giovedì 4 dicembre 2014

L'America Spirituale

In antropologia, un totem è un'entità naturale o soprannaturale che ha un significato simbolico particolare per una singola persona o clan o tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita. Il termine deriva dalla parola ototeman, usata dai nativi americani Ojibway. In alcune tribù native nordamericane, dei tronchi d'albero vengono decorati in modo da raffigurare una serie di totem sovrapposti, così da formare dei pali di totem. Tali pali vengono spesso erroneamente chiamati "totem" essi stessi. Nei clan in cui il capostipite è divino o semidivino, tale entità è considerata il totem del clan Per le persone, l'associazione con il proprio totem avviene in una cerimonia di iniziazione, che può avvenire appena dopo la nascita, oppure anche in età adulta. Un culto basato su un totem è detto totemismo. Il totemismo è comunemente considerato una pratica religiosa tribale, ma si realizza anche nella cultura occidentale, per esempio nello scautismo, nel satanismo di stampo black metal, nel movimento New Age, nell'uso di mascotte. In alcune correnti pagane, si usa "evocare" all'occorrenza dentro di sé il totem di un animale (per es.: in una situazione pericolosa si evoca l'animale totem del Lupo) al fine di incorporare le caratteristiche più istintuali e utili alla situazione che sono proprie di quell'animale. In alcuni culti sciamanici, il totemismo si avvicina al concetto di "possessione volontaria" poiché i praticanti di queste discipline antiche e primitive entrano in un contatto così profondo con lo "spirito" dell'animale totem da esserne "soggiogate", prendendone persino alcuni atteggiamenti ed abitudini oltre che, come si suppone, le loro abilità. L'antropologo Radcliffe Brown, nelle sue ricerche sui nativi americani scoprì che i totem rappresentavano le relazioni tra tribù secondo un principio strutturale d'opposizione.
Animalia
Nella tradizione indiana ogni uomo è legato a nove animali, che lo accompagnano sul suo cammino e dai quali egli ottiene le proprie capacità naturali e il suo talento.
Ognuno insegna la saggezza di una delle sette direzioni:
Est: L'animale dell'Est ti giuda verso le tue sfide spirituali più grandi e protegge il tuo sentiero per l'illuminazione.
Sud: L'animale del Sud protegge il bambino che c'è in te e ti ricorda quando devi essere umile e quando devi avere fiducia, in modo che l'innocenza sia in equilibrio nella tua personalità.
Ovest: L'animale dell'Ovest ti guida verso la tua verità personale e verso le risposte interiori. Ti mostra anche i sentiero per raggiungere i tuoi scopi.
Nord: Lanimale del Nord da saggi consigli e ti ricorda quando parlare e quando ascoltare. Ti rammenta inoltredi essere grato per ogni benedizione ogni giorno.
Sopra: L'animale di Sopra ti insegna ad onorare la Nazione della Grande Stella e ti ricorda che vieni dalle stelle e che alle stelle tornerai. Questo animale è anche il guardiano del Tempo del Sogno, per il tuo accesso personale alle altre dimensioni.
Sotto: Lianimale di Sotto ti insegna com'è la Terra interiore e come rimanere stabile sul tuo sentiero.
Dentro: L'animale di Dentro ti insegna come trovare la gioia nel tuo cuore e come restare fedele alle tue verità personali. E' anche il protettore del tuo Spazio Sacro, il luogo che è soltanto tuo e non viene mai condiviso se non dietro tuo espresso invito.
Lato destro: Questo animale protegge il tuo lato maschile e ti insegna che, ovunque tu vada, sarà il tuo Padre-protettore interiore. E' il portatore del tuo coraggio e del tuo spirito guerriero.
Lato sinistro: Questo animale è il protettore del tuo lato femminile e ti insegna che devi imparare a ricevere l'abbondanza, così come a far crescere te stesso e gli altri. Lanimale del lato sinistro è anche il tuo maestro nelle relazioni e nella procreazione.
"Tutto ciò che il Potere del Mondo fa, lo fa in circolo. Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle. Il vento, quando è più potente, gira in turbini. Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perché la loro religione è la stessa nostra. Il sole sorge e tramonta sempre in circolo. La luna fa lo stesso, e tutt'e due sono rotondi. Perfino le stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima. La vita dell'uomo è un circolo, dall'infanzia all'infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove. Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli".
Alce Nero (1863-1950)
Essendo tutti gli esseri legati gli uni agli altri tramite la forza creatrice "il Grande Spirito" è anche possibile evocare direttamente gli animali prescelti e la loro forza particolare.
Condizione necessaria è solo la disposizione adatta, cioè il rispetto e la disponibilità ad accettare l'aiuto che venga offerto.
Mediante la concentrazione fissata su un determinato animale e l'intenso desiderio di metterci in contatto con la sua forza, viene a creato il legame che ci lega ad esso.
Una descrizione dei singoli rituali dei totem, spesso molto complessi e delle numerose differenze esistenti a questo proposito tra le diverse tribù andrebbe ben oltre gli scopi che qui ci siamo prefissi.
I 44 animale totem
Benché le caratteristiche culturali, come la lingua, i costumi e le usanze varino enormemente da una tribù all'altra, vi sono alcuni elementi che si possono incontrare frequentemente e sono condivisi da tutte le tribù, Il totemismo e i 44 animali totem (animalia):
ALCE
Il rispetto e la stima di se stessi
Cosi come il riconoscere che un processo creativo è stato saggiamente portato a termine, sono qualità ben simboleggiate dall'alce, la forza e l'orgoglio del quale sono veramente impressionanti. Da lui possiamo imparare a esprimere ad alta voce la nostra gioia per una impresa o un compito portato a termine, cosi come l'alce in calore lancia il suo grido di richiamo in primavera. Non si tratta qui di andare a cercare consensi o complimenti, ma semplicemente di dare spazio ed espressione al nostro sentimento più bello, quello della gioia, e la gioia del proprio successo può poi anche coinvolgere gli altri. Spesso proprio le persone più anziane possiedono la forza dell'alce e possono quindi incoraggiare i più giovani e consigliarli su come usare il loro coraggio e arrivare al successo. Essi infatti sanno quando è appropriato essere gentili e amichevoli e quando invece serve dare sfogo alla propria giusta rabbia. L'alce mostra insomma quanto sia importante sapersi fare coraggio e apprezzare i risultati ottenuti. Allo stesso modo dovremmo imparare a lodare e incoraggiare gli altri, poiché da ciò chiunque può trarre beneficio.
ANTILOPE
Il messaggio che ci dona l'antilope è di trattare con giudizio
Essa conosce i cicli dell'esistenza e il mistero della vita e della morte; da questa conoscenza trae la capacità di agire in modo veritiero e senza timori. La forza dell'antilope viene ricercata soprattutto dagli Uomini-Medicina (sciamani). L'antilope mette le sue azioni sempre al servizio di uno scopo superiore, che è il bene della comunità. Se doveste trovarvi una volta intricati in una situazione difficile, cercate di evocare la forza dell'antilope. Quindi cercate di cogliere e comprendere il messaggio che vi verrà sussurrato, e infine agite! L'antilope vi indica come aver fiducia nella vostra forza interiore e come seguire la vostra ispirazione. Qualora vi capiti di sentire l'impulso a compiere un deciso passo in avanti, raccogliete tutto il vostro coraggio e non esitate ad agire!
AQUILA
L'aquila è una impersonificazione della forza divina
Essa vola alta nel cielo, più in alto di ogni altro essere vivente, avvicinandosi così al Grande Spirito. Librarsi a queste altezze le consente di avere una visione d'insieme delle cose della vita. L'insegnamento dell'aquila è di riconoscere il senso delle cose che accadono, il disegno che si esprime nelle vicende della vita, sia nei momenti di luce che in quelli d'ombra. Ciò significa saper considerare sia gli eventi positivi che quelli negativi come esperienze che ubbidiscono a una volontà superiore e aiutano a sviluppare la nostra consapevolezza. La forza dell'aquila richiede quindi come condizione preliminare per essere conseguita la fiducia nella volontà divina: un uomo può arrivare a ottenerla solo attraverso dure prove e grande forza d'animo. Fin dai tempi antichi gli sciamani hanno usato penne d'aquila per curare l'aura di persone malate. Vincete le vostre paure, spingete lo sguardo oltre il vostro orizzonte, unitevi all'elemento aria e volate! Questo è l'invito e l'incitamento dell'aquila.
ARMADILLO
L'armadillo è in grado di difendersi efficacemente dai nemici soprattutto grazie all'armatura che lo ricopre
Esso ci consiglia quindi di fissare noi stessi i nostri limiti e di decidere da soli quali esperienze siamo pronti ad attraversare nella nostra vita. L'armadillo e l'animale-totem degli scudi della medicina. Su questi scudi, o emblemi, veniva sempre rappresentato quello che il suo portatore desiderava, oppure ciò che dava di lui una efficace descrizione. In questo modo, tutti coloro che lo incontravano sapevano, coscientemente o meno, chi avevano di fronte e che cosa questi si aspettasse. Come con una corazza protettiva, la forza dell'armadillo ci previene dal commettere azioni che non vogliamo veramente e nello stesso tempo ci insegna a mantenere le distanze dalle pretese altrui. Può aiutarci a liberarci dall'attitudine ad assentire sempre e comunque (ad essere uno "yes-man" ), e a riconoscere se e quando la situazione in cui ci troviamo ha su di noi un effetto positivo o negativo.
BALENA
La balena è la custode della storia della terra e dei suoi segreti
Essa tiene vivo per esempio il ricordo della leggendaria terra-madre Mu, il continente mitico di un'era antichissima situato a ovest delle Americhe. Essendo stata testimone della grande catastrofe naturale che ne provocò la scomparsa. Gli uomini dotati della forza della balena hanno in genere non solo un udito finissimo, ma anche la capacità di percepire le informazioni contenute nell'universo e di comunicare telepaticamente. Spesso la fonte del loro sapere resta per loro stessi un mistero e hanno bisogno di un lungo tempo per imparare a fare uso delle loro capacità. La balena vuole insegnarci a cercare e trovare il nostro tono di base, la frequenza originaria che contiene in sé la storia complessiva di tutti gli esseri viventi. Questa frequenza sonora può guarire dalle malattie e tramite essa possiamo metterci in contatto con il linguaggio originario, quello usato nei tempi primordiali prima ancora che l'attuale forma di comunicazione fosse stata sviluppata. La balena infine sembra indicarci costantemente il sentiero che ci porta verso il nostro proprio significato profondo
BISONTE
Il bisonte rappresenta per gli indiani l'abbondanza
Quando appariva loro un bisonte bianco ( l'animale sacro per eccellenza ) era un segno che le loro preghiere erano state ascoltate e un periodo di abbondanza stava per iniziare. Per gli indiani delle praterie questo animale era una risorsa vitale, poiché rappresentava il loro cibo, mentre le sue pelli servivano a confezionare vestiti e a costruire i tipi. Una leggenda racconta che una volta la femmina del bisonte-bianco portò agli uomini la Pipa di Medicina. Nel suo tabacco furono unite tutte le forze della natura e il suo fumo era una preghiera resa visibile, mentre le particelle di cenere che veleggiavano nell'aria rendevano possibile agli spiriti di realizzare i desideri degli uomini. Il bisonte ci insegna che tutte le cose sono presenti in abbondanza, quando noi impariamo a rispettarle e ad accettarle con riconoscenza. E infatti di fondamentale importanza apprezzare tutti i doni che riceviamo e augurare anche agli altri che il regno dei cieli venga a loro. Il bisonte ci indica inoltre che ogni cosa è ottenibile, ma solo con l'aiuto del Grande Spirito.
CANE
In tutto il mondo il cane viene visto come esempio di fedeltà e di affidabilità
Il suo antico istinto è quello di servire fedelmente il suo padrone. Sebbene venga a volte trattato male dall'uomo, reagisce sempre con amore e pazienza. Attraverso una educazione sbagliata e anche possibile, purtroppo, rovinarne il carattere. Per il cane è molto importante venire rispettato dal suo padrone, del quale si sente fino in fondo il protettore. In effetti, è pronto anche a sfidare la morte pur di salvarlo. Nella tradizione indiana, inoltre, il cane è anche il guardiano di luoghi segreti e il custode della conoscenza ancestrale. Il cuore del cane è colmo di compassione, per cui riesce a sorvolare su molte debolezze dell'uomo. Da lui possiamo imparare pure noi ad appropriarci di questa qualità, cosi come possiamo apprendere a esaminare con regolarità la nostra lealtà verso noi stessi e verso gli altri.
CASTORO
Il castoro dimostra soprattutto intelligenza e senso della collettività ed è a tutti gli effetti un costruttore e un ingegnere ideale
La forza del castoro aiuta chi la possiede a realizzare i propri sogni e i propri desideri lavorando insieme ad altri, poiché il castoro ha un senso della comunità e della famiglia molto sviluppato. Esso è anche preparato e sempre pronto all'auto-difesa - con i suoi denti è pur sempre in grado di abbattere un albero - e questo ci indica la necessità di proteggere il lavoro fatto e di essere sempre ben svegli e presenti. La forza del castoro può anche essere evocata per trovare soluzione a un problema. Come nelle sue costruzioni vi sono sempre diverse possibili uscite, così dovremmo imparare da lui a lasciarci sempre aperte diverse possibilità. Esso sembra seguire il principio: Quando una porta è chiusa, vi è un'altra via aperta . Seguendo il suo insegnamento, infatti, non dovremmo mai arrivare a chiuderci da soli delle possibilità. Quando il castoro vi appare in sogno, questo può significare di concretizzare un vecchio desiderio custodito a lungo, oppure di portare finalmente a compimento un vecchio progetto
CAVALLO
Il cavallo simboleggia contemporaneamente la forza terrena e il potere ultraterreno
In tutto il mondo esso viene altamente apprezzato e quasi sempre messo in relazione con la forza magica degli sciamani. Aiutandosi con la sua velocità, l'uomo poté attraversare grandi distanze in tempi relativamente brevi e anche il trasporto delle merci venne facilitato facendo uso del cavallo. Per questo motivo fu il primo animale-totem della civiltà e perfino oggi il suo nome viene ancora usato per esprimere la potenza di un motore. Cavalcare un cavallo è uno dei modi più belli per provare la sensazione della libertà. L'insegnamento che ci dà il cavallo è che non si può ottenere il potere o la forza solo volendoli, ma che essi verranno automaticamente a chi si mostra rispettoso ed è pronto ad assumersi le proprie responsabilità. Cosi come il cavallo porta sulla groppa il cavaliere, cosi questo porta sulla sua la responsabilità della propria situazione. La forza simboleggiata dal cavallo è la saggezza, la capacità di ricordare i passi compiuti durante la vita e di capirne il significato. Questo può valere anche riferendoci al significato di esperienze compiute in vite precedenti. Il vero potere consiste di forza applicata con saggezza e le chiavi per raggiungere ciò sono l’amore, la compassione e la capacità di dividere con altri le proprie conoscenze e le proprie conquiste. Ancora più importante è evitare di sbarrarsi da soli la strada con il proprio ego.

