lunedì 18 maggio 2015

John Titor e i viaggi nel tempo.

Il viaggio nel tempo è il concetto del viaggio tra diverse epoche temporali, inteso in una maniera analoga al viaggio tra diversi punti dello spazio. Il viaggio nel tempo può essere verso il passato o verso il futuro, e, in genere, il "viaggiatore" non deve in esso fare esperienza di tutto l'intervallo temporale presente tra l'epoca di partenza e quella di arrivo.
Alcune speculazioni scientifiche ammettono la possibilità del viaggio nel tempo, ma solamente attraverso condizioni estreme impossibili da realizzare con le tecnologie disponibili.
La teoria della relatività ristretta prende in esame il fenomeno della dilatazione del tempo, registrabile soprattutto da osservatori che si spostino a velocità prossime a quella della luce (299 792,458 km/s), fenomeno verificato da numerosi esperimenti e che sembrerebbe lasciare la porta aperta all'ipotesi dello spostamento nel futuro. Tale spostamento, tuttavia, è vincolato dal principio di causa effetto e ha poco in comune con l'idea dei viaggi nel tempo usata nella fantascienza.
Il viaggio nel tempo nella narrativa e nell'immaginario collettivo viene utilizzato come espediente narrativo sia verso il futuro sia indietro fino ad un'epoca precedente. Il concetto di viaggio nel tempo è un'idea che affascina da tempi immemorabili l'umanità ed è presente in molti miti, come quello di mago Merlino, che sperimenta delle regressioni temporali. La macchina del tempo "classica", a cui il cinema e le storie di fantascienza hanno abituato, è solitamente rappresentata come un qualche veicolo o apparecchio dalle dimensioni di una piccola stanza. Si entra, si configurano i parametri di viaggio e si aziona il dispositivo: dopo pochi secondi si può uscire e il protagonista si ritrova nell'epoca richiesta.
Qualora ciò fosse possibile, dovrebbe implicare anche lunghi viaggi spaziali oltre che temporali. Il pianeta Terra infatti occupa, secondo per secondo, una posizione diversa lungo l'orbita intorno al Sole. A sua volta, il Sole orbita intorno al centro galattico e così via. In conclusione, un viaggio nel tempo così concepito dovrebbe necessariamente essere anche un viaggio nello spazio, altrimenti il crononauta si ritroverebbe sperduto nel vuoto spaziale al momento dell'arrivo. Nel campo della fisica, l'esperimento ideale del viaggio nel tempo è talvolta usato per esaminare le conseguenze di teorie scientifiche come, ad esempio, la relatività ristretta, la relatività generale e la meccanica quantistica.
È stato ampiamente comprovato con prove sperimentali che lo scorrere del tempo non è universale: esso infatti, come previsto dalla relatività ristretta, varia per osservatori in differente stato di moto l'uno rispetto all'altro.
La più nota struttura teorica che permette l'esistenza di situazioni fisiche che consentano il viaggio nel tempo è data dal complesso delle teorie della relatività einsteiniane. Uno dei principi fondatori di tali teorie è la costanza della velocità della luce nel vuoto; tale principio permette già di identificare (dal punto di vista matematico e fisico) tre condizioni possibili legate al "viaggio nel tempo": 
  • Alle velocità infraluminali, al di sotto della soglia della velocità della luce nel vuoto, esistono corpi dotati di massa, sia a riposo che accelerata, superiore a zero; per tali corpi non è possibile muoversi indietro nel tempo come conseguenza unicamente dello stato di moto relativo.
  • Per corpi che si muovano alla velocità della luce, il tempo non scorre. Il fotone può muoversi a questa velocità solamente in quanto virtualmente privo di inerzia, ovvero dotato di massa a riposo nulla. Infatti, un corpo dotato di massa superiore a quella del fotone non può raggiungere la velocità della luce, in quanto, come compendio della legge einsteiniana dell'equivalenza tra materia ed energia (E = mc^2), tutta l'energia fornita per accelerare il corpo massivo a velocità prossime a quelle luminali viene convertita automaticamente in materia andando, in ultima analisi, a massificare ulteriormente il corpo stesso, accrescendone l'inerzia, il che richiede ulteriore energia per accelerarlo (in pratica si crea un circolo vizioso in cui l'energia non accelera più il corpo ma al contrario ostacola l'accelerazione del corpo stesso incrementandone la massa, in quanto convertita in materia).
  • Per corpi che si muovano a velocità superluminali, lo scorrere del tempo risulta negativo: il loro futuro sarebbe il passato di tutti gli altri corpi. Un corpo con velocità sopraluminale potrebbe possedere soltanto una massa immaginaria, sia a riposo che accelerata. All'ipotetica particella sopraluminale è stato attribuito il nome di "Tachione". Nel "mondo sopraluminale" le conseguenze precederebbero la causa generante; l'effetto precederebbe la causa. Dal punto di vista del tachione anche il secondo principio della termodinamica viene quindi ad esser invalidato: per esempio, i cocci di vetro si ricomporrebbero per generare un bicchiere infranto; oppure un cadavere potrebbe riprendere vita e ringiovanire fino al momento del concepimento. A proposito dei tachioni bisogna notare che, a rigore, la teoria einsteiniana non vieta velocità superiori a quella della luce: il raggiungimento di tali velocità è infatti vietato solamente ai corpi aventi massa reale e positiva. Potrebbero esistere quindi nell'universo oggetti per cui tale divieto non è valido.
    Inoltre, tutte le formule della teoria della relatività contengono un termine temporale elevato alla seconda potenza, per cui la definizione di un tempo negativo non crea particolari problemi al modello fisico-matematico.
    Per quanto riguarda il "mondo infraluminale", già la relatività speciale prevede che un osservatore (A) fermo rispetto ad un corpo in movimento, misuri per quest'ultimo corpo degli intervalli di tempo "dilatati". In altri termini, sostituendo il corpo in movimento con un altro osservatore (B), e fissando due eventi 1 e 2 di riferimento, risulta che più B si muove velocemente rispetto ad A, più grande è il tempo trascorso tra 1 e 2 per A rispetto a quello trascorso tra i medesimi due eventi secondo B. Ancora in altri termini, trascorso l'evento 2, B risulterà più giovane di A in misura tanto maggiore quanto maggiore è la velocità relativa di B rispetto ad A.
    Nella pratica, ponendo un orologio di precisione su di un mezzo ad alta velocità, tipicamente un velivolo, è normale riscontrare una discrepanza tra di esso e l'orologio di riferimento con cui è stato precedentemente sincronizzato, posto in un sistema in quiete rispetto al velivolo (per esempio sulla pista), dimostrando che l'orologio del velivolo, spostandosi ad alta velocità dal suo riferimento, ha viaggiato qualche frazione di secondo indietro rispetto all'orologio posto a terra.
    A tale proposito dobbiamo pensare che la "velocità" con cui scorre localmente il tempo in un sistema in quiete (cioè la rapidità con cui si muovono le lancette di un orologio in tale sistema di riferimento) sia di un secondo al secondo, prendendo come sistema di riferimento lo stesso sistema (in quiete) in cui ci si trova. Nel precedente esempio, sul velivolo il tempo scorre a meno di un secondo (tempo locale, sistema del velivolo) al secondo (tempo del sistema di riferimento, in quiete, sulla pista). Nella pratica il ritardo dell'orologio sul velivolo è lievissimo, in quanto la velocità del velivolo è significativamente minore della velocità della luce nel vuoto, sicché gli effetti della relatività speciale non sono facilmente percepibili.
    Per quanto riguarda i viaggi temporali riscontrabili dall'esperienza umana, sempre le teorie einsteiniane della relatività ci dicono che per i corpi dotati di massa essi sono possibili solo per corpi che si spostino a velocità commensurabili con quella della luce nel vuoto oppure per corpi immersi in campi gravitazionali significativi (come in prossimità di un buco nero o di una stella di neutroni); il tempo viene in questi casi enormemente influenzato nel suo scorrere, fino ad arrivare addirittura a fermarsi in taluni casi estremi, come in prossimità dell'orizzonte degli eventi.
    Non a caso, i buchi neri, che sono gli oggetti fisici dove sono massime densità di materia e campo gravitazionale, sono associati alla possibilità di creare ponti spazio-temporali (ponti di Einstein-Rosen).
    Per capire un po' meglio il concetto di "tempo influenzato dalla gravità" dobbiamo raffigurarci lo spaziotempo (o "cronotopo", mutuando il termine dalla geometria) come un telo perfettamente elastico, ben tirato, increspato in qualche punto da alcuni gravi (un'increspatura è detta "curvatura spaziotemporale").
    La gravità è rappresentata dalla deformazione di questo telo (per l'appunto, dalla curvatura spaziotemporale) che si flette, ad esempio, nei dintorni della massa di una stella, proprio come farebbe una palla da biliardo su un telo elastico. Il tempo può essere visto invece come l'inclinazione di questo tessuto, che in prossimità delle infossature si accentua (si dilata e si allunga).
    Se le teorie einsteiniane pongono un limite teorico alle velocità, che non possono superare quella della luce nel vuoto, non vi sono limiti teorici all'intensità di un campo gravitazionale e, quindi, alla deformazione dello spazio-tempo. Le speculazioni teoriche sulla creazione di "macchine per il viaggio nel tempo" sono quindi incentrate sull'ipotesi di deformazioni spazio-temporali di varia natura (oltre che su alcune soluzioni particolari delle equazioni presenti nelle teorie di Einstein, come ad esempio la Curva spaziotemporale chiusa di tipo tempo). La realizzazione di tali deformazioni, sempre estreme, necessita però di quantità immense di energia, che eccedono di gran lunga persino quelle prodotte nel Sole.
