lunedì 17 novembre 2014

poesie spirituali


Lasciami compiere il mio lavoro ogni giorno; e se le ore buie della disperazione dovessero sopraffarmi, possa ricordare la forza che mi ha sostenuto nella solitudine di altri momenti.

Possa ancora ricordare le splendide ore che mi vedevano camminare leggero sulle quiete colline della mia fanciullezza, o sognare sulla riva di un fiume calmo, quando una luce ardeva dentro me, ed io promisi al Dio della mia giovinezza di avere coraggio tra le tempeste dei tempi nuovi.

Liberami dall’amarezza e dalle passioni effimere dei momenti di debolezza. Possa ricordare che la povertà e le ricchezze sono dello spirito.
Anche se il mondo non mi conosce, possano i miei pensieri e le mie azioni essere tali da farmi rimanere in pace con me stesso.

Solleva i miei occhi dalla terra, e non farmi dimenticare il valore delle stelle. Non permettere che giudichi gli altri per timore di condannare me stesso.
Non lasciarmi seguire il clamore del mondo, ma fammi camminare sereno lungo il mio sentiero.

Dammi degli amici che mi amino per come sono; e conserva sempre accesa dinanzi ai miei passi incerti la dolce luce della speranza.

E anche se l’età o la malattia dovessero sovrastarmi, ed io non riuscissi a vedere realizzati i miei sogni, insegnami ad essere sempre riconoscente per la vita, e per i vecchi ricordi del passato, dolci e piacevoli; e possa il tramonto della sera trovare ancora in me un a
nimo gentile.
 (di Max Ehrmann)




Signore fa' di me uno strumento della tua pace.

Dov'è odio, ch'io porti l'amore.

Dov'è offesa, ch'io porti il perdono.

Dov'è discordia, ch'io porti l'unione.

Dov'è dubbio, ch'io porti la fede.

Dov'è errore, ch'io porti la verità.

Dov'è disperazione, ch'io porti la speranza.

Dov'è tristezza, ch'io porti la gioia.

Dove sono le tenebre, ch'io porti la luce.

Oh, Maestro, fa' che io non cerchi tanto:

Ad esser consolato, quanto a consolare;

Ad esser compreso, quanto a comprendere;

Ad esser amato quanto ad amare.

Sì, è donando che si riceve,

Perdonando, che si è perdonati,

Morendo, che si risuscita a vita eterna.
(di San Francesco d'Assisi)



Le persone sono spesso irragionevoli, illogiche ed egocentriche;
Perdonale comunque.

Se sei gentile, le persone potrebbero accusarti di essere egoista, di avere secondi fini;
Sii gentile comunque.

Se hai successo, troverai dei falsi amici e dei veri nemici;
Abbi successo comunque.

Se sei onesto e franco, le persone potrebbero ingannarti;
Sii onesto e franco comunque.

Ciò che per anni hai costruito, potrebbe essere improvvisamente distrutto da qualcuno.
Costruisci comunque.

Se trovi la serenità e la pace, esse potrebbero essere invidiose;
Sii felice comunque.

Il bene che oggi fai, domani le persone potrebbero dimenticarlo;
Fa' il bene comunque.

Da' al mondo il meglio che hai e potrebbe non essere mai abbastanza;
Da' al mondo il meglio che hai comunque.

Come vedi, in ultima analisi, tutto avviene tra te e Dio.
Non è mai stato in alcun modo tra te e loro.
(di Madre Teresa di Calcutta)



Tutti hanno paura del silenzio.
Tutti si sforzano di uccidere il silenzio.
Anche nei monasteri
Spesso c'è poco silenzio.
Perché appena l'uomo fa silenzio
Comincia a comunicare con se stesso.
Appena l'uomo fa silenzio
Comincia a vedere dentro di sé.
E vedere dentro di sé fa paura.

Bisogna creare isole di silenzio
Intorno a noi e nelle nostre occupazioni:
Sono isole di difesa, sono isole di ripresa.

Occorre creare isole di silenzio
per non essere soli.
Occorre creare isole di silenzio
Nelle occupazioni più assorbenti,
Per non essere dei travolti,
Per dominare le cose
E non lasciare che le cose ci travolgano.
Dio ci vuole dominatori delle cose,
Non fuscelli travolti dalle acque.


"Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: Dammi il tuo cuore, amami come sei... Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai.
Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non ricommettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami... come sei...
Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l'Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore? Figlio mio, lascia che io Ti ami, voglio il tuo cuore.
Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore di poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù ti amo". Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno ne' della tua scienza, ne' del tuo talento.
Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai... perché ti ho creato soltanto per l'amore.

Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allargare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia. Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore.
Conto su di te per darmi gioia... Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare... Ma ricordati... amami come sei... Ti ho dato mia Madre; fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro.

Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai... Va..."

 (di Mons. Lebrun)



Dio, concedimi
La serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
Il coraggio di cambiare quelle che posso cambiare,
E la saggezza di distinguerne la differenza.

Vivendo giorno per giorno;
Assaporando un momento per volta;
Considerando l'avversità come il sentiero verso la pace.

Accettando, come fece Lui, questo mondo corrotto per com'è,
Non per come lo vorrei.

Confidando che Lui aggiusterà tutto
Se mi abbandonerò alla Sua Volontà;

Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita
e infinitamente felice accanto a Lui nella prossima, per sempre. 

 
(di Reinhold Neibuhr)



Prendimi la carne dell'anima
piccoli brandelli di vita
fra le tue dita divine


Straccia il sangue
come un vento le nuvole
e fanne brina
per la terra martoriata


Sento lo strazio,
lo voglio
perché ti assomiglia
sulla via
ma anche la vita, gioiosa


saltella nello specchio del cuore
come le gocce sulla fine del temporale
nella pozza


prendimi la carne dell'anima
e impastale di preghiere
che cantino una passione di vita
che sembri dolore
ma è solo amore
(di Benedetta Cavazza Miciamalvina)




Dì... chi sono io?

Io sono,
pulviscolo nella luce del sole,
io sono il sole rotondo.

Alla polvere dico "resta"
al sole dico "continua a muoverti".

Sono la nebbia del mattino
ed il respiro della sera.

Sono il vento sopra il bosco
e la spuma sullo scoglio.
L'albero maestro della nave,
il timone, il timoniere,
io sono la scogliera corallina
sulla quale si arenano.

Sono una pianta con un pappagallo fra i rami.
Silenzio, pensiero e voce.
Il soffio musicale che attraversa il flauto.
La scintilla di una pietra.
Sono la candela e la falena impazzita che vi gira attorno,
la rosa e l'usignolo perso nella sua fragranza.

Io sono tutti i livelli dell'Essere,
la galassia rotante,

l'intelligenza che si evolve,
l'alzarsi ed il cadere,
ciò che è e quel che non è.

Tu che conosci Jalaluddin,
Tu, l'Uno nel Tutto,
dì, chi sono io?

Dì.... io sono te!
(Jalalud-Din Rumi)



A volte Vedo
A volte Amo.
Ma spesso sono lontano
Quando sento, io non sento
Quando vedo, io non vedo
Quando amo, io non amo.
Ma a volte accade..
l'oscuro velo cade
e TU.. SEI QUELLO.
Poi con un balzo mi allontano
e sono ancora io che amo.
Ma la Quiete del CENTRO
te la porti dentro
L' io non può cancellare la dolcezza
dell' AMORE UNIVERSALE.
Spesso vibro lontano
ma basta un salto dalla periferia al CENTRO
e di nuovo torno DENTRO
E cullata dal SILENZIO in MOVIMENTO
SENTO

Forse ancor non ricordiamo
ma degli angeli Noi siamo
rivestita d'incoscienza
abbiam la Magica Presenza.
Come abbiam dimenticato
non l'ho ancor visualizzato
ma la voce del mio cuore
mi ricorda con amore.
" Tu sei figlio delle stelle
non strisciare sulla pelle.
riconosci la tua Essenza
ed eleva la Coscienza"
Credi... d'esser separato
e ti sei identificato
così.. nasce il polverone
della tua generazione
Ora giunto è il momento
che ti sveli al lieto evento
sospingendo quel cancello
che racchiude il PURO AGNELLO.
Scoprirai così la gioia
e abbandonerai la noia
ritrovando quell'Essenza
che hai scordato alla partenza.
Sei da sempre coccolato
dolcemente accompagnato
ti ricordi quel bambino
che giocava a te vicino?
Ho inventato tanto Amore
per lenire il tuo dolore
sussurrando alla tua forma
"Sei LUCE oltre l'ombra"
Nello spazio senza tempo
Maya ha preso il sopravvento
avvolgendo nell'ebbrezza
LUCE CONSAPEVOLEZZA.
Pulsa ora nel tuo centro
e fluisci nell'evento
arrivando sta la sera
e RICORDARE IMPERA...

TU SEI UN ANGELO

Io so bene che dentro la mia stanza
c'è un amico invisibile,
non si rivela con qualche movimento
né parla per darmi una conferma.

Non c'è bisogno che io gli trovi posto:
è una cortesia più conveniente
l'ospitale intuizione

La sola libertà che si concede
è di essere presente.
Né io né lui violiamo con un suono
l'integrità di questa muta intesa.

Non non potrei mai stancarmi di lui:
sarebbe come se un atomo ad un tratto
si annoiasse di stare sempre insieme
agli innumerevoli elementi dello spazio.

