di lingua, le sue legioni sono trentuno.
AINI: è un duca,ha la facoltà di rispondere a domande su argomenti ignoti,concede l’astuzia,comanda ventisei legioni.
ALLOCEN: è un duca,risponde a domande inerenti l’astronomia, predice il futuro,comanda trentasei legioni.
AMDUSCIAS: è un duca,fornisce al mago spiriti familiari per assisterlo,comanda ventinove legioni. AMON: è un marchese,riconcilia i nemici e causa l’amore, predice il futuro,comanda quaranta legioni.
AMY: è un presidente,conosce la scienza e l’astrologia, comanda trentasei legioni.
ANDRAS: è un marchese,insegna a combattere i nemici, alimenta le discordie,è un demone distruttivo, comanda trenta legioni.
ANDREALPHUS: è un marchese,sotto il suo dominio sono la matematica e la geometria.
ANDROMALIUS: è conosciuto sia come duca che come conte, aiuta il mago a ritrovare le cose perdute e i tesori nascosti.
ASMODEUS: è uno dei diciotto re,induce alla lussuria, semina orrore e caos,conosce la matematica e il segreto dell’invisibilità.
ASTHAROT: è un un conte, ha la facoltà di insegnare al mago ogni segreto sulle arti e sulle scienze, rivela i luoghi dei tesori nascosti. BAAL: è un re,insegna ogni genere di conoscenza, comanda sessantesei legioni.
BALAM: è un re,conosce presente,passato e futuro, il segreto dell’invisibilità,comanda quaranta legioni.
BARBATOS: è conosciuto come duca e come conte, può riunire la gente in amicizia,conosce i tesori occultati e rivela il futuro,comanda trenta legioni.
BATHIN: è un duca,conosce e insegna al mago le virtù delle pietre preziose e delle erbe magiche, comanda trenta legioni.
BELETH: è un re, ha la facoltà di riunire le persone in amore.
BELIAL: è un re, procura al mago onori e favori, l’appoggio dei potenti, è una delle energie più forti,si dice sia sorto subito dopo Lucifero, comanda ottanta legioni.
BERITH: è un duca,aiuta il mago ad ottenere gioie ed onori, tra le sue facoltà vi è quella di mutare i metalli in oro.
BIFRONS: è un conte,sotto il suo dominio sono la matematica,l’astrologia le virtù delle pietre e delle erbe magiche, comanda ventisei legioni.
BOTIS: è conosciuto sia come presidente e come conte, favorisce la riconciliazione e risponde a domande sul futuro.
BUER: è un presidente, conosce le virtù delle erbe medicinali, la filosofia, la logica, può concedere felicità e salute, comanda quindici legioni.
BUNE: è un duca, concede saggezza, ricchezza e possedimenti, comanda trenta legioni.
CAIM: è un presidente, rivela il futuro e conosce il linguaggio degli animali.
CIMERIES: è un marchese, ha il potere di rendere le persone abili in guerra, sotto il suo dominio è la letteratura, rivela i luoghi dei tesori e delle cose perdute.
DANTALIAN: è un duca, ha il potere di influenzare la mente delle persone secondo il volere del mago, sotto il suo dominio sono arte e scienza, rivela i segreti nascosti nel profondo degli uomini e delle donne.
DECARBIA: è un marchese, insegna le virtù delle piante e dei minerali, fornisce al mago gli spiriti familiari.
ELIGOR: è un duca, ha il potere di causare le guerre e quello di creare amore fra due persone.
FLAUROS: è un duca, fornisce al mago la protezione contro energie negative, ha il potere di annientare i nemici mediante il fuoco, rivela il futuro.
FOCALOR: è un duca, ha il potere di causare la distruzione dei nemici per annegamento, ha il potere sui mari, comanda trenta legioni.
FORAS: è un presidente, ha il potere di far restituire le proprietà perdute, conosce le arti e le virtù delle piante legate alla magia, conosce le locazioni dei tesori nascosti.
FORNEUS: è un conte,conosce le arti e le lingue, lega in amore qualsiasi nemico.
FURCAS: è un duca,sotto il suo dominio sono la filosofia e le scienze.
FURFUR: è un conte,favorisce l’amore di coppia e quello coniugale, comanda ventisei legioni.
GAAP: è un presidente,ma è conosciuto anche come principe, può causare amore e odio fra due persone.
GMYGYN: è un marchese,ha il potere di fare da tramite fra il mago e le anime dei morti,insegna le scienze.
GLASYALABOLAS: è un presidente,sotto il suo dominio sono tutte le scienze,rivela il futuro,conosce le arti relative ai delitti.
GOMORY: è un duca,fa acquistare al mago l’amore di qualsiasi donna, è l’unico demone che generalmente si presenta in sembianze femminili.
GUISON: è un duca,fornisce onori e posizioni di comando, rivela il futuro e muta l’odio dei nemici in amore.
HAGENTI: è un presidente,conosce l’arte di tramutare i metalli in oro.