    Un esempio di costruzione spazio-temporale in grado di produrre viaggi nel tempo anche "all'indietro" è il Ponte di Einstein-Rosen. I fisici Paul Davies, Kurt Gödel, Frank Tipler e John Richard Gott III  hanno proposto delle metodologie necessariamente ideali (ossia non realizzabili nella pratica - si veda in proposito la sezione Il viaggio nel tempo secondo la fisica attuale) per costruire una macchina del tempo.
    Descriveremo brevemente le macchine del tempo di Gödel, di Tipler e di Gott.
    La prima è basata sull'ipotesi di un universo chiuso in rotazione, dove muovendosi a velocità prossime a quella della luce si potrebbe raggiungere ogni istante di tempo dell'universo semplicemente viaggiando continuamente sempre in una stessa direzione.
    Quella di Tipler è una variante di questa che però si basa sull'esistenza di un corpo materiale e non utilizza dunque l'intero universo come nel precedente esempio: un ipotetico cilindro rotante di massa esorbitante (si parla di miliardi di masse solari), ma di densità inferiore a quella necessaria perché si trasformi in un buco nero, creerebbe un'attrazione gravitazionale tale da far sì che un corpo che si muova intorno ad esso a velocità elevatissime anche se non necessariamente prossime a quella della luce si sposti nel passato o nel futuro, a seconda che si muova nel verso opposto o uguale a quello della rotazione del cilindro[1].
    Questo modello pone però due importanti limitazioni: non si può andare in un passato precedente la creazione del cilindro, e non si può andare in futuro successivo la sua distruzione.
    Il modello matematico, inoltre, presuppone un cilindro infinitamente lungo, e non è ancora chiaro se questa condizione sia necessaria per il viaggio nel tempo.
    Un altro modello di macchina del tempo è stato proposto da Gott, e si basa sul fatto che la forza di gravità dei corpi massivi influenza lo scorrere del tempo. In breve, il modello prevede di usare Giove per creare una sfera cava, all'interno della quale porre il "crononauta". Da calcoli fatti, il campo gravitazionale della sfera cava (generata dalla massa di Giove fortemente compressa) rallenterebbe il tempo di un numero variabile di volte (massimo quattro) a seconda della densità della sfera, che deve essere sempre inferiore a quella necessaria per la contrazione in un buco nero. Riassumendo, i principali mezzi ipotetici capaci di realizzare un viaggio nel tempo sono:
    • Wormhole, altre deformazioni spazio-temporali di vario genere e di varia origine (passato e futuro)
    • Velocità prossime alla Velocità della luce (futuro attraverso effetto di dilatazione temporale di Albert Einstein)
    • Intensi campi gravitazionali (futuro attraverso effetto di dilatazione temporale di Einstein)
    •  Il giorno 2 novembre 2000 sul forum Internet communities.anomalies.net si fece vivo un individuo con nicknameTimetravel_0, che affermava di essere proveniente dal 2036. Subito accolto con scetticismo e, nel corso di numerosi interventi, pressato da domande fatte dagli altri partecipanti al forum, il personaggio raccontò di sé scatenando interesse tra gli iscritti.
      Il racconto può essere sintetizzato in questo modo: il suo nome vero sarebbe John Titor, nato in Florida nel 1998, dopo aver partecipato a una guerra civile scoppiata negli USA, nel 2039 sarebbe entrato a far parte di un programma militare specializzato nei viaggi nel tempo, e sarebbe tornato negli anni Settanta per cercare e portare nel suo tempo un vecchio PC.
      Naturalmente queste informazioni sarebbero state un po’ scarse, così Titor iniziò a raccontare altri particolari. La sua storia futura parlò così di disordini che sarebbero dovuti scoppiare negli USA tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, e che avrebbero dovuto scatenare una guerra civile. Nel 2009 con gli USA in quella situazione, nel resto del mondo i problemi sfoceranno in uno scontro totale, fino alla crisi finale del 2015 quando la Russia bombarderà quasi tutto il mondo causando 3 miliardi di morti.
      Con questo bombardamento, il mondo piomberà sì in un inverno nucleare, ma non grave, la tecnologia e le istituzioni sopravvivranno anche se in maniera più semplice.
      Sembra che Titor non sia mai caduto in contraddizione, anche se spesso si trincerava dietro dei “non ricordo”, o “non so”, cosa che venne però accettata.
      La storia finì nel 2001 quando, affermando che era giunto il momento propizio per rientrare nel suo tempo, sparì definitivamente dal forum.
      titormacchina.jpgI temi trattati da Titor furono innumerevoli: oltre alla storia del futuro e al racconto di come si vive nei suoi tempi, si mise anche a spiegare come i suoi viaggi sarebbero stati possibili in un futuro prossimo.
      A questo proposito presentò alcuni schemi, a suo dire estratti dal manuale della sua macchina del tempo, e anche alcune foto che mostravano una scatola piuttosto ingombrante posta all’interno di un veicolo: una Chevrolet Corvette [a destra]. Queste fotografie non sono molto chiare e mostrano l’interno di un veicolo non bene identificabile.
      La scatola riporta delle strisce di colore giallo e nero, tipiche di molte apparecchiature militari, anche se non si capisce che cosa dovrebbero indicare. Le pagine del manuale mostrano degli schemi a prima vista sensati, ma che se esaminati con attenzione non appaiono molto comprensibili. Una cosa che salta agli occhi è la copertina del manuale che è stampata, ma riporta scritte a macchina le date di revisione.
      D’accordo che le radiazioni hanno bloccato molti apparati elettronici, ma non si capisce perché la stampante con cui è stato prodotto il manuale non abbia potuto scrivere anche le note. Le basi scientifiche del viaggio nel tempo poi sono esposte in maniera talmente vaga che si capisce appena che sono in relazione con la teoria dei buchi neri.
      Naturalmente i siti Internet che si occupano della storia di John Titor sono molti (alcuni anche in italiano). Qualcuno ha addirittura scritto un libro su di lui con chiari intenti economici.
      In definitiva questa storia non è altro che una delle tante leggende che la rete diffonde, con una piccola consolazione: al momento in cui si scrivono queste righe (giugno 2005) negli USA non c’è ancora traccia dei disordini sociali di cui Titor parlava; casomai servisse una ulteriore prova dell’inconsistenza del suo racconto.
      Un brillante imbroglio, o un vero soldato del 2036?
      [dal sito italiano dedicato a John Titor]
      titorsite.gifQualcuno usando il nome di John Titor e sostenendo di essere un soldato del 2036 ha presentato una quantità considerevole di informazioni su un forum (bbs.artbell.com) con l’username Timetravel_0iniziato il 2 novembre del 2000 circa la sua macchina del tempo e di una missione, la sua prospettiva sulla nostra società, non è delle migliori, si concluderà in una guerra nucleare globale molto breve ma devastante nel 2015. “Ora ritorno nel 2036″ ha detto scrivendo il suo ultimo post il 24 Marzo, 2001. Col passare del tempo l’interesse nella storia di Titor si sviluppa in modo considerevole; ma torniamo alla missione, il recupero di un computer IBM 5100 portatile le cui caratteristiche particolari erano note solo alla casa costruttrice.
      titorpc.jpgNella foto si può notare un modello simile a quello che John descrive, uno dei primissimi pc con funzionamento di un driver a nastro magnetico con una espansione massima di 32K, il costo si aggirava intorno ai 14000 $, era dotato di uno schermo di ridotte dimensioni, il personal computer della IBM servirebbe a quanto sostiene John a superare un bug sconosciuto sui sistemi UNIX. Titor nei suoi post ha parlato anche di sé, dicendo di essere nato in Florida nel 1998, ricorda con molta gioia quando per Natale andò a DisneyWorld, la spiaggia di Daytona, ma ricorda anche che circa nel 2006 si è dovuto rifugiare con la famiglia presso una comunità agricola per sfuggire alla guerra civile iniziata qualche anno prima: “Nel 2011 ne ho fatto parte anche io per 4 anni”.
      La guerra civile si concluderà nel 2015 e proprio in questa periodo ci sarà una guerra globale termonucleare scatenata dall’attacco della Russia contro le città degli USA, Europa e della Cina, i superstiti saranno pochissimi. Nel 2029 è entrato in un programma militare, nel 2033-2034 si è laureato ma non ha accennato il campo di studi, ma John dice che il morbo della mucca pazza diventerà una cosa seria, la nuova capitale degli Stati Uniti sarà Omaha, Nebraska. Titor ha portato foto, progetti, schemi della macchina del tempo. Ha dato delle spiegazioni tecniche plausibili sul suo viaggio nel tempo (per lo meno coerenti con le teorie attuali). Se si tratta di un burlone, ha sicuramente studiato molto bene la fisica relativistica, e le ultimissime teorie sui viaggi nel tempo perché il suo discorso è logico e fila bene. Ha risposto a praticamente tutte le domande che gli sono state poste nei 4 mesi che era on-line. A causa di ciò molte persone che non avevano letto i post precedenti hanno rivolto spesso le stesse domande a John, con sua comprensibile irritazione (e senza che cadesse mai in contraddizione). Certamente gli scettici avranno molto materiale su cui lavorare, anche per chi crede a questa straordinaria storia, ma una cosa è certa: Titor ha lasciato un monito a tutta l’umanità per cambiare il corso degli eventi.
      titorsigaro.jpgEcco un’immagine di John scattata nel 2035 durante un normale addestramento. Mostra il suo istruttore alle prese con un laser che irradia al di fuori del veicolo durante il funzionamento. Il fascio viene piegato dal campo gravitazionale prodotto dall’unità di distorsione. Il fascio è visibile attraverso fumo che sta venendo dal suo sigaro.

