sabato 20 maggio 2017

la festa del Wesak.

Il plenilunio è il periodo in cui le energie creative sono più intense e l’ attività spirituale più elevata, è un periodo di ispirazione, di visione e intuizione, di maggiore opportunità di servire. Al plenilunio la luna si trova nel punto più lontano dalla terra, al di là del sole, permettendo un rapporto diretto e privo di ostacoli tra la terra e il sole, la sorgente della nostra vita, energia e coscienza, simbolo del rapporto esistente tra la personalità umana e l’Anima o Sé, tra la materia e lo Spirito, tra il finito e l’infinito. Tutte le tradizioni spirituali e filosofiche hanno sempre dato importanza alla sincronizzazione dei ritmi dell’uomo, della Natura e del Cosmo. Cariche di significato sono le parole che appaiono nel Vecchio Testamento in Giobbe:
“Puoi tu stringere i legami delle Pleiadi?
Puoi sciogliere le catene di Orione?
Sei tu che a suo tempo fai apparire i 12 Segni o puoi tu guidare Arturo con i suoi figli?
Le leggi del cielò le conosci a fondo?
E l’influsso suo sopra la Terra lo regali tu?
Inoltre, in quasi tutte le chiese cattoliche si vedono statue e pitture raffiguranti Maria Regina del Cielo posta sulla luna crescente, con la testa circondata da 12 stelle così come è descritto anche nell ‘Apocalisse:
“Una Donna vestita di sole, sotto ai cui piedi era la luna e sopra la cui testa era una corona di 12 stelle, simbolo delle 12 Costellazioni dello Zodiaco”.
Un’analogia ancor più chiara, sempre dall’Apocalisse:
“Accanto al fiume proveniente dal Trono di Dio era l’Albero della Vita che dà 12 frutti, rendendo il suo frutto per ciascun mese; e le frondi dell’albero sono per la guarigione delle genti.”
Nel campo artistico invece, abbiamo l’affascinante “Ultima Cena” di Leonardo da Vinci.
Quest’opera è ideata secondo un preciso ordine astrologico e numerologico; infatti Leonardo diceva: il corpo nostro è sottoposto al cielo e il cielo è sottoposto allo Spirito”. Nell’ultima cena vediamo che il Cristo al centro corrisponde al sole, mentre ciàscun discepolo corrisponde a un segno zodiacale: 12 discepoli= 12 segni zodiacali.
In effetti ogni mese, una pioggia di energie diverse affluiscono sulla terra, ogni mese un’energia, ogni mese un dono che il cosmo elargisce ad ogni essere vivente e ad ogni regno di natura; si evidenzia in tal modo come vi sia un’interrelazione fra cosmo-natura-uomo-cellula-atomo e come il movimento, la forza e l’energia di uno influenzi l’altro.


IL SIGNIFICATO DELLA RUOTA DELLA VITA

Lo Zodiaco, da Zoe (VITA) e Diakos (RUOTA), esprime l’Energia Primordiale che, dopo essere stata fecondata, passa dall’unità alla molteplicità, dallo Spirito alla materia, dall’infinito al finito, per ricominciare daccapo; questo movimento circolatorio a spirale, di discesa e di ascesa, riflette non solo le teorie platoniche sulla “Caduta d eli’ Anima” nell’esistenza materiale e la sua necessità di salvezza percorrendo il cammino inverso, ma anche la teoria biblica degli “Angeli Caduti”  e il simbolismo della parabola del “Figliuol Prodigo”. A volte, quando il cielo è nuvoloso, improvvisamente si apre una finestra di cielo blu e i raggi del sole arrivano sulla terra; la stessa cosa accade al momento della luna piena: si apre una finestra spirituale tra l’umanità e il Divino da cm sgorga un fiume di energie di Luce, Amore e Potere Creativo sulla terra.

ARMONIA TRA ESSERE UMANO E COSMO

L’essere umano quindi, è misteriosamente e mirabilmente l’Unità di Misura della Creazione; è il Microcosmo che in sé riflette il Macrocosmo.
Secondo Jung, il cosmo e l’essere umano, in ultima analisi obbediscono a leggi comuni: l’essere umano è un cosmo in miniatura e non è separato dal grande cosmo da nessun limite preciso, le stesse leggi regolano ambedue e dall’uno c’è la strada che porta all’altro. La psiche e il cosmo sono in relazione l’uno con l’altra, come il mondo interiore lo è con il mondo esterno; come il corpo degli esseri umani è in stretta relazione con le influenze metereologiche e cosmologiche, così la loro psiche è in stretta relazione con la psiche dell’Universo; come l’anatomia studia gli organi del corpo e le loro interrelazioni e la psicologia studia la psiche, l’inconscio e la forze che .guidano l’essere umano, così l’astrofisica studia la struttura dei pianeti e delle stelle e la vera astrologia o cosmopsicologia studia la psicologia del cosmo, l’inconscio dello spazio, le visioni e i segni dell’Universo.
Con il plenilunio del toro o festa del Wesak, entriamo nel flusso energetico-spirituale più alto dell’anno. In senso spirituale, questo evento è simbolo della forza creativa, dell’illuminazione, della liberazione dell’individuo e dei popoli dal materialismo, dalla paura, dall’illusione e dall’oppressione. Anche secondo la cronobiologia, cioè la scienza che studia i bioritmi nel vivente, esistono diversi ritmi in noi e nel cosmo:
l) i ritmi ultradiani (minori di 24 ore) come per es.:
i ritmi endocrini
”          nervosi
”          cellulari
”          emozionali
”          sonno-veglia
2) i ritmi circadiani (circa 24 ore)
- temperatura corporea: al mattino e mezzogiorno è più bassa, al tramonto e sera più alta
- le quattro fasi della giornata: alba, mezzogiorno, tramonto e notte
3) i ritmi mensili ( circa 29 giorni) esempio: ciclo mensile della donna, agricoltura, etc.
4) i ritmi circannuali (circa 365 giorni) con le quattro stagioni.
Aprile-Maggio-Giugno, rappresentano i mesi di massimo contatto con le energie spirituali”, con acme a maggio. Durante il plenilunio del toro o festa del Wesak assistiamo ad una vera sinfonia cosmico-spirituale. Lo spazio è popolato da grandi Vite che ciclicamente si stringono le mani l ‘un l’altra e trasferiscono l’energia delle più elevate sorgenti ai loro fratelli minori.
La nostra terra è un’entità vivente!
Il nostro sistema solare è un’entità vivente!
Lo Zodiaco come un unico insieme è un gruppo di grandi Vite, le quali, età dopo età rendono una grande funzione e servizio ad un’entità più vasta: LO ZODIACO MAGGIORE.

