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E così parliamo di Silvestro II, forse il personaggio più misterioso della storia di Roma.
Silvestro II,al secolo Gerberto D’Aurrillac divenne papa il 2 aprile 999. Fu persona coltissima,esperta di ogni arte e dotata sicuramente di una mente acuta e insaziabile.Su di lui circolano numerose storie e sia che si voglia dar retta alle varie leggende nere, sia che si voglia credere alla sua figura storica, ci si accorgerà di trattare di un uomo fuori dal comune.
La situazione storica in cui Gerberto divenne Papa era caratterizzata dall’apice della lotta per le investiture. Infatti il pontificato precedente ebbe una storia molto travagliata.
Ottone III, l imperatore tedesco aveva messo sul soglio pontificio suo cugino, Brunone con il nome di Gregorio V. (correva l’anno 996 )
Apertamente osteggiato dalla nobiltà romana, guidata da Crescenzio (Quello dell’ omonima via parallela a via Cola di rienzo Ndr), Brunone fu costretto a rifugiarsi a Pavia.
Nel frattempo a Roma venne eletto da Crescenzio un anti papa: Giovanni XVI.
Ma Ottone III, dopo essere venuto in soccorso di suo cugino, fece decapitare Crescenzio e fece appendere il suo corpo in cima a monte Mario, al tempo chiamato Mons Malus. All’ antipapa Giovanni XVI le cose andarono ancor peggio: gli vennero mozzati il naso e le orecchie e gli furono strappati lingua ed occhi. Morì su una gogna in convento.
Ottone III ,forse pentito,inizio a pellegrinare tra conventi mentre Gregorio V morì qualche anno dopo.
Ottone Poi cercò di riportare il Sacro Romano Impero ai suoi fasti originali, non riuscendoci.
Ma riprendiamo la storia di Gerberto.
Dunque Gerberto nacque attorno al 940 da una famiglia di contadini. Inizialmente studiò nel convento di Saint Geraud. Li si dovette distinguere , perchè il conte di Barcellona lo chiamò a studiarein una sua scuola in Spagna.
Il territorio spagnolo era sotto il dominio arabo. Al tempo gli Arabi eccellevano in ogni campo della scienza, e le loro conoscenze di astronomia,alchimia,fisica e filosofia erano grandiose e le nozioni della matematica erano impressionanti.
Gerberto rimase impressionato da questa cultura, e divenne mussulmano pur di entrare in possesso delle conoscenze più importanti. Fu quindi apostata ed abiuratore del cristianesimo.
Ma la sua cultura era talmente ampia che L’ imperatore Ottone I lo volle come educatore dei figli.
La sua conoscenza era tanto strabiliante che molti credettero derivasse dalla magia o da qualche diavolo. In Fin dei conti al tempo si poteva venir considerati diabolisti per molto meno!
Comunque Gerberto divenne Vescovo di Reims. Nel 996 però fu scomunicato e gli fu tolta la mitra. Poco dopo venne riabilitato,gli fu tolta la scomunica e fu negata sia la sua aburazione del cristianesimo sia l’ apostasia. Divenne Papa nel 999 grazie all’ influenza di Ottone III. Ottone III venne a regnare a Roma,sperando di poter ricreare idealmente l’Impero Romano. E si fece costruire un palazzo sull’ aventino, proprio davanti al Palatino, sede dei palazzi imperiali di Roma.(non sono ancora riuscito a trovare questo palazzo o qualche segno della sua esistenza, tuttavia! Ndr)Ma i romani lo cacciarono da Roma,non volendo avere un re straniero.
Silvestro II fu anche il primo papa a richiedere una crociata (ma la prima sarebbe partita anni dopo) e sostenne la cristianità durante la grande paura dell’ anno mille. (Mille e non più mille)
Anzi, fu il primo a cospargersi il capo di cenere la notte del 31-11-999 (SAN SILVESTRO!), quando tutta Roma invocò la pietà divina temendo la fine del mondo.
Fin qui abbiamo trattato della parte storica,ma adesso ci addentriamo nella leggenda che poi è quello che tutti stavamo aspettando...
IL PAPA MAGO
Su Gerberto le leggende sono numerose e non tutte spiegabili con la semplice maldicenza popolare. Si dice che Gerberto fosse in tresca con una strega, che avesse incatenato un demone in una maschera d’ oro, che avesse un libro magico e un Djinn al suo servizio...
In ogni caso vedremo che tutte le leggende cercano di spiegare la salita al potere di Gerberto con un potere esoterico.
Meridiana
Mentre Gerberto era a Reims, incontrò una donna, Meridiana. Meridiana era una fata o più prosaicamente un adepta a riti esoterici. Non ci è dato di sapere se Gerberto si innamorò di lei o della sua scienza, ma rimase ammaliato da Meridiana. Per conquistarla si indebitò e perse tutto, inutilmente ( e fu pure scomunicato!?!). Un giorno però,mentre Gerberto ormai fallito si aggirava per un bosco, Meridiana gli venne incontro e gli propose in cambio della fedeltà e del segreto, conoscenza e potere (chi non avrebbe accettato?) .Grazie a Meridiana Gerberto si riprese economicamente e moralmente ed ottenne il successo ( tipo tornare vescovo? Ndr). Per Esempio sembra che Meridiana gli avesse predetto che sarebbe divenuto papa entro la fine del secolo, nonostante l' elezione nel 996 di Gregorio V.
Questa leggenda ha dei riscontri tipici della favola medievale:La donna che corrompe l’ uomo giusto,Il protagonista che degrada moralmente e l’ amore passionale e struggente che distruge l ‘animo umano ( C’ era un tale Lancillotto che...).
IL libro nero e il tesoro di Cesare
Gerberto era venuto in pellegrinaggio a Roma . Al tempo nel campo Marzio (quella zona attorno al parlamento) c’era una statua molto malridotta. Un dito di quella statua indicava un punto e sul basamento era inciso in latino "Percuoti qui". Il dito e la testa della statua erano stati colpiti da numerosi colpi di maglio, sferrati da improbabili cercatori di tesori.
Silvestro vi passò davanti e si fermò ad osservare. Aspettò mezzogiorno e segnò il punto raggiunto dall’ombra del dito della statua come avrebbe fatto un qualsiasi emulo di Indiana Jones mille anni dopo.
Vi tornò nottetempo con un servo ed iniziò a scavare nel punto segnato. In poco tempo scoprirono un passaggio scuro con una scala che scendeva in profondità. In fondo alla scala c’era una stanza con un trono in fondo e 12 sedili attorno, sui sedili erano seduti 12 statue con una maschera d’ argento, mentre sul trono c’era una statua con una maschera d’oro. Al centro della sala vi era il tesoro di Augusto. Ma nulla si poteva prendere perché non appena si toccava qualcosa le statue si animavano.
Gerberto scoprì che l’ unica cosa che poteva toccare era un libro nero. Tentò allora di aprire il libro e gli apparve un uomo dal nulla, vestito come un turco. Si presentò come il guardiano del libro e disse al monaco che poteva tenersi il tomo a patto che non lo avrebbe mai letto senza la sua presenza. Gerberto acconsenti e il guardiano tornò nel libro.
Ivi era scritto tutto il sapere ma Gerberto non poteva leggerlo liberamente perché il guardiano lo costringeva a vederne solo alcune parti. Il Guardiano disse anche che se avesse cercato di prendere il libro lo avrebbe cercato ovunque per terra e per mare. Ma un giorno il nostro Gerberto rubò il libro e scappò. Il guardiano volò alla sua ricerca, ma il monaco si era appeso con una corda sotto il ponte Sant’Angelo in modo da non trovarsi né in terra né in mare.