venerdì 15 maggio 2015

esperienze di premorte


 
  La storia della N. D. E.
  (esperienza vicino alla morte)
  
di Mellen - Thomas Benedict
  Viaggio attraverso la luce e ritorno

Nel 1982 morii per un cancro in fase terminale; si trattava di un tumore inoperabile. Mi fu detto che avrei potuto vivere ancora dai sei agli otto mesi, ma ogni tipo di chemioterapia a cui potevo essere sottoposto avrebbe fatto di me poco più che un vegetale.
Negli anni '70 ero stato un contestatore, sempre più demoralizzato a causa della continua minaccia d'una guerra nucleare, dal disastro ecologico, etc.
Dato che non avevo alcun credo spirituale, cominciai a pensare che la natura aveva commesso un errore, e che gli uomini erano simili ad un cancro per il nostro pianeta. Non vedevo alcuna soluzione per tutti i problemi che avevamo creato a noi stessi ed alla Terra, vedevo gli esseri umani come un tumore, e fu proprio questo mio modo di pensare che mi uccise.
State attenti alla vostra visione del mondo: essa può ritorcersi contro di voi, soprattutto se è una visione negativa e la mia era davvero tale, sicchè mi condusse alla morte.
Provai ogni genere di medicina, inclusa quella alternativa, ma senza nessun successo finché venni alla conclusione che questa era davvero un affare privato fra me e Dio. Prima di allora non mi ero mai trovato veramente al cospetto di Dio, né avevo avuto a che fare con Lui, nè ero incline ad alcun genere di spiritualità, ma cominciai un viaggio di approfondimento nella spiritualità e nelle tecniche di guarigione alternative. Lessi qualsiasi cosa trovassi sulle varie religioni e filosofie, e mi misi a studiare intensamente, perché non volevo trovarmi impreparato dell'Altra Parte. Trovai queste letture molto interessanti, perchè mi portarono a sperare che ci fosse qualcosa nell'Aldilà.
A quell'epoca ero un artista che lavorava per conto proprio nel settore delle vetrate colorate, e perciò non avevo alcuna assicurazione medica, sicchè i miei risparmi di una vita sparirono in un attimo solo per gli esami. Mi trovai ad aver bisogno di cure mediche senza alcuna assicurazione, nè volevo che la mia famiglia subisse un tracollo finanziario, e per questo decisi di vedermela da solo. Sebbene non avessi dolori continui, c'erano dei momenti in cui subìvo repentine perdita di coscienza che mi causarono l'impossibilità di guidare. Alla fine mi fu assegnata l'assistenza a domicilio. Avevo un'assistente personale che veniva a prendersi cura di me, e fu una vera benedizione essere assistito da un angelo che mi stette vicino durante tutta la parte terminale della malattia. Andò avanti così per circa un anno e mezzo. Non volevo prendere troppi antidolorifici, perché preferivo restare cosciente il più possibile, ma alla fine il dolore crebbe tanto che nella mia coscienza non c'era posto per altro, anche se ogni crisi, per fortuna, durava solo qualche giorno.
Ricordo di essermi svegliato, in casa, una mattina verso le 4 e mezzo, sapendo che la mia ora era vicina: quello era il giorno in cui sarei morto! Così chiamai gli amici e dissi loro addio. Svegliai la mia assistente privata e lo dissi anche a lei. Ci eravamo messi d'accordo in precedenza che lei avrebbe lasciato in pace il mio corpo morto, senza chiamare nessuno, per circa sei ore, dato che avevo letto di tutte quelle cose interessanti che accadono quando si muore.
Tornai a dormire e poi ricordo l'inizio di una tipica N. D. E.
Di colpo divenni completamente cosciente e mi ritrovai in piedi, mentre il mio corpo era sul letto circondato da una profonda oscurità. Essere fuori dal corpo era un'esperienza ancora più vivida di quella ordinaria, così vivida che potevo vedere ogni camera della casa. Potevo vedere al di sopra, tutt'intorno e al di sotto della mia casa. C'era una Luce splendente. Mi girai verso la Luce, che era simile a quella che molte altre persone hanno descritto nelle loro esperienze: era magnifica, così tangibile che la si poteva percepire. Era incantevole: si desidera andare verso di essa come nelle braccia del padre o della madre ideali.
Quando cominciai a muovermi verso la Luce, sapevo intuitivamente che se entravo in essa sarei morto, così, mentre mi muovevo, dissi: "Per favore aspetta un minuto, fermati qui ancora un secondo. Voglio riflettere su tutto questo. Vorrei parlare con te prima di andar via".
Con mia sorpresa, l'intera esperienza si fermò a quel punto! Si possono veramente controllare le proprie NDE: non è come una corsa sulle montagne russe e così la mia richiesta venne esaudita ed ebbi una conversazione con la Luce che si trasformava in figure differenti, come Gesù, Buddha, Krishna, forme di mandala, immagini e simboli archetipi. Chiesi alla Luce: "Cosa sta accadendo qui? Per favore, Luce, ascoltami, voglio davvero conoscere la verità su ciò che mi accade".
Non sono in grado di ricordare le parole esatte, perché comunicavo con una forma di telepatia e la Luce mi rispose. Ricevetti l'informazione che le cose in cui crediamo danno forma a ciò che percepiamo in presenza della Luce, con un processo di azione-reazione (feedback). Se si è Buddhisti, Cattolici o Fondamentalisti, si ottiene un feedback in accordo con ciò in cui si crede. Mentre la Luce si rivelava a me, divenni consapevole che ciò che stavo realmente guardando era la matrice del nostro Sé Superiore. La sola cosa che posso dire è che si trasformò in una matrice, un mandala di anime umane, e che io vidi che quella cosa che noi chiamiamo il nostro Sé Superiore in ciascuno di noi vi è una matrice che é anche una strada verso la sorgente: ognuno di noi proviene direttamente da quella sorgente. Tutti noi abbiamo un SÉ SUPERIORE, una parte spirituale del nostro essere, che mi si rivelò nella sua vera forma energetica. L'unico modo in cui posso descriverlo è che l'essere del sé superiore è più simile ad una connessione diretta con la sorgente che ciascuno di noi ha e tutti noi siamo connessi direttamente con la sorgente. Così la Luce mi stava mostrando la matrice del sé superiore, ed io compresi chiaramente che tutti i sé superiori sono inter-connessi come un solo essere, tutti gli uomini sono connessi come un solo essere, noi siamo veramente lo stesso essere, differenti aspetti dello stesso essere. Non c'era alcun legame con una particolare religione. Questo è ciò che percepii come mio feedback, vedendo questo mandala fatto di anime umane: era la cosa più bella che avessi mai visto. Entrai al suo interno, e ne fui sopraffatto, era come ricevere tutto l'amore che abbiamo sempre desiderato, ed era quel genere di amore che cura, che guarisce, che rigenera.
Quando chiesi alla Luce di continuare la sua spiegazione, compresi cos'è la matrice del sé superiore: c'è una sorta di griglia intorno al nostro pianeta nella quale tutti i sé superiori sono connessi: è come una grande società, un sottile livello di energia adiacente, posto tutt'intorno al nostro, si potrebbe dire il livello dello spirito. Poi chiesi altre spiegazioni: volevo conoscere il vero significato dell'universo, ed a quel punto ero pronto a partire: "Sono pronto, portami via", dissi.
Allora la Luce si trasformò nella cosa più bella che io abbia mai visto: un mandala composto da tutte le anime di questo pianeta e mi resi conto che ero giunto a questo pur partendo dalla mia visione negativa di ciò che era accaduto sulla Terra. Così chiesi alla Luce di continuare a spiegarmi anche questo, dato che avevo visto in quel magnifico mandala come tutti noi siamo belli nella nostra essenza, nel nostro nucleo. Noi siano le più belle creature; l'anima umana, la matrice umana che tutti noi formiamo, è assolutamente fantastica, elegante, esotica ... non trovo parole sufficienti per dire quanto cambiò la mia opinione sul genere umano in quel momento. Dissi: "Oh, Dio, non apprezzavo quanto siamo belli". Ad ogni livello, alto o basso, in qualsiasi forma voi siate, voi siete davvero la più bella delle creazioni! Fui meravigliato di scoprire che non c'era alcun male in nessuna anima. Dissi "Com'è possibile?" La risposta fu che nessuna anima può essere malvagia di per sè, sebbene le cose orribili che accadono alle persone durante le loro vite terrene, possano indurle a compiere azioni altrettanto malvagie, ma le loro anime non sono cattive. Ciò che tutte le persone cercano, ciò che le sostiene, è l'Amore, ciò che nuoce loro è la mancanza di Amore - mi disse la Luce. Le rivelazioni che provenivano dalla Luce diventavano sempre più profonde ed io chiesi: "Ciò significa che l'umanità verrà salvata?" Allora, come uno squillo di tromba tra una cascata di luci, la grande Luce rispose: "Ricorda questo e non dimenticarlo mai: sei tu che salvi, redimi e guarisci te stesso. Questo è ciò che avete sempre fatto e che sempre farete. Siete stati creati col potere di farlo fin dalla creazione del mondo".
In quel momento capii ancor di più: compresi che siamo già stati salvati, e che se ci siamo salvati é perché siamo stati creati per auto-correggerci, così come tutto il resto dell'universo.
Ringraziai con tutto il cuore la Luce divina. La cosa migliore che riuscii a dire furono queste semplici parole di gratitudine totale : "Oh mio caro Dio, caro universo, caro sé superiore, io amo la mia vita". Sembrò che la Luce mi incorporasse ancor più nel profondo. Era come se mi assorbisse completamente. La Luce dell'amore è per noi indescrivibile. Entrai in un'altra dimensione, molto più profonda della precedente, e divenni consapevole di altre, di molte altre cose. Era una gigantesca corrente luminosa, vasta ed intensa, che si riversava proprio nel cuore della vita. Domandai di cosa si trattasse e la Luce rispose: "Questo è il fiume della vita. Bevi pure a sazietà l'acqua della sua corrente benefica ".
Così feci, bevvi un grande sorso, e poi un altro. Era come bere la vita stessa! Ero in estasi.

