sabato 8 gennaio 2022

IL VANGELO DI MARIA MADDALENA




IL VANGELO DI MARIA MADDALENA 

 RESTITUITO DAL LIBRO DEL TEMPO (Archivio Akashico) 

 Foglio 1 1. Quel giorno, i discepoli erano raccolti in cima ad una montagna. 2. Il Maestro stava fra loro in Silenzio. 3. E Myriam Gli era accanto. 4. Andrea disse: 5. «Maestro, ecco che il Tuo Silenzio ci sorprende. 6. Perché ci hai riuniti? Non hai niente da dirci, oggi?». 7. Allora l’Insegnante rispose loro: 8. «E voi, non avete niente da dire a me? 9. Perché mai la fonte dovrebbe andare incontro ai pellegrini? 10. Il pellegrino dimentica a volte di avere gambe per camminare. 11. Dimentica che non è la strada a scorrergli sotto i piedi, ma che è la sua mente a proiettarsi verso l’orizzonte. 12. Chiedete, se avete intenzione di ricevere. 13. Quando la terra ha sete 14. tocca a lei chiamare la pioggia». 2 15. Ed ecco che Simon Pietro si alzò fra tutti e disse: 16. «Maestro, ogni giorno Ti seguiamo e Ti ascoltiamo. 17. Eppure, il nostro cuore conosce ancora l’aridità. 18. Ogni giorno, speriamo nella quiete e nella gioia. 19. Ma esse non vengono a visitarci. 20. Dicci perché. 21. La Forza dell’Eterno non è forse nelle Tue parole? 22. Più seguiamo le Tue orme sulla terra 23. più siamo turbati 24. e l’acqua continua a mancarci». 3 Foglio 2 25. Il Maestro non lo guardò e disse: 26. «Dov’è la debolezza?». 27. Poi, si mise in silenzio. 28. Simon Pietro parlò di nuovo: 29. «La debolezza è estranea all’Eterno. 30. Si è infilata nell’uomo passando dalle sue orecchie». 31. Andrea alzò una mano e disse: 32. «Perché interrogare il Maestro giacché conosci la risposta?». 33. Allora l’Insegnante si alzò e disse: 34. «Anche tu la sai, ma lui incomincia a capire. 35. Colui che vuole comprendere per conoscere, alla fine, 36. si rende conto che non deve seguire le mie orme, 37. bensì lasciare le sue spostandosi all’interno delle mie, 38. perché è dentro che troverà se stesso, 39. perché è dentro che si trova la gioia perduta, 40. perché è sempre dentro che si trova 4 41. la porta verso l’esterno dei mondi, 42. l’esterno che è il vero Interno. 43. Così la gioia non sorride a colui che raccoglie le mie parole, 44. bensì a colui che si sposta all’interno». 5 Foglio 3 45. Uno dei discepoli chiese: 46. «Dicci come fare per spostarci dentro». 47. Allora il Maestro disse: 48. «Cominciate con il porvi in Lui. 49. Non andate nelle spaccature. 50. Perché, in verità, non vi è frontiera. 51. Soltanto gli occhi creano la frontiera 52. perché non vedono il Dentro che sta nel fuori. 53. Solo l’Occhio crea l’unione. 54. È attraverso l’occhio che vi porrete in Lui. 55. L’Occhio crea il Mondo, che fa i mondi. 56. L’Orecchio che intende crea l’Occhio e lo fa crescere. 57. Così, la realtà che si apre all’Occhio ed all’Orecchio 58. apre la strada ad un’altra realtà. 59. L’Uno nutre il molteplice 60. ed il molteplice rimanda sempre all’Uno. 6 61. Vi annuncio: non separate, 62. spostatevi fra le separazioni. 63. È in questo modo che voi vi porrete in voi. 64. Questa è la via della quiete, 65. perché la quiete è il + centro del cambiamento». 7 Foglio 4 66. Simon Pietro parlò con queste parole: 67. «L’Uno si avvicina nella quiete e nella gioia. 68. L’Uno è stabile e solo. 69. Ma dicci come mantenere la stabilità nel cambiamento». 70. L’Insegnate rispose: 71. «Contemplando la realtà del sogno dei mondi, 72. poi immaginando il Sogno dietro a quel sogno». 73. Il discepolo Andrea si stupì davanti a tutti: 74. «Bisogna sognare?». 75. Allora il Maestro gli disse: 76. «Bisogna uscire dal sogno dei mondi 77. perché la gioia nasce nel Sogno 78. che ha concepito il gioco dei sogni e dei mondi. 79. Comprenda chi vuole comprendere. 80. Dorma chi si compiace nel lamento dei sogni. 81. Vi dico questo: 82. L’Uno sta nel risvegliarsi al Sogno ». 8 Foglio 5 83. Il discepolo si espresse ancora: 84. «Insegnaci: il Sogno è forse la cessazione della sofferenza?». 85. Il Maestro parlò a tutti in questi termini: 86. «Il Sogno è oltrepassare il sogno delle frontiere, e 87. le frontiere sono la sofferenza 88. perché la sofferenza è il tu e l’io 89. che si sognano come essendo due». 90. Allora, Simon Pietro chiese: 91. «Ma la Materia e la Non-materia, non sono forse due? 92. Come uscire dalla frontiera?». 93. L’Insegnante li benedisse tutti, poi disse loro: 94. «La Materia e la Non-materia fanno parte del Sogno del mondo. 95. Esse sono Una, sono il gioco 96. attraverso il quale l’Oblio tesse l’opera sua. 97. La separazione è un gioco, 98. come la sofferenza, e 9 99. la sofferenza nasce dall’orgoglio fondamentale che gioca a separare. 100. La Materia, vi dico, è un sorriso dell’Eterno, 101. per farci uscire dai mondi 102. e farci volere la Realtà». 10 Foglio 6 103. Simon Pietro prese di nuovo la parola: 104. «Dicci, ora: cos’è la Realtà?». 105. Il Maestro disse: 106. «La Realtà è Ciò che ha concepito il gioco delle realtà. 107. La Realtà è Ciò che vi farà spostare le vostre orme dentro alle mie. 108. È immaginazione nella fiducia. 109. È ciò che genera la Conoscenza». 110. Il discepolo chiese ancora: 111. «Abbiamo sete. 112. Come raggiungere la Realtà?». 113. L’Insegnante parlò a tutti: 114. «Smontando ciò che non è Uno, 115. Contemplando la materia che inventa la frattura, 116. amando la frattura per i suoi giochi, 117. amandone i giochi per la strada che essa traccia verso il Gioco». 118. Poi disse ancora: 119. «Osando». 11 Foglio 7 120. Uno dei discepoli si alzò allora e chiese: 121. «E dicci, ora: cosa significa la Materia? 122. Dobbiamo credere che si perpetui all’infinito?». 123. Il Maestro insegnò: 124. «Tutto ciò che è stato inventato e che è stato creato, 125. tutti gli elementi che compongono la natura dei mondi 126. sono interdipendenti e sposati fra loro. 127. Ma sarà smontato tutto ciò che è stato montato 128. affinché tutto ritorni alla Radice-Madre. 129. Così, colui che ha orecchie per ascoltare 130. faccia appello all’Orecchio per intendere». 131. Simon Pietro chiese: 132. «Poiché ti dici messaggero e interprete 133. degli elementi e dei fenomeni di questo mondo, 134. dicci dunque: qual’è la natura dell’errore?». 135. Il Maestro alzò la mano e disse: 136. «L’errore non esiste. 137. Perché siete voi soltanto che lo fate esistere. 12 138. Lo fate ogni volta che vi piegate ai riflessi 139. della vostra realtà costruita ed adultera. 140. Ecco come l’errore prende forma. 141. Ecco anche perché il Bene vi ha fatto visita. 142. Il Bene ha partecipato agli elementi delle vostre realtà 143. per sposarle di nuovo alla Radice-Madre». 13 Foglio 8 144. Il Maestro continuò e disse: 145. «Ascoltate la ragione che fa di voi dei malati 146. ed anche dei morenti: 147. guardate i sogni delle vostre azioni, 148. e saprete che cosa vi allontana da voi stessi. 149. Comprenda colui che vuole comprendere. 150. Dall’essere incatenati ai giochi della Materia 151. nasce una passione contro l’Essenza-Madre 152. e nel corpo sorge allora un disturbo. 153. Ecco perché, in verità, vi annuncio: 154. cercate l’armonia insieme all’Essenza. 155. E se accade che siate in rotta con l’ordine di Quest’ultima, 156. traete ispirazione da tutte le immagini naturali che evocano la vostra realtà profonda. 157. Così, colui che ha sviluppato le orecchie 158. impari ad intendere con l’Orecchio» . 159. Dopo queste parole, il Beato accordò loro la Sua benedizione. 14 160. «Che la Pace sia con voi. 161. Che la mia Pace metta radici, si incarni in voi e si moltiplichi. 162. E che nessuno vi smarrisca dicendo: 163. “Guardiamo questo, guardiamo quello” 164. perché in verità, è nel vostro Centro 165. che risiede Colui che si chiama “Figlio dell’Uomo”. 166. Portate a Lui andando a Lui. 167. Perché coloro che hanno la volontà di cercarLo Lo trovano. 168. Levatevi dunque, 169. e fatevi testimoni della Parola del Vostro Regno. 15 Foglio 9 170. Guardatevi bene dall’imporre regole 171. a parte quella di cui porto la fiaccola 172. altrimenti sprofonderete ancora di più nella schiavitù. 173. Io sono Colui che rinverdisce il Ricordo». 174. Dopo aver pronunciato queste parole, il Maestro li lasciò. 175. I Suoi discepoli sentirono la solitudine e la tristezza. 176. Alcuni piansero abbondantemente dicendo: 177. «Bisogna davvero recarsi da coloro che non vogliono credere, 178. e annunciare loro il Regno Essenziale del “Figlio dell’Uomo”? 179. Costoro non L’hanno risparmiato, 180. allora come potranno risparmiare noi?» . 181. Fu per questo che Myriam si alzò, 182. li baciò ed annunciò ai suoi Fratelli: 183. «Perché rimanete nel dubbio e nella sofferenza? 184. Vi dico che la Sua Essenza di Luce non ci abbandona. 185. Vi dico che sarà Lei a proteggerci. 16 186. LodiamoLo, Colui che ci ha rigenerati e preparati, 187. perché ecco che Egli ci chiede di tornare ad essere dei veri Umani». 188. Con queste parole, Myriam orientò il cuore dei discepoli verso il bene, 189. ed essi si aprirono un po’ di più alle parole dell’Insegnante. 17 Foglio 10 190. Simon Pietro si rivolse a Myriam con voce alta: 191. «Tu che sei una Sorella per ciascuno di noi, 192. tutti sanno che il Maestro ti ha amata in modo diverso dalle altre donne. 193. Secondo le parole che Lui ti ha affidato, insegnaci ora. 194. Dicci le parole che la tua memoria privilegia 195. e alle quali non abbiamo potuto avere accesso». 