domenica 21 dicembre 2014

Alpha Centauri






Alfa Centauri è un sistema stellare triplo situato nella costellazione australe del Centauro. È la stella più luminosa della costellazione, nonché terza stella più brillante del cielo notturno a occhio nudo, dopo Sirio e Canopo: infatti, sommando la magnitudine apparente delle due componenti, A (+0,01) e B (+1,34), come si osserva ad occhio nudo, il sistema appare di magnitudine −0,27. È anche il sistema stellare più vicino al sistema solare, in quanto ne dista 4,365 anni luce. In particolare Proxima Centauri, delle tre stelle che compongono il sistema, è in assoluto, dopo il Sole, la stella più vicina alla Terra. Il sistema di α Centauri è costituito da una coppia di stelle di sequenza principale di simile luminosità, una nana gialla e una nana arancione molto vicine fra loro, al punto che a occhio nudo o con un piccolo binocolo sembrano essere un'unica stella. In aggiunta a queste se ne trova una terza, una nana rossa molto più distante e meno luminosa, chiamata Proxima Centauri, la quale compie un'orbita molto ampia attorno alla coppia principaleNell'ottobre del 2012, dopo lunghe ricerche, è stato scoperto un pianeta terrestre orbitante attorno alla componente B del sistema. Il sistema di α Centauri appare a occhio nudo come una stella singola di colore giallastro; si osserva in direzione della Via Lattea australe, ad una declinazione di −60º 50', dunque invisibile dall'intera area dell'Europa continentale, dal Mar Mediterraneo, dalla Cina settentrionale e da gran parte dell'America del Nord. Inizia invece ad essere osservabile a sud del 29º parallelo nord, corrispondente all'Egitto, al Texas, alla Penisola Arabica, al nord dell'India e alla Cina del sud; i mesi migliori per la sua osservazione dall'emisfero nord sono quelli di aprile-maggio. Dall'emisfero australe, la stella diventa circumpolare appena lasciato in direzione sud il Tropico del Capricorno: dalla Nuova Zelanda e dal sud dell'Australia fino a Sydney, come pure dall'Argentina, è visibile durante tutto l'anno. La culminazione a mezzanotte di α Centauri è il 9 aprile, mentre la culminazione alle 21:00 è l'8 giugno. L'area di cielo in cui si trova α Centauri è particolarmente ricca di stelle brillanti, il che facilita notevolmente il suo riconoscimento: è infatti accoppiata ad un'altra stella molto luminosa,Hadar (β Centauri), un astro di colore azzurro distante apparentemente solo pochi gradi; continuando l'allineamento delle due stelle verso ovest per un breve tratto si raggiunge un altro gruppo di stelle molto luminoso e particolarmente conosciuto, che forma la costellazione della Croce del Sud. Per questa ragione, nell'emisfero australe α Centauri e Hadar vengono chiamate Puntatori del SudSebbene α Centauri appaia molto meno luminosa di Sirio e di Canopo, la sua luminosità può rivaleggiare con quella di alcuni pianeti, come Saturno e talvolta anche Marte, a seconda della loro distanza da noi. Le due componenti principali del sistema, α Centauri A e α Centauri B, sono troppo vicine fra di loro per poter essere distinte ad occhio nudo, dato che la loro separazione angolare varia fra 2 e 22 secondi d'arco, ma per gran parte del loro periodo orbitale sono risolvibili con facilità tramite dei potenti binocoli o un telescopio amatorialeVista dalla Terra, la terza componente del sistema, Proxima Centauri, si trova circa 2,2° a sud-ovest di α Centauri; questa separazione apparente equivale a circa quattro volte il diametro apparente della Luna Piena e a circa la metà della distanza angolare fra α Centauri e Hadar. Proxima appare come una stella di colore rosso intenso di magnitudine apparente pari a 13,1, in un campo povero di altre stelle di fondo; è indicata come V645 Cen nel General Catalogue of Variable Stars: si tratta infatti di una stella variabile UV Ceti, che può variare fino a raggiungere la magnitudine 11 senza un periodo regolare. Alcuni astronomi amatoriali e professionisti sono soliti monitorare le variazioni di luminosità di questa stella tramite l'uso di telescopi ottici o radiotelescopi. Il riconoscimento di α Centauri come sistema composto da due stelle risale al dicembre 1689, quando Padre Richaud risolse le due componenti per la prima volta dalla città indiana di Pondicherry, durante l'osservazione di una cometa. Nel 1752 Nicholas Louis de Lacaille fece degli studi astrometrici del sistema usando un circolo meridiano, uno strumento per determinare il punto in cui una stella raggiunge il punto più alto sull'orizzonte (passa il meridiano); nel 1834 furono invece condotte le prime osservazioni micrometriche, ad opera di John Herschel. Dai primi anni del XX secolo, le osservazioni vennero condotte su lastre fotografiche.  Nel 1926, William Stephen Finsen calcolò dei parametri orbitali approssimativi prossimi a quelli oggi accettati per questo sistema. Tutte le posizioni future sono ora abbastanza accurate da permettere a un osservatore di determinare le posizioni relative delle stelle sulla base di effemeridi delle stelle doppie. La scoperta che il sistema di α Centauri è in realtà quello più vicino a noi fu di Thomas James Henderson, che misurò la parallasse trigonometrica del sistema fra l'aprile del 1832 ed il maggio del 1833; egli non pubblicò subito i suoi risultati, poiché temeva che le sue misurazioni fossero troppo grandi per essere verosimili, ma dopo che Friedrich Wilhelm Bessel ebbe pubblicato i risultati dei suoi studi della parallasse di 61 Cygni, nel 1838, si decise a pubblicare a sua volta i risultati per α Centauri, l'anno successivo. α Centauri fu così ufficialmente la seconda stella ad aver avuto la distanza