Allora la Luce disse: "Tu hai un desiderio". La Luce sapeva tutto di me, ogni cosa del mio passato, presente e futuro. "Sì" sussurrai e chiesi di visitare l'universo al di là del sistema solare. La Luce mi disse allora che avrei potuto seguire la corrente, lo feci, e fui trasportato attraverso la Luce fino alla fine del tunnel. Sentii ed udii una serie di esplosioni molto smorzate. Che velocità! Improvvisamente mi sembrò di essere lanciato via dal pianeta su questo flusso di vita. Vidi la Terra che volava via, lontano. Il sistema solare scivolò via in tutto il suo splendore e sparì. Più veloce della Luce, volai attraverso il centro della galassia, ottenendo sempre più maggiore conoscenza. Mi fu detto che questa galassia, come tutte le altre dell'universo, è piena di molte varietà di vita, anche diverse. Vidi molti mondi: la buona notizia è che noi non siamo soli nell'universo!
Mentre cavalcavo questa corrente cosciente attraverso il centro della galassia, il flusso si espandeva in fantastiche onde di energia simili a frattali. I grandi ammassi di galassie, con tutta la loro antica saggezza si allontanarono. Dapprima pensai che stavo andando da qualche parte, come se continuassi il viaggio, ma poi mi accorsi che la mia coscienza si espandeva come la corrente fino a contenere in sé tutto l'universo! Tutta la creazione passava attraverso di me, era un' incredibile meraviglia! Ero davvero una creatura fantastica, un bimbo nel Paese delle meraviglie! Sembrava che tutte le creazioni dell'universo mi fossero mostrate e che poi svanissero in una scintilla di Luce. Una seconda Luce comparve, proveniva da ogni parte, e sembrava molto diversa, era una Luce composta da tutte le frequenze dell'universo, o forse di più.
Sentii ed udii di nuovo altre esplosioni forti ma vellutate. La mia coscienza ed il mio essere si stavano espandendo fino a congiungersi con l' universo olografico, ed oltre. Mentre passavo nella seconda Luce capii di aver appena trasceso la verità. Queste sono le parole più adatte con cui riesco a dirlo, ma cercherò di spiegarmi meglio. Quando passai nella seconda Luce mi dilatai oltre la prima e mi ritrovai in una quiete profonda, al di là di qualsiasi silenzio, semplicemente ero capace di vedere e di percepire l'eternità, oltre l'infinito.
Ero nel vuoto, prima di ogni creazione, prima del big bang. Mi ero inoltrato al di là dell'inizio del tempo, al di là della prima "parola", della prima vibrazione, nell'occhio della creazione. Mi sentivo come se stessi toccando il viso di Dio. Non era un sentimento religioso, ero semplicemente una cosa sola con la vita e con la coscienza assoluta. Quando dico che potevo vedere e percepire l'eternità voglio dire che potevo sperimentare tutta la creazione che generava se stessa, in un processo senza inizio e senza fine. È il pensiero della mente che si espande, non è così? Gli scienziati vedono il Big-Bang come un singolo evento che creò l'universo, mentre io vidi che esso è solo uno di infiniti Big-bang che creano simultaneamente infiniti universi. Le sole immagini che possono dare un'idea di questo processo, in termini umani, sono quelle create dai super-computers usando certe equazioni che generano delle geometrie frattali.
Gli antichi intuivano tutto questo, dicevano che Dio periodicamente crea nuovi universi espirando, ed annulla altri universi inspirando. Questi periodi che la scienza moderna definisce big bang venivano chiamati "Yuga". Mi trovavo nella pura, assoluta coscienza, e potevo vedere o percepire tutti i big bang o le yuga mentre creavano ed annullavano se stessi. In un istante entrai all'interno di tutti quegli universi simultaneamente e vidi che ognuno e ciascun piccolo elemento della creazione ha il potere di creare. Cercare di spiegare tutto questo è molto difficile, e non riesco a trovare le parole adatte, mi ci vollero anni dopo il mio ritorno per poter trovare le parole adatte da associare all'esperienza nel vuoto. Ora posso dirvi che il vuoto è meno che il nulla, e nello stesso tempo è più di tutto ciò che esiste, é lo zero assoluto, è il caos da cui si originano tutte le possibilità, la coscienza assoluta molto di più che la stessa intelligenza universale.
Dov'è il vuoto? Io lo so: è dentro e fuori ogni cosa. Ognuno di noi, anche mentre vive, si trova sempre simultaneamente dentro e fuori del vuoto. Non bisogna andare in nessun posto e nemmeno morire per essere nel vuoto. Il vuoto è il nulla cosmico che si trova tra tutte le manifestazioni fisiche, lo spazio all'interno degli atomi, tra i loro componenti. La scienza moderna ha iniziato a studiare questo spazio vuoto e l'ha chiamato "punto zero". Ogni volta che si cerca di misurarlo, i nostri strumenti vanno fuori scala, o – per così dire – verso l'infinito, così che non esiste alcun mezzo per misurare accuratamente l'infinito. Nel nostro corpo e nell'universo, lo spazio vuoto è più grande di qualsiasi altra cosa!
Quello che i mistici chiamano il vuoto non è il vuoto: è così pieno di energia, un'energia diversa che ha creato ogni cosa, compreso ciò che siamo e tutto ciò che esiste a partire dal big bang è vibrazione, a partire dalla prima "parola", che è la prima vibrazione. L'affermazione biblica "Io sono" dovrebbe in realtà essere seguita da un punto interrogativo: "Io sono? Cosa sono io?". Infatti la creazione è Dio che esplora il sé divino attraverso qualsiasi possibilità immaginabile, in una continua, infinita esplorazione che coinvolge ognuno di noi. Attraverso ogni singolo capello della vostra testa, attraverso ogni singola foglia di ogni singolo albero, attraverso ogni singolo atomo, Dio esplora il proprio sé, il grande "Io sono". Io cominciai a vedere che tutto ciò che esiste è il sé, letteralmente, il vostro sé, il mio sé, me stesso. Ogni cosa è il grande sé. Questo è il motivo per cui Dio conosce la caduta anche di una singola foglia. Questo è possibile perché, in qualsiasi punto vi troviate, quello è il centro dell'universo, perchè ovunque si trovi un atomo, quello è il centro dell'universo: Dio é in quell'atomo, Dio è nel vuoto.
Mentre esploravo il vuoto e le yuga del creato mi trovavo totalmente al di fuori del tempo e dello spazio per come noi li conosciamo. In questo stato di espansione della coscienza scoprii che la creazione è qualcosa che riguarda la pura coscienza assoluta, cioè Dio, che discende nell'esperienza della vita come noi la conosciamo. Il vuoto in se stesso è privo di esperienza, viene prima della vita, prima della vibrazione iniziale. La natura divina va ben oltre la vita e la morte, per questo nell'universo c'è da sperimentare molto più della vita e della morte! Io mi trovavo nel vuoto ed ero consapevole di ogni cosa creata. Era come se io stessi guardando con gli occhi di Dio, ero diventato Dio ed improvvisamente non ero più me stesso e di colpo compresi il perché dell'esistenza di ogni atomo, e fui in grado di vedere ogni cosa. Il punto interessante è che io andai nel vuoto per scoprire che Dio non è là. Dio è qua. Così mi apparve inutile questa costante ricerca di Dio da parte dell'umanità … Dio ci ha dato ogni cosa, ogni cosa è qua, questo è il luogo dove si trova. E ciò in cui siamo ora coinvolti è l'esplorazione di Dio da parte di Dio per nostro tramite. La gente è così occupata a cercare di diventare Dio: dovrebbero invece comprendere che noi siamo già Dio e che Dio sta diventando noi, questo è ciò che conta davvero e quando lo compresi, ne ebbi abbastanza del vuoto, e desiderai tornare alla creazione, a questa yuga. Mi sembrava la cosa più naturale da farsi.
Così tornai indietro di colpo dal big bang attraverso la seconda Luce, udendo di nuovo diversi colpi sonori vellutati. Percorsi all'indietro la corrente della coscienza attraverso tutta la creazione, e fu un viaggio entusiasmante! I super-ammassi di galassie passavano attraverso me, dandomi una comprensione ancora maggiore.
Passai attraverso il centro della galassia, dove si trova un buco nero. I buchi neri sono i grandi processori e rigeneratori dell'universo.Sapete cosa c'è dall'altra parte di un buco nero? Ci siamo noi, la nostra galassia, che è stata riciclata da un altro universo. Nella sua configurazione di energia totale, la galassia sembrava una fantastica città di Luce, tutta l'energia da questa parte del big bang è Luce. Ogni particella subatomica, ogni atomo, ogni stella o pianeta, e perfino la coscienza stessa è fatta di Luce ed ha una frequenza vibratoria, perchè la Luce è materia vivente.
Ogni cosa è fatta di Luce, anche i sassi, e pertanto ogni cosa è viva perchè composta di Luce divina; ogni cosa è molto intelligente. Mentre viaggiavo sempre più avanti nella corrente della vita, vidi avvicinarsi una gigantesca Luce . Seppi che si trattava della prima Luce, la Luce del sé superiore che è la matrice del nostro sistema solare che mi apparve nella Luce, accompagnato da una di quelle esplosioni vellutate. Vidi che il sistema solare nel quale viviamo è come il nostro corpo locale più grande. Io ne sono parte, la Terra è questo grande essere creato, e noi siamo la parte di essa che sa della sua esistenza. Ma noi ne siamo solo una parte. Noi non siamo ogni cosa, ma solo quella parte della Terra che è cosciente della sua esistenza.
Fui in grado di vedere tutta l'energia generata da questo sistema solare, e si tratta di un incredibile spettacolo di Luce! Potei udire la musica delle sfere. Il nostro sistema solare, al pari di tutti i corpi celesti genera un'unica matrice di luci, di suoni e di energie vibratorie. Le più avanzate civiltà provenienti da altri sistemi solari possono identificare la vita nell'universo, come noi la conosciamo, dall'impronta vibratoria della matrice energetica: é un gioco da ragazzi. I meravigliosi figli della Terra (gli esseri umani) emettono in continuazione, proprio ora, una quantità di suoni, come bambini che giocano nel cortile dell'universo.
Percorsi la corrente direttamente fino al centro della Luce e mi sentii abbracciato da Essa mentre mi prendeva di nuovo nel suo respiro, seguita da un altro colpo di morbido suono. Ero in questa grande Luce d'amore mentre la corrente della vita fluiva attraverso il mio essere. Devo ripetere che si tratta della più amorevole Luce, del tutto priva di qualsiasi elemento giudicante. È il genitore ideale per questo fanciullo meraviglioso. "E ora?" mi domandai. La Luce mi spiegò che la morte non esiste: noi siamo esseri immortali. Noi siamo già vivi dall'eternità! Compresi che noi facciamo parte di un sistema vivente naturale che rigenera se stesso in un processo senza fine.

Non mi fu mai detto che dovevo ritornare. Semplicemente, sapevo che lo avrei fatto, perchè era una cosa naturale, dopo quel che avevo visto. Non so dire quanto tempo rimasi nella Luce, in termini umani, ma venne un momento nel quale capii che tutte le mie domande avevano avuto una risposta e che il mio ritorno era vicino.
Quando dico che a tutte le mie domande era stato risposto nell'altra parte voglio dire proprio questo.
A tutte le mie domande è stata data una risposta! Ogni essere umano ha una vita diversa ed un diverso numero di questioni da esplorare. Alcune delle nostre domande hanno un valore universale, ma ognuno di noi esplora questa cosa che chiamiamo vita in modo unico e personale e questo vale anche per ogni altra forma di vita, dalle montagne alle singole foglie d'ogni albero. Questo è molto importante per tutti noi nell'universo, perché tutto contribuisce al grande quadro, la pienezza della vita, perchè siamo letteralmente Dio che esplora il sé divino in un'infinita danza di vita e la nostra unicità esalta la vita tutta.
Quando iniziai il mio ritorno al ciclo della vita non mi passò nemmeno per la mente, né mi fu detto da nessuno, che sarei ritornato nel medesimo corpo che avevo in precedenza. Non aveva nessuna importanza, poichè avevo una completa fiducia nella Luce e nel processo della vita. Mentre la corrente si fondeva con la grande Luce, chiesi di non dimenticare mai le rivelazioni ed i sentimenti di ciò che avevo appreso dall'altra parte.
Ci fu un "Sì" che io sentii come un bacio alla mia anima. Poi fu riportato indietro, attraverso la Luce, nel regno delle vibrazioni. L'intero processo si svolse in senso contrario, mentre io ricevevo altre informazioni ancora. Tornai a casa, e mi furono dati insegnamenti sulla meccanica della reincarnazione e fu risposto a tutte le piccole domande che ancora adi noi, non importa dove siamo, nei guai oppure no, è una benedizione per il pianeta, proprio qui ed ora. Così io passai attraverso il processo della reincarnazione aspettandomi di nascere come un bambino da qualche parte del mondo, ma mi fu data una lezione su come l'identità individuale si evolve con la coscienza, e così mi reincarnai di nuovo in questo corpo.
Fui così sorpreso quando riaprii gli occhi! Non so perché, dato che capivo, ma fu comunque una grossa sorpresa ritrovarmi in questo corpo, di nuovo nella mia stanza con qualcuno che guardava verso di me piangendo a calde lacrime. Era la mia assistente: si era rassegnata un'ora e mezzo dopo avermi trovato morto, perchè era certa che io fossi morto: tutti i segni tipici erano evidenti ed il mio cadavere stava diventando rigido.
Non sappiamo da quanto tempo fossi morto, ma sappiamo che era trascorsa un'ora e mezzo da quando lei mi aveva trovato senza vita. Aveva esaudito, per quanto possibile, il mio desiderio di lasciare per alcune ore, il mio corpo, in pace. Avevamo uno stetoscopio amplificato e molti sistemi per testare le funzioni vitali del corpo per vedere cosa accadeva. Ella può testimoniare che io ero morto davvero. La mia non fu una N. D. E. , dato che sperimentai realmente la morte, per almeno un'ora e mezzo. L'assistente mi aveva trovato morto e mi aveva auscultato con lo stetoscopio, aveva preso la pressione sanguigna ed il battito cardiaco per un'ora e mezzo. Poi io mi ero svegliato ed avevo visto la Luce là fuori. Avevo provato ad alzarmi per raggiungerla, ma ero caduto dal letto. Lei aveva udito il tonfo, era accorsa e mi aveva trovato steso sul pavimento. Quando ripresi i sensi, fui molto sorpreso e meravigliato per quanto mi era successo.
Dapprima non avevo un ricordo tanto chiaro di quell'esperienza come quello che ho adesso. Continuavo a scivolare fuori da questo mondo e mi chiedevo: "Sono vivo?"
Questo mondo era più simile ad una sogno, se paragonato con l'altra dimensione.
Dopo tre giorni mi sentivo di nuovo normale, più lucido, eppure diverso da come mi ero sentito nelle mia vita di prima. Tutti i ricordi del viaggio mi tornarono in mente più tardi. Non riuscivo a vedere nulla di sbagliato in nessun essere umano che avessi incontrato, mentre prima di allora io avevo sempre giudicato gli altri pensando che un sacco di gente fosse veramente nevrotica, tutti nevrotici, tranne me, ma di tutto questo non restava più alcuna traccia.
Tre mesi più tardi un amico mi consigliò di fare qualche test, così andai in ospedale per le radiografie e tutto il resto. Mi sentivo veramente bene, così avevo paura di ricevere cattive notizie. Ricordo che il medico, dopo aver confrontato le lastre precedenti con quelle attuali, disse: "Bene, adesso qui non c'è più niente". Io replicai: "Davvero? Allora può essere un miracolo?" E lui: "No, queste cose accadono, vengono chiamate remissione spontanea". Non sembrava per nulla impressionato, ma per me era un miracolo e anche se non lo erano gli altri, io ero davvero impressionato. vevo:
"Come funziona questo? Come funziona quello?" Sapevo che stavo per reincarnarmi.
La Terra è un grande processore di energia, e la coscienza individuale proviene da lei e si evolve in ciascuno di noi. Per la prima volta pensai a me stesso come ad una creatura umana, e fui felice di esserlo. Da ciò che ho visto, sarei felice di essere anche soltanto un atomo in quest'universo, sì, un atomo, perchè essere la parte umana di Dio … è la più fantastica delle benedizioni! È una fortuna che va al di là della nostra più sfrenata immaginazione di cosa sia una fortuna. Per ciascuno di noi essere la parte umana di quest'esperienza è fantastico e magnifico. Ognuno 