Dopo un infruttuosa ricerca il guardiano sparì e non si fece (quasi) più rivedere.
Questa leggenda è di chiaro sapore orientale: Il Guardiano sembra un Djinn arabo, mentre l’ astuzia dell’ uomo che lo intrappola, il libro e le statue sono tipiche delle favole islamiche e mediorientali.
E' molto interessante notare come le due leggende riassumano questo personaggio a metà tra le due culture.
La Maschera D’ oro
Silvestro II, si fece costruire una maschera d’ Oro che rispondeva alle domande e prevedeva il futuro. Sembra che molte persone avessero visto questa maschera all’opera. Secondo alcuni Gerberto avrebbe incatenato un diavolo dentro la maschera e lo avrebbe costretto a rispondere senza menzogne. Il Migne nella mitologia latina scrisse : "Possedeva (Gerberto) nel suo palazzo, una testa di bronzo che rispondeva "si" o "no" alle domande che egli le rivolgeva sulla politica e sulla situazione della cristianità. Secondo Silvestro II questo procedimento era molto semplice e corrispondeva al calcolo con due cifre ". Possibile che Gerberto potesse costruire una macchian analitica in codice binario?
Dai cronisti dell'epoca apprendiamo che egli inventò un " globo celeste in cui tutti gli astri avevano proprie orbite e propri movimenti e compivano in tempi proporzionati le proprie rivoluzioni ". Si tratta, evidentemente, di un planetario: un'invenzione che fu ripresa solo nel XIX secolo.Inventò anche un orologio meccanico e un organo a vapore.
Di tutte queste invenzioni e di altre ancora non abbiamo che notizie imprecise, poiché alla sua morte tutto fu distrutto.
I libri Occulti
Sembra che Silvestro fosse un gran conoscitore anche dell’ esoterismo e della demonologia.
Probabilmente la sua sete di sapere lo aveva portato ad esplorare anche queste dottrine.Per gerberto non si trsttava di abiurare una fede,ma probabilmente pensava di dover conoscere tutto per esercitare al meglio i suoi doveri.Cerco vari libri occulti in europa e si dimostrò un grande conoscitore della materia.
La Morte di Silvestro II
Un giorno Silvestro chiese alla sua maschera quando sarebbe morto. La maschera rispose "tu morirai officiando messa a Gerusalemme." Gerberto rimase stranito: Aveva da poco richiesto ai Regni Cristiani di liberare Gerusalemme dagli arabi! Ma poi pensò che sarebbe bastato non recarsi in terra santa.
Mentre Gerberto officiava messa a S.Croce in Gerusalemme, chiesa così chiamata per le reliquie portate da Sant’ Elena si sentì male e vide per l’ ultima volta il turco. Capì allora che era giunto il suo momento. Chiamò i prelati e i cardinali. Ordinò loro che d’ora in poi la consacrazione delle ostie fosse fatta di fronte ai fedeli e non di spalle, come era uso al tempo; poi confessò di essersi dedicato alla demonologia, alle arti proibite e alla magia. Si raccomandò di distruggere le sue invenzioni e chiese perdono a Dio. Infine come ultima volontà volle che il suo feretro fosse attaccatto ad un carro di buoi e lasciato andare liberamente,sarebbe stato seppellito lì dove i buoi si sarebbero fermati.(Al tempo,secondo l’ usanza,Il corteo funebre papale andava da S.Pietro a San Giovanni in Laterano,Passando per S.maria maggiore.) Ma i buoi seguirono precisamente il percorso funebre tradizionale e si fermarono solo dentro la cattedrale di San Giovanni, seguiti dal corteo inorridito e stupefatto!
Questo forse fu un segno divino avesse voluto riabilitare il povero Gerberto.
Le Ultime Magie.
La tomba di Silvestro II è ancora nella cattedrale di S.Giovanni. Si dice che quando stia per morire un papa la tomba faccia fuoriuscire un rivolo d’acqua,mentre quando stia per morire un cardinale si inumidisca. L’ultima magia Silvestro II la fece nel 1684,quando la tomba fu aperta per tacere questa leggenda.ll papa si presentò in perfetto stato di conservazione e in profumo di manna ai presenti (680 anni dopo!),prima di volatilizzarsi senza lasciare traccia!
Silvestro II, mago, scienziato, papa in mezzo alla lotta per le investiture e alle sette millenaristiche, scomunicato, apostata, mussulmano diviene il simbolo di un momento storico come forse nessun altro.
Tratto da: http://www.satyrnet.it
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Mi chiamo Simone e ho creato questo spazio per chiunque senta che è arrivato il momento di riprendere in mano il timone della propria vita. Attraverso l'alchimia spirituale, lo shadow work e le leggi universali, esploreremo insieme come trasformare la nostra realtà interiore per comandare quella esteriore. Benvenuti nel mio laboratorio per l'anima.
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sabato 5 settembre 2015
Silvestro II il papa Mago
venerdì 14 novembre 2014
amuleti e talismani
Gli amuleti vanno inclusi tra i mezzi popolari di cura.
Dagli anelli degli antichi indiani e dagli occhi d'oro degli Egiziani fino alle cosiddette “pietre del fulmine”, che non sono altro che cuspidi di frecce del periodo neolitico affiorate durante i lavori dei campi e ritenute parti materiali del fulmine.
Più popolari e a portata di mano sono i cornetti di corallo o il “gobbetto” che fa le corna mentre stringe un ferro di cavallo.
Gli amuleti hanno una funzione protettiva, mentre i talismani posseggono una forza attiva contro il male.
In una medaglia talismanica scoperta in Asia minore, è effigiato Salomone a cavallo che con una lancia uccide una “diavolessa”: l'immagine è straordinariamente simile a quella di S. Giorgio che uccide il drago. Il “nodo di Saio-mone”, che i nostri marinai, per scongiurare la tempesta, disegnavano sull'albero della barca, rappresentato da due triangoli capovolti chiusi da un cerchio, si trova già in un antico amuleto ebraico.
Questi amuleti e talismani ci richiamano al malocchio, o iettatura, che anticamente veniva chiamato “fascino”.
Sembra che la determinazione psicologica di questa manifestazione sia quella di trovarsi di fronte a persone che hanno qualche tratto diverso da quelli che generalmente caratterizzano la collettività, ad esempio: i poteri benefici di un gobbo e quelli malefici di una gobba o di altri individui con qualche difetto fisico, e il proverbio: “Cristo disse: guardati dai segnati miei”.
Il malocchio e la iettatura indicano che l’azione malefica è voluta da quelle persone a cui viene attribuito tale potere; ma ci può essere anche un malocchio involontario, quindi: persone che portano disgrazia senza che esse stesse ne abbiano coscienza.