misurata. Robert Innes fu il primo a scoprire, nel 1915 dal Sudafrica, la stella Proxima Centauri, utilizzando delle lastre fotografiche prese in periodi differenti durante uno studio dedicato al monitoraggio del moto proprio delle stelle. Il grande moto proprio e la parallasse di quest'apparentemente anonima stellina rossa sembravano perfettamente compatibili con quelli del sistema di α Centauri AB. Trovandosi ad una distanza di 4,22 anni luce da noi, Proxima Centauri fu così riconosciuta come la stella più vicina a noi in assoluto. Le distanze attualmente accettate derivano dalle misure di parallasse eseguite dal satellite Hipparcos e riportate nell'omonimo catalogo. Nel 1951 l'astronomo americano Harlow Shapley annunciò che Proxima Centauri è una stella variabile di tipo UV Ceti. Shapley scoprì le variazioni della stella esaminando vecchie lastre fotografiche che mostravano in alcuni casi un incremento della sua luminosità di circa l'8% rispetto al normale, facendone di fatto la più attiva variabile di tipo UV Ceti allora conosciuta. α Centauri attualmente appare come una delle stelle luminose più meridionali; in epoche passate, tuttavia, la precessione degli equinozi aveva portato questa e le altre stelle circostanti a declinazioni inferiori, così che potevano essere osservate, 4000-5000 anni fa, anche dall'Europa centraleNell'epoca presente infatti la stella possiede un'ascensione retta pari a 14h 39m, dunque si trova in quella fascia di coordinate di ascensione retta compresa fra le 6h e le 18h, in cui gli oggetti tendono ad assumere declinazioni sempre più meridionali (tranne l'area attorno al polo sud dell'eclittica). Ciò è dovuto al fatto che l'asse terrestre, in direzione sud, tende ad avvicinarsi a questa parte di cielo; ne consegue che l'area di cielo verso cui l'asse tende a puntare assume declinazioni meridionali, mentre l'area di cielo da cui si allontana tende a diventare visibile anche a latitudini più settentrionali. All'epoca dei Greci e dei Romani la parte di cielo in cui si trova α Centauri era visibile anche alle latitudini medie del Mediterraneo; i popoli mediterranei infatti conoscevano bene questa stella, che veniva considerata come il piede del Centauro: il nome proprio di α Centauri infatti è Rigel Kentaurus, e anche se derivato dalla frase araba per "Piede del Centauro", ricorda sempre la sua "funzione" all'interno della costellazione. Fra circa 3000 anni l'ascensione retta di α Centauri sarà pari a 18h, che equivale al punto più meridionale che la stella potrà raggiungere; dopo di che, l'asse terrestre inizierà a riallontanarsi da questa stella, che quindi assumerà declinazioni sempre più settentrionali. A questo movimento si aggiunge il grande moto proprio della stella stessa, che essendo molto vicina è logicamente notevole: infatti α Centauri sembra muoversi nella direzione di Hadar, alla velocità di 6,1 minuti d'arco al secoloCon una magnitudine apparente integrata di −0,27, α Centauri appare a occhio nudo come una stella singola, un po' meno brillante di Sirio e di Canopo, anch'esse poste nell'emisfero australe; la quarta stella più luminosa è invece Arturo, con una magnitudine di −0,04, nell'emisfero boreale. Se si considera invece il sistema di α Centauri come due stelle separate, la stella primaria del sistema, α Centauri A, ha una magnitudine apparente di +0,01, ossia appena meno luminosa di Arturo e impercettibilmente meno luminosa di Vega, la quinta stella, ponendosi così al quarto posto fra le stelle più luminose. La seconda compagna, α Centauri B, possiede invece una magnitudine di 1,33, diventando la ventunesima stella del cielo in ordine di luminosità. α Centauri A è il membro principale (o primario) del sistema, ed appare leggermente più luminoso del nostro Sole, in termini assoluti. Si tratta comunque di una stella simile al nostro astro, di sequenza principale, con un colore tendente al giallastro, la cui classificazione è G2 V. Questa stella è circa il 10% più massiccia del nostro Sole, con un raggio del 23% più grande; La velocità di rotazione (v × sini) di α Centauri A è 2,7 ± 0,7 km/s, che equivale ad un periodo di rotazione di 22 giorni. α Centauri B è la componente secondaria del sistema, leggermente più piccola e meno luminosa del nostro Sole; anche questa è nella fase di sequenza principale; la sua classe spettrale è K1 V, ossia una stella di colore giallo-arancione. La sua massa è pari al 90% di quella del Sole e il suo raggio è del 14% più piccolo; la velocità di rotazione è 1,1 ± 0,8 km/s, equivalente ad un periodo di 41 giorni. Una stima precedente indicava questo valore pari a 36,8 giorni. Osservazioni effettuate nei raggi X con i satelliti ROSAT XMM-Newton hanno evidenziato che la componente B emette più energia in questo intervallo spettrale rispetto ad α Centauri A, nonostante sia complessivamente la meno luminosa delle due. Le curve di luce in banda X hanno evidenziato inoltre una certa variabilità delle due stelle, più rapida per α Centauri B che per A. Per quest'ultima la spiegazione più accreditata è la presenza di un ciclo solare simile a quello undecennale del Sole, mentre α Centauri B è una vera e propria stella a brillamento: sono stati infatti osservati due brillamenti, sia con ROSAT che con XMM-Newton, anche se sono fra i più deboli registrati per questo tipo di stelle. La terza componente, α Centauri C, è anche nota come Proxima Centauri; la sua classe spettrale è M5Ve o M5VIe, il che suggerisce che possa trattarsi o di una stella di sequenza principale (tipo V) o una stella subnana (tipo VI) il cui spettro presenta linee di emissione; l'indice di colore B-V è pari a +1,81. La sua massa è circa 0,12 MAssieme, le due componenti visibili luminose del sistema doppio sono chiamate α Centauri AB: la designazione "AB" indica il centro gravitazionale apparente delle componenti principali relativamente all'altra (o alle altre) compagna minore. "AB-C" si riferisce all'orbita di Proxima attorno alla coppia centrale. Questo sistema di designazione consente agli astronomi specializzati in sistemi stellari multipli di definire gli astri componenti in funzione delle diverse relazioni che intercorrono fra essi, come nel caso di questo terzetto di stelle. La designazione di tutte le componenti viene gestita e controllata dallo U.S. Naval Observatory, in un catalogo aggiornato continuamente chiamato Washington Double Star Catalog (WDS), che contiene oltre 100 000 stelle doppie, indicate secondo questa nomenclatura. Alcuni vecchi riferimenti riportano la designazione, oggi deprecata, di A×B. Dato che la distanza fra il Sole e α Centauri AB non è significativamente diversa rispetto a quella fra il Sole e le singole componenti, da un punto di vista gravitazionale questo sistema è considerato come se fosse un unico oggetto. Proxima Centauri (spesso chiamata anche solo Proxima) è la debolissima nana rossa che si trova a circa 12 000 o 13 000 UA dal sistema α Centauri AB, equivalente a 0,12 anni luce o 1,94 bilioni di km (circa il 5% della distanza fra il Sole e la coppia α Centauri AB). Proxima appare gravitazionalmente legata al sistema AB, compiendo un'orbita attorno alle due stelle in un periodo compreso fra 100 000 e 500 000 anni; tuttavia, è anche possibile che Proxima possa essere non legata e che si muova lungo una traiettoria iperbolica attorno al sistema AB. L'evidenza principale di un'orbita legata è che sembra difficile che l'associazione fra Proxima e le due stelle principali possa essere accidentale, dato che mostrano circa lo stesso moto proprio attraverso lo spazio.In teoria, secondo alcuni studiosi, Proxima potrebbe lasciare il sistema fra alcuni milioni di anni. Comunque resta ancora da chiarire se Proxima e α siano realmente legate gravitazionalmente. Proxima è una nana rossa di classe spettrale  M5.5V, con una magnitudine assoluta di +15,53, dunque notevolmente inferiore a quella del Sole. La massa di questa stella è stimata sui 0,123 ± 0,06 M (arrotondato a 0,12 M) o circa un ottavo di quella del Sole. Tutte le componenti di α Centauri mostrano un moto proprio notevole rispetto alle stelle di fondo, similmente a quanto avviene per altre stelle luminose, come Sirio ed Arturo. Nel corso dei secoli questo causa un lento spostamento della posizione apparente della stella; stelle di questo tipo vengono chiamate stelle ad elevato moto proprio. Questi moti stellari erano sconosciuti agli antichi astronomi, che credevano che le stelle fossero eterne e permanentemente fissate sulla sfera celeste, come si evince ad esempio dalle opere del filosofo AristoteleEdmond Halley nel 1718 scoprì che alcune stelle si erano notevolmente spostate dalla posizione astrometrica rilevata in passato; ad esempio, la brillante stella Arturo (α Boo), nella costellazione di Boote, mostrava di essersi spostata di circa mezzo grado in 1800 anni, come pure Sirio (α CMa), nel Cane Maggiore. Il raffronto che fece Halley si basò sulle le posizioni indicate nel catalogo di Tolomeo(l'Almagesto), i cui dati si basavano sulle misurazioni eseguite da Ipparco durante il I secolo a.C. Gran parte dei moti propri stellari rilevati da Halley furono relativi a stelle dell'emisfero boreale, così quello di α Centauri non fu determinato fino all'OttocentoL'osservatore scozzese Thomas James Henderson fu colui che scoprì, all'inizio dell'Ottocento, la vera distanza di α Centauri, dal Royal Observatory sul Capo di Buona Speranza. Le sue conclusioni furono dovute proprio allo studio dell'insolitamente alto moto proprio del sistema che comportava che la velocità reale osservata attraverso lo spazio doveva essere molto più elevata. In questo caso, il moto stellare apparente fu trovato utilizzando le osservazioni astrometriche condotte da Nicholas Louis de Lacaille risalenti al 1751-1752, attraverso le discrepanze di posizione fra quelle del Lacaille e quelle dell'epoca di Henderson. Un calcolo più preciso prende in considerazione anche la leggera differenza di distanza stellare rispetto al moto della stella: attualmente infatti sia il moto proprio che la parallasse di α Centauri aumentano leggermente a causa del fatto che il sistema si sta avvicinando a noi. Tali cambiamenti si osservano pure nelle dimensioni del semiasse maggiore a dell'orbita apparente, che sta aumentando ad un ritmo di 0,03 secondi d'arco al secolo come le due stelle si avvicinano. Anche il periodo orbitale di α Centauri AB si accorcia brevemente (circa 0,006 anni al secolo), sebbene sia una variazione apparente causata dalla riduzione del tempo che la luce impiega a giungere fino a noi, come la distanza si riduce. Di conseguenza, l'angolo di posizione osservato delle stelle è soggetto a cambiamenti degli elementi orbitali nel tempo, come fu determinato dall'equazione di W. H. van den Bos nel 1926. Alcune piccole ulteriori differenze, di circa 0,5% nella misura del moto proprio, sono causate dal movimento orbitale di α Centauri AB. Basandosi su queste misure di moto proprio e velocità radiale osservate, si può affermare che α Centauri continuerà in futuro a diventare leggermente più luminosa, passando dapprima a meno di un grado da Hadar e poi poco a nord della Croce del Sud, muovendosi poi verso nord-ovest e infine verso l'equatore celeste, allontanandosi sempre più dalla scia della Via Lattea.



