sabato 5 marzo 2016

psicologia spirituale

La psicologia spirituale è un percorso intuitivo che, mettendo a disposizione alcuni dei suoi possibili strumenti, ci permette di comprendere come e perché usarli. Come tutti i normali strumenti, essi sono a nostra disposizione e spetta a noi di compiere la scelta se usarli o meno. Contrariamente alla psicologia tradizionale che si focalizza sui problemi della personalità egoica, la psicologia spirituale è olistica, concentrata sull’anima, sulla mente e sul corpo. La psicologia tradizionale si sforza di aiutare la persona a rinforzare la personalità egoica e l’amore verso l’ego: grazie alla penetrazione intuitiva nei problemi consci e inconsci della vita attuale, l’individuo viene aiutato a superare tali problemi e a vivere una vita più completa, lasciando più o meno intatto l’ego. La psicologia spirituale amplia la prospettiva estendendola allo Spirito. Essa guarda ai molti aspetti dell’entità spirituale esistente sui vari piani dell’essere. La psicologia spirituale è interessata allo scopo dell’esistenza umana su questo pianeta e tiene conto degli eventi codificati nella memoria storica animica di ciascun individuo, cioè della Legge del Karma. L’anima, simile a un lume di candela posto al centro di una sala degli specchi, si riflette in ogni sua parte moltiplicandosi all’infinito. E’ difficile distinguere le immagini dalla realtà e ogni immagine ha ciascuna parte del reale in sé. Così è per la memoria della nostra anima. Se siamo capaci di cercarla, abbiamo la capacità di accedere a ogni parte della nostra totalità. Tale memoria è depositata nel piano astrale. Le registrazioni associate a sentimenti o le registrazioni akashiche buddiche sono semplici fatti contenuti in forme-pensiero, ed è la memoria astrale che influenza l’intera vita di ogni individuo presente in questo momento sulla terra. La memoria astrale è distribuita in svariati corpi eterici, che costituiscono la nostra aura (corpo astrale, corpi sottili).  Per esempio le forme-pensiero che riflettono le esperienze provenienti da altre vite sono contenuti nel corpo mentale; le sensazioni raccolte durante le esperienze del concepimento, nella vita intrauterina, alla nascita o nella vita attuale sono contenute nel corpo emozionale; I modelli dei sentimenti del codice genetico familiare, noti come karma della famiglia, sono vibrazioni del corpo astrale che si trovano nel corpo fisico, nel DNA di ogni cellula.  La psicologia spirituale tiene conto della posizione dell’ego nel tempo/spazio e dei legami individuali con il proprio processo spirituale. L’attenzione della psicologia spirituale è rivolta all’essere complessivo, rendendo la persona consapevole e risolvendo tutti gli altri aspetti dell’Essere, considerando questa vita e tutte le altre esistenze che abbiano avuto una rilevanza. Sono i temi che causano conflitto, dolore e distorsioni nella vita in questo tempo/spazio.  L’obiettivo è quello di vedere i modelli di comportamento e capire come incidono nell’attuale esperienza di vita. La comprensione profonda consente nuove prospettive e una nuova qualità nell’interazione umana, creando lo spazio per connettersi con l’aspetto divino presente in ciascuno, il Sé superiore. La connessione con l’essenza divina consente all’individuo di usare la fonte che trova in sé stesso come forza di guida nella vita al posto della personalità egoica. Gran parte degli attuali modelli di psicologia si sono focalizzati sui traumi dell’ego dell’individuo e sulla sua palese vittimizzazione nel tempo/spazio. La psicologia spirituale vede la vita non come un melodramma, piuttosto come una serie di eventi (opportunità) che porta alla crescita. Dal punto di vista della psicologia spirituale non ci sono vittime né persecutori, esistono soltanto studenti e maestri. Ciascun individuo è studente e al tempo stesso maestro di vita. Nel maestro non ci sono sentimenti o atteggiamenti da risolvere, non c’è nessuna risonanza. Qualsiasi atteggiamento, giudizio o sentimento, per quanto piccolo, è in realtà la risonanza dei nostri problemi irrisolti. Come l’eco in una caverna o un’immagine allo specchio, tutto ciò che ascoltiamo o vediamo è il nostro sentire bloccato e trascurato. La psicologia spirituale indica che lo scopo principale dell’incarnazione umana in questo momento nel tempo/spazio è lo sviluppo di sufficiente chiarezza per potersi connettere con il Sé superiore, che è esperienza d’amore incondizionato. Nella conoscenza dell’evoluzione della coscienza sulla terra ve ne sono pochi esempi: i santi, uomini o donne, vissuti nel corso dei secoli. Tutte le capacità paranormali dei santi sono state definite miracoli, anche se sono soltanto espressioni dei poteri creativi che appartengono al nostro potenziale in quanto essere umani. E’ solo con l’evoluzione della coscienza che tale connessione è diventata accessibile a molti. Uno dei passi fondamentali che contribuisce a raggiungere in modo innocuo simili stati di potere interiore è la comprensione della motivazione del comportamento della personalità. Per raggiungere tale obiettivo sono disponibili molti tipi di terapia, che da soli non sono però sufficienti. Per ottenere una connessione con il Sé superiore e il potere interiore che tale connessione rende possibile, è essenziale avere il controllo del corpo delle forme-pensiero e delle emozioni ad esse associate.   Il corpo emozionale domina la personalità egoica, il corpo mentale le memorie di altre vite, insieme sono il fattore emotivo dominante nel comportamento umano. Che questi sentimenti vengano individuati oppure no, sono la forza principale che influisce sul nostro comportamento. Le distorsioni causate da sentimenti irrisolti bloccano la capacità di visione e di comprensione chiara, dando origine a guerre e a sofferenze di ogni tipo. Grazie al legame con il Sé superiore, l’essere umano è in grado di lasciare da parte gli interessi centrati sull’ego e diventare così il servitore della coscienza superiore espressa come Amore incondizionato non giudicante. Con la chiarezza di pensiero, ogni individuo può sviluppare la propria capacità di comprensione profonda. Con la comprensione si sviluppa un amorevole distacco nei confronti dell’evento che chiamiamo vita. Il distacco amorevole sostituisce i bisogni comportamentali della personalità egoica, motivati da sentimenti irrisolti.  I poteri creativi in ciascuno di noi si possono utilizzare partendo da una condizione di innocenza e di saggezza. Quando la personalità egoica è pulita, acquisisce capacità intuitiva e comprensione ed è in grado di amare incondizionatamente.  Il corpo dei sentimenti (emozionale), il corpo mentale e il corpo astrale diventano traslucidi e irradiano luce. Per la psicologia spirituale la vita è un processo dell’Essere che è in realtà Dio in divenire.  Dio, o Coscienza Universale, in una delle sue molte sfaccettature espressive è luce che trasforma e cerca la sua strada verso casa nelle frequenze più elevate di chiarezza e radiosità. L’esistenza nel tempo/spazio è un servizio che contribuisce alla trasformazione del cosmo stesso. Grazie al nostro legame cosmico, noi siamo tutt’uno con l’universo. Ciascun individuo che si trasforma in una frequenza più elevata di luce aggiunge qualcosa alla trasformazione del gruppo. Il servizio consiste anche nell’aiutare la trasformazione dell’anima del gruppo che chiamiamo umanità: serviamo il tutto dando compiutezza evolutiva alla nostra anima individuale.  Venire nel tempo/spazio su questo pianeta ha come scopo di trasformare la coscienza, illuminando se stessi e aiutando la trasformazione del gruppo, irradiando luce che si aggiunge alla risonanza di luce del gruppo, del pianeta, e così via : servire l’anima individuale dell’essere umano e così facendo servire il processo evolutivo di tutto il genere umano. Il servizio è il tema fondamentale per cui scegliamo di prendere forma nel tempo/spazio. Vivere è servire l’Essere spirituale, l’umanità, l’universo e ciò che è la fonte di tutto ciò che esiste: serviamo con intento, al massimo del nostro potenziale, ricollegandoci alla nostra fonte, integrandola, vivendola e diventando uno con noi stessi. La Fonte è Essenza divina, amore totale, beatitudine, pace, gioia, redenzione. La separazione dalla fonte è la parte dell’amore/volontà divina che sceglie di esprimersi come individualità. La Fonte è il Dio che vive in ciascuno di noi, il nostro Sé superiore. E’ l’aspetto di noi che ha la volontà di incarnarsi nella forma umana.

Separazione - Involuzione

    Per gran parte degli esseri umani la nascita nel tempo/spazio ha creato un sentimento di separazione dalla fonte, dall’amore divino e dalla libertà della volontà creativa. La separazione dalla fonte d’amore e dal senso di unità che essa emanava è l’essere separati dalla consapevolezza che siamo noi a creare tutto ciò che riguarda la nostra evoluzione, seguendo uno scopo ben preciso: la separazione dallo stato di coscienza totale dell’influenza che abbiamo su tutto ciò che si crea nel tempo/spazio e che il “Sé” sperimenta. La separazione è intesa come la temporanea mancanza di comprendere che la materia è un’illusione e che può essere elaborata come dolore o sofferenza, o trascesa grazie all’amore, alla comprensione e all’uso creativo della volontà.

Ricollegarsi - Evoluzione

    La spiritualità è il profondo desiderio di riconnettersi con la fonte, con un senso d’amore, di pace e di unità.  Tutte le religioni hanno tentato di facilitare tale connessione, così come i riti e la magia. Grazie alla sua comprensione intuitiva e ai suoi strumenti pratici, la psicologia spirituale è un altro mezzo per contribuire a tale processo di riconnessione.
     Il senso di separazione dal tutto e di isolamento crea nell’essere umano un sentimento di perdita, la sensazione di non essere amati e di non avere il potere di modificare la situazione. Anche se i genitori umani ci amano al livello più profondo del loro essere, il desiderio di riconnettersi con la fonte divina è sempre presente in noi tutti, e ognuno cerca a suo modo di tornare a casa. Essere amati dai genitori umani aiuta a vivere questa temporanea separazione con armonia e fiducia.
     Se l’essere umano non si è sentito amato dai genitori umani, fatto che sinora sembra essere la norma, ha provato un profondo senso di tristezza per questa apparente separazione, che a sua volta ha creato un ulteriore sentimento di deprivazione di potere. 
     Questi due sentimenti, quello di non essere amato e quello di non aver potere, creano a loro volta un enorme e diversificato numero di distorsioni e di proiezioni legate insieme in emozioni-sentimenti e credenze che originano poi i nostri atteggiamenti.
     I sentimenti e le credenze sono influenzati dalla società e dagli eventi di cui facciamo esperienza. I nostri sentimenti personali profondi a proposito di noi stessi in rapporto con il mondo sono basati sulle informazioni codificate in noi prima della nascita e nelle esperienze di altre vite. La sfida consiste nel risolvere tutto quanto nell’esperienza attuale.
     Acquisendo nuova forma, questi sentimenti eterni e irrisolti di disperazione, dolore, paura, colpa, dipendenza, rabbia od orgoglio si rafforzano e sono sperimentati in un’altra versione grazie alla nuova sceneggiatura della nostra vita. Si presentano rivestiti a nuovo dall’esperienza di vita attuale attraverso il nostro corpo, i nostri genitori e gli eventi di cui scegliamo di fare esperienza.
     Oltre alla codificazione genetica che i nostri corpi ricevono dai genitori, riceviamo da loro anche i sentimenti che hanno colorato la loro vita, gli atteggiamenti e i comportamenti emotivi che hanno imparato dai loro genitori nella catena infinita della famiglia che si estende da una generazione all’altra. Tutto ciò è codificato in noi. Anche i sentimenti sperimentati dalla sostanza, dall'inizio della creazione in poi, sono codificati dentro di noi. In questo modo siamo direttamente collegati al cosmo e alla stessa esperienza.
      Mentre siamo nell’utero, veniamo codificati dagli eventi e dai sentimenti a essi associati dai nostri genitori. Le regole e le norme della particolare cultura da cui i nostri genitori provengono, i loro sentimenti religiosi e gli atteggiamenti personali connessi sono codificati in noi come colorate forme-pensiero ed emozioni.  Naturalmente siamo codificati anche da sentimenti di coraggio, umiltà, armoniosità e amorevolezza, provenienti da altre parti della nostra anima, da altre vite, dai nostri genitori e dalle generazioni che ci hanno preceduto. Questi sentimenti sono il nostro sostegno nella vita, sono i sentimenti che ci sorreggono e ci aiutano nelle difficoltà. I nostri sentimenti possono essere un punto di forza o di debolezza a seconda del modo in cui la nostra personalità egoica li interpreta.

La personalità egoica - L’interprete

      L’ego è coscienza, è entità spirituale che acquista identità quando si sposta in una frequenza inferiore a quella del Tutto divino. Scende in vibrazione raccogliendo a ciascun livello un veicolo, sino a che non diventa forma fisica. L’entità spirituale cosciente come totalità si chiama ego. In quanto esseri divini abbiamo accesso a una conoscenza che possiamo usare oppure no nel tempo/spazio.
     La personalità egoica è l’interprete che ci aiuta a identificarci con il tempo/spazio. Usiamo la sua consapevolezza come intermediario fra il mondo fisico e gli esseri spirituali che noi siamo. La personalità egoica è un aspetto temporaneo, selettivo e separato di quell’entità spirituale; è la parte della coscienza divina, del Tutto o di Dio, che è discesa e che si esprime selettivamente per un momento nel tempo/spazio, separata da se stessa a causa della densità delle frequenze.
      La personalità egoica usa i sensi del corpo per fare esperienza e il cervello e il corpo per elaborare e accumulare informazioni; assimila gli eventi che creano il carattere della personalità; raccoglie e sceglie esperienze, immagazzinandole in ciò che la psicologia denomina subconscio (coscienza in stato evolutivo inferiore, costituita dai corpi dei sentimenti, mentale e astrale, filtrati per farci agire nella vita quotidiana). Questo “io” o personalità egoica è la “consapevolezza” che si esprime nel mondo.
      La personalità egoica può essere aggirata per consentire l’accesso alle informazioni depositate nel subconscio relative al momento attuale nel tempo/spazio, ad altre vite: si può fare esperienza di altri livelli di consapevolezza. Ripulendo i vecchi sentimenti depositati, fatti di sostanza a frequenza densa, dissolvendoli, si crea spazio per il collegamento. Collegando il subconscio alla consapevolezza, la personalità egoica può creare un accesso all’ego superconscio, detto anche Sé superiore.
      La personalità egoica arriva a essere consapevole di essere cosciente. L’individuo cosciente è in grado di servire il Sé superiore.
      Nel momento in cui le nubi dei sentimenti che separavano l’individuo consapevole dalle frequenze di luce più elevate vengono dissolte, l’individuo cosciente può diventare immensamente creativo. Fino a quando la personalità egoica continua a provare isolamento e separazione, continua a provocare agitazione nei sentimenti codificati nel corpo dei sentimenti.
     Qualsiasi giudizio è costituito da sentimenti tuttora disconnessi (la nostra personalità egoica) che ci fanno sapere di non credere nella propria amabilità, nel proprio potere e nella propria perfezione interiore, e di conseguenza di non credere neanche in quella degli altri. Trovare sbagli negli altri è proiettare su di loro il nostro senso di indegnità e imperfezione. Ciò che avviene in realtà nel corpo dei sentimenti è che sentimenti depositati reagiscono a certe sollecitazioni: i sentimenti più densi interferiscono con la capacità di pensare chiaramente a una situazione, cioè esprimono giudizi.
            La personalità egoica è incapace di discriminare con chiarezza perché i sentimenti distorcono la visuale, colorando di sé l’informazione. Se noi indossassimo occhiali colorati e non potessimo vedere il colore autentico di un’immagine, il nostro giudizio, fondato su ciò che vediamo, non rispecchierebbe la realtà. Vediamo ciò che crediamo invece di credere in ciò che vediamo. Ciò che non vediamo chiaramente è ciò che stiamo giudicando perché i sentimenti associati a quel giudizio alterano la nostra visione.

