lunedì 24 ottobre 2016

antiche civiltà: i Sumeri



Il primo problema che si affronta nell'analisi della civiltà sumera consiste nella sua scoperta che è avvenuta solo agli inizi del 1900. In precedenza si credeva che non esistesse una civiltà precedente a quella assira. Con pazienti scavi e costanti studi si è giunti all'accettazione di questa importantissima civiltà sia per cultura sia per religione.
La civiltà dei Sumeri colloca le proprie origini in un periodo antecedente al 3000 a.C., prendendo il posto della cultura derivante dalla cosidetta "Gente di Obeid", popolazione nomade che si era stabilita nella parte sud-orientale della Mesopotamia (la terra tra i due fiumi), presso il villaggio di El Obeid , regione ricca di acqua, ma anche di inondazioni. Oggi tale regione è caratterizzata dalla presenza dello Shatt el-Havy, un canale che unisce i due fiumi mesopotamici. La città più importante fu Eridu.
Il termine sumer (shumer in accadico) significa terra coltivata, da cui sumeri significa portatori di coltura.
Intorno al 3000 a.C. si assiste ad una migrazione del popolo sumero, proveniente dalla regione montuosa che comprende gli attuali Iran ed India, verso la regione meridionale mesopotamica caratterizzata da frequenti inondazioni dei fiumi Tigri ed Eufrate le quali formavano paludi. A questa si unisce anche un flusso migratorio proveniente dal Mar Caspio, dunque di estrazione scita.
Viene fondata la città sacra di Uruk, che prese il posto di Eridu. Si assiste dunque ad una fase in cui si passa da una tradizione nomade ad una stanziale con la fondazione di centri urbani che non sono difesi da mura.
Nel periodo che va dal 3000 al 2600 a.C. circa  la città di Uruk domina la scena politica sumera. Nascono altre città come Ur, Lagash, Nippur, KishEridu, LarsaUmma, Isin . Si tratta di principati che compongono la regione di Sumer.
Il territorio in cui si stabilì la popolazione era soggetto a diverse calamità naturali, ma nonostante questo, si riuscì a piegare la forza della natura per avere un'insediamento stabile.
Le città raggiunsero un grande splendore ed un'importanza internazionale.
La società era composta da due classi quella regale e quella sacerdotale. Quest’ultima deteneva il controllo su latifondi terrieri e beneficiava dei relativi proventi. Ogni città era governata da un ensi , signore locale, che spesso si proclamava anche sommo sacerdote, conosciuto come en, al fine di controllare anche il potere religioso che era molto forte presso i sumeri. Inoltre c'era il lugal che esercitava una podestà sovraregionale.
Parallelamente vi era anche una classe borghese, risultato dei fiorenti commerci sumeri, che costituivano l'unica ricchezza per un paese povero di materie prime che era costretto ad importare tutto dall'estero. La sua unica ricchezza era la rete fluviale della regione che costituiva una buona fonte di commercio.
Numerosi erano i rapporti con lo Yemen, i paesi del Golfo Persico e le città della valle dell'Indo. 
Poco si conosce della condizione femminile e del resto della popolazione. Il tenore di vita era comunque medio alto. Ciò è testimoniato dall’opulenza delle città e dalla presenza di diversi schiavi. Oltre ad essi vi erano i contadini ed i pastori, che godevano di un basso tenore di vita.
I sumeri avevano una religione politeista che aveva le proprie origini sul concetto di mito.
Allorchè il regno celeste venne sulla terra, esso fiorì in Eridu.
Così recita la più antica lista reale sumerica, scritta in caratteri cuneiformi alla fine del III millennio a.C.. In questa lista sono contenuti nomi mitici di re di Eridu, Alulim e Alagar che vissero rispettivamente 28.800 e 36.000 anni, cioè prima del Diluvio Universale, conosciuto anche nella tradizione sumerica. La prima città sacra fu Eridu che conobbe una grande importanza in un epoca arcaica.
Si osserva dunque che l'Antico Testamento della Bibbia e la tradizione sumerica si muovono nella stessa direzione.
Il signore della terra dei Sumeri era Enki, dio della sapienza e degli oracoli che governa i me, cioè le 100 forze divine che assicurano ad Eridu la supremazia sulle altre città sumeriche.
Enki è il signore di tutto ciò che sta sotto e, come Jahve, decide di popolare la terra di uomini. La madre di Enki è Nammu, madre primigenia, la dea che ha generato il cielo e la terra. Essa accoglie il suggerimento del figlio che per aiutare gli altri dei nel compiere il loro lavoro propone di creare l'uomo. Nammu, con l'aiuto di 8 dee, plasma l'argilla usando l'abzu, l'acqua dolce sotterranea dispensatrice di vita. Una delle dee, Ninmah, mossa dall'invidia crea esseri deformi con difetti fisici ed anomalie sessuali contro la bellezza del genere umano. Enki, in risposta a questo, crea l'umu'ul, cioè il vegliardo che simboleggia il compimento della felicità umana, in contrasto con la sofferenza di Ninmah. Inoltre offre all'uomo la possibilità di guardare al futuro: nascono così gli studiosi degli astri, del fegato di pecora (auruspici) che ritroviamo tra gli Etruschi , nonchè gli oracoli. Enki si mostra il dio più vicino agli uomini.
Enki ha il debole per le donne. Ebbe numerosi incesti (del resto come Zeus) con diverse divinità e con le loro figlie: Ninkhursanga, Nirsikil, Nintu, Damgalnunna, Ninkurra (dea della fecondità), Uttu; quest'ultima interrompe la catena degli incesti. Il luogo di questo paradiso incestuoso ha il nome di Tilmun, terra di fecondità e ricchezza, già conosciuto dalla tradizione di el Obeid e trasmessa a quella semita. Questa terra oggi sembra individuata nell'isola di Bahrein, nel Golfo Persico. Dunque la mitologia di Eridu ha le sue origini in epoca protosumera.
