domenica 16 novembre 2014

rimozione degli impianti

L’insidia delle forze Oscure



Il ciclo di vita di ogni potenziale Portatore di Luce (ci riferiamo non solo agli starseed, ma anche i lightworkers) è presa di mira dalla forze Oscure già prima della nascita. Gli oscuri sanno chi sta venendo alla luce ed è loro preoccupazione mettergli alle calcagna un loro demone emissario che, per tutta la durata della vita (fino al risveglio e spesso oltre), avrà lo scopo di abbassarne le vibrazioni e ritardare quanto più possibile la manifestazione della sua vera natura divina del seme stellare. Abbiamo conosciuto personalmente casi di demoni guerrieri, potenti voladores e spiriti legati ai Cavalieri di Malta in azione su alcuni nostri amici starseed. In taluni casi questi esseri adombrano ed insidiano lo stesso starseed, che dunque prima che ne abbia completa coscienza, potrebbe percepire la strana sensazione di “essere circondato dal male” o “temere che qualcosa di brutto gli stia per accadere”. Durante la crisi esistenziale del risveglio dello starseed, durante la sua notte buia dell’anima, l’Oscuro potrebbe anche insufflargli in testa, con continuità, pensieri relativi al suicidio. Le forze Oscure possono anche aggiungere alla lista delle vittime un membro della famiglia d’origine (tipicamente il padre o la madre), che viene manipolato e strumentalizzato per ferire lo star kid durante gli anni della crescita. Normalmente la vittima designata è il familiare che ha la personalità più fragile e debole, il più incline ad uscire “fuori di sè” nei momenti di rabbia e a lasciare campo aperto per un walk-in temporaneo del demone. Nei casì più gravi, negli istanti in cui ciò accade possiamo notare uno sguardo insolitamente feroce, il viso piegato in una smorfia luciferica, parole che fendono l’anima con una crudeltà disumana, per poi terminare con “Ma cosa ti ho detto di tanto cattivo?” o, peggio ancora, un “Non mi ricordo gran chè…” quando la persona, che sarebbe pure una brava persona, ritorna in sè e non si rende profondamente conto di cosa è successo, di cosa ha fatto e detto. La strategia di distruzione privilegiata dagli oscuri è la manipolazione mentale. Essi si nutrono di ogni piccola paura o debolezza, si precipitano appena vedono una piccola crepa energetica, un minimo abbassamento vibrazionale: cercano allora di allargarli attraverso il dubbio, il sospetto, l’egoismo ecc., manipolando direttamente nella mente dello starseed o facendo parlare il familiare ‘ospite’. Un tipico caso è quando lo star kid è attaccato con demonica violenza facendogli credere che è “una persona anormale”, “un reietto”, “un essere inutile”, “un fallito”, “diverso e non integrato”. Queste dinamiche indesiderate vanno ad aggiungersi alla già complessa configurazione karmica familiare che, di norma, è scelta volontariamente dallo starseed come contratto prenatale per ostacolare il suo naturale sviluppo di essere umano ed indirizzarlo verso uno sviluppo pieno della sua parte stellare. Abbiamo registrato anche casi in cui, in seguito al risveglio in piena coscienza dello starseed, le forze Oscure decidono di abbandonare il loro temporaneo veicolo umano ospite (cioè il familiare che non serve più allo scopo), facendogli pagare talora un prezzo molto alto. Uno starseed che riesca a comprendere questi dinamismi, non avrà difficoltà a formulare riti di protezione, invocazioni[*] e perfino esorcismi. Una volta entrati pienamente nella Luce e nell’Amore, ed espressi questi in ogni aspetto della propria vita, una volta che lo starseed riesca ad ottemperare alla sua piccola missione karmica familiare, e a riunire nella Luce coloro che sono stati usati come veicoli del male, ripristinando unità, armonia e pace, gli oscuri si ritireranno naturalmente dal campo di battaglia. Nel corso dell’ultimo anno poi, a partire dal portale triplice data 11/11/11, la potenza delle forze Oscure è andata notevolmente indebolendosi, il che rende la loro estirpazione dal campo energetico terrestre ed individuale molto più facile.
Carthesio
[*] Ad esempio, gli starseed che hanno un legame stellare con il Comando Ashtar (vedi sotto) troveranno molto naturale e potente la seguente invocazione in lingua ebraica: “Kodoish, Kodoish, Kodoish, Adonai Tsebayoth” (cioè “Santo, Santo, Santo è il Signore Supremo dell’Universo). Abbiamo parlato in questo post del tentativo del Nuovo Ordine Mondiale di impiantare in tutti gli umani un microchip fisico sottocutaneo. Ebbene, questo non è che l’ultimo e il più concreto di una serie di dispositivi di limitazione spirituale che già in passato sono stati collocati nel campo energetico umano, a livello eterico ed astrale. Molti esseri umani e tutti gli starseed sono vittime di questi impianti sottili. È essenziale che qualsiasi portatore di luce, prima di accingersi all’espletamento della sua missione, si renda conto di averli e proceda alla rimozione. La via più facile e veloce per la rimozione di un impianto è una seduta di consulto con un esperto operatore bioenergista. La lettura prosegue con uno dei rari documenti reperibili in rete provenienti dall’autentico Ashtar Command che espone il proprio punto di vista sull’argomento, seguita dalla testimonianza diretta del lightworker ed operatore energetico Chris Bourne.

Il Comando Ashtar sugli impianti


Questa informazione è stata preparata specialmente per te, operatore di luce nel cammino dell’Ascensione. Tu sei stato divinamente guidato a questo materiale. L’Esperienza della liberazione dagli impianti è un grande passo nel tuo ritorno al tuo vero potere. La liberazione dagli impianti e i dispositivi condurrà la tua vita ad un nuovo livello di chiarezza e proposito. Rappresenterà allo stesso tempo, una liberazione collettiva di molti livelli di karma. Attenzione: per avere questo tipo di impatto e liberare così gli antichi voti e tutti quegli accordi stipulati che mantengono i dispositivi karmici al loro posto è necessario avere un’abilità fondamentale. Occorre avere il potere spirituale per dissolvere realmente gli impianti stessi senza illudersi solo di averlo fatto.(…)

