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domenica 9 agosto 2015

Incontro e Contatto con i vostri Angeli

Dolci e divini esseri, il vostro Se' non lavora da solo con voi.
Prima che la manifestazione sulla Terra abbia luogo, egli propone ad un essere della dimensione angelica che si adatti alle sue energie ed al compito che si e' proposto di ultimare, di affiancarlo nel suo lavoro.
Se accetta, l'Angelo ha l'occasione di vivere, attraverso l'essere che deve proteggere ed assistere, il Mistero ed il Miracolo dell'esistenza, scoprendo chiavi che lo aiutano a svelarlo, in tutta la sua profondita'.


Molti esseri della dimensione angelica che seguono l'umanita', hanno a loro volta sperimentato in forma umana, il Miracolo della Vita sulla Terra mentre altri si preparano attraverso l'esperienza di Angeli Custodi, a viverla, se lo desiderano.
Gli Angeli solitamente non lavorano mai da soli poiche' amano essere in contatto tra loro, unendo le loro energie affinche' siano piu' efficaci e se delle persone crescono insieme ad altre, anche i rispettivi Angeli si contattano e si confrontano per meglio svolgere il loro lavoro.

Ogni Angelo e' un portale ed un canale verso il Se' della persona e percio' l'aiuta a mettersi in contatto con la propria essenza divina.
E' un tramite immediato e facile da riscoprire e contattare a volte piu' del Se'.
E' quindi possibile riscoprire le sue profonde energie e dimorare in esse, ascoltando messaggi, suggerimenti, sentendo le energie del vostro Se' da una diversa angolazione.

Solitamente l'Angelo Guardiano accompagna per tutta la durata della permanenza sulla Terra, maturando anch'egli in saggezza e cambiando le energie a seconda dei vostri mutamenti, rendendovi cosi' piu' facile il contatto con lui.
Egli vi puo' trasporre nella dimensione magica dello Spirito che si cela dietro a cio' che vedete con l'occhio fisico, dischiudendovi nuovi mondi e vi parla in continuazione, insieme al vostro Se', suggerendovi di vivere nella realta' del qui ed ora, nell'immediatezza delle sensazioni, centrati sullo Spirito, nelle meraviglie mai scontate di cio' che vi circonda.


Nei momenti piu' banali, potete sentire le sue energie, il suo entusiasmo per il Dono della Vita e percepire il suo sorriso che vi aiuta a comprendere il giusto significato di ogni situazione che non vi e' mai imposta per farvi soffrire ma per insegnarvi ed aiutarvi a ritrovarvi.
Dimorare nella dimensione del proprio Angelo, significa ritrovare la freschezza dell'infanzia, lo stupore e la meraviglia che accompagna i bimbi ed i cuccioli di ogni razza.
Questo particolare sentire e' vostro e sempre vi appartiene: puo' scomparire negli anni se voi lo rifiutate come infantile e sciocco perdendo cosi' essenziali chiavi per la comprensione del Mistero e della realizzazione del vostro compito.

Ritrovare il proprio Angelo, accordarsi con le sue energie, significa ritrovare il proprio Se' ed il bimbo nascosto dentro di voi che aspetta, dalle profondita' del vostro essere, di manifestarsi per essere di nuovo uno con voi.
Voi siete il vostro Se' e le energie del vostro Angelo e questo significa essere quel bimbo che credete perduto.
Se attimo per attimo sprofondate nella consapevolezza che il vostro Angelo vi svela, la vita vi parra' meno seria e pesante e mostrera' la sua componente di gioia e di leggerezza.
Scivolerete allora nella dimensione magica dello Spirito ritrovando la presenza di Dio in voi e l'Unita' ed Armonia Cosmiche e potrete sentirvi sempre al giusto posto, e, con il sorriso del cuore, essere felici.

Se nel leggere queste parole sentite delle energie che vi avvolgono d'amore, sono quelle del vostro Angelo che vi aspetta e desidera incontrarvi, per affrontare insieme, con maggiore consapevolezza, il viaggio meraviglioso che e' la vostra vita sulla Terra.

Incontro dell'Angelo nell'Anello dei Maestri

Dolci e divini esseri, vi proponiamo di incontrare il vostro Angelo, aiutati dalle nostre energie e dalle meditazioni che faremo insieme.
L'immagine che si formera' nella vostra consapevolezza, attraverso la visione interiore, sara' sempre piu' precisa e si arrichira' di particolari.
Lo scopo di questi esercizi e' infatti quello di ritrovare il vostro Angelo con le sue caratteristiche ed il suo sorriso affinche' possiate facilmente visualizzarlo e sentire la sua presenza in ogni momento della vostra giornata.


Rimanete in silenzio, abbandonandovi alle energie del vostro Se', lasciando che vi apra alla consapevolezza della presenza del vostro Angelo.
Incominciate a percepire delle dolci energie d'amore che vi avvolgono come una carezza leggera.

Visualizzate un portale di luce, nel luogo dove siete ora, e vedete che da esso, con passo leggero, noi, esseri del Sole Centrale, con le nostre vesti eteree e multicolori, veniamo presso di voi formando un anello di cui fate parte.
Quando l'ultimo di noi e' uscito dal portale, prendendo posto, percepite le nostre energie che si fondono con le vostre formando quelle che scorrono nell'Anello stesso.

Sentite un piacevole fresco in ogni parte di voi, soprattutto in corrispondenza dei Centri Quattro e Sette.
Il vostro Terzo Occhio si apre, introducendovi nel mondo dello Spirito, attraverso la Chiara Visione.

Fissate al centro dell'Anello, una luce che prende forma.
Lis-Thar, il nostro portavoce, vi parla dolcemente.

"Dolce e caro essere, osserva con attenzione quella luce in mezzo all'Anello, e vedi che assume forme e colori diversi: rappresenta le energie del tuo Angelo ed ogni colore ti dona una particolare vibrazione che ti avvolge.
Soffermati su ciascuna di esse e riconosci quelle che sono le principali, comuni ad ogni Angelo: sono le energie d'Amore e di Protezione che, attraverso i particolari colori che vedi ora, ti avvolgono in ogni istante i centri energetici ed i corpi sottili.
Sentile dentro di te e sappi che in ogni istante sono nel tuo cuore e da li' si espandono all'esterno formando intorno a te una griglia.

Osserva e senti ora le altre energie, che caratterizzano il tuo Angelo, a seconda dei momenti che vivi e dei tuoi stati d'animo.
Riconosci quali energie il tuo Angelo ti sta trasmettendo ora, e sprofonda in esse.

Senti che oltre alle vibrazioni di Protezione e d'Amore, ne percepisci altre, alcune in modo piu' distinto, altre in modo meno preciso che a volte senti ed a volte no.
Queste ultime sono quelle che il tuo Angelo decide di inviarti a seconda dell'attimo presente.
Dimora in queste vibrazioni, riconoscendole dal colore con cui si presentano.


Ora che stai familiarizzando con le sue energie, sentendole che lentamente, grazie alla tua consapevolezza che le accoglie, vanno a dimorare nel tuo cuore, chiedi al tuo Angelo di aiutarti a visualizzarlo distintamente in ogni sua parte.
Continua a concentrarti, attraverso il tuo Terzo Occhio, sulle forme variopinte all'interno dell'Anello.

Fissa la tua attenzione a partire dall'alto e nota che si definisce lentamente una forma ed il tuo occhio interiore, intravede, sotto una luminosita' diffusa, un volto.
Soffermati su di esso e nota che i lineamenti diventano sempre piu' precisi e che il tuo Angelo si sta svelando davanti a te.

Puoi ora individuare il colore dei suoi capelli, dei suoi occhi profondi e della luce che emana dal suo viso.
Guarda le luci che lo incorniciano rendendolo sempre piu' radioso!
Senti che il tuo cuore gioisce ed il tuo Se' ti avvolge di pace, mentre dimori in questa immagine!

Nota che lentamente ti si svelano segni particolari, in corrispondenza del centro, delle sopracciglie, del collo e piu' in basso del cuore che rivestono particolari significati che il tuo Angelo ti dira'.
Fai scorrere il tuo Terzo Occhio verso il basso ed osserva la sua veste, i suoi colori ed i suoi ornamenti che sono sempre piu' precisi.
Giunto all'altezza dei piedi, fai risalire di nuovo l'occhio interiore verso l'alto, fissando sempre piu' l'immagine dentro di te.

Quando essa e' ben delineata, sposta la tua attenzione sulle ali, osservandone la forma, il colore e la loro leggerezza.
Con l'aiuto del tuo Se' l'immagine del tuo Angelo e' completa!
Osserva che si muove con grazia sfiorando la superficie e viene verso di te, donandoti un sorriso dolce e ti tende la mano, comunicandoti amore e gioia e si siede davanti a te.

Ascolta i suoi messaggi e le sue parole che sono come un canto armonioso.
Dimora in una pace grande comprendendo che il tuo Angelo quando ti ha dato la mano, ha spezzato le catene che ti legavano a pesi, a tutto cio' che di inutile e superato ti impediva di volare.
Sempre tenendoti per mano, ti solleva e ti fa volare con lui verso una luce splendente che rappresenta Dio, la tua realizzazione e compimento.

Vedi che la luce si avvicina sempre di piu' fino a che, insieme, vi addentrate in essa, riscoprendo la tua unione Cosmica con Dio.
Dimora in questa dimensione!"


Dolci e divini esseri, in questo esercizio potete ritrovare il vostro Angelo, visualizzandolo con precisione con l'occhio interiore e dimorare nelle sue energie.
Potete effettuare quando volete questa meditazione e Lis-Thar, che rappresenta le nostre energie, ed il vostro Se', vi aiuteranno fino a quando l'immagine diventera' famigliare e nitida e voi potrete visualizzarla e sentirla nel vostro cuore e vicino a voi che vi protegge e vi avvolge di gioia e d'amore, in ogni istante del vostro viaggio sulla Terra.



Incontro con gli Angeli di Guarigione

Dolci esseri, il vostro Angelo che avete incontrato e riscoperto, non lavora da solo ma si avvale della collaborazione dei suoi simili per inviarvi in ogni istante le giuste energie che vi possono aiutare a superare gli ostacoli che impediscono l'unione con il vostro Se'.
In particolare, gli Angeli ed Arcangeli Guaritori, rivestono ruoli importanti nei vostri confronti poiche' possono intervenire su eventuali blocchi e squilibri energetici che si possono creare giorno per giorno ripristinando il corretto flusso della Energia Vitale che e' l'Amore di Dio che fa fiorire ogni essere in tutta la sua bellezza.
A seconda delle reazioni che avete durante la giornata, il vostro Angelo invoca gli opportuni Guaritori Angelici in modo che vi aiutino a purificarvi.

Incontrare questi esseri, significa diventare consapevoli del processo permettendo la trasposizione delle energie che vi vengono inviate dai piani sottili fino a quello fisico, rendendole pienamente efficaci.
Come per l'esercizio precedente, vi accompagneremo passo passo, tramite Lis-Thar, per aiutarvi a familiarizzare con i vostri Angeli ed Arcangeli Guaritori in modo da evocarli consapevolmente quando non vi sentite bene sia a livello fisico che sottile, beneficiando del loro lavoro su di voi.

