sabato 25 aprile 2015

mondo astrale


TEMPO ASTRALE E TEMPO TERRESTRE
Le informazioni che ci giungono dall'aldilà non sono tutte concordi circa il problema del tempo, se cioè ci sia un tempo e, in caso affermativo, in quale rapporto esso sia col tempo terrestre.
Alcune entità, interrogate in proposito, ammettono si l'esistenza di un tempo, ma sono risposte laconiche, che non chiariscono nulla circa la natura di questo loro tempo: "il vostro tempo non è il nostro", senza aggiungere altro ; un'altra ha così risposto: "da noi il tempo corre così in fretta che mesi sembrano giorni".
Siccome, d'altra parte, anche nella vita ultraterrena esiste un susseguirsi di eventi, deve pur esserci un tempo. Non essendo però un tempo scandito dall'alternarsi del giorno e della notte, né dall'avvicendarsi delle stagioni, con i ritmi che noi conosciamo, deve essere diversa la coscienza che in astrale si ha del tempo.
Secondo il viaggiatore astrale Daniel Givaudan, il rapporto tra tempo astrale e tempo terrestre sarebbe di 1 a 4. Cioè le azioni che in astrale egli compie in un'ora, richiederebbero sulla terra almeno quattro ore. Il che vuol dire che ad un'ora trascorsa sull'orologio terrestre, corrispondono quattro ore sul presunto orologio astrale.
E questo sarebbe confermato da quanto riferisce Peter Richelieu su questo argomento.
Terminata la visita all'Accademia, Archarya chiede al suo discepolo di vedere l'ora al suo orologio da polso: "Vedi quanto tempo è trascorso da quando hai lasciato il tuo corpo".
Peter prova a leggere l'ora, ma le lancette segnano, una dopo l'altra, tutte le ore da lui pensate. E questo perché in realtà quello era solo l'orologio che aveva immaginato di avere, creato dal suo pensiero. Per il semplice fatto di essere abituato ad avere indosso un orologio, si è trovato l'orologio al polso: ma non è un orologio reale, è solo un'illusione!
Allora Acharya si reca in volo là dove il corpo di Peter dorme e legge l'ora al suo orologio terrestre: era trascorsa solo un'ora e mezza. Quando Peter lo viene a sapere si meraviglia a tal punto da ritenere che il suo orologio si sia fermato. Egli, infatti, ha la sensazione di essere sul piano astrale già da molte ore.
"Presto capirai - gli spiega Acharya - che il tempo astrale differisce da quello che conosci a livello fisico. È esatto che è trascorsa un'ora e mezza da quando sei uscito dal tuo corpo fisico e noi abbiamo cominciato il nostro giro. Apprezzerai ancora di più quello che ti dico quando, domani, prenderai nota delle tue esperienze e ti renderai conto di tutto quello che hai fatto in un'ora e mezza del tempo del piano fisico..."

ATTIVITÀ DI PENSIERO NELLE SFERE ASTRALI
Abbiamo visto che nella terza sfera la vita è organizzata in maniera meno "materiale" di quanto avvenga ai livelli inferiori. Da ora in poi incontreremo individui il cui interesse per i divertimenti e i passatempi, puramente materiali e futili, si è esaurito durante la loro vita terrena. Potremo facilmente incontrare pittori e musicisti, al pari di ingegneri e artigiani, che si dedicano all'approfondimento dei loro studi e delle loro attività. Le esperienze astrali di chi in terra è stato un intellettuale illuminato, un uomo al di sopra della media, non possono non essere in accordo col tipo di vita da lui vissuto in precedenza.
Una volta lasciata la terra, questo tipo di uomo, in genere, sosta poco, o affatto, nei livelli inferiori, per dirigersi rapidamente verso quelle regioni dove avrà l'opportunità di proseguire qualche lavoro particolare, al quale era interessato. Molti studiosi "che hanno seguito con acume una data linea d'investigazione intellettuale e che sono trapassati con la sete d'imparare, continuano a studiare la loro materia con zelo infaticabile, inceppati solo dal loro stesso attaccamento ai metodi fisici di ricerca".
Secondo la legge di affinità, costoro sentiranno l'impulso di unirsi ad altri ricercatori, che hanno gli stessi interessi. Infatti, ai viaggiatori astrali capita spesso di assistere a riunioni di scienziati, di filosofi, di matematici, ecc., con i loro gruppi di studio e di sperimentazione. Per tutti costoro l'ambiente astrale, per le sue particolari condizioni "spazio-temporali", è molto più adatto per il loro lavoro di quanto non fosse il mondo fisico. Infatti qui lo spazio a quattro dimensioni può essere studiato con la possibilità di fare sperimentazioni.
Grandi maestri qui insegnano in scuole dove la gente può essere istruita in qualche particolare disciplina alla quale è interessata.
"Questa istruzione li mette in condizioni di nascere nella prossima vita col desiderio di continuare a studiare nella stessa direzione, in modo che almeno alcuni di essi potranno diventare a loro volta grandi maestri ed aiutare il mondo fisico a progredire nella cultura e nella sapienza.
Per un ego, le attività nei livelli più alti di quello fisico sono molto più interessanti dei divertimenti artificiali e delle attività di normale routine che noi proviamo nel mondo fisico.
Naturalmente l'ego sa bene che le nostre vite sul piano fisico sono necessarie alla sua evoluzione, ma la meta di questa aspirazione è sempre la stessa. Per l'uomo è emancipare se stesso e imparare il più presto possibile le lezioni che le nostre numerose vite sono destinate ad insegnarci. Così facendo egli sarà assai presto affrancato dalla necessità di rinascere e potrà passare a diverse e più interessanti esistenze, quali quelle che sono possibili solo a colui che ha imparato tutte le lezioni che doveva imparare attraverso l'esistenza fisica." 


LA QUARTA SFERA
È sulla quarta sfera che Peter Richelieu si trova ad assistere ad una scena fastosa, tanto sorprendente quanto inattesa: quella della promozione da spiriti di natura a deva. Egli è in compagnia di una giovane abitante permanente dell'astrale, che gli fa un po' da guida. Tutta la vicenda è così insolita ed è descritta con tanta dovizia di particolari che merita di essere riportata quasi per intero.
La cerimonia ha luogo in una piccola valle, chiamata "la valletta delle Fate".
"Appena ci avvicinammo vidi che la gente stava intorno ad un grande cerchio, in parte in piedi ed in parte seduta. Fiori selvatici erano stati legati insieme per trattenere la folla e non posso fare a meno di paragonare la bellezza di questa palizzata con quelle che vediamo sulla terra. Proprio all'interno del cerchio era stato eretto un palco, costituito da grandi zolle di muschio verde, con delle colonne ad ogni angolo, formate da fiori di ogni tipo e colore, intrecciati tra loro. Anche il tendone al di sopra del palco era fatto di felce molto delicata, non dissimile dalla nostra varietà di capelvenere. Il tutto formava un quadro assai bello."
Peter Richelieu viene a sapere che "quando per un gruppo di spiriti di natura è giunto il momento di passare al successivo stadio evolutivo, e cioè a quello di deva, devono dar prova della loro abilità ad una di queste assemblee".
La loro evoluzione può avvenire secondo le tre seguenti linee di lavoro:

1 - la linea dell'Energia, che opera per mezzo della musica e del colore;
2 - la guida del Mondo Vegetale, che si trasforma e progredisce per mezzo di esperimenti fatti in astrale dai deva;
3 - il lavoro in rapporto al Regno Umano.