Tutto quello che devi sapere sugli impianti
Gli impianti e i dispositivi di limitazione spirituale sono barriere vibratorie poste nel cammino di Ascensione che bloccano il processo per la piena auto facoltà. Essi bloccano il tuo cammino ponendoti in vendita come una merce e creando false realtà nella tua coscienza, limitando pertanto l’accesso al tuo Essere Superiore. Sono meccanismi di controllo esterno delle forze Oscure che ti mantengono ancorato in una realtà duale. Ce ne sono ancora di molti tipi, propositi e cause, che lavorano tutti come canali incoscienti di energia negativa nella tua vita e rappresentano bende karmiche e associazioni che necessitano di essere curate e rettificate.
Da dove provengono gli impianti?
Gli impianti rappresentano modelli karmici collettivi che sono stati imposti esternamente dalle forze Oscure nel tentativo di controllare il pensiero e le risposte emotive dell’umanità. Attraverso la storia di questo settore dell’Universo, le realtà duali (bene e male) sono state molte. Noi, come operatori di luce, abbiamo vissuto in molte di queste realtà. Ci stiamo avvicinando adesso al tempo del compimento eAscensione per questo pianeta, per questo dobbiamo essere nuovamente liberi di tornare al nostro stato di piene facoltà, portando con noi il pianeta e i suoi abitanti. Ogni volta che entriamo in un nuovo sistema planetario è necessario che ci associamo con l’esperienza della vita di quel pianeta affinché possiamo cambiarlo dal suo interno. Incarnare una realtà duale, appropriarsi delle proprie disfunzioni, elevarsi e ritornare alla Fonte è un atto sacro.
Cosa sono le forze Oscure?
Le forze Oscure sono esseri che non onorano Dio/Padre/Madre come Creatore/Fonte. Esse cercano di catturare energia e potere da altri esseri, invece di riceverla dalla Fonte. Sebbene questi esseri siano stati creati dalla Fonte, attraverso il loro proprio libero arbitrio, hanno partecipato all’illusione di separazione dalla Fonte e si sono opposti alle Sue creazioni a livello di dualità. Attraverso il dolore essi cercano il controllo degli altri. Un modo per raggiungere questo scopo è attraverso gli impianti.
Come abbiamo ricevuto gli impianti?
Gli impianti si ricevono in modi diversi, in molte differenti situazioni, località e situazioni e tempi. Ci sono differenti tipi di impianti e propositi. Alcuni tipi sono il prodotto delle interazioni durante le numerose battaglie con le forze Oscure, nei diversi sistemi planetari della dualità, a cominciare dalla battaglia di Orione[*]. Tutti siamo stati soggetti a impianti di un tipo o di un’altro, in questa o in altre vite. Questi impianti sono Karma di anima che abbiamo caricato da una incarnazione ad un’altra. Una volta che siamo incarnati in questo pianeta continueranno le battaglie della dualità. I draconiani e i rettiloidi invasero questo pianeta durante il periodo di Lemuria e da allora hanno avuto il controllo di questo pianeta. Dopo la caduta principale di Lemuria, cadde anche Atlantide. Fu impedito l’uso dei vostri poteri magici-spirituali. Essi usarono gli impianti per rafforzare il loro controllo. Alcune volte i processi di impianto uccidevano il corpo e vi risvegliavate solo in una successiva incarnazione, senza potere e senza memoria. Ripetete questo per alcune vite e avrete l’uomo moderno con molta poca coscienza del suo vero potere spirituale. L’ultima forma in cui si sono ricevuti impianti è attraverso associazioni con differenti organizzazioni spirituali di natura negativa, inclusa qualunque religione o setta che utilizzi il controllo mentale e la paura per rafforzare il controllo sui suoi membri. Questo riguarda tutte le principali istituzioni religiose, così come le più ovvie società di magia nera, che hanno usato voti, accordi e meccanismi di controllo volti ad esercitare il controllo sopra i suoi membri. Questi voti di fedeltà permangono sino alla loro revoca. Questa energia deve essere trasmutata. Gli impianti si ricevono attraverso i corpi sottili e controllano il nostro accesso alle frequenze superiori.Quando le nostre vibrazioni cadono al livello di dualità, noi crediamo nell’illusione della separazione dalla Fonte. Giacché l’umanità tutt’una è in una realtà duale e ha acquisito l’illusione della separazione dalla Fonte, stiamo tutti vivendo sotto l’influenza di qualche tipo di impianto o dispositivo di limitazione spirituale. Tutti ne abbiamo timore fino a che ne siamo coscienti. Ricordate che coloro che ci impiantarono vogliono controllarci e farci credere che non siamo Uno con il nostro Creatore. Se sappiamo di essere Uno con il Creatore diventiamo una minaccia per loro.

Perchè devo rimuovere i miei impianti?
Gli impianti giocano un ruolo primario nel karma che deve essere risolto da una vita all’altra. Quando si èimpiantati  si è bloccati nella ruota della reincarnazione per sciogliere il karma, rendendo facile il controllo delle forze Oscure. Questo è un modo molto intelligente per garantire per sempre lo stato di asservimento del pianeta. Così è stato fino ad ora. Per ascendere alla sua Presenza dell’IO SONO, l’anima deve bilanciare tutto il karma, tutti gli impianti devono essere rimossi. Anche se ci furono individui che ascesero sin dal tempo di Gesù, questo è stato un raro successo sino ad oggi. Il Pianeta Terra ha preso la decisione di ascendere ad una realtà di quinta dimensione. La Grazia si è estesa per assolvere tutto il karma per quelli che scelgono di ascendere con la Terra. Parte della Grazia prevede la liberazione dagli impianti.
Cosa comporta questo processo?
Questo processo pulisce tutti gli impianti e dispositivi di limitazione spirituale, conosciuti e sconosciuti, armi spirituali, parassiti mentali e del corpo emozionale, entità legate, forme pensiero di tutti i tipi (incluse maledizioni, incanti e feticci) e i voti e gli accordi che mantengono i dispositivi dentro di voi.
Tipi di impianti e dispositivi di limitazione spirituale
• Gli impianti delle battaglie della dualità si crearono durante le guerre su Orione, Sirio, sul pianeta Mallona, Arturo e il sistema delle Pleiadi;
• Gli impianti della storia della Terra furono creati durante le antichè civiltà lemuriana e atlantidea. Questi pure includono tutte le forme di limitazione auto-imposte, gli impedimenti magici, gli impianti di cristalli tridimensionali e i codici 666 di limitazione;
• Gli impianti vivi esistono nei corpi mentali ed emozionali delle vittime e sono chiamati parassiti del corpo mentale o emozionale. Essi possono essere la causa spirituale di molte infermità fisiche;
• Questi dispositivi possono rappresentare traumi di vite passate e vibrazioni negative attuali inviate da altre persone a voi. Possono essere causa di dolore cronico nel corpo;
• Un’entità è un qualunque spirito disincarnato con qualunque legame o cordone che si collega con voi. Queste entità possono essere della vita attuale o passata. È possibile essere circondato da entità della propria vita passata o della vita passata di un altro;
• Forme di pensiero usate in questo contesto sono i pensieri negativo a te inviati in forma malvagia, maledizione, feticci, cospirazioni, etc.
I Grigi/Rettiloidi/Draconiani sono le forze extraterrestri attive che seguono la Terra e impiantano le persone sotto forma di attacco psichico. Puoi sentirti dolorante nella testa, avvertire energia negativa o emozioni di bassa vibrazione muoversi attraverso di te. I dispositivi di limitazione spirituale consistono in voti e/o contratti fatti con fratellanze spirituali negative, alleanze profane o associazioni, quando si è stati senza guida o separati dalla Fonte. Questi voti e accordi ti colpiranno sino a che non saranno eliminati, perché ti lasciano aperto ai reclami degli esseri di queste organizzazioni. Essi accedono a te nello stato di sogno o nei piani interiori e sono le cause principali di interferenza spirituale nella tua vita nei livelli fisico e psichico. Questi voti possono pure includere voti di povertà, castità, obbedienza, etc. Sono gli accordi o contratti degli impianti che li alimentano al tuo posto, e che ti fanno regredire alla terza dimensione se non sono stati completamente rifiutati. Questa è lo scopo principale consapevole del processo di liberazione. I legami karmici sono associazioni di vite passate con individui o luoghi che si esprimono attraverso le tue relazioni presenti e le colpiscono in forma negativa.
Fonte: Comando Ashtar
Estratto da: pickline.it | Microchip eterico-astrali