Nel corso del tempo Eridu lasciò il posto ad Uruk come importanza politica. Questo si deve alla dea dell'amore Inanna, che approfittando dell'ubriacatura di Enki gli tolse le cento forze divine e le portò nella sua città preferita Uruk. Ogni dio, dunque, era venerato in una specifica città ed ogni divinità veniva impiegata per fini politici.
Il pantheon sumerico era molto variegato: An, dio del cielo; Enlil, dio del vento; Uras o Ki, dea della terra, che partorirà Inanna e Nintu, dee dell'amore e fecondità; Enki, dio dell'acqua, simbolo di vita e della terra. Ci sono poi Mamitu, dio della morte; Marbu, dio della tempesta,; Guanna, il toro celeste che lotterà contro Gilghamesh; Tiamat, genitrice di tutti loro, che in accadico rappresenta il nome del mare, e Abzu (Apsu in semitico-accadico), il procreatore.
Questi ultimi due sono noti nel mito di Enuma Elish, riutilizzato dai Babilonesi. Si descrive la lotta tra Enlil, geloso del salvataggio dell’uomo, ed Enki. Per vendicarsi, ordina a Tiamat di generare dei mostri e comandare su tutti gli dei.
I babilonesi chiameranno in causa il loro dio Marduk che ucciderà Tiamat e fonderà Babilonia.
Enlil è anche il dio del destino, poichè è capace di porre fine ad ogni vita umana. Sarà lui a provocare il diluvio universale e se non fosse stato per Enki che avvertì il re Ziusudra (il Noè biblico) sarebbe scomparso tutto il genere umano. Si macchia di numerose colpe, come l'aver sedotto la dea Ninhil, figlia di Nammu. Per questo Enlil viene esiliato agli inferi, dove sarà accompagnato da creature infernali.
Fondamentale per i sumeri fu il mito di Gilgamesh, diretto discendente di Dumuzi, che può essere paragonato al dio-eroe greco Ercole. Si richiama ad un re sumero vissuto ad Uruk intorno al 2700 a.C., che sperimenta l'esperienza della mortalità umana e compie un viaggio verso la conoscenza perfetta. Egli ci viene tramandato come per un terzo uomo e due terzi dio. Egli sconfigge anche Enmebaragesi, re di Kish, e sarà in lotta con la sua discendenza.
Tra le sue imprese, Gilgamesh avrebbe ucciso un toro divino, inviato sulla terra dalla dea Inanna, che opprimeva il proprio popolo.   
Attraverso documenti ed incisioni cuneiformi sono state ricostruite varie ipotesi circa diversi miti che si vengono ripresi anche nella Bibbia.
Abbiamo già accennato circa il diluvio universale che secondo la tradizione sumerica sarebbe avvenuto all'epoca del re Ziusudra (Utnapishtim per i Babilonesi), presso Nippur. Questo re, ritenuto giusto da Enki, viene avvisato dei piani diabiolici di Enlil e si salva, salvando anche tutto il genere umano. Attualmente sono state fatte scoperte in tal senso presso Ur. Ciò potrebbe confermare l'ipotesi che il diluvio universale coinciderebbe con una grande alluvione dell'Eufrate (la Mesopotamia era ricca di alluvioni). Questa avrebbe lasciato il segno nella tradizione sumera, tramandandola poi a quella semita, attraverso gli accadi .
La Torre di Babele è stata cercata per anni dagli studiosi. La storia ci dice che l'ultimo a ristrutturarla fu Alessandro Magno, per dare splendore a Babilonia. Alcuni l'hanno identificata a Samarra, altri ad Aqar Kuf, presso Bagdad, altri ancora a Birs Nimrud, vicino Babilonia. Sicuramente si trattava di una Ziqqurat costruita dopo la grande alluvione. Tra l'altro la grande alluvione segna da sparti-acque nella storia mitologica sumera, in quanto i re antecedenti al diluvio sopravvivevano almeno 10.000 anni, quelli successivi 100 anni. Questo significa che l'uomo, dopo aver conosciuto la catastrofe alluvionale, si è reso conto dei limiti del tempo e della vita.
Successivamente al diluvio troviamo la lotta tra il pastore Dumuzi ed Enkimdu, il contadino. Questo mito richiama quello di Caino e Abele, anche se nella Bibbia è antecedente al diluvio universale. I due rappresentano due classi sociali diverse in lotta tra loro. Nel mito la lotta è per la bellissima dea Inanna.Alla fine sarà Dumuzi a primeggiare, senza uccidere il rivale, anzi si accorderanno in pace. Dumuzi diventa dio dei pastori, ma Inanna discende agli inferi per essersi unita ad un uomo. Così Inanna per riscattarsi fa uccidere Dumuzi, ma, per amore, si pente e lo fa risorgere ogni sei mesi per averlo con se. Si innesca così un ciclo di morte e resurrezione nell'arco di ogni anno che i sumeri festeggiano.
In questo episodio si riscontrano tanti miti: la morte e la resurrezione, la fragilità della vita, l'amore, il pentimento, la fertilità. E' necessario ricordare che la Mesopotamia era diventata una regione fertile, dunque c'era di tutto, ma questo tutto era esposto ad ogni pericolo e poteva morire: nessuno può sentirsi al sicuro. Gli dei dunque non sono immortali, ma la loro importanza è legata al luogo dove si trovano, affinchè possano accompagnare gli uomini nella loro avventura terrena e quindi essere immortali nella loro tradizione. Il mito di Dumuzi richiama il raccolto che viene effettuato ogni metà anno e viene festeggiato dai sumeri come fonte di vita e di fertilità. Questo mito verrà ripresero dai Babilonesi con Innin e Tammuz .
Elementi fondamentali nella religione sumerica erano: una dea nuda (Inanna) ed un toro, simbolo degli eventi naturali che l'uomo non può gestire e controllare.
Si possono osservare anche dei richiami alla creazione dell'uomo ed alla cacciata dal paradiso terrestre.