196. Myriam si avvicinò e disse loro: 197. «Ciò che non siete stati capaci di intendere, 198. Io sono incaricata di annunciarvelo; 199. Ho avuto una visione del Maestro 200. ed ecco ciò che Gli ho detto: 201. “Maestro, perché Ti vedo qui, sotto questa forma?” 202. Ed Egli mi rispose dentro di me: 203. “Tu, la Beneamata, non dimentichi il tuo + centro quando Io compaio. 204. Tu non guardi, tu vedi ed impari ad essere. 18 205. Allora ascolta: 206. Là dove è il nous, risiede l’inestimabile gioiello, 207. Ciò che si chiama Porta”. 208. Subito Gli dissi dentro di me: 209. “Maestro e Beneamato, dimmi se chi può contemplare 210. la Tua apparizione in seno al Tempo, 211. vede con gli occhi dell’anima 212. o se respira la Tua presenza con la mente”. 213. Il Maestro mi rispose: 214. “Non mi riceve né con l’anima né con la mente 215. ma mi contempla attraverso la Porta del + nous, 216. la Porta che insegna a vedere ed a lasciar venire il Soffio”. 19 Foglio 11 217. Gli chiesi ancora: 218. “Parlami di questa Porta. 219. Io mi trovo sulla soglia?”. 220. Allora, l’Insegnante depose in me questa risposta: 221. “In verità, è precisamente alla sua soglia 222. Colui che non si preoccupa della Porta ma della Realtà celata da essa. 223. Così, colui che guarda i suoi occhi, 224. non vede il suo Occhio. 225. Il nous + è una morte perché è risveglio. 226. È la morte delle immagini costruite. 227. È l’istante in cui le maschere si disgregano 228. e nel quale la Materia confessa di essere un gioco. 229. La sua Porta è un sorriso 230. fra le realtà e l’Uno. 231. Attraverso il nous, l’Essenza umana contempla l’Uno 232. che genera il Due per amore”. 20 233. Poi, il Maestro mi disse ancora: 234. “La consapevolezza dell’amore è generata dalla Separazione. 235. Così è, bisogna morire di molte morti 236. per conoscere la luce della nascita”. 21 Foglio 12 237. Allora chiesi dentro di me: 238. “Dimmi come raggiungere questa Porta”. 239. La Visione dell’Insegnante si avvicinò 240. e così parlò: 241. “Ti dirò come passare per questa Porta 242. perché il risveglio non conosce mezze misure. 243. In verità, il risveglio nasce dal ricordo dell’Oblio 244. e dalla denuncia dell’Oblio negli atti. 245. Il raggiungimento del nous si ottiene per amore. 246. La manifestazione dell’amore si ottiene con l’esigenza”. 247. Ecco che cosa il Maestro mi confidò, e che voi non avete potuto sentire». 248. Simon Pietro indicò Myriam a tutti e disse: 249. «Chi è questa donna? 250. Che meriti ha per aver ricevuto l’Insegnante? 251. Noi abbiamo ancora sete. 252. Parlaci ancora, Sorella nostra, tu che Lo conosci». 22 253. Myriam si tirò il velo sugli occhi e allora parlò così: 254. «Ecco un’altra cosa che Egli mi insegnò. 255. Ma potranno bere soltanto quelli che hanno già svegliato in sé la Fonte. 23 Foglio 13 256. Accadde che il Maestro mi consegnò queste parole: 257. “L’esigenza è purezza e disciplina. 258. Essa attraversa i mondi con l’essere 259. che cerca il Cuore nascosto nel cuore, 260. perché è anche volontà. 261. Le deboli maschere non possono neppure intravedere la Porta del nous. 262. Non fanno appello all’esigenza 263. ma guardano le altre maschere 264. chiamandole deboli. 265. Le maschere che giocano tra loro 266. simulano la sete, mentre la loro terra è arida. 267. Come vivere nell’aridità e nel rifiuto dell’acqua? 268. È così che nascete alla morte, 269. per debolezza della volontà” ». 270. Andrea parlò più forte degli altri discepoli. 271. Egli disse a Myriam, segnandola a dito: 24 272. «Perché dovremmo crederti? 273. Perché l’Insegnante avrebbe dovuto nutrirti in questo modo, 274. Tu che sei una donna?». 275. Myriam lo guardò e rispose: 276. «Dalle donne vengono le nascite. 277. Per quale ragione la Nascita non dovrebbe venire da una donna?». 25 Foglio 14 278. Il discepolo Simon Pietro si alzò allora 279. e trovò queste parole per tutti: 280. «Sorella nostra, queste parole ci frastornano 281. e ci fanno paura. 282. Tuttavia, parlaci ancora, perché tutti sappiamo 283. che il Maestro ti ha incontrata spesso». 284. Allora Myriam si tirò il velo sul volto e così parlò: 285. «Il Beato mi ha insegnato il viaggio dell’anima 286. che si scopre e si contempla. 287. È il viaggio dalle cortecce verso la linfa. 288. Quello che traccia la chiave della Porta del Nous. 289. Ecco: l’anima visita i mondi della Collera. 290. Essa scopre un primo stato che la trattiene. 291. Esso si chiama Tenebra 292. ed è amore della prigione. 293. Tenebra disse all’anima: 294. “Perché mi hai amata, tu che sei scintilla?”. 26 295. Quando udì questa domanda, l’anima pronunciò all’esterno queste parole: 296. “Ti ho amata perché eri Separazione 297. e la Separazione è il sonno nato dall’orgoglio”. 298. Allora, l’anima andò incontro al secondo stato. 299. Questo si chiamava Bramosia. 300. Vedendosi attraversato, esso le chiese: 27 Foglio 15 301. “Non capisco come tu sia potuta scendere 302. ora che ti vedo ascendere. 303. Dimmi il perché della menzogna 304. che nasce dall’orgoglio e dall’invidia 305. giacché sei parte e nutrimento del mio essere”. 306. L’anima rispose: “Perché io ti ho intuito 307. e tu, non hai saputo riconoscere la mia verità. 308. I tuoi occhi non hanno voluto imparare a distinguermi 309. anche se ero mescolata ed unita a te come ad un abito”. 310. Quando ebbe detto questo, 311. l’anima riprese la sua strada, più nuda e nella gioia 312. finché attraversò il terzo stato, 313. quello che si chiama Ignoranza. 314. Ignoranza interrogò subito l’anima: 315. “In che modo serpeggia il tuo sentiero? 316. Non c’è, in te, una strana malattia? 317. Infatti sei diventata schiava 28 318. perché sprovvista della chiara visione”. 319. L’anima rispose: 320. “Perché giudicarmi, io che in essenza non giudico, 321. Io che ho accettato la dominazione senza aver dominato? 322. Nessuno mi ha riconosciuta 323. mentre io ho visto in me 324. che ogni cosa costruita e non-Una 325. verrà smontata sulle terre e nei cieli”. 29 Foglio 16 326. Una volta uscita dal terzo stato, 327. l’anima continuò la sua ascensione. 328. Ci mise molto a scorgere il quarto stato. 329. Questo stato conteneva, da solo, sette altri mondi. 330. Il primo di essi si chiamava Tenebra, 331. il secondo Bramosia, 332. il terzo Ignoranza, 333. il quarto Veleno-Gelosia, 334. il quinto Prigione Carnale, 335. il sesto Saggezza Ebbra, 336. il settimo Ira di Saggezza. 337. Si attardò alquanto in questo quarto stato. 338. Così, si enumerano i mondi della Collera 339. attraverso i quali l’anima soffoca di interrogativi, 340. perché la Collera è venuta dalla Ribellione 341. e la Ribellione è Tenebra della Separazione. 342. Collera chiese all’anima: 30 343. “Qual è la tua origine, tu che hai imparato ad uccidere? 344. Qual è il tuo scopo, tu che ti sposti solo errando?”. 345. Allora, l’anima rispose: 346.“Tutto ciò che mi soffocava è stato prosciugato 347. e tutto ciò che mi velava l’orizzonte con frontiere 348. è evaporato 349. perché ho voluto guardarlo. 350. Così la mia bramosia se n’è andata 351. così sono uscita dal cerchio dell’ignoranza 352. e così l’orgoglio si è esaurito. 31 Foglio 17 353. Ecco, ho trovato l’uscita dallo scenario 354. penetrando in un altro scenario. 355. Un’immagine si è cancellata 356. Grazie ad un’altra, più Pura e più Una. 357. È adesso che imbocco la via della quiete. 358. La quiete annuncia la Pace là dove il Tempo si immobilizza nell’Eternità. 359. In verità, la mia Via è Una Via di Silenzio”». 360. Dopo avere così parlato, Myriam tacque. 361. Tutti videro allora come il Maestro le avesse insegnato. 362. Poi, fu Andrea a rivolgersi ai suoi Fratelli: 363. «Ditemi il vostro pensiero su ciò che questa donna ha appena detto. 364. Per quanto mi riguarda, non presto fede 365. al fatto che il Maestro abbia potuto esprimersi in tal modo. 366. Queste parole ci separano da ciò che abbiamo potuto avvicinare». 367. Simon Pietro guardò Andrea e si alzò: 32 368. «Acceteremo la possibilità 369. che una donna abbia ricevuto simili parole dalla bocca del Maestro? 370. Che Egli le abbia confidato dei segreti a cui non abbiamo avuto accesso? 371. Dovremo cambiare sguardo e cammino 372. accettando di aprire le orecchie a questa donna? 373. Vi chiedo: è lei che Lui ha scelto, preferendola a noi?». 33 Foglio 18 374. Myriam allora si mise a piangere 375. e disse a Simon Pietro: 376. «Mio Fratello nello spirito, che cosa stai attraversando? 377. Pensi che io abbia inventato questa Visione 378. e che a proposito del Nostro Insegnante dica menzogne?». 379. Levi si alzò fra tutti e disse: 380. «Simon Pietro, ti abbiamo sempre visto focoso. 381. Perché ora ti ribelli contro la Donna 382. come se fosse un nostro avversario? 383. Se il Maestro l’ha resa degna del Suo Cuore, 384. chi sei, tu, per respingerla? 385. In verità, l’Insegnante che la conosceva bene 386. l’ha amata più di noi 387. perché la sua anima ha fatto un grande viaggio. 388. Guardiamo ora la nostra debolezza 389. e sbrighiamoci a diventare Totalmente Umani. 34 390. Lasciamo che l’Umano metta radici dentro di noi 391. e cresca come un albero 392. perché è quello che il Maestro ci ha chiesto. 393. Andiamo, senza più esitare, ad annunciare la Novella. 394. Che nell’anima nostra non vi sia altra regola 395. se non quella di cui Egli è il Testimone». 396. Quando Levi ebbe detto queste parole 397. vi fu silenzio. 398. Poi, i discepoli si alzarono insieme per andare ad offrire la Parola. 

