domenica 31 dicembre 2017

Attrarre Denaro con la Legge dell’Attrazione: Tecniche per Prosperità e Abbondanza


Attrare denaro non significa solo desiderarlo, ma sviluppare un atteggiamento mentale ed energetico capace di accogliere l’abbondanza. Secondo la Legge dell’Attrazione, i nostri pensieri, emozioni e convinzioni influenzano la realtà che viviamo. Coltivare fiducia, gratitudine e azioni coerenti può aprire la strada a nuove opportunità economiche e a una maggiore prosperità nella vita quotidiana.
“Date a voi stessi il permesso di essere prosperosi.”

Che cosa credete riguardo al denaro? Credete che ce ne sia abbastanza? Basate il vostro valore su di esso? Credete che vi porterà alla realizzazione del desiderio del vostro cuore? Siete amici del denaro o è un nemico per voi?

Avere del denaro non è abbastanza. Dobbiamo imparare a meritare e gioire del denaro che abbiamo. Spesso sento la gente dire riguardo al denaro:

  • Non riesco a mettere soldi da parte.
  • Non guadagno abbastanza.
  • Le banche non mi fanno credito.
  • I soldi mi scivolano via dalle mani.
  • Tutto è così caro.
  • Perché tutti hanno soldi tranne io?
  • Non riesco a pagare le mie bollette.
  • La bancarotta è dietro l’angolo.
  • Non riesco a mettere abbastanza da parte per la mia vecchiaia.
  • Non riesco a separarmi dai miei soldi.

Quante di queste frasi sembrano dette da voi? Se ne avete scelto almeno tre o più, è tempo di lavorare sul problema che avete con il denaro!

Grosse somme di denaro non garantiscono la Prosperità. Anche quelli che hanno denaro possono ritrovarsi intrappolati in una coscienza da poveri. Possono essere più terrorizzati dal fatto di non avere soldi di quelli che vivono per strada. L’abilità di gioire del loro denaro e di vivere in un mondo di abbondanza può eluderli.

Socrate, il grande filosofo, disse una volta che “l’esser contenti è una ricchezza naturale, mentre il lusso è una povertà artificiale.”

Come ho detto molte volte, la prosperità non dipende dal denaro; il vostro flusso dipende dalla vostra consapevolezza dell’abbondanza intorno a voi.

Esaminiamo i vostri pensieri sul denaro. Rispondete alle seguenti domande come meglio potete:

1. Qual’è la mia più grande paura riguardo al denaro?
2. Che cosa ho imparato sul denaro quando ero piccolo/a?
3. Quali erano i pensieri riguardo al denaro dei miei genitori?
4. Come era la nostra economia domestica?
5. Come gestisco il mio denaro adesso?
6. Mi sento meritevole di avere denaro e gioirne?
7. Che cosa mi piacerebbe cambiare delle mie credenze riguardo al denaro?

La nostra ricerca del denaro deve contribuire alla qualità delle nostre vite. Se questo non succede, se odiamo quello che facciamo per avere denaro, allora il denaro sarà inutile. La prosperità riguarda la qualità delle nostre vite tanto quanto qualsiasi cifra possediamo.

La prosperità non è definita soltanto dal denaro; riguarda anche tempo, amore, successo, gioia, conforto, bellezza, e saggezza. Per esempio, potreste essere poveri di tempo. Se sentite che andate sempre di corsa, che siete sotto pressione e avete fretta, allora il vostro tempo è caduto nella povertà. Ma se sentite che avete tutto il tempo per finire un lavoro, allora il vostro tempo è prosperoso.

Che mi dite del successo? Sentite che va oltre la vostra capacità ed è completamente inottenibile? O sentite che potete avere successo a modo vostro? Se lo fate, allora siete ricchi di successo. Sappiate che qualsiasi siano le vostre credenze, queste possono essere cambiate in questo momento. Il potere che vi ha creato vi ha dato il potere di creare le vostre proprie esperienze. Voi potete cambiare!

Ecco alcune delle mie affermazioni preferite sulla prosperità:

  • I miei guadagni aumentano continuamente.
  • Io spendo il mio denaro saggiamente.
  • Ho sempre quanto mi occorre.
  • Ho tanto denaro quanto riesco ad accettarne.
  • Io benedico le mie bollette e le pago in tempo.
  • Io gioisco di ogni centesimo che spendo.
  • Io mi do il permesso di essere prosperoso.

E così sia!