HALPAS: è un conte,ha il potere di scatenare le guerre, è interamente distruttivo verso i nemici.
IPES: è un conte ma è conosciuto anche come principe,
fornisce al mago spirito e coraggio,rivela il futuro.
LERAJIE: è un marchese,combatte in favore del mago,distrugge i nemici.
MALAPHAR: è un duca,ha il potere di curare tutte le malattie, aiuta i ladri,rivela il futuro.
MALPAS: è un presidente,può realizzare qualsiasi desiderio.
MARCHOSIAS: è un marchese,conosce le arti belliche e fornisce aiuto nelle guerre,rivela il futuro.
MORAX: è conosciuto sia come conte che come presidente, conosce l’astrologia e le virtù delle erbe e delle pietre.
MURMUR: è conosciuto sia come duca che come conte, fa da tramite al mago con le anime dei morti, fornisce onori conosce la filosofia e rivela il futuro.
NABERIUS: è un marchese,ha il potere di far restituire onori al mago che ne è stato privato,conosce la virtù della logica.
ORIAS: è un marchese,concede onori,tramuta gli uomini e la loro forma se gli viene chiesto,insegna l’astrologia.
OROBAS: è un principe,sua facoltà è quella di far riconciliare i nemici, conosce il futuro,comanda venti legioni.
OSE: è un presidente,causa allucinazioni e follia, tramuta in qualsiasi cosa l’aspetto dei nemici del mago che lo evoca, conosce tutte le arti e le scienze.
PAIMON: è un re,fa acquistare onori e dominio sugli uomini, conosce le arti e le scienze,fornisce al mago gli spiriti familiari.
PHOENIX: è un marchese,obbedisce ad ogni ordine del mago, sotto il suo influsso sono la poesia e la letteratura,rivela il futuro.
PROCEL: è un duca,conosce le scienze e la matematica.
PURSON: è un re,conosce le locazioni dei tesori,rivela il futuro e fornisce gli spiriti familiari.
RAUM: è un conte,provoca l’amore fra due persone e riconcilia i nemici, ruba in favore del mago.
RONOBE: è un conte ma è conosciuto anche come marchese, conosce le lingue,rende amici i nemici.
SABNAK: è un marchese,conosce le arti belliche, fornisce aiuti nelle guerre e nelle arti militari, distrugge i nemici di chi lo evoca.
SALEOS: è un duca,sua facoltà è quella di causare l’amore fra persone di sessi opposti.
SCOX: è un marchese,ruba denaro in favore del mago, combatte i nemici rendendoli sordi e cechi.
SEERE: è un principe,ha il potere di far accadere qualsiasi cosa all’istante.
SOLAS: è un principe,conosce la virtù delle piante e dei minerali, insegna l’astrologia,comanda ventisei legioni.
SYTRY: è un principe,causa l’amore fra uomo e donna,fa nascere la lussuria.
VALAC: è un presidente,ha il dominio sui rettili, conosce le locazioni dei tesori nascosti.
VALEFOR: è un duca,rivela tutto ciò che è ignoto a chi lo evaca, suo potere è quello di curare qualsiasi malattia.
VAPULA: è un duca,sotto il suo dominio sono tutte le arti e i misteri. VEPAR: è un duca,ha il potere sul mare e causa la morte per annegamento.
VINE: è un marchese,conosce tutti i segreti e li rivela al mago, insegna le arti belliche ed appoggia i suoi favori in battaglie e guerre.
VUAL: è un duca,fa acuistare amicizie ed onori,rivela il futuro.
ZAGAN: è un re,conosce i segreti dell’alchimia,comanda trenta legioni.
ZEPAR: è un duca,causa l’amore fra i due sessi, muta l’aspetto degli uomini,rivela il futuro, comanda ventotto legioni.
LUCIFERO: è il demone principale più conosciuto, il suo nome deriva dal latino e significa “portatore di luce”,suo è ogni potere e ogni conoscenza.
BELZEBUB: più conosciuto col nome di Belzebù è una fra le energie più potenti,il suo nome significa “signore” (Bel) “delle mosche” (zebub), si manifesta con un ronzio simile a quello provocato da una mosca, è interamente distruttivo,combatte i nemici di chi lo evoca.
BELFAGOR: “Signore della grande voragine” sua è ogni tipo di conoscenza,rivela segreti, sotto il suo dominio sono tutte le scienze occulte.
PAN: è il demone rappresentato da un caprone, la versione pagana di Satana,egli rappresenta la conoscenza ed il “tutto”.
ARIOCH: è un principe,sotto il suo dominio sono le arti belliche, è “il vendicatore per eccellenza”.
ALASTOR: è un principe,esegue ogni volere di chi lo evoca, vendica dei torti subiti.
DAGON: conosciuto anche con il nome di Dagone, è un principe il suo potere è quello di influire la mente dei nemici.
PLUTOS: è un principe,fa da tramite fra l’evocatore e le anime dei trapassati,conosce il futuro.