L’effetto Specchio

     Ciò che accade dal punto di vista spirituale o dell’anima viene definito “effetto specchio”. La dinamica di tale interazione ci aiuta a comprendere che ogni cosa ha una propria ragion d’essere ed è come dovrebbe essere.  L’individuo o la situazione ci rispecchia, ci rende consapevoli che in noi esiste una memoria dei sentimenti depositata che può essere risvegliata da un evento o da un comportamento. In proposito è utile fare un esempio che riguarda l’avarizia. Se ci disturba il fatto che qualcuno sia avaro, l’effetto-specchio ci sta dicendo: anche tu sei avaro. Forse succede che in questo momento del tempo/spazio noi siamo estremamente generosi e l’avarizia ci irrita. Lo specchio ci sta mostrando come, fino a che i nostri sentimenti sono colpiti dall’avarizia, abbiamo paura di ammettere che nel nostro intimo possa trovarsi un avaro.  Qualcun altro potrebbe avere paura di non possedere abbastanza. Poiché abbiamo molti tipi di comportamento depositati nella nostra anima, possiamo solo dire: “ E anche quello sono io”. Dal punto di vista dell’anima, l’altro è perfetto in qualsiasi cosa egli/ella faccia, perché sta solo facendo ciò di cui noi abbiamo bisogno. In pratica noi vogliamo che essi ci ricordino i nostri problemi non riconosciuti.
     Dal punto di vista della nostra anima e di quella degli altri comprendiamo che ogni cosa è come deve essere e che noi stessi partecipiamo a crearla per poter imparare.  La premessa è che non esistono vittime e persecutori a livello spirituale. Basandoci su tale riconoscimento, è possibile accorgerci che non esistono nemmeno i peccati: esistono soltanto lezioni, occasioni di crescita e di trasformazione. Ognuno fa del suo meglio con quanto dispone nella propria coscienza in quel momento tempo/spazio. Semmai l’errore che noi commettiamo è quello di mancare l’obiettivo, cioè di comprendere l’esperienza che stiamo vivendo per estrarne l’essenza, la saggezza. Questo errore si può  sempre correggere. Il problema nasce quando ripetiamo sempre la stessa esperienza senza rendercene conto.
     Non possiamo quindi tornare indietro, ma solo andare avanti e imparare dall’esperienza. Così è dal punto di vista spirituale: l’anima che ci sta offrendo un’opportunità di crescita è là per specchiarci.

Trasformare sentimenti e pensieri

     Abbiamo la capacità di trasformare le forme-pensiero e le emozioni ed esse associate attivati da queste lezioni. Per mezzo degli strumenti che facilitano la trasformazione, acquisiamo comprensione e visione che ci aiutano a raggiungere una posizione di potere interiore e di pace. Diventiamo coscienti.
      Dallo stato cosciente di pace interiore deriva la capacità di praticare l’amore incondizionato. Impariamo ad essere di proposito canali d’amore e/o a essere amore assistendo gli altri perché aiutino se stessi a cogliere la qualità dell’amore incondizionato nella misura di cui possono usufruire. Siamo capaci di darci amore a partire dalla nostra fonte interiore e accettare l’amore che gli altri ci riflettono a conferma del fatto che siamo esseri amorevoli, parte del divino, “Dio in divenire”, meritevoli, in tutta umiltà.
     Grazie all’amore per sé e alla pace interiore acquisiamo il coraggio e il potere per superare le limitazioni del nostro potenziale umano. Vediamo la nostra partecipazione nel processo creativo che chiamiamo vita, l’unione totale di tutto ciò che esiste e l’interdipendenza di tutti gli aspetti della natura e dell’umanità, oltre alla partecipazione creativa di tutto ciò che è a tutti i livelli dell’essere.
      Camminando sull’acqua, Gesù  ci ha fatto sapere simbolicamente che se padroneggiamo i nostri sentimenti, simboleggiati dall’acqua, possiamo liberarci dalla paura, superare il senso di impotenza e camminare sull’acqua.

La dinamica dell’evoluzione

Le esigenze primarie di ciascun individuo sono: sopravviveresvilupparsi"riconoscere" ed "essere riconosciuto" dagli altri poiché l'individuo è per definizione un individuo di un contesto, ed è dunque necessitato ad amarlo e sentirsene riamato.
    Ogni entità (individuo) dispone di una generica "sensibilità" che è il portato del suo esistere e che coincide con la coscienza di sé.
Ogni entità, attraverso la sensibilità e l'esperienza, “misura” le altre entità di cui è fatta la realtà e perviene ad un suo modo di "vederle".
Quindi, attraverso la verifica del benessere o del malessere che ogni diverso modo di vivere l'esperienza comporta, identifica un modo ottimale di muoversi.
L’energia che ogni individuo impegna per sopravvivere, svilupparsi, riconoscere ed essere riconosciuto con il minimo impegno è ciò che altrimenti viene definito: pensiero, intelligenza, volontà, coscienza di sé, spirito, anima, vita, ecc.
Il modo ottimale di muoversi è il perseguire la volontà di sopravvivere, svilupparsi, riconoscere, essere riconosciuta e raggiungere il massimo del risultato con il minimo dello sforzo.
Per questo motivo le pulsioni originarie costituiscono il sapere originario di ogni individuo.
Questo sapere, in quanto sapere comune e comune modo di vedere la realtà, è la cultura originaria del contesto delle entità individuali.
Si definisce infatti cultura un modo comune di vedere la realtà attraverso il quale le entità di un contesto possano organizzare il loro movimento in una maniera il più possibile armoniosa.
L'individuo vive e vivendo si trasforma continuamente in virtù della legge della causalità necessaria per la quale ogni cosa è l'unico effetto possibile di un numero imponderabile di cause interrelate. In altre parole, ogni individuo crea la propria realtà che è l’effetto dei suoi pensieri e del suo sentire, interrelati con i pensieri e il sentire di tutti gli altri individui. Per vivere egli utilizza la volontà che attiva l’energia che crea la realtà, cioè la sua vita.
Egli custodisce il suo sapere nella mente. Tale sapere sarà tanto più grande quanto più è grande il numero delle esperienze fatte ed ereditate e quanto più è stata intensa e corretta la partecipazione alle esperienze sua e di coloro di cui ha ereditato il sapere.
L'individuo è padrone del sapere custodito nella sua mente. Anche la mente obbedisce alla causalità necessaria.
      L'individuo infatti, non potendo avere sempre “presente a sé" tutto il suo sapere, ha invece “presente a sé", ovvero ricorda, in ogni singolo momento, solo quanto, in quel momento, gli è necessario.
Dunque, la sua volontà o un'altra causa non volontaria producono la necessità che in quel momento ricordi una o più parti del suo sapere fuse fra loro ed egli, semplicemente, le preleverà dalla mente e le renderà presenti a sé (le ricorderà).
Tale operazione incontra tre diversi limiti.
Il primo è che il "territorio" della mente è immenso sicché gli è praticamente impossibile percorrerlo tutto e "vedere" che cosa in esso è custodito, tanto più che molte parti del sapere, quando siano di uso non frequente, giacciono in posizioni di non evidenza talora estremamente remote.
Il secondo è che le varie, molteplici anzi infinite parti del suo sapere non sono affatto lineari ma anzi sempre complesse, multiformi e sovente contraddittorie e dunque non facili da decifrare.
Il terzo è che l'individuo ha una concezione puramente strumentale del suo sapere sicché rifiuta di “vedere” tutto ciò che è di ostacolo all'attuazione dei suoi desideri.
Nel momento in cui sollecitato da una causa deve “ricordare" qualcosa quindi, innanzitutto, ha difficoltà ad individuare i punti della mente in cui sono poste le parti del sapere che gli occorrono.
Poi ha la difficoltà di "leggerle", decodificarle e ridurle a qualcosa che possa essere utilizzato con facilità.
Infine deve valutare se esse siano adatte a fargli conseguire i risultati che desidera e cioè decidere se vuole o no “vederle”.
Per poter fare tutto ciò, per di più in tempi brevissimi, ha bisogno di organizzare un "modo" di percorrere la mente e di prelevarne e lavorarne in maniera ottimale il contenuto.
Tale modo è rappresentato dal precostituirsi degli aggregati di idee, veri veicoli specializzati, con i quali poter percorrere velocemente la mente prelevandone ed elaborandone solo quelle parti che più gli convengono.
Per fare un esempio molto elementare, pensiamo ad un individuo che per ricordare il numero 1.000 lo colleghi all'idea di una banconota da 1.000.
Ebbene l'aver associato il numero da ricordare alla banconota è appunto uno dei "modi di ricordare" “aggregati di idee" su accennate.
Alla stessa maniera, un individuo che debba afferrare un oggetto rovente. sotto lo stimolo di questa causa, preleverà dalla zona della mente dove sono “ormeggiati” gli aggregati di idee che si è precostituiti e che siano più adatti alla bisogna e con essi si calerà nella mente dove, fra la moltitudine delle sue esperienze/conoscenze dirette ed ereditate del calore, preleverà e sintetizzerà quelle che gli occorrono.
Cosi pure, se i ricordi da tirare fuori dalla mente ed i pensieri da formulare sono quelli necessari ad apparire disinvolto in una certa situazione, egli avrà, già confezionato dentro di se  un atteggiamento mentale, che si chiama disinvoltura e che è il risultato, in continua modificazione, di una serie di operazioni di prelievo e lavorazione del sapere, che, da un certo punto in poi, salvo necessità di aggiustamenti, non ripeterà più.
      Sarà dunque attraverso questo atteggiamento mentale, già pronto, che preleverà ed elaborerà il suo sapere in funzione della situazione che si trova a vivere.
Questi suoi preconfezionati modi del conoscere quando, per la molteplicità di implicazioni che recano e di situazioni in cui vengono utilizzati, aumentano di complessità e si riempiono di contenuti, diventano delle vere e proprie "forme" che danno al suo sapere e che continua poi ad utilizzare in una maniera che, per il momento, continueremo a definire inconscia, riservandoci di spiegare meglio di seguito, "inconscia".
Ne deriva che gli "aggregati di idee", oltre ad essere “strumenti conoscitivi”, sono anche filtri attraversi i quali "vede" in maniera "obbligata" il suo sapere (preconcetti).
Quando l'uso di certe forme del conoscere si generalizza fra tutti gli individui di un contesto esse diventano “culture” che troveranno già approntate e che quindi si limiteranno semplicemente a recepire.
Le culture, poi, attraverso il reiterarsi delle esperienze alle quali sono collegate, trovano spesso una simbolizzazione in qualcosa.
Ovvia, per la sua forma e quindi per le evocazioni alle quali ha potuto dar luogo, è l'elezione del serpente a simbolo del peccato e della fertilità e più ancora a "simbolo fallico” posto a difesa dei valori del nostro mondo.
Il simbolo, nato che è, diventa a sé stante rispetto al processo attraverso il quale si è formato, sicché l'individuo lo subisce ancor più "inconsciamente" (emozionalmente), come una schermatura fissa, estremamente composita attraverso la quale vede il suo sapere.
     Quale sia la forza del simbolo è facile capirlo se solo si prova ad immaginare di avere nel proprio letto una serpe per quanto innocua essa possa essere.
Ebbene il terrore che una tale idea genera è appunto legato a tutto quello che la serpe, attraverso i racconti veri o immaginari di generazioni di uomini, simbolizza.

Conscio e inconscio

L'individuo è "conscio" di tutto il suo patrimonio conoscitivo ed è dunque padrone della sua mente e del sapere ivi riposto. Non esiste dunque alcun inconscio del tipo di quello che descrive la scienza che studia il pensiero. L'individuo piuttosto esprime il suo sapere su due diversi piani: il piano della conoscenza esistenziale ed il piano della conoscenza concettuale.
Il sapere esistenziale è quello che si definisce impropriamente inconscio ed il sapere concettuale quello che si definisce impropriamente conscio.
     Attraverso il sapere esistenziale (inconscio) l'individuo si muove sul mero piano della realizzazione dei suoi desideri che cerca di attuare mediante un utilizzo più fortemente strumentale delle sue conoscenze.
Egli cioè sul piano della conoscenza esistenziale ed attraverso le forme del conoscere  adatta continuamente il suo sapere alle varie situazioni in una maniera che gli consenta di salvaguardarsi e privilegiarsi.
La conoscenza esistenziale è sempre molto evoluta. Essa, si sostanzia in un numero elevatissimo di tecniche e di strategie comportamentali sviluppatesi nel corso dei millenni e ciascun individuo, per quanto incapace di formulare concetti svolti ne è padronissimo ed è abilissimo nel porle in essere. Questo per il semplice motivo di avere rispetto ad esse un filo conduttore certo rappresentato dalle sue proprie esigenze che ovviamente conosce bene e rispetto alle quali, di solito, non ha dubbi.
A causare la grande evoluzione del sistema intellettuale esistenziale è proprio la forte determinazione con cui ogni individuo persegue i suoi fini.
E' questa determinazione che, nell'incontro/scontro degli individui, produce la necessità di strategie comportamentali, prima individuali e poi sociali, sempre più raffinate e complesse.
Il comportamento quindi, in quanto diretta espressione della conoscenza esistenziale (inconscio), è portatore nell'individuo di "consapevolezze" che, sul piano concettuale, molte volte, non è minimamente in grado di decodificare.
Fino al punto che, pur essendo vittima "ignara" delle culture, arriva ad adoperarle come finzioni.
Sovente si parla infatti di codice comportamentale o di linguaggio in codice e cioè di un qualcosa che, decodificato, dà luogo alla spiegazione ed alla verifica di strategie estremamente complesse anche in individui semplici.
La possibilità di “muoversi” sul piano della mera conoscenza esistenziale è però ora in crisi a causa dell'attuale, più evoluto, livello di democrazia.
Le culture precedenti infatti, essendo caratterizzate da un livello di mediazione stabilizzato nei secoli, si svolgevano sul piano del sapere esistenziale (“inconscio") in una misura di gran lunga maggiore di quella oggi possibile.
In esse, affermatisi i vari rapporti di forza e stabilitisi dunque i vari "ruoli” scattava la celebrazione "inconscia" delle "finzioni dell'altruismo", culture attraverso le quali ciascuno cercava di sopravvivere o di vivere il più possibile in un ambito di equilibri prevaricatori all’infinito che, in quanto secolari, nessuno pensava di poter mettere in discussione.
L'individuo moderno viceversa, a causa dell'insorgere di ciascuno rispetto ai "ruoli” e della complessità della vita sociale, sempre più è costretto alla decodifica (presa di coscienza) del suo comportamento e dunque alla decodifica della conoscenza esistenziale (inconscia) che diviene, a quel punto, conoscenza concettuale (conscia).
Diviene cioè sempre più arduo adattare le vecchie "forme del conoscere" alla molteplicità contraddittoria delle situazioni.
Ne deriva che gli individui, movendosi "inconsciamente" e dunque tendendo indiscriminatamente a privilegiare sé stessi, vanno facilmente in crisi per l'insorgere degli altri e sono costretti a decifrare le loro forme del conoscere.
In questa maniera, estendendo sempre più il piano della conoscenza concettuale a scapito di quella esistenziale, finiscono per rendere "conscia" una parte sempre più vasta del loro inconscio.
Il che equivale ad acquisire un metodo di indagine conoscitiva libero dagli errori che i pregiudizi e la tendenziosità fatalmente generano e quindi la possibilità di "riorganizzare" il proprio sapere "inconscio" che, a quel punto, nel momento in cui viene accettato, diviene conscio.
    Se ne deduce che una delle cause del relegare nell'<inconscio> il sapere altrimenti conscio è la tendenziosità.
Per cui si potrebbe anche dire che una parte dell'inconscio coincide con ciò che l'individuo “rifiuta" mentre viceversa il conscio con ciò che egli "accetta". E’ un po’ la nostra cantina dove immagazziniamo tutto quello che non ci serve al momento o che non vogliamo vedere. Tuttavia gli eventi del passato irrisolti ci condizionano continuamente, anche se noi non ne siamo consapevoli, e determinano i nostri atteggiamenti irrazionali. Attraverso l’anima i sentimenti legati a eventi irrisolti (il karma) riaffiorano in noi a livello conscio e condizionano la nostra vita.
In proposito, se non usiamo la parola "rimozione” è perché essa, proprio per il suo valore terminologico, fa pensare a qualcosa che sparisce dalla mente.
L'individuo invece non rimuove quello che non gli conviene, e né del resto si può pensare che una qualsiasi consapevolezza possa sparire dalla sua mente, ma è solo molto strategico nell'usarlo.
Egli cioè si organizza a guardarlo da punti di vista diversi o ad utilizzarlo in maniera parziale, stravolgendone così il senso come più gli piace.
Naturalmente capita in continuazione che abbia convenienza a "dimenticare" del tutto qualcosa ma anche in questo caso egli non la "rimuove" ma piuttosto la "ricopre" di una sorta di telo più o meno trasparente che continua a far parte del paesaggio dei suoi ricordi e dietro il quale egli sa bene cosa si nasconda dal momento che lui stesso lo ha steso.
Con la conseguenza che la cosa, non rimossa, ma solo “nascosta", continua cosi a condizionare il suo comportamento ed anzi finisce di solito per condizionarlo ancora più fortemente poiché l'individuo, "per non vedere il telo" e magari nel timore che il “vento" possa portarlo via da un momento all’altro, finisce per non “circolare” più in vaste aree della sua mente dove è custodito un sapere che invece gli occorrerebbe per vivere o per accedervi con gli “occhi bendati" oppure ancora attraverso una serie di "circoli viziosi" che gli stravolgeranno l'immagine complessiva del "territorio”.
     Vi è poi un'altra grossa parte dell'inconscio che è tale non perché l'individuo la rifugge ma perché, a causa della sua complessità o degli errori commessi, non riesce a decodificarla ed un'altra ancora, che è certo la principale, che non riesce più a "ripescare" tant'è remota. Come ad esempio i processi conoscitivi che reggono le funzioni organiche i quali fanno parte di una sorta di "intelligenza interna" difficilissima da decifrare da un punto di vista concettuale.
In ogni caso, rendere conscia una parte dell’<inconscio>, consente una grande estensione del proprio sapere e della propria capacità di vivere.
L'appropriarsi di una parte dell'inconscio può avvenire in due diversi modi legati alle tre diverse categorie di inconscio rappresentate dal sapere rifiutato, dal sapere complesso e dal sapere remoto. Fermo restando che comunque ognuna è partecipe della natura delle altre due.
Il primo modo, che è primo anche in ordine di successione, richiede più coraggio che capacità di capire e consiste nell'accettare il sapere rifiutato. Operazione che comunque è difficile che qualcuno compia se non vi e costretto o se non vi ha convenienza.
Il secondo, che richiede più capacità di capire e di impegno che non coraggio, è quello di svolgere un duro lavoro di ricerca e di decodifica rispetto all'inconscio complesso e remoto.
L'individuo tuttavia è "inconscio" solo nel senso che ignora il processo di formazione del suo "modo di conoscere" = "forme del conoscere” = culture.
Per altri versi invece utilizza le "forme del conoscere” sempre nella direzione in cui più gli conviene. Fino al punto di applicarle a sé stesso ed agli altri in maniere diametralmente opposte (predicar bene, razzolar male) mostrando cosi di essere tutto sommato estremamente critico e dunque consapevole.
Egli in effetti, sotto la spinta delle pulsioni originarie. tende a "forzare" le forme del conoscere/filtro che ha dentro di sé per poter così raggiungere i suoi obiettivi (tendenziosità).