CERVO
Il cervo è secondo gli indiani l'impersonifìcazione dell'amicizia e dell'amore incondizionato
Il suo mantello chiazzato sembra indicare come esso non faccia differenze tra ciò che è chiaro e ciò che scuro, tra bene e male. La forza del suo amore e della sua dedizione riesce a guarire gli altri da ogni ferita, anche quando si trovino già da lungo tempo in cattive acque. Quando un cervo appare nei nostri sogni, ci indica come sia importante amare gli altri per quel che sono, quindi accettando anche le loro debolezze e i lati negativi. Dobbiamo lasciare da parte ogni aspettativa da parte nostra, poiché nessuno può essere costretto a cambiare secondo la nostra volontà. Solo il calore del cuore può riuscire a guarire vecchie ferite e a rinsaldare rapporti difficili o incrinati. Un'altra lezione che possiamo apprendere dal cervo è di mantenere intatta la nostra attitudine spirituale, orientarla sempre verso il bene senza lasciarci influenzare da persone o situazioni negative. Queste sembreranno sciogliersi nell'aria da sole, se sapremo mantenerci cordiali e fiduciosi anche nelle situazioni più difficili. A questo punto, la via che ci porta verso l'energia divina sarà aperta.
CIGNO
L'atto simbolo del cigno è quello di ricevere e accettare la grazia portata dal cambiamento
Sottomettendosi al piano divino del Grande Spirito e non opponendosi in nulla alla sua volontà, consente al suo aspetto giovanile, quello del brutto anatroccolo , di trasformarsi in un elegante e maestoso cigno. Accettata questa grazia, può portarsi con lo sguardo nello spazio oltre il mondo delle apparenze, nel cosiddetto tempo del sogno. Uomini in possesso della forza del cigno hanno la capacità di prevedere il futuro, poiché perfettamente in grado di accettare senza riserve il disegno della volontà divina. Il cigno ci insegna a portare la nostra coscienza in armonia con tutti i livelli dell'essere e a sviluppare con cura la nostra intuizione: ciò ci aiuta a pervenire alla capacità di vedere nel futuro.
CIVETTA
La civetta è il simbolo della magia e della veggenza
In diversi paesi viene anche chiamata aquila della notte . Essa possiede una vista eccezionale anche durante il buio notturno, alla quale si aggiunge un ottimo udito. Quando caccia, le sue prede non riescono ad avvertirne l'arrivo perché, grazie alle sue penne particolari, riesce a volare senza alcun rumore di battito d'ali. Gli individui in possesso dell'energia della civetta sono in genere versati nelle arti magiche, o comunque nutrono uno spiccato interesse per l'occultismo. Si sentono fortemente attratti verso la magia bianca o verso la meno raccomandabile magia nera. E quasi impossibile tenere loro nascosto qualcosa, giacché sono in grado di percepire anche i pensieri più reconditi. Non solo comprendono sempre senza fatica quale sia la verità, ma ritengono questa dote una cosa ovvia e naturale, la qual cosa li rende a volte poco ben accetti o addirittura temuti. La civetta è l'uccello della saggezza, poiché è in grado di vedere e ascoltare cose che sfuggono agli altri animali. Può aiutare a riconoscere la verità e a interpretare le indicazioni del destino.
COLIBRI'
Il colibri è espressione di gioia e di amore per la vita
Sa cogliere e gustare la bellezza dei fiori e l'armonia della natura, ma reagisce con la fuga a ogni vibrazione negativa o disarmonica, poiché è orientato verso l'estetica e la bellezza. La sua medicina consiste nel dispensare gioia e amore, sia nel contatto con i fiori che in quello con uomini e animali. Molte piante sembrano fiorire e crescere per lui, mentre le aiuta a diffondersi spargendo il nettare che raccoglie. La magia del colibri è insita nel suo atto di aprire il cuore. Per questo motivo si fa spesso uso in diverse culture delle sue piume per preparare filtri d'amore. La sua tecnica di volo è unica tra tutti gli uccelli, giacché è in grado di volare in avanti, a ritroso e anche restando fermo nella stessa posizione. Questo fatto lo mette in una posizione del tutto speciale: secondo le dottrine degli antichi Maya, infatti, il colibri appartiene già di diritto alla prossima epoca, quella del quinto mondo. Questo piccolo uccello delicato non si cura delle cose del mondo, la sua vita è un ininterrotto inno alla gioia. Uomini dotati della forza del colibri hanno un'inclinazione del tutto simile: portati all'equilibrio e alla felicità, aiutano volentieri anche gli altri a sviluppare la gioia di vivere e dare il meglio di se. Come il colibri stesso, disprezzano la bruttezza e il cattivo umore riuscendo sempre a trovare luoghi nei quali la bellezza e l'armonia regnano sovrane.
CONIGLIO
Il coniglio è l'animale che più di ogni altro simboleggia la paura
Proprio tramite il suo perenne timore di essere ucciso e mangiato da una lince, da un coyote, da un'aquila o da un grosso serpente, attrae magicamente e inconsapevolmente questi animali, contribuendo a fare accadere proprio ciò che più egli teme. Sulla terra in effetti succede sempre quello che uno si aspetta, e proprio questo è l'insegnamento che ci dà il coniglio: quello che noi più temiamo succede puntualmente. Cercate di evitare pensieri e previsioni negative di malattie o altre disgrazie! In caso contrario attrarrete proprio le cose che temete, e questo succederà perché voi possiate imparare la legge universale secondo la quale noi stessi siamo la causa prima di tutti gli eventi che ci capitano.
CORNACCHIA
La cornacchia è la custode dei grandi misteri

E l'unico animale che ha la possibilità di trasgredire le leggi di questo mondo, in quanto può trasformarsi in altri esseri viventi oppure essere presente in due luoghi diversi contemporaneamente. Per la cornacchia passato, presente e futuro perdono il loro significato: essa vive nel vuoto atemporale, senza alcuna percezione del trascorrere del tempo. Congiungendosi in essa luce e oscurità, per lei la verità interiore e quella esteriore vengono a essere una sola cosa. Guardiana della legge sacra ispirata direttamente da Dio, essa annuncia che tutto ciò che esiste ed è manifestato viene generato dalla donna. La legge sacra è qui da intendersi come la legge della verità divina e non va confusa con i comandamenti o con altri dogmi di particolari sistemi religiosi. Gli individui-cornacchia devono sforzarsi di essere coerenti con le conoscenze di cui sono in possesso e cercare di vivere nella realtà la verità che essi hanno riconosciuto. Fate del vostro essere più profondo la vostra guida, cambiate la vostra stessa forma e identificatevi già da ora con il vostro sé futuro! Sospendete per un momento le leggi fisiche e osate volgere lo sguardo direttamente nel vostro domani!
CORVO
Il corvo viene considerato dagli indiani il messaggero della magia
E' l'ambasciatore del grande vuoto che risiede oltre il tempo e lo spazio, dell'etere dal quale tutto deriva e a cui tutto fa ritorno. Quando si teneva una cerimonia magica, il corvo era sempre presente per poter assorbire l'energia magica e recapitarla nel luogo a cui essa era mirata. Con il suo aiuto, è possibile guarire persone ammalate che si trovino anche a grandi distanze. Coloro che hanno fatto uso di tecniche di magia nera hanno buoni motivi per temere la presenza di un corvo, poiché esso ha il compito di riportare al mandante le energie negative causate da queste pratiche. Il corvo può aiutarvi a modificare il vostro stato di coscienza e a trovare il coraggio di affrontare il grande mistero. Osservate il suo manto di penne, come sembri cambiare forma e colore. Dirigete il vostro sguardo nella nera oscurità del vuoto, forse troverete le risposte alle vostre domande!