"A questo punto un gruppo venne fuori da un bosco vicino a noi... Il gruppo consisteva di due figure centrali, entrambe sedute con le gambe incrociate su di un tappeto da cerimonia, fluttuante al di sopra del suolo di circa una iarda (circa un metro). Da ciascun angolo partivano corde di fiori intrecciati, strette nei becchi di numerosi uccelli, di tutti i colori immaginabili, e, mentre essi volando avanzavano come se spingessero in avanti il tappeto, gli altri deva che prendevano parte al corteo, fluttuavano maestosamente ai lati di esso. Uccelli più piccoli volavano avanti e indietro facendo cadere petali di rosa sul sentiero sul quale si muoveva il corteo. Ciascun uccello piombava al suolo, coglieva col becco un petalo dai cespugli di rose che crescevano ovunque e, tornato nella sua posizione mentre il corteo avanzava da lì lasciava cadere il petalo... Quando il corteo giunse a destinazione, i due personaggi seduti al centro del tappeto, vennero scortati ai troni preparati per loro sul palco. Il primo di essi era il capo e il secondo il primo Sacerdote, a giudicare dagli indumenti da cerimonia che indossava."
Tre distinti gruppi di spiriti di natura si presentano come candidati. Il primo gruppo deve comporre un brano musicale capace di esprimere il lento movimento di un fiume che attraversa regioni boschive, con alti alberi su entrambe le rive. Successivamente viene dato l'ordine, allo stesso gruppo, di dare espressione agli elementi (linea dell'Energia).
"Quando questo gruppo finì, la folla si alzò in piedi come un sol uomo, alzando le mani al cielo, invece di applaudire, come avremmo fatto noi."
Al secondo gruppo, formato solo da cinque elementi viene chiesto di "dimostrare il risultato di certi innesti, inerenti a fiori ed arbusti, ed a differenti tipi di frutta. Le risposte apparvero immediatamente come forme-pensiero che rappresentavano in modo molto chiaro i mutamenti di dimensioni e colori. Fu anche richiesto quali tipi di fiori potessero crescere insieme sullo stesso terreno e quale specie sarebbe morta... Anche questo gruppo sembrò soddisfare entrambi gli esaminatori e la folla. La tromba d'argento suonò di nuovo e il terzo gruppo, formato da spiriti di natura molto piccoli entrò nel cerchio e gli esaminatori crearono la forma-pensiero di tre bambini... I quali discutevano sulla favola di cenerentola. Subito si unirono ad essi gli spiriti di natura che entrarono a far parte del gioco... E assunsero le parti che di solito i bambini non gradiscono (lavoro col regno umano)."
Terminate le prove il capo degli esaminatori, consultatosi con gli altri esaminatori, ottiene dal capo dell'assemblea il consenso per la promozione degli spiriti di natura al rango di deva.
"Allora il Primo Sacerdote si alzò, si inchinò davanti al capo e solennemente si incamminò nell'arena dove si erano raccolti gli spiriti di natura. Per la prima volta si fece uso delle parole. Il primo sacerdote con le mani alzate intonò una invocazione nella stessa lingua sconosciuta che avevo udito nella radura della terza sfera; l'araldo allora gli consegnò una grande spada, la cui lama lampeggiò nella chiara luce astrale. Alzandola al cielo gridò alcune parole e lentamente si avviò verso il primo spirito di natura, che faceva parte di una lunga fila situata di fronte a lui. Pose la spada sul capo del primo e pronunciò due parole il cui significato sembrava che fosse: Dio con te (benché non sappia perché ho pensato a questo) e, come mi aspettavo, la forma dello spirito di natura, che era quella di un piccolo vecchio, mutò in quella di una fanciulla. La stessa cosa avvenne per tutti gli altri. Alcuni spiriti di natura maschi divennero deva maschi, altri mutarono sesso. Quei corpi appena creati apparivano tutti giovani. Stavo pensando al capo e alla meravigliosa opportunità che ci aveva offerto quando, senza alcun preavviso, sentii che il mio corpo mi chiamava e mi ritrovai sveglio nel mio letto a Colombo."

LA QUINTA E SESTA SFERA
Sarebbero abitate da ricercatori in numero ancora maggiore, che lavorano a vantaggio dell'umanità. Siamo nelle sfere superiori della controparte astrale del pianeta terra, dove medici, fisici, filosofi desiderano aiutare la terra nel modo che è loro peculiare. A questi livelli i problemi economici della terra sono discussi ed elaborati per mesi ed anni. Quando questi specialisti giungono a conclusioni certe, queste vengono impresse nelle menti degli esseri umani della terra che occupano posti di potere, dove la loro opinione può influire sui governi o sui potenti gruppi innovatori, affinché l'umanità sia aiutata a risolvere crisi troppo gravi per poter essere fronteggiate e superate con i propri mezzi. In questo modo nuove idee e nuovi metodi vengono alla luce e gradualmente sono adottati dall'umanità.

LA SETTIMA SFERA
La prima cosa che colpisce il visitatore astrale della settima sfera è l'assenza di costruzioni di qualsiasi tipo. Gli abitanti di questa sfera vivono quasi sempre in solitudine, giacché sono convinti che il loro progresso evolutivo può essere compiuto solo col completo isolamento e nel silenzio. Gli asceti della terra, dopo la loro morte, continuano lo stesso tipo di vita, nella meditazione e nella preghiera e, a tempo debito, giungono alla settima sfera del mondo astrale. Vi si possono incontrare ex appartenenti a ordini religiosi, che avevano la regola del silenzio e di una vita appartata. Essi qui si dedicano a lungo alla preghiera, onde ottenere aiuti per l'umanità. Per la loro esistenza non sono necessari alloggi e vivono all'aperto, in boschi o in luoghi fuori mano. In questa ultima sfera dell'astrale si trovano anche quegli esseri umani che sono di "transito", in attesa di raggiungere la loro destinazione nel mondo mentale. Questi umani sono accompagnati da guide che li aiutano a superare la "seconda morte". Il lavoro di queste guide (le quali non sono altro che uomini più evoluti) consiste nello spiegare nei dettagli che cosa si deve intendere per "seconda morte".
Le guide hanno il compito di rimuovere alcune paure che si annidano nella mente delle persone.

Il passaggio dall'astrale al mondo mentale è qualcosa che sfugge al controllo dell'individuo medio il quale quando giunge la sua ora deve lasciar cadere il suo corpo astrale, per il semplice motivo che non ha più esperienze da fare a livello astrale. Egli deve allora passare dapprima al mondo mentale inferiore, allo scopo di consolidare il lavoro mentale compiuto durante la sua esistenza terrena e aggiungerlo al serbatoio di conoscenze contenute nell'atomo permanente.
Una volta ricevute tutte le necessarie informazioni su questo passaggio, l'uomo si addormenta per risvegliarsi subito dopo nel mondo mentale. Qui egli viene accolto da quanti sulla terra erano a lui legati da profondi vincoli di affinità, come avvenne quando, giunto dalla terra nel mondo astrale, gli vennero incontro gli amici e i familiari che l'avevano preceduto.
Ma il viaggio dell'anima continua, perché il mondo mentale inferiore è solo un'altra tappa dell'itinerario attraverso il mondo di mezzo, che ha come meta il mondo causale, o mentale superiore. È qui, nelle più alte sfere del mondo mentale, che l'ego ha il naturale habitat. Tuttavia la spirale evolutiva si snoda, di ottava in ottava, su sempre nuovi piani di esistenza.
Nuovi mondi, abitati da essenze senza forma, attendono la Monade che ha appena portato a termine la sua esperienza umana, mondi che appartengono a dimensioni per noi inconcepibili, irradiati dalla Luce immortale ed eterna dello Spirito.


