sabato 7 ottobre 2023

La Voce dei Visionari

 



La Voce dei Visionari

 

Non è tutto così senza speranza come potreste pensare: infatti, potrebbe essere semplicemente perfetto.

 

Vi state apprestando a leggere una raccolta organizzata di pensieri che potreste aver avuto anche voi in diversi momenti della vostra vita, ma forse non avete mai potuto integrarli abbastanza pienamente tra loro. È anche possibile che troviate in questo libro molte cose che non avete mai visto prima, e che vi abbaglieranno totalmente. Da questo momento potete fare un passo fuori dalla sala d’attesa, dato che questa nuova fase della vostra personale iniziazione è appena cominciata. La pergamena che si sta per srotolare davanti a voi vi risuonerà dentro nel profondo, innescando ancestrali memorie precedenti all’epoca in cui siete nati, fornendovi le chiavi per riguadagnare la vostra personale libertà in un mondo che sta diventando sempre più una gabbia di percezioni di paura e ansietà.

 

Viviamo in un’epoca in cui nella vita di ciascuno di noi salgono e scendono continuamente minuscoli pezzetti di informazione, esplodendo con la futilità di una pioggia di confetti, e senza il contesto appropriato per inserirli in una struttura d’un qualche tipo, essi vengono semplicemente spazzati via nel vento del domani. E poi, se anche venissero ricordati, i riferimenti specifici sono generalmente sacrificati a pallidi, oscuri sentiti dire, attraverso parole tossiche come “Loro” o “quello studio” o “ho letto che”, che poi si trasforma in “Hai sentito di quello studio dove “loro” hanno scoperto che la barriera della velocità della luce è stata infranta? L’ho letto poco tempo fa”. Siamo stati condizionati ad annuire automaticamente quando il potente “Loro” viene invocato. “Oh wow... Non sapevo che [Loro] ce l’avessero fatta!”. Bene, chi sono “Loro”? Che titolo di studio hanno? Letto dove? Questo gioco di informazione usa e getta funziona temporaneamente su una persona dalla mente aperta che ascolta nuovi concetti simili a quelli che stiamo per presentare in questa serie di libri, ma dobbiamo ricordare che c’è un “Loro” molto più potente che ha schiavizzato le menti della gran parte delle persone: il consenso del pensiero ufficiale. Se leggerete queste parole abbastanza lentamente, allora probabilmente finirete per riflettere su questo concetto, e su come esso abbia influito su di voi e su quelli intorno a voi, per giorni. Il che è un bene.

 

(Alcune volte avremo ancora la necessità di utilizzare la parola “loro” per definire un sottogruppo di persone, come quelle della comunità scientifica alternativa, o un particolare gruppo di esseri non fisici nominati una sola volta, o nel discutere di un particolare studio una volta che i nomi sono stati enunciati. Useremo la lettera maiuscola e le virgolette per la parola “Loro” quando la utilizzeremo nel contesto che abbiamo appena menzionato.)

 

In ultima analisi, sembra che il subconscio graviti verso la parola “Loro” in quanto è un soffice, confortevole sostituto di Dio; ogni persona, nel profondo, aspira ad essere connessa alla fonte del proprio essere, e pertanto desidera avere una fonte di onniscienza da cui possa trarre ciò che lui o lei “sa essere giusto”. Tuttavia, dobbiamo far luce sul paradossale sdoppiamento mentale che questa situazione ha creato, una volta per tutte. Noi in definitiva vogliamo usare la parola “Loro” per invocare la presenza di Dio, ma fin dal Rinascimento, la scienza ha coraggiosamente tentato di rimuovere Dio da tutto il “pensiero razionale” attraverso il concetto di “positivismo logico” di Pierre Simon de Laplace. Ecco come “Loro” della Scienza sono arrivati automaticamente a ritenere che Dio è irrilevante nella ricerca della verità. Gli scienziati credono che questa ricerca della verità venga meglio compiuta con la raccolta e la sintesi dei dati osservabili, e nient’altro.

 

La raccolta e la sintesi delle cose che possiamo studiare e misurare è il processo scientifico, e non c’è niente di intrinsecamente sbagliato in questo. Tuttavia, le opinioni della Scienza ufficiale non sono obiettive. La “Scienza” non è un gioco onesto. Un indicibile numero di dati, di fatto viene respinto da nient’altro che  una decisione emotiva che il dato non “suona” giusto, con il credo di un vuoto universo senza Dio come sfondo motivazionale. Questo poi viene ulteriormente sostenuto dalla pesante opposizione di coloro che hanno una forte influenza mediatica/politica e da coloro che rischiano di perdere tutti i loro fondi se le loro preziose teorie dovessero dimostrarsi errate. E così, i pianeti sono solamente “rocce nel cielo” che si agitano qua e là in una danza idiota senza scopo, in un Universo che sta lentamente morendo a causa della “legge dell’entropia”, per tornare infine a collassare nel nulla da cui si crede che si sia originato. Forse una roccia errante nello spazio finirà per virare verso la gravità Terrestre e ci ucciderà tutti, dato che in questo universo senza un Dio non c’è alcuna ragione scientifica per ritenere che saremo protetti. Suggerire qualcosa di diverso significa scoprire immediatamente di aver “dato fuoco alle polveri” di coloro che ti accuseranno di essere un “ridicolo pazzo fondamentalista religioso” senza alcun rispetto per la Scienza.




 

Dunque, ogni invocazione della parola “Loro” è quasi interamente senza senso se state cercando di dire ad un altro essere umano che quasi ogni aspetto del pensiero scientifico convenzionale è errato o incompleto, dai più piccoli ai più massicci livelli di grandezza, sia organica che “inorganica”, e che esiste un modello nascosto e grandioso, che può integrare tutto in una fantastica visione spirituale fin qui mai immaginata dalla maggior parte della gente. Il “sacerdozio della scienza” non vuole mollare la propria pretesa quasi-divina al potere della parola “Loro”, ma con l’ascesa di internet, molte persone stanno cominciando ad aprire le loro menti e ad aprire i libri che potrebbero altrimenti aver solamente parcheggiato in qualche armadio. Quindi cercate di ricordare i nomi specifici delle persone che hanno fatto scoperte importanti, poiché con quella conoscenza viene il potere, il potere di liberare la mente umana dalla sottile, muta e persistente disperazione.