COYOTE
Il coyote è un birbante infido e dispettoso ed è... sacro
E’ quasi sempre occupato a ingannare gli altri animali o anche se stesso. Cade sempre nelle sue stesse trappole per poi liberarsi e uscirne ogni volta di nuovo incolume. Dato che non riesce a imparare dai suoi errori, si ritrova spesso a rimanere ingarbugliato nelle stesse difficili situazioni. Solo la sua capacita, quasi un'arte, di campare alla giornata gli garantisce di sopravvivere e di non riportare seri danni. Nel caso siate in possesso di questo tipo di energia, vi ritroverete spesso a fare la parte del clown e sembrate sempre finire nelle più difficili e strampalate situazioni senza averne minimamente l'intenzione. In questo caso l'unica cosa che può aiutarvi è il saper ridere di voi stessi: solo così potrete uscire dal gioco vincitori o per lo meno senza danno. Il coyote ci tiene lo specchio di fronte e ci mostra le nostre stesse pazzie. Nessun altro più di una persona-coyote è in grado di smuovere con eleganza e disinvoltura un gruppo di persone o una situazione divenute troppo serie o pesanti.
DELFINO
Il delfino ci aiuta a imparare la lezione del respiro, che ci unisce direttamente alla vita e alla forza vitale
Cambiando il ritmo del nostro respiro, possiamo infatti gettare ponti verso altri mondi e altri esseri. E il respiro che ci collega a tutto il creato e al suo artefice, il Grande Spirito. Come il delfino stesso, anche le persone in possesso della sua forza caratteristica possono fungere da tramite tra gli uomini e gli esseri che abitano il cosiddetto tempo del sogno, tra il regno umano e la forza divina. Il delfino ci insegna anche a superare con gioia e leggerezza gli ostacoli sul nostro cammino, mostrandoci come esso sa cambiare il proprio ritmo e quindi i propri schemi energetici. Cercate di creare una connessione con il popolo delle stelle! Cercate di liberarvi consapevolmente da tutti i pesi e gli impedimenti proiettandoli all'esterno del vostro corpo e del vostro essere mediante l'espirazione!
DONNOLA
La donnola è in grado di vedere quel che si nasconde sotto una maschera ed è anche capace di riconoscere un evento dai piccoli segni che lo precedono
Per questo un tempo era usanza dei re indossare pelli di donnola o d’ermellino. Gli individui in possesso della forza della donnola vengono spesso sottovalutati poiché grazie alla loro discrezione sanno tenere nascoste le loro conoscenze. Nel mondo degli affari d'oggigiorno essi sono pressoché imbattibili, giacché tramite la loro acuta capacità d'osservazione sono spesso in grado di prevedere le mosse della concorrenza. Ciò nonostante la donnola è un animale-totem piuttosto difficile. Spesso le persone in possesso dell'energia della donnola si sentono corresponsabili di ciò che notano o percepiscono in altri individui. Molte di queste persone finiscono per desiderare solo di essere lasciate in pace, o diventano veri e propri solitari. Il saper troppo, infatti, può diventare a volte un peso insopportabile. Si può comunque provare a evocare la forza della donnola quando si è alle prese con un problema di difficile soluzione.
FALCO
Il Falco è il messaggero tra gli animali-totemin un certo senso paragonabile al messaggero degli dei della mitologia greca (Mercurio)
Con lo squittio del falco viene sempre annunciato un evento particolare, che può avere carattere gioioso oppure di pericolo. E quindi importante saper osservare con precisione la situazione del momento e, quando necessario, sapersi spingere ad agire con coraggio. Il falco suggerisce anche il gesto di tendere la mano per ricevere i regali del Grande Spirito, che a volte sono già pronti per noi ma che noi spesso non riusciamo ancora a vedere. Individui che posseggano la forza del falco sono in genere acuti osservatori, ai quali non sfugge il minimo dettaglio di una situazione che essi tengano sotto controllo. Essi sono in grado di riconoscere e comprendere i segni e ricevono spesso indicazioni importanti anche da altri mondi. Qualora vi capiti di ascoltare lo squittire di un falco, fate la massima attenzione e cercate di osservare le cose da una migliore prospettiva per poter comprendere a fondo il significato del suo avvertimento!
FARFALLA
La farfalla è il simbolo del processo di trasformazione che porta verso le cose d'ordine superiore
Essa ci insegna a trasformare la nostra vita consapevolmente, a creare nella realtà situazioni del tutto nuove, a realizzare i nostri desideri più profondi. Ogni nuova idea e ogni piccolo passo verso la nostra auto-realizzazione si rispecchia nel processo di sviluppo della farfalla. Nella fase dell'uovo essa rappresenta la nascita di un'idea; nello stadio di larva indica il momento in cui si deve decidere se questa idea va realizzata oppure no; come bozzolo insegna a entrare in noi stessi per legare questa idea al nostro essere interiore. Infine la nascita della farfalla è anche la nascita di una nuova realtà: ora possiamo dividere con gli altri la gioia di una nuova creazione. Queste quattro fasi della trasformazione hanno luogo in maniera costante nel corso della nostra vita, poiché sono essenziali alla nostra evoluzione interiore. La forza della farfalla ci insegna e aiuta insomma a dare ordine al nostro pensiero e a decidere coscientemente il prossimo passo da compiere.
FORMICA
La piccola formica accomuna in sé molte qualità: sa essere forte, resistente, aggressiva quando necessario, generosa e molto accurata
Tra di queste la capacità di resistenza è forse quella che più la caratterizza. Una formica è in grado di tendere un agguato restando nascosta sotto la sabbia per ore, oppure è capace di trasportare prede o pezzi di cibo più grandi di lei per lunghi tragitti senza mai arrendersi o rinunciare. Tipica è anche la sua dedizione allo scopo comune: tutte le sue azioni sono al servizio del formicaio a cui appartiene e sono finalizzate al bene della comunità. La formica ci insegna che riusciremo sempre a ottenere tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e proprio quando ci sarà più necessario. Essa simboleggia la fiducia più profonda: sa che alla fine tutte le sue fatiche verranno ricompensate e l'energia investita tornerà in misura ancora maggiore. Quando le vostre azioni servono al bene comune, potete essere certi che in qualche modo la vostra energia tornerà a voi per la stessa via. Può essere, comunque, che vi dobbiate sforzare e fare uso di tutta la vostra creatività per poter realizzare i vostri desideri.
LIBELLULA
La libellula, la creatura del vento, simboleggia l'illusione e il cambiamento
Le sue ali cangianti ci ricordano tempi e mondi magici, rendendoci coscienti del fatto che la realtà di questo mondo è solo un'apparenza. Il suo insegnamento ci dice che niente è in realtà come ci appare e che dobbiamo sforzarci di liberarci dalle illusioni dei nostri sensi. Inoltre essa fa da tramite per portarci messaggi degli elementali e degli spiriti del mondo vegetale. Quando desiderate effettuare dei cambiamenti importanti, è opportuno evocare l'energia della libellula.
LINCE
La lince è il custode dei misteri tra gli animali-totem
E' la conoscitrice e la guardiana di tutti gli antichi segreti, anche di quelli già caduti nell'oblio. Essa sembra muoversi libera da legami di tempo e spazio e restando quasi sempre chiusa nel silenzio, è molto difficile riuscire a carpirle un po' delle sue conoscenze. Se una lince appare nei vostri sogni, questo vuole significare che esiste un segreto, o in voi stessi o in qualcuno a voi vicino, del quale siete ancora all'oscuro. Se un individuo è in possesso di una considerevole energia della lince, egli avrà capacità di veggenza e di profonda introspezione; mediante queste, saprà riconoscere il vero se stesso e la vera identità, il sé più profondo delle persone che ha di fronte. Saprà anche riconoscere con certezza le tecniche di auto-inganno che ognuno usa quotidianamente. L'unica possibilità di venire in possesso di alcune delle sue conoscenze è di retribuirlo adeguatamente per rivelarle, secondo l'usanza degli sciamani e dei profeti. Questa usanza rientra infatti nella loro tradizione ed è basata sul principio dello scambio reciproco di energie.
LONTRA
La lontra rappresenta l'energia femminile
I suoi elementi, terra e acqua, sono quelli della donna. Questa forza equilibrante la rende giocosa e allegra tutto il giorno, anche con i propri piccoli. La lontra non inizierebbe mai per prima una lotta con un altro animale, poiché non conosce l'aggressività ne la mancanza di equilibrio; per questo motivo essa va incontro a ogni essere con curiosità e spirito amichevole. Solo nel caso venga attaccata è pronta e disposta anche a difendersi. Anche la sua figura corrisponde all'ideale di donna degli indiani: snella e graziosamente civettuola. La lontra insegna che l'essere donna non ha niente a che fare con gelosia e diffidenza, bensì è sinonimo di gioia e franchezza: è la forza della generosità, del dividere i propri beni con gli altri. Gli individui dotati dell'energia della lontra amano l'amore libero senza costrizioni e senza giochi di forza. Si lasciano portare dal fiume della vita senza badare o attaccarsi ai beni materiali. È questa la potente forza ricettiva delle donne.
LUCERTOLA
La lucertola simboleggia la dimensione dei sogni, oltre il tempo e lo spazio
Essa crea il futuro sognandolo, e infatti ci insegna come si possano creare nuove situazioni con l'aiuto dei sogni. Essendo in grado di prevedere le cose future, sa sempre cosa sta per succedere, anche in forma di vere e proprie profezie. Quando una situazione viene sognata, è il sognatore a dover decidere se infondere energia in questa visione, portandola cosi a compiersi nella realtà, oppure no.
LUPO
Il lupo viene posto in relazione, nella tradizione indiana, con la stella Sirio nella costellazione del Leone, dalla quale, secondo la leggenda, provenivano i maestri dell'antichità
Anche il lupo infatti viene considerato un maestro, che dopo un lungo girovagare fa ritorno al suo branco per riferire delle sue osservazioni e delle sue esperienze. Vive strettamente all'interno della famiglia, ma senza rinunciare alla sua indipendenza. Si sceglie una compagna alla quale resterà fedele per tutta la vita. Ululando alla luna si ricongiunge alla forza di questa, alla sua energia spirituale e alla forza dell'inconscio, via d'accesso alla conoscenza. Il lupo ci può dare l'energia per insegnare agli altri, per aiutarli a comprendere meglio la vita e a trovare la loro propria strada. Usando la forza del lupo possiamo riuscire a riprendere contatto con il nostro maestro interiore.
OPPOSSUM
L'opossum è tra gli animali lo specialista della tattica
Quando poi le sue strategie non servono a scansare il pericolo, allora si finge morto. In genere l'animale che lo sta cacciando resta piuttosto confuso e se ne va. Sebbene l'opossum sia capace di difendersi anche con i denti e le unghie, di rado arriva a farne uso: è ad esempio in grado, quando si finge morto, di emanare nell'aria un intenso odore di cadavere, cosa che può confondere completamente l'avversario. Questo animale insegna a usare la ragione e l'intuizione per trovare una via d'uscita da una situazione difficile. Un aggressore infatti perde spesso la voglia di attaccare o lottare quando la presunta vittima mostra indifferenza e non lascia capire se sia ferita oppure no. Anche un guerriero può trarre profitto dalla forza dell'opossum puntando sulla sorpresa e cercando di confondere l'avversario, specie quando pensa di trovarsi in una posizione di svantaggio. La vittoria alla fine dipende dalla strategia migliore, e l'opossum mostra appunto come sia importante anche affinare la capacità di fingere e sorprendere.
ORSO
Simbolo dell'introspezione
L'orso si ritira ogni inverno in una grotta, quasi a voler rianalizzare e digerire tutti gli eventi accadutigli durante l'annata. Sembra chiudersi in un lungo silenzio, in un gran vuoto, nel quale cercare le risposte a tutte le sue domande. Anche molti uomini scelgono la via del silenzio e della solitudine per cercare di avvicinarsi a se stessi: un ottimo modo per trovare risposte che alla fine sono sempre entro noi stessi. L'introspezione è necessaria per imparare a capire i nostri desideri ed è una forma d’energia ricettiva tipicamente femminile. L'orso si ritira dunque in inverno per poi rinascere in primavera. La lezione dell'orso ci mostra come sia importante sapersi sottrarre, di tanto in tanto, dalla concitazione del nostro mondo così come dalla furia dei nostri pensieri. Solo nella calma, infatti, possiamo riuscire ad ascoltare la voce del nostro essere più intimo, che ci può dare la risposta a tutte le nostre domande e la soluzione a tutti i nostri problemi. Fate uso della forza dell'orso, quando volete raggiungere gli scopi che vi siete prefissi.
PIPISTRELLO
Il pipistrello è il simbolo della rinascita
Da un lato abita anfratti oscuri che ricordano il buio della tomba, dall'altro riposa a testa in giù nella posizione che ha un bimbo nel ventre materno poco prima della nascita. Le venerazione del pipistrello è originaria del Centro America, dove aveva un ruolo rilevante nelle culture degli Aztechi, dei Toltechi e dei Maya. In primo luogo raffigura la morte simbolica che lo sciamano deve sperimentare durante il rito d'iniziazione. L'idea di base è che l'iniziando deve affrontare e vincere le proprie paure, quindi deve incontrare il vero se stesso, per potersi liberare dal proprio vecchio ego e poter rinascere come uomo nuovo, libero da ogni blocco e da ogni paura. Rituali di questo tipo sono presenti presso tutte le popolazioni indigene della terra. In genere l'aspirante sciamano viene sottoposto a prove durissime di ogni genere, che lo portano ai suoi limiti sia psichicamente che fisicamente. Per esempio è prevista in molti casi anche la sepoltura sotto terra dell'iniziando per una intera notte. Quando vi appare in sogno un pipistrello, questo è un segno che indica la necessità di staccarvi da una parte di voi stessi, da una vostra particolare attitudine, oppure da una situazione di vita non più soddisfacente. In altre parole, è importante morire una morte simbolica per poter progredire ulteriormente.
GALLO CEDRONE
Il pollo della prateria simboleggia la spirale sacra di morte e rinascita, il tunnel senza fine
Questo uccello veniva venerato e rispettato da molte tribù indiane delle praterie proprio per la sua danza che sembra imitare il movimento di una spirale. Una persona dedita alla meditazione può fare uso dell'energia di questo animale per ottenere un contatto diretto con il creatore! Il pollo selvatico sembra invitarci a danzare con lui la danza della spirale sacra in onore della creazione divina. Può aiutarci a riconoscere e comprendere come ci muoviamo nello spazio materiale e in quello spirituale e quali conseguenze possono avere i nostri movimenti. Un consiglio: confrontate con i vostri desideri la maniera con cui usate e muovete le vostre energie.