angeli incarnati





Lo scopo dei Servitori incarnati


Per poter avere un’ampia visione di base dell’origine dei percorsi di migrazione degli aiutanti dell’umanità, bisogna conoscere e comprendere almeno in parte la genesi e lo sviluppo dell’uomo moderno.
Anni fa, quando i primati della Terra non si erano ancora evoluti in creature bipedi semi-coscienti, una collettività di creatori celesti venne su questo Pianeta e vi “seminò” una varietà di nuove razze umanoidi (insieme a una miscellanea di forme di vita animali e vegetali) ai fini di un grande esperimento. Questo benevolo intervento delle stelle si estese per un lungo arco di tempo e in differenti punti di tutto il Pianeta, sotto la direzione di esseri spiritualmente e tecnologicamente avanzati, provenienti da altri mondi sparsi nell’universo. Di conseguenza, il processo di co-creazione genetica fu davvero complesso, e vi presero parte molte civiltà, per le quali molte forme di vita della Terra, inclusa quella umana, sono tuttora di grande interesse e rappresentano una sorta di investimento karmico. Riguardo all’umanità, il concetto base dell’esperimento planetario era di creare una specie assai differenziata, che si sarebbe alla fine evoluta fino a poter esprimere una coscienza davvero divina sul piano fisico, mostrando amore, saggezza e intelligenza spirituale su quello che all’epoca era conosciuto come il “Gioiello del Sistema Solare”: Terran, il pianeta Terra.
Fu così che, in tempi assai remoti, si stabilì un collegamento tra l’umanità e questi suoi progenitori interstellari, una relazione simile a quella genitore-figlio, e di conseguenza quelli che furono responsabili della creazione del moderno genere umano da allora proteggono e servono con amore e solerzia i loro “discendenti”, a volte anche incarnandosi essi stessi in corpi umani per poter portare avanti l’esperimento planetario e collaborare all’elevazione della coscienza sulla Terra. Sin dal suo emergere dalla primordiale antichità, comunque, l’umanità è riuscita ad attrarre a sé vari altri Guardiani e Benefattori oltre ai suoi “genitori” originali”, e sarà presto chiaro che non siamo mai stati davvero soli su questo piccolo Pianeta che fluttua ai limiti della Via Lattea.
Circa 18 milioni di anni fa, nel mezzo dell’Era Lemuriana, il Piano generale per l’estensione della coscienza di tutte le forme di vita terrestri, inclusa quella umana, fu affidato a un gruppo di eccellenze spirituali, provenienti soprattutto dall’avanzata civiltà di Venere, che accettarono i doveri e le responsabilità del nuovo governo planetario dell’interiorità della Terra, e che da allora guidano e assistono il nostro mondo. Questa grande corporazione di Signori, Maestri e Iniziati è spesso e con riverenza chiamata La Grande Fratellanza Bianca, La Gerarchia Cristica o semplicemente La Gerarchia Planetaria Spirituale, e alcuni dei suoi componenti si sono anche più volte incarnati, in passato, sul piano fisico per poter espletare alcune funzioni di vitale importanza. Oggi, in linea con la situazione attuale e i nostri bisogni, alcuni membri della Gerarchia Terrestre delle Grandi anime stanno di nuovo prendendo un’incarnazione fisica, in numero assai maggiore che nel passato.
Inoltre, durante la lunga storia del genere umano, oltre all’amorevole guida della Gerarchia Planetaria e in risposta alle invocazioni di diversi credenti e praticanti di scienze occulte, anche altre entità molto avanzate, le cui origini si dispiegano con gran variera in tutto il Cosmo, hanno tentato più volte di dare assistenza spirituale all’umanità. In passato, però, i loro consigli sono quasi sempre stati distorti dall’avida e maligna mente dell’uomo, che ha preferito sfruttare i segreti mistici e le verità superiori per scopi egoistici. La caduta di Atlantide e dell’antico Egitto sono tipici risultati di questo modello che si è ripetuto per secoli. Infatti, il cattivo uso che spesso la specie umana ha fatto del libero arbitrio ha talmente distorto e corrotto il progetto originale per l’armonioso sviluppo spirituale dell’umanità che ora il nostro mondo ha finito per essere conosciuto da vari esseri senzienti coi quali condividiamo questo nostro universo come “il pianeta oscuro”, motivo per il quale l’originale Piano Divino per la Terra è fallito. Di conseguenza, i nostri progenitori cosmici, insieme ai summenzionati Servitori ausiliari, si sono ora avvicinati al nostro Pianeta e stanno cercando di aiutare l’umanità a seguire il percorso del suo destino, ripristinando l’integrità dei loro insegnamenti (e, ovviamente aggiornando gli stessi) e, allo stesso tempo, offrendo ulteriore assistenza ovunque sia richiesta con sincerità.
Quasi tutte le prove delle visite di questi esseri semi-divini, e delle comunicazioni con loro, sono state in passato distrutte da disastri naturali e da forze malevole che hanno operato attraverso il forsennato egoismo di missionari corrotti e fanatici, conquistatori e tiranni teocratici. Eppure, sono rimasti alcuni indizi, ad esempio in Messico, in Perù e in Australia; nel frattempo, importanti nozioni storiche in precedenza perdute o nascoste stanno oggigiorno tornando alla luce, e ciò avviene per delle ottime ragioni, in quanto è finalmente concesso all’umanità di ricevere e capire tutta la verità.
Una parte relativamente piccola dell’insieme di Servitori che in passato si sono incarnati sulla Terra, lo hanno fatto per ancorare certe energie alla coscienza planetaria e per poter così conservare sul nostro mondo un minimo di consapevolezza circa il destino dell’umanità, una fase intermedia molto importante di ciò che sarà noto alla fine dell’attuale ciclo epocale: l’Era dei Pesci. Il loro è stato un compito davvero sacro, mentre un numero assai più consistente di servitori di Dio “minori” si è operosamente dedicato a ricoprire con successo funzioni di leader, innovatori e riformatori, fornendo così grande ispirazione all’umanità e, in generale, contribuendo all’espansione e alla crescita della coscienza umana.
Qualcuno ha dato a questi Sevitori il nome di “Semi stellari” (in inglese Starseeds), per sottolineare come le loro origini non siano terrestri e come molti di questi semi incarnati abbiano, nel corso della storia della Terra, lavorato per assicurare all’umanità la fioritura di un’epoca spirituale senza precedenti: la nascita di una Coscienza del Nuovo Mondo.
Comunque, come detto in precedenza, e a causa di varie influenze negative come la frequente azione della malvagità cosmica, il Piano originale non si è dispiegato secondo i voleri sia dei primigeni co-creatori dell’umanità che della Gerarchia Spirituale, il gruppo di Tutori dell’umanità recentemente designati. Dal momento che il nostro Pianeta è vitalmente connesso col progresso di molti altri sistemi nella galassia e, di conseguenza, ne influenza lo sviluppo, questa situazione ha dato vita a una grande e urgente necessità di ulteriore assistenza divina, e il numero dei Servitori che oggi agiscono sulla Terra, sotto forma sia fisica che incorporea, è di molto cresciuto per far fronte a quest’importante bisogno e per ristabilire il corretto equilibrio sul nostro Pianeta imprigionato, che si è tanto discostato dalla legge universale e, di conseguenza, è ormai quasi saturo di ignoranza, karma negativo e della tirannia delle intenzioni malvagie.
Per poter avere una comprensione ancor più profonda degli scopi dell’accresciuto influsso dei Servitori ad oggi incarnati sul nostro Pianeta (nonché dei suoi requisiti), è necessario esaminare con attenzione lo stato attuale, l’intento e la modalità operativa della stessa Gerarchia Planetaria della Terra, le funzioni e gli scopi della quale si riflettono tanto ai livelli superiori delle varie e diverse sfere della vita universale quanto a quelli inferiori: “Come sopra, così sotto.” Come l’umanità, anche la Gerarchia Planetaria sta attraversando un momento di crisi spirituale. Molti dei suoi membri sono ora davanti al Portale che conduce sulla Via dell’Evoluzione Superiore, e l’intero insieme della Gerarchia Terrestre attende con pazienza di poter muovere un unitario passo in avanti, parallelo - anche se su livelli differenti - a quello che sta per fare l’umanità.
Ora, secondo i dettami della Legge dell’Unificazione, i Grandi Spirituali del genere umano possono progredire solo nella misura in cui i loro sforzi comprendono le densità inferiori, incluso il piano fisico.
L’umanità e la sua Gerarchia di Grandi Anime sono indissolubilmente legate: sforzi, successi e fallimenti dell’una influiscono sempre sull’altra. Ecco così spiegata la necessità dell’incarnazione sulla Terra di alcuni membri dei Guardiani della nostra specie, e della dimostrazione della loro capacità di lavorare uniti dal piano fisico fino ai più alti livelli per poter oltrepassare tutti insieme il portale e procedere lungo la Via.
Molto più di un secolo fa, avendo osservato il livello di maturità della coscienza dell’umanità e, di conseguenza, avendo intravisto il suo potenziale spirituale, molti membri della Gerarchia Spirituale, per la prima volta in numero così grande sin dai tempi di Atlantide, presero l’innovativa ed entusiasta decisione di incarnarsi sul piano fisico per poter accelerare l’inevitabile processo di iniziazione del mondo. Purtroppo, le loro speranze furono presto deluse, soprattutto a causa della mancata cooperazione dell’umanità stessa, il cuore e la mente della quale sono stati a lungo schiavi di materialismo, separazione, paura e disinteresse. Tuttora sulla Terra predominano la mancanza di fede e l’egoismo, e così sono venute a mancare le condizioni necessarie e favorevoli affinché alcuni membri della Gerarchia potessero manifestarsi sul piano fisico. Per rimediare a ciò, i Grandi dell’umanità decisero che c’era bisogno di ulteriore supporto, e anche questa è una delle ragione del grande aumento di Servitori interstellari in questo importante momento del viaggio evolutivo della Terra.
La Chiamata fu fatta risuonare per tutto l’universo, e oggi cominciamo a sentire la risposta. Giungendo sulla Terra da una moltitudine di luoghi sparsi in vari mondi e dimensioni, i Servitori scelgono di incarnarsi sul piano fisico con una totale propensione all’aiuto, gli aspetti più vitali della quale saranno chiari al momento opportuno e in modi unici per ogni Servitore o gruppo di Servitori, ma sempre secondo i disegni del Piano Divino per il genere umano e il suo Pianeta. Da un certo punto di vista, questa loro separazione dalla propria dimora celeste e la conseguente proiezione nelle più dense materialità della Terra possono essere viste come un tremendo atto di sacrificio, ma sarebbe più corretto, in termini spirituali, definirle un grande gesto d’amore per l’umanità e per il Pianeta.