 

Il pensiero normale, chiaro, razionale sta cominciando a superare l’infantile desiderio di accettare ciecamente quello che “Loro” vogliono che si pensi e si creda a proposito dell’Universo. E generalmente, quando si presenta la verità nella sua forma più pura, per una persona normale non è difficile comprenderla, potrebbe semplicemente non averci mai pensato prima.

 

Una volta che ci portiamo fuori dall’arena scientifica verso quello che Carl Sagan ha paternamente descritto come “il mondo infestato da demoni”, entriamo in un campo da gioco completamente differente con regole nuove. Molte di queste nuove regole vengono scritte strada facendo dal continuo balletto di quelli che affermano di “canalizzare” informazioni su come il concetto di Dio si integri con la nostra realtà fisica. Un numero sorprendente di persone aderiscono ad un determinato tipo di insegnamento e ti combatterà praticamente fino alla morte se non vuoi credere a tutto ciò che ha detto il canale da loro prescelto. Quindi, c’è una nuova cricca di amici in città che sono fomentati dai vecchi atei, ma finiscono per ripetere i loro stessi errori nel desiderio di imbrigliare il Martello degli Dei e maneggiare il potere mitologico della parola “Loro”. Tutti sembrano voler essere il Messia in questi giorni, e rivendicano un portale esclusivo verso la verità che solo “Loro” possono fornire.

 

Io credo fermamente che l’intuizione e la coscienza superiore abbiano un posto di rilievo nel processo di ricerca, ma dire che è stata semplicemente “canalizzata” una nuova, altrimenti inverificabile, informazione specifica è, secondo me, una scorciatoia fuorviante nel portare avanti questo “compito” di ricerca. L’informazione specifica non è il proposito principale della canalizzazione, per come la comprendo io. Le fonti spirituali con cui ho studiato, ci dicono che tutta la ricerca, tutta la scienza ha, in fin dei conti, poca importanza, e finisce per scivolar via mentre avanziamo sempre di più lungo il percorso della vera Unità.

 

Quello che realmente importa di più è il materiale generale che ci può aiutare nell’evoluzione della mente, del corpo e dello spirito.

 

Non ho niente contro i canali che si concentrano su questo tipo di materiale. Ogni persona ha un dono unico e prezioso da dare nell’aiutare tutti noi ad evolvere, e diamo loro un microfono e un po’ di libertà dalla paura, e se sono abbastanza onesti, possono portare l’intera stanza alle lacrime. Troppo spesso questo avviene solamente ai funerali, se un membro della famiglia in lutto decide di parlare. Forse per la prima volta essi stanno realmente percependo i doni di Dio che erano riflessi attraverso quella persona, e sono più onesti riguardo ai loro sentimenti di separazione da Dio di quanto non permettano mai a loro stessi di essere. (La maggior parte delle persone non comprende che questa è la vera origine del loro dolore.)  Attori che possono piangere a richiesta davanti a una telecamera e possono portare questa stessa reazione fino a noi vengono considerati sorprendenti. Noi sappiamo se stanno fingendo o meno, e spesso i film dove questo è chiaramente realistico godono di grande successo. Al tempo in cui scrivo, “Spider Man” è il film best-seller di tutti i tempi, e quando suo padre muore, e abbiamo visto il primo piano di quel ragazzino spaventato che piange, o ci si è immersi in esso e identificati totalmente con il suo personaggio oppure si è dovuto imporre una volta ancora quel controllo forzato al nostro cuore e spinto via il dolore. L’autenticità delle lacrime di Tobey Maguire hanno reso quella scena molto più di una tipica “morte Hollywoodiana”, dato che improvvisamente quello laggiù è diventato nostro padre, e noi eravamo quelli che desideravano il ritorno della sua amata presenza.

 

Alcune informazioni possono asciugare le nostre lacrime, farci sentire completi, e rinnovare la sensazione di essere Uno. La maggior parte di questa informazione filosofica non può essere mai “provata” e non include “fatti” specifici, ma appaga semplicemente un filosofico senso della ragione, della saggezza e amorevolezza. Questo tipo di materiale non richiede nessuna referenza o convalida esterna, esso parla solamente al sè senza tempo che c’è dentro tutti noi, e quindi è certamente non “scientifico”. L’informazione specifica può facilmente portarci fuori dal nostro personale percorso spirituale qualora evochi paura o non si relazioni alla nostra personale evoluzione come esseri consci che sono Uno. Anche se possiamo provare che moriremo tutti domani, la prossima settimana, il mese prossimo o l’anno prossimo, saperlo non ci aiuterà per niente a crescere ed evolvere oggi. E se il nostro corpo molla, lì giacerà. Noi saremo ancora noi stessi, chiedendoci cosa ci è appena successo quando guarderemo in basso verso di lui, e dove andare poi. Ciò che importa di più è l’amore e la saggezza, femminile e maschile, che si mescolano insieme nell’Unità della saggezza compassionevole e la sacramentale natura di tutte le cose. E per finire, devo ammettere che anche il concetto di un salto dimensionale nel nostro imminente futuro importa poco, dato che il vero lavoro che deve essere fatto è dentro noi stessi.