Tratto dal blog di Louise Hay su HealYourLife.com

Traduzione: Mariù

Se volete potete distribuire liberamente questo testo, in maniera non commerciale e gratuitamente, conservandone l’integrità, comprese queste note, i nomi degli autori ed il link https://animeradianti.com






AMATA PRESENZA "IO SONO", RIVELAMI QUALCOSA CHE METTA LE MIE FINANZE (CHE MI APPARTENGONO PER DIRITTO DIVINO) RAPIDAMENTE NELLE MIE MANI E SOSTIENIMI IN CIO' ATTRAVERSO LA SORPRENDENTE ED ETERNA LUCE E AMORE !
GRAZIE PADRE
IO SONO LA PRESENZA ATTIVA PORTANDO QUESTO DENARO....... NELLE MIE MANI E PER IL MIO USO ISTANTANEAMENTE!
GRAZIE PADRE.
IO SONO LA GRANDE OPULENZA DI DIO VISIBILE NEL MIO USO ADESSO ...VISUALIZZATE UNA PIOGGIA DI BANCONOTE ...GRAZIE PADRE
NON DECRETATE MAI ..IO NON CE L'HO...OPPURE E' TROPPO CARO PER ME.....IL MIO MONDO CONTIENE TUTTO E NULLA MI PUO' MANCARE...GRAZIE PADRE
SE AVETE BISOGNO DI UNA CASA...VISUALIZZATELA E DITE..GRAZIE PADRE PERCHE' IO HO GIA' LA MIA CASA..
IO SONO ABBONDANZA GRAZIE PADRE
Decreto per la prosperità:
IO SONO FACENDO AFFLUIRE LE RICCHEZZE DI DIO ALLE MIE MANI PER IL MIO USO, ORA E CHE NIENTE E NESSUNO
PUÒ TRATTENERE.
GRAZIE PADRE gruppo saint germain

IO SONO L'ABBONDANZA DI...dire nome della persona...GRAZIE PADRE
IO SONO" LA PRESENZA GOVERNANTE, DIRIGENDO IN PERFETTO ORDINE DIVINO, COMANDANDO L'ARMONIA, LA FELICITA' E LA PRESENZA DELL'OPULENZA DI DIO NELLA MIA MENTE, NELLA MIA CASA E NEL MIO MONDO!
GRAZIE PADRE
DECRETO PER LIBERARE LA LIMITAZIONE FINANZIARIA:
Amata Magna Presenza "IO SONO" e Grande Schiera dei Maestri Ascesi togliete dal mio mondo emozionale ogni sentimento di limitazione e timore di non avere denaro! Vegliate perché la coscienza di carenza non entri mai più nel mio mondo!
Aprite la vostra Casa del Tesoro e riversate la sua abbondanza illimitata di ogni cosa buona e mantenetela eternamente sostenuta e sempre in espansione, fino a che tutti saremo Ascesi e liberi!
Accettiamo questa Richiesta come realizzata nel più Santo Nome di Dio "IO SONO".
GRAZIE PADRE
 IO SONO L'OPULENZA DI DIO NELLE MIE MANI PER IL MIO USO OGGI..GRAZIE PADRE
Se avete bisogno urgente di denaro per risolvere delle situazioni, decretate:
DIO IN ME E' IL GUARDIANO DELLA MIA CASA DEL TESORO, QUINDI IO SO CHE DIO PRODUCE, PER IL MIO USO VISIBILE E IN GRANDE ABBONDANZA, DENARO COSI' RAPIDAMENTE COME IO DESIDERO UTILIZZARE E CHE QUESTO NON SI ARRESTA MAI E TUTTI I MIEI OBBLIGHI APPARENTI SONO COPERTI IN TEMPO.
GRAZIE PADRE
Potente decreto per attirare l'ABBONDANZA DIVINA:

A TE, OPPRESSIONE FINANZIARIA O LIMITAZIONE, SEI UNA MENZOGNA, NON SEI REALE E PERTANTO NON HAI POTERE! 
POTENTE PRESENZA "IO SONO" CARICA E RIEMPI IL MIO MONDO CON L'ILLIMITATA PROVVISTA DI DENARO DELLA TUA TESORERIA, E IO RIFIUTO DI ACCETTARE QUALSIASI ALTRA COSA! 
GRAZIE PADRE


IO SONO, IO SONO è io so che IO SONO L'USO DELL'ILLIMITATA OPULENZA DI DIO GRAZIE PADRE 

Quando preghiamo non possiamo pensare a cose negative, non dobbiamo credere che non ci meritiamo ciò che chiediamo, oppure che è impossibile o che chiediamo troppo, poichè questo annullerebbe l'effetto della PREGHIERA SCIENTIFICA. E'  molto importante memorizzare la formula della PREGHIERA SCIENTIFICA, non alterarla nè dimenticare nessuna delle sue parti, poichè il contenuto completo ha un proposito specifico:AMATA PRESENZA DI DIO "IO SONO QUELLO CHE IO SONO" IN ARMONIA CON TUTTO IL MONDO, SOTTO LA GRAZIA E IN MODO PERFETTO IO DECRETO CHE: .......................................GRAZIE PADRE PERCHÉ SI E' GIÀ COMPIUTO. CONNY MENDEZ

MI RACCOMANDO  NON PARLATE DI MISERIA O POVERTA' QUANDO DECRETATE ABBONDANZA......VISUALIZZATEVI SEMPRE PER QUELLO CHE CHIEDETE......

