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Horus e Cristianesimo: miti, simbolismi e confronti storici

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Il confronto tra Horus e il Cristianesimo è uno degli esempi più citati di parallelismi simbolici tra religioni antiche e tradizioni religiose successive. Horus, divinità egizia legata al cielo e alla regalità, e le narrazioni su Gesù nel Cristianesimo sono stati oggetto di riflessione e dibattito storico, simbolico e religioso in diverse scuole di pensiero. Nell’antico Egitto, Il 24/25 Dicembre era festa grande: in tale data si festeggiava la nascita di  Horus  il dio Sole Bambino. Il culto di  Horus  e della madre  Iside  – come abbiamo già visto – ebbe  successivamente molta diffusione in Roma nei primi due secoli d.C. Alcuni imperatori edificarono templi in suo onore e furono suoi devoti. In Egitto vi era addirittura una città dedicata al dio Sole – la famosa Heliopolis – con una numerosa classe sacerdotale dedicata al suo culto e alla sua diffusione. Ad Heliopolis il 24-25 dicembre, già nel 1400 A. C., si c...

l'esoterismo cristiano

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La tradizione esoterica Marco, 4 : “Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: ‘A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, in modo che essi guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato’”. “Così egli comunicò loro il suo messaggio attraverso l’utilizzo di molte parabole, tante quante le loro menti erano in grado di comprendere. Non parlò solo attraverso le parabole, ma era in privato che spiegava ai suoi discepoli ogni cosa”. Matteo, 13 : “Gesù disse: ‘Chi ha orecchie per intendere, intenda!’. Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: ‘Perché parli loro in parabole?’. Egli rispose: ‘Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che non ha. Per questo parlo con lo...

LA MEDITAZIONE CRISTIANA E I SUOI MISTICI

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Con il Beato Giovanni XXIII e con il Concilio Vaticano II la Chiesa cattolica è entrata in un nuovo stadio di crescita collettiva, quasi come l’ingresso nella pubertà da parte di un ragazzo o di una ragazza. Uno stadio per qualche verso difficile, ma che dà la possibilità di scoprire la propria individualità e la propria relazionalità. Quello che il Papa beato ed il Concilio hanno intuito, con Spirito profetico, è la crescita parallela dell’umanità intera insieme con la Chiesa di Cristo. Anche le altre religioni stanno crescendo verso una nuova maturità, che si realizzerà, in modo analogo al desiderio del rapporto con l’altro nell’adolescente, cioè, con un’esperienza di comunione e di unione. Un mio confratello, monaco benedettino camaldolese, padre Bede Griffiths (1906-1993) è vissuto in India per quasi quarant’anni, vivendo da cristiano l'esperienza di un profondo rapporto con l’Induismo. Lo nomino per citare la grande metafora espressa nel titolo di un suo libro — forse il...