 

Una lettura approfondita de “La Legge Dell’Uno” direbbe che la maggior parte dell’informazione  specifica è “transitoria”, intendendo dire che è di poca importanza. Tuttavia, certi concetti di cosmologia e fisica sono stati esposti in modo squisitamente dettagliato e rivelatore. Quindi in questo caso, pare che ci stiano dicendo che è importante per noi ricordare se i concetti di “realtà” che vengono automaticamente creduti nella scienza ufficiale siano realmente veritieri o meno. A che cosa pensate quando osservate il mondo intorno a voi? A che cosa pensate quando osservate le stelle? Quali impliciti assunti avete consciamente fatto a proposito della “materia fisica”? Avete pensato in questo modo perché avete automaticamente creduto che “Loro” avessero ragione? Sentite di dover leccare i piedi della casta sacerdotale degli scienziati e richiedere l’elemosina alla TV, alle riviste, ai giornali e a Internet perché “andate male” in matematica e scienze? Potresti accettare un nonsenso speculativo di un tabloid solo perché esso non ti spinge abbastanza a pensare? Puoi liberare te stesso per accettare l’Unità quando la mente razionale deve costantemente far fronte al contesto di una scienza ateistica? Oseresti “dar fuoco alle polveri” di un Fatto presunto, sapendo che potresti incorrere nello sfavore di altri al fine di raggiungere una più alta auto-integrazione?

 

Ecco quando certe forme di informazioni specifiche diventano importanti. Abbiamo bisogno di una sorta di fondamento su cui lavorare se vogliamo veramente fare progressi. È dannatamente difficile chiedere ad una persona non iniziata di credere che questo attuale salto dimensionale, ora vicino al completamento, sia scientificamente “reale”. Eppure, una volta che scopriamo che il mondo intorno a noi è veramente Divino, pienamente interconnesso e parte di un Essere Estremo che è l’Uno, allora certe informazioni specifiche diventano un ponte che ci permette rapidamente di fondere il piccolo “IO” con il grande “IO SONO” di cui alla fine noi tutti siamo parte. Siamo di nuovo spinti a ricordare chi siamo realmente, mentre i segreti dell’Universo diventano i nostri maestri. E una volta che possiamo riflettere tale scoperta di unità col Creatore verso altri, non abbiamo bisogno di dire loro niente. Loro stessi lo sentiranno.

 

Quindi, se esistono davvero esseri superiori, e se essi ci rispettano, allora dovrebbero essere in grado di darci una misto di informazioni rilevanti a proposito dell’universo che è sia spirituale sia fisico, formando un ponte tra questi due mondi. Se stiamo realmente vivendo in un Cosmo Divino, allora vediamolo! Se c’è un ordine superiore per gli eventi che stiamo vedendo ora succedersi nel mondo, allora scopriamolo! Se l’intelligenza di questi esseri è veramente superiore alla nostra, allora dovrebbero già avere le risposte ai più grandi problemi che rendono perplessi la comunità scientifica, come la soluzione alla “Teoria del Campo Unificato”. Inoltre, conoscendo le risposte, essi dovrebbero essere in grado di vedere ciò che a noi sfugge e fornirci una mappa da seguire per la nostra ricerca scientifica così da poter inserire i pezzi mancanti. Immaginare come provare questi concetti è il gioco veramente magnifico del ricercatore scientifico all’eterna ricerca della Verità, e le tre “P” di Pazienza, Persistenza e Psicointrospezione sono tutte molto utili, sebbene frequentemente scarse.

 

Quindi, come potreste già sapere, lo scopo predominante di questa intera serie di libri è di ricostruire un modello completo, Unificato, di un Cosmo Divino che provi alla mente razionale che il Cambio d’Era è già in corso, e raggiungerà la Convergenza nell’immediato futuro. Comunque, tutto ciò è molto lontano dall’essere una situazione in cui veniamo magicamente trasformati allo scoccare dell’ora. C’è del lavoro da fare, e una parte di esso sta avvenendo collettivamente e un’altra parte individualmente. Nel momento in cui avrete terminato di leggere la serie, comprenderete esattamente ciò che sto per scrivere:

 

Ora nel nostro Sistema Solare si stanno creando condizioni energetiche che accelerano allo stesso tempo i processi sia fisici sia di coscienza. I processi fisici, come le “trasformazioni della Terra” che stanno in realtà avvenendo nell’intero Sistema Solare, non sono difficili da vedere. Possono essere facilmente misurati con i nostri strumenti e studiati scientificamente. Possiamo evidenziare ed evidenzieremo i cicli di tempo che guidano questi eventi, e come essi funzionano. Il processo della coscienza che avviene nel corpo collettivo del pensiero umano può essere anch’esso misurato con i bruschi movimenti dei mercati finanziari tra gli estremi della gioia e della paura, del comprare e vendere, che proveranno di essere in notevole sintonia con fattori astrofisici esterni. Vedremo anche eventi storici che si ripetono in modi notevolmente simili con certi cicli di tempo, come 2160 anni. In aggiunta, certi cicli connettono perfettamente insieme i processi fisici e di coscienza, come la scoperta di una causa energetica esterna che crea simultaneamente terremoti massicci, esplosioni di stelle vicine, collassi di imperi enormi, formazioni di nuove società dalle ceneri, aumenti relativamente precisi nel numero della popolazione mondiale con una semplice funzione matematica, lo sviluppo di nuovi sistemi di calendario per misurare il tempo e l’arrivo di grandi maestri spirituali per l’umanità. Si può pensare a questo come ad una struttura energetica spiraliforme del tempo che imploderà in un punto di “singolarità” nel nostro immediato futuro, un punto di trasformazione spirituale finale, se vogliamo, lo scemare dei vecchi modi e la nascita del Nuovo Cielo e della Nuova Terra. Ancora meglio, questo ciclo è stato ritrovato in una fonte antica, più di tremila anni prima della nascita di Gesù.