L’impegno

Ciò premesso, rivediamo ora quello che all'individuo occorre.
Abbiamo detto che le sue esigenze primarie sono: sopravvivere, svilupparsi, "riconoscere" ed "essere riconosciuto" dagli altri individui del contesto poiché egli è, per definizione, individuo di un contesto senza del quale dunque non esisterebbe.
Abbiamo anche detto che quando ritiene che una certa parte del sapere è contraria alle sue esigenze primarie adotta "forme del conoscere" che gli consentano di non prelevarla dalla mente.
Ora, il "contesto degli individui” ha anch'esso l'esigenza di sopravvivere e svilupparsi.
Perché ciò possa avvenire è necessario che gli individui del contesto si "riconoscano" (si amino) concorrendo così fra loro al suo sviluppo.
Ogni individuo, dunque, tende, da un lato, a sopravvivere e svilupparsi e, dall'altro, ad essere concomitante allo sviluppo del contesto (amarlo per esserne amato).
L'individuo comunque privilegia la sua sopravvivenza ed il suo sviluppo alla sopravvivenza ed allo sviluppo del contesto al quale, in definitiva, si interessa soprattutto per quel che riguarda il suo esserci ed essere riconosciuto e cioè in funzione prevalentemente di quello che a lui occorre. Anche perché. proprio privilegiando il suo sviluppo, concorre di più e meglio allo sviluppo del contesto (amore per se stesso).
    Il voler privilegiare sé di ogni individuo genera, fra loro, un conflitto permanente.
L'oggetto specifico del conflitto è "il servizio”. Ogni Individuo cioè chiede agli altri di impegnarsi nel suoi confronti e fare quello che a lui serve e, solo a corrispettivo di questo "impegno", è disponibile a dare il suo riconoscimento.
Ogni individuo, per converso, rifiuta l'impegno nei confronti degli altri, poiché l'impegno è sofferenza ed egli preferisce il disimpegno (non sofferenza) e l'oblio, ed è disposto ad impegnarsi, nel limiti dell'indispensabile, solo per quanto riguarda le sue esigenze strettamente individuali quale l'essere riconosciuto e quindi riconoscere gli altri (forza attrattiva fra gli individui del contesto = amore).
D'altra parte, poiché attraverso l'impegno ritrova l'armonia con il contesto laddove l'oblio gli causa sovente una grave sofferenza per il rifiuto degli altri, cerca all'infinito, da un lato, di non far apparire il suo disimpegno e, dall'altro, di trovare un buon livello di mediazione fra l'impegno necessario all'armonia e il disimpegno necessario al benessere.
Il suo desiderio irrealizzabile sarebbe in sintesi quello di essere "amato" dagli altri e nel contempo non doversi impegnare nei loro confronti.
Allo scopo di mediare fra loro in questo scontro di opposte volontà di disimpegno reciproco gli individui utilizzano le già descritte forme del conoscere = culture.
Gli individui, cioè escogitano "forme del conoscere” = “culture" che consentano loro di non prelevare dalla mente la consapevolezza dell'egoismo e di poter vivere la loro esperienza di relazione simulando l'altruismo.
Poi, nel momento.in cui, attraverso le varie forme del conoscere = culture (culture dell'amore, onestà, onore, ecc.), celebrano la finzione dell’impegno, hanno la necessità di autoconvincersi che il loro impegno sia invece autentico e ciò per due diversi ordini di motivi:
  1. il primo è che, in quanto parti integranti del contesto, sono necessitati ad amarlo, ed infatti lo amano, sicché non possono dirsi di essere contro di esso;
  2. il secondo è che autoconvincersi della bontà delle proprie intenzioni, e quindi solo dopo celebrare la finzione dell’impegno, è un modo ottimale di ingannare gli altri.
Tutto ciò fermo restando che l’individuo cerca solo e sempre di provare il benessere o di sfuggire al malessere.
      Egli cioè non cercherà mai il malessere gratuito degli altri per il semplice fatto di essere sprovvisto di una pulsione in tal senso.
Per cui se il provare il benessere, o lo sfuggire al malessere, comporta il malessere di altri individui egli magari non esisterà a provocarlo, ma giammai cercherà il malessere gratuito degli altri.
     Il che significa che nessuna forma di crudeltà è mai gratuita, ma che, sempre, chi causa il malessere degli altri è spinto dalla “necessità” di provare il benessere o di salvarsi dal malessere.