Questa bellissima poesia di Paramahansa Yogananda - egli stesso un devoto Servitore della specie umana - riassume i sentimenti e il comportamento di tutti i Servitori del Piano Divino risvegliati:

Il Barcaiolo di Dio


Voglio condurre la mia barca, molte volte,
Attraverso il golfo della morte
E tornare alle spiagge della Terra
Dalla mia casa in Paradiso,
Voglio caricare sulla mia barca
Coloro che aspettano, gli assetati,
Coloro che sono stati lasciati indietro,
E portarli alla piscina d’opale,
Iridescente di gioia,
Dove mio Padre distribuisce
La sua pace liquida che tutti i desideri soddisfa.
Oh, io tornerò ancora ed ancora!
Scalando milioni di vette di sofferenza;
Con i piedi sanguinanti io verrò,
Se ce ne sarà bisogno,un trilione di volte,
Finché saprò,
Di un fratello disperso rimasto indietro.
Io voglio Te, o Signore,
Per poterTi dare a tutti.
Liberami allora, Oh Dio,
Dalla schiavitù del corpo,
Così che io possa mostrare agli altri
Come liberare sé stessi.
Voglio la Tua benedizione eterna,
Solo per poterla condividere con gli altri;
Per poter mostrare a tutti i miei fratelli
La via per la felicità eterna,
Per sempre, in Te.

* * *
Il livello spirituale raggiunto dai vari tipi di Servitori, le loro origini eccezionali e le loro particolari finalità ed espressioni individuali sulla Terra coprono uno spettro davvero ampio, e la classificazione specifica anche di una sola parete di questi dettagli rappresenta un’impresa immane se non impossibile.
In ogni caso, si può affermare in linea generale che la (re)incarnazione dei Servitori più progrediti non è oggi dovuta al loro karma personale, né è ispirata unicamente dal loro desiderio di esperienza, come succede invece di solito per la maggior parte delle anime legate alla Terra che procedono attraverso i regolari cicli di apprendimento e riconciliazione karmici.
Oltre ai Servitori il cui intervento è stato in passato invocato sulla Terra e che hanno acconsentito a raggiungere il nostro Pianeta, quelle che potrebbero essere nominate “reclute d’emergenza” sono state recentemente richiamate da una preghiera di ulteriore assistenza emessa dai Servitori stessi, riconoscendo che molti dei loro membri sulla Terra non erano riusciti a sottrarsi alle influenze negative del Pianeta perdendo così di vista lo scopo stesso della loro incarnazione. I tanti preziosi Servitori che, negli ultimi decenni, hanno deviato dalla loro missione, hanno ritardato la manifestazione del Piano Divino per la Terra, causando gravi danni ad alcuni aspetti del suo programma. L’ego del nostro mondo è davvero potente, e tuttora continua il suo lavoro insidioso, inibendo o soggiogando i potenziali strumenti di assistenza divina al Pianeta.
Tutti i Servitori sono ora chiamati a dare il loro supporto nell’urgente processo di purificazione globale, elevando la coscienza planetaria in vista dell’ingresso dell’umanità nell’Era dell’Aquario. È di conseguenza comprensibile che il maggiore obiettivo dei Servitori in questo momento critico è elevare la vibrazione planetaria e stimolare così la coscienza umana, affinché la nostra specie sia pronta ad entrare in contatto col mondo delle idee spirituali e da quel momento in poi cooperare col Piano Divino. Il successo di un tale sforzo sarà il positivo orientamento dell’umanità verso ciò che è attualmente importante, la comprensione delle grandi sfide e opportunità odierne e la conseguente trasformazione della consapevolezza globale in vista della nascita del Nuovo Mondo.
È dovere dei Servitori sottolineare le immediate contingenze con le quali deve confrontarsi l’umanità e quindi indicare i cambiamenti necessari. Nel loro compito di attrarre, stimolare e riorientare l’umanità verso la sua innata natura divina (e, quindi, verso il reale significato della vita), i Servitori si sforzano di evocare aspirazioni superiori e una comprensione spirituale più profonda in una specie che ha dimenticato sia le proprie origini che le proprie finalità. Mostrando la gloria dell’avvento dell’Era dell’Aquario e dell’imminente destino dell’umanità, essi cercano di riaccendere le braci morenti dell’anima del mondo, dispersa ormai tra le quasi sei miliardi di confuse personalità che lo popolano (per non parlare degli altri innumerevoli esseri incorporei che dimorano nelle sfere sottili del Pianeta).  Offrendo la verità, i Servitori provano a ridar vita alla fiamma dello spirito umano, affinché quanti più uomini e donne siano pronti ad accogliere con gioia sulla Terra la grandiosità di ciò che ora giace appena un po’ fuori dalla portata del Pianeta.
Il segno zodiacale dell’Aquario è rappresentato da un portatore d’acqua: un uomo che ha sulle spalle una brocca così piena che l’acqua ne fuoriesce, senza che per questo il flusso diminuisca mai. I Servitori risvegliati - simbolicamente i portatori d’acqua dell’Era Aquariana - sono in grado di attingere alla infinita sorgente d’Amore, e, in virtù dei loro sforzi per creare un mondo migliore, di far sì che il flusso di questa “acqua della vita” scorra per tutti gli assetati.
I compiti che i  Servitori svolgono ai nostri giorni possono essere così riassunti:
1.         Mostrare all’umanità l’attuale fase del Piano Divino per la Terra.
2.         Istruire il genere umano circa le problematiche ora più immediate e urgenti.
3.         Condurre gli altri verso la realizzazione della propria divinità innata.
4.         Stimolare l’umanità a cominciare ad assumersi il suo proprio ruolo nel servizio planetario.
5.         Ripristinare il naturale equilibrio del pianeta Terra, e aiutare a risanarlo.
6.         Ricevere l’illuminazione dei mondi superiori e condividerla ovunque sia necessario per il progresso spirituale del genere umano.
7.         Fare da ponte tra il vecchio e il Nuovo - l’inferiore e il Superiore - ricevendo luce e amore dall’alto e, usandoli entrambi ai fini del loro amorevole obiettivo, sradicare il male, riabilitare la virtù, ancorare le nuove frequenze dell’Aquario al piano fisico, e così facendo aiutare a costruire il Nuovo Mondo che verrà.
Attualmente, sono ancora molto pochi gli esseri umani che comprendono fino in fondo cosa sta succedendo nel nostro sistema solare e sul nostro Pianeta. L’umanità non riesce a cogliere l’unica vera visione del futuro imminente e veramente non vede la bellezza e la maestosità del Piano che sta per attuarsi. In ogni caso, è con quella piccola percentuale di coloro che sono umilmente consapevoli dell’importanza del momento e che costituiscono il quorum necessario alla nascita della Coscienza del Nuovo Mondo che i Servitori possono lavorare, poiché questi individui, anche quando non raggiungono la piena conoscenza, sanno riconoscere la verità e la purezza degli intenti; condividono lo stesso senso di responsabilità, di comprensione dell’incombente, unica opportunità spirituale e sentono ora lo stesso bisogno di cooperazione dei Servitori che si stanno risvegliando. L’altruismo consapevole, l’abnegazione e l’amore saranno la carta d’imbarco che permetterà a questi membri dell’umanità di unirsi ai Servitori per salutare l’imminente Nuova Alba.


