giovedì 30 ottobre 2014

Esicasmo.

Il movimento spirituale che è stato conosciuto sotto il nome di ESICASMO ha avuto l’inizio fra i ricercatori spirituali cristiani. Prima di parlare in modo approfondito su esso chiariamo che cosa è il cristianesimo.
Come prima cosa questo è l’Insegnamento su Dio e sul Percorso verso di Lui, che è stato lasciato per noi dal Messaggero del Creatore, Gesù Cristo, che Si è incarnato nel corpo umano.
Quali sono i Suoi Insegnamenti:
  1. Voi dovete essere perfetti, come è perfetto il vostro Padre Celeste (Matteo 5:48).

  2. Io e il Padre siamo Uno (Giovanni 10:30).

  3. Io sono la Vite (Giovanni 15:1).

  4. Come il Padre conosce Me ed Io conosco il Padre (Giovanni 10:15).

  5. Io amo il Padre (Giovanni 14:31).

  6. Padre giusto! Io ti ho conosciuto! (Giovanni 17:25).

  7. E imparate da Me (Matteo 11:29).

  8. Dio è Amore (1 Giovanni 4:16).

  9. Tu devi amare Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente e con tutta la tua forza (Marco 12:30).

  10. Devi amare il tuo prossimo come te stesso (Marco 12:31).

Eccoli, sono i principi basilari del cristianesimo. In essi Gesù fa un appello alla gente di DIVENTARE TALI COME LUI. E nello stesso modo come Lui conoscere il Padre Celeste e diventare con Lui Uno.
Il Nuovo Testamento è pieno dei Comandamenti di Gesù. Il compimento di essi ci aiuta a realizzare questo. Sono richiami di:
essere assolutamente onesti verso l’altra gente, non avere i debiti e non appropriarsi di quello che non è il nostro,
essere premurosi con gli altri più che con noi stessi,
essere pacifici,
essere teneri e dolci l’uno verso l’altro,
aiutare tutti in tutto il bene,
perdonare, non vendicare, non maledire,
non odiare, non criticare,
non accumulare i beni “terreni”: altrimenti si perde la possibilità di arricchirsi spiritualmente,
non perdere il controllo davanti ai primitivi aggressivi, che possono danneggiare soltanto il nostro corpo, ma non quello con il quale noi appariremo davanti al nostro Padre Celeste dopo la morte del esso, cioè l’anima.,
non usare gli alcolici,
non essere superbi, ma essere modesti e rispettosi verso gli altri,
non mettere il sesso al primo posto, altrimenti esso sposterà Dio dalla nostra attenzione, la ricerca privata di Dio e il servizio a Lui devono rimanere sempre nella nostra vita al primo posto.

Vorrei dimostrare qualche citazione:

Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati Io, anche voi vi amiate gli uni gli altri! (Giovanni 13:34)
Soprattutto, abbiate intenso amore gli uni per gli altri, perché l’amore copre una moltitudine di peccati! (1 Pietro 4:8)
Se qualcuno fa la dichiarazione: “Io amo Dio”, eppure odia il suo fratello, è bugiardo. Poiché chi non ama il suo fratello, che ha visto, non può amare Dio, che non ha visto. (1 Giovanni 4:20)
Diletti! Continuiamo ad amarci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio!
Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore! (1 Giovanni 4:7-8)
Se continuiamo ad amarci gli uni gli altri, Dio rimane in noi!… (1 Giovanni 4:12).
Non siate debitori di nulla a nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri! (Romani 13:8)
Non c’è timore nell’amore, ma l’amore perfetto caccia via il timore. …Ñhi ha timore non è stato reso perfetto nell’amore! (Giovanni 4:18)
Se parlo le lingue degli uomini e degli angeli ma non ho amore, sono diventato un pezzo di rame risonante…
E se io ho il dono di profezia e conosco tutti i sacri segreti e tutta la conoscenza, e se ho tutta la fede da trapiantare i monti, ma non ho amore, non sono nulla.
E se io do tutti i miei averi per nutrire altri, e se consegno il mio corpo, per potermi vantare, ma non ho amore, non ne ho nessun profitto.
L’amore è longanime e benigno,
l’amore non è geloso,
l’amore non si vanta,
non si gonfia,
non si comporta indecentemente,
non cerca i propri interessi,
non si irrita,
non tiene conto del male,
non si rallegra dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità…
L’amore non viene mai meno, ma se ci sono profezie, saranno eliminati; se ci sono lingue, cesseranno… (1 Corinti 13:1-8)
Continuate ad amare i vostri nemici e a pregare per quelli che vi perseguitano!… (Matteo 5:44)
Felici i pacifici!… (Matteo 5:9)
Tutte le cose dunque che volete che gli uomini vi facciano, anche voi dovete similmente farle loro… (Matteo 7:12)
Dà a chiunque ti chiede, e a chi toglie le tue cose non le richiedere. (Luca 6:30)
Poiché se voi perdonate agli uomini i loro falli il vostro Padre Celeste perdonerà anche a voi, mentre se voi non perdonate agli uomini i loro falli, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri falli. (Matteo 6:14-15)
Chi è saggio e ha intendimento fra voi? Mostri mediante l’eccellente condotta le sue opere con la mitezza che appartiene alla sapienza. Ma se avete nel vostro cuore amara gelosia e contenzione, non vi vantate e non mentite contro la verità. Questa non è la sapienza che scende dall’alto, ma è terrena, animale, demoniaca… (Giacomo 3:13-15)
Poiché questa è la Volontà di Dio, che facendo il bene mettiate a tacere il parlare da ignoranti degli uomini irragionevoli! (1 Pietro 2:15)
Chi dice di essere nella luce e odia il suo fratello è nelle tenebre fino ad ora. (1 Giovanni 2:9)
Il vostro amore sia senza ipocrisia!
Aborrite ciò che è malvagio, aderite a ciò che è buono!
Con amore fraterno abbiate tenero affetto gli uni per gli altri!
Nel mostrare onore gli uni agli altri prevenitevi! (Romani 12:9-10)
Continuate a benedire quelli che vi perseguitano, benedite e non maledite! (Romani 12:14)
Non rendete a nessuno male per male! (Romani 12:17)
Non vi vendicate! (Romani 12:19)
Ma se il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete, dagli qualcosa da bere! (Romani 12:20)
Non farti vincere dal male, ma continua a vincere il male col bene! (Romani 12:21)
Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? O anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; così, dunque, ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio!
Perciò non giudichiamoci più gli uni gli altri, ma sia piuttosto questa la vostra decisione, di non mettere davanti al fratello pietra d’inciampo o causa per incespicare. (Romani 14:10-13)
Se un uomo fa qualche passo falso prima che se ne renda conto, voi che siete spiritualmente qualificati cercate di ristabilire tale uomo con uno spirito di mitezza, badando a te stesso affinché anche tu non sia tentato. (Galati 6:1)
Non esca dalla vostra bocca nessuna parola corrotta, ma qualunque parola che sia buona per edificare secondo il bisogno, affinché impartisca ciò che è favorevole agli uditori! (Efesini 4:29)
Quando sei invitato da qualcuno ad una festa nuziale, non giacere nel posto più eminente!… Poiché chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. (Luca 14:8-11)
Smettete di accumularvi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri sfondano e rubano. Piuttosto, accumulatevi tesori in Cielo!…
Poiché dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. (Matteo 6:19-21)
Tutte le cose sono lecite; ma non tutte le cose sono vantaggiose… (1 Corinti 10:23)
Non potete essere schiavi di Dio e della Ricchezza*! (Matteo 6:24)
Quale beneficio avrà un uomo se guadagna tutto il mondo ma perde l’anima sua? (Matteo 16:26)
Avete anche udito che fu detto agli antichi*: “Non devi giurare senza adempiere, ma devi pagare a Dio i tuoi voti”… Ma io vi dico: “Non giurate affatto!… La vostra parola Si significhi Si, il vostro No, No!” (Matteo 5:33-37)
E non vi ubriacate di vino, in qui è dissolutezza, ma continuate ad essere pieni di Spirito!… (Efesini 5:18)
È bene non mangiare carne né bere vino né fare alcuna cosa nella quale il tuo fratello inciampa. (Romani 14:21)
Come di giorno camminiamo decentemente, non in gozzoviglie e ubriachezze, non in rapporti illeciti e condotta assoluta, non in contesa e gelosia! (Romani 13:13)
Ciascuno continui a cercare non il proprio vantaggio, ma quello altrui! (1 Corinti 10:24)
Con modestia di mente considerate che gli altri siano superiori a voi! (Filippesi 2:3)
Chi non raccoglie con Me disperde! (Matteo 12:30)
E non abbiate timore di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima!… (Matteo 10:28)
Ma ora realmente allontanatele tutte da voi: ira, collera, malizia, parlare ingiusto e discorso osceno dalla vostra bocca! (Colossesi 3:8)
Vi ho detto queste cose affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia resa piena!
Questo è il Mio Comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come vi ho amati Io! (Giovanni 15:11-12)
Queste cose vi comando, che vi amiate gli uni gli altri! (Giovanni 15:17)
* * *
Rivolgiamoci a noi stessi: abbiamo capito nel modo giusto quello che insegnava e continua ad insegnare Gesù?
Il cristianesimo è proprio questo! Perché proprio così insegnava ed insegna Gesù Cristo! Tutto il resto è settarismo.
Vorrei sottolineare che Gesù durante la Sua vita terrena che conosciamo tutti noi insegnava ai Suoi Allievi-Apostoli anche le pratiche meditative, senza di quelle è impossibile sperimentare il Padre Celeste.
Nel nuovo Testamento c’è una frase di Gesù: “Dio è uno Spirito, e quelli che l’adorano devono adorarLo con spirito e verità” (Giovanni 4:24). Questo significa che il Percorso verso Dio deve essere fatto capendo nel modo giusto l’essenza di Dio e il compito umano evolutivo. “AdorarLo” (meglio tradurre come onorarLo) bisogna non con i movimenti dei corpi, ma con le anime, che gradualmente si liberano, grazie alle pratiche meditative dell’autoperfezionamento, dalla dipendenza dei propri corpi.
* * *
Nelle pratiche delle chiese cristiane esistono tante tradizioni nei loro templi, benché questo non avesse posto nell’Insegnamento di Gesù Cristo. Proviamo a rispondere alla domanda se sia bene o male che esista tutto questo.
Da una parte la persona ragionevole capisce che Dio si trova nel tempio tanto quanto sia fuori. E bisogna cercarLo nelle profondità dell’universo e non nell’edificio materiale.
Però dall’altra parte i templi sono apparsi come delle necessità naturali degli uomini riuniti nella loro comune aspirazione spirituale, per riunirsi insieme per un semplice emozionale rapporto con i compagni di fede, per lo scambio delle idee che appartengono alle esperienze, per l’aiutare gli uni gli altri, per imparare.
Anche l’usanza dei riti spesso è molto utile, essa favorisce che la gente riunita si concentri sulla percezione del Divino e si fermi il loro flusso dei pensieri sulle cose “terrene”. Su tale sfondo tanti di loro per la prima volta nella vita ricevono le dimostrazioni della realtà mistica: percepiscono il tocco delle mani invisibili, i flussi energetici che provengono da icone, le idee e anche le voci degli interlocutori invisibili…
Per qualcuno in questo modo si manifesta Dio, per altri no… Tutto dipende dal livello della purezza etica dell’uomo concreto.
La purezza etica della maggior parte degli uomini dipende dal livello del loro avanzamento spirituale. Questo è molto importante… Perché molto spesso propagandano le cose che sono completamente contrarie a quelle che appartengono al vero cristianesimo…
Quando noi parliamo delle diversità fra le correnti religiose mettiamo l’accento non sui riti! I riti possono rimanere così come sono! Il problema è in un altro fattore: nella mancanza del completo apprendimento dell’essenza dell’Esistenza della Consapevolezza Universale, ma nello specifico del suo aspetto evolutivo!
Cominciamo dal momento che lo spazio universale è realmente pluridimensionale (non soltanto dal punto di vista matematico) e composto di sette livelli della pluridimensionalità.
Essi sono diversi l’uno dall’altro secondo il livello della sottigliezza delle energie che li riempiono.
Lo strato più profondo e sottile “nell’Oceano” universale pluridimensionale è Assoluto, la Consapevolezza Primordiale che può essere chiamata anche Dio-Padre, il Creatore, Il Padre Celeste, Geova, Allah, Ishvara, Svarog, Tao, Odino, e tanti altri nomi secondo contesti e lingue diversi.
Dall’altra parte della scala della pluridimensionalità si trova l’inferno, “il pozzo nero” dell’Evoluzione, dimora delle creazioni con lo stato energetico grossolano. Sono quelle che durante la vita nel corpo fisico si trovavano negli stati emozionali grossolani.
Adesso è diventato chiaro perché Dio ci consiglia di vivere negli stati emozionali del tenero amore e non della rabbia, dell’odio, dell’ira, della condanna e dell’irritazione?…
… Non sempre l’uomo riesce a migliorare il proprio carattere in modo semplice e veloce. A volte lui semplicemente non sa cosa deve fare? E allora come aiuto può essere usato il sistema dell’autoregolazione psichica che è stato elaborato e descritto in modo dettagliato nei nostri libri. Esso è basato sull’acquisizione del controllo delle funzioni dei propri chakra che sono gli organi responsabili della produzione delle nostre emozioni.
Il chakra più importante è il chakra anahata che si trova nella gabbia toracica. Proprio in esso nascono le emozioni dell’amore “cordiale”, dello stato che realmente ci fa avvicinare a Dio e che è stato predicato da Gesù Cristo e da Suoi Apostoli.
Sopra l’anahata, nel collo, si trova il chakra vishudha, responsabile della percezione estetica delle situazioni dell’ambiente circostante.
Ancora più in alto, nella testa si trovano due chakra “mentali”.
Invece sotto l’anahata, nella pancia e al livello del perineo, si trova il blocco di tre chakra, che si chiama dan-tian inferiore o hara. Esso si chiama il blocco di forzadell’organismo che alimenta con la bioenergia le sue funzionalità diverse.
Proprio l’anahata con il suo composto prezioso, con il cuore spirituale, è la parte più importante di ognuno di noi. Perciò dobbiamo tenerlo pulito e cercare sempre di svilupparlo, farlo crescere…, cioè noi dobbiamo crescere, diventando il cuore spirituale, trovarci come anima in esso, “abitare” in lui.
* * *
Dio è l’Amore. E per avvicinarci a Lui, noi dobbiamo anche trasformarci in Amore.
L’unica possibilità per realizzarlo è controllare le proprie emozioni nel modo consapevole, usando la propria volontà, escludendo gli stati emozionali grossolani e coltivando soltanto quelli raffinati.
Questo non può essere realizzato diversamente, se non tramite i metodi del lavoro spirituale.
Se noi ci impegniamo intensivamente sulla nostra trasformazione etica secondo i principi dell’etica Divina descritti sopra, allora ci meritiamo l’aiuto nel nostro avanzamento spirituale da parte dei Maestri Divini, dei Rappresentanti di Dio-Padre. Loro insieme sono Quello Che è stato chiamato lo Spirito Santo.
… Il Creatore è interessato al nostro sviluppo positivo. È stato Lui a mandarci a svilupparci nelle condizioni delle incarnazioni terrene! Qual è il motivo? Per farci arrivare al necessario livello di sviluppo e dopo di che riunirci a Lui, arricchendoLo con noi stessi.
Sicuramente unirsi a Lui con la consapevolezza proprio adesso non è una cosa che possono fare tutti. Perciò Lui ci manda ad incarnarci non una volta sola, ma tantissime volte. E l’età dell’anima di ognuno di noi è diversa: qualcuno s’incarna nel corpo umano per la prima volta, invece l’altro è già stato incarnato cento volte.
Prima delle vite umane terrene noi tutti come anime eravamo ad evolverci nei corpi delle piante e dopo degli animali. E quelli che adesso sono incarnati nei corpi di essi sono … futuri uomini.
La comprensione di questo deve diventare la base del nostro comportamento verso tutte le creature viventi, incarnate sulla Terra con il rispetto e con la compassione.
… Dio ha dato a Mosè il Comandamento: “Non ammazzare!”. Mosè era il primo che non lo ha seguito… E da quel tempo questo Comandamento non è stato accettato dalle masse di quelli che si chiamavano i cristiani o i musulmani.
Ma Dio non ha raccomandato tramite Mosè di “Non ammazzare gli uomini!”. Lui ha scritto sulla tavola la formula con un senso molto più ampio: non ammazzare nessuno! Lui anche ha spiegato:
“…Ecco vi ho dato tutta la vegetazione che fa seme che è sulla superficie dell’intera Terra e ogni albero sul qual è il frutto di un albero che fa seme. Vi serva di cibo.” (Genesi 1:29).
E dopo ha chiarito ancora (Genesi 9:1-4): solo non dovete mangiare quelli nei corpi dei quali scorre il sangue! A loro appartengono tutti i mammiferi, i rettili, gli anfibi, i pesci, i molluschi … quasi tutte le creature viventi, escluso le piante.
Anche se non credete alla Bibbia provate a ragionare: è giusto uccidere quelli, che soffrono dal dolore e non vogliono morire, soltanto per la soddisfazione del proprio palato? E come facciamo con il principio dell’AMORE, amore verso tutto il vivente?
Ecco perché ci sono le persone che proprio per motivi etici passano all’alimentazione con i vegetali, i latticini e le uova.
E vi assicuro che senza questo passaggio Dio non accetterà mai qualunque amore essere perfetto!
* * *
Imparando ad amare tutto il Creato, cominciando dalle sue piccole manifestazioni, noi gradualmente sviluppiamo in noi stessi la capacità di amare così, come ama il Creatore Stesso.
In questo modo noi ci avviciniamo a Lui secondo lo stato delle anime.
Così noi ci sviluppiamo noi stessi nella quantità dell’Amore.
E come risultato acquisiamo la capacità di innamorarci anche del Creatore.
Diventando l’Amore perfetto noi ci riuniamo al Creatore, diventando la Sua Parte Fissa.
Parlando brevemente proprio di questo è composta l’essenza dell’Insegnamento di Dio che Lui sta cercando di dare alla gente.
I ricercatori spirituali che hanno raggiunto la perfezione etica ricevono l’aiuto da parte dei Maestri Divini per arrivare al Perfezionamento di se, come anime, come consapevolezze. E allora queste persone si riuniscono al Creatore nella Sua Dimora.
Nella Dimora del Creatore tutte le Consapevolezze individuali, Coloro che hanno raggiunto la Perfezione, sono riunite in Uno.
Proprio questo permette di dimostrare con tutta la responsabilità che Dio è Unico.
Ma Loro sono capaci di nuovo di acquisire la propria individualità parziale, uscendo dalla Dimora del Creatore come Sue Parti. Li chiamano i Maestri Divini, gli Spiriti Santi o il loro insieme, lo Spirito Santo.
Fra Loro ci sono quelli che hanno l’aspetto maschile e quello femminile, secondo la loro ultima incarnazione.
Ognuno di Loro è assolutamente libero nel Suo spostamento e può apparire in qualunque parte dello spazio. A volte è possibile osservarLi uniti insieme in un gruppo nello stesso posto.
Si manifestano Loro spesso come forme umane gigantesche (Mahadubli) avendo l’altezza e la base da dieci metri fino a qualche chilometro. Sulla cima appare l’Immagine Divina. Loro escono dalla Dimora del Creatore, rimanendo uniti a Lui, e facilmente penetrano con Se Stessi tutto lo spazio terreno e tutte le cose materiali come trasparente Fiamma Divina.
Tanti di Loro hanno una o più “zone di responsabilità” sulla superficie della Terra, dove ognuno di Loro cerca di aiutare la gente incarnata a migliorare, crea per loro le situazioni che gli insegnano ad acquisire l’etica, come la cosa principale. Loro insegnano anche a quelli che sono già consapevoli di essere allievi di Dio e comunicano direttamente con i propri Maestri Divini disincarnati.
Per esempio, sopra San Pietroburgo è possibile osservare l’Immagine Divina dell’Apostolo Andrea. Ma esistono anche i posti precisi dove si può comunicare con Gesù,Sathya Sai Baba, l’Apostolo Filippo e gli Altri.
A volte per sbaglio Gli danno nome del “Patrono” della città. No! Loro non sono i Patroni, ma nostri Educatori, a volte severi, quando è necessario, e negli altri casi teneri e premurosi. Ma sono sempre Saggi. Loro sono Coordinatori dei nostri destini: quelli che ognuno di noi merita.
Nei rapporti con i Loro concreti allievi incarnati, ognuno di Loro cerca di regalare le conoscenze e i metodi che nel passato erano le basi del Loro Percorso Spirituale. A volte le Loro esperienze si riuniscono. Questo accelera la crescita dell’allievo e anche, permette di perfezionare continuamente la metodologia del perfezionamento spirituale, secondo le concrete condizioni ecologiche e culturali dell’insegnamento.
* * *
La fantasia umana ha creato l’immagine del diavolo: con le corna, con gli zoccoli, con la coda, del sesso maschile e spesso… un maniaco sessuale.
Ma questo è uno sbaglio molto nocivo. Nocivo perché le persone che seguono la via della propria realizzazione diabolica non si rendono conto del proprio stato: perché la coda e le corna non crescono allora secondo loro tutto va benissimo!
Nelle condizioni della dominante ignoranza religiosa, diventare diavoli, per tanti è diventata una cosa semplicissima! Noi possiamo osservarli fra i leader politici, nelle organizzazioni “spirituali”, fra gli ubriaconi.
Loro possono essere di sesso maschile o anche femminile.
Chi sono loro? Come fare a riconoscerli?
La loro caratteristica principale è l’intensivo stato cronico emozionale grossolano (rabbia, odio, irritazione). Falsità, meschinità, aggressività anche queste sono le loro qualità.
Loro rimangono così anche dopo la morte dei loro corpi. La loro dimora sarà l’inferno, dove loro abiteranno fra i loro simili e saranno puniti da loro.
Ma qualcuno di loro potrà ancora per un periodo di tempo continuare a danneggiare la gente incarnata come quando anche loro avevano i corpi fisici.
I diavoli incarnati possono danneggiare fisicamente: uccidendo, violentando, picchiando, massacrando, rubando, organizzando gli altri con gli stessi scopi simili ai loro…
I diavoli incarnati e disincarnati sono capaci di creare i grossolani campi energetici che spesso provocano le malattie psichiche delle loro vittime. I dottori danno le diagnosi: la schizofrenia con i sintomi del delirio. Ma per loro questo non è delirio, ma realtà. Qualcuno finisce la vita come suicida, non trovando la via d’uscita.
Perché vi racconto tutto questo? Non per spaventarvi! Al contrario, per aiutarvi a trovare la decisione giusta in caso vi troviate in simili situazioni.
Prima di tutto, anche nei casi delle catastrofi e delle disgrazie, bisogna ricordare che tutto ciò che succede è tutto reale davanti agli occhi di Dio. Allora Lui permette che questo accada.
E anche di più. E’ proprio Lui che crea queste situazioni!
È importante capire il perché. Che cosa Dio mi vuole insegnare, che cosa vuole dire con questo, che insegnamento mi vuole dare e in che cosa mi vuole correggere?
Dio non vive sul pianeta accanto! Lui non è un uomo invisibile che non riesce a tenere sotto controllo tutto ciò che succede con noi! Dio è l’Oceano Universale della Consapevolezza, esistente dappertutto, in ogni punto dello spazio e come una sottile coperta divide il Creatore dal Suo Creato.
E non succede niente a nessuno di noi senza beneficio per noi stessi!
Per esempio, il dolore serve per imparare ad avere compassione per il dolore degli altri e per insegnarci a non danneggiare le altre creature.
Le azioni ingiuste ci insegnano come ci si sente ad essere dall’altra parte e permettono di studiare sulla pratica la psicologia umana.
A volte possono significare che è il momento di “cambiare”…
Tutto per il nostro bene! 
E l’altra cosa importante: in tutte le situazioni difficili bisogna cercare di appiccicarsi a Dio! Spesso i problemi esistono proprio per questo motivo.
Gesù Cristo insegnava: “Dà a chiunque ti chiede, e a chi toglie le tue cose non le richiedere!” (Luca 6:30). Tanti dimenticano questo Comandamento. Come uno dei miei conoscenti (ha litigato con il suo ex socio che non voleva restituire i soldi) lo ha dimenticato, nonostante lo conoscesse. Ma l’Insegnamento di Dio bisogna, non soltanto leggerlo, ma anche compiere!
Il secondo sbaglio che lui ha fatto è stato di spostare la propria attenzione sul diavolo, invece di correre verso gli abbracci di Dio. E lui realmente ha perso Dio nel senso diretto della parola!…
Come conclusione lui non ha passato l’esame di etica…
Anche io mi trovavo situazioni simili. Ma al contrario di lui le ho usate per rinforzare la mia Unione con il Creatore: nel corpo stavo male, ma nella Dimora del Dio-Padre si stava così bene!
A me questi incontri con i diavoli mi hanno aiutato tantissimo.
… Ma la cosa peggiore è non incontrare il diavolo, ma diventare il diavolo. Questo sì che porta ad un destino pauroso!
Una volta Dio, tramite un profeta, ci ha fatto conoscere un principio: “Tutto è per il nostro bene!”. Cerchiamo di ricordarlo da adesso per non dimenticare nel momento del bisogno, quando sarà il momento dell’esame “etica pratica” davanti Dio.
Dio ci insegna anche ad accettare il male controllato da Lui come catalizzatore dello sviluppo del bene. Anche qui c’è da pensare e da ricordare.
… Tante volte io ho sentito sentenziare: “Se Dio esiste, Lui deve essere buono! Lui non potrà mai permettere di fare cose brutte! Tutto il male proviene dal diavolo!”…
Questo è il tipico sbaglio nel capire i principi dei rapporti fra uomo e Dio che è caratteristico per la nostra società. Le persone che pensano in questo modo hanno l’egocentrismo così “profondo” che vedono Dio come il loro “schiavo onnipotente”, che è obbligato ad organizzare la MIA vita secondo il MIO desiderio! Inoltre io non Ti conosco! E forse non esisti nemmeno!…
Ma Dio esiste. Lui veramente è onnipotente. Soltanto il carattere dei rapporti fra Lui e le creature incarnate è diverso.
Perché in realtà Lui e noi non siamo creature così tanto diverse. Noi siamo le sue particelle (particelle di Lui, come l’Assoluto) che sono state mandate da Lui sulla Terra per maturare!
E l’unico scopo della nostra esistenza è maturare!
Lui è il nostro premuroso Pastore che conduce noi, dal punto di vista obiettivo, soltanto con un unico scopo: che noi raggiungendo il livello della perfezione necessaria ci riuniamo a Lui, come anime, diventiamo Lui, facendo arricchire Lui con noi stessi!
In questo è la SUA Vita, la SUA Evoluzione!
Non esiste l’altro senso della nostra esistenza!
E tutti coloro che maturano con il successo, usando la propria libertà di volontà, ricevono le Sue benedizioni. I personaggi negativi si trovano fra i “rifiuti dell’Evoluzione”, nell’inferno, nel “buio esterno”.
L’unico giusto principio nei rapporti con Dio da parte nostra è la completa OBBEDIENZA davanti alla Sua Volontà e la sensibile percezione di tutti i Suoi Insegnamenti!
Il nostro egocentrismo deve essere scambiato con il Diocentrismo!
“Fatta la Tua Volontà come nel Cielo così è sulla Terra!” — questa frase deve essere letta, pronunciata a voce alta e anche cantata! Questo deve diventare la formula dei nostrirapporti con Dio per tutti noi!