GRAZIE MAESTRO SAINT GERMAIN...GRAZIE GRUPPO SAINT GERMAIN..GRAZIE ESTER AMIRAS....GRAZIE RUBEN CEDENO...GRAZIE CONNY MENDEZ



TI REGALO CIO' CHE TU DESIDERI DI CONNY MENDEZ

TI REGALO CIO' CHE TU DESIDERI.

1.- Scrivi su di un foglio di carta, nell'ordine di importanza che hanno per te, tutte le cose che tu desideri, senza il timore di chiedere troppo: la forza che ti farò conoscere non conosce limiti.

2.- Leggi la lista quando ti svegli e quando vai a dormire.

3.- Pensa spesso alle cose che desideri. Gioisci immaginandole già realizzate e, ogni volta che pensi ad esse, dì: "Grazie, Padre, per avere già dato l'ordine che mi siano consegnate".

4.- Non raccontare a nessuno quello che stai facendo. Questo è molto importante perché, se lo racconti a qualcuno, si disperde tutta la forza e non vedrai realizzati i tuoi desideri.

Questo è tutto. Adesso....
Per tua maggiore soddisfazione, sii molto generoso con te stesso. Non dire, nella tua lista, che tu desideri una casetta, "anche se piccina..", chiedila della grandezza che sia adeguata per te e abbastanza bella da soddisfarti pienamente. Se chiedi soldi, menziona la cifra; se chiedi lavoro, dì chiaramente che tipo di lavoro desideri, quanto desideri guadagnare, quali sono le condizioni e il luogo di lavoro più adatti per te.

Nella tua prima lista metti solo poche cose semplici per poterti abituare tu stesso a vedere come ti arriveranno e ti succederanno delle meraviglie.
Dato che non hai mai fatto questo prima, è possibile che tu non creda che tutto ciò sia realizzabile; ti devo avvertire però che a causa di questo dubbio potresti non vedere realizzate le cose che tu avrai chiesto.

E' naturale che tu nutra dubbi e che tu possa sentirai sfiduciata, dato che questa idea è molto nuova, per te. Quando ti sentirai scettica, pessimista, tira fuori la tua lista, leggila e ringrazia nuovamente. Ringraziare per ciò che non hai ancora visto è la forma più positiva di manifestare la fede.

Questa fu la raccomandazione che Gesù Cristo formulò in diverse occasioni, come potrai ricordare. Lo fece in particolare prima di alimentare cinquemila persone con cinque pesci e cinque pani, quando guardò verso il cielo e ringraziò prima di spezzare il pane.
Ah... ti sorprenderai del fatto che, ogni volta che leggerai la tua lista, per prima cosa dovrai cancellare alcuni punti perché ciò che avevi chiesto ti sarà stato dato nel frattempo. Allora dovrai rifarla di nuovo, sostituendo i punti più importanti.
Non preoccuparti, è naturale; succede la stessa cosa a tutti. Ciò che succede è che il tuo Io Superiore ti va indicando che molti di questi tuoi desideri sono già a portata di mano, mentre altri non lo sono ancora.

Non assillarti nel tentativo di comprendere in che modo questi tuoi desideri si realizzeranno. La Grande Forza Spirituale è al di là della tua comprensione umana. Accetta con gratitudine ciò che essa ti dà, non interferire con essa e, soprattutto, quando vedrai che il tuo desiderio si sarà realizzato, non dire: "Ha, come è possibile!", oppure: "Si sarebbe realizzato comunque!". Niente affatto!
Ciò che è successo, in realtà è che la Grande Forza Spirituale, il cui vero nome, tra parentesi è "La Legge di Precipitazione", è completamente impersonale e colloca i suoi doni nei posti più armoniosi e naturali, utilizzando i canali che tu hai già stabilito nella tua vita.