Pensieri, desideri, sentimenti ed emozioni

Il sentire è il linguaggio dell’anima. Perciò dovremmo sempre seguire i nostri sentimenti, senza giudicarli. Finché seguiamo i nostri sentimenti faremo sempre la cosa giusta per noi, poiché l’anima, tramite essi, ci stimola a vivere l’esperienza che in quel momento serve alla nostra evoluzione. Il problema per noi nasce quando blocchiamo i nostri sentimenti. Allora blocchiamo anche l’energia della vita che vuole fluire incessantemente e da questo blocco nasce la tensione e la malattia.
Da dove nasce il pensiero? Ogni essere umano è un canale che riceve nella sua mente pensieri provenienti da varie origini. Finché egli vive nel passato o nel futuro, perdendo il qui ed ora, generalmente riceve pensieri da entità che risiedono nel proprio campo e che lo controllano per succhiarne l'energia. Generalmente i pensieri ispirati da queste entità sono attirati da forme-pensiero simili dei nostri antenati che ci sono stati trasmessi per via genetica e giacciono nel nostro DNA. E' quello che noi conosciamo come karma.  Chi vive nel vecchio consenso e non ha scelto di ascendere non possiede un'anima completa ma solo frammenti di anima, ed è in balia delle varie entità o anime negative.
Quando l'essere umano si risveglia e decide di ascendere, allora pian piano eleva la propria vibrazione e recupera i frammenti d'anima fino a ricostituire un'anima completa che è la condizione necessaria per ascendere. 
Con un'anima completa incorporata, colui che ascende decide intenzionalmente di ancorare la propria forma alla Terra e di collegarsi alla propria Sorgente. La Terra e la Sorgente allora lo guidano nel processo di ascensione ispirando nella sua mente solo pensieri puri, cioè provenienti solo dalla propria anima che desidera, tramite la forma, vivere determinate esperienze. In questo caso è Dio che opera in noi.
In ogni caso quando accogliamo un pensiero e lo contempliamo, cioè concentriamo tutta la nostra attenzione su di esso, allora la nostra mente viene illuminata ed il pensiero viene sentito da tutte le nostre cellule che si nutrono di esso. Il sentimento generato in noi dal pensiero genera il desiderio di portare a manifestazione esterna tutte le possibilità dell’idea stessa. Il desiderio a sua volta richiama la volontà che genera un’emozione la quale attiva l’energia che mette in moto il processo di manifestazione che crea la realtà di cui dobbiamo fare esperienza. Dall’esperienza ricaviamo un insegnamento che, se compreso,  la nostra anima registra come saggezza.  Questo è il normale processo evolutivo che l’uomo dovrebbe seguire. Il nostro Essere spirituale è qui per acquisire saggezza. Il desiderio è l’agente terreno della Volontà di Dio e fornisce la forza motrice.
L’uomo che non si è ancora risvegliato nello Spirito crede di pensare, ma egli non fa che accogliere i pensieri che il proprio Dio, o altre entità che hanno invaso il nostro campo aurico,  ispirano alla nostra mente. Ingannandosi intorno al loro reale significato ed al loro scopo, egli costruisce su di essi un edificio personale, e, con i desideri egoistici così suscitati, crea da se stesso tutti i suoi affanni, tutti i suoi guai.
Per fare la volontà di Dio è assolutamente necessario che prima impariamo a pensare, a distinguere i nostri pensieri, quelli ispirati dalla nostra anima, dai pensieri degli altri, nonché a bandire dalla nostra coscienza quelli che non sono desiderabili, e finalmente a dominare ed utilizzare i nostri desideri in modo che servano sempre noi, invece di renderci loro schiavi.
    Purtroppo accade che il più delle volte noi giudichiamo i nostri pensieri con la mente classificandoli come giusti o sbagliati, bene o male, buoni o cattivi, e li inquiniamo con altri pensieri che non sono nostri. Di conseguenza blocchiamo l’energia che dovrebbe creare la realtà che noi dovremmo vivere per farne esperienza e ricavarne saggezza.
Quando noi giudichiamo e blocchiamo i nostri sentimenti mettiamo in atto una re-azione che si basa su nostri atteggiamenti avuti in passato in occasione di analoghi eventi e finiamo così con il ripetere (re-agire) gli stessi comportamenti del passato.
Pertanto l’azione creativa che il pensiero voleva attivare ha provocato invece una re-azione che ha bloccato l’azione e quindi l’energia. Nel tempo si crea una catena di azioni e re-azioni (chiamata anche di causa ed effetto) dovuta al susseguirsi incessante dei nostri pensieri, e che costituisce il cosiddetto karma. Tutti i sentimenti e le emozioni che abbiamo represso si accumulano nel corpo sottile emozionale e, oltre a condizionare pesantemente la nostra vita, bloccano l’energia vitale nel nostro corpo fisico.
Tuttavia questi errori apparenti, questi concetti falsi, questi intralci sono in realtà soltanto ostacoli che lo Spirito mette sulla nostra strada affinché li superiamo e perché, nello sforzo per superarli, noi sviluppiamo alfine un corpo ed una mente forti e capaci di esprimere l’idea di Dio che agisce eternamente nella nostra anima.
L’Essere è espressione. Non si può immaginare esistenza senza espressione. Quindi, Dio, l’Essere, si esprime continuamente. E poiché Dio è TuttoCiòCheE’, Egli esprime sempre se stesso.
Tutti i sentimenti e le emozioni repressi premono continuamente per essere vissuti. Noi li sentiamo infatti come pressioni dentro di noi. Sentiamo di avere l’energia bloccata, ci sentiamo irrequieti, impazienti e frustrati. Vorremmo fare qualcosa ma non ci riusciamo; è come se fossimo incatenati.  Per reprimere i nostri sentimenti/emozioni sprechiamo molta energia e così ci sentiamo scarichi, vuoti e depressi. Inoltre le nostre difese immunitarie si indeboliscono ed i batteri e virus hanno il sopravvento.
Se facessimo sempre quello che sentiamo dentro di noi, senza giudicarci richiamando alla mente il nostro passato, saremmo pieni di energia ed in salute, soprattutto quando quello che facciamo ci reca gioia. Questo dovrebbe essere sempre il metro di misura del nostro vivere.
Vivere l’attimo, il qui ed ora, significa in fondo fare sempre e solo ciò che sentiamo in quel momento. In questo caso non avremmo mai problemi di nessun tipo, poiché faremmo sempre la volontà dello Spirito in noi, e la nostra crescita spirituale sarebbe continua.
Durante i molti millenni della nostra evoluzione, abbiamo represso tanti sentimenti/emozioni che si sono accumulati nei nostri corpi sottili e nel nostro patrimonio genetico (DNA), e che ci portiamo appresso ad ogni incarnazione. Finché non li dissolveremo ci condizioneranno pesantemente e ci faranno soffrire. Inoltre li trasmetteremo geneticamente ai nostri figli, i quali se non li dissolveranno li trasmetteranno a loro volta ai propri figli in una lunga catena di azioni e re-azioni: il cosiddetto karma.
    Nella figura seguente è riportato in forma schematica il processo di creazione o di re-azione che segue l’uomo di fronte agli eventi della vita, siano essi pensieri, sentimenti o emozioni.
    L’uomo consapevole è in grado di comprendere la lezione da ogni esperienza di vita e di estrarre da essa saggezza per crescere, mentre l’uomo che non si è ancora risvegliato è in balia degli eventi e, non sapendo padroneggiarli, ne diventa vittima.
Processo di Azione - Reazione
Dissolvere i sentimenti significa prenderne coscienza, accettarli e poi lasciarli andare, attraverso il perdono, perché non ci servono più.
Dal punto di vista didattico, i sentimenti/emozioni che bloccano l’energia sono detti negativi. Essi sono:
1. Disperazione
2. Dolore
3. Paura
4. Colpa
5. Dipendenza
6. Rabbia
7 Arroganza
La moderna psicologia ci insegna che i sentimenti sono in genere indicati nei modi seguenti:
1. Espressi (sinora lo stato ottimale); osservati, riconosciuti e sperimentati.
2. Repressi, fingendo che non esistano; chiudendo le sensazioni corporee all’altezza del collo, in modo da non sentirle e non sperimentarle; diventando una persona di testa, che razionalizza e intellettualizza.
3. Rimossi (coperti), per esempio tenendosi occupati dalla mattina alla sera con la dipendenza dal lavoro, dall’alcool e altre dipendenze di ogni genere.
I sentimenti negativi sono anch’essi funzionali alla nostra evoluzione. Essi sono molto potenti e ci spingono a sperimentare il polo opposto (Ciò che noi non siamo, cioè le illusioni) per meglio capire Chi e Cosa vogliamo essere  veramente.
Spesso dobbiamo ad essi la nostra sopravvivenza.
Per esempio, in caso di grave pericolo per la nostra vita, la paura ci spinge immediatamente verso la fuga o la difesa prima che noi ce ne rendiamo conto. E’ l’istinto di conservazione che tramite la paura ci spinge a fuggire o a difenderci.
Dovremmo sempre seguire i nostri sentimenti, particolarmente quelli che ci recano gioia. Mai reprimerli poiché la repressione è la causa principale dello stress e quindi della malattia.
Se per esempio sentiamo rabbia verso qualcuno o qualcosa, dobbiamo esprimerla e non reprimerla. Dopo che ci saremo sfogati, magari prendendo a pugni un cuscino o gridando, allora potremo ragionare per capire cosa ci è capitato e perché ci siamo arrabbiati, applicando seriamente la legge dello specchio. Così potremo riconoscere chi siamo, accettarci e decidere chi e cosa vogliamo diventare, cambiando il nostro atteggiamento mentale.
Se, al limite, la rabbia ci monta dentro verso qualcuno che sta di fronte a noi e che ci ha offeso, e sentiamo forte l’impulso di scaricarla su di lui, facciamolo, sapendo tuttavia che in questo caso possiamo mettere in moto un meccanismo perverso di azione-reazione, di cui dobbiamo assumercene la responsabilità. L’altro potrebbe reagire male e complicare la situazione. Tuttavia il nostro gesto di ribellione, anche se violento, servirà a scuoterci, a rompere un blocco emotivo che si era creato in noi e a rimettere in movimento l’energia.
Dopo aver espresso i nostri sentimenti ed aver raggiunto una ragionevole calma, dovremmo sempre ragionare con obiettività (la ragione ci serve proprio per questo: analizzare i fatti per come sono, con obiettività) su ciò che essi hanno prodotto per cogliere l’insegnamento dell’esperienza vissuta. Anche in questo caso ci può essere di notevole aiuto la legge dello specchio o la formula della compassione.
I sentimenti negativi inespressi, e quindi repressi, sono energie distruttive che covano nel nostro inconscio e quanto più noi li reprimiamo tanto più li rafforziamo, fino a quando la nostra mente non decide di liberarsene scaricando tali energie negative sul nostro corpo, sotto forma di malattia.
Perciò i sentimenti negativi vanno vissuti consapevolmente per essere compresi e superati. Una volta osservati consapevolmente, essi ci abbandonano, se questa è la nostra volontà, e liberano uno spazio vuoto nella nostra coscienza che verrà riempito dalla luce e dalla gioia. Ci sentiremo più liberi e più leggeri, come se ci fossimo tolti un gran peso.
     Un altro esempio di repressione di sentimento/emozione è quello che riguarda la sessualità che nella nostra società provoca tanti guai. Il desiderio sessuale è il più naturale e potente che esista; eppure noi, a causa di una cultura repressiva ed ipocrita, molto spesso lo reprimiamo generando sensi di colpa, di vergogna, ecc. Questi sentimenti negativi condizionano incredibilmente la nostra vita e sono la causa principale di molte malattie.
I sentimenti che causano il pensiero oggettivo (impersonale) sono tre, producono energia e intuito, e sono categorie che descrivono stati uguali o simili utilizzando termini diversi.
8. Valore
9. Accettazione
10. Armonia
Una volta che ci siamo riconosciuti nell’esperienza dovremmo anzitutto accettarci come siamo, altrimenti combatteremo sempre i sentimenti/emozioni negativi e li rafforzeremo.
L’amore incondizionato/impersonale rappresenta lo stato di coscienza più elevato in assoluto e produce la massima energia positiva. Esso in fondo è un non-sentimento.
Da ciò si deduce che l’amore incondizionato lo potremo raggiungere solo quando avremo dissolto ampiamente i nostri sentimenti ed emozioni.
Tutti i sentimenti negativi si possono raggruppare in due categorie che esprimono delle mancanze:
  1. mancanza d’amore;
  2. mancanza d’influenza o di potere.
mancanza d’amore.
Il desiderio primario di ogni individuo è accedere alla qualità “amore”: se non si fa esperienza dell’amore si ha la sensazione di non essere amati. Nella personalità umana l’amore viene sperimentato come sentimento, emozione, sensazione.
     Sentirsi amati da qualcuno genera un sentimento/emozione di calore nell’area del chakra del cuore, nel centro del petto. A titolo d’esempio, citiamo altri sentimenti rivelatori d’amore:
  1. un buon sentimento verso il proprio corpo, un sentirsi pieni;
  2. un sentimento di non essere soli;
  3. un sentimento di essere meritevoli;
  4.  un sentimento di essere onorati per chi e quel che siamo;
  5. un sentimento di appartenenza;
  6. un sentimento di essere necessari;
  7.  un sentimento di essere importanti;
  8.  un sentimento di essere influenti;
  9.  un sentimento di euforia;
  10. un sentimento di assenza di paura, di coraggio;
  11. un sentimento di poter conquistare il mondo;
  12. un sentimento di pace, di sicurezza;
  13. un sentimento di approvazione;
  14. un sentimento di essere accettati;
  15. un sentimento di essere riconosciuti;
  16. un sentimento di essere compresi;
  17. un sentimento di essere apprezzati;
  18. un sentimento di essere forti, “potenti”.
     Sono tutti sentimenti che stimolano le qualità già codificate nel nostro corpo sottile emozionale, che trovano risonanza a un grado di maggiore o minore intensità e durata in funzione della qualità d’amore che già conteniamo in noi stessi. La qualità contenuta è stimolata e rafforzata in armonia con la qualità del sentimento d’amore che ci viene trasmesso.
Come inchiostro rosa versato in una brocca d’acqua, più spesso ci confrontiamo con quella risonanza, maggiore è la densità che acquista, più intensa è l’esperienza che diventa anche sempre più familiare. Più integriamo la vibrazione d’amore, più ci sentiamo in pace, protetti e amati.
La frequenza vibratoria di amore più alta, sottile e intensa contenuta nei corpi dei sentimenti e astrale si esprime come stato d’amore per il nostro Sé.
Siamo così in grado di risuonare verso l’altro nelle ottave più alte dei corpi sottili, e sperimentare una connessione ancora più ravvicinata con il divino. Più permeabili diventiamo, più la qualità si espande dentro di noi. Non abbiamo bisogno degli altri per accrescere o stimolare la nostra fonte d’amore, siamo in grado di accedervi noi stessi, sperimentando volontariamente o spontaneamente la vibrazione d’amore.
      Perché ciò sia possibile occorre svuotare i corpi emozionale e astrale dell’accumulo appiccicoso costituito da sentimenti di mancanza di valore in grado di separare.
      Se la qualità e la quantità d’amore nel corpo emozionale sono minime o i sentimenti associati alla mancanza di valore sono prevalenti, permeando i corpi dei sentimenti/emozioni e astrale con dense vibrazioni separatorie, la capacità di accedere alla qualità dell’amore, che si esprime come amore per il Sé, si blocca. Il risultato è che il bisogno di essere amati diventa esagerato. Se i corpi dei emozionale e astrale sono pieni di sentimenti densi, non c’è posto e nemmeno la possibilità di stimolare la frequenza dell’amore: come se molti inchiostri di diversi colori venissero aggiunti all’acqua, più l’acqua diventerebbe densa, fangosa e scura. Questa densità si esprime nell’incredulità dell’individuo di essere amato e nel suo non essere in grado di accettare amore.
L’individuo in questo caso diventa come un pozzo senza fondo o un secchio bucato che non può mai essere riempito. Se per una ragione o per l’altra l’amore viene ritirato, perché l’essere amato muore o per una separazione, ne conseguono normalmente sentimenti di abbandono, di disperazione, di non essere in grado di andare avanti senza l’amato e un senso di inutilità derivante dall’assenza di quella persona nella propria vita. Tali sentimenti sono vibrazioni espresse come sentimenti/emozioni, un’autoillusione di separatezza sperimentata dalla personalità egoica.
Il dolore che proviamo quando non ci sentiamo amati è il dolore per la separazione da noi stessi, soltanto da noi stessi, e dall’aspetto divino del nostro essere, dal nostro amore divino che riempie i nostri cuori.
            Sentirsi non amati crea i seguenti sentimenti: 
  1. un sentimento di intontimento;
  2. un sentimento di separazione;
  3. un sentimento di freddo al cuore;
  4. un sentimento di dolore nel cuore;
  5. un sentimento di essere abbandonati,
  6. un sentimento di bisogno d’essere amati;
  7. un sentimento di non essere importanti ma inutili;
  8. un sentimento di essere impotenti;
  9. un sentimento di non essere riconosciuti;
  10. un sentimento di non essere approvati;
  11. un sentimento di essere una vittima;
  12. un sentimento di non essere accettati;
  13. un sentimento di non essere compresi;
  14. un sentimento di essere colpevoli;
  15. un sentimento di non essere apprezzati;
  16. un sentimento di dover provare a se stessi di essere migliori di qualcuno per evitare di sentirsi non amati;
  17. un sentimento di arroganza;
  18. un sentimento di dover provare agli altri “quanto siamo grandi”, di sentirsi/essere impotenti;  Vantarsi ne è un esempio.
     Sentimenti prolungati di “mancanza di amore”  creano sensazioni di disperazione, danno un senso di assuefazione, diventano un’abitudine.  L’assuefazione è al dolore, alle persone che possono sollecitare quel dolore, alle situazioni che sollecitano dolore e altre sostanze che sembra sopprimano il dolore. La rabbia è dolore non riconosciuto. Ci arrabbiamo con noi stessi, con gli altri, con il mondo, con il destino, con Dio. Ci arrabbiamo così tanto da abbandonarci alla depressione. La depressione esprime un sentimento di totale impotenza, di resa. L’autismo, l’assuefazione alla droga o all’alcool sono altre forme di resa.
      La rabbia per essere così poco amati ci fa inveire contro la società con comportamenti distruttivi (abuso di potere di ogni genere, furti, imbrogli, violenza fisica, aggressione, assassinio, oppressione, soppressione e infine la guerra).
     Anche questa è una strada per raggiungere la luce attraverso l’oscurità. L’oscurità, la rabbia, la colpa, la paura, il dolore espressi come male diventano molto intensi e densamente compressi, come avviene per la materia in un buco nero nel cosmo. Quando l’oscurità raggiunge il punto di non ritorno in cui non può più assimilarsi, esplode e si trasforma in luce. Un maestro zen ha raccontato la sua esperienza, uno straordinario esempio di questo processo. Si trovava in uno stato di sofferenza estrema a causa di un dolore fisico, e invece di combatterlo si immerse sempre più a fondo nel dolore. Con sua sorpresa, a un certo punto andò oltre il dolore, in uno stato di non dolore, accettandolo così completamente che il dolore stesso si dissolse.
     Sappiamo benissimo che, per esempio, la paura è mancanza di amore. Finché avremo paura non saremo in grado di amare e, quindi, di essere amati. Quello che noi comunemente chiamiamo amore è un surrogato, è un amore emotivo condizionato.
    L’amore vero è incondizionato, impersonale, non si aspetta nulla ma semplicemente si dona incessantemente; è tollerante, non opprime e non lega ma lascia libero l’altro.
Mancanza di influenza
      La sensazione derivante dal sentimento di impotenza sopra accennato induce un desiderio di potere. Voler sentire di avere il controllo, di influenzare, volersi sentire influenti è il desiderio del “sentimento” di avere potere perché sentiamo che ci manca.
Qualsiasi cosa noi vogliamo è qualcosa di cui sentiamo la mancanza o che non abbiamo. Se qualcuno vuole amore è perché ha sentito che ne era carente e che da solo non poteva accedere all’amore o averlo. La “mancanza di influenza” è generata dal “sentimento” di non avere influenza. La mancanza di qualcosa o di volerla è un sentimento che ci separa da noi stessi.
La sensazione di essere incapace di influenzare o di incidere su qualcosa o qualcuno genera un sentimento di impotenza e debolezza.  Un sentimento di impotenza corrisponde al sentimento di non essere in grado di influenzare qualcosa o qualcuno. E’ il sentimento di essere vittima delle circostanze o del destino.
Sentirsi incapace di influenzare un evento o qualcuno genera sentimenti di disperazione, irreparabilità, paura, rabbia, desiderio ossessivo per qualcuno o qualcosa, attaccamento, dipendenza, mancanza di controllo su qualcuno o qualcosa. Il sentimento di impotenza si esprime allora nel bisogno di potere attraverso la religione, la politica, l’economia, la posizione sociale, la forza fisica. La manipolazione individuale o di gruppo e l’aggressività sono espressione del sentimento di sentirsi privi di potere.
    Emozioni
      La nostra attività psicologica cosciente è determinata da due aspetti : mentale ed emozionale.
      L’aspetto mentale è attivo e volontario, e normalmente rimane sotto il nostro controllo cosciente. L’aspetto emozionale, invece, è quello spontaneo e appare come un riflesso dell’attività mentale, come reazione a diversi stimoli interni ed esterni.
      Le emozioni, dunque, sono sottomesse all’attività mentale che le controlla in maniera positiva o negativa secondo il tipo a cui appartiene.
      Le emozioni sono pensieri legati a sentimenti e vengono generati da molte fonti.
Un’emozione, come sentimento e pensiero combinati insieme, viene stimolata da un evento di cui si fa esperienza nel mondo fisico o nell’immaginazione, un evento presente o passato. L’evento può essere associato a una sensazione fisica, a un’immagine, a un suono, a un odore, a un sapore, al loro insieme o solo ad alcuni di essi.
      Le emozioni possono essere sottili o molto intense; possono essere sperimentate in stato di veglia o di sogno; possono venire provocate da un’esperienza personale reale oppure stimolate da un’esperienza proiettata, come le emozioni sollecitate mentre si ascolta la storia di qualcun altro o si vede un film, si ascolta la musica o si legge un giornale, un libro, una rivista.
      Un’emozione può essere codificata nel proprio corpo e quindi un messaggio profondo può provocare la memoria di quell’emozione. 
      Anche se siamo sempre stati schiavi delle nostre emozioni fin dall’inizio del tempo, è solo adesso, a questo punto della nostra evoluzione, che abbiamo la capacità di analizzare e comprendere le emozioni.
      L’attività mentale positiva è connessa a un processo energetico dinamico che permette non solo un dinamico funzionamento organico cerebrale, ma anche un continuo aumento di energia che viene manifestata come creatività mentale e buon essere emozionale.
      L’attività mentale negativa invece, crea un blocco del flusso energetico che limita il soggetto nel suo fluire in maniera naturale, impedendogli di esprimersi liberamente e in modo naturale, e causando l’insorgenza di sensazioni sgradevoli che provocano una reazione emozionale negativa.
     Come per i sentimenti, anche le emozioni sono a loro volta divise in positive e negative, ma non esiste una tecnica per differenziarle. Cioè, in partenza tutte le emozioni comportano una dinamica energetica che nel momento in cui viene bloccata, si trasforma istantaneamente in emozione negativa. Per esempio. Quando l’amore viene bloccato si trasforma immediatamente in odio e lo sblocco si manifesta come alternativa fra odio e amore.
Il passaggio dell'energia emozionale determina quindi la qualità positiva di una determinata emozione, e se questa energia viene bloccata si trasforma in negativa.
      Le emozioni negative sono provocate da due cause principali: l’inibizione mentale e l’esaurimento energetico.
Le emozioni provocate dall'inibizione mentale comportano un blocco nel flusso energetico, causando così un aumento della tensione della membrana di quel segmento corporale corrispondente a quella determinata emozione, e un aumento della tensione nell'organo più vulnerabile, che col tempo potrebbe manifestarsi come malattia fisica. Per esempio, l'inibizione del pianto per abbandono provoca asma bronchiale.
L'inibizione dell'espressione emozionale per il conflitto di separazione causa ipertensione arteriosa, ma influisce anche sullo stato psicologico, manifestandosi come rigidità di carattere e tensione nel comportamento.
    In questo caso, la persona sarà dunque tesa, impulsiva e aggressiva, in correlazione diretta con il grado di tensione.
    Le emozioni negative causate da esaurimento sono il risultato di un eccessivo consumo per una determinata emozione e per mancanza di difese. Se ciò non avviene, si arriva all'esaurimento energetico causato da quella emozione e, di conseguenza, all'esaurimento energetico dell'organo corrispondente.
    Per esempio, se il conflitto determinato dalla perdita di un figlio è vissuto per molto tempo in maniera ossessiva, provocherà l'esaurimento energetico dell'ovulo destro con conseguente sviluppo del cancro.
    Tutte le emozioni che si manifestano come stato d'eccitazione, aggressività, movimenti rapidi e impulsivi indicano la presenza di un eccesso di energia e di un aumento di tensione, come collera, rabbia, panico, angoscia, gelosia, impazienza, violenza ecc.
    Le emozioni che si manifestano come mancanza di forza e di volontà indicano, per contro, uno stato di carenza energetica (tristezza, pena, depressione, malinconia, terrore ecc.).
    Sia per l'eccesso che per la mancanza di energia, ci troviamo davanti a stati di squilibrio energetico, a cui l'organismo umano cerca di porre rimedio mettendo in atto un meccanismo di difesa e adeguando di conseguenza il comportamento nel tentativo di ripristinare l'equilibrio. Tale meccanismo restaura solo parzialmente e temporaneamente lo squilibrio, ma se il conflitto che causa il problema non viene risolto, l'organismo avvertirà l'esigenza di ripetere quel determinato comportamento, che con un ripetersi continuato alla fine si trasformerà nel carattere della persona.
    La collera, la rabbia, la violenza ecc. sono i mezzi utilizzati per scaricare la tensione e l'eccesso di energia, ed evitare un possibile danno organico. L'immobilità, la depressione, la tristezza, la malinconia ecc. sono la conseguenza dell'eccessiva perdita energetica; la loro presenza previene un'ulteriore perdita di energia vitale necessaria per la sopravvivenza.
    Il processo degenerativo e l’insorgere del cancro dipendono dall’intensità e dalla durata del conflitto emozionale-mentale, e dal grado di espressione del conflitto. Infatti, più intenso è il conflitto, più rapido è il processo degenerativo, e più lunga è la durata del conflitto più è probabile l’insorgenza del cancro, sempre considerando il modo e l’intensità di espressione del conflitto.
    Quindi, meno si esprime il conflitto, più tensione accumulerà l’organo corrispondente; se invece il conflitto viene espresso in maniera eccessiva oppure ossessiva, si avrà una perdita sproporzionata dell’energia vitale che provocherà l’insorgere del cancro.
    Le emozioni di per sé hanno un effetto positivo sugli organi e sul corpo, giacché creano una dinamica energetica che contribuisce alle normali funzioni degli organi, cioè rivitalizzano ed equilibrano il funzionamento cellulare.
    Quando una determinata emozione, per esempio il pianto, viene inibita o bloccata, si blocca anche la dinamica energetica (in questo caso a livello dei bronchi), causando un ristagno energetico che porta all’aumento della tensione a livello della zona corrispondente al cervello. L’aumento della tensione comporta un abbassamento del potenziale di soglia della membrana cellulare che con il tempo si manifesterà come malattia fisica (nel caso in esame come asma bronchiale).
    Altri conflitti portano in modo analogo all’aumento di tensione della membrana in altri organi, e si manifesteranno come contrazione delle arterie causando ipertensione arteriosa, contrazione dell’uretere, colica renale, contrazione dei vasi sanguigni, ulcera gastrica, colite ulcerosa, ecc.