Siete parte dell'Anello di Energia formato dai Maestri del Sole Centrale e percepite le vibrazioni che lo attraversano che entrano ed escono da voi.
Lis-Thar, il nostro portavoce, vi parla.

"Presta attenzione al centro dell'Anello e vedi il tuo Angelo che con la mano fa dei cenni.
Dal Portale di Luce da cui siamo scesi, osserva degli Angeli che escono da esso e si dispongono vicino al tuo Angelo e davanti a te.

Hanno vesti di varia tonalita' e le loro soffici ali si muovono con grazia, trasmettendo energie.
In contatto con il tuo Se' ed il tuo Angelo, ti vengono svelate le particolari energie e funzioni di ognuno di loro.

Riconosci l'Arcangelo di Guarigione dalle Illusioni e dall'Ignoranza, l'Angelo della Guarigione Fisica, l'Angelo di Guarigione dai Sentimenti e dalle Emozioni, l'Arcangelo della Guarigione Interiore.
Osserva ognuno di loro negli occhi ed abbandonati alle loro profondita'.

Ognuno di loro si pone davanti a te, donandoti una visione sempre piu' nitida di se' e ti invia energia tramite il proprio Terzo Occhio e le mani.
Svuota la mente per accogliere questa offerta dentro di te, sentendo che pervade tutti i tuoi corpi sottili ed ogni atomo e cellula del corpo fisico.
Sentiti completamente guarito quando l'ultimo essere angelico ha completato il suo lavoro su di te.

Le tue energie si sono riequilibrate ed il tuo corpo fisico ha ritrovato la gioia del benessere e ti e' grato per questo dono che gli hai permesso di accogliere.
Senti che le energie degli Angeli ed Arcangeli Guaritori si uniscono a quelle del nostro Anello in cui siamo immersi, fondendosi con esso.

Dimora nella consapevolezza e nel miracolo della Guarigione Interiore e Fisica."

Divini esseri, ognuno di voi e' sempre accompagnato dal proprio Angelo Custode che, quando necessita, chiama gli Angeli ed Arcangeli Guaritori affinche' possano aiutarvi.
Se consapevolmente, quando non vi sentite bene o siete stanchi e le vostre energie richiedono di essere riequilibrate, li invocate nella fede, potrete guarire a tutti i livelli.


Diverse Funzioni del Popolo Angelico sulla Terra

Divini esseri, anche gli esseri degli altri Regni (Minerale, Vegetale ed Animale) che dimorano sulla Terra hanno il loro Angelo Custode e potete contattarlo per essere maggiormente in armonia con tutto cio' che vi circonda.
Vi aiutiamo a ritrovare questa dimensione ed armonizzarvi con essa.
L'Angelo Guardiano affianca lo Spirito del Luogo, lo Spirito di Natura e, come per il caso dell'umanita', protegge la manifestazione fisica e l'aiuta ad essere uno con la sua natura divina.

Se vi trovate in un determinato luogo, potete contattare il suo Angelo Custode e Guardiano.
Sentite le sue energie che vi avvolgono e chiedete di essere protetti per tutta la durata della vostra permanenza.
Potete anche contattare l'Angelo Guardiano della vostra casa che vi aiuta a dimorare nella pace ed a ricaricarvi di buone energie.

Egli vi aiuta ad essere in armonia con voi stessi e con tutti gli esseri che insieme a voi dimorano in questo spazio.
Anche in questo caso, se chiedete al vostro Se', potete visualizzare chiaramente e contattare l'Angelo della vostra casa e ricevere messaggi ed indicazioni.
Vi suggeriamo un esercizio per realizzare questo.


Scegliete un luogo della vostra casa in cui vi sentite particolarmente a vostro agio.
Sprofondate nel silenzio, liberando la mente fino a raggiungere la pace ed il contatto con il vostro Se'.
Da questa dimensione profonda del vostro essere, chiedete di poter conoscere e visualizzare l'Angelo Guardiano che protegge e dimora nella vostra casa.

Percepite un profumo particolare e vedete una luce soffusa che si delinea sempre piu' chiaramente.
Concentrate la vostra attenzione su questa immagine che danza nella vostra casa con grande grazia, volteggiando nella stanza dove siete ora.

E' l'Angelo Guardiano della che si pone di fronte a voi e, guardandovi con i suoi occhi profondi, vi parla, inviandovi messaggi e sensazioni.
Vi aiuta a vedere con l'occhio interiore un alone colorato e diverso intorno ad ogni oggetto nella stanza.

Vi prende per mano e vi guida a visitare la vostra casa con l'occhio dello Spirito, aiutandovi a trovare eventuali squilibri energetici che solo voi potete eliminare con le vostre intenzioni e propositi.
Scoprite i vostri spazi in una diversa dimensione.
Lavorando con l'Angelo e con il Maestro stesso della casa, ripristinate belle energie in ogni luogo e percepite che la vostra casa vi accoglie con gioia donandovi pace e riposo.


Questo esercizio puo' essere utilizzato per incontrare l'Angelo Guardiano di qualsiasi luogo come il vostro ufficio o uno spazio all'aperto.
Se lo desiderate e vi impegnate in questo, potrete sempre essere protetti, ovunque vi troviate e dimorare nello Spirito scoprendo le sue meraviglie e segreti.

Addentrandovi in questo contatto con lo Spirito, potrete vivere in modo diverso il rapporto con tutto cio' che vi circonda.
Gli Angeli Guardiani del Regno Animale, vi possono dischiudere saggezze e consapevolezze molto profonde.
Se per esempio avete degli animali in casa, provate a contattare il loro Angelo Guardiano che vi fornira' spunti e riflessioni essenziali per vivere in modo sempre piu' autentico il rapporto con le vostre bestiole, riscoprendo delle ricchezze e delle meraviglie nei loro occhi profondi.

Se non avete in casa nessun animale, non mancano i contatti che potete avere con loro!
Se dimorate nel contatto con il loro Angelo, potrete sperimentare intese particolarmente intense.
Un cane che casualmente incontrate che vi avvicina e vi annusa, e' un invito a contattare il suo Angelo!
Il canto gioioso degli uccellini che particolarmente in primavera ed in estate, rallegra le lunghe giornate, quei piccioni che a volte vi sembrano inutili e fastidiosi, rappresentano tutte occasioni di approfondimento e di ascolto dello Spirito.

Quante volte siete passati indifferenti e distratti vicino a questi animali, ignorando il loro invito a comunicare a livello profondo: ristabilite finalmente quel legame perduto tra umanita' e Regno Animale, che Dio vorrebbe tanto veder ripristinato sulla Terra!

Queste considerazioni si estendono anche al Regno Vegetale che anch'esso puo' riservarvi delle sorprese.
Le occasioni di essere vicini a piante, fiori e boschi, sono ancora piu' frequenti e potete trarre molto beneficio se vi impegnate a contattare i loro Angeli.
I vostri Angeli subito contattano questi esseri Angelici quando siete in contatto con gli esseri dei Regni Vegetali, Animali ed e' molto utile dimorare nell'ascolto delle loro confidenze e questo vale anche per gli Angeli Guardiani del Regno Minerale che proteggono le catene montuose.


In tutti questi casi, gli Angeli sono il Portale verso i Maestri della specie relativa e verso Dio e vi aiutano a vedere come lo Sguardo di Dio fa capolino da ogni parte osservandovi pieno d'amore e gioia.
Dimorando nell'ascolto dello Spirito ovunque, nel qui ed ora, potrete constatare le infinite opportunita' per realizzare Dio e dimorare nel Suo Cuore.

Una banale passeggiata puo' quindi diventare il portale verso quel mondo magico e bello che avete spesso pensato sia solo raggiungibile attraverso pratiche difficili e lunghi anni di preparazione.
Dolci esseri, non e' cosi'!
Che questi spunti e suggerimenti vi possano aiutare a vivere la vostra esperienza sulla Terra in modo piu' profondo e gioioso, cogliendo tutte le occasioni in cui lo Spirito si manifesta ai vostri sensi interiori per poter danzare con voi in ogni istante della vostra vita.


Il Popolo Angelico del Regno Umano

Come avete potuto vedere e contattare il vostro Angelo Custode dimorando nelle sue energie ed incontrare e sentire le pure energie degli Angeli dei Regni Vegetale, Animale e Minerale, lo stesso e' possibile anche per il Regno Umano visualizzando, contattando ed ascoltando i messaggi e le energie degli Angeli o Arcangeli che custodiscono le persone.
A volte e' spesso piu' facile contattare il loro Angelo che il loro Se' e potete avere delle sorprese e constatare che la persona che vi ha fatto dei torti e magari e' sgarbata e scontrosa nei vostri confronti, anche senza motivo, ha il suo Angelo di Luce che l'avvolge con le sue ali, la protegge e segue i suoi passi.
Questo e' vero in ogni caso: anche quelle persone che hanno commesso i crimini piu' gravi ed odiosi all'occhio umano, hanno il loro Angelo che parla loro dolcemente e con amore.
L'Angelo e' un'altra voce del Se' che vi puo' fornire indicazioni e suggerimenti per vivere al meglio le relazioni con le persone.

Potete incominciare a contattare gli Angeli delle persone che piu' vi sono care di cui magari avete gia' contattato il Se'.
Dimorando nel vostro Angelo e nel vostro Se' potete quindi contattare e visualizzare gli Angeli delle altre persone, ascoltando i loro messaggi ed i dialoghi che avvengono con il vostro.
Anche questo tipo di esercizio, che potete effettuare in qualsiasi momento concentrandovi sul Terzo Occhio dell'altra persona, vi permette di considerare le vostre relazioni in modo completamente diverso, dall'angolazione dello Spirito.


Potete comprendere le difficolta' della coscienza a volte bloccata dai sensi, dalle emozioni non controllate del corpo fisico, ascoltando le voci del mondo angelico che suggeriscono comportamenti, parole e gesti che a volte non vengono ascoltati ma che sono continuamente ripetuti con dedizione ed amore.
Chi e' allora la persona che avete davanti?
Con quali energie si identifica?

Le vostre risposte, potete capire, dipendono dal livello in cui voi stessi dimorate nello Spirito.
Maturate nel suo ascolto, aprendovi ai sensi interiori e vedrete la moltitudine degli Angeli intorno a voi che vi sorride!


Ci sono anche esseri angelici che non sono legati a nessun essere in particolare ma che osservano cio' che li circonda, ascoltando le energie e le preoccupazioni degli esseri sulla Terra ed intervenendo quando necessita.
Potrete vederne qualcuno che vola tra la folla di gente, che segue i funerali, percorre con grazia le corsie degli ospedali o dimora in mezzo alla natura.
Essi potranno condividere con voi interessanti conoscenze che aiutano a comprendere il Mistero della Vita quando si verificano stati d'animo di paura, dolore, sconforto ed in questi casi questi Angeli si affiancano all'Angelo Custode dell'essere contribuendo ad inviare energie d'amore.


Puo' essere un servizio utile contattare gli Angeli delle persone intorno a voi ed unire queste comunicazioni con quelle del loro Se': potrete notare che spesso, anche se le energie sono diverse, suggeriscono messaggi simili.
Visualizzare l'Angelo Custode delle persone ed il dialogo che ha con il vostro vi permettera' di comprendere degli aspetti diversi della Vita.