 Attorno all'anno 29 700 α Centauri si troverà nell'area dell'attuale costellazione dell'Idra e sarà ad una distanza di esattamente un pc, (3,26 anni luce) dal Sistema solare. Quindi raggiungerà una velocità radiale (RVel) stazionaria di 0,0 km/s. Subito dopo questa fase, il sistema inizierà ad allontanarsi da noi, mostrando così una velocità radiale positiva. Attorno al 43 300 α Centauri passerà vicino alla stella di seconda magnitudine Alphard (α Hydrae); a quel punto la sua distanza sarà aumentata a 1,64 pc(5,36 anni luce). A causa della prospettiva, fra circa 100 000 anni, il sistema di α Centauri raggiungerà il punto di fuga finale e scomparirà rapidamente confondendosi fra le deboli stelle di fondo della Via Lattea. A quel punto, quella che una volta era una brillante stella gialla finirà ad di sotto della visibilità ad occhio nudo, in un punto situato nell'attuale debole costellazione australe del Telescopio: quest'insolito punto di fuga (insolito perché attualmente la stella sembra dirigersi proprio nella direzione opposta a questa costellazione) è dovuto all'orbita di α Centauri attorno al centro galattico, che è molto inclinata rispetto al piano galattico e anche rispetto a quella del nostro Sole. Dai dati del Catalogo Hipparcos (HIP), risulta che il moto proprio delle singole componenti del sistema sia pari a −3678 mas/anno (ovvero −3,678 secondi d'arco all'anno) in ascensione retta e +481,84 mas/anno (0,48184 secondi d'arco all'anno) in declinazione. Dato che il moto proprio è cumulativo, il movimento di α Centauri è pari a circa 6,1 minuti d'arco/secolo (367,8 secondi d'arco/secolo), quindi 61,3 minuti d'arco/millennio(1,02°/millennio). Questi movimenti sono pari rispettivamente a un quinto e due volte il diametro della Luna Piena. La spettroscopia ha determinato la velocità radiale di α Centauri AB pari a −25,1 ± 0,3 km/sIn virtù della sua vicinanza al sistema solare, α Centauri appare come la terza stella più brillante del cielo; Sirio è l'attuale stella più luminosa del cielo notturno (con una magnitudine di −1,46) e resterà ancora tale per i prossimi 50 000 anni, durante i quali aumenterà la propria luminosità (fino quasi a sfiorare la magnitudine −1,7) per poi andare incontro a un progressivo affievolimento.



 Le simulazioni suggeriscono che la combinazione del suo moto in avvicinamento e il contemporaneo allontanamento e il conseguente affievolimento di alcune delle stelle più brillanti dell'epoca attuale, renderanno Vega, per il periodo compreso, la stella più brillante del cielo, con una magnitudine apparente di −0,81; Più in fretta ancora aumenterà la luminosità di Altair, che passerà da un attuale valore di 0,77 a −0,53 in 140 000 anni, per poi decadere altrettanto rapidamente. Arturo si trova attualmente al punto più vicino a noi, dunque in futuro la sua luminosità diminuirà, come quella di Canopo, che fino a 100 000 anni fa era la stella più brillante del cielo. Il suo moto in avvicinamento verso il sistema solare, che la porterà sino alla distanza di 1 pc, farà sì che α Centauri nei prossimi 30 000 anni incrementi la propria luminosità apparente, sino a raggiungere un valore di circa −0,86, superando la brillantezza di Canopo. Il successivo allontanamento porterà la stella a diminuire la propria brillantezza; tra 40 000 anni la sua magnitudine sarà scesa a +1,03. La tabella sottostante indica i dati delle magnitudini apparenti delle stelle esaminate nel grafico, con un campionamento di 25 000 anni; il grassetto indica la stella più luminosa nel periodo indicato.