giovedì 23 aprile 2015

religioni nel mondo, quanti seguaci.


" Per me, la parola Dio non è niente di più che un’espressione e un prodotto dell’umana debolezza, e la Bibbia è una collezione di onorevoli ma primitive leggende, che a dire il vero sono piuttosto infantili. Nessuna interpretazione, non importa quanto sottile, può farmi cambiare idea su questo"A. Einstein
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Nel mondo (che conta 7.000.000.000 di abitanti) esistono...
30.547 religioni, dottrine, scuole filosofiche, credenze, sette, culti tribali
LE RELIGIONI SI DISTINGUONO IN
Rivelate: con Profeti, Dogmi, Leggi (l'Ebraismo, il Cristianesimo, l'Islamismo)
Le naturali: dette universaliste (con precetti etico-religiosi di senso comune)
Scuole: filosofiche-morali-politiche (elaborazioni razionali)
SONO COSI' DISTRIBUITE
Cristiana: 2.400.000.000 di fedeli
(divisa in 5 correnti (Cattolica 1.300.000.000 ; Protestante 550.000.000;
Ortodossa 225.000.000; Anglicana 73.000.000;
Orientali (Nestoriane e Neofista ecc.) 72.000.000).
Esistono inoltre altre 56 Chiese e 175 Istituzioni crist. varie)
Maomettana (Islam): 1.500.000.000 di fedeli
(divisa in 3 correnti principali (Sunniti, Sciiti, Kharigiti)
oltre a 65 movimenti e 145 sette varie)
Ebrea: 15.000.000 di fedeli
(divisa in 3 grandi correnti e 12 tribù religiose)
Induista: 1.000.000.000 di seguaci
(divisa in 2 grandi correnti (Visnuismo con 580 mil., Sivaismo con 220 mil.,
e altre 1256 sette varie con 200 mil.)
Buddhista: 576.000.000 di seguaci
(divisa in grandi 3 dottrine Filosofiche, con all'interno 1680 sette varie)
Taoista: 400.000.000 di seguaci
(divisa in 3 grandi correnti e sette varie)
Confuciana: 237.000.000 di seguaci
(8 correnti, 840 Scuole di pensiero politico-religioso)
(Nelle 4 sopra spesso i seguaci di una sono anche seguaci di un'altra)
Scintoista: 100.000.000 di seguaci (soprattutto in Giappone)
(sterminati i culti degli spiriti (kami): spesso anche personali)
Culti tribali e animistici: 405.000.000 di seguaci
(con 26.397 cerimoniali indigeni diversi)
Atei: con nessuna credenza: 1.070.000.000

(*) Sul numero dei Cristiani (e Cattolici) le cifre sono molto controverse.
Esempio in Italia: su 60 milioni di abitanti i cattolici-battesimati sono l'80%.
( il 96,7% secondo il dato diffuso dalle gerarchie ecclesiastiche)
O gli uni o gli altri sono cattolici più per tradizione che non credenti dichiarati.
Solo il 37% (22,2 mil.) sono praticanti. E solo il 25% si reca a messa.
Ma anche qui i conti non tornano.
Solo il 42% nell'8 per mille irpef, ha «votato» a favore della Chiesa cattolica.
E' questo un "peccato veniale". Ma come la mettiamo con il "mortale"?
"Scegliere deliberatamente, cioè sapendolo e volendolo, una cosa gravemente contraria alla Legge divina e al fine ultimo dell'uomo è commettere un peccato mortale".
Infatti:
Il 65 % degli italiani ha votato per il divorzio, il 68% per l'aborto.
Il 27 % dei matrimoni attuali è celebrato civilmente (a Milano il 41%).
Il 77,2% dei giovani italiani tra i 15 e i 24 anni (anche se battezzati)
ritiene ammissibile avere rapporti sessuali prematrimoniali.

E se i battesimati sono l'80% degli italiani (48 mil.)
di questi, più della metà, il 54% (27,8 mil.) è scettico sui miracoli,
il 55% non crede all'esistenza di Satana, il 44 % non crede all'inferno.
Il 61 % considera i testi religiosi piuttosto ingenui e arcaici e...
gradirebbe una religione basate su poche credenze fondamentali.

Si calcola inoltre che il 10% degli italiani (ca. 6 mil.) crede in altre religioni.

Mentre gli atei italiani contano ca. 4 milioni di adepti.
(fonte Eurispes - cnf. Il Corriere d.S. del 18-1-06)

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"Fu la paura la prima a creare gli dei del mondo", questa affermazione perentoria attribuita a Petronio, da altri a Stazio, può valere come sintesi emblematica di tutte le teorie sull'origine pratico-emotiva della religione. I bisogni insoddisfatti, la precarietà dell'esistenza e il mistero angoscioso del dolore e della morte troverebbero nella religione una risposta compensatrice.
"La religione deriva dalla religiosità degli uomini, laddove la religiosità è credere che tutto abbia avuto origine da un mondo divino che sostiene la vita di tutti e che dà ad essa un significato".