Ignoro se visti anche altri,
se rimanga con loro oppure no.
Ma il mio istinto lo sa riconoscere:
il suo nome è Immortalità.
(Emily Dickinson)

Spirito Santo, Tu che sorreggi la Creazione
sorreggi anche la mia vita, così povera e fragile.
Attraverso la tortora che geme nei dintorni
tu esprimi il tuo fioco gemito.
Gemito che ascoltavo fin da bambino
dai misteriosi alberi verdeggianti
tra le quattro mura del collegio.
Tu conosci ogni secondo della mia vita,
tu sei presente in ogni mio respiro,
in ciascun battito del mio cuore.
Il tuo gemito scioglie il mio animo,
fa svanire le mie antiche ansie,
dona un dolce aroma alla mia vita.
Spirito Ricreatore, rigenera in me
attraverso il tuo gemito
l'antica fede semplice e cristallina.
Donami la capacità di abbandonarmi
liberamente tra le tue dinamiche ali.
la cui brezza ristora il mio animo.
Gemito, dolce gemito di colomba,
risveglia in me la gratitudine
e il desiderio di preghiera.
(di Pier Angelo Piai)



L’egual vita diversa urge intorno;
cerco e non trovo e m’avvio
nell’incessante suo moto:
a secondarlo par uso o ventura,
ma dentro fa paura.
Perde, chi scruta,
l’irrevocabil presente;
né i melliflui abbandoni
né l’oblioso incanto
dell’ora il ferreo battito concede.
E quando per cingerti lo balzo
-’ sirena del tempo -
un morso appéna e una ciocca ho di te:
o non ghermita fuggì, e senza grido
nei pensiero ti uccido
è nell’atto mi annego.
Se a me fusto è l’eterno,
fronda la storia e patria il fiore,
pur vorrei maturar da radice
la mia linfa nel vivido tutto’
e con alterno vigore felice
suggere il sole e prodigar il frutto;
vorrei palesasse il mio cuore
nei suo ritmo l’umano destino,
e che voi diveniste – veggente
passione del mondo,
bella gagliarda bontà -
l’aria di chi respira
mentre rinchiuso in sua fatica va.
Qui nasce, qui muore i! mio canto:
e parrà forse vano
accordo solitario;
ma tu che ascolti, recalo
al tuo bene e al tuo male;
e non ti sarà oscuro.



Il sangue ferve per Gesù che affuoca.
Bruciamo! dico: e la parola è vuota.
Salvami tutto crocifisso (grido)
insanguinato di Te! Ma chiodo al muro,
in fìsiche miserie io son confitto.
La grazia di patir, morire oscuro,
polverizzato nell’amor di Cristo:
far da concime sotto la sua Vigna,
pavimento sul qua! si passa, e scorda,
pedaliera premuta onde profonda
sai fa voce dell’organo nel tempio -
e risultare infine inutil servo:
questo, Gesù, da me volesti; e vano
promisi, se poi le anime allontano.
Bello è l’offrir, quale il fiorire al fiore;
ma dal sognato vien diverso il fatto.
Padre, Padre che ancor quaggiù mi tieni,
fa che in me l’Ecce non si perda o scemi!
A non poter morire intanto muoio.
Il sangue brucia: Gesù mette fuoco;
se non giunge all’ardor, solo è bruciore.
Maria invoco, che del Fuoco è Fiamma;
pietosa in volto, sembra dica ferma: -
Penitenza, figliolo, penitenza:
prega in preghiera che non veda effetto:
offriti sempre, anche se invan l’offerta;
e mentre stai senza sorte certa,
umiliato, e come maledetto,
Dio in misericordia ti conferma.




Dolce Padre,
un magico dì settembrino
venisti con palese amore
ad elargire sorrisi radiosi
fra le annose mura rossastre,
che severe e maestose
di antica gloria sfidano
l’implacabile aggressione del tempo.
Il prezioso messaggio pastorale
che esaltava l’essenza dell’umano
nel germe chiuso del materno seno,
pronto ad erompere come grano
maturo che si frantuma 
al divenire della nuova vita,
fu accolto e recepito
dal cuore immenso della città.
Vibrarono insieme l’ anime assopite,
la dolce suadente parola ruppe
e scalfì la crosta dell’incolta
zolla, per formarla al seme 
fecondo del Divino.

T’inseguimmo esultanti per ripide
strade mai paghi di vederTi.
Affinché la Tua immagine
di solerte Pastore si imprimesse
viva nella mente di ognuno 
e potesse riemergere evocativa,
nel silenzio ascoso dell’anima.
Apostolo di fuoco,
scintille ardenti riattizzarono
le spente ceneri.
e bruciarono vivide, rovi
e sterpi dei tiepidi cuori,
Con Te obliammo diuturni affanni
e le inquietudini profonde.
Ora fortifica con trepide preci
la fede ritemprata e benedici
la fiera gente senese.
Infaticabile riprendi il cammino
per le vie del mondo, donando
a tutte le creature l’universale
messaggio d’amore.