 Così è il Vangelo di Myriam.

giovedì 6 gennaio 2022

Patanjali Yoga Sutra



Parte 1 - Samadhi: sulle Contemplazioni e Unione

 1.1. Ora verrà esposta la disciplina dell’Unione (Yoga). 1.2. Unione è frenare i naturali flussi di pensiero della mente. 1.3. Così il testimone dimora nella sua propria natura. 1.4. In caso contrario, egli si identifica con i flussi di pensiero. 1.5. I flussi di pensiero sono cinque. Possono essere dolorosi o non dolorosi. 1.6. Essi sono: giusta conoscenza, falso sapere, immaginazione, sonno e memoria. 1.7. La giusta conoscenza è la deduzione, la tradizione e la conoscenza genuina. 1.8. Il falso sapere è illusorio, sono credenze o nozioni erronee. 1.9. Immaginazione è un'attività mentale evocata da parole, priva di fondamento. 1.10. Il sonno profondo è la modificazione della mente fondata sull'assenza di ogni contenuto. 1.11. La memoria non permette alle impressioni mentali di fuggire. 1.12. Questi flussi di pensiero sono controllati con la pratica ed il non-attaccamento. 4 1.13. La pratica è lo sforzo per garantire la stabilità. 1.14. La pratica diventa una realtà acquisita solo dopo un lungo esercizio, ininterrotto e compiuto con devozione reverente. 1.15. La mancanza di desiderio verso il visibile e l'invisibile dà la coscienza del controllo. 1.16. Questo è rappresentato da una indifferenza verso i tre attributi, grazie alla conoscenza del Sé Supremo interiore. 1.17. La meditazione cognitiva è accompagnata dal ragionamento, dalla discriminazione, dalla beatitudine e da un senso di "Io sono", di puro essere. 1.18. C'è un'altra meditazione che si ottiene con la pratica della sospensione mentale consapevole fino a quando non rimangono solo le impressioni sottili. 1.19. Per quegli esseri che sono senza forma e per gli esseri che vengono uniti nella coscienza unificante della natura, il mondo è la causa. 1.20. Per altri, la chiarezza è preceduta dalla fede, dall'energia, dalla memoria e da una contemplazione con mente calma. 1.21. La contemplazione con mente calma è più vicina a coloro il cui desiderio è più ardente. 1.22. Vi è ulteriore distinzione a seconda dell’intensità dei mezzi impiegati. 5 1.23. La realizzazione può essere ottenuta anche mediante l’abbandono a Dio. 1.24. Dio è il Sé Supremo interiore e universale, non toccato dalle afflizioni, dalle azioni, dalle impressioni e dalle loro conseguenze. 1.25. In Dio, il seme dell’onniscienza è insuperabile. 1.26. Non essendo condizionato dal tempo, Dio è il maestro anche degli antichi. 1.27. La voce di Dio è l’Om. 1.28. La ripetizione dell’Om dovrebbe essere fatta con la comprensione del suo significato. 1.29. Dalla ripetizione e dalla meditazione sull'Om si ottiene anche l'introspezione e la scomparsa degli ostacoli. 1.30. Malattia, apatia, dubbio, la mancanza di entusiasmo, la pigrizia, la sensualità, la mente vaga, il non voler capire, l'instabilità - queste distrazioni della mente sono gli ostacoli. 1.31. Dolore, disperazione, nervosismo, e irregolarità del respiro sono co-esistenti con questi ostacoli. 1.32. Per rimuovere questi ostacoli deve essere praticata costantemente una sola verità, un unico principio. 1.33. Coltivando amicizia verso la felicità e la compassione verso la miseria, gioia verso la virtù e l'indifferenza verso il vizio, la mente diviene pura. 6 1.34. In alternativa, la serenità mentale può anche essere ottenuta attraverso il controllo del respiro (prana). 1.35. O con attività dei sensi superiori che causano stabilità mentale. 1.36. Oppure meditando sullo stato di Luce senza dolore. 1.37. Oppure prendendo come oggetto di meditazione un essere che abbia conseguito il distacco dai desideri. 1.38. Oppure meditando sulla conoscenza dei sogni e il sonno. 1.39. Oppure con la meditazione su una qualsiasi cosa a piacere. 1.40. In questo modo si acquisterà padronanza nell’Unione (Yoga), dalla più piccola particella atomica al più grande infinito. 1.41. Quando le agitazioni della mente sono sotto controllo, la mente diventa come un cristallo trasparente, e ha il potere di diventare qualsiasi forma gli si presenta. Conoscitore, atto del conoscere, o di ciò che è conosciuto. 1.42. La condizione argomentativa è una mescolanza confusa della parola, del suo significato proprio, e della conoscenza. 1.43. Quando la memoria viene purificata e la mente risplende come solo oggetto, viene chiamata nonargomentativa. 7 1.44. Le spiegazioni fatte per queste condizioni, chiariscono anche i livelli di condizione più elevati, il meditativo e l'ultra-meditativo, ma in questi stati gli oggetti di meditazione sono di gran lunga più sottili. 1.45. La regione connessa con questi oggetti più sottili termina con la materia pura che non ha alcun schema o segno distintivo. 1.46. Queste contemplazioni frutto della meditazione su un oggetto sono dette con seme, e non danno libertà dal ciclo della rinascita. 1.47. Sul raggiungere la purezza dello stato ultrameditativo si ha il sorgere del puro flusso di coscienza spirituale. 1.48. In ciò si ha la facoltà della saggezza suprema. 1.49. La saggezza ottenuta negli stati superiori di coscienza è diversa da quella ottenuta per deduzione e testimonianza in quanto si riferisce ad una conoscenza diretta, libera dall'utilizzo dei sensi. 1.50. Le percezioni che si conseguono negli stati superiori di coscienza trascendono tutte le percezioni del modello abituale di pensiero. 1.51. Con la soppressione di questo controllo su tutte le altre forme di controllo attraverso la sospensione di tutte le modifiche della mente, la contemplazione senza seme è raggiunta e con essa si è liberi dalla vita e dalla morte.  

Parte 2 - Sadhana: sulle Discipline Spirituali 

2.1. L'austerità, lo studio dei testi sacri, e l’offerta dell'azione a Dio costituisce la disciplina dell'Unione Mistica. 2.2. Questa disciplina è praticata al fine di acquisire fissità della mente sul Signore, libero da tutte le impurità e le agitazioni, o sulla propria Realtà, e per attenuare le afflizioni. 2.3. Le cinque afflizioni sono l'ignoranza, l'egoismo, l’attaccamento, l’avversione, e il desiderio di aggrapparsi alla vita. 2.4. L'ignoranza è il terreno di coltura per tutte le altre, siano esse dormienti o attenuate, in parte superate o pienamente operative. 2.5. L'ignoranza è prendere il non-eterno per eterno, l'impuro per puro, il male per bene e il non-sé per il Sé. 2.6. L'egoismo è l'identificazione di colui che sa con gli strumenti della conoscenza. 2.7. L'attaccamento è quel modello magnetico che attrae verso il piacere e preme una persona verso tale esperienza. 2.8. L'avversione è quel modello magnetico che attrae verso la miseria e preme una persona verso tale esperienza. 2.9. Fluente dalla sua propria energia, con sede sia nei saggi che negli stolti, è il desiderio senza fine per la vita. 9 2.10. Questi modelli se sottili possono essere rimossi attraverso lo sviluppo dei loro contrari. 2.11. Le loro sofferenze attive sono distrutte dalla meditazione. 2.12. Le impressioni delle azioni hanno le loro radici nelle sofferenze e nascono come esperienza nel presente e nelle nascite future. 2.13. Quando la radice esiste, il suo frutto è la nascita, la vita e l'esperienza. 2.14. Si ha il piacere o il dolore come frutto, a seconda che la causa sia virtù o vizio. 2.15. Tutto è sofferenza per il saggio a causa dei dolori del cambiamento, dell’ansia, e degli atti di purificazione. 2.16. Il dolore che non è ancora giunto può essere evitato. 2.17. La causa dell’evitabile è la sovrapposizione del mondo esterno sul mondo invisibile. 2.18. Il mondo esperito è costituito dagli elementi e dai sensi in azione. Ha come natura la cognizione, l’attività ed il riposo, ed ha come scopo l'esperienza e la realizzazione. 2.19. Gli stadi degli attributi che effettuano il mondo esperito sono il definito e l'indefinito, il differenziato e l'indifferenziato. 10 2.20. L'Abitante Interiore è solo pura coscienza, che, sebbene pura, vede attraverso la mente ed è identificata dall’ego essendo solo la mente. 2.21. L'esistenza stessa della cosa vista è in funzione di colui che vede. 2.22. Anche se la Creazione è percepita come non reale per colui che ha raggiunto l'obiettivo, è ancora vero che la Creazione rimane l’esperienza comune per gli altri. 2.23. L'associazione di colui che vede con la Creazione è per il distinto riconoscimento del mondo oggettivo, così come per il riconoscimento della natura specifica di colui che vede. 2.24. La causa di questa associazione è l'ignoranza. 2.25. La Liberazione del veggente è il risultato della dissociazione di colui che vede con la cosa vista, con la scomparsa dell'ignoranza. 2.26. La pratica costante della discriminazione è il mezzo per raggiungere la liberazione. 2.27. La saggezza costante si manifesta in sette tappe. 2.28. Alla distruzione delle impurità attraverso la pratica costante delle varie parti dell'Unione (Yoga), la luce della conoscenza rivela la facoltà di discriminazione. 2.29. Le otto parti dell'Unione (Yoga) sono: autocontrollo (yama), osservanze (niyama), postura (asana), controllo del respiro (pranayama), astrazione 11 (pratyahara), concentrazione (dharana), meditazione (dhyana), realizzazione (samadhi). 2.30. L'autocontrollo nelle azioni (yama) comprende astensione dalla violenza (ahimsa), dalla falsità (satya), dal rubare (asteya), da impegni sessuali (brahmacharya), e dalla accettazione di doni (aparigraha). 2.31. Queste cinque astensioni non sono limitati da rango, luogo, tempo o circostanza e costituiscono il Grande Voto. 2.32. Le osservanze fisse (niyama) sono: pulizia, appagamento, austerità, studio e devozione perseverante a Dio. 2.33. Quando la mente è disturbata da pensieri impropri, si deve meditare sui loro opposti. 2.34. Pensieri ed emozioni impropri come la violenza, che sia fatta, provocata a fare, o addirittura approvata, anzi, ogni pensiero originato da desiderio, rabbia o delusione, che sia moderato, medio o intenso provoca dolore e miseria senza fine. Superare tali distrazioni, meditando sugli opposti. 2.35. Quando uno è fermamente stabile nella nonviolenza, l'ostilità cessa alla sua presenza. 2.36. Quando uno è fermamente stabile nel dire la verità, i frutti dell'azione diventano sottomessi a lui. 2.37. Quando si è fermamente stabile nell'onestà, le ricchezze si presentano da sole. 12 2.38. Quando si è fermamente stabile nella continenza sessuale, si ottiene forza spirituale. 2.39. Quando si è fermamente stabile nella non possessività, si ottiene la conoscenza dei "come" e "perché" dell'esistenza. 2.40. Dalla purezza segue il disincanto sul proprio corpo così come la cessazione del desiderio di contatto fisico con gli altri. 2.41. Come risultato dell’appagamento c'è purezza di mente, concentrazione, controllo dei sensi, e capacità di realizzare il Sé. 2.42. Con l'appagamento si raggiunge la felicità suprema. 2.43. Attraverso la santificazione e la rimozione delle impurità, sorgono poteri speciali del corpo e dei sensi. 2.44. Con lo studio del Sé si ottiene la comunione con il Signore nella forma più contemplata. 2.45. La realizzazione si sperimenta rendendo Dio il motivo di tutte le azioni. 2.46. Le posture (asana) devo essere stabili e comode. 2.47. Rilassandosi senza sforzo, soffermarsi mentalmente sull’infinito con attenzione assoluta. 2.48. Di conseguenza non vi è alcun disturbo dalle dualità. 13 2.49. Quando si ha realizzato questo, il passo successivo è il controllo del respiro cioè delle energie in entrata e in uscita. 2.50. Il respiro può essere esterno, interno o intermedio, regolato da tempo, luogo o numero, e di durata breve o lunga. 2.51. Il controllo del respiro che va oltre la sfera di esterno ed interno è il quarto livello, il vitale. 2.52. In questo modo, ciò che copre la luce viene distrutto. 2.53. Così la mente diventa adatta alla concentrazione. 2.54. Quando la mente mantiene la coscienza, non si confonde con i sensi, né con impressioni sensoriali, allora l’auto-consapevolezza fiorisce. 2.55. In questo modo si ha la completa la padronanza dei sensi.  