In un mondo nel quale fioriscono le ideologie libertarie, la denuncia della repressione e una lotta contro i tabù, non si deve dimenticare che il tabù è alla sua origine un'istituzione tipicamente religiosa.
La funzione alienante della religione, che estranea l'uomo da se stesso e devia la massa dai suoi compiti storici (vedi l'imposta apatia dei "secoli bui"), è messa in luce da Feuerbach e da Marx, il quale ultimo riconosceva pure alla religione il valore di riflesso della miseria reale, e la funzione di protesta, al livello dell'ideologia, contro tale miseria.

La religione è una propriazione di poteri superiori all'uomo, ritenuti capaci di dirigere e controllare il corso della natura e della vita umana.
In ogni culto racchiude in sè azioni di carattere magico e tutte le invocazioni (o preghiere) costituiscono intenzionalmente una forma di pressione sulla realtà esterna. (in eventi come una peste, un terremoto, una carestia, una guerra, oggi... si prega, i sacerdoti invocano le divinità per sconfiggere il male, chiedono indulgenza; ieri .... gli stregoni facevano altrettanto con innumerevoli pratiche magiche, adorazioni, rituali).
Illustrando le varie forme di queste pratiche magiche che hanno inizio già nell’età antica, troviamo in primis ...

La "religione naturale" (mediante la propria ragione) che viene definita così perchè l’uomo riconosce l’esistenza di un Qualcosa a lui superiore e pensando di incontrarlo nelle forze della natura sottomette la sua vita all’adorazione e alla venerazione di queste forze.

La "religione soprannaturale" invece identifica la divinità con un essere superiore alla natura, che viene considerato, creatore, padre e giudice delle azioni degli uomini, e che abita in una dimensione ultraterrena.
La "religione rivelata". Ci troviamo dinanzi ad una religione rivelata (si considerano religioni rivelate: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam) quando Dio cerca l’uomo e si manifesta, toglie cioè il “velo” (=rivelazione) del mistero che lo separa dagli uomini, fornisce (tramite i suoi prediletti: cohanim, sacerdoti, iman - mediatori dei rapporti con la divinità) delle risposte alle domande fondamentali della vita, e rivela a ciascuna persona la sua origine e il suo destino e le indica la strada del bene e della felicità.
La "rivelata" è l'adesione alla parola di un Dio che si pretende che si sia rivelato nella storia parlando attraverso una persona che afferma di parlare a nome suo (profeta)
La "rivelata" è monoteista, cioè che crede in un solo Dio, come nell’ebraismo, nel cristianesimo, nell’islam.
In queste tre, si accetta di fidarsi di certi uomini che lungo il corso dei secoli si sono presentati come "portavoce di un Dio". - Nell'ebraismo (Mosè e i profeti); nel cristianesimo (Gesù di Nazaret); nell'islamismo (Maometto)

La "religione politeista". Si dice politeista quando si crede nella presenza di più divinità. (es. ieri i dei della Grecia antica; e ancora oggi l’induismo in India e lo shintoismo in Giappone.


Tutte le religioni hanno avuto inizio con un capo sciamano, uno stregone, o un profeta; se seguito da qualche discepolo e insieme hanno formato una setta, la setta che ha avuto successo nel raccogliere un gran numero di seguaci è diventata una religione (i cui "sacerdoti" poi creano a posteriore dei dogmi).

In certe religioni primitive, il momento essenziale è il culto indi il rito, mentre le credenze dogmatiche (ma anche i miti) sono costruiti a posteriore e hanno una importanza quasi secondaria.

Lo studio comparato delle varie mitologie ha messo in luce la tipicità di alcune forme della religione, che rispecchiano modi analoghi di organizzazione della società: così i culti olimpici e solari caratterizzano le società di guerrieri e di cacciatori, mentre i culti di tipo terrestre, con riti agresti e il mito della passione, morte e rinascita del dio, sono tipici di civiltà contadine e di gruppi sociali subalterni a coloro che praticano il DOGMATISMO, l' AUTORITARISMO, e hanno la PRESUNZIONE DELLA VERITA' ASSOLUTA. La qual cosa non ha assolutamente niente a che fare col significato che l'autore attribuisce alla parola fede. 
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"Se separiamo la religione di ciascun popolo dal resto dei rapporti culturali di quella civiltà, ci allontaniamo dalla realtà e inseriamo la religione in un contesto puramente ideale rispetto al quale il compito della storia è assai ridotto. Scivoliamo lentamente ma inesorabilmente nel campo della metafisica: se la religione è qualcosa di connaturato all'uomo, qualcosa che precede la storia, potremo al massimo descriverne le manifestazioni storiche ma non comprenderla per intero come fatto storico. Le stesse esperienze religiose vissute dagli uomini nelle varie culture potrebbero al massimo venire descritte ma non mai spiegate completamente in termini storici poiché per definizione la religione rimanderebbe al metastorico".(Marco Mencocci)
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Quante e quali siano le religioni hanno in comune alcune caratteristiche.
L’Evento fondatore: ciascuna religione viene fatta risalire a un fondatore, ad un insieme di persone sagge e/o a uno o più fatti straordinari, l’insieme dei quali forma la storia sacra di una religione e di un popolo.
I simboli: ogni religione ha dei segni che sintetizzano un aspetto della propria dottrina o storia sacra (es. la stella di Davide per gli ebrei, la croce per i cristiani, la mezzaluna per i musulmani,…).
I Testi Sacri: i messaggi e i fatti fondamentali delle religioni si trovano in testi che vengono considerati sacri dalle persone e comunità che li accolgono come verità divine su cui fondare la propria esistenza.
I contenuti: tutte le religioni presentano delle verità riguardanti le origini dell’universo e della vita, il senso dell’esistenza, la via per raggiungere la piena felicità, il riscatto dalla sofferenza e dalla morte.
L’organizzazione religiosa: perchè il culto possa essere svolto sono necessarie delle persone che lo amministrino e che siano intermediarie tra la comunità dei credenti e la divinità.
Le espressioni di culto: pur con modalità diverse ogni religione onora Dio o le divinità attraverso un insieme di preghiere, riti, celebrazioni e feste. Gli elementi necessari al culto sono innanzitutto:
Un luogo sacro dove celebrare gli atti di culto;
Il tempo sacro, cioè i periodi, i giorni dedicati a celebrazioni specifiche.
Il rito insieme di azioni e parole con le quali si rende onore alla divinità, per esempio il rito della sepoltura, il rito di ringraziamento…
Le norme di comportamento: ogni religione afferma che l’incontro con Dio deve poi tradursi in comportamenti conformi alla Sua volontà.
(Lory)

Concetto di religione
· l'uomo si pone delle domande: chi sono, da dove vengo ...
· rel: risposta dell'uomo al problema del senso della vita
· si aprono allora due strade

· RELIGIONI NATURALI: mediante la propria ragione
· RELIGIONI RIVELATE: accettare di fidarsi di certi uomini che lungo il corso dei secoli si sono presentati come "portavoce di un Dio".