PORCOSPINO
Nella Ruota di Medicina al porcospino viene assegnato il posto del bimbo innocente
Il suo essere infatti è pacifico e amichevole, non attacca mai per primo. Quando poi gli capita, e succede di rado, di venire attaccato da un altro animale, gli bastano le sue spine per difendersi. Le qualità tipiche che il porcospino impersona sono la fede e la fiducia. La fede, secondo il vecchio detto, può spostare le montagne ed è quindi da considerare come una forza molto potente. Il porcospino può insegnare a essere aperti, a scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo e meraviglioso e a liberarsi ogni tanto dal mondo troppo serio e rigido degli adulti. Esso ha mantenuto intatta la sua capacita di stupirsi come un bambino e di nutrire una spensierata fiducia nel piano divino, che provvederà dall'alto a far procedere tutto nel migliore dei modi. L'amichevolezza e il carattere aperto nei confronti degli altri aiutano infatti ad aprire i cuori e a dividere con essi gioia e amore.
PUMA
Il puma o leone di montagna è il simbolo per eccellenza della pura forza
Questa può naturalmente venire usata a scopi benefici, come possiamo vedere nel caso di capi o guide ispirati da saggezza, oppure per fini e interessi personali, servendo per veri abusi di potere. Chi osservi con attenzione i movimenti sinuosi, forti ed eleganti di questo grosso felino, può comprendere e imparare come corpo, mente e spirito possano essere portati in uno stato di completa armonia. Dobbiamo comunque comprendere anche che più energia un individuo ha a disposizione, più diventa difficile e complesso saperla gestire e farne un uso equilibrato e ragionevole. Il puma ci spinge a tenere fede alle nostre convinzioni più profonde e di attenerci sempre alla verità: queste sono le qualità che caratterizzano una persona in grado di comandare o guidare gli altri. Ottenere una posizione di comando comporta però anche grandi difficoltà; per esempio è molto difficile riuscire ad accontentare sempre tutti, oppure riuscire a mantenere la pace sociale - o quella tra i popoli - molto a lungo. Infine si deve badare bene di non diventare oggetto di manipolazioni esterne o di farsi sfruttare da persone senza scrupoli. Un uomo con l'energia del puma deve evitare di mostrarsi pauroso o troppo fragile e deve essere pronto ad assumersi grandi responsabilità; inoltre dovrebbe cercare di mantenere un certo rispettoso distacco dai suoi simili.
PUZZOLA
La puzzola dispone di una sana fiducia in se stessa
Il suo comportamento mostra sempre la tranquillità e la sicurezza di una creatura consapevole della propria forza e delle proprie possibilità. Sebbene non sia in possesso di alcuna arma di difesa davvero pericolosa, incute rispetto a uomini e animali perché in grado di minacciare il senso dell'olfatto. Le persone con il tipo di forza corrispondente a questo animale hanno in genere una forte carica di carisma. La loro energia personale e la loro aura attirano altri individui con le stesse disposizioni interiori, proprio come l'intenso odore della puzzola ha un effetto attraente sugli altri individui della specie. Questo piccolo animale può insegnarci a trovare la nostra completezza in noi stessi e a sviluppare una sana dose di orgoglio e amor proprio. Dato che la nostra disposizione interiore si esprime anche nel nostro aspetto esteriore, possiamo cosi arrivare ad attirare automaticamente persone della nostra stessa specie e a respingere energeticamente quelle che non hanno alcunché in comune con noi, o che intendono solo usarci per i propri fini.
RAGNO
La figura del ragno, come il numero delle sue zampe, ci riportano al numero otto, che simboleggia l'infinito, la grande varietà e le innumerevoli possibilità del creato
Il numero quattro raddoppiato indica sia i quattro venti che le quattro direzioni celesti. Il ragno ci indica incessantemente di assumerci la responsabilità di quanto ci succede nella vita: siamo noi stessi a tessere la rete del nostro destino. Coloro che si sentono vittime rimaste impigliate in questa rete non hanno ancora compreso il senso della lezione e vagano prigionieri di una realtà fittizia che non riescono a cambiare. L'insegnamento del ragno è che ogni essere è responsabile degli eventi della propria vita e che è essenziale non perdersi nelle illusioni dei propri sensi. Può essere d'aiuto tenere una traccia scritta dei propri progressi, per poterci ricordare come e quali passi ci abbiano portato a dei successi, e infatti il ragno è anche un simbolo dei caratteri della scrittura. Infine esso ci spinge a guardare oltre il nostro orizzonte, verso altre dimensioni.
ROSPO
Il rospo è collegato direttamente all'elemento acqua e alla forza purifìcatrice della pioggia ed è in qualche modo presente in tutti i riti iniziatici centrati sull'elemento acqua
Cosi come l'uomo ancora nel ventre materno viene a conoscere per primo proprio questo elemento, allo stesso modo anche il rospo passa la prima fase della sua vita, in forma di girino, nell'acqua. Al rospo viene attribuita la capacità di evocare la pioggia mediante un suo particolare canto. Individui dotati della forza del rospo sono spesso abili medium o guaritori. Questa particolare energia li rende capaci di purificare l'ambiente nel quale si trovano, per esempio liberando una casa da spiriti cattivi, oppure di liberare un ammalato dai suoi dolori. Il rospo annuncia inoltre l'inizio di un processo di trasformazione o di una nuova fase della vita. Se un rospo vi appare in sogno, è segno che è arrivato il tempo di fare una pausa, di guardare dentro voi stessi e di purificarvi, anche nel senso di liberarvi da una situazione di vita insoddisfacente e pesante. È di vitale importanza sapersi creare uno spazio nuovo per una nuova fase di vita.
SCOIATTOLO
Allo scoiattolo piace accumulare provviste e quindi sentirsi pronto per ogni evenienza
Preparando diversi nascondigli per le sue riserve di cibo si mette in condizione di superare anche l'inverno più rigido e lungo. Altre sue caratteristiche tipiche sono la capacità di adattamento e la velocità; insuperabili le sue manovre e le sue finte per disorientare un avversario. Uomini-scoiattolo hanno in genere difficoltà a stare fermi anche un solo momento o ad ascoltare gli altri a lungo. Nel caso questo piccolo animale sia comparso nei vostri sogni, questo indica che dovreste prepararvi al futuro e organizzare le vostre forze in attesa di grandi cambiamenti. Dovreste anche liberarvi dei pesi inutili di cose che non daranno più frutti: regalate ciò di cui non avete più bisogno e mettetevi nelle migliori condizioni per un cambiamento!
SERPENTE
Il serpente simbolizza per gli indiani il ciclo di nascita, vita, morte e rinascita, grazie al processo della muta della pelle
Tra i tipi di forza che gli vengono attribuiti si annoverano la forza della creazione, della sessualità, del mutamento, dell'anima e dell'immortalità. Uomini con l'energia del serpente sono piuttosto rari, poiché tra le esperienze che devono attraversare vi è quella di venire in contatto coi veleni senza riportarne danni, cioè imparando a trasformare le sostanze velenose penetrate nei loro corpi in sostanze innocue. Il serpente è una creatura collegata all'elemento fuoco: a livello del corpo ciò genera passione e desiderio, ma a livello spirituale porta ad accedere al Grande Spirito e a realizzare la saggezza che tutto comprende. Qualora il serpente appaia nei vostri sogni, ciò indica che è tempo di iniziare un processo di mutamento, allo scopo di poter progredire e avvicinarsi alla realizzazione di sé.
TACCHINO
Il tacchino simboleggia la generosità e la capacità di donare
Esso infatti sacrifica la sua vita perché altri possano vivere. Il suo insegnamento per noi uomini può essere così de­finito: non vale la pena di ammucchiare per se stessi beni materiali; è molto più importante imparare a dividerli con gli altri. La vita va considerata come un bene sacro ed è quindi nostro dovere adoperarci per il bene di tutti. Persone con l'energia di questo tipo agiscono spesso in maniera altruistica. Il motivo di questa attitudine non è un qualche represso senso di colpa, ma nasce spontaneo dal riconoscere che il Grande Spirito è presente in tutti gli esseri e che vi è una legge cosmica secondo la quale tutto ciò che doniamo agli altri un giorno verrà donato a noi. Il tacchino insegna quindi a dividere con gli altri ciò che si possiede. Se vi appare in sogno, può però anche significare che voi stessi riceverete presto un dono o godrete di una grossa vincita.
TARTARUGA
La tartaruga o l'incarnazione della Madre Terra
ll guscio sul suo dorso le fa da scudo protettivo. Con la sua andatura lenta la tartaruga ci avverte di non fare le cose troppo in fretta e che è molto meglio attendere il momento giusto per agire. Essa lascia agire il calore del sole sulle sue uova e ci indica in questo modo come sia importante lasciare maturare in silenzio i nostri pensieri, le nostre idee, prima di comunicarli agli altri. L'insegnamento della tartaruga consiste anche nel restare sempre con i piedi ben per terra, cioè di non perdere mai il contatto con il terreno. Inoltre ci mostra come proteggere i nostri sentimenti e ritirarci in noi stessi. Quando è messa alle strette, la tartaruga è anche pronta a mordere.
TASSO
Il Tasso ci insegna come fare uso con creatività e successo dell'aggressività
La maggior parte degli animali evita con cura di contrastarlo: nonostante la sua statura piuttosto piccola è infatti un avversario pericoloso, temuto per la sua natura selvaggia e la sua aggressività. Il tasso è l'animale-totem dei guaritori e delle donne-sciamano. Un uomo con la forza del tasso può fare uso con successo della propria tenacia per guarire gli altri: non si rassegnerà nemmeno nei casi più difficili, ma insisterà fino allo scomparire della malattia. Il messaggio del tasso è di fare uso anche della propria rabbia, della forza insita in essa, per riuscire a cambiare situazioni di vita negative o problematiche: lasciate la vostra indolenza dietro di voi e agite! Usate la vostra energia per attaccare, per catapultarvi in avanti, ma senza necessariamente investire chi vi sta vicino e facendo sempre attenzione a mantenere intatto il vostro equilibrio. Gli uomini-tasso vestono spesso i panni del boss, temuto dagli altri, ma che alla fine tiene le redini in mano in tutte le situazioni. Quando è di cattivo umore, non si fa specie di mostrare freddezza e cattiveria, poiché la sua forza consiste anche nel saper mostrare i suoi sentimenti senza curarsi delle reazioni altrui. Inoltre egli non conosce il panico e anche nelle situazioni più pericolose riesce sempre a mantenere il proprio sangue freddo e la mente lucida.
TOPO
La caratteristica principale del topo è quella di osservare accuratamente tutte le cose da vicino
E' in effetti il più pignolo tra tutti gli animali e ci insegna a esaminare le situazioni con cura e a sistematizzare le nostre conoscenze. Sa che è possibile approfondire ogni tipo di sapere, e in questo senso incarna la caratteristica più tipica del nostro tempo: la specializzazione. La controparte di questa sua predisposizione è la tendenza a complicare anche le cose più semplici: la visione d'insieme può infatti andare facilmente perduta se si vogliono sempre e comunque esaminare tutti i dettagli. Anche quando osserviamo una cosa troppo da vicino non riusciamo più a cogliere il suo aspetto complessivo e i suoi collegamenti con il resto. Un'altra qualità del topo è invece il fiuto molto sviluppato per il pericolo. Essendo un bocconcino prelibato per molti altri animali, ha affinato all'estremo la sua percezione ed è incredibilmente veloce a trovare rifugio e mettersi in salvo. Gli uomini di questo tipo sono in genere piuttosto timorosi, di certo sono prudenti e molto accurati nelle loro azioni: tutto ciò che fanno è ordinato e ben organizzato. Per loro sarebbe comunque importante riuscire a osare di più e affrontare ciò che non conoscono, volgere lo sguardo verso l'infinità dell'universo e imparare a essere tolleranti. Nell'insieme, possiamo dire che la lezione del topo è di osservare meglio le cose e imparare a reagire fulmineamente.
VOLPE
La caratteristica più straordinaria della volpe è quella di potersi mimetizzare completamente con l'ambiente, quasi come svanendo in esso
Il suo mantello estivo color marrone l'aiuta a divenire quasi invisibile nel folto del bosco, mentre quello invernale assume lo stesso color bianco che ha la neve. La volpe è un animale molto attento e parecchio veloce, pronto ad agire in ogni momento. La sua forza risiede principalmente nella sua furbizia, con la quale riesce facilmente a liberarsi dei suoi nemici. Anche la cura della famiglia fa parte delle sue caratteristiche e quindi del tipo di forza che simbolizza. Uomini che possiedono questa forza sono in genere osservatori silenziosi e sanno sempre come passare inosservati. Ciò significa che sanno come fondersi e diventare tutt'uno con l'ambiente in cui si trovano, come muoversi in ogni tipo di situazione sociale senza dare nell'occhio: sono maestri nell'arte della mimetizzazione. La volpe ci insegna a comprendere l'unita delle cose e a usare questa conoscenza in maniera saggia a tutti i livelli dell'essere. Un talismano a forma di volpe può essere raccomandato a tutti coloro che si trovano spesso a viaggiare.
WAPITI
II wapiti (varietà di cervo che vive in Canada), appartiene a un genere di cervo particolarmente robusto
A parte l'uomo, solo il puma può rappresentare per lui un pericolo, e per sfuggire a questo, il wapiti può far conto sulla propria forza di resistenza. Il suo maggior vantaggio è di conoscere alla perfezione le proprie capacità e i propri limiti e quindi di poter fare un uso ottimizzato delle sue forze senza rischiare uno sfinimento improvviso. Le persone che posseggono questo tipo di energia riescono a raggiungere la loro meta tramite una grossa capacità di resistenza e non hanno, in genere, il bisogno di arrivare sempre tra i primi. In una situazione di stress può esserci di vantaggio evocare la forza del wapiti, per poter riconoscere il modo migliore di usare la nostra energia e per evitare per quanto possibile di avere danni. Inoltre esso simboleggia il sentimento della fratellanza tra gli appartenenti allo stesso sesso. Il sostegno reciproco tra uomini - così come tra donne - può avere effetti confortanti e incoraggianti tramite lo scambio di esperienze e il confronto dei propri pensieri e delle proprie opinioni personali.
Fonti opere letterarie:
Sigmund Freud, Totem e tabù, 1913
Emile Durkheim, Le forme elementari della vita religiosa, Comunità, Milano, 1963
DJ Conway, Animal Magick, Llewellyn Publications, 1998