sabato 15 novembre 2014

gli angeli custodi.



Fratello, mentre tu cammini spensierato per le vie di questo mondo, incontri senza saperlo personaggi importanti che non hanno corpo, ma sono puri spiriti viaggiatori, con delle precise commissioni divine: sono i servi del Signore, coloro che sono stati creati per portare aiuto all’uomo.
La terra è piena di questi Esseri viventi. Coloro che si sforzano di vivere sulla terra la perfezione, e coloro che già hanno raggiunto la mèta dei Santi hanno testimoniato e testimoniano che tra noi vi sono queste creature invisibili per proteggere l’uomo da improvvise disgrazie, per consigliarlo nei profondi dubbi, per portarlo lontano dal peccato. Questi Esseri sono potenze angeliche che profumano la terra delle virtù divine, e la illuminano col loro splendore.
Quante volte anche a voi sarà capitato d’incontrare persone pericolose e di riuscir a liberarvene con una pronta risposta. Quante volte vi è capitato di fare degli incidenti, e siete stati preservati e scampati anche dalla morte. Perché? Perché queste Creature vi hanno salvato.
I Santi comunicano con gli Angeli e hanno lasciato scritto l’importanza del loro lavoro per noi poveri mortali che ci troviamo in questo esilio terreno. Il Signore concede ai Suoi amici, alle anime cioè che hanno raggiunto un elevato stato di grazia, non solo di credere che gli Angeli esistono e proteggono, ma, in certe circostanze, anche di vederli e di colloquiare con loro.
È meraviglioso ed è vero!
Dio, bontà infinita, onnisciente e onnipotente, quando pensava di creare l’uomo ha pensato di creare anche tutto ciò che gli sarebbe servito per ben vivere sulla terra. Ha preparato perciò, prima della sua venuta, quella degli Angeli.
Qualcuno pensa che il luogo dove abitano gli Angeli sia il Cielo. Gli Angeli vivono anche in Cielo, ma soprattutto vivono in terra accanto all’uomo, per preservarlo dal male ed aiutarlo a raggiungere, dopo la sua morte, il Paradiso.
Questo è un conforto per quelle persone che da Dio hanno ricevuto il dono di vederli, di sentirli amici, di lavorare con loro, di mandarli a portar messaggi a persone vicine e anche lontane, addirittura in altri Continenti.
Tanti Santi usavano,
ed usano anche oggi i propri Angeli per scambiarsi le notizie senza bisogno di usare le lettere o il telefono. Non dubitate perché ve lo assicuro io, indegna creatura, che questo è vero.
Certo, gli Angeli abitano sugli oceani, sui monti e sui mari, sui fiumi, e talvolta si posano sui rigagnoli delle terre incolte e solitarie ad aspettare due che passano, magari per appuntamenti sporchi, e li salvano.
Un Angelo può all’improvviso prendere la figura di un uomo e cominciar a parlare. Tu pensi che è un uomo, ma è un Angelo: è uno spirito celeste mandato da Dio sul tuo cammino.
Ecco uno che sta annegando e l’Angelo lo salva.
Purtroppo l’uomo si dimentica di pregare gli Angeli; va a cercare consigli chissà dove, magari da indovini, da maghe, da fattucchiere, e poi cade nel baratro della disperazione, spende quei quattro soldi che ha e diventa più interdetto di prima. Se gli Angeli non li pregate certamente non vengono a aiutarvi.
L’Angelo è un mandato dal Signore a guidarti perché tu non smarrisca il cammino. Non ha né simpatie né antipatie. Mi disse un giorno un contadino: «Forse il merito è del mio Angelo perché stavo seminando la terra e quando sono arrivato a metà semina ho sentito qualcuno che mi ha scosso nella schiena: mi sono girato e non ho visto nessuno, ma proprio in quel momento mi cadde l’occhio sulla semente e capii che era quella che non dovevo usare. Continuai, allora, a seminare quella giusta».
Dio quando creò gli Angeli diede a ciascuno un ufficio particolare.
Gli Angeli non sono soggetti al peccato perché senza corpo; sono Creature obbedientissime. Ciascun uomo ha accanto a sé un Angelo Custode come protettore e confidente, eppure tante volte si dimentica di Lui.
Oltre agli Angeli Custodi vi sono gli Arcangeli: l’Arcangelo S. Gabriele, quello che annunciò alla Vergine Maria che sarebbe diventata la Madre di Gesù: l’Arcangelo S. Raffaele, che ha il compito di assistere e confortare i pellegrini in viaggio e gli ammalati, come fece con Tobia; l’Arcangelo San Michele, colui che vinse il diavolo nella lotta tra gli Angeli buoni e quelli ribelli.
Invocate gli Arcangeli perché sono potenze a guida dell’uomo. Sono consiglieri ammirabili: S. Michele il difensore, S. Raffaele la guida, S. Gabriele la luce.
Gli Angeli non sono solo a servizio di Dio per la protezione dell’uomo, ma sono anche a servizio dell’uomo per portare altri uomini alla conoscenza di Dio.
L’Apostolo e il Sacerdote dovrebbero affidarsi spesso a queste Potenze angeliche per essere illuminati nella conversione delle anime.
I Cherubini e i Serafini sono Angeli che lodano di continuo il Creatore e pregano per quegli uomini che sulla terra si dimenticano di Lui.
Agli amici del Signore sono state confidate queste cose perché tutte le creature le conoscano per meglio amare il Signore e trovar più facile la via per andare a Lui.
Altre sono le Schiere Angeliche: Troni, Dominazioni, Potestà, Virtù, Cieli. Ogni schiera ha i suoi uffici particolari per difendere l’uomo dalle calamità dello spirito e per aiutarlo a svolgere quelle pratiche che gli necessitano per ben vivere sulla terra.

