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martedì 25 novembre 2014

Sirio, stella della vergine




Nel corso dei secoli Sirio è stata oggetto di grande venerazione ed ha fatto parte dei miti di tutto il mondo. Persino in epoca moderna, negli anni ‘70, è divenuta protagonista di una teoria molto controversa, legata agli extraterrestri ed alla tribù Dogon del Mali, pubblicata dallo studioso Robert Temple.
Tra gli appassionati dibattiti che questa stella suscita, sussistono varie ipotesi sull’origine del suo nome attuale, la cui radice sembra risalire alla parola greca Sirio, che significa “fiammeggiante” o “scintillante”, aggettivo apparentemente dovuto al fatto che si alzava in cielo nel momento di maggiore calore estivo (conosciuta come “Stella del Cane” era associata, infatti, alla “canicola” N.d.R.). Alcuni etimologi, tuttavia, suggeriscono una connessione della stella con l’antico dio Osiride. Ma, di tutti i nomi e gli epiteti che ha ricevuto, quello che meglio riflette la fama del suo ruolo nella storia è: “Stella di Iside”.

Nascita di una dea
Fin dagli inizi gli antichi Egizi prestarono particolare attenzione a Sirio, che identificavano con l’anima della dea Iside. Ci fu un tempo in cui Sirio non era visibile nel cielo d’Egitto. Questa circostanza è causata da un fenomeno noto come “precessione degli equinozi”, il movimento retrogrado dei punti equinoziali in virtù del quale, di anno in anno, si anticipa leggermente l’inizio delle stagioni. La precessione è, pertanto, un’oscillazione molto lenta che provoca un effetto peculiare, quasi che il paesaggio stellare oscillasse avanti e indietro come un pendolo. Dodicimila anni prima di Cristo, osservando il cielo dall’altopiano di Giza, Sirio si trovava sotto la linea dell’orizzonte. Fece la sua prima apparizione nei cieli di questo luogo intorno al 10.500 a.C.
In seguito, subì un’inclinazione di 58 gradi e 43’, il che significa che era visibile solo da sud, a circa 1,5 gradi sopra la linea dell’orizzonte. Per gli uomini di quel tempo presenziare alla “nascita” di una stella così brillante dovette essere una visione impressionante, legata a significati e messaggi provenienti dagli dei.
L’ascensione di Sirio, inoltre, avvenne mentre la costellazione della Vergine sorgeva ad est, circostanza che potrebbe spiegare perché la stella divenne il simbolo della dea vergine. Non sappiamo esattamente quando Sirio venne identificata con la dea Iside, però l’idea risale all’origine della cultura egizia e fu dalla “matrice” Iside-Sirio che sorse il bambino divino, Horus, il cui concepimento e la cui nascita avvennero in modo magico.
La matrice divina
Iside ed Osiride erano due dei quattro figli nati dalla matrice della dea del cielo, Nut, e del padre Ra, dio del Sole. Gli altri due bambini erano Seth e Nephti. Osiride prese Iside in sposa e divennero i primi reggenti dell’Egitto. All’età di 28 anni, Osiride fu assassinato da suo fratello Seth e il suo corpo venne tagliato in 24 pezzi. Iside recuperò tutti i pezzi eccetto il fallo. Ne fabbricò quindi uno artificiale per Osiride, poi si sdraiò sopra di lui prendendo la forma di un falco e restò gravida del suo seme. In seguito, corse a nascondersi negli acquitrini del Nilo, dando alla luce Horus. Tanto nei Testi delle Piramidi quanto in altri testi religiosi si riflette il fatto che questo mito trova la sua controparte nelle stelle, dove Iside è identificata con Sirio e Osiride con la costellazione di Osiride.
Ricostruendo l’aspetto che i cieli avevano all’epoca della Prima Era Dinastica (verso il 3300 a.C.) ovvero, appena prima della costruzione della Grande Piramide (2750-2100 a.C.), scopriamo che la stella Sirio effettuava nei cieli un ciclo tale da spiegare perché fosse associata ad una nascita magica. A causa del fatto che la Terra ruota intorno al Sole, durante l’anno le stelle fisse sembrano spostarsi in relazione a questo movimento. Le osservazioni annuali di Sirio, ad esempio, dimostrano che c’è un momento in cui la stella si alza ad ovest, immediatamente dopo il tramonto del sole.