venerdì 21 ottobre 2016

massoneria



1. Massoneria: cosa dice di sè
La massoneria rimanda ai princìpi, alle istituzioni e alle regole dell'"ordine fraterno dei massoni liberi ed accettati". Nella gran parte della società mondiale, la massoneria è un'organizzazione di uomini basata sulla "paternità di Dio e sulla fratellanza dell'uomo", avente come simboli, utensili per costruire, per "insegnare le verità morali basilari accettate dalle persone di buona volontà".
Il loro motto è "moralità in tutto ciò che tutti approvano, ossia, essere buoni e veri uomini". La massoneria è religiosa poiché sono richieste la fede in un Essere Supremo e nell'immortalità dell'anima per divenirne membri, ma non è settaria poiché non richiede nessun testo religioso (1). La volontà della massoneria sarebbe quella di far sì che persone diverse si possano incontrare in armonia, e che si promuova l'amicizia e la carità, in nome del fatto che "siamo tutti figli di un solo Dio".

Non esiste un loro quartier generale a livello nazionale, ma il più grande a livello regionale è lo Scottish Rite Southern Jurisdiction, situato ad Alexandria, Virginia. Il numero dei massoni statunitensi è stimato attorno ai tre milioni, mentre a livello mondiale sono all'incirca cinque milioni. L'unità principale della massoneria è la loggia, il cui statuto è stabilito da una grande loggia, la quale esercita i poteri amministrativi. Le logge sono legate insieme da un sistema di riconoscimento reciproco attraverso i requisiti massonici. Esse conferiscono tre gradi: apprendista, membro della corporazione e maestro massone. Gradi supplementari vengono conferiti da due gruppi di massoneria avanzata: gli "York Rite" che conferisce 12 gradi e la "Scottish Rite" che conferisce 30 gradi superiori. Negli Stati Uniti e nel Canada i membri hanno formato un gran numero di gruppi per essere in grado di espandere le proprie attività sociali e caritatevoli. Il gruppo meglio conosciuto è quello degli Shriners che organizzano parate festive e sostengono ospedali per handicappati e bambini ustionati. (Per essere uno Shriner, ossia "dell'ordine dei Templari Mistici", occorre essere arrivati al 32esimo grado della Scottish Rite Mason o all equivalente della York Rite, Knights Templar).
Sebbene solo gli uomini (di almeno 21 anni) possono essere massoni, relative organizzazioni sono disponibili per i loro parenti - infatti c'è l'Ordine della Stella dell'Est per i maestri massoni e le loro mogli, l'Ordine di De Molay per i ragazzi, l'Ordine delle figlie di Job e dell'Arcobaleno per le ragazze. La loggia massonica ha più di cento organizzazioni, incluse le figlie del Nilo, gli Alti Cedri del Libano, il Mistico Ordine dei Profeti Velati del Reame Incantato, i Cavalieri della Croce Rossa di Costantino e la Loggia Blu.
Sebbene alcuni massoni ritengano che l'origine della propria organizzazione risalga all'inizio dei tempi (molti dei loro insegnamenti sarebbero legati al Tempio di Salomone, ma loro affermano addirittura che anche Giovanni Battista e Giovanni l'Apostolo erano massoni), la moderna massoneria ha avuto inizio solo nel 1717. In quell'anno le quattro logge britanniche formarono la prima grande loggia d'Inghilterra che divenne la prima grande loggia al mondo. Da allora, le logge si sono diffuse in tutto il mondo. Con le grandi logge locali formatesi ovunque c'erano anche logge più piccole a sufficienza. Le prime logge americane apparirono a Philadelphia (1730) e a Boston (1733).
La terminologia e il simbolismo massonico proviene maggiormente dalla corporazione dei lavoratori della pietra durante il Medio Evo. In inglese la massoneria viene chiamata freemasonry e la particella "free" proviene dalla parola "freestones" (pietra che può essere tagliata senza essere scalfita) che veniva usata dai massoni. Anche i massoni che lavoravano la pietra erano divisi nei tre livelli coi quali oggi vengono divisi i moderni massoni. Nella massoneria vengono usati diverse allegorie e simboli. Spesso gli scrittori massoni usano questa antica definizione già usata dai loro antichi: "La massoneria è un sistema di moralità, nascosta nell'allegoria ed illustrato da simboli." Ma questi simboli possono essere interpretati come ognuno vuole. I maestri massoni stabilirono sotto giuramento che "sempre si cela, mai si rivela." Originariamente la massoneria era un modo col quale le persone potevano svolgere occultamente la loro "attività" rimanendo rispettabili cittadini. Il titolo della rivista ufficiale massonica negli Stati Uniti è New Age. Alcune chiese sono condotte da massoni (un'indagine del 1991 fatta dall'Assemblea Battista del Sud rivelò che il 14% dei pastori e il 18% dei diaconi dell'Assemblea Battista del Sud sono massoni. È stato inoltre calcolato che questa assemblea comprende il 37% dei membri delle logge statunitensi.)
Diverse altre società segrete sembrano emulare il modello massone. L. James Rongstad dice che la massoneria è "la nonna" di tutte le logge. I suoi insegnamenti, rituali, usi e costumi, e la sua segretezza hanno avuto un effetto ispirante per altri gruppi simili come le Alci, le Aquile, o la masseria nazionale. I riti del Tempio Mormone sono sorprendentemente simili alle pratiche delle logge massoniche (probabilmente perché Joseph Smith, il fondatore della chiesa mormone, era anche un massone). Anche i rituali usati oggigiorno nelle fraternità collegiali sono basati più o meno su quelli massoni così come i simboli sul retro dei dollari americani (piramide, occhio che vede dappertutto, il numero di piume sulle ali dell'aquila, le stelle sopra la testa dell'aquila sotto forma di Stella di Davide) e ciò non deve sorprendere considerando che diversi dei cosiddetti padri fondatori dell'America erano loro stessi dei massoni come George Washington, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, Ethan Allen, John Hancock, John Paul Jones, Paul Revere, Robert Livingston, e 35 altri meno conosciuti che erano firmatari della Dichiarazione di Indipendenza e/o della Costituzione. Altri personaggi famosi della storia erano massoni come ad esempio Mozart, Henry Ford, Rudyard Kipling, Gerald Ford, Douglas MacArthur e Will Rogers. (Vi erano però dei padri fondatori che condannavano la massoneria: John Adams, John Quincy Adams, James Madison, Millard Fillmore, Daniel Webster e Charles Summer.)
Dal momento che i massoni sono coinvolti in così tante degne cause, diversi di loro non sanno che i loro leaders dicono che la massoneria in realtà è una religione e non semplicemente "un'organizzazione fraterna, sociale e di servizio civico." Joseph Fort Newton (1880-1950), un ministro episcopale, riconosciuto un'autorità dal mondo massone, disse che "la massoneria non è una religione ma "La" Religione - non una chiesa ma un culto nel quale gli uomini di tutte le religioni possono unirsi." Infatti, la massoneria si ritiene come la sostituta e l'unificatrice di tutte le religioni. (In diversi momenti e luoghi, la massoneria ha incontrato oppositori religiosi o politici. Tra gli oppositori religiosi, i Cattolici Romani e le chiese Ortodosse dell'Est, rivendicavano che la massoneria è una religione ed è un'organizzazione segreta. Però il divieto papale ai Cattolici Romani di divenire membri delle logge massoniche fu inspiegabilmente annullato nel 1983. Solo un paio di anni prima, il cardinale cattolico Terrance Cooke lodò pubblicamente la massoneria durante un raduno di 3000 massoni; più recentemente, monsignor Milingo ha dichiarato che molte personalità di spicco della chiesa Cattolica Romana sono massoni).
Henry Wilson Coil è l'autore dell'enciclopedia (Coil's Masonic Encyclopedia) che molte logge accettano come la loro fonte autorevole. Egli dice che se la massoneria non è una religione, niente dovrebbe essere aggiunto per renderla tale, ed il servizio religioso nei funerali massoni è una prova sufficiente a considerare la massoneria una religione. Ma il fatto che la massoneria sia una religione non necessariamente la condannerebbe, se non fosse che i punti di vista della religione massonica sono in aperto conflitto con la Cristianità Biblica, cosicché, un massone consapevole non può essere un vero cristiano.
Qui sotto analizzeremo cosa credono i massoni a proposito delle loro fonti di insegnamento su Dio, Gesù Cristo, il peccato, la salvezza e la vita futura:

2. Fonti di insegnamento
I massoni dicono di considare la Bibbia come il "Volume della Sacra Legge" (V.S.L.), ed è considerata una parte indispensabile di ciò che viene chiamata "l'attrezzatura", nelle logge massoniche. In realtà, la Bibbia viene usata solo nelle logge "cristiane", il Corano viene usato solo nelle logge musulmane, le Vedas solo in quelle braminiche, il Pentateuco ebraico in quelle ebraiche, ecc.
Jim Shaw, un noto massone, ha dichiarato che la massoneria non è basata sulla Bibbia (riferita come "La Grande Luce"), ma bensì sulla
Cabala, un libro medioevale di misticismo e magia. Un'altra autorità massonica, Henry Wilson Coil, ammette che gli insegnamenti della Cabala possono essere visti in qualcuno dei gradi mistici e filosofici della massoneria. Albert Pike (vedi in seguito), l'uomo responsabile della riscrittura dei gradi della Scottish Rite nella forma attuale, disse che la "ricerca della luce massonica" guida direttamente alla Cabala, la fonte basilare dei credo massonici (morali e dogmi). [HJB]
Una delle più grandi autorità massoniche è stato Albert Pike (1809-1901), "Sovrano Gran Comandante del Concilio Supremo del Sud della massoneria Scottish Right" negli Stati Uniti e "membro onorario di quasi tutti i concilii supremi del mondo" (da: Enciclopedia della Massoneria, di Albert Mackey e Charles McClenachan, The Masonic History Company, 1921, rev ed, 2:564). Egli scrisse "Morali e Dogmi dell'Antica e Accettata Scottish Rite della massoneria per il Concilio supremo del 33esimo Grado", che fu pubblicato dalla sua autorità. Questo compendio del credo massonico collega la massoneria all'Induismo, al Buddismo, al Zoroastrianismo e ad altre religioni.

In esso, Pike dichiara tra l'altro che 
tutti i massoni di grado inferiore al 32° vengono intenzionalmente ingannati mediante false interpretazioniLa verità su questo culto è conosciuta solo dagli Adepti, i Principi della Massoneria (cioè, quelli di 32° e 33° grado).

Albert G. Mackey, coautore dell'Enciclopedia della massoneria, è anche uno dei massimi autori massonici. Nel suo Manuale della loggia, spiegò gli insegnamenti massonici risalendo "agli antichi riti e alle pratiche misteriose in seno all'oscurità pagana." (
Albert G. Mackey, Manual of the Lodge, Macoy and Sickles, 1802, p. 96).
Per concludere, i massoni non adattano le loro convinzioni alla Bibbia, ma bensì adattano la Bibbia alle loro convinzioni. La fedeltà massonica non è mai rivolta a Dio ma alla loggia. Coil concluse dicendo che: "la maggior parte dei massoni credono che la Bibbia sia solo un simbolo della volontà, della Legge, della Rivelazione di Dio e non che il suo contenuto sia la Legge di Dio, ispirata o rivelata. Finora nessun'autorità massonica ha mai sostenuto che un massone debba credere nella Bibbia o a qualche parte di essa." L'unico riferimento della massoneria a tal proposito è che ogni persona debba giurare sul libro più santo che conosca, cosicché possa anche attenersi ai giuramenti della massoneria.