AnniSirioCanopoα CentauriArturoVegaProcioneAltair
−100 000−0,66−0,822,270,880,330,881,69
−75 000−0,86−0,801,840,580,240,731,49
−50 000−1,06−0,771,300,300,170,581,27
−25 000−1,22−0,750,630,080,080,461,03
0−1,43−0,72−0,21−0,020,000,370,78
25 000−1,58−0,69−0,900,02−0,080,330,49
50 000−1,66−0,67−0,560,19−0,160,320,22
75 000−1,66−0,650,300,45−0,250,37−0,06
100 000−1,61−0,621,050,74−0,3

In passato si pensava che la presenza di pianeti extrasolari orbitanti attorno a stelle doppie fosse improbabile, a causa delle perturbazioni gravitazionali indotte delle stelle componenti il sistema. Ma la scoperta di pianeti attorno ad alcune stelle doppie, come γ Cephei, ha fatto ritenere possibile l'esistenza di pianeti di tipo terrestre nel sistema di α Centauri. Essi possono infatti orbitare attorno alla componente A o alla componente B, oppure possedere un'orbita sufficientemente ampia da comprendere entrambe le stelle. Le due stelle principali del sistema mostrano caratteristiche molto simili a quelle del nostro Sole (come ad esempio l'età e la metallicità, quest'ultima un fattore molto importante per la formazione di pianeti rocciosi di tipo terrestre), per cui l'interesse degli astronomi verso questo sistema è ulteriormente incrementato. Vari gruppi di ricerca specializzati nel trovare pianeti extrasolari hanno utilizzato diversi sistemi di misurazione della velocità radiale o del transito per cercare eventuali corpi orbitanti attorno alle due stelle principali, ma per un lungo periodo tutte le ricerche condotte non avevano permesso di individuare attorno alle due stelle principali di α Centauri alcun corpo celeste, come nane brune, pianeti gioviani o piccoli pianeti terrestri. Il 17 ottobre 2012 viene pubblicata su Nature la scoperta, annunciata dall'European Southern Observatory (ESO), di un possibile esopianeta, orbitante intorno alla componente B del sistema stellare, avente una massa di poco superiore a quella terrestre denominato Alfa Centauri Bb. Tuttavia l'estrema vicinanza alla sua stella lo collocherebbe ben al di qua della cosiddetta zona abitabile. Modelli simulati al computer suggeriscono che la formazione di giganti gassosi simili a Giovee Saturno sia molto improbabile, a causa dei forti effetti gravitazionali e del momento angolare orbitale di questo sistema binario. Basandosi su simulazioni al computer, inizialmente alcuni astronomi fecero l'ipotesi che eventuali pianeti terrestri orbitanti vicino alla zona abitabile non avrebbero potuto mantenere il loro moto di rivoluzione stabile in quella fascia per diverso tempo. La perdita di questi piccoli corpi sarebbe potuta avvenire alcuni miliardi di anni fa, durante la formazione del sistema, a causa delle forti perturbazioni ad opera delle due componenti stellari. Studi successivi hanno invece dimostrato che entrambe le componenti possono mantenere in orbite stabili eventuali pianeti di tipo terrestre. La vicinanza del sistema lo rende il primo candidato per un'eventuale missione spaziale interstellare. Per percorrere la distanza che separa α Centauri dal Sole occorrerebbero, con la tecnologia attuale, non meno di alcuni secoli. Diversi studi hanno suggerito che attorno alle componenti di α Centauri esistono delle regioni in cui eventuali pianeti possano avere delle orbite stabili; queste orbite possono trovarsi a non meno di 70 UA attorno alle due componenti, oppure a meno di 3 UA da ciascuna delle due componenti prese singolarmente. Alcuni astronomi credono però che eventuali pianeti di tipo terrestre potrebbero essere aridi o non possedere un'atmosfera con spessore sufficiente a sostenere la vita; questo perché nel nostro Sistema Solare sia Giove che Saturno furono probabilmente fondamentali nel perturbare l'orbita delle comete, dirigendole verso la parte più interna del sistema solare, dove avrebbero fornito ghiaccio, e quindi acqua, ai pianeti interni. Le comete avrebbero potuto trovarsi in una sorta di "Nube di Oort" posta nelle regioni più esterne del sistema, quando avrebbero potuto essere influenzate gravitazionalmente sia da giganti gassosi sia da eventuali stelle che transitavano nelle vicinanze, così che queste avrebbero potuto viaggiare verso la zona interna. Tuttavia, non ci sono state finora dirette evidenze dell'esistenza di una "Nube di Oort" attorno a α Centauri AB e teoricamente questa potrebbe essere stata completamente disgregata durante la formazione del sistema. Altri invece sostengono che l'esistenza di una Nube di Oort non può essere al momento esclusa, e comunque il ruolo di Giove e Saturno potrebbe essere stato svolto dall'azione gravitazionale di una delle stelle del sistema nei confronti dell'altra. Un eventuale pianeta simile alla Terra attorno a α Centauri A dovrebbe trovarsi a circa 1,25 UA dalla stella (circa a metà strada fra la distanza dell'orbita terrestre e quella marziana) per avere delle condizioni climatiche che consentano la presenza di acqua allo stato liquido. Per mantenere