Poi, la stella scompare nuovamente per un periodo di 70 giorni. Quando tornerà ad apparire, sorgerà ad est, nel momento che precede l’alba. Questa ri-apparizione è nota come “ascensione eliaca” della stella. In questo modo, nell’anno 3300 a.C., l’ascensione eliaca di Sirio avvenne esattamente il giorno del solstizio d’estate. La precessione ha fatto sì che, da allora, questa data si sia spostata di 45 giorni e adesso l’ascensione eliaca di Sirio avviene il 5 agosto.
Tempo di rinascita
La sorprendente congiunzione dell’ascensione eliaca di Sirio e del solstizio estivo dell’anno 3300 a.C. costituì un potente presagio. Però, allo stesso tempo, in Egitto ebbe luogo un altro avvenimento che, in modo abbastanza letterale, provocò la rinascita di tutto il paese: la piena annuale del Nilo.
Dopo la costruzione della diga di Assuan, avvenuta negli anni ‘60, le inondazioni del Nilo risultano completamente sotto controllo ma, nell’antichità, il Nilo iniziava ad ingrossarsi all’inizio di giugno ed inondava tutta la valle verso la fine di luglio. Sappiamo che gli antichi Egizi credevano che la causa dell’inondazione fosse l’ascensione eliaca di Sirio, che divenne così il segno che marcava l’inizio del Nuovo Anno. Esistono alcuni antichi testi che si riferiscono alla congiunzione del Nuovo Anno, al solstizio estivo, all’inizio della piena ed all’apparizione di Sirio, dai quali si evince che questo avvenimento era della massima importanza. Il più antico di tali testi è inciso su di una piccola tavoletta datata alla I Dinastia (3100 a.C.), dove si legge: “Sirio è colei che apre l’annuale inondazione”.
Nel suo libro “Echoes of the Ancient Skies” (Echi degli antichi cieli) l’archeoastronomo Ed Krupp scrive: “Dopo essere scomparsa dal cielo notturno (per 70 giorni) Sirio riappare finalmente con l’alba, prima che nasca il Sole. La prima volta che ciò accade, ogni anno, si denomina l’ascensione eliaca della stella e, in quel giorno, Sirio rimane visibile solo per un breve periodo di tempo. Nell’antico Egitto questa riapparizione annuale avveniva intorno al solstizio estivo e coincideva con la piena del Nilo. Iside, come Sirio, era la “Signora dell’inizio dell’anno”, poiché per gli Egizi l’anno nuovo era segnalato da quest’evento. Sirio fa rivivere il Nilo, così come Iside fa rivivere Osiride. Il periodo di tempo in cui Iside si nascose da Seth corrisponde al lasso di tempo in cui Sirio scompare dal cielo notturno. Lei diede luce a suo figlio Horus, così come Sirio dà luce al Nuovo Anno e, nei testi sacri, Horus ed il Nuovo Anno sono equivalenti. Lei è il veicolo per il rinnovamento della vita e dell’ordine. Brillando per un momento, in un mattino d’estate, stimola il Nilo ed inizia l’anno”.