Feste americane


Gennaio
Il primo di gennaio, si festeggia il Capodanno (New Year Day), dove le famiglie festeggiano in casa con grandi feste e brindisi; sono soprattutto i giovani che fanno le ore piccole per festeggiare con gli amici. Gli americani attendono questa giornata per celebrare l’inizio dell’anno a casa con i parenti e gli amici intimi. A New York si festeggia in modo un po’ meno intimo, dato che l’appuntamento è a Times Square dove si ritrovano più di un milione di persone. Il terzo lunedì di gennaio (19 gennaio 2015) si celebra il Martin Luther King’s Day, che tanto diede nella lotta per i diritti civili degli afroamericani e che morì assassinato il 4 aprile del 1968. Date le numerose Chinatown che si trovano nelle città americane, è d’obbligo elencare anche il Capodanno cinese, che si celebra con feste, sfilate e fuochi d’artificio. A gennaio inizia anche il Carnevale di New Orleans che inizia il 6 gennaio e termina il Martedì Grasso che è l’unico giorno in cui ci si maschera e si sfila per le strade.
Febbraio
Il 2 febbraio si celebra, soprattutto in Pennsylvania, il Groundhog Day, vale a dire la Giornata della Marmotta, resa celebre dal film Ricomincio da capo. Il 12 febbraio si festeggia il Lincoln’s Birthday, in memoria del Presidente Lincoln. Il 14 come da noi, si celebra la festa degli innamorati, St. Valentine’s Day. A febbraio c’è anche il Carnevale, con la giornata culmine del Martedì Grasso; la sfilata più famosa è certamente quella di New Orleans. Nel 2014 il Martedì Grasso, o Mardì Gràs sarà però il 4 marzo. Il terzo lunedì di febbraio (16 febbraio 2015) si ricorda un altro presidente con la festa del Washington’s Birthday, conosciuta anche come President’s Day.
Marzo
Il 17 marzo c’è la festa di San Patrizio (St. Patrick’s Day), patrono di Irlanda che si festeggia sulla Fifth Avenue di New York. Il 25 la festa invece è dei greci, che commemorano la loro indipendenza sempre sulla Fifth Avenue di New York con sfilate e balli tipici greci (il Sirtaki).
Aprile
La Pasqua (Easter Day) si festeggia nello stesso nostro giorno che generalmente cade ad Aprile (nel 2015 sarà il 1 aprile). Negli Stati Uniti le processioni sono sostitute da sfilate. La sfilata più importante, neanche a dirlo, è sulla Fifth Avenue di New York con partenza dalla cattedrale di San Patrizio.
Maggio
L’ultimo lunedì (25 maggio 2015) si osserva il Memorial Day, un giorno per commemorare tutti gli americani caduti nelle guerre. Inizialmente nato per onorare i soldati caduti dell’Unione durante la Guerra Civile, dopo la Prima Guerra Mondiale è stata estesa. La seconda domenica di Maggio è la Festa della Mamma.
Giugno
A New York da inizio del mese si celebra il mese del jazz. Il Newport Jazz Festival, sono una serie di concerti per le strade e teatri della città, con molti cantanti nella zona del Rockefeller Center. Central Park è il luogo giusto per gli amanti della musica classica, dove la Metropolitan Opera Company, esegue le opere dei grandi classici. Gli italiani di New York, Los Angeles, Miami, ecc… festeggiano Sant’Antonio da Padova. Il 14 giugno si festeggia il Flag Day, il Giorno della bandiera per ricordare che in quella data nel 1777, grazie ad una risoluzione del Secondo Congresso Continentale, fu adottata la bandiera. Non è una festa federale, solo la Pennsylvania l’ha adottata come festa statale. La terza domenica di giugno, invece, è il Father’s Day, che corrisponde alla nostra Festa del Papà. Un modo di festeggiare questo giorno negli Stati Uniti, include regalare cioccolata, fiori, cravatte, o viziare il proprio papà portandogli la colazione a letto.
Luglio
Il 4 luglio si celebra una delle due feste più importanti e sentite per gli americani: la Festa dell’Indipendenza, per commemorare l’adozione della Dichiarazione d’indipendenza dalla Gran Bretagna. Tutte le vie delle città, tutto il Paese si veste (ancora di più!) con i colori della bandiera americana; grandi sfilate celebrano questo giorno, per finire il tutto con eccezionali fuochi d’artificio.
Agosto
In agosto è possibile assistere a numerosi concerti all’aperto con la New York Philarmonic a Central Park o il Washington Square Music Festival. Sempre ad agosto e sempre a New York si tiene il Greenwich Village Jazz Festival, mentre a New York c’è La Fete, un delizioso festival di gastronomia.
Settembre
A Brooklyn, la prima domenica di settembre i suoi abitanti vanno in strada per godere di un divertente carnevale caraibico. Il lunedì seguente si celebra la Festa del Lavoro, Labor Day, (1 settembre 2014), con una sfilata lungo la Fifth Avenue. 
Durante la seconda parte di settembre nelle Little Italy delle città americane si celebra la festa di San Gennaro con tanto cibo e divertimenti.
Ottobre
Il secondo lunedì del mese, (13 ottobre 2014) si festeggia il Columbus Day, per ricordare la scoperta dell’America avvenuta il 12 ottobre 1492. Per gli italo-americani è qualcosa di più, è la giornata dell’orgoglio italo-americano. Il 31 ottobre c’è Halloween, una festa che sta diventando popolare anche in Italia. I bambini mascherati vanno in giro chiedendo dolcetto o scherzetto (Trick-or-treating).
Novembre
Novembre porta con se due feste: il Veteran’s Day l’11 novembre, una festa dove si rende onore ai militari veterani. Il quarto giovedì del mese (27 novembre 2014) c’è la Festa del Ringraziamento, (Thanksgiving Day), la festa più importante dopo il 4 luglio. Pur non essendo una festa ufficiale, il giorno dopo del Ringraziamento viene chiamato Black Friday (venerdì nero): è l’inizio ufficiale del tradizionale shopping natalizio, dove molti impiegati – eccezion fatta per quelli dei negozi e delle banche – ricevono il giorno libero per far aumentare il numero potenziale degli acquirenti. Molti negozi aprono molto presto (anche alle 5 del mattino) e offrono forti sconti sulla merce. Il nome venerdì nero, che rimanda a qualcosa di negativo, ha avuto origine a Philadelphia ed era riferito al forte traffico di quel giorno.
Dicembre
Il 25 dicembre si festeggia, come qui d’altronde, il Natale (Christmas Day).

mercoledì 3 dicembre 2014

Natale in Polonia

La Polonia, invasa da milioni di turisti e tifosi la scorsa estate in occasione degli Europei di calcio, si prepara al Natale. Classici mercatini di Natale iniziano a essere allestiti nelle città principali della Regione: Cracovia, Varsavia, Danzica, Wroclaw e Torun.  I mercatini di Natale ogni anno attraggono milioni di turisti, ma è il concorso dei presepi a costituire una tradizione tipicamente polacca. Un concorso che si svolge a Cracovia e premierà il vincitore il primo giovedì di dicembre, il 6 dicembre 2012. I presepi in gara, realizzati con legno e carta stagnola, riproducono la città di Cracovia e le guglie barocche degli edifici sacri che assunsero tale aspetto nella seconda metà del XIX secolo. La tradizione del presepe è molto antica in Polonia, originariamente erano i muratori che li costruivano e li vendevano alle ricche famiglie di Cracovia per adornare la casa nel periodo natalizio. Era un modo per superare la stagione invernale, quando il lavoro di costruzione si fermava quasi del tutto. È ilMuseo Storico della città che organizza e ospita il concorso e conserva, nelle sue magnifiche stanze, l'opera del vincitore. Oggi sono 200 i presepi presenti nel museo, che vanta la collezione più vasta al mondo.
Una competizione, quella dei presepi, molto antica. La prima edizione venne organizzata da Jerzy  Dobczynski, amante delle tradizioni popolari, presso il monumento di Adam Mickiewicz nella Piazza del Mercato. Poi si ebbe la seconda edizione e poi la manifestazione fu sospesa durante gli anni dell'occupazione tedesca e ripresa nel 1945. I presepi polacchi sono presepi molto colorati, che riproducono le cupole e le torri dei più famosi monumenti di Cracovia in una kermesse d'architettura gotica, barocca e rococò. La forma del presepe è quella di una cattedrale di tre piani, sta all'artista scegliere il monumento cui ispirarsi. Il piano superiore è occupato dagli angeli che annunciano la nascita di Gesù, quello intermedio dal bue e l'asinello e, infine, quella inferiore da Re Magi e contadini polacchi. Cracovia, patrimonio dell'umanità Unesco dal 1987, è famosa per il suo centro storico, dove si trovano i monumenti ritratti nei presepi: la Basilica di Santa Maria, che si innalza imponente in Piazza del Mercato e con la torre di guardia e del campanario raggiunge gli ottanta metri d'altezza. La cattedrale di Wawel, nella parte della città che si sviluppa sulla collina di Wawel, il santuario nazionale polacco, dove venivano incoronati i sovrani, del XIX secolo. In stile romanico la chiesa di San Andrea del 1098. La chiesa barocca dei Santi Pietro e Paolo, unica nel suo genere e circondata dalle imponenti statue dei dodici apostoli. E altre chiese barocche: di Sant'Anna costruita tra il 1689-1705 da Tylman van Gameren e la Chiesa di Santa Barbara, dagli interni barocchi. Passare dicembre e il Natale in Polonia permette di visitare le città dalle multi etnie e culture e visitare i loro tradizionali mercatini di Natale, assaporare le leccornie polacche, ammirare e regalare gli oggetti tipici dell'artigianato, ceramiche e decorazioni natalizie. Vivere emozioni uniche passeggiando sotto le luci natalizie, tra profumi di salumi, dolci e miele polacco, al ritmo di musiche e canti natalizi. Varsavia, la capitale, i mercatini saranno presenti per circa un mese dal 24 novembre 2012 al 6 gennaio 2013, nella piazza principale del centro storico della città vecchia. Le quasi ottanta bancarelle celebrano la tradizione enogastronomica polacca con dolci, salumi, formaggi, pani regionali, birra calda evin brulé. Tantissimi anche i banchi dedicati all'artigianato, che espongono candele, lampade fatte a mano, gioielli, oggetti in ambra del Baltico, tovaglie, sculture in legno e ceramica, oggetti ornamentali  e tanto altro. Vi consigliamo di visitare i mercatini durante i fine settimana, quando si organizzano manifestazioni folkroristiche con degustazioni di prodotti tipici. A Cracovia è la piazza del mercato, uno dei centri storici della città, ad animarsi nel periodo natalizio dal 30 novembre al 26 dicembre 2012. Il centro di Cracovia diviene magico e se c'è la neve ancora di più. Anche qui potrete trovare prodotti tipici: salsicce polacche, zuppe, dolciumi e dell'artigianato locale: gioielli, vestiti, pantofole, pellicce. Riscaldandovi con un bicchiere di vin brulé potrete passeggiare fra le tradizionali bancarelle, avendo come sottofondo i canti di Natale. Sul mar Baltico, a Danzica, il porto più importante della Polonia, il mercatino di Natale è solo una delle tante attrazioni che compongono La Fiera di Natale di Danzica dal 6 dicembre al 23 dicembre 2012. Gli eventi culturali e d'intrattenimento per adulti e bambini arricchiscono il tradizionale mercatino in piazza Targ Weglowy dove potrete trovare tante idee regalo, tanti addobbi natalizi e anche alberi, giocattoli e oggetti artigianali in ambra. A Wroclaw, Breslavia in italiano, città dall'architettura molteplice: boema, austriaca e prussiana e dallo stile dal gotico al barocco. Il mercato di Natale, in via Swidnicka, che quest'anno si svolge dal 23 novembre al 23 dicembre 2012, è un mercatino internazionale con bancarelle polacche, francesi, tedesche, lituane, lettoniane che espongono tanti dolci, idee regalo, ornamenti, oggetti artigianali e prodotti enogastronomici. È dal XVI secolo che il mercatino di Natale ha luogo a Breslavia e sono le decorazioni e le illuminazioni natalizie a caratterizzarlo. Per i bambini ogni anno viene allestito il bosco delle fiabe dove possono assistere alle fiabe più belle messe in scena o raccontate. Da non perdere! Torun, la città natale di Copernico,il mercatino di Natale si svolge dal 14 al 23 dicembre 2012, a  Nowy Rynek, nel centro storico della città che dal 1997 fa parte del patrimonio dell'umanità Unesco. Se visitate il mercatino non andate via senza assaggiare i  “pierniki”, biscotti speziati, la cui ricetta risale al Quattrocento. I più famosi sono a forma di cuore ricoperti di cioccolato e sono chiamati katarzynki(caterinette), sembra che il pasticcere che li ha creati fosse innamorato di una bella madama di nome Caterina, che conquistò grazie a questi romantici biscotti. 