mercoledì 13 maggio 2015

Sun Gazing

"Perché abbiamo guardare l'alba? Perché ci concentriamo su di esso? Per imparare a mobilitare tutti i nostri pensieri, i nostri desideri, e tutte le nostre energie, e di dirigerli verso la realizzazione del più alto ideale. Una persona che lavora di unificare le molte forze caotiche che lo tirano in ogni direzione e di proiettarli in un unico, luminoso e salutare direzione diventa un potente centro in modo tale che la sua presenza, come il sole, è in grado di irradiare nello spazio. Sì, colui che riesce a controllare le tendenze della sua natura inferiore può diffondere queste benedizioni su tutta l'umanità, e diventa un sole. Vive a questa libertà che espande il campo della sua coscienza per includere l'intera razza umana, a cui manda l'abbondanza di luce e amore che versa fuori da lui ". --Da Omraam Mikhaël Aïvanhov
 Prima di tutto, lascia intendere che HRM (Hira Ratan Manek) ha raggiunto i suoi risultati in un ambiente molto controllato in base ai principi di Jain rigorosi. Inoltre, ci sono molte diverse pratiche di trattamento del sole provenienti da culture di tutto il mondo. Alcuni dei quali sono relativamente recenti e alcuni sono vecchi come le colline.Ci sono state alcune culture in cui si potrebbe ottenere imprigionati per fissare il sole (solo alcuni sacerdoti erano ammessi). Il metodo di gestione delle risorse umane è semplicemente un metodo. In affermando che; sì, il sole ha un potere enorme. Sì, è possibile toccare in regni superiori spirituali così come altre dimensioni temporali e spaziali. Sì, si può vivere senza cibo. Sì, è possibile consentire ad altri soggetti nel vostro spazio e finiscono con gli alieni metallici ballare sul tuo letto (storia vera).
Se si sceglie di intraprendere il viaggio di trattamento del sole, si prega di seguire i consigli che lento e costante vince la gara. Non consiglio questa pratica a chiunque. Se il sole sembra o si sente a luminoso, beh, allora, non guardare. Se si sceglie di partecipare, essere molto attenti, prendere il vostro tempo, essere cauti, essere umili e documentare i vostri progressi.
Si rischia di danneggiare gli occhi dal trattamento del sole, proprio come si può bruciare i piedi di camminare sul fuoco. Ho partecipato a entrambe le pratiche, i miei piedi e la mia visione sono in perfetto stato di funzionamento. Siamo tutti cablati un po 'diverso; quindi è impossibile prevedere come ogni individuo elabora i soli luce brillante. Se desiderate partecipare, con tutti i mezzi godere della pratica quotidiana.Vivere l'inizio (o finale) del giorno. Senti tutta la gioia del sole ha da offrire ... e, naturalmente, se si diverte a indossare un cappello a cilindro viola mentre trattamento del sole; quindi con tutti i mezzi, ne fanno una bellezza.
Ricordate questo le informazioni qui non è scolpito nella pietra, è semplicemente il suggerimento di un uomo. In realtà, questa è la mia interpretazione di suggestione di un uomo. A seconda di stile di vita e la posizione di ogni persona può ritagliarsi una propria forma di trattamento del sole. Capiscono che a causa delle molte differenze da prendere in considerazione, i risultati saranno probabilmente differente. E questo è bene, qualunque cosa le esperienze sperimentate sono ancora vostra e solo vostra.
Protocollo di HRM Secondo il tempo e il livello di impegno questo è solo un nove mese a una pratica anno. Una volta raggiunto 44 minuti di trattamento del sole si è finito.Non si dovrebbe avere la necessità di fissare il sole più a lungo, il vostro trattamento del sole è completo. Trattamento del sole deve essere praticato in piedi dai piedi nudi sulla terra nuda. Senza scarpe si può stare sulla sabbia, ghiaia, fango, o nuda terra. I piedi nudi devono essere a contatto con la nuda terra. Cercate di evitare di stare di catrame, cemento, granito, pietra o anche su prato (prato assorbe l'energia solare). Se vi capita di stare su qualsiasi altra superficie, che va bene, i risultati possono semplicemente essere un po 'diverso o arrivano un po' più lento. Mentre il sole è basso sull'orizzonte l'intensità dei raggi sarà al minimo. Durante questo periodo, i raggi del sole sono tollerabili, e la radiazione UV è inferiore, in modo che il potenziale di danneggiare gli occhi è inferiore. Usare il buon senso all'interno di questi parametri, se il sole è troppo luminoso e ci si sente come se si può bruciare gli occhi, non stare a esso. Il momento migliore per conoscere i propri limiti è proprio come il sole sorge o un minuto prima di imposta. Secondo HRM l'alba contiene più di energia, vitamine e minerali poi il tramonto. Vai a capire. Personalmente vi consiglio il sorgere del sole, energicamente si tratta di un bellissimo equilibrio di yin e yang. Hai solo bisogno l'alba o il tramonto, entrambi possono essere un po 'troppo. Per correre su di te non trovare quello che stai cercando più velocemente. Fate attenzione e sempre ascoltare il tuo corpo.
Per Iniziare Come il sole sorge sopra l'orizzonte semplicemente lo sguardo l'intera sfera incandescente di luce per soli 10 secondi. La chiave è di essere rilassato, proprio come nella mediazione, di lasciar andare tutti i pensieri e immergersi in questo momento. Semplicemente, guardarlo. No stress o tensione sul viso, muscoli o gli occhi del viso. Rilassatevi la mascella. Stand presso la pace, le ginocchia piegate con le braccia lungo i fianchi. Lasciarsi andare. Se si sceglie di ottenere con i polli, e provare a guardare il sole che sorge. Rimanere rilassati e ricettivi per una maggiore assimilazione degli aspetti benefici dei raggi del sole. Provate a prendere coscienza di ciò che il vostro corpo si sente, come è il tuo, stato emotivo e fisico mentale, come il sole riempie ogni atomo, ogni elettrone, e ogni cellula del vostro corpo. Sentire ogni tessuto riempito con le proprietà rigenerative e curative che la luce del sole impartisce sul tuo corpo. Si può notare un incredibile aumento del tuo globale di energia così come la vostra resistenza fisica e il positivismo. Essere consapevoli di come la luce del sole in realtà purifica e ricostruisce tutto il tuo essere, la tua mente e pensieri, i tuoi sentimenti e il vostro corpo fisico; ringiovanimento totale. Con completamente arrendersi al soli maggiore potenza, e come i minuti di trattamento del sole aumentare, la consapevolezza del vostro essere energetico potrebbe aumentare drammaticamente. Non vi è alcuna necessità di mantenere un senza battere ciglio, sguardo. Blink come e quando succede naturalmente, un po 'come guardare la televisione. Per i primi momenti si guarda verso il sole può essere molto luminoso, dopo circa 3-7 secondi di guardare continuo tutta la luminosità generale va via e si sono lasciati fissando una palla morbida di pura luce bianca; una bella orb pulsante. Non strizzare gli occhi. Se ti senti strabismo, rilassare i muscoli del viso e gli occhi. Lasciate che la luce. Il più aperto e rilassato i muscoli sono nel vostro corpo più ossigeno e l'energia è in grado di fluire all'interno delle vostre cellule, e quindi sarà consentito più luce in. Avete a vostra disposizione una quantità incredibile di energia elettrica per fare cose accadono nel vostro mondo. Con l'aiuto della luce solare, è possibile ricaricare ogni cellula ed atomo al suo pieno potenziale.Aumentare il tempo lo sguardo verso il sole per alcuni secondi ogni giorno - dire per cinque secondi o giù di lì al giorno, finché non si è confortevole e rilassante, con l'intero concetto di fissare il sole. Una volta che hai dimestichezza con il concetto di trattamento del sole sentitevi liberi di aumentare il tempo a guardare una velocità costante di 10 secondi al giorno. Potrebbe essere utile per ottenere un orologio o impiegano un amico per tenere sotto controllo il vostro tempo a guardare. Sottili incrementi lenti di tempo sono importanti per consentire alle aste e coni all'interno della struttura anatomica dell'occhio di adattarsi al livello luce intensa. Aumentare il tempo di trattamento del sole di 10 secondi ogni giorno fino a raggiungere 44 minuti, a quel punto si dovrebbe essere completamente carica. A 44 minuti si è finito con il metodo del HRM di trattamento del sole. A seconda del tempo questo può essere effettuato solo nove o dieci mesi.
Cosa aspettarsi trattamento del sole può essere usato come strumento per colpire nella vostra potenziale umano. Qualche cambiamento avverrà per raggiungere questi picchi;le vostre percezioni possono alterare le circostanze, si può cominciare a cambiare dall'interno verso l'esterno. Il cambiamento può essere scomodo. Tuttavia, quando abbiamo comunicato i nostri blocchi fisici ed emozionali energici questi cambiamenti diventeranno banale rispetto all'incredibile espansività dell'universo. Se almeno tre mesi sono impegnati nella pratica trattamento del sole (raggiungendo 15 minuti di tempo a fissare) una sorta di cambiamento della vostra percezione del vostro mondo si verificherà. Siamo tutti esseri energetici, che vibra a frequenze diverse, quindi dovremmo stare bene con il concetto che tutti noi siamo diversi. Ci possono essere molte diverse reazioni, sensazioni ed esperienze. Ricordate, qualunque cosa accada a te è perfetto. E 'tuo e solo tuo. Ad ogni turno ci sono lezioni da imparare. Può essere utile a diventare obiettivo nel vostro approccio alla vita, la consapevolezza può rivelarsi un ingrediente essenziale. Siate positivi e di mentalità aperta; sentire tutto quello che c'è da sentire. Trattamento del sole provoca fame a diminuire? Ci sono molte teorie, tutte con la comprensione del potere della luce e dei meccanismi più sottili della ghiandola pineale, per non parlare della fisica quantistica. 

sabato 9 maggio 2015

il diluvio e gli Elohim

IL DILUVIO DEI BENE-ELOHIM




Anche gli ebrei, al pari dei loro vicini, erano convinti che dietro catastrofi naturali, guerre e pestilenze vi fosse un preciso volere di Dio, o del suo Avversario. In Giobbe leggiamo che "un giorno avvenne che i figli di Dio andarono a presentarsi a Yahweh. Ed in mezzo a loro apparve anche l'Avversario"; sfidando Dio ed i suoi angeli (i "figli di Dio", i bene-Elohim che avevano peccato con le figlie degli uomini) Satana ottiene il permesso di accanirsi con ogni genere di calamità (morte dei figli e del bestiame, rovina economica, lebbra) su Giobbe, uno dei seguaci più fedeli di Yahweh. E, l'episodio è noto, Dio accetta, per dimostrare al Maligno quanto grande sia la fede, la sopportazione e l'ormai divenuta proverbiale pazienza, del suo seguace. L'evento in realtà presenta molti spunti curiosi e controversi; in primo luogo, se leggiamo il testo alla luce della teologia tradizionale, non si capisce lo strano connubio tra Dio, gli angeli caduti ed il demonio (addirittura, secondo l'esegesi esorcistica post-medievale, Satana dovrebbe fuggire al nome di Dio, altro che interrompere una delle Sue assemblee...); in secondo luogo non si capisce perché
Yahweh, pur di dare uno schiaffo morale al suo avversario, gli permetta di tormentare in quel modo uno dei suoi servi più fedeli. Ed ancora una volta, dunque, l'episodio acquista un diverso significato se si considera che lo Yahweh dei jewish files non è Dio, ma è solo uno dei Veglianti; ciò spiega come mai possa decidere di radunarsi in assemblea (il sod ebraico) con i bene-Elohim, "caduti" e scacciati come Yahweh stesso (che, come vedremo, seguì Noè nell'arca); e si comprende perché "dio" possa scendere in competizione con la figura dell'Avversario (l'Iblis o Shaitan), che altri non è che un suo pari grado.
L'intero episodio è stato letto per millenni dall'esegesi religiosa come la dimostrazione del fatto che le calamità che colpiscono l'uomo siano inviate da Dio, tramite il diavolo, per mettere a dura prova la nostra capacità di sopportazione, permettendoci in tal guisa di guadagnarci il paradiso.
Secondo questa strana logica, anche le disgrazie di portata planetaria altro non sono che celesti punizioni (lo credevano molti popoli antichi, dai sumeri ai greci, che attribuivano alle bizze degli dèi i principali sconvolgimenti).

L'assemblea degli dèi è citata anche nel papiro qumranita Rotolo della guerra: "El Elyon mi diede un seggio tra coloro che sono perfetti in eterno, un trono potente nell'assemblea degli dèi. Sarò ascritto nel novero degli dèi e riconosciuto nella santa assemblea".
I bene-Elohim che abbiamo citato a proposito dell'episodio di Giobbe compaiono, sempre con la qualifica di "figli di Dio", anche in Giuda 6 e 2 Pietro 2,4 dellaTorah. Giuda li definisce "gli angeli che non hanno conservato il loro Principato, ma hanno abbandonato la loro dimora, riservati per il giudizio del Grande Giorno con vincoli eterni nell'abisso (Tiamat)". "Dio non perdonò agli angeli che peccarono, ma relegandoli all'inferno li consegnò in antri tenebrosi a esservi custoditi per il giudizio", scrive S.Pietro nella Seconda Lettera, 29,4.
L'unione di questi angeli caduti con le donne della terra genera i Nephilim, termine che significa letteralmente "gli irruenti", ma che alcune versioni traducono con "giganti", altre con "i forti", Simmaco con "i viventi" e la Volgata con "i potenti" (o le Potenze). Secondo il fisico russo Matest Agrest la corretta traduzione sarebbe "gli esseri caduti".
I padri dei Nephilim, i bene-Elohim, peccano per avere desiderato e posseduto le donne della Terra; la loro colpa riguarda dunque il desiderio sessuale; altro che "puri spiriti"... Essi dunque potrebbero fare parte di una categoria (razza aliena?) assai diversa rispetto agli angeli caduti che la moderna teologia chiamerà "diavoli"; questi ultimi cacciati per aver contrastato Dio cercando di usurparne il potere o, secondo ad esempio il Corano, per essersi rifiutati di omaggiare l'uomo quale creatura di Dio ed erede della Terra.
Queste distinzioni appaiono nette nelle traduzioni correnti di Giobbe e dei Salmi. "Chi sulle nubi è simile a Yahweh, o chi è uguale a Yahweh fra i figli di Dio?", riporta il Salmo 89,7, sottolineando la differenza tra il Creatore caduto e di bene-Elohim. E Giobbe, in 38,7, distingue nettamente tra questi ultimi ed i diavoli (definiti "luciferi"): "O chi pose la sua pietra angolare, mentre giubilavano insieme gli "astri del mattino" (in latino, luciferi; N.d.A.) e applaudivano tutti i figli di Dio?". I luciferi, ci dicono gli antichi testi, vennero scacciati, non all'inferno, ma "sulla Terra" dall'arcangelo Michele. Ma anche Yahweh, dopo avere creato di nascosto l'uomo, era stato esiliato dagli altri Elohim.
jewish files ci dicono che Yahweh, vedendo che il "suo spirito" era imprigionato nell'uomo, decise lo sterminio della razza umana, per mezzo di un diluvio.
"E disse Yahweh: Non rimarrà il mio spirito nell'uomo per sempre, poiché esso è carne. Allora Yahweh vide che la malvagità dell'uomo era grande, sulla Terra, e che ogni divisamento concepito dal suo cuore non era rivolto ad altro che al male tutto il giorno: di conseguenza Yahweh fu dispiaciuto di aver fatto l'uomo sulla Terra e se ne addolorò in cuor suo. Sicché Yahweh disse: Io voglio cancellare dalla faccia della terra l'uomo che ho creato: uomo e bestiame e rettili e uccelli del cielo, poiché mi dispiace di averli fatti". Non sappiamo se sia andata veramente così; altre fonti ebraiche lasciano invece intendere che il diluvio sarebbe stato scatenato non per distruggere l'uomo, ma per annientare i giganti, i figli dello spazio che avevano popolato la Terra a milioni seminando morte e distruzione ed introducendo pratiche e riti a dir poco discutibili. L'impressione che si ricava è che la versione mitica dell'episodio altro non fosse che il ricordo di un'antica battaglia tra dèi, la stessa che troviamo nei purana (testi sacri) indù, nella Cronaca di Akakor, nei sigilli sumeri; ove a darsi battaglia sono, a ben guardare, non dèi, ma razze aliene, impegnate in una lotta di conquista della Terra. Non si spiegherebbe sennò perché lo Yahweh che intendeva sterminare l'umanità decidesse poi di preservarne una parte; che l'episodio dell'arca non fosse un mito, ed anzi che le arche fossero più d'una, sparse per il mondo, è dimostrato dalle scoperte archeologiche: non solo il ricordo dell'episodio è diffuso in tutto il pianeta, ove troviamo tracce geologiche di inondazioni; ma sagome di enormi vascelli pietrificati sono stati identificati in diverse località del Medioriente.

Il diluvio sarebbe dunque stato devastante; molti però i sopravvissuti. La teologia moderna ci dice che Noè sarebbe stato salvato perché giusto; ben diversa la versione che emerge da una traduzione più attenta e che trova riscontri nei più antichi miti sumeri, ai quali i jewish files si sono chiaramente ispirati. La versione originale che ci viene proposta è che non uno, ma due fossero gli dèi in lotta, per la distruzione o la salvezza dell'umanità. Uno di questi, il dio amico dell'uomo, avrebbe contrastato il dio distruttore, che come l'egiziana Sekhmet intendeva cancellare completamente la vita dal pianeta, mettendo segretamente in salvo alcuni campioni (o cavie) di vita terrestre: uomini e animali. Nella sumera Epopea di Gilgamesh il racconto è chiarissimo: è il perfido dio Enlil (il "Signore del Destino") che intende scatenare un diluvio; ed è il dio buono Enki che segretamente avvisa il sovrano terrestre Ziusudra, il Noè egizio-sumero, e gli spiega come mettersi in salvo. Lo stesso avviene nei jewish files, che traduzioni erronee hanno falsato accorpando due divinità in lotta in un unico dio a volte spietato ed a volte misericordioso. É proprio la traduzione letterale del verso 6,9 della Genesi che ci dice "Noè camminava con Elohim", ovvero con gli dèi. E proprio uno di questi Elohim lo avverte del pericolo imminente, fornendogli tutte le istruzioni necessarie per la costruzione di un'arca che preserverà una parte della vita della Terra.
Il mito sumero, che precede di mille anni la versione ebraica, così ci presenta l'episodio: "Il dio An (=cielo) ed Enlil colmarono di gentilezze Ziusudra (Zi-u-sudra, "vita di lunghi giorni"; anche di Noè si disse fosse particolarmente longevo; N.d.A.). La vita di un dio gli diedero, respiro eterno come quello di un dio gli portarono da lassù. Poi fecero sì che Ziusudra, il re, il conservatore del nome, della vegetazione, del seme dell'umanità, prendesse dimora nel paese del guado, nel paese di Dilmum, nel luogo ove sorge il sole". Dopo la distruzione dell'umanità, allo scampato Ziusudra (che le tradizioni tarde chiamano Ut-Napishtim) viene conferita in premio l'immortalità; l'aspetto sconcertante è che è proprio il dio distruttore Enlil a premiarlo, una volta arenatasi l'arca sul monte Nisir (la Bibbia parlerà dell'Ararat); e ciò può significare una cosa sola, che Enlil, sconfitto dai suoi avversari, sarà poi costretto ad un atto di sottomissione verso l'uomo.
Che il diluvio non servisse a punire un'umanità peccatrice ed idolatra, oramai assoggettata a perfidi maestri spaziali, ma che dovesse annientare la stessa razza aliena, insediatasi sul pianeta e che si faceva adorare come divina dai nostri corrotti progenitori, viene confermato da varie fonti, come lo scrittore ebreo russo Zecharia Sitchin, noto sumerologo (nella foto accanto). E già lo scettico Isaac Asimov, nel 1981, non poteva fare a meno di sottolineare: "Per quanto grandi i peccati, viene da pensare che una divinità più misericordiosa avrebbe semplicemente spazzato via i colpevoli dal mondo con una parola, senza farli soffrire, per poi ricominciare tutto d'accapo", senza dunque coinvolgere anche animali innocenti. Le cose dovettero dunque andare in maniera diversa. Questa tesi emerge da una più attenta lettura delle antiche mitologie. NellaTeogonia del greco Esiodo si parla dei "Ciclopi dal cuore violento, con cento orride braccia"; e nei testi sanscriti essi sono ribattezzati "le Ombre Diafane", dalle molte braccia, che vennero coinvolte in a distruttiva battaglia fra dèi. Questi Ciclopi, i giganti dei jewish files, hanno lasciato tracce indelebili anche nell'epica islandese, neiCanti dell'Edda del 375 d.C. Si tratta di racconti pagani di genti germaniche, non contaminate, come conferma lo studioso Piergiuseppe Scardigli, dalle tradizioni cristiane; i Canti dell'Edda sono stati raccolti nel Codex Regius di Reykjavik. In quest'opera i Nephilim proverrebbero da "Niffhel" (l'assonanza della parola germanica - che contiene il termine "Hel", inferno - con il nome ebraico dei figli dei Veglianti è probatoria ed impressionante); in uno di questi brani, la Canzone di Vafthrudnnir, il gigante Vafthrudnnir spiega al dio Odino che l'universo è abitato da "dèi giganti e dèi tutti" e che esistono almeno "nove mondi" abitati (verso 43); quest'ultimo dettaglio è confermato in un altro carme eddico, la Profezia della Veggente, che dice: "Ricordo i giganti nati in principio, quando un tempo mi dettero cibo. Nove mondi ricordo. Al principio dei tempi Ymir dimorava sulla Terra; non c'era il mare, né spiaggia né onde gelide; la terra non si distingueva, né il cielo in alto; c'era solo un baratro informe (il Tiamat ebraico, N.d.A.); non c'era erba in nessun luogo (2-3)". Secondo questa tradizione, che presenta una straordinaria somiglianza con il racconto della Genesi, dal sangue di Ymir vennero le acque che sommersero la Terra. Acque inviate sempre per distruggere le razze mostruose di Nephilim (per l'occasione, nani e non giganti, ma comunque mostruosi e potenti) insediatisi sulla Terra per corrompere l'umanità: "Gli uomini nella corte giocavano a scacchi; erano ricchi; d'oro non si sentiva la mancanza; finché tre donne, figlie di titani possenti oltre misura, giunsero nel regno dei giganti. Dall'unione dei giganti con le tre donne nacquero dei nani, che crearono molte figure umane dalla terra" (ovvero, come gli Elohim, iniziarono a costruire l'uomo, disobbedendo alle regole. Si veda il verso 10,3-4 de La profezia della Veggente).
Ma, come ci conferma anche la Genesi, secondo la Veggente questi adamo nordici "non possedevano respiro né avevano coscienza, non calore vitale, non gesti né colorito. Odino dette il respiro, il dio Hoecnir la coscienza, il dio Lodhurr il calore vitale e il colorito. Donne molto sagge (= in possesso della scienza degli dèi; N.d.A.) scelsero la vita per i viventi nati" (18, 20). Ma non servì a nulla; il diluvio e gli altri dèi (compreso un simbolico "serpente" di biblica memoria), impegnati in una violentissima battaglia, ebbero ragione di quell'umanità. Dice la Veggente (48-50-52): "Batte l'onda il serpente, mentre l'aquila grida. Strazia cadaveri. Tutto rintrona il mondo dei giganti; gli dèi sono a convegno. Gemono i nani davanti alle porte di pietra e precipitano massi di roccia; maligni cadono spiriti; battono gli uomini la via della morte. Ed il cielo si schianta...".