Signora della Piramide
È risaputo che, ad est della Grande Piramide, in passato esisteva un edificio chiamato “Tempio di Iside”. Nel cosiddetto “Inventario Stella”, datato alla XXVI Dinastia, Iside è definita la “Signora della Piramide”. Si è perfino suggerito che la “Quinta Divisione del Duat” (l’oltretomba) descritta nel Libro dei Morti, nella quale è raffigurata una doppia sfinge gigantesca che custodisce un’enorme piramide, potrebbe essere una rappresentazione stilizzata della necropoli di Giza. Se così fosse, potremmo stabilire una relazione secondo cui, sulla sommità della piramide della Quinta Divisione, al posto del vertice noto come piramidion, vi sarebbe il “volto di Iside”. Forse, però, risulterà ancora più convincente il nome di Sirio scritto in caratteri geroglifici: una stella a cinque punte, un semicerchio ed uno stretto triangolo. Secondo E.C. Krupp, “un’ultima peculiarità dell’interpretazione che gli Egizi davano a Sirio sembra vincolarla, tramite il culto di Osiride, alle Piramidi. Il nome Sirio, scritto in caratteri geroglifici, include il simbolo di una stella ed altri due simboli che possono essere collegati con il Benben. Il triangolo, lungo e stretto, ricorda più una piramide o, forse, un obelisco. Così come il Benben simboleggia l’emergere dell’esistenza dalla non-esistenza, la nascita del mondo, Sirio commemorava la creazione posandosi sopra il Benben, fosse esso obelisco, piattaforma d’osservazione o piramide…”
Il Benben al quale si riferisce Krupp era una pietra sacra che, per un certo periodo, fu custodita nel “Tempio della Fenice” a Eliopoli, e che servì come modello per il vertice delle monumentali piramidi e degli obelischi. Il Benben della Grande Piramide scomparve, però è probabile che fosse scolpito nel granito nero e ricoperto d’oro, forse per simboleggiare la stella. Tuttavia, la connessione più convincente, tra quelle esistenti fra la stella Sirio e la Grande Piramide, risiede nella struttura interiore di quest’ultima. Da ciascuna delle camere interne della Grande Piramide, quelle del Re e della Regina, si dipartono due lunghi e stretti passaggi, uno verso nord e l’altro verso sud. Dal 1964 sappiamo che questi passaggi erano allineati astrologicamente con le stelle quando la piramide fu completata, nell’anno 2500 a.C.
Ne 1987 scoprii che il passaggio sud della camera della Regina era rivolto verso Sirio. Queste relazioni fra la Grande Piramide e Sirio non ci sorprendono, poiché la Piramide era, quasi sicuramente, la custode della rinascita astrale del culto faraonico contenuto nel mito di Iside ed Osiride.
La dea in viaggio
Durante l’antica civiltà egizia, la celebrazione della nascita del bambino divino Horus si commemorava all’inizio del nuovo anno, quando la stella Sirio (Iside) compiva la sua ascensione eliaca, all’alba. Circa trecento anni prima della nascita di Gesù l’Egitto era caduto sotto il dominio dei Tolomei, dinastia greca che governò l’Egitto dal 305 a.C. fino al 30 a.C. e la cui ultima regina fu la famosa Cleopatra VII. Durante questo periodo la capitale dell’Egitto fu trasferita ad Alessandria, dove s’instaurò il culto pseudo-egizio di Serapide, un dio nato dalla sintesi del dio egizio Asarhapi (Osiride-Api), il cui nome significa “Osiride del Nilo”. Iside venne così trasformata nella consorte di Serapide e il suo culto fiorì in Alessandria ed in tutto il bacino mediterraneo, essendo adottato da molte delle legioni romane e percorrendo con loro il cammino verso l’Europa occidentale. Accanto al culto di Iside si diffuse la celebrazione della nascita di Horus (Harpocrate per i Greci o Apollo e il Sole Invitto per i Romani).
Stranamente, quando Giulio Cesare introdusse il calendario giuliano, fu l’astronomo alessandrino Sosigenis che si occupò di convertire l’antico calendario lunare nel nuovo calendario solare, prendendo l’idea dagli Egizi, i quali possedevano un calendario solare già dal 3300 a.C.
Questo calendario faceva coincidere l’Anno Nuovo con l’ascensione eliaca di Sirio che, all’epoca di Sosigenis, iniziava a luglio. Immagino sia questo il motivo per cui proprio questo mese fu nominato in onore di Giulio Cesare, la cui consorte, la regina egizia Cleopatra, fu un’alta sacerdotessa del culto di Iside.
Un culto con molti dei
Dopo la morte di Cleopatra, l’Egitto si trasformò in una provincia romana nella quale convivevano una vasta comunità greca e romana (ad Alessandria) e, soprattutto, un grande numero di Ebrei fuggiti dalla Giudea.
Col sorgere della nuova cristianità in Egitto, l’antico culto misterico dei faraoni, che si era mescolato con i culti greci e romani, si unirà alle ideologie giudeo-cristiane. I principi di questi antichi culti misterici rientravano nella convinzione che l’immortalità potesse essere raggiunta attraverso gli insegnamenti iniziatici di un “figlio di Dio morto e resuscitato” e nella rappresentazione simbolica della sua morte e resurrezione. Il dio fenicio Adone, il frigio Attis, l’egiziano Osiride e l’alessandrino Serapide divennero così quasi contendenti all’interno di una dottrina simile.