Sessualità e religione spirituale

La Magia Sessuale è antica, estremamente potente ed è il principio della Creazione. Quando parliamo di Magia Sessuale, parliamo di una conoscenza circa l’uso cosciente dell’Energia Sessuale in noi, un maneggio normalmente sconosciuto, per l’uomo quotidiano. Il piacere sessuale è spirituale, benché la nostra cultura lo abbia degradato ad un semplice atto riproduttivo e a volte meccanico.
Per il Mago il Sesso è arte, è poesia, è musica, estasi, rapimento, devozione, adorazione, consegna. E la chiave sta nel maneggio della sua Energia Sessuale, la quale egli cura come suo proprio essere, poiché lì si situa l’immagine dell’uomo perfetto. Lì sta il Cristo. Così la donna è la Divina Madre, l’eterna amante, Shakti, la moglie di Shiva. L’uomo è Shiva, lo Spirito Santo.Il piacere sessuale, il momento di maggiore intensità, sono lo stesso Spirito Sacro e la Divina Madre nella sua manifestazione fisica. Dal miscuglio intelligente dell’ansia sessuale con l’entusiasmo spirituale, sorge come per incantesimo la coscienza magica. Dobbiamo con urgenza liberarci dell’ombrosità corrente quotidiana dell’accoppiamento volgare comune, ed entrare nella sfera luminosa dell’equilibrio magnetico, della “riscoperta” nLa Magia Sessuale è antica, estremamente potente ed è il principio della Creazione. Quando parliamo di Magia Sessuale, parliamo di una conoscenza circa l’uso cosciente dell’Energia Sessuale in noi, un maneggio normalmente sconosciuto, per l’uomo quotidiano. Il piacere sessuale è spirituale, benché la nostra cultura lo abbia degradato ad un semplice atto riproduttivo e a volte meccanico.
Per il Mago il Sesso è arte, è poesia, è musica, estasi, rapimento, devozione, adorazione, consegna. E la chiave sta nel maneggio della sua Energia Sessuale, la quale egli cura come suo proprio essere, poiché lì si situa l’immagine dell’uomo perfetto. Lì sta il Cristo. Così la donna è la Divina Madre, l’eterna amante, Shakti, la moglie di Shiva. L’uomo è Shiva, lo Spirito Santo.
Il piacere sessuale, il momento di maggiore intensità, sono lo stesso Spirito Sacro e la Divina Madre nella sua manifestazione fisica. Dal miscuglio intelligente dell’ansia sessuale coell’altro, di “trovare in sé il sentiero del filo del coltello“, “la strada segreta che conduce alla liberazione finale“.
In generale si sente parlare di Magia Sessuale, chiamata anche “Magia Rossa” o “dei Desideri”, mentre più raramente si trovano informazioni sull’Alchimia Sessuale. Nonostante i due termini siano usati in modo interscambiabile, della prima, l’opinione dei più, è che si tratti di Magia Nera, pertanto di qualcosa di pericoloso e praticato da persone deviate e senza scrupoli per scopi puramente materiali o peccaminosi; della seconda si dice invece, che serva all’evoluzione spirituale e vada praticata sotto stretto controllo, seguendo precise prescrizioni e tecniche, in modo che possa rientrare nelle pratiche della cosiddetta Magia Bianca.
All’alba del XXI secolo, nonostante la Rivoluzione Sessuale il Sesso è ancora considerato qualcosa di imbarazzante di cui parlare, in quanto trattasi di cosa “infida”, “sporca”, “peccaminosa”, “proibita”, “patologica”, “amorale”, in una sola parola “demoniaca”, utile solo a produrre perversioni e violenza, e a tentare verso gli effimeri appagamenti della carne, ma per fortuna basta recarsi in una qualsiasi libreria per essere informati che il Sesso è esattamente anche il suo opposto, ovvero un potere dirompente e rivoluzionario, completamente gratuito e alla portata di tutti, capace di smuovere energie e rendere l’individuo intellettualmente e spiritualmente libero, felice, allegro ed appagato, quando viene ovviamente vissuto nel pieno rispetto reciproco.
Esistono anche in questo caso due facce della stessa medaglia. Il Sesso non è un male di per sé, anzi, tutto sta nell’uso che se ne fa.
Tutti sanno che non è mai lo strumento ad essere dannoso, ma la mente di chi lo usa ed il Sesso è effettivamente uno strumento per produrre energia. Anzi, verrebbe da dire che si tratta dell’unica altra fonte di energia veramente rinnovabile, inesauribile, pulita, alla portata di tutti, insieme alla luce solare.
Il “colore” di questa energia invece, siamo noi a definirlo, a seconda dei “colori” che abbiamo dentro, così alcuni useranno “davvero” il Sesso Sacro come sistema di trascendenza ed evoluzione morale, potenziando la loro energia vitale e spirituale, mentre altri ne faranno “davvero” uno strumento di sfruttamento, coercizione e violenza. Quando si parla di Sesso Sacro, implicitamente lo si assimila all’Amore, ai sentimenti, all’affettività vissuta attraverso i sensi.