martedì 26 dicembre 2017

Amore e Anima: Il Legame Spirituale che Unisce Due Essenze




L’amore non è soltanto un’emozione: è una forza spirituale che connette le anime oltre il tempo, lo spazio e la materia. Comprendere il legame tra amore e anima significa avvicinarsi alla vera essenza dell’esistenza.
Sull’amore terreno o fisico sappiamo, o crediamo di sapere, quasi tutto. Ci vogliono due corpi biologici viventi, due “anime” che li incarnano, due esseri, quindi, che provano attrazione reciproca, basata principalmente sulla bellezza fisica (armonia di forme anatomiche del corpo e del viso) e spirituale (sentimenti, gusti comuni, ecc.), o almeno ciò che così appare agli interessati secondo una visione e un “sentire” sostanzialmente soggettivi.
Ma quando i corpi biologici non ci saranno più, cosa accadrà mai in questo campo? La nostra esperienza formatasi sia per “visione” diretta (“viaggi” nell’aldilà) sia tramite dialoghi con trapassati (comunicazioni con Entità), ci dà alcuni lumi sull’argomento e molte concordanze, tali da considerare questo argomento degno di essere meglio conosciuto.
L’amore nell’aldilà, come nell’aldiquà, sembra essere essenzialmente comunicazione e identificazione, in una parola: fusione.
Citerò qualche caso interessante della nostra sperimentazione per arrivare, poi, a indicare l’amore come possibile manifestazione di una forza naturale, che regolerebbe l’evoluzione biologica e spirituale.
Da un incontro con una Entità famigliare trapassata:
“Il suo amore penetrava nel mio essere come un calore diffuso, mentre un sentimento di perfetta fiducia mi riempiva lo spirito. Nello stesso istante, osservavo la mia aura penetrare nella sua, trasmettendomi la sensazione di confondermi con lei… In nessuna altra esperienza ha avuto una sensazione così vivida, provato un amore così potente, sentire in me una calma e una serenità così profonda…”.
Se desiderate essere veramente uniti, eternamente, con la persona amata, dovete vibrare in armonia con lei su ogni piano e in ogni genere di attività. Quanto più intima sarà la comunione di pensieri e di desideri, tanto più difficile sarà la separazione.
Dopo la morte, il lato terreno del nostro essere viene abbandonato, ma l’amore si esprime in modo molto più completo e gioioso, diventando una sensazione di rara bellezza: una perfetta armonia fra i due esseri che si amano. Dato che le barriere del corpo fisico sono sparite, l’anima che ama un’altra anima può unirsi a questa in completa unicità. L’unione sessuale quale la conosciamo nel mondo terreno non è che una sbiadita imitazione, una degenerazione di ciò che si prova durante l’esperienza di “trance” (o, se preferite, di sdoppiamento o di separazione dello spirito dal corpo). Nell’unione che avviene nella dimensione spirituale, i corpi eterici si fondono non a livello di solo alcune zone specifiche, ma completamente, atomo per atomo, vibrazione per vibrazione.
Dopo la morte, il lato terreno del nostro essere viene abbandonato, ma l’amore si esprime in modo molto più completo e gioioso, diventando una sensazione di rara bellezza: una perfetta armonia fra i due esseri che si amano. Dato che le barriere del corpo fisico sono sparite, l’anima che ama un’altra anima può unirsi a questa in completa unicità. L’unione sessuale quale la conosciamo nel mondo terreno non è che una sbiadita imitazione, una degenerazione di ciò che si prova durante l’esperienza di “trance” (o, se preferite, di sdoppiamento o di separazione dello spirito dal corpo). Nell’unione che avviene nella dimensione spirituale, i corpi eterici si fondono non a livello di solo alcune zone specifiche, ma completamente, atomo per atomo, vibrazione per vibrazione.
Una signora, presente ad una nostra sperimentazione, dopo aver preso contatto con il marito trapassato, ci confidò: “Ho avuto la netta sensazione che lui fosse accanto a me, unito a me in un amplesso dolcissimo, castissimo, da non potersi descrivere. Un godimento che non toccava minimamente la carne ma unicamente l’anima.” Ne consegue che quando due spiriti di sesso diverso si sentono attratti l’un l’altro e si uniscono armonicamente, non hanno bisogno di organi adeguati per farlo, organi divenuti un anacronismo per loro, alla guisa “dell’appendice” nel corpo umano… Essi sono liberi di “fondersi” uno nell’altra in un unico sentire, allo stesso modo che le particelle di due cristalli producono una saldatura penetrando le une nelle altre. E ciò permane fino a quando le sottilissime vibrazioni dei due spiriti amanti persistono ad essere perfettamente sincronizzate fra di loro (in pratica, per l’eternità). L’estasi celestiale purissima di tali unioni trascende di gran lunga l’estasi fisica dell’amore terreno, così come l’intero corpo umano eccede nelle proporzioni la microscopica frazione destinata alla generazione…
Potrei affermare che il “matrimonio” nei cieli è la fusione di due spiriti in uno solo. Il “sentire” di uno spirito è costituito da due parti: la conoscenza, intesa anche come capacità di intuire le idee e di aprirsi alla Grazia e alla Verità, e la volontà, intesa non solo come spinta a realizzare il fine ultimo dell’unità, ma anche facoltà di prodursi secondo un proprio libero arbitrio. Quando queste due parti agiscono all’unisono, formano una sola vibrazione che è in grado di riconoscere la vibrazione “gemella”, anch’essa espressione della fusione della conoscenza e della volontà di un altro spirito, e vibrare con essa e in essa in perfetta armonia. Essendo parte dell’individualità, il “sesso” continua, anche se trasfigurato. I due sessi si attraggono attraverso un’intensa sensazione d’amore suscitata da una unione armonica di sentimenti di origine antica. Questi elementi armonizzanti sono come la pietra focaia e la selce, e la scintilla del loro contatto spirituale è passione divina: forza creativa di energia positiva. La nostra esperienza di sperimentatori e di ricercatori dell’energia che dà la vita, lo Spirito, suggerisce che l’amore tra individui di sesso opposto continua nella dimensione ultraterrena e che consiste sempre nella comunicazione e nell’identificazione dell’anima gemella.