Pregate gli Angeli e i pesi diventeranno più leggeri, la tristezza sarà cambiata in sorriso.

venerdì 14 novembre 2014

amuleti e talismani

Gli amuleti vanno inclusi tra i mezzi popolari di cura.
Dagli anelli degli antichi indiani e dagli occhi d'oro degli Egiziani fino alle cosiddette “pietre del fulmine”, che non sono altro che cuspidi di frecce del periodo neolitico affiorate durante i lavori dei campi e ritenute parti materiali del fulmine.
Più popolari e a portata di mano sono i cornetti di corallo o il “gobbetto” che fa le corna mentre stringe un ferro di cavallo.
Gli amuleti hanno una funzione protettiva, mentre i talismani posseggono una forza attiva contro il male.
In una medaglia talismanica scoperta in Asia minore, è effigiato Salomone a cavallo che con una lancia uccide una “diavolessa”: l'immagine è straordinariamente simile a quella di S. Giorgio che uccide il drago. Il “nodo di Saio-mone”, che i nostri marinai, per scongiurare la tempesta, disegnavano sull'albero della barca, rappresentato da due triangoli capovolti chiusi da un cerchio, si trova già in un antico amuleto ebraico.

Questi amuleti e talismani ci richiamano al malocchio, o iettatura, che anticamente veniva chiamato “fascino”.
Sembra che la determinazione psicologica di questa manifestazione sia quella di trovarsi di fronte a persone che hanno qualche tratto diverso da quelli che generalmente caratterizzano la collettività, ad esempio: i poteri benefici di un gobbo e quelli malefici di una gobba o di altri individui con qualche difetto fisico, e il proverbio: “Cristo disse: guardati dai segnati miei”.
Il malocchio e la iettatura indicano che l’azione malefica è voluta da quelle persone a cui viene attribuito tale potere; ma ci può essere anche un malocchio involontario, quindi: persone che portano disgrazia senza che esse stesse ne abbiano coscienza.
Nella Napoli aristocratica del Settecento, la iettatura costituì un tema di moda, trattato da scienziati illuministi che, per giustificare la loro credenza nel malocchio, lo spiegavano come una forza posseduta da certi individui, dei quali indicavano anche i tratti fisici distintivi.Per amuleto si intende un qualunque oggetto utilizzato per superstizione, credendolo un "difensore" da mali o pericoli o per propiziarsi la fortuna. L'etimologia della parola è incerta. Potrebbe derivare dal latino a-molior(allontanare, tener lungi), o dal greco amulon, un "specie di focaccia" che si soleva offrire sugli altari o sulle tombe per rendersi propizi gli dei e gli spiriti dei trapassati. Sinonimo di "amuleto" è anche la parola talismano, che deriva dal persianotelsaman (o tilsaman), "figura magica" o "oroscopo", che gli arabi presero dal greco telesmena, "completo", nome dato alle statue delle divinità pagane consacrate con operazioni di teurgia nel Basso Impero, che furono considerate come malefiche (nel XVI secolo si indicarono "talismani" i sacerdoti idolatri e i musulmani). Gli amuleti includono: gemme o semplici pietre, statue, monete, illustrazioni, pendenti, anelli, piante, animali, ecc.; anche frasi pronunciate in alcune occasioni: per esempio vade retro Satana (dal latino, "va indietro, Satana", "indietreggia, Satana"), per cacciare il diavolo o la cattiva sorte. I primi amuleti utilizzati dagli uomini primitivi - per lo più cacciatori - venivano ricavati da ossa, denti o corna di animali, e davano al possessore un senso di sicurezza e fiducia nel proprio destino. Gli amuleti variano considerevolmente a seconda del loro periodo storico e posto d'origine. Tuttavia, nei vari tipi di società, gli oggetti religiosi vengono comunemente utilizzati come amuleti, siano questi la figura di un dio o semplicemente alcuni simboli che rappresentano le divinità (quali la croce per i cristiani o "l'occhio di Horus" per gli antichi Egizi). In Thailandia si può vedere la gente comune con più di un Buddha che pende dal collo; in Bolivia e in alcune zone dell'Argentina il dio Ekeko fornisce una "protezione standard", offrendogli almeno una banconota per ottenere fortuna e benessere. Ogni segno zodiacale ha una gemma corrispondente che funge da amuleto, ma queste pietre variano secondo le differenti tradizioni. Un'antica tradizione cinese insegna a catturare un grillo vivo e tenerlo in una scatola di vimini per attirare la buona sorte (questa tradizione si estende anche alleFilippine). Sempre in Cina si possono spargere le monete sul pavimento per "attirare" il denaro; il riso, inoltre, ha una reputazione come elemento portante di buona fortuna. Controversie possono nascere per quanto riguarda le tartarughe e il cactus: alcuni li considerano favorevoli, mentre altri ritengono che siano ostacoli all'interno della casa Per quanto riguarda la tradizione ebraica, l'uso di amuleti è molto interessante: in molti musei esistono esempi di amuleti dell'era di Salomone. Un amuleto poco conosciuto, ma molto utilizzato nella tradizione ebraica, è il kimiyah o "testo dell'angelo". Si tratta dei nomi degli angeli, o alcune frasi della Torah, scritte su pergamene quadrate da scrivani rabbinici. La pergamena è custodita in un contenitore d'argento ed è portata direttamente sul corpo. È impressionante notare quanto siano simili le tradizioni riguardo agli amuleti, tra ebrei e buddisti. In Africa e nei Caraibi, credenze religiose come Vudù, Umbanda, Quimbanda e Santería utilizzano spesso disegni come amuleti; queste religioni, inoltre, tengono conto del colore della fiamma delle candele, perché ogni colore caratterizza un effetto differente dell'attrazione o della repulsione. Un'altra forma popolare di amuleto che ha le sue origini nel vudù haitiano e nell'hoodoo louisianese è il sacchettino talismanico (gris-gris o mojo). Profumi ed essenze (come incenso, mirra, ecc.) sono utilizzati allo scopo di attrarre o respingere. Le leggende popolari hanno spesso attribuito "poteri magici" a insoliti oggetti, come la placenta o il piede del coniglio; il possesso di questi oggetti rafforzava le abilità magiche dei loro proprietari. In Europa centrale la gente credeva che l'aglio o un crocifisso tenesse lontani i vampiri. Gli antichi egizi avevano molti amuleti che utilizzavano per occasioni e necessità differenti; spesso rappresentavano figura di un dio o l'Ankh, una croce ansata che rappresentava il simbolo della vita eterna, e l'Udjat, l'occhio di Horus simbolo di rigenerazione. Anche la figura dello scarabeo, rappresentante il dio Khepri, è diventata un comune amuleto, e anche nel mondo occidentale ha trovato molti "sostenitori". Molto diffusi erano anche lo shen e il Nodo di IsidePer gli antichi scandinavi, anglosassoni e tedeschi (ma anche per alcuni credenti neopagani) il simbolo runico Eoh protegge dalla malvagità e dalla stregoneria; in alcuni paesi il rune non-alfabetico, che rappresenta il martello di Thor, offre protezione contro i ladri. Dagli antichi Celti deriva la credenza che il trovare un trifoglio con quattro foglie, sia segno di buona fortuna. Anche i coralli e il ferro di cavallo sono considerati dei portafortuna. In India, il suono di piccole campane mosse dal vento o appese sopra porte o finestre, fanno fuggire gli spiriti maligni. In Giappone i templi shintoisti preparano piccoli sacchetti di stoffa colorata chiamati omamori, dedicati alla protezione di molti aspetti della vita (amore, denaro, studio, eccetera). Il buddismo ha un'antica tradizione di talismani. Nel secondo secolo dopo Cristo, i Greci hanno cominciato ad intagliare le immagini reali del Buddha che venivano vendute ai nativi dell'India. Nel primo periodo del buddismo, poco dopo la morte del Buddha nel 485, erano di uso comune amuleti con simboli buddisti (ad esempio le orme del Buddha). Un altro aspetto degli amuleti si collega con la demonologia e l'idolatria del demonio: l'uso del crocifisso capovolto o del pentacolo invertito sono necessari per mettersi in comunicazione con i demoni. I cristiani copti usavano tatuaggi come amuleti protettivi; i Tuareg li usano ancora, così come gli aborigeni canadesi, che portano il totem del loro clan tatuato sul corpo. La maggior parte dei laici buddisti tailandesi sono tatuati con immagini sacre buddiste, e anche i monaci utilizzano questa pratica di protezione spirituale. L'unica regola, come per i talismani ed gli amuleti ebrei, è che tali simboli possono essere applicati soltanto alla parte superiore del corpo, fra la parte inferiore del collo ed il girovita.Sin dal Medioevo, nella cultura occidentale, il pentagramma, o "stella a cinque punte" (il numero 5 rappresenta l'uomo, il microcosmo) è stato considerato come talismano per attirare soldi o amore, per proteggere contro l'invidia, la sfortuna o altre disgrazie. Anche il pentacolo (dal greco Panta, che significa tutto, universale eKleos che significa azione gloriosa) è conosciuto come un "potente" amuleto, utilizzato nelle invocazioni e negli scongiuri contro gli spiriti. Altri simboli, come i "quadrati magici" o i segni cabalistici, sono stati utilizzati sia come segni positivi che negativi.