LA MUSICA DELLE SFERE

Gli antichi ritenevano che la musica riflettesse la perfetta armonia matematica dell’Universo.
Nell’antica Cina ogni stagione viene messa in relazione ad un strumento musicale o ad una nota; secondo i greci, il sole, la luna e i pianeti nel loro moto attraverso lo spazio, emettevano suoni musicali, un po’ come le tonalità prodotte da una pallina roteante all’estremità di una corda.
Gli astronomi hanno scoperto che i pianeti “fanno musica” e alcuni fisici teorici ritengono che, le particelle subatomiche producano “una musica” riecheggiante le risonanze dei pianeti; che sia questa la “musica delle sfere” di cui parlavano gli antichi filosofi greci e le varie tradizioni egiziane, sufi, indù, tibetane, etc.?
Le navi spaziali voyager hanno scoperto una quantità di radio-onde e le hanno ritrasmesse come segnali, per esempio, le onde trasportate dal vento solare creano un concerto di fischi, sussurri e scoppiettii, mentre quelle della magnetosfera di Saturno sono invece striduli, lamenti e bisbigli che una volta suonati da un sintetizzatore a velocità maggiore di quella alla quale sono stati registrati, i segnali producono una lenta melodia sognante.
Chiaramente queste onde sono al di là della gamma di vibrazioni percepite dall’orecchio umano ed è per questa limitazione sensoriale che non si avverte il pulsare della vita, il canto della vita che in silenzio risuonano nella pietra, nel pianeta, nel cosmo.

ALLINEAMENTO E DISCESA ENERGETICA

Ritornando al Wesak, le energie cosmico-spirituali dello Zodiaco Maggiore, le cui costellazioni rappresentanti sono l’Orsa Maggiore e le Pleiadi, vengono accumulate nella magnifica stella fissa di Aldebaran, da qui le energie vanno fino al sole, dall’Entità Vivente che noi chiamiamo sole, l’energia arriva a veneree alla luna, poi al Logos Planetario e a Sanat Kumara (l’Antico dei giorni, l ‘Eterno giovane, descritto nella Bibbia), il quale passa queste enormi energie psico-spirituali al BUDDHA e poi al CRISTO e da questi ai Maestri di saggezza e al Regno degli Arcangeli e degli Angeli, che a loro volta le trasmettono agli iniziati, discepoli, aspiranti sparsi per il mondo, cioè tutto il gruppo mondiale dei “Servitori del Mondo” che lavorano in ogni campo dello scibile umano e che a loro volta le trasmettono all’Umanità e da questa ai regni animale, vegetale e minerale.
Ciò rappresenta la discesa di energie di Luce, Amore e Potere, dall’infinitamente grande (le
Galassie) all’infinitesimamente piccolo (gli Atomi e i Quark); dal Divino all’umano.



LA LEGGENDA- ESPERIENZA DEL WESAK
Accanto alla costruzione di questo meraviglioso mosaico di unità e interdipendenza che si va costruendo, vi è un evento che realmente avviene in un certo luogo della Terra, per alcuni è una leggenda, per altri un evento che attendono con fiducia di vivere nella loro coscienza, per altri ancora è un fatto, un’esperienza vissuta “nel corpo o fuori dal corpo” per dirla con San Paolo.
C’è un’alta valle vicino al Kailash, nella catena dell’Himalaya, ad ovest di Lhasa e non distante dal Nepal; è circondata da alte montagne coperte di alberi e cespugli.
Pochi giorni prima del plenilunio del toro o festa del W esak, pellegrini provengono da ogni parte e cominciano a riunirsi, uomini santi e lama, saggi e grandi iniziati d’oriente e d’occidente; si siedono a terra su piccoli tappeti o coperte, in grande silenzio, riverenza, preghiera e meditazione.
All’avvicinarsi dell’ora del plenilunio iniziano a giungere i “Grandi Esseri” che sono i “Custodi del Piano di Dio in Terra”, per il nostro pianeta e per l’umanità.
I credenti Cristiani parlano di Cristo e della sua Chiesa Celeste, gli esoteristi li chiamano i Maestri di Saggezza, la Gerarchia Planetaria, oppure possiamo chiamarli i Rishi delle Scritture Indiane o la società delle Menti Illuminate, come negli insegnamenti tibetani.
Subito dopo appaiono “i tre Grandi Signori” nei loro corpi eterici, che si fermano vicino alla grande roccia verso nord.

IL CRISTO:

Il Signore dell’Amore (Colui che presiede al dipartimento dell’educazione mondiale e di tutte le religioni del mondo), viene chiamato Cristo dai cristiani, A vatar o Krisna dagli induisti, Bodhisattva dai buddhisti, Maitreya dai tibetani e dai mongoli, Messia dagli ebrei, Iman Madhi dai musulmani, ma è sempre la stessa grande “Coscienza e Identità” che vive in ogni religione e in ogni essere umano.

ILMANU:

Il Signore del Potere e delle Forme Viventi (Colui che presiede al dipartimento della politica e dell’economia mondiale e al rinnovamento delle razze e ideologie).