Ovviamente, fra l’amore terreno e quello spirituale vi sono delle differenze. Mentre nell’amore terreno le parti corporali coinvolte maggiormente sono quelle destinate alla riproduzione (organi genitali e zone erogene), nell’amore ultraterreno, invece, è coinvolto tutto il “corpo esoterico”, somigliante a quello umano e che sopravvive alla morte insieme alla personalità e alla coscienza. Anziché un semplice contatto fisico, quindi, nell’aldilà si ha una compenetrazione tra due corpi, una loro vibrazione all’unisono, cioè una vibrazione che si esprime sulla stessa lunghezza d’onda.
E ancora. Mentre all’amore fisico è affidato il compito della procreazione, permettendo ad un’anima di incarnarsi per iniziare il suo cammino evolutivo - e il “premio” è l’apice di un momento di felicità, di gioia -, nell’amore ultraterreno la riproduzione non c’è più, e la felicità e la gioia hanno un altro scopo: quello di trasmettere tutt’intorno, tramite l’energia che sprigiona, amore e luce, acceleratori, questi, del sentimento del dono di sé, inteso come “altruismo”, e della volontà, intesa come “evoluzione”. È bene che ci si soffermi a meditare sui tanti perché della vita e della morte, ma può avvenire di meditare per anni e non pervenire ad alcun risultato. Ritengo, allora, che bisogna soprattutto iniziare a…ridere, sì, a ridere alla vita e, quindi, a vedere il lato positivo delle cose, perché ridere è… l’anticamera dell’amore: quel viale principale che conduce al divino. L’amore è il principale mezzo di evoluzione spirituale, il cui scopo è l’unione con Dio: Pura Coscienza, Pura Gioia, Amore Assoluto. Bisogna amare e sentire questo amore affinché la gioia entri nel nostro cuore al punto di divenire noi stessi, consapevolmente, solo amore e gioia: un anticipo, già qui e ora, dell’amore ultraterreno che ci attende.
Ma ritorniamo al nostro tema, facendovi partecipi di un mio momento trascorso nella dimensione dello Spirito. …Più mi avvicinavo a quella luce bianca e dorata, più avevo la sensazione di riconoscerne la natura, come se un vecchissimo ricordo, nascosto nei recessi della mia memoria, si fosse svegliato e stesse invadendo a poco a poco tutta la mia coscienza. Era stupendo perché…era un ricordo d’amore! Possibile? Anche quella “strana” luce sembrava fatta esclusivamente d’amore. L’amore puro: ecco ciò che percepivo in quel momento! Amore puro, amore divino. Al confronto, le manifestazioni dell’amore terreno sembrano gocce, ma il cui scopo ultimo è, come per le singole gocce d’acqua vaganti sulla terra, di ricongiungersi all’oceano, loro origine e destinazione in entrambi i casi.
Poiché tutte le manifestazioni dell’amore sono anche manifestazioni della coscienza - incarnate o non - anche queste sono gocce d’acqua dell’oceano divino, sparse per i mondi della materia, che tendono a ritornare alla loro origine, soprattutto quando, ad un certo livello di evoluzione, esse capiscono questo stato di cose.
Lo stretto rapporto tra amore ed evoluzione che si esplica tramite i vari “corpi”, strumenti dell’amore a tutti i livelli, si può tradurre dicendo che l’essere umano diventa, con il suo “corpo sottile” che risponde alle vibrazioni dei pensieri elevati, sempre più cosciente dei suoi “corpi superiori” nella misura in cui riesce a contenere le vibrazioni inferiori. Progressivamente, allora, le emozioni e i desideri del “cor-po astrale” si trasformano in ardenti aspirazioni verso la purezza spirituale, verso un’unione sempre più intima con l’Assoluto.
Liberatosi da ogni pesantezza della materia, lo Spirito prosegue la sua evoluzione verso l’Assoluto nelle superiori sfere di bellezza e di luce, dove esiste solamente l’amore divino che abbraccia l’infinito e tutto ciò che contiene. Pervenuto alla suprema vibrazione, lo Spirito si identifica con la sua sorgente, divenendo, così, esso stesso Amore e dispensatore d’Amore.
In cielo…per continuare, ognuno, la propria storia d’amore.