martedì 11 novembre 2014

Che cosa dice la Bibbia riguardo alla vergine Maria?


Maria, la madre di Gesù, era una donna che fu descritta da Dio come “grandemente favorita” (Luca 1:28, ND). L’espressione “grandemente favorita” deriva da una singola parola greca che, in buona sostanza, significa “molta grazia”. Maria ricevette la grazia di Dio. La grazia è “favore immeritato”, ossia qualcosa che riceviamo nonostante non lo meritiamo. Maria aveva bisogno della grazia di Dio, proprio come tutti noi. La stessa Maria comprese questo fatto, in quanto dichiarò in Luca 1:47: “…e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore…”. Maria riconobbe il bisogno di essere salvata, di aver bisogno di Dio come suo Salvatore. La Bibbia non dice mai che Maria fu qualcosa di diverso da una comune donna che Dio scelse per usarla in modo straordinario. Certo, Maria era una donna giusta e favorita (graziata) da Dio (Luca 1:27-28). Allo stesso tempo, Maria era anche un essere umano peccatore proprio come chiunque altro — che aveva bisogno di Gesù Cristo come suo Salvatore, proprio come chiunque altro (Ecclesiaste 7:20; Romani 3:23; 6:23; 1 Giovanni 1:8). Maria non ebbe una “immacolata concezione” — non esiste alcun motivo biblico per credere che la nascita di Maria sia stata nient’altro che una normale nascita umana. Quando diede alla luce Gesù, Maria era vergine (Luca 1:34-38), ma il concetto della verginità perpetua di Maria è antiscritturale. Matteo 1:25, parlando di Giuseppe, dichiara: “E non ebbe con lei rapporti coniugali finché ella non ebbe partorito un figlio”. Il termine “finché” indica chiaramente che Giuseppe e Maria non si unirono sessualmente se non dopo la nascita di Gesù. Giuseppe e Maria ebbero parecchi figli dopo che nacque Gesù. Gesù ebbe quattro fratellastri: Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda (Matteo 13:55). Egli ebbe anche delle sorellastre, di cui non conosciamo però il nome e il numero (Matteo 13:55-56). Dio benedisse e graziò Maria dandole parecchi figli, il che, in quella cultura, era il segno più chiaro della benedizione di Dio su una donna. Una volta, mentre Gesù stava parlando, una donna tra la folla proclamò: “Beato il grembo che ti portò e le mammelle che tu poppasti!” (Luca 11:27). Non ci fu mai più un’opportunità migliore di quella in cui Gesù potesse dichiarare che Maria era davvero degna di lode e adorazione. Quale fu la risposta di Gesù? “Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!” (Luca 11:28). Per Gesù, l’ubbidienza alla Parola di Dio era PIÙ IMPORTANTE dell’essere la donna che Lo aveva messo al mondo. Mai nella Scrittura Gesù, o qualcun altro, rivolge qualche lode, gloria o adorazione a Maria. Elisabetta, parente di Maria, lodò Maria in Luca 1:42-44, ma la sua lode era basata sul fatto che Maria avrebbe dato alla luce Gesù, non su qualche gloria intrinseca in Maria. Quando Gesù morì, Maria era alla croce (Giovanni 19:25). Nel giorno di Pentecoste, Maria era con gli apostoli (Atti 1:14). Tuttavia, Maria non è mai più menzionata dopo Atti 1. Gli apostoli non danno mai a Maria un ruolo di primo piano. La morte di Maria non è registrata nella Bibbia. Non si dice niente di Maria che ascese al cielo o che ebbe una qualche forma di ruolo eccelso in cielo. Maria va rispettata in quanto la madre terrena di Gesù, ma non merita il nostro culto o la nostra adorazione. La Bibbia non indica mai che Maria possa ascoltare le nostre preghiere o che possa fare da mediatrice fra noi e Dio. Gesù è il nostro unico avvocato e mediatore in cielo (1 Timoteo 2:5). Se le si offrissero culto, adorazione o preghiere, Maria direbbe la stessa cosa degli angeli: “Adora Dio!” (Apocalisse 19:10; 22:9). È la stessa Maria a costituire un esempio per noi, in quanto ella rivolse il suo culto, la sua adorazione e la sua lode soltanto a Dio: “L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva. Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome” (Luca 1:46-49). L'Assunzione di Maria in Cielo è un dogma cattolico nel quale viene affermato che Maria, terminato il corso della vita terrena, fu trasferita in Paradiso, sia con l'anima che con il corpo, cioè fu assunta, accolta in cielo. L'Assunzione di Maria, nel pensiero cattolico, è un'anticipazione della resurrezione della carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il Giudizio universaleI cristiani ortodossi e armeni celebrano la Dormizione di Maria: Maria sarebbe stata assunta in cielo dopo la morte. Né la Dormizione né l'Assunzione sono un dogma presso gli Ortodossi o gli Armeni. La differenza principale tra Dormizione e Assunzione è che la seconda non implica necessariamente la morte, ma neppure la esclude. Né l'Assunzione né la Dormizione fanno parte della dottrina anglicana e sono rigettate dalla maggior parte degli anglicani. Tuttavia nella "Chiesa alta" si propende per la seconda, più che per la prima. La Commissione internazionale cattolica/anglicana (ARCIC), un organo di dialogo teologico ecumenico, in un documento di discussione del 2005 (non vincolante né per la Chiesa Cattolica Romana, né per la Comunione anglicana) ha però proposto che il dogma dell'Assunzione di Maria "è compatibile con le Scritture". Le Chiese protestanti invece non credono nell'Assunzione di Maria, in quanto non affermata nella BibbiaNel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell'Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino dell'alleanza nuova (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo. Sul Calvario, durante l'agonia in croce, Gesù l'affida all'apostolo Giovanni, e a Maria affida lo stesso