Parte 3 - Vibhuti: sui Poteri Divini

 3.1. La concentrazione (dharana) è la fermezza della mente. 3.2. Il mantenimento ininterrotto di tale capacità mentale è meditazione (dhyana). 3.3. Tale meditazione è realizzazione (samadhi) quando c'è solo coscienza dell'oggetto della meditazione e non della mente. 3.4. Questi tre (dharana, dhyana e samadhi) quando appaiono insieme, sono auto-controllo (samyama). 3.5. Padroneggiando tutto questo arriva la saggezza. 3.6. L'applicazione della padronanza è a vari stadi. 3.7. Questi tre (dharana, dhyana e samadhi) sono più efficaci delle astensioni. 3.8. Anche se sono esterni rispetto alla realizzazione senza seme. 3.9. L'aspetto significativo è l'unione della mente con il momento di assorbimento, quando il pensiero in uscita scompare e l'esperienza di assorbimento appare. 3.10. Dalla sublimazione di questa unione viene il tranquillo scorrere dell’ininterrotta cognizione unitaria. 3.11. La trasformazione contemplativa di questo è calma interiore, testimoniando l'ascesa e la distruzione della distrazione, nonché della concentrazione stessa. 15 3.12. La mente diventa concentrata in un solo punto quando il calo e l'aumento delle onde-pensiero sono esattamente simili. 3.13. In questo stato, si passa al di là dei cambiamenti di caratteristiche intrinseche, delle proprietà e delle modifiche condizionali dell'oggetto o del riconoscimento sensoriale. 3.14. L'oggetto è quello che conserva la caratteristica latente, la caratteristica attiva o la caratteristica non manifesta che stabilisce un'entità come specifica. 3.15. La successione di questi cambiamenti in tale entità è la causa della sua modifica. 3.16. Con l'autocontrollo di queste triplici modifiche (di proprietà, carattere e condizione), sorge la conoscenza del passato e del futuro. 3.17. Il suono di una parola, l'idea dietro la parola e l'oggetto che l'idea indica sono spesso prese come una cosa e possono essere erroneamente scambiate per un'altra. Con l'autocontrollo sulle loro differenze, sorge la comprensione di tutte le lingue di tutte le creature. 3.18. Con l'autocontrollo sulla percezione delle impressioni mentali sorge la conoscenza delle vite precedenti. 3.19. Con l'autocontrollo si può conoscere l'immagine presente nella mente altrui. 3.20. La percezione raggiunta attraverso l'autocontrollo non porta a conoscere i fattori mentali che sostengono 16 l'immagine nella mente degli altri, perché non è oggetto di autocontrollo. 3.21. Applicando l'autocontrollo alla forma del corpo in modo da interrompere il potere di ricezione, si spezza il contatto tra l'occhio di un osservatore e la luce prodotta dal corpo, e pertanto il corpo diventa invisibile. 3.22. Questo principio spiega anche la scomparsa del suono. 3.23. L'azione è di due tipi, dormiente e fruttuosa. Con l'autocontrollo su tale azione, si presagisce il momento della morte. 3.24. Eseguendo l'autocontrollo sulla amicizia, sorge la forza di concedere la gioia. 3.25. Con l’autocontrollo su qualsiasi tipo di forza, come quella dell'elefante, si ottiene quella stessa forza. 3.26. Con l’autocontrollo su ciò che è sottile, nascosto o distante lo yogi ne acquisisce una completa conoscenza. 3.27. Con l'autocontrollo sul Sole sorge la conoscenza delle specificità dello spazio. 3.28. Con l'autocontrollo sulla Luna sorge la conoscenza dei cieli. 3.29. Con autocontrollo sulla Stella Polare sorge la conoscenza delle orbite. 17 3.30. Dall'autocontrollo sull'ombelico sorge la conoscenza della costituzione del corpo. 3.31. Con l'autocontrollo sulla cavità della gola si soggioga la fame e la sete. 3.32. Con l'autocontrollo sul centro nervoso all'interno del torace si acquisisce immobilità assoluta. 3.33. Con l'autocontrollo sulla luce della corona dei capo si visualizzano gli esseri perfetti. 3.34. Vi è la conoscenza di ogni cosa dall’intuizione. 3.35. Praticando l’autocontrollo sul cuore, si ottiene la consapevolezza della natura della mente. 3.36. L'esperienza sorge a causa dell’incapacità di discernere gli attributi della vitalità dal Sé interiore, anche se sono effettivamente distinti tra loro. L'autocontrollo porta la vera conoscenza del Sé interiore. 3.37. Questa spontanea illuminazione è causa della percezione intuitiva dell'udito, tatto, vista, gusto e olfatto. 3.38. Per la mente rivolta verso l'esterno, gli organi sensoriali sono perfezioni, ma sono ostacoli alla realizzazione. 3.39. Quando i legami della mente causati dalle azioni sono stati allentati, si può entrare nel corpo di un altro essere dalla conoscenza di come funzionano le correnti di energia. 18 3.40. Con auto-controllo delle correnti di energia che utilizzano il soffio vitale, si può levitare, camminare sulle acque, paludi, spine, o simili. 3.41. Con auto-controllo sul mantenimento del respiro, si può irradiare luce. 3.42. Con l'autocontrollo sulla relazione tra l'organo dell'udito e l'etere, si guadagna un udito soprannaturale. 3.43. Con l'autocontrollo sulla relazione tra corpo e l'etere, e mantenendo al tempo stesso il pensiero della leggerezza del cotone, si è in grado di attraversare lo spazio. 3.44. Con l'autocontrollo sulla mente quando è separata dal corpo, lo stato conosciuto come il Grande Transcorporale (mahavideha), tutte le coperture vengono rimosse dalla Luce. 3.45. La padronanza sugli elementi sorge quando le loro forme grossolane e sottili, così come le loro caratteristiche essenziali, e le caratteristiche intrinseche e le esperienze che producono, sono esaminate nell’autocontrollo. 3.46. In tal modo si può diventare piccolo come un atomo, oltre ad avere molte altre abilità, come ad esempio la perfezione del corpo, e la non-resistenza al dovere. 3.47. La perfezione del corpo consiste nella bellezza, grazia, forza e nella compattezza adamantina. 19 3.48. Con auto-controllo sui cambiamenti che gli organi di senso sopportano quando si contattano gli oggetti, e sul potere del senso di identità, e sull'influenza degli attributi, e sull'esperienza che tutti questi producono, si ottiene la padronanza sui sensi. 3.49. Da questo proviene la prontezza di mente, l'indipendenza della percezione, e la padronanza sulla materia primordiale. 3.50. Per chi riconosce il rapporto distintivo tra vitalità e Abitante interiore sorge l’onnipotenza e l’onniscienza. 3.51. Anche per la distruzione del seme della schiavitù dalla mancanza di desiderio arriva l'assoluta indipendenza o liberazione. 3.52. Quando si è invitato da esseri invisibili non si deve essere né lusingato né soddisfatto, perché c'è ancora una possibilità di ignoranza che può sorgere. 3.53. Con l’autocontrollo sui singoli momenti e la loro successione vi è sapienza che proviene dalla consapevolezza. 3.54. Da qui nasce la capacità di distinguere tra oggetti simili che non possono essere distinti per classe, caratteristica o posizione. 3.55. L'intuizione, che è l'intera conoscenza discriminante, si riferisce a tutti gli oggetti in ogni momento, ed è senza successione. 3.56. La Liberazione si ottiene quando c'è eguale purezza tra la vitalità e il Sé interiore.  

Parte 4 - Kaivalya: sulle Realizzazioni

4.1. I poteri psichici sorgono alla nascita, dalle droghe, dalla ripetizione di parole sacre, da atti purificatori o dalla meditazione. 4.2. La trasformazione in un altro stato avviene tramite flusso diretto della natura creativa. 4.3. La natura creativa non è mossa all'azione da una qualsiasi causa accidentale, ma per la rimozione degli ostacoli, come nel caso di un contadino che rimuove dai sassi il suo campo per fare in modo che l’acqua scorra liberamente. 4.4. Le menti che sono state create (dallo yogi) sorgono solo dall'egoismo. 4.5. Essendoci differenza di interessi, una mente è il direttore di molte menti. 4.6. Di queste, solo la mente nata dalla meditazione è libera dai desideri, dalle impressioni mentali. 4.7. Le azioni (karma) dello yogi non sono né buone né cattive, mentre quella di tutti gli altri uomini sono di tre tipi: pure, impure e miste. 4.8. Da esse si procede allo sviluppo delle tendenze che determinano la fruizione delle azioni. 4.9. A causa delle caratteristiche magnetiche di abituali schemi mentali e della memoria, il rapporto di causa ed effetto si aggrappa anche se ci può essere un cambiamento di realizzazione per classe, spazio e tempo. 21 4.10. Il desiderio di vivere è eterno, e le impressioni mentali inducendo un senso di identità sono eterne. 4.11. Essendo tenuti insieme da causa ed effetto, substrato e oggetto le tendenze stesse scompaiono alla dissoluzione di queste basi. 4.12. Il passato e il futuro esistono nell'oggetto stesso come forma ed espressione, la differenza sta nelle condizioni di proprietà. 4.13. Che siano manifesti o non manifesti essi sono della natura degli attributi o qualità (guna: satva, rajas, tamas). 4.14. Le cose assumono la realtà per l'unità mantenuta in quella modifica. 4.15. Anche se l'oggetto esterno è lo stesso, vi è una differenza di cognizione che riguarda l'oggetto a causa della differenza di mentalità. 4.16. E se non vi fosse cognizione di un oggetto noto solo a una singola mente, potrebbe allora esso esistere? Un oggetto non dipende da un'unica mente. 4.17. Un oggetto è noto oppure è ignoto a seconda che la mente sia "colorata" da esso, oppure no. 4.18. Le mutazioni di consapevolezza sono sempre note a causa della immutabilità del loro Signore, l'Abitante interiore, il Purusa, o pura consapevolezza che non muta. 4.19. Né la mente brilla di luce propria, in quanto può essere conosciuta. 22 4.20. Non è possibile per la mente essere simultaneamente sia il percepito che colui che percepisce. 4.21. Nel caso della conoscenza di una mente da parte di un'altra, dovremmo anche assumere cognizione della cognizione, e ci sarebbe confusione di ricordi. 4.22. La consapevolezza appare alla mente stessa come intelligenza, quando assume quella forma in cui non passa da uno stato all'altro. 4.23. Viene detto che la mente percepisce quando riflette sia l'abitante (il conoscitore) che gli oggetti della percezione (il conosciuto). 4.24. Benché variegata da innumerevoli tendenze e desideri, la mente non agisce per sé, ma per gli altri, perché la mente è di sostanza composta. 4.25. Per uno che vede la distinzione, non vi è alcuna altra confusione della mente con il Sé. 4.26. Poi la consapevolezza comincia a discriminare, e gravita verso la liberazione. 4.27. Le distrazioni derivano da schemi abituali di pensiero quando la pratica è intermittente. 4.28. La rimozione degli schemi abituali di pensiero è simile a quella delle afflizioni già descritte. 4.29 Per chi rimane senza distrazioni anche nei più alti stati di illuminazione sorge la realizzazione della mente equanime conosciuta come “La nube della virtù” 23 (Dharma Megha). Questo è il risultato del discernimento discriminante. 4.30. Da ciò segue la libertà dalla causa ed effetto e dalle afflizioni. 4.31. L'infinità di conoscenze a disposizione di una tale mente libera da tutti gli oscuramenti e proprietà fa sembrare piccolo l'universo della percezione sensoriale. 4.32. Poi la sequenza dei cambiamenti nei tre attributi (guna) volge al termine, per aver adempiuto la loro funzione. 4.33. La sequenza di mutazione avviene in ogni secondo, ma è comprensibile solo alla fine di una serie. 4.34. Quando gli attributi cessano l'associazione di mutazione con consapevolezza, segue il rifondersi dei tre guna nella Natura, e il Sé interiore risplende come pura coscienza. Questo è Kaivalya, la libertà assoluta. 

lunedì 1 novembre 2021

I 9 punti chiave della filosofia di Louise Hay | Amore e Guarigione




I 9 punti chiave della filosofia di Louise Hay
 


Louise Hay ha sempre affermato di non essere una guaritrice. Non guarisce nessuno. Il suo lavoro è una pietra miliare nel cammino. Qualcuno di voi ha già lavorato molto su se stesso, e questa filosofia sarà una revisione e un approfondimento di quanto voi già sapete. Qualcuno di voi è nuovo a queste idee e sta solo ora cominciando il suo viaggio interiore, potreste trovare che i vostri interruttori vengono accesi!

