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domenica 19 luglio 2015

preghiere potenti.

PREGHIERA PER LA GUARIGIONE INTERIORE


Padre di bontà, padre di amore, ti benedico ti lodo e ti ringrazio perché per amore ci hai dato Gesù. Grazie Padre,  perché alla luce del tuo Spirito comprendiamo che Lui è la luce, la verità, il Buon Pastore, che è venuto perché noi abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza. Oggi, Padre, mi voglio presentare davanti a te come tuo figlio. Tu mi conosci per nome.  Volgi i tuoi occhi di Padre amoroso sulla mia vita. Tu conosci il mio cuore e le ferite della mia vita.  Tu conosci tutto quello che avrei voluto fare e che non ho fatto; quello che ho compiuto io e il male che mi hanno fatto gli altri.  Tu conosci i miei limiti, i miei errori e il mio peccato.  Conosci i traumi e i complessi della mia vita.  Oggi, Padre, ti chiedo, per l’amore verso il tuo figlio Gesù Cristo, di effondere sopra di me il tuo Santo Spirito,  perché il calore del tuo amore salvifico penetri nel più intimo del mio cuore.  Tu che sani i cuori affranti e fasci le ferite, guarisci qui ed ora la mia anima, la mia mente, la mia memoria e tutto il mio spirito.  Entra in me, Signore Gesù, come entrasti in quella casa, dove stavano i tuoi discepoli pieni di paura.  Tu apparisti in mezzo a loro e dicesti: “Pace a voi”. Entra nel mio cuore e donami la pace; riempimi d’amore.  Noi sappiamo che l’amore scaccia il timore. Passa nella mia vita e guarisci il mio cuore. Sappiamo, Signore Gesù, che tu lo fai sempre, quando te lo chiediamo; ed io lo sto chiedendo con Maria, nostra Madre, che era alle nozze di Cana quando non c’era più vino e tu rispondesti al suo desiderio cambiando l’acqua in vino. Cambia il mio cuore e dammi un cuore  generoso un cuore affabile, pieno di bontà, un cuore nuovo. Fa spuntare in me i frutti della tua presenza.  Donami i frutti del tuo Spirito che sono amore, pace e gioia. Che scenda su di me lo spirito delle beatitudini,  perché possa gustare e cercare Dio ogni giorno,vivendo senza complessi e senza traumi insieme agli altri, alla mia famiglia,  ai miei fratelli. Ti rendo grazie, o Padre, per quello che oggi stai compiendo nella mia vita. Ti ringrazio con tutto il cuore,  perché mi guarisci, perché mi liberi,perché spezzi le mie catene e mi doni la libertà. Grazie, Signore Gesù,  perché sono tempio del tuo Spirito e questo tempio non si può distruggere, perché è la casa di Dio. Ti ringrazio,  Spirito Santo, per la fede, per l’amore che hai messo nel mio cuore. Come sei grande, Signore, Dio Trino ed Uno!  Che Tu sia benedetto e lodato, o Signore! AMEN.


PREGHIERA PER LA GUARIGIONE INTERIORE E FISICA



Signore Gesù, tu sei venuto a guarire i cuori feriti e tribolati, ti prego di guarire i traumi che provocano turbamenti nel mio cuore; ti prego, in particolar modo, di guarire quelli che sono causa di peccato. Ti chiedo di entrare nella mia vita, di guarirmi dai traumi psichici che mi hanno colpito in tenera età e da quelle ferite che me li hanno provocati lungo tutta la vita.  Signore Gesù, tu conosci i miei problemi, li pongo tutti nel tuo cuore di Buon Pastore. Ti prego, in virtù di quella grande piaga aperta nel tuo cuore, di guarire le piccole ferite dei miei ricordi, affinché nulla di quanto mi è accaduto mi faccia rimanere nel dolore, nell’angustia, nella preoccupazione. Tu che sei venuto a guarire i cuori afflitti, guarisci il mio cuore. Guarisci, Signore Gesù, quelle ferite mie intime che sono causa di malattie fisiche.  Io ti offro il mio cuore: accettalo, Signore, purificalo e dammi i sentimenti del tuo Cuore divino. Aiutami ad essere umile e mite. Fammi testimone della tua vittoria sul peccato e sulla morte, della tua presenza di Vivente in mezzo a noi. Amen. 


PREGHIERA PER LA GUARIGIONE FISICA


Signore Gesù, credo che sei vivo e risorto. Credo che sei presente realmente nel Santissimo Sacramento dell’altare e in ciascuno di noi che crediamo in te. Ti lodo e ti adoro. Ti rendo grazie, Signore, per essere venuto da me, come Pane vivo disceso dal cielo. Tu sei la pienezza della vita, tu sei la risurrezione e la vita, tu Signore, sei la salute  dei malati. Oggi ti voglio presentare tutti i miei mali, perché tu sei uguale ieri, oggi e sempre e tu stesso mi raggiungi dove mi trovo. Tu sei l’eterno presente e mi conosci. Ora, Signore, ti chiedo d’aver compassione di me. Visitami per il tuo vangelo, affinché tutti riconoscano che tu sei vivo, nella tua Chiesa, oggi; e che si rinnovi la mia fede e la mia anima. Abbi compassione delle sofferenze del mio corpo, del mio cuore e della mia anima. Abbi compassione di me, Signore, benedicimi e fa che possa riacquistare la salute. Che cresca la mia fede e che mi apra alle meraviglie del tuo amore, perché sia anche testimone della tua potenza e della tua compassione. Te lo chiedo, Gesù, per il potere delle tue sante piaghe per la tua santa Croce e per il tuo Preziosissimo Sangue. Guariscimi, Signore!  Guariscimi nel corpo, guariscimi nel cuore, guariscimi nell’anima. Dammi la vita, la vita  in abbondanza. Te lo chiedo per l’intercessione di Maria Santissima, tua Madre, la vergine dei dolori, che era presente, in piedi, presso la tua croce; che fu la prima a contemplare le tue sante piaghe, e che ci hai dato per Madre. Tu ci hai rivelato d’aver preso su di te  i nostri dolori e per le tue sante piaghe siamo stati guariti. Oggi, Signore, ti presento con fede tutti i miei mali e ti chiedo di guarirmi completamente. Ti chiedo, per la gloria del  Padre del cielo, di guarire anche i mali della mia famiglia e i miei amici. Fa che crescano nella fede, nella speranza e che riacquistino la salute per la gloria  del tuo nome. Perché il tuo regno continui ad estendersi sempre più nei cuori attraverso i segni e i prodigi del tuo amore. Tutto questo, Gesù, te lo chiedo perché sei Gesù.  Tu sei il Buon Pastore e noi siamo le pecorelle del tuo gregge. Sono così sicuro del tuo amore, che prima ancora di conoscere il risultato della mia preghiera, ti dico con fede:  grazie, Gesù, per tutto quello che farai per me e per ciascuno di loro.  Grazie per i malati che stai guarendo ora, grazie per quelli che stai visitando con la tua Misericordia.



AL TERMINE DEL GIORNO




Al termine di questo giorno Al termine di questo giorno invochiamo Te, creatore di tutto: col tuo amore di Padre custodisci il nostro riposo. Anche nel sapore del sonno i nostri cuori ti sentano vicino; e alla luce del nuovo giorno cantino la tua gloria. Ogni onore sia per te, Padre onnipotente, in Gesù Cristo che, con te e per sempre, vive nell’amore dell’unico Spirito Santo. Amen.



 questa orazione se trascritta e portata addosso protegge fortemente.

orazione alla santa camicia

LA COMPAGNIA DI DIO MI ACCOMPAGNA E IL MANTO DI SANTA MARIA 
PIENA DI GRAZIA, E PIENA DI DIO MI LIBERI DA TUTTI GLI SPIRITI MALIGNI , BATTEZZATI E NON BATTEZZATI, CRISTO VINCE, CRISTO REGNA, CRISTO DAL MALE E DAL PERICOLO MI DIFENDE, IL GIUSTO SEGNO INDIVIDUALE FIGLIO DI SANTA MARIA LUI CHE E NATO A BETLEMME QUEL GIORNO NON POSSO ESSERE MORTO, NE IN GIUSTIZIA COINVOLTO, TUTTI QUELLI CHE MI VOGLIONO MALE NON MI VEDONO E LE MANI NON MI LEGANO E I PIEDI NON MI SCHIACCIANO, IL LORO FERRO NON MI FERISCA, NUDO E NON MI LEGANO. DIO A DETTO A LIVON CHE 2 VOLTE NON MI POTRANNO FARE MALE NE A ME NE A TE A NESSUNO CHE PORTA QUESTA ORAZIONE, VERRANNO BENDATI CHI MI VOLEVA FARE MALE E MI DIFENDA ANCHE SE NON LO DICO.
recitare 3 padre nostro alla passione e morte di Gesu'. nota bene-ogni tanto recitare.


PER CHI E IN CERCA DI LAVORO FARE L'ORAZIONE DI SAN GIUSEPPE
ACCOMPAGNATA DA UN CERO DI RINGRAZIAMENTO

PREGHIERA
GLORIOSO SAN GIUSEPPE, CHE PUR ESSENDO IL PADRE PUTATIVO DI GESU' E LO SPOSO DELLA MADRE DI DIO HAI ESERCITATO LA MODESTA PROFESSIONE DI FALEGNAME NELLA UMILE BOTTEGA DI NAZARET, INSEGNACI AD ACCETTARE SERENAMENTE E A AMARE LA NOSTRA CONDIZIONE DI LAVORATORE, NOI TI ONORIAMO COME ESEMPLARE PERFETTO DI TUTTE LE VIRTU', E COME PROTETTORE PREZIOSO DI TUTTI COLORO CHE GUADAGNANO IL PANE CON IL SUDORE DELLA FRONTE, OTTIENI A NOI LA GRAZIA DI IMITARE I TUOI AMMIRABILI ESEMPI DI UMILTA', DI SACRIFICIO E DI FIDUCIOSO ABBANDONO AL VOLERE DI DIO NOSTRO PADRE AMOROSO E PROVIDO, FA CHE ANCHE NOI COME TE POSSIAMO ELEVARE E SANTIFICARE IL NOSTRO LAVORO QUOTIDIANO OFFRENDOLO A  DIO COME ATTO INCESSANTE DI AMORE DI ESPIAZIONE E GLORIFICAZIONE.
3 padre nostro.



PREGHIERA IN UN GRAVE PERICOLO
ogni volta che trovate il simbolo della croce segnarsi in nome del padre del figlio e dello spirito santo-

+ O SIGNORE GESU' CRISTO FIGLIO DEL GRANDE DIO VIVENTE, SIATE VOI CHE NELL'ORA DELLA VOSTRA PASSIONE AVETE DETTO A QUELLI CHE VOLEVANO PRENDERVI--CHI DUNQUE CERCATE VOI? ALLE VOSTRE PAROLE, ESSI CADDERO SUBITO CON LA FACCIA A TERRA. DEGNATEVI, VE NE PREGO SIGNORE  , DI LIBERARMI ALLO STESSO MODO DA TUTTI I MIEI NEMICI E DA TUTTI I LORO CATTIVI PROPOSITI DICENDO LORO- LASCIATE ANDARE SANO E SALVO N......
CHE E LA MIA CREATURA.
+ CHE ESSI NON POSSANO FARMI ALCUN MALE NE' ORA NE' IN AVVENIRE.
+ PER GESU' CHE VIVE E REGNA + CON DIO PADRE+ E L'UNITA' DELLO SPIRITO SANTO. COSI SIA 
BENEDETTO E LODATO SIA SEMPRE NOSTRO SIGNORE GESU'.



PREGHIERA DI SANTA APOLLINA 
contro le nevralgie e mal di denti, per 3 volte differenti soffiare a forma di + sulla guancia e dite--

SANT'APOLLINA
BELLA E DIVINA,
ERA SEDUTA AI PIE' D'UN ALBERO, SULLA BIANCA PIETRA DI MARMO
GESU' NOSTRO SALVATORE,
LA' PASSANDO PER FORTUNA
LE DISSE--APOLLINA
CHE COSA DUNQUE TI AFFLIGGE
SONO QUI, MAESTRO DIVINO,
PER IL DOLORE E NON PER PENA- SONO QUI PEL MIO CAPO, PEL MIO SANGUE 
E PER IL MIO MAL DI DENTI
GESU' LE DISSE--APOLLINA+ SULLA MIA PAROLA-O MALE DEVIA+ SE E' GOCCIA DI SANGUE SECCHERA'+ SE E VERME MORRA'

5 PADRE NOSTRO E 5 AVE ALLE 5 PIAGHE DEL SALVATORE.




PREGHIERA A SAN ANTONIO PER RITROVARE UN OGGETTO

+ GRAN S. ANTONIO DI PADOVA, FARO LUMINOSO VI PREGO D'ILLUMINARE LA MIA MENTE AFFINCHE' IO POSSA TROVARE --NOMINATE L'OGGETTO-- FATE CHE IO SVENTI LE ASTUZIE DI SATANA E CHE IO SORTA VITTORIOSO DAGLI AGGUATI CHE EGLI MI TENDE PER PERDERMI ED AFFLIGGERMI. VE NE SUPPLICO PER LA SCIENZA CHE LO SPIRITO SANTO HA SI' LARGAMENTE INFUSA IN VOI, PER ILLUMINARE L'UNIVERSO. COSI SIA



PREGHIERA DI S. ANTONIO PER LE NECESSITA' DELLA VITA
per ottenere le cose necessarie alla vita e non cadere nell'indigenza


PATRONO DI QUELLI CHE SI CONFIDANO IN VOI, GRAN S.ANTONIO DI PADOVA, IO VI DOMANDO, NO L'ABBONDANZA E NEPPURE LA POVERTA', TEMENDO CHE L'UNA MI TRASCINI ALLA VANITA' E L'ALTRA  ALL'IMPAZIENZA, ALL'AFFLIZIONE, AL DOLORE- MA IO VI DOMANDO, UNA ONESTA SUFFICENZA DELLE COSE NECESSARIE ALLA VITA MIA E DELLA MIA FAMIGLIA. IO SONO COMPOSTO DI CORPO E ANIMA- IL CORPO A BISOGNO DI NUTRIMENTO, E DI VESTIMENTA - LA GRAZIA E' NECESSARIA ALL'ANIMA PER VIVERE DI SPIRITO E SERVIRE DIO CHE E SPIRITO-ENTRAMBI SONO ESPOSTI A MOLTE INFERMITA', PADRE DEI POVERI, ASSISTETEMI E LIBERATEMI DA TUTTO CIO' CHE PUO' NUOCERMI. 1 PADRE NOSTRO


PREGHIERA X RICEVERE UNA BUONA ISPIRAZIONE SU UNA DECISIONE DA PRENDERE----O UN LAVORO, O UNA COSA DA INIZIARE---SI RECITA PRIMA DI ADDORMENTARSI-

O DIO! TU CHE SEI IL DIO DELLA SAPIENZA E DEL CONSIGLIO TU CHE LEGGI NEL MIO CUORE LA RETTA VOLONTA' DI PIACERE A TE SOLO ED ANCHE DI REGOLARMI RIGUARDO ALLE MIE DECISIONI CONFORME IN TUTTO AI TUOI SANTISSIMI DESIDERI CONCEDIMI PER L'INTERCCESSIONE DELLA SANTISSIMA VERGINE MADRE MIA E DEI SANTI, LA GRAZIA DI CONOSCERE QUALE LAVORO DEVO INTRAPRENDERE E CONOSCIUTOLO FA' CHE IO POSSA CON L'AIUTO DEI SANTI ACCRESCERE LA TUA GLORIA SEMPRE LA SALUTE DEL CORPO E DELL'ANIMA E MERITARMI QUEL PREMIO CELESTE CHE TU HAI PROMESSO AGLI ESECUTORI DEL TUO DIVIN VOLERE AMEN

 PREGHIERA POTENTISSIMA DA RECITARE AL MATTINO, E LA SERA PRIMA DI DORMIRE.----PROTEGGE DA TUTTI GLI ATTACCHI---.

O PADRE POTENTISSIMO- O MADRE LA PIU' TENERA DELLE MADRI O ESEMPLARE AMMIRABILE DELLA MATERNA TENEREZZA PROTEGGICI CON IL TUO SANTO MANTO-O FIGLIO - FIORE DEI FIGLI- FORMA DI TUTTE LE FORME- ANIMA-SPIRITO- ARMONIA DI TUTTE LE COSE -PROTEGGICI CON LA TUA GRANDE PIETA'- CONSERVACI GUIDACI E LIBERACI DA TUTTI GLI SPIRITI MALIGNI CHE CI ASSEDIANO CONTINUAMENTE SENZA CHE NOI LO SAPPIAMO . AMEN
1 PADRE NOSTRO 1 SALVE REGINA.

giovedì 9 aprile 2015

gli angeli nelle sacre scritture


GLI ANGELI NELLA SACRA SCRITTURA E NELLA VITA DELLA CHIESA

Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?". (Eb 1,14) "Benedite il Signore voi tutti suoi angeli, potenti esecutori dei suoi comandi, pronti al suono della sua parola. Benedite il Signore voi angeli suoi ministri, che fate il suo volere". (Salmo 102, 20-21)

GLI ANGELI NELLA SACRA SCRITTURA



La presenza e l'opera degli angeli compaiono in molti testi dell'Antico Testamento. I cherubini con le loro spade folgoranti custodiscono la via all'albero della vita, nel paradiso terrestre (cfr Gn 3,24). L’angelo del Signore ordina ad Agar di ritornare dalla sua signora e la salva dalla morte nel deserto (cfr Gn 16,7-12). Gli angeli liberano Lot, sua moglie e le sue due figlie dalla morte, a Sodoma (cfr Gn 19,15-22). Un angelo viene mandato davanti al servo di Abramo per guidarlo e per fargli trovare una moglie per Isacco (cfr Gn 24,7). Giacobbe vede in sogno una scala che si erge fino in cielo, con angeli di Dio che vi salgono e scendono (cfr Gn 28,12). E più avanti questi angeli vanno incontro a Giacobbe (cfr Gn 32,2). "L'angelo che mi ha liberato da ogni male, benedica questi giovinetti!", (Gn 48,16) esclama Giacobbe benedicendo i suoi figli prima di morire. Un angelo appare a Mosè in una fiamma di fuoco (cfr Es 3,2). Uangelo di Dio precede l'accampamento di Israele e lo protegge (cfr Es 14,19). "Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato" (Es 23,20). "Ora va', conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà" (Es 3Z34); "Manderò davanti a te un angelo e scaccerò il Cananeo..." (Es 33,2). L’asina di Balaam vede sulla strada un angelo con la spada sguainata in mano (cfr Nm 22,23). Quando il Signore apre gli occhi a Balaam anch'egli scorge l'angelo (cfr Nm 22,31). Un angelo incoraggia Gedeone e gli ordina di combattere i nemici del suo popolo. Gli promette di restare al suo fianco (cfr Gdc 6,16-22). Un angelo appare alla moglie di Manoach e le annuncia la nascita di Sansone, nonostante la donna sia sterile (cfr Gdc 13,3). Quando Davide pecca e sceglie come castigo la peste: "L'angelo ebbe stesa la mano su Gerusalemme per distruggerla..." (2 Sam 24,16) ma poi la ritira per ordine del Signore. Davide vede l'angelo che colpisce il popolo d'Israele e implora da Dio il perdono (cfr 2 Sam 24,17). L’angelo del Signore comunica a Elia la volontà di Jahvé (cfr 2 Re 1,3). Uangelo del Signore colpì centottantacinquemila uomini nell'accampamento degli Assiri. Quando i superstiti si svegliarono al mattino, li trovarono tutti morti (cfr 2 Re 19,35). Nei Salmi si citano spesso gli angeli (efr Salmi 8;90; 148). Dio manda il suo angelo a chiudere la bocca dei leoni per non far morire Daniele (cfr Dn 6,23). Gli angeli compaiono di frequente nella profezia di Zaccaria e il libro di Tobia ha come personaggio di primo piano l'angelo Raffaele; questi svolge un ruolo di protettore ammirevole e dimostra come Dio manifesti il suo amore per l'uomo attraverso il ministero degli angeli.

GLI ANGELI NEL VANGELO

Troviamo spesso gli angeli nella vita e negli insegnamenti del Signore Gesù. L’angelo Gabriele appare a Zaccaria e gli annuncia la nascita del Battista (cfr Lc 1,11 e ss.). Ancora Gabriele annuncia a Maria, da parte di Dio, 1 incarnazione del Verbo in lei, per opera dello Spirito Santo (cfr Lc 1,26). Un angelo appare in sogno a Giuseppe e gli spiega ciò che è accaduto a Maria, gli dice di non temere di riceverla in casa, poiché il frutto del suo grembo è opera dello Spirito Santo (cfr Mt 1,20). Nella notte di Natale un angelo porta ai pastori il lieto annuncio della nascita del Salvatore (cfr Lc 2,9). L'angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe e gli ordina di ritornare in Israele col bambino e sua madre (cfr Mt 2, 19). Finite le tentazioni di Gesù nel deserto... "il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano" (Mt 4, 11). Durante il suo ministero Gesù parla degli angeli. Mentre spiega la parabola del grano e della zizzania, dice: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. il campo è il mondo. il seme buono sono ifigli del regno; la zizzania sono ifigli del maligno, e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo, il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi intenda!" (Mt 13,37-43). "Poiché il Figlio dell 'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni" (Mt 16,27). Quando si riferisce alla dignità dei bambini dice: "Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli" (Mt 18, 10). Parlando della risurrezione dei morti, afferma: 'Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo" (Mt 2Z30). Nessuno conosce il giorno del ritorno del Signore, "neanche gli angeli del cielo" (Mt 24,36). Quando giudicherà tutti i popoli, verrà "con tutti i suoi angeli" (Mt 25,31 o cfrLc 9,26; e 12, 8-9). Presentandoci davanti al Signore e ai suoi angeli, dunque, saremo glorificati oppure rifiutati. Gli angeli partecipano alla gioia di Gesù per la conversione dei peccatori (cfr Le 15,10). Nella parabola del ricco epulone troviamo un compito degli angeli molto importante, quello di portarci dal Signore nell'ora della nostra morte. "Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo" (Le 16,22). Nel momento più difficile dell'agonia di Gesù nell'orto degli Ulivi venne "un angelo dal cielo a confortarlo" (Le 22, 43). Il mattino della risurrezione appaiono di nuovo gli angeli, come già era accaduto nella notte di Natale (cfr Mt 28,2-7). I discepoli di Emmaus sentirono parlare di questa presenza angelica il giorno della risurrezione (cfr Le 24,22-23). A Betlemme gli angeli avevano recato la notizia che Gesù era nato, a Gerusalemme che era risuscitato. Gli angeli furono dunque incaricati di annunziare i due grandissimi avvenimenti: la nascita e la risurrezione del Salvatore. Maria Maddalena ha la fortuna di vedere "due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù". E può anche ascoltare la loro voce (cfr Gv 20,12-13). Dopo l'ascensione, due angeli, sotto forma di uomini in bianche vesti, si presentano ai discepoli per dire loro "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo" (At 1, 11).

GLI ANGELI NEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI

Negli Atti viene narrata l'azione protettrice degli angeli nei confronti degli apostoli e proprio a beneficio di tutti questi avviene il primo intervento (cfr At 5,12-21). Santo Stefano cita l'apparizione dell'angelo a Mosè (cfr At 7,30). "Tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto [il volto di santo Stefano] come quello di un angelo" (At 6,15). Un angelo del Signore parlò a Filippo dicendo: 'Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza" (At 8,26). Filippo ubbidì e incontrò ed evangelizzò l'Etiope, funzionario di Candace, regina di Etiopia. Un angelo appare al centurione Cornelio, gli dà la bella notizia che le sue preghiere e le sue elemosine sono arrivate a Dio, e gli ordina di mandare i suoi servi a cercare Pietro per farlo venire lì, in quella casa (cfr At 10,3). Gli inviati raccontano a Pietro: Cornelio "è stato avvertito da un angelo santo di invitarti nella sua casa, per ascoltare ciò che hai da dirgli' (At 10,22). Durante la persecuzione di Erode Agrippa, Pietro viene messo in prigione, ma, un angelo del Signore gli apparve e lo fece uscire dal carcere: "Ora sono veramente certo che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che si attendeva il popolo dei Giudei" (cfr At 12,6-16). Poco tempo dopo, Erode, colpito "improvvisamente" da "un angelo del Signore", "roso dai vermi, spirò" (At 12,23). In viaggio verso Roma, Paolo e i suoi compagni in pericolo di morte a causa di una fortissima burrasca, ricevono l'aiuto salvifico di un'angelo (cfr At 27,21-24).

GLI ANGELI NELLE LETTERE DI SAN PAOLO E DI ALTRI APOSTOLI

Numerosissimi sono i passi in cui si parla di angeli nelle lettere di san Paolo e negli scritti degli altri apostoli. Nella Prima lettera ai Corinzi San Paolo dice che siamo venuti per essere "spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini" (1 Cor 4,9); che giudicheremo gli angeli (cfr 1 Cor 6,3); e che la donna deve portare "un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli" (1 Cor 11,10). Nella seconda Lettera ai Corinzi li avverte che "anche Satana si maschera da angelo di luce" (2 Cor 11,14). Nella Lettera ai Galati considera la superiorità degli angeli (cfr Gai 1,8) e afferma che la legge 'fu promulgata per mezzo di angeli attraverso un mediatore" (Gal 3,19). Nella Lettera ai Colossesi, l'Apostolo enumera le diverse gerarchie angeliche e sottolinea la loro dipendenza da Cristo, nel quale tutte le creature sussistono (cfr Col 1,16 e 2,10). Nella Seconda lettera ai Tessalonicesi ripete la dottrina del Signore sulla sua seconda venuta in compagnia degli angeli (cfr 2 Ts 1,6-7). Nella Prima lettera a Timoteo dice che "è grande il mistero della pietà: Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu annunziato ai pagani, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria" (1 Tm 3,16). E poi ammonisce il suo discepolo con queste parole: "Ti scongiuro davanti a Dio, a Cristo Gesù e agli angeli eletti, di osservare queste norme con imparzialità e di non far mai nulla per favoritismo" (1 Tm 5,21). San Pietro aveva sperimentato personalmente l'azione protettrice degli angeli. Così ne parla nella sua Prima lettera: "E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo: cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo" (1 Pt 1,12 e cfr 3,21-22). Nella Seconda lettera parla degli angeli decaduti e non perdonati, così come si legge anche nella lettera di San Giuda. Ma è nella lettera agli Ebrei che troviamo riferimenti abbondanti all'esistenza e all'azione angelica. Il primo argomento di questa lettera è la supremazia di Gesù su tutti gli esseri creati (cfr Eb 1,4). La grazia specialissima che lega gli angeli a Cristo è il dono dello Spirito Santo loro concesso. È, infatti, lo Spirito stesso di Dio, il legame che unisce angeli e uomini con il Padre e con il Figlio. Il collegamento degli angeli con Cristo, il loro ordinamento a lui come creatore e Signore, si manifesta a noi uomini, soprattutto nei servigi con cui essi accompagnano in terra l'opera salvifica del Figlio di Dio. Attraverso il loro servizio gli angeli fanno sperimentare al Figlio di Dio fattosi uomo che egli non è solo, ma che il Padre è con lui (cfr Gv 16,32). Per gli apostoli e i discepoli, invece, la parola degli angeli li conferma nella fede che il regno di Dio si è avvicinato in Gesù Cristo. L'autore della lettera agli Ebrei ci invita a perseverare nella fede e porta come esempio il comportamento degli angeli (cfr Eb 2,2-3). Ci parla anche dell'incalcolabile numero degli angeli: "Voi vi siete invece accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli..." (Eb 12, 22). E, infine, dice una cosa che dovremmo tenere sempre presente quando incontriamo un fratello bisognoso: "Non dimenticate l'ospitalità: alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo" (Eb 13,2).

GLI ANGELI NELL'APOCALISSE

Nessun testo è più ricco di questo, nel descrivere il numero incalcolabile degli angeli e la loro funzione glorificatrice di Cristo, il Salvatore di tutti. "Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti" (Ap 7,1). 'Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo: Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen' "(Ap 7,11-12). Gli angeli suonano la tromba e scatenano piaghe e castighi per i malvagi. Il capitolo 12 ci descrive la grande battaglia che ha luogo in cielo tra Michele e i suoi angeli da una parte, e Satana e il suo esercito dall'altra (cfr Ap 12,7-12). Chi adora la bestia sarà torturato "con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello" (Ap 14,10). Nella visione del Paradiso l'autore contempla "le dodici porte" della città e su di esse "i dodici angeli" (Ap 21,12). Nell'epilogo Giovanni sente: "Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve" (Ap 2, 26). "Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. Udite e vedute che le ebbi, mi prostrai in adorazione ai piedi dell'angelo che me le aveva mostrate" (Ap 2,28). "Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese" (Ap 22,16).

GLI ANGELI NELLA VITA DELLA CHIESA DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA

Il Simbolo degli Apostoli professa che Dio è "il Creatore del cielo e della terra" e il Simbolo niceno-costantinopolitano esplicita: "...di tutte le cose visibili e invisibili". (n. 325) Nella Sacra Scrittura, l'espressione "cielo e terra" significa: tutto ciò che esiste, l'intera creazione. Indica pure, all'interno della creazione, il legame che ad un tempo unisce e distingue cielo e terra: "La terra" è il mondo degli uomini. "Il cielo", o "i cieli", può indicare il firmamento, ma anche il "luogo" proprio di Dio: il nostro "Padre che è nei cieli" (Mt 5,16) e, di conseguenza, anche il "cielo" che è la gloria escatologica. Infine, la parola "cielo" indica il "luogo" delle creature spirituali, gli angeli, che circondano Dio. (n. 326) La professione di fede del Concilio Lateranense IV afferma: Dio, "fin dal principio del tempo, creò dal nulla l'uno e l'altro ordine di creature, quello spirituale e quello materiale, cioè gli angeli e il mondo terrestre; e poi l'uomo, quasi partecipe dell'uno e dell'altro, composto di anima e di corpo". (n.327)

sabato 28 febbraio 2015

La religione e la politica.

 

1. La missione della Chiesa nel mondo
La salvezza che ci ha guadagnato Cristo, e quindi la missione della Chiesa, riguarda l’uomo nella sua integrità: sia come singolo che come persona inserita nella società. Per questa ragione, quando la Chiesa propone la sua dottrina sociale, non solo non si scosta dalla sua missione, ma la compie fedelmente. Del resto, l’evangelizzazione non sarebbe autentica, se non tenesse conto del rapporto tra il Vangelo e l’azione, sia a livello individuale che sociale. La Chiesa vive nel mondo ed è logico, e necessario, che si rapporti con esso in modo adeguato, rispettando la struttura e la finalità delle diverse organizzazioni umane.
Pertanto la Chiesa ha la missione, che è anche un diritto, di occuparsi dei problemi sociali; e quando lo fa «non può essere accusata di oltrepassare il suo campo specifico di competenza e, tanto meno, il mandato ricevuto dal Signore».
Missione della Chiesa in questo ambito non è soltanto di proporre norme etiche, ma anche di mostrare la dimensione evangelica della vita sociale, secondo la verità tutta intera sull’uomo, di insegnare i comportamenti coerenti con tale verità e di incoraggiare a viverli.
Tra vita cristiana e promozione umana c’è una stretta relazione: un nesso antropologico, un vincolo teologico e un dovere di carità. Una tale armonia non crea confusione: il fine della condotta cristiana è l’identificazione con Cristo che porta la vera liberazione, la liberazione dal peccato, che esige l’impegno per le altre liberazioni. Questa distinzione garantisce l’autonomia delle realtà terrene.
Gli insegnamenti del Magistero in questo campo non si estendono, pertanto, agli aspetti pratici, né propongono soluzioni per  l’organizzazione della società, questo non fanno parte della sua missione. Questi insegnamenti mirano soltanto alla formazione delle coscienze; non ostacolano l’autonomia delle realtà terrene.
Così, dunque, non compete alla Gerarchia di assumere una funzione diretta nell’organizzazione della società; suo compito, invece, è quello di insegnare e interpretare in modo autentico i principi morali in questo campo. Pertanto la Chiesa ammette ogni sistema sociale in cui si rispetta la dignità umana. I fedeli, da parte loro, debbono accogliere gli insegnamenti del Magistero in materia sociale con l’adesione della intelligenza, della volontà e delle opere (cfr. Lc 10, 16; Catechismo , 2032 e 2037).
2. Le relazioni fra la Chiesa e lo Stato
La religione e la politica sono due ambiti diversi ma non separati, perché l’uomo religioso e il cittadino sono la stessa persona con impegni sia religiosi che sociali, economici e politici. È  necessario, tuttavia, che «imparino i fedeli a distinguere accuratamente fra i diritti e i doveri, che loro incombono in quanto sono aggregati alla Chiesa, e quelli che loro competono in quanto membri della società umana. Cerchino di metterli in armonia fra loro, ricordandosi che in ogni cosa temporale devono essere guidati dalla coscienza cristiana, poiché nessuna attività umana, neanche in materia temporale, può essere sottratta al dominio di Dio. Nell’epoca nostra è sommamente necessario che questa distinzione e nello stesso tempo questa armonia risplendano nel modo più chiaro possibile nella maniera di agire dei fedeli»[5] . Si può dire che in queste parole si riassume il modo in cui i cattolici devono vivere l’insegnamento del Signore: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» ( Mt 22, 21).
Le relazioni fra la Chiesa e lo Stato comportano, pertanto distinzione senza separazione, unione senza confusione (cfr. Mt 22, 15-21 e parall.). Le relazioni saranno corrette e fruttuose se obbediscono a tre principi fondamentali: accettare l’esistenza di un ambito etico che precede e informa la sfera politica; distinguere la missione della religione e quella della politica; favorire la collaborazione fra i due ambiti.
a) I valori morali debbono informare la vita politica
La posizione dello “Stato etico”, che pretende di dettare il comportamento morale dei cittadini, è una teoria ampiamente rifiutata, perché può portare al totalitarismo o almeno implica una tendenza marcatamente autoritaria. Allo Stato non compete dire ciò che è bene e ciò che è male. Suo compito è invece quello di ricercare e promuovere il bene comune. Per fare questo, a volte, avrà bisogno di stabilire alcune regole circa il comportamento dei cittadini.
Il rifiuto di uno “Stato etico”, tuttavia, non deve portare all’errore opposto cioè la “neutralità” morale dello Stato stesso, perché in realtà essa non esiste né potrà mai esistere. Infatti, i valori morali indicano i criteri che favoriscono lo sviluppo integrale della persona; questo sviluppo, nella sua dimensione sociale, fa parte del bene comune terreno; e il principale responsabile del bene comune è lo Stato. Fra le altre cose, lo Stato favorisce il comportamento morale delle persone, almeno nella vita sociale.
b) La Chiesa e lo Stato si differenziano per la natura e per i fini
La Chiesa ha ricevuto da Cristo il mandato apostolico: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 19). Con la sua dottrina e con la sua attività apostolica, la Chiesa contribuisce al retto ordinamento delle cose temporali, perché servano all’uomo per raggiungere il suo fine ultimo e non allontanarsene.
I mezzi che la Chiesa utilizza per compiere la sua missione sono, anzitutto, spirituali: la predicazione del Vangelo, l’amministrazione dei sacramenti e la preghiera ma ha anche bisogno di utilizzare mezzi materiali, secondo la natura dei suoi membri che sono persone umane (cfr. At 4, 32-37; 1 Tm 5, 18); questi mezzi devono essere sempre conformi al Vangelo. Inoltre, per compiere la sua missione nel mondo, la Chiesa ha bisogno di essere indipendente, senza condizionamenti di carattere politico o economico (cfr. Catechismo , 2246; Compendio della Dottrina sociale della Chiesa , 426).
Lo Stato è una istituzione che deriva dalla natura sociale dell’uomo. Il suo fine è il bene comune temporale della società civile; è un bene non solo materiale ma anche spirituale, perché i membri della società sono persone con corpo e anima. Il progresso sociale richiede, oltre che mezzi materiali, molti altri beni di carattere spirituale: la pace, l’ordine, la giustizia, la libertà, la sicurezza, ecc. Questi beni sono raggiungibili solo mediante l’esercizio delle virtù sociali, che lo Stato deve promuovere e tutelare (per esempio, la moralità pubblica).
La distinzione fra l’ambito religioso e quello politico implica che lo Stato non goda di “sacralità” né abbia il compito di guidare le coscienze. Il fondamento morale della politica si trova al di fuori di essa. D’altra parte la Chiesa non possiede potere di indicare nulla in campo politico in quanto la appartenenza ad essa, dal punto di vista civile, è volontaria, il suo potere è di carattere spirituale e non propone nessuna soluzione di tipo politico. Lo Stato e la Chiesa svolgono funzioni distinte. Questo comporta libertà religiosa e sociale.
Da qui derivano due importanti diritti: il diritto alla libertà religiosa che consiste nella non interferenza da parte dello Stato in materia religiosa, e il diritto alla libertà di attuazione dei cattolici riguardo alla gerarchia in materia temporale, anche se con l’obbligo di seguire gli insegnamenti del Magistero (cfr. CIC, 227). Inoltre la Chiesa, «predicando la verità evangelica e illuminando tutti i settori dell’attività umana con la sua dottrina e con la testimonianza resa dai cristiani, rispetta e promuove anche la libertà politica e la responsabilità dei cittadini».
c) La collaborazione fra la Chiesa e lo Stato
La distinzione tra la Chiesa e lo Stato non comporta – come si è detto – la loro totale separazione, né che la Chiesa debba ridurre la propria azione all’ambito privato e spirituale. Sicuramente la Chiesa «non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia». In questo senso, la Chiesa ha il diritto e il dovere di «insegnare la sua dottrina sociale, esercitare senza ostacoli la sua missione tra gli uomini e dare il suo giudizio morale, anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime».
Così, per esempio, la Chiesa può e deve indicare quando una legge è ingiusta in quanto contraria alla legge naturale (ad esempio leggi sull’aborto o il divorzio), o che determinate consuetudini o situazioni sono immorali, anche se permesse dalle leggi civili, o che i cattolici non devono dare il loro appoggio a persone o partiti che si propongano obiettivi contrari alla legge di Dio, e pertanto alla dignità della persona umana e al bene comune.
Sia la Chiesa che la politica – che si esprime attraverso le varie istituzioni o i partiti –, anche se a titolo diverso, sono al servizio dell’uomo e «svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di tutti, in maniera tanto più efficace quanto meglio coltivano una sana collaborazione tra di loro». Se la comunità politica (ossia, la società presa nel suo insieme: governanti e governati di un determinato Stato) ignora la Chiesa, si pone in contraddizione con se stessa, poiché ostacola l’esercizio di diritti e di doveri di una parte dei cittadini, in concreto dei fedeli cattolici.
I metodi pratici di regolare queste relazioni possono variare a seconda delle circostanze: per esempio, non saranno gli stessi nei paesi di tradizione cattolica e in altri nei quali la presenza dei cattolici è minoritaria.
Un aspetto essenziale che si deve curare sempre è la salvaguardia del diritto di libertà religiosa. Vegliare sul rispetto di questo diritto vuol dire vegliare sul rispetto dell’intero ordine sociale. Il diritto alla libertà sociale e civile in materia religiosa è la fonte e la sintesi di tutti i diritti dell’uomo.
In molti paesi la Costituzione (o il sistema di leggi fondamentali che regolano il sistema di governo di uno Stato) garantisce la libertà religiosa dei cittadini e dei gruppi; attraverso questo canale, anche la Chiesa trova la libertà sufficiente per adempiere la sua missione e uno spazio per svolgere le sue iniziative apostoliche.
Inoltre, quando è possibile, la Chiesa fa in modo da stabilire accordi con lo Stato, in genere chiamati Concordati, nei quali si stabiliscono alcune soluzioni concrete per le materie di interesse comune: libertà di azione della Chiesa e delle sue istituzioni, convenzioni in materia economica, giorni festivi, ecc.
3. Regole sulle questioni miste
In alcune materie (chiamate questioni miste), sia lo Stato che la Chiesa debbono intervenire in base alle loro rispettive competenze e finalità: sono l’educazione, il matrimonio, le comunicazioni sociali, l’assistenza ai bisognosi. Per queste materie è particolarmente necessaria la collaborazione, in modo che ognuno possa adempiere la propria missione senza impedimento da parte dell’altro.
a) Compete alla Chiesa regolare il matrimonio dei suoi fedeli, anche nei casi in cui è cattolico uno solo dei contraenti. Questo perché il matrimonio è un sacramento e compete alla Chiesa stabilire le norme per amministrarlo. Compete, invece, allo Stato regolarne gli effetti civili: regime dei beni fra gli sposi, ecc. (cfr. CIC, 1059). Lo Stato ha il dovere di riconoscere ai cattolici il diritto di contrarre matrimonio canonico.
b) L’educazione dei figli – anche in materia religiosa – compete ai genitori per diritto naturale; sono loro che devono stabilire il tipo di insegnamento che desiderano per i loro figli e i mezzi dei quali si serviranno per questo fine (scuola, catechesi, ecc.). Laddove non sia sufficiente l’iniziativa dei genitori o dei gruppi sociali, lo Stato devesussidiariamente istituire proprie scuole, sempre rispettando il diritto dei genitori circa l’orientamento dell’educazione dei figli.
In questo diritto è incluso quello di promuovere e gestire scuole in proprio. Tenendo conto della funzione sociale di queste scuole, lo Stato le deve riconoscere e sovvenzionare. I genitori hanno anche il diritto che i figli ricevano nelle scuole – statali o no – un insegnamento che concordi con le loro convinzioni religiose.
Compete allo Stato dettare le norme necessarie all’insegnamento (livelli, titoli, garanzie per l’accesso, requisiti per il riconoscimento, ecc.). Lo Stato non può invece pretendere di esercitare, sia pure indirettamente, il monopolio sull’insegnamento (cfr. CIC, 797).
Compete alla Chiesa stabilire e vigilare su tutto ciò che si riferisce all’insegnamento della religione cattolica: programmi, contenuti, testi, idoneità degli insegnanti. È  parte della potestà di magistero che compete alla Gerarchia, e quindi un diritto della Chiesa difendere e garantire la propria identità e l’integrità della dottrina. Pertanto, nessuno può ergersi a maestro di dottrina cattolica (nelle scuole di qualsiasi livello) se non con l’approvazione dell’autorità ecclesiastica (cfr. CIC, 804-805).
La Chiesa ha anche il diritto di stabilire propri centri di insegnamento (ufficialmente cattolici), e che questi siano riconosciuti e ricevano le sovvenzioni pubbliche alle stesse condizioni degli altri centri non statali, senza per questo dover rinunciare alla identità cattolica o alla loro dipendenza dall’autorità ecclesiastica (cfr. CIC, 800).
c) La Chiesa ha anche il diritto di promuovere iniziative sociali (ospedali, mezzi di comunicazione, orfanotrofi, centri di accoglienza) coerenti con la sua missione, che lo Stato riconoscerà alle stesse condizioni (esenzioni fiscali, titoli di studio degli insegnanti, sovvenzioni, collaborazione di volontari, possibilità di ricevere donativi, ecc.) delle altre iniziative di questo tipo promosse da entità non pubbliche.
4. Laicità e laicismo
Un tema di grande attualità è la distinzione tra laicità e laicismo. Per laicità s’intende che lo Stato è autonomo rispetto alle leggi ecclesiastiche. Il laicismo, invece, propugna l’autonomia della politica dall’ordine morale e dallo stesso disegno divino, e tende a relegare la religione alla sfera assolutamente privata. In questo modo si calpesta il diritto alla libertà religiosa e si pregiudica l’ordine sociale (Cfr. Si deve inoltre sottolineare che è illusorio e ingiusto chiedere ai fedeli di comportarsi in politica “come se Dio non esistesse”. Illusorio, perché tutte le persone si comportano in base alle loro convinzioni (culturali, filosofiche, politiche, ecc.), collegate o no a una fede religiosa; sono convinzioni che influiscono sul comportamento sociale dei cittadini. Ingiusto, perché i non cattolici vivono secondo le proprie dottrine indipendentemente dalla loro origine. Comportarsi in politica in accordo con la propria fede, se rispetta la dignità delle persone, non significa pretendere che la politica si assoggetti alla religione: significa che la politica è al servizio della persona e, pertanto, deve rispettare le esigenze morali, e questo vuol dire che deve rispettare e favorire la dignità di ogni essere umano. Allo stesso modo, vivere l’impegno politico avendo motivazioni superiori rispetta perfettamente la natura dell’uomo, ne stimola l’impegno e produce risultati migliori.
5. Il pluralismo in ambito sociale dei cattolici
Tutto ciò che abbiamo detto concorda con il legittimo pluralismo dei cattolici nell’ambito sociale. Infatti gli stessi obiettivi si possono conseguire per vie diverse; pertanto è ragionevole un pluralismo di opinioni e di comportamenti per raggiungere un obiettivo sociale. È  naturale che i sostenitori di questa o quella posizione cerchino legittimamente di proporla. Tuttavia nessuna opzione ha la garanzia di essere l’unica adeguata – fra l’altro perché la politica lavora in gran parte su posizioni opinabili: è l’arte di fare il possibile – . Ancor meno, nessuna posizione può pretendere di essere l’unica che risponda alla dottrina della Chiesa Per questa ragione, tutti i fedeli, specialmente i laici, hanno il diritto che nella Chiesa venga riconosciuta la loro legittima autonomia nel gestire le questioni temporali secondo le proprie convinzioni e le proprie preferenze, sempre che siano in accordo con la dottrina cattolica. Hanno poi il dovere di non coinvolgere la Chiesa nelle loro decisioni personali e nelle loro azioni sociali, e devono evitare di presentare tali soluzioni come soluzioni cattoliche. Il pluralismo non è un male minore, ma un elemento positivo – come la libertà – della vita civile e religiosa. È  preferibile accettare le diversità negli aspetti temporali, che ottenere una presunta efficacia uniformando le opzioni a scapito della libertà personale. Il pluralismo, tuttavia, non va confuso col relativismo etico. Non solo, ma un autentico pluralismo richiede un insieme di valori a supporto dei rapporti sociali.  Il pluralismo è moralmente ammissibile finché si tratti di decisioni ordinate al bene delle persone e della società; non lo è, invece, se la decisione è contraria alla legge naturale, all’ordine pubblico e ai diritti fondamentali delle persone (cfr.Catechismo, 1901). Evitati questi casi estremi, è bene sostenere il pluralismo nelle materie temporali perché è un bene per la vita personale, sociale ed ecclesiale.

mercoledì 25 febbraio 2015

paganesimo e cattolicesimo




375 - Mentre i primi cristiani veneravano solo Dio (Gesù stesso rifiutò di essere fatto oggetto di Culto) la Chiesa introdusse il culto dei santi e degli angeli per compiacere le tendenze pagane del popolo.

431 - Il Concilio di Efeso, in base a forti pressioni popolari che contestavano l'assenza di "divinità femminili" nel Cristianesimo, proclamò Maria Madre di Dio. Tale rassicurante e superstiziosa venerazione colmava il vuoto lasciato dalle dee della religione pagana. Maria prese dunque il posto, nella devozione popolare, di Diana, Iside, Artemide, e varie altre dee. Numerosi elementi del culto della Madonna risalgono a divinità femminili precristiane. L'iconografia della Vergine con in braccio il bambino, è ispirata al culto di Iside (ivi comprese le "grotte" come tipico luogo di "apparizioni"). Lo stesso racconto della verginità di Maria e della nascita miracolosa di Gesù fu aggiunto ai Vangeli posteriormente, per facilitare la diffusione del Cristianesimo fra i pagani abituati ai racconti riguardanti esseri semidivini figli di un dio e di una donna vergine (Eracle, Mithra, Horus, ecc.)


593 - Il vescovo di Roma Gregorio Magno inventa il Purgatorio. Tale leggenda permetterà alla Chiesa per molti secoli fino a tutt'oggi di vendere suffragi, indulgenze, promozioni in paradiso, per inculcare nella mentalità della gente che il potere della chiesa arriva fino ... all'aldilà!

610 - Per la prima volta un vescovo di Roma viene chiamato papaL'idea fu dell'imperatore Foca, che prese il potere facendo assassinare il predecessore. Per tale atto criminale, il vescovo Ciriaco di Costantinopoli lo scomunicò, ma Foca, per ritorsione, proclamò "papa" (ossia capo di tutti i vescovi) il vescovo di Roma, ossia Gregorio I, il quale, bontà sua, rifiutò un simile titolo, fedele alla tradizione episcopale della chiesa cristiana dell'epoca.
Tuttavia, il vescovo di Roma successivo, cioè Bonifacio III, accettò di avvalersi del titolo di "papa".

Il Cristianesimo antico era nettamente contrario ai capi spirituali. 
L'Autorità era esercitata più o meno democraticamente per mezzo di concili. Ma il messaggio originale di Gesù era ben più radicale:
Ma voi non vi fate chiamare 'Maestro'; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo…
Matteo 23:8-10
788 - La Chiesa Cattolica adotta ufficialmente l'adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie dei santi. Ovviamente si tratta di pratiche superstiziose, adatte a sottomettere psicologicamente il popolo e a mantenerlo in una suggestionabile ignoranza. I primi cristiani, come gli ebrei, consideravano idolatria ogni pratica di questo tipo. Poiché il secondo dei Dieci Comandamenti di Mosè proibiva il culto delle immagini,e ciò poteva turbare i devoti, la chiesa modificò addirittura la lista dei Dieci Comandamenti, censurando il secondo e dividendo in due l'ultimo.


A tutt'oggi nelle Bibbie cattoliche la lista dei comandamenti è riportata fedelmente, mentre il catechismo cattolico continua ad alterare la lista. Contraddizione evidente che non suscita scandalo solo perché la stragrande maggioranza dei cattolici sono pressoché indifferenti nei confronti delle questioni spirituali.

Ma ecco la lista dei Dieci Comandamenti di Mosé come è riportata nel libro dello Esodo,al capitolo 20:

I VERI 10 COMANDAMENTI DELLA BIBBIA

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, in schiavitù:
1. Non avrai altri dèi all'infuori di me.
2. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. 
3. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
4. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, tua figlia, il tuo schiavo, la tua schiava, il tuo bestiame, il forestiero che dimora presso di te.
5. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.
6. Non uccidere.
7. Non commettere adulterio.
8. Non rubare.
9. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
10. Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, la sua schiava, il suo bue, il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.

Si noti anche la sostituzione del comandamento "non commettere adulterio" diventato nel Catechismo cattolico "non fornicare" oppure "non commettere atti impuri".

995 - Giovanni XIV introduce la "canonizzazione dei santi". Nel Nuovo Testamento il termine 'santi' si riferisce a tutti i membri della comunità. Paolo conclude le sue lettere con la tipica espressione "un saluto a tutti i santi."
Si potrebbero fare molti altri esempi. 
L'idea che essere santo sia una condizione pressoché irraggiungibile per le persone comuni ha una precisa funzione politica, in quanto avvalora l'idea di una società gerarchica dove i poveri, i semplici e gli umili possono soltanto sottomettersi ai potenti (sia del Cielo che della ... Terra!) ed invocare la loro misericordia piuttosto che reclamare giustizia!

1079 - Gregorio VII introduce il celibato dei preti.
Nel Nuovo Testamento si dice l'esatto contrario, ovvero secondo Paolo il "vescovo" deveavere famiglia, in quanto:
...bisogna che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?
1a Epistola a Timoteo, cap. 3
1090 - Viene introdottoilrosario
Ciò costituisce l'ennesimo capovolgimento dell'insegnamento di Gesù, che disse:
E nel pregare non usate inutili dicerie come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per la moltitudine delle loro parole... Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta, e serratone l'uscio fai orazione al Padre tuo che è nel segreto...
Matteo 6:5-8
1184 - Il Concilio di Verona istituisce l'inquisizione per gli eretici. Di tutte le invenzioni della Chiesa Cattolica, questa è quella più immensamente lontana sia dallo spirito e dalla lettera del vangelo sia da ogni minimo spirito umanitario.

Da questa data per oltre 5 secoli la storia della Chiesa Cattolica sarà una storiacriminale, fatta di ossessiva ricerca di potere, intrighi politici ed economici, stermini, torture, roghi, repressione di ogni atteggiamento di pur vaga opposizione. Ma soprattutto, la religione sarà usata per sfruttare le istintive paure dell'uomo e sottomettere la gente semplice ed umile.

1190 - Inizia la vendita di indulgenze. Che il denaro possa far acquisire meriti spirituali, oltre ad essere un concetto del tutto opposto allo spirito del Cristianesimo primitivo, rappresenta una notevole degenerazione morale sia per la chiesa che per la gente comune. 

Che Dio stesso si lasci "corrompere" dal denaro rappresenterà uno schema mentale che avrà delle conseguenza catastrofiche sull'etica dominante dei paesi cattolici.

1215 - Papa Innocenzo III proclama il dogma della transustanzazione. Ovvero, il pane dell'eucarestia (in seguito ostia) cessa di essere un semplice simbolo della comunione per diventare "vero corpo e vero sangue" di Gesù. Dopo aver rinnegato in mille modi lo spirito dell'insegnamento di Gesù, fondato sull'amore, sull'interiorità e sulla libertà, ora la chiesa riduce il povero Nazareno a una piccola particella farinacea da far mangiare ai fedeli! Una aberrante cerimonia pagana, un "pasto sacro" sanguinario e cannibalesco!

Anche in questo la chiesa ha sapientemente manipolato la psicologia dei fedeli: se i preti hanno il potere di trasformare il pane nel vero corpo (e sangue) di Gesù, evidentemente occorre sottomettersi a loro con timore.

1215 - Nello stesso anno Innocenzo III rende obbligatoria la "confessione auricolare"ovvero quella fatta all'orecchio del prete. I primi cristiani offrivano solo a Dio il loro pentimento, nella loro interiorità.

1229 - La Chiesa Cattolica, ormai abissalmente lontana dal Cristianesimo delle origini, per prudenza e per evitare contestazioni, decide di mettere la Bibbia (tra cui i Vangeli) nell'indice dei libri proibiti. Un fedele che avesse osato leggere il Vangelo rischiava la pena di morte come sospetto eretico!

Evidentemente sono provvedimenti che lasciano il segno anche nel dna, perché a tutt'oggi la maggioranza dei cattolici ignora che il contenuto dei Vangeli e della Bibbia è in aperto contrasto con la chiesa cattolica e non sospetta minimamente che esistano punti di vista diversi da quelli che sono stati loro inculcati sin dalla primissima infanzia.

1311 - Anno in cui il battesimo per aspersione dei fanciulli viene reso legale dalConcilio di Ravenna. I primi cristiani battezzavano solo gli adulti, in quanto il battesimo rappresentava un semplice rito simbolico di rinascita, adatto a sottolineare la "iniziazione" dei convertiti. 
Gesù non invitava le persone a compiere riti religiosi, ma a cambiare vita, a scoprire il Regno di Dio nel proprio cuore, non nelle cerimonie o nei formalismi.

1439 - Il Concilio di Firenze trasforma in dogma di fede la leggenda del Purgatorio. Non c'è assolutamente nulla nelle scritture cristiane che alluda ad un simile "luogo" metafisico. Tale credenza viene incoraggiata dalla chiesa cattolica con il solo scopo di spaventare i fedeli e, al tempo stesso, per renderli più dipendenti dalle interessate indulgenze della Chiesa.

1854 - Pio IX proclama il nuovo dogma della cosiddetta Immacolata Concezione.Prosegue il processo di divinizzazione di Maria, perché la Chiesa Cattolica, abile manipolatrice di menti e di popoli, sa molto bene che più si accentua il ruolo delle divinità "materne" e più la gente regredisce a livello infantile, diventando così ancora più sottomessa all'autorità della Chiesa (che guarda caso, anch'essa si autodefinisce come "santa madre"). 

Il concetto di "concezione immacolata" non ha senso rispetto all'insegnamento di Gesù, bensì deriva dalla metafisica greca e dal paganesimo.

1870 - Pio IX impone un assurdo privilegio che nessun papa aveva osato mai reclamare: quello della infallibilità del Papa. Guarda caso, ciò accade nello stesso anno in cui la Chiesa, con la presa di Roma, perde definitivamente il potere temporale. Una pretesa che è quasi una "rivincita" dunque. Che un uomo possa considerarsi un'autorità religiosa, oltretutto infallibile è uno dei massimi stravolgimenti della antica fede cristiana e dello insegnamento di Gesù.

1950 - Pio XII proclama che il corpo di Maria sia "volato" in cielo (dogma della assunzione). Dove si troverebbe ora? In orbita intorno alla Terra? I fedeli cattolici, ormai immunizzati ad ogni senso del ridicolo, privi di ogni capacità critica, si accontentano del fatto che nel calendario ci sarà un giorno festivo in più, ovvero il 15 agosto, ripristinando un'antica festa in onore della dèa Diana.

Perché la Chiesa Cattolica impone come verità queste leggende pagane? Perché sa benissimo che così facendo, la gente si abitua ad obbedire passivamente. Più sono assurdi i dogmi da credere, più sottomesso e servile sarà l'atteggiamento mentale del fedele. E' una tecnica ben nota anche dai capi militari, che a volte impongono comandi illogici proprio per "addestrare" ad una cieca obbedienza.

Come mai il paganesimo in Europa è scomparso e altrove no?E' una domanda che mi frulla in testa da un po' di tempo. Come mai il paganesimo è sopravvissuto nelle Americhe, in Africa e in Asia e invece è scomparso in Europa? Partiamo dalle origini, alla fine del regno di Diocleziano nessuno avrebbe scommesso nulla su un editto di tolleranza verso i cristiani né tantomeno su una messa al bando del paganesimo, se il paganesimo tradizionale era in declino già da un po' le forme nuove come il Mitraismo prosperavano, Diocleziano fomentò un accanita persecuzione contro i cristiani bruciando anche molti luoghi di culto, nemmeno un secolo dopo però Teodosio con un editto rendeva obbligatoria la conversione al cattolicesimo pena la morte. Il declino del paganesimo tradizionale fu rapidissimo. Stessa cosa capitò in tempi diversi con il paganesimo celtico o quello scandinavo anche chi era partito come nemico del cattolicesimo romano alla fine si convertì. In Africa e nelle Americhe invece i culti pagani tradizionali sono sopravvissuti, nel primo caso alla luce del sole nel secondo mascherandoli da riti cristiani o in enclave isolate in luoghi sperduti. Stesso discorso per lo scintoismo, per un breve periodo la Chiesa prospera ma non si verifica mai una conversione di massa anzi lo Shogun dopo la rivolta di Shimabara mette il cristianesimo al bando e crocifigge migliaia di cattolici. Come mai il paganesimo romano soccombe e quello africano no? Come mai il cattolicesimo è stato accettato dagli imperatori romani ma non dagli shogun giapponesi? In fondo era per entrambi una religione "straniera". In definitiva quali sono state le cause che hanno portato alla scomparsa il paganesimo in Europa e lo hanno fatto sopravvivere negli altri continenti?............................................... ..........................(PS Per cattolicesimo intendo il cattolicesimo romano, serve a distinguerlo da altre confessioni come l'Arianesimo, il Nestorianesimo, il Pelagianesimo ecc ecc.

Similitudini tra cristianesimo e paganesimo.

Il Dio Horus, per esempio, nacque da una vergine e così anche Gesù

La nascita di Horus fu accompagnata da 3 divinità che seguirono la stella del mattino di Sirio portando doni - Allo stesso modo la nascita di Gesù fu accompagnata dai 3 re magi che seguirono la stella cometa (proveniente da est) portando doni. 
La nascita di Horus fu accompagnata da angeli - La nascita di Gesù anche 
Herut provò ad uccidere Horus da bambino - Allo stesso modo Erode provò ad uccidere Gesù da bambino 
Horus fu battezzato all'età di 30 anni in un fiume - Allo stesso modo Gesù fu battezzato ai 30 anni ad un fiume 
Horus resistette alla tentazione su di un alta montagna - Allo stesso modo, su di un alta montagna Gesù resistette alle tentazioni di satana 
Horus aveva 12 seguaci - Gesù aveva 12 apostoli 
Horus fece miracoli come curare i malati e camminare sull'acqua - Così fece Gesù Cristo 
Horus resuscitò suo padre Osiride dalla tomba - Gesù resuscitò Lazzaro 
Horus fu ucciso tramite crocifissione - Gesù fu ucciso tramite crocifissione 
Horus nella crocifissione fu accompagnato da due ladri - Gesù fu crocifisso con due ladri 
Horus risorse dopo tre giorni - Gesù risorse dopo tre giorni 
La resurrezione di Horus fu annunciata da tre donne - La resurrezione di Cristo fu annunciata da tre donne 
Un bell'elenco di similitudini, non è vero? Viene da chiedersi se ogni domenica, nelle chiese, la gente preghi per Gesù o per qualcun altro.... che non è necessariamente Horus perchè ad esempio, nel culto di Mitra, risalente all'antica grecia: 
Mitra nacque da una vergine in una grotta la notte del 25 dicembre, la sua nascita fu assistita da pastori - In modo assolutamente identico è avvenuta la nascita di Gesù 
Mitra fu un maestro che viaggiò molto - allo stesso modo Gesù viaggiò molto 
Mitra aveva 12 compagni - Gesù 12 discepoli 
Ai seguaci di Mitra era promessa l'immortalità - Ai seguaci di Gesù è promessa la vita eterna 
Mitra fece miracoli - Così come Gesù 
Come "grande toro del sole" fu sacrificato per la pace nel mondo - Gesù si sacrificò per redimere i peccati dell'uomo 
Mitra fu sepolto in una tomba e dopo tre giorni resuscitò - Allo stesso modo fece Gesù 
La resurrezione di Mitra fu celebrata ogni anno - Ancora oggi ogni anno si celebra la resurrezione di Gesù 
Mitra fu chiamato "il buon pastore" - Gesù viene identificato allo stesso modo 
Mitra fu identificato come "la parola", "il redentore", "il salvatore" e "il messia" - allo stesso modo anche Gesù viene identificato con questi termini 
Mitra aveva come festa principale quella che poi è diventata "Pasqua" 

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...