3. Dio
Per divenire membro della massoneria è richiesto che si creda a Dio, ma al candidato non viene mai richiesto a quale dio egli creda. "La Massoneria ... richiede semplicemente che tu creda in qualche deità, dagli il nome che vuoi ... qualsiasi dio tu voglia, egli è il tuo dio" (Little Masonic Library, Macoy Publishing, 1977, 4:32). I massoni chiamano comunemente la loro deità come il "Grande Architetto dell'Universo" (G.A.O.T.U.) o l'Essere Supremo. Il dio è inoltre descritto come il Grande Artefice, il Grande Maestro della Grande Loggia dell'aldilà, Geova, Allah, Buddha, Brahma, Vishnu, Shiva, o il Grande Geometra. (La "G" nell'anello massonico può essere riferita a Dio [God] ma anche alla geometria [Geometry]). I massoni sostengono che il nome reale di Dio è stato perso (si veda invece Gv. 14:8-9; Filip. 2:9-11; 1 Gv. 5:20) [HJB].

4. Gesù Cristo
Il nome di Cristo viene citato raramente nella letteratura massonica e ciò è dovuto verosimilmente al fatto che non si voglia offendere gli appartenenti a fedi diverse dal Cristianesimo. Addirittura qualche leader massone sostiene che il Messia non sarà un individuo, ma "la perfezione della razza umana." Uno di questi leader ritiene che le storie riguardanti i vari Messia abbiano la loro origine nelle credenze antiche religiose. Inoltre i Massoni considerano futili le discussioni riguardanti la deità di Cristo. Quando citano la Bibbia, i passaggi su Cristo vengono omessi, e non è mai permesso (nelle logge "di buon ordine") offrire una preghiera nel nome di Gesù Cristo. Addirittura, se il nome di Cristo viene nominato in una loggia, questa può essere chiusa e il suo statuto revocato dalla grande loggia del suo Stato.

Ai massoni non interessa se una persona rivolge le proprie preghiere a Dio o Geova, Allah o Buddha, Maometto o Gesù, il Dio d'Israele o alla "Grande Prima Causa," ma nella loggia, l'unica preghiera consentita è al "Grande Architetto dell'Universo." [HJB] Chiarito ciò ne consegue che la massoneria
non crede che Gesù Cristo è Dio e che la salvezza è ottenibile solo attraverso Lui (1Gv 4:3). La massoneria è una religione senza Salvatore.
Nel cuore della massoneria vi è una segreta dottrina luciferica che un massone impara a conoscere solo dopo aver raggiunto i livelli più alti. Manly Palmer, una delle più grandi autorità massoniche, scrive, "Quando il massone ... ha imparato il mistero della sua Potenza, le ribollenti energie di Lucifero sono nelle sue mani" (Manly Palmer Hall, The Lost Keys of Freemasonry, p. 48 - Nota: secondo i massoni, Lucifero, o Satana, non è un angelo ribelle e orgoglioso come lo descrivono le Sacre Scritture; i massoni insegnano che egli è benigno, ed è strumento di libertà che è stato frainteso dagli uomini).
L'apostolo Giovanni avvertì che coloro che negano che Gesù è l'unico Cristo e che venne nella carne hanno abbracciato lo spirito dell'Anticristo (1Gv 4:1-3). Inoltre la massoneria, al pari delle molteplici religioni pagane, sostiene che Gesù non era il Cristo, ma che Egli aveva conseguito uno stato di "coscienza cristiana" ottenibile da tutta l'umanità: "Gesù di Nazaret ha raggiunto un tale livello di coscienza e di perfezione da essere definito in svariati modi come coscienza cosmica, rigenerazione dell'anima, iniziazione filosofica, illuminazione spirituale, splendore braminico, coscienza di Cristo" (Lynn F. Perkins, The Meaning of Masonry, CSA Press, 1971, 53).

5. Il peccato
Il peccato viene raramente citato nella letteratura massonica. Viene negato il senso biblico della realtà del peccato; i massoni pensano che qualsiasi "difetto" possa essere cancellato dalla grande illuminazione. Per ottenere il grado di Maestro Massone, il simbolismo implica che la persona sia redenta dalla morte del peccato e dall'inquinamento del peccato. [HJB]

6. Salvezza e vita futura
I massoni pensano che la salvezza riguardi l'essere portato da uno stato materiale ad uno spirituale (l'uomo ritorna alla "propria spiritualità dimenticata"). I massoni credono che il grado di Maestro Massone simboleggia la vecchia età, la quale consente di riflettere felicemente sulla vita ben spesa e di "morire nella speranza di una gloriosa immortalità. Siccome essi negano la realtà del peccato, i massoni non vedono il bisogno di salvezza nel senso biblico. Essi la vedono come un apprendimento passo dopo passo, e che viene attraverso l'iniziazione nei gradi massonici e nei loro misteri.. [HJB]
Nel 19esimo grado della Scottish Rite Freemasonry viene detto agli iniziati che la fedeltà agli "statuti e alle regole dell'ordine massonico" farà meritare loro di "entrare nella Gerusalemme celeste (Regno dei Cieli)." Al 28esimo grado viene detto che "il vero massone è colui che si innalza fino ad ottenere il Regno dei Cieli" e il cui dovere è "di spogliarsi del peccato originale ..." Quindi essi insegnano una salvezza attraverso opere o attraverso uno sviluppo caratteriale e non attraverso la fede in Cristo. Anche al 32esimo grado (2), un massone non potrà mai trovare la "luce" che sta cercando.

7. Massoneria e razzismo
Il Ku Klux Klan (KKK) era, come la massoneria, un "ordine fraterno". Chiamato anche "Impero invisibile del sud", nacque in America ai tempi della Guerra Civile allo scopo di "proteggere e preservare la razza bianca" e assicurare la "separazione volontaria" delle razze, e addirittura sterminare i Neri, i Cattolici, e gli Ebrei.