GLI ULTIMI ISTANTI DI VITA DEL MONDO

Solo in pochi si salvano, secondo il testo sumero: il biblico Noè, al quale il dio Enki (Ea in accadico, El in ebraico) comanda: "Uomo di Shuruppak, figlio di Ubaratutu, abbatti la tua casa, costruisci una nave, abbandona la ricchezza, salva la vita! Porta nella nave ogni sorta di semi della vita. Della nave che costruirai siano ben calcolate le misure". E così nella Genesi: "Fabbricati una tevah (=cassa, arca) di legno di gopher; nell'arca farai delle camere e la spalmerai dentro e fuori di pece", consiglia Yahweh a Noè, quello stesso Yahweh che decide di salvarsi salendo a sua volta a bordo dell'arca, come rivela il verso - spesso prudentemente "dimenticato" - 7,16 della Genesi: "(Salpata l'arca) Yahweh chiuse la porta dietro di sé" (ovvero, entrò nella nave per ultimo, dopo gli uomini e gli animali, e chiuse la porta prima della partenza).
Ma si salvarono anche diversi alieni. I testi ebraici Genesi RabbaHadarDa'at HuqqatNidda e
Zebahim riportano: "Alcuni spiriti erranti entrarono anch'essi nell'arca e vennero salvati. Una coppia di mostri, i Reem, troppo grandi per entrare in una cabina, sopravvissero egualmente perché nuotarono dietro alla barca, e così pure il gigante Og. Per gratitudine Og giurò che sarebbe diventato lo schiavo di Noè ma, sebbene Noè lo nutrisse generosamente attraverso un boccaporto, riprese più tardi al via del mare".
Anche le versioni sumere lasciano intendere che una parte degli dèi ebbe salva la vita. "Il rumore del diluvio fece tremare gli dèi che, battendo in ritirata, salirono ai cieli di Anu", affermano i testi antichi. La versione assira informa che per scappare gli dèi usarono rukub ilani, il "carro degli dèi". "Gli Anunnaki si sollevarono" ed i loro razzi "illuminarono con il loro fulgore la Terra circostante". Dallo spazio, essi assistettero a scene devastanti che li impressionarono notevolmente: "Non si riusciva a vedere gli uomini nemmeno dal cielo", affermano i testi di Gilgamesh. Chiusi nella loro navicella spaziale, gli Anunnaki si sforzavano di vedere cosa stesse succedendo sulla Terra: "Gli dèi si accucciarono come cani contro il muro. Ishtar gridava come una donna in preda alle doglie: 'Gli antichi giorni, ahimé, sono ormai solo argilla'. Gli dèi Anunnaki piangevano con lei. Gli dèi se ne stavano lì, seduti a piangere, le labbra strette, tutti quanti".
Il diluvio distrusse quasi ogni traccia di vita terrestre ed aliena, secondo le varie fonti ; "risparmiò chiaramente parte degli animali: i pesci", fece notare lo scienziato Isaac Asimov; in realtà così non fu: le fonti rabbiniche parlano di un "diluvio di fuoco" (un bombardamento atomico? una pioggia di meteoriti?) che fecero bollire le acque ustionando ed uccidendo ogni creatura. Così nelle Leggende degli ebrei: "La folla dei peccatori tentò di irrompere nell'arca con la violenza, ma fu attaccata dagli animali selvatici che stavano di guardia tutt'intorno. Molti furono uccisi, mentre gli altri si salvarono soltanto per trovare la morte nelle acque del diluvio. Da sola l'acqua non avrebbe potuto averne ragione, poiché essi avevano la statura e la forza dei giganti. Ma Dio ordinò ad ogni goccia di passare per il Gehinnam prima di cadere sulla Terra, e la pioggia bollente scottò la pelle dei malvagi. Più tardi, per arrestare il diluvio, Dio dovette spostare due stelle dalla costellazione dell'Orsa a quella delle Pleiadi. Il diluvio durò un anno inter. Allora furono sterminati tutti i malvagi, ognuno dei quali ricevette il castigo che meritava. Tra gli altri perì Caino, e così venne vendicata la morte di Abele. La violenza devastatrice delle acque fu tale che nemmeno il corpo di Adamo fu risparmiato dalla tomba... Appena i figli di Noè ed i figli dei loro figli ebbero preso possesso delle regioni loro assegnate, gli spiriti impuri cominciarono a corrompere gli uomini e a tormentarli con dolori e sofferenze; Noè invocò Dio ed Egli mandò in terra l'angelo Raffaele che scacciò dal mondo i nove decimi degli spiriti impuri, lasciandone solo un decimo a Mashtemàh (il diavolo) per la punizione dei peccatori. Con l'aiuto del capo degli spiriti impuri Raffaele rivelò allora a Noè tutti i rimedi contenuti nelle piante, affinché potesse ricorrervi in caso di bisogno".
Che la vicenda del diluvio non fosse solo una leggenda, ma al massimo la cronaca di una serie di eventi locali (dunque, non universali) è ribadito dal biblista Werner Keller: "Oggi noi sappiamo che il verso dell'Undicesima tavola dell'Epopea di Gilgamesh deve essere stato ispirato dalla relazione di un testimone oculare. Solamente uno che abbia assistito ad desolanti effetti della catastrofe può farne una descrizione così efficace e tanto realistica; uno che al disastro era scampato deve aver visto coi propri occhi lo spesso strato d'argilla che ricoprì d'una coltre funebre ogni essere vivente e rese il paese uniforme come un tetto. Anche la precisa descrizione sumera di una bufera parla in favore di questa ipotesi. Ut-Napishtim cita esplicitamente un vento australe che spirava, il che corrisponde con molta esattezza alla posizione geografica del luogo. Il Golfo Persico, le cui acque furono scagliate dal vento sulla pianura, giace a sud del delta dell'Eufrate e del Tigri. Ut-Napishtim descrisse con esattezza, fin nei minimi particolari, caratteristici fenomeni meteorologici: l'apparizione di uno straordinario perturbamento atmosferico, il levarsi di nubi nere tra il fragore del tuono, la tenebra che piomba all'improvviso in pieno giorno; il mugghio del vento australe che trascina con sé le acque. Un meteorologo riconosce subito che qui si tratta della descrizione dello scatenarsi d'un ciclone. La moderna meteorologia sa che nelle zone tropicali i territori costieri, le isole e soprattutto le pianure fluviali, sono esposti ad una particolare specie di marosi che tutto annientano e distruggono e che sono causati dai cicloni spesso accompagnati da terremoti e da piogge torrenziali".
Il diluvio universale sarebbe stato in realtà un'inondazione "locale", (del resto, l'idea del mondo abitato era all'epoca assai ridotta), ma susseguitosi a più riprese in zone diverse? Ciò spiegherebbe perché in tutto il mondo sia presente tale tradizione, ma con differenti date. Del resto, l'idea biblica delle acque che sommergono l'intero pianeta è insostenibile. Asimov, nel volume In principio, calcolava che la massa d'acqua necessaria per coprire l'intero pianeta - prendendo dunque in senso letterale le affermazioni della Genesi - fosse inesistente sulla Terra: "Supponendo che il diluvio sommergesse il mondo intero quale oggi lo conosciamo, come di fatto supponevano e probabilmente suppongono tuttora la maggior parte dei lettori della Bibbia, dovremmo immaginare che il livello del mare salì di quasi nove chilometri, per ricoprire anche l'Himalaya. La quantità d'acqua necessaria per aumentare in tale misura il livello del mare è più di tre volte e mezzo la quantità totale delle acque della Terra. Dal punto di vista scientifico ciò è chiaramente impossibile".
Inoltre la tesi delle alluvioni periodiche spiegherebbe la differenza nelle datazioni del "diluvio universale": 1656 anni dopo la Creazione (presumibilmente nel 2348 a.C.) secondo i jewish files ed i moderni calcoli dell'arcivescovo Ussher; 2800 a.C. secondo i sumeri.
. Lo stesso Asimov rivela peraltro che "lungo le sponde nord-orientali del Golfo Persico c'è una frattura della crosta terrestre; è possibile che vi avvenisse un terremoto tale da sconvolgere il mare e da mandare su per il golfo una grande ondata di marea. Supponendo che il diluvio fosse in realtà limitato alla valle del Tigri e dell'Eufrate, non fa meraviglia che, come riferisce la Genesi, tutti gli alti monti fossero ricoperti. La valle è pianeggiante e le alture non sono una gran cosa. Una grossa inondazione avrebbe in effetti sommerso la regione. Agli sgomenti superstiti sarà certo sembrato che tutte le alture che erano sotto tutto il cielo fossero state ricoperte. Ma i sumeri del 2800 a.C. non potevano avere che un'idea molto parziale dell'estensione del mondo. Secondo il Codice P l'arca si arenò sull'Ararat; è questa una regione montuosa, situata nell'odierna Turchia orientale, in cui il Tigri e l'Eufrate hanno entrambi le loro sorgenti. Regno fiorente in epoca assira, il suo nome era Urartu, di cui Ararat è una versione. La tradizione che l'arca andasse a posarsi sulle catene montuose di Urartu è un punto a favore della teoria del maremoto quale causa del diluvio. Una comune inondazione fluviale spingerebbe gli oggetti galleggianti a valle; un grande maremoto li spingerebbe a monte: a nord-ovest, verso Urartu".