IL MAHACHOAN:

Il Signore della Civiltà (Colui che presiede al dipartimento della cultura, arte, scienza e filosofia e alla rinascita della nuova civiltà e della nuova era che sta emergendo).
A un segnale convenuto “i tre Grandi Signori” seguiti dai “Maestri di Saggezza”, iniziano a formare diverse figure geometriche come:
-      Tre cerchi concentrici;
-      Poi tre cerchi concentrici con il Cristo al centro;
-      Successivamente formano una Croce con il Cristo al centro;
-      Poi un triangolo con il Cristo all’apice;
-      Poi tre petali di un fiore con un triangolo e il Cristo all’apice;
-      Successivamente due triangoli intrecciati;
-      Infine una Stella a cinque punte con il Cristo all’apice e poi intonano dei Mantram o Invocazioni.
E’ proprio vero che Dio vien detto anche “Il Grande Architetto – il Grande Matematico”.
D’altronde come diceva Linstein: “la matematica è l’alfabeto con cui Dio ha scritto l’Universo”.
Dopo il “Cerimoniale” e qualche minuto prima dell’orario esatto del plenilunio, compare in alto nel cielo il Signore Buddha seduto a gambe incrociate e inondato di luce, con le mani tese a benedire; quando arriva al punto esatto sopra la “Grande Roccia”, il Cristo intona un grande Mantram o invocazione potente e il Buddha riversa la Sua benedizione tramite il Suo grande fratello, il Cristo e i Maestri di Saggezza, su tutto il mondo.
L’intera Benedizione Cerimoniale dura otto minuti dalla comparsa del Buddha, lentamente il Signore Buddha recede in distanza, finchè nel cielo non si vede altro che una pallida macchia che lentamente scompare.
Una volta all’anno, al plenilunio del toro, l’umanità è ricaricata di “Forza Divina”; l’Energia Divina discende sulla terra e l’umanità si alza di anno in anno sempre di più verso il Divino.
Tramite il Buddha si riversa la Sapienza e la Luce di Dio!
Tramite il Cristo si manifesta l’Amore di Dio!
Tornando alla scena dell’Himalaya, il Cristo che funge da Grande Celebrante, innalza allora la coppa di cristallo e oro piena d’acqua benedetta e la distribuisce agli iniziati, discepoli e a tutti i presenti nella valle; l’acqua che è stata magnetizzata dalla presenza del Buddha e del Cristo, porta certe proprietà e virtù di guarigione e di aiuto, così benedetta, la folla si disperde e Maestri e discepoli tornano con forza rinnovata a riprendere un altro anno di servizio.
In questa bella cerimonia “di comunione con l’acqua”, ci è presentata simbolicamente un’indicazione “dell’Era dell’Acquario”, cioè il Portatore di acqua; è l’Era dell’uomo che porta una brocca di acqua, come disse il Cristo.

IL CENTRO SPIRITUALE DEL MONDO

Tale è la realtà se osiamo crederci e se abbiamo la mente abbastanza aperta per ammettere la possibilità.
Per l’Occidente è un’idea nuova che richiede il riadattamento di alcune nostre credenze cui siamo più attaccati, ma se può essere afferrata e compresa, emergerà una visione nuova e la possibilità per l’umanità di attingere ad una nuova fonte e ad un nuovo centro di forza spirituale che in passato era permesso a pochi.
Questo “Centro Spirituale”, ha molti nomi:
-      Shamballa, per gli esoteristi e i tibetani;
-      la Cittadella Solare dei Rosacroce;
-      il Motore Immobile di Aristotele;
-      l’Amor che muove il Sole e le altre Stelle di Dante;
-      il Centro Spirituale del Re del Mondo, di Renè Guenon;
-      l’Agarttha degli indù;
-      la Chiesa Universale dei cattolici;
-      il Regno di Dio o la Casa del Padre dei cristiani.
Ora diventa più chiaro come la meditazione è il principale mezzo creativo sul nostro pianeta, è attraverso essa che si crea un allineamento, un ponte con il Cuore, la Mente, l’Anima dell’individuo, poi del gruppo e del pianeta fino al “Centro di Vita Spirituale” o “Regno della Divinità”.
Sin dai tempi antichi, i “Grandi Saggi e Maestri”, hanno stabilito dei giorni particolari dell’anno per il digiuno, la preghiera, il riposo, lo sforzo aspirazionale, la meditazione e li hanno chiamati “Giorni Sacri”. Rendere sacro significa lasciare qualcosa da parte per uno scopo più grande.
Come possiamo rendere sacri noi stessi, l’ambiente e il pianeta?
Proprio attraverso l’uso della preghiera, della meditazione e dell’invocazione, per irradiare quelle energie benefiche che andranno a trasformarci e a trasformare tutte le cose.

PREGHIERA- MEDITAZIONE -INVOCAZIONE

La Preghiera è la scienza del “Cuore”, purifica la mente, i desideri e il corpo. Dapprima è esteriore poi emana dal “Cuore” e infine si trasforma per benedire il mondo.
La Meditazione è la scienza della “Mente”, è un uso cosciente del pensiero e delle forze psichiche, dell’aspirazione, della visualizzazione e della volontà. Consiste nei seguenti passi generali:
-      Posizione comoda e schiena diritta;
-      Rilassamento e respirazione lenta e profonda;
-      Aspirazione, cioè innalzamento della “Coscienza”;
-      Concentrazione, cioè controllo della Mente;
-      Meditazione o periodo di ricezione di idee, significati, intuizioni e contatto con il “Sé Superiore”;
-      Invocazione, in cui il “Cuore” e la “Volontà” fanno appello alle “Forze Superiori”;
-      Benedizione, a tutti gli esseri della Terra e dell’Universo.

L’Invocazione è la scienza di sintesi, poiché sintetizza: aspirazione, preghiera, concentrazione e meditazione in un appello forte e potente come un laser verso le forze della Luce, i Maestri di Saggezza e il Centro Spirituale.