Tristemente noto per gli atti di inaudita violenza, i linciaggi e gli omicidi in particolare contro i Neri, le croci arse ("non bruciamo croci, le illuminiamo", dichiaravano), i costumi bianchi incappucciati, il Klan fu fondato nel 1866 da 6 ufficiali confederati. Uno di questi, il primo "Mago Imperiale del KKK", era un massone di nome Nathan Bedford Forrest.
Il già menzionato principe della massoneria Albert Pike, era a capo dell'ufficio della "Giustizia" del KKK, e simultaneamente era "Gran Comandante Supremo del Rito Scozzese della Massoneria". Il suo motto: "I miei obblighi riguardano gli uomini Bianchi, non i Negri. Se dovrò mai scegliere tra accettare i Negri come fratelli o lasciare la Massoneria, la lascerò".
Il Klan fu sciolto nel 1869 a causa dell'estrema violenza. Ma nel 1915 esso rinacque, subito dopo il film "The rebirth of a Nation", dove i membri del Klan venivano romanticamente descritti come eroi che avevano preservato i valori della loro patria. Anche stavolta, l'architetto dell'operazione fu un massone, W.J. Simmons.
Quasi tutti gli ufficiali superiori del nuovo Klan erano massoni, con un totale di 5 milioni di membri, tra cui molti senatori e governatori.
Per il 1944 il collassò, in un terremoto di corruzione, assassini, violenze e torture. Oggi, restano poche migliaia di membri, piuttosto sparpagliati... nello stile tipico degli "ordini fraterni", ogni suo membro vuole essere un "Gran Mago Imperiale" del nulla.

Anche in Europa, alcuni ordini che hanno radici occulte hanno ispirato personaggi folli e violenti. Citiamo ad esempio la
Società di Thule, continuazione della loggia del Germanen Order, ma basata sul modello della Framassoneria. Da essa Adolf Hitler attinse le idee di "razza" ebraica da distruggere, "razza ariana", "principio del sangue", "energia spirituale", "nuovo ordine", e altri concetti demoniaci provenienti dalle scienze occulte, che Hitler asseriva di detestare ma che sono il fondamento stesso dell'ideologia nazista.

mercoledì 19 ottobre 2016

alcune regole spirituali.



Le dieci regole spirituali per vivere bene.


1) Non adorare ciecamente e non vincolarti a nessuna dottrina o ideologia: i sistemi di pensiero sono solo mezzi, una guida, non sono la verità assoluta.
Un detto popolare del Vietnam dice : “ La verità nel dogma e nella forma muore, ma nel vestito dell’arte e della poesia vive!”.
Questa prima regola stabilisce la libertà assoluta dell’uomo, rende concreta l’idea della ricerca della saggezza: è come il ruggito di un leone, è l’urlo di gioia di una persona viva.
La verità non si trova nei libri o nelle religioni, si trova nella vita, nell’esperienza quotidiana; si trova nella luce della realtà, nella pratica della pazienza, dell’amorevolezza verso se stessi e verso gli altri. Insomma, la religione, la filosofia, la politica sono il procedimento, il mezzo, la zattera che ci porterà al senso più profondo delle leggi universali.
Le nozioni, l’intellettualismo possono essere un ostacolo alla nostra evoluzione : il cuore e la mente non si possono esprimere nel vuoto e nel freddo di una forma intellettuale.
E’ vero solo quello che tu senti tale, è vero solo quello ti rende libero e felice di essere te stesso.

2) Sii pronto ad imparare durante tutta la tua esistenza e ad osservare ogni volta la realtà in te stesso e nel mondo.
Qui parliamo dell’intelligenza dell’uomo, che si esprime nell’umiltà, nella mancanza di arroganza verso la vita e i suoi magnifici insegnamenti.
La persona saggia si mantiene sempre libera mentalmente, coltiva l’apertura verso ogni cosa : è come un bambino, vuole imparare, vuole scoprire il segreto di ogni cosa.
Inoltre troviamo il concetto di accettazione, cioè riconoscere la realtà per quello che è veramente, svincolata dal filtro delle nostre paure, libera di essere nostra madre.
L’accettazione della vita così com’è non costituisce un limite per l’uomo che vuole crescere : infatti ogni volta che saremo in grado di accettare con amore l’aspetto più spiacevole, doloroso, terrificante della nostra realtà individuale come di quella collettiva, staremo usando un’occasione per diventare pazienti, gentili e saggi.

3) Coltiva la presenza mentale in ogni momento.
La presenza mentale è il frutto più maturo del vero amore. Questa infatti si basa sulla comprensione e sulla visione profonda di tutti i fenomeni. Per alimentarla bisogna essere consapevoli della propria vita, bisogna vivere in contatto con i colori della realtà, bisogna essere sempre presenti al miracolo della vita; insomma, il trucco sta nella consapevolezza che consente di vivere con tutto il cuore il momento presente.
La vita, il cielo blu, la mano di un bambino, il sorriso del sole, la voce del vento sono qui e ora! Non domani, non nel passato.
Solo così, nel momento presente, possiamo essere davvero vivi, degni e felici, solo toccando e vivendo ogni attimo possiamo dire : “Eccomi, sono qui! Sono vivo! Sono io!”.

4) Dai sempre il meglio di te stesso.
La vita è un’avventura, quindi va vissuta come tale : impariamo a essere liberi e felici, a dominare le nostre tensioni tramite la comprensione e la gentilezza verso noi stessi; impariamo a vedere in ogni cosa un’informazione per la nostra evoluzione.
Quando iniziamo un nuovo lavoro, o quando incontriamo una persona difficile, oppure quando la mano del destino ci stringe il cuore, ci sentiamo come incapaci di agire, impotenti, e così il film delle nostre paure abituali scorre sullo schermo della nostra mente : la paura di non farcela, la paura di soccombere, schiacciati da una montagna di fallimenti ci rende schiavi di noi stessi e come un ladro nella notte ci ruba la nostra reale personalità e ci lascia soli in quel mondo di ricordi spiacevoli.
Ma la vita è una sfida, dai sempre il meglio di te stesso, tu non sei qua per vincere, ma per dare tutto quello che hai! Non puoi perdere se credi e lotti con tutto il cuore!
La tensione di fondo che crea la nostra paura ci disarma e distrugge le poche possibilità che avevamo di farcela. Quindi, quando abbiamo un problema, non poniamoci come unico obiettivo la soluzione, ma ricordiamoci che siamo qui per dare solo il meglio di noi stessi.