Fatta la Tua Volontà, o mio Dio!
Per me sei Mio Onnipotente ed Infinitamente Supremo Padre Universale!
Tu sei il Tutto!
Sono il Tuo umile bambino, Ti amo e imparo da Te! Vorrei conoscerti interamente e unirmi a Te nell’amore!
Guidami verso la Tua Dimora per la Via Retta!
* * *
Tantissime volte non mi hanno restituito grandi somme di denaro! Quante volte distribuirono la diffamazione su di me! Mi descrissero con le caratteristiche che erano contrarie a quelle che io ho in realtà!
Poco tempo fa è stato scoperto che un certo scrittore ha rubato un capitolo dal mio libro (“L’Insegnamento di Juan Matus”): lo ha semplicemente copiato e pubblicato sotto il suo nome…
Tutto questo l’ho considerato come una specie di test per misurare la mia fedeltà verso Dio. senza distrarsi! La vita continuava senza odiare o vendicare nessuno, senza pretendere di avere il risarcimento “per i danni fisici e morali”…
In caso io avessi cominciato uno di questi conflitti, avrei perso la cosa più importante: il motivo per il quale noi siamo mandati sulla Terra, e non riuscirei mai ad aiutare la gente che ha ricevuto e riceverà ancora il mio aiuto nella guarigione delle anime e nell’avanzamento spirituale!
Oltre a questo, se io infrangevo i Comandamenti di Gesù e smettevo di essere un vero cristiano…
… “I cani abbaiano, ma l’elefante continua il suo percorso”, così ha detto una volta Sathya Sai Baba del Suo atteggiamento verso le situazioni di questo genere.
Chiunque abbia l’anima pura davanti a Dio e davanti agli uomini e segue il proprio Percorso spirituale può prendere questo principio per se.
E un’altra cosa: “Io gestisco tutti. Non ti arrabbiare con nessuno!”, così mi insegnava Dio. A me le Sue parole hanno aiutato tantissimo. Spero che aiutino anche voi!
* * *
L’unica possibilità di sfuggire alle disgrazie terrene, adesso e in futuro, è il perfezionamento spirituale. Perché esso porta verso la giusta crescita della coscienza come quantità, provocando la “cristallizzazione” (come l’analoga crescita dei cristalli nelle condizioni che corrispondono a questo tipo di crescita). Questo da la forza di resistere al male nel modo più efficace.
Ricordiamo il Comandamento: “non farti vincere dal male, ma continua a vincere il male col bene!” (Romani 12:21).
* * *
Il termine esicasmo deriva dalla parola greca hesychia che significa il silenzio interiore.
Senza questo silenzio interiore la meditazione diventa impossibile, essa è la base dello sviluppo della coscienza durante il Percorso spirituale dopo la tappa dello studio e della comprensione dei principi etici della nostra vita sulla Terra, che sono stati proposti da Dio.
Proprio l’aspirazione di raggiungere hesychia e andare verso il conoscere Dio ha formato la corrente di “raja-yoga cristiana” che è stata conosciuta come esicasmo.
La particolarità importante e il prezioso valore di questa corrente consiste nell’idea che gli esicasti proprio dall’inizio hanno capito che eseguire le indicazioni di Gesù Cristo per sviluppare la capacità di amare si può soltanto tramite il lavoro con il cuore spirituale.
Loro hanno scoperto che spostando la concentrazione della coscienza dalla testa nel cuore spirituale si può fermare il “dialogo interno”, che escludeva fino a questo momento la meditazione.
Continuando gli sforzi durante il completo alloggio della coscienza nel cuore spirituale, l’uomo, all’improvviso, per la prima volta nella sua esperienza capisce che cosa sottintendeva Gesù quando parlava dell’amore spirituale!
La vita si trasforma! Gli uomini possono davvero amarsi gli uni gli altri e tutto intorno con il vero amore cristiano: “come se stesso” e anche molto di più di se stesso!
L’ulteriore sviluppo del cuore spirituale portava alla possibilità di fare entrare anche Dio nel proprio amore.
Dio ci aiuta sempre, dando la possibilità di percepire Se come Amore. Come conclusione vi è l’Unione dei due amati negli Abbracci dell’Amore.
Gli esicasti hanno inventato la metodica dello sviluppo del cuore spirituale che ha avuto il nome di preghiera di Gesù. Le sue formule potevano essere diverse: “Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbia pietà di me peccatore!” o una variante più semplice come la supplica-appello all’Amato Gesù di entrare nel proprio cuore spirituale, ripetendo con l’umiltà il Suo nome: “Gesù! Gesù!…”.
… Nei secoli seguenti furono pochi che riuscirono ad avere il risultato positivo dall’applicazione della “preghiera di Gesù”. Esisteva l’opinione che “il suo segreto fosse stato smarrito”…
In realtà non è così. In realtà, fra i “fedeli” è stata persa la comprensione di che cosa è il vero cristianesimo, loro rifiutavano l’etica, proposta da Gesù Cristo. E come risultato: mancanza dell’approccio integrato e scientifico dello sviluppo spirituale dell’uomo. Con altre parole, non c’era la direzione scientifica-religiosa che adesso stiamo creando noi, che è stata chiamata la Metodologia del perfezionamento spirituale.
… Vorrei sottolineare ancora una volta che bisogna cominciare il proprio sviluppo spirituale non dalla pratica della meditazione, ma dalla completa e dettagliata conoscenza teorica della filosofia religiosa e dall’accettazione dell’etico Insegnamento di Dio, descritto prima.
In caso contrario lo stato del praticante non sarà mai stabile e lui non riuscirà a superare i test etici che saranno senz’altro proposti da Dio ad ognuno di noi. Questo può portare anche disturbi psichici.
* * *
Adesso vorrei farvi conoscere le idee più importanti del libro dei primi esicasti che si chiama Filocalia:

Dagli insegnamenti Ascetici del beato Diadoco, vescovo di Fhotiki:

Il limite o il confine della perfezione della fede, è… l’immersione della mente in Dio.
Limite del disinteresse è desiderare di non avere così come gli altri desiderano di avere.
Limite dell’umiltà è la dimenticanza perenne delle proprie buone azioni.
Limite dell’amore è la moltiplicazione dell’atteggiamento amichevole verso quelli ci maledicono e ci offendono.

Dagli insegnamenti Ascetici di Efrem il Siro:

Monaco, non avere i desideri di carne e non bere il vino, inoltre la tua mente si indurisce…
Non avere passione verso la carne e il vino, per non fare diventare la tua mente incapace di ricevere i doni spirituali.
Dio ha creato l’uomo libero, perciò lui riceve le punizioni e gli onori.
Lo sguardo che si sposta continuamente porta tante amarezze a chi lo segue. Se non riuscirai a resistere non potrai costruire la strada retta per la castità.
Con l’intelligenza allontanati dagli incontri nocivi, per fare stare in pace il tuo uomo interno.
Se vuoi vincere l’amore per il denaro, allora innamorati del disinteresse e del risparmio.
Se vuoi vincere la rabbia, allora acquisisci la generosità e la gentilezza.
Potresti permetterti di essere triste soltanto quando fai un peccato, ma anche in questo caso regolati per bene, per non arrivare alla disperazione.
Se vuoi vincere la vanità, allora smetti di amare lodi, onori, bei vestiti, preferenze, ma impara ad amare quando ti incolpano, ti profanano ed inventano bugie si di te…
Se vuoi vincere l’orgoglio, qualunque cosa farai non dire che è stata opera delle tue mani, ma devi dire sempre che soltanto grazie all’aiuto di Dio si fa tutto, ma non grazie alla tua forza o il tuo impegno.