LA GRANDE INVOCAZIONE E IL SERVIZIO

Dal 1945, viene recitata in tutto il mondo e tradotta in più di cento lingue e dialetti, la “Grande Invocazione”. Ogni volta che si pronuncia l’invocazione, essa risuona come una campana nell’etere che ci circonda; solleva la vibrazione di coloro che l ‘hanno fatta risuonare e raggiunge il suo obiettivo in grado, pari alla sua forza.
Questo è il principio esoterico sul quale la preghiera e l’invocazione si sono fondate nei secoli e quando aggiungiamo ad esse la creatività del pensiero e il potere rafforzante dell’intenzione che afferma, mettiamo in moto forze che devono avere un effetto sull’atmosfera: l’Aura che dividiamo con gli altri esseri umani e regni di natura.
Secondo l’Astrofisica, la luce delle stelle giunge a noi attraverso l’atmosfera e questa è ben lontana dall’essere omogenea e tranquilla; ecco allora che il raggio che ci arriva viene sensibilmente perturbato, dando origine a disturbi nelle immagini. Se l’atmosfera è tranquilla, le immagini sono ottime, altrimenti queste sono tanto più scadenti quanto più l’atmosfera è agitata.
Ora in senso psico-mentale, sia per l’individuo che per il pianeta accade la stessa cosa. Come l’essere umano è formato da un copro fisico, uno energetico, uno emotivo, uno mentale e un centro spirituale, così la terra è formata da un corpo o un’atmosfera energetica, emotiva, mentale e da un centro spirituale.
Per cui, ecco il valore della preghiera, della meditazione, dell’invocazione e del pensiero positivo per rendere pura, tranquilla e serena l’atmosfera psichi ca individuale e planetaria, affinchè la Luce, l’Amore e il Potere Divino, possano affluire nelle dense nebbie, mi asmi e illusioni che gravitano attorno alla terra, eliminandole.
Risulta allora più evidente come attraverso i pleniluni e soprattutto la “Festa del Wesak”, abbiano una grande opportunità per purificare i nostri corpi fisico, eterico, emotivo, mentale e quelli dell’umanità e del pianeta, ripulendo ogni tipo di inquinamento fisico, emotivo e mentale che grava sull’umanità.

IL CALICE E IL GIOIELLO INTERIORE

Un’antica leggenda narra di quando gli dei decisero di creare l’universo, crearono le stelle, il sole e la luna, crearono i mari, le montagne, i fiori e le nuvole, poi crearono l’essere umano e infine crearono un Calice con un Gioiello pieno di Verità, di Luce, di Potere, di Amore e di Saggezza; a questo punto sorse il problema di dove nascondere questo calice, in modo che nessun essere umano lo scoprisse subito e fosse così prolungata l’avventura della sua ricerca per meglio apprezzare quei doni.
Disse uno degli dei: mettiamo il calice sulla montagna più alta, lì sicuramente l’essere umano faticherà a trovarlo; mettiamo lo sulla stella più lontana; mettiamo lo nell’abisso più profondo e più scuro; nascondiamolo sulla faccia segreta della luna, suggerirono gli altri dei, alla fine il Dio più saggio disse: no! Metteremo il calice dentro il cuore di ogni essere vivente, in questo modo egli lo cercherà in tutto l ‘universo, senza rendersi conto di averlo dentro di sé.
In ogni essere umano ci sono le montagne dell’Himalaya e una valle del Wesak con la roccia; su questa, il calice e in esso uno splendido gioiello, un diamante simbolo della Verità, della Saggezza, della Luce, dell’Amore, dell’Invincibilità e dell’Immortalità.
Stiamo in piedi sulle rocce della nostra realtà spirituale e solleviamo il nostro calice di Amore e Sacrificio all’energia in arrivo della Libertà e della Luce, favoriamo il progresso e la liberazione dell’umanità.

Per finire concludiamo con le bellissime parole di Teilhard De Chardin:

“un giorno, dopo aver attraversato i venti, le onde, le maree, la gravità, noi padroneggeremo in nome del sacro e dell’universo, l’energia d’Amore, allora per la seconda volta nella storia del mondo, l’uomo avrà scoperto il fuoco “IL FUOCO DELLO SPIRITO”.


LA GRANDE INVOCAZIONE
Dal punto di luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini.
Scenda Luce sulla Terra.
Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini.
Possa Cristo tornare sulla Terra.
Dal centro o ve il V o l ere di Dio è conosciuto
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
il proposito che i Maestri conoscono e servono.
Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce.
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

giovedì 13 aprile 2017

Il movimento New Age e "l'enigma Maitreya".  

Balzato alla ribalta delle cronache mondiali, per il recentissimo documento pubblicato dalla Santa Sede, Gesù Cristo, portatore dell'acqua viva, ecco che il New-Next Age - fenomeno filosofico-religioso diffuso in tutti gli ambiti della vita sociale e culturale dell'opulento Occidente - viene a trovarsi scopertamente in conflitto con il mondo cattolico. Non solo come sfida per la sua fedeltà alla purezza del messaggio evangelico, ma anche come oggetto di riflessione e di critica.

Per la verità, sia il papa, sia i vertici della Chiesa si erano pronunciati più volte sul New Age. Il papa lo ha fatto fin dal 1993, allorchè incontrando alcuni gruppi di vescovi americani, li aveva esortati a mettere in guardia i giovani dalla "visione sincretistica e immanente" di questo movimento che si propone di "relativizzare ogni dottrina religiosa", facendo uso però di "miti e simboli propri del linguaggio religioso". "Il concetto panteistico di Dio, che è l'anima del New Age - diceva già allora il Pontefice - è incompatibile con le sacre Scritture e con la tradizione cristiana"