queste condizioni attorno a α Centauri B, un pianeta dovrebbe trovarsi ad una distanza di 0,7 UA, con un'orbita dunque simile a quella di Venere. Per trovare prove dell'esistenza di questi pianeti, sia Proxima Centauri che il sistema α Centauri AB sono fra gli obiettivi della Space Interferometry Mission (SIM) della NASA; trovare pianeti con una massa pari o inferiore a tre masse terrestri compresi entro due UA sarà possibile tramite l'applicazione di questo programma, che comunque non partirà prima del 2015. Osservato dalla coppia di stelle più interna del sistema di α Centauri, il cielo (a parte le tre stelle del sistema) apparirebbe quasi identico a come appare visto dalla Terra, con la maggior parte delle costellazioni, come l'Orsa Maggiore e Orione, praticamente invariate. Tuttavia, il Centauro perderebbe la sua stella più brillante e il nostro Sole apparirebbe come una stella di magnitudine 0,5 nella costellazione di Cassiopea, vicino a ε Cassiopeiae. La sua posizione è facilmente calcolabile, poiché sarebbe agli antipodi della posizione di α Centauri vista dalla Terra: avrebbe ascensione retta 02h 39m 35s e declinazione +60° 50′ 00″. Un ipotetico osservatore vedrebbe così la caratteristica "\/\/" di Cassiopea mutata in un segno simile a questo "/\/\/". Le stelle vicine brillanti come Sirio e Procione si troverebbero in posizioni molto diverse, come pure Altair con uno scarto minore. Sirio andrebbe a far parte della costellazione di Orione, due gradi a ovest di Betelgeuse, poco più debole che visto dalla Terra (−1,2).Fomalhaut e Vega, invece, essendo abbastanza lontane, sarebbero visibili quasi nella stessa posizione. Proxima Centauri, pur facendo parte dello stesso sistema, sarebbe appena visibile ad occhio nudo, con magnitudine 4,5. Un pianeta attorno a α Centauri A o B vede l'altra stella come un "secondo sole". Per esempio, un ipotetico pianeta terrestre a 1,25 UA da α Centauri A (con una rivoluzione di 1,34 anni) sarebbe illuminato come dal Sole dalla sua primaria, mentre α Centauri B apparirebbe da 5,7 a 8,6 magnitudini più fioca (da −21 a −18,2), da 190 a 2700 volte più debole della primaria, ma ancora da 29 a 9 volte più luminoso della Luna piena. Viceversa, un pianeta a 0,71 AU da α Centauri B (con un periodo di 0,63 anni) sarebbe illuminato come dal Sole dalla sua primaria e vedrebbe la secondaria da 4,6 a 7,3 magnitudini più debole (da −22,1 a −19,4), da 70 a 840 volte più fioca della principale, ma ancora da 45 a 15 volte più luminosa della Luna piena. In entrambi i casi il sole secondario farebbe il giro di tutto il cielo durante l'anno planetario, partendo a fianco del principale e finendo, mezzo periodo dopo, nella posizione opposta: si avrebbero dunque le condizioni del "Sole di mezzanotte", con almeno uno o due giorni privi di scambio notte-giorno.

giovedì 18 dicembre 2014

La Devozione

La devozione riveste un'importanza così grande presso tutti i credo religiosi che, per coglierne tutti i significati, è necessario trattarne ogni aspetto singolarmente. Nel cattolicesimo le devozioni sono anche forme di preghiera che hanno luogo fuori della liturgia ufficiale della messa e della liturgia delle ore. Mentre al fedele è richiesto di partecipare alla liturgia, le devozioni sono strettamente opzionali, sebbene altamente raccomandate, e per il diritto canonico devono aver luogo fuori della liturgia per non creare confusione. Nel rito latino, devozioni ben conosciute includono il Rosario, la Via Crucis, la Lectio Divina e l'Angelus. Le devozioni tipiche hanno l'approvazione specifica della gerarchia, e alcune sono ristrette a mere recitazioni private, come per esempio molte litanie dei santiTra i complessi devozionali della tradizione cattolica, i Sacri Monti meritano un'attenzione particolare. Un Sacro Monte è costituito da raggruppamenti di edifici di piccole dimensioni contenenti scene figurative, ed è connotato dallo snodarsi di un percorso devozionale lungo le pendici di un'altura, in un ambiente naturale isolato e di rilevante interesse paesaggistico. I Sacri Monti sorsero in Italia a partire dalla fine del Quattrocento con lo scopo di offrire ai pellegrini un'alternativa più sicura rispetto ai viaggi in Terra Santa. Successivamente la loro funzione divenne quella di offrire ai fedeli un percorso di meditazione e di preghiera che si snodasse attraverso la rappresentazione per immagini di episodi desunti dal Nuovo Testamento. In particolare troviamo scene della vita di Gesù, soprattutto della Passione; scene legate alla venerazione della Madonna, o alle biografie dei Santi, realizzate con sculture policrome a grandezza naturale e con immagini dipinte su pareti a volte. Nel Protestantesimo anglosassone (e specialmente nordamericano) il termine devozione viene usato per indicare diverse attività collegate fra loro all'interno della chiesa cristiana. Più frequentemente, questo termine si riferisce a un periodo di tempo libero utilizzato per studiare