5) Non abituarti alla vita.
La vita è un dono prezioso, è piena di meraviglie, è come un bambino che gioca su un prato, non si stanca mai di stupirci. Alain diceva : “L’abitudine ci nasconde la realtà”. Trovo che sia vero.
Cerchiamo di non rendere le nostre vite automatiche, cerchiamo di non perdere la nostra spontaneità, di vedere sempre gli occhi della luna e il sorriso del sole. Cerchiamo nel silenzio dei nostri momenti più intimi il canto del vento.
I bambini ci insegnano che la fonte della felicità sta nello stupore verso la realtà.
I saggi ci ricordano che solo nella magia della vita si trova il cammino verso l’infinito, non dimentichiamolo.

6) Non reprimere la tua reale personalità.
Una persona può essere felice solo essendo se stessa e non quello che gli altri vogliono che sia. Su questa terra abbiamo tutti un compito; per capire più chiaramente il nostro scopo è importante seguire i dettami della nostra anima. Come? Seguendo le nostre aspirazioni più profonde, realizzando completamente la nostra personalità nel sociale.
E’ fondamentale non recitare delle parti per essere accettati dagli altri. E’ importantissimo che ognuno esprima la propria natura in modo spontaneo e sincero, solo così troviamo la nostra reale dimensione di esseri umani.

7) L’unica sicurezza cha hai è il riferimento all’universale che è in te, e la possibilità che hai in ogni istante di creare.
Solo con la consapevolezza che tutto è interdipendente, ci rendiamo conto che tutto è in noi, come noi siamo in tutto.
Un foglio di carta è composto dall’albero che è stato tagliato, dalla nuvola che con la sua pioggia ha nutrito quell’albero, dal taglialegna che ha lavorato per noi, dalla terra, dal vento, dalle stelle…Tutto l’universo è presente in un semplice foglio di carta, e ci siamo anche noi. Perché tutto coesiste, e se capiamo questo concetto arriviamo a comprendere che solo facendo riferimento al nostro universale, che si esprime attraverso l’apertura a nuove intuizioni, possiamo evolverci realmente.
Questa porta aperta verso tutto quello che ci circonda ci dà la possibilità di creare, elaborare, inventare, costruire progetti di felicità per noi e per chi ci circonda. Forza, quindi, buttiamoci nel mare della vita per creare ciò che sentiamo più vero.

8) Ricorda che oggi è la festa di oggi.
Ogni giorno è unico e irripetibile : diamo forza alle nostre giornate, coloriamole di gioia ed armonia. Facciamo ogni cosa come se fosse la più importante, rendiamo tutto sacro. Festeggiamo la vita per quello che è : bella o brutta che sia, è sempre perfetta perché è la nostra vita, la nostra storia.
9) Impara a toccare il dolore e a trasformare la sofferenza in gioia.
Qualsiasi esercizio spirituale è sempre basato su due principi fondamentali,
il fermarsi e il guardare, cioè la concentrazione e la saggezza naturale.
Trovo che esercitarsi con costanza su questi due elementi sia essenziale per arrivare a una buona comprensione di noi stessi.
Come ? Possiamo pregare, meditare, digiunare, praticare esercizi fisici, ma con l’attenzione e il cuore di un artista. Ognuno può trovare il modo più giusto per sé.
La concentrazione e la saggezza ci permettono di toccare la vita realmente, di entrare in contatto con tutti gli elementi naturali che sono già in noi, come il mare, il sole, la montagna. Questa non è fantasia, è realtà. Infatti noi siamo anche tutto questo. Nel profondo del nostro cuore abbiamo la forza e la dignità di una montagna. Così, di fronte alla sofferenza, non saremo impreparati, perché avremo trovato il modo di ricaricarci di gioia e di positività tramite le forze naturali che ci circondano. Ogni giorno lavoreremo per la nostra pace interiore toccando e assaggiando il gusto della vita, ogni giorno ci metteremo in contatto con i fiori del nostro giardino, con il cielo blu. Così, quando arriveranno i tempi duri, ci ricorderemo che non tutto è perduto, che non tutto è finito, ci ricorderemo del profumo dei fiori e della forza della montagna che è in noi.

10) Non andare mai contro l’unità del creato.
Per non incorrere nella malattia spirituale è importante capire che ogni gesto, ogni parola, ogni fatto contro gli altri è anche contro noi stessi.
L’universo è come un grande albero, e noi siamo le sue piccole foglie. Tutti attingiamo la nostra energia dalla stessa fonte, quindi danneggiando un nostro compagno, danneggiamo anche noi stessi.

Queste sono le dieci regole. Spero di avervi comunicato il loro senso più profondo e che nel tempo migliorerete la loro formulazione pratica. Infatti penso che ognuno debba trovare da sé il modo di mettere in pratica questi insegnamenti, ricordando che sono solo un mezzo per raggiungere la felicità.





Le quattro regole spirituali indiane.