Origini del New Age



L’espressione “New Age”, cioè Nuova Era, detta anche Età dell’Acquario, si deve ad Alice Anne Bailey (1881-1949), una ricercatrice occultista (33° grado del rito scozzese della Massoneria), che dopo essersi separata dalla “Società Teosofica” ed aver fondato a sua volta la "Scuola Arcana” – dedita all’occultismo e ai poteri parapsichici – aveva provveduto a legare la teosofia alla nuova ideologia, rivolta al futuro. 
Questi i fondamenti dottrinali del neonato movimento: un Dio impersonale, immanente e trascendente; immortalità dell’uomo, soggetto alla legge del karma e della reincarnazione; continuità della rivelazione, attesa messianica.
Ma la grande novità introdotta da Alice Bailey sta nel fatto che questa "Scuola Arcana" avrebbe dovuto portare all’umanità una nuova religione mondiale, in preparazione alla venuta sulla terra di un nuovo avatar (secondo l'Induismo significa "discesa" e  indica le varie forme, animali e umane, assunte dal dio Visnù dall'inizio del mondo, per intervenire a favore della terra e dell'umanità). Tale "avatar" sarebbe colui che i cristiani chiamano Cristo, gli Ebrei Messia, i musulmani Imam Madhi, i buddisti Maitreya. Colui che dovrebbe presiedere alla manifestazione del “regno di Dio” e alla restaurazione degli antichi misteri.
In questi antichi "misteri", come vedremo, prosperavano pratiche occulte e riti gnostici, in cui eccelleva il "culto del serpente".
Tra gli iniziati solo pochissimi "eletti" potevano salvarsi, "divinizzandosi" grazie alla Gnosi, alla "conoscenza". Per mezzo della quale l'antico Serpente dell'Eden, come già aveva fatto all'orecchio della prima donna e del primo uomo continua a sussurrare: "Sarete simili a Dio"."Noi veneriamo il serpente - scrive un grande iniziato, citato da Couvert - perchè Dio lo ha fatto la causa della Gnosi per l'umanità. Egli insegna all'uomo e alla donna la completa conoscenza dei misteri di lassù".

L'espressione "Età dell'Acquario", si riferisce poi a una visione astrologica, secondo la quale il sole cambierebbe segno zodiacale ogni 2160 anni, determinando grandi mutamenti per il pianeta e per l’umanità. Tali cambiamenti si starebbero verificando proprio in questo inizio di terzo millennio: "Quando la luna sarà nella settima casa e Giove sarà allineato con Marte, allora la pace guiderà i pianeti e l'amore governerà le stelle. Questa sarà l'alba dell'Epoca dell'Acquario", cantava Acquarius, la celebre canzone americana del 1969. L’"Età dell’Acquario" verrebbe dunque a sostituire l'Era Cristiana, quella dei litigiosi Pesci cominciata nell’anno 1 dopo Cristo, per governare i successivi duemila anni, apportando armonia e pace.

L’Era Cristiana starebbe dunque per cedere il passo alla Nuova Era...
A qualcosa di totalmente nuovo, esoterico, senza dogmi e senza gerarchia, che si esprimerebbe sotto il segno di san Giovanni Né Stati né governi, né particolari religioni dovrebbero guidare l’umanità della "Nuova Era". Essa infatti può bastare a se stessa, disponendo secondo i propri “vangeli”, in alternativa al Cristianesimo, di una via di accesso a “rivelazioni private” chiamata channelling, da "canale".



Il volto seducente del New Age



Per la verità, non è facile delineare con precisione la natura fluida, antidogmatica di questo movimento, dato che si presenta come un insieme di idee e di tecniche in continua evoluzione, e racchiude credenze tra le più disparate, assunte sia dall’occultismo occidentale sia dalle religioni orientali, come reincarnazione, chakras, medicine alternative, riflessologia, potere dei cristalli, channelling, astrologia. Per coloro che vi aderiscono è sufficiente credere anche solo ad alcune di queste componenti.

Candele profumate per l’aromaterapia e per la casa, frasi dolci, suoni d’acque, musiche fluttuanti... Un’atmosfera che nella nuova “casa New Age” aleggia carezzevole e che a quanti l’abiteranno permetterà di ritrovare la loro vera identità che si era perduta... Ecco il New Age.
Ciò che conta è il benessere, il proprio benessere. L’uomo deve riprendersi il proprio posto nel mondo, deve tornare a essere il padrone di se stesso. Nei centri New Age infatti, ci si può liberare dai sensi di colpa grazie a corsi sapienti, e diventare felici potenziando il proprio "io". Le terapie possono variare: dalle purificazioni a domicilio a quelle praticate sotto piramidi di ottone, a quelle svolte a decine di metri sotto terra, davanti a prismi di cristallo dai colori cangianti, insuperabili per smettere di fumare o per riprendere il buon umore. Meglio ancora se si può partecipare alle esclusive crociere New Age, dove è possibile aumentare la propria conoscenza grazie a illuminanti conferenze su chirologia e biodanza, e perfino... sui "fiori di Bach"...
Qualora poi si desiderasse conoscere il proprio angelo custode, lo si può fare agevolmente: basta affidarsi a uno dei tanti  manuali New Age e imparare a riconoscerlo associandolo al proprio segno zodiacale. Il manuale insegnerà poi come e quando utilizzarli. “L’angelo” infatti – dice Igor Sibaldi – “è come la luce elettrica. Schiacci un pulsante e arriva, al tuo servizio”.

Ma il New Age insegna anche ad amare, soprattutto con il corpo. Massaggi prolungati, preliminari... fino al raggiungimento dell’estasi dei sensi in amplessi che assicurano la beatitudine e l’ingresso al Nirvana. Beatitudine che secondo l’antica scuola tibetana del Tantra si può raggiungere con il risveglio dell’energia (la kundalini) posta alla base della spina dorsale, facendola risalire lungo il corpo, attraverso i sette punti chakra, fino all’ultimo, sulla nuca, in cui risiede l’Om. Lì avviene l’illuminazione.

Nessuna teologia precisa e ben definita quindi, ma una nuova religione "fai da te", in cui ciascuno può ritagliarsi una propria spiritualità su misura. Illuminante tuttavia l'individuazione delle correnti di pensiero ad essa preesistenti, che ne hanno consentito la nascita, e che sono panteismo, gnosticismo e occultismo. Da qui è possibile risalire ai fondatori e a quanti hanno contribuito ad alimentare questa “nuova religione”, il cui nocciolo duro è costituito dall’annuncio dell’avvento di un nuovo, presunto messia: Maitreya, il Cristo, prossimo a rivelarsi e a prendere possesso del mondo. Un "Cristo" interpretato come “forza cosmica”, in contrapposizione all’uomo storico "Gesù", visto invece come uno dei tanti "avatar".