giovedì 30 novembre 2017

Sensualità e Risveglio Spirituale: Quando il Corpo Diventa Porta dell’Anima




La sensualità non è solo piacere fisico, ma un potente strumento di risveglio spirituale. Attraverso il corpo, l’energia e la presenza, possiamo riconnetterci alla nostra essenza più profonda e all’anima.
Il sesso è una forza potente della natura.
Come tutte le potenti forze naturali, non ha senso domandarsi se sia positiva o negativa: una domanda del genere è terribilmente antropocentrica. Non ha senso domandarsi se le maree siano benefiche o no; anche se l’uomo, legittimamente, ha sempre cercato di volgere a proprio vantaggio le forze della natura, o almeno di porsi al riparo da esse.
Che poi egli sia andato molto al di là di un tale atteggiamento, ed abbia preteso di assoggettare e dominare la natura da padrone assoluto, questo è un altro discorso; e, ovviamente, egli ne sta ora pagando amaramente il fio.
D’altra parte, è evidente che l’uomo non potrà mai superare del tutto una visione del mondo di tipo antropocentrico; sarebbe domandargli troppo: come potrebbe non sentire e non pensare più da essere umano, se di fatto è tale?
E l’uomo, lo sappiamo, non è SOLTANTO natura; egli è ANCHE natura. Dal momento in cui riflette e si stupisce della propria situazione nel mondo, va oltre la natura e diviene qualche cosa d’altro: una creatura essenzialmente spirituale, conscia di avere dei diritti e dei doveri, verso se stessa oltre che verso gli altri.
Pertanto è lecito chiedersi se, nell’uomo - e non, per esempio, negli animali - la forza sessuale svolga una funzione prevalentemente positiva o negativa, sempre dal punto di vista che a noi qui interessa: vale a dire quello del suo risveglio interiore, della sua evoluzione e del suo perfezionamento spirituali.
Esistono, al riguardo (e semplificando alquanto il discorso) due fondamentali scuole di pensiero: quella ottimista e quella pessimista.
La scuola ottimista, presente in molte culture tradizionali e sciamaniche, nelle civiltà antiche (Grecia compresa), nel Brahmanesimo, nel Taoismo e nella versione tantrica del Buddhismo - ci limitiamo a citare le principali - ritiene che le energie sessuali, non che un impedimento o un ostacolo, siano, o quanto meno siano suscettibili di divenire, un prezioso strumento per facilitare l’illuminazione, per portare l’anima nell’orbita dell’Assoluto e del’Incondizionato, insomma per farla uscire dai suoi ristretti confini ordinari e per liberarla dai grossolani condizionamenti dovuti all’ignoranza e alle passioni disordinate.
La scuola pessimista, più recente, culmina con la pronunciata sessuofobia dell’Ebraismo, di certe frange rigoriste del Cristianesimo primitivo, del Manicheismo in tutte le sue versioni (Catarismo compreso) e in alcune componenti dell’Islamismo. Si direbbe, insomma, una prerogativa delle tre religioni del Libro e del loro ambito culturale, dato che anche Manicheismo e Catarismo possono essere considerati come eresie del Cristianesimo antico e medievale. Invece le sue radici risalgono al mondo greco, e precisamente a quel filone di pensiero che va da Pitagora, all’ultimo Platone, al neoplatonismo (ricordiamo che Plotino appariva ai suoi contemporanei come uno che «si vergognasse di avere un corpo»). Tale scuola vede nel sesso un pericolo o, nel migliore dei casi, una distrazione dal cammino sul sentiero spirituale.