Come distinguere una strada da un’altra non è semplice, tuttavia la differenza è determinata dal maggior o minore livello di ignoranza di coloro che dovrebbero trasmetterci le loro conoscenze e di noi che le accogliamo, quindi possiamo renderci conto delle differenze solamente vivendo, cioè attraverso l’esperienza personale ed il confronto con l’esperienza altrui.
Per “ignoranza” s’intende una minore esperienza emotiva ed affettiva, pertanto una ridotta capacità di trasmettere conoscenza spirituale, amore e saggezza. Al massimo si può dire che il confine tra l’abuso e l’uso dell’energia vitale, si delinea nel momento in cui ci venga trasmessa una mentalità che ci rende liberi ed indipendenti, ma desiderosi di condivisione, oppure al contrario, si venga convinti che non sia necessario comprendere, ma solo obbedire, che non abbia senso cooperare, ma che sia meglio dipendere da altri, divenendo sfruttatori a nostra volta. Bisogna allontanare l’ignoranza in favore di un’autocoscienza personale, ma anche collettiva, essendo la società nient’altro che l’insieme di questi stessi individui che credono nella fratellanza e l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, senza distinzioni di sesso, razza, censo e credo. Un buon sistema di autovalutazione potrebbe essere quello di vedere se l’ago della nostra bilancia interiore sia più spostato verso la Venere o verso il Marte, del famoso ed omonimo quadro dell’ermetista neoplatonico, Botticelli.
Se volessimo, in ogni caso, provare ad ipotizzare come dovrebbe essere l’Alchimia Sessuale a livello ideale, cosa potremmo rispondere?
Niente di più, niente di meno che si tratta di una tecnica. Una tecnica che trasforma le Energie Sessuali, potenziando l’energia vitale e trasformando la sfera emotiva e spirituale. Si tratta di superare, con l’una o l’altra tecnica, i limiti della coscienza puramente individuale legata all’organismo fisico e al suo mentale. È una specie di esaltazione, controparte attiva di ciò che nei mistici è l’Estasi. Ebbene, già da Platone fu riconosciuta la possibilità che l’Eros metta l’uomo in tale stato, al segno che egli assimilò, su chi è trasportato dall’Eros al veggente, all’iniziato dionisiaco, al profeta, al vate.
Considerando più tecnicamente le cose, per giungere a tanto occorre destare ed impiegare la forza del Sesso nella sua dimensione più profonda, elementare, andante al di là delle semplici sensazioni e dalla stessa concupiscenza carnale. Congiungendosi, in base a tale presupposto, con una donna, nello sviluppo dell’orgasmo e nell’apice di esso può determinarsi uno stato di «apertura», il contatto col sovrasensibile, contatto che per la sua stessa natura può rendere possibili azioni a carattere magico, sovranormale.
L’orgasmo sessuale è equivalente al potere della Forza Vitale. Al momento dell’orgasmo si entra automaticamente in un breve stato di trance, e la potente energia orgasmica può essere indirizzata ed inviata. Viene visualizzata come una luce brillante come il sole, e può essere diretta in forme pensiero, nei propri desideri, “talismani“, e così via.
Bisogna però partire dall’idea riconosciuta da ogni seria tradizione iniziatica, ovvero che la possibilità di provocare per via extranormale, magica, determinati fenomeni e di influenzare leggi e processi, è condizionata essenzialmente da uno stato speciale nell’operatore, che conduce ad un successivo stato di «autotrascendimento attivo».
Il presupposto per l’autotrascendimento è una fusione completa con la donna nell’orgasmo, l’essere completamente portati dall’onda nel Sesso svegliato in un’intensità elementare. Proprio nell’apice di questa esperienza dovrebbe essere il momento «operativo», ossia il momento in cui l’uomo, da solo o congiuntamente con la donna che egli sta possedendo, dovrebbe usare immagini, lanciare ordini, procedere a «proiezioni» e ad evocazioni.
Il lavoro psichico, proiezione astrale, ed altre cose che richiedono sensibilità aumentata, sono molto più facili dopo un intenso orgasmo. L’Estasi è un’esperienza incomunicabile, è qualcosa di mistico e contemporaneamente sessuale. Sono due aspetti di una stessa cosa. L’energia che produce l’estasi sessuale, è la stessa che ci porta all’estasi mistica.
Qualsiasi altra forma di mescolamento e distillazione di energie mentali e spirituali che non comporti l’assoluta possibilità per tutti di ottenere gli stessi risultati, non è più Alchimia. La filosofia dell’Alchimia nasce come assolutamente cooperativa e paritaria, il non comprenderlo e comportarsi diversamente è solo triste imitazione dell’Alchimia. Le differenze nascono a partire dagli obbiettivi che animano gli individui, ma non dal principio che anima l’Alchimia.