Nella Napoli aristocratica del Settecento, la iettatura costituì un tema di moda, trattato da scienziati illuministi che, per giustificare la loro credenza nel malocchio, lo spiegavano come una forza posseduta da certi individui, dei quali indicavano anche i tratti fisici distintivi.Per amuleto si intende un qualunque oggetto utilizzato per superstizione, credendolo un "difensore" da mali o pericoli o per propiziarsi la fortuna. L'etimologia della parola è incerta. Potrebbe derivare dal latino a-molior(allontanare, tener lungi), o dal greco amulon, un "specie di focaccia" che si soleva offrire sugli altari o sulle tombe per rendersi propizi gli dei e gli spiriti dei trapassati. Sinonimo di "amuleto" è anche la parola talismano, che deriva dal persianotelsaman (o tilsaman), "figura magica" o "oroscopo", che gli arabi presero dal greco telesmena, "completo", nome dato alle statue delle divinità pagane consacrate con operazioni di teurgia nel Basso Impero, che furono considerate come malefiche (nel XVI secolo si indicarono "talismani" i sacerdoti idolatri e i musulmani). Gli amuleti includono: gemme o semplici pietre, statue, monete, illustrazioni, pendenti, anelli, piante, animali, ecc.; anche frasi pronunciate in alcune occasioni: per esempio vade retro Satana (dal latino, "va indietro, Satana", "indietreggia, Satana"), per cacciare il diavolo o la cattiva sorte. I primi amuleti utilizzati dagli uomini primitivi - per lo più cacciatori - venivano ricavati da ossa, denti o corna di animali, e davano al possessore un senso di sicurezza e fiducia nel proprio destino. Gli amuleti variano considerevolmente a seconda del loro periodo storico e posto d'origine. Tuttavia, nei vari tipi di società, gli oggetti religiosi vengono comunemente utilizzati come amuleti, siano questi la figura di un dio o semplicemente alcuni simboli che rappresentano le divinità (quali la croce per i cristiani o "l'occhio di Horus" per gli antichi Egizi). In Thailandia si può vedere la gente comune con più di un Buddha che pende dal collo; in Bolivia e in alcune zone dell'Argentina il dio Ekeko fornisce una "protezione standard", offrendogli almeno una banconota per ottenere fortuna e benessere. Ogni segno zodiacale ha una gemma corrispondente che funge da amuleto, ma queste pietre variano secondo le differenti tradizioni. Un'antica tradizione cinese insegna a catturare un grillo vivo e tenerlo in una scatola di vimini per attirare la buona sorte (questa tradizione si estende anche alleFilippine). Sempre in Cina si possono spargere le monete sul pavimento per "attirare" il denaro; il riso, inoltre, ha una reputazione come elemento portante di buona fortuna. Controversie possono nascere per quanto riguarda le tartarughe e il cactus: alcuni li considerano favorevoli, mentre altri ritengono che siano ostacoli all'interno della casa Per quanto riguarda la tradizione ebraica, l'uso di amuleti è molto interessante: in molti musei esistono esempi di amuleti dell'era di Salomone. Un amuleto poco conosciuto, ma molto utilizzato nella tradizione ebraica, è il kimiyah o "testo dell'angelo". Si tratta dei nomi degli angeli, o alcune frasi della Torah, scritte su pergamene quadrate da scrivani rabbinici. La pergamena è custodita in un contenitore d'argento ed è portata direttamente sul corpo. È impressionante notare quanto siano simili le tradizioni riguardo agli amuleti, tra ebrei e buddisti. In Africa e nei Caraibi, credenze religiose come Vudù, Umbanda, Quimbanda e Santería utilizzano spesso disegni come amuleti; queste religioni, inoltre, tengono conto del colore della fiamma delle candele, perché ogni colore caratterizza un effetto differente dell'attrazione o della repulsione. Un'altra forma popolare di amuleto che ha le sue origini nel vudù haitiano e nell'hoodoo louisianese è il sacchettino talismanico (gris-gris o mojo). Profumi ed essenze (come incenso, mirra, ecc.) sono utilizzati allo scopo di attrarre o respingere. Le leggende popolari hanno spesso attribuito "poteri magici" a insoliti oggetti, come la placenta o il piede del coniglio; il possesso di questi oggetti rafforzava le abilità magiche dei loro proprietari. In Europa centrale la gente credeva che l'aglio o un crocifisso tenesse lontani i vampiri. Gli antichi egizi avevano molti amuleti che utilizzavano per occasioni e necessità differenti; spesso rappresentavano figura di un dio o l'Ankh, una croce ansata che rappresentava il simbolo della vita eterna, e l'Udjat, l'occhio di Horus simbolo di rigenerazione. Anche la figura dello scarabeo, rappresentante il dio Khepri, è diventata un comune amuleto, e anche nel mondo occidentale ha trovato molti "sostenitori". Molto diffusi erano anche lo shen e il Nodo di Iside. Per gli antichi scandinavi, anglosassoni e tedeschi (ma anche per alcuni credenti neopagani) il simbolo runico Eoh protegge dalla malvagità e dalla stregoneria; in alcuni paesi il rune non-alfabetico, che rappresenta il martello di Thor, offre protezione contro i ladri. Dagli antichi Celti deriva la credenza che il trovare un trifoglio con quattro foglie, sia segno di buona fortuna. Anche i coralli e il ferro di cavallo sono considerati dei portafortuna. In India, il suono di piccole campane mosse dal vento o appese sopra porte o finestre, fanno fuggire gli spiriti maligni. In Giappone i templi shintoisti preparano piccoli sacchetti di stoffa colorata chiamati omamori, dedicati alla protezione di molti aspetti della vita (amore, denaro, studio, eccetera). Il buddismo ha un'antica tradizione di talismani. Nel secondo secolo dopo Cristo, i Greci hanno cominciato ad intagliare le immagini reali del Buddha che venivano vendute ai nativi dell'India. Nel primo periodo del buddismo, poco dopo la morte del Buddha nel 485, erano di uso comune amuleti con simboli buddisti (ad esempio le orme del Buddha). Un altro aspetto degli amuleti si collega con la demonologia e l'idolatria del demonio: l'uso del crocifisso capovolto o del pentacolo invertito sono necessari per mettersi in comunicazione con i demoni. I cristiani copti usavano tatuaggi come amuleti protettivi; i Tuareg li usano ancora, così come gli aborigeni canadesi, che portano il totem del loro clan tatuato sul corpo. La maggior parte dei laici buddisti tailandesi sono tatuati con immagini sacre buddiste, e anche i monaci utilizzano questa pratica di protezione spirituale. L'unica regola, come per i talismani ed gli amuleti ebrei, è che tali simboli possono essere applicati soltanto alla parte superiore del corpo, fra la parte inferiore del collo ed il girovita.Sin dal Medioevo, nella cultura occidentale, il pentagramma, o "stella a cinque punte" (il numero 5 rappresenta l'uomo, il microcosmo) è stato considerato come talismano per attirare soldi o amore, per proteggere contro l'invidia, la sfortuna o altre disgrazie. Anche il pentacolo (dal greco Panta, che significa tutto, universale eKleos che significa azione gloriosa) è conosciuto come un "potente" amuleto, utilizzato nelle invocazioni e negli scongiuri contro gli spiriti. Altri simboli, come i "quadrati magici" o i segni cabalistici, sono stati utilizzati sia come segni positivi che negativi.
Dagli anelli degli antichi indiani e dagli occhi d'oro degli Egiziani fino alle cosiddette “pietre del fulmine”, che non sono altro che cuspidi di frecce del periodo neolitico affiorate durante i lavori dei campi e ritenute parti materiali del fulmine.
Più popolari e a portata di mano sono i cornetti di corallo o il “gobbetto” che fa le corna mentre stringe un ferro di cavallo.
Gli amuleti hanno una funzione protettiva, mentre i talismani posseggono una forza attiva contro il male.
In una medaglia talismanica scoperta in Asia minore, è effigiato Salomone a cavallo che con una lancia uccide una “diavolessa”: l'immagine è straordinariamente simile a quella di S. Giorgio che uccide il drago. Il “nodo di Saio-mone”, che i nostri marinai, per scongiurare la tempesta, disegnavano sull'albero della barca, rappresentato da due triangoli capovolti chiusi da un cerchio, si trova già in un antico amuleto ebraico.