Non bisogna confondere, peraltro, l’atteggiamento di una data cultura nei confronti del sesso in generale, e nei confronti del sesso in rapporto alla realizzazione spirituale.
Ad esempio, le culture del’India antica avevano un atteggiamento molto disinvolto verso la sessualità; ma il saggio in cerca della propria verità interiore si votava ad una vita d; castità, non perché disprezzasse il sesso in quanto tale, ma perché considerava le passioni ad esso collegate come un fattore di ritardo sulla via dell’unione mistica con il divino.
In ogni caso, la nostra presente riflessione non verte sulla sessualità in generale in rapporto al risveglio interiore, ma sulla sensualità e sull’erotismo, che sono elementi complementari, e tuttavia distinti, rispetto ad essa.
La sensualità si può definire come un modo di essere e consiste nella forte sensibilità rispetto agli stimoli sensoriali, specificamente nella sfera sessuale; ma, in senso lato, anche in tutti gli ambiti che coinvolgono le sensazioni del piacere fisico.
Sensuali non si diventa, si nasce; tutt’al più, si scopre in ritardo la propria natura sensuale, dopo averla repressa per una serie di fattori sociali e culturali, oppure a causa di situazioni specifiche di carattere contingente.
L’erotismo, invece, è uno stato dell’essere consistente nell’arte di rappresentare e di saper cogliere gli stimoli della sfera sessuale ad un livello mediato e raffinato, in modo da potenziarli, ma lasciando e rispettando sempre una zona di mistero, in cui la fantasia svolge un ruolo più importante del dato sensoriale in se stesso.
Un modo di essere non si apprende, ma si può apprendere o conquistare uno stato dell’essere: per cui è possibile imparare l’erotismo, o, quanto meno, sviluppare la capacità sia di suscitarlo, che di riceverlo.
Naturalmente esso non ha niente a che fare con la volgare pornografia, che si risolve in una squallida esibizione di corpi nudi ridotti a semplici cose senz’anima.
La pornografia annulla la personalità e degrada, per ciò stesso, quanti vi indulgono, declassandoli da persone a oggetti sostanzialmente anonimi e intercambiabili; mentre sia la sensualità che l’erotismo valorizzano la persona in ciò che essa ha di più personale ed esaltano le sue qualità individuali, caratteristiche ed uniche.
Nella sfera della sensualità e dell’erotismo, ad esempio, un profumo particolare può servire a potenziare il fascino di un essere umano; e, allo stesso tempo, anche il suo odore personale può svolgere una funzione seduttiva, beninteso se esistono le condizioni adatte. Infatti, per fare un semplice esempio, l’odore corporeo e il sudore di uno sconosciuto risultano repulsivi, mentre non lo sono affatto quelli della persona desiderata.
Questo ci riconduce ad un altro aspetto fondamentale della sensualità e dell’erotismo: che non si possono pensare se non nel contesto di un rapporto fortemente personalizzato, fra due individui che si sentono attratti l’uno dall’altro in maniera, appunto, personale: cioè, in quanto siano loro e solamente loro, e non in quanto siano due soggetti qualsiasi, desiderosi di raggiungere un appagamento sessuale, quale che sia.
Per quanto possa sembrare eccitante un rapporto con uno sconosciuto, in quest’ultimo caso non saremmo nell’ambito della sensualità, né dell’erotismo, ma di un istinto sessuale primario e immediato: più o meno brutale, più o meno pornografico, stile «Nove settimane e mezzo» di Adrian Lyne.