Dissolvere i sentimenti negativi

Per dissolvere i Sentimenti esiste un metodo che ci consente di lasciar andare i sentimenti che divorano energia, dissolvendoli.
Quando vengono dissolti, i sentimenti fanno spazio a una comprensione più profonda. Perciò siamo più illuminati.
      Da sempre la frase “lasciar andare” è stata usata per suggerirci di lasciar andare qualsiasi cosa accada, ma ciò che lasciavamo andare, ciò di cui ci liberavamo, non è stato veramente compreso fino a poco tempo fa.
      Quasi tutti praticavano il lasciar andare con l’intelletto. Alcune terapie corporee e del respiro hanno tentato di superare tale modalità, consentendo ai sentimenti di essere elaborati come esperienze vissute.
      Nessuno aveva però compreso che il corpo dei sentimenti era il contenitore che racchiudeva nella propria banca di memoria i sentimenti passati e presenti. Ogni evento, ogni emozione di cui a un certo punto abbiamo fatto esperienza è codificato in noi come forma-pensiero e sentimento.
Inoltre, il corpo astrale trattiene memorie dei sentimenti di altre vite che, combinate con la forma-pensiero associata, generano modelli dei sentimenti che ci dominano saldamente e si ripresentano costantemente. Il chiaroveggente vede quei sentimenti come codici di colori. Coloro che praticano la Pranoterapia (Imposizione delle Mani) percepiscono i colori e la loro intensità come vibrazioni di qualità diverse.
     Quando dissolviamo i sentimenti depositati, il risultato è una modifica di atteggiamento o di visuale.  La comprensione intuitiva diventa possibile: il pensiero oggettivo diventa possibile perchè l’energia o la qualità del sentimento depositato si dissolve.  Non appena si solleva il coperchio, i sentimenti depositati possono emergere e, come il vapore di una pentola di acqua bollente, disperdersi.
      Può accadere che, non appena la pressione che trattiene il sentimento viene liberata, il sentimento stesso si disperda.  In realtà l’individuo riconosce il sentimento, che perciò non ha più alcuna influenza.
Accettare il sentimento X, passando attraverso il dolore, la rabbia o la paura, è un altro sistema per liberarsene, sebbene molto duro.
      Il sentimento X è di solito la punta di un iceberg e ha una rete interminabile di esperienze a esso associate.  Si tratta di un accumulo di sentimenti proveniente non solo dal momento attuale di tempo/spazio, ma anche da altre vite. E’ quasi impossibile sostenere abbastanza a lungo il sentimento X per ripulirne completamente tutte le componenti, e la nostra tendenza naturale è di aggirarne l’intensità, di coprirla, di chiuderci, così come siamo incapaci di sostenere l’intensa frequenza dell’orgasmo sessuale per più di un momento, perchè il continuo affluire di una frequenza troppo elevata rischia di sopraffarci.
     Invece di affrontare totalmente quel sentimento mediante la sua dissoluzione, ne affrontiamo solo alcune parti attraverso la copertura, che dopo aver trattenuto il sentimento viene rimossa, facendo in modo che esso si riversi fuori senza dolore e si dissolva. Ogni volta che viene risvegliato quel sentimento si può ripulirne un’altra parte fino alla sua completa risoluzione. Dopo la dissoluzione del sentimento, dal punto di vista energetico rimane uno spazio libero che consente alle forme-pensiero di attraversarlo inalterate, permettendo così una nuova comprensione.
     Non appena il denso strato di sentimenti trattenuti viene rimosso e noi diveniamo più permeabili ed equilibrati, raggiungiamo la pace interiore, cioè una condizione di amore per sé e per gli altri priva di giudizi.
E’ importante capire che, non appena cambiamo, mutano anche le persone a noi vicine. I processi di trasformazione possono assumere le forme più svariate. Qualche volta il partner o i figli di chi cambia si sentono minacciati dalla trasformazione, perché sanno che anche loro dovrebbero trasformarsi, e di conseguenza diventano aggressivi. A volte altri familiari si ammalano a causa del nostro processo. Altre volte ancora, dal momento in cui cominciamo a confrontarci energeticamente e a far uscire le nostre questioni irrisolte, in noi stessi si possono manifestare disturbi allo stomaco, diarrea, minzione più frequente e maggiore attività intestinale. Sono tutte manifestazioni di cambiamento e di crescita, e ciascun membro della famiglia o del gruppo di lavoro opera gli adattamenti dovuti.
Spesso i sentimenti di paura del cambiamento arrivano al punto di bloccare la nostra visione, facendoci vedere una cosa per un’altra ; ma ce ne sono molti altri.
La Psicoterapia, il più delle volte considera i sentimenti solo dal punto di vista intellettuale, perciò non aiuta a dissolvere i sentimenti irrisolti i quali restano depositati in noi.

Energia e sentimenti

      Oltre ad avere precise qualità, i sentimenti consumano o producono energia.
Maggiore è l’accumulo di sentimenti negativi, maggiore è l’energia di cui abbiamo bisogno per tenerli nascosti. Più il corpo dei sentimenti è colmo di sentimenti di dolore, rabbia, paura, colpa, maggiore è la forza necessaria per evitarli.  Non è il sentimento in sé a consumare energia, bensì il sentimento del “non voler sentire”, il “tenere il coperchio”, il “voler mettere in ombra”. Immagina i sentimenti come se fossero dietro un muro traballante e te stesso che con le mani cerchi di impedire al muro di caderti in testa.  L’energia necessaria sarebbe enorme. Ciò è quanto accade quando la gente usa tranquillanti (o psico-farmaci): ne ha sempre più bisogno perchè la pressione dei sentimenti è sempre più intensa. Bisogna eliminare gli psico-farmaci con molta attenzione perchè il confronto con tutti i sentimenti e i conflitti in una sola volta può essere troppo per la psiche.
      Il consumo di energia si manifesta per esempio in svogliatezza, stanchezza, sonnolenza, mancanza di interesse, depressione e malattia sia fisica sia emotiva.
Il sentimento che consuma più energia è:
1. Disperazione (un’altra forma sarebbe la depressione, la perdita di ogni speranza)
Scendendo nella graduatoria verso i sentimenti che consumano meno energia abbiamo:
2. Dolore
3. Paura
4. Colpa
5. Dipendenza (desideri ossessivi, senso di carenza)
6. Rabbia
7. Arroganza.

La teoria del processo “Dissolvere i Sentimenti”

     Il processo “Dissolvere i Sentimentipuò aiutarci ad ampliare la nostra coscienza.  Per aiutarci a capire che cosa deve essere dissolto, descriviamo quali sentimenti occorre dissolvere e quando.
     Senza eccezione alcuna, tutti i sentimenti che consumano energia devono essere dissolti. Questi sono divisi in due gruppi:
1. sentimenti primari di “mancanza d’amore”
2. sentimenti secondari di “mancanza d’influenza”
            Che cos’è la” mancanza d’amore”?
La parola “amore” significa “dare approvazione” e “ricevere approvazione”.  Ciò equivale a: “sono amato, perciò sento di avere valore, magari valore illimitato”.  In realtà siamo noi che dobbiamo darci questo amore/approvazione, e non aspettarlo da altri. Se non approviamo o amiamo noi stessi, abbiamo “mancato”.  Perciò la “mancanza d’amore” dimostra mancanza di amore per sé. Poichè l’amore è l’essenza primaria della nostra esistenza, tutti i sentimenti che esprimono “mancanza d’amore” sono sentimenti primari.
            Che cos’è la “ mancanza d’influenza”?
Poichè gran parte di noi non prova amore per sé, abbiamo avuto bisogno dello stimolo di ricevere amore/approvazione dagli altri. Sinora tutti noi abbiamo fatto cose incredibili per ricevere amore/approvazione. Poichè non abbiamo amato/approvato noi stessi come esseri giusti e divini, abbiamo voluto cambiare quello che eravamo, nonchè come eravamo. E non avendo amato/approvato noi stessi, non siamo stati capaci di approvare gli altri, di vedere la loro natura divina e la loro giustezza. Abbiamo proiettato la nostra mancanza d’amore per sé sul mondo, e ciò ha generato in noi il desiderio di voler cambiare le cose dal modo in cui erano. Abbiamo voluto possedere o controllare perchè eravamo spaventati, impotenti.
     I sentimenti di “mancanza di influenza” si sovrappongono sempre al sentimento primario di “mancanza d’amore”.
            La “mancaza d’amore”
    La “mancanza d’amore” si manifesta nelle seguenti forme:
  1.  Un sentimento di non sentirsi degni
  2.  Un sentimento di non essere riconosciuti per chi e quel che siamo
  3.  Un sentimento di non appartenenza
  4. Un sentimento di non essere voluti
  5. Un sentimento di non essere necessari
  6. Un sentimento di non essere considerati importanti
  7. Un sentimento di non essere riconosciuti
  8. Un sentimento di non essere approvati
  9. Un sentimento di non essere accettati
  10. Un sentimento di non essere presi in considerazione
  11. Un sentimento di non essere compresi
  12. Un sentimento di non essere apprezzati
  13. Un sentimento di non essere abbastanza bravi
  14. Un sentimento di aver fatto qualcosa di sbagliato o violento
  15. Un sentimento di colpa (Senso di colpa).
            Le qualità che esprimono meglio il sentimento di “mancanza d’amore” sono:
- Dolore
- Colpa
- Dipendenza
- Arroganza
            La “mancanza di influenza”
La “mancanza di influenza” sollecita un desiderio intenso di potere/influenza, dato che sentirsi impotente non è affatto piacevole. Il senso di mancanza di potere è alla base di gran parte dell’interazione umana.
      Le qualità che esprimono il sentimento di “mancanza di influenza” sono:
- Disperazione
- Paura
- Rabbia.