Rendiamoci conto che ognuno di noi, me incluso, imparerà qualcosa che gli consentirà di migliorare la qualità della sua vita.

E' sempre possibile rilasciare vecchi schemi che ci hanno limitato per così tanto tempo. E' sempre possibile permettere alle nuove idee di entrare nella
nostra Coscienza. Idee che ci consentiranno di sbocciare in maniere che mai avremmo creduto possibili. Non si tratta di credere ma di provare, verificare.

In realtà tutti conosciamo già questi punti, ma spesso ce ne dimentichiamo. Come al solito non si impara ma si ricorda solo quello che si sa già.

 
1. CIO' CHE DIAMO CI RITORNA

Sempre. Questo messaggio circola da molto tempo. Ricordate la regola d'oro:"Non fate agli altri quello che non volete sia fatto a voi". Questa regola
d'oro non è stata creata per produrre colpevolezza. E' una legge della natura che tu sarai trattato esattamente come tratti gli altri. Questo si applica anche ai nostri pensieri. Se noi giudichiamo e critichiamo, anche con il pensiero, anche noi saremo giudicati e criticati. Se amiamo e accettiamo noi stessi incondizionatamente e accettiamo anche gli altri incondizionatamente, allora attrarremo persone nelle nostre vite che ci daranno lo stesso Amore Incondizionato e Accettazione. Pensieri di odio attraggono pensieri e azioni di odio. Pensieri di gelosia attraggono mancanza e perdita nelle nostre vite. D'altra parte pensieri di
Perdono attraggono salute e prosperità. Pensieri d'Amore portano non solo Amore nelle nostre vite ma più positività di quanto noi stessi possiamo immaginare. Creando uno sbilanciamento nell'universo, che dovrà compensare e quindi riceveremo. 
 
 


2. QUELLO CHE NOI PENSIAMO DI NOI STESSI E DELLA NOSTRA VITA DIVENTA REALE  PER NOI

Questo è il perché è importante esaminare in che cosa noi crediamo. Veramente troppo spesso ciò che crediamo deriva dalle credenze limitanti dei nostri genitori e della nostra società. Louise spesso chiede di sedere quietamente e di elencare i grandi temi della vita, scrivendo le credenze che abbiamo a proposito di questi argomenti. Tipo: che cosa credi a proposito degli uomini, delle donne, dell'Amore, del sesso, della salute, del tuo corpo, della mancanza, della prosperità, dell'età, del lavoro, del successo, e di Dio? E' sorprendente quante di queste credenze sono state acquisite all'età di cinque anni. Sicuramente, non tutte queste vecchie credenze sono rilevanti nella nostra vita presente. E' molto utile una "pulizia mentale" periodica. Dal momento che tutte le credenze sono scelte,
puoi anche scegliere quelle che ti sostengono e ti nutrono di più. C'è anche un corollario a questo punto: le parole che usiamo per descrivere le nostre
esperienze, creano la nostra realtà. Attenzione alle parole che si usano! Una delle scoperte più importanti della nostra era. Provate a mettere un registratore vicino al telefono e poi ascoltate quali sono le vostre parole ricorrenti. E il tono che usate. Le frasi fatte che utilizzate e quanto le utilizzate. 
 
 


3. I NOSTRI PENSIERI SONO CREATIVI

Questa è la più importante legge della natura che abbiamo bisogno di conoscere. Un piccolo pensiero non fa una grande differenza, ma i pensieri sono come gocce d'acqua. Si accumulano nel tempo. Ed è così che se continuiamo a ripetere gli stessi pensieri ancora e ancora, loro crescono, e la goccia diventa una pozzanghera, e la pozzanghera uno stagno, e lo stagno un oceano. Se sono positivi, possiamo galleggiare nell'oceano della vita. Se i pensieri sono negativi, possiamo affogare in un mare di negatività. Qual è il vostro normale atteggiamento quando vi svegliate la mattina? Se è un continuo lamentarsi e arrabbiarsi, quello sarà il tipo di giornata che avrete. Se è un'attitudine di speranza, fede, e amore, quello sarà il giorno che vivrete perché è quello di cui avete bisogno. Sedete quietamente per
qualche minuto e notate i vostri pensieri. Veramente volete il tipo di vita che questi pensieri creano? Scegliete pensieri che vi nutrono. I nostri pensieri sono creativi e tu sei il pensatore! Qualsiasi oggetto o impresa è stato prima un pensiero nella mente di qualcuno, un'idea. Che idea abbiamo di noi stessi?
Quante volte nella vita ci fermiamo a creare, pardon pensare, a quello che vogliamo veramente? Se vogliamo realizzare qualcosa ci dobbiamo pensare, visualizzare, portare attenzione. 

 
 4. NOI MERITIAMO DI ESSERE AMATI

Tutti noi. Voi e io. Non dobbiamo "guadagnare" Amore. Non dobbiamo guadagnare il diritto di respirare; noi respiriamo perché esistiamo. Noi siamo degni di Amore perché esistiamo. Noi dobbiamo sapere solo questo. Noi meritiamo il nostro proprio Amore. Non permettiamo alle opinioni negative dei nostri genitori o ai pregiudizi popolari della nostra società di abbassare la nostra luce. La verità del vostro Essere è che voi potete essere amati, se VOI lo credete! Ricordate, i vostri pensieri creano la vostra realtà. Ciò che l'altra gente pensa non ha niente a che fare con questo. Dite a voi stessi adesso: "Io merito di essere amato." 


5. AUTO-APPROVAZIONE E AUTO-ACCETTAZIONE SONO LA CHIAVE PER I CAMBIAMENTI  POSITIVI

Quando siamo arrabbiati con noi stessi, quando giudichiamo e critichiamo qualunque cosa facciamo, quando abusiamo di noi stessi, le nostre vite non funzionano. Le vecchie credenze negative a proposito di noi stessi sono solo vecchi modi di pensare e non hanno base nella verità. Come possiamo aspettarci che gli altri ci amino e ci accettino se noi per primi non ci amiamo e non ci accettiamo? "Io amo e accetto me stesso esattamente come sono" è il più potente pensiero che vi aiuterà a creare un mondo di gioia. 
 

 6. NOI POSSIAMO LASCIARE ANDARE IL PASSATO E PERDONARE CHIUNQUEIl passato esiste soltanto nella nostra mente. Trattenere vecchi dolori è un modo per punire noi stessi oggi per qualcosa che qualcuno ha fatto molto tempo fa. Questo non ha per niente senso. Troppo spesso noi sediamo in una prigione di risentimento auto-creato, e questo è un modo terribile per vivere. Libera te stesso. Perdonare non vuol dire giustificare il cattivo comportamento di qualcun altro; vuol dire lasciare andare il nostro risentimento su quella situazione. Chiunque, inclusi voi stessi, sta facendo il meglio che può in ogni momento, con la Comprensione, l'Attenzione, e la Conoscenza che ha in quel momento. Rinunciare al nostro risentimento e rimpiazzarlo con la comprensione libera noi stessi. Il Perdono è un dono a  noi stessi. 

 

 7. IL PERDONO APRE LA VIA ALL'AMORE

L'Amore è l'obiettivo. L'Amore Incondizionato. Come ci arriviamo? Attraverso la porta del Perdono. Il perdono è come gli strati di una cipolla. Qualche volta è meglio cominciare con il perdonare le persone che sono più facili da perdonare, muovendosi verso dolori sempre maggiori man mano che diveniamo più esperti in questo processo. E così possiamo "sfogliare" i dolori uno ad uno fino a che non arriviamo ad un livello più profondo di comprensione. Troveremo l'Amore ad aspettarci. Amore e Perdono vanno mano nella mano. 



 8. L'AMORE E' LA PIU' POTENTE FORZA DI GUARIGIONE CHE C'E'

L'Amore stimola il nostro sistema immunitario. Noi non possiamo guarire, o diventare interi, in un'atmosfera di odio. E mentre impariamo ad amare noi
stessi diventiamo potenti. L'Amore ci aiuta a passare da vittime a vincitori. Il nostro Amore per noi stessi ci attrae verso quello di cui abbiamo bisogno per il nostro cammino di guarigione. Le persone che si sentono a posto con se stesse sono attraenti naturalmente. 

 
9. SEMPLICEMENTE DECIDETE DI VOLERE


Non è necessario aspettare di sapere come fare tutte queste cose. Tutto quello che dobbiamo fare è volerle fare. Perché i nostri pensieri sono creativi. Se avete un pensiero, "Io voglio cominciare a rilasciare il giudizio, o a perdonare, o ad amare me stesso", voi state mandando quel messaggio nell'Universo. E nel ripeterlo ancora e ancora, mettete in moto le Leggi dell'Attrazione. Nuove strade si dispiegheranno per aiutarvi. L'Universo vi ama ed è lì pronto ad aiutarvi a manifestare qualunque cosa voi decidiate di credere e di pensare. Sii veramente desideroso di avere una buona vita!

Breatharianismo: significato, origini e verità sulla presunta alimentazione senza cibo




 BREATHARIANISMO


Breatharianismo: significato, origini e riflessioni critiche

Il breatharianismo è un termine che descrive la credenza secondo cui un essere umano potrebbe teoricamente vivere senza assumere cibo solido, e dipendere esclusivamente da aria, luce o coscienza per la sua energia vitale. Questo concetto è comparso in diversi contesti storici, spirituali e culturali, e viene talvolta associato a pratiche di digiuno estremo o di nutrizione energetica.

È importante sottolineare fin da subito che il breatharianismo non è sostenuto dalla scienza medica tradizionale, e molte delle affermazioni a esso collegate sono considerate altamente speculative o non verificate. Alcuni praticanti parlano di una connessione profonda con il prana, la luce solare o l’energia universale, ma queste esperienze sono difficili da misurare e non sono state dimostrate in modo conclusivo.