Si può dunque intendere l’Alchimia Sessuale, sfrondata di connotazioni negative ed intenzioni egoistiche, come uno dei campi di azione dell’Alchimia spirituale. La parte sessuale serve a liberare e trasformare le Energie Sessuali in Energie Vitali, mentre la parte alchemica che si occupa della sfera delle trasformazioni emotive e psichiche più profonde, ha il compito di distillarle e raffinarle, rendendole molto più potenti tramite l’autocoscienza.
Tutti sanno che il Sesso senza la partecipazione attiva e volontaria della mente e dell’anima, non è niente. Se non si prova nessuna emozione, nessuna sensazione di fusione e scambio che un’unione così intima può creare, il risultato finale sarà solo di svuotamento. Quando invece “materia e spirito” si percepiscono l’un l’altra e si fondono in una “cosa” sola, producono un’energia che riempie ed arricchisce maggiormente chi la “evoca”, se viene incanalata verso la crescita interiore.
Cercando di essere più chiari, la parte sessuale scopre e mette a nudo l’IO nella sua interezza indifferenziata. È l’abito mentale che cade, ma è responsabilità dell’Alchimia fare da Specchio a questa nudità interiore, per dare un senso a questa liberazione, facendo conoscere l’IO a se stesso. Nell’Alambicco chiuso “ermeticamente” il sottile si separa dallo spesso, finché il Tutto viene ricomposto uguale e mutato in un’unica sostanza, in un’unica immagine.
Alchimia e Magia Sessuale coincidono quindi nell’unica definizione di Alchimia Sessuale, e non possono e non devono venir separate, come la mente dal cuore, l’istinto dalla ragione. Per lo stesso motivo gli Esoteristi di altra tradizione che si rifanno a termini alchemici, divenuti ormai parte del bagaglio culturale comune, sovrappongono e scambiano continuamente i due termini per rendere più chiaro e profondo il significato della loro Magia Sessuale. In questi casi sarebbe più corretto parlare di Magia Sessuale (di natura) Alchimistica, di una specifica scuola esoterica, in altri casi ci si accorge che si parla effettivamente solo di Magia Sessuale.
L’Energia Sessuale che viene risvegliata con la Magia e l’Alchimia, è la stessa che in India è chiamata Kundalini (dalla radice Kundalin, che significa “circolare, spiraleggiare, serpeggiare”) e che i Cinesi identificano con il Ki. In Occidente l’Alchimia codifica il sistema energetico umano con il Caduceo di Mercurio e i suoi due Serpenti intrecciati intorno al bastone centrale. Nella Cabala i serpenti si trasformano nei tre pilastri dell’Albero della Vita: uno centrale e due laterali, la cui funzione ricorda quella dei bracci di una Bilancia Spirituale con cui cercare un equilibrio interiore dinamico.
In Cina i pilastri sono localizzati uno anteriormente e l’altro posteriormente alla colonna vertebrale, e i loro nomi sono Meridiano della Concezione e Meridiano Regolatore. Il primo agisce sull’energia Yin e presiede agli organi sessuali, il secondo su quella Yang, scorrendo lungo tutta la spina dorsale, come ne fosse il pilastro. Yin e Yang sono i due principi spirituali che uniti insieme formano il Tao, la Via dell’equilibrio degli opposti complementari. L’energia vitale dell’Universo si distribuisce attraverso canali “secondari” che s’intersecano con i due principali, e possono venir stimolati anche con altri sistemi, come l’Agopuntura o la Digitopressione.
In India i due meridiani sono conosciuti come Ida (il canale chiaro di energia femminile, il cui nome significa “fresco, corrente o flusso di venerazione“, che sale a spirale dal testicolo sinistro alla narice destra) e Pingala (il canale caldo di energia maschile, che significa “di colore solare, bruno fulvo” che sale dal testicolo destro alla narice sinistra). I due canali sono posti lateralmente ed intorno al canale mediano della colonna vertebrale,Sushumna (“ricco di estasi, altamente benedetto“), cioè la Via lungo la quale il “Serpente” (Kundalini) sale e scende. È un asse dritto detto “infinito”, Ananta, che si estende fino all’ugola e contiene i livelli della realtà che vanno dagli elementi sottili alle energie Kala. In altre parole dalla Kundalini risvegliata sorge un asse che simboleggia la via regale (la Sushumna) il quale, andando al centro, fino a Lambika, termina nel Brahmarandhra, e l’Universo intero prende l’aspetto di un loto.