Come dissolvere i sentimenti

      E’ molto semplice dissolvere i sentimenti, se uno lo vuole. Ogni volta che dissolviamo un sentimento il nostro corpo diventa più luminoso. I colori scuri che esprimono rabbia, dolore, paura, gelosia si dissolvono e lasciano entrare la luce. Le nubi pesanti che ci avviluppano, ci appesantiscono e ci fanno sentire prigionieri, si dissolvono poco alla volta. Gli altri sentono l’influenza di tale luce, e ne sono attratti. Si sentono bene in essa, grazie all’effetto curativo che ha su di loro. Possono sentire l’amore che irradiano e servirsene se ne hanno bisogno.
    Regole principali per eseguire l’esercizio di “Dissolvere i Sentimenti”
1. Individua il sentimento che ti blocca in quella situazione che stai vivendo.
2. Definisci di quale sentimento si tratta : “mancanza d’amore” o “mancanza di influenza”.
3. Entra in contatto con il sentimento, tramite il pensiero e le sensazioni.
4: Chiediti: “voglio trattenere ancora quel sentimento di mancanza di influenza o mancanza di amore?
5. Dì “NO” ed enfatizza il NOOO per sentirlo.
6. Lascia andare il NOOO, espirando coscientemente.
7. Esamina ancora la situazione: come la senti? Ha perso la sua carica di sentimenti?
O sembra più piccola ?
E’ più inerte e senza colore ?
E’ più luminosa, ha più luce ?
E’ scomparsa? Ti senti neutrale ?
O forse c’era un odore associato e se ne è andato ?
E’ meno udibile ?
Puoi respirare più profondamente ?
Ti senti più leggero ?
    Qualcosa è venuto fuori dal plesso solare ? Una salsiccia, un coperchio sollevato, la pressione se ne è andata ? Un nodo si è sciolto ?
    Puoi sperimentare molte o solo alcune delle condizioni precedenti, dipende dal tuo modo primario di percezione. Vanno bene sia tutte sia solo alcune.
8. Senti il tuo valore? Provi un altro sentimento? Se diventi consapevole di un altro sentimento, ricomincia seguendo i passaggi da 1 a 7.
Se nessuna delle condizioni precedenti è accaduta, occorre ripercorrere i passaggi. Continua a provare, qualche volta il cambiamento è così sottile che è difficile da cogliere. Pensiamo che non sia successo niente, ma, quando riesaminiamo la situazione, riscontriamo l’indifferenza che proviamo per l’intera faccenda. Questo è il punto. Tutto se ne è andato. Sembra non avere più importanza.
9. Ti senti neutrale?  Accettazione.
Evviva! Hai sperimentato con successo il processo “Dissolvere i Sentimenti” !

Modalità di percezione

     Tutti noi abbiamo modi primari di percezione, ed è utile saperlo. Come sentiamo, così comunichiamo con gli altri. Il linguaggio che usiamo per esprimerci descrive il nostro modo primario di percezione. Esistono 5 modi di percepire:
    Visivo - Vedi immagini quando pensi a qualcosa? Giudichi le persone dal modo in cui si muovono o come appaiono, e fai lo stesso con le situazioni?
    Cinestetico - Sperimenti sentimenti/sensazioni, senti come sono gli altri o le cose che accadono nella tua vita?
    Uditivo - Ti focalizzi sul suono, ascolti i toni delle voci e le qualità dei suoni? Valuti le situazioni in base alla rumorosità o delicatezza del rumore?  Sei sensibile al suono?
    Gustativo - Assaggi le situazioni? Provi un sapore amaro in bocca quando le cose non vanno bene o un sapore dolce quando funzionano?
    Olfattivo - Senti intensamente gli odori?  Sei sensibile agli odori delle persone, delle situazioni? Sai identificare una situazione dall’odore?
     Tutti questi modi di percezione sono somatici, e noi somatizziamo i nostri modi di percezione quando abbiamo un’esperienza.
    Attraverso il processo “Dissolvere i Sentimenti” siamo in grado di rimuovere il sentimento di copertura, portando alla luce il dolore, la rabbia, o qualsiasi altro sentimento originario. E proprio perché l’abbiamo fatto emergere e l’abbiamo osservato, esso se ne va, dissolvendosi come nebbia al sole.

Esercizi di applicazione del Processo “Dissolvere i Sentimenti”

      Quando si può applicare tale processo ? Sempre ! Qualunque situazione che ci provochi anche minimamente ha bisogno di essere dissolta adoperando il processo suddetto. Tutto ciò che causa una reazione, un pensiero, il comportamento o l’aspetto di qualcuno, un avvenimento in cui siamo coinvolti o di cui siamo testimoni, di cui abbiamo letto o sentito parlare, deve essere dissolto mediante il processo “Dissolvere i Sentimenti”.
      Se ci osserviamo attentamente, possiamo constatare che abbiamo continuamente sentimenti di “mancanza di influenza”, causati dal modo in cui uno veste e noi vorremmo fosse diverso; da come uno guida.  Non ci piace il comportamento degli altri, come si comportano moralmente, sessualmente e politicamente. La religione, l’educazione, l’ecologia, l’economia, la filosofia, la scienza, la creatività, gli sport, il divertimento in un campo di calcio, il clima: qualsiasi cosa ci disturbi ha bisogno di essere dissolta.  Questo comprende anche “che cosa ne pensiamo”: quando vogliamo che le persone amate, gli amici o i compagni di lavoro siano diversi da come sono e quando pensiamo come dovrebbero essere le cose se fossero in questo o quel modo, si tratta sempre di un sentimento di “mancanza di influenza”.
    Per fare un esempio, prendiamo in considerazione il caso dello stress finanziario che riguarda molte persone.

 Problemi finanziari e denaro

      Lo stress finanziario è un tema che riguarda il sentimento del proprio valore, della mancanza di amore e dell’essere in contatto con l’amore per sé, rispetto allo scopo della vita.
     Imparare a gestire lo stress finanziario significa affrontare la questione del denaro. Il denaro è per gran parte di noi un argomento spinoso; è uno strumento di scambio essenziale usato per sopravvivere nella nostra società. Il modo in cui ci sentiamo verso noi stessi si riflette nel modo in cui ci sentiamo verso il denaro. Se amiamo noi stessi ed è giusto per noi farlo, potremmo desiderare di darci denaro a sufficienza, se non ci amiamo potremmo non farlo. Avere proprietà e denaro oppure no è parte della lezione spirituale. Implica imparare a destreggiarsi con essi o senza, con fiducia.
       Molte persone sottolineano il fatto che avere denaro è degradante, e affermano che per essere spirituali bisogna essere poveri.
      Credo che la ragione di tali convincimenti risieda nel fatto che sinora molta gente si è sempre identificata con il proprio denaro: io sono i miei soldi. Per evitare questa tentazione le scuole spirituali hanno incoraggiato la dissociazione dal denaro. Ma anche così il non avere denaro ha a che fare con la fiducia spirituale. Quando stiamo veramente operando per la crescita spirituale e abbiamo fiducia nello Spirito, sappiamo che non avremo mai desiderio di niente. Non avendo denaro siamo messi alla prova per vedere se siamo capaci di vivere nella fiducia dello Spirito che tutto provvede. Inoltre, avere denaro si riferisce all’attaccamento alle cose materiali e al denaro stesso. Per alcuni potrebbe essere necessario avere denaro e costituire un esempio sul giusto modo di usarlo, pur dando dimostrazione della più elevata spiritualità.
      Grazie al processo “Dissolvere i Sentimenti” siamo in grado di distoglierci dal nostro attaccamento al denaro e alle cose materiali: sappiamo che non ne abbiamo bisogno per esprimere ciò che siamo.
      Grazie all’amore per il Sé, ne conosciamo il valore e siamo capaci di usare le proprietà materiali e il denaro esclusivamente come strumenti necessari all’opera della nostra vita.
      Comprendiamo che siamo nati senza possessi materiali e che quando lasceremo il corpo non potremo portare nulla con noi. Ogni cosa posseduta è in prestito, come i costumi in una commedia: siamo capaci di usarli mentre siamo qua, possibilmente bene e con gioia.
      Il non attaccamento al denaro viene espresso molto bene da una famosa citazione: “ Il denaro è come il letame: è fatto per essere sparso in giro”.
     Se non ci amiamo e scegliamo una vita in cui il denaro è esibito, creiamo una visione distorta di ciò che il denaro può darci e sul suo significato. Spesso abbiamo usato i soldi come sostituti dell’amore, da parte degli altri e in definitiva per noi stessi. Ci siamo identificati con la quantità di denaro che possediamo o non possediamo, per sentirci o no meritevoli.  Abbiamo usato il denaro come mezzo per comprare l’amore, come se fosse possibile, o per manipolare gli altri.  Diventiamo dipendenti dal fatto di averne e facciamo qualsiasi cosa per possederlo, perchè se non ne abbiamo abbastanza crediamo di non essere nessuno. Senza denaro non possiamo comprare le cose materiali che fanno vedere agli altri quanto siamo abili e meritevoli. Qualche volta i soldi ci sono ma non consentiamo a noi di beneficiarne o ci aggrappiamo a essi perchè abbiamo paura di non averne abbastanza.
      Più usiamo il processo “Dissolvere i Sentimenti” affrontando la paura di non aver denaro, più facile diventa ottenerlo. Lasciando andare il sentimento di paura di non aver denaro, in realtà ci consentiamo di averne. Uno dei fenomeni che avvengono è che il nostro conto in banca diventa elastico, in qualche momento ce n’è sempre quanto serve per fare quello che ci occorre. Accadono eventi che facilitano il fluire del denaro, e diventa possibile anche fare o avere senza sforzo ciò di cui abbiamo bisogno. 
      Tutto ciò che dobbiamo fare è dissolvere il sentimento di paura di non essere capaci di avere o fare X, e ciò apre lo spazio. La paura è il sentimento che ci sbarra la strada, come il guardiano del tesoro. La paura ci ha impedito di vedere quanto realmente siamo potenti.
      Lasciare che qualcun altro approvi o disapprovi la quantità di denaro che abbiamo o non abbiamo e permettere a noi stessi di essere toccati dai sentimenti provocati da tali atteggiamenti corrisponde a sentimenti di mancanza di amore. Se amiamo noi stessi e vediamo il nostro scopo, sappiamo che il denaro è solo energia che ci aiuta ad andare avanti e a essere nel tempo/spazio. E’ un’energia che è là per aiutarci. Prima viene il servizio prodotto dall’amore e il risultato è lo scambio monetario che ci permette di fare bene quel lavoro. Se siamo compiaciuti del nostro servizio, se amiamo quello che facciamo, se lo facciamo con atteggiamento amorevole, ciò che un’altra persona sente rispetto alla nostra condizione economica non ci riguarda più.
      Non appena risolviamo le nostre questioni di denaro, non abbiamo più bisogno di sollecitare dagli altri conferme improntate sul denaro. Appena irradiamo amore, quell’amore libererà gli altri dall’avere problemi con i soldi, può darsi che noi stessi siamo presenti per provocarli nell’altro, ma in questo caso è una faccenda che riguarda l’altro, non noi.
      Usando il processo “Dissolvere i Sentimenti” per sentimenti di “mancanza di influenza” e di “mancanza d’amore”, in breve tempo la situazione si presenta in un’altra prospettiva.
      Se abbiamo questioni irrisolte col denaro, il sentimento di non meritarlo ci danneggerà. Se permettiamo a noi stessi di manifestarlo mentre a qualche livello profondo sembrerebbe sbagliato averne, potremmo fare esperienza di sensi di colpa e comportarci in conseguenza. Entrambi gli aspetti della questione riguardano l’amore per sé.
           

il corpo di luce umano

Noi esseri umani non siamo fatti solamente di un corpo fisico denso. Siamo esseri energetici multi-dimensionali molto più complessi, composti da diversi corpi sottili d’energia/coscienza che circondano e compenetrano il corpo fisico esteriore. Nel loro complesso sono chiamati Corpo di Luce o Campo Energetico Umano (i nomi inglesi più utilizzati sono LightbodyHuman Energy System o Human Energy Field). Nel mondo delle discipline olistiche ci si riferisce ad essi con il termine Aura o Campo Aurico. Nella letteratura esoterica sono anche chiamati Veicoli di coscienza. In questo articolo useremo la denominazione “Corpo di Luce”. Anche la scienza moderna ha verificato che gli esseri umani non sono solamente un corpo fisico ma, come ogni altra cosa in questo universo manifesto, sono energia in movimento. Ogni essere umano è un “essere energetico” multidimensionale con il proprio unico Corpo di Luce sottile che controlla, governa e condiziona il corpo fisico esterno.

Che cos’è il Corpo di Luce?

Il Corpo di Luce è una complessa combinazione di diversi modelli energetici formali sovrapposti, risonanti ognuno su una determinata frequenza/livello di coscienza. Le singole componenti del corpo di luce apportano una specifica componente alla coscienza multidimensionale umana e nel complesso definiscono la composizione spirituale, mentale, emozionale e fisica di ogni individuo.
Il Corpo di Luce umano:
• è costituito da diversi strati o “corpi” (nel senso immateriale del termine) a forma di bolla ovoidale, che compenetrano e oscillano dentro ed intorno il corpo fisico. Ogni corpo energetico (eterico, emozionale, mentale, ecc.) è composto da energia elettromagnetica che vibra a frequenze più alte rispetto a quelle del corpo del livello immediatamente sottostante. Il corpo fisico è il più denso di tutti, è quello con le vibrazioni più lente;
• vibra a vari livelli di frequenza e di intensità ed emana l’energia e la forza vitale di ogni persona sotto forma di colori vivaci, linee, punti e forme. Si irradia oltre il corpo fisico fino a una distanza di 5-10 metri, a seconda dello stile di vita e del nostro stato fisico, emotivo, mentale e spirituale;
 • è un’impronta energetica o un riflesso diretto del nostro vero sè interiore e del nostro sviluppo spirituale. Contiene il nostro registro karmico e tutte le esperienze della nostra vita attuale e di quelle precedenti, inclusi i nostri pensieri, emozioni, sentimenti, desideri, atteggiamenti, paure, traumi, percezioni, comunicazioni e interazioni.
Il Corpo di Luce umano e i corpi d’energia sottile che lo compongono:
• sono direttamente associati a ciascuno dei chakra maggiori: ogni corpo energetico ha le sue funzioni specifiche e si distingue per il livello di coscienza che esprime attraverso i diversi aspetti del nostro essere interiore;
• ci mette in comunicazione con il piano sottile d’esistenza e ci permette di esistere simultaneamente sia nella nostra attuale dimensione 3D di coscienza che entro i piani di coscienza più elevati, cioè i livelli multidimensionali del Campo Energetico Universale, entro il quale i Corpo di Luce umano è intagliato. Esso riflette la nota distintiva di ogni singola persona, cioè quella parte specifica del Campo Energetico Universale che chiamiamo “individualità”, interconnessa e fusa con ogni altro campo energetico parte dell’Unica Vita Universale. Ogni livello del Corpo di Luce è immerso nel corrispondente livello del Campo Energetico Universale, ed è fatto della stessa “sostanza”. Man mano che si sale di livello, la “linea di confine” che separa l’onda individuale dal mare universale diventa sempre più labile e tenue. Questo è il motivo per cui più ci si eleva in coscienza, più si percepisce di essere tutt’uno con l’Universo; al contrario, più ci si abbassa in coscienza, più si percepisce la separazione dal Tutto, che arriva alle sue estreme conseguenze nella separazione percepita sensorialmente sul piano fisico. 

Composizione a strati del Corpo di Luce

Il Corpo di Luce umano è costituito da 7 corpi energetici principali o “veicoli di coscienza” che completano la coscienza globale multidimensionale di ogni scintilla divina. Una parte del processo di crescita della coscienza umana è quella di diventare consapevoli di questi stati sottili che costituiscono il livello superconscio di esistenza e di integrarli nella dimensione cosciente.
• i primi tre livelli di questo campo di sette strati (la triade fisico/eterico, emozionale e mentale) rappresentano le nostre esperienze fisico/energetiche, emotive e mentali nella nostra dimensione 3D. In più, a livello subconscio, sono la dimora per le coscienze elementali umane di 1D e 2D;
• il quarto livello, cioè il livello astrale, rappresenta il ponte energetico tra il mondo fisico e i mondi spirituali, è il corpo in cui già esistiamo in 4D;
• i tre livelli più alti (la triade di corpi spirituali) veicolano alla nostra coscienza le nostre esperienze nei mondi spirituali superiori e sono il nostro ponte di accesso alla sperimentazione della coscienza di 5D;
Le seguenti informazioni riportano uno studio approfondito sul Corpo di Luce umano e di come ciascuno dei sette corpi energetici controlli, governi e condizioni il corpo fisico esterno. In virtù del recente rinnovamento della griglia energetica planetaria, sono rientrati in attivazione e manifestazione collettiva ulteriori 5 livelli sottili di coscienza preesistenti, che hanno portato il totale dei veicoli da 7 a 12. Corrispettivamente, anche il sistema di chakra si è espanso da 7 a 12. Entrambi i sistemi si sono così allineati al potenziale genetico di 12 filamenti di DNA in fase di attivazione.