apostolo: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua Madre!». E da quel momento il discepolo l'accolse nella sua casa (Gv 19,26-27). Secondo la tradizione cattolica questo sarebbe l'atto che la costituisce Madre dei credenti. Secondo alcuni studiosi, inoltre, l'affidamento di Maria a Giovanni negherebbe implicitamente la tesi circa altri presunti figli di Maria e Giuseppe: non si comprenderebbe infatti il motivo per il quale Gesù affida Maria a Giovanni apostolo ed evangelista se fossero stati presenti altri figli di Maria. I cattolici si rivolgono a lei con molti titoli. In Italia viene normalmente chiamata Madonna (dal latino mea domina, "mia signora"). Altri sono: Maria Vergine, Maria Immacolata, Maria Assunta, che fanno riferimento alle definizioni dogmatiche, mentre moltissimi altri titoli fanno riferimento a luoghi o eventi di particolare devozione, come Maria Ausiliatrice, Maria Consolata, Madonna di Lourdes, di Fatima o di Loreto, ecc. Fra le preghiere che le vengono rivolte la più comune è l'Ave Maria, nella quale nella prima parte si ripetono il saluto dell'angelo al momento dell'annunciazione e quello di Elisabetta all'inizio della visitazione (secondo il Vangelo di Luca, I, 28 e I, 42); la seconda parte è un'invocazione di origine più tarda, nata in ambito ecclesiastico. Il magistero cattolico ha definito altri dogmi che la riguardano:  1) l'Immacolata Concezione (nel 1854). Maria è considerata priva del peccato originale fin dal concepimento. La definizione dogmatica pose fine ad una controversia che si era sviluppata a partire dal Medioevo nella Chiesa latina, ripresa più tardi dal Protestantesimo; 29 l'Assunzione (nel 1950). Maria è considerata aver partecipato anticipatamente della resurrezione che sarà di tutti i cristiani alla fine dei tempi. La tarda definizione di questo dogma non fu causata da una controversia, ma sanzionò una credenza che era già diffusa nel primo millennio, ed infatti essa è ritenuta anche nelle Chiese ortodosse (la cosiddetta dormizione di Maria), pur senza essere da esse definita come dogma. Al termine della sua vita terrena, afferma il dogma proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, la Vergine Maria venne trasportata, anima e corpo, in Cielo (venne "assunta", ricevuta, in Cielo), sulla scorta del convincimento dell'antichità cristiana di un somnium Mariae (sonno di Maria), anziché di una morte vera e propria. Pertanto al momento della conclusione della sua vita, momento chiamato anche "Dormizione", essa ricominciò subito a vivere, con il suo corpo risorto, nel Paradiso, accanto a suo Figlio Gesù. A Gerusalemme vi sono due luoghi che la tradizione collega alla sua morte: la chiesa della Dormizione, sul monte Sion, posta nel luogo in cui Maria si sarebbe "addormentata", e la chiesa della Tomba di Maria, nella valle del Cedron, dove gli apostoli avrebbero deposto il suo corpo, per poi ritrovare la tomba vuota. Secondo un'altra tradizione, invece, Maria avrebbe seguito l'apostolo Giovanni a Efeso e lì sarebbe morta.La teologia cattolica (mariologia) ha sviluppato, nel corso dei secoli, le definizioni, le concezioni, i dogmi e dunque le corrette forme di venerazione della Vergine, basandosi però non su speculazioni astratte (cioè gnostico-intellettuali), bensì su alcune tradizioni storico-religiose del Cristianesimo, come testi di santi e padri della Chiesa. Tutto ciò è oggetto di studio e di riflessione della mariologia cattolica. Fra i santi della Chiesa latina che hanno scritto a proposito di Maria vi sono: ilbeato Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio,San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant'Alfonso Maria de' Liguori. Essa è presentata come la «Madre della misericordia», la «Speranza dei disperati», la «Regina dei miseri», la «Mediatrice di tutte le grazie», il «Refugium peccatorum» vivente. San Bernardo afferma che
  • « [...] ella apre l'abisso della misericordia di Dio a chi vuole, quando vuole e come vuole; così che non vi è peccatore, per quanto iniquo sia, il quale si perda, se Maria lo protegge. »
    (San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)
    e continua, dicendo che la maestà mariana non dev'essere fonte di timore o di vergogna nel pregarla (a causa dei propri peccati), al contrario:
    « [...] Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri? Tu sei la regina della misericordia e io, essendo il peccatore più misero di tutti, sono il più grande dei tuoi sudditi. »
    (San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)
    Essa, giacché che fu eletta ab aeterno da Dio per portare il Redentore agli uomini, e dal momento in cui accettò Gesù, ad opera dello Spirito Santo, è divenuta anche Madre di tutti gli uomini, dei giusti e dei peccatori che si rivolgono a Lei, e l'amore di Dio per Maria è tanto immenso, infinito ed illimitato che Sant'Alfonso Maria de' Liguori le si rivolge in tal modo:
    « [...] Saresti in grado di ottenere la grazia anche per Lucifero in persona, se quello spirito superbo si umiliasse di fronte a Te! »
    (Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Le glorie di Maria, cap. II)
    A tal proposito, si ricordi anche la visione di Maria contenuta nella Divina Commedia, dove Dante riporta la straordinaria preghiera del doctor marianus Bernardo di Chiaravalle (musicata, tra gli altri, da Giuseppe Verdi nei Quattro Pezzi Sacri) affinché Dante stesso possa ottenere -per grazia- la visione della Trinità divina:
    « Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
    umile e alta più che creatura,
    termine fisso d'etterno consiglio,