È evidente, da quanto abbiamo detto, che la sensualità e l’erotismo coinvolgono la dimensione spirituale delle persone e vanno ben oltre quella puramente fisica. Anche perché essi sono pensabili, e di fatto ciò avviene frequentemente, anche senza che vi sia un appagamento sessuale nella sfera fisica; può esservi, invece, in quella interiore.
Giunti a questo punto, bisogna riconoscere che esiste una parentela, e sia pure lontana, fra la sensualità e l’erotismo da un lato, il misticismo e l’estasi dall’altro; o meglio, certe manifestazioni del misticismo e certe forme di estasi. Non esistono due estasi identiche, neppure per il medesimo soggetto; l’estasi è ogni volta un’esperienza unica e irripetibile, e ciò vale anche per la sua sorella minore, l’estasi sessuale.
È per questo motivo che alcune scuole tantriche vedono nel piacere sessuale una via verso la liberazione interiore, beninteso a certe, precise condizioni: prima fra tutte, la ritenzione del seme maschile, pratica che illustra già di per sé quanto difficile sia una tale via per i non iniziati e come ci si trovi su un terreno decisamente “alto” e non già al livello di una sessualità banalmente concepita come manifestazione puramente fisiologica.
In effetti, se guardiamo a quello che vi è di specifico nell’estasi sessuale, non tardiamo a renderci conto che si tratta di un elemento che essa ha in comune, in grado maggiore o minore, con altre forme di sospensione della coscienza ordinaria e con l’esperienza dell’ineffabile: alle sensazioni di un alpinista che si misura con una difficile parete di roccia, o con quelle di un paracadutista che si lancia nel vuoto; o, ancora, con quelle di un audace navigatore che si spinge su mari sconosciuti, affrontando e vincendo tempeste e bonacce.
Il paragone migliore, però, andrebbe cercato nella sfera dell’arte e della scienza. Quando un musicista compone una musica sublime o quando un matematico riesce a dimostrare un difficile teorema, si realizzano delle condizioni simili a quelle dell’estasi sessuale; benché in quest’ultima la dimensione spirituale scaturisca da una condizione che è anche fisica, mentre, in quelle, tale dimensione è del tutto assente. Inoltre, l’estasi sessuale è brevissima, ma talmente intensa da essere stata paragonata, e a ragione, ad una “piccola morte”; mentre l’estasi dell’artista o dello scienziato è più prolungata e meno bruciante.
Il grido di piacere dell’uomo, e specialmente della donna, che raggiungono l’orgasmo somiglia molto ad un grido di agonia: segno che tale esperienza tocca le corde più profonde dell’essere ed opera un brusco, radicale rovesciamento della dimensione ordinaria di esistenza, nella quale si mantiene sempre un certo grado di autocontrollo (cioè, non ci si lascia mai andare del tutto e quindi non si è mai veramente se stessi, fino in fondo).
Il grido dell’artista («Fermati, sei bello!») e quello dello scienziato («Eureka!»), al confronto, non raggiungono mai tali profondità abissali: sono un grido di nostalgia, oppure di vittoria, che scaturiscono dalla facoltà creativa del soggetto, non dalla totalità del suo essere né, tanto meno, dalle zone sommerse, che sfuggono alla coscienza ordinaria.
Sia chiaro che ci stiamo esprimendo in maniera rozza e approssimata: perché, in realtà, una netta e radicale separazione tra le sensazioni afferenti alla dimensione fisica e alla dimensione spirituale non si dà quasi mai; e ciò anche per coloro i quali (come noi) ritengono che la dimensione fisica non giaccia su un piano analogo e speculare a quella spirituale, ma sia piuttosto il frutto di una illusione esistenziale, di una condizione di “ignoranza” da parte del soggetto.
Ed eccoci arrivati al cuore del discorso.
Che cosa cerca la persona che si pone il problema del proprio risveglio spirituale, ovvero di compiere il salto ad un livello più elevato di consapevolezza?
Se essa cerca una evasione, più o meno estemporanea, dallo stato esistenziale ordinario, una evasione suggerita dalla noia o da una generica insoddisfazione: ebbene, in tal caso quello troverà, e non altro, come il paracadutista che si lancia dall’aereo o, al limite, come il cocainomane che ricorre alla sua dose abituale di droga, per sfuggire alla mediocrità della vita d’ogni giorno.
Se, invece, la persona cerca di realizzare in se stessa un autentico salto evolutivo, allo scopo di acquisire una nuova facoltà di vedere il mondo, con le sue forze e non con l’aiuto di stimolanti artificiali o, comunque, di situazioni estrinseche procurate a bella posta, allora finirà per riuscirci e per varcare la soglia di un mondo nuovo, luminoso e palpitante di energie positive.
Vale, insomma, la vecchia ed elementare regola, secondo cui si finisce per trovare quello che si va cercando, anche se non sempre si è coscienti di ciò e se non sempre, anzi quasi mai, le vie del risveglio spirituale seguono esattamente quelle programmate in anticipo.
Per chi intraprende il cammino del risveglio, l’unica cosa certa è la realtà del camminare; in essa è il segreto della meta: perché la meta non è un luogo diverso da quello di partenza (anzi, in genere è esattamente lo stesso), ma l’atto di ridestare la vista interiore e di sperimentare cose che prima sfuggivano alla coscienza, rinnovando tutto il proprio essere profondo.
È come nascere ad una seconda vita e stupirsi, con gioia, di ogni cosa.
Una profonda, autentica esperienza sessuale può essere una tappa significativa di tale itinerario.
Per l’anima che sta incominciando a ridestarsi, l’essenziale non è quello che essa fa, ma il modo in cui vive gli stati del proprio essere. Come insegnano i maestri Zen, si può avere il “satori” anche mentre si sta spazzando il pavimento della cucina…

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