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martedì 3 maggio 2016

GLI IMPIANTI DI XENU!

Vogliamo parlarVi ora di un Altro IMPIANTO antico Circa 75 MILIONI di Anni Terrestri Fa: FIERY BARRIER: la BARRIERA INFUOCATA, così viene chiamato. Grazie alla ZIMOZIELONE di Questo Implant è possibile RECUPERARE Molti dei Propri Poteri Spirituali; delle Proprie Capacità Animiche (della Anima) DIMENTICATE…. Una volta LIBERI da Questo TERRIBILE Impianto, avrete di Certo PIU' Controllo sulla Materia che Vi circonda, sull'Energia che create, sullo Spazio nel Quale Vi trovate e sul Tempo sul Quale scegliete di “scivolare”…. Dovete SAPERE che un Essere Spirituale nel Suo STATO NATIVO [Originale] è in Grado di CREARE ENERGIA…. Potete produrre Tanta di Questa Energia da infliggere, volendo, a Chiunque…. Una SCOSSA ELETTRICA davvero potente…. Potreste far schizzare i globi oculari dalle orbite di Chi colpite…. Oppure mandarLo in “Auto-Combustione”…. Un Essere veramente IN FORMA può comunicare TELEPATICAMENTE; può SPOSTARE oggetti materiali semplicemente dirigendo Flussi Energetici su Loro; può VIAGGIARE a velocità molto elevate… o APPARIRE in qualunque posto scelga di apparire; NON è vincolato da atmosfere o temperature…. E infine NON muore: è ATEMPORALE [Eterno]. La CONOSCENZA di come disattivare e soprattutto RIMUOVERE [cancellare] gli Impianti è un Sapere di Tipo SEGRETO; viene rivelato solo a Chi è davvero PRONTO: Questo è Valido in particolar modo per il FIERY BARRIER Implant [la Barriera Infuocata] e per un Altro Impianto che risale ALLO INIZIO DI QUESTO UNIVERSO; al Suo Ingresso [Circa 4,5 QUADRILIONI di Anni Fa]. La Conoscenza che riguarda l'Implant della BARRIERA INFUOCATA [Fiery Barrier] è di Grande Impatto per Chi La possiede, e Ne conferisce un Immenso Potere Spirituale. La “Barriera Infuocata” è un Impianto piuttosto CRUDELE e DOLOROSO…. Venne installato Circa 75 MILIONI di Anni Terrestri Fa…. Esso può essere SUPERATO [disattivato e rimosso, depotenziato e cancellato]…. E può essere fatto in modo SICURO… Ecco la STORIA che riguarda Questo Implant: 75 MILIONI DI ANNI FA AVVENNE UNA GRANDE CATASTROFE INTER-PLANETARIA: ai Tempi la Terra faceva parte dei 75 Pianeti della Confederazione Markabiana…. Gli effetti di Questa Catastrofe furono devastanti… e ancora oggi si ripercuotono sulla Natura degli Esseri Umani Terrestri; l'Intera Società Umana Ne fu gravemente influenzata (come anche gli Altri 74 Pianeti Markabiani colpiti). Disattivando e rimuovendo l'Impianto Fiery Barrier [Barriera Infuocata], comprenderete meglio Voi Stessi e la Natura dell'Essere Umano…. SENZA “BRUCIARVI”…. Si tratta di un Implant pericoloso…. La “Barriera Infuocata” è una Sorta di Impianto “ESPLOSIVO”; quando cercherete di attraversarLo, alcune IMMAGINI [Memorie] Vi esploderanno in Faccia…. SE NON SIETE PREPARATI A GESTIRE [affrontare] QUESTI “BOTTI” DI ENERGIA… rischiate di procurarVi dei danni fisici (al Corpo) o psichici (alla Mente)… o di Entrambi…. Si tratta di un Implant pericoloso, perché se non Lo attraversate CORRETTAMENTE, rischiate di uscirNe “ammaccati”, danneggiati o come minimo “acciaccati”…. (braccio o costole fratturate…)… come se foste stati INVESTITI da una Esplosione di Energia…. Od una SERIE di Queste… Se non volete correre inutili rischi, PRIMA di tentare di disattivare o rimuovere un Impianto del Genere, sarebbe opportuno PREPARARSI; Ci sono ALTRI Impianti “Minori” Sparpagliati sulla Traccia del Tempo, in Momenti Piu' Recenti… con i Quali prepararSi. Se volete fare dei DANNI a Qualcuno o a Voi Stessi, allora GETTATATELO O GETTATEVI IN QUESTO IMPLANT SENZA ALCUNA PREPARAZIONE O SENZA NESSUNA ASSISTENZA DI UN LIGHT-WORKER ADDESTRATO…. Il minimo che potrà capitarVi sarà di ritrovarVi PROSCIUGATI della Vostra Stessa Energia…. PROPRIO COME PROGRAMMATO DALL'IMPIANTO. EccoVi dunque le INFORMAZIONI BASE dell'Impianto: Fiery Barrier [la Barriera Infuocata]: La Catastrofe, la Grande Catastrofe/Incidente Inter-Plenetaria/o di Cui stiamo parlando EBBE INIZIO SU COLTICE [O COLTUS?] (Polaris) [Stella dell'Orsa Minore], il Pianeta-Capitale della Confederazione Markabiana. A Quel Tempo [75 Milioni di Anni fa] la Confederazione Markabiana stava attraversando un'Era di Grave Malumore, Depressione Energetica…. Immaginate 75 Pianeti in CONFUSIONE… Società nel Caos…. Civiltà nell'AGITAZIONE…. Il Corpo Elettivo Markabiano di ALLORA era costituito dai Famosi “Ufficiali Leali” (famosi in tutta la galassia per la Loro Lealtà alla Confederazione di Markab): proteggevano i Popoli che dimoravano nei Loro 75 Pianeti (tra i Quali, la Terra) da eventuali pericoli… AI TEMPI…. Il Governatore a Capo degli Ufficiali Leali era un Markabiano di Nome: XENU… da Quando fu eletto “Governatore della Confederazione”, la Stessa iniziò a cadere sempre più in depressione… i pianeti si impoverirono… e il Tasso di Criminalità aumentò vertiginosamente… così venne convocata una Assemblea avente lo Scopo di REVOCARE l'Elezione (l'Incarico) di Xenu. Xenu NON era disposto a perdere la Sua Poltrona di Potere; era il Governatore Supremo dell'Intera Confederazione Markabiana… così decise di FARE UN GRAN CASINO. Ovviamente, Xenu aveva Molti Ufficiali-Chiave che Gli erano Molto Vicini (Alleati), e convinse Alcuni di Loro nel Suo DIABOLICO Piano, in Cambio di Potere, Ricchezze, Fama e Quanto Altro… Probabilmente…. (di certo!) Xenu doveva avere una Mente SOPPRESSIVA… infatti, a quel punto, decise di FARLA PAGARE A TUTTI: non voleva perdere la Sua Posizione Suprema Esecutiva sulla Confederazione di Markab…. A Lui NON importava niente si come i 75 Pianeti sotto la Sua Responsabilità stavano degradandoSi… anzi… forse Ne godeva…. Così… da “Buon” Soppressivo coinvolse Altri Soppressivi, Persone Antisociali, Criminali, Assissini, insomma… la “Feccia” che poté raccogliere e mettere insieme… Una volta radunati Questi “Rinnegati” Li scagliò contro gli Ufficiali Leali; Molti di Loro furono rapiti, catturati ed uccisi… (e non solo)… Xenu poi ordinò alle Sue Truppe di “Rinnegati” ad eseguire Ordini CONTRO la Popolazione dei 75 Pianeti che costituivano la Confederazione Markabiana. Radunavano Gruppi di Persone e semplicemente Li facevano fuori…. Xenu amava vedere il massacro dei Suoi Prigionieri… che NON terminava con la morte del corpo fisico…ATTRAVERSO UNA TECNOLOGIA ELETTRONICA, XENU “CONGELAVA”, IMMOBILIZZAVA, PARALIZZAVA LE ANIME APPENA DISINCARNATE, LE “INSCATOLAVA” IN “CUBI ELETTRONICI”, FACEVA PORTARE QUESTI “CUBI” A BORDO DI NAVI SPAZIALI O DISCHI VOLANTI, E TRASPORTATI SULLA TERRA [Tutti sulla Terra, gli “Indesiderati”]. Xenu… ordinò ai Suoi Uomini (i “Rinnegati”) di METTERE QUESTA GENTE, COLLETTIVI DI ANIME CONGELATE, IN CUBI ELETTRONICI, DI CARICARLI A BORDO DI VEICOLI SPAZIALI E DI TRASPORTARLI SU GAIA. POI VENNERO FATTE ESPLODERE DELLE BOMBE [allo idrogeno?] SULLA CIMA DI OGNI VULCANO IMPORTANTE CHE C'ERA AI TEMPI SULLA TERRA. QUANDO LE “SCATOLE” O I “CUBI” ELETTRONICI SALTARONO NELL'ESPLOSIONE, ANCHE LE ANIME ESPLOSERO NELL'ARIA… DOVE VI ERA GIA' PREDISPOSTO UN “NASTRO” ELETTRONICO [in Realtà Si tratta di una “ONDA FISSA” che funge da RAGGIO RETRATTORE: colpisce l'Essere e Lo tira verso di Sé fino ad incollarLo a Sé] PRONTO AD ACCOGLIERLE IMPRIGIONANDOLE A SE'. Seguono dei VENTI TERRIFICANTI… dovute alle VIOLENTE ESPLOSIONI causate dalle Bombe ai piedi dei Vulcani di Tutta la Terra… Questi “Venti” (Correnti Energetiche) spazzavano verso il “Nastro” Elettronico le Anime Disincarnate… affinché Vi Si incollassero. In un Secondo Momento, Queste Anime vennero tirate giù dal “Nastro” [a Gruppi] ed “impacchettate” di fronte a Proiettori Olografici di Immagini [a Colori] e Suoni [Stereo-Fonici] da IMPLANTARE [inculcare] nella Loro Psiche. Venne IMPIANTATA un'Intera Traccia Spazio-Temporale ARTIFICIALE; attraverso DICOTOMIE di Comandi Opposti [Contrari]; “Films” di Cicli di Vita a Tre Dimensioni; Immagini Religiose (come Quella di Cristo, ma anche del Diavolo); Immagini di Astronavi, di Guerre, di Violenza…; Immagini Sessuali; Minacce, Consigli… ed Altro Ancora… SI TRATTA DI UN IMPIANTO CHE VA AVANTI PER 36 GIORNI (del Tempo Psicologico Umano-Terrestre)… Al Termine di Questo “SUPER-FILM” di 36 Giorni [864 Ore]… alle Anime [rincoglionite dallo impianto] viene fatto uno “Scherzetto”: viene Loro detto che tra poco verranno lasciate andare… dunque Le “impacchettano” di nuovo in “Cubi” Elettronici dove ricevevano un IMPLANT INVALIDATORE: “TUTTO QUELLO CHE HAI VISTO NON E' MAI ACCADUTO VERAMENTE”. Quando l'Anima dichiara e sottoscrive che “NON CREDE A NIENTE DI CIO' CHE HA VISTO”, allora viene rilasciata….

sabato 21 giugno 2014

Pleiadi

 Le Pleiadi (ovvero M 45 del Catalogo di Charles Messier) sono un ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro.  Questo ammasso, piuttosto vicino (circa 440 anni luce), conta diverse stelle visibili ad occhio nudo; anche se dagli ambienti cittadini solo cinque o sei delle stelle più brillanti sono visibili, mentre da un luogo più buio se ne possono contare fino a dodici. Tutte le sue componenti sono circondate da leggere nebulose a riflessione, osservabili specialmente in fotografie a lunga esposizione prese con telescopi di dimensione ragguardevole.
I membri  visibili delle Pleiadi sono stelle blu o bianche, molto luminose; l’ammasso conta in realtà centinaia di altre stelle, la gran parte delle quali sono troppo deboli per essere visibili ad occhio nudo. Le Pleiadi sono un ammasso giovane, con un’età stimata di circa 100 milioni di anni, e una vita prevista di soli altri 250 milioni di anni, a causa della sua bassa densità.
A causa della loro brillantezza e vicinanza fra loro, le stelle delle Pleiadi sono note fin dall’antichità: Omero le citava, come pure Tolomeo ed altri autori dell’età classica.
L’ammasso delle Pleiadi si trova a nord dell’equatore celeste, dunque nell’emisfero boreale; l’ammasso domina, nell’emisfero nord, il cielo serale dalla metà dell’autunno all’inizio della primavera.
Come abbiamo accennato le Pleiadi appaiono come un fitto gruppetto di astri molto vicini fra loro, di colore azzurro. Ad occhio nudo si possono scorgere, fuori dalle aree urbane, fino a una dozzina di componenti, sebbene le più appariscenti siano otto (cinque o sei in un cielo moderatamente inquinato). Al binocolo si ha la visuale migliore: l’ammasso appare completamente risolto in stelle, le quali da otto diventano alcune decine; si può inoltre notare che molte di quelle che ad occhio nudo sembravano stelle singole appaiono ora disposte in coppia o in piccoli gruppi.
La prominenza delle Pleiadi nel cielo notturno (nel cielo invernale nell’emisfero boreale e nel cielo estivo nell’emisfero australe) le ha rese importanti in molte culture. Nella mitologia greca, le Sette Sorelle erano tradizionalmente chiamate Asterope, Merope, Elettra, Maia, Taigete, Celaeno e Alcyone. Questi nomi sono oggi assegnati a singole stelle dell’ammasso. Erano, secondo la mitologia, figlie di Atlante e Pleione, anch’essi rappresentati da stelle nell’ammasso. Secondo una delle versioni del mito, le Pleiadi si uccisero dopo la morte delle sorelle, le Iadi. In tutte le versioni , comunque, il destino delle Pleiadi è quello di diventare stelle. Le Iadi erano ninfe dei boschi, figlie di Atlante e sorelle, appunto, delle Pleiadi. Furono tramutate il astri da Zeus e poste in cielo di fronte alla costellazione del Toro.
Il primo riferimento alle Pleiadi in un’opera letteraria conosciuto è proprio una citazione di Esiodo, risalente circa al XI secolo a.C. Omero ne fa poi menzione nell’Odissea, mentre nella Bibbia compaiono addirittura tre riferimenti.
Una piccola curiosità: in Giappone, le Pleiadi sono conosciute come Subaru (parola conosciuta anche in Occidente grazie alla nota casa automobilistica, ma di cui molti ignorano il significato).
Abbiamo visto che Charles Messier inserì l’ammasso  come M 45 nel suo catalogo, L’inserimento di quest’oggetto, come pure dell’Ammasso del Presepe e della Nebulosa di Orione, nel suo catalogo è effettivamente un fatto strano, dato che tutti gli altri oggetti sono molto più deboli e che le intenzioni del Messier erano quelle di compilare un catalogo di oggetti che potevano essere scambiati per comete. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che egli si sentiva in competizione con Nicolas Louis de Lacaille, che nel 1755 aveva compilato un catalogo con 42 oggetti.
L’ammasso, il cui nucleo ha un raggio di circa 8 anni luce, contiene più di 1000 membri, statisticamente confermati. È dominato da stelle blu calde e giovani.  La disposizione delle stelle più luminose ricorda la forma dell’Orsa maggiore e dell’Orsa minore. Si stima che l’ammasso contenga 800 masse solari.
L’ammasso contiene numerose nane brune, oggetti con meno dell’8% circa della massa del Sole, non abbastanza massicci da innescare reazioni di fusione nucleare nei loro nuclei e diventare stelle luminose. Esse possono rappresentare fino al 25% della popolazione totale dell’ammasso, anche se contribuiscono meno del 2% della massa totale. Gli astronomi hanno compiuto grandi sforzi per trovare e poter analizzare nane brune nelle Pleiadi e in altri giovani ammassi, perché in questi ambienti sono ancora relativamente brillanti e osservabili, mentre le nane brune degli ammassi più vecchi sono ormai affievolite e molto più difficili da studiare.
Nell’ammasso delle Pleiadi sono presenti anche alcune nane bianche. Data la giovane età dell’ammasso, ci si aspetta che le stelle della sequenza principale non abbiano avuto il tempo di evolvere in nane bianche, processo che richiede diversi miliardi di anni. Si ritiene che le progenitrici delle nane bianche siano state stelle massicce in sistemi binari. I trasferimenti di massa dalla stella di massa superiore, durante la sua rapida evoluzione, alla compagna, sarebbero risultati in un percorso più rapido per la formazione di una nana bianca.
Secondo degli studi condotti nel 2007 col Telescopio Spaziale Spitzer e col Gemini Observatory delle Hawaii, è emerso che dei pianeti di tipo terrestre sarebbero in formazione o si siano formati attorno ad una delle componenti dell’ammasso, HD 23514, come risultato di una catastrofica collisione fra eventuali proto pianeti; gli astronomi hanno analizzato le emissioni dalle particelle di polveri in orbita attorno alla stella ed hanno concluso che la spiegazione più probabile è che le particelle siano residui di uno scontro violento di pianeti o embrioni
In condizioni osservative ideali, alcune tracce di nebulosità compaiono in fotografie a lunga esposizione e possono essere viste attorno all’ammasso. Questo tipo di nebulosa è chiamato nebulosa a riflessione ed appare brillante a causa della riflessione della luce di una stella luminosa e calda da parte della polvere presente nella nebulosa.
Nel caso delle Pleiadi, si tratta di un sistema complesso di nebulose a riflessione; le più luminose sono state catalogate anche dal Catalogo NGC e dai suoi Index. In particolare, si tratta di NGC 1435, che avvolge la stella Merope, e IC 1990, a nord dell’ammasso. NGC 1432 fa da sfondo alle stelle più occidentali delle Pleiadi, ciascuna delle quali ha nelle vicinanze dei veli nebulosi più brillanti; Ced 19 è la sigla per questi frammenti, catalogati da Ced 19a a Ced 19q. La nebulosa di Alcione è nota anche come vdB 23, quella di Elettra come vdB 20 e quella di Maia come vdB 21.
Era stato inizialmente pensato che la polvere potesse essere un rimasuglio del processo di formazione dell’ammasso;  ma all’età di 100 milioni di anni, quella generalmente accettata per le Pleiadi, quasi tutta la polvere originariamente presente dovrebbe essere stata ormai dispersa dalla pressione di radiazione già da molto tempo. Sembra, piuttosto, che l’ammasso stia transitando attraverso una regione di mezzo interstellare particolarmente polverosa; la prova che l’ammasso e la nebulosa non siano legate da una comune origine risiede nel fatto che possiedono una diversa velocità radiale.
Componenti principali dell’ammasso aperto
Alcione (Eta Tauri) è un sistema stellare; si tratta della stella più luminosa dell’ammasso . La componente primaria, Alcione A, è una gigante azzurra con una magnitudine apparente di 2,85; è una binaria ad eclisse e la separazione fra le due componenti è pari alla distanza che intercorre fra il Sole e il pianeta Giove. Ha una luminosità di 1400 volte superiore a quella del Sole ed una temperatura di 13000 K; il tipo spettrale è B7 IIIe, ossia è una gigante blu che presenta linee di emissione. Possiede una massa di circa 7 masse solari, con un raggio quantificato in 8 raggi solari. La sua alta velocità di rotazione, pari a 215 km/s, ha creato un disco di gas orbitante attorno alla stella stessa all’altezza dell’equatore.
Questa coppia è orbitata da tre compagne:  Alcione B e Alcione C sono entrambe delle stelle bianche di sequenza principale di diciottesima magnitudine; Alcione D è invece una nana bianco-gialla di classe spettrale F, a 191 secondi d’arco dalla primaria, e possiede una magnitudine di 8,7. Alcione C è classificata come variabile Delta Scuti e la sua luminosità varia da 8,25 a 8,30 in un periodo di 1,13 ore.
Atlante (27 Tauri, secondo la nomenclatura di Flamsteed) è un sistema stellare triplo (magnitudine apparente +3,62);  il suo nome proprio deriva dalla figura mitologica del titano Atlante, il padre delle Pleiadi mitologiche. La componente primaria, Atlante A, è una gigante blu di tipo spettrale B con una magnitudine apparente pari a 3,62; è in realtà una binaria spettroscopica con componenti di magnitudine 4,1 e 5,6, con un’orbita di periodo pari a 1250 giorni. La più brillante delle due è una gigante blu di tipo spettrale B8III, che possiede una luminosità 940 volte quella del Sole ed una temperatura superficiale di 12.300 K. Come molte altre stelle di classe B, Atlante possiede una rotazione molto rapida, con una velocità di almeno 212 km/s.
È presente pure una terza compagna di magnitudine 6,8, nota come Atlante B, ad una separazione pari a circa 52 UA. È una stella bianca che completa la propria orbita ogni 150 anni circa.
Elettra (17 Tauri) è la terza stella più brillante dell’ammasso in termini relativi (magnitudine apparente 3,72). Elettra appartiene alla classe spettrale B6III ed è pertanto una gigante blu, ossia una stella in fase di dilatazione a causa dell’espansione che sta iniziando a subire per il progressivo esaurimento della scorta di idrogeno nel suo nucleo.
La sua luminosità assoluta è pari a 1225 volte quella del Sole, a causa dell’alta temperatura superficiale della stella, quantificata in 14.000 K. Con un raggio 6 volte quello della nostra stella, è una delle quattro stelle giganti dell’ammasso.
Elettra compie una rotazione sul proprio asse con una velocità di circa 170 km/s, completandone una in meno di 1,75 giorni. Come altre stelle delle Pleiadi, è circondata da un disco circumstellare di materia espulsa, il che la rende una stella Be. La sua massa è stimata in 5 masse solari, e la sua età sarebbe di 130 milioni di anni.
Sono state registrate storicamente alcune occultazioni perfette di questa stella ad opera dei pianeti del Sistema Solare e della Luna; l’ultimo di questi eventi avvenne il 9 maggio 1841 ad opera del pianeta Venere.
A partire dal suo spettro e grazie ad alcune osservazioni condotte durante un’occultazione dell’astro da parte della Luna, è stato possibile comprendere che Elettra è una stella binaria stretta. La sua compagna, probabilmente una stella bianca di sequenza principale, orbita a 0,8 UA dalla gigante blu con un periodo di 100,46 giorni.
Maia (20 Tauri) è una stella di colore azzurro e di classe spettrale B8III, con una magnitudine apparente di 3,87.
Merope (23 Tauri) è una stella subgigante di classe spettrale B, corrispondente ad un colore azzurro intenso; la sua magnitudine apparente è pari a 4,14. Possiede una luminosità 630 volte superiore a quella del Sole e la sua temperatura superficiale si aggira sui 14000 K; la sua massa è circa 4,5 volte quella solare ed ha un raggio oltre 4 volte superiore. È classificata come una stella variabile Beta Cephei, con una escursione di 0,01 magnitudini.
La nebulosità che circonda Merope, NGC 1435 è parte del grande complesso di polveri in cui le Pleiadi si trovano ora a transitare; un’altra nebulosa nei pressi è IC 349.
Taigete (19 Tauri) è una stella binaria. La componente primaria, Taigete A, è una stella azzurra di classe spettrale B subgigante, con una magnitudine apparente pari a 4,30; in realtà si tratta di un sistema binario spettroscopico le cui componenti sono di magnitudine 4,6 e 6,1. La loro separazione è di 0,012 secondi d’arco e il periodo orbitale si aggira sui 1313 giorni. Esiste anche una terza compagna, Taigete B, più distante e di ottava magnitudine.
Pleione (28 Tauri) è una stella nana bianco-azzurra di sequenza principale di classe spettrale B, con una magnitudine apparente pari a 5,05. È anche una stella variabile, del tipo Gamma Cassiopeiae, con escursioni che vanno dalla magnitudine 4,77 alla 5,50; questa caratteristica ha fatto in modo che le venisse assegnata anche una sigla di stella variabile, BU Tauri.
Pleione è anche una stella binaria spettroscopica, con un periodo orbitale della compagna stimato in 218 giorni, ad una distanza dalla principale di circa 24 UA. La separazione visuale tra le 2 componenti è di 0,2 secondi d’arco.
Celeno (16 Tauri) è una stella subgigante azzurra di classe spettrale B, con una magnitudine apparente pari a 5,45. È avvolta da una densa nebulosa a riflessione, parte del complesso di polveri che le Pleiadi stanno attraversando in questa epoca.
Asterope è una stella doppia. Le due componenti sono isibili ad occhio nudo come una sola stellina minuta di quinta magnitudine, un semplice binocolo già consente di notare che si tratta in realtà di due stelle ben distinte: Asterope I, (21 Tau), è la più brillante delle due, e si presenta come una stella azzurrina di magnitudine 5,76, mentre Asterope II, (22 Tau), appare di un colore leggermente più biancastro e un po’ meno luminosa, essendo di magnitudine 6,43. La separazione delle due componenti, che non costituiscono una coppia fisica, è pari a 0,04°.
E veniamo alle Iadi,  un celeberrimo e brillante ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro. Di fatto, rappresentano la testa dell’animale indicato dalla costellazione. Si tratta dell’ammasso aperto più vicino a noi.
Il gruppo delle Iadi si distingue con grande facilità anche ad occhio nudo: nel cielo dell’inverno boreale si presenta molto alto sopra l’orizzonte e appare come un grande addensamento di stelle disposte a formare una sorta di grande “V”; la sua stella apparentemente più luminosa è la gigante rosso-arancio Aldebaran, in realtà l’unica fra le stelle visibili in questa direzione a non appartenere fisicamente all’ammasso, in quanto più vicina a noi. Lo strumento più indicato in assoluto per la sua osservazione è il binocolo, che consente di risolvere completamente l’ammasso, rivelandone tutte le sue componenti, nonché di comprenderlo interamente nella visuale.
Il gruppo delle Iadi è noto fin dalle epoche più remote; il suo nome attuale risale però all’epoca dell’Antica Grecia, quando, attorno al 1000 a.C., fu menzionato in alcuni testi. Secondo la mitologia greca, le Iadi erano le ninfe figlie di Atlante, il titano condannato a trasportare il globo terrestre sulle sue spalle per l’eternità, ed Etra; dall’unione fra Atlante e Pleione erano nate le ninfe Pleiadi, pertanto i due gruppi di ninfe erano sorellastre, avendo il padre in comune. Non a caso dunque, i Greci chiamarono con questi due nomi due ammassi di stelle posti a breve distanza l’uno dall’altro.
L’ammasso delle Iadi è il più vicino alla Terra, il suo centro si trova infatti ad appena 151 anni luce da noi. La stella più luminosa nella direzione dell’ammasso è Aldebaran, che però non ne fa parte (si trova a circa metà strada tra noi e l’ammasso); senza contare Aldebaran, ci sono circa 300 stelle che sono membri accertati o probabili dell’ammasso. La maggior parte di queste non sono visibili ad occhio nudo, ma si mostrano bene anche in un piccolo binocolo.
Le quattro stelle più brillanti delle Iadi sono tutte giganti rosse che hanno iniziato la loro vita come massicce stelle di classe A e sono poi evolute al di fuori della sequenza principale; si trovano tutte a pochi anni luce l’una dall’altra. I loro nomi secondo la nomenclatura di Bayer sono γ, δ, ε e θ Tauri.
Le stelle delle Iadi sono associate tra di loro, nel senso che si stanno muovendo approssimativamente nella stessa direzione e alla stessa velocità all’interno della Via Lattea; apparentemente si stanno muovendo ad una velocità di circa 46 km/s verso un punto situato alcuni gradi ad est della brillante stella Betelgeuse. Ripercorrendo all’indietro il loro movimento, si scopre che le Iadi si trovavano molto più vicine al Sole in un periodo stimato intorno agli 1,1 milioni di anni fa, e che le componenti dell’ammasso si trovavano tutte all’incirca in un singolo punto 600 milioni di anni fa, un risultato spiegato dalla teoria, comune per un ammasso aperto, che si siano formate dalla stessa nebulosa. Questo moto comune fu dimostrato solo nel 1908 dall’astronomo Lewis Boss. Le stelle del Presepe, un altro ammasso aperto nelle vicinanze, potrebbero anch’esse essere legate all’ammasso delle Iadi.
Gran parte delle stelle delle Iadi presentano un alto tasso di metallicità e un colore tendente al giallo o all’arancione, colori tipici delle stelle di classe spettrale G o K, indice dell’età relativamente avanzata dell’ammasso, la quale è appunto stimata sui 625 milioni di anni. 
Sette sorelle
Per la mitologia greca erano sette sorelle, ninfe delle montagne figlie di Atlante e Pleione. Per gli astrofisici oggi  sono un ammasso stellare che conta oltre 1000 astri. Sono le Pleiadi, splendido oggetto celeste che scintilla brillantissimo nel cielo di novembre e che rimarrà ben visibile per tutto l’autunno e l’inverno. Già alto in prima serata verso est, questo caratteristico gruppo di astri è situato nella costellazione del Toro. Ad occhio nudo e in assenza di luci o inquinamento luminoso, è possibile contare tra 6 e 8 stelle dell’ammasso, ma già con un semplice binocolo se ne individuano alcune decine. Dal punto di vista astronomico, le Pleiadi sono un ammasso stellare aperto – dove tutti gli oggetti che lo compongono si sono formati dalla stessa nube proto stellare — che ha un raggio del suo nucleo centrale di circa 4 anni luce e dista da noi poco più di 400 anni luce. Può sembrare sorprendente ma l’estensione delle Pleiadi è davvero elevata: basti pensare che la sua ampiezza apparente equivale a quattro volte il diametro della luna piena. Un’altra particolarità di questo ammasso è la sua età, relativamente giovane in termini astronomici: circa cento milioni di anni. Nonostante ciò, le previsioni degli astrofisici non prospettano una lunga vita per questo ammasso, che dovrebbe disgregarsi (per effetto di interazioni gravitazionali con altri oggetti celesti massicci come gruppi di stelle o nebulose), nell’arco di qualche centinaio di milioni di anni. 

lunedì 31 marzo 2014

la Luna e le Pleiadi in congiunzione


Luna e le PleiadiIl mese di Aprile comincerà con una congiunzione celeste che promette spettacolo. I due corpi interessati sono tra gli oggetti più belli del nostro firmamento: la Luna e l’ammasso aperto delle Pleiadi, contrassegnato dalla sigla M45 nel noto catalogo di Messier. La falce di Luna, che si appresterà a raggiungere la fase di primo quarto nella mattinata del 7, attraverserà la costellazione del Toro accanto ad Aldebaran, la stella più luminosa della costellazione.
L'ammasso delle Pleiadi e la Luna
L’ammasso delle Pleiadi e la Luna FISICA, MITI E LEGGENDE – L’ammasso stellare delle Pleiadi, nella costellazione del Toro, è un gruppo di 800 stelle formatosi circa 100 milioni di anni fa, che si trova a 410 anni luce dalla Terra. Si tratta di un gruppo di stelle in formazione, che a differenza di ammassi aperti prospettici, risultano legate gravitazionalmente tra loro ed hanno un’origine comune. Una delle stelle più luminose dell’ammasso si chiama Atlas. Questa stella, insieme alla sua compagna Pleione, è una delle componenti del carro immaginario che in genere può essere osservato anche ad occhio nudo da cieli urbani. Gli scienziati stimano che queste stelle sopravviveranno per più di 200 milioni di anni prima di morire. La leggenda greca racconta che le sorelle, inseguite da Orione, chiesero aiuto a Zeus. Il signore degli Dei, pertanto, le trasformò in colombe e le collocò nel cielo. In un racconto dei popoli nativi d’America, invece, le Pleiadi rappresentano sette ragazze che, durante una passeggiata nel cielo, smarrirono la strada per tornare sulla Terra. Le sette sorelle quindi sarebbero difficili da scorgere perché le loro lacrime ne attenuerebbero la luce. Omero le citava, come pureTolomeo ed altri autori dell’età classica, nelle loro opere. Leggende e credenze a parte, le Pleiadi sono visibili in una notte mediamente scura anche senza l’ausilio di alcuno strumento. Osservando con un piccolo telescopio è possibile distinguere anche 500 stelle distanti 440 anni luce da noi, ma vista l’estensione nel firmamento, lo spettacolo migliore è fornito da un binocolo a grande campo o da un oculare che fornisca ingrandimenti molto bassi. Sono facilmente distinguibili, alte nel cielo, come un piccolo carro.
Luna-Venere-GioveLA CONGIUNZIONE – In astronomia una congiunzione è la configurazione planetaria che si determina quando due astri hanno la stessa longitudine o la stessa ascensione retta viste dal centro della Terra. Nel caso di un pianeta interno (con una distanza dal Sole minore di quella della Terra: Mercurio o Venere) o della Luna, la congiunzione può presentarsi in due configurazioni diverse. Se il pianeta si trova nella stessa direzione della Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione inferiore; questa posizione corrisponde alla minima distanza dalla Terra. Quando, invece, si trova in direzione opposta dalla Terra rispetto al Sole, si dice che esso è in congiunzione superiore; questa posizione corrisponde alla massima distanza dalla Terra.
L'ammasso aperto delle Pleiadi. Credit: Robert Gendler
DALLE PLEIADI ALLE IADI – Questa vista cosmica si estende per quasi 20 gradi in tutta la costellazione del Toro. Si inizia con le Pleiadi a sinistra e si termina con le Iadi a destra, due dei più noti ammassi stellari del cielo terrestre. L’immagine celeste appare familiare, con le stelle che brillano a grappoli attraverso le nuvole polverose che disperdono la luce delle stelle blu. A destra, la forma a V delle più vicine Iadi (distanza stimata in 150 anni luce) sembra più diffusa rispetto alle compatte Pleiadi, ancorate come sono alla brillante Aldebaran, una stella gigante rossa con un aspetto giallastro. Ma Aldebaran si trova in realtà solo a 65 anni luce di distanza, rappresentando soltanto una vicinanza prospettica. Nell’ampio campo visivo che include la giovane stella T-Tauri e la nebulosa variabile di Hind, nota anche come NGC 1555, deboli nubi di polvere restano sospese nello spazio e attendono soltanto di essere osservate.

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