la Bibbia e pregare, nello sforzo di costruire un relazione spirituale più forte con Dio. Questi periodi di tempo vengono passati da soli o con un piccolo gruppo di persone. Molti "libri devozionali" (spesso semplicemente detti devotionals, "devozionali") sono disponibili nelle librerie cristiane come in quelle laiche, ma anche nei supermercati. Questi libri contengono studi biblici guidati che spesso includono storie o aneddoti che insegnano principi biblici, simili alle parabole usate da Gesù Cristo nel suo ministero. Lo schema di questi libri viene usato anche per storie o messaggi particolari, che vengono così chiamati anch'essi "devozioni". Questi messaggi vengono talvolta raccontati dai pastori al posto del normale sermone, e si dice allora che il pastore "fa una devozione" (give a devotional). Secondo la Bhagavad Gita e presso le filosofie orientali, la devozione (o Bhakti) è considerata il mezzo più semplice, veloce ed efficace per ottenere la liberazione (o Moksha) durante il Kali Yuga, l'era attuale. Presso l'Induismo, il Bhakti Yoga è appunto la via della Bhakti, è l'unione con Dio attraverso un intenso amore e profonda devozione. Questo Yoga (la cui essenza potrebbe riassumersi nell'espressione Amare per l'amore dell'amore) tra tutti è il più semplice e diretto, e si rivolge alla maggioranza degli esseri umani proprio per la sua facilità di messa in pratica, dato che non richiede spiccate capacità intellettive o abilità particolari. Il Bhakti Yoga non è altro che intenso amore per Dio: poiché Egli è la personificazione dell'amore, la via più facile per raggiungerLo è amarLo. Namo (南無) (in cinese) (giapponese: namu), derivante dal sanscrito namas, indica la devozione, il rendere onore. Il suo significato e soprattutto l'oggetto di tale devozione variano a seconda della scuola o del lignaggio buddhista che si segue. Nell'accezione più comune assume il significato di "dedicare", "rendere omaggio", "avere piena fiducia", "lode a". L'oggetto della devozione varia: si può essere devoti al Buddha, a un lama, ad un insegnamento. È un atteggiamento di apertura verso il proprio maestro, verso la legge, in generale verso la vita stessa per prepararla ad accogliere la verità, superare le difficoltà, raggiungere stadi successivi di consapevolezza e comprensione. Si può esprimere proclamandola vocalmente attraverso dei mantra come (se ne riportano due a titolo di esempio):
  • Namo Amiduofo (cinese) Namu Amida Butsu (giapponese) - ovvero 'ripongo la mia fiducia nel Buddha Amithaba' nel Buddhismo della Terra Pura,
  • Nam myoho renge kyo (giapponese), Namo Miaofa Lianhua jing (cinese) - ovvero 'lode al Sutra (Jing) del Loto (lianhua) della Buona Legge' (miaofa, sanscrito: dharma): particolarmente, ma non esclusivamente, recitato nelle scuole che si rifanno alla predicazione di Nichiren. Per Bhajan si intende un particolare tipo di canto devozionale della tradizione induista; spesso, ma non necessariamente, di origini antiche. I bhajan sono canti, alle volte semplici, altre estremamente complessi (il sistema ritmico-melodico orientale è estremamente più articolato di quello occidentale), comunque espressi in un linguaggio pieno di devozione (Bhakti) e sentimento di amore verso Dio, in un autentico atteggiamento di completa resa o abbandono. La grande diffusione della pratica dei bhajan si basa sul fatto che essi sono considerati una perfetta combinazione di tre elementi: 
  • Sentimento (Bhava);
  • Melodia (Raga);
  • Ritmo (Tala).
  • Questi tre aspetti rappresentano il coinvolgimento e l'armonizzazione, attraverso il canto dei bhajans, delle tre qualità dell'uomo, o Guna: SattvaRajas e Tamas. Vengono eseguiti da gruppi di devoti, con un cantante principale. Il solista intona una riga del bhajan, il coro la ripete subito dopo; questo in termini simbolici rappresenta Dio che guida l'umanità, ed essa che risponde immediatamente al Suo richiamo. La semplice melodia, la ripetizione delle parole (i nomi dei vari aspetti di Dio a cui il canto è indirizzato) inducono ad uno spontaneo senso di coinvolgimento e familiarità. I testi consistono principalmente nella ripetizione dei tanti nomi di Dio (Namasmarana), nella descrizione della Sua gloria e delle Sue infinite forme, ma trovano spazio anche aneddoti o episodi tratti dalla mitologia induista, nonché prediche di famosi santi e mistici. Questi testi possono talora risultare molto complessi, specie quando sono di tipo discorsivo, mentre nella maggioranza dei casi sono strutturati in modo abbastanza semplice; infatti anche un semplice Mantra, cantato ripetutamente su diverse scale melodiche, può divenire il testo di un bhajan o un kirtan di durata anche molto lunga. Il sankirtana (il canto dei Nomi di Dio) è considerato — insieme al seva (servizio altruistico devozionale) — il metodo più semplice, veloce ed efficace per ottenere la liberazione (Moksha) dal ciclo di nascite e morti (Samsara) durante il Kali Yuga, l'era attuale.