La cristologia acquariana



l’humus storico, esoterico-spirituale, entro cui il New Age ha preso vita e ha affondato le proprie radici, è quello della teosofia della grande occultista russa, e medium, Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891, le cui idee, assunte poi dal New Age, provengono in gran parte dal misticismo indiano e da presunti spiriti-guida); dell’antroposofia di Rudolf Steiner, e della Scuola Arcana di Alice Bailey, seguace della Blavatsky.
Riprendendo gli antichi, millenari temi della gnosi, la teosofia blavatskiana sostiene che l’umanità, decaduta dall’originario status divino, può accedere alla liberazione dalla materia solo tramite la rivelazione di verità occulte.

Ecco dunque i concetti-chiave, la terminologia e la cristologia neo-gnostica che stanno alla base del New Age, all'insaputa di gran parte dei suoi cultori.
Il New Age afferma di possedere l’unica vera interpretazione della Bibbia e dei misteri contenuti nei vangeli, l’unico autentico modo in cui Gesù, “grande iniziato”, avrebbe voluto che essi venissero conosciuti. Egli sarebbe stato un personaggio di larghe vedute, un “maestro tra i maestri” come Buddha, Zoroastro e Pitagora, inviati sulla terra per condurre il genere umano verso un tempo nuovo di illuminazione e di pace. Di questo Gesù - depositario di una saggezza universale, derivatagli dai numerosi viaggi iniziatici compiuti in Egitto, in India e in Tibet - i gesti, i miracoli, l’intera esistenza terrena avrebbero scarsa rilevanza. Mentre fondamentale sarebbe il suo insegnamento misterico, che consisterebbe nel ricordare agli esseri umani la possibilità di accedere alla “conoscenza” riservata agli eletti, mediante il risveglio delle energie divine poste in ciascuno di essi.
Il Cristo cosmico del New Age si sarebbe infatti manifestato nel Gesù storico, un “adepto occulto” che come gli altri “maestri” sarebbe stato posseduto dalla “coscienza cristica”. Ma i suoi insegnamenti andrebbero ora purificati dall’inquinamento apportatovi nei secoli dal Cristianesimo, specialmente dalla Chiesa cattolica.

Abbiamo così una distinzione netta tra il "Gesù storico" (semplice strumento umano) e il "Cristo cosmico" (entità divina impersonale). E anche la ragione per cui i seguaci del New Age attingano soprattutto a testi extra-canonici: da quelli più antichi, contenenti le prime eresie gnostiche, fino alle recenti “rivelazioni private; rivelazioni provenienti da entità disincarnate (“i Maestri”, chiamati anche La Gerarchia).

Il Cristo neo-gnostico cui si rifanno gli aderenti del New Age, si troverebbe perciò dentro ciascuno di noi e ci renderebbe consapevoli della nostra divinità. Ma soprattutto – afferma la Bailey – sarebbe la vera risposta all’attesa messianica dell’umanità intera, sarebbe colui che sta per rivelarsi, venendo a costituire quella religione mondiale che tutto il mondo sta aspettando.



Benjamin Creme e “il nuovo Istruttore del mondo",
il "signore Maitreya”.



In questi ultimi decenni, la “cristologia acquariana” si è evoluta. Tra i suoi maggiori rappresentanti un personaggio, che ha contribuito a darle connotati sempre più esoterici.
Nato nel 1922 a Glasgow, in Scozia, filosofo, scrittore ed esoterista teosofico, nonché discepolo di Alice Bailey, Benjamin Creme si presenta come il Giovanni Battista del Cristo del New Age. Le opere della Blavatsky e della Bailey (quest’ultima aveva scritto che il “nuovo maestro mondiale” si sarebbe rivelato al mondo nel 1975), lo avevano convinto dell’esistenza di una “Gerarchia di Maestri” destinata a guidare l’umanità verso l’evoluzione spirituale.

Nel 1974, grazie proprio ai culti gnostici da lui praticati, che gli avrebbero consentito di entrare in contatto con i "Maestri", Creme afferma di aver “ricevuto” (nel lontano 1959) la missione di preparare la venuta del nuovo messia, cioè di Maitreya, il Cristo. Questi per il momento non sarebbe che la proiezione virtuale del medium, ma si starebbe avvicinando a grandi passi l’ora della sua piena rivelazione al mondo.
Tra il 1974 e il 1975 Creme comincia ad annunciare la “discesa” del “Maestro dei Maestri”, sostenendo che a partire dal 1977 Maitreya sarebbe sceso dal suo ritiro millenario sull’Himalaya – dove vivrebbe assieme agli altri Maestri – per andare a vivere in Inghilterra.
Nel 1977 infatti, Maitreya – secondo Creme – si sarebbe trasferito nell’East End di Londra, in un quartiere di immigrati indo-pakistani, continuando da lì a tenersi in contatto con il suo medium tramite messaggi telepatici, nell’attesa della rivelazione pubblica prevista per il Giorno della dichiarazione. La sua identità, conosciuta solo da pochissimi, sarebbe dovuta infine emergere dall’anonimato prima con la sua elezione a leader della comunità, poi con l’assunzione da parte sua di ruoli sempre più impegnativi, e di peso mondiale, in campo politico, religioso e sociale.
A quel punto, Benjamin Creme fonda i Centri Tara (“canali” destinati alla comunicazione dell’energia dei “Maestri”), dove gli adepti si dedicano all’auto-perfezionamento; e il Movimento Maitreya, che vedrà una rapida diffusione, esportando nel mondo la propria dottrina ed ampliandone l'influenza con pubblicazioni tradotte in tutte le lingue, tra cui la riivsta Share International.
Dal 1982 in poi, il missionario esoterico annuncerà di volta in volta le numerose manifestazioni del maestro in tutto il mondo. Alla prima apparizione, prevista per il 21 giugno dell’82, che secondo Creme non si sarebbe verificata solo a causa della scarsa attenzione dei media, ne sarebbero seguite molte altre, assai più prestigiose. Apparizioni che da allora si sarebbero intensificate. Ecco alcune delle date ad esse riferite, rilevabili anche da Internet:

- Apparizioni iniziali: 11 giugno 1988 a Nairobi, in Kenya. E 29 settembre 1991, a Città del Messico.
- Seguono: nel ’92, 15 apparizioni: dal Messico all’Europa. Nel ’94, 27 apparizioni.
Nel ’95, 34 apparizioni. Nel ’96, 30 apparizioni. Nel ’97, 28 apparizioni. Queste si sarebbero susseguite in tutti i Paesi dei cinque continenti.
Nel ’98, sono dichiarate tre apparizioni, fino a quella dell’8 febbraio, che sarebbe avvenuta in Argentina

- Dall'89 al '95, sarebbero inoltre apparse per suo mezzo, nel mondo, varie "croci di luce": dal Canada al Giappone, dalle Filippine alla Slovenia.
- Sul numero di Share International dell'ottobre 2001, veniva pubblicata poi, a tutta pagina, la fotografia della mano di Maitreya, comparsa e ritratta miracolosamente sullo specchio di una stanza da bagno, a Barcellona. Una mano che secondo Creme sarebbe tridimensionale, simile in tutto all'immagine dell'uomo della Sindone. Una mano che racchiuderebbe tutta l'energia del grande Maestro e che consentirebbe, a chi vi appoggiasse sopra la propria, di entrare immediatamente in contatto con lui.
- Sul numero di Share International del novembre 2001 infine, veniva pubblicata la fotografia dell'adombramento di Benjamin Creme da parte di Maitreya: una delle due possessioni di cui egli beneficerebbe ogni volta, per circa venti minuti, all'inizio e alla fine di tutte le lezioni da lui tenute ai suoi seguaci, mediante le quali scenderebbero sull'assemblea il nutrimento spirituale e la benedizione del Maestro

Gli ambienti occultistici prendono Creme molto sul serio. Da molto tempo infatti giungono da più parti anticipazioni sull’avvento dell’Istruttore del mondo, l’avatar dell’Età dell’Acquario. Un Cristo che non è certamente Gesù di Nazaret.
Si tratta di Maitreya, la figura che per il Buddhismo riguarda l’ultimo dei cinque "Buddha della Contemplazione" generati dal "Buddha primordiale" ("Adibuddha"): colui che, tanto per il Mahayana, o "Grande veicolo" (Buddhismo del nord), come nell'Hinayana, o "Piccolo Veicolo" (Buddhismo del sud), dovrà apparire nel mondo per liberare definitivamente l'umanità sofferente. Una credenza che ha contribuito ad alimentare nei suoi fedeli una vera e propria attesa messianica, per la quale le sue immagini sono molto venerate.
Mutuato dunque impropriamente dal Buddhismo, questo messia, appartenente alla “Gerarchia dei maestri”, e posseduto dalla coscienza cristica cosmica, dovrebbe condurre l’umanità a una nuova “Pentecoste”: quella dell’instaurazione di un’unica, rinnovata religione mondiale, che lui solo verrebbe a dominare.




Un portone spalancato per la venuta dell’Anticristo?



Secondo molti teologi, questo movimento sfuggente chiamato New Age, nonostante si presenti come un nuovo, seducente umanesimo, sarebbe in realtà un movimento di preparazione all’avvento dell’Anticristo, la “Bestia” dell’Apocalisse. Un timore confermato purtroppo dal proliferare dei culti gnostici ed esoterici, oltre che dalle mode culturali soprattutto di matrice orientale, e dagli enormi capitali economici che si muovono entro il New Age.

Questo presunto “salvatore”, Maitreya, si presenta come un indo-pakistano tra i trenta e i quarant' anni, con folta barba nera. Le sue foto confuse, le testimonianze incontrollabili, e i suoi messaggi, tradotti ormai in più di ottanta lingue, sono agevolmente rintracciabili su Internet. Chiunque può ascoltare il “Maestro del mondo”, cioè Cristo, il Madhi, il Messia, dato che egli si propone nello stesso tempo ai fedeli delle diverse religioni come l’atteso salvatore di ciascuna di esse.

La Chiesa di Roma, ben attenta a non sottovalutare il fenomeno New Age, intuendone anzi una nascosta matrice diabolica, ha affidato a studiosi, demonologi ed esorcisti l’incarico di indagarne a fondo la natura, per porvi argine e difendere i cattolici da quella che ritiene una vera e propria insidia incombente sul terzo millennio. Nel documento appena diffuso dalla Santa Sede, Gesù Cristo, portatore dell'acqua viva, le varie componenti del New Age sono infatti analizzate con acutezza e rigore, e portate alla luce le loro occulte pericolosità. Stupisce soltanto che un documento così puntuale (benchè venga dichiarato che il testo si offre al lettore "come stimolo per ulteriori studi e approfondimenti"), manchi di un solo, minimo accenno alla figura e al nome di questo presunto messia, "Maitreya, il Cristo". Tanto più stupisce, in quanto nella bibliografia allegata compare la segnalazione del volume di Benjamin Creme, La riapparizione di Cristo, il Maestro della saggezza.

Viceversa, a dimostrare la pericolosità della campagna che sostiene il clima di attesa di questo presunto "Istruttore del mondo", basta citare un evento significativo: il resoconto, rintracciabile in rete e pubblicato sulla rivista Intermundia News:, dell'iniziativa chiamata "Il dialogo interreligioso nelle scuole". Iniziativa che ha coinvolto 42 scuole, in un Forum promosso dall'Assessorato alle Politiche del Comune di Roma. Intorno a questo tavolo interreligioso hanno partecipato rappresentanti di alcune confessioni cristiane e delle principali religioni, tenendo lezioni a rotazione alle varie scolaresche. Tutto ciò "per educare i ragazzi alla conoscenza reale e scientifica delle varie fedi, eliminando pregiudizi e luoghi comuni, e riempiendo vuoti culturali, per piantare il seme della pluralità e del rispetto reciproco". Senonchè, dopo le lodi e i compiacimenti, espressi dai vari partecipanti, sull'efficacia della benefica iniziativa "super partes", si viene a scoprire, alla fine del corposo fascicolo, che per ulteriori informazioni il lettore può contattare la Fondazione Maitreya, di cui segue in dettaglio la via, il numero di telefono e l'indirizzo mail.