 

I processi di coscienza nelle nostre vite sono molto più sottili, ed è qui che noi entriamo fermamente nell’arena della scelta. Possiamo scegliere di passare attraverso le esperienze spesso dure dell’amore e della fede, o metterle a tacere nella paura e nell’odio per evitare ogni ulteriore (apparente) danno. Abbiamo tutto il diritto di continuare ad essere ciechi alle sofferenze altrui, e concentrarci solamente sui nostri bisogni personali, tentando di manipolare e controllare il prossimo a nostro vantaggio. Tuttavia, se compiamo questa scelta, le condizioni energetiche che ci circondano in quel momento renderanno le nostre vite sempre e sempre più dure. Arriveremo ad imparare per esperienza che continueremo ad essere presi a schiaffi finché non ci arrenderemo all’amore per gli altri e per noi stessi. Gli elaborati piani per un imperiale “Nuovo Ordine Mondiale” finiranno nella polvere, con le fondamenta di queste iniziative completamente evaporate come conseguenza di questi cambiamenti, come è stato per tutti i precedenti imperi, collassati non appena ogni tacca di questa “spirale implosiva del tempo” veniva raggiunta. Al tempo in cui si sta scrivendo, le prossime due tacche arriveranno nel 2003 e nel 2008, mentre implodiamo sempre più verso un momento di singolarità. L’aspetto più difficile di questo processo di crescita personale/globale è l’aver la volontà di accettare ciò che si dovrà “perdere” lungo il cammino, e non venirne distrutti. Inizialmente può sembrare come una forma di abuso spiritualmente invocato, ma è la semplice conseguenza della legge di causa ed effetto, quando appropriatamente compresa, e il tutto sta accadendo per un proposito Divino.

 

Mentre le condizioni energetiche continuano ad aumentare, esse raggiungeranno effettivamente un “punto finale di non ritorno”, un momento di evoluzione quantica spontanea. Come ho detto, questo fatto in definitiva non ha importanza, anche se abbiamo una “pistola fumante” che esso possa verificarsi in un lasso di circa due anni. Ci è stato detto da fonti come La Legge dell’Uno che se non abbiamo fatto su noi stessi il lavoro che queste attuali condizioni energetiche possono produrre, non appena il salto avverrà saremo semplicemente trasportati su una nuova e differente Terra per riprendere da dove abbiamo lasciato. Se scegliamo di saltare, e piangere, e crescere, e amare, vivremo per vedere il giorno in cui ogni lacrima che abbiamo pianto è stata un investimento nel nuovo essere in cui ci metamorfizzeremo, quando la Terra completerà la propria evoluzione di coscienza. Ci sono precisi dividendi per questi investimenti, poiché quello che avremo sarà un mondo che sarà apparentemente 100 volte più armonioso di quello in cui viviamo ora, con le abilità dei maestri più grandi a portata di mano. Ci sarà ancora un gran lavoro da fare, ma avremo superato un ostacolo fondamentale e vivremo veramente in questo “mondo dei sogni”. Per ora, possiamo scegliere oggi di fare salti in noi stessi che portino il Cielo in Terra, che ci permettano di vivere nella gloria, nella grazia e nella fede che sono state preparate per noi da tempi immemori, sull’inevitabile cammino spiraliforme di ritorno verso l’Unità.

 

Questa serie non sarebbe stata possibile senza il diligente lavoro di molte migliaia di pensatori visionari altamente intelligenti. Loro potrebbero non esserne consapevoli, ma le loro vite da svegli e nei sogni vengono solitamente guidate da esseri Divini che vogliono rinunciare completamente a ogni merito per i loro sottili sforzi. Quindi, in definitiva questi ricercatori parlano per il Creatore. Per anni hanno lavorato in isolamento, mai capaci di condividere lo stesso tavolo con altri come loro e giungere insieme ad una visione comune. Sono spesso persone geniali. Altri spesso rubano le loro idee senza merito. Sono spesso poveri. Possono aver lavorato per anni su un particolare problema  per risolvere solo quello, sentendo che la risposta finale scuoterà sicuramente l’Universo, per poi scoprire che a nessuno sembrava importare qualcosa. Sono state sbattute loro in faccia porte. Hanno continuato la loro ricerca della verità ultima del nostro Essere nonostante formidabili difficoltà, mancanza di fondi appropriati e derisione da parte dei loro colleghi, e così non sono in grado di essere pubblicati su riviste “accettate”. Essi infine possono anche decidere di arrendersi se continuano a non essere apprezzati, e concentrarsi su imprese più redditizie. Un gran numero di loro hanno conseguito lauree in Fisica, ma la casta sacerdotale della scienza li bandisce semplicemente come “anime perse” e più teste si abbassano senza far domande quando “Loro” avanzano la sentenza ufficiale. Alcuni di questi visionari vivono in paesi stranieri, come la Russia, e i loro risultati vengono immediatamente scartati come “non verificabili”, anche se sono stati replicati in Occidente.

 

Questi pensatori d’avanguardia hanno scoperto molti dati che sono abbastanza allucinanti, ma che non vengono discussi praticamente mai, neanche nel movimento “New Age”, solitamente a causa della difficoltà nel comprenderne interamente il lavoro. Spesso non si prendono il tempo di leggersi il materiale l’uno dell’altro, dato che tendono ad essere totalmente concentrati sui loro progetti. Vi parleranno per ore, fermandosi a malapena per respirare, e vi cammineranno sulla testa se glielo permetterete, per quanto sono disperati per riuscire a far sentire la loro voce. Si può vedere simultaneamente gioia e dolore nei loro occhi quando finalmente ottengono una possibilità di parlare, uno sguardo che dice “Per favore non andate via” . Potrebbero aver perso i loro capelli per le molte notti insonni di furiosa concentrazione. Possono avere enormi inettitudini sociali e comportamenti imbarazzanti, eccentrici, nervosi, essendo molto più a loro agio con il lavoro che non con le persone. Possono avere l’alito cattivo per il fatto che sono così tanto nella loro testa che si dimenticano di bere abbastanza acqua per supportare il loro corpo. I loro vestiti possono essere fuori moda da anni. Spesso elaborano dei complicati sistemi di gergo personale al fine di spiegare i concetti innovativi che hanno scoperto, cosa che può creare molta confusione in un nuovo arrivato. Spesso potete aver bisogno di leggere le loro carte sapendo di potervi aspettare di comprenderne il 60%, al massimo, mentre cercate di scavare nel nocciolo delle loro scoperte. Io amo e rispetto queste persone, sono stato benedetto dall’incontro di molte di esse di persona, innescando ondate di estasi scientifica e spirituale nelle loro menti quando dimostravo come i loro preziosi concetti si inserivano perfettamente in un più ampio modello generale di Cosmo Divino, e spazzando via così il loro sentimento di solitudine. Tutti quelli che hanno ispirato un concetto ottengono una citazione piena in questa serie.