    L'Islam mostra in questo campo una doppia realtà. A livello teorico esso sembra infatti poco incline ad esprimere la sua devozionalità tramite musica (mūsīqī ) da ascoltare ( samāʿ ), o tramite canto ( ghināʾ ) e, men che meno, tramite la danza. Bisogna peraltro ricordare che la recitazione dello stesso Corano è una forma di cantilena. La radice semitica <Q-R-ʾ> significa infatti "recitare salmodiando": cosa resa agevole dal fatto che il testo è composto in ossequio alla forma poetica preislamica proto-rimica araba del sājʿ, con cui erano composti i componimenti poetici ad esempio della Muʿallaqāt. Una diversa realtà è tuttavia messa in mostra dall'Islam popolare, in cui canto. musica e danza non mancano, anche quando si persegua un fine devozionale, per quanto decisamente sobri tali esercizi poi siano. Nel Sufismo il ricorso alla voce umana, accompagnata da un sobrio insieme di strumenti musicali, è invece quasi la norma e a diffonderlo pare fossero essenzialmente mistici persiani (Nūrī e Junayd fra i primi). Percussioni, nāy (una sorta di flauto), qānūn (il nostro canone) eṭanbūr (uno strumento a corde fatte vibrare tramite un archetto) sono gli strumenti più ricorrenti in alcune cerimonie di samāʿ, attuate dalle confraternite. Tutti tali strumenti, e quello principale della voce umana, sono considerati assai utili per facilitare il conseguimento dell'esaltazione mistica, mirante all'accostamento (o addirittura all'unione estatica) col Creatore. Talora alcune "esagerazioni" indussero gli stessi ambienti sufi ad esprimere il loro dissenso (Ḥujwīrī) e alcuni ambienti più oltranzistici (in genere di tipo hanbalita) a biasimare il canto e la musica senza troppi distinguo. Ben diverso strutturalmente è il dhikr, la sacra "menzione" (o "ricordo") che l'allievo sufi deve ripetere, su indicazione del suo Maestro, un numero variabile di volta al giorno e che può giungere anche alla cifra di diverse migliaia. La nenia che si genera, anziché essere assimilabile al canto devozionale, a causa della brevità delle frasi (a volte una sola parola) e della ripetitività, obbliga a una speciale respirazione che mira semmai più ad agevolare il conseguimento dell'estasi, anziché a gratificare l'esecutore o l'ascoltatore. Nel movimento del Neopaganesimo il canto devozionale è considerato in molti casi una componente fondamentale della liturgia. Ogni tradizione neopagana possiede ovviamente le proprie strutture liturgiche, ma tendenzialmente tutti i neopagani considerano la liturgia cantata un momento nel quale entrare in contatto con la natura e comprendere il funzionamento fisico e metafisico. I canti devozionali sono visti sia come metodi di trasmissione e insegnamento della religione, sia come vere e proprie preghiere attraverso cui porsi in contatto con il mondo divino, evocando gli spiriti e le divinità.
    « L'oceano è l'origine della Terra, l'oceano è l'origine della Terra. Tutte le cose provengono dal mare. Tutte le cose provengono dal mare. »
    I canti devozionali neopagani contengono nella maggioranza dei casi tematiche legate alla natura, all'evoluzione degli esseri viventi e ai cicli del cosmo, visti come processi derivanti dall'attività dell'energia divina che organizza l'universo. L'utilizzo dei canti è presente in molte sezioni della liturgia delle tradizioni neopagane, e più questa è organizzata, più anche i canti sono sistematizzati. È questo il caso della Wicca, le cui correnti presentano una struttura liturgica già ben definita. Le varie fasi della liturgia wiccana possono essere accompagnate da canti di vario genere. In particolare questi vengono utilizzati per l'evocazione iniziale dei guardiani dei cinque elementi (o dei sephirot ereditati dalla Cabala nel caso dello Xandrianesimo e delle tradizioni legate), l'evocazione della Dea o delle sue tre e molteplici manifestazioni, la chiamata dello spirito — ovvero la Dea stessa nel suo atto di forza organizzatrice dell'equilibrio del cosmo —, piuttosto che nel casi di rituali iniziatici.
    « Il fiume scorre, scorre e scorre. Il fiume scorre senza mai pensare seguendo le pendici che lo conducono al mare. Madre, portamici, e un figlio ti donerò. Madre, conducimi giù verso il mare. »
    « Non perderemo mai la via che ci conduce alla sua memoria, e il potere della sua fiamma vivente sorgerà, sorgerà ancora. Come l'erba attraverso l'oscurità, attraverso la terra verso il chiarore del Sole, noi sorgeremo ancora. Assetati delle acque della vita ci muoveremo verso la luce, e un'altra volta saremo vita. »
    Forti i riferimenti allo scorrere dell'acqua e alla ciclicità della vita, elementi che mettono in primo piano la dottrina della reincarnazione e il panteismo. L'essere umano viene spesso messo cantato come una goccia destinata a ritornare al mare, parte dell'oceano infinito di cui fa parte. Le metafore sono evidentemente riferite all'essere umano come parte del tutto divino, dell'Uno o della Dea (corrispondente al tutto secondo gli wiccani). Il caso delle tradizioni ricostruzioniste è fondamentalmente simile a quello della Wicca. Per i canti devozionali vengono prediletti in particolare quelli attestati già utilizzati nell'antichità, oppure non mancano casi di produzioni creative ex novo. Anche nel Druidismo (e nel caso della più influente associazione, la Congregazione del druido) la liturgia è ben sistematizzata e a ogni fase corrisponde un determinato tipo di canto. Nell'Etenismo si fa spesso utilizzo dei versi dell'Edda. 

Ascoltare la Voce della Tua Anima: Come Sviluppare l'Intuizione (Listening to the Voice of Your Soul: How to Develop Intuition)

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