    tu se' colei che l'umana natura
    nobilitasti sì, che 'l suo fattore
    non disdegnò di farsi sua fattura.
    Nel ventre tuo si raccese l'amore,
    per lo cui caldo ne l'etterna pace
    così è germinato questo fiore.
    Qui se' a noi meridiana face
    di caritate, e giuso, intra ' mortali,
    se' di speranza fontana vivace.
    Donna, se' tanto grande e tanto vali,
    che qual vuol grazia e a te non ricorre
    sua disianza vuol volar sanz'ali.
    La tua benignità non pur soccorre
    a chi domanda, ma molte fiate
    liberamente al dimandar precorre.
    In te misericordia, in te pietate,
    in te magnificenza, in te s'aduna
    quantunque in creatura è di bontate. »


    Nei versi danteschi è concentrata tutta la tradizione teologica mariana, da cui il poeta infatti riprese Maria come la persona in cui si risolvono i paradossi terreni irrisolvibili («Vergine Madre,/figlia del tuo figlio»), la creatura umilissima eletta da Dio nell'eternità per la salvezza degli uomini, colei che è amata assolutamente, infinitamente e incondizionatamente dal Padre e dal Figlio, la «Mater Dei» nella e della storia, distributrice di carità per i beati e di speranza per gli uomini, la necessaria mediatrice dell'ottenimento di ogni grazia, colei per la quale Dio giunse al punto di prender su di sé la carne dell'uomo, la persona in cui si ricongiungono la perfezione ideale di una dea e la concretezza fisico-storica di una creatura. Il culto di Maria madre di Gesù ha origini remote, probabilmente risalenti alla chiesa primitiva. Un'antica tradizione cristiana narra che, laddove sorge la Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, un tempo sorgeva la "casa di Maria". Nei primi secoli alcuni movimenti, come quello dei colliridiani, giunsero anche ad adorare Maria come una divinità. Ricerche archeologiche condotte alla fine degli anni sessanta dall'italiano Bellarmino Bagatti, documentano che l'attuale Basilica dell'Annunciazione è stata edificata su una più antica basilica bizantina del V secolo, che a sua volta è stata costruita su una chiesa del III secolo. Sotto quest'ultima è stata scoperta una costruzione rurale sulla cui parete sono stati ritrovati graffiti in lingua greca risalenti al II secolo, nei quali è scritto: "Luogo sacro a Maria" e "Kaire Maria" (Greco: XE MAPIA; ital.: "Ave Maria", nda) La Chiesa latina, come anche le chiese orientali, ha sviluppato il culto per Maria sia nella liturgia che nella devozione privata. Oltre a ciò, Maria è vista anche come modello di imitazione. Dal punto di vista teologico, la sua opera di mediazione tra Dio e l'umanità si spiega con l'investitura che ricevette da Gesù sulla croce, quando venne "donata" agli uomini per farli sentire più vicini a Lui. Soprattutto dopo l'ascensione di Gesù, Maria rimase il punto di riferimento per la comunità dei credenti appena sorta, preservandone l'unità di fronte alle nuove sfide e alle potenziali discordie che caratterizzarono la primissima era cristiana. Il culto verso la Beata Vergine andò poi aumentando fino a quando si arrivò a una notevole diffusione dopo il Concilio di Efeso (431), che la riconobbe ufficialmente come "Madre di Dio". Nell'esortazione apostolica Marialis Cultus di papa Paolo VI del 1974 al culto di Maria vengono date le seguenti indicazioni: esso deve attingere il più possibile alle Sacre Scritture, va collocato nel ciclo annuale delle liturgie ecclesiastiche, ha un orientamento ecumenico (volto cioè a promuovere l'unità dei cristiani), e guarda a Maria come a un modello di vergine, di madre e di sposa. Nell'esortazione apostolica sono presenti anche descrizioni e suggerimenti circa la preghiera del rosario, uno dei principali esercizi attraverso cui la Chiesa manifesta la propria devozione a Maria; sul rosario è tornato papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002 per aggiungere ai quindici tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, cinque «misteri della luce» riguardanti la vita pubblica di Gesù (Battesimo,Nozze di Cana, Predicazione del Regno, Trasfigurazione, Istituzione dell'eucaristia). Giovanni Paolo II nel 1986 ha anche fatto pubblicare un nuovo messale comprendente messe specifiche da dedicare alla Beata Vergine. Per la Chiesa cattolica, il dogma di Maria "Santissima Madre di Dio" poggerebbe anche nel passo del vangelo secondo Luca 1:43, in cui Elisabetta si rivolge a Maria in questi termini: "A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore" Nel protestantesimo le opinioni riguardo a Maria assumono differenti sfumature, tuttavia concordano nel ritenere eccessiva l'enfasi che viene data alla sua figura nella Chiesa cattolica e, disapprovando il culto dei santi, ritengono che il culto di iperdulìa tributato a Maria sia inconciliabile con la dottrina di Gesù quale unico Mediatore tra Dio e l'uomo (cfr. 1Tim 2:5). I riformatori del XVI secolo in generale mantennero i dogmi del primo millennio secondo la formulazione dell'epoca. Lutero ad esempio ha mantenuto la celebrazione delle maggiori festività in onore di Maria rintracciabili nel vangelo secondo il calendario liturgico