Il Corpo Fisico

Il Corpo Fisico è parte del Corpo di Luce umano. Di primo acchito, potrebbe sembrare insolito considerare il corpo fisico denso come un corpo energetico, ma questo è esattamente ciò che è. Il corpo fisico è la forma più densa di energia/materia che la nostra coscienza umana utilizza per esplorare l’ambiente circostante ed interagire con gli altri all’interno di questo piano fisico. È composto di sostanza solida, liquida e gassosa, che sostiene, costruisce e modella i tessuti, gli organi e le cellule. Guardandolo in dettaglio, rintracceremo quei modelli di energia vibrante (cioè le particelle subatomiche, gli atomi e le molecole) che abbiamo chiamato materiaIl corpo fisico è il più lento e denso dei corpi energetici: può solo ricevere e rispondere, ma non creare. È un campo di schemi o modelli energetici che vibrano ad una frequenza sufficientemente bassa da rimanere all’interno del “range di frequenza” dei nostri comuni cinque sensi fisici. Il corpo fisico risponde automaticamente agli impulsi interni e alle impressioni energetiche che emanano dai corpi sottili più elevatiIl corpo fisico denso è un ricevitore multidimensionale: il portale da cui attinge le informazioni e le risonanze della coscienza stratificata è il corpo eterico, il suo alter-ego energetico (talvolta chiamato “doppio eterico”, perchè è una sorta di matrice/copia in “carta carbone” del corpo fisico). Nello stesso modo in cui una radio riceve diversi segnali che esistono contemporaneamente e possono essere selezionati singolarmente in base alla specifica frequenza portante del canale, così i corpi d’energia sottile sono anch’essi definiti da diverse frequenze e penetrano sovrapposti lo spazio del corpo fisico denso attraverso il portale del corpo eterico. Nel momento in cui ogni essere umano inizierà a comprendere il nuovo paradigma energetico esteso, saremo in grado di inquadrare il corpo fisico in un contesto più grande, comprenderemo la natura delle malattie e come le tecniche di guarigione energetiche possano ottenere risultati, visibili e profondi, sul corpo fisico. Quando gli esseri umani risvegliati si renderanno conto che entro il loro corpo fisico esteriore esistono diversi altri corpi sottili, assisteremo ad un graduale riaggiustamento e alla rimozione finale di tutte le malattie e i disturbi dal corpo fisico denso.  Tutte le volte che la materia del corpo fisico viene apparentemente “creata” e segue il naturale processo di crescita (si pensi ad esempio alla gestazione di un feto o allo sviluppo di un infante), sta in realtà seguendo un percorso di “condensazione” dallo stato eterico allo stato fisico, guidato dalle linee del campo eterico che preesistono al corpo fisico e fungono da matrice-guida.  La cosa non stupisce se pensiamo che i nostri organi sensoriali sono costituiti di materia/energia della stessa frequenza vibrazionale della materia/energia che sono preposti a percepire. Questo è il motivo per cui i 5 sensi sono fallaci nella percezione dei mondi superiori, per accedere ai quali dobbiamo risvegliare gli “organi  sensoriali interiori” di cui siamo dotati sui livelli più elevati di coscienza. Questo è anche il motivo per cui uno strumento tecnologico/scientifico non è atto all’interazione con i mondi superiori di coscienza: non potrebbe mai co-vibrare insieme ad essi. L’essere umano spirituale invece, sì. Il corpo fisico denso è anche la sede della nostra coscienza subconscia di 1D. Vedi a proposito la pagina Conscio Subconscio e Superconscio.

 Il Corpo Eterico

Il Corpo Eterico (o Doppio Eterico, o Corpo Vitale) è il corpo d’energia sottile più strettamente connesso al corpo fisico. È lo schema o modello energetico che sostiene e mantiene la nostra intera esistenza fisica. È composto da sostanza eterica sottile, ovvero minuscoli filamenti di energia somiglianti a scintillanti reti di luce che compenetrano, sottendono ed occupano ogni parte del corpo fisico denso. La sostanza eterica (esotericamente chiamata “prana”, “etere” o “quinto elemento”, dopo terra, acqua, fuoco e aria) è costituita da una vasta rete di “ragnatele di energia”, o di sottili luci interconnesse che sono intrecciate ed inseparabili e che costituiscono la base e l’espressione della non separabilità di tutta la vita. Questa sostanza eterica forma una struttura ben definita di linee di forza (= la matrice eterica), sulla quale è costruita, modellata ed ancorata la materia fisica di tutte le forme fisiche: corpi, tessuti, organi, cellule e atomi. Questi canali filiformi di connessione energetica, denominati nadi o meridiani energetici, promanano dai tutti i livelli superiori della coscienza e qualificano il corpo eterico come un portale multidimensionale che trova sbocco nella realtà fisica. Nei punti del corpo eterico in cui i flussi d’energia si incontrano e si incrociano gli uni con gli altri molte volte, si trovano sette centri energetici maggiori, noti come Chakra o vortici, e una moltitudine di centri energetici minori. I sette chakra principali si trovano in verticale lungo la colonna vertebrale eterica: ciascuno di essi è associato a una delle sette principali ghiandole endocrine e, di riflesso, a specifici organi del corpo fisico. In più, ogni chakra concentra maggiormente in sè le energie dello specifico livello del Corpo di Luce col quale è sintonizzato. Il primo livello fisico è tenuto in essere attraverso il chakra basale o chakra radice, la cui funzione principale è quella di agire come “trasmettitore di flussi d’energia” che vitalizzano, stimolano ed energizzano il corpo fisico denso, in modo tale da “metterlo a terra” per sostenere la forza vitale in questa dimensione. Il corpo eterico è un potente ricevitore di tutte le impressioni: è il ponte energetico che funge da filtro di tutti gli elementi, le risorse, le forze, gli impulsi e i desideri che provengono dal Campo Energetico Universale, dal Cosmo, dalla Terra e dai corpi energetici più sottili del corpo di luce umano, affinchè il corpo fisico li registri e possa rispondere ad essi. Quando le impressioni energetiche vengono ricevute, l’energia viene elaborata e trasmessa alla nostra coscienza tramite i sette centri principali, da qui viene smistata e trasportata attraverso i nadi al sistema nervoso, alle ghiandole endocrine principali e infine portata dal sangue in ogni parte del corpo fisico. È la sede della nostra coscienza 2D, è al di sotto della soglia di consapevolezza e il suo stato di salute è generalmente riconosciuto solo in termini di vitalità o mancanza di vitalità, che può essere percepita attraverso i cinque sensi fisici: tatto, gusto, olfatto, udito e vista. Il corpo eterico ha la stessa forma del corpo fisico ma è un po’ più grande: di solito si estende oltre la forma fisica densa, a seconda del diverso livello di evoluzione, in ogni parte, fino da 2 a 5 cm. Il miglior modo per osservarlo è guardarlo contro semplici sfondi bianchi o neri: di solito è visto come un insieme di scintille pulsanti di luce bianco-azzurrina o come una nube blu che si muove rapidamente lungo le linee d’energia in tutto il corpo visibileIl corpo eterico di ogni essere umano è parte integrante della Matrice Energetica Planetaria (o Corpo Eterico Planetario), che è la struttura energetica di fondo che sottende e sostiene tutta la materia fisica nell’attuale forma olografica. Questa complessa matrice energetica fa parte del Campo Energetico Universale che contiene la “tecnologia spirituale” (fatta di codici geometrici e frequenze vibrazionali) che crea la sostanza eterica che è la sorgente energetica di fondo che sostiene tutte le forme. Mentre la coscienza 1D del regno minerale procede attraverso la materia fisica densa, la coscienza 2D del regno vegetale è dotata sia del corpo fisico che del corpo eterico. Il campo d’energia eterica può essere dunque visto anche negli alberi, nelle piante, ed anche in oggetti inanimati come ad esempio i mobili, il cui legno talvolta riesce a mantenere l’energia eterica dell’albero da cui è stato tratto. Il corpo eterico è il corpo aurico principale associato alla guarigione energetica perche tutti i problemi di salute e malattie si manifestano sottoforma di uno squilibrio nel corpo eterico. Se gli squilibri nel campo energetico eterico vengono ignorati, saranno seguiti da sintomi fisici e successivamente si manifesteranno come problemi di salute. Una malattia può essere rintracciata nel corpo eterico, settimane e addirittura mesi prima che si manifesti nel corpo fisico denso.Il Corpo Umano Esiste per via del campo eterico che lo sottende, e questo campo eterico esiste prima, e non come risultato, di ogni forma fisica. Percezioni altamente sensibili hanno osservato che la struttura eterica di una foglia viene proiettata dalla pianta prima che la foglia stessa nasca. Le cellule fisiche della foglia crescono quindi lungo le linee di energia in quella forma preesisitente. Inoltre, la sindrome dell’arto fantasma è la sensazione fisica che un arto amputato o mancante (braccio o gamba) sia ancora attaccata al corpo fisico e possa muoversi liberamente. Questo succede perchè a livello di struttura eterica il corpo è ancora tutt’intero esiste e viene mosso realmente. Le ghiandole endocrine sono: le ghiandole surrenali, le gonadi (= testicoli/ovaie), il pancreas, il timo, la tiroide, l’ipofisi (=ghiandola pituitaria) e l’epifisi (= ghiandola pineale). Al corpo eterico si fa riferimento anche nella Bibbia Cristiana come la “Coppa d’Oro” [Ec 12,6]. Il corpo eterico è stato reso celebre dalla filmografia in cui è spesso rappresentato come un alone etereo di color bianco lattiginoso che si stacca dal corpo ogni qualvolta un personaggio muore. Anche se si dice che sia l’anima a lasciare il corpo, l’anima non può essere catturata dalla macchina da presa: in realtà, ciò che viene visivamente rappresentato nelle pellicole è il distacco del corpo eterico dal corpo fisico che avviene durante il processo di restituzione, che noi normalmente chiamiamo “morte fisica”. Il corpo eterico ha una frequenza vibrazionale che è fuori della gamma visibile (è immediatamente superiore a quella dell’ultravioletto): tuttavia gli occhi più sensibili alle alte frequenze possono riuscire a vederne la parte che vibra più lentamente.

 Il Corpo Emozionale

Il Corpo Emozionale (o Corpo dei Desideri) è associato ai nostri sentimenti interiori e contiene tutti i modelli emotivi che determinano ciò che ci piace e non ci piace, il piacere sessuale, come ci sentiamo con noi stessi e come interagiamo con gli altri. Generalmente ha la stessa forma e contorno del corpo fisico denso, ma la sua struttura appare come un insieme chiazze colorate di sostanza sottile, che emettono determinate tonalità di colori in un movimento fluido continuo. Questo corpo si estende da 5 a 20 cm al di fuori del corpo fisico e contiene nubi di energia o chiazze di tutti i colori dell’arcobaleno a seconda della specifica emozione o sentimento. I sentimenti molti intensi come l’amore, l’eccitazione, la gioia o la rabbia sono associati a macchie d’energia luminose e chiare, mentre i sentimenti confusi e negativi sono più scuri e opachi. Il corpo emozionale contiene i nostri modelli emotivi, desideri egoistici e vibrazioni energetiche che determinano la nostra personalità, quindi è in questo campo aurico che sperimentiamo le emozioni di piacere o paura e tutte le altre coppie di opposti. Il corpo emozionale, a questo punto dell’evoluzione, è per la maggior parte degli esseri umani il più dominante di tutti i corpi aurici, perchè è quì che la coscienza umana è costantemente focalizzata, guidata dalle nostre reazioni incontrollate e dai nostri desideri egoistici (rabbia, dolore, stress, paura, shock, pene, preoccupazioni, irritazioni, ansia, critiche, odio, impulsi, desideri, ecc.). Spesso descritti come il nostro bagaglio emotivo, questi abituali modelli o schemi inconsci viaggiano con noi da una vita all’altra rispondendo agli eventi che ci creiamo personalmente nelle nostre vite, fino a che non ne diventiamo consapevoli e finalmente riconosciamo che devono essere cancellati, guariti e bilanciati. È in questo strato aurico che la maggior parte della coscienza umana è focalizzata e quindi è in questo strato che si orgininano la maggior parte dei problemi fisici e delle malattie. Grazie ai flussi di energia emozionale che constantemente sovrastimolano o sottosimolano i centri energetici (i chakra) e di conseguenza le ghiandole endocrine, si può notare come atteggiamenti emotivi non bilanciati verso sè stessi o verso gli altri creano condizioni non salutari che producono malattie e disturbi. Quando nella nostra dimensione cosciente non tolleriamo uno schema emozionale doloroso, lo facciamo decadere energeticamente nei corpi sottili di livello inferiore: potrebbe precipitare nel corpo eterico (dove può dare luogo a contrazioni muscolari o blocchi energetici) e a volte fino nel corpo fisico (secondo il processo che la psicologia chiama “somatizzazione”) diventando un disturbo ad un organo o una malattia sistemica. Quella che segue è una classificazione spettrografica della frequenza vibratoria del corpo emozionale quando è sottoposto ad una determinata emozione (cliccaci su per ingrandirla):
Quando blocchiamo o sopprimiamo una determinata energia emotiva, e impediamo a noi stessi di sperimentare i differenti tipi di e-mozioni (energia in movimento), creiamo una disarmonia a livello emozionale nel Corpo di Luce, la quale poi interrompe il flusso di energia/forza vitale nel corpo eterico e nei suoi centri energetici fino a che questo non si manifesta come malattia o disturbo. L’energia soppressa del corpo emozionale decade in vibrazione e trascina con sè le parti olografiche corrispondenti nel corpo eterico/fisico: ecco allora che la rabbia repressa si scarica sul fegato, la paura cronica sui reni, la frustrazione comunicativa in gola, la responsabilità sulle spalle, ecc. Un’altra importante classificazione delle emozioni è fatta in base al cosiddetto tono emozionale, cioè al livello di intensità con cui si presentano: al centro della scala sta il tono sociale, ovvero la normale quantità di energia associata alle nostre quotidiani espressioni emotive (moderata soddisfazione per aver terminato un compito, moderata preoccupazione perchè nostro figlio tarda un poco a rientrare a casa, ecc.). Il tono acuto si ha invece quando l’emozione si manifesta come un picco improvviso di energia dovuto a circostanze inattese o impreviste: brividi e palpitazioni dovute alla paura perchè un bambino ha appena attraversato la strada mentre noi soppraggiungevamo in auto, esplosione di gioia quando il nostro sportivo preferito vince una gara, ecc.). All’estremo opposto c’è il tono cronico, che si ha quando l’energia emozionale si manifesta come un continuo centellinare di “gocce” energetiche che risuonano nell’aura in modo quasi subliminale 24/24h. Mentre le emozioni nel tono acuto sono direttamente correlate a contingenza esterne, le emozioni del tono cronico provengono dal nostro modo di essere interno. Sono gli ostacoli più difficili da riconoscere e smantellare nel nostro percorso di risveglio, perchè in seguito al loro decadimento energetico tendono alla subliminalità e alla razionalizzazione mentale, espressa sotto forma di pensieri o giudizi. Ad esempio, se stiamo rintanati in casa perchè crediamo che “il mondo sia pericoloso”, la mente si giustificherà attraendo percettivamente nella contingenza brutte notizie dai media e sirene di ambulanze di passaggio pur di non riconoscere che. alla base. chi governa è l’emozione di paura nel suo tono cronico quasi-subliminale. Gioverà domandarsi a quali “colori” si stia facendo riferimento qui, dato che non sono visibili ad occhio nudo. La capacità sensoriale visiva umana ha un range di sensibilità che va dal rosso (limite inferiore di frequenza) al violetto (limite superiore di frequenza), oltre il quale c’è la gamma di luce non visibile comunemente nota come infrarosso, da una parte, e ultravioletto, dall’altra. Dato che la frequenza del violetto è circa il doppio della frequenza del rosso, volendo usare un paragone musicale possiamo approssimare la sensibilità dell’occhio umano ad una sola ottava di luce. Venendo al punto: i colori aurici sono i corrispondenti dei colori della gamma visibile trasposti nelle ottave di luce superiori. Gli effetti della vita emozionale sul corpo eterico/fisico sono stati studiati in maniera rigorosa da intere branche della psicologia. Gli impulsi maggiori li dobbiamo alle grandi intuizioni degli psicologi Wilhelm Reich e Alexander Lowen, fondatori dell’Analisi Bioenergetica. 

