giovedì 1 maggio 2014

Il libro dei morti dell'antico Egitto.



L’integrità del Libro dei Morti degli Antichi Egizi ci viene consegnata dal Papiro di Torino di recenzione Tebana, catalogato con il numero 1791, appartenuto a Ieufank. Il papiro è stato copiato dal Lepsius nel 1836 e stampato in veste litografica nel 1842. Il Lepsius assegnò la ripartizione del testo geroglifico del papiro in “Capitoli” dandogli il titolo di Libro dei Morti.

Tuttavia la traduzione esatta del titolo è: Libro per uscire al giornocon riferimento alla virtù rigeneratrice di Osiride, attivata mediante la recitazione, da parte del sacerdote lettore (Kheri-Heb), delle “Formule” del testo che evocano un percorso iniziatico, come dimostreremo.

Nei riguardi del Libro dei Morti degli Antichi Egizi, all’epoca della tradizione saitica (XXV Dinastia - 550 a.C.) avvenne una catalogazione delle varie sequenze del mito osiriaco tale da conseguire ordine e omogeneità al precedente apporto che dal Nuovo Regno giungeva sino alla redazione Tardo Tebana (XX-XXV Dinastia).

L’apparente disordine nella successione dei testi del Libro dei Morti nel Nuovo Regno, i migliaia di rotoli contenenti spesso soltanto un’unica Formula, trova la sua giustificazione nel fatto che nel periodo dei Testi dei Sarcofaghi (VI alla XII Dinastia) l’intera trama del percorso di conoscenza e illuminazione è costituito da tutto il sarcofago nelle sue varie strutture; pertanto anche un’unica Formula, portata seco dall’Osiride nel sarcofago, potrebbe sottolineare lo stadio o il riferimento in vita che questi ha assunto devozionalmente nel suo cammino di trasformazione in riferimento al credo del Libro dei Morti e all’intera tradizione originaria frammentariamente ricopiata ad personam dagli scribi dal deposito originario, sia pure sotto l’influenza del processo di democratizzazione che estese la produzione dei papiri al popolo.

In un contesto di lettura costituito in toto dal sarcofago stesso, o, svincolato da esso, in un contesto altrimenti costituito dal rituale a noi non pervenuto perché orale, quell’unica Formula è quindi da intendersi rappresentativa del Libro dei Morti nella sua completezza.

A proposito della ripartizione in “Capitoli” dai papiri del Libro dei Morti egizio, si è tuttavia sempre parlato di ordine arbitrario e casuale, di almanacco magico raccolto insieme dagli scribi, per esclusivo uso funerario. Ma proprio dal Libro dei Morti, ci giunge un brano che ci ragguaglia sulla tecnica operativa attuata nell’attraversamento delle ore magiche, da parte dell’Osiride e della schiera degli dèi egizi che inquadrano non “Capitoli” ma Formule iniziatiche poste in sequenza coerente.

Come specifica il testo, l’Osiride, inscrivendo alle sue spalle la costellazione di Orione (Sahu) [1], enumera 24 ore magiche, Formula 64ª:

Io sono il Guardiano delle loro cose, lavorando nelle ore del giorno e aggiustandole spalle della costellazione Sahu: sono ventiquattro [altri testi: dodici](le ore) che passano tenendosi unite per mano, ad una ad una, ma è la sesta che è nella Duat è «l’Ora notturna che rovescia i Sebau» [...] Shu (il dio dell’aria) impone che io splenda come Signore di Vita, vero e bello, e che io faccia uscire la settima [ora] e gli amuleti sono per i suoi Glorificati.

Analogamente il Libro Egizio degli Inferi XVIII dinastia, in forma di manuale iniziatico, tratta dell’animazione di forze, da parte del dio Osiride, esplicata durante l’esperienza magica, nell’attraversamento di dodici ore; forze dislocate in sedi apposite, sorvegliate da guardiani alloggiati in Torri di residenza dette «Arrit», sin dalla Prima Ora:

Il dio passa nell’aspetto di Ariete e (nelle sedi magiche) compie le sue trasformazioni. I morti non lo seguono, ma restano nell’Arrit mentre egli dà ordini agli dèi che vi sono. Chiunque avrà fatto ciò a similitudine di quello che è nella «Occulta dimora», chiunque avrà conoscenza di queste similitudini, che sono questo stesso grande dio, avrà grande giovamento sulla terra.

È nel campo operativo del proprio vissuto che si attua la trasformazione e il mutamento dell’esperienza, come specifica un papiro attinente al precedente:

Tu hai potere sui poteri che sono in te.
Ne consegue che la similitudine fondamentale dei testi funerari, oltre ad essere quella della resurrezione di Osiride, è anche quella dell’assunzione di un percorso virtuale all’interno delle forze preesistenti in ogni individuo, che vengono trainate nella nuova forma dal potere di dislocazione

dato dagli dèi del cielo. Le forze vengono in tal modo trasformate in moduli operativi o archetipi, visualizzati da geni che animano le ipostasi magiche.

Nelle scene provenienti dai vari frammenti dei papiri funerari del Nuovo Impero, come anche nei Testi dei Sarcofagi che appaiono nella XI dinastia, redatti per uso privato, questi geni sono contrassegnati ed isolati nella loro specificità dagli emblemi figurativi delle Porte dei passaggi che governano e orientano l’accesso e l’uscita dal campo magico.

Questo assunto è confermato, a partire dalla XXV dinastia, dalla sequenza significante dei testi che nelle tombe corredano le Porte preposte agli accessi, da un ambiente all’altro, nelle sale funerarie. In tale epoca si formalizza il modello di tomba la cui pianta ricalca la struttura classica ad ipogeo della tomba di Osiride ad Abido. Nella tomba di Harwa, Grande Maggiordomo della Divina Adoratrice all’epoca di Amenirdis I (740-700 a.C.) la partitura delle iscrizioni parietali riferite al culto del sole è posta nella parte meridionale; anche la sequenza distributiva degli scritti sui pilastri della Prima Sala Ipostila riguardanti il Libro delle Ore del Giorno e della Notte comincia ad Ovest e termina ad Est, così da riprodurre il corso del sole nell’oltretomba 4.



Entrambi i testi assumono l’asse centrale della pianta della tomba come un’ipostasi, sostenente la trama rivelatrice di una successione ordinata di «capitoli», la cui composizione riguarda la vita, la morte e la rinascita dell’iniziato che, identificandosi col dio Osiride, ne ripercorre le tappe mistiche in un cammino di potenza.

Concezione che nel Libro dei Morti egizio, papiro di Ieufankh, conservato a Torino, recenzione Saitica, prende ritmo e coerenza nella compagine delle Formule. Il papiro ci è pervenuto in un unico rotolo che mostra il percorso dell’Osiride, dalle Formule d’ingresso, sino alla glorificazione finale.

Risulta accertato che in tale periodo gli scribi operarono un rilettura dei motivi fondamentali della tradizione funeraria, conferendo al testo nuova omogeneità. Come su accennato, le cesure che separano, nel papiro di Ieufankh, una Formula dall’altra, hanno ispirato il Lepsius ad attribuire ad ogni Formula del testo un “Capitolo” con numero di notazione romana.

Tutti gli studiosi indistintamente hanno considerato questa divisione una consuetudine.

Tuttavia, nello stesso papiro, il susseguirsi delle Formule in un unico rotolo, suddivise le une dalle altre da due barrette consecutive, ivi comprese le sezioni iconografiche, dette “ vignette”, la cui realtà è piuttosto quella di un ipertesto in immagini, fonda e inquadra le tappe del cammino iniziatico dell’Osiride, secondo un ordine degli archetipi che lo scriba va man mano illustrando nei miti relativi.

Questa idea ci ha guidati nel voler rintracciare una sequenza di immagini coerenti ed inscrivibili in numeri ordinali. Sequenze di numeri che le concezioni Ermopolitane ed Eliopolitane, fondate, rispettivamente, su otto e su nove dèi, giustificano.

Difatti le due concezioni interagiscono nella compagine delle Formule del Libro dei Morti egizio.

Le Formule, a guisa di invocazioni, costituiscono in sequenza l’assunzione delle facoltà solari da parte dell’Osiride nel suo uscire al giorno, e prendono avvio sin dalla Formula 1ª del testo col definire una prima pulsazione ottonaria data dal dio Thoth di Ermopoli, che si manifesta:

Nel giorno del Pesare le Parole.

Ivi la pulsazione sarà modulata all’interno di una dinamica novenaria attuata in On, la città dai nove dèi:

Nella dimora del Capo che è in On (Eliopoli).

Sarà stabilito alla formula 8ª del testo, il fulcro del processo:

Si chiude l’Ora. Io sigillo la testa di di Thoth che rende potente l’Occhio di Horo.

Nei multipli dell’ottonario, motivo dominante dei rituali d’ingresso, la pulsazione si definisce per successivi registri di potenza, cui si accompagnano inni alle divinità solari, come ad esempio alla Formula 15ª, illustrati nella vignetta della Formula 16ª cioè

2 x 8, in chiusura.

Il tema dominante della rigenerazione si specifica alla Formula 17ª, in cui si descrive la resurrezione degli Akhu, spiriti luminosi; seguono le varie Formule cui si riferiscono le tecniche per superare il Ro-stau,Luogo dell’alaggio sito alla partenza della barca di colui che cambia stato, che nella Formula 17ª è identificato come:

La porta a Sud di Arutef e l’ingresso a Nord della tomba di Osiride.

Ingresso annunciato (Ro) a colui che è volto a recuperare l’integrità del circolo cosmico ed uscire alla luce.

Per i multipli dell’ottonario costitutivo, il potenziale attivato si sviluppa in nuovi cicli che definiscono i segreti della cosmologia. Ad esempio alla Formula 32ª, cioè 4 · 8, si descrivono i quattro punti cardinali posti in relazione ad otto coccodrilli. Questi a loro volta siglano la serie dei cicli solari sessagenari, posti in relazione al circuito intrinseco dei decani connesso al moto dell’Occhio di Horo, per pulsazioni di dieci: la Formula 42ª vede agire il dio solare primigenio Unbu; la Formula 52ª contempla l’Osiride, con pani d’offerta per il dio Thoth, posto a turno tra coloro che riposano sotto il sicomoro della dea Hathor. La Formula 62ª contempla il potere di Aamt che sigilla, per pulsazione ternaria, il periplo d’Inondazione governato alla Formula 60ª da Hapi; mentre alla Formula 64ª cioè 8 · 8, la rinascita è già definita e l’Osiride pronuncia la frase:

Io sono lo Ieri e conosco il Domani.

Con questa affermazione Osiride si dichiara padrone rinnovato degli elementi della personalità e della coscienza, volto al controllo dei nuovi requisiti di potenza che ha conseguito, tramite il corpo di fruizione. Si avvia quindi il processo di trasfigurazione: dalla Formula 64ª alla Formula 128ª, cioè 8 · 16. L’Osiride può seguire il Sole nel suo incedere e assumere ogni aspetto che desidera, salendo in barca, Formula 129ª, sino a controllare il mondo della manifestazione passando i Capi della Duat e così stabilendo i natali della potenza a partire dalla Formula 130ª, che descrive l’apertura dei quattro orizzonti del nuovo cielo e l’ingresso della barca dell’Osiride a fianco del Sole, insieme agli dèi seguaci di Thoth.

Si viene a costituire una unità composita, data dal Sole, dagli dèi e dall’Osiride, che viene trainata dalla coppia di Barche sacre: una è la Barca Nesektet del sacro Sahu (Orione) che attraversa il Nu (Abisso liquido), l'altra è la Barca Neshemet sulla quale avanza Osiride. Queste esprimono una matrice di distribuzioni future. I mutamenti di stato sono determinati dalle figure degli dèi che ruotano in seno all’unità del Sole e si rinnovano con l’astro ad ogni periplo. Di rimando le potenze degli dèi, associando il proprio nome rilevato dalla tradizione d’appartenenza a quello della qualità in atto del dio Sole (nella tripartizione codificata Khepri-Ra-Atum), esprimono l’idea della rotazione celeste che – quale significante – induce e nomina l’energia in trasformazione.

Le Barche sacre ruotano purificando il destino dell’Osiride per i diversi piani concentrici della luce; all’interno degli scafi le ipostasi degli dèi assumono forme plurali e connotazioni miste, senza mai abbandonare il riferimento semantico con le matrici d’origine che veicolano le divinità all’interno del mito.

Il mito esige formule che, come le sfaccettature del diamante, splendono per luci parziali riflesse. Tali formule insegnano la metamorfosi o le trasformazioni per le quali deve passare l’anima o la coscienza attraversando le figure esoteriche della luce, escrivendo le tappe di un viaggio iniziatico. Il testo del Librodei Morti egizio oLibro delle Formule per uscire al giorno, in guisa di amuleto, veniva portato seco sin nella tomba, affinché aiutasse l’anima in cammino verso le novelle incarnazioni concesse ad un cuore purificato.

Purificare e pesare il cuore nella sala della sacra Bilancia, così come calibrare correttamente l’uso di altri organi preposti alla coscienza, equivale per il defunto a dislocare le funzioni vitali dell’anima nelle sedi preposte alla evoluzione del destino solare. Questo processo è figurato dal rinascere della Fenice nell’ambito del simbolismo cosmico precedentemente considerato, che ha nella matrice ottonaria e nella evoluzione novenaria il suo segreto.

Alla luce di quanto esposto potremo definire all’interno del circuito delle Formule del Libro dei Morti egizio papiro di Ieufankh, dieci sequenze o tappe date da una doppia scansione ottonaria, suggerita di volta in volta nel testo dalle diciture: Inizio delle formule... Inizio dei piloni... ecc. Quindi avremo le sequenze:

1-16, 17-32, 33-48, 49-64, 65-80,

81-96, 97-112, 113-128, 129-144, 145-160.

La Formula 160ª contempla il simbolo di repère:

Formula della Colonnetta che Thoth dona ai suoi adoratori.

In essa viene descritto Thoth, governatore dell’ottonario, mentre riceve Shu a Neschem. Il nesso rimanda alla Formula 1ª, nella quale, sotto il controllo di Thoth, per la prima volta viene invocata la barca Neshemet che si inoltra ad Oriente trasportando l’Osiride. Alla seconda e ultima invocazione della barca Neshemet si chiude il periplo: Formula 160ª.

Qui giunti, superata la serie di dieci sequenze suddetta, si avrà la «Formula per forzare l’ingresso in cielo», di nuovo ad opera di Thoth, che corrisponde nell’ordine alla161ª. Vedi Figura. Ivi vengono citati i punti cardinali assunti come forze ormai attive sotto il governo congiunto del Sole e dell’Osiride.


Dalla Formula 155 alla Formula 161 del L.d.M. papiro di Torino, cat.1791


Segue in chiusa la «Formula per produrre una fiamma sotto la testa dell’Osiride», la 162ª, nella quale si palesa la funzione protettiva dei «Guardiani del fuoco» È questo il «testo del Tempio occulto», alla cui cesura si ricollegano e si innestano, per nuova pulsazione novenaria, le «strade» di trasformazione, il cui avvio nel testo è stabilito alla Formula 9ª, e il cui esito finale è dato dall’espressione 9 · 18 = 162.

Alla Formula 9ª si descrive il cammino dell’Osiride nell’Amenti:

Ha schiuso ogni via in cielo e in terra al padre [...] Egli ha fatto la strada.

Tappa ratificata dalla Formula 10ª nella quale l’Osiride esce giustificato.

Da qui il percorso di trasformazione prende diverso avvio per le tappe del novenario e multipli di esso. La Formula 18ª contempla la trasformazione del potere di Horo, sancita da Set:

L’erezione delle aste di Horo, è la frase di Seth ai suoi seguaci: Si innalzano qui i pilastri.

La Compagnia degli Dèi confermerà con un talismano di giustificazione il moto d’avanzamento di Horo, quando questi s’impadronisce della Meskhenet del Cielo. Il moto si dà in 19 rivoluzioni solari coincidente con 235 lunazioni; permette di conferire all’Osiride la Corona solare di Atum con la quale potrà avanzare nel fuoco: Formula 19ª.

Sulla ipostasi della sequenza ottonaria delle Formule del Libro dei Morti egizio, papiro di Ieufankh, si inscrive quindi un circuito di novesequenze o «strade», designate da una doppia scansione novenaria:

1-18, 19-36, 37-54, 55-72, 73-90, 91-108,

109-126, 127-144, 145-162.

Le «strade» si completano nel Libro dei Morti egizio, papiro di Ani conservato a Londra, recenzione Tebana, prima della Formula 190ª di chiusura, con le sequenze:

163-180, 181-189.

Alla Formula 162ª, nella sequenza del Libro dei Morti egizio, papiro di Ieufankh, seguono tre Formule «in aggiunta al Libro per uscire al giorno».

La prima dedicata al «Signore dei due Occhi», Ammon, Formula 163ª; quindi Ammon in veste di Serpente solare dona il ventaglio di piume degli dèi a Sekhmet, figlia del dio Sole, identificata come dama della Corona Bianca e di quella Rossa, Formula 164ª; infine Amon in veste di Leone solare assume il sostantivo Rorelativo all’annuncio del passaggio dal mondo dell’Amenti al mondo solare, mentre attraverso le «pelli nascoste» si ricollega alle tappe d’avvio del circuito in associazione ai simboli dello Scarabeo, del Sole sorgente e dell’Ariete, Formula 165ª.

Infine riveliamo che, in accordo al numero delle lunazioni – tredici – presenti nei dodici mesi di un anno solare, si registrano altrettante vie «per adorare Ra» «e schiudere la capigliatura di Osiride», Formula 13ª. La capigliatura di Osiride è animata da Iside; nell’unione misterica Osiride (sole) e Iside (luna) sono un’unica immagine, Formula 17ª:

L’Osiride, egli stesso è Iside: tu lo hai trovato mentre rialzava la sua capigliatura su di lui.

A questo segreto si riconduce il circuito lunisolare il cui primo avvicendarsi è dato dalla «Formula per entrare e per uscire», la 12ª. Cui fa seguito l’espressione analoga della «Formula per entrare dopo essere uscito», la 13ª.

Ecco allora formalizzarsi nel Libro dei Morti egizio, papiro di Torino, altre tredici fasi distinte contenenti ciascuna dodici Formule:

1-12, 13-24, 25-36, 37-48, 49-60, 61-72, 73-84,

85-96, 97-108, 109-120, 121-132, 133-144, 145-156.

Che si completano nel Libro dei Morti, papiro di Ani, con le fasi:

157-168, 169-180.

In questa redazione, il numero 180 corrisponde alla rotazione conclusiva, numero che indica nella corrispondente Formula del Libro deiMortiegizio, papiro di Ani, l’asse solstiziale di Ptah-Tatenen inscritto nella sfera del cosmo che il dio Ra, signore dell’Akuert «ha presentato, quale scettro, allo spirito stellare di Sirio (Sothis)» per essere «venerato dalle quattro regioni dello spazio» nelle sembianze della Fenice, il Bennu di Heracleopolis, mentre come erede di Osiride è onorato con il diadema Nemes sulla fronte.

NelLibro dei Morti egizio, papiro di Ieufankh, alla Formula 157ª verrà focalizzata l’unione del circuito lunisolare, espresso con l’immagine di un «Avvoltoio d’oro» posto sotto il potere di Iside da porsi «al collo» dell’Osiride:

Iside è arrivata e volteggia sulle città e ricerca le sedi occulte di Horo dalla sua uscita dal papireto.

La simbologia solare dell’avvoltoio, nella funzione di Nekhbeth, è correlata al ruotare del cielo egizio, qui concomitante con la simbologia lunare del papireto, nel quale Iside ha allevato Horo.

La Formula citata descrive la congiunzione dei poteri lunari conseguiti da Horo con le potestà della Barca solare:

Ella (Iside) fa sì che Horo si unisca alla Barca e gli concede la sovranità sulla terra.

Seguono otto Formule il cui insieme si dà come giuntura sino all’ultima Formula del testo: dalla Formula 158ª alla Formula 165ª; la Formula 158ª e la Formula 159ª descrivono esplicitamente la prima un collare d’oro, la seconda una collana di feldspato verde, che l’Osiride indossa prima di ricongiungersi al ciclo ottonario, il cui esito finale è dato alla Formula 160ª nella quale si contempla la donazione di Thoth:

Colonnetta in feldspato verde che non può essere spezzata.

Da quanto esposto si evincono nel testo gruppi di Formule che descrivono il cielo in scansioni plurime, date sia dall’ottonario, sia dal novenario, che coordinano un circuito lunisolare.

Questo e altri aspetti iniziatici sono stati presentati nel libro L’occhio della Fenice, Sekhem Editore, da cui è stato tratto questo articolo


51 commenti:

  1. SULLA VICENDA BIBBLICA DI MOSE'

    Quando Mosè ricevette un Libro sul Monte Sinai forse da un Dio sceso apposta per questo, il mondo viveva secoli bui a causa della degenerazione spirituale che si estendeva in tutto il mondo e che giunse anche in Egitto (il penultimo, poiché l’ultimo periodo lo visse con l’invasione dei Romani).
    Egli lo ricevette per dare all’umanità una condotta morale e di conseguenza spirituale che la portasse più vicina allo standard richiesto dal Signore Supremo, per il bene di essa stessa, e per quanto si dica, il Vecchio Testamento è ancora una guida di questo tipo, che insegna un’etica personale e collettiva migliore. Per questo contiene anche insegnamenti di Saggezza e di Sapienza.
    Inoltre non doveva essere un libro di insegnamenti superiori, dato che nessuno li meritava in quel momento sulla terra e che li si può ottenere direttamente da Dio, se meritati, durante la comunione interiore con Lui.
    E’ logico che gli ebrei che lo composero presero la storia dove la trovarono (assiri e sumeri, loro vicini di casa), e fu principalmente la storia del loro popolo, come il Popol Vuh lo fu per i Maya precolombiani ed il Mahabarata per gli indù dell’India.
    Tutta la vicenda di Mosè fa capire che lui fu in contatto con gli Dei già in Egitto, e che questi lo fiancheggiarono fin dall’inizio, quando inviarono le piaghe agli egiziani, e che lo spalleggiarono forse per tutto il resto della sua vita (poiché egli fu un Buddha o un grande Sapiente Illuminato conforme alla Volontà di Dio, poiché positivo e giusto).
    Aker-Ra

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  2. Come poter mettersi in contatto con gli Dei

    Il miglior modo che possediamo sulla terra per poter tentare di entrare in contatto mentale con gli Dei è la lettura del Libro Egiziano dei Morti, che delinea in modo sintetico, anche se caotico, i Mondi Divini che si estendono dal nostro Mondo Cosmico fino al Mondo Divino superiore ed ultra cosmico, dal quale inizia l’Albero della Vita, detto anche Albero del Mondo, che li contiene. Questo è un Albero costituito di energie spirituali e non fisiche, del quale il nostro Mondo Cosmico ne è un frutto appeso ad un Suo ramo, anche se Esso fu creato dagli Dei nel corso della creazione, dopo la creazione del nostro Mondo Cosmico. Le Radici dell’Albero sono nel Mondo Divino.
    Gli Dei descritti nel libro non sono da considerarsi esseri umanoidi o fisici, e neppure animali o antropomorfi, dato che queste furono solo rappresentazioni
    egiziane fatte per tramandare in modo ermetico-simbolico-metaforico conoscenze inerenti ad Essi ai loro successori millenni fa.
    Allo Sciamano o al Sacerdote egiziano in trance meditativa, Ra comunicava per mezzo di un falco, Toth per mezzo di un Ibis, Anubis per mezzo di uno sciacallo ecc… ma queste simbologie hanno anche significati superiori a questi ai quali solo gli Illuminati possono accedere.
    Dunque, nel Libro Egiziano dei Morti si incontrano esperienze che si possono vivere solo praticando la Meditazione interiore (Yoga Trascendentale, che si effettua nel vuoto mentale che si ottiene al di là dei pensieri durante la stessa pratica ad occhi chiusi e sdraiati supini sul letto), come l’attraversamento delle Porte dell’espansione della Coscienza (invisibili) ed altre, poiché nel vuoto mentale, durante la Meditazione interiore si è nel tronco dell’Albero della Vita, che non vediamo praticandola, e lì gli Dei che vi sono dentro, se ci reputano idonei a riceverle, per merito, ce le fanno vivere un po' alla volta ma senza premura, e solo praticando la stessa Meditazione almeno un’ora al giorno la velocità può aumentare.
    Nel Libro si incontrano anche preghiere al fine di non essere divorati da spiriti di animali morti (coccodrilli, serpenti…), poiché nella parte cosmica dell’Albero essi sono presenti per libero accesso dalla loro dimensione a quella, ma questo è possibile solo se gli Dei decidono di portarci spiritualmente nel Nirvana durante la Meditazione, ed in questo caso ci difendono da essi, ma l’ammonimento riguarda all’essere interiormente puliti da ingiustizie compiute, poiché, altrimenti, non ci possono difendere, e quindi non bisogna averne compiute o non si otterrà niente di buono nell’Albero Divino.
    Il Libro contiene anche cose che non capisco ancora io stesso, ma spero di giungere a capire in futuro.
    Un altro libro importante che riguarda anche i Mondi Divini contenuti nell’Albero Divino è “Le Chiavi della Qabbalah (Fondamenti, Conoscenza, Ermetismo)” di Dreaker. E’ un libro da decifrare non meno di quello Egizio dei Morti, con la differenza che questo sembra spiegare gli ordini contenuti in Esso, incluso l’Albero Sefirotico, che potrebbe essere la migliore rappresentazione dello stesso Albero (presumo per ora).
    Si tratta anche qui di un testo illuminativo, e quindi non si deve avere premura di riuscire a capirlo al primo colpo.
    Che sappia io, questo è il miglior testo della Qabbalah Ebraica, che racchiude in sé gli Insegnamenti originari antichi di questa Tradizione Sapienzale, probabilmente proveniente da Mosé, che fu appunto un Sapiente.
    Aker-Ra

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  3. Yoga Trascendentale
    (Pratica per vivere più rilassati, in armonia con sé stessi e gli altri e per
    evolversi interiormente).

    Questa è una Pratica Evolutivo-Spirituale tramandata dall'India ed è
    chiamata Yoga Regale o Supremo (Raja Yoga) ma anche Meditazione
    Trascendentale, ed è presumibile che sia stata portata in India da antichi Sacerdoti egiziani quando l’Egitto iniziò a decadere spiritualmente per seguire il materialismo, ma in seguito giunse anche in Cina, dove divenne di dominio dei Taoisti ed in seguito anche dei Buddisti dopo che fu istituito il Buddismo da Siddharta Gautama (il Buddha). Il termine Yoga intende pratiche di tipo Sacro-Evolutive ma è anche inteso come Gioco avente questo fine.
    Questo è lo Yoga che ci pone a più immediato e diretto contatto con il
    nostro potenziale spirituale (capacità superiori e sintonia mentale con
    Dio), e siccome lo si può esporre in poche parole, ve lo riassumo
    velocemente:
    1) porsi almeno 30 minuti o 1 ora al giorno sdraiati supini sul letto (con
    la pancia in alto), le braccia e le gambe allungate e ben distese (mai
    accavallate o incrociate o creano blocchi di energie) a finestra chiusa ed
    al buio, nel più completo silenzio, chiudere gli occhi (mai ad occhi aperti)
    e rilassarsi completamente respirando adagio e profondamente con il
    naso (mai con la bocca), inizialmente anche con un po di agitazione (se
    fosse presente) ma nel giro di qualche minuto (più o meno) giungere al
    respiro tranquillo, tenendo sempre l'attenzione del proprio udito sul
    respiro per distrarla da eventuali rumori esterni. Solo quando ci si sarà
    impadroniti della Pratica, nel giro di qualche anno, si potrà riuscire
    anche con la finestra aperta e quindi con rumori esterni e con la luce.
    2) Una volta raggiunta la quiete completa del respiro ed il rilassamento
    completo dei nervi del corpo, continuare a tenere l'attenzione dell'udito
    sul respiro e lasciare scorrere i pensieri (suoni, forme e colori mentali)
    fino a farli scomparire, finendo per vedere un vuoto nero (cielo interno)
    dove regna il silenzio completo e nessuna delle dette 3 forme mentali di
    pensiero è presente.
    3) Prima di giungere a questo punto finale, si potrà vedere come una
    specie di nebbia grigiastra, causata dalla luce incamerata dagli occhi
    nelle ore precedenti, sulla quale non dobbiamo porre l'attenzione (è il
    punto di separazione tra i pensieri e lo spazio interiore): l'attenzione
    dell'udito sul respiro è anche quì la chiave per farla dissolvere.
    Una volta giunti in questo cielo interiore, buio, silenzioso,
    apparentemente vuoto, occorre starci sempre di più man mano che si
    faranno altre sedute dello stesso Yoga, evitando ogni volta di ricadere
    nelle immagini mentali, sempre aiutati dall'attenzione dell'udito sul
    respiro.
    Nel giro di pochi anni, sarete capaci di entrare ne punto finale subito,
    facilmente e senza difficoltà, e di starci anche 1 o 2 ore al giorno, che è
    già molto per la vita che conduciamo in occidente, e di goderne i
    benefici interiori.
    Questa pratica aiuta il sistema nervoso a vivere più disteso, e la mente
    ad espandersi gradatamente sempre di più, ed a noi (lo spirito o energia
    vivente nel corpo) a poter esternare meglio il nostro potenziale
    interiore.
    Questo è il primo livello (inferiore) della Via Suprema che porta a Dio.
    Essendo una Pratica che ha origini Divine e che è gestita ed assistita da
    Entità Superiori dell'esistenza, potrà accadervi di vivere cose non incluse
    in questo mio insegnamento, guidate da Esse.
    Aker-Ra

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  4. Yoga Trascendentale (Seconda parte)

    I più grandi nemici di questa pratica sono:
    1) Le droghe, specialmente quelle sintetiche (non naturali) o l'abuso di
    quelle naturali ma leggere (marjuana, poiché altre droghe naturali
    possono essere dannose in questa pratica).
    2) L'alcool, specialmente i superalcolici o l'abuso di vino o birra.
    3) Azioni sessuali non controllate (abuso, che crea squilibrio psicofisico,
    stanchezza, debolezza ecc...).
    Il migliore amico di questa pratica è il lavoro fisico o la ginnastica, che
    rigenera le cellule e rafforza muscoli ed ossa, ricaricandoci la batteria
    psicofisica, ma dipendendo da Dio i risultati di questa pratica queste sono cose relative.
    Questa spiegazione guida al punto centrale iniziale del Raja Yoga, che
    per molti potrà già essere sufficiente, ma non va oltre, nei piani
    superiori dello stesso Yoga, dove si incontrano direttamente dapprima il
    Signore Supremo, poi la Madre Suprema ed infine Dio stesso, a causa
    della Legge del Riflesso, la quale vuole che in ogni cosa esistente vi si
    trovi ogni cosa che si trova al di fuori di lei. Il Signore e la Signora
    Supremi e Dio non sono persone umane nè aliene ma le forme di vita
    più semplici sul piano energetico (o spirituale) esistite all'inizio della
    Creazione, artefici della stessa (sferiche). Noi possiamo pensarli come
    vogliamo (non potendoli vedere nel cielo cosmico) ma l'importante è
    non immaginarli in modo che Li si possa offendere (come demoni o
    bestie brutali, che non sono).
    Per elevarsi su questi altri piani, rimando chiunque a cercare un Guru in
    India che glieli possa far vivere, poiché altrimenti si rischia la morte
    fisica: non è uno scherzo.
    Il mio consiglio a riguardo è comunque questo: chi si accontenta gode e
    chi troppo vuole nulla stringe, e se farete come gli Indù, che
    accompagnano le loro pratiche di Yoga con le Preghiere e le buone
    azioni altruiste verso chi le merita, potrà essere il Signore a guidarvi nel
    più alto dei cieli nel mezzo dei vostri sogni e senza alcun rischio ne
    pericolo.
    Un altro nemico di questa pratica è la propria coscienza sporca a causa
    di azioni negative o ingiuste compiute e non ripulite nella propria
    coscienza: le si può ripulire chiedendo perdono a Dio e compiendo
    buone azioni altruiste verso chi le merita.
    Aker-Ra

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  5. Yoga Trascendentale (Terza parte)

    I due Stadi Superiori del Raja Yoga restano comunque questi,
    procedendo sempre meglio negli anni con la pratica (sempre in luogo
    buio e silenzioso possibilmente, e ad occhi chiusi), ma non hanno a che
    vedere con i Piani Superiori:
    1) riuscire a praticarlo da seduti, inizialmente ad occhi chiusi e poi ad
    occhi aperti (la posizione dev'essere sempre comoda e confortevole;
    2) riuscire a praticarlo da seduti e poi in piedi ad occhi aperti all’aperto,
    in luoghi pubblici e poi in mezzo alla folla (cosa che a questo punto sarà
    già abbastanza facile e che con un po di pratica lo potrà essere di piu
    (ciò vi permetterà di produrvi il Vuoto Mentale in un secondo anche in
    mezzo ad una folla di milioni di persone, che vi permetterà di non
    perdere mai il controllo su voi stessi e su qualsiasi cosa che vi circonda.
    Altre cose che aiutano a praticare la Via interiore al meglo sono:
    1) incensi indiani bruciati nell’aria;
    2) ascoltare musiche positive e rilassanti quando si ascolta della musica;
    3) frequentare solo persone positive e giuste e non negative o
    delinquenti;
    4) non avere esposte in luoghi visibili della casa immagini negative o
    diaboliche;
    5) alimentarsi con cucina vegetariana o vegana;
    6) non causare negatività;
    7) non compiere ingiustizie o azioni criminali (aiutare delinquenti è
    ingiustizia);
    8) se si vive soli e si è uomo, è bene porre negli ambienti dove si vive un
    oggetto a forma di fallo come soprammobile (sopratutto in camera da
    letto), ma se si è donna un oggetto a forma di vulva, per evitare che
    spiriti malefici possano usare il nostro organo sessuale quando siamo a
    letto o no per propri fini ed a nostra insaputa (specialmente nel sonno,
    apparendoci in sogno come persone stupende ed amorevoli): questo
    aiuta al poter vivere l’astinenza sessuale quando lo si desidera, che
    rigenera le nostre energie.
    Aker-Ra

    NOTA: Aker nell’antico Egitto significava Buddha, e cioè persona che ha vissuto l’esperienza del raggiungimento del Nirvana (Cielo Superiore di Dio e ultra cosmico) nel corso della sua vita fisica mediante un’esperienza superiore detta trascendentale.
    RA, invece sono le iniziali del mio nome e cognome, e lo uso come pseudonimo spirituale.
    Uso questo pseudonimo per il fatto che sono un Buddha da parecchi anni e che non do queste informazioni a scopo di lucro o per farmi bello di fronte agli altri, ma solo per informare disinteressatamente.

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  6. SUL LIBRO EGIZIANO DEI MORTI

    Il Libro egiziano dei morti non è solo un testo per il viaggio del defunto nell’aldilà attraverso i Mondi Divini e verso il Cielo di Dio, ma anche una guida per i viventi in corpi fisici che praticano la Meditazione Interiore Trascendentale, che indica ad essi anche esperienze che possono vivere durante la stessa pratica.
    Una preghiera contenuta in esso chiede alle Divinità la possibilità di poter vedere l’Albero (della Vita), che a causa dei nostri sensi fisici che fanno da filtro alle realtà superiori (impedendoci di vederle da quì e da svegli) non possiamo neppure percepire.
    L’insieme dei temi trattati nel Libro egizio dei morti contiene un sapere antico abbastanza complesso da poter capire se non si pratica un percorso spirituale accompagnato dalla Meditazione Trascendentale, che io sono già riuscito a decifrare in parte avendo alle spalle anni di questa pratica quotidiana, che mi ha permesso di vivere esperienze contenute in esso.
    Sul tema ho già scritto qualcosa basato principalmente su mie esperienze dirette (trascendentali) vissute negli ultimi 13 anni, e pur rendendomi conto della complessità di questi argomenti sono riuscito a spiegare le cose in modo che chiunque le possa capire (anche se a molte persone queste cose potranno sembrare più o meno assurde a causa del tipo di vita che conducono), e se una Casa Editrice fosse interessata a leggere queste cose (gratuitamente e senza alcun impegno) mi può contattare via e-mail inviandomi il proprio indirizzo fisico per riceverle in formato elettronico in un DVD che io le invierò.
    La mia e-mail è: robyspaced@yahoo.it

    Aker-Ra

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  7. grazie per aver pubblicato questi approfondimenti molto utili e interessanti

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  8. Praticamente, la Strada evolutiva spirituale Divina consiste nel raggiungere in vita l'esperienza di trovarsi nell'Universo di Luce (Uscita al Giorno degli antichi Egiziani), che si trova al di là dei Mondi Cosmici ed Ultracosmici e metafisicamente in cima al Monte Divino (Meru in Indù).
    Praticando la Meditazione interiore Trascendentale, nel corso degli anni, è possibile giungervici, dato che il fine di tutto ciò è il non restare nei Mondi Cosmici ed Ultracosmici dopo la morte del corpo fisico (detta Liberazione dalla Ruota del Samsara da Indù e Buddisti), poiché qui si è in balìa delle Leggi naturali che assoggettano le forme fisiche, e quindi uscire nel Mondo Supremo di Luce, e precisamente nell'Enneade, per il fatto che quando vi si giunge si trovano 9 Divinità di luce poste 8 a cerchio attorno ad una molto più grande nel centro di una Sala del Tempio superiore centrale, che non ha porte nè finestre ma solo grandi arcate che permettono di vedere all'esterno un tutto di luce senza alcuna zona di buio: quì non esistono corpi fisici ma solo spirituali di luce. Chi lo raggiunge con la Meditazione interiore, dopo la morte del suo corpo fisico lo raggiunge in un lampo solo buttandovisi dentro dopo averlo visualizzato fuori da sé ed essersi aggrappato alla Divinità che si trova al centro della sala dell’Enneade, restando lì per un tempo indeterminato fintanto che il suo corpo inizia la decomposizione.
    La pratica della salita dell’energia Kundalini lungo la spina dorsale fino alla testa ed oltre funziona solo con assoluta astinenza sessuale (nessuna eiaculazione per l’uomo o perdita di secrezioni vaginali per le donne) per un periodo di tempo relativo alla capacità della persona stessa di resistere al piacere sessuale (quando vi si giunge, di solito possono bastare dai 12 ai 14 anni per giungere al Mondo di Luce) ed è una pratica parallela alla Strada e facente parte di Essa. Quì si vivono esperienze interiori che sono utili sulla Strada per il fatto che ci rafforzano, ci “completano” e ci trasformano in qualcosa di più Divino sul piano interiore spirituale, come l’ottenimento dei 3 “Occhi di Shiva”, e cioè “l’Occhio di Ra, quello di Horus e forse quello di Iside”. Quindi, la pratica della Kundalini è una Via parallela a quella del percorrimento della Via interiore-esteriore (poiché da dentro di noi si passa poi al di fuori ma sul piano universale superiore).
    Quindi, è plausibile pensare che gli antichi egiziani scoprirono la Strada alla Luce praticando la Meditazione interiore e l’astinenza sessuale, e che Sacerdoti egiziani che lasciarono l’Egitto con Mosé si diressero poi in India ad insegnarla. Del resto il “Libro Egiziano dei Morti” o Libro per uscire alla Luce fu scritto da persone vive e non da persone morte. Essi potrebbero essere stati i 7 Rishi che compilarono i Veda dell’India.
    Aker-Ra

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  9. Io ho 58 anni ed iniziai a praticare la Meditazione interiore circa un’ora al giorno all’età di 14 anni, e a 16 anni raggiunsi il Nirvana, Cielo Divino che precede la cima del Monte Meru ed è nero fitto ma vuoto di tutto e contiene solo la Ruota del Samsara che sembra un uovo guardandolo da ogni lato e lo è per certi versi, e contiene gli Universi Cosmici e quelli Ultracosmici. Poi smisi di praticarla dai 20 anni fino ai 32 più o meno, ed a 34 anni vissi l’esperienza di assistere ad un processo presso il Tribunale Supremo dei Morti che si trova in una cavità dell’Albero del Mondo, scoprendo aspetti non spiegati nel Libro Egiziano dei Morti, anche se in generale coincide: nel Libro egiziano è riassunto in modo succinto e non dettagliato. Poi, dai 35 ai 45 anni circa vissi l’attraversamento delle Porte della Coscienza, che amplificano la propria coscienza dandole capacità superiori. Lo vissi in tempi lunghi e distanti da una Porta all’altra, ma sempre in Meditazione interiore. Anche questa è un’esperienza descritta nel Libro Egiziano dei Morti. Dagli anni ‘90 ad ora sono state numerose le esperienze da me vissute in Meditazione Trascendentale.
    Negli ultimi 12 anni sono riuscito a praticare l’astinenza sessuale totale e negli ultimi 5 ho ottenuto i “3 occhi di Shiva”, che sono Principi Spirituali (forse i veri Zolfo, Mercurio e Sale degli Alchimisti), che si devono far entrare in sé quando se ne ha la visione avvicinandoli con il proprio sguardo. Dopo di ciò mi venne la visione della Sala dell’Enneade in cima al Monte Divino, creando un punto d’unione con questo Mondo entrando nella Divinità al centro della Sala: una Stella di color oro. Vivendo queste esperienze vi sono cose che poi si giungono a capire per ispirazione delle stesse Entità con le quali si viene in contatto.
    Aker-Ra
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  10. Circa un anno fa raggiunsi (o meglio venne a me, dato che la Via interiore/esteriore non si può percorrerla in modo autodeterminato ma si può solo riceverne frutti, se lo si merita, portandosi in Lei praticando il Vuoto Mentale con lo Yoga Trascendentale) il Tempio Divino nel Mondo o Universo di Luce, in cima alla Via interiore/esteriore, ed a quel punto capii molte cose ed il significato di fondo del Libro Egiziano dei Morti. Questa Via si trova nel tronco dell'Albero del Mondo (o della Vita, Divino).
    Aker-Ra

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  11. Come si avrà capito io sono uno Yogi italiano che è già pervenuto a comprendere alti misteri Divini nel corso degli anni praticando la Meditazione Trascendentale (grazie a Dio senza aver avuto bisogno di un Maestro Induista o Buddista e rivolgendo le mie preghiere a Dio, al Signore Supremo, a Cristo ed alla Madonna).
    Io non mi illudo di poter diventare un Maestro delle moltitudini mediante i miei scritti, e mi rivolgo principalmente a chi è nato con tendenza interiore verso la trascendenza spirituale.
    Le Preghiere sono molto di aiuto a chiunque desideri percorrere un cammino spirituale che sia veramente di origine Divina.
    Rivolgere le preghiere a Divinità dell’antico Egitto è rischioso per chi non le ha conosciute trascendentalmente e capite, ed io sconsiglio di farlo, e non è necessario.
    Io sono già riuscito ad identificare, ed in parte a conoscere direttamente, le 8 Divinità più importanti dell’antico Egitto che formano l’Ogtoade e non possiedono forme fisiche ma sono state rappresentate come persone aventi ognuna la testa di un animale, che possiede un significato allegorico-simbolico riguardante la loro principale modalità di essere. Esse si estendono dal Nirvana (lo Spirito del Nirvana stesso e l’Uovo del Mondo o Ruota del Samsara) fino agli Universi fisici, gestendo Cieli (o Piani) ed ambiti di realtà differenti, ed Esse sono: Atum, Toth, Neftis, Ra, Ptah, Anubis, Osiris ed Horus.
    Purtroppo questo non è il luogo dove possa dilungarmi su di Esse.
    Il numero delle esperienze che si possono vivere praticando la Meditazione Trascendentale mi è sconosciuto e credo non abbia un limite per gli attivisti religiosi che ci si possono dedicare 2 o 3 ore al giorno, come i Preti ed i Frati Cristiani, i Monaci Buddisti e Taoisti ed i Sacerdoti, i Guru e gli Asceti Induisti.
    Dalla mia esperienza diretta vissuta negli ultimi 25 anni ho capito che non vi è un ordine cronologico prestabilito in questi tipi di esperienze, e che non si deve credere che l’ordine riportato nel Libro Egiziano dei Morti sia tale, per cui il numero delle Porte che si attraversano (senza vederle), come di altre esperienze, dipende da quante ne deve vivere ognuno di noi prima di poter dimostrare a Dio di essere giunto/a alla destinazione evolutiva interiore che Lui si è prefisso di farci raggiungere, e quindi variano da persona a persona in base al proprio status interiore. Quindi, siccome Dio è Onnipotente, e cioè può tutto, può anche far giungere alla persona la visione dell’Enneade prematuramente, all’inizio del cammino, se questa lo merita veramente per essere positiva e giusta, ed essa dovrà solo entrare nella Divinità centrale ma con la forza del pensiero (queste non sono esperienze fisiche ma trascendentali, e non serve a nulla muovere il proprio corpo fisico ma solo agire mentalmente), ed è una visione che a me è giunte esteriormente, davanti a me, nella stessa atmosfera terrestre, e non durante la meditazione interiore, ma può essere per il fatto che sono uno Yogi già avanzato negli anni, che può possedere il vuoto mentale anche da sveglio, in piedi e con gli occhi aperti.
    Quindi, il primo requisito per poter vivere esperienze trascendentali è essere e restare positivi e giusti (non compiere ingiustizie, che sono le azioni che non vorremmo che altri compissero nei nostri confronti).
    In questo tipo di esperienze, quando si ottiene la visione di un Universo Superiore al nostro questo può essere quello in cui si può andare nel momento del trapasso del nostro corpo fisico, visualizzandolo fuori di noi, entrandovici e restandovici.
    Queste esperienze mi hanno permesso di capire in modo diretto concetti Buddisti, Taoisti, Induisti e dell’antico Egitto.
    Aker-Ra

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  12. Per quanto riguarda la pratica dell’astinenza sessuale, i precetti Buddisti insegnano a non cibarsi di carni, affettati e uova per il fatto che le loro energie possono eccitare il nostro organo sessuale, e la stessa cosa è per le bevande alcooliche e le droghe. Io personalmente negli ultimi 12 anni mi sono tenuto lontano da queste sostanze in modo totale, e mi sono giunti i 3 “Occhi di Shiva”.
    Teniamo presente anche che gli Induisti ed i Taoisti sono per la maggioranza vegetariani ed in parte vegani.
    Quindi, ci rendiamo conto che per riuscire in questa impresa o si è aiutati da Dio (praticando tali astinenze) o si può diventare un (o una) religioso praticante come un Prete, un Frate o un Monaco. Sinceramente non è nulla di così facile, ed in tale periodo (che deve culminare in una nostra trasformazione interiore di notevole portata causata anche dalla progressiva attivazione dei Chakras o Ruote psicofisiche, che hanno un punto di collegamento lungo la spina dorsale e portano progressivamente, ognuna, a stati di consapevolezza superiori riguardo qualsiasi cosa) si vivono 4 periodi, descritti dallo Shivaismo del Kashmir:
    1 – nel primo periodo ci si sente più stanchi del solito e con una leggera agitazione nervosa;
    2 – nel secondo periodo si vive un’accentuata agitazione da dover tenere sempre controllata mediante un’attività fisica o ginnastica, respirazioni profonde e preghiere, come una forza che si agita dentro il nostro organismo e ci toglie la tranquillità;
    3 – nel terzo periodo ci si sente sempre tanto stanchi e fiacchi ma non più agitati;
    4 – nel quarto ed ultimo periodo, finalmente si giunge a destinazione e si torna a star bene.
    Io personalmente non sono mai stato un alcoolizzato od un tossicodipendente, e dopo il ritorno dal Nirvana, a 16 anni, ho iniziato ad avere difficoltà ad assimilare carni, uova ed affettati e già da prima non ho mai digerito i pesci, e sono divenuto vegetariano all’età di 34 anni. Solo da pochi anni, ogni tanto, mi concedo un piatto di carne di pollo o del prosciutto cotto o dell’arrosto per il fatto che ne sento la necessità, ma altri tipi di carni o o di affettati o uova me li devo tenere lontani (ognuno ha il suo stomaco).
    Può essere che prima o poi tornerò vegetariano.
    Io sento di poter essere stato predestinato a vivere questi tipi di esperienze, altrimenti mi domando come ho fatto a trovarmi nel Nirvana a 16 anni senza volerlo e ad essere riuscito nel corso degli anni a superare difficoltà e momenti difficili nei quali un’altra persona avrebbe potuto cedere, ma anche riguardo al numero di esperienze da me vissute in questi anni: ma non mi sento ancora giunto alla fine del percorso, anche nello studio di testi.
    In ogni caso, se questi potranno essere di aiuto all’umanità di oggi o di domani dipende solo dal fatto che dev’esserci qualcuno interessato a pubblicare miei testi che trattano questi argomenti.

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  13. SUI TESTI DI ERMETE TRISMEGISTO

    Tra i testi che mi sono stati di grande aiuto nell’ottenere esperienze superiori importanti durante la Meditazione Trascendentale e comprensioni di ordine superiore vi sono Tre Preghiere a Dio Padre, l’Ogtoade e l’Enneade, il Kybalion ed il Pimandro (o Poimandres) di Ermete Trismegisto, e li ho scaricati gratuitamente da siti di Internet e le edizioni migliori hanno tutte le pagine di sfondo bianche (evitare gli sfondi colorati).
    Il Pimandro è l’unico di detti testi che contiene anche qualche congettura non corrispondente alla realtà, ma basta usare la ragione per identificarla nel testo.
    Altri testi di Ermete si possono evitare, dato che sono prevalentemente congetture mentali non corrispondenti a cose reali, scritte da chisachì ed attribuite a Lui, incluso l’Asclepio, che nega tutto ciò che il Pimandro afferma.
    Studiosi hanno identificato Ermete nel Dio egiziano Toth, ma senza spiegare come hanno fatto, dato che la parola Ermete letta al contrario diventa Etem Re, che a sua volta diviene Atum Ra, che fu un’antica Divinità dell’Egitto.


    Aker-Ra

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  14. Il modo migliore per pregare le Divinità riportate nel Libro Egiziano dei Morti è mediante la lettura delle Preghiere contenute nello stesso libro a voce (non col pensiero) e volgendo la propria mente al cielo, come se li si vedesse, ma al di fuori di questi ambiti, per altre ragioni, è meglio pregare Dio, il Signore Supremo e le proprie Divinità tutelari come Cristo, la Madonna, Lao-Tzu, Buddha, Krishna ecc… (in base al proprio credo).
    Divinità significa Entità Spirituali originate da Dio o da Suoi Figli (sempre originati da Lui).

    Aker-Ra

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  15. Chi inizia a praticare la Meditazione inizialmente interiore, prima di tutto deve superare alcune Prove interiori al fine di poter accedere alla Via Suprema che ne segue, che si trova nel Tronco dell’Albero della Vita.
    Queste Prove consistono nel vedere cose Superiori Trascendentali interne senza vivere paure o spaventi emotivi in Loro presenza di fronte a noi.
    Chi non ha una coscienza adeguatamente pulita prova spavento o paura in questi casi e non gli viene aperto l’Accesso alla Via Suprema, e quindi ne resta respinto.
    La prima di queste Prove è normalmente la visione dell’Occhio del Dio Anubis, che fa da Guardiano di questa soglia: un gigantesco occhio nero-grigio formato da nebbie e nubi interne che hanno come sfondo il Cielo interiore (nero).
    Altre Prove, normalmente successive, sono le visioni di Volti Trascendentali a noi ignoti ed incomprensibili, che possono incuterci timore.
    Se si superano queste Prove positivamente, poi si inizia a vivere esperienze preparatorie di livello Superiore che ci rendono idonei a poter trovarci nella Via Suprema senza impedimenti, come piogge di gocce di Luce o ricevere luci o cose impossibili per noi da comprendere.
    Una Prova importante e pericolosa che si vive di solito una sola volta entrati nella Via Suprema (che si identifica con lo stato di assoluto e perfetto Vuoto Mentale) è quella di non subire danni fisici dagli spiriti di serpenti e coccodrilli morti e di demoni mentre siamo in Meditazione interiore: questi spiriti hanno accesso alla parte inferiore della Via Suprema, e per questo nel Libro Egiziano dei Morti vi sono preghiere che chiedono l’aiuto di Divinità Superiori o di Dio al fine di superare questo ostacolo senza subire conseguenze fisiche indesiderate, come perdere il cuore, per esempio, cosa che ci uccide subito fisicamente.
    Praticamente, si può vivere un assalto in massa di questi spiriti su di noi, che, però, non possono danneggiarci assolutamente sul piano spirituale, e che solo con l’aiuto di Dio, di un’altra Divinità sotto di Lui o della propria Divinità Tutelare (invocandolo/a in quel momento) si può superare per proseguire nella Via Suprema, trasportati dal Potere del Dio Toth, senza che noi lo desideriamo.
    Senza un’adeguata pulizia interiore, qui si rischia grosso, dato che la Divinità invocata non risponderà alle nostre preghiere.
    Questa esperienza è descritta nel testo “Le Gesta del Buddha”, che riguarda la vita di Siddharta Gautama il Buddha, come il tentativo dell’esercito di Mara (Dio della Morte o Demonio che sia) di distoglierlo dalla Meditazione interiore, poco prima di ottenere l’Illuminazione.


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  16. In quanto non esiste un ordine predefinito in questo tipo di esperienze, che gestisce Dio con l’aiuto di Divinità Superiori al di sotto di Lui, in base allo stato della coscienza interiore di ognuno di noi, io l’esperienza dell’Esercito di Mara la vissi per prima a 16 anni (dopo 2 anni che praticavo la Meditazione interiore 30 minuti al giorno e non tutti i giorni), e subito dopo averla superata mi trovai ad incontrare il Signore Supremo, la Signora Suprema (che non sono forme fisiche) e rapidamente mi trovai nel Nirvana.
    Quindi non ci si aspetti di vivere queste esperienze in un ordine prestabilito, e non è mai l’esperienza che si vorrebbe quella che si vive di volta in volta, ma quella che Dio sa che è migliore per noi in quel momento.
    La cosa migliore è quella di non avere desideri in merito e lasciare che sia Dio a fare per noi, con piena fiducia in Lui.
    Una volta nel Nirvana il nostro corpo fisico muore, poiché si arrestano i battiti cardiaci, ed io fui riportato in vita da un mio amico che era vicino a me e si era accorto che avevo smesso di respirare e fece pressioni sulla mia pancia e respirazioni bocca a bocca su di me.
    La migliore traduzione del Libro Egiziano dei Morti è quella di G. Kolpaktchy, che è anche la più completa. Il primo capitolo apre con la dichiarazione del Dio Toth di essere la Guida (o il Veicolo) delle anime nei mondi trascendentali superiori extrafisici (mediante il Suo Potere di proiettarsi in ognuno di noi).

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  17. NON SPAVENTATEVI!!!!!!!
    Quando io vissi quell’esperienza del Nirvana a 16 anni ero sotto l’effetto di ¼ di micropunta viola (LSD) e fu la prima ed ultima volta che lo presi.
    Praticamente questa droga, a mia insaputa, agì da motore nella Via Suprema, e mi bastò tentare di visualizzare la Signora Suprema, così come mi aveva spiegato un amico tornato dall’India mesi prima, per iniziare a vivere l’assalto dell’esercito di Mara.
    In assenza di droghe psicotrope nell’organismo non si rischia di finire nel Nirvana senza volerlo.
    Anni fa conobbi un ragazzo che mi disse di essersi trovato nel Nirvana a 5 anni, mentre dormiva, senza aver ancora conosciuto vino, birra o droghe, e di essere tornato nel suo corpo fisico senza volerlo: questo può accadere solo se è Dio a volerlo, e quindi pregarlo, venerarlo e volergli bene è essenziale per non avere problemi in queste esperienze.

    Aker-Ra

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  18. Micro Glossario di termini Sacri dell’Antico Egitto.

    1) Morte apparente = il periodo nel quale il corpo fisico muore a causa del fatto che lo spirito che lo abitava si trova nel Nirvana: ma è apparente se poi qualcuno lo riporta in vita, altrimenti rischia di restare morto.
    2) Seconda Nascita = il ritorno dello spirito nel suo corpo fisico dopo essere stato nel Nirvana: è una seconda nascita a ex-novo sul piano spirituale individuale.
    3) Psicostasia = L’assunzione di una sostanza psicotropa (droga naturale di ordine quasi allucinogeno o LSD in piccola dose o si può impazzire) che porta lo status mentale in Stasi (Pausa delle operazioni mentali naturali) con il fine di raggiungere il Nirvana: io credo che nell’antico Egitto queste operazioni furono soprassedute da alti Sacerdoti-Buddha in aree interne dove gli iniziati venivano poi riportati in vita da Essi, ma oggi non mi fiderei di nessuno in assoluto del nostro pianeta al fine di sottopormi a tale operazione (se non fossi già un Buddha).

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  19. Psicostasia, essendo un termine che intende la Sospensione dei Movimenti della Mente, può essere anche solo la stessa pratica ottenuta nella Meditazione Trascendentale senza uso di droga alcuna, che a mio avviso e per mie esperienze dirette avute negli anni è la migliore, in quanto non si rischia il cervello (lo stesso si deve dire dell’alcool) o di trovarsi di fronte all’Esercito di Mara, che è un’esperienza veramente orribile.
    Le droghe o l’alcool alterano (quando più e quando meno) il nostro sistema percettivo (e non sempre in modo utile e positivo) e ci rendono più propensi a poter essere aggrediti da demoni invisibili anche solo sonoricamente (e vivere anche solo torture sonore).
    Chi assume alcool e droga causa in sé dei conflitti tra questi due, che sono di polarità opposta: mentre l’alcool è un eccitante, la droga è un tranquillante, e con entrambi si accende la scintilla che causa danni, a volte irreparabili, nella nostra mente.
    Oltretutto non ho ancora trovato un testo che faccia capire la necessità di vivere l’esperienza dell’Esercito di Mara o quella del Nirvana, e quindi la ritengo più un’Operazione Divina, guidata da Dio e da Divinità sotto di Lui, più che cose che noi dobbiamo cercare di vivere.
    Il mio consiglio resta quello di non assumere droghe o alcool alcuni e praticare anche la completa astinenza sessuale, che nel giro di 12 o 14 anni dà grandi frutti ed aiuta molto anche a vivere esperienze importanti nella Via Suprema.
    Per quello che ho capito da studi, chi fa ingerire sostanze alcooliche o droghe può essere di solito uno Stregone che vuole farsi uno schiavo mediante la sua perdita del cervello e raggiri di parole che lo intrappolano mentalmente, e gli Stregoni operano per il Demonio (Apopis o Apep in antico egiziano) e non per Dio.
    Differente è lo Sciamano che fa ingerire droga o alcool in piccoli dosaggi ad un suo paziente malato per guarirlo, così come fa la nostra medicina.

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  20. CONSIGLI PER I LAICI CHE NON SI SENTONO DI VIVERE UNA VITA DA PRETE, FRATE O MONACO IN QUALSIVOGLIA RELIGIONE:

    La giusta predisposizione di chiunque desideri evolversi spiritualmente o accrescere il proprio sapere praticando la Via Suprema e l’astinenza sessuale.

    1 – Capire che la vita può essere troppo breve per riuscirci se non ci si dedica nel modo migliore ogni giorno almeno da 1 a 3 ore nell’impresa, e da subito, senza esitare (nessuno conosce il giorno e l’ora della morte del proprio corpo fisico).
    2 – Capire che le distrazioni mondane non necessarie al nostro scopo possono esserne solo di ostacolo, specialmente se ci riducono alla stupidità della massa (altra cosa è la finta stupidità del Saggio o del Sapiente).
    3 – Capire che oggi è oggi, e oggi possiamo farcela se ci impegnamo nel modo giusto, e che domani, secondo come si metteranno le cose, potrà essere un po' tardi o tardi del tutto.
    4 – Capire che è un’occasione unica che non si sa quando si ripeterà per noi, e che conviene prenderla al volo per quello che ci può dare interiormente, mentalmente ecc…
    5 – Capire che queste esperienze ci possono essere utili sia quì ma anche nell’oltretomba, dopo la morte del corpo fisico.
    6 – Non farsene, comunque, una psicosi, poiché con l’aiuto di Dio tutto è possibile ed in un tempo per noi impensabile.
    7 – Non montarsi mai la testa per i benefici che si ottengono da questi cammini, e restare umili e tranquilli con sé stessi e con gli altri, o si possono perdere.
    8 – Non abusare mai di questi benefici quando si ottengono, per approfittare del prossimo in qualsiasi modo ingiusto, o si farà la fine di quegli antichi che compirono questo errore.

    Chi muore dopo aver iniziato a vivere importanti esperienze in questi ambiti, in una eventuale vita successiva sarà aiutato da Dio a proseguire nel Cammino.
    Negli affreschi di alcune tombe dell’antico Egitto, dove sono rappresentati libri come quello delle Porte e dell’Amduat, che sono Cammini nella Via Suprema, si vede sopra una Barca che guida la navigazione (Dio Toth rappresentato come Veicolo) un personaggio al centro con la testa di Ariete, che è l’Adepto o Iniziato che pratica la Meditazione Interiore in modo risoluto e senza perdersi in distrazioni, circondato da Divinità che lo proteggono nel viaggio (che noi non possiamo vedere ma pregare).
    Un’immagine che spicca in queste rappresentazioni è quella del serpente Apopis tenuto legato da Entità Superiori in modo che non nuoca al Praticante.

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  21. Sulle 12 fatiche di Ercole

    Uno dei più elevati significati riguardante il mito delle 12 Fatiche di Ercole si trova nei 12 maggiori ostacoli da evitare praticando la Via Trascendentale Suprema.
    Per evitarli occorre impegno fisico-mentale-spirituale, che si traduce nel restare positivi con sé, con le altre persone ed animali che non ci sono ostili, non compiere azioni che vadano contro i precetti religiosi e morali e non compiere ingiustizie (male ingiusto poiché non per legittima difesa).
    Non dimentichiamo che il Nirvana non lo si raggiunge per propria volontà, ma solo se lo si ha meritato, e per Grazia Divina.
    Ecco gli ostacoli da evitare:
    1 - l’Ira (frutto della negatività);
    2 - l’Odio verso chiunque non lo meriti realmente (in ogni caso, se lo si può evitare è meglio);
    3 - l’Ozio (amore per il dolce far nulla);
    4 - l’Invidia, che è l’origine di tanti brutti mali;
    5 - l’amore per i piaceri sessuali;
    6 - l’amore per i cibi (“peccato” di gola);
    7 - l’amore per le bevande alcooliche;
    8 - l’amore per le droghe;
    9 - il desiderio di possedere cose che appartengono ad altri;
    10 - dire il falso a chi non lo meriti;
    11 - la disonestà (approfittare della buona fede altrui per approfittarsi di altre persone a loro insaputa);
    12 - compiere ingiustizie (male ingiusto poiché non per legittima difesa).


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  22. Due parole sulla visione di Toth (il Guscio dell’Uovo Supremo)

    Sul finire degli anni ‘90 ebbi la fortuna di conoscere qualche altro Buddha laico, italiano e non, che dopo aver fatto qualche parola con me mi rivelarono di aver vissuto la mia stessa esperienza (del Nirvana), e da questi incontri ebbi modo di capire una fenomenologia che accompagna il luogo nel quale si vive l’uscita dall’Uovo Supremo e lo si vede davanti a Sè.
    Uno di essi mi rivelò che dopo essere tornato nel suo corpo (dal Nirvana), un pomeriggio che si trovava su un grande prato di campagna lo vide uscire da sé per compiere un giro sul prato fluttuandovi sopra all’altezza di circa 50 centimetri da esso. Qualche tempo dopo si trovò interessato allo studio dell’Agricoltura ed alla ricerca delle sorgenti d’acqua sotterranee, e fu quello che iniziò a fare.
    Una ragazza mi rivelò di avere avuto un’esperienza simile, ma con la differenza che la ebbe dopo il tramonto, e dopo che l’Uovo Supremo uscì da lei si diresse in alto nel cielo. Qualche tempo dopo lei si trovò interessata allo studio dell’Astronomia e dell’Astrologia, e fu ciò che iniziò a fare.
    Un altro ragazzo mi confessò di non avere mai visto l’Uovo Supremo anche dopo essere stato nel Nirvana, e di avere continuato a vivere la sua vita come ogni altra persona, senza interessi a studi particolari.
    Io vissi l’uscita dall’Uovo Supremo nel Nirvana e lo vidi allontanarsi da me in Esso, e tempo dopo iniziai ad essere interessato a capire cose spirituali superiori, e tra la fine degli anni ‘80 ed i primi anni ‘90 iniziai a leggere i primi libri di carattere esoterico, trascendentale e metafisico.
    Quindi capiamo che da dove e da come si svolge la visione dell’Uovo Supremo dipende il seguito della vita della persona che la vive.
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  23. Un equivoco che si incontra nei papiri dei morti egiziani è la descrizione del “Tribunale dei Morti”, che può essere, a quanto pare, anche durante il tragitto dei morti (e non) verso Osiride: quì Horus guida i morti alla “Sala della pesatura dell’anima”, dove Anubis la pesa verificando Positività e Giustizia di essi sui 2 piatti della stessa mentre Toth ne valuta i pesi stessi con un Suo strumento che sembra un pallottoliere. Bene, in questa vignetta non è assolutamente descritto il Processo nel Tribunale dei Morti ma Operazioni che Anubis e Toth (o meglio Loro Addetti a questi lavori, dato che Essi non avrebbero mai il tempo per dedicarsi a queste cose, avendone di molto più grandi ed importanti da gestire di istante in istante nella Creazione) compiono su morti (e non) prima di farli accedere ad un Piano Superiore nel quale vengono poi sottoposti al vivere cose importanti. Oltre a tutto non si vede in queste vignette alcun Tribunale in quanto Giudici, testimoni ecc…, e ciò dimostra come fossero decaduti anche conoscitivamente gli antichi egiziani dei periodi successivi agli antichi regni, quando queste cose le capirono con esperienze dirette in Meditazione Trascendentale. Horus, poi, non può essere il Principale Horus per la stessa ragione di Anubis e Toth, e quindi è un Horus che il morto o lo Yogi incontra nel suo viaggio integrandolo a sé (o meglio lasciandolo che si integri in lui o lei, unendovisi, al fine di portarlo/a alla prossima tappa, poiché questo l’ho già vissuto io in Meditazione Trascendentale). Quindi, in definitiva, nei papiri egiziani dei morti non si trova realmente la descrizione di come si svolge un Processo nel vero Tribunale dei Morti, e lo posso affermare per il fatto che nel 1994 vissi un’esperienza trascendentale che mi portò ad assistere ad uno di essi. A me è evidente che gli egiziani degli ultimi periodi faraonici avevano ormai da tempo perduto il Sapere dei loro avi, logicamente in seguito al fatto che non praticavano più lo Yoga Trascendentale se non in una ristretta cerchia di Sacerdoti e Loro allievi.
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  24. Noi, sapendo che Toth si proietta in ogniuno di noi e che Anubis si trova ovunque negli ambiti universali cosmici ed ultracosmici possiamo capire che gli aiutanti di entrambi sul piano individuale delle entità esistenti sono sempre, in definitiva, Loro stessi.
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  25. Qualcuno mi ha chiesto chiarimenti sull’Albero della Vita, che ora espongo:
    Esso contiene Mondi Divini che si trovano nei mondi cosmici ed in quelli ultracosmici (attraversandoli), e per questo possiamo affermare che i Mondi Divini iniziano (per noi) in questo stesso universo fisico-chimico nel quale ci troviamo. La ragione principale per la quale non lo posiamo vedere (a parte in casi veramente eccezionali e rari) è dovuta a causa dei nostri occhi fisici che ci fanno da filtri (al pari di ogni altro organo fisico dei sensi) impedendoci di poter vedere tutta la realtà cosmica nel suo insieme (ciò che è fisico vede e percepisce principalmente il piano fisico stesso nel quale si trova) ma un’altra è che è tenuto nascosto dagli Dei per ragioni di sicurezza, avendo già dovuto anticamente liberarlo da un’invasione di demoni.

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  26. L’Induismo distingue 3 tipi di Liberazione dalla Ruota del Samsara (Uovo Supremo):
    1 – Liberazione nell’attuale vita terrena;
    2 – Liberazione dopo la morte del proprio corpo fisico;
    3 – Liberazione nella successiva vita terrena, se si ha già praticato in questa sufficientemente la Via Suprema ed un po' di astinenza sessuale ottenendo anche solo qualche piccolo risultato.
    Ovviamente, con Liberazione si intende l’abbandono definitivo dell’Uovo Supremo e del Nirvana, raggiungendo il Mondo di Luce che si trova al di là di Esso.
    Occorre anche sapere che chi raggiunge il Nirvana (Cielo Superiore Divino, nero, vuoto di ogni cosa e contenente solo la Ruota del Samsara), se non gli viene riportato in vita il suo corpo fisico da qualcuno o da Dio o da una Entità Superiore, può trovarsi nel Mondo di Luce in men che meno, aiutato/a dal Cielo nirvanico stesso. In questo caso il suo corpo fisico resterà morto o se ne impossesserà un’altra entità spirituale e le persone che conoscono tale persona riscontrano un netto o meno cambiamento di carattere e di personalità in essa.

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  27. “Cari studiosi e ricercatori dello spirito, siete reduci da millenni di oscurità spirituale a causa di azioni errate da voi compiute anticamente, in vite precedenti, ed ora Vi sto ripresentando con l’aiuto di Aker-Ra la Dottrina Divina. Non posso pretendere che voi crediate in Essa, ma spero solo che una moltitudine di voi la capisca e la accolga come pratica quotidiana per il proprio bene e di chiunque lo meriti, dato che continuando a dirigere i vostri sguardi o pensieri verso il demoniaco non potrete che avere un futuro catastrofico e mortale per voi.
    Molti di voi non la conobbero mai nel passato antico, anche se, leggendola, ad altri potranno riaffiorare cose già sentite o lette in tempi ancestrali, dato che fu diffusa su tutta la Terra partendo dall’antico Egitto.
    Non crediate che si tratti di fantasia, a causa della moltitudine di testi mediocri che oggi affollano le vostre librerie e biblioteche e rendetevi conto che qui non vi è nulla di fasullo.
    Ovviamente, per chi ha perso la Strada da tanto tempo o non la ha mai percorsa, dirigendo il proprio sguardo a cose fisiche e fasulle come la materia cosmica, sempre in trasformazione, non sarà facile capire queste cose: che Dio l’aiuti a capirle, poiché si può conoscere un cammino solo intraprendendo”.
    Questo è il messaggio per Voi che mi arriva dall’Entità Superiore che mi ha guidato a divulgare miei testi su Internet al fine di ridare all’umanità la sua possibilità di evolversi interiormente e conoscitivamente, che io potrei chiamare Dio senza sbagliarmi, anche se non posso distinguere di quale Dio si tratti.

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  28. Io mi scuso con i lettori se alcune volte mi è capitato di imbrogliarmi con le parole nel corso di mie spiegazioni, ma si deve sapere che scrivere non è una cosa così semplice come lo si possa pensare, poi c’è da dire che questi argomenti trattano cose superiori non percepibili con i sensi fisici e quindi non è semplice spiegarle, come scrisse Renè Guenon, uno studioso del secolo precedente del quale ho apprezzato il suo libro “La Grande Triade” ma non un altro dei suoi testi.
    Tengo a precisare che in circa una trentina di anni di studi su testi ho dovuto appurare che non esiste un fine più elevato per noi esseri umani come quello di poter abbandonare la Ruota del Samsara e fuggire nel Mondo Divino di Luce, dove non esistono più malattie, catastrofi, guerre, discordie ed altre cose che qui siamo obbligati a vivere anche controvoglia.
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  29. Nirvana significa ‘Letargo dello spirito’, poiché qui gli spiriti che vi tornano possono vivere un periodo più o meno breve di letargo (riposo totale, essendo tornati ad essere dei puntini infinitesimamente piccoli di Cielo nirvanico) prima di uscire al Mondo Divino di Luce o tornare nei mondi cosmici o ultracosmici.
    Il Nirvana è anche il Cielo iniziale dal quale ebbe inizio la Creazione, ed il Mondo Divino di Luce al di là di Esso fu realizzato da Him* (la prima Divinità causata da Atum, il Cielo nirvanico) dopo aver dato una parte del Suo Spirito ad Anubis al fine di renderlo un Dio autonomo. Him è la Divinità che si trova al centro dell’Enneade, una volta entrati nel Mondo di Luce.
    L’Uovo Supremo o Ruota del Samsara (poiché è entrambe le cose) apre puntini infinitesimamente piccoli di Nirvana portandoli in Sé in quanto sfere opache rosse, e dopo un periodo di rotazione in Lui (attorno al Suo Guscio) nel quale vengono raffinati da Lui stesso e divisi in 3 tipi differenti aventi colore diverso (per dargli 3 tendenze di personalità di base diverse) li invia all’interno di Neftis (Madre Spirituale Suprema), dove vivono una ricreazione nella quale ognuno ottiene una tonalità diversa del suo colore o di un colore differente e sviluppano una loro voce personale, un proprio intelletto ed una propria memoria interna. Poi vengono da Lei inviati a Ra (o alla Divinità-Anima che lo sostituì, a stare a certe leggende mitologiche) che gli dà una Sua ‘scintilla’ rendendole avvolte da una sfera di Sua Luce (anima) e le invia ai mondi cosmici ed ultracosmici. In un corpo fisico, ogni entità spirituale realizza il Corpo da fantasma che possono vedere i Medium, in seguito a cenere polverizzata e fumo inalati respirando ed umidità entrata nel corpo, agevolati dalla luce della propria anima (nel plesso solare) che, dirigendosi in ogni direzione interna dello stesso corpo, riesce a farne uno stampo interno (per mezzo della loro presenza).
    *La parola induista Himalaya, che nomina un altissimo monte nel nord dell’India, è da leggere Him Alaya, che significa Casa o Dimora di Dio, e si riferisce al Tempio Divino dell’Enneade, metafisicamente in cima al Monte Meru.
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  30. Questi sono gli ingredienti della Positività: Semplicità, Umiltà e Sincerità.
    Nel corso del Vostro Cammino iniziatico, quando percepiste dentro o fuori di Voi una forza o una voce che vi esalta, facendovi anche credere che siete una possente Divinità e che potete agire trasgredendo le 12 Regole contenute nelle mie 12 Fatiche di Ercole e che potete fare agli altri quello che non vorreste che fosse fatto a Voi (ingiustizie), non dovete darle credito ma dovete continuare a rispettarle, dato che può essere il Demonio o un demone che tenta di rovinarvi tutto buttandovi fuori Strada (e godrebbe nel vedervi puniti da Dio o altre Entità Superiori), oppure può essere Dio o un’Entità Superiore che vuole mettervi alla prova prima di darvi cose spirituali utili, se non lo fate. Se lo leggete, invece, in un testo scritto da chiunque sia, potete gettare il libro nella spazzatura. Quindi, UMILTA’ deve restare una Regola Sacra sempre viva in Voi.
    Un’ultima precisazione: Giustizia significa essere Giusti ma anche compiere o far compiere la Giustizia verso chiunque la meriti, in seguito a ciò che ha compiuto in bene o in male (premio o punizione).
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  31. A mio avviso il Dio buddista Avalokitesvara dovrebbe essere Ra, il Signore Supremo, poiché è rappresentato pieno di braccia e quindi di Potere di azioni differenti, mentre i 5 Dhyani Buddha dovrebbero essere Horus, Osiride, Anubis, Neftis e Toth.
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  32. Gli 8 Dei immortali del Taoismo, invece, dovrebbero essere gli Dei dell’Ogtoade egiziana, ma le leggende su Essi sono realmente fantasiose e non realistiche.
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  33. Spero che gli studiosi più accorti abbiano capito che il Monte Meru con sulla cima il Tempio Divino del Dio Him nel Mondo di Luce è ciò che viene chiamato (confermandolo) il Monte del Tempio di Dio nell’Ebraismo.
    Quì è capibile che gli antichi Ebrei ricevettero da Mosè (molto probabilmente) un Sapere superiore.
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  34. Nell’illustrazione degli antichi Egiziani che raffigura il Djed si possono vedere verso la cima di Esso 4 Piani sporgenti fuori da Esso che potrebbero essere i 4 Mondi Cabalistici e Archetipi descritti nel testo Dreaker ‘Le Chiavi della Qabbalah’, patrimonio sapienzale dell’Ebraismo.
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  35. Gli utensili del Pensiero quali la fantasia e l’immaginazione ci mantengono ciechi sul Piano Spirituale fino a quando otteniamo i 3 Occhi “di Shiva”, che si ottengono normalmente mediante un periodo di completa astinenza sessuale, e quando ci giungono li vediamo di fronte a noi e li possiamo far entrare in noi, sia che siamo in Meditazione Trascendentale come ad occhi aperti.
    Metafisicamente parlando, la salita sul Monte Meru avviene dopo essere passati dal Cerchio posto orizzontalmente nel Piano Celeste al suo Centro, e da quì in alto verticalmente, che si traduce in: costante pratica dello Yoga Trascendentale che ci porta sempre più velocemente al Centro e cioè nella Via Suprema (nel Suo Vuoto Mentale totale), e da quì all’esperienza di trovarci in un lavatoio in una stanza dove ci dobbiamo solo lavare e proseguire dritti in avanti all’esterno fino ad una montagna verde dove possiamo bere l’acqua che scende a noi da una sua cascatella, e quindi lasciarci ascendere fino alla sua cima, dove un Dio d’Oro entra in noi e ci innalza fini al Tempio del Dio Him in un periodo di tempo indeterminato (ci può volere anche un anno o più).
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  36. Anche tra un Occhio “di Shiva” e un altro può passare qualche anno.
    C’è da dire che anche nella Meditazione Trascendentale come nell’Astinenza Sessuale fantasia e immaginazione sono solo ostacoli per il fatto che non basta immaginare di vivere certe esperienze al fine di viverle realmente, e le si vive realmente solo a testa libera da pensieri di ogni tipo e senza desiderarne alcuna, tenendosi in comunione con Dio con il proprio cuore, altrimenti non serve a nulla.
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  37. Spiegazione di termini citati da Renè Guenon in suoi libri:
    1 – Asse del Mondo = la Via Suprema Trascendentale;
    2 – Albero del Mondo = l’Albero della Vita o Supremo;
    3 – Uovo del Mondo = l’Uovo Supremo, anche Ruota del Samsara;
    4 – Cuore del Mondo = il Cuore di Dio, che si può percepire con il proprio nella Meditazione Trascendentale.
    Chi ha letto qualcosa di Renè Guenon, come la Grande Triade e Simboli della Scienza Sacra, avrà già trovato nei miei testi spiegazioni di concetti da lui riportati, per il fatto che li ho vissuti direttamente.
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  38. Il Capitolo IX del Libro dei Morti degli antichi Egiziani a cura di G. Kolpaktchy porta il titolo “Dopo il passaggio dall’Avello” e intende ‘dopo essersi bagnati con l’Acqua della Vasca nel centro della Stanza occulta’ prima che si apra la parete di fronte a noi per poter giungere al Monte verde e bere dalla sua cascatella ecc…, poiché la parete di fronte a noi potrebbe non essere ancora aperta (come successe a me prima che fosse aperta).
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  39. Trovare un Vero Guru in India che aiuti la salita della Kundalini durante la propria astinenza sessuale non è cosa facile, e neppure io lo trovai, e molte persone che andarono in India con questo scopo si trovarono a girovagare da regione a regione senza mai trovarlo: chi lo trova è fortunatissimo.
    Affidarsi a Dio, quindi è più importante che perdere mesi o anni a cercare il Guru che non si trova.
    Devo aggiungere che intraprendere questa pratica da giovani, prima dei 25 anni, senza cercare piaceri sessuali, si è agevolati e si fa prima, poiché dai 25 anni ai 45 circa si è nell’età della piena virilità sessuale ed è difficile immergersi nell’impresa senza difficoltà se si è sani psico-fisicamente: in tale periodo si può sempre tentare di ottenere la piena soddisfazione sessuale con il proprio/propria uomo o donna praticando azioni sessuali di vario tipo assieme, al fine di giungere al punto di nausea in tale direzione.
    Decidere di rimandare tale pratica dopo i 40 anni o più in là è rischioso, dato che non conosciamo quando verrà la nostra ultima ora in vita e neppure possiamo prevedere se in futuro potremmo soffrire di malattie particolari, che possono arrivare con gli anni e causarci grossi problemi anche in questa direzione.
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  40. L’India abbonda di falsi Guru e di Guru in evoluzione, ed un Vero Guru diventa tale principalmente con l’aiuto di Dio, al quale si affida.
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  41. Chi andasse in India per trovare un Vero Guru non deve fare deviazioni di sorta, e quindi non accetti di visitare un Baba, un Sadu o altri tipi di personaggi spirituali o si perderà e non otterrà nulla.
    I Baba sono personaggi gai che si permettono anche di prendere in giro i discepoli al fine di fargli capire quanto sono stupidi nel cercare qualcosa che è anche dentro di loro all’esterno di essi stessi, e possono anche essere personalità ambigue che interpretano un ruolo tra il Guru ed il Mago illusionista. Non si à mai saputo di personaggi di questi generi che abbiano fatto salire la Kundalini a loro discepoli.
    Io in India mi resi conto (o meglio ottenni la consapevolezza) di essere veramente un Buddha, e quindi non persi tempo per trovare una persona della quale non avevo realmente bisogno, e pochi anni dopo iniziai l’astinenza sessuale a casa mia, in Italia, ottenendo ottimi risultati in 12 anni.
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  42. Non ci si illuda, comunque, sul fatto che un Vero Guru faccia salire la Kundalini del tutto a chiunque se non al Suo miglior Discepolo che lo ha aiutato per molti anni, dato che anche Lui ha dovuto fare astinenza sessuale per anni al fine di diventare quello che è.
    Tuttalpiù può farla salire di 2 o 3 punti-chakras a discepoli che restano a vivergli a fianco per diversi anni rendendosi meritevoli di ottenerla (umili, positivi, giusti e senza trasgredire mai le Regole che Lui impone).
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  43. Per disintossicarsi da droghe pesanti o leggere, naturali o chimiche, e da alcool, al fine di riuscire a praticare l’astinenza sessuale con molta più facilità, è bene ripulire l’organismo ed il sangue alimentandosi con minestroni o zuppe di verdure con farro, legumi e olio di soya (che è anche già salato naturalmente), ed evitare uova per il fatto che caricano ed eccitano gli ormoni.
    Naturalmente, altri alimenti che fanno bene non si escludano, e si accompagni il tutto con una cura di erbe disintossicanti per tutto l’organismo, che si comprano in erboristeria, da prendere tutti i giorni per qualche anno.
    Se poi si ha la possibilità di andare per qualche anno in una Comunità di disintossicazione o si conosce un’altra via in questa direzione, è ancora meglio e forse diventa più rapido il percorso.
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  44. Nel Libro dei Morti degli antichi egiziani prevalgono Preghiere composte da Sapienti Sacerdoti che hanno lo scopo di giustificare le azioni compiute da ogni Faraone, al fine di fargli trovare clemenza di fronte alle Divinità dell’aldilà una volta morto fisicamente.
    Praticamente, oltre alla Sapienza spirituale degli antichi Sacerdoti trasformata in Preghiere che Essi stessi recitavano per aiutare discepoli che percorrevano la Strada spirituale e forse anche nei funerali, contenne, anche questa ulteriore impostazione quando fu messo in uso su papiri nei sarcofagi imperiali.
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  45. LEGENDA PER IL LIBRO DEI MORTI DEGLI ANTICHI EGIZIANI
    Edizione a cura di Kolpaktchy
    Il testo è del tardo Egitto e lontano nel tempo dall’antico Sapere egiziano e lo dimostra il fatto che la Dea Iside è considerata una Dea Divina e non l’oppositrice di Ra e degli Dei.
    CAPITOLO IV: Passaggio della Via Celeste nel Re-Stau = la Via Celeste è quella Suprema ed il Re-Stau è il Fiume di Energia Divina che le scorre dentro.
    CAPITOLO VII: Il passaggio sul dorso dell’abominevole Apopis = puà essere stato tradotto male, dato che in prossimità della Porta Stretta, che fa uscire dai Mondi Ultracosmici, si deve superare un tentativo di aggressione da parte del Demonio, pregando Dio o il Signore.
    CAPITOLO XVII: Per entrare nel mondo inferiore ed uscirne = preghiera per evitare di restare intrappolato nel mondo infero se questo tipo di esperienza si presentasse, o anche preghiera al fine di poterlo vedere ma potendo poi tornare in sé stessi e fuori da esso.
    CAPITOLI: Per restituire al defunto i Poteri della sua Bocca
    Per restituire al defunto la sua Memoria
    Per restituire al defunto il suo Cuore
    = Preghiere di auspicio per l’aldilà.
    CAPITOLI: Per respingere gli spiriti dalla testa di coccodrillo, i demoni serpenti, i demoni e Apopi = Preghiere al fine di non essere aggrediti da tali spiriti nella Via Suprema.
    CAPITOLI: Per evitare i massacri = o è stato tradotto male o non mi è ancora pervenuto a cosa si riferisca.
    CAPITOLO: Per non subire il Castigo = Auspicio per evitare la punizione nell’aldilà al Faraone in seguito ad errori che può avere compiuto in vita.
    CAPITOLI: Per ottenere Poteri sulle Acque nell’Aldilà (Acque = Cieli) = parla da sé.
    CAPITOLI: Per essere trasformati in un animale = Auspicio affinché dopo la morte del corpo fisico non si venga mandati all’Inferno in seguito ad errori compiuti in vita, ma ci si reincarni, piuttosto, in un animale.
    CAPITOLI: Per poter condurre una Barca nell’Aldilà = per diventare pilota di
    un veicolo spirituale.
    CAPITOLI: Per penetrare nel Gran Tempio = il Gran Tempio del Dio Him (Ptah in egiziano) in cima al Monte Meru.
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  46. Amenti = Mente A o principale, come sinonimo della Mente di Dio.
    Amduat (Amenti-Duat) = la Doppia Mente A, per il fatto che la Via Suprema si può dividere in 2 parti a partire dal suo centro, così come la realtà universale si divide in materiale e spirituale.
    Mondo inferiore: usato anche per definire l’aldilà superiore.
    Re-Stau = Fiume di Energia del Re o che procede da Lui, che è il Signore Supremo (Fiume dall’Alto del Taoismo).
    Ingresso del Santuario di Maat = Maat è la Dea dell’Equilibrio interiore ed il Suo Santuario può essere inteso come la Via Suprema stessa, nella quale non si riesce ad accedere senza un buon equilibrio interiore.
    Spiriti Santificati = gli spiriti dei praticanti della Via Suprema già Illuminati lungo il percorso (nel Libro vi sono anche Preghiere che i Sacerdoti recitavano al fine di aiutare i Loro discepoli praticanti nella Via Suprema).
    Defunto = anche il praticante della Via Suprema, dato che sono esperienze vivibili in vita praticandola.
    Barca di Ra = sinonimo del Dio Toth, nel quale vi è anche Ra, il Signore Supremo.
    Arrit = Porte dell’espansione della Coscienza.
    I 14 Iat = Piani o Celi dal Supremo all’Infero.
    I 5 Piloni di Sekht-Ianru = sinonimo dei primi 5 punti-chakras a partire dal basso nella pratica della salita della Kundalini.
    Ba = Spirito Divino nell’essere umano.
    Akh = Amina Divina nell’essere umano.
    Ka = doppio eterico del corpo fisico che si forma nel corso della vita in seguito all’azione interna dell’anima.
    Necropoli = sinonimo della Via Suprema in quanto buia e contenente spiriti di persone ed animali trapassati.
    Zone dell’Aldilà:
    1 – Iunu
    2 – Regione di Buto
    3 – Nekhen
    4 – Khemenu
    5 – Eliopolis
    6 – Kerti
    7 – Abydos
    L’edizione a cura di Boris De Rachewiltz non è stata tradotta in italiano così bene come questa nel complesso ma riporta titoli di capitoli tradotti in diverso modo che aiutano a capire cose ulteriori e possiede un glossario alla fine più spiegazioni a note poste nei capitoli che sono utili.
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  47. Osiride N (giustificato) = non il Dio Osiride ma l’Iniziato praticante la Strada evolutiva spirituale (Via Suprema e salita della Kundalini), ma anche il Faraone morto che è stato buono e giusto nei confronti del Suo popolo e che può aver combattuto e sconfitto un popolo negativo ed ingiusto, e per questo giustificato per eventuali errori compiuti in vita (cose da evitare comunque, dato che la Legge Divina è piuttosto rigida, per il nostro bene).
    Atum-Ra, Ra-Arakte ecc… (prefisso Ra nel nome) = Ra è l’Anima Suprema e tutte le altre sono Sue emanazioni dirette o indirette (in parte emanate da Suoi figli diretti), e per questo noi siamo tutti dei Ra, e questi nomi venivano dati probabilmente a Grandi Sacerdoti per distinguerli dalle altre persone del popolo. Dovendo ancora approfondire l’argomento, non escludo che possano essere anche nomi egiziani di Divinità secondarie o terziarie.
    Aker = Buddha o Sacerdote-Buddha.
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  48. Verso la fine del Libro dei Morti c’è un capitolo nel quale si chiede di poter vivere le Trasformazioni spirituali: queste le si vivono praticando la Strada, e sono attivate dalle esperienze che si vivono in Essa, ma non sono assolutamente fisico-atomiche, anche se possono influenzare parzialmente il piano fisico della persona, ma senza trasformarlo.
    Vi sono anche capitoli riguardanti azioni da intraprendere sul cadavere dei morti, e su questi io per ora credo che o sono superstizioni degli ultimi Imperi faraonici, ormai degenerati spiritualmente, o fanno parte di un sapere tanto lontano da noi che per ora non possiamo neanche immaginare con la fantasia.
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  49. Una cosa anomala che ho riscontrato nei papiri egiziani dei morti è che le illustrazioni spiegano altro rispetto al testo, ma queste spiegazioni non sono presenti nei testi tradotti in lingua.
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  50. Chi afferma che praticare lo Yoga interiore (inizialmente) interiorizza l’essere umano è un menzognero che non ha mai praticato la Via Suprema e non ne conosce i benefici, e non va ascoltato.
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  51. Io lessi per la prima volta il Libro dei Morti degli antichi egiziani nel 1997 ma solo l’anno scorso ricevetti la Luce sui suoi contenuti, e nel 1992 (5 anni prima di leggerlo) vissi una mia visita nell’Inferno, dove, in una grande caverna sotterranea separata in stanzoni potevo vedere le differenti torture alle quali sono sottoposte, 24 ore su 24, senza interruzioni, le persone che vi vengono mandate. I torturatori sono demoni e le persone, entrandovi, ottengono un corpo simile a quello che avevano in vita (corpo di tortura), al fine di patire le sofferenze atroci che le spettano, forse in eterno.
    Ciò che vidi fu agghiacciante e disumano.
    Nel 1994 (3 anni prima di leggere il Libro) fui portato ad assistere ad un Processo nel Tribunale Supremo dei morti, in una cavità-grotta dell’Albero Supremo.
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