Elemento comune a tutti i Paesi dell'Europa orientale sono le calende, rito di allontanamento dell'inverno e delle ambigue presenze degli spiriti. In Romania, nazione sulla strutturazione del cui folklore hanno inciso da una parte la civiltà romana, dall' altra, in tempi successivi, la complessa cultura slava, i questuanti girano per le strade cantando la calinda, composizione lirica comprendente, oltre agli auguri, aneddoti e riferimenti epici ricavati dalla letteratura popolare religiosa apocrifa. Protagonisti delle calinde sono i ragazzi, che nel periodo tra Natale e l'Epifania letteralmente invadono le strade, bussando ad ogni porta lungo il cammino e propinando a quanti capitano sotto mano ogni sorta di scherzi. Un tempo associato alla questua, si svolgeva anche un caratteristico ballo. Altrove, le processioni di questuanti portano delle alte lanterne di legno e carta colorata. Oltre alle calende sono tante le espressioni della preoccupazione popolare di purificare annualmente la comunità, affinché il ciclo della vita riprenda. Una curiosa usanza è quella diffusa in Ungheria che riguarda la cosiddetta sedia di Lucrezia. Si tratta appunto di un sedile, che viene costruito nei mesi precedenti con grande attenzione e dovizia di particolari (per la sua fabbricazione sono necessarie tredici qualità di legno ed a volte riporta anche qualche decoro ed iscrizione). Esso viene arso, nei giorni che seguono il Natale, per preservare da pericoli e malanni. Sempre legato al fuoco, è un altro rito natalizio ungherese: il rogo di Cibele, grande falò alimentato, una volta acceso, dal lancio di ruote di  un carro  sopra di  cui sono poste delle candele accese ad onorare la dea pagana della fertilità. Dalle intenzioni chiaramente propiziatorie è invece la festa rumena dell'aratro, durante la quale si assiste allo svolgimento di una ricca coreografia che simula scene di vita agreste, con un accompagnamento musicale affidato a strumenti tradizionali. Molte sono anche le pratiche di divinazione. Ad esempio, nella civiltà contadina si affidavano le sorti del nuovo anno mettendo vicino al camino dodici chicchi di grano (rappresentanti i dodici mesi). All' occhio attento degli anziani non sfuggivano suggerimenti ed indizi sull' andamento della vita agricola. Osservando gli scoppiettii dei semi, la direzione che prendevano saltando e il colore che assumevano bruciando, si era in grado di trarre auspici. Una credenza, popolare in Bulgaria, vuole che per i tre giorni che precedono il Natale ci si astenga dal far bucato; occorre infatti fare attenzione a non inquinare le acque dei fiumi in cui Maria lava il corredo del suo Bambino. A Capodanno, in ambienti tradizionali, la più giovane delle fanciulle deve setacciare per tre volte la farina che viene poi impastata dalla madre o dalla nonna con acqua silenziosa (perché attinta alla fonte senza proferir parola ed è proibito berne anche un solo goccio) e fiorita (perché aggiunta di intrugli di erbe magiche, raccolte durante il plenilunio). Con quella stessa acqua e quella stessa farina, ormai caricate di poteri magici, si prepara inoltre del lievito da conservare tutto l'anno, come avviene pure per l'acqua raccolta nel giorno precedente l'Epifania, considerata un potente mezzo difensivo. Il nucleo delle attuali tradizioni cristiane risiede spesso in antiche cerimonie offertorie: un esempio è l'offerta per gli orsi e per i lupi, presente da sempre nelle campagne bulgare, che ora, cristianizzata, cade il primo gennaio e viene così a coincidere con l'inizio dell' anno civile. Diverso rispetto agli altri costumi natalizi è il presepe, conosciuto in molte regioni orientali, ma che ha una sua specifica storia nella cattolicissima Polonia. Era il XVIII secolo quando, a Cracovia, cominciò a diffondersi presso i muratori e gli artigiani della città l'abitudine di costruire, per arrotondare le entrate nel tempo rimasto libero dal lavoro, piccole capanne con la Sacra Famiglia da mettere sotto l'albero. Col tempo, crebbe intorno a loro l'interesse e si specializzarono fino a creare miniature via via sempre più elaborate. I materiali utilizzati erano - e sono tutt' oggi - molto poveri, ma l'abilità dei presepisti li trasforma in vere opere d'arte. Listelli di legno, cartone, cartapesta, stagnola, e soprattutto gli incarti colorati di cioccolatini e caramelle: questi gli elementi a disposizione per creare ricche ed ornate dimore, e mille soggetti. Fino al primo conflitto mondiale, nella piazza centrale di Cracovia, gruppi di artisti esponevano le proprie opere e le conducevano in giro per la città, bussando agli usci delle case, cantando ed improvvisando degli spettacoli con i vari personaggi manovrati come burattini, all'interno della struttura presepistica pensata come una sorta di teatrino.

 
La brigata era accompagnata dalla musica e non mancavano mai un contrabbasso, un violino ed una fisarmonica a ravvivare l'esibizione. Questa consuetudine, bruscamente interrotta con la Grande Guerra, ha conosciuto poi un nuovo impulso ed un insospettato successo con un concorso che dal 1937 vede impegnati i presepisti (szopkarze) nell'intento di dosare in giusta misura creativitàinnovativa e rispetto per una tradizione ormai talmente radicata da aver formulato precisi modelli estetici. Il concorso, in questo caso assolutamente laicizzato, porta in sé gli indizi delle gare rituali che spesso vedono la comunità dividersi e lottare assai duramente in occasione delle feste periodiche. Il momento più importante e più atteso delle feste dicembrine è la sera della Vigilia del 25, chiamata familiarmente "la stella": i bambini spiano dalle finestre il sorgere della prima stella del!a notte, e corrono a tavola. In Polonia la cena, rigorosamente "di magro", ha inizio con un rito diffuso anche nelle famiglie meno osservanti: prima di sedersi, in piedi intorno alla tavola  imbandita a festa, si spezza e ci si scambia tra i commensali l'0platek, un' ostia rettangolare benedetta, che reca stampate immagini sacre. La tavola è coperta da una tovaglia bianca sotto la quale viene sparsa della paglia in ricordo del Bambin Gesù ed è decorata con frutta, rami di abete e candele augurali. Sotto la tavola natalizia ungherese, una cesta contiene dei semi nascosti nel fieno che attendono la benedizione del Bambino. Di quelle sementi, una manciata se ne brucia; ciò che rimane si sparge invece sui campi ad auspicare un buon raccolto. La cena è ovunque molto abbondante: la carpa, pesce tipico del Natale dell' area orientale, viene servita come antipasto, in gelatina, decorata con verdure e uova sode, oppure durante e a fine pasto, farcita o fritta in pastella. Altra pietanza tradizionale e comune a tutti questi Paesi sono le aringhe affumicate o in salamoia, conservate in piccole botti in legno, poi tenute in ammollo e servite con tanta cipolla tagliata sottilmente, pezzetti di mela e panna acida. Tra i primi piatti, se il menu ungherese propone una zuppa con verdure e spezzatino di montone, crauti ed un formaggio fresco, equivalente della  ricotta, condito con capperi, cipolle ed abbondante paprika, in Polonia si consuma il barszcz, dal caratteristico colore rossastro, brodo caldo preparato in vigilia con sole verdure, ma che generalmente prevede anche carne di manzo e di maiale. Tra i dolci, spiritosa è la torta bulgara dentro la quale è nascosto un bigliettino scherzoso. Molto famosa, invece, la specialità ungherese dobos, laboriosissima, come pure il rétés, la pasta per fare lo strudel (di cui, oltretutto, gli Ungheresi rivendicano la paternità) qui acconciata a mo' di tortelli e farcita con marmellate e frutta. Sembra che, per capire la qualità del rétés, la cui lavorazione richiede tempi lunghi e tanta pazienza, si debbono poter leggere, attraverso la pasta, le parole ingiallite di una vecchia lettera d'amore. I ditini al papavero si ritrovano in molte regioni danubiane, seppure in diverse varianti e con denominazioni differenti. L'impiego della pasta accompagnata da un condimento dolce ricorre in più luoghi, a Natale come ai Santi, sempre, però in giorni di vigilia.