 Il Corpo Mentale

Il Corpo Mentale (o Mente Concreta inferiore) governa tutti i processi mentali tra cui i nostri pensieri, idee, concetti, atteggiamenti e sistemi di credenze. Questo strato aurico ha delicate linee di luce gialla (forme pensiero) che si irradiano dalla testa e dalle spalle e si estendono intorno al corpo fisico per 20-30 cm. Queste luci gialle possono spesso variare in forma ed intensità e diventare più brillanti e chiare quando ci concentriamo su processi mentali o pensieri profondi. Ogni forma pensiero ha la sua particolare vibrazione energetica ed è composta da sostanza più fine (= materia mentale o manasica) rispetto a quella del corpo emozionale con il quale ha una connessione molto forte. La connessione mente/emozioni è bidirezionale: la mente influenza le emozioni (ad es., spesso ci accorgiamo di ciò che pensiamo veramente di una determinata persona quando ci mettiamo in ascolto delle emozioni conscie generate dalle mente inconscia), così come le emozioni influenzano la mente (ad es., a tutti sarà capitato di esprimere dei pensieri giudicanti sull’onda di uno stato emotivo di rabbia o frustrazione). Tutte le forme pensiero che gli esseri umani costruiscono con la materia mentale, rimangono nel loro corpo mentale fino a che non vengono spezzate e dissipate o, al contrario, vitalizzate dalla volontà e dal desiderio. Una volta che una forma pensiero viene potentemente alimentata, attraverso una carica emozionale, lascierà la sua impressione sui sensi fisici e si rispecchierà nella mente come filtro percettivo della realtà circostante. Ad es., se decidete di regalarvi un’auto nuova (di una specifica marca, modello o colore) vi potrà capitare passeggiando per le vie di notarne in sovrannumero rispetto al solito, proprio di quella specifica marca o modello oggetto dei vostri desideri. La mente unita al desiderio fa da filtro attrattivo/percettivo: ovviamente non sono aumentate le auto di quel tipo, è la vostra percezione che ne è attratta maggiormente in maniera selettiva. Da questo discende un importante concetto per le anime in fase di risveglio: la nostra percezione della realtà esterna, descrive noi stessi interiormente molto più di quanto descriva la realtà esterna. Tutti i pensieri abituali, sia coscienti che non coscienti, diventano forme pensiero molto potenti che sono fortemente rafforzate dalla costante attenzione sui sentimenti positivi o negativi che stanno dietro tali forme pensiero e più che dalle parole che rappresentano. Quello che pensiamo e crediamo, lo concepiremo e lo creeremo. Nel processo di manifestazione, il binomio mente/emozioni tipico della coscienza 3D collabora in maniera sinergica: i pensieri fanno da guida direzionale e le emozioni fanno da potenziale energetico attrattivo. È estremamente importante essere sempre consapevoli di ogni pensiero negativo che stiamo programmando nel nostro corpo mentale attraverso le nostre credenze inconscie.  Tutti i pensieri sono forze e l’energia segue il pensiero. Questa affermazione è attestata dalle moderne neuroscienze ed insegnata tutt’oggi in molti corsi di crescita e sviluppo personale.

 Il Corpo Astrale

Il Corpo Astrale è il punto d’incontro tra le vibrazioni più basse e dense del mondo fisico e le vibrazioni più alte ed elevate del mondo spirituale. Ha delle forti corrispondenze con il chakra del cuore: è il principio vitale che si trova nel punto intermedio (4° di 7) e che trasforma le energie dal mondo della Materia (tre chakra inferiori) verso il mondo dello Spirito(tre chakra superiori). Il corpo astrale si estende oltre il corpo fisico di circa 40 cm, e irradia tutti i meravigliosi colori del corpo emozionale, compresi grandi flussi di luce rosa che contengono la vibrazione dell’amore, trasmutandone i colori verso una gamma più tenue ed eterea. Il corpo astrale influisce sulle relazioni sociali, i rapporti con gli altri e i sentimenti reciproci. In caso di insufficienza energetica il fluido del corpo astrale diventerà scuro e denso: questo stato può degenerare in vere e proprie malattie nel lungo termine. Molte malattie cardiovascolari della moderna società occidentale nascono sul piano astrale ed hanno forte incidenza su coloro che intessono relazioni con il prossimo sul piano egoico, finalizzate esclusivamente al profitto personale. L’energia astrale si trasmette da una persona all’altra ogni qualvolta ci si relaziona con qualcuno. Ogni volta che interagiamo con qualcuno, anche inconsapevolmente, creiamo dei “tentacoli” di energia che vanno a toccare il campo energetico dell’altro. La natura di questo contatto dipende dal tipo di interazione e dal sentimento che lo ha causato: in caso di rapporto tra due persone che si amano questi flussi di energia saranno fluidi, senza asperità e di colore rosa; in caso di sentimenti negativi come per esempio l’invidia, questi flussi assumeranno un colore verde-grigio molto scuro. Più i sentimenti sono forti e più i colori assumeranno un colore vivace, cosicché il rosa dell’amore diventerà arancione o il rosso della rabbia sarà molto più cupo. Un astrale forte e carico sarà di una persona con rapporti interpersonali buoni e stabili, che nutre sentimenti veri e positivi verso chi lo circonda, mentre una persona con un astrale scarico terrà in scarsa considerazione i rapporti con gli altri, preferendo la solitudine e sfuggendo i rapporti all’esterno che saranno visti solo come un fastidio. Questo strato ha a che fare con il nostro rapporto con noi stessi e con l’umanità e con la nostra capacità di espandere amore incondizionato e compassione a tutto l’Universo. Una grande quantità di interazioni hanno luogo tra le persone a questo livello: questo è anche il corpo aurico utilizzato durante le eperienze fuori dal corpo (OBE = Out of Body Experience) o i viaggi astrali in altre dimensioni. Il corpo astrale, come quarto livello, come corpo di 4D, costituisce il collegamento tra il mondo fisico e quello spirituale; infatti i primi tre livelli fanno capo al mondo fisico, emotivo e mentale, mentre gli ultimi tre costituiscono la matrice, cioè il modello dei precedenti. Vediamoli in dettaglio.

 Il Corpo Eterico Matrice

Il Corpo Eterico Matrice (o Matrice Eterica) costituisce un modello o schema per il corpo eterico inferiore e contiene tutte le tecnologie interne (cioè i codici geometrici) che il corpo fisico utilizza per manifestare la materia nella forma fisica densa. Nella matrice eterica sono memorizzate le divine proporzioni auree del corpo secondo la matematica e la geometria sacra. Essa contiene tutti i chakra, gli organi, gli arti e le strutture, che il corpo eterico ha sul piano della materia, sottoforma di stampi vuoti al “negativo” che hanno la stessa forma dei sistemi del corpo eterico inferiore che andranno a riprodurre. Quest’aura nel complesso appare come un ovoide vivo e pulsante color blu cobalto rigato da tanti canali di luce e si estende per circa 60 cm oltre il corpo fisico. Quando una malattia danneggia il corpo eterico inferiore, è necessario un lavoro di guarigione a livello della matrice eterica per ripristinare il modello originale. Un corpo eterico matrice squilibrato invece porterà la persona ad essere insoddisfatta di sé, a non trovare la giusta motivazione per la propria vita. Un quinto livello ben equilibrato permetterà alla persona di connettersi alle esperienze evolutive sincroniche, di sentirsi sempre a proprio agio e in armonia con tutto quello che lo circonda, si avere sempre la sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto e di avere sempre la giusta determinazione per la realizzazione della propria vita secondo il piano evolutivo divino personale e collettivo.

 Il Corpo Celestiale

Il Corpo Celestiale è associato ai più alti aspetti emozionali del piano spirituale, è dove intutivamente conosciamo la nostra connessione con l’intero Universo e vediamo la Luce e l’Amore in tutto ciò che esiste. Questo sesto livello corrisponde al chakra del Terzo Occhio ed è il livello dell’estasi spirituale, della beatitudine e dell’Amore Incondizionato Divino. Possiamo considerarlo il corrispondente spirituale del corpo emozionale. Il corpo celestiale si estende di circa 90 cm oltre il corpo fisico ed è formato da numerosi raggi luminosi che partono dal centro del corpo e si irradiano all’esterno. Presenta tutti i colori dell’iride (con leggera prevalenza di tonalità auree, argentine e perlate) e non ha una forma definita. Un corpo celestiale energeticamente forte ed equilibrato presenta dei raggi perfettamente rettilinei e dalla luminosità molto intensa. Possiamo raggiungere questo livello di esperienza mettendo a tacere la mente rumorosa con la giusta musica o la meditazione ed allineare la nostra vita con il suo scopo spirituale. Per poter caricare energeticamente il corpo celestiale e accedere a buone esperienze spirituali è necessario praticare con costanza le tecniche meditative e di preghiera. Questo corpo presiede all’emotività spirituale ed è legato ai sentimenti di amore verso il divino e all’estasi mistica. Se la sua energia risultasse insufficente la persona proverà molte difficoltà a sperimentare esperienze mistiche e gli risulterà anche difficile capire quelle degli altri. I raggi del suo corpo risulteranno non rettilinei e dalla luminosità piuttosto spenta. Chi avrà una carica energetica del corpo celestiale troppo elevata tenderà a vivere esclusivamente secondo i principi spirituali sottraendosi a tutte le esperienze fisiche.

 Il Corpo Causale

Il Corpo Causale (o Matrice Keterica, o Uovo Aurico) è il livello mentale superiore associato al piano spirituale. Questo settimo livello corrisponde al principio di consapevolezza del chakra della corona ed ha una forte energia dorata e scintillante che pulsa e vibra alle più alte frequenze registrabili nel nostro settuplice Corpo di Luce. Si presenta come un grande uovo formato da linee dorate dalla luminosità molto intensa. Il bordo esterno di questo corpo circonda e contiene tutti gli altri corpi aurici associati a questa incarnazione. Si estende di circa 120 cm oltre il corpo fisico denso ed ha una straordinaria forza e struttura che impedisce perdite di energia o la penetrazione di energie malsane dall’esterno, ma al tempo stesso permette lo scambio energetico con il Campo Universale. Il livello causale contiene tutti in nostri schemi di vita e le nostre intenzioni più elevate che formano il nostro sè superiore, e quando ci connettiamo a questo livello sperimentiamo la Mente Divina dentro di noi e l’Unità con tutto ciò che è. Quando portiamo la nostra coscienza su questo livello, realizziamo di essere uno con il Creatore e sperimentiamo la coscienza di 5D. È chiamato “causale” poiche contiene le cause karmiche della presente incarnazione. La purificazione del karma è visibile come una maggior luminescenza e brillantezza nel corpo causale. Un corpo causale sano e ben equilibrato permetterà alla persona di percepire la sua importanza e il suo ruolo all’interno del grande Disegno Universale, permettendole di elaborare idee creative e di poter comprendere concetti elevati quali il significato dell’esistenza e della natura del mondo. In caso invece di corpo causale squilibrato o debole si avranno difficoltà nel concepire idee creative e nel comprendere il senso della vita, e le linee che compongono il corpo appariranno spente e irregolari, assottigliandosi anche in alcuni punti, dove potrebbero verificarsi dei veri e propri strappi nel guscio aurico, attraverso cui si avranno dispersioni di energia. Questa situazione porterà la persona ad essere ipercritica nei confronti dei proprio difetti e a spingerla nella ricerca di una ipotetica perfezione, peraltro irraggiungibile. Se invece l’energia di questo corpo dovesse risultare troppo forte, la persona sarà nella posizioni di riuscire ad elaborare moltissime idee che però non riuscirà a mettere in pratica. Per evitare di incorrere in questi problemi è necessario che tutti i corpi siano equilibrati, e per fare questo, anche in questo caso si può ricorrere a tecniche meditative. Oltre il livello causale si trova il Piano Cosmico che non può essere compreso dal punto di vista limitato dell’ego. Il linguaggio umano concreto diventa uno strumento inadeguato a descrivere questi mondi superiori. Proviamo tuttavia a farne accenno.

 Il Corpo Akashico

All”ottavo livello di Luce si trova il Corpo Akashico (o Livello Temporale) associato all’interfaccia con le passate memorie Akashiche, le memorie karmiche passate, presenti e future. Questo livello è anche noto con il nome di “Zona Bianca”. È correlato all’ottavo chakra (il chakra della memoria o chakra del continuum temporale) che si trova da 30 a 90 cm sopra la testa, sulla verticale.
 Il Corpo Animico
Il nono livello di Luce è il Corpo Animico (o Livello Animico) associato ai piani preincarnativi dell’Anima.  Questo livello ci interfaccia con l’Unità e con l’ordine divino soggiacente ai nostri predestinati contratti d’anima. Questo livello aurico è molto piccolo, occupa una porzione irrilevante della spazio fisico e si trova diversi centrimetri sopra la testa.
 Il Corpo Integrativo
Il decimo livello di Luce è il Corpo Integrativo ed esplica la funzione di collegamento tra il mondo fisico e quello spirituale. Si trova fra il corpo fisico e il corpo eterico ed è capace di integrare i nostri chakra maggiori ed i centri minori del corpo eterico in un’unica unità di coscienza. Da questo livello viene impartito il distacco del corpo astrale dai tre mondi materici durante i viaggi astrali. Contiene i dati della nostra eredità genetica spirituale e il blueprint completo (= il proposito incarnativo). A questo livello raggiungiamo la creatività divina e la fusione di tutte le polarità.

 Il Corpo Eterno

All’undicesimo livello di Luce, il Corpo Eterno (o Livello Eterno dell’Anima) fa fluire la sua energia nel corpo fisico trasmutandolo in Luce e preparandolo per l’Ascensione. A questo livello di coscienza, è possibile creare e dissolvere il corpo fisico attraverso la volontà spirituale e raggiungere i poteri psichici esplicantesi nella materialità, come ad esempio la telecinesi, il teletrasporto o la bilocazione. È connesso  con il Corpo Akashico tramite un tunnel a forma di fungo.

 Il Corpo Mentale Universale

Al dodicesimo livello di Luce si trova il Corpo Mentale Universale (o Livello della Coscienza Divina o Mente di Dio) noto come l’ultima connessione con il Divino e con la Coscienza Universale. È relato al dodicesimo chakra, detto della mente universale, di colore oro. Attraverso di esso ci sintonizziamo sulla frequenza vibrazionale più elevata del Cosmo e siamo in contatto con la divinità creatrice sul suo piano monadico. Irradia una luce aurea e luminosa che interpenetra e avvolge tutto il sistema Corpo di Luce.

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

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