1) La persona che arriva è la persona giusta, nelle relazioni sentimentali come in quelle professionali, incontrerai chi ti sostiene e chi ti critica…chi ti protegge e chi ti minaccia…che ti procura gioie e chi crea affanni.Chiunque è presente nella tua vita (nel bene come nel male) è in relazione a te per un preciso scopo di crescita e sviluppo.
Niente e nessuno è per caso, ed è soprattutto dagli individui che maggiormente sfidano la tua calma e sicurezza che trai per te occasioni preziose di miglioramento ed evoluzione.
Ricordo la volta in cui conobbi un individuo dal mio punto di vista molto arrogante e verbalmente violento; ogni volta che avevo a che fare con lui era per me una sofferenza tanto mentale che fisica.
Tuttavia, proprio tramite quella persona così diversa da me ho scoperto la forza della mia affermatività, resilienza e determinazione.
Proprio grazie a quell’individuo ho compreso di poter elevare l’energia della mia voce, dei miei pensieri e del mio carattere.
Proprio attraverso chi ha sfidato i miei limiti e capacità, sono cresciuta come donna e come essere umano.
2)Quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere, come espresso poco più sopra riguardo le persone, anche per le situazioni della vita nulla di ciò che affronti e sperimenti è gratuito e fine a se stesso.
Ti trovi dove sei perché così tu hai deciso, desiderato e voluto. E perché è ciò di cui hai bisogno.
Magari quello che vivi non corrisponde esattamente a quello che credevi sarebbe capitato, o forse ti auguravi che le cose potessero prendere un’altra direzione.
Tuttavia, più o meno consapevolmente ti sei spinto esattamente dove ti trovi ora, e per quanto imprevedibile e malaugurata sia la condizione che stai attraversando…rassicurati, perché è l’unica cosa che poteva e doveva accadere.
Il tempo passerà, e nel tempo scoprirai di poterti voltare e comprendere finalmente il disegno di tutti quei puntini frammentati e apparentemente caotici che hanno composto la tela della tua storia.
Devi solo attendere la giusta prospettiva, allontanandoti da te stesso e dalle tue emozioni quel tanto che basta a coglierne il significato ultimo e profondo.
Nb. Qualora invece la vita ti stia regalando eventi fortunati e inaspettatamente favorevoli, rilassati ed evita di attendere la classica “fregatura” dietro l’angolo: sta accadendo esattamente quello che è giusto che sia, e molto probabilmente è tempo per te di abbandonarti ad un sano, meritato e ossigenante respiro di pace e benessere.
3)In qualunque momento inizi è il momento giusto, se aspetti di essere pronto prima di fare qualunque cosa…se sei alla ricerca delle situazioni ideali per la tua impresa, preparati a fare dell’attesa il liet motiv della tua vita.
Le condizioni ideali non vanno attese, quanto piuttosto create. I treni che cambiano la vita non solo quelli che si aspettano, ma quelli che si guidano.
Dunque sfida le tue resistenze, e preparati a fare il salto in direzione di ciò che vuoi e desideri conquistare.
Esci dal confort illusorio delle tue abitudini (e limiti), allontanati dalla certezza dei tuoi confini quotidiani, e fai il famoso primo passo alla scoperta di quanto attende solo che tu cambi e ti faccia avanti.
Inizia, agisci, muoviti: il movimento è vita e crea le basi di ulteriori azioni ed evoluzioni.
Soprattutto, ricordati di incedere un poco alla volta, di giorno in giorno concedendo tempo al tempo: è molto più semplice sollevare mille volte un chilo piuttosto che una tonnellata tutta in una volta, non credi?
4)Quando qualcosa ha fine, ha fine, la vita è fatta di cicli, di cose che iniziano ed altre che finiscono.
Ed è necessario liberarsi del vecchio per fare posto al nuovo; in altri termini, è essenziale che qualcosa muoia affinché qualcos’altro di differente possa nascere.
Ogni fine è un nuovo inizio; tutto cambia e si trasforma e nulla cessa di esistere.
Accade per le persone (lasciamo andare il corpo per trasformarci in puro spirito), come per ogni relazione e situazione dell’esistenza.
Accetta i cicli e le evoluzioni della vita, e sii flessibile ai cambiamenti; qualcosa che termina e “muore” è semplicemente qualcosa

sabato 24 settembre 2016

Georges Ivanovič Gurdjieff




Georges Ivanovič Gurdjieff

Di origini greco-armene, visse a lungo in Turchia e in Francia. Il suo insegnamento combina sufismo, scuola mistica dell'Islam (in particolare studi sulle danze sacre dei dervisci), e altre tradizioni religiose (cristianesimo, sikhismo, buddhismo, induismo), esoterismo e filosofia, in un sistema sincretico di tecniche psicofisiche e meditative che cerca di favorire il superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che condizionano l'essere umano.
L'insegnamento fondamentale di Gurdjieff è che la vita umana è vissuta in uno stato di veglia apparente prossimo al sogno. Per trascendere lo stato di sonno (o di sogno) elaborò uno specifico lavoro su sé stessi al fine di ottenere un livello superiore di vitalità e consapevolezza. La sua tecnica prevede il raggiungimento di uno stato di calma e isolamento, a cui segue il confronto con altre persone.
Dopo aver attratto a sé un consistente numero di allievi e discepoli tra i quali vi erano persone di una certa rilevanza, fondò una scuola per lo sviluppo spirituale, chiamata Istituto per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo. Gurdjieff fu noto anche come insegnante di danze sacre. La Scuola, una volta a Parigi, prende il nome di Institut Gurdjieff.
Negli anni, l'insegnamento di Gurdjieff ha influenzato diversi personaggi noti della cultura e della letteratura: fra questi, uno dei più importanti architetti statunitensi del XX secolo, Frank Lloyd Wright, che sposò in seconde nozze Olgivanna Hinzenberg, allieva di Gurdjieff e che gli tributò un pubblico riconoscimento durante un congresso svoltosi dopo la morte del maestro. Suoi allievi furono anche la scrittrice Pamela Lyndon Travers, nota per avere creato il personaggio di Mary Poppins e René Daumal, scrittore francese che entrò in contatto con le sue idee attraverso Alexandre Gustav Salzmann, oltre alla celebre poetessa e scrittrice Katherine Mansