Post

Visualizzazione dei post da luglio, 2014

Perché pregare?

Immagine
Mi chiedi: perché pregare? Ti rispondo: per vivere. Sì: per vivere veramente, bisogna pregare. Perché? Perché vivere è amare: una vita senza amore non è una vita. È solitudine vuota, è prigione e tristezza. Vive veramente solo chi ama: e ama solo chi si sente amato, raggiunto e trasformato dall’amore. Come la pianta che non fa sbocciare il suo frutto se non è raggiunta dai raggi del sole, così il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non è toccato dall’amore.  Ora, l’amore nasce dall’incontro e vive dell’incontro con Dio, il più grande e vero di tutti gli amori possibili, anzi l’amore al di là di ogni nostra definizione e di ogni nostra possibilità. Pregando, ci si lascia amare da Dio e si nasce all’amore, sempre di nuovo. Perciò, chi prega vive, nel tempo e per l’eternità. E chi non prega? Chi non prega è a rischio di morire dentro, perché gli mancherà prima o poi l’aria per respirare, il calore per vivere, la luce per vedere, il nutrimento per crescere e la gioi...

Chi sono gli Hathors?

Immagine
  Gli Hathors dicono di essere un gruppo di esseri interdimensionali e intergalattici che furono legati all’antico Egitto, attraverso i Templi della Dea Hathor, oltre che ad altre culture preistoriche. Verso la fine degli anni ’80 fui “contattato” da loro durante la meditazione ed essi iniziarono ad istruirmi sulla natura vibratoria del cosmo, sull’uso della geometria sacra come mezzo per stimolare il rendimento cerebrale e sull’utilizzo del suono per attivare esperienze psico-spirituali. Per quanto fossi affascinato dalle informazioni, all’epoca la loro descrizione delle proprie origini mi metteva a disagio. Dopotutto, allora ero uno psicoterapeuta praticante, preso dalle ricerche sul cervello. Per farla breve, ero un razionalista. E questi esseri – chiunque fossero e da qualsiasi luogo provenissero – in quel momento non rientravano nella mia visione della realtà.  Nei quasi vent’anni trascorsi da quel primo contatto, ho testato e messo alla prova molte volte le loro “tecno...

Siriani

Immagine
La Federazione Stellare dei 3 Soli o Federazione Stellare di Sirio o Impero di Sirio è abitata da esseri umani molto simili ai Pleiadiani. I Siriani hanno diverse origini e mescolanze, ma la razza madre ha la carnagione scura simile alle nostre genti medio-orientali e capelli neri. La loro altezza varia dal 1.90 metro fino ai 2.10 metri. Nella Classificazione Steiger corrisponderebbero ad alieni di tipo Beta 1. Nella Classificazione Colzani corrisponderebbero ad alieni di Gruppo 2. Nella Classificazione Pereira corrisponderebbero ad alieni di Tipo 1. I siriani sarebbero di 4° dimensione. Il pianeta principale del sistema di Sirio B si chiama Nagal, lì ha sede il Consiglio dei Maestri di Sirio detto anche Consiglio dei Nove (di cui Lord Aescapulus è il portavoce divino che lo presiede). Sono presenti anche nel sistema di Altair. I Siriani sono una ...

Il mistero dei Crop Circle

Immagine
Quella dei cerchi nel grano (altrimenti noti come crop circles, agroglifi, pittogrammi,formazioni) è una storia curiosa e a tratti affascinante. Ebbe inizio il giorno di ferragosto del 1980. In quella data il “Wiltshire Times” pubblicava, per la prima volta in assoluto, una fotografia di un cerchio nel grano. Ritraeva una delle tre impronte circolari impresse sull’avena nel podere del signor Scull, presso Bratton Castle. L’evento si verificava in un momento particolare. Gli anni Settanta si erano contraddistinti per una crescente attenzione verso l’ufologia, e per l’esplosione della cultura hippie, che era nata negli States attorno alla metà degli anni Sessanta e aveva poi rapidamente contagiato varie parti del globo, giungendo naturalmente anche presso i cugini del Regno Unito. Qui assumeva le sembianze del celtismo e del panteismo, favorendo il dilagare di gruppi e movimenti di controcultura, spirituali e misterici endogeni, ispirati a filosofie alternative. Si pensi alla Wicca e ...

la lingua degli angeli

Immagine
Chi sono gli Esseri che ci insegnano? « Risponderemo alle domande degli entronauti, coloro che ascoltano il nostro insegnamento. Parleremo per prima cosa di una questione che per noi è fondamentale, quella che riguarda coloro che voi chiamate gli extraterrestri, o i vostri fratelli dello spazio In ogni civiltà noi siamo stati chiamati con diversi nomi : “angeli”, spesso, o “Eloìms” ( ma il nome ha poca importanza). Nell’attuale civiltà la parola “angelo” è poco usata, dal momento che voi siete molto meno legati ad una qualsiasi religione. I Musulmani non ci chiamerebbero “angeli”, ma forse “ figli di Allah”. Le parole degli uomini non hanno grande importanza, l’importante è quello che viene ricevuto attraverso di esse. Sappiamo che coloro che non hanno ancora aperto la propria coscienza all’Universo, a questa coscienza cosmica, che non hanno ancora capito di essere semplicemente dei figli delle stelle, venuti a fare esperienza della vita su questo mondo, possono r...

cosa sono i Vimana?

Immagine
L'Arthasastra di Kautilya (III secolo a.C.) menziona fra gli uomini d'affari e tecnocrati, i Saubhikas o piloti che conducono gli aeroplani in cielo. Saubha era il nome della città aeroportuale del Re Harishchandra e la radice di "Saubika" indica una persona in grado di volare o che sa come pilotare un velivolo. Il saggio Kautilya usa un'altra parola significativa "Akasa Yodhinah" la cui traduzione è: persone addestrate per il combattimento aereo. L'esistenza di carri aerei, di qualsiasi forma, era così nota che trovò posto fra gli editti reali dell'Imperatore Asoka che fu giustiziato durante il suo regno da 256 a.C. Il Vymaanika Shastra, fa riferimento ad altre 97 autorevoli opere di cui almeno 20 di questi libri, spiegavano i meccanismi delle macchine volanti, purtroppo questi testi sembrano andati irrimediabilmente perduti.     Lo Yuktikalpataru di Bhoja, include un appunto sulle macchine volanti nei versi 48-50. Questo confermato da un com...

La resilienza

Immagine
Il filosofo Khalil Gibran ha scritto: “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.” La morte di un caro, la perdita del lavoro, una malattia grave sono esperienze di vita che mettono a dura prova l’equilibrio psicologico della persona:emozioni forti e in senso di profonda inquietudine ed incertezza prendono il sopravvento e la persona potrebbe sentirsi come un “puzzle che va in pezzi”. Difficile leggere l’evento, collocarlo nella giusta prospettiva, attribuire responsabilità e onori: tutto sembra nebuloso, il tempo scorre dettato dallo stato d’animo e le cose acquistano un sapore diverso. Alcuni si adattano presto, altri richiedono un processo più laborioso e faticoso: ma da cosa deriva questa differente capacità di resistere agli “urti” della vita?O meglio, perché ci sono individui più o meno resilienti? La resilienza, termine derivato dalla scienza dei materiali e indicante la proprietà che alcuni materiali hanno di ...