Gli specifici punti lungo i quali i Serpenti, i Cammini, i Meridiani e i Canali si incrociano, corrispondono a nodi energetici che in India sono detti Chakra e nella Cabala, Sephiroth. Tutti i popoli riconoscono, dunque, l’esistenza di un’energia che scorre, che si concentra, si distribuisce, si blocca (e si sblocca), viaggiando nella colonna vertebrale e distribuendosi lungo tutte le vie e centri del Sistema Nervoso e del Sistema Endocrino, in un sistema di ricircolo e scambio continuo. In questa prospettiva lo stesso essere umano viene considerato, nel suo insieme, un unico potente canale di comunicazione tra i diversi piani dell’Essere e dell’Universo, capace di ricevere, trasformare, far circolare e ritrasmettere la benefica Luce Spirituale o Fluido Cosmico, di cui ogni cosa è intimamente composta.
La direzione dell’energia è quella naturale della colonna vertebrale, che si irradia fino al cervello e si espande attraverso le terminazioni nervose periferiche. Lungo questa Strada Maestra, partendo dagli organi genitali, raggiunge la sommità della testa, per poi ricadere su se stessa come una poggia di gocce ghiacciate sulla schiena, sulle braccia, nella testa. Il suo “movimento” può essere paragonato ad un succedersi di onde, pulsazioni accelerate, brividi freddi, sensazioni di calore che salgono e scendono, che effettivamente ricordano lo srotolamento di un sinuoso serpente. Quando per un istante si concentra in certi punti, la sensazione può essere una piacevole pressione localizzata o una dolorosa compressione: l’aspetto psicologico della gioia come dell’angoscia, si manifesta materialmente nel corpo sotto forma di sensazioni fisiche grazie al rilascio istantaneo di neurotrasmettitori (crampi, contratture, nodo alla gola, pugno nello stomaco). Man mano ci si inoltra nel cammino di liberazione interiore, e tanto più le sensazioni intuitive si trasformano in consapevolezze, tanto più le capacità sintetico-deduttive diventano più grandi, le attività logico-intuitive più profonde, le percezioni empatiche ed extrasensoriali più chiare.
Ovviamente, queste perfette metafore energetiche non sono sorte dal niente, ma hanno avuto origine nel corso dei secoli, attraverso la sovrapposizione di vecchie conoscenze e nuove scoperte.
Richard Bach, in “Illusioni”, scrive: «Quella che il bruco chiama fine del mondo, il maestro la chiama farfalla». Niente, infatti, si ottiene senza fatica, ma ogni sforzo viene sempre premiato se si impara a trasformare l’energia.
Come una pianta cerca la luce, Kundalini cerca l’illuminazione, eliminando i blocchi energetici che la ostacolano, causando in tal modo la comparsa dei sintomi precedentemente elencati. Una persona completamente evoluta conseguirà poteri paranormali straordinari, una profonda consapevolezza spirituale, e verrà effettivamente considerata un genio o un essere divino.
Per estendere l’argomento, aggiungiamo che la purificazione Kundalini è sempre accompagnata dalla depressione, poiché le energie sono, letteralmente, confinate nel profondo del corpo, per favorire la crescita umana. Parlare di depressione equivale a dire che “qualcosa” viene riportato alla luce per essere osservato: a prescindere dalla depressione psicotica o chimica, la pura depressione coinvolge tutti i processi energetici che avvengono nell’uomo ad un certo punto della sua vita. Con essa si raggiunge un livello più profondo di comprensione, di volontà, di compassione, nonché profondità di pensiero e grande capacità creativa.
Bisogna vivere le proprie depressioni, ma occorre considerarle come una sorta di processo creativo, penetrarne le energie, amplificarle e poi ascoltarle. L’aspetto positivo sta nel fatto che così la Kundalini eccedente provoca nel soggetto un’evoluzione personale dall’interno. Se il risveglio di Kundalini si trova così associato alla comparsa delle categorie dell’Universo, è perché il corpo individuale non differisce essenzialmente da quello universale. Non c’è dunque bisogno di uscire dal corpo per scoprire gli elementi dell’Universo come sostengono i Necromagi, è sufficiente piantare il pilastro della conoscenza al centro stesso di tutte le attività, perché l’Universo sia allora pieno di Coscienza.