Come se non bastasse, i Romani avevano importato in Egitto il culto misterico di Mitra, la cui nascita veniva celebrata al tramonto del 25 dicembre. Non sorprende, pertanto, che la prima comunità cristiana celebrasse la nascita di Gesù, il suo “figlio di Dio morto e resuscitato”, proprio il 25 dicembre e con l’idea che fu una “stella sorta ad oriente” a segnalare l’evento sovrannaturale della sua nascita.
Il Vangelo egizioSolo uno dei Vangeli, quello di S. Matteo, parla della nascita di Gesù collegandola all’apparizione d’una stella e all’arrivo di Re Magi provenienti dall’oriente, ed è anche l’unico che narra della “fuga in Egitto” intrapresa dalla Sacra Famiglia. Perché gli altri Vangeli serbano il silenzio su questo evento? Possiamo dedurne che non si trattò di un avvenimento “storico”, bensì mitico? Per molto tempo gli studiosi hanno pensato che il Vangelo di S. Matteo fu probabilmente redatto fra il 40 e l’80 d.C., nella città di Alessandria. Ebbene, in Alessandria la celebrazione del nuovo giorno e del Nuovo Anno non si svolgeva all’alba, bensì al momento del tramonto per adattarsi, in questo modo, ad entrambe le tradizioni: quella ebreo-cristiana e quella romana, nella quale c’era l’usanza di celebrare tali avvenimenti al tramonto del Sole.
Tenendo a mente questo particolare, abbiamo esaminato il cielo così come appariva, visto da est, il giorno 25 di dicembre dell’anno 50 d.C., all’ora del tramonto: doveva essere identico a quello visibile in Egitto nell’anno 3300 a.C., all’alba, quando la “nascita” di Horus dalla matrice di Iside veniva celebrata dall’ascensione eliaca di Sirio:
• Intorno alle 4:28 (ora GMT) il Sole inizia a porsi 28° a nord-est.
• Circa 35 minuti più tardi, intorno alle 5:03, il sole si è posto completamente ad ovest. Allo stesso tempo, da est appare la cintura di Orione all’orizzonte.
• 51 minuti più tardi, alle 5:54, il Sole si è nascosto circa 10° sotto l’orizzonte e già si scorgono le stelle ad occhio nudo.
• Guardando verso est, la stella Sirio ascende nel cielo (la cintura di Orione si trova a circa 25° sopra l’orizzonte orientale, dando l’illusione che abbia annunciato l’ascensione di Sirio).
L’immagine celeste, pertanto, ci dimostra che il 25 dicembre, dopo il tramonto, erano visibili le tre stelle della cintura di Orione che salivano ad est, come per annunciare l’arrivo della stella della nascita, Sirio, che avveniva un’ora dopo. Sarebbe poco probabile che S. Matteo non si fosse accorto di un segno celeste così potente (che, com’era ben noto, in Egitto segnalava la “nascita del bambino divino”).
Il simbolo perduto
Sembra evidente che l’introduzione di un nuovo bambino divino (Gesù) in Egitto e nel mondo greco-romano risultò benefica e ben accetta, giacché incorporava la poderosa mitologia di Iside e Sirio.
Pertanto, dobbiamo dedurre che, all’epoca, Iside e il bambino Horus furono trasformati nella Vergine Maria e nel bambino Gesù e che la stella Sirio fu convertita nella “Stella d’Oriente”. Perfino i “tre re” avrebbero il loro simbolismo stellare, essendo identificati con le tre stelle della cintura di Orione. In quest’ottica, nel suo libro “I nomi delle stelle: tradizione e significato”, l’astronomo R.H. Allen segnala che nel folklore europeo la cintura di Orione viene spesso chiamata “dei Magi” o “dei Tre Re”. L’esperto di Mitologia Cristiana Alvin Boyd Khun scrisse:
“Esiste la leggenda dei Tre Re d’Oriente che vennero a Natale per adorare il Dio appena nato…dai giorni dell’antichità, i Tre Re furono le tre stelle visibili della cintura di Orione”. Senza dubbio, le coincidenze sono troppe.