Tornando all'affannosa campagna propagandistica (simile a quella fatta per gli Ufo) condotta da Creme per accreditare la reale esistenza della fantasmatica figura di Maitreya, va detto che nonostante le numerose apparizioni attestate da Creme e seguaci, nessun testimone affidabile afferma di averlo mai visto di persona. Egli forse non esiste affatto. Forse lui e Benjamin Creme sono la medesima persona. Forse si tratta di un’entità che si serve dello stesso Creme per aprire davvero la strada a una nuova era, quella dell'appiattimento e dello svuotamento delle religioni storiche e delle loro tradizioni, era dell’individualismo, dei culti gnostici, dell’occultismo e della morte di Dio.
Commenta a tale proposito l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi nel suo libro Il risorgimento esoterico, scritto in risposta al ponderoso volume del filosofo Massimo Cacciari, Dell’inizio :

"La salvezza gnostica attende un ulteriore tempo, che Cacciari chiama il Tempo dell’Ultimo e che un qualunque acquariano chiamerebbe il tempo di Maitreya, atteso Messia del New Age. Cacciari va più a fondo e svela la natura di questo Ultimo, natura sconvolgente, sconosciuta a Cristo, a Paolo, alla Chiesa, ma che lo gnostico solo può comprendere. Si tratta del Ni-ente: “Il Non della fede è Ni-ente. [...] Se alla parusia (manifestazione) non corrisponde l’Amen della fede, vi corrisponde il Ni-ente”.
Gesù, espressione dell’Età del Figlio, non ha saputo andare oltre: è venuto ad annunciare la Vita, non la non-vita liberatrice. Forzando le Scritture, Cacciari arriva a identificare il nuovo Messia con “il Filius Perditionis che si manifesta come colui che libera Dio da ogni nascondimento, che ne colma l’abissalità, che ne dis-vela l’essenza. [...] Egli seduce con un discorso che appare estremamente prossimo al vero Annuncio e alla sua piena esplicazione. Egli predica la libertà dalla Legge come libertà assoluta”. è ancora l’Anticristo di Nietzsche, l’Anomos, il Senza Legge che rivelerà l’essenza divina come il “pleroma gnostico dell’abbandono, come il ni-ente”.
Si tratta di dottrine antiche, legate alle sette degli Ofiti e degli Osceni che potrebbero sembrare confinate nei testi di storia delle religioni per specialisti se, semplificate e ridotte a banalità “comprensibili”, non fossero sulla bocca di tutti gli acquariani.
Certo tali affermazioni sono a-filologiche, non sfoggiano il greco e il latino, eppure si riferiscono all’abolizione di ogni legge, alla libertà assoluta. La New Age promuove uno stile di vita alternativo che prevede libertà sessuale, omosessualità predicata e attacco alle vecchie morali. Vi è un esplicito ritorno “alle credenze gnostiche e alle antiche religioni orientali”.
è stato suggerito che il Messia della New Age sia Lucifero, lo stesso Paracleto misterioso di cui parla Leon Bloy. [...] Al di sotto di fiorellini e arcobaleni, e di amplessi panici boscherecci predicati dalla New Age, il nichilismo filosofico e religioso non potrebbe essere più radicale. Il “nulla beatissimo” del Buddha può tornare a conquistare le coscienze.
[...] Il procedimento complesso che ha portato all’attuale diffusione della magia e dell’esoterismo è costituito da un lato dalla secolarizzazione e dal laicismo, dall’altro dal corteggiamento di gnosi alternative vagheggiate pesantemente dal pensiero laico, “disincantato” e progressista. Tale è l’humus su cui prospera il nuovo magismo, l’esoterismo accattone, l’occultismo da supermarket dei nostri giorni, che giornalisti e comunicatori di massa nobilitano e ripropongono nel vuoto culturale dominante".



Dal New Age allo spiritismo e all'occultismo




Lo scopo del New Age è sotto i nostri occhi: è innanzitutto quello di allontanare gli uomini da Dio e dalla fede (il che è semplice se questa è debole o se non esiste per nulla). Ciò avviene soprattutto attraverso le proposte seducenti con cui esso si rivolge alla gran parte delle persone e che rappresentano il suo volto più accattivante. Ma in modo più mirato si rivolge anche a quanti cercano di vivere con coerenza la loro fede (per Creme sono “fanatici”), annunciando astutamente che il “Maestro mondiale” è il “salvatore” atteso dal mondo.

In realtà, attraverso il New Age si entra nel mondo dell’occulto. Il channelling introduce direttamente nello spiritismo, dove si entra in contatto con varie, sinistre “entità”: spiriti-guida, extraterrestri, antichi maestri, divinità pagane, demoni... Da qui, l’avvio alle pratiche esoteriche, ai culti gnostici, e talvolta ai riti satanici veri e propri, si riduce spesso a un passaggio automatico, in un cammino che conduce via via a divenire strumenti di Satana.
Del resto, nel corso di un'intervista svoltasi a Los Angeles nel novembre del 1994, rispondendo a Rollin Olson che gli domandava quale fosse il punto di vista esoterico su Satana e Lucifero, lo stesso Creme aveva detto: "Satana è ciò che noi chiamiamo l'anticristo. Rappresenta le forze della natura e il loro ruolo di sostegno all'aspetto materiale del pianeta. Lucifero invece, viene visto dai gruppi religiosi cristiani come il diavolo, ma non è nulla del genere! In realtà Lucifero ("portatore di luce") è il nome di un importante angelo che anima il regno umano. Ogni anima umana è un frammento individualizzato di una grande super-anima. Il nome di questa grande super-anima, che è divina, è Lucifero".
E sulla rivista Share International, edita dai centri Tara, si legge: “È possibile escludere che Maitreya sia l’Anticristo? No, una risposta netta non si può dare”.



Conclusione




Una risposta autorevole a queste inquietanti dichiarazioni la si può trovare nei tre passi tratti dalla prima lettera dell'evangelista Giovanni: "Figlioli, come avete udito che deve venire l'anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Sono sorti di mezzo a noi ma non erano dei nostri. [...] Non prestate fede ad ogni aspirazione, ma mettete alla prova le aspirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perchè molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. [...] Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre il mondo giace sotto il potere del maligno. Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto, e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio"

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