Praticamente tutti i popoli hanno racconti su esseri non umani (sovrumani o extraumani) dotati di poteri superiori o comunque diversi da quelli degli uomini. Può trattarsi di esseri sovrumani, come gli dei, capaci di agire nell'attualità, nel presente, e in grado di condizionare la vita degli uomini e il corso della natura, oppure di esseri la cui azione ha avuto luogo in un passato remoto e lontanissimo e che con le loro azioni hanno dato origine al mondo cosi come è oggi.
I racconti su tutte quelle azioni che sono avvenute in un passato lontano e che hanno contribuito a formare il mondo di oggi, vengono definiti, con una parola di origine greca, "miti". Un mito è dunque un racconto che narra vicende avvenute "tanto tempo fa", in un passato che definiamo "tempo mitico". Quello che distingue il tempo mitico dal tempo attuale non è la distanza cronologica ma il fatto che il tempo mitico è qualitativamente diverso rispetto a quello in cui si vive.
Un mito è un racconto che ha per oggetto personaggi meravigliosi e fantastici che compiono azioni straordinarie oggi irripetibili. Il mondo in cui questi personaggi vivono è completamente diverso dal mondo attuale: si tratta di un mondo in fieri, senza regole e senza nulla di stabilito, nel quale tutto è possibile proprio perché non esiste ancora nessuna norma. E' un mondo che a confronto con quello di oggi appare disordinato, informe, precosmico. E' da questo mondo caotico, dal mondo del mito, che grazie proprio alle azioni meravigliose e irripetibili dei personaggi mitici, si origina il mondo ordinato di oggi, la normalità quotidiana che costituisce la stabile cornice della nostra esistenza. Il mondo quale oggi appare ai nostri occhi è infatti il risultato ormai immutabile delle azioni compiute nel tempo mitico. Queste azioni hanno portato alla trasformazione del caos che era in principio instaurando nuove condizioni, quelle attuali nelle quali vive la società che racconta il mito.
Dopo il mito così evanescente ed aereo, ecco nella religione comparire il "sant'uomo", un uomo sì asceta, ma visibile, concreto, reale, che dopo la sua dipartita terrena è venerato (non adorato!) religiosamente, o considerato degno di venerazione da un grande numero di persone; e questo avviene nelle tre religioni rivelate. (es. i fondatori di ordini religiosi o i grandi riformatori).
Il santo nella religione cristiana viene proposto come modello a tutti i fedeli, ed è considerato un intercessore per i vivi, ossia un canale privilegiato di amore da parte di Dio.

Però spesso molti miti pre-cristiani (cioè pagani) sono stati fusi con le figure di alcuni santi. Ma anche oggetti di devozione da parte dei pagani sono stati trasformati in devozione cristiana.

Non solo, ma traspose la cristiana tutta quella ritualità pagana anche nelle funzioni della nuova religione, e andava in questa sempre di piu' identificandosi, nelle apparenze però, per precise motivazioni politiche; come quelle di Costantino. Fu infatti lui il promotore del sovvertimento nella vecchia religione e anche nella nuova che aveva messo 
già alcune radici a Roma.

Ed ecco quindi trasferire in questa nuova religione - pur rimanendo lui sempre legato al culto del Sole - mutuare dalle religioni precedenti, le vesti, i riti, la pomposità, gli attrezzi, gli oggetti.
Il baldacchino proveniva dalla Orientale Persiana Baghdad, così chiamato perchè il drappo ornato di fregi e frange pendenti sostenuto da quattro e più aste per le processioni proveniva appunto da questa citta' persiana che i romani chiamavano appunto Baldac).
Il copricapo Mitra veniva dai sacerdoti orientali di MITRA, Dio persiano dell'impero mesopotamico fin dal 1400 a.C. di cui a Roma vi erano non pochi seguaci. Lo fu Commodo nel 180-192, mentre Giuliano l'Apostata fu l'ultimo imperatore che si fece araldo di questa religione, la quale ebbe tali sviluppi da divenire una pericolosa rivale del cristianesimo. E' storicamente accettato che molta fu l'influenza di questa religione nel cristianesimo (oltre che in precedenza in quella ebrea)
Mitra conosce infatti il battesimo, il pasto sacro consistente in pane e vino che doveva ricordare l'ultimo pasto del maestro, che dopo averlo consumato salì al cielo portato dal carro del sole. Il culto veniva celebrato nei cosiddetti mitrei, locali dove l'altare stava davanti all'abside e vi si esponeva il disco solare. In Egitto verso lo stessa data, 1400 a.C., avveniva la stessa cosa, non sappiamo dunque se dalla Mesopotamia il culto del Sole ando' verso l'Egitto o l'incontrario.
I fedeli del Dio persiano Mitra combattevano moralmente contro il male, soprattutto contro la menzogna e le impuritù dei sensi. All'anima dopo la sua separazione dal corpo, Mitra avrebbe reso possibile l'ascesa al cielo dove veniva garantita l'eterna beatitudine nella resurrezione, fino alla fine dei tempi.
E per il crescente identificarsi di Mitra col dio solare, il suo carattere luminoso si affermò a tal segno che Mitra si festeggiava come il sol invictus il 25 dicembre. Una data quindi di molto tempo prima che venisse celebrata a Roma nei primi secoli dell'inizio del millennio, e dove proprio in questi anni per merito di Costantino si trasformò nel Natale dei cristiani.
Abbiamo detto che le stesse funzioni cristiane, con l' ostia e il vino, era una trasposizione in forma simbolica del rito mitriaco del pane e del vino. Roma non voleva più mangiare la carne delle vittime sacrificali, non voleva più berne il sangue, e neppure voleva più vederlo il sangue.
La concezione della con-sacrazione ( = dal-sacrificio) era un rituale presente in tutti i riti arcaici delle antiche religione politeistiche, monoteistiche e anche dei riti pagani piu' lontani nel tempo, ed era concepita questa libagione come portatrice di speciali forze che andavano ad agire sui presenti sacrificanti, e per questo chiamata "communio" (partecipazione una cosa con altri).
Lo stesso ostensorio dove la religione cristiana espone l'ostia, non ha preso il nome da quest'ultima, ma l'incontrario, è l'ostia che ha preso il nome dall'ostensorio . Ostia - significa infatti mostrare la vittima del sacrificio, ed era la primordiale barbara scena e costumanza di sacrificare alle divinità i nemici presi in guerra e mostrarli al popolo, e che il Senato di Roma aboli' nel 657 a.C.
Infatti - (ma avvenne molto piu' tardi) il sacerdote cristiano nel rito della messa, lui esponemostra, sull'altare il sacrificio di Gesù, detto il sacramento dell'eucaristia che significa ringraziamento. Quel sacramento dove si rinnova misticamente l'offerta del sacrificio fatto da Gesu' sulla croce.
Ma lo stesso ostensorio che vediamo è infatti un disco contornato di raggi solari di antica memoria egiziana che prese vita assieme alla nuova concezione di un dio monoteistico. Che raccontiamo qui sotto brevemente.
Una violenta crisi religiosa nel 1377 a.C. del faraone Amenophis promosse lo scisma religioso tra i seguaci di AMON e la fede nel dio Sole ATON, istaurando un sistema monoteistico. Il nuovo simbolo della nuova fede,  era naturalmente il disco solare.
Fu una grande novità: perchè la religione divenne unica e monoteistica; inoltre il faraone non si considerò più - come i precedenti -  lui stesso un dio, ma solo un intermediario fra dio e l'umanità. (Due intuizioni che furono mutuate più tardi sia dalla religione mosaica, e dopo quasi 2000 anni anche da quella cristiana.
Quest'ultima conservò e utilizzò poi lo stesso simbolo del disco solare trasformato in teca contenente l'ostia, l'ostensorio della liturgia cristiana, che contrariamente a quello che si  pensa non prese il nome dall'ostia, ma l'incontrario fu chiamata ostia, perchè 1377 anni prima di Cristo ostiarecorrispondeva all'etimo igizio mostrare. fare vedere;  mostrare il disco solare ai fedeli; la cristiana conservò anche l'abbassamento del capo, perchè nei primi riti di Aton all'aperto,  non era una proibizione guardare il sole, ma era un accorgimento,   perchè fissando il sole si rischia di perdere la vista. Nei successivi riti trasferiti all'interno dei templi i sacerdoti di Aton ricorsero  a un disco d'oro con i raggi attorno, appuntol'ostensorio ("far vedere") elevato in alto sull'altare ("elevazione") ma pur essendo all'interno l'abitudine di chinare il capo rimase,  e fu poi successivamente insieme all'oggetto, traslato anche nel rito cristiano.
Un papa  Leone  Magno (nel 460 d.C.) sconsolato, dopo che erano passati quasi centotrenta anni dal bando del culto solare bandito da Costantino (pur essendo lui - fino alla morte- un cultore del Sole), scriveva: "..E' così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani prima di entrare nella basilica di San Pietro apostolo,  dedicata all'unico Dio, vivo e vero, dopo aver salito la scalinata che porta all'atrio superiore, si volgono verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell'astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto per questo fatto che viene ripetuto in parte per ignoranza e in parte per mentalità pagana. Infatti anche se intendono venerare il Creatore della luce leggiadra, e non la luce stessa che è una creatura, devono astenersi da ogni apparenza di ossequio a questo culto degli dei; qualora trovasse tra noi una simile usanza, potrebbe praticare, come incensurabile, questo elemento delle vecchie credenze perchè lo vedrebbe comune ai cristiani e agli infedeli."(San Leone Magno, 7° sermone tenuto nel Natale 460 - XXVII -4).
Risolse più tardi il problema un monaco, nel secolo XV,  un dottore della Chiesa, Bernardino da Siena (1380-1440). Al centro invece del disco in oro luccicante, mise una teca dentro quello che prese in nome dal contenitore: l'ostia, il simbolo dell'eucaristia (A. Cattabiani, Calendario, Le feste e i riti dell'anno, ed Rusconi 1988).
Così Bernardino (noto per le sue concrete prediche alle folle in volgare) conciliò e accontentò sia l'adorazione solare dei pagani che l'adorazione dei cristiani. E rimase pure l'atto di umiltà di chinare il capo nell'atto dell'elevazione sull'altare. Al termine delle sue trascinanti prediche soleva mostrare (e far baciare dai fedeli) l'ostensorio contornato da un cerchio di raggi fiammeggianti, con al centro la teca con l'ostia e incise in oro le lettere JHS. (ib. p.73).
L'ostia consacrata risale invece alla fine del XV sec. -  dopo le tante dispute teologiche medievali (come la transustanziazione cattolica prima e la consustanziazione luterana poi). Mentre la sostanza dell'ostia fu stabilita all'epoca del Concilio di Trento, quando fu riproposta la dottrina della presenza reale e della messa come sacrificio e la stessa consacrazione dell'ostia. 
L'accostamento al Sole Mithra non era del resto casuale. Giovanni nel Nuovo Testamento affermava "...in Lui era la vita e la vita era la Luce, la luce che splende nelle tenebre, la Luce vera che illumina ogni uomo" (Giovanni 1,4-5 e 9).