 

Con poche eccezioni, come questa serie di libri, nessuno sembra avere sufficiente volontà per cercare di unificare i loro concetti in un singolo modello generale. Può essere un enorme fardello passare attraverso pile e pile di libri e stampe di siti internet. Molti canalizzatori non si preoccupano di leggere questi materiali, dicendo di “non essere mai stati bravi in matematica o scienze”. Alcune persone hanno gettato a terra questo libro, proprio di fronte a me, non appena hanno visto al suo interno figure di oggetti geometrici, proprio per tale ragione. Qualsiasi cosa assomigli al “lavoro” viene spesso evitato. Inoltre, io credo che molte persone non hanno mai immaginato che questi tipi di concetti potessero effettivamente essere esplorati con metodo scientifico. Ciò nonostante, considerate il seguente estratto dal canalizzatore meglio documentato di tutti i tempi, Edgar Cayce:

 

Quando lo stesso interesse o studio che è stato ed è impiegato per i fenomeni materializzati o materiali, verrà impiegato anche per le cose o le fasi dei fenomeni mentali e spirituali, allora essi diverranno esattamente altrettanto pratici, misurabili, quanto ogni altra fase dell’esperienza umana. [2012-1, an. 1939]

 

È proprio qui. È interessante che questa lettura sia stata la prima ad essere eseguita per il cliente numero 2012, dato che molte persone sono già consapevoli che l’anno 2012 è di speciale importanza in questo processo di salto dimensionale che è ora in corso, dal momento che esso rappresenta la date finale di un sistema unico di calcolo del tempo realizzato dagli antichi Maya del Mesoamerica e dello Yucatan. I Maya uguagliavano la fine del loro sistema temporale con l’arrivo dell’Età dell’Oro [o Golden Age, n.d.t.] per l’umanità, un tempo di incredibile rinnovamento spirituale. Quindi, nella precedente citazione della lettura di Cayce c’è il sottile suggerimento che se facciamo uno studio scientifico dell’informazione che gira intorno alla “fase dei fenomeni spirituali” relativa al salto dimensionale nel 2012, possiamo essere in grado di stabilire un buon punto.




 

Ricevo due o tre email al mese da gente che mi dice che avrebbero scritto loro stessi questa serie di libri, ma che non avevano sufficienti dati specifici per farlo. Invece i dati specifici sono esattamente quello di cui abbiamo bisogno se vogliamo veramente innescare dei cambiamenti sociali convincendo la mente razionale che questo che si sta verificando è un fenomeno genuino. Inoltre, affrontiamo anche il problema che il primo “requisito d’accesso” per questo testo è semplicemente l’avere un’immaginazione sufficientemente ampia da immergersi intellettualmente, emozionalmente e spiritualmente nei concetti, indipendentemente dal fatto che siate o meno d’accordo con essi. Alcune persone non riescono fisicamente a “far spazio” e questi dati nelle loro menti neanche per decidere se sono o meno d’accordo con essi. Così, mi è stato spesso detto che i libri sono “duri da leggere”. Non c’è niente in questi libri che sia intrinsecamente difficile da comprendere per una persona con un’educazione di base, ma se la persona ha la mente chiusa, le razionalizzazioni da scettico e il comportamento dello struzzo con la testa nella sabbia potrebbe diventare così aperto e labirintico che il libro dovrebbe essere gettato via perché si possa riguadagnare nuovamente il comfort dello status quo, così “Loro” possono afferrarvi per la collottola e “recuperarvi” una volta che abbiate osato errare fuori dal seminato.

 

Ora, io sono uno cui piace raccogliere questa pioggia di “confetti” d’informazione in grandi borse, e poi esaminarne amorevolmente ogni angolo nell’arco di anni e anni di tempo, memorizzando e documentando tutti i riferimenti specifici, osservando come essi si uniscano insieme in un meraviglioso mosaico e sapendo che alla fine l’informazione verrà assimilata in nuovi, coerenti e digeribili pensieri. Grazie a Internet, i muri stanno finalmente venendo giù, con un’infinità di ricerche disponibili da condurre, ma solo un numero finito di argomenti rilevanti, con un numero finito di pagine linkate che possono essere stampate, rilegate, studiate e sottolineate. Da quando sono diventato un lavoratore totalmente indipendente come counselor intuitivo nel 1998, l’ho fatto diventare il mio lavoro full-time per cercare letteralmente “i confini del mondo” e far girare il numero maggiore che mi è possibile di questi capisaldi.

 

La pila di libri di ricerca stampati da Internet che sono entrate nella serie di Convergence ora è alta quattro o 5 piedi, e voi non dovrete ripetere gli stessi passi, dato che qui dentro troverete il prodotto finale distillato da questi lavori, una vista completamente nuova del Cosmo che può letteralmente “mandarvi in fumo il cervello” quando cercate di assimilare tutti i nuovi, e profondamente veri, concetti. Comunque, se voi potete solamente prendervi il tempo per una seconda volta (la maggior parte la prima volta esplode come uno di quei bambini pesantemente truccati che girano con una grande borsa di dolci di Halloween chiedendo stancamente “dolcetto o scherzetto”) dovreste fondamentalmente essere in grado di ricostruire da soli un’intera nuova visione della realtà che sia in armonia con la “vera realtà”, non con l’illusione del consenso della scienza ufficiale. Spero che vi piaccia il modo in cui ho modellato questi fatti per voi. I “loro” con cui lavoro io sembrano pensare che ho fatto un buon lavoro. E così penso anch’io. E quando “Loro” diventano “Io” allora le opinioni esterne non hanno più importanza, vero?

martedì 8 agosto 2023

La nascita dell’anima: cosa accade durante il processo di reincarnazione

Quando parliamo di nascita, spesso pensiamo solo al corpo. Ma cosa accade all’anima prima, durante e dopo l’incarnazione? In questo video rifletto su come l’anima attraversa il processo della reincarnazione, su ciò che conserva, su ciò che dimentica e su come si prepara a una nuova esperienza terrena.


La nascita dell’anima: cosa accade durante il processo di reincarnazione

La nascita non è soltanto un evento biologico. È un momento di passaggio profondo in cui l’anima attraversa una soglia, lasciando uno stato di coscienza per entrare in un altro. Nel processo di reincarnazione, l’anima non arriva per caso, né completamente vuota: porta con sé esperienze, memorie sottili e una direzione evolutiva.

Nel video condiviso in questo articolo rifletto proprio su questo: come si comporta l’anima durante il viaggio della reincarnazione e cosa avviene nel delicato momento della nascita.

Il viaggio dell’anima tra una vita e l’altra

Secondo molte tradizioni spirituali, l’anima, dopo la morte fisica, non scompare. Entra in una fase di rielaborazione dell’esperienza vissuta, in cui osserva, comprende e integra ciò che ha imparato.

In questo stato:

  • l’anima non è legata al tempo lineare

  • non vive più attraverso il corpo

  • conserva una visione più ampia della propria esistenza

È da questo spazio che matura la scelta – o la necessità – di una nuova incarnazione.

Il momento dell’incarnazione

La reincarnazione non avviene tutta in un istante. È un processo graduale, in cui l’anima si avvicina progressivamente alla materia.

Molti insegnamenti suggeriscono che:

  • l’anima entra in contatto con il corpo già durante la gravidanza

  • la connessione si intensifica nel tempo

  • il momento della nascita rappresenta un vero shock vibrazionale

In quel passaggio, gran parte della memoria cosciente viene velata. Non per punizione, ma per permettere all’esperienza di essere autentica.

Perché l’anima dimentica

Se ricordassimo tutto, l’esperienza umana perderebbe significato.
L’oblio temporaneo serve a:

  • vivere la vita senza pregiudizi

  • fare scelte reali

  • sperimentare emozioni vere

  • crescere attraverso il limite

Tuttavia, nulla è davvero perduto. Le memorie animiche restano come intuizioni, sensazioni, richiami interiori che emergono nei momenti chiave della vita.

Segnali della memoria dell’anima

Anche senza ricordare consciamente, l’anima ricorda:

  • affinità inspiegabili

  • paure senza causa apparente

  • attrazione verso certi luoghi o temi

  • sensazione di “già vissuto”

  • profonde connessioni con alcune persone

Sono echi del viaggio dell’anima che attraversano il velo dell’incarnazione.

La nascita come nuovo inizio animico

Ogni nascita è un atto di coraggio.
L’anima accetta il limite del corpo, del tempo e dell’oblio per continuare il proprio cammino evolutivo.

Non si nasce per caso.
Si nasce per ricordare, lentamente, chi si è… vivendo pienamente ciò che si è ora.

Riflessione finale

La reincarnazione non è solo tornare.
È scegliere di sperimentare ancora, di amare ancora, di imparare ancora.

E ogni nascita, anche se silenziosa e fragile, è una promessa che l’anima fa a sé stessa.


domenica 6 agosto 2023

Risveglio spirituale e suicidio: riflessioni sulla sofferenza, l’anima e il significato della vita

⚠️ Avviso importante: se tu o qualcuno vicino sta pensando al suicidio o vive un momento di crisi, chiedere aiuto a una persona di fiducia o a un professionista può fare una grande differenza. Esistono servizi di supporto, psicologi e centri di ascolto pronti ad aiutare — non è necessario affrontare tutto da soli.


Risveglio spirituale e suicidio: riflessioni sulla sofferenza, l’anima e il significato della vita

Il tema del suicidio tocca nel profondo l’esperienza umana. È un tema che attraversa culture, epoche, religioni e percorsi interiori, e porta con sé domande potenti: che cos’è la sofferenza? Qual è il significato della vita? Come l’anima vive momenti di dolore intenso?

Quando parliamo di risveglio spirituale, spesso intendiamo un’apertura alla vita profonda, un cammino di consapevolezza e di accoglienza di ciò che si presenta. Il suicidio — o il pensiero di esso — può comparire in contesti in cui la sofferenza emotiva, psicologica o esistenziale diventa talmente forte da oscurare la luce interna.

Primo punto: la sofferenza fa parte dell’esperienza umana

Tutti noi, nel corso della vita, incontriamo momenti in cui il dolore pare troppo grande. La fragilità, la perdita, il senso di vuoto o l’alienazione possono farci sentire isolati. Questo non è una debolezza, ma una condizione umana condivisa. In molte tradizioni spirituali la sofferenza non è vista solo come un ostacolo, ma come un invito a guardare più dentro.

Secondo punto: l’anima e la lente della spiritualità

Dal punto di vista spirituale, l’anima non è semplicemente il “pensiero che vive nel corpo”. È una dimensione di coscienza che attraversa le esperienze e ricerca significato e crescita. Nel video che accompagna questo articolo rifletto proprio su questo: come si comporta l’anima davanti alla sofferenza intensa, e come essa può essere compresa alla luce di un cammino interiore.

L’anima non ignora il dolore, ma può diventare testimone di esso. Non nega, ma osserva, comprende, trasforma.

Terzo punto: il valore della presenza e della speranza

La spiritualità non è fuga dalla sofferenza. È, piuttosto, presenza consapevole nella sofferenza. Accogliere ciò che si sente significa:

✔ riconoscere il dolore senza giudicarlo
✔ accettare che è una parte dell’esperienza umana
✔ cercare connessione, non isolamento
✔ aprirsi alla possibilità che il dolore possa trasformarsi

Spesso, quando il cuore si apre alla speranza — anche piccola — il peso della sofferenza non scompare, ma diventa più umano, più condiviso, più lieve da portare.

Quarto punto: chiedere aiuto è un atto di coraggio

Parlare del suicidio non è un tabù. Chiedere aiuto non è debolezza.
Esprimere ciò che si sente, condividere il proprio peso, cercare un ascolto professionale o umano è un atto di coraggio e di consapevolezza.

Non siamo fatti per affrontare tutto da soli. La rete di relazioni, di ascolto, di cura — familiare, amicale, professionale — è parte della guarigione.

Quinta riflessione: un significato più vasto

Nel cammino del risveglio spirituale, la sofferenza può apparire come una porta verso una maggiore comprensione di sé e degli altri. Quando impariamo ad accogliere anche la parte più buia dentro di noi, scopriamo che la luce non è l’opposto del buio, ma la sua integrità.

L’amore, incondizionato e profondo, non dice di sopprimere la sofferenza. Dice di abbracciarla, starle accanto e ascoltare ciò che vuole insegnarci.

Sesto punto: uno sguardo di compassione

Dal punto di vista spirituale:

  • la sofferenza non è una punizione

  • non è una debolezza

  • non è un segno di inferiorità

È una parte del viaggio umano, e può essere trasformata attraverso dignità, ascolto, comprensione e connessione con gli altri.

Una parola per chi legge

Se questi argomenti ti toccano personalmente o evocano dentro di te emozioni difficili, ti invito a:

✨ parlare con qualcuno di fiducia
✨ contattare un professionista della salute mentale
✨ cercare servizi di supporto nella tua zona

È un atto di amore verso te stesso.


lunedì 31 luglio 2023

risveglio spirituale: le fasi dell'anima nel processo della morte

Questo articolo è una riflessione spirituale sul processo della morte. Non sostituisce il supporto medico o psicologico. Se questi temi toccano corde sensibili, è importante non affrontarli da soli.



Risveglio spirituale: le fasi dell’anima nel processo della morte

La morte è uno degli eventi più misteriosi dell’esperienza umana.
Spesso viene vista come una fine, un’interruzione improvvisa, qualcosa da temere o da evitare. Dal punto di vista spirituale, però, la morte può essere osservata come un processo graduale, un passaggio in cui l’anima si separa lentamente dal corpo e dalla realtà materiale.

In questo articolo esploriamo cosa accade all’anima mentre si muore, secondo una visione spirituale e simbolica.

La fase del distacco iniziale

Quando il corpo inizia a spegnersi, l’anima non se ne va all’improvviso.
Il primo passaggio è spesso caratterizzato da:

  • riduzione dell’attaccamento al corpo

  • percezione alterata del tempo

  • sensazione di “allontanamento” dalla realtà fisica

Molte testimonianze parlano di una calma profonda che precede il distacco, come se la coscienza iniziasse a ritirarsi verso l’interno.

Il rilascio del corpo fisico

In questa fase l’anima comincia a sciogliere il legame energetico con il corpo.
Non è un evento traumatico per l’anima, ma un processo naturale.

Dal punto di vista spirituale:

  • il dolore fisico perde importanza

  • la coscienza si sposta su un piano più sottile

  • l’identità legata al corpo inizia a dissolversi

È come togliere un vestito che non serve più.

 L’espansione della coscienza

Dopo il distacco, l’anima sperimenta spesso una sensazione di espansione.
Non è più limitata dai sensi fisici e può percepire in modo più ampio:

  • maggiore chiarezza

  • assenza di peso

  • senso di pace o neutralità

In questa fase, l’anima non giudica. Osserva.

 La revisione dell’esperienza vissuta

Molte tradizioni parlano di una fase in cui l’anima rivede la vita appena conclusa.
Non come un tribunale, ma come una comprensione profonda.

Qui emergono:

  • emozioni non elaborate

  • legami significativi

  • scelte fatte e non fatte

Non c’è condanna. C’è consapevolezza.

 Il distacco dalle emozioni terrene

Durante questo passaggio, l’anima lascia gradualmente:

  • rabbia

  • paura

  • senso di colpa

  • attaccamenti materiali

Ciò che resta è l’essenza dell’esperienza, non il peso emotivo.

È una fase di liberazione, non di perdita.

Il ritorno allo stato di coscienza sottile

Una volta completato il processo della morte, l’anima entra in uno stato di coscienza più ampio, libero dalla forma. Qui:

  • non esiste il tempo come lo conosciamo

  • la coscienza è più stabile

  • l’anima comprende il significato del proprio viaggio

Da questo spazio, potrà scegliere se proseguire verso altre esperienze o rimanere in uno stato di integrazione.

Una riflessione finale

La morte, dal punto di vista spirituale, non è una fine, ma un passaggio.
L’anima non viene spezzata, giudicata o punita: viene liberata.

Comprendere cosa accade all’anima mentre si muore non serve a fuggire dalla vita, ma a vivere con meno paura e più presenza.

Perché ciò che nasce non è il corpo.
E ciò che muore… non è l’anima.


giovedì 13 luglio 2023

Risveglio spirituale: il distacco emotivo — che cos’è e come accade



Risveglio spirituale: il distacco emotivo — che cos’è e come accade

Nel cammino del risveglio spirituale, uno degli aspetti più delicati e profondi è quello del distacco emotivo. Spesso viene frainteso: non significa diventare freddi, insensibili o distaccati dal mondo, ma piuttosto imparare a relazionarsi con le emozioni in modo consapevole e non reattivo.

Questo articolo vuole accompagnarti nella comprensione di cosa sia realmente il distacco emotivo, come si manifesta e come può trasformarsi in una risorsa nel tuo percorso di crescita interiore.

Che cos’è il distacco emotivo

Il distacco emotivo, nella prospettiva del risveglio spirituale, non è una fuga dalle emozioni.
È piuttosto un cambiamento di relazione con esse.

In un modo di vivere non consapevole:

  • le emozioni ci controllano

  • reagiamo automaticamente

  • identifichiamo il nostro valore con ciò che proviamo

Nel distacco emotivo consapevole:

  • osserviamo l’emozione senza esserne travolti

  • riconosciamo ciò che sentiamo senza giudizio

  • manteniamo la presenza nel qui e ora

In altre parole, il distacco emotivo non reprime nulla: accoglie, osserva e lascia fluttuare.

Perché emerge durante il risveglio spirituale

Quando inizi a osservare il tuo mondo interiore, la relazione con le emozioni cambia.
Alcuni segnali comuni sono:

Calo delle reazioni automatiche

Ti accorgi che non ti arrabbi o non ti spaventi più con la stessa intensità di prima.
Non perché “non provi più”, ma perché capisci cosa sta dietro a ciò che provi.