KYRA: è una duchessa,le sue caratteristiche sono simili a quelle di Lilith (la parte femminile di Satana) sotto il suo dominio sono l’amore,la lussuria, è rappresentata come una vampira con lunghi capelli neri.
PAZOOZOO: è un duca,le sue origini sono sumere, comanda le invasioni di cavallette è egli stesso rappresentato come un’enorme cavalletta.
PUKALLUS: è un duca,ha il potere sui mari,conosce il futuro.
NETHUNSHIEL: è un duca,rivela ogni segreto ignoto al mago, sotto il suo dominio sono tutte le attività commerciali.
CERBERO: è un conte,ha il potere di proteggere le persone deboli, protegge contro gli attacchi occulti,vigila sulle abitazioni.
PROSERPINA: è una contessa, come la maggior parte dei demoni femminili induce alla lussuria.
HAIWAS: è un conte,offre aiuto al mago nelle operazioni occulte, risponde a domande inerenti al futuro.
KOBAL: è un conte,sotto il suo dominio è l’arte,la pittura e tutto ciò che è raffinato,induce alla lussuria

Angeli

Angeli decaduti.




Negli Scritti per angeli caduti sono indicati quegli angeli che, esercitando il loro libero arbitrio, decidono di allontanarsi d Dio. Convinti di essere sufficientemente indipendenti ed abbastanza potenti da eguagliarLo, si mettono al servizio di chi per primo abbandona deliberatamente la Luce Suprema. Questi angeli, diventati demoni – spiriti maligni – vengono cacciati dal Regno dei Cieli, e finiscono per risiedere negli inferi, oppure, come sostengono alcun,i tra il cielo e la terra. Il loro compito principale sembra diventare: impedire all’uomo di  alzare lo sguardo verso Dio. Infatti compito dei demoni è strappare le anime degli uomini alla Grazia Divina, tentandole in ogni modo e con ogni mezzo. Sebbene il loro potere non sia infinito, come non lo è quello del loro capo, operano sulla volontà dell’uomo facendo leva sulle sue  debolezze, per indurlo alla distruzione di sé e del mondo terreno. Famoso è il brano dell’Apocalisse (12,7-9) che racconta della ribellione di Lucifero ed i suoi seguaci, della battaglia nei Cieli e della cacciata di questi per merito di Mikael (Michele Arcangelo) ed il suo esercito angelico. Poichè ogni cosa esiste in Terra per mezzo del suo contrario, essi sono l’Ombra angelica della Lu
  • LUCIFERO: il cui nome significa: Portatore di luce. Capo della ribellione, primo fra gli angeli caduti è stato forse un cherubino. Il principe delle tenebre è stato denominato nella storia delle diverse religioni con molteplici appellativi: Beelzebul, Behemoth, Belial, Leviatano (una delle forme in cui si manifesta secondo il cristianesimo), Mefistofele (mentitore o distruttore) e più comunemente Satana (l’avversario di Dio) o il Diavolo. Viene spesso raffigurato come un mostro o con attributi animaleschi: corna, coda, zoccoli, ecc., nell’atto di ingoiare uomini o le loro anime. Questa rappresentazione iconografica è stata però diffusa solo nel Medioevo. La prima descrizione del Diavolo, infatti, ci perviene da papa Gregorio I. Satana non viene mai descritto “fisicamente” nemmeno nei Testi antichi. Negli Antichi testi ebraici come nel Vecchio Testamento si fa riferimento a Lucifero solo come un angelo membro della corte angelica, aggressivo e particolarmente deciso nell’attuare la Volontà divina. La figura di Satana come demone e della sua schiera di angeli caduti è citata per la prima volta nell’Apocalittica. In tale visione dualismica del mondo, infatti, a Dio (corrispondente al Bene, alla giustizia e alla vita) è contrapposto il Diavolo (simbolo della morte e del peccato). Il Bene ed il Male sono considerati forze cosmiche reali che operano nel mondo influenzando tutta l’umanità. Il nome SATANA, dalla radice ebraica STN, significa oppositore, avversario, e la parola DIABOLOS in greco indica colui che ostacola.
  • ABBANDON: nome che significa “rovina”, è un demone che governa le cavallette per il Regno infernale.
  • ACIEL: demone con la velocità del pensiero ed invocato per la sete di denaro.
  • ASMODEO (o Asmodai): secondo la tradizione è il demone più malvagio. Associato alle ore nell’astrologia Medioevale.
  • ASTAROTH: un principe dell’inferno con la capacità di veggente conosce presente, passato e futuro. Rappresentato a cavallo di un drago con un serpente tra le mani.
  • BAAL: un principe dell’inferno con sede ad oriente. Raffigurato con tre teste: umana, di rospo e di gatto.
  • BAPHOMET(o Baffometi): demone con molte teste. Secondo leggende storicamente discutibili i monaci templari doveva baciare il suo idolo per entrare nell’ordine (essendo i templari ad esclusivo servizio di Dio è veramente poco probabile e contraddittorio).