Questi amuleti e talismani ci richiamano al malocchio, o iettatura, che anticamente veniva chiamato “fascino”.
Sembra che la determinazione psicologica di questa manifestazione sia quella di trovarsi di fronte a persone che hanno qualche tratto diverso da quelli che generalmente caratterizzano la collettività, ad esempio: i poteri benefici di un gobbo e quelli malefici di una gobba o di altri individui con qualche difetto fisico, e il proverbio: “Cristo disse: guardati dai segnati miei”.
Il malocchio e la iettatura indicano che l’azione malefica è voluta da quelle persone a cui viene attribuito tale potere; ma ci può essere anche un malocchio involontario, quindi: persone che portano disgrazia senza che esse stesse ne abbiano coscienza.
Nella Napoli aristocratica del Settecento, la iettatura costituì un tema di moda, trattato da scienziati illuministi che, per giustificare la loro credenza nel malocchio, lo spiegavano come una forza posseduta da certi individui, dei quali indicavano anche i tratti fisici distintivi.Per amuleto si intende un qualunque oggetto utilizzato per superstizione, credendolo un "difensore" da mali o pericoli o per propiziarsi la fortuna. L'etimologia della parola è incerta. Potrebbe derivare dal latino a-molior(allontanare, tener lungi), o dal greco amulon, un "specie di focaccia" che si soleva offrire sugli altari o sulle tombe per rendersi propizi gli dei e gli spiriti dei trapassati. Sinonimo di "amuleto" è anche la parola talismano, che deriva dal persianotelsaman (o tilsaman), "figura magica" o "oroscopo", che gli arabi presero dal greco telesmena, "completo", nome dato alle statue delle divinità pagane consacrate con operazioni di teurgia nel Basso Impero, che furono considerate come malefiche (nel XVI secolo si indicarono "talismani" i sacerdoti idolatri e i musulmani). Gli amuleti includono: gemme o semplici pietre, statue, monete, illustrazioni, pendenti, anelli, piante, animali, ecc.; anche frasi pronunciate in alcune occasioni: per esempio vade retro Satana (dal latino, "va indietro, Satana", "indietreggia, Satana"), per cacciare il diavolo o la cattiva sorte. I primi amuleti utilizzati dagli uomini primitivi - per lo più cacciatori - venivano ricavati da ossa, denti o corna di animali, e davano al possessore un senso di sicurezza e fiducia nel proprio destino. Gli amuleti variano considerevolmente a seconda del loro periodo storico e posto d'origine. Tuttavia, nei vari tipi di società, gli oggetti religiosi vengono comunemente utilizzati come amuleti, siano questi la figura di un dio o semplicemente alcuni simboli che rappresentano le divinità (quali la croce per i cristiani o "l'occhio di Horus" per gli antichi Egizi). In Thailandia si può vedere la gente comune con più di un Buddha che pende dal collo; in Bolivia e in alcune zone dell'Argentina il dio Ekeko fornisce una "protezione standard", offrendogli almeno una banconota per ottenere fortuna e benessere. Ogni segno zodiacale ha una gemma corrispondente che funge da amuleto, ma queste pietre variano secondo le differenti tradizioni. Un'antica tradizione cinese insegna a catturare un grillo vivo e tenerlo in una scatola di vimini per attirare la buona sorte (questa tradizione si estende anche alleFilippine). Sempre in Cina si possono spargere le monete sul pavimento per "attirare" il denaro; il riso, inoltre, ha una reputazione come elemento portante di buona fortuna. Controversie possono nascere per quanto riguarda le tartarughe e il cactus: alcuni li considerano favorevoli, mentre altri ritengono che siano ostacoli all'interno della casa Per quanto riguarda la tradizione ebraica, l'uso di amuleti è molto interessante: in molti musei esistono esempi di amuleti dell'era di Salomone. Un amuleto poco conosciuto, ma molto utilizzato nella tradizione ebraica, è il kimiyah o "testo dell'angelo". Si tratta dei nomi degli angeli, o alcune frasi della Torah, scritte su pergamene quadrate da scrivani rabbinici. La pergamena è custodita in un contenitore d'argento ed è portata direttamente sul corpo. È impressionante notare quanto siano simili le tradizioni riguardo agli amuleti, tra ebrei e buddisti. In Africa e nei Caraibi, credenze religiose come Vudù, Umbanda, Quimbanda e Santería utilizzano spesso disegni come amuleti; queste religioni, inoltre, tengono conto del colore della fiamma delle candele, perché ogni colore caratterizza un effetto differente dell'attrazione o della repulsione. Un'altra forma popolare di amuleto che ha le sue origini nel vudù haitiano e nell'hoodoo louisianese è il sacchettino talismanico (gris-gris o mojo). Profumi ed essenze (come incenso, mirra, ecc.) sono utilizzati allo scopo di attrarre o respingere. Le leggende popolari hanno spesso attribuito "poteri magici" a insoliti oggetti, come la placenta o il piede del coniglio; il possesso di questi oggetti rafforzava le abilità magiche dei loro proprietari. In Europa centrale la gente credeva che l'aglio o un crocifisso tenesse lontani i vampiri. Gli antichi egizi avevano molti amuleti che utilizzavano per occasioni e necessità differenti; spesso rappresentavano figura di un dio o l'Ankh, una croce ansata che rappresentava il simbolo della vita eterna, e l'Udjat, l'occhio di Horus simbolo di rigenerazione. Anche la figura dello scarabeo, rappresentante il dio Khepri, è diventata un comune amuleto, e anche nel mondo occidentale ha trovato molti "sostenitori". Molto diffusi erano anche lo shen e il Nodo di Iside. Per gli antichi scandinavi, anglosassoni e tedeschi (ma anche per alcuni credenti neopagani) il simbolo runico Eoh protegge dalla malvagità e dalla stregoneria; in alcuni paesi il rune non-alfabetico, che rappresenta il martello di Thor, offre protezione contro i ladri. Dagli antichi Celti deriva la credenza che il trovare un trifoglio con quattro foglie, sia segno di buona fortuna. Anche i coralli e il ferro di cavallo sono considerati dei portafortuna. In India, il suono di piccole campane mosse dal vento o appese sopra porte o finestre, fanno fuggire gli spiriti maligni. In Giappone i templi shintoisti preparano piccoli sacchetti di stoffa colorata chiamati omamori, dedicati alla protezione di molti aspetti della vita (amore, denaro, studio, eccetera). Il buddismo ha un'antica tradizione di talismani. Nel secondo secolo dopo Cristo, i Greci hanno cominciato ad intagliare le immagini reali del Buddha che venivano vendute ai nativi dell'India. Nel primo periodo del buddismo, poco dopo la morte del Buddha nel 485, erano di uso comune amuleti con simboli buddisti (ad esempio le orme del Buddha). Un altro aspetto degli amuleti si collega con la demonologia e l'idolatria del demonio: l'uso del crocifisso capovolto o del pentacolo invertito sono necessari per mettersi in comunicazione con i demoni. I cristiani copti usavano tatuaggi come amuleti protettivi; i Tuareg li usano ancora, così come gli aborigeni canadesi, che portano il totem del loro clan tatuato sul corpo. La maggior parte dei laici buddisti tailandesi sono tatuati con immagini sacre buddiste, e anche i monaci utilizzano questa pratica di protezione spirituale. L'unica regola, come per i talismani ed gli amuleti ebrei, è che tali simboli possono essere applicati soltanto alla parte superiore del corpo, fra la parte inferiore del collo ed il girovita.Sin dal Medioevo, nella cultura occidentale, il pentagramma, o "stella a cinque punte" (il numero 5 rappresenta l'uomo, il microcosmo) è stato considerato come talismano per attirare soldi o amore, per proteggere contro l'invidia, la sfortuna o altre disgrazie. Anche il pentacolo (dal greco Panta, che significa tutto, universale eKleos che significa azione gloriosa) è conosciuto come un "potente" amuleto, utilizzato nelle invocazioni e negli scongiuri contro gli spiriti. Altri simboli, come i "quadrati magici" o i segni cabalistici, sono stati utilizzati sia come segni positivi che negativi.
venerdì 19 settembre 2014
I LIbri Maledetti.