tradizionale, come l'annunciazione, la visitazione e la purificazione di Maria. Venne abbandonata invece la credenza dell'assunzione, tradizionalmente celebrata nella Chiesa cattolica, mentre l'immacolata concezione era all'epoca un'opinione non definita e non costituiva quindi motivo di conflitto con i cattolici. Le chiese protestanti in genere e quelle a indirizzo fondamentalista e i testimoni di Geova, attenendosi strettamente a una lettura letteralista del testo evangelico, ritengono che Maria concepì virginalmente Gesù, ma che in seguito ebbe altri figli da Giuseppe basandosi sul fatto che nei vangeli si parla di Fratelli di Gesù; rifiutano pertanto i titoli e l'onore che la tradizione cattolica ed ecclesiastica ha dato a Maria. In seguito, da scrittori dell'Illuminismo e della teologia liberale, sono state fatte oggetto di critica diverse formulazioni tradizionali, tra cui la verginità perpetua, sostenendo che Maria avrebbe avuto anche altri figli dopo Gesù. Molti teologi protestanti di indirizzo liberale ritengono che l'intera parte iniziale del vangelo di Luca, in cui si parla in termini miracolosi della nascita verginale del Cristo, sarebbe scritta in un linguaggio mitologico e di conseguenza la figura di Maria sarebbe stata rielaborata nel corso dei secoli secondo questo genere letterario. La recente valorizzazione delle figure femminili nella Bibbia stanno comunque portando molti teologi protestanti a una riscoperta della figura di Maria, anche per l'esigenza di una maggiore adesione alle scritture. Di Maria, in particolare, viene posta in rilievo la presenza in tutti i passaggi chiave del Nuovo Testamento (nascita e morte di Gesù, discesa dello Spirito Santo durante la Pentecoste). Il processo di rivalutazione è facilitato anche dal graduale attenuarsi del bisogno, forte soprattutto nei secoli passati, di evidenziare le differenze rispetto alle pratiche del cattolicesimo, e in particolare dalla"mariolatria". musulmani venerano Maria come una delle donne eccellenti, unitamente alla madre di Mūsā, Āsiya, alla prima moglie di MaomettoKhadīja e all'unica figlia sopravvissuta del profeta Muḥammad, FāṭimaCredono anche nel suo concepimento virginale, testimoniato nella Sūra XIX del Corano, senza però considerarla "Madre di Dio", perché ʿĪsā (Gesù) è per l'Islam solo un profeta, sia pure il maggiore mandato da Allāh agli uomini prima di Muḥammad, chiamato infatti "sigillo dei profeti". Nel Corano la figura di Maria (Maryam) viene ricordata più volte, oltre che nella Sura III, dedicata alla sua famiglia (Āl ʿImrān), anche nella Sūra XIX a lei intitolata. È nominata più nel Corano che nell'intero Nuovo testamento ed è anche l'unica donna citata con nome proprio. I musulmani la chiamano anche Sayyida, che vuol dire "Signora, Padrona" e che corrisponde pressappoco al termine cristiano "Madonna". L'affermazione sulla verginità perpetua ha suscitato e suscita varie prese di posizione a causa di un dogma che nella stessa chiesa cristiana destò profonde controversie, anche per il fatto che nei vangeli sono citati i fratelli di Gesù. A questo proposito sono state proposte diverse soluzioni, con fratelli di Gesù ci si riferirebbe, ad esempio:
    • ai fratelli carnali di Gesù (parte del mondo protestante, ma non Lutero e Calvino), nati da Maria; coerentemente con il fatto che il Nuovo Testamento è stato scritto in greco (lingua che distingue tra fratelli uterini e non).
    • all'insieme dei parenti stretti di Gesù (Cattolicesimo e Ortodossia), secondo la mentalità semitica: quindi non esisterebbe contrasto con il Nuovo Testamento. Con il termine "fratello" nella lingua semitica si indicavano anche rapporti di parentela più larghi; nel libro della Genesi ad esempio, Abram zio di Lot (fratello di Aran suo padre, Gen 11,27) definisce suo nipote "fratello", come nel seguente versetto: Gen 13,13. "Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli»".
    Una delle prove difficilmente smentibili risiede proprio nella Bibbia, in Matteo 1,25, dove l'evangelista scrive di Giuseppe "senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù". Di certo il verbo "conoscere" nei succitati versi non assume il significato consueto di apprendere nozioni o di avere rapporti di familiarità e amicizia con qualcuno, in quanto in entrambi i versi abbiamo come conseguenza o come impedimento un concepimento o un parto. Da Matteo 1;25 possiamo quindi dedurre che Giuseppe e Maria prima della nascita di Gesù non ebbero rapporti coniugali.
    Vi è da considerare Luca 1,34 dal quale si evince indubbiamente il voto di Maria alla verginità:
    « L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». »
    Quest'ultima affermazione ha da sempre suscitato dibattito tra i teologi e gli esegeti. Fu Agostino di Ippona a spiegare questa frase come un voto di verginità di Maria, che avrebbe poi contratto il fidanzamento "per avere un protettore della sua verginità" Tuttavia questa spiegazione non trova concordanza con la realtà storica del giudaismo ed "una risposta convincente non è stata trovata dall'esegesi moderna"

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