Dagli insegnamenti Ascetici di Abba Dorofei:

Ho sentito una storia su un frate che quando veniva a trovare qualche altro frate e trovava la sua cella in disordine, allora diceva a se stesso: beato lui, che ha lasciato le faccende e le preoccupazioni terrene e tutta la sua mente ha diretto verso la montagna, che alla fine non trova il tempo per ordinare la cella.
Andava a trovare l’altro frate e vedeva che la sua cella era tutta ordinata e pulita, allora diceva a se stesso: com’è pulita l’anima di questo fratello, così è pulita anche la sua cella, perché lo stato della cella corrisponde allo stato della sua anima.
Non desiderare che tutto succeda come vuoi tu, ma desidera che tutto succeda così come sarà e allora sarai sempre in pace con tutti.
Abbi fiducia che i disonori e i rimproveri sono le medicine che curano l’orgoglio della tua anima e prega per quelli che ti fanno i rimproveri, perché loro sono i veri guaritori della tua anima…
Come risposta sulle false accuse devi dire: perdonatemi e pregate per me! Quando loro ti domandano come tutto è successo, allora racconta la verità, dopo inchinati con l’umiltà e di nuovo digli: perdonatemi e pregate per me!
Non preferire mai la volontà tua a quella del tuo fratello.

Dai discorsi spirituali di Giovanni Cassiano:

(Esiste) lo stato che comprende la contemplazione dell’unico Dio e l’amore focoso verso di Lui, quando la mente è piena di quest’amore conversa con Dio da vicino.

Dagli insegnamenti Ascetici di Nilo di Sinai:

Quando sarai disonorato rallegrati; perché in caso questo sia ingiusto allora per te sarà una grande ricompensa, se invece era giusto allora tramite esso ti liberi dal flagello della punizione.
Esiste la preghiera dei perfetti: … quando con i gemiti inespressi dello spirito loro si avvicinano a Dio, Egli vede il loro cuore aperto.

Dagli insegnamenti Ascetici di Isacco di Siro:

Un saggio non si ferma mai ad osservare una folla unita, non da attenzione alle parole, ai discorsi, perché lui non desidera avere tante cose ed essere sempre indaffarato, ma in qualunque momento essere libero e non avere gli impegni.
Il saggio non è mai frettoloso, non ha mai i pensieri facili e caldi, ma in qualunque momento si trova in pace. Non esiste niente che potrebbe stupirlo, metterlo in imbarazzo, spaventarlo… Tutta la sua allegria e gioia è in quello che è gradevole al suo Padrone.
Il saggio, … quando abbassa la testa e il suo sguardo interno del cuore è diretto verso i cancelli del posto Santo di tutti Santi… allora solo così può permettersi di parlare e pregare: sia con me la Tua volontà, o Signore mio!
Il deserto fa addormentare le passioni e desideri. Ma non è soltanto questo che deve fare l’uomo, fare addormentare le proprie passioni, ma farle sparire per sempre, cioè sradicarle… Le passioni addormentate possono svegliarsi appena si incontra il motivo del loro arrivo.
Chi desidera di innamorarsi di Dio più di tutte le altre cose deve preoccuparsi della purezza della propria anima.
La purezza dell’anima si raggiunge tramite la vincita delle passioni.
(Colui che non riuscirà a vincere le passioni, non entrerà) nella parte pura e senza peccati del proprio cuore.
Non odiare il peccatore, perché tutti noi saremo giustificati.

Dagli insegnamenti Ascetici di Teodoro di Edessa:

Quando facciamo morire le passioni, ci liberiamo dalla lussuria e la saggezza della mente sarà guidata dallo Spirito, allora arriva il momento di prendere la nostra croce e seguire Cristo.
“L’Allontanamento dal mondo” è in realtà la liberazione dalle passioni e la manifestazione della vita occulta nel Cristo.
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I gradini del Percorso Spirituale si possono dividere in tre gruppi principali:
1. Preparativi (la conoscenza della teoria e il suo accertamento, l’inizio del lavoro etico su se stessi, introduzione nella vita quotidiana delle procedure di igiene basilari: lavaggio del corpo giornalmente, prendere il Sole tutto l’anno o lampada a quarzo).
2. I metodi di base includono l’acquisizione del rilassamento del corpo e della mente, la purificazione delle strutture bioenergetiche dell’organismo tramite i metodi speciali e, la cosa più importante, l’acquisizione della capacità di “vivere” concentrandosi con la coscienza nel proprio chakra anahata e guardare da lì nel mondo che circonda.
3. L’ulteriore sviluppo di se stessi in qualità del cuore spirituale fino al raggiungimento dell’unione con il Cuore dell’Assoluto: con la Consapevolezza Primordiale Universale, con Dio-Padre, con il Padre Celeste.
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La crescita dell’anima che è stata trasformata nel cuore spirituale non ha confine.
Monastico stile di vita, pieno del servizio a Dio, tramite l’aiuto alla gente nel loro avanzamento spirituale, aggiungendo le pratiche meditative in posti speciali trovati proprio per questo motivo, i punti di forza, permettono durante qualche anno di fare crescere se stessi (come il cuore spirituale) per raggiungere le dimensioni del nostro pianeta e dopo ancora di più. Durante questo periodo, in modo parallelo, l’ascetico spirituale acquisisce lo spostamento per tutti gli eoni principali dell’Assoluto, impara a diffondersi con la consapevolezza negli eoni superiori (superfini).
Come conclusione impara a sciogliersi nell’Unione col Padre Celeste, che per i successivi anni dei proseguenti sforzi spirituali diventa sempre più forte.
Dopo l’acquisizione dei primi successi su questo Percorso, il praticante si libera dalle malattie che poteva avere per anni prima di questo momento. Se lui continua anno dopo anno a sperimentare i nuovi livelli spirituali, allora anche il suo corpo si purifica fino a diventaretrasparente, e sarà visibile soltanto tramite la chiaroveggenza. La Luce Divina comincia a fluire nel mondo materiale attraverso di esso! La Consapevolezza sviluppata per diventare Divina già da adesso, durante l’esistenza dell’attivo e sano corpo fisico, vive nell’Unione con il Creatore ed esce dalla Sua Dimora in posti necessari del Creato.

domenica 26 ottobre 2014

il potere dei pensieri positivi


La mente può essere paragonata al guidatore intelligente del veicolo- corpo. Per questo è importante che sia guidata in modo saggio dal pensiero positivo, affinché possa riconoscere la meta del proprio viaggio e la strada giusta per raggiungerla. Il pensiero positivo sviluppa i sentimenti più nobili come coraggio, amore e appagamento, che gradualmente sostituiscono quelli negativi come timore, rabbia, gelosia o impazienza. Imparate a controllare, purificare e mettere in ordine tutti i vostri pensieri. Combattete contro i pensieri negativi e i dubbi.  Lasciate che i pensieri elevati giungano a voi da ogni parte. Pensieri di depressione, di sconfitta, di debolezza, pensieri cupi, carichi di dubbi e di paura, sono tutti pensieri negativi. Coltivando pensieri positivi di forza, coraggio, amore, appagamento e gioia, i pensieri negativi spariranno. Quello che pensate, ciò diventate. Come sono i vostri pensieri, così deve essere la vostra vita. Migliorate i vostri pensieri. Pensieri migliori portano ad azioni migliori. Imparate a vedere il positivo dappertutto. Questo è un vero nutrimento per gli occhi. La purezza del pensiero dipende dalla purezza del cibo. Potete vedere meglio, sentire  meglio il gusto e pensare  meglio quando coltivate pensieri positivi ed elevati. Il pensiero ha un  potere immenso. Il pensiero può guarire le malattie. I pensieri possono trasformare il modo di pensare delle persone. Il pensiero può fare qualsiasi cosa, può fare miracoli La velocità del pensiero è al di là della nostra immaginazione. L’uomo semina un pensiero e  raccoglie un'azione. Semina un'azione e raccoglie un'abitudine. Semina un'abitudine e raccoglie un carattere. Semina un carattere e raccoglie un destino. L'uomo crea il proprio destino dal suo modo di pensare e di comportarsi. Egli è in grado di cambiare il suo destino, ne è il padrone, di questo non c’è dubbio. Con il giusto modo di pensare e uno sforzo costante , egli può diventare  padrone del suo destino.
Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio. Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole. Non intristirti o preoccuparti di nulla “Perché la vita è così piena di prove?” “Attraverso le prove noi impariamo le lezioni della vita. Le prove non sono fatte per distruggerci: sono fatte per sviluppare il nostro potere. Esse fanno parte della naturale legge dell’evoluzione e sono necessarie per noi per avanzare da un livello più basso ad uno superiore. Tu sei molto più forte di tutte le tue prove. Se non lo capisci adesso, dovrai capirlo più tardi. Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo e così liberarti dai dolori e dai dispiaceri. Non dire mai “sono finito”. Non inquinare la tua mente pensando che se cammini un po’ di più ti sforzerai troppo o che se non puoi avere un certo tipo di cibo soffrirai, e così via.” “Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio. Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole. Non intristirti o preoccuparti di nulla. Se rafforzi la tua mente non sentirai sofferenze fisiche. Non importa cosa succede, devi essere assolutamente libero nella tua mente. Come in un sogno puoi pensare che stai male e svegliandoti di colpo vedi che non è vero, così nello stato di veglia devi sapere che la vita non è altro che un sogno. La mente non ha alcun legame con il corpo se non quello che tu gli dai. Quando la mente potrà rimanere distaccata dal corpo a tuo piacimento, tu sarai libero. Ricorda che sei immortale. Per poter superare le prove della vita avrai bisogno di ringiovanire sia il corpo che la mente. Dovrai sviluppare l’elasticità mentale. Se non puoi fare fronte alle prove della vita, sarai indifeso quando i problemi e le tribolazioni arriveranno. A volte la vita sembra un gioco crudele. La sola giustificazione per questo è che la realtà è solo un sogno. Hai avuto molte esperienze attraverso molte incarnazioni e ne avrai altre in futuro, ma non dovrebbero impaurirti. Devi recitare tutte le parti in questo film della vita, dicendo a te stesso “Io sono Spirito”. Questa è la grande consolazione che la saggezza ci dà”.

sabato 25 ottobre 2014

la musica è spirituale?