martedì 2 dicembre 2014

Bona-Sforza D'Aragona



Bona Sforza d'Aragona (Vigevano, 2 febbraio 1494 –Bari, 19 novembre 1557) fu regina consorte di Polonia,granduchessa consorte di Lituania dal 1518 e duchessa sovrana di Bari, dal 1524. Figlia del duca di Milano Gian Galeazzo e di Isabella d'Aragona, fu la seconda moglie del re Sigismondo I(1518) e diventò così regina consorte di Polonia e granduchessa di Lituania. Bona era nipote di Bianca Maria Sforza, che nel 1493 aveva sposato l’imperatore Massimiliano I. Alla morte della madre Isabella nel 1524, Bona le succedette nei titoli di duchessa di Bari e principessa di Rossano, e divenne pure pretendente a nome della famiglia Brienne al Regno di Gerusalemme. Bona non aveva ancora compiuto un anno quando rimase orfana del giovane padre, forse avvelenato dallo zio Ludovico il Moro, il quale, già suo reggente durante la minore età, prese il potere assumendo il titolo di duca di Milano. Sua moglie Beatrice d'Esteassunse il titolo di duchessa di Milano trasferendo alla vedova Isabella d'Aragona il suo titolo di duchessa di Bari. Isabella, insieme con i quattro figli, si allontanò dalla corte milanese nel 1500, quando comprese che i suoi tentativi di far riconoscere i diritti del figlio Francesco Maria Sforza erano vani. A Napoli Bona ricevette un'educazione accurata e versatile, com'era d'uso presso le corti rinascimentali. Il suo precettore principale fu un'umanista e poeta,Crisostomo Colonna, membro dell'Accademia Pontaniana, che nel campo letterario s'ispirava alle opere del Petrarca. Ma la formazione della sua personalità fu curata soprattutto dalla madre, che si preoccupò anche di procurare un matrimonio vantaggioso per la figlia e utile per gli interessi della dinastia: nel 1518, a ventiquattro anni, testimone la cugina Vittoria Colonna, Bona sposava a Napoli il re di Polonia Sigismondo I, da tre anni vedovo cinquantunenne di Barbara Zápolya. Raggiunta la Polonia, Bona fu incoronata a Cracovia, dove risiedeva la corte nella quale diffuse la cultura rinascimentale italiana. In politica estera perseguì una politica di prestigio: nel 1525 la Polonia riuscì a fare della Prussia una sua tributaria, nel 1533 stipulò un trattato di pace con la Turchia, intrattenne relazioni amichevoli con la Lituania, che nel 1569 si unificherà con la Polonia, e con la Francia, in funzione anti imperiale, per premunirsi da eventuali politiche espansioniste degli Asburgo e, nello stesso tempo, nel 1543 fece sposare il figlio Sigismondo Augusto con la principessa Elisabetta d'Asburgo. Intrattenne anche relazioni amichevoli con la Spagna, a motivo dei suoi interessi nel Ducato di Bari. All'interno Bona tese a rafforzare il potere reale, organizzando alla corte un proprio partito nonché accumulando una notevole quantità di latifondi. Combatté il potere dei nobili allo scopo di fare della Polonia un moderno Stato assolutista, sull'esempio della Francia, della Spagna e dell'Inghilterra: poiché ai nobili era affidato il compito di eleggere il nuovo re, nel 1530, quando era ancora vivo il padre Sigismondo, fece incoronare l'unico figlio Sigismondo Augusto, appena decenne, senza richiedere l'approvazione della nobiltà, in modo da farle intendere che la successione al trono doveva seguire la linea dinastica. I nobili ottennero solo la promessa che nel futuro nessuna incoronazione avrebbe avuto luogo durante la vita del re e senza approvazione della Dieta dei nobili, il Sejm Walny. Ottenute le necessarie dispense papali e con il consenso di Sigismondo, fu lei a scegliere i vescovi, tratti dalla nobiltà, purché servissero con fedeltà il sovrano. Era un modo per assicurarsi i servigi di vescovi meno fedeli alle direttive di Roma e più devoti alla causa dello Stato polacco, oltre che un sistema per sottrarre potere alla nobiltà, che cercò di dividere contrapponendo alla piccola nobiltà che controllava la Dieta la grande aristocrazia del Senato. In Polonia la popolazione non seguiva un'unica confessione religiosa: oltre a una maggioranza cattolica, vi erano ortodossi, cristiani armeni e musulmani a Oriente, luterani a Nord, ebrei, e piccoli gruppi di calvinisti e di anti trinitari, questi ultimi giunti soprattutto dall'Italia per sfuggire alle persecuzioni. Formalmente, Bona era cattolica ma non è certo se fosse realmente devota a questa confessione come a qualunque altra: al suo confessore, il francescano Francesco Lismanini, fece dono dei Sermoni di Bernardino Ochino, il generale dei cappuccini fuggito dall'Italia prima in Svizzera e poi in Germania, e il Lismanini, precettore del figlio Sigismondo Augusto, insegnava le Istituzioni di Calvino e finì per aderire apertamente al calvinismo. Il medico di Bona Sforza era poi quel Giorgio Biandrata che al tempo era, almeno apparentemente, cattolico, ma divenne un aperto anti trinitario. Dopo la morte di Elisabetta, avvenuta nel 1545, nel 1547 il figlio Sigismondo sposò, a insaputa sua e della Dieta polacca, Barbara Radziwiłł, appartenente a una famiglia della nobiltà lituana, la quale evidentemente non aveva alcun peso politico nel panorama europeo. Un matrimonio che, visto sotto l'aspetto degli interessi dinastici e nazionali, sembrava dimostrare l'immaturità politica del giovane re. Bona stava invece progettando il suo matrimonio con Anna d'Este, figlia del duca Ercole e soprattutto di Renata, strettamente imparentata con la famiglia reale francese per essere figlia di Luigi XII, un matrimonio che avrebbe potuto favorire i suoi sforzi di insediare sul trono di Ungheria la figlia Isabella e che avrebbe rafforzato i suoi interessi in Italia.
  È però possibile che Sigismondo avesse intenzionalmente evitato un matrimonio d'interesse, in coerenza con i propri principi morali: si sa che nella sua biblioteca vi erano libri di Calvino e di Erasmo da Rotterdam. Di quest'ultimo possedeva in particolare la Institutio principis christiani nella quale, tra l'altro, l'umanista olandese condannava i matrimoni stipulati dai regnanti per perseguire i propri interessi politici: «I principi dovrebbero rifuggire dalle alleanze straniere e soprattutto dal contrarre matrimoni fuori dai loro confini. Che senso può avere un accordo per il quale un matrimonio cambia a un tratto un irlandese in un sovrano delle Indie o fa di un siriano un re d'Italia? Oltre tutto, i matrimoni regali non garantiscono la pace. L'Inghilterra aveva concluso un'alleanza matrimoniale con la Scozia e tuttavia Giacomo V invase l'Inghilterra». Nemmeno la Dieta dei nobili approvò il matrimonio, e cercò di far recedere Sigismondo dal passo compiuto, attraverso il ripudio o, in alternativa, abdicando, oppure ancora privando la moglie dei suoi diritti di regina. Tutto fu inutile, e Barbara Radziwiłł fu incoronata, senza che Bona Sforza assistesse alla cerimonia. Tuttavia Barbara si ammalò molto presto, senza speranza di guarigione e a quel punto Bona volle riconciliarsi con la nuora: in una sua lettera, dichiarò «di riconoscere e onorare la Vostra Altezza Serenissima come propria figlia e beneamata nuora [...] prega e spera che il Signore Iddio vi guarisca presto». La guarigione non ci fu e Barbara Radziwiłł morì a Cracovia a soli trentanni l'8 maggio 1551, non prima di aver disposto di essere sepolta in patria, a Vilnius. Sigismondo si risposò due anni dopo con Caterina d'Austria, sorella della sua prima moglie Elisabetta, ma anche questa volta non riuscì ad avere figli, portando così la casata degli Jagelloni all'estinzione. La morte prematura di Barbara riversò dei sospetti su Bona: in molti casi, non riuscire a stabilire la reale causa di una morte portava a credere all'intervento di pozioni somministrate nel cibo e nelle bevande e la fama di «avvelenatori» che nel Cinquecento circondava i principi italiani ingrandiva le congetture. Inoltre, l'attività di governo da lei esercitata destava lo scontento dello stato nobiliare, il quale vi intravedeva una minaccia al proprio potere, tanto più inammissibile e umiliante, trattandosi di una donna che oltretutto appariva autoritaria e collerica. Dopo trenta anni di regno, nel 1556 la stessa Bona decise di lasciare la Polonia. A quel punto il figlio Sigismondo, sentendo la propria inadeguatezza, cercò di trattenerla ma la decisione era presa: dopo il matrimonio della figlia Sofia, Bona tornò in Italia e si stabilì a Bari. L'ultimo periodo polacco di Bona Sforza fu contrassegnato dalla sua aspirazione - poi delusa - ad essere nominata Viceré di Napoli dagli Asburgo: tale ambizione è oggi documentata dall'epistolario scambiato tra lei ed il suo agente diplomatico Pompeo Lanza, che fino a tutto il 1554 la rappresentò, insieme all'Orator Pappacoda, a Bruxelles presso Carlo V e successivamente fino al 1556 a Londra presso Maria Tudor, la cosiddetta Sanguinaria.
 Il suo vecchio ducato era stato impoverito dalle guerre condotte dagli spagnoli contro la Francia: a questo Filippo II non aveva esitato di impadronirsi dei suoi beni. Fu per questo motivo - e per la tradizionale leggenda dei veleni che sarebbero circolati nelle corti italiane - che alla sua morte, nel 1557, nacque la diceria dell'avvelenamento perpetrato dal suo segretario Gian Lorenzo Pappacoda, che avrebbe agito nell'interesse del re spagnolo Filippo. La sua bara, portata nella Basilica di San Nicola, rimase incustodita per molte ore, fu incendiata dalle candele e i suoi resti carbonizzati furono sepolti in una cappella senza particolari decorazioni. Più tardi i figli Sigismondo e Anna provvidero a far costruire un sepolcro sontuoso, situato dietro l'altare maggiore della Basilica, che tuttora è una delle maggiori attrazioni per i visitatori di Bari. 

domenica 30 novembre 2014

La festa di Natale





Il natale è una festa di precetto da santificare. Buona cosa è fare il presepio per natale. Tra le feste che la chiesa romana ordina di osservare vi è anche la festa di natale infatti essa, nel suo catechismo, è tra le cosiddette feste di precetto della Chiesa di cui essi devono ricordarsi per santificarla secondo il loro comandamento. Essa viene celebrata con tre messe di cui una a mezzanotte perché secondo la tradizione Gesù fu partorito da Maria in quell’ora. Alla festa del natale sono collegate molte consuetudini: una di queste è quella di fare il presepio. Esso consiste in una rappresentazione figurale fatta con statuette dell’evento della nascita di Gesù Cristo. Il catechismo cattolico riferisce l’origine del presepio in questi termini: ‘San Francesco d’Assisi aveva gran devozione al mistero del Natale del Salvatore. Si alzava spesso a mezzanotte per adorare Gesù nell’ora in cui fece la prima comparsa nel mondo. Più tardi, nel 1220, chiese ed ottenne dal papa, Onorio III, il permesso di fare il presepio durante la Messa della mezzanotte di Natale, e ciò in mezzo ad un bosco che era accanto al monastero di Greccio. Formò una specie di caverna con delle pietre, del muschio e rami d’alberi; vi pose una mangiatoia, v’introdusse anche un bue ed un giumento, e vi eresse l’altare per la celebrazione della Messa. Una gran folla di popolo accorse alla funzione illuminando la foresta con fiaccole. Più tardi si fece il presepio con le figurine, e dapprima nel napoletano verso il secolo XV, e poi in Sicilia ed in altre regioni d’Italia e dell’estero’ (Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 143-144).


Vediamo innanzi tutto come è nata questa festa. Originariamente la Chiesa non celebrava la nascita di Gesù. Col passare del tempo, tuttavia, i Cristiani d’Egitto cominciarono a considerare il 6 Gennaio come data della natività. L’usanza di celebrare la nascita di Gesù in quel giorno si andò diffondendo in tutto l’Oriente e risulta come data per acquisita all’inizio del IV secolo. Più o meno nella stessa epoca, la Chiesa d’Occidente, che non aveva mai riconosciuto il 6 Gennaio come il giorno della natività, assunse come data celebrativa il 25 Dicembre.
Essa fu successivamente adottata anche dalla chiesa d’Oriente. Le ragioni che spinsero molti vescovi a spostare la festa di natale dal 6 Gennaio al 25 Dicembre furono le seguenti: in quel giorno secondo una consuetudine pagana del tempo veniva celebrato ‘il dio sole’, o meglio la nascita del sole al quale si accendevano dei fuochi in segno di festa, e siccome molti che si erano convertiti al Cristianesimo prendevano pure loro parte a questa festa perché identificavano il sole con Gesù Cristo perché in Malachia egli é chiamato "il sole della giustizia" (Mal. 4:2), quando essi si resero conto che gli stessi Cristiani avevano una certa inclinazione per questa festa, tennero consiglio e deliberarono che la natività di Cristo fosse solennizzata in quel giorno e la festa dell’epifania il 6 Gennaio.


La festa di natale non va celebrata perché sotto la grazia noi non siamo chiamati a celebrare delle feste; oltre tutto la festa di natale non solo si fonda su una data di nascita di Gesù inventata ma è pure di origine pagana
Certamente la nascita di Gesù Cristo rappresenta uno dei più grandi avvenimenti della storia dell’umanità, questo é fuori di dubbio; però bisogna dire che di essa nella Scrittura non è menzionata né il giorno e né l’ora. Ma il fatto é che non solo non c’é scritto né il giorno e né l’ora in cui nacque, ma sia Matteo che Marco che Luca e Giovanni non danno sufficienti indizi per stabilire esattamente neppure il mese in cui egli nacque. Noi sappiamo che Gesù Cristo nacque sotto l’impero di Cesare Augusto perché Luca dice che fu Cesare Augusto a emanare il decreto secondo il quale si doveva fare il censimento di tutto l’impero (Giuseppe si trovava a Betleem con Maria quando ella partorì perché vi era andato a farsi registrare) (cfr. Luca 2:1-5); sappiamo anche che quando nacque Gesù regnava sulla Giudea Erode detto il grande (cfr. Matt. 2:1); sappiamo anche che nella stessa contrada dove nacque Gesù nella notte in cui egli venne al mondo vi erano dei pastori che stavano nei campi e facevano la guardia al loro gregge e che ad essi apparve un angelo del Signore per annunciare loro che in quel giorno era nato nella città di Davide un Salvatore, che era Cristo il Signore (cfr. Luca 2:8-14). Ma per ciò che concerne la data della sua nascita la Scrittura tace. Ora, ci deve pure essere una ragione per cui Dio non abbia, per mezzo del suo Spirito, sospinto nessuno a scrivere la data della nascita di Gesù Cristo; noi non vogliamo dire il motivo perché non lo conosciamo però vogliamo fare alcune considerazioni su di essa.
Essa di certo era conosciuta sia da Giuseppe che da Maria, che dai fratelli e dalle sorelle di Gesù; essa era di certo pure registrata all’anagrafe del tempo. Giacomo era il fratello del Signore ed era in grande considerazione nella Chiesa primitiva, e pur sapendo la data di nascita del Signore che secondo la carne era suo fratello maggiore non ritenne opportuno solennizzare il giorno della nascita di Gesù.
Nella Scrittura vi sono scritte tante date che si riferiscono sia a feste giudaiche che ad avvenimenti particolari avvenuti nella storia del popolo d’Israele; ne ricordiamo alcune:

Ÿ la Pasqua secondo la legge doveva essere celebrata il quattordicesimo giorno del mese di Abib perché fu in quel giorno che il Signore trasse dall’Egitto il popolo d’Israele dopo una schiavitù secolare (cfr. Es. 12:1-14);

Ÿ la festa della Pentecoste o delle primizie doveva essere celebrata sette settimane dopo la festa degli azzimi quindi il terzo giorno del terzo mese che corrispondeva al giorno in cui Dio scese in mezzo al fuoco sul monte Sinai e pronunziò il decalogo (cfr. Deut. 16:9-12; Es. 19:16).