"I libri di Magia Alta (o Bianca) erano solitamente conosciuti come Clavicole (dal latino chiavi), mentre quelli di Magia Bassa (o Nera) come Grimoires (una corruzione del francese grammaires, "grammatiche").
Ad oggi vengono comunque definiti genericamente Grimori sia i Codici di Magia Bianca che di Magia Nera in uso presso i Maghi e gli Occultisti dei secoli passati, attraverso i quali essi concretizzavano le loro sperimentazioni.
Grimori e pseudobiblia si collocano oggi all'interno di un fermento culturale che per la sua maggior parte ha stravolto e alterato il suo vero significato originario.
Le antiche conoscenze ed i tipi di sapere preservati all'interno di questi primi testi costituirono una forma culturale ed una conoscenza mantenutasi, e sviluppatasi, nel corso dei secoli nella totale segretezza ovvero nella speranza di poter giungere a quei fini tanto agognati.
Le antiche conoscenze ed i tipi di sapere preservati all'interno di questi primi testi costituirono una forma culturale ed una conoscenza mantenutasi, e sviluppatasi, nel corso dei secoli nella totale segretezza ovvero nella speranza di poter giungere a quei fini tanto agognati.
Questi misteriosi testi si possono collocare in queste categorie:
- libri che sono esistiti ma che oggi non esistono più (causa distruzione, perdita, etc.)
- libri che non sono mai esistiti ma che potrebbero esistere (per una ricostruzione apocrifa a posteriori, per giochi di citazioni che potrebbero permetterci di ricostruire parzialmente o integralmente il testo, etc.)
- libri che esistono, ma è come se non esistessero (causa irreperibilità, estrema rarità, censure, etc.)
- libri che esisteranno ma che attualmente non esistono (poiché lavori in nuce, non attuali, non dati ancora alle stampe, work in progress, etc.)
DPer nostra fortuna tali testi si sono in parte preservati fino ai giorni odierni dimostrandoci oltremodo come gli esoteristi dovessero essere considerati a tutti gli effetti, nel senso lato del termine, degli scienziati ante litteram il cui fine non fu solo teso al contatto con il divino o al controllo del mondo terreno ma anche alla crescita interiore e allo sviluppo spirituale del singolo.
Proprio per tali motivi la Chiesa cattolica si trovò costretta a soffocare queste forme culturali alternative, movimenti ed idee che furono comunque in grado di risvegliare in tutta Europa l'animo e la sete di conoscenza di centinaia, se non migliaia, di individui, fungendo altresì da innegabili catalizzatori nello sviluppo delle scienze e del libero pensiero, al di là del condizionamento di ogni autorità politica e religiosa dominante. Concludiamo ricordando che il prossimo giugno sarà disponibile un nuovo testo, edito dalla Editoriale Olimpia, a firma Roberto Pinotti ed Enrico fiaccarmi che ripercorrerà seppur per sommi capi gli aspetti molteplici di questa Nostra sapienza segreta, ovvero di una inedita Storia esoterica d'Italia ignota ai più. Nel volume in questione si è altresì cercato di fare maggiore luce, e di rendere più coerenti, momenti ed aspetti del variegato mondo esoterico che ha dominato la nostra penisola in oltre quattro millenni di storia prendendo in considerazione anche quelli che furono prodotti della nostra cultura letteraria seppur a livello esoterico.
Proprio per tali motivi la Chiesa cattolica si trovò costretta a soffocare queste forme culturali alternative, movimenti ed idee che furono comunque in grado di risvegliare in tutta Europa l'animo e la sete di conoscenza di centinaia, se non migliaia, di individui, fungendo altresì da innegabili catalizzatori nello sviluppo delle scienze e del libero pensiero, al di là del condizionamento di ogni autorità politica e religiosa dominante. Concludiamo ricordando che il prossimo giugno sarà disponibile un nuovo testo, edito dalla Editoriale Olimpia, a firma Roberto Pinotti ed Enrico fiaccarmi che ripercorrerà seppur per sommi capi gli aspetti molteplici di questa Nostra sapienza segreta, ovvero di una inedita Storia esoterica d'Italia ignota ai più. Nel volume in questione si è altresì cercato di fare maggiore luce, e di rendere più coerenti, momenti ed aspetti del variegato mondo esoterico che ha dominato la nostra penisola in oltre quattro millenni di storia prendendo in considerazione anche quelli che furono prodotti della nostra cultura letteraria seppur a livello esoterico.
I GRIMOIRES PIU' IMPORTANTI E CONOSCIUTI
CLAVICULA SALOMONIS
La Clavicula Salomonis, ovvero la Chiave di Re Salomone (detto anche il Libro del Diavolo), è il più celebre ed il più temuto manoscritto di Magia Rituale, proibito dalla Santa Inquisizione che lo dichiarò gravemente eretico.
Ad oggi non se ne trovano che rare copie manoscritte in Europa, presso le grandi biblioteche di Parigi e di Londra.
L'opera è divisa in due parti: nella prima viene spiegato come evitare sbagli durante le operazioni con gli Spiriti, e quindi nozioni interessanti ed accurate sui tempi e le influenze dei Riti Magici, sui segni e sui pianeti, tutte informazioni che dovrebbero garantire un certo margine di protezione all'evocatore; nella seconda si apprende l'attuazione vera e propria delle Arti Magiche e contiene dettagliate istruzioni per la preparazione dei Rituali, avvisando che nessuna operazione deve essere intrapresa se prima non è stato tracciato e consacrato un Circolo Magico; altra condizione è la consacrazione personale di tutti gli strumenti magici, pena la non riuscita del Rituale. Seguono la descrizione del rito, tempi, modi, paramenti ed invocazioni.
ENCHIRIDION
Questo testo viene comunemente attribuito a Papa Leone III che regnò dal 795 all'816. Secondo la tradizione egli lo inviò a Carlo Magno come il più prezioso dei doni che un regnante potesse ricevere.
L'attribuzione di un Grimorio Magico ad un Papa della Chiesa Cattolica non deve stupire, non bisogna dimenticare infatti che la perdita del misticismo nel Cristianesimo è cosa abbastanza recente e che un tempo non si faceva segreto delle origini pagane dei dogmi della Chiesa.
La prima pubblicazione dell'Enchiridion risale al 1523 e mostra una raccolta di Formule Magiche sotto forma di orazioni aventi lo scopo di dominare sia le Cose Non Create che le Cose Spirituali; vi troviamo inoltre una ingente quantità di Pentacoli di derivazione cabalistica, di consacrazioni e di esorcismi.