Diversi teologi moderni ritengono invece diluvio collegato alle glaciazioni. Il biblista Alfred Lapple scrive: "I termini era glaciale ed era alluvionale sono comuni nella storia della terra e dell'umanità. Sebbene gli scienziati non siano affatto d'accordo riguardo al numero delle ere glaciali - si è parlato ora di una sola era glaciale, ora di quattro (Penck, Brueckner), ora addirittura di dodici (Milankowitsch) - oggi essi ritengono quasi generalmente che ci siano state quattro ere glaciali, poiché è stata provata l'esistenza di quattro morene fondamentali sovrapposte. Il diluvio si suddividerebbe perciò nel: glaciale di Guenz; di Mindel; di Riss; di Wuerm. L'uomo è stato testimone dell'avvicendarsi delle ere glaciali ed interglaciali". 
Scrive Werner Keller: "Quando sentiamo nominare il diluvio universale, la nostra mente corre subito all'Antico Testamento. Senza sapere però che questa tradizione non è affatto unica o esclusiva dell'ebraismo. Nei popoli di tutte le razze esistono diverse narrazioni riguardanti catastrofi di questo genere, sebbene con modalità estremamente differenti. I cinesi hanno il loro Noè nella figura di Fa Li, gli scandinavi nella Regina Cesair, gli egizi in Ziusudra. Secondo gli aborigeni dell'Amazzonia il diluvio fu causato da una enorme rana che iniziò a vomitare acqua sopra il mondo. Il sole prese a muoversi e dalle spaccature della terra fuoriuscì nuova acqua. Tra i greci, invece, era familiare la storia del diluvio voluto dal dio Zeus, che preservò una unica coppia, Deucalione e Pirra. Nella mitologia dell'epoca queste punizioni divine non erano infrequenti. Esiodo parla di una quinta stirpe affranta da fatiche ed affanni mandati dagli dèi e distrutta da Zeus (in Opere e i giorni, vv. 174-200). A perenne sorveglianza degli uomini scellerati, tre volte dieci per mille sono, sulla terra feconda, gli Immortali mandati da Zeus, custodi degli uomini, che guardano alle loro sentenze e alle opere scellerate, vestiti di nebbia, sparsi dovunque su tutta la terra (vv. 252-255). Molto prima di Colombo numerosi racconti tenevano vivo tra gli aborigeni del continente americano il ricordo di una grande alluvione; anche in Australia, in India, in Polinesia, nel Tibet, nel Cashmir come in Lituania, storie di un diluvio sono passate di generazione in generazione fino ai nostri giorni. É mai possibile che tutto questo non sia altro che favola, leggenda, pura fantasia?". Difficile sostenerlo; nel 1928 l'archeologo Leonard Wolley scopriva un grande sedimento argilloso sotto la collina della sumera Ur, sedimento che si estendeva dal Golfo Persico a Baghdad. Dai cinque pozzi scavati emersero due sedimentazioni. A circa 5 metri sotto un ammattonato, databile con approssimativa certezza del 2700 a.C., furono trovate le rovine della possibile Ur antidiluviana. Ai piedi della torre a gradini sul corso inferiore dell'Eufrate fu altresì scoperto uno strato argilloso spesso quasi tre metri. In base all'età degli strati di abitati umani fu determinata la data di quell'inondazione: 4000 a.C., ovverosia lo stesso periodo indicato dalla Bibbia. La Bibbia aveva ragione!
Del diluvio parla anche lo storico fenicio Beroso (o Sanconiatone), sacerdote di Marduk a Babilonia; ne accennava in una sua Storia del mondo del 275 a.C. andata perduta ma sopravvissuta nelle citazioni dello storico greco Alessandro Polistore, di Eusebio di Cesarea e di Sincello. Lo Ziusudra fenicio si chiama Xisusthros; il dio salvatore è Crono; anche in questo racconto l'arca si arena su un monte ed il suo capitano (come nei testi sumeri ed in quelli ebraici) libera degli uccelli per verificare lo scampato pericolo, indi innalza un altare e sacrifica agli dèi alcuni animali (la traduzione Rosemberg conferma che aveva raccolto sette esemplari di ogni specie). Quest'ultimo episodio ha acceso la fantasia di Isaac Asimov, che ha notato come gli dèi sumeri e quello ebraico provassero un bisogno quasi fisico di questi sacrifici: "Nella storia del diluvio sumerica anche Ut-Napishtim sacrifica agli dèi, che accorrono lietamente intorno al fumo, adunandosi come mosche. Si ha l'impressione che gli dèi abbiano fortemente sentito la mancanza dell'odore dei sacrifici, che è il loro cibo, e siano grati del loro ripristino. Si direbbe che temano di morire di fame; e lo stesso Enlil si convince che è meglio lasciare che gli uomini vivano anziché fare a meno dell'odore dei sacrifici. Nella Bibbia questo aspetto è messo molto in sordina; tuttavia il Signore sente un odore soave e subito decide di togliere la maledizione imposta al suolo al tempo di Adamo, e di non devastare più la Terra". L'uomo dunque come servo e cuoco degli dèi alieni? É confermato anche nei testi ebraici.
E poi, quale è il reale significato dei sacrifici antichi, umani o animali? É forse casuale il fatto che gli alieni Grigi della moderna ufologia siano continuamente associati a ritrovamenti di animali stranamente mutilati e a casi di rapimenti di uomini, per scopi di studio? Possibile che il sacrificio di forme di vita altro non fosse che una misinterpretazione dei bisogni degli "dèi" alieni, che da secoli sperimentavano e studiavano su cavie umane ed animali? Non è improprio pensarlo.
Il nuovo patto di alleanza con l'umanità scampata al diluvio permette infatti ai colonizzatori della Terra di continuare a sperimentare, servendosi dell'uomo; che se ne farebbe un dio, o gli alieni, di un pianeta morto, sterminato? Nulla. Dio aveva bisogno degli uomini. Il diluvio è infine citato anche nelle tavolette assire di Ninive e su un prisma d'argilla dall'inglese Weld-Blundell. Il prisma, classificato dagli assiriologi con il numero d'inventario WB 444, riporta i nomi di cinque città antidiluviane, il nome del re di Shuruppak Ubar-Tutu e riferisce che l'umanità anteriore alla catastrofe aveva vissuto sulla Terra, dalle origini, per 241.200 anni! Poi, "il diluvio si riversò. Dopo di che il diluvio si produsse. l'Autorità discese dal cielo". Gli dèi scesero dunque dal cielo, invasero la Terra. Il pianeta era stato riconquistato.
L'episodio rappresenta una sconfitta per Yahweh che, secondo la Tanhuma Buber Genesi, la Genesi Rabba, il Bereshit Erubin e la Pesiqta Rabbati, "intendeva popolare la Terra con uomini e non con demoni; perciò aveva infuso nel cuore di Adamo un irresistibile desiderio di Eva" (dunque, il peccato originale non era il sesso; N.d.A.); ma quando i bene-Elohim iniziarono a congiungersi carnalmente con le donne della Terra, il pianeta venne invaso oltre misura dai figli degli alieni (che la Genesi chiama "i ribelli").
Che gli angeli caduti desiderassero da tempo insediarsi sulla Terra è confermato da varie fonti.
Yalqut Genesi e la Bereshit Rabbati narrano che gli angeli Shemhazai e Azael avevano messo in guardia il "Signore dell'Universo" del fatto che "l'uomo fosse indegno del Suo mondo". "Dio disse: Ma se distruggo l'uomo, che ne sarà del mio mondo? Dissero gli angeli: Potremmo abitarlo noi. Ma il Signore replicò: Forse che, discesi sulla Terra, non pecchereste peggio degli uomini?". Di fronte alle insistenze degli angeli, l'Elohim acconsente; ma ecco che i bene-Elohim (tali sono Shemhazai e Azael) subito "furono attratti dalla bellezza delle figlie di Eva"; le possedettero e generarono figli mostruosi. Ma ciò che fu peggio, "questi ribelli, o angeli caduti, avevano un appetito formidabile, che Dio doveva mandare loro manna di diversi sapori, per tenerli lontani dalla tentazione di mangiare carne, un cibo proibito". Shemazai in seguito si pentì e tornò al suo mondo di origine: "la costellazione che i greci chiamano Orione"; Azael continuò invece a peccare, congiungendosi anche con donne-demone provenienti dallo spazio (Zohar Genesis); solo una "vergine" gli resistette; si chiamava Istahar (figura nota agli ufologi come Itachar; si legga il terzo capitolo); Istahar ottenne di tornare nel suo mondo, "nella costellazione detta la Vergine o, come altri vogliono, le Pleiadi" (Liqqute Midrashim). Oltre al diluvio, fu "Gabriele che distrusse gli angeli caduti, incitandoli ad una guerra fra loro" (Libro di Enoch).
Furono gli Elohim (Giobbe cita un "consiglio degli Eloha" in 15, 7) a decidere la fine dei propri figli, mostruosi e degenerati, "con lo sterminio di tutti gli uomini e le donne, con i loro giganteschi corruttori" (Genesi 6,1 nella versione ebraica). Yahweh corse ai ripari come poté, nel disperato tentativo di salvaguardare la propria creazione.
Alfredo Lissoni. Tratto dal libro "UFO progetto Genesi". 

Sincronicità: Quando l'Universo ci parla attraverso i Segni (Synchronicity: When the Universe Speaks to Us Through Signs)

  Sincronicità: Quando l'Universo ci parla attraverso i Segni (Synchronicity: When the Universe Speaks to Us Through Signs) [Italiano] ...