Tertulliano che scrisse su quasi tutti i problemi che agitavano la Chiesa del tempo, e che coniò molti concetti  che dovevano poi essere alla base della dottrina della Trinità e della cristologia, scriveva  "...ritengono che il Dio cristiano sia il Sole perchè è un fatto notorio che noi preghiamo orientati verso il Sole che sorge e che nel Giorno del Sole ci diamo alla gioia, a dir il vero per una ragione del tutto diversa dall'adorazione del Sole" (TertullianoAd Nationes I, 13).
A cosa si riferiva Tertulliano con "a dire il vero"? Riandava all'Antico: il Messia veniva preannunciato dai profeti come Luce e Sole. Isaia scriveva"Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande Luce, e su coloro che abitavano la terra tenebrosa una Luce rifulse" (Isaia 9,1).
Altrettanto scriveva Malachia "Sorgerà con raggi benefici il Sole di giustizia" (Malachia. 3,20).
Ma non dimentichiamo che il culto di Mithra dei Mitanni era più antico dell'Antico Testamento di quasi 500 anni, e che gli ebrei erano di origine "di là"  (= ebre  = eber) dall'Eufrate, mentre i vicini confinanti  Mitanni abitavano fra l'Eufrate e l'Habarù.

Insomma nel IV e V secolo, molti cristiani erano attirati da queste feste spettacolari del Sole e la Chiesa romana, preoccupata dalla straordinaria diffusione dei culti solari e soprattutto dal mithraismo, che con la sua morale e spiritualità, poteva frenare se non arrestare la diffusione del vangelo, pensò di celebrare nello stesso giorno del Natale del Sole (Sole Invictus) il Natale del Cristo, come vero Sole. Sostituire - grazie a Costantino - cioè la "grande festa" del Sole con la sua nascita.
Anche la concezione della con-sacrazione ( = dal-sacrificio) era un rituale presente in tutti i riti arcaici delle antiche religione politeistiche, monoteistiche e anche dei riti pagani più lontani nel tempo, ed era concepita  -l'offerta sacrificale e la distribuzione ai presenti- come portatrice di speciali forze che andavano ad agire sui presenti sacrificanti, e per questo chiamata "communio" (cioè dividere una cosa con altri - e la cena, il pasto o la semplice assunzione  di un frammento dell'oggetto del sacrificio, era il rito per ricevere le speciali forze).
Si criminalizzo' poi - con l'editto di Teodosio - 380) l'arte (le sculture erano idoli pagani), la cultura (tutta la filosofia antica e la letteratura al macero o relegata nei monasteri), la musica (la si abolì del tutto anche nelle feste contadine), lo sport (si aboliranno presto le quasi millenarie Olimpiadi) e più tardi con Giustiniano, nel 535 si chiuse l'Accademia; e perfino l'amore per la natura (fiori, piante, animali, tutto bandito dalla vita quotidiana). Non ci dovevano essere antagonisti.
Costantino e Teodosio non si fermarono solo ad abolire gli antagonisti, a mutuare le ritualita', a modificare le feste, ma trasferitono ai poteri ecclesiastici, anche l'organizzazione amministrativa periferica che gia' si chiamava DIOCESI, un vocabolo che non ha nulla da spartire con Dio, perchè significava Dis = separato, e oikeo = dimore, cioe' un borgo separato dal centro della citta'; si istituirono i VICARIATI, ma anche questa era la sede periferica che fin dall'antica Roma sostituiva quella dell'imperatore; nacquero i PRESBITERI anch'essi luoghi dove ancora in Grecia e poi a Roma si riunivano i vecchi sacerdoti, e dalla sua radice di presbiteri, previter, venne (poi italianizzato) il prete.
Costantino in quegli anni emana tante disposizioni e delega tante funzioni come se dovesse abbandonare e fuggire da Roma. Mette a disposizione a MILZIADE gli edifici della basilica del Laterano, dove si celebravano i "plauzi lateranenzi" o feste dei cavalieri dell' imperatore Massenzio, che subito- il diventato di nome "Papa" - rinomina San Giovanni... in Laterano.
Costantino gli permette inoltre di costituire una residenza come una extra succursale: la "pontificia". Ricordiamo che la carica di pontefice era di quei sommi sacerdoti pagani che sul ponte Sublicio -ritenuto sacro - solevano fare i sacrifici e altre cerimonie.
Come "pontefice" venne poi PAPA SILVESTRO (che con Costantino si intenderà per ben 21 anni). E' posseduto da un tarlo: quello dei possessi temporali particolarmente utili al controllo di tutto l'impero occidentale, visto che Costantino ha intenzione di abbandonare Roma e trasferirsi altrove.
Questo segna l'inizio del potere temporale.
Ma non era una cosa nuova. Anche la casta sacerdotale veniva dall'oriente.

L'Arte della Presenza: Ritornare al Qui e Ora (The Art of Presence: Returning to the Here and Now)

  L'Arte della Presenza: Ritornare al Qui e Ora (The Art of Presence: Returning to the Here and Now) [Italiano] Quante volte, nel corso...