Il cambiamento interiore ovviamente influisce anche con una positiva ricaduta sul corpo, che viene a godere di un maggior benessere che prende il nome di “Ipervitalità” e “Superpotenza”. Bonnet elenca questi benefici fisici: aumenta dapprincipio le forze e le energie, in seguito le accresce; diminuisce la fatica; conferisce maggiore capacità di recupero; migliora la lubrificazione generale degli ingranaggi e delle complessioni, ingenerando distensione, minor stress e sensazione di benessere; aumenta quantitativamente e migliora qualitativamente il rendimento delle facoltà (maggior rapidità e minor numero di errori, maggior finezza ed acutezza, profondità, e così via); risveglia quasi sempre sopite facoltà e ne palesa di nuove, indubbiamente latenti ma sempre sconosciute…
È importante ricordare che liberare Kundalini non è pericoloso perché non si corre mai il rischio di “esaurire le batterie”, al contrario invece dei metodi basati sull’impiego della volontà, che esigono senza possibilità di compensazione, sfiniscono ed assorbono senza fornire nessuna possibilità di recupero, moltiplicano le tensioni e gli attriti, irritano, infiammano, consumano fino all’osso e rovinano fino all’anima…
Anticamente la Magia Sessuale era insegnata in gran segreto, nei tempi di iniziazione, e come contano alcuni adepti, era insegnata solo questa arte al discepolo Sveglio. Il discepolo che accetta le direttive di Magia Sessuale apprende il modo di esercitare il “volitismo” (in sintesi il dominarsi in ogni circostanza, ampliare il proprio orizzonte intellettuale ed accrescere le forze individuali), il “decretismo” (la capacità di promanare ordini ineluttabili, di indurre in altri desideri, pensieri e sentimenti, il potere di creare entità, è la qualità dittatoriale, la potenza positiva dell’essere umano) ed il “posismo” (realizzazione dello stato recettivo od emissivo mediante la capacità di concentrazione ed astrazione, ed una posizione speciale del corpo).
Questi principi della Magia Sexualis vengono esercitati con l’aiuto di mezzi materiali che facilitano il lavoro, e che danno le chiavi per l’acquisto di una forza la quale, a seconda dei casi, con la rapidità di un lampo, può apportare la benedizione o la dannazione. Tale forza rassomiglia a quella che scatena la furia degli elementi della natura; ma l’iniziato, avvertito e sapiente, la padroneggia vittoriosamente.
Mentre le tecniche dell’Alchimia Sessuale restano segrete, dato che riguardano l’intimità interiore e l’esperienza personale incomunicabili a parole, quelle della Magia Sessuale più o meno alchimistica invadono le librerie. Numerose sono le reinterpretazioni di manuali sessuali orientali, portati in occidente per vie commerciali nel periodo coloniale, destinate non più ai bordelli, ai circoli privati o ai cenacoli occultistici, ma riadattati al benessere della coppia del XXI secolo. Sono testi più “profani”, forse, ma contenenti tutto quello che c’è da sapere su tecniche e posizioni per una migliore e più sana attività sessuale in chiave spirituale, a partire da titoli come Tantra, un invito a vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in un modo libero e completo, a spiegazioni del Kama Sutra da tenere sul comodino vicino al Tao del Sesso Cinese, e a Come fare l’amore tutta la notte.
Se dunque una neodisciplina come la Sessuologia fa passi da gigante, occupandosi della crescita psicofisica dell’individuo attraverso libri e corsi dedicati a come riequilibrare le energie sessuali e a come imparare a relazionarsi meglio con se stessi e con gli altri, sul versante dell’antica tradizione esoterica, niente di nuovo sotto al sole. Continuano a circolare molti testi desueti e maschilisti (persino scritti da donne), che invitano all’utilizzo sperimentale ed acritico di tecniche parziali, totalmente decontestualizzate, che forse neanche gli Esoteristi di oggi prendono più alla lettera, sebbene si tratti di “briciole cadute dalle tasche” dei loro avi.
Il Sesso Sacro, nonostante la maggiore libertà sessuale, è in realtà poco praticato come tecnica spirituale in ambito esoterico. Coloro che utilizzano maggiormente la Magia dei Desideri non sono gli Esoteristi, ma coloro che sono interessati al potere politico, economico e religioso, che ben sanno che chi padroneggia il proprio desiderio e conosce quello altrui, non solo non è più sotto l’influenza di nessuno (a parte il suo narcisismo…), ma può dirigere e controllare i consensi e la direzione del mondo, o quantomeno del flusso di soldi nelle sue tasche.

Numeri Doppi vs Numeri a Specchio

  Numeri Doppi vs Numeri a Specchio: Sincronicità o Messaggi di Frequenza? Ti è mai capitato di guardare il telefono o l'orologio e le...