[ scritto da Robert G. Bauval ]

martedì 29 luglio 2014

Siriani


La Federazione Stellare dei 3 Soli o Federazione Stellare di Sirio o Impero di Sirio è abitata da esseri umani molto simili ai Pleiadiani. I Siriani hanno diverse origini e mescolanze, ma la razza madre ha la carnagione scura simile alle nostre genti medio-orientali e capelli neri. La loro altezza varia dal 1.90 metro fino ai 2.10 metri. Nella Classificazione Steiger corrisponderebbero ad alieni di tipo Beta 1. Nella Classificazione Colzani corrisponderebbero ad alieni di Gruppo 2. Nella Classificazione Pereira corrisponderebbero ad alieni di Tipo 1. I siriani sarebbero di 4° dimensione. Il pianeta principale del sistema di Sirio B si chiama Nagal, lì ha sede il Consiglio dei Maestri di Sirio detto anche Consiglio dei Nove (di cui Lord Aescapulus è il portavoce divino che lo presiede). Sono presenti anche nel sistema di Altair. I Siriani sono una razza molto coraggiosa e hanno una buona maestria dell’energia e della coscienza universale. Sono profondamente legati alla Terra, creando essa un cerchio simbiotico con Nagal. Il Sistema di Sirio B è gemello a quello solare, in quanto entrambi sono sistemi binari. La seconda razza Siriana molto nota è la bellissima e dolcissima razza dei Cetacei Lyriani provenienti dal sistema di Vega nella costellazione della Lyra. La convenienza dei Siriani nel fare il primo contatto è l'evoluzione di entrambe le razze e l'azzeramento del Karma di Sirio. Aiutando tecnologicamente e portando amore spiritualmente ad una razza come la nostra anche la razza Siriana crescerà. Sembra che i popoli di Sirio abbiano popolato Atlantide, la cui popolazione poi è confluita nel medio-oriente (tant'è che nel libro sacro dell'Islam, il Corano, Allah viene chiamato il Signore di Sirio). Secondo alcuni il channelling di Muhammad sarebbe un modo che hanno usato i siriani o gli angeli per innestare un mito di fondazione a loro utile al fine di controllare la terra successivamente (al periodo di "innesto" del mito fondativo, nel 600 dC). Può darsi che nelle prime battaglie, i musulmani (contro i meccani, per esempio) siano stati aiutati da flotte invisibili di UFO siriani. Sembra che la Fratellanza di Luce ritenga che l'Islam attuale debba rettificare i suoi assunti, per una parzialmente errata interpretazione del Corano. Quindi è ipotizzabile che i Siriani siano musulmani e che magari abbiano un proprio Califfo o una democrazia islamica. Sembra che la Terra sia stata accolta nella Federazione galattica della Via Lattea il 5 marzo 1993, settore Consiglio Siriano. A quanto pare, insieme, i siriani e gli andromediani vorrebbero prendere il controllo della Terra. Il contattista dei Siriani sarebbe Sheldan Nidle. Sembra che un siriano di nome Salusa, della Federazione galattica mandi messaggi sulla Terra,canalizzato da Mike Quinsey. Vi sarebbero testimonianze indicanti che i pleiadiani e i siriani nei pianeti da loro colonizzati abiterebbero (anche o solo) in colonie sotterranee. I pleiadiani e i siriani dicono che lo fanno per rispettare la natura, ma è possibile che lo facciano per massimizzare la superficie agricola coltivabile, un'altra ragione potrebbe essere evitare la fine delle loro civiltà sui loro pianeti in caso di impatto di un grosso asteroide. Si potrebbe ribattere che la superficie diviene inabitabile in questi casi non tanto per l'esplosione dell'impatto ma per l'oscuramento da nuvole di detriti dei cieli che durano centinaia di anni creando dei secoli di inverno "nucleare" con conseguente estinzione delle specie vegetali e animali, lasciando quindi senza cibo anche le colonie sotterranee, che morirebbero. Ma si potrebbe ipotizzare che i Pleiadiani e i Siriani nei loro pianeti avrebbero allevamenti di bovini sotterranei, coltivazione di fieno e verdure e frutta sotterranei con luce elettrica artificiale, con energia elettrica proveniente da centrali geotermiche, o nucleari a fissione (con miniere di uranio sotterranee) o nucleari a fusione (alimentata con l'acqua sotterranea). Se le informazioni canalizzate da Sheldan Nidle corrispondono a verità, c'è l'aggiornamento del 25 ottobre 2011 che sconvolge completamente (in meglio) il quadro precedente. Secondo la teoria del complotto, da 13.000 anni esisterebbe un governo ombra dei rettiliani (e in modo intermittente degli anunnaki) che dirigerebbe i potenti e le masse del mondo come delle marionette. Questo governo ombra sarebbe quindi oscuro e in ultima analisi del male e dei demoni; porterebbe tra le altre cose disugualianza e eccessivo potere e denaro alle alte sfere e miseria al popolo. Però (se le nuove di Nidle sono vere) questo quadro sta cambiando in meglio: la Federazione galattica (e in particolare i Siriani, nel cui settore amministrativo rientrerebbe la Terra anche formalmente dal 5 marzo 1993) avrebbe deciso di spazzare via questo governo ombra (proprio dal novembre 2011). Questo con varie tecniche high tech (griglie dimensionali, ecc) e una bella retata nelle Basi sotterranee americane e tra gli adepti oscuri dei rettiliani nelle alte sfere dei governi mondiali. A breve, secondo Nidle, questa operazione sarà resa pubblica e si incominceranno i processi stile Norimberga. E' evidente che non c'è stato nessun cambio al vertice recentemente. E c'è da dire che "presto" per gli angeli e Dio può voler dire entro un migliaio di anni... Comunque, presto o tardi che sia, è evidente che la strategia della Federazione galattica è aspettare che i rettiliani(mediante i miliardari e i massoni) costruiscano il governo mondiale, dopodichè minacceranno con le flotte siriane e/o Nibiru i governanti terrestri filo-rettiliani e li sostituiranno con loro rappresentanti insediati come "vicerè" della Terra. In ufologia si pensa che quella che l'Apocalisse di San Giovanni descrive come la fine dei giorni sia la descrizione di due eventi diversi: 1° il passaggio dall'Era dei Pesci all'Era dell'Acquario e (si spera) il passaggio dalla terza dimensione alla quarta (entrando a tutti gli effetti nella Federazione galattica). 2° il Giorno del Giudizio che nessuno sa quando arriverà ma che vedrà giudice Dio e giudicati tutti nel multiverso (uomini e alieni). Quello che interessa questi anni è credo solo il primo punto. L'assimilazione della Terra nelle zone galattiche amministrate dalla Federazione galattica avverrà apparentemente come una lotta tra bene e male in un crescendo in cui alla fine vincerà il bene (cioè gli angeli, o alieni siriani) contro il male (cioè i demoni, o alieni rettiliani). In effetti era già stato deciso tutto da tempo. C'è stata tempo fa una guerra tra siriani e pleidiani per il predominio nella Via Lattea. Vinsero i siriani, si divisero i settori e la Terra rientrò nei settori siriani: questo per la sostanza. Poi pleiadiani e siriani fecero pace per contrastare l'avanzata del nemico comune rettiliano e si costituì la FG. La FG al contrario dell'impero draconiano ha uno statuto che prevede che i pianeti che entrano nella FG devono volerlo, cioè che bisogna rispettare il libero arbitrio del pianeta. La Terra fa parte di quei pianeti dalla civiltà in formazione (è quello che noi chiameremmo terzo mondo) e la FG per questi pianeti ha una procedura standard di non-intervento. La rivoluzione industriale e lo sviluppo tecnologico ci stanno però facendo uscire da questa categoria e quindi si stà avviando la procedura standard di assimilazione. I siriani della FG avrebbero tre opzioni: 1° invaderci (ma le loro leggi lo impediscono, non i loro mezzi, che ielo permetterebbero benissimo). 2 lasciarci nella zona di limbo esterna alla frontiera alla mercè di un'invasione rettiliana (con asservimento, sterminio, ecc..). 3° assimilarci col nostro consenso. Per ottenere quest'ultimo risultato si userà Gesù tornato per gli ultimi giorni e una spettacolarizzazione del repulisti delle infiltrazioni demoniche/rettiliane/annunake/illuminati nella società umana e un massiccio apporto di procedure amministrative ed energia, cosìcchè al culmine quelli della FG incasseranno la riconoscenza adorante delle masse terrestri e quindi la Terra entrerà ufficialmente nella FG e l'operazione assimilazione sarà conclusa.

Numeri Doppi vs Numeri a Specchio

  Numeri Doppi vs Numeri a Specchio: Sincronicità o Messaggi di Frequenza? Ti è mai capitato di guardare il telefono o l'orologio e le...