Origini e influenze culturali

Il concetto di vivere “di sola energia” ha radici in diverse tradizioni spirituali che valorizzano il legame tra coscienza, corpo e nutrizione energetica. Alcuni insegnamenti orientali, yogici o taoisti parlano di prana o chi come energia vitale che permea ogni essere vivente, ma questi concetti non equivalgono a una vera e propria sostituzione della nutrizione fisica.

Nel mondo moderno, il fenomeno è stato associato ad alcune figure spirituali che affermano di aver ridotto drasticamente l’assunzione di cibo, sostenendo che l’energia sottile possa sostituire progressivamente quella materiale. Tuttavia, tali affermazioni sono controverse e dovrebbero essere considerate con spirito critico e consapevolezza.

Breatharianismo nella pratica

Alcuni adepti raccontano esperienze di:

  • digiuno prolungato con minima alimentazione

  • meditazione profonda

  • percezione di energie sottili

Queste testimonianze sono interessanti dal punto di vista psicologico o spirituale, ma non costituiscono prove scientifiche che il corpo umano possa sostenersi senza nutrienti essenziali.

Aspetti critici e raccomandazioni

La scienza della nutrizione indica con chiarezza che l’essere umano ha bisogno di:

  • acqua

  • nutrienti essenziali

  • energia calorica

per mantenere la salute fisica e biologica. Privarsi completamente di cibo può portare a gravi rischi per la salute, inclusi danni agli organi vitali, perdita di massa corporea, perdita di funzioni cognitive e altri effetti negativi.

Per questi motivi, è sempre consigliabile:

  • consultare professionisti della salute

  • approcciare pratiche alimentari con equilibrio e responsabilità

  • considerare la nutrizione fisica come base della sopravvivenza

Una prospettiva riflessiva

Molti insegnamenti spirituali incoraggiano l’ascolto del corpo, l’equilibrio tra mente e materia, e una maggiore consapevolezza delle necessità interiori. Il breatharianismo può allora essere interpretato non come un modello pratico di vita, ma come una metafora della connessione profonda tra esseri umani e l’energia vitale universale — un invito a esplorare la relazione tra corpo, mente e valore simbolico della “nutrizione energetica”.

Un sacro viaggio individuale

(Intervista a Jasmuheen* apparsa sul Bangkok Metro Magazine del gennaio 1997)

Domanda: Che cos'è esattamente il breatharianismo, e in che cosa consiste? Dove e quando è sorto?

Risposta: Il breatharianismo è sorto all'alba dei secoli. La Mente Universale indica che ci fu un tempo in cui tutti gli esseri erano sostenuti da forze praniche. Breatharianismo è la capacità di assorbire tutti gli elementi nutritivi - vitamine e cibi dei quali si ha bisogno per avere un veicolo fisico sano - dalla forza vitale universale o energia chi. Colui che lo pratica non ha bisogno di cibo. Se si vuole divenire breathariani occorre esercitare il dominio sulla propria mente, attuare cioè una consapevole riprogrammazione della memoria cellulare, eliminando ogni convinzione limitativa e meschina.

Domanda: Come si diventa breathariano e quali sono i requisiti?

Risposta: Come detto, il problema sta nella capacità di porsi in sintonia. La ricerca indica che gli esseri umani hanno un sistema basato su quattro corpi: fisico, emozionale, mentale e spirituale; sistema paragonabile a una chitarra a quattro corde. Ciascuna corda rappresenta una nota, e quando è accordata, la musica che ne scaturisce (come la vita che si vive) è magica: allo stesso modo un essere umano acquista armonia e capacità illimitate. Se è invece in disarmonia, l'individuo, come uno strumento scordato, proverà malessere emotivo, fisico e mentale. I requisiti per essere un breathariano consistono unicamente nel forte desiderio di non avere limiti e di condurre la vita al massimo potenziale. Questo significa esaltarsi sino al punto di aprire la mente a seducenti possibilità. Significa avere il cuore pieno di gioia e gratitudine per il dono che ci è stato elargito di creare e di essere testimoni della grandiosità della creazione. Significa avere la capacità di assorbire tutto quello che desideriamo da tutte le dimensioni, attraverso questi cinque sensi cui si aggiungono i due sensi più sottili: l'intuizione e il sapere. vivere di luce è semplicemente una conseguenza naturale del viaggio e dell'esperienza di essere assolutamente perfetti.

Domanda: Quanti breathariani vi sono nel mondo e dove si trovano?

Risposta: Per quel che ne so, oltre 200 persone dell'area oceanica sono coinvolte in questo movimento. Da circa quattro anni ho intrapreso questo particolare viaggio iniziatico, e la mia attività attuale è molto differenziata; comunque, a causa dei miei continui spostamenti vengo a conoscenza di molte iniziative al riguardo. Non si conoscono però nomi e luoghi, e non vi sono documenti indicanti quanto il fenomeno sia esteso. Comunque si tratta di una pratica molto comune per gli sperimentatori dell'immortalità, per gli yoghi dell'India e dell'Himalaya: costoro vivono senza nutrirsi né dormire, e sono in grado di mutare a loro piacimento la temperatura corporea.

Domanda: Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi di questa pratica?

Risposta: Uno dei primi vantaggi di cui potei godere di una incredibile luminosità del mio essere, una ampiezza nel sentire, un percepirmi carica d'energia, estesa, multidimensionale. Tutti benefici derivanti dal lasciarsi sostentare dalla scintilla divina che è in noi. Ricordo il primo giorno in cui provai la sensazione di non essere più limitata dalla realtà fisica, ma di essere completamente libera. Libera di scegliere. Libera di creare. Libera di studiare, di ricercare, e quindi di mettere in pratica questi nuovi modi di essere e di pensare. Ogni giorno sento che la vita è un dono, e per questo ringrazio la forza creatrice per la gioia che mi concede di vivere questa esperienza fisica. Cerco di avere sempre presente il dato di "essere un ente spirituale che vive un'esperienza umana". Sento che tutto è meraviglioso, in quanto essere spirituale la cui essenza si fonda sulla legge di risonanza, la quale opera - a vari gradi e in tutti i campi - in maniera elettromagnetica.

Per quanto concerne altre prerogative, in molti si elevano i livelli energetici e con questi la capacità terapeutica, la chiaroveggenza e la sensibilità uditiva. Ad alcuni ricrescono i capelli, ad altri i capelli grigi riacquistano il loro colore naturale. Badate che ciò non dipende dal tipo di alimentazione, ma dalla acquisita libertà di scelta.

Ribadisco infatti, che nessuna cellula del mio corpo ha bisogno di essere alimentata per vivere. Avendo la consapevolezza di ciò, sia a livello teorico che pratico, so che ha ben poca importanza il fatto di mangiare odi non mangiare. La mia predisposizione naturale è di vivere di luce. Poterlo fare è così semplice che potrei dire faccia parte dei data base della mia memoria. In ogni caso la mia ricerca e il comunicare quanto vado apprendendo, serve a facilitare ad altri questa pratica iniziatica. Pratica che se ormai non mi preoccupa più, essendo attivamente impegnata nel M.A.P.S., è rivolta ad insegnare agli altri il vero potenziale umano. In tal modo l'energia debilitante della sfiducia, determinata da paura ed ignoranza, può essere trasformata nella luce della conoscenza.

Nella mia ricerca e nei viaggi compiuti nella regione oceanica, ho tratto alcuni insegnamenti che riassumerei nel modo seguente:

In quest'opera siamo come delle cavie che sperimentano una possibile soluzione del problema della fame nel mondo. La pratica del digiuno è d'antica origine, ma è stata dimenticata dal mondo moderno industrializzato. La sfida principale per noi consiste nello spingere la gente al di là dell'abituale sistema di vita, dei valori comunemente accettati. Dobbiamo quindi, per realizzare questo nostro scopo ed estendere questa nuova conoscenza al mondo intero, disattivare questa energia negativa prodotta dal timore a dalla sfiducia.

Molti di noi hanno tratto risultati positivi dalla loro ricerca, studiando metafisica, prima a livello intuitivo, quindi a livello consapevole, durante molte vite. Ora, dal momento in cui ricordiamo e riponiamo la nostra fiducia in questa conoscenza, comprendiamo che questa pratica iniziatica può determinare un senso di sconforto nella massa inconsapevole. Questi sono argomenti di discussione riservati a menti superiori: solo coloro che hanno attivato i quattro quinti del loro cervello sono in grado di comprendere e di apprezzare i nostri ideali e le nostre visioni. In seguito a questa nostra opera di diffusione - molti non conoscono neppure il processo della reincarnazione - speriamo di piantare dei semi di speranza, d'amore e di gioia nei cuori di tutti coloro che intuiscono il valore di questo insegnamento che affratella l'umanità. Il problema non consiste nel mangiare o nel non mangiare. Per le culture economicamente sviluppate ed industrializzate il vero problema consiste nel riuscire ad essere liberi nel proprio essere come nelle proprie scelte, alla cui base non deve albergare alcun senso di paura. Per le civiltà e le regioni che soffrono la fame, si tratta della libertà dal bisogno di cibo e quindi dalla morte provocata dalla sua mancanza. Stiamo offrendo all'umanità la possibilità di scegliere di creare collettivamente un modello di realtà che rechi una trasformazione positiva individuale e planetaria, che porti ad onorare tutte le forme di vita. La durata di questa azione dipende da quanti cuori e quante menti vorranno udire e comprendere questo messaggio per poi agire di conseguenza.

La nostra attuale missione è di ambasciatori del M.A.P.S. e il mio specifico ruolo è quello di  Essere senza limite.

Stiamo apprendendo insieme, insegnando insieme, dimostrando insieme. I miei compagni di viaggio trovano che il problema principale consista nell'alienazione sociale derivante da questa scelta, vi sto che la maggior parte delle civiltà occidentali consuma il cibo essenzialmente per un piacere emotivo; vale a dire che l'agire sociale si fonda principalmente sul mangiare. Un altro problema, ancora legato al cibo, è il senso di noia derivante dal non mangiare e quindi dal non gustare il cibo, si che un forte disagio investe coloro che si nutrono soprattutto per piacere. Molti breathariani hanno pertanto scelto di mantenere la possibilità di provare il piacere del palato consumando ad esempio un biscotto al cioccolato una volta al mese, o altro che li soddisfi.

Una volta appreso e dimostrato che il nutrimento proviene interamente dalle frequenze più elevate e più sottili dell'energia pranica (che indichiamo come energia fotonica), si ottiene la liberazione dal preconcetto bisogno del cibo. A questo punto si può indulgere al consumo di qualche alimento per il solo senso del gusto e del piacere, non per bisogno. Stiamo ancora indagando sulla profondità e complessità della psiche umana per quanto concerne la connessione del mangiare, quale attività fondata su basi emotive, con questo aspetto di noia. Come dice Sai Baba, una volta dominato il senso del gusto, si riesce a dominare tutti gli altri sensi.

Domanda: Si possono determinare rischi per la salute, problemi o carenze (di ferro ad esempio, o di vitamina B 12)?