L'obiettivo finale del testo è quello di ottenere, tramite la fede, parte del potere della Divinità al fine di dominare sul Regno delle Tenebre e di trovare appoggio nelle difficoltà della vita.
IL CORVO NERO
Il Corvo Nero, conosciuto come "La Triplice Coercizione dell'Inferno", viene generalmente attribuito a Johannes Faust, ed è considerato un Grimorio diabolico poiché suo unico e dichiarato scopo è quello di evocare e soggiogare al proprio volere gli Spiriti.
Quello che molti erroneamente reputano un personaggio partorito dalla fantasia è in realtà esistito, il Dottor Johannes Faust visse tra il 1480 ed il 1550, ed era un famoso Occultista tedesco che lanciò la sua sfida per soddisfare la propria ansia di sapere, di sapienza e di dominio; sull'attribuzione di questo Grimorio a Faust non esistono ancora prove concrete, con molta probabilità gli viene data la paternità in base ai fini propri del volume che si occupa principalmente di evocazione a scopo di potere personale e bramosia.
Gli Spiriti che vengono trattati nel Libro appartengono alla categoria dei Disincarnati, chiamati oggi Spiriti Maligni. Inizialmente viene descritta in quattro capitoli la Cerimonia di Invocazione riportando i sigilli dei sette Granduchi ed elencandone i nomi e le gerarchie. Seguono la descrizione di alcuni di alcuni sigilli provati da Faust stesso e che servono a proteggere dagli Spiriti ogni praticante ed operatore.
APTOLCATER
Il Libro Esoterico della Potenza è il titolo di un manoscritto datato intorno al 1800 e scoperto dall'occultista Sayed Idries Shah, meglio conosciuto come Aptolcater in quanto nella presentazione si specifica che il Libro contiene i segreti cabalistici di questo Mago che operava nella città di Adrianopoli.
Anche se presentato come una traduzione dal greco, il testo è probabilmente di origine medio orientale, forse proviene da quelle zone in cui si sviluppò il pensiero magico Babilonese e Semita; si fa un largo uso di Quadrati Magici adoperati per operazioni varie quali quella di sconfiggere i nemici, di farsi vendetta o di protezione da spiriti maligni.
La Clavicula Salomonis, ovvero la Chiave di Re Salomone (detto anche il Libro del Diavolo), è il più celebre ed il più temuto manoscritto di Magia Rituale, proibito dalla Santa Inquisizione che lo dichiarò gravemente eretico.
Ad oggi non se ne trovano che rare copie manoscritte in Europa, presso le grandi biblioteche di Parigi e di Londra.
L'opera è divisa in due parti: nella prima viene spiegato come evitare sbagli durante le operazioni con gli Spiriti, e quindi nozioni interessanti ed accurate sui tempi e le influenze dei Riti Magici, sui segni e sui pianeti, tutte informazioni che dovrebbero garantire un certo margine di protezione all'evocatore; nella seconda si apprende l'attuazione vera e propria delle Arti Magiche e contiene dettagliate istruzioni per la preparazione dei Rituali, avvisando che nessuna operazione deve essere intrapresa se prima non è stato tracciato e consacrato un Circolo Magico; altra condizione è la consacrazione personale di tutti gli strumenti magici, pena la non riuscita del Rituale. Seguono la descrizione del rito, tempi, modi, paramenti ed invocazioni.
ENCHIRIDION
Questo testo viene comunemente attribuito a Papa Leone III che regnò dal 795 all'816. Secondo la tradizione egli lo inviò a Carlo Magno come il più prezioso dei doni che un regnante potesse ricevere.
L'attribuzione di un Grimorio Magico ad un Papa della Chiesa Cattolica non deve stupire, non bisogna dimenticare infatti che la perdita del misticismo nel Cristianesimo è cosa abbastanza recente e che un tempo non si faceva segreto delle origini pagane dei dogmi della Chiesa.
La prima pubblicazione dell'Enchiridion risale al 1523 e mostra una raccolta di Formule Magiche sotto forma di orazioni aventi lo scopo di dominare sia le Cose Non Create che le Cose Spirituali; vi troviamo inoltre una ingente quantità di Pentacoli di derivazione cabalistica, di consacrazioni e di esorcismi.
L'obiettivo finale del testo è quello di ottenere, tramite la fede, parte del potere della Divinità al fine di dominare sul Regno delle Tenebre e di trovare appoggio nelle difficoltà della vita.
IL CORVO NERO
Il Corvo Nero, conosciuto come "La Triplice Coercizione dell'Inferno", viene generalmente attribuito a Johannes Faust, ed è considerato un Grimorio diabolico poiché suo unico e dichiarato scopo è quello di evocare e soggiogare al proprio volere gli Spiriti.
Quello che molti erroneamente reputano un personaggio partorito dalla fantasia è in realtà esistito, il Dottor Johannes Faust visse tra il 1480 ed il 1550, ed era un famoso Occultista tedesco che lanciò la sua sfida per soddisfare la propria ansia di sapere, di sapienza e di dominio; sull'attribuzione di questo Grimorio a Faust non esistono ancora prove concrete, con molta probabilità gli viene data la paternità in base ai fini propri del volume che si occupa principalmente di evocazione a scopo di potere personale e bramosia.
Gli Spiriti che vengono trattati nel Libro appartengono alla categoria dei Disincarnati, chiamati oggi Spiriti Maligni. Inizialmente viene descritta in quattro capitoli la Cerimonia di Invocazione riportando i sigilli dei sette Granduchi ed elencandone i nomi e le gerarchie. Seguono la descrizione di alcuni di alcuni sigilli provati da Faust stesso e che servono a proteggere dagli Spiriti ogni praticante ed operatore.
APTOLCATER
Il Libro Esoterico della Potenza è il titolo di un manoscritto datato intorno al 1800 e scoperto dall'occultista Sayed Idries Shah, meglio conosciuto come Aptolcater in quanto nella presentazione si specifica che il Libro contiene i segreti cabalistici di questo Mago che operava nella città di Adrianopoli.
Anche se presentato come una traduzione dal greco, il testo è probabilmente di origine medio orientale, forse proviene da quelle zone in cui si sviluppò il pensiero magico Babilonese e Semita; si fa un largo uso di Quadrati Magici adoperati per operazioni varie quali quella di sconfiggere i nemici, di farsi vendetta o di protezione da spiriti maligni.
GRIMORIUM VERUM
Il Grimorium Verum fu tradotto dall'ebraico da Plangière, un Domenicano dell'Ordine dei Gesuiti, il quale vi aggiunse alcuni segreti rinvenuti nella Clavicola di Re Salomone.
Il Libro è diviso in tre parti:
Prima parte: Natura dei patti - Generi di Spiriti - Aspetto degli Spiriti - Invocazioni.
In questa prima parte sono contenuti alcuni Caratteri e Sigilli usati per l'evocazione ed il patteggiamento con gli Spiriti; si tratta per la maggior parte di Spiriti Elementali, prevalentemente appartenenti alla sfera del Fuoco.
Seconda parte - Invocazione degli Spiriti e loro descrizione.
Nella seconda parte si espongono alcuni "Segreti Naturali e Soprannaturali" che si possono operare soltanto previa l'evocazione e l'aiuto di Demoni, facendo particolare attenzione agli inganni contenuti nei patti diabolici.
Terza parte: Orazione preparatoria ed esplicazione del Rituale.
Questa parte è dedicata alle Chiavi dell'Opera ed al modo di usarle.
