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domenica 30 marzo 2014

I Movimenti della Via della Salute

 ESERCIZI TAOISTI per la salute e la longevità   Sono un classico esempio di una pratica Taoista morbida. Il loro potere curativo è eccezionale. Sono esercizi autentici praticati in segreto dai monaci Taoisti del Settore della Scuola delle Montagne Huashan. Questi esercizi sono stati sviluppati attraverso l'assimilazione dell'esperienza della medicina tradizionale Cinese e la pratica di esperti della salute e dottori per generazioni, nel corso di diverse centinaia di anni. Gli esercizi alla base di questo corso sono stati tramandati attraverso una tradizione orale, da generazione a generazione, e questa è la prima volta che vengono insegnati in Occidente; la loro particolarità sta nell'enfasi sulla zona "Xiadan", la regione inferiore dell'addome, che include la zona pubica e il sistema delle ghiandole sessuali. Prima grande differenza con il Tai Chi che invece prevede la presa di coscienza del Tan Tien. Questi esercizi promuovono il rafforzamento del funzionamento di tale sistema ghiandolare, dando così origine a una serie di cambiamenti biologici nel corpo umano, aumentandone la vitalità. Nella Medicina Tradizionale Cinese, questa zona viene definita il "rene", il sistema riproduttivo interno.  Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il rene è la fonte della vita dalla quale dipende l'energia vitale. La crescita, lo sviluppo e l'invecchiamento del corpo dipendono dalla vitalità del "rene". A ciò è dovuta la particolare attenzione prestata dalla Medicina Cinese a questa area del corpo. E' importante notare la corrispondenza fra tale "rene" della Medicina Tradizionale Cinese e il sistema inferiore ghiandolare degli organi sessuali-talamo-ipofisi. La medicina occidentale ha scoperto che gli organi riproduttivi interni secernono ormoni sessuali che rivestono un ruolo importantissimo nel mantenere equilibrata la funzionalità degli organi. Lo squilibrio nella secrezione degli ormoni interni scatenerà l'inizio dell'invecchiamento.  La Medicina Tradizionale Cinese enfatizza l'importanza del corpo nella produzione di tali ormoni, dal momento che il corpo umano ne è la migliore fonte naturale. Quindi, la maniera migliore di mantenere uno stato di salute e prolungare la vita è quello di stimolare la produzione di ormoni da parte del corpo stesso. Gli Esercizi per la Salute e la Longevità includono un gran numero di tecniche. Noi abbiamo incluso soltanto le tecniche più importanti che sono anche facili da apprendere ma, allo stesso tempo, molto efficaci.  Lo scopo principale di questi esercizi è quello di rafforzare le funzioni biologiche, mantenere le cellule sane ed attive, stimolare la produzione di ormoni sessuali, stimolare i canali principali e collaterali e la circolazione sanguigna, regolare le funzioni interne del corpo, rafforzare le difese immunitarie, equilibrare il metabolismo e quindi prolungare le giovinezza e ripristinare la vitalità. La pratica degli Esercizi Taoisti per la Salute e la Longevità non richiede grandi spazi. Il dispendio di energia è minimo ed i movimenti sono facili da ricordare. Si possono sentire gli effetti già dopo pochi giorni di pratica. Una pratica prolungata nel tempo produrrà segni visibili di ringiovanimento ed un aumento della vitalità e del desiderio. Maggiore sarà la pratica degli esercizi, maggiori saranno i benefici.
Un rafforzamento delle funzioni delle ghiandole sessuali può regolare, migliorare e rinvigorire il metabolismo delle ghiandole endocrine e, di conseguenza, coordinare la loro attività in maniera equilibrata. Non è necessario praticare tutte le posture ma è importante selezionare una o diverse posture che verranno ritenute adatte ai propri interessi, condizioni fisiche e di lavoro.

sabato 29 marzo 2014

Il Taoismo

I cinesi non sentono, in generale, di dover scegliere un religione o una filosofia rifiutando categoricamente tutte le altre. Essi scelgono ciò che sembra loro più adatto o utile a seconda delle circostanze, nel privato, nella vita pubblica, o per uno dei loro riti di passaggio. Il Taoismo viene fatto risalire, per tradizione, al Daodeijng, un testo mistico ed individuale, nato in origine come risposta ai bisogni della società. Il taoismo si sviluppò anche dal punto di vista religioso, soprattutto a scopo di cura ed esorcismo; inoltre è importante la ricerca della immortalità. I preti taoisti, avvalendosi della propria esperienza in campo rituale, praticano guarigioni ed esorcismi, nel corso dei quali cercano di dominare i pericolosi eccessi delle forze Yin invocando la superiore energia Yang. Solo pochi adepti o maestri sono in grado di raggiungere la perfetta armonia taoista, incanalando perfettamente le energie ed ottenendo l’immortalità. Il taoismo è una delle tre religioni fondamentali della Cina, insieme con Buddismo e Confucianesimo. Il termine indica la religione nei suoi vari elementi e il sistema filosofico che deriva dagli insegnamenti del filosofo Lao-Tzu. La parola Tao indica la "Via". Nella lingua cinese la parola "via" non ha un significato univoco come in italiano, ma può anche voler dire "dottrina" o "Reale autosufficiente" (che esiste cioè di per sé stesso ed è all’origine di tutto), "grande unità". E’ l’ultimo, l’innominato e l’innominabile. Il tao sta al di sopra di tutte le cose, persino sopra lo Yin e lo Yang (dalla fusione dei quali trae origine l’universo). E’ il principio costitutivo, il fine ultimo della corrente filosofica del Taoismo.
Diffusione

Il taoismo è diffuso nel Giappone (perché è affine allo Shintoismo). E’ impossibile quantificarne i fedeli in quanto in Cina non esiste una marcata differenziazione tra le tre principali religioni (Buddismo, confucianesimo e appunto, il Taoismo.
Storia
Nel corso dei secoli il taoismo fu messo a confronto con altre dottrine e, a seconda dell’imperatore, approvato o messo al bando. Fino al 1311 fu rappresentato ufficialmente nell’amministrazione pubblica, dopo si sviluppò fuori di questa ufficialità come una sorta di forza spirituale per tutti i cinesi. Parlando della storia del taoismo non si può fare a meno di nominarne il fondatore, Lao-Tzu, conosciuto anche come Lao-Tan, archivista reale e cronista di corte, fu visitato da Confucio, che gli domandò dei riti taoisti. Stanco della corruzione della vita pubblica, abbandonò la patria. Giunto al confine occidentale, fu implorato dal suo amico Yin-Hsi di lasciargli un libro che contenesse l’essenza della sua dottrina. Fu così che egli scrisse il TAO TEH-CHING in due parti e cinquemila parole. Pare sia morto alla età di 84 anni, nel 520 a.C.
Dottrina

 All’origine di ogni cosa vi è il Tao, da cui derivano i due opposti Yin e Yang. L’essere umano deve tendere al miglioramento del proprio io, tramite l’isolamento dalla vita sociale, praticando il NON-AGIRE, e cercando di raggiungere l’immortalità. Si predica quindi un ritorno alla natura, per reintegrarsi nell’ordine cosmico (TAO): questo è LIBERTA’ dalla passionalità, dall’interesse e dall’attaccamento. La perfetta unione con il Tao viene effettuata di tanto in tanto da uomini particolari (quali i santi, gli immortali e i geni). Il santo taoista manifesta la sua presenza attraverso esibizioni di potenza: l’estasi, l’attraversamento del fuoco, il volo, l’invulnerabilità. Egli propone un mondo di perfezione limpida: questo mondo è presentato come delle isole fluttuanti sopra un abisso ad oriente del mare della Cina, abitato da uomini trascendenti Tutto ciò rappresenta il grande motivo di fondo di tutto il taoismo, e spesso ha acceso la fantasia popolare a tal punto da indurre alla pratica di tecniche alchimistiche, dietetiche ed igienistiche ritenute necessarie a tal fine.
Morale

 Nel Tao-Teh-Ching, sono raccolte le indicazioni morali ed etiche che il fedele taoista deve seguire. Il taoismo predica principalmente un RITORNO ALLA NATURA, il NON AGIRE, il superare i conflitti senza partecipazione emotiva: non solo il fedele taoista rinuncia all’impegno politico, ma cerca di recuperare la semplicità e la perfezione secondo il mito dell’origine per conformarsi al Tao. Il taoista raggiunge il Tao-soffio vitale, tramite la pratica di un’igiene e di una dietetica appropriate, che mirano a restituire al corpo la sua purezza originaria, rendendolo immortale. Queste pratiche sono di tipo respiratorio, alchemico, dietetico e contemplativo. Colui il quale riesce a raggiungere l’estasi, instaura in se stesso una conoscenza nuova che lo sottrae al dolore ed alla morte arrivando ad annullarsi per rivivere nel tao, principio atemporale. Il fedele taoista condanna inoltre l’eccessiva burocrazia, la guerra, le armi. L’uomo migliore è colui che non agisce.
Pratiche dietetiche

“Non mangiare i cinque cereali” era una pratica dietetica che alcuni testi taoisti posteriori svilupparono con grande ampiezza. Si credeva che il cibarsi di cereali permettesse la crescita all’interno del corpo di tre vermi (San-ch’ung) chiamati anche tre cadaveri (San-shih) che causavano malattie e vecchiaia dell’individuo. Inoltre questi tre vermi uscivano temporaneamente dal corpo umano per recarsi in cielo a denunciare i peccati, e il peccato per i taoisti accorciava la vita. Non mangiando cereali, astenendosi dalla carne e dalle bevande alcoliche e nutrendosi esclusivamente di vegetali e di qualche droga (ginseng, cannella, sesamo, digitale, liquirizia), si giungeva a distruggere i tre vermi e a raggiungere uno stato di trance che provocava visioni e allucinazioni.
Pratiche respiratorie

Le pratiche di igiene respiratoria erano indicate dalla frase “aspirano il vento e bevono la rugiada”. Si trattava di una pratica più facile ad effettuarsi e più diffusa di quelle dietetiche; essa rappresentava alcune analogie con le tecniche dello yoga e poteva dare, a chi le effettuava, un senso immediato di benessere fisico. Scopo ultimo di tali tecniche era quello di arrivare a riprodurre la respirazione dell’embrione nello stadio prenatale; se l’adepto fosse riuscito in ciò e si fosse nutrito del soffio vitale (Ch’i), sarebbe stato compartecipe del respiro del cielo e della terra e avrebbe sviluppato, all’interno del suo corpo fisico un altro corpo immortale, leggero e sottile.
Pratiche estatiche
Il "montare le nubi e i vapori e, guidando i draghi volanti, vagare aldilà di quattro mari" era una metafora che alludeva a stati di estasi, raggiungibili grazie alle tecniche precedentemente esposte, durante i quali l'adepto avrebbe potuto compiere viaggi mistici aldilà del mondo fisico, che i cinesi immaginavano circondato dalle acque dei quattro mari.

Simboli

 
Il Tao (o via) viene indicato con un cerchio diviso in due metà che rappresentano lo yin (= oscurità, terra, elemento femminile) e lo yang (= luce, sole, elemento maschile) dalla fusione di questi elementi trae origine la vita dell’intero universo. Il tao è non essere (wu), la forza creativa-distruttiva che porta ogni cosa all’essere e dissolve ogni cosa nel non essere; ogni cosa, completato il suo ciclo ritorna (fu) al non essere; il non agire (wu wei), o azione in armonia con la natura, è il miglior modo di vivere. Nell’ambito della pratica del Tai Chi Chuan (Tai Ji Quan), il praticante esegue una serie movimenti volgendosi in modo uniforme verso le quattro direzioni principali (nord, est, sud, ovest) attingendo quindi alle quattro forze energetiche che i taoisti ritenevano giungere costantemente da tali direzioni: kan (l’acqua), chen (il tuono), tui (la pioggia), li (il fuoco). Queste forze furono rappresentate dai taoisti con un simbolo di potere: il PA KUA. La parola tao indica la via, il sentiero, la storia, il cammino.
Il Culto

Verso il quinto sec., il taoismo appare consolidato anche in quella che è la struttura gerarchica, con lo sviluppo di una propria mitologia e di un culto.
Esiste una triade taoista, i Tre Puri: “Puro Giada”, “Puro Superiore”, “Puro Supremo”, che risiedono nei Tre Cieli, formatisi quando, attraverso il processo cosmologico l’etere cosmologico si frazionò. Il primo (Giada) è il sovrano del Cielo. Il secondo è il regolatore dell’alternanza cosmica yin-yang e del flusso del tempo. Il terzo, che è lo stesso Lao-tzu, dimora nel terzo cielo e gli si deve culto per aver predicato agli uomini la dottrina salvifica. Attorno a questa triade si sviluppa una vivace attività cultuale. Si ignora però il sacrificio e il culto si fonda sulla pratica ascetica e sugli inni di glorificazione del tao. Vi sono varie liturgie destinate ad esprimere il ringraziamento o la richiesta fiduciosa al tao, e tutte presentano molti elementi di magia: vi è la liturgia della pioggia e quella dell’acqua, la liturgia del fuoco, quella del Signore del Cielo e quella del Nuovo Anno.
Tali liturgie erano delle vere e proprie feste religiose perché spesso precedute da digiuni e da isolamento per ottenere la remissione dei peccati,ed erano presiedute dai bonzi,i quali raccoglievano le offerte dei fedeli. Dopo la recita della preghiera si procedeva all’offerta di un piatto al Dio del Cielo. Per ogni cibo si rinnovava la cerimonia (preghiere, canti, musica, lettura dei nomi degli offerenti per la benedizione divina) che durava fino a sera. La pratica ascetica sviluppò le comunità monastiche maschili e femminili. Dopo un rituale di iniziazione, il novizio accettava i voti e le regole disciplinari, vivendo secondo norme di astinenza e di digiuno, di segregazione e di purezza. Il monaco ha per scopo di raggiungere l’immortalità, ma svolge anche attività che stanno tra il sacro e il profano:
evocatore sciamanico degli spiriti dei defunti, medico, mago, astrologo, indovino…… Tutte le tecniche praticate - la reintegrazione (morte – risurrezione mistiche), l’estasi (conoscenza nuova che sottrae alla morte e al dolore), l’ascetismo (annullamento della personalità per un tempo più o meno lungo), la pratica sessuale (la tecnica erotica taoista a carattere sacralizzante e cosmico: è un rito che appartiene alla più antica civiltà cinese) – mirano a fare di un uomo comune un “Uomo Realizzato” , un Immortale, o un Santo, uno che ottiene la “Lunga Vita” poiché “niente ha presa sul corpo quando lo spirito non è turbato. Niente può nuocere al saggio, avvolto nell’integrità della sua natura, protetto dalla libertà del suo spirito” .
Yin Yan e l'uovo cosmico ( fiaba taoista)

 Secondo gli antichi Cinesi, la storia della creazione inizia con la presenza di due grandi forze: Yin, la potenza del buio e dell'ombra, e Yang, la potenza del sole e della luce. Yin e Yang ebbero un bambino, un dio chiamato Pan Gu, e fu proprio lui a formare il mondo così come lo conosciamo. Pan Gu nacque in un enorme uovo. Dentro l'uovo c'era l'oscurità più completa. Per diciottomila anni Pan Gu visse nel buio dell'uovo, diventando ogni giorno più grande. Alla fine era cosi grande che l'uovo non poteva più contenerlo. Nel guscio apparvero le prime crepe, sempre più vaste, finché l'uovo si ruppe. Le parti chiare e leggere dell'uovo volarono in alto a formare i cieli, le parti scure e pesanti dell'uovo sprofondarono in basso a formare la terra. A quel punto Pan Gu si liberò del guscio e si mise in piedi, alto e diritto. Per impedire che cielo e terra si confondessero un' altra volta continuò a crescere, e ogni giorno spingeva per allontanarli sempre più. Passarono cosi altri diciottomila anni.Alla fine, stremato dal grande lavoro, Pan Gu si distese a terra e si preparò a morire. Il suo respiro formò le nuvole e il vento, la sua voce rombante divenne il tuono. L'occhio destro divenne la luna e l'occhio sinistro il sole. I capelli e i baffi divennero le stelle nel cielo. Pioggia e rugiada nacquero dal suo sudore mentre fiumi e montagne, piante e alberi, rocce e gemme preziose scaturirono da tutto il suo corpo.

il Taoismo

Il Taoismo sorse sullo stesso terreno culturale in cui nacque il Confucianesimo e si servì degli stessi elementi utilizzati da questo, che formavano il patrimonio intellettuale della Cina della seconda metà del 1° millennio a.C. Ma mentre il Confucianesimo ne dedusse dei modelli da imitare per ritornare alle virtù morali degli antichi re "santi", il Taoismo li sottopose ad aspra critica, additando nei portatori di quelle virtù i corruttori della primigenia virtù del Tao, fatta di naturalezza e spontaneità. D'altro canto, essendo Lao Tzu e Confucio contemporanei, la medesima situazione storica di decadenza della dinastia Chou (che regnava ormai da sei secoli ed aveva perduto lo slancio riformatore dei primi sovrani), spingeva i due capiscuola ad evocare i tempi aurei in cui vigeva la semplicità del Tao, per Lao Tzu, o la carità e la giustizia dei santi imperatori, per Confucio. Bisogna ammettere però che i concetti che troviamo alla base del Taoismo e del Confucianesimo preesistevano ai fondatori delle due scuole, i quali non fecero che elaborarli e fissarli in un corpo di dottrine: Lao Tzu con lo scritto, Confucio con l'insegnamento.
La tradizione ci dice che Lao tzu(o Lao tze) - che è in realtà un soprannome che vuol dire "vecchio maestro" -, si chiamava Chung-erh o Po-yang o anche Lao tan. Visse nel 6° secolo a.C. ed era di qualche anno più vecchio di Confucio. Nacque nel villaggio di Ch'u-jen, nel territorio dell'odierno Honan (Cina orientale, a sud di Pechino). Fu storiografo negli archivi imperiali. Si dice che Confucio si sarebbe incontrato con lui e sarebbe stato colpito dalla sua saggezza. Lao tzu abbandonò il suo incarico quando la corta cominciò a dare segni di decadenza e se ne andò verso l'ovest. Arrivato al passo di Han-ku, il guardiano Yin Hsi gli chiese di scrivere un libro per lui e Lao tzu espose allora le sue dottrine nel Tao Te ching. Poi partì e non se ne seppe più nulla.
L'opera di Lao Tzu è divisa in due parti, la prima sul Tao e la seconda sul Te. In seguito fu suddivisa nel numero mistico di 81 capitoletti, e il nome di Tao Te ching fu dato, sembra, da uno dei suoi commentatori, Ho-shang Kung. L'opera ci è anche giunta in un'altra redazione, non molto diversa dalla prima, curata da Wang Pi.
Il libro si apre con una descrizione del Tao. La parola significa propriamente via e quindi anche modo di condursi, sistema. Il Tao è una astrazione metafisica che indica la legge universale della natura, lo spontaneo modo di essere e di comportarsi dell'universo. In questo senso è indicibile, ineffabile, indeterminato. Essendo il principio primo e assoluto, è privo di caratteristiche, giacché è la stessa fonte di tutte le caratteristiche; non è però il nulla, dato che è l'origine di ogni cosa. Esso è prima di tutte le cose, dà loro l'esistenza. "Il Tao che può essere detto non è l'eterno Tao, il nome che può essere nominato non è l'eterno nome" (In cinese suona più o meno così: Tao ke Tao fei chang Tao; ming ke ming, fei chang ming: cfr. Tao Te Ching, 1). In altri termini, il Tao è oltre ogni denominazione, visto che la fonte da cui tutto deriva non può essere nominata, costituendo l'origine dei nomi e di ogni descrizione possibile. Tao è quindi un non-nome; indica, piuttosto, ciò che consente alle cose di essere quello che sono; è ciò che dà loro l'esistenza (come se si dicesse: il questo da cui derivano l'essere e il non essere). Sebbene non si possa dire ciò che il Tao è, ma si possa soltanto accennarlo, lo si può in un certo modo comprendere considerando il suo "funzionamento", le sue manifestazioni. Il Tao si manifesta nell'universo, nella natura, dato che ciò che le cose individuale possiedono del Tao è il Te. La parola Te, tradotta il genere con virtù, non ha un significato strettamente morale bensì quello di vigore, potenza, facoltà, efficacia. È in pratica la manifestazione del Tao, come già accennato. Il Tao, in quanto origine, fonte, sorgente, dà l'esistenza alle cose, mentre il Te dà loro diversità.
Tutte le cose esistono nel Tao e il Tao è presente in tutte le cose. Finché le cose avvengono naturalmente, tutto è armonico e nulla turba l'equilibrio cosmico. L'uomo, se vuole vivere felice, deve seguire il Tao senza ostacolarlo. In questo senso, egli non deve agire, nel senso che non deve modificare l'armonia dell'universo. Se lo fa, allora non è più in accordo col Tao. Il principio della inazione (wu wei) non indica quindi il rimanere ozioso, senza far nulla, ma è piuttosto basato sul riconoscimento che l'uomo non è la misura e la sorgente di tutte le cose, ma lo è soltanto il Tao. La vita è vissuta bene solo quando l'uomo è in completa armonia con tutto l'universo e la sua azione è l'azione dell'universo che fluisce attraverso di lui. Il bene non viene compiuto dall'azione spinta dai desideri, ma dalla inazione (wu wei) che è ispirata alla semplicità del Tao. "Il Tao in eterno non agisce eppure non c'è nulla che non sia fatto. Se chi governa si attenesse ai suoi principi, gli esseri si svilupperebbero da soli. Se durante questo sviluppo crescesse il desiderio, basterà risvegliare in essi l'originaria semplicità di quello che non ha nome. La semplicità del senza-nome genera l'assenza del desiderio; l'assenza del desiderio genera la serenità, così l'impero si consolida da solo" (TTC, 37).
Il problema riguarda dunque il modo in cui si dovrebbe agire. La risposta è che si dovrebbe agire adottando la semplice via del Tao, non imponendo i proprio desideri al mondo ma seguendo la natura stessa. L'uomo deve conoscere le leggi che regolano i mutamenti delle cose per confermarsi ad esse; conoscendo tali leggi, l'uomo si renderà conto che è vano perseguire un fine diverso, poiché ogni cosa segue il proprio sviluppo, la propria intima legge. L'uomo deve liberarsi da ogni pensiero, passione, interesse, desiderio particolare per ritornare alla semplicità di quando era bambino; egli deve fare solo ciò che è necessario e naturale. Vivere semplicemente vuol dire vivere una vita in cui è ignorato il profitto, lasciata da parte la scaltrezza, minimizzato l'egoismo, ridotti i desideri. Non bisogna cioè agire con artifici e deformazioni ma lasciare che le cose si compiano in modo spontaneo e naturale.
Anche in ambito sociale, le istituzioni sono giuste quando si permette loro di essere ciò che sono naturalmente; anche la società deve essere in armonia con l'universo. Se il legislatore si attenesse alle norme del Tao, il governo procederebbe in modo spontaneo e naturale. E non ci sarebbe bisogno di leggi severe e di guerre. Quando si governa un paese, si dovrebbe badare a non opprimere troppo la gente, portandola a ribellarsi. Quando invece le persone sono soddisfatte non ci sono guerre e ribellioni. Perciò la semplice norma del governare consiste nel dare al popolo ciò che vuole, e nel rendere il governo conforme alla volontà del popolo, piuttosto che tentare di rendere il popolo conforme alla volontà di chi governa. Il lavoro di chi governa è quello di lasciare che il Tao operi liberamente, invece di tentare di opporsi alla sua funzione e di cambiarla. Così, chi vuole governare con l'aiuto del Tao, è avvisato di non fare uso di forza o violenza, poiché ciò finisce per determinare un rovesciamento. "Colui che assiste il principe col Tao non fortifica l'impero con le armi…tutto ciò che è contrario al Tao non può durare". Quando chi governa conosce il Tao e il suo Te, da in che modo deve starsene al di fuori della vita del popolo e servirlo senza intromettersi. Così Lao Tzu dice che le persone "sono difficile da governare poiché chi governa agisce troppo". "Più leggi e divieti ci sono nel mondo, più povero sarà il popolo… più si emanano leggi e decreti, più ci saranno ladri e predoni" (TTC, 57). Eliminando i desideri e lasciando che il Tao entri e ci pervada, la vita supererà le distinzioni tra buono e cattivo. Ogni attività verrà dal Tao, e l'uomo diventerà uno col mondo. Questa è la soluzione di Lao Tzu al problema della felicità. È una soluzione che dipende soprattutto dal raggiungimento dell'unità col grande principio immanente della realtà, ed è perciò, in questo senso, una soluzione mistica.
Nei secoli a cavallo dell'era volgare, i seguaci del Taoismo si dedicarono soprattutto alla speculazione metafisica e in particolare sul problema della morte e della immortalità. Nacque così una forma di religione taoista, che assunse ben presto aspetti istituzionali e che ebbe, sotto la dinastia dei Tang (620-906 d.C.), una enorme diffusione, pari al buddhismo. Il pensiero cinese delle origini non aveva elaborato una dottrina (come era successo in Grecia e nel Cristianesimo) che rispondesse al problema del destino dell'uomo dopo la morte. L'uomo cinese si vedeva solamente mortale. Da qui sorse la convinzione che l'immortalità fosse una sorta di conquista, da ottenere attraverso modalità per lo meno singolari. Il problema era appunto quello di far diventare il corpo umano immortale. Già da tempo erano stati codificati dei metodi per prolungare la vita e permettere una sorta di immortalità. Questi metodi si dividono in due gruppi: le pratiche per nutrire lo spirito e le pratiche per nutrire la vita o il corpo.
Le pratiche per nutrire lo spirito si riferiscono naturalmente all'esercizio delle virtù morali, cioè la purezza di vita, il riconoscimento e il pentimento delle proprie colpe e il compimento delle buone azioni meritorie.
Le pratiche per nutrire la vita o il corpo sono invece di ordine dietetico, respiratorio, sessuale e alchimistico. La pratica dietetica consiste nell'astensione dai cosiddetti cinque cereali, perché di essi si nutrono i tre demoni (san shih) che risiedono nel corpo umano e sono avversi all'uomo. L'astensione da quegli alimenti mira a liberare l'uomo dalla loro presenza, facendoli morire di inedia.
Un'altra pratica molto importante è quella della respirazione controllata. Secondo le antiche tradizioni, il ch'i è il soffio vitale che permea l'universo. La pratica respiratoria tende ad immettere nel corpo il ch'i più sottile affinché lo nutra e piano piano elimini la parte densa e impura, portandolo alla stessa sottigliezza e purezza del cielo immortale.
La pratica sessuale consiste essenzialmente nella ritenzione del seme maschile: l'orgasmo dovrebbe essere ripetuto più volte e con diverse compagne, senza però lasciar sfuggire il ching maschile, in modo che torni indietro e si diffonda nell'organismo dove, unendosi al ch'i, darebbe nascita al corpo immortale. La pratica invece più difficile, dispendiosa e misteriosa, consisteva nell'ingerire, dopo una lunga preparazione alchimistica, il cinabro (solfuro di mercurio), che provocherebbe di per sé l'immortalità.
Come si vede, siamo ormai lontani dall'autentico Taoismo, che comunque fu importante perché fu la risposta a molteplici interrogativi spirituali. Inoltre non si dimentichi che, in campo politico, con la credenza messianica in una società migliore, molte furono le rivolte contadine che ebbero i loro capi in persone che si ispiravano al Taoismo. In campo artistico, il Taoismo, concedendo assoluta libertà all'individuo, permise la creazione di opere d'arte concepite per il godimento del letterato e del pittore e non, come volevano i confuciani, in esclusiva funzione di un certo tipo di società. In ultimo, la donna, che nella Cina confuciana e feudale era relegata a vivere all'interno della sua abitazione, acquisterà col Taoismo una certa parità con l'uomo, al punto di poter accedere anche a certi gradi della gerarchia religiosa taoista.

Oggi il Taoismo è diffuso nelle comunità cinesi sparse per il mondo, ed in particolare a Taiwan, Vietnam e Singapore.

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

   Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)...