Risposta: Riprendendo la domanda precedente, affermo che la vita è prana. Se una persona sceglie di essere alimentata dalle forze praniche, queste gli apportano tutte le vitamine e le altre sostanze necessarie per mantenere un corpo fisico, che nell'auto-rigenerarsi, diviene immortale. Da ciò si deduce che il sentirsi stanchi o avere problemi di salute deriva esclusivamente da un atteggiamento mentale, dal non aver saputo trasformare la propria struttura mentale/cellulare da cui si originano le proprie convinzioni. Personalmente non consiglierei questo viaggio iniziatico a chi non è ancora riuscito a sintonizzare il proprio campo energetico su questa nuova armonia, a chi non abbia appreso questa metafisica o la "legge universale dei quanti". Perché questa pratica sia proficua e non produca danni, occorre saper esaltare il nostro intelletto attraverso la ricerca e superare ogni preconcetto limitante.

Domanda: Il corpo e' soggetto a mutamenti fisiologici?

Risposta: Attraverso questa pratica di dominio della mente, si potrà cambiare a proprio piacere la forma del corpo. E ciò lo chiamiamo riplasmazione. Il nostro lavoro consiste nell'attivare e quindi utilizzare i quattro quinti del cervello, dove alberga la consapevolezza più elevata. Di solito si è troppo presi dalla "mente inferiore" tesa alla sopravvivenza nella realtà fisica, per poter esplorare il pieno potenziale umano. Ma una volta ottenuto il completo dominio dei bisogni elementari, allora si è liberi di esplorare la coscienza superiore, attraverso la meditazione ed altre pratiche tradizionali. Questa nuova coscienza ci permetterà allora di godere del nostro Essere illimitato.

Dal punto di vista fisiologico, la ghiandola pituitaria e quella Pineale, nell'accrescere le nostre capacità, fanno sì che la telepatia diventi prerogativa normale di molti individui. Una cosa che vorremmo fare è documentare questo lavoro con filmati, utilizzando macchinari moderni in grado di leggere i campi di energia, con la partecipazione di terapeuti accreditati sia nell'ambito della medicina tradizionale che di quella elaborata in ambito New Age: così fece il Dalai Lama nel 1991 in collaborazione con l'Università di Harvard. Stiamo pertanto cercando chi sia interessato a finanziare e sostenere questo progetto.

Domanda: Che cosa accadrà agli organi dell'apparato digerente? Si atrofizzeranno o si ridurranno?

Risposta: Se si osserverà il corpo all'interno, si potrà vedere un fiorire di energia, simile ad un'onda, che lo magnetizza. Ciò dipenderà dalla vostra decisione e dal vostro comando di venire alimentati pranicamente. Il prana allora affluisce attraverso i pori della pelle. Ciò mi fa ricordare il modo di nutrirsi delle balene, che filtrano ettolitri di acqua per nutrirsi del plancton. Il guardare allora gli organi, le ossa, il flusso sanguigno, produrrà un'impressione meravigliosa. Quel che di solito "vedo" è un riflesso di salute vibrante. Questa "diagnosi" interna basata sulla lettura intuitiva dei campi d'energia, la si raggiunge attraverso l'attivazione del sesto senso. La diagnosi dipende molto dall'essersi liberati delle scorie cellulari. É scoria un pensare negativo, un sentire negativo ed un alimentarsi con sostanze nocive.

Attraverso tecniche tradizionali si producono fenomeni facilmente comprovati: il metabolismo cambia e lo stomaco si riduce, dal momento che non è più impegnato nella "normale" funzione digestiva. Molti di noi hanno utilizzato terapie alternative, sia tradizionali che non tradizionali, ed hanno ottenuto risultati positivi. L'azzardo è dovuto al fatto che molte pratiche nel mondo occidentale non sono mai state sperimentate, per cui non si hanno modelli con i quali confrontarsi. In generale, comunque, una volta che si è riusciti ad alimentarsi col prana, la parte fisica non ha più patito malesseri di alcun genere.

La digestione e l'alimentazione costituiscono due problemi separati. Che gli organi, il sangue e le ossa, vengano nutriti con la so-stanza eterica del prana o con la sostanza fisica del cibo, essi manterranno e dimostreranno perfetta salute e vitalità. Per poter compiere una autodiagnosi, suggerisco che l'individuo richiami alla memoria il tempo in cui gli organi erano ben allenati nell' operare questo raffinato lavoro energetico e comandi piena consapevolezza di ciò:

questo faciliterà la pratica di una diagnosi energetica. Si tratta di un'azione puramente intuitiva che ci pone in grado di sintonizzarci e di connetterci con la Mente Universale o con la coscienza superiore. E comunque fondamentale tener presente il fatto che possiamo soltanto attrarre una vibrazione che rispecchi la nostra propria consapevolezza.

In sintesi diciamo allora che gli organi si mantengono in forma, quindi migliorano, raggiungendo la piena salute, nella misura in cui si esercita il completo dominio del corpo: allora si sperimenta una consapevole e illimitata capacità di creare la realtà. La sfida dell' alimentazione pranica è uno dei più potenti mezzi che conosco per verificare il potere della pura scintilla di energia che realmente ci sostiene. Senza di questa non potremmo vivere. Senza questa non conosceremmo il piacere, la gioia, oppure l'illimitato. Ecco il modo per richiamare tale potere: «Cara potente presenza dell'Io sono, io ordino il completo dominio di tutti i miei corpi inferiori, affinché tu possa manifestarti completamente. Io adesso esprimo completa-mente Magia Divina e Dominio e Paradiso in tutti gli ambiti, in alto come in basso. E così sia!». Che grande enunciato!

Un atteggiamento e un pensiero positivo producono una positiva esperienza di vita.

Oppure evocate la forza divina che è in voi, il Maestro interno, Dio, Padre o Madre creatori, o quel che voi volete.

Domanda: Che cosa accade agli organi del gusto? Forse si atrofizzeranno?

Risposta: Un grosso problema per chi vuole intraprendere questa pratica è la perdita del gusto, dei piaceri del palato. E importante non assumere un atteggiamento negativo in tal senso, sì da creare una dipendenza emozionale dal cibo, per cui possiamo continuare ad indulgere ad un piacere intermittente del cibo. Quel che abbiamo sperimentato è che le persone, quando smettono di mangiare, divengono desiderose di sapori molto forti o molto dolci, oppure oscillano fra le due tendenze. Con un po', del sapore desiderato si rimuove tale bisogno, mentre parallelamente si utilizzano metodi di riprogrammazione per eliminare la dipendenza dal cibo. E nostra intenzione che questa pratica sia piacevole e non negativa.

Domanda: E possibile tornare a mangiare? Possono sorgere dei problemi?

Risposta: La maggior parte della gente che compie questa pratica torna a mangiare senza alcun problema, e facilita questo ritorno all'alimentazione solida mediante ingestione di liquidi: dal brodo si passa alla frutta e alla verdura per giungere in fine a una normale alimentazione. La ragione principale per la quale la gente ricomincia a mangiare sta nella pressione sociale, nello stancarsi di apparire un diverso. Notate che del resto questa pratica non attrae molte persone; la maggior parte della gente che ne sente parlare, conclude o che è impossibile non alimentarsi, oppure pensa che non valga la pena di privarsi di qualcosa di così piacevole come il mangiare.

Domanda: Costituisce un problema la disidratazione? Che cosa bevono i breathariani? Soltanto acqua o anche altre sostanze liquide? Che cosa pensa della caffeina, dell'alcool o di altri stimolanti?

Risposta: Ci sono persone che non mangiano e non bevono, ma la maggior parte dei breathariani del mondo occidentale mantiene il rituale socializzante di una tazza di tè, per non essere completamente alienati. La maggior parte non indulge in alcolici, in quanto hanno un effetto negativo sui cambi di energia del corpo. Alcuni però pensano di potere, attraverso il dominio esercitato dalla mente, trasmutare in luce tutto quel che viene ingerito. Io personalmente preferisco sempre una buona tazza di tè!

Domanda: Ci possono essere problemi con la maternità? Una breathariana può allattare?

Risposta: Ho conosciuto solo una donna che ha partorito praticando il breatharianismo. Non ha avuto problemi di allattamento e il bambino era perfettamente in salute. Si ritorna a quello che è un problema mentale. Occorre una trasformazione mentale, occorre rendersi assolutamente conto che quando ci si nutre della forza vitale universale, il corpo fisico rimane vitale e gode di ottima salute.

Domanda: Si può divenire breathariani sin dalla nascita o c'è un'età minima per questa pratica?

Risposta: Molti bambini che vengono attualmente al mondo non provano il desiderio di mangiare. E una conseguenza naturale del loro elevato grado vibratorio e dell'alto livello di coscienza raggiunto. Per quanto concerne l'età minima, dipende dalla famiglia in cui si vive e dall'ambiente sociale, perché molti bambini vengono facilmente influenzati, al di là delle loro capacità innate. Sovente vengono limitati nelle loro capacità intuitive dagli adulti, che proprio per la loro età pensano di avere una maggiore conoscenza (principio discutibile a livello esoterico).

Domanda: Il breatharianismo può danneggiare la crescita, lo sviluppo fisico? Esistono dei breathariani grassi?

Risposta: Coloro che attuano questa pratica sono sempre in armonia, hanno un completo dominio sulla loro struttura molecolare e possono regolare a piacimento la loro misura corporea e la loro figura attraverso una riprogrammazione. Il corpo è un computer biologico, la mente è il software, la vita è la stampa. Se non piace la vita o un suo aspetto, si può riprogrammare il software. Un pensare positivo produce una vita di valore, un pensare senza limiti produce una vita senza limitazioni.

Per quanto concerne la domanda sui "breathariani grassi", dico che ci sono persone che hanno intrapreso questa pratica con l'intenzione di dimagrire. Ma poiché questa è una iniziazione sacra adatta al guerriero dello spirito, non sono stati in grado di continuare a seguirne i dettami, per cui hanno ricominciato a mangiare. L'intenzione di chi vuole intraprendere questo cammino deve essere pura. Al di là comunque di chi ricomincia a mangiare, considerate che il successo dell'iniziativa sta nel fornire un nuovo modello di conoscenza. La memoria cellulare deriva dall'esperienza di poter vivere mesi o anni alimentandosi col prana. Questa convinzione è trasferita nella memoria cellulare, cosa che determina un livello sottile ma potente di libertà.

Domanda: Che nesso ha questa attività col sonno? Tutti i breathariani praticano la meditazione? Sono ricchi di energia?

Risposta: I breathariani in maggior parte dormono la metà di quanto erano soliti dormire, odi quanto viene considerato giusto dormire. Essi dormono soltanto quando vogliono; di solito allo scopo di uscire dal corpo ed entrare in altre bande d'energia.

Per quanto concerne la meditazione, dico che costituisce il metodo più efficace per produrre armonia interiore. Essa ci permette inoltre di accedere all'illimitata natura della pura scintilla d'energia che è in noi. Molti breathariani hanno fissato la loro profonda consapevolezza in un eterno presente, e scelgono di meditare in maniera formale per la gioia del rimanere in silenzio senza distrazioni esterne, distrazioni ben diffuse nell'ambito della cultura occidentale. I livelli di energia sono fantastici, in particolare quando se ne ha piena convinzione. Ricordatevi di questo principio allorché intraprenderete il vostro viaggio iniziatico che vi porterà al dominio della mente sulla materia.

Domanda: Quali saranno gli influssi del breatharianismo sull'aspettativa di vita? È una fontana di giovinezza o conduce alla vecchiaia? Influenza la bellezza fisica?