Ÿ la festa delle Capanne doveva essere celebrata il quindicesimo giorno del settimo mese per ricordare che gli Israeliti avevano dimorato in tende durante il loro pellegrinaggio nel deserto (cfr. Deut. 16:13-15; Lev. 23:34);

Ÿ la festa delle Espiazioni doveva essere celebrata il decimo giorno del settimo mese; in quel giorno il sacerdote compiva l’espiazione dei suoi peccati e di quelli di tutto il popolo (cfr. Lev. 16:1-34);

Ÿ il settimo giorno del quinto mese del diciannovesimo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia, fu il giorno in cui Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, al servizio del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme ed arse la casa dell’Eterno e la casa del re, e diede alle fiamme tutte le case di Gerusalemme (cfr. 2 Re 25:8,9);

Ÿ il terzo giorno del mese di Adar del sesto anno del regno di Dario fu il giorno in cui la ricostruzione del tempio a Gerusalemme fu portata a termine (Esd. 6:15);

Ÿ il quinto giorno del quarto mese del quinto anno della cattività del re Joiakin la Parola dell’Eterno fu espressamente rivolta al sacerdote Ezechiele, figliuolo di Buzi, nel paese dei Caldei presso al fiume Kebar (cfr. Ez. 1:1-3); nel libro del profeta Ezechiele vi sono scritte molte altre date che si riferiscono ai giorni in cui Dio rivelò la sua parola al profeta.
Queste sono alcune delle date scritte nella Parola di Dio; parrà strano, eppure fra le tante date registrate non c’é quella della nascita del Salvatore, ma questo non ci preoccupa e neppure ci turba perché sappiamo che "l’Eterno ha fatto ogni cosa per uno scopo" (Prov. 16:4), quindi siamo sicuri che anche questa volontaria omissione di questa data non é a caso. Ma come noi ben sappiamo, quello su cui tace la Parola di Dio è sempre fonte di speculazione per molti; e così, ecco che per le ragioni prima esposte gli uomini hanno pensato di prendere un giorno, nel quale poi veniva festeggiato il sole, per farlo diventare il giorno della nascita di Cristo. Riteniamo che non sia stato giusto da parte degli antichi prendere a proprio piacimento un giorno qualsiasi del calendario e affermare che in esso era nato Gesù, perché così essi hanno fatto credere la menzogna a moltitudini di persone. Ancora oggi molti sono convinti che Gesù sia nato il 25 Dicembre il che non può essere dimostrato in nessuna maniera! Badate che con questo non intendiamo dire che sia sbagliato ricordarsi della nascita di Gesù e di tutto quello che la Scrittura dice a riguardo; affatto, ma riteniamo che il ricordo di quel giorno non deve portare nessuno di noi ad inventarsi la data della natività di Gesù.
La chiesa romana ordina di santificare il giorno di natale non facendo in essa nessuna opera servile e partecipando alle sue messe; noi invece come credenti non ci sentiamo obbligati per nulla a santificare quel giorno perché non é un giorno che é stato santificato da Dio ma un giorno fatto diventare santo da una tradizione che bisogna dire nel corso del tempo ha santificato e benedetto tante e tante pratiche pagane che sono contrarie all’insegnamento del Signore.


Fare il presepio a molti potrà sembrare un segno di grande devozione verso il Salvatore, potrà sembrare bello quanto si vuole, ma sta di fatto che si oppone alla Scrittura perché implica la trasgressione del comando di Dio di non farsi immagini e sculture alcune. Per questa ragione questa usanza va rigettata. Diletti, ricordatevi pure della nascita di Gesù Cristo, ma fatelo spesso e non una volta all’anno, e fatelo nella semplicità del cuore vostro meditando su tutti quei passi della Scrittura che ne parlano. Se infatti lo Spirito Santo ha sospinto sia Matteo che Luca a scrivere diverse cose sulla nascita di Gesù è anche perché Dio ha voluto in questa maniera che noi suoi figliuoli mantenessimo vivo il ricordo di quegli eventi che hanno caratterizzato la sua nascita. Ma più che della sua nascita, diletti, ricordatevi della sua morte e della sua resurrezione avvenuta per la nostra giustificazione. E parlate di questi due eventi sia tra di voi che a coloro che non conoscono Dio, tra cui ci sono i Cattolici romani, affinché credendo in essi con tutto il loro cuore siano affrancati dal peccato.

albero di Natale

L'albero di Natale è, con la tradizione del presepe, una delle più diffuse usanze natalizie. Si tratta in genere di un abete (o altra conifera sempreverde) addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. Questo può essere portato in casa o tenuto all'aperto, e viene preparato qualche giorno o qualche settimana prima di Natale (spesso nel giorno dell'Immacolata concezione) e rimosso dopo l'Epifania. Soprattutto se l'albero viene collocato in casa, è tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti. Nella tradizione milanese l'albero di natale viene preparato a Sant'Ambrogio, patrono di Milano, il 7 dicembre. L'immagine dell'albero come simbolo della vita ha origini molto antiche e trova riscontri in diverse religioni. In genere per l'albero di Natale in Italia si usa un peccio (Picea abies) detto anche abete rosso; mentre nell'Europa Centrale e nei Paesi nordici è comune l'uso di abeti (Abies alba o Abies nordmanniana); più raramente si usano pini o altre conifere sempreverdi, ma possono essere usati anche altri tipi di albero, come ad esempio Magnolia grandiflora. Nel mondo moderno ha una grande diffusione (certamente preponderante nel mondo occidentale) l'uso di alberi artificiali. Oltre a risultare pratici ed economici, gli alberi artificiali garantiscono la salvezza biologica di molti esemplari reali e rappresentano l'unica soluzione per coloro che soffrono di allergia alle conifere. Esistono alberi artificiali di tutte le dimensioni, da quelli con proporzioni realistiche a quelli "da tavolo", di poche decine di centimetri d'altezza. Fra gli ornamenti più diffusi con cui addobbare gli alberi di Natale si possono citare le caratteristiche palline (quelle più diffuse dono sferiche, poi ne esistono innumerevoli varianti, per esempio coniche, a forma di campanella, di pigna e così via), realizzate in vetro soffiato o altri materiali generalmente ricoperti da una vernice colorata e riflettente o spruzzate d'argento, oro, o bianco. Spesso si usano anche fiocchi colorati di tessuto; sono molto diffusi i festoni e i fili perlati. File di mini luci elettriche hanno progressivamente sostituito nel Novecento l'uso di candele posizionate sui rami; sono di solito colorate o intermittenti, e tendono a ricordare luci fatate (specialmente se la loro luce è riflessa è diffusa dai festoni o dalle altre decorazioni, o dai rami stessi dell'albero). Fra i gadget in commercio già da diversi anni, si stanno diffondendo le file di luci elettriche musicali, che riproducono, talvolta in sincronia con l'intermittenza, tradizionali musiche natalizie come Jingle Bells o Bianco Natale. La cima dell'albero è in genere arricchita da un puntale, in genere simile alle palle per colore, materiale e tipo di decorazioni, molto spesso a forma di stella, con riferimento alla stella cometa. Alcuni spruzzano i rami dell'albero con diversi generi di neve artificiale. Si usano inoltre altre decorazioni di vario tipo (pupazzi di Babbo Natale, stelle ecc.) da appendere sui rami. Fra le decorazioni meno comuni ma dotate di una certa tradizione, si possono ricordare: la frutta secca; certi tipi di frutta colorata come le arance; i biscotti allo zenzero; le decorazioni in pasta di sale o marzapane; piccoli personaggi (Babbo Natale, angeli, renne e così via), o giocattoli. Talvolta non vi è alcun limite alla creatività di chi addobba l'albero, che può quindi essere, pur nella tradizione, estremamente "personale". Non è inconsueto, per esempio, che oggetti dotati di un forte valore emotivo (per esempio donati da persone care) vengano collocati in particolari "posizioni d'onore" sull'albero, a prescindere da considerazioni strettamente estetiche. Fra i colori più tradizionali delle decorazioni natalizie si devono probabilmente citare il rosso, l'oro, il verde e l'argento, ma tutti i colori sono ammessi e utilizzati.
 L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un popolare tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale. La derivazione dell’uso moderno della tradizione dell’albero di Natale, tuttavia, non è stata provata con chiarezza. Sicuramente questa usanza risale alla Germania del XVI secolo. Ma esiste una leggenda che risale a molti secoli prima. Una storia, infatti, lega l’albero di Natale a San Bonifacio, il santo nato in Inghilterra intorno al 680 e che evangelizzò le popolazioni germaniche. Si narra che Bonifacio affrontò i pagani riuniti presso la “Sacra Quercia del Tuono di Geismar” per adorare il dio Thor. Il Santo, con un gruppo di discepoli, arrivò nella radura dov’era la “Sacra Quercia” e, mentre si stava per compiere un rito sacrificale umano, gridò: «questa è la vostra Quercia del Tuono e questa è la croce di Cristo che spezzerà il martello del falso dio Thor». Presa una scure cominciò a colpire l’albero sacro. Un forte vento si levò all’improvviso, l’albero cadde e si spezzò in quattro parti. Dietro l’imponente quercia stava un giovane abete verde. San Bonifacio si rivolse nuovamente ai pagani: «Questo piccolo albero, un giovane figlio della foresta, sarà il vostro sacro albero questa notte. È il legno della pace, poiché le vostre case sono costruite di abete. È il segno di una vita senza fine, poiché le sue foglie sono sempre verdi. Osservate come punta diritto verso il cielo. Che questo sia chiamato l’albero di Cristo bambino; riunitevi intorno ad esso, non nella selva, ma nelle vostre case; là non si compiranno riti di sangue, ma doni d’amore e riti di bontà». Bonifacio riuscì a convertire i pagani e il capo del villaggio mise un abete nella sua casa, ponendo sopra ai rami delle candele. Tra i primi riferimenti storici alla tradizione dell’albero di Natale, la scienza, attraverso l’etnologo Ingeborg Weber-Keller, ha identificato una cronaca di Brema del 1570 che racconta di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. Ma è la città di Riga, capitale della Lettonia, a proclamarsi sede del primo albero di Natale della storia: nella sua piazza principale si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il “primo albero di capodanno” fu addobbato nella città nel 1510. L’usanza di avere un albero decorato durante il periodo natalizio si diffuse nel XVII secolo e agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania. Per molto tempo la tradizione dell’albero di Natale rimase tipica delle regioni protestanti della Germania e solo nei primi decenni del XIX secolo si diffuse nei paesi cattolici. A Vienna l’albero di Natale apparve ufficialmente nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau Weilburg, mentre in Francia fu importato dalla duchessa di Orléans nel 1940. Oggi la tradizione dell’albero di Natale è universalmente accettata anche nel mondo cattolico. Papa Giovanni Paolo II lo introdusse nel suo pontificato facendo allestire, accanto al presepe, un grande albero di Natale proprio in piazza San Pietro.

Ascoltare la Voce della Tua Anima: Come Sviluppare l'Intuizione (Listening to the Voice of Your Soul: How to Develop Intuition)

  Ascoltare la Voce della Tua Anima: Come Sviluppare l'Intuizione (Listening to the Voice of Your Soul: How to Develop Intuition) [Itali...