Meno attaccamento ai risultati

Le emozioni non dettano più ogni scelta tua; impari a vedere la realtà con più chiarezza.

Maggiore presenza mentale

Stai dentro l’esperienza, non accanto ad essa.
Le emozioni non sono tuo nemico: sono dati da osservare.

Distacco emotivo non è “assenza di emozioni”

Una grande confusione è questa:
distacco emotivo ≠ anestesia emotiva

Puoi sentire gioia, tristezza, amore, paura…
ma sentirle con consapevolezza è diverso da esserne trascinato.

Con il risveglio spirituale:

  • la tristezza può essere più intensa, ma dura meno

  • la gioia può essere più profonda, ma meno dipendente da circostanze

  • la paura può esserci, ma non ti imprigiona

Questo è possibile perché l’emozione non è più l’unica bussola, ma uno dei dati da cui imparare.

 Il paradosso del distacco

Molti credono che “distacco” significhi non amare o non sentire.
In realtà è esattamente l’opposto:

il distacco emotivo consapevole nasce dall’amore per la verità dentro di te

Quando non sei più schiavo delle emozioni:

  • impari a sentire con chiarezza

  • scegli con autenticità

  • agisci con presenza

  • ascolti ciò che accade dentro e fuori senza perdere te stesso

È una forma di amore più alta, più matura, più radicata.

Come riconoscerlo nella vita quotidiana

Esempi concreti:

✔ guardi una delusione negli occhi senza cedere alla disperazione
✔ senti la gelosia ma non lasci che guidi le tue azioni
✔ provi affetto senza attaccamento ossessivo
✔ osservi una paura ma non la lasci dominare

Il distacco emotivo non spegne niente:
ti dà spazio per sentire meglio.

Pratiche utili per sostenerlo

Respirazione consapevole ogni mattina
Osservazione del corpo quando provi un’emozione forte
Scrittura intuitiva per discernere tra sentimento e reazione
Meditazione sul qui e ora

Queste non sono tecniche magiche, ma strumenti che ti aiutano a non perderti dentro un’emozione.

 Conclusione

Il distacco emotivo non è freddo o distante.
È un modo profondo di abitare te stesso senza identificarti con ogni reazione, per diventare più presente, più libero e più compassionevole.

Nel risveglio spirituale, imparare a stare con le emozioni senza esserne dominati è una delle tappe più liberatorie. Non perché tu smetta di sentire, ma perché inizia ad ascoltare con chiarezza ciò che senti.

E in quell’ascolto, la tua anima trova spazio per respirare.

mercoledì 12 luglio 2023

Risveglio spirituale: il perdono — significato, coscienza e libertà interiore



Risveglio spirituale: il perdono — significato, coscienza e libertà interiore

Il perdono viene spesso frainteso come lasciare passare, giustificare o dimenticare ciò che è accaduto. Ma nel cammino del risveglio spirituale, il perdono ha un significato molto più profondo: è un atto di liberazione interiore, non un favore verso chi ha ferito.

Il perdono non è un obbligo morale.
Non è nemmeno una semplice decisione mentale.

È una riconciliazione dell’anima con la verità che abita dentro di noi.

Che cos’è veramente il perdono

Dal punto di vista spirituale, il perdono è il processo in cui:

 riconosci ciò che è accaduto
 lasci andare la resistenza emotiva
 smetti di nutrire rancore, rabbia o attaccamento
 torni pienamente al momento presente

Non si tratta di giustificare qualcosa di doloroso:
si tratta di smettere di lasciarlo controllare il tuo mondo interiore.

Perché il perdono è difficile

La ferita non sparisce subito.
La memoria di ciò che ci ha ferito resta spesso molto viva.

E questo accade perché:

  • il cervello registra il dolore con più forza dei piaceri

  • la ferita ha un “significato emotivo” molto profondo

  • l’anima reagisce alla paura di essere nuovamente ferita

In queste condizioni è facile:

identificarsi col dolore
restare aggrappati alla rabbia come se fosse protezione
pensare che il perdono sia una forma di debolezza

Ma nulla di tutto questo è vero.

Il perdono come atto di coscienza

Nel risveglio spirituale, il perdono è un atto radicale di libertà. È l’atto con cui l’anima dice:

“Questo non mi definisce più.”

Significa smettere di alimentare la ferita con la tua attenzione, la tua energia, le tue reazioni quotidiane.

Il perdono non cancella il passato,
ma spezza il suo potere su di te.

Come praticare il perdono

Il perdono non è immediato.
È un processo delicato che può includere:

Osservazione sincera

Guarda la ferita senza giudizio.
Osserva cosa provi.

Respirazione consapevole

Respira nella sensazione di dolore, senza scappare.

 Scrittura intuitiva

Metti su carta tutto ciò che senti — senza censura.

 Separazione tra evento e identità

Impara a dire:
“Questo mi è accaduto, ma non sono io.”

Affermazioni di liberazione

Frasi come:

“Sceglierò la pace al posto della rabbia.”
“Libero la mia energia da ciò che mi ha ferito.”

Questi passi non rendono il perdono facile, ma lo rendono possibile e reale.

Perché il perdono è trasformazione

Il perdono non è un regalo per l’altro.
È un dono a te stesso.

Quando perdoni:

 liberi energia che era bloccata
 riduci la sofferenza interna
 permetti all’anima di respirare più pienamente
 apri spazio alla compassione

E in questo spazio la tua coscienza si amplia.

Una riflessione finale

Il vero perdono non dice:

“Non sono più ferito.”

Dice:

“La mia ferita non controllerà più la mia vita.”

E in quella scelta — libera, consapevole, profonda — l’anima trova pace, leggerezza e spazio per amare di nuovo.


risveglio spirituale: le meraviglie che diamo per scontate

L'Arte della Presenza: Ritornare al Qui e Ora (The Art of Presence: Returning to the Here and Now)

  L'Arte della Presenza: Ritornare al Qui e Ora (The Art of Presence: Returning to the Here and Now) [Italiano] Quante volte, nel corso...