GRAND GRIMOIRE
Il Grand Grimoire viene considerato il Libro più autorevole per quanto riguarda i Patti con il Diavolo e le evocazioni diaboliche, la data della sua redazione rimane ancora incerta non essendo stati trovati manoscritti antecedenti la prima stampa che avvenne in Francia agli inizi del 1800.
Si pensa che sia posteriore al Grimorium Verum, poiché ne riprende le Gerarchie Infernali ma si notano anche molti riferimenti al Lemegeton e riguardo a questo libro tutti concordano che esso fosse già conosciuto nel 1500. Il Grand Grimoire viene attribuito per tradizione al veneziano Antonio del Rabbino il quale scrive di essersi ispirato agli scritti autografi di Re Salomone. Egli divide il Grimorio in due parti, nella prima spiega il rito per l'evocazione di Lucifuge Rofocale mentre nella seconda parla dei patti da stringere con i Demoni in cambio della propria anima e del proprio corpo.
E' da notare proprio in questa ultima parte l'attenzione che viene data dall'autore alla compilazione dei cosiddetti Contratti, il patto scritto che poi è entrato nell'immaginario popolare, soprattutto riguardo le eventuali scappatoie e doppi sensi ai fini di non rispettare alla fine il Patto stesso. A completamento dell'opera viene riportata una serie di Segreti Magici che sono in realtà antichi rimedi di medicina di campagna ripresi probabilmente da qualche libro in voga durante il Medio Evo.
Il Grimorium Verum fu tradotto dall'ebraico da Plangière, un Domenicano dell'Ordine dei Gesuiti, il quale vi aggiunse alcuni segreti rinvenuti nella Clavicola di Re Salomone.
Il Libro è diviso in tre parti:
Prima parte: Natura dei patti - Generi di Spiriti - Aspetto degli Spiriti - Invocazioni.
In questa prima parte sono contenuti alcuni Caratteri e Sigilli usati per l'evocazione ed il patteggiamento con gli Spiriti; si tratta per la maggior parte di Spiriti Elementali, prevalentemente appartenenti alla sfera del Fuoco.
Seconda parte - Invocazione degli Spiriti e loro descrizione.
Nella seconda parte si espongono alcuni "Segreti Naturali e Soprannaturali" che si possono operare soltanto previa l'evocazione e l'aiuto di Demoni, facendo particolare attenzione agli inganni contenuti nei patti diabolici.
Terza parte: Orazione preparatoria ed esplicazione del Rituale.
Questa parte è dedicata alle Chiavi dell'Opera ed al modo di usarle.
GRAND GRIMOIRE
Il Grand Grimoire viene considerato il Libro più autorevole per quanto riguarda i Patti con il Diavolo e le evocazioni diaboliche, la data della sua redazione rimane ancora incerta non essendo stati trovati manoscritti antecedenti la prima stampa che avvenne in Francia agli inizi del 1800.
Si pensa che sia posteriore al Grimorium Verum, poiché ne riprende le Gerarchie Infernali ma si notano anche molti riferimenti al Lemegeton e riguardo a questo libro tutti concordano che esso fosse già conosciuto nel 1500. Il Grand Grimoire viene attribuito per tradizione al veneziano Antonio del Rabbino il quale scrive di essersi ispirato agli scritti autografi di Re Salomone. Egli divide il Grimorio in due parti, nella prima spiega il rito per l'evocazione di Lucifuge Rofocale mentre nella seconda parla dei patti da stringere con i Demoni in cambio della propria anima e del proprio corpo.
E' da notare proprio in questa ultima parte l'attenzione che viene data dall'autore alla compilazione dei cosiddetti Contratti, il patto scritto che poi è entrato nell'immaginario popolare, soprattutto riguardo le eventuali scappatoie e doppi sensi ai fini di non rispettare alla fine il Patto stesso. A completamento dell'opera viene riportata una serie di Segreti Magici che sono in realtà antichi rimedi di medicina di campagna ripresi probabilmente da qualche libro in voga durante il Medio Evo.
LIBER ARMADEL
Il titolo completo di questo raro Grimorio (da non confondere con l'Almadel) è LIBER ARMADEL SEU TOTIUS CABALAE PERFECTISSIMA BREVISSIMA ET INFALLIBILIS SCIENTIA TAM SPECULATIVA QUAM PRATIQUA .
La parte principale del Grimorio è dedicata all'evocazione degli Spiriti allo scopo di influenzare le attitudini dell'evocatore. Si è notato che molte parti del testo sono tratte del Grimorium Verum con la sola differenza di non prevedere scambi o patti.
Oltre ai quattro tradizionali Angeli riferiti ai quattro punti cardinali e ai quattro Elementi, si trovano anche una serie di entità identificate con i nomi alfabetici ebraici dei numeri da 1 a 9, unico degli Spiriti Planetari al quale si fa riferimento è Bartzabel.
Fu devotamente custodito all'interno di una setta segreta detta Ordo Roseae Rubeae ed Aureae Crucis, anche se non è ancora del tutto chiaro l'uso dell'Armadel, sembra che inizialmente i Sigilli del Grimorio venissero utilizzati come Porte per il Piano Astrale.
DE VERMIS MYSTERIIS
L'eretico Ludwig Prinn scrisse questo abominevole libro in prigione, sotto l'influsso di evocazioni demoniache, poco prima della sua esecuzione: era stato condannato infatti a salire sul rogo colpevole di stregoneria.
La terribile fama del De Vermis Mysteriis si diffuse rapidamente in tutto il mondo, subito dopo la morte del suo scellerato autore. Di questo libro, un grande volume in caratteri gotici, ne esiste solo un'altra copia in versione latina, conservata nella Miskatonic University di Arkham.
PICATRIX
Il Picatrix è forse il manuale magico più importante del Medioevo. Vi si apprende che la conoscenza magica è un processo infinito, che viene sempre accrescendosi e che ha un potere straordinario e illimitato. Viene dato rilievo al principio che nella mente vi è una parte oscura e dimenticata in cui sono possibili iniziative eccezionali, oltre l'ordine prestabilito, attivate e compiute attraverso atti spirituali che fanno dell'uomo il creatore che congiunge con i suoi poteri arcani le energie del cielo con la potenza degli elementi. L'uomo diviene così un universo a sé, un microcosmo in grado di operare combinando le forze della natura, e in questo modo dominare e trasformare a suo piacimento il naturale corso di uomini e cose. Costui diviene il Sapiente, ovvero colui che conosce le energie dei cieli, delle acque, dei climi, degli astri e dei loro influssi, e li sottomette con accorgimenti quali riti, preghiere, talismani, ossia contrapponendo loro la propria astuzia e il proprio sapere.
Il Picatrix è forse il manuale magico più importante del Medioevo. Vi si apprende che la conoscenza magica è un processo infinito, che viene sempre accrescendosi e che ha un potere straordinario e illimitato. Viene dato rilievo al principio che nella mente vi è una parte oscura e dimenticata in cui sono possibili iniziative eccezionali, oltre l'ordine prestabilito, attivate e compiute attraverso atti spirituali che fanno dell'uomo il creatore che congiunge con i suoi poteri arcani le energie del cielo con la potenza degli elementi. L'uomo diviene così un universo a sé, un microcosmo in grado di operare combinando le forze della natura, e in questo modo dominare e trasformare a suo piacimento il naturale corso di uomini e cose. Costui diviene il Sapiente, ovvero colui che conosce le energie dei cieli, delle acque, dei climi, degli astri e dei loro influssi, e li sottomette con accorgimenti quali riti, preghiere, talismani, ossia contrapponendo loro la propria astuzia e il proprio sapere.