  • FORRAS: un principe infernale a conoscenza dei segreti delle erbe e delle pietre, invocato dagli stregoni per ritrovare oggetti smarriti e tesori.
  • INCUBO: demone che tormenta le donne durante il sonno.
  • LILITH: “la notturna”: demone, assimilabile alla figura del vampiro, che agendo nelle ore notturne succhia il sangue agli uomini. Questa concezione di Lilith demone vampiresco è tramandata dall’eopca dell’Inquisizione della Chiesa papale. Per la tradizione sumera la stessa Lilith è invece una dea, capostipite di una delle dinastie graaliane. La stessa idea della vampiressa deriva forse dalla modalità di svolgimento di alcuni riti delle sacerdotesse Annunaki graaliane. La figura di Lilith in questo caso è associata al fiore di giglio, da cui deriva il suo nome stesso.
  • DIANA e LAMIA: succube perverse di Lilith. Lamia è rappresentata come una civetta con la capacità di volare di notte.
    Anche in questo caso per le più antiche culture religiose, DIANA è una dea, la dea della caccia e rappresenta tutti gli elementi positivi delle forse Lunari; mentre LAMIA è la regina Libica amante di Giove e per questo punita da Giunone e trasformata in un mostro con la pelle a scaglie ed il viso e il petto di donna.
  • MAMMON: demone della brama di possesso e guadagno.
  • MARCHOCIAS: angelo che si ribellò al fianco di Lucifero, è rappresentato con le ali di grifone e la coda di serpente.
  • MAZZIKIN: spiriti maligni che tentano gli uomini.
  • SAMAEL: secondo una corrente di pensiero sarebbe l’altra faccia di Camael, per l’ebraismo un demone tentatore, forse Satana stesso, e per altri ancora l’angelo della morte a cui viene attribuita una relazione particolare con Lilith.
  • SE’IRIM: (o satiri): demoni dalle caratteristiche animali simili a caproni.
  • SUCCUBO: spirito maligno femminile che nel sonno molesta i maschi.
  • ZAZAEL: demone che regna sul pianeta Saturno.
  • AZAZEL e SAMYAZA: Azazel è uno dei Nephilim, gli Angeli guardiani descritti nei libri di Enoch. Questi Angeli osservatori furono mandati sulla Terra dal Creatore col compito di insegnare agli uomini le Scienze, ma Azazel in particolare condivise una parte dal Sapere Superiore con l’umanità che quest’ultima non era ancora in grado di gestire, creando così orrore e morte sulla terra. Si narra che Michele, insieme a Gabriele e Raffaele, abbiano colto le preghiere degli uomini giusti e le abbiano portate fino a Dio. pur purificare il mondo ormai sull’orlo della distruzione il signore mandò piogge e alluvioni, dopo aver affidato ad un uomo, Noè, il compito di mettere in salvo le specie e gli uomini onesti che avrebbero rigenerato la stirpe umana. Su Azazel e gli angeli suoi servitori ricadde il peso della responsabilità di aver portato l’Apocalisse sulla terra. Secondo la tradizione Azazel viene legato e abbandonato nel deserto. Anche Samyaza, capo dei Nephilim, venne accusato di aver condiviso con gli uomini parte della Scienza segreta non gestibile dall’umanità stessa. Secondo la tradizione sumero-mesopotamica i Nephilim sono grandi uomini di Scienza.

Angeli conosciuti.





  • METATRON Angelo misterioso di cui non si conosce molto. L’interpretazione del suo nome, sebbene incerta, indicherebbe l’angelo che siete alla destra di Dio, il suo braccio destro. Colui che come Dio ha molti nomi. Indicato anche come l’Angelo Liberatore, nelle dottrine mistiche è collegato alla Sephira ( prima emanazione divina). Compiti: Non compare nelle sacre scritture ma nella tradizione ebraica. Sembra che intessa per Dio delle ghirlande con le preghiere che raccoglie dagli uomini, e partecipi al disegno di ogni essere umano infondendogli l’anima.Iconografia: E’ rappresentato con il volto spendente, una canna e una corda.Episodi famosi: Accompagna gli ebrei durante la peregrinazione nel deserto, durata 40 anni. Colui che ferma la mano di Abramo nell’atto di uccidere il figlio Isacco. Guida di Enoch, quando giunto in Cielo diventa scrivano celeste.
  •  ADONAI Angelo della Luce. Compiti: possiamo definirlo il messaggero di Dio rispetto agli altri angeli.
  • ANAELE (Haniel o Hamiel) Compiti: Arcangelo patrono di tutto ciò che è bello e artistico, potente contro le forze del male dona anche determinazione.
    Iconografia: Rappresentato con un vestito rosa con rose bianche.
  • ARATRON Sembra essere uno dei sette Spiriti celesti insieme a Haget e Och, quest’ultimo dona sapienza e salute.
    Compiti: patrono della magia, dell’alchimia e della fisica.
  • OPHIELARIEL- CASSIEL Anche lui protettore degli alchimisti | Spirito dell’aria e protettore degli animali | Patrono del regno minerale e protettore degli anziani.