Dolci e divini esseri, speriamo che anche questi spunti siano un'ulteriore occasione per aiutarvi a considerare voi stessi e l'umanita' in generale, in modo meno severo, essendo meno propensi alla condanna ed al giudizio.
Se contattate gli Angeli di chi vi e' vicino, anche di persone che non conoscete, potrete riscoprire la bellezza e la luce in ogni essere e questo vi aiutera' ad avere piu' fiducia nell'umanita' che, attraverso sbagli, sofferenze e gioie, e' comunque sempre in cammino verso Dio.









Consapevolezza della Presenza degli Angeli presso Ogni Essere,
Riscoperta del vostro Angelo Custode come parte delle Divine Energie,
Mondo Angelico come Ponte verso il Se', la Gioia, l'Amore ed il Cuore di Dio

domenica 19 luglio 2015

preghiere potenti.

PREGHIERA PER LA GUARIGIONE INTERIORE


Padre di bontà, padre di amore, ti benedico ti lodo e ti ringrazio perché per amore ci hai dato Gesù. Grazie Padre,  perché alla luce del tuo Spirito comprendiamo che Lui è la luce, la verità, il Buon Pastore, che è venuto perché noi abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza. Oggi, Padre, mi voglio presentare davanti a te come tuo figlio. Tu mi conosci per nome.  Volgi i tuoi occhi di Padre amoroso sulla mia vita. Tu conosci il mio cuore e le ferite della mia vita.  Tu conosci tutto quello che avrei voluto fare e che non ho fatto; quello che ho compiuto io e il male che mi hanno fatto gli altri.  Tu conosci i miei limiti, i miei errori e il mio peccato.  Conosci i traumi e i complessi della mia vita.  Oggi, Padre, ti chiedo, per l’amore verso il tuo figlio Gesù Cristo, di effondere sopra di me il tuo Santo Spirito,  perché il calore del tuo amore salvifico penetri nel più intimo del mio cuore.  Tu che sani i cuori affranti e fasci le ferite, guarisci qui ed ora la mia anima, la mia mente, la mia memoria e tutto il mio spirito.  Entra in me, Signore Gesù, come entrasti in quella casa, dove stavano i tuoi discepoli pieni di paura.  Tu apparisti in mezzo a loro e dicesti: “Pace a voi”. Entra nel mio cuore e donami la pace; riempimi d’amore.  Noi sappiamo che l’amore scaccia il timore. Passa nella mia vita e guarisci il mio cuore. Sappiamo, Signore Gesù, che tu lo fai sempre, quando te lo chiediamo; ed io lo sto chiedendo con Maria, nostra Madre, che era alle nozze di Cana quando non c’era più vino e tu rispondesti al suo desiderio cambiando l’acqua in vino. Cambia il mio cuore e dammi un cuore  generoso un cuore affabile, pieno di bontà, un cuore nuovo. Fa spuntare in me i frutti della tua presenza.  Donami i frutti del tuo Spirito che sono amore, pace e gioia. Che scenda su di me lo spirito delle beatitudini,  perché possa gustare e cercare Dio ogni giorno,vivendo senza complessi e senza traumi insieme agli altri, alla mia famiglia,  ai miei fratelli. Ti rendo grazie, o Padre, per quello che oggi stai compiendo nella mia vita. Ti ringrazio con tutto il cuore,  perché mi guarisci, perché mi liberi,perché spezzi le mie catene e mi doni la libertà. Grazie, Signore Gesù,  perché sono tempio del tuo Spirito e questo tempio non si può distruggere, perché è la casa di Dio. Ti ringrazio,  Spirito Santo, per la fede, per l’amore che hai messo nel mio cuore. Come sei grande, Signore, Dio Trino ed Uno!  Che Tu sia benedetto e lodato, o Signore! AMEN.


PREGHIERA PER LA GUARIGIONE INTERIORE E FISICA



Signore Gesù, tu sei venuto a guarire i cuori feriti e tribolati, ti prego di guarire i traumi che provocano turbamenti nel mio cuore; ti prego, in particolar modo, di guarire quelli che sono causa di peccato. Ti chiedo di entrare nella mia vita, di guarirmi dai traumi psichici che mi hanno colpito in tenera età e da quelle ferite che me li hanno provocati lungo tutta la vita.  Signore Gesù, tu conosci i miei problemi, li pongo tutti nel tuo cuore di Buon Pastore. Ti prego, in virtù di quella grande piaga aperta nel tuo cuore, di guarire le piccole ferite dei miei ricordi, affinché nulla di quanto mi è accaduto mi faccia rimanere nel dolore, nell’angustia, nella preoccupazione. Tu che sei venuto a guarire i cuori afflitti, guarisci il mio cuore. Guarisci, Signore Gesù, quelle ferite mie intime che sono causa di malattie fisiche.  Io ti offro il mio cuore: accettalo, Signore, purificalo e dammi i sentimenti del tuo Cuore divino. Aiutami ad essere umile e mite. Fammi testimone della tua vittoria sul peccato e sulla morte, della tua presenza di Vivente in mezzo a noi. Amen. 


PREGHIERA PER LA GUARIGIONE FISICA


Signore Gesù, credo che sei vivo e risorto. Credo che sei presente realmente nel Santissimo Sacramento dell’altare e in ciascuno di noi che crediamo in te. Ti lodo e ti adoro. Ti rendo grazie, Signore, per essere venuto da me, come Pane vivo disceso dal cielo. Tu sei la pienezza della vita, tu sei la risurrezione e la vita, tu Signore, sei la salute  dei malati. Oggi ti voglio presentare tutti i miei mali, perché tu sei uguale ieri, oggi e sempre e tu stesso mi raggiungi dove mi trovo. Tu sei l’eterno presente e mi conosci. Ora, Signore, ti chiedo d’aver compassione di me. Visitami per il tuo vangelo, affinché tutti riconoscano che tu sei vivo, nella tua Chiesa, oggi; e che si rinnovi la mia fede e la mia anima. Abbi compassione delle sofferenze del mio corpo, del mio cuore e della mia anima. Abbi compassione di me, Signore, benedicimi e fa che possa riacquistare la salute. Che cresca la mia fede e che mi apra alle meraviglie del tuo amore, perché sia anche testimone della tua potenza e della tua compassione. Te lo chiedo, Gesù, per il potere delle tue sante piaghe per la tua santa Croce e per il tuo Preziosissimo Sangue. Guariscimi, Signore!  Guariscimi nel corpo, guariscimi nel cuore, guariscimi nell’anima. Dammi la vita, la vita  in abbondanza. Te lo chiedo per l’intercessione di Maria Santissima, tua Madre, la vergine dei dolori, che era presente, in piedi, presso la tua croce; che fu la prima a contemplare le tue sante piaghe, e che ci hai dato per Madre. Tu ci hai rivelato d’aver preso su di te  i nostri dolori e per le tue sante piaghe siamo stati guariti. Oggi, Signore, ti presento con fede tutti i miei mali e ti chiedo di guarirmi completamente. Ti chiedo, per la gloria del  Padre del cielo, di guarire anche i mali della mia famiglia e i miei amici. Fa che crescano nella fede, nella speranza e che riacquistino la salute per la gloria  del tuo nome. Perché il tuo regno continui ad estendersi sempre più nei cuori attraverso i segni e i prodigi del tuo amore. Tutto questo, Gesù, te lo chiedo perché sei Gesù.  Tu sei il Buon Pastore e noi siamo le pecorelle del tuo gregge. Sono così sicuro del tuo amore, che prima ancora di conoscere il risultato della mia preghiera, ti dico con fede:  grazie, Gesù, per tutto quello che farai per me e per ciascuno di loro.  Grazie per i malati che stai guarendo ora, grazie per quelli che stai visitando con la tua Misericordia.



AL TERMINE DEL GIORNO




Al termine di questo giorno Al termine di questo giorno invochiamo Te, creatore di tutto: col tuo amore di Padre custodisci il nostro riposo. Anche nel sapore del sonno i nostri cuori ti sentano vicino; e alla luce del nuovo giorno cantino la tua gloria. Ogni onore sia per te, Padre onnipotente, in Gesù Cristo che, con te e per sempre, vive nell’amore dell’unico Spirito Santo. Amen.



 questa orazione se trascritta e portata addosso protegge fortemente.

orazione alla santa camicia

LA COMPAGNIA DI DIO MI ACCOMPAGNA E IL MANTO DI SANTA MARIA 
PIENA DI GRAZIA, E PIENA DI DIO MI LIBERI DA TUTTI GLI SPIRITI MALIGNI , BATTEZZATI E NON BATTEZZATI, CRISTO VINCE, CRISTO REGNA, CRISTO DAL MALE E DAL PERICOLO MI DIFENDE, IL GIUSTO SEGNO INDIVIDUALE FIGLIO DI SANTA MARIA LUI CHE E NATO A BETLEMME QUEL GIORNO NON POSSO ESSERE MORTO, NE IN GIUSTIZIA COINVOLTO, TUTTI QUELLI CHE MI VOGLIONO MALE NON MI VEDONO E LE MANI NON MI LEGANO E I PIEDI NON MI SCHIACCIANO, IL LORO FERRO NON MI FERISCA, NUDO E NON MI LEGANO. DIO A DETTO A LIVON CHE 2 VOLTE NON MI POTRANNO FARE MALE NE A ME NE A TE A NESSUNO CHE PORTA QUESTA ORAZIONE, VERRANNO BENDATI CHI MI VOLEVA FARE MALE E MI DIFENDA ANCHE SE NON LO DICO.
recitare 3 padre nostro alla passione e morte di Gesu'. nota bene-ogni tanto recitare.


PER CHI E IN CERCA DI LAVORO FARE L'ORAZIONE DI SAN GIUSEPPE
ACCOMPAGNATA DA UN CERO DI RINGRAZIAMENTO

PREGHIERA
GLORIOSO SAN GIUSEPPE, CHE PUR ESSENDO IL PADRE PUTATIVO DI GESU' E LO SPOSO DELLA MADRE DI DIO HAI ESERCITATO LA MODESTA PROFESSIONE DI FALEGNAME NELLA UMILE BOTTEGA DI NAZARET, INSEGNACI AD ACCETTARE SERENAMENTE E A AMARE LA NOSTRA CONDIZIONE DI LAVORATORE, NOI TI ONORIAMO COME ESEMPLARE PERFETTO DI TUTTE LE VIRTU', E COME PROTETTORE PREZIOSO DI TUTTI COLORO CHE GUADAGNANO IL PANE CON IL SUDORE DELLA FRONTE, OTTIENI A NOI LA GRAZIA DI IMITARE I TUOI AMMIRABILI ESEMPI DI UMILTA', DI SACRIFICIO E DI FIDUCIOSO ABBANDONO AL VOLERE DI DIO NOSTRO PADRE AMOROSO E PROVIDO, FA CHE ANCHE NOI COME TE POSSIAMO ELEVARE E SANTIFICARE IL NOSTRO LAVORO QUOTIDIANO OFFRENDOLO A  DIO COME ATTO INCESSANTE DI AMORE DI ESPIAZIONE E GLORIFICAZIONE.
3 padre nostro.



PREGHIERA IN UN GRAVE PERICOLO
ogni volta che trovate il simbolo della croce segnarsi in nome del padre del figlio e dello spirito santo-

+ O SIGNORE GESU' CRISTO FIGLIO DEL GRANDE DIO VIVENTE, SIATE VOI CHE NELL'ORA DELLA VOSTRA PASSIONE AVETE DETTO A QUELLI CHE VOLEVANO PRENDERVI--CHI DUNQUE CERCATE VOI? ALLE VOSTRE PAROLE, ESSI CADDERO SUBITO CON LA FACCIA A TERRA. DEGNATEVI, VE NE PREGO SIGNORE  , DI LIBERARMI ALLO STESSO MODO DA TUTTI I MIEI NEMICI E DA TUTTI I LORO CATTIVI PROPOSITI DICENDO LORO- LASCIATE ANDARE SANO E SALVO N......
CHE E LA MIA CREATURA.
+ CHE ESSI NON POSSANO FARMI ALCUN MALE NE' ORA NE' IN AVVENIRE.
+ PER GESU' CHE VIVE E REGNA + CON DIO PADRE+ E L'UNITA' DELLO SPIRITO SANTO. COSI SIA 
BENEDETTO E LODATO SIA SEMPRE NOSTRO SIGNORE GESU'.



PREGHIERA DI SANTA APOLLINA 
contro le nevralgie e mal di denti, per 3 volte differenti soffiare a forma di + sulla guancia e dite--

SANT'APOLLINA
BELLA E DIVINA,
ERA SEDUTA AI PIE' D'UN ALBERO, SULLA BIANCA PIETRA DI MARMO
GESU' NOSTRO SALVATORE,
LA' PASSANDO PER FORTUNA
LE DISSE--APOLLINA
CHE COSA DUNQUE TI AFFLIGGE
SONO QUI, MAESTRO DIVINO,
PER IL DOLORE E NON PER PENA- SONO QUI PEL MIO CAPO, PEL MIO SANGUE 
E PER IL MIO MAL DI DENTI
GESU' LE DISSE--APOLLINA+ SULLA MIA PAROLA-O MALE DEVIA+ SE E' GOCCIA DI SANGUE SECCHERA'+ SE E VERME MORRA'

5 PADRE NOSTRO E 5 AVE ALLE 5 PIAGHE DEL SALVATORE.




PREGHIERA A SAN ANTONIO PER RITROVARE UN OGGETTO

+ GRAN S. ANTONIO DI PADOVA, FARO LUMINOSO VI PREGO D'ILLUMINARE LA MIA MENTE AFFINCHE' IO POSSA TROVARE --NOMINATE L'OGGETTO-- FATE CHE IO SVENTI LE ASTUZIE DI SATANA E CHE IO SORTA VITTORIOSO DAGLI AGGUATI CHE EGLI MI TENDE PER PERDERMI ED AFFLIGGERMI. VE NE SUPPLICO PER LA SCIENZA CHE LO SPIRITO SANTO HA SI' LARGAMENTE INFUSA IN VOI, PER ILLUMINARE L'UNIVERSO. COSI SIA



PREGHIERA DI S. ANTONIO PER LE NECESSITA' DELLA VITA
per ottenere le cose necessarie alla vita e non cadere nell'indigenza


PATRONO DI QUELLI CHE SI CONFIDANO IN VOI, GRAN S.ANTONIO DI PADOVA, IO VI DOMANDO, NO L'ABBONDANZA E NEPPURE LA POVERTA', TEMENDO CHE L'UNA MI TRASCINI ALLA VANITA' E L'ALTRA  ALL'IMPAZIENZA, ALL'AFFLIZIONE, AL DOLORE- MA IO VI DOMANDO, UNA ONESTA SUFFICENZA DELLE COSE NECESSARIE ALLA VITA MIA E DELLA MIA FAMIGLIA. IO SONO COMPOSTO DI CORPO E ANIMA- IL CORPO A BISOGNO DI NUTRIMENTO, E DI VESTIMENTA - LA GRAZIA E' NECESSARIA ALL'ANIMA PER VIVERE DI SPIRITO E SERVIRE DIO CHE E SPIRITO-ENTRAMBI SONO ESPOSTI A MOLTE INFERMITA', PADRE DEI POVERI, ASSISTETEMI E LIBERATEMI DA TUTTO CIO' CHE PUO' NUOCERMI. 1 PADRE NOSTRO


PREGHIERA X RICEVERE UNA BUONA ISPIRAZIONE SU UNA DECISIONE DA PRENDERE----O UN LAVORO, O UNA COSA DA INIZIARE---SI RECITA PRIMA DI ADDORMENTARSI-

O DIO! TU CHE SEI IL DIO DELLA SAPIENZA E DEL CONSIGLIO TU CHE LEGGI NEL MIO CUORE LA RETTA VOLONTA' DI PIACERE A TE SOLO ED ANCHE DI REGOLARMI RIGUARDO ALLE MIE DECISIONI CONFORME IN TUTTO AI TUOI SANTISSIMI DESIDERI CONCEDIMI PER L'INTERCCESSIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE MADRE MIA E DEI SANTI, LA GRAZIA DI CONOSCERE QUALE LAVORO DEVO INTRAPRENDERE E CONOSCIUTOLO FA' CHE IO POSSA CON L'AIUTO DEI SANTI ACCRESCERE LA TUA GLORIA SEMPRE LA SALUTE DEL CORPO E DELL'ANIMA E MERITARMI QUEL PREMIO CELESTE CHE TU HAI PROMESSO AGLI ESECUTORI DEL TUO DIVIN VOLERE AMEN

 PREGHIERA POTENTISSIMA DA RECITARE AL MATTINO, E LA SERA PRIMA DI DORMIRE.----PROTEGGE DA TUTTI GLI ATTACCHI---.

O PADRE POTENTISSIMO- O MADRE LA PIU' TENERA DELLE MADRI O ESEMPLARE AMMIRABILE DELLA MATERNA TENEREZZA PROTEGGICI CON IL TUO SANTO MANTO-O FIGLIO - FIORE DEI FIGLI- FORMA DI TUTTE LE FORME- ANIMA-SPIRITO- ARMONIA DI TUTTE LE COSE -PROTEGGICI CON LA TUA GRANDE PIETA'- CONSERVACI GUIDACI E LIBERACI DA TUTTI GLI SPIRITI MALIGNI CHE CI ASSEDIANO CONTINUAMENTE SENZA CHE NOI LO SAPPIAMO . AMEN
1 PADRE NOSTRO 1 SALVE REGINA.

venerdì 17 luglio 2015

Confidenze di Angeli Custodi.



Avendo un po' di tempo, il mio signore ha voluto andare alla stazione: ha sempre avuto passione per i treni fin da quando era bimbo e correva sulle scale che conducono ai binari.
Ora il suo passo e' calmo e sembra che ad ogni scalino si soffermi a pensare.
Stai pensando alla tua vita e non ne sei soddisfatto: perche'?

Ho fatto tutto il possibile per proteggerti, farti felice e svelarti la presenza di Dio, nei tuoi occhi profondi.
Sapessi quanto sei luminoso e splendente seduto a guardare i treni che vanno e vengono, come i tuoi pensieri.
Comprendi ora che se c'e' una stazione di partenza c'e' sempre una stazione di arrivo? 
Lasciati andare al silenzio e libera la mente sorridendo alla Vita che ti sorride.

Essa non ha eta', e' potente e fiera, delicata e dolce.
Guarda quella giovane ragazza che ha ritrovato il suo compagno e quelle persone che si salutano con amicizia ed affetto prima del viaggio ed osserva che anche i loro rispettivi Angeli si salutano!

So che vorresti andare via, partire e lasciare tutto ma che in realta' non sapresti dove andare.
Sei inquieto, nella tua mente si agitano rimpianti e nostalgie.
Mio caro, ti assicuro che hai sempre fatto del tuo meglio e cio' che era necessario per te in ogni momento.
Permettimi di sfiorarti la fronte, cosi' e mandiamo via questi pensieri oziosi ed inutili.
Accogli nel tuo cuore le energie di pace che il tuo Se' ti sta inviando e lascia che il tuo sorriso fiorisca.
Cosi' va bene!
Che gli ultimi raggi di sole ti riscaldino e ti donino la saggezza di un altro giorno trascorso.

E' giusto che tu ora ti diriga verso casa e sono contento che non ti dispiaccia tornare.
Il Guardiano della casa, tutti gli oggetti aspettano con gioia il nostro ritorno!
Ora guarda con attenzione tutto cio' che ti circonda e non essere distratto: osserva quel piccolo fiore che non hai notato prima, le ombre gia' lunghe che creano figure fantastiche, la magia del tramonto che accompagna verso il riposo!

Il mio caro signore dorme tranquillo nel suo letto.
Ho finito di sistemargli le coperte ed ho acceso una bella stella lucente sul suo capo in modo che la luce gli illumini la mente.
Mi riposo anch'io un po', vegliandolo con amore.
L'umanita' nel sonno svela la sua bellezza piu' pura che purtroppo spesso di giorno non riesce a vedere.

Il mio signore pensa di essere lontano da Dio e non riesce a vedere che Egli e' nei suoi occhi.
Cantero' questa notte le mie canzoni piu' belle in modo che possa fare bei sogni e vedermi domani mattina, allo specchio, mentre vicino a lui lo aiuto a prepararsi per uscire. 


Attraverso la mia Signora, scopro aspetti sempre nuovi della Vita, ed infinite gioie inaspettate che ogni giorno ci rallegrano.
Ora e' fuori nel giardino, da cui possiamo vedere fino all'orizzonte colline dolcemente ondulate, le viti che assumono molteplici colori ed i boschi, con le foglie che danzano nella lieve brezza del mattino. Sento il suo entusiasmo per la giornata appena iniziata e la vedo mentre osserva con attenzione il sole che illumina e colora le colline lontane, riscalda l'erba umida di rugiada e seguo i suoi passi attenti che si muovono senza fretta.

E' bello percepire la sua pace ed il suo stupore nel vedere ancora una farfalla che vuole ancora prolungare la sua estate e che si posa su una foglia ormai gialla: in un primo istante vorrebbe catturarla ma poi si limita a seguire il suo volo, nel mattino d'autunno, fino a che scompare alla sua vista.
La mia Signora e' rimasta da sola in casa, i suoi famigliari torneranno alla sera ma non c'e' tristezza o senso di lontananza poiche' lei sa che il tempo e' un'illusione che passa veloce, se si vive nella magia del qui ed ora in ogni istante e tante sono le attivita' che si possono intraprendere!
E' ora di colazione e tutto e' buono e fresco, preparato con amore gia' dalla sera prima ed osservo come gusta ogni boccone, con attenzione, concentrata sui sapori ed il gusto, comprendendo che e' un dono d'amore, mai scontato.
Percepisco che, mentre mangia, pensa con gioia alla vita che sta nascendo dentro di lei e come sara' piu' bella ed allegra la casa quando nuovi e piccoli passi percorreranno le stanze e poi il giardino e vedo che si ferma un attimo, chiudendo gli occhi lasciando che essa si muova dolcemente nelle sue profondita', svelandole che il momento si avvicina sempre di piu'.

Nella sua condizione e' bene non stancarsi, e quindi sceglie una comoda e morbida poltrona che le permette di osservare ogni particolare del giardino e pensare tranquillamente a come sara' il dono di questa vita, di che colore saranno i suoi occhi e come il suo sguardo e sento che il suo cuore sorride mentre non c'e' alcun timore o paura in lei ma solo un dolce abbandono al Mistero ed al Miracolo di cui lei e' solo un tramite.
I raggi del sole riscaldano la poltrona dove la mia Signora e' seduta, chiude gli occhi; mi avvicino piano, l'avvolgo con le mie ali facendola sprofondare in un sonno di pace e le dono bei sogni dove si vede circondata da alcuni figlioli che l'amano, la rispettano e che condividono con lei la vita, in semplicita', in questa bella casa spaziosa.
La lascio riposare a lungo, fino a quando l'aria si fa fresca ed e' ora di rientrare per mangiare ancora qualcosa.

Seguo il suo sguardo e percepisco il grande amore e gratitudine che la mia Signora ha per cio' che la circonda come se la condizione di madre la espandesse fino a considerare come dono della Vita tutto quello che puo' vedere.
Anche il pomeriggio passa veloce, nelle normali attivita' quotidiane, svolte con attenzione, ed ora che i suoi famigliari stanno ritornando a casa, sento il suo cuore sorridere di gioia poiche' presto voci e passi cari allieteranno la casa. Controlla se tutto e' a posto ed in ordine, e poi si dirige nel giardino dove dopo poco sente i consueti rumori: i suoi occhi si dilatano nel vedere i suoi cari che le fanno gia' cenno appena entrati nel giardino ed osservo che va loro incontro, apparentemente tranquilla in realta' molto felice, come se fosse un dono sempre nuovo il loro arrivo.

Dopo i consueti saluti, ascolta il racconto della loro giornata contenta che le descrivino ogni particolare con entusiasmo e con tale precisione che le sembra di vivere ogni momento come se fosse stata li' anche lei.
Vedo che osserva tutti con i suoi occhi profondi, colmi d'amore, che svelano e nascondono le sue emozioni e la sua grande gratitudine.

La cena trascorre in allegria, e dopo ognuno apprezza la tranquillita' ed il silenzio dove si legge, si chiacchiera in giardino, si dispongono i fiori appena raccolti e quando il buio avvolge ogni cosa la mia Signora si sente stanca e va a riposarsi.
Dopo aver dormito un po', si sveglia poiche' la Vita e' pronta ed il momento e' giunto.
Mi metto vicino a lei e sento che lei percepisce la mia presenza e si tranquillizza fino a lasciarsi andare, abbandonandosi senza pensieri, al Miracolo.
Senza alcuno sforzo, dopo poco, tutto e' finito e lei osserva prima smarrita e poi felice i suoi tre gattini che, con gli occhi chiusi, miagolano piano e la cercano per bere il loro primo latte; la mia Signora sistema le bestiole in modo che siano comode e le accarezza con le zampe, poi chiude gli occhi accogliendo il Mistero che si svela, nel semplice e perfetto dono della Vita, e si addormenta profondamente insieme ai suoi piccoli.

Al mattino la sorpresa fa gioire i suoi cari che restano un po' distanti, rispettosi per il grande dono che e' anche per loro, ed osservo che gli sguardi si incontrano, comunicando, oltre ogni possibile parola, gioia ed amore.
Osservo anche gli Angeli dei suoi famigliari che mi salutano e mi fanno cenno e poi mi abbracciano, con le loro grandi ali ed io e la mia Signora ci abbandoniamo alla commozione, comprendendo la ricchezza indimenticabile di questo momento.

Da allora la mia Signora e' cambiata, sente di piu' la mia presenza e mi guarda per farmi notare i progressi dei suoi figlioli, sulla Via della vita e si mette da parte volentieri quando i suoi cari prendono in braccio i micini ed a volte dimenticano di accarezzarla poiche' riconosce che sono cosi' belli ed irresistibili e ne e' orgogliosa.
La vedo mentre segue attenta i loro passi sempre piu' sicuri e quando li accompagna per la prima volta a conoscere i misteri e le ricchezze del giardino, facendogli osservare potenziali pericoli e le molte occasioni di stupore e di gioco ed e' proprio in questa occasione che gli Angeli dei suoi figlioli mi avvolgono con un amore grande, dando inizio ad un'intesa profonda che so che durera'.

I mesi passano veloci ed i gattini sono ormai indipendenti, giocano tra loro rincorrendosi per la casa ed io intuisco, insieme alla mia Signora, con un po' di tristezza, che questo periodo sta per finire e che proprio per questo motivo ogni istante e' prezioso.
Un pomeriggio percepiamo che qualcosa sta per cambiare e lei mi guarda con i suoi occhi dolci, sperando che io le dica che la sua sensazione non e' vera, ma non posso farlo poiche' il suo legame con i piccoli e' molto profondo e lei sente cio' che sento anch'io: due suoi figlioli verranno portati via e lei sa che non li rivedra' piu'.
Quando i suoi cari prendono due suoi figlioli, resta turbata, in silenzio con la coda che si agita nervosamente mentre il micetto rimasto le si stringe vicino, miagolando per chiedere dove vanno i suoi compagni di gioco ma la mia Signora non gli risponde, lo guarda soltanto con una grande tristezza, e si accuccia in un angolo.

Dopo un giorno di digiuno, la mia Signora riprende poco per volta a mangiare, prima svogliatamente poi con piu' entusiasmo poiche' so che ha percepito la preoccupazione del suo figliolo per il quale comunque e' bello ancora vivere.
Con il passare delle settimane la sua paura che anche l'ultimo suo tesoro le venga tolto, svanisce e lei si rilassa, godendosi pienamente la crescita del suo bel micetto bianco con qualche chiazza nera e gli occhi azzurri, insondabili come il cielo del tramonto.
Trascorrono molte stagioni, i ragazzi diventano grandi e perdono il loro interesse per i gatti che ormai considerano come qualcosa di scontato, come l'arredamento e le piante del giardino e le loro occupazioni li portano sempre piu' lontano dalla famiglia.
La mia Signora mi guarda, mi confida il suo dispiacere per questa crescente indifferenza e che le carezze affettuose tanto le mancano, soprattutto quando i suoi cari ritornano a casa, dopo che e' rimasta sola tutto il giorno con il suo tesoro ma poi sento che tra se' sorride guardando il suo figliolo che cresce bene, e che ama ancora accoccolarsi presso di lei e strofinarsi come quando era piccolo, ormai parecchio tempo fa.

La casa lentamente si svuota poiche' i ragazzi, ormai diventati grandi, hanno purtroppo perso gioia ed entusiasmo, non corrono piu' nel giardino, hanno una vita per conto loro, raramente vengono qui a farci visita e le poche volte che li vediamo sono assenti e distratti e salutano appena la mia Signora e suo figlio. Tra le stagioni che si alternano, percepisco che anche lei e' piu' assente, non corre piu' per la casa ed il suo sguardo e' diventato molto piu' profondo come se vedesse tutto cio' che la circonda come privo di consistenza.
Sente che un altro cambiamento si sta realizzando dentro di lei e, pur non capendo bene di cosa si tratta, si abbandona ad esso come aveva fatto quella volta, quando aspettava i suoi gattini, e non si preoccupa se i suoi movimenti diventano piu' lenti e se preferisce stiracchiarsi sulla comoda poltrona invece che andare a riscoprire nuovi profuni e novita' nel giardino.
Anche suo figlio nota la differenza e si fa sempre piu' affettuoso con lei, strofinandosi piu' intensamente e passando tempo a leccarle il viso mentre osserva stupito il suo rapido mutare.

Un pomeriggio d'autunno inoltrato, nella casa vuota, rallegrata solo dai passi leggeri delle due bestiole, il mio sguardo si incontra con quello della mia Signora e percepiamo che il momento e' giunto.
Non c'e' tristezza ne' rimpianto nel suo sguardo ma una vaga sensazione di curiosita' e di stupore.
Le suggerisco di uscire in giardino e lei mi ascolta e si avvia e fuori dove un caldo raggio di sole l'avvolge, facendo risplendere il suo pelo lucido; seguo i suoi passi lenti ma sicuri e l'osservo mentre annusa le castagne cadute sul prato e le foglie secche che danzano, accompagnate dalla brezza.
Come si sente stanca la mia Signora e come e' invitante quell'angolo ancora verde accarezzato dal sole!
Si sistema comodamente, con il suo figliolo vicino che la lecca teneramente, e poi mi guarda ancora una volta, con gli occhi colmi d'amore, prima di addormentarsi profondamente e risvegliarsi, tra le mie braccia, mentre volo con lei verso una luce radiosa.



Da molto tempo il mio Signore e' ammalato ed ora e' di nuovo in ospedale: la realta' esterna e quella di questo posto, gli hanno insegnato che il tempo e' illusione.
Quando viene dimesso e torna a casa, osserva con attenzione tutto cio' che lo circonda, senza fretta, gustandosi ogni piccola cosa.
Il tempo per lui si e' fermato mentre la sua mente si arresta, nel vuoto o concentrata sull'attimo presente.

Sono i lunghi periodi in ospedale che gli hanno fatto maturare questo sentire.
All'inizio della malattia, infatti, viveva in due tempi diversi: quello quando era "fuori" era frenetico, veloce poiche' il mio Signore voleva fare mille cose, intraprendere o finire mille attivita'.
Allora gli sembrava tempo perso stare fermo e quando doveva essere ricoverato, nelle prime volte, girava nei corridoi con rabbia, rimuginando tutto quello che aveva dovuto sospendere.

Tuttavia i ritmi dell'ospedale, lo conducevano poco per volta in un'altra dimensione, fatta di silenzi, attese, di non fare e lentamente si armonizzava sempre di piu' con questi ritmi.
Non e' stata la malattia fisica a cambiarlo ma la sua guarigione interiore dalla fretta, dal voler a tutti i costi fare con frenesia.
All'improvviso il vortice e' svanito, rivelandogli che nella pace tutto si compie e che non c'e' bisogno di correre.

I disturbi periodici che lo fanno ricoverare, sono diventati lo strumento del suo risveglio, della rinascita ad una nuova dimensione di coscienza.
I confini della sua mente si sono ampliati ed il suo occhio interiore spazia lontano, permettendogli di vivere nell'attenzione e consapevolezza, presente alla Vita, sempre.

Sono molto soddisfatto del mio Signore che ora sente la mia voce e percepisce sempre di piu' la danza dello Spirito, unificando il tempo in un punto, tra la mente ed il cuore, in cui e' possibile sorridere, cogliendo il gioco della Vita.
Abbiamo visto insieme molte persone lasciare il corpo fisico e spesso siamo stati loro vicini negli ultimi momenti.

Siamo stati una presenza silenziosa e discreta, fatta di sguardi e di sorrisi ed alcune volte la persona rispondeva al suo sguardo, ricambiando con un sorriso ed il mio Signore faceva allora un cenno con il capo per far intendere che "Si', abbiamo capito la Danza della Vita che si trasmuta nel Cuore di Dio."
Quando lo vedo sfogliare giornali e riviste in ospedale, leggo i suoi pensieri e vedo che e' distante da tanti avvenimenti che non lo coinvolgono piu' ne' lo fanno arrabbiare come una volta ma e' piu' attento ai problemi ed ai drammi umani che su vasta scala o individualmente, avvengono ogni giorno.

Piu' ci si addentra nel Mistero della Vita, piu' si comprendono le sofferenze a volte senza sblocco di popoli o di singole persone che spesso portano a tragici epiloghi.
Guerre civili perpetrate per anni, siccita' e fame che sono presenti in molte nazioni, intristiscono il mio Signore e gli fanno comprendere che, pur essendo ammalato, e' tra i pochi privilegiati che possono essere curati con attrezzature adeguate, nella pulizia e professionalita'.
Quando questi pensieri si affacciano alla sua mente, lo sento molto piu' vicino a me poiche' il suo cuore si amplia e si espande il suo amore.

Gli hanno comunicato che la degenza sta per finire, presto saremo a casa.
Da una parte il mio Signore e' felice e sorride a quest'idea ma dall'altra prova un'inspiegabile malinconia.
Nel suo soggiorno qui ha conosciuto parecchie persone con cui ha stabilito un rapporto profondo: alcune di esse hanno lasciato la Terra ed altre sono gia' tornate alle loro case ed e' molto improbabile che le potra' rivedere.
Ora sta fissando i miei occhi e sente la mia presenza ed ha preso l'abitudine, quando cala la sera, di condividere con me le impressioni e gli avvenimenti della giornata: questo e' molto bello e mi rende felice poiche' riusciamo ad avere un dialogo interiore.
Ora mi parla, raccontandomi di se'.

"A volte ho come la sensazione che le persone negli ospedali, abbiano maggiori occasioni di ritrovare se' stesse ed un legame di compassione e solidarieta' difficile da realizzare altrove.
E' come essere proiettati insieme in un'altra dimensione sconosciuta in cui le regole sono diverse, l'importante e' differente ed ogni evento assume significati particolari.
Tutto diventa importante e si dilata e piccole cose, insignificanti fuori, qui sono essenziali.

Mio Angelo, osservo le persone intorno a me e le trovo tutte belle, con i loro problemi alla fine simili e con una grande ricchezza nel cuore.
L'umanita' mostra il suo aspetto comune rendendo possibile il dialogo, la comprensione e l'ascolto profondo, fatto di intese, di sorrisi e di gesti silenziosi.
Dopo tutto il tempo che ho trascorso, tra intervalli piu' o meno lunghi, in diversi ospedali, ho capito come tutto sulla Terra sia un sogno che assume sfaccettature diverse a seconda del contesto.
Sono felice di tornare a casa e mi porto nel cuore tutte le persone che ho conosciuto e con le quali ho percorso una parte della mia vita."

Ora rispondo al mio Signore, confidandogli il mio pensiero.
"Mio Divino Signore, la voce e le energie del cuore sono cio' che ognuno sulla Terra deve ritrovare poiche' sono l'essenza dell'umanita' ed in esse ogni percorso trova la sua ragione ed il suo compimento.
Riscoprendo questi aspetti si vive un legame profondo con le persone e con tutto cio' che ci circonda.

Alcuni, a causa del loro percorso, riescono a comprendere queste chiavi senza dover vivere esperienze piu' o meno tristi altri invece, come te ad esempio, senza di esse non avrebbero potuto capire e riscoprire importanti verita'.
Sii consapevole, nella gioia, della tua ricchezza interiore e saggezza ritrovate, del tuo cuore che ora si svela e sboccia cosi' bello e sappi che questa consapevolezza ti accompagnera' sempre facendoti danzare felice e nell'amore nell'illusione del tempo!"

Il mio Signore sorride, ha ascoltato ed ora va alla finestra per osservare le auto che passano veloci, la gente che cammina lesta, affrettandosi per tornare a casa.
Sa che questa esperienza che prima non accettava e che gli sembrava una tragedia, gli ha permesso di accedere al Mistero della Vita.
Ora si volta e mi guarda negli occhi e mi fa cenno con il capo.
Sta scendendo la sera, portando con se' il compimento del giorno.
La', nel crepuscolo, luce ed ombra si fondono in colori belli e tutti gli Angeli delle persone intorno a noi brillano nell'oscurita'.
Anche noi ci sentiamo parte di un'unica Sacra Energia in cammino qui sulla Terra, verso la Verita' e verso Dio.


giovedì 24 aprile 2014

San Francesco d'Assisi.




Francesco nacque ad Assisi nel 1182, da Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe preziose, e da Madonna Pica; la madre gli mise nome Giovanni; ma, tornato il padre dal suo viaggio in Francia, cominciò a chiamare il figlio Francesco. Prima della conversione il giovane Francesco fu partecipe della cultura "cortese-cavalleresca" del proprio secolo e delle ambizioni del proprio ceto sociale (la nascente borghesia).
Nel 1202, tra le fila degli homines populi, prese parte allo scontro di Collestrada con i perugini e i boni homines fuoriusciti assisani: Francesco fu catturato con molti suoi concittadini e condotto prigioniero a Perugia…Dopo un anno, tra Perugia e Assisi fu conclusa la pace, e Francesco rimpatriò insieme ai compagni di prigionia.
Decide allora di realizzare la sua aspirazione a diventare miles (cavaliere) e nel 1205 si unisce al conte Gentile, che partiva per la Puglia, onde essere da lui creato cavaliere (FF 1491). È a questo punto della vita di Francesco che iniziano i segni premonitori di un destino diverso da quello che lui aveva sognato. In viaggio verso la Puglia, giunto a Spoleto, a notte fatta si stese per dormire. E nel dormiveglia udì una voce interrogarlo: «Chi può meglio trattarti: il Signore o il servo?». Rispose: «Il Signore». Replicò la voce: «E allora perché abbandoni il Signore per il servo?» (FF 1492). L’indomani Francesco torna ad Assisi aspettando che Dio, del quale aveva udito la voce, gli rivelasse la sua volontà.


Trascorre circa un anno nella solitudine, nella preghiera, nel servizio ai lebbrosi, fino a rinunciare pubblicamente, nel 1206, all’eredità paterna nelle mani del vescovo Guido e assumendo, di conseguenza, la condizione canonica di penitente volontario. Francesco veste l’abito da eremita continuando a dedicarsi all’assistenza dei lebbrosi e al restauro materiale di alcune chiese in rovina del contado assisano dopo che a San Damiano aveva udito nuovamente la voce del Signore dirgli attraverso l’icona del Crocifisso:«Francesco va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina».
Nel 1208, attirati dal suo modo di vita, si associano a Francesco i primi compagni e con essi nel 1209 si reca a Roma per chiedere a Innocenzo III l’approvazione della loro forma di vita religiosa. Il Papa concede loro l’autorizzazione a predicare rimandando però a un secondo tempo l’approvazione della Regola: Andate con Dio, fratelli, e come Egli si degnerà ispirarvi, predicate a tutti la penitenza. Quando il Signore onnipotente vi farà crescere in numero e grazia, ritornerete lieti a dirmelo, ed io vi concederò con più sicurezza altri favori e uffici più importanti 
into dal desiderio di testimoniare Cristo nei paesi musulmani, Francesco tenta più volte di recarvisi. Finalmente nel 1219 raggiunge Damietta, in Egitto, dove, durante una tregua nei combattimenti della quinta crociata, viene ricevuto e protetto in persona dal Sultano al-Malik al-Kamil.
Rientrato ad Assisi nel 1220 Francesco rinuncia al governo dei fratia favore di uno dei suoi primi seguaci: Pietro Cattani. Non rinuncia però ad esserne la guida spirituale come testimoniano i suoi scritti.
Il 30 maggio 1221 si radunò in Assisi il capitolo detto "delle stuoie" al quale partecipò un numero davvero rilevante di frati (dai 3000 ai 5000), si discusse il testo di una Regola da sottoporre all’approvazione della Curia romana e fu nominato frate Elia vicario generale al posto di Pietro Cattani, morto il 10 marzo di quell'anno.
La Regola (conosciuta come "Regola non bollata") discussa e approvata dal capitolo del 1221 fu respinta dalla Curia romana perché troppo lunga e di carattere scarsamente giuridico. Dopo un processo di revisione del testo, al quale collaborò il cardinale Ugolino d'Ostia (il futuro papa Gregorio IX), il 29 novembre 1223 finalmente Onorio III approva con la bolla Solet annuere la Regola dell’Ordine dei Frati Minori (detta "Regola bollata").
Durante la notte di Natale del 1223, a Greccio, Francesco volle rievocare la nascita di Gesù, facendo una rappresentazione vivente di quell'evento per vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato [il Bambino nato a Betlemmeper la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello. È da questo episodio che ebbe poi origine la tradizione del presepe.



Dopo il capitolo di Pentecoste del 1224 Francesco si ritirò con frate Leone sul monte della Verna per celebrarvi una quaresima in onore di san Michele Arcangelo. Lì, la tradizione dice il 17 settembre, Francesco avrebbe avuto la visione del serafino, al termine della quale nelle sue mani e nei piedi cominciarono a comparire gli stessi segni dei chiodi che aveva appena visto in quel misterioso uomo crocifisso. L’episodio è confermato dall’annotazione di frate Leone sulla chartula autografa di Francesco (attualmente conservata in un reliquiario presso il Sacro Convento di Assisi): Il beato Francesco, due anni prima della sua morte, fece una quaresima sul monte della Verna…e la mano di Dio fu su di lui mediante la visione del serafino e l’impressione delle stimmate di Cristo nel suo corpo.
San Francesco
Nell’ultimo biennio di vita di Francesco si colloca anche la composizione del Cantico di frate sole (o Cantico delle creature). Sono anni questi in cuiFrancesco è sempre più tribolato dalla malattia (soffriva di gravi disturbi al fegato e di un tracoma agli occhi). Quando le sue condizioni si aggravarono in maniera definitiva Francesco fu riportato alla Porziuncola, dove morì nella notte fra il 3 e il 4 ottobre 1226. Il giorno seguente il suo corpo, dopo una sosta presso San Damiano, fu portato in Assisi e venne sepolto nella chiesa di San Giorgio.
Frate Francesco d’Assisi fu canonizzato il 19 luglio 1228 da Papa Gregorio IX. Il 25 maggio 1230 la sua salma fu infine trasferita dalla chiesa di San Giorgio e tumulata nell'attuale Basilica di San Francesco fatta costruire celermente da frate Elia su incarico di Gregorio IX tra il 1228 e il 1230.



Santa Rita da Cascia.






Rita nacque presumibilmente nell'anno 1381 a Roccaporena, un villaggio situato nel comune di Cascia in provincia di Perugia, da Antonio Lotti e Amata Ferri. I suoi genitori erano molto credenti e la situazione economica non era agiata ma decorosa e tranquilla. La storia di S. Rita fu ricolma di eventi straordinari e uno di questi si mostrò nella sua infanzia.
La piccina, forse lasciata per qualche momento incustodita nella culla in campagna mentre i genitori lavoravano la terra, fu circondata da uno sciame di api. Questi insetti ricoprirono la piccola ma stranamente non la punsero. Un contadino, che nel contempo si era ferito alla mano con la falce e stava correndo a farsi medicare, si trovò a passare davanti al cestello dove era riposta Rita. Viste le api che ronzavano attorno alla bimba, prese a scacciarle ma, con grande stupore, a mano a mano che scuoteva le braccia per scacciarle, la ferita si rimarginava completamente. La tradizione ci tramanda che Rita aveva una precoce vocazione religiosa e che un Angelo scendeva dal cielo a visitarLa quando si ritirava a pregare in un piccolo sottotetto.




S. RITA ACCETTA DI ESSERE SPOSA
Rita avrebbe desiderato farsi monaca tuttavia ancor giovanetta (circa a 13 anni) i genitori, oramai anziani, la promisero in sposa a Paolo Ferdinando Mancini, un uomo conosciuto per il suo carattere rissoso e brutale. S. Rita, abituata al dovere non oppose resistenza e andò in sposa al giovane ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, presumibilmente verso i 17-18 anni, cioè intorno al 1397-1398.

Dal matrimonio fra Rita e Paolo nacquero due figli gemelli maschi; Giangiacomo Antonio e Paolo Maria che ebbero tutto l'amore, la tenerezza e le cure dalla mamma. Rita riuscì con il suo tenero amore e tanta pazienza a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.

La vita coniugale di S. Rita, dopo 18 anni, fu tragicamente spezzata con l'assassinio del marito, avvenuto in piena notte, presso la Torre di Collegiacone a qualche chilometro da Roccaporena mentre tornava a Cascia.

IL PERDONO
Rita fu molto afflitta per l'atrocità dell'avvenimento, cercò dunque rifugio e conforto nell'orazione con assidue e infuocate preghiere nel chiedere a Dio il perdono degli assassini di suo marito.
Contemporaneamente S. Rita intraprese un'azione per giungere alla pacificazione, a partire dai suoi figlioli, che sentivano come un dovere la vendetta per la morte del padre.
Rita si rese conto che le volontà dei figli non si piegavano al perdono, allora la Santa pregò il Signore offrendo la vita dei suoi figli, pur di non vederli macchiati di sangue. "Essi moriranno a meno di un anno dalla morte del padre"..

Quando S. Rita rimase sola, aveva poco più di 30 anni e senti rifiorire e maturare nel suo cuore il desiderio di seguire quella vocazione che da giovinetta aveva desiderato realizzare.

S. RITA DIVENTA MONACA
Rita chiese di entrare come monaca nel Monastero di S. Maria Maddalena, ma per ben tre volte non fu ammessa, in quanto vedova di un uomo assassinato.
La leggenda narra che S. Rita riuscì a superare tutti gli sbarramenti e le porte chiuse grazie all'intercessione di: S. Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola da Tolentino che l'aiutarono a spiccare il volo dallo " Scoglio" fino al Convento di Cascia in un modo a Lei incomprensibile. Le monache convinte dal prodigio e dal suo sorriso, la accolsero fra di loro e qui Rita vi rimase per 40 anni immersa nella preghiera.

IL MIRACOLO SINGOLARE DELLA SPINA 
Era il Venerdì Santo del 1432, S. Rita tornò in Convento profondamente turbata, dopo aver sentito un predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione. In uno slancio di amore S. Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte la Sue sofferenze. Avvenne allora il prodigio: S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. S. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore.

VITA DI SOFFERENZA
Per Rita gli ultimi 15 anni furono di sofferenza senza tregua, la sua perseveranza nella preghiera la portava a trascorrere anche 15 giorni di seguito nella sua cella "senza parlare con nessuno se non con Dio", inoltre portava anche il cilicio che le procurava sofferenza, per di più sottoponeva il suo corpo a molte mortificazioni: dormiva per terra fino alla fine quando si ammalo e rimase inferma negli ultimi anni della sua vita.




IL PRODIGIO DELLA ROSA
A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si reco nell'orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita. Cosi S. Rita divenne la Santa della "Spina" e la Santa della "Rosa". S. Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447.
S. Rita da Cascia è stata beatificata ben 180 anni dopo il suo decesso e proclamata Santa a 453 anni dalla sua morte. Dalla biografia di Padre Cavallucci, riprodotta nel primo volume della Documentazione ritiana antica, si osserva che fin da allora accanto all'arca di Rita si vedevano "molte immagini d'argento, di cera, di figure in tavole ed in tela, di ferri, di catene di schiavi, di canne rotte di schioppi", il tutto "fedelissimamente registrato dai Notai alla presenza dei testimoni. Presso il sacro corpo di Rita, continua il biografo, "si vede molti infermi e feriti essere risanati di gravissima infermità, molti ciechi essere stati illuminati, molti muti a nativitate aver ricevuto la loquela, stroppiati e zoppi essere stati risanati"; in più gli indemoniati venivano liberati e non mancava chi asseriva di esser scampato a morte certa grazie all'intercessione di suor Rita.
In questa biografia si citano quarantasei miracoli, i primi undici dei quali risalgono tutti al 1457 dal che si può desumere che essi siano quelli riportati dal notaio casciano Domenico Angeli. Eccoli:

  1. A dì 25 di Maggio 1457. Battista D'Angelo dal Colgiacone essendo privo a fatto di luce degli occhi, mandò devoti preghi al Signore Dio avanti il corpo della Beata Rita, e per misericordia infinita fu esaudito, ritornandogli la vista come prima.
  2. A dì 25 del detto mese medesimamente Lucretia di Ser Pauolo da Colforcello tutta male stante per la quantità de gli anni, e gonfia per hidropisia, fattasi portare avanti al corpo della Beata Rita, facendo devote orazioni, ritornò nella pristina sanità.
  3. Pure nello stesso mese una donna chiamata Cecca d'Antonio sorda da un orecchio per cinque anni continui, invocando principalmente l'Onnipotente Dio e la Beata Rita fu liberata con chiarissimi segni in presenza di molto popolo.
  4. A dì 29 del detto mese. Salimene d'Antonio dal Poggio avendo un dito della mano privo a fatto di senso per lungo tempo, accostatolo al corpo della Beata con gran reverenza ed umiltà, devozione e fede, fu fatto libero alla presentia di molte genti, versando molte lagrime, ne rese grazie al Signore ed alla Beata Rita.
  5. All'ultimo di Maggio 1457. Giacomuccia di Leonardo da Ocone tormentata per molti anni da gravissimi dolori di gambe ed enfiatione di corpo per così gran dolore intenso pochissimo mangiava in due anni, essendo portata a braccia avanti al corpo della Beata, ed ivi raccomandandosi al Signore, ed a Lei, fermatasi in Chiesa per otto giorni, fu fatta libera, e con grandissimo suo contento ringraziò Dio principalmente, e la Beata Rita.
  6. Nel giorno medesimo Cecca di Gio. da Biselli di Norcia essendo nata muta, come testificano i parenti ed altri che vennero seco a visitare il detto corpo, fattene devote orazioni comincio a parlare e dire Ave Maria ed altre parole, con grandissimo stupore dei parenti e di tutto il popolo.
  7. Al 2 di Giugno 1457. Matteo del Re d'Ocone aveva Bernardo suo figlio con una pietra dentro alla vescica, che gli dava grandissimo dolore, vedendo mille morti l'hora, lo votò alla Beata Rita, per cui meriti fu per Divina grazia liberato.
  8. A dì 3 del detto mese Spirito d'Angelo da Cassia aveva patito d'una sciatica intensissimo dolore per quattro anni continui, ricorrendo alla Beata Rita restò libero.
  9. A dì 7 Mattia di Cancro da Rocca Indulsi di Norcia essendo nata muta e condotta dai suoi parenti al detto corpo facendosi orazione da tutti i circostanti, ottenne gratia da Dio di parlare con la lingua sciolta, e fu di stupore a tutte le genti, che la sentirono parlare, e sopra ciò furono fatte processioni da tutti i Sacerdoti ed una Predica dal R.P. Maestro Giovanni Pauletti da Cassia.
  10. Nel detto giorno Cecco d'Antonio di San Cipriano dalla Matrice muto dalla nascita condotto dal suo Padre al corpo della Beata Rita con caldissime orazioni fermatosi due giorni, ricevette la grazia della loquela con grandissimo stupore di tutto il popolo.
  11. A dì 8 di giugno 1457. Lucia di Santi dal Castel di Santa Maria di Norcia cieca a fatto d'un occhio per spatio di 15 anni, e l'altro occhio aveva appannato in modo che a pena vedeva un poco di lume, menata a mano avanti il corpo della Beata Rita, ove dimorando per quindici giorni con orazioni fu finalmente illuminata dell'uno e dell'altro occhio, con lacrime e sospiri rendeva grazie infinite alla Divina Maestà.

Come si può constatare, le guarigioni miracolose riguardano le malattie più diverse, anche cecità e mutismo risalenti alla nascita.
Gli altri miracoli erano avvenuti tra il 1447 e il 1603. Si tratta di guarigioni da malattie di ogni genere: paralisi totali, pietra nella "vesciga", difficoltà di parola, ferite considerate inguaribili e andate in putrefazione, ascessi in gola, pazzia, ossa rotte, piaghe purulente, emorragie, possessioni da "spiriti immondi", peste, cancro alla gola e altro ancora. Oltre a citare i miracoli accuratamente accertati e protocollati, il Padre Cavallucci informa che "ancora oggi nel tempo nostro nell'aprir della Cassa e dell'arca dove si trova quel corpo, si sente una fragrantia, la quale pare fatta di varie misture odorifere, sentendosi finché la detta cassa sta aperta, anzi s'è osservato con gran diligenza, e trovato per cosa verissima, che per ciascheduna volta che Nostro Signore Gesù Cristo concede qualche grazia per intercessione della Beata Rita, quest'odore e questa fragrantia si sente tanto maggiormente molti giorni prima, e doppo etiam che la cassa stia serrata, come più volte è successo, e che doppo la fragrantia di molti giorni è comparso alcuno di varie Città e Terre a portare elemosina in soddisfattioni de' lor voti...". Il Cavallucci aggiunge ancora che le monache del monastero usavano nel mese di maggio preparare dei piccoli pani che nel giorno della festa di suor Rita, il 22 del mese, distribuivano ai bisognosi; e "per avere gustato detto pane" molti venivano liberati dalle febbri e da altre infermità.
Ma c'è di più: l'olio della lampada che veniva tenuta costantemente accesa sopra la cassa di Rita, era ritenuto miracoloso, per cui le monache "danno dell'olio di essa lampada a vari per ungere i membri de' corpi addolorati da qualsivoglia dolore, e s'è trovato con verità che quest'olio ha operato grandissimo giovamento a molti.




Nel sesto centenario della nascita di santa Rita

Al venerabile fratello
Ottorino Pietro Alberti
arcivescovo di Spoleto e vescovo di Norcia Con la recente lettera, relativa alle celebrazioni tuttora in corso per il VI Centenario della nascita di santa Rita da Cascia, Ella ha voluto rinnovarmi l'amabile invito, già manifestato nel marzo dello scorso anno, perché con una speciale visita o con altra iniziativa partecipassi di persona all'unanime coro di lodi che si leva nel mondo cristiano in onore di Colei, che il mio predecessore Leone XIII di v.m. chiamò "la perla preziosa dell'Umbria".
Tale richiesta, che so condivisa non solo dai figli delle diocesi a Lei affidate, ma dall'innumerevole schiera dei devoti della Santa, si incontra con il mio vivo desiderio di non lasciar passare il presente "Anno Ritiano" senza che io ricordi ed esalti la sua mistica e tanto cara figura. Perciò, unendomi spiritualmente ai pellegrini che anche da terre lontane giungono in gran folla a Cascia, sono lieto di deporre un fiore di pietà e di venerazione sulla sua Tomba, nel ricordo degli insigni esempi delle sue alte virtù.
E sono anche grato alla Provvidenza divina per alcuni singolari collegamenti, che uniscono il presente Centenario ad altre ricorrenze altamente suggestive per chi sappia leggere nella giusta prospettiva le vicende della storia umana. Non dimentico, infatti, la visita da me compiuta a Norcia per celebrare, a quindici secoli dalla sua nascita, il grande patriarca del monachesimo occidentale San Benedetto. Ne posso omettere la recente apertura del Centenario di San Francesco d'Assisi. Sono due figure, queste, a fianco delle quali l'umile Donna di Roccaporena si colloca come una sorella minore, quasi a comporre un "trittico ideale" di radiante santità, che attesta ed insieme sollecita ad approfondire, nel senso della coerenza, l'ininterrotto filone di grazia che solca la terra feconda dell'Umbria cristiana. Ma non posso neppure tralasciare un'altra felice coincidenza, ravvisabile nel fatto che Rita viene al mondo un anno dopo la morte di Caterina da Siena, quasi a segnare una continuità non priva di meraviglioso spirituale significato.
È noto a tutti come l'itinerario terreno della Santa di Cascia si articoli in diversi stati di vita, cronologicamente successivi e - quel che più conta - disposti in un ordine ascendente, che segna le diverse fasi di sviluppo della sua vita d'unione con Dio. Perché Rita è santa? Non tanto per la fama dei prodigi che la devozione popolare attribuisce all'efficacia della sua intercessione presso Dio onnipotente, quanto per la stupefacente "normalità" dell'esistenza quotidiana, da lei vissuta prima come sposa e madre, poi come vedova ed infine come monaca agostiniana. Era una sconosciuta giovinetta di codesta Terra, che nel calore dell'ambiente familiare aveva appreso l'abitudine alla tenera pietà verso il Creatore nella visione, che è già una lezione, del suggestivo scenario della catena appenninica. Dove fu allora la ragione della sua santità? E dove l'eroicità delle sue virtù? Vita tranquilla ed umbratile era la sua, senza il rilievo di avvenimenti esterni, allorché, contro le personali sue preferenze, abbracciò lo stato matrimoniale. Così divenne sposa, rivelandosi subito come vero angelo del focolare e svolgendo un'azione risolutiva nel trasformare il costume del co-niuge. E fu anche madre, allietata dalla nascita di due figlioli, per i quali, dopo la proditoria uccisione del marito, tanto trepidò e sofferse, nel timore che nelle loro anime insorgesse fin l'ombra di un desiderio di vendetta contro gli assassini del padre. Da parte sua, li aveva generosamente perdonati, determinando anche la pacificazione delle famiglie. Già vedova, rimase poco dopo priva dei figli, sicché, essendo libera da ogni vincolo terreno, decise di darsi tutta a Dio. Ma anche a questo riguardo soffrì prove e contraddizioni, finché potè realizzare l'ideale che le era arriso fin dalla prima giovinezza, consacrandosi al Signore nel monastero di Santa Maria Maddalena. L'umile esistenza, che qui trascorse per circa quaranta anni, fu del pari sconosciuta agli occhi del mondo ed aperta solo all'intimità con Dio. Furono, quelli, anni di assidua contemplazione, anni di penitenze e di preghiere, che culminarono in quella piaga che le si stampò dolorosa sulla fronte. Appunto questo segno della spina, al di là della sofferenza fisica che le procurava, fu come il sigillo delle sue pene interiori, ma fu soprattutto la prova della sua diretta partecipazione alla Passione del Cristo, centrata - per così dire - in uno dei momenti più drammatici, quale fu quello della coronazione di spine nel pretorio di Filato (cfr. Mt 27,29; Me 15,17; Gv 19,2.5).
È qui, pertanto, che bisogna ravvisare il vertice della sua mistica ascesa, qui la profondità di una sofferenza, che fu tale da determinare una traccia somatica esterna. E qui ancora si scopre un significativo punto di contatto tra i due figli dell'Umbria, Rita e Francesco. In realtà, quel che furono le stigmate per il Poverello, fu la spina per Rita: cioè un segno, quelle e questa, di diretta associazione alla Passione redentiva di Cristo Signore, coronato di pungenti spine dopo la cruenta flagellazione e, successivamente, trafitto da chiodi e colpito dalla lancia sul Calvario. Tale associazione si stabilì in entrambi i Santi sulla comune base di quell'amore, che ha un'intrinseca forza unitiva, ed appunto per quella spina dolorosa la Santa delle rose divenne simbolo vivente di amorosa compartecipazione alle sofferenze del Salvatore. Che la rosa dell'amore allora è fresca e olezzante, quando è associata alla spina del dolore! Così fu in Cristo, modello supremo; così fu in Francesco; così fu in Rita. Invero, anche Ella ha sofferto ed amato: ha amato Dio ed ha amato gli uomini; ha sofferto per amore di Dio ed ha sofferto a causa degli uomini. Pertanto, il graduale succedersi dei vari stadi nel suo cammino terreno rivela in Lei una parallela crescita d'amore fino a quello stigma che, mentre da la misura adeguata della sua elevazione, spiega al tempo stesso perché la sua dolce figura eserciti tanta attrattiva tra i fedeli, che ne celebrano il nome e ne esaltano il mirabile potere presso il trono di Dio.
Figlia spirituale di sant'Agostino, Ella ne ha messo in pratica gli insegnamenti, pur senza averli letti nei libri. Colui che alle donne consacrate aveva tanto raccomandato di "seguire l'Agnello dovunque vada" e di "contemplare con gli occhi interiori le piaghe del Crocifisso, le cicatrici del Risorto, il sangue del Morente (...), tutto soppesando sulla bilancia della carità" (cfr. De sancta virginitate, 52, 54, 55; PL 40, 428), fu ubbidito "ad litteram" da Rita che, specialmente nel quarantennio claustrale, dimostrò la continuità e la saldezza del contatto stabilito con la vittima divina del Golgota.
La lezione della Santa - giova precisare - si concentra su questi elementi tipici di spiritualità: l'offerta del perdono e l'accettazione della sofferenza, non già per una forma di passiva rassegnazione o come frutto di femminile debolezza, ma per la forza di quell'amore verso Cristo, che proprio nel ricordato episodio della coronazione ha subito, con le altre umiliazioni, un'atroce parodia della sua regalità. Alimentato da questa scena, che non senza motivo la tradizione della Chiesa ha inserito al centro dei "misteri dolorosi" del Santo Rosario, il misticismo ritiano si ricollegava allo stesso ideale, vissuto in prima persona e non semplicemente enunciato, dall'Apostolo Paolo: Ego... stigmata Domini lesu in corpore meo porto (Gai 6,17); Adimpleo ea, quae desunt passionimi Christi in carne meo prò corpore eius, quod est Ecclesia (Col 1,24). Anche questo ulteriore elemento occorre rilevare, cioè la destinazione ecclesiale dei meriti della Santa: segregata dal mondo ed intimamente associata al Cristo sofferente. Ella ha fatto rifluire nella comunità dei fratelli il frutto di questo suo "compatire".
Davvero Rita è ad un tempo la "donna forte" e la "vergine saggia", delle quali ci parla la Sacra Scrittura (Pro 31,10ss; Mt 25,1 ss), che in tutti gli stati di vita indica, e non già a parole, quale sia la via autentica alla santità come sequela fedele di Cristo fino alla croce. Per questo a tutti i suoi devoti, sparsi in ogni parte del mondo, ho desiderato riproporne la dolce e dolente figura con l'augurio che, ad essa ispirandosi, vogliano corrispondere - ciascuno nello stato di vita che gli è proprio - alla vocazione cristiana nelle sue esigenze di chiarezza, di testimonianza e di coraggio: sic luceat lux vostra coram hominibus... (Mt 5,16).
A questo stesso scopo affido a Lei la presente Lettera che, nella luce del Centenario Ritiano, Ella vorrà portare a conoscenza dei fedeli con l'incoraggiamento e il conforto della Benedizione Apostolica.




PATRONA DEI CASI IMPOSSIBILI E DISPERATI


O cara Santa Rita, 
nostra Patrona anche nei casi impossibili e Avvocata nei casi disperati, 
fate che Dio mi liberi dalla mia presente afflizione......., 
e allontani l'ansietà, che preme così forte sopra il mio cuore. Per l'angoscia, che voi sperimentaste in tante simili occasioni,
abbiate compassione della mia persona a voi devota,
che confidentemente domanda il vostro intervento
presso il Divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso. O cara Santa Rita,
guidate le mie intenzioni
in queste mie umili preghiere e ferventi desideri.
Emendando la mia passata vita peccatrice
e ottenendo il perdono di tutti i miei peccati,
ho la dolce speranza di godere un giorno
Dio in paradiso insieme con voi per tutta l'eternità.
Così sia.
Santa Rita, Patrona dei casi disperati, pregate per noi.
Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili, intercedete per noi.
3 Pater, Ave e Gloria.



Per quanto tu possa essere infelice, per ciò che ti affligge, non temere di aprire con fiducia il tuo cuore a questa piccola, grande suora di Cascia.
Santa Rita saprà parlare al tuo cuore con il Suo straordinario Amore ed infiammare il tuo e attraverso la Sua intercessione renderlo ancor più gradito al Signore.
Santa Rita nei secoli ha lasciato la sua impronta di amore, per le straordinarie guarigioni, conversioni e liberazione degli ossessi ottenute da Dio, ancora oggi è vicina a chi la invoca, perché l'amore non ha tempo e dura per sempre. L'intercessione di Santa Rita è cosi potente che il popolo devoto la chiama la "Santa dei casi impossibili, avvocata dei casi disperati". Cosa aspetti dunque, prova anche tu a chiedere la sua potente intercessione, chissà che la tua costanza sia premiata e ti possa unire con coloro che ringraziano Iddio di avergli donata questa grande Santa. Se il tuo cuore è ansioso di fare qualcosa per i fratelli che sono attanagliati dalla sofferenza o dalla solitudine, puoi suppplicare con ardore il Signore. La preghiera è una delle più alte forme di carità. Se poi cerchi altri meravigliosi fratelli che possono unirsi a te nella preghiera in un cuor solo, allora visita il sito del Monastero invisibile di carità e fratellanza. Lì troverai una famiglia disposta ad accoglierti a braccia aperte.


Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...