IL NECRONOMICON
Il titolo originario dell'opera è Al Azif, termine usato dagli arabi per definire quegli strani suoni notturni, dovuti agli insetti, che supponevano fossero gli ululati dei demoni. L'autore sarebbe il poeta folle Abdul Alhazred, yemenita, il quale visitò le rovine di Babilonia e le catacombe di Menfi, passando 10 anni da solo nel deserto dell'Arabia meridionale, chiamato Dahna, Deserto Cremisi, e ritenuto dimora di spiriti maligni. Quando tornò fra la gente, la sua follia era dilagata: egli raccontava di aver visitato Irem, la Città delle Colonne, e di aver trovato fra le rovine della Città senza Nome, in pieno deserto, gli straordinari annali e i segreti di una razza più antica dell'umanità. Della sua morte si narra che venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato orribilmente di fronte a un gran numero di testimoni gelati dal terrore.
L'Al Azif si diffuse rapidamente, anche se in gran segreto, e venne clandestinamente tradotto in greco da Teodoro Fileta di Costantinopoli col titolo "Necronomicon", cioè "Il libro delle leggi che governano i morti". Per oltre un secolo favorì innominabili esperienze, finché non venne soppresso e bruciato intorno all'anno mille dal Patriarca Michele. Da allora questo libro è da sempre posto all'indice da ogni religione, e si teme che la sua lettura provochi conseguenze terribili.
In tale grimorio terribile e maledetto, infatti, sono contenute istruzioni sul come richiamare in vita i morti attraverso i sali essenziali, ma anche delle innominabili formule atte a invocare i Grandi Antichi, esseri in agguato sulla soglia della coscienza umana, pronti riconquistare il dominio della terra e delle sue razze. I Grandi Antichi vivevano ere prima dell'esistenza dell'uomo ed erano giunti sulla terra quando il mondo era ancora giovane. Essi rimasero sepolti lunghe epoche prima dell'avvento dell'uomo, ma esistevano riti che potevano farli rivivere quando le stelle fossero tornate alle loro esatte posizioni nei cieli dell'eternità. Allora essi potevano passare attraverso i cieli da un mondo all'altro, e seminare Caos e Distruzione. Fra di essi vi erano Azathoth, il Caos Primordiale; Yog-Sothoth, il Cancello nel Vuoto, il Tutto In Uno e Uno In Tutto; Hastur, Colui che Cammina nel Vento, vendicatore e distruttore; Cthulhu, l'Iniziatore dei Sogni, Signore degli Abitatori del Profondo.
IL MAGUS
Il Magus di Francis Barrett è anche conosciuto come Il Celeste Investigatore oppure Sistema Completo di Filosofia Occulta, si tratta di un grosso volume illustrato apparso ed a differenza di tutti gli altri Grimori si presenta come una specie di Enciclopedia delle Scienze Occulte, senza trascurare alcun riferimento o dottrina.
Tutto questo è dovuto anche al fatto che il suo autore fu uno dei primi studiosi delle discipline occulte, studio svolto con l'intento di raccogliere e riunire tutto ciò che era stato scritto in precedenza cercando di dare una voce unica a tutta la materia; il libro si divide in due parti, nella prima si affrontano le materie della Magia Naturale, dell'Alchimia e della Magia Talismanica, nella seconda parte si parla di Magnetismo, Magia Cabalistica, Magia Cerimoniale, Teurgia ed evocazione di Spiriti Angelici.
Una delle cose importanti del Magus è che l'autore non si limita soltanto a spiegare i Rituali e tutti i vari passi di ogni disciplina ma ne rivela anche le conseguenze, spiegando quindi sostanzialmente cosa accade dopo l'apparizione di uno Spirito o durante la conversazione con una Entità, tutti argomenti praticamente assenti nei testi antichi.
Il titolo originario dell'opera è Al Azif, termine usato dagli arabi per definire quegli strani suoni notturni, dovuti agli insetti, che supponevano fossero gli ululati dei demoni. L'autore sarebbe il poeta folle Abdul Alhazred, yemenita, il quale visitò le rovine di Babilonia e le catacombe di Menfi, passando 10 anni da solo nel deserto dell'Arabia meridionale, chiamato Dahna, Deserto Cremisi, e ritenuto dimora di spiriti maligni. Quando tornò fra la gente, la sua follia era dilagata: egli raccontava di aver visitato Irem, la Città delle Colonne, e di aver trovato fra le rovine della Città senza Nome, in pieno deserto, gli straordinari annali e i segreti di una razza più antica dell'umanità. Della sua morte si narra che venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato orribilmente di fronte a un gran numero di testimoni gelati dal terrore.
L'Al Azif si diffuse rapidamente, anche se in gran segreto, e venne clandestinamente tradotto in greco da Teodoro Fileta di Costantinopoli col titolo "Necronomicon", cioè "Il libro delle leggi che governano i morti". Per oltre un secolo favorì innominabili esperienze, finché non venne soppresso e bruciato intorno all'anno mille dal Patriarca Michele. Da allora questo libro è da sempre posto all'indice da ogni religione, e si teme che la sua lettura provochi conseguenze terribili.
In tale grimorio terribile e maledetto, infatti, sono contenute istruzioni sul come richiamare in vita i morti attraverso i sali essenziali, ma anche delle innominabili formule atte a invocare i Grandi Antichi, esseri in agguato sulla soglia della coscienza umana, pronti riconquistare il dominio della terra e delle sue razze. I Grandi Antichi vivevano ere prima dell'esistenza dell'uomo ed erano giunti sulla terra quando il mondo era ancora giovane. Essi rimasero sepolti lunghe epoche prima dell'avvento dell'uomo, ma esistevano riti che potevano farli rivivere quando le stelle fossero tornate alle loro esatte posizioni nei cieli dell'eternità. Allora essi potevano passare attraverso i cieli da un mondo all'altro, e seminare Caos e Distruzione. Fra di essi vi erano Azathoth, il Caos Primordiale; Yog-Sothoth, il Cancello nel Vuoto, il Tutto In Uno e Uno In Tutto; Hastur, Colui che Cammina nel Vento, vendicatore e distruttore; Cthulhu, l'Iniziatore dei Sogni, Signore degli Abitatori del Profondo.
IL MAGUS
Il Magus di Francis Barrett è anche conosciuto come Il Celeste Investigatore oppure Sistema Completo di Filosofia Occulta, si tratta di un grosso volume illustrato apparso ed a differenza di tutti gli altri Grimori si presenta come una specie di Enciclopedia delle Scienze Occulte, senza trascurare alcun riferimento o dottrina.
Tutto questo è dovuto anche al fatto che il suo autore fu uno dei primi studiosi delle discipline occulte, studio svolto con l'intento di raccogliere e riunire tutto ciò che era stato scritto in precedenza cercando di dare una voce unica a tutta la materia; il libro si divide in due parti, nella prima si affrontano le materie della Magia Naturale, dell'Alchimia e della Magia Talismanica, nella seconda parte si parla di Magnetismo, Magia Cabalistica, Magia Cerimoniale, Teurgia ed evocazione di Spiriti Angelici.
Una delle cose importanti del Magus è che l'autore non si limita soltanto a spiegare i Rituali e tutti i vari passi di ogni disciplina ma ne rivela anche le conseguenze, spiegando quindi sostanzialmente cosa accade dopo l'apparizione di uno Spirito o durante la conversazione con una Entità, tutti argomenti praticamente assenti nei testi antichi.
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