Risposta: Non posso parlare a nome di tutti i breathariani, ma soltanto in base alla mia esperienza personale, per cui la mia immortalità fisica si sviluppa di pari passo con il principio del breatharianismo. L'indiano Giri Baia e Teresa Neumann, che ebbe le stimmate di Cristo, erano entrambi breathariani: essi invecchiarono serenamente e Teresa morì. L'essere un breathariano non garantisce l'immortalità fisica, a meno che non si riprogrammino la ghiandola pineale e quella pituitaria, affinché secernano soltanto ormoni vitali. Per essere fisicamente immortale occorre abbandonare il preconcetto per cui la morte è ineluttabile, e depurare i campi di energia dei corpi di tutte le impurità intellettuali, emotive e materiali (attinenti cioè all'alimentazione). È un'azione di purificazione e costituisce lo strumento armonizzato nella maniera più sublime nell'orchestra del divino, che si rivela nella realtà fisica. Ciò vuoi dire allora che la fontana della giovinezza è connessa con un nostro atteggiamento mentale. Dal canto mio posso dire di esercitare dominio sul mio veicolo (il corpo fisico) e di non esserne schiava, ed è mia intenzione perseguire lo scopo che mi sono fissata nella vita: elevare il mio corpo verso la luce o disfarmene allorché avrò con-dotto a termine la mia opera, piuttosto che provocane la morte per negligenza o eccessi. Aggiungo che poche persone hanno capacità sciamaniche e possono trasformare a loro piacere il loro aspetto fisico. Il valore del resto non sta nella bellezza fisica, ma nella bellezza vibratoria.

Domanda: Questa pratica influisce sul campo sessuale e sulle relazioni sessuali?

Risposta: Molti breathariani che hanno un loro partner, seguono sovente la pratica tantrica, o quella taoista, per cui i flussi di energia sessuale stimolano sia l'orgasmo cerebrale che quell6 sessuale. Questa pratica fa in modo che l'energia sessuale (chakra di base e chakra sacrale) venga incanalata assieme all'energia spirituale (corona e chakra frontali) e all'energia di un amore incondizionato (chakra del cuore) mediante la tecnica dell'orbita microcosmica (come indicato da Mantak Chia, l'autore del Tao Yoga dell'amore)**.

Molti possono scegliere il celibato, e non per mancanza di possibilità di esprimersi sessualmente, ma in seguito ad una trasformazione consapevole della vita sessuale determinata dall'aver incanalato l'energia sessuale in una vibrazione creativa più alta, più raffinata. Le energie sessuali devono essere trasformate in una più elevata vibrazione oppure utilizzate per la procreazione o indirizzate mediante una pratica tantrica.

Domanda: I breathariani possono avere bambini? Ci sono breathariani che concepiscono?

Risposta: Certamente!

Domanda: Esiste un'organizzazione internazionale di breathariani e se esiste come funziona? I breathariani costituiscono un gruppo omogeneo o un movimento religioso?

Risposta: Assolutamente no. Per conto mio l'essere breathariana costituisce il 2 per cento del mio io, comunque e qualcosa di positivo che, assieme ad altri, sto sperimentando. La nostra accresciuta energia ha poi creato una serie di ramificazioni tese a combattere la fame nel mondo. Col nostro operato stiamo semplicemente cercando di fare in modo che la gente acquisisca un nuovo modo di essere che le permetta di liberarsi del bisogno del cibo, del dormire e persino delle costrizioni del tempo. Il controllo della temperatura del corpo, visto che questo non richiede cibo o sonno, è un derivato dell'essere senza limite e in grado di sfruttare il nostro pieno potenziale. Queste pratiche sono seguite da innumerevoli yoghi.

Disse Gesù: «Tutto quel che ho fatto lo potete fare anche voi, e meglio».

       Come già detto, sono una ambasciatrice del M.A.P.S., che è il movimento di una Società Positiva Ridestata. Coloro che sono interessati alla trasformazione personale e planetaria, per il bene di tutti, sono i benvenuti in quest'azione di sostegno, senza distinzione di credo religioso o altro. Il nostro notiziario, la Elraanis Voice, è dedicato alla ricerca e alla divulgazione di una illuminazione sia individuale che collettiva, che si rifletta in ambito sociale, economico, educativo e politico.

Domanda: Vi sono dei breathariani famosi?

Risposta: Il conte di Saint Germain, che compose le opere attribuite a Shakespeare: non lo si vide mangiare né bere in pubblico, e mantenne per secoli un'età indefinita. Maestri come Sai Baba, Babaji ed altri yoghi dell'Himalaya, i quali non hanno bisogno di alimentarsi. Altri maestri spirituali sono rimasti per 40 giorni senza acqua né cibo. L' "immortalista" più ragguardevole si dice sia Bhartriji, yoghi di duemila anni. Secondo Leonard Orr, il fondatore del Rebirthing, Bhartriji ha la sua residenza in un ashram nel villaggio di Bhartara, nel distretto di Alwar, nello stato indiano del Rajasthan.

Ecco ora in sintesi alcuni vantaggi derivanti dall'alimentarsi con la luce:

- Quel che non si spende in cibo lo si può spendere in vestiti:

bel vantaggio per le ragazze!

- Sarà dimezzato o annullato il tempo dedicato al sonno.

- Non dovrete perdere tempo per l'acquisto del cibo, per cucinare e per la pulizia della cucina.

- Avrete poteri metapsichici, come la chiaroveggenza, e il vostro essere acquisirà una luminosità straordinaria.

- Acquisirete un'energia illimitata ed altro ancora!

 

*JASMUHEEN è conosciuta a livello internazionale per l'adesione ai "Breatharians", un gruppo australiano che per primo ha intrapreso la strada dell'alimentazione pranica.

Da oltre venticinque anni pratica la meditazione e si occupa di ricerca metafisica.

Attualmente, illuminata da una "guida interiore", si nutre di "luce liquida", ottenendo da ciò un potere rigenerativo delle cellule senza aver bisogno di nutrirsi di cibo.

È ambasciatrice del "Movement of a Positive Awakened Society' (Movimento per una Società Positiva Risvegliata) che si impegna attivamente per la 'trasformazione personale e planetaria" e che diffonde il proprio pénsiero attraverso la rivista The Elraanis Voice.

 **MANTAK KIA: Tao yoga dell'amore, edizioni mediterranee Roma.

Accrescere la capacità di ascolto interiore: 15 principi per seguire la guida dell’anima





Accrescere la capacità di ascolto

Quindici principi per entrare in contatto con la propria guida interiore

Accrescere la capacità di ascolto interiore significa imparare a osservare con maggiore attenzione i nostri processi mentali ed emotivi. Questo percorso richiede presenza, onestà e una certa vigilanza, perché la mente tende facilmente a cadere in automatismi, giudizi e aspettative.

I principi che seguono non vogliono essere verità assolute, ma spunti di riflessione utili per chi desidera sviluppare un ascolto più profondo di sé e della propria dimensione interiore.

1. Mettere da parte i preconcetti

Creare uno spazio interiore “pulito”

Prima di cercare una risposta dentro di noi, può essere utile sospendere aspettative, previsioni e idee già formate su ciò che dovremmo fare o ottenere. Mettere temporaneamente da parte i preconcetti aiuta a creare uno spazio di ascolto più autentico.

2. Osservare i pensieri legati all’idea di “ingiustizia”

Durante la giornata può capitare che emergano pensieri legati a ciò che percepiamo come ingiusto. Notarli senza identificarci completamente con essi ci permette di comprenderne l’effetto sul nostro stato interiore. Spesso questi pensieri nascono dal confronto tra ciò che accade e ciò che avevamo immaginato.

3. Accettare gli altri come parte dell’esperienza

Accettare non significa necessariamente condividere. Significa permettere alle idee e alle opinioni altrui di esistere senza viverle come una minaccia. Questo atteggiamento favorisce fiducia, rispetto e una maggiore serenità interiore.

4. Mantenere una mente aperta

Ogni incontro può offrirci un punto di vista diverso. Anche quando le prospettive sembrano lontane dalle nostre, possono ampliare la comprensione e arricchire la nostra visione. Raramente una situazione viene colta nella sua totalità da un solo punto di osservazione.

5. Continuare a cercare senza forzare

Talvolta le risposte emergono lentamente. Evitare di cercarle esclusivamente all’esterno e concedersi il tempo di ascoltare ciò che accade dentro di noi può portare maggiore chiarezza. Forzare una soluzione immediata spesso aumenta la tensione invece di scioglierla.

6. Lasciare fluire le idee

Immaginare la mente come un fiume aiuta a non trattenere ogni pensiero. Alcune idee restano, altre passano. Il discernimento nasce dall’osservazione, non dal giudizio immediato.

7. Riconoscere il vero nodo della questione

Essere sinceri con se stessi è fondamentale. A volte la difficoltà non sta nel problema apparente, ma in ciò che evitiamo di guardare. Comprendere serve più a trascendere una situazione che a combatterla.

8. Coltivare la pazienza

Non tutte le risposte arrivano subito. Spesso emergono quando siamo pronti ad accoglierle. La pazienza diventa allora una forma di fiducia nel processo interiore.

9. L’ascolto riguarda prima di tutto noi

Le intuizioni che emergono sono utili soprattutto per il nostro cammino. Condividerle può essere arricchente, purché non nasca dal desiderio di convincere o correggere gli altri.

10. Avere fiducia nel processo

Quando la ricerca è sincera, la chiarezza arriva. A volte sotto forme inaspettate. L’ascolto interiore non è assenza di dubbi, ma disponibilità a rivedere le proprie certezze.

11. Orientarsi verso la verità

Chiedersi quale sia il vero obiettivo di una situazione aiuta a comprendere se siamo guidati dalla paura o dall’amore. La verità, quando emerge, porta con sé una sensazione di pace.

12. L’apertura mentale come chiave

Essere aperti significa permettere anche ai pensieri che non comprendiamo subito di esistere. Spesso le risposte arrivano più volte e in modi diversi prima di essere riconosciute.

13. Scrivere le intuizioni

Annotare ciò che emerge durante i momenti di ascolto aiuta a cogliere connessioni e significati nel tempo. Rileggendo, possiamo sorprenderci della profondità di certe intuizioni.

14. Fidarsi gradualmente

La fiducia cresce con l’esperienza. Mettere in pratica ciò che sentiamo, anche in piccoli passi, rafforza la consapevolezza interiore.

15. Le indicazioni non mancano

Spesso riceviamo più spunti di quanti ne utilizziamo. Imparare a riconoscerli senza timore e senza bisogno di approvazione esterna è parte del percorso.

Come capire se l’ascolto è autentico?

Non esiste un criterio unico, ma alcune sensazioni possono accompagnare un ascolto profondo:

  • una sensazione di chiarezza o armonia

  • l’assenza di pressione o urgenza

  • una percezione di naturalezza nel fluire degli eventi

  • conferme che arrivano senza essere cercate

L’ascolto come benedizione

Educarsi all’ascolto interiore può trasformarsi in un’esperienza di crescita, pace e maggiore consapevolezza. All’inizio può sembrare uno strumento per trovare risposte; col tempo diventa un modo di vivere più allineato e presente.

L’ascolto non elimina le difficoltà, ma può cambiare il modo in cui le attraversiamo.

Liberarsi dal Peso del Passato e dall'Ansia del Futuro: Il Potere di Adesso (Freeing Yourself from Past and Future: The Power of Now)

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