  • BETOR Uno dei sette Spiriti celesti.
    Compiti: trasportare oggetti da un luogo all’altro e prolungare la vita a coloro cui Dio lo concede.
  • BINAEL Appartiene al coro dei Troni.
    Compiti: ampliare le prospettive, i punti di vista e mettere ordine nella confusione.
    Iconografia: raffigurato in colori lucenti con carta e penna.
  • PHALEC-PHUL Sembrano far parte degli Spiriti celesti.
    Compiti: Il primo sovrintende alla pace, dona guarigione ed è il protettore di chi viaggia in mare. Il secondo alle arti belliche.
  • AZAZIEL Forse fra il gruppo degli arcangeli minori, come Hesediel.
    Compiti: appartenete alle Donazioni, dona benessere e riposo.
    Iconografia: raffigurato con 4 ali, un vestito porpora, uno scettro e una corona.
  • RAZIEL Un cherubino forse appartenente anche alla schiera degli arcangeli.
    Compiti: ispirare quando le difficoltà sembrano irrisolvibili.
  • SACHIEL- MELCHISEDEK- ADONAI -ZACCARIELE Angelo del folclore, del canto e della resurrezione. | Arcangelo che dona ricchezza, benessere, successo. | Angelo della Luce, possiamo definirlo il messaggero di Dio rispetto agli altri angeli. | Forse un arcangelo.
  • SANDALPHON Per la religione ebraica un arcangelo.
    Compiti: sovrintende ai quattro elementi (aria, acqua, fuoco, terra) e decide il sesso dei bambini nascituri.
  • MORONI Angelo che apparse a Joseph Smith per indicargli dove trovare le tavole d’oro, la cui traduzione è riportata nel Libro di Mormon. In seguito Smith fondò “La Chiesa dei Santi degli ultimi giorni”. Egli descrive l’angelo come senza ali e avvolto in una lunga veste, un essere di Luce abbagliante.
  • ISFRAELE Angelo incarnato che diventò re di Salem e diede vita a un grande progetto missonario in tutto il mondo. Servitore di El Elyon gli viene attribuita la paternità dei sette Angeli della Presenza Divina, gli Elohim.
  • KASHDEJAN Indicato da Enoch come un angelo guardiano che insegna agli uomini la medicina; scienza a sua volta appresa da un serpente sapiente di nome Taba’et.

Angeli di luce.





Secondo la Cabala esistono settantadue angeli suddivisi per periodi di reggenza, ai quali corrispondono altrettante preghiere.


21-25 marzo EHYAH (VEHUIAH)-Dio Elevato
Intraprendenza, coraggio, doti curative, introspezione, razionalità.
 26-30 marzo JELIEL-Dio Caritatevole
Carità, socievolezza, armonia nelle coppie, fedeltà coniugale, amore universale, pace, verità.
 31 marzo-4 aprile SITAEL-Dio di Speranza
Protezione dal male e negli incarichi di grande responsabilità, forza fisica, tolleranza, armonia.
 5-9 aprile ELEMIAH-Dio Nascosto
Successo professionale soprattutto musicale, protezione dai ladri e dagli incidenti nei viaggi, costruzione del proprio destino, pace interiore, capacità di reazione alla sofferenza ed alle avversità.
 10-14 aprile MAHASIAH-Dio Salvatore
Pace col mondo, equilibrio con l’esterno, amore per la libertà, facilità di comprensione, seguire il proprio destino, prendere la responsabilità delle proprie azioni e delle loro conseguenze.
 15-20 aprile LELAHEL-Dio Lodevole
Salute e benessere fisico, comprensione spirituale, successo nel campo della scienza, coerenza con le proprie convinzioni ed il proprio stile di vita, diplomazia e mediazione nei contrasti altrui.
 20-25 aprile ACHAIAH-Dio Buono e Paziente
Pazienza, tranquillità d’animo anche nelle difficoltà, attitudine alle scoperte ed inventiva, tenacia, comprensione del senso della vita, fede.
 26-30 aprile CAHETEL-Dio Adorabile
Successo in campo agrario, pazienza caratteriale, benedizione divina, protezione dal male, introspezione ed avvicinamento al misticismo, modestia, riconoscenza.
 1 aprile-5 maggio HAZIEL-Dio Misericordioso
Simpatia caratteriale, generosità, protezione dalle malignità altrui, amicizia, realizzazione dei propri progetti, rettitudine morale, perdono, riconciliazione.
 6-10 maggio ALADIAH-Dio Propizio
Fortuna, successo, bontà, rigenerazione morale, perdono delle offese altrui, sostegno reciproco, rispetto di se e degli altri.
 11-15 maggio LAUVIAH-Dio Lodato
Saggezza, protezione dei politici e guide, ripresa rapida dalle difficoltà e dalle sofferenze della vita.
 16-20 maggio HAHAIAH-Dio Rifugio
Amore spirituale, conforto, protezione dal male mandato da altri, capacità di interpretare i sogni, comprensione delle personalità e dell’interiorità altrui, sensibilità interiore, desiderio di aiutare il prossimo.
 21-25 maggio YEZAEL-Dio Glorificato
Fedeltà in amore, sviluppo della memoria, fermezza di volontà, unione della coppia e riconciliazione, felicità, amicizia, ottimismo, realizzazione dei propri piani.
 26-31 maggio MEBAHEL-Dio Conservatore
Senso di giustizia, comprensione, capacità di affrontare le calunnie, libertà, cambiamenti positivi nella propria vita.
 1 -5 giugno HARIEL-Dio Creatore
Fede, riscoperta della fede, apertura al soprannaturale, equilibrio, gioie nella vita familiare, sensibilità verso gli altri, pace, inventiva.
 6-10 giugno HEKAMIAH-Dio che Crea l’Universo
Forza caratteriale, successo nelle relazioni influenti, saggezza, intuizione, rispetto suscitato negli altri, amore universale, mantenere la parola e le promesse.
 11-15 giugno LAUVIAH-Dio Ammirevole
Fedeltà degli amici, tranquillità caratteriale, sonno tranquillo, guarigioni rapide nel fisico e nello spirito, successo nelle arti, apertura verso altri dimensioni e mondi.
 16-21 giugno CALIEL- Dio Soccorritore che Eaudisce i desideri
Protezione nelle difficoltà, realizzazione dei progetti, verità e difesa dalle malelingue, parlantina, discrezione, capacità di giudizio.
 22-26 giugno LEUVIAH-Dio Clemente
Interesse per l’arte, protezione dagli incidenti, memoria, sapere aiutare gli altri, guarigione rapida del fisico, apertura mentale, ottimismo, integrità morale, modestia.
 27 giugno-1 luglio PAHALIAH-Dio Redentore
Comprensione delle leggi di Natura, interesse per la scienza, comprensione del proprio destino, protezione dai tradimenti e dai malvagi, coraggio, tenacia, illuminazione spirituale, integrità nel comportamento, fedeltà in amore.
 2 luglio-6 luglio NELKHAEL-Dio Unico
Protezione dal Male, dall’invidia e dal male altrui, vittoria sui prevalicatori, forza e serenità caratteriale, interesse per l’arte e ciò che è bello, curiosità e voglia di sapere, propensione all’insegnamento.
 7-11 luglio YEIAYEL-La Destra di Dio
Successo nel commercio e nei viaggi, tolleranza e rispetto altrui, protezione negli affari economici, guarigione rapida dalle malattie, umiltà, imparzialità, capacità di tenere i segreti.
 12-16 luglio MELAHEL-Dio Liberatore da ogni male
Protezione dagli aguati e dagli attentati, capacità di guarire con l’omeopatia, propensione a viaggiare, vittoria sulle malelingue, buon matrimonio prospero, socievolezza e apertura ai rapporti con gli altri, obiettività, capacità di sintesi, precisione.
 17-22luglio HAYUIAH-Dio Buono
Protezione celeste o da persone influenti nel momento del bisogno, protezione negli spostamenti e viaggi, equilibrio, tolleranza, propensione all’aiuto immediato del prossimo, sincerità, premonizioni attraverso i sogni, protezione dai diffamatori, amabilità caratteriale.
 23-27 luglio NITH-HAIAH-Dio Saggio
Attitudine all’esoterismo, saggezza, propensione allo studio, premonizioni attraverso i sogni, benessere fisico, protezione dalla malvagità, pace, propensione alla solitudine, conoscenza e trasmissione dell’energia dell’universo.
28 luglio-1 agosto AHAYAH-Dio come un Rifugio
Propensione alla legge e alla giustizia, per la verità, protezione dai diffamatori e dalle malvagità, grande forza interiore, interesse per le cose Celesti, sensitività, incorruttibilità.
 2 -6 agosto YERATHEL-Dio Punitore
Pentimento, ravvedimento, seguire il proprio destino, felicità, portatore di pace, protezione dalle malvagità altrui e dagli aggressori, parlantina, portatore di progresso sociale e di Luce.
 7 -12 agosto SEHEIAH-Dio Guaritore
Benessere, attitudine all’arte medica, protezione dal fuoco, altri incidenti e dagli imprevisti, longevità, soddisfazioni, rispetto per l’amicizia, prudenza, tranquillità, purificazione.
 13-17 agosto REUEL (REIYEL)-Dio Soccorritore
Protezione dalle malvagità dei nemici, offrire conforto, amore per il prossimo, fortuna, salute e guarigione dalle malattie, volontà, forza di reagire alle sofferenze ed agli ostacoli.
 18-22 agosto OMAEL-Dio Paziente
Pazienza, prontezza di spirito, protezione dalla sofferenza e dalla disperazione, amore per gli animali, felice unione, nobiltà d’animo, spirito gioioso.
 23-28 agosto YECABEL-Dio Ispiratore
Illuminazione, successo professionale, amore per le piante, capacità di superare gli ostacoli, intelligenza brillante, speranza.
 29-2 settembre VASARIAH-Dio Giusto
Socievolezza, interesse per in campo legale e giudiziario, protezione da parte di uomini di legge, protezione dalle malelingue e da aggressioni, clemenza, perdono.
 3-7 settembre YEHUIAH-Dio Onniscente
Protezione dalle ostilità, dall’invidia e dai complotti, successo professionale, attitudine alla scienza, rispetto per la disciplina, obbedienza, senso del dovere, fedeltà.
 8-12 settembre LEHAHIAH-Dio Clemente
Pace dello spirito, riunione, successo, avvicinamento alle Leggi Divine, altruismo, capacità d’ascolto, disponibilità.
 13-17 settembre KHAVAQUIAH-Dio che dona Gioia
Tranquillità familiare, capacità di perdonare, amore per la vita e per il prossimo, protezione dai litigi.
 18-22 settembre MENADEL-Dio Adorabile
Dedizione nel lavoro, lavoro spirituale per volgere al Bene, attitudine alla scienza medica e capacità curative, disponibilità caratteriale, amore verso il prossimo.
 23-28 settembre ANIEL-Dio delle Virtù
Attitudine e successo per la ricerca soprattutto scientifica, spinta ad evolversi interiormente, capacità di superare le avversità,capacità di sintesi.
 29-3 ottobre HAAMIAH-Dio di speranza per tutte le creature della terra
Attitudine per i riti religiosi, desiderio di ricerca della verità per la sua diffusione, carisma, fascino esercitato sugli altri, interesse per la ricerca spirituale, dolcezza.
 4-8 ottobre REHAEL-Dio Misericordioso coi peccatori
Amore filiale, devozione per i genitori, benessere fisico e capacità curative, protezione dal pericolo, socievolezza, interesse per cementare le amicizie e conservarle.
 9-13 ottobre YEIAZEL-Dio Gioioso
Gioia contagiosa, spirito libero ed altruistico, capacità di alleviare il dolore altrui, protezione dall’invidia e vittoria sui nemici, riconoscenza.
 14-18 ottobre HAHAHEL-Dio Trino
Parlantina, fede ritrovata, propensione per la religione, comprensione delle Leggi Divine, premonizione tramite sogni, altruismo, protezione nei viaggi e nei legami altolocati.
 19-23 ottobre MIKAEL-Dio di Virtù
Responsabilità, fedele alle promesse fatte, rispetto, onore, attitudine per la politica, parlantina, protezione dagli incidenti durante i viaggi, lunga vita.
 24-28 ottobre YOLIAH (VEULIAH)-Dio Dominatore
Protezione dai prepotenti e dai nemici, successo nella professione soprattutto imprenditoriale, forza caratteriale, unione felice, voglia di fare, capacità di risollevarsi dalla depressione e dai problemi, capacità di comando.
 29-2 novembre YELAHIAH-Dio Eterno
Protezione per le professioni nel campo legale, propensione ad essere leader, onestà, sincerità, umiltà, prontezza di spirito, razionalità.
 3-7 novembre SEHALIAH-Dio Motore di tutta la Creazione
Capacità curative, pronta guarigione, amabilità, tenacia, modestia, protezione dai malvagi.
 8-12 novembre ARIEL-Dio Rivelatore
Comprensioni dei propri limiti e pregi, attitudine per la scienze naturali e la ricerca, sviluppo dell’intuizione, protezione dagli incidenti, vivere bene, buona capacità organizzativa, sensibilità, delicatezza.
 13-17 novembre ASALIAH-Dio di Verità
Attitudine per l’esoterismo, elevazione spirituale, profondità d’animo, cammino verso la Luce, ricerca della Verità, capacità di rivedere il proprio cammino.
 18-22 novembre MIHAEL-Dio Padre Caritatevole
Capacità di trasmettere amore, pace, benessere d’animo, amicizie fedeli, premonizioni tramite sogni, matrimonio felice, amore filiale, riconciliazione delle coppie.
 23-27 novembre VEHUEL-Dio che Eleva
Generosità, amore per il prossimo, attitudine all’insegnamento, ottimismo, elevazione morale, protezione dagli incidenti e dai furti.
 28-2 dicembre DANIEL-Dio che Comunica con i Segni
Attitudine per l’arte e la bellezza, carisma, capacità di alleviare le sofferenze altrui, capacità di espressione, razionalità, amore per la Verità, protezione dagli aggressori.
 3-7 dicembre HAHASIAH-Dio Nascosto
Attitudine per gli interessi spirituali e l’elevazione dell’animo, amore per la scienza e la medicina, amore per il prossimo, protezione dai diffamatori, comprensione della guarigione mediante lo spirito, fiducia.
 8-12 dicembre IMAMIAH-Dio sopra ogni cosa
Spirito libero, successo professionale e sociale, socievolezza, memoria solida, perdono, migliorarsi spiritualmente, correttezza, protezione nei viaggi.
 13-16 dicembre NANAEL-Dio che dona Umiltà
Attitudine all’esoterismo, meditazione, illuminazione degli uomini di legge, altruismo verso il prossimo, pace dello spirito, equilibrio interiore, rispetto della verità.
 17-21  dicembre NITHAEL- Dio Celeste
Longevità, serenità,attaccamento religioso, capacità di consolare il prossimo, onestà, sensibilità, dolcezza, protezione ed aiuto Divino nel momento del bisogno.
 22-26 dicembre MEBAHIAH- Dio Eterno
Riflessività, amore per l’infanzia, attitudine all’insegnamento, capacità comunicativa, trasmissione delle verità dello spirito, pace interiore,creatività, protezione da incidenti nei viaggi.
 27-31 dicembre POYEL- Dio dell’Universo
Protezione particolare per il benessere fisico e spirituale, per una vita serena, ottimismo.
 1-5 gennaio NEMAMIAH- Dio che va Lodato
Attitudine alla carriera militare, al comando, prontezza di spirito, consigliere, senso dell’onore, onestà, senso di sacrificio.
 6-10 gennaio YEIAIEL- Dio che Esaudisce
Successo e fama, amore per la bellezza e l’arte, carattere docile, amabilità, sincerità, difesa della verità e dei deboli, integrità morale, guarigione delle malattie psicosomatiche.
 11-15 gennaio  HARAHEL- Dio che Conosce ogni cosa.
Attitudine all’amministrazione e ai calcoli, docilità, onestà, saggezza, bontà d’animo, longevità, protezione dal fuoco e dalle esplosioni.
 16-20 gennaio  LIZRAEL(MITZARAEL)- Dio Protettore degli oppressi
Successo negli studi, aiuto Celeste nel bisogno, altruismo, seguire grandi ideali, autocontrollo, intelletto brillante, gusto estetico.
 21-25 gennaio  UMABEL- Dio Eccelso
Amicizia duratura, riconoscenza, correttezza, amore per la musica, attitudine per le scienze naturali, bellezza fisica.
 26-30 gennaio IAH-HEL- Dio Supremo
Saggezza, propensione alla ricerca delle verità, sincerità, lealtà, introspezione interiore, meditazione, felicità di coppia, benessere generale, equilibrio psico-fisico.
 31 gennaio-4 febbraio ANAUEL- Dio Buono e Caritatevole
Coraggio, propensione alla spiritualità, altruismo, amore per il prossimo, perdono, amore disinteressato, aiuto dagli altri, successo nel campo dell’arte, attitudine ai lavori di grande responsabilità.
 5-9 febbraio MEHIEL- Dio che dona Vita
Capacità comunicativa soprattutto attraverso la scrittura, successo nelle imprese, creatività in tutti gli aspetti dell’uomo, rinascita interiore.
 10-14 febbraio DAMABIAH- Dio che ispira Saggezza
Spirito allegro, attrazione per l’acqua,disponibilità nei rapporti con gli altri e buona riuscita, protezione dai fallimenti, riuscita nei viaggi.
 15-19 febbraio MANAKEL- Dio che Protegge e Sostiene
Facoltà di interpretare i sogni e prevedere il futuro attraverso di essi, gioia nell’affrontare la quotidianità, animo forte, amicizia salda,protezione dalla collera.
 20-24 febbraio EYAEL- Dio di Delizia
Desiderio di elevarsi spiritualmente, consolazione, ottimismo, comprensione delle materie esoteriche e dell’astrologia, generosità d’animo, protezione dagli imprevisti.
 25-29 febbraio HABUHIAH- Dio che Libera
Benessere fisico sempre, ottimismo, gioia di vivere, sensibilità, doti guaritive, buoni raccolti.
 1-5 marzo ROCHEL- Dio che Vede ogni cosa
Onorare il padre, purezza, animo nobile, cautela, successo in campo legale, forza fisica, buoni rapporti amorosi e sociali, protezione dalle perdite materiali e dai ladri.
 6-10 marzo JAMABIAH- Dio Creatore
Rinascita interiore nei momenti difficili, capacità di ricondurre gli altri sulla retta via, correttezza, protezione dalle armi da taglio e ferite del genere.
 11-15 marzo HAIAIEL- Dio dell’Universo
Adattamento, successo, pace, coraggio nell’affrontare le avversità, protezione dai diffamatori e dalle malelingue, protezione professionale.
 16-20 marzo MUMIAH- Dio fine di tutte le cose
Tenacia nel perseguire le proprie azioni e i propri compiti, successo delle azioni intraprese, saper vivere bene con semplicità, longevità, comprensione delle Leggi della Natura,sensibilità accentuata, protezione per i deboli e i poveri.



Come Purificare l'Energia della Tua Casa e della Tua Mente (How to Cleanse the Energy of Your Home and Mind)

  Come Purificare l'Energia della Tua Casa e della Tua Mente (How to Cleanse the Energy of Your Home and Mind) [Italiano] Così come ci ...