La musica è il linguaggio interiore o universale di Dio.  Non c'è bisogno di nessuna comunicazione esteriore, è sufficiente la comunicazione interiore del cuore: il mio cuore si unisce al cuore della musica e nella nostra unione diveniamo inseparabilmente una sola cosa. La meditazione e la musica non possono essere separate. Anelare dai più profondi recessi del nostro cuore per ricevere pace, luce e beatitudine, è il miglior tipo di meditazione. Dopo la meditazione c'è la musica, la musica dell’anima, la musica che coinvolge ed eleva la nostra coscienza che aspira. Non possiamo meditare ventiquattro ore al giorno, lo possiamo forse fare per due ore. In altri momenti possiamo suonare o ascoltare della musica. Quando suoniamo o ascoltiamo musica dell’anima, musica psichica, veniamo trasportati immediatamente verso un reame di coscienza più elevato. Quando suoniamo musica con tutta l’anima, andiamo in alto, sempre più in alto. Ogni volta che ascoltiamo musica dell’anima, otteniamo ispirazione e delizia. La musica può elevare la nostra coscienza in un batter d'occhio, ma se oltre a questo preghiamo e meditiamo, siamo senza dubbio più illuminati e appagati di coloro che amano la musica, ma non conducono consciamente una vita spirituale. Ogni musicista spirituale diffonde consciamente la luce di Dio sulla terra. Dio è il Musicista cosmico, il Musicista eterno e noi siamo i Suoi strumenti, ma verrà un giorno nel processo della nostra evoluzione nel quale sentiremo di essere divenuti totalmente uno con Lui: in quel momento non saremo più strumenti, saremo noi stessi musicisti, musicisti divini. È il Supremo che produce gli strumenti adatti ed è Lui che ispira i suonatori a suonare nel modo giusto.
Non cerchiamo di capire la musica con la mente, né cerchiamo di sentirla con il nostro cuore; lasciamo, in modo semplice e spontaneo, che l’uccello della musica voli nel cielo del nostro cuore. Mentre vola ci rivelerà incondizionatamente quel che ha e quel che è: esso ha il messaggio dell'Immortalità ed è il Varco verso l'Eternità.

mercoledì 22 ottobre 2014

halloween

Halloween è una festività anglosassone che trae le sue origini da ricorrenze celtiche (All-Hallows-Eve) che ha assunto negli Stati Uniti le forme accentuatamente macabre e spesso violente con cui oggi la conosciamo e che si celebra la notte del 31 ottobre. L'usanza si è poi diffusa anche in altri paesi del mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del dolcetto o scherzetto. Tipica della festa è la simbologia legata al mondo della morte e dell’occulto, così come l'emblema della zucca intagliata, derivato dal personaggio dijack-o'-lanternLa storia di Halloween risale a tempi remoti, ovvero al periodo in cui la Francia, l’Inghilterra, l’Irlanda, la Scozia e l'Italia centro-settentrionale facevano parte della cultura celtica, successivamente l’Europa cadde sotto il potere di Roma. Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre "alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - dea dei frutti e dei semi - o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain (pronunciato [ˈsɑːwɪn] o [ˈsaʊɪn] in inglese), originariamente scritto Samuin (pronunciato [ˈsaṽɨnʲ] in gaelico)". Il nome della festività, mantenuto storicamente daiGaeli e dai Celti nell'arcipelago britannico, deriva dall'antico irlandese e significa approssimativamente "fine dell'estate". La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Frazer: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, l’anno nuovo iniziava il 1º novembreNell’840, la festa di Ognissanti fu ufficialmente istituita il 1º novembre mentre era papa Gregorio IV: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica; a conferma di ciò, Frazer osservava che, in precedenza, Ognissanti veniva già festeggiato in Inghilterra, il 1º novembre. Questa tesi ha avuto amplissima diffusioneTuttavia lo storico Hutton l'ha messa in discussione, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli (prima di essere festa di precetto), in date discordanti nei vari paesi: la più diffusa era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa in Inghilterra e Germania.  Secondo l'Oxford Dictionary of English folklore: "Certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c'è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane." L'associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi in un periodo successivo, e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre. Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica; in particolare negli USA, a partire dalla metà dell'Ottocento, tale festa si diffuse (specialmente a causa dell'immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo scorso, una delle principali festività statunitensiNegli ultimi anni la festività di Halloween assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli stati di influenza anglofona. Così quindi in Stati Uniti, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene festeggiato come una "festa del costume", dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del "dolcetto o scherzetto", per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica di una gioventù cresciuta. La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Eve, cioè la notte prima di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows Day, moderno All Saints). Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (ealra hālgena mæssedæg, giorno di messa di tutti i santi), All-Hallows-Eve non è attestato fino al 1556. Lo sviluppo di oggetti e simboli associati ad Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. La rapa è stata usata tradizionalmente ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca originaria del posto, che era disponibile in quantità molto elevate ed era molto più grande – facilitando il lavoro di intaglio. La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, venendo associata specificatamente ad Halloween verso la seconda metà del Novecento. Il simbolismo di Halloween deriva da varie fonti, inclusi costumi nazionali, opere letterarie gotiche e horror (come i romanzi Frankenstein, Dracula e Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde) e film classici dell'orrore (come Frankenstein e La mummia). Tra le primissime opere su Halloween si ritrovano quelle del poeta scozzese John Mayne che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween in "What fearfu' pranks ensue!", sia quanto di soprannaturale era associato con quella notte in "Bogies" (fantasmi), influenzando la poesia Halloween dello scrittore Robert Burns. Prevalgono anche elementi della stagione autunnale, come le zucche, le bucce del grano e gli spaventapasseri. Le case spesso sono decorate con questi simboli nel periodo di Halloween. Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri mitologici. Nero, viola e arancione sono i colori tradizionali di questa festa. Fare dolcetto o scherzetto è un'usanza di Halloween. I bambini vanno travestiti di casa in casa chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dall'inglese "trick", una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà se non viene dato alcun dolcetto ("treat"). "Trick or treat" (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione". Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle Elementari su questa usanza. La pratica del travestirsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica tardo medievale dell'elemosina, quando la gente povera andava porta a porta a Ognissanti (il 1º novembre) e riceveva cibo in cambio di preghiere per i loro morti il giorno della Commemorazione dei defunti (il 2 novembre). Questa usanza nacque in Irlanda e Gran Bretagna,  sebbene pratiche simili per le anime dei morti sono state ritrovate anche in Sud Italia. Shakespeare menziona la pratica nella sua commedia I due gentiluomini di Verona (1593), quando Speed accusa il suo maestro di "lagnarsi come un mendicante a Hallowmas [Halloween]." Gli atteggiamenti cristiani verso Halloween sono diversi. Nella Chiesa Anglicana alcune diocesi hanno scelto di enfatizzare le tradizioni cristiane del giorno di Ognissanti, mentre alcuni altri protestanti celebrano la festività come Giorno della Riforma, un giorno per ricordare la Riforma Protestante. Padre Gabriele Amorth, un esorcista nominato a Roma dal Vaticano, ha detto che "Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona.". L'Arcidiocesi di Boston ha organizzato una "Festa Santa" in questo giorno cercando di portare la festa alle sue radici cristiane. Molti artisti, organizzatori e partecipanti hanno detto che Saint Fest è una celebrazione della notte prima di Ognissanti o "All Hallows Eve". La chiesa protestante è contraria ad Halloween, e la considera una festa di carattere neo pagano, la cui origine risale ai popoli celtici. Gli evangelici dicono "in questo giorno si spera che il misterioso, diabolico e occulto conviva con gli umani. Al giorno d’oggi, nel mondo intero, Halloween è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana. In più il 31 ottobre è l’inizio del nuovo anno secondo il calendario delle streghe." Il World Book Enciclopedia afferma che essa rappresenta l’inizio di tutto ciò che è "cold, dark and dead": freddo, nero e morto. Alcuni cristiani, in modo particolare dei popoli celti, da cui ha origine la leggenda di Halloween, non ascrivono a esso un significato negativo, vedendolo come una festa puramente secolare dedicata al celebrare "fantasmi immaginari" e a ricevere dolci. Per questi cristiani, Halloween non costituisce una minaccia per la vita spirituale dei bambini: gli insegnamenti sulla morte e la mortalità e le credenze degli antenati celti possono essere una lezione di vita valida e una parte dell'eredità dei loro parroci. Nella Chiesa Cattolica degli Stati Uniti c'è chi ritiene che Halloween abbia delle connessioni col Cristianesimo e le celebrazioni di Halloween sono frequenti nelle scuole parrocchiali cattoliche nel Nord America e in Irlanda, ma una sempre maggiore parte della Chiesa Cattolica non approva la festa e sconsiglia di parteciparvi, in quanto avvicina al mondo dell'occulto e al satanismo e distoglie l'attenzione, sminuendola, dalla Festa di tutti i Santi che si celebra il giorno successivo. Per molte chiese cristiane le origini di Halloween sono strettamente connesse alla magia, alla stregoneria e al satanismo, per cui esso porta all'influsso dell'occulto nella vita delle persone. L'enfasi di Halloween è sulla paura, sulla morte, sugli spiriti, la stregoneria, la violenza, i demoni e il male. I bambini ne sono negativamente influenzati. Una risposta da parte di alcuni fondamentalisti e chiese evangeliche conservatrici è stato l'uso di opuscoli, o brevi fumetti per usare la popolarità di Halloween come un'opportunità per evangelizzare. In generale tuttavia il cristianesimo non approva che si festeggi Halloween, in quanto ritiene che il paganesimo, l'occulto, e le altre pratiche e fenomeni culturali connessi siano incompatibili con la fede cristiana. Nel celebrare la commemorazione dei defunti, una tradizione vuole che i primi Cristiani, vagabondassero per i villaggi chiedendo un dolce chiamato “pane d’anima”, più dolci ricevevano e maggiori erano le preghiere rivolte ai defunti del donatore. A Serra San Bruno, in Calabria, è ancora viva la secolare tradizione del "Coccalu di muortu". I ragazzini, dopo aver intagliato e modellato la zucca riuscendo a riprodurre un vero e proprio teschio (in dialetto serrese, appunto, "Coccalu di muortu"), gironzolano per le vie del paese tenendo in mano questa loro tetra creazione e, o bussando agli usci delle case oppure rivolgendosi direttamente alle persone che si incontrano per strada, esordiscono con la frase: "Mi lu pagati lu coccalu?" (tradotto letteralmente "Me lo pagate il teschio?"). Se volessimo dare un senso più logico e sequenzialmente più corretto, l'antica frase potrebbe essere intesa come "Guardi che opera d'arte che ho creato! Le piace? Mi piacerebbe che lei mi gratificasse ancor di più facendomi un'offerta in denaro!". In Friuli era allo stesso modo diffusa la tradizione di intagliare zucche con fattezze di teschio, e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, irretire i bambini, ed infine che gli animali nelle stalle potessero parlare. Sempre in Friuli era diffusa una tradizione pressoché identica a quella del "dolcetto o scherzetto", anche se applicata nelle festività natalizie o carnevalesche, feste che tuttavia hanno pure origine come riti di passaggio d'anno, similmente ad halloween. In queste occasioni infatti i bambini, eventualmente travestiti da figure spaventose e mostruose, potevano bussare di porta in porta recitando filastrocche il cui significato era quello di chiedere dolci, noci o piccoli regali, in cambio di un augurio rivolto all'interlocutore di accedere al paradiso. In Sardegna è conosciuta come Is Animeddas, Su Candeleri, Su mortu mortu, Sas Animas, Su Peti Cocone, Su Prugadoriu o Is Panixeddas a seconda delle zone ed è una tradizione antichissima e prevede anch'essa di andare per le case a chiedere di fare del bene per le anime dei morti, i bambini che bussano alle porte si presentano come "sos chi toccana" ("quelli che bussano" in lingua logudorese). In Sicilia, nella notte tra l'1 e il 2 novembre, i cari defunti fanno visita ai parenti ancora in vita, portando doni ai bambini. In Puglia, in specifico a Orsara di Puglia, un piccolo paese montano della provincia di Foggia, la notte tra l'1 e il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco): davanti a ogni casa vengono accesi dei falò (in origine di rami secchi di ginestra) che dovrebbero servire a illuminare la strada di casa ai nostri cari defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornano a trovarci. Sulla brace di questi falò, poi, viene cucinata della carne che tutti insieme si mangia in strada e si offre ai passanti. Nella giornata dell'1, nella piazza principale, si svolge, inoltre, la tradizionale gara delle zucche decorate (definite le "cocce priatorje" - le teste del purgatorio, nel senso delle anime del purgatorio). Caratteristiche molto simili ad Halloween si riscontrano nell'antica festa di Sant'Andrea celebrata a Martis e in altri comuni dell'Anglona e del Goceano, in Sardegna: la notte del 30 novembre gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all'interno da una candela. I giovani, quando vanno a bussare nelle case, annunciano la loro presenza battendo coperchi e mestoli e recitando una enigmatica e minacciosa filastrocca in lingua sarda Sant'Andria muzza li mani!!... (Sant'Andrea mozza le mani) ricevendo in cambio, per questa loro esibizione, dolci, mandarini, fichi secchi, bibite e denaro

venerdì 17 ottobre 2014

Venerdì 17

Ai superstiziosi il numero 17 non piace nemmeno singolarmente, figuriamoci quando accanto ad esso compare sul calendario il giorno “venerdì”.
Il venerdì 17 è considerata una data particolarmente sfortunata, ma non tutti sanno il perché di questa credenza. I pregiudizi che nascono legati ad esso riguardano la cultura popolare e la superstizione individuale o, talvolta, l’influenza collettiva.
C’è chi di venerdì 17 non vorrebbe nemmeno uscire di casa per recarsi al lavoro, ma  ovviamente in questo caso si parla di superstizione estrema, che è comunque molto diffusa. Alcuni tentano di scacciare la negatività con amuleti e altri stratagemmi; mentre c’è anche chi a questa data non presta attenzione.
Il giorno venerdì 17 è ritenuto sfortunato in Italia e in altri paesi di origine greco-latina. L’origine di questo preconcetto si riconduce all’unione di due elementi estremamente negativi, ovvero il Venerdì Santo, giorno della morte di Gesù, e il numero 17; che come il 13 è considerato sfortunato anche nei paesi anglosassoni. Ma cos’è successo di così negativamente eclatante nel corso dei secoli da far diventare il venerdì 17 una data così temuta? Nell’Antica Grecia i seguaci di Pitagora disprezzavano il numero 17 poiché era tra il 16 e il 18, i numeri che rispecchiavano perfettamente la rappresentazione di quadrilateri 4x4 e 3x6. Altra motivazione, questa volta dal mondo religioso, è che nell’Antico Testamento la data di inizio del diluvio universale è il 17 del secondo mese e secondo la Bibbia lo stesso giorno sarebbe morto Gesù. Nell’Antica Roma sulle tombe era usanza scrivere “VIXI”, ovvero “ho vissuto”, “sono morto”; nel Medioevo, però, a causa dell’analfabetismo molto diffuso l’iscrizione veniva confusa con il numero 17 che invece era XVII. La curiosità è che quella di venerdì 17 è una superstizione sentita fortemente esclusivamente in Italia: addirittura a Napoli il 17 è sinonimo di disgrazia. Nel resto del mondo i numeri negativi sono altri. Nei paesi anglosassoni, infatti, il giorno sfortunato è venerdì 13, mentre in Spagna, Grecia e Sudamerica è il martedì 13.

lunedì 13 ottobre 2014

Sono sempre con voi

Oggi viviamo in un periodo della storia basato in modo particolare sugli atteggiamenti–molte persone vanno dagli psichiatri e pensano di poter correggere le cose superficialmente, con la mente. Con un bell’atteggiamento puoi superare una sconfitta, un dolore, una prova. La verità è che sì, puoi cambiare te stesso, però non é tutta la storia. La parte negativa di quest’atteggiamento è il pensiero che sei tu a dover fare tutto. È vero che dobbiamo fare tanto quanto possiamo, ma c’è anche la grazia di Dio. È molto meglio non dire soltanto: “Io voglio avere e tenere un bell’atteggiamento”, ma: “Io dò questo atteggiamento a Te”. Invece di pregare: “Quando verrai a me, quando verrai Signore”, dici: “Io mi dono a Te, io sono Tuo”. Quello che tu dai, riceverai; quello che tu cerchi, non sempre lo riceverai totalmente e non così velocemente. Quando tu soffri, pensa di donare anche di più a Dio. C’è un bel brano nella Bhagavad Gita dove Dio dice: “Se tu, in tutto ciò che cerchi di fare per conoscerMi, fallisci, allora damMi il tuo fallimento”. Quando lo faremo, vedremo che non esiste realmente un fallimento.

Sono sempre con voi

Gesù ha detto alla fine della sua vita: “Io sono sempre con voi”, e lo è veramente. Quell’ ‘Io’ che Lui ha menzionato in quei tre giorni tra venerdì e domenica è un simbolo. Maria Maddalena Lo ha visto nel giardino e Lui le ha detto: “Non Mi toccare ancora, perchè non sono ancora risorto. Cosa voleva dire? È un simbolo; in tutte le storie divine ci sono sempre dei simboli. Il simbolo in questo caso è che Lui, come pure ogni anima, ha tre livelli da superare per arrivare alla libertà perfetta in Dio. Noi abbiamo tanti veli intorno a noi. Questi veli sono soprattutto a livello materiale.
Dobbiamo togliere questi veli che circondano la nostra mente: i pensieri di “me”, i pensieri delle cose che vogliamo, i desideri, la coscienza di aver fatto male a qualcuno. Tutto questo ci circonda e ci rende come un bozzolo di seta, che tu devi a poco a poco togliere. Ma fare questo da solo è un lavoro veramente impossibile, nessuno potrebbe farlo da solo. Yogananda diceva che solo il 25% del sentiero dipende dal tuo sforzo personale, il 25% è quello che fa il Guru per te, il 50% è la grazia di Dio. Tutti e tre sono essenziali per arrivare a Lui. Tu non puoi fare tanto, ma questo poco che puoi fare é molto per la tua volontà. Non pensare allora che Lui farà tutto. Se osservi l’esempio dei santi, vedrai soprattutto un esempio d’amore eroico e di forza di volontà eroica. Tu devi veramente mettercela tutta, ma persino questo è poco rispetto a quello che devi capire alla fine. Se tu metti tutta la tua volontà per superare una prova, puoi arrivare alla resurrezione – però non una resurrezione come quella di Gesù. Ti senti meglio, ti senti più vicino a Dio, ti senti più gioioso; però c’è qualcos’altro che non può venire. Gesù ha dimostrato questo nella sua resurrezione: era la grazia di Dio che è venuta sulla terra tramite la sua vita, ma specialmente tramite la resurrezione. C’è un bel canto che Yogananda cantava alla Madre Divina, le cui parole sono: “O figlio mio, chiedimi la salvezza ma non chiedere il mio amore, perché se tu mi chiedi l’amore, io devo darti tutto e sarò povera”. Vuole dire, chiedimi il mio amore, perché l’amore di Dio è tutto.

Il mondo astrale

Ci sono diversi livelli di salvezza. Un livello di salvezza viene con la libertà dal bisogno di ritornare nel corpo umano. Si può vivere nel cielo e non dover tornare qui sulla terra. Questo è uno stato beato, e nei cieli più alti c’è una tale bellezza! Sei circondato da angeli, da altre anime libere. Non devi più mischiarti con gente sgradevole, cattiva, egoista. Dopo la morte fisica i devoti vanno in quel regno, ma non tutti sono abbastanza liberi per svilupparsi spiritualmente. Non hanno l’opportunità per avanzare perché è tutto troppo bello e non c’è l’incentivo a crescere. Qui, in questo mondo, tu hai l’incentivo. Tu vedi la vanità e la cattiveria, e tu pensi “Non voglio questo”. Hai un incentivo per cercare una vita migliore. Nel cielo, tu pensi che l’hai già, quindi ti riposi un pò. Però a poco a poco i desideri che hai nel subconscio cominciano a risalire, e pensi “Ah, com’era bello avere una moglie, com’era bello avere dei bambini, com’era bello agire con un corpo che può fare tante cose”. A quel punto senti tristezza, e poi alla fine ritorni di nuovo sulla terra per finire questa storia. Non è che i genitori creano o invitano il neonato. Una madre che conosco, una volta rimproverò il suo piccolo. E lui era così dispiaciuto, che dopo aver pianto un po’, le disse: “E tu non eri neanche la mia prima scelta!” Lei chiese: “Ma chi era la tua prima scelta?” Il bambino rispose: “Una donna nelle Filippine”. Così noi ritorniamo qui, fino al punto dove abbiamo finito questo karma che ci porta giù. La mente umana trova difficile immaginare un’ eternità nel cielo. Prova ad immaginare milioni di anni, tanti miliardi di anni sempre nello stesso giardino, sempre con questo benedetto ego, con questo corpo anche se astrale. Non posso immaginare una definizione migliore per l’inferno. Sarebbe certamente un inferno essere sempre legato, sempre imprigionato in un’ego.
Oltre questo mondo astrale c’è il mondo causale, cioè la causa di tutto, un mondo di idee. Lì, il corpo non ha molta importanza, non c’è più un ego; sei quasi come Dio, con un potere enorme e solo una piccola limitazione di desideri. Gli esseri di quel livello creano altri universi, altrettanto grandi come questo. Sembra una cosa impossibile, ma tu non sei quello che pensi, sei molto di più!

L'esempio di Gesù

Gesù è tornato per farci capire non soltanto che Lui ci ama: vuole anche farci capire che da dove viene Lui, anche noi possiamo arrivare. Tante volte egli ha visto cose che sarebbero avvenute nel futuro, dicendo per esempio: “Quando due o più persone si riuniscono nel mio nome, io sono lì, in mezzo a loro”. Diceva “sono” perché non pensava nel tempo futuro: tutto è presente. Tutto ciò che è passato migliaia di anni fa, tutto ciò che avverrà tra migliaia di anni nel futuro – tutto sta succedendo adesso, nell’Eterno Presente. È per questo che Lui non ha detto: “ci sarò”, ma: “ci sono”. Ogni Domenica, in tutto il mondo, i cristiani celebrano la messa (anche in India, molti celebrano le funzioni cristiane, perché vedono che Dio si è manifestato in tutte le religioni). Ma come può Gesù essere contemporaneamente in ogni chiesa? Egli non parlava del corpo; il corpo era soltanto una sua manifestazione. Lui è già onnipresente. Noi non possiamo immaginare quello stato di esistenza, così diverso da quello che abbiamo; noi non siamo onnipresenti neanche in questo corpo! L’onnipresenza in questo corpo significherebbe essere centrato in ogni atomo del corpo, ti sentiresti in ogni atomo. Questo è uno stato che non possiamo capire. Noi siamo centrati nell’ego, che è minuscolo come un’atomo. Però quando tu puoi uscire dall’ego, realizzi che ogni atomo è il tuo centro. Yogananda ha detto che la visione di Dio è “centro ovunque, e mai circonferenza”. Quello è lo stato che ti attende. Non pensare soltanto che devi mantenere un bell’atteggiamento, così Dio ti benedirà; è importante vedere anche dall’infinito la verità di chi siamo noi: siamo venuti dall’infinito, e lì dobbiamo ritornare.

Simboli cristiani

Ci sono all’inizio e alla fine della vita di Gesù due simboli molto importanti. Il primo fu la stella. L’ultimo era la crocifissione e la resurrezione. I re Magi, che erano in realtà maestri, erano capaci di vedere che Gesù era nato in questo corpo; la coscienza cristica infinita era incarnata sulla terra. Quando tu vedi l’occhio spirituale, al suo centro vedi una stella che simboleggia la coscienza cosmica di Dio. Vedendo quella stella su una persona significa che quella stella era nata in lui. Quindi Gesù è venuto come incarnazione di Dio – non come un santo, ma molto di più. Dio, tramite la coscienza di Gesù, si è incarnato sulla terra. Gesù non era l’unico; Dio fa questo con ogni maestro che è liberato e torna sulla terra con questa libertà. Sarebbe un peccato se noi non potessimo arrivare lì. Nell’Apocalisse, Gesù ha detto: “Io sto fuori dalla porta e busso. Chi mi apre la porta e mi lascia entrare, mi siederò e mangerò con lui”. C’è una verità nascosta in queste parole, che la gente non era pronta ancora per capire. Noi dobbiamo fare quello che ha fatto Lui, diventare quello che Lui è stato e che è adesso. Egli vuole soprattutto questo da noi, e non lo avremo soltanto con metodi psicologici per cambiarci. Non è possibile. Con quel tipo di lavoro psicologico puoi correggere qualche problema nella vita, forse un dolore che ti ha causato qualcuno, o che tu hai causato a qualcun’altro. Puoi lasciare una stanza di questa casa e pensarti libero, però è solo una stanza: sei ancora imprigionato nella casa dell’ego, quindi non sei libero. Questa libertà non può venire per metodi psicologici: può soltanto venire per la grazia del Guru e di Dio.

La resurrezione di Cristo nei nostri cuori

Per questo è venuto Gesù, per questo sono venuti i grandi Maestri, per questo è venuto Yogananda – per darci la forza di ascendere. Quando preghi, non pregare “aiutami”; è molto meglio dire: “io vengo da Te, io voglio Te, io mi dono a Te”. Pensa in un modo generoso, non in un modo egoista. La resurrezione è un bel simbolo su tanti livelli della verità. Più vivi quella realtà in ogni momento della vita, più vedrai che Lui veramente risorge nel tuo cuore, e tu risorgi sempre di più in Lui.
Estratto da un discorso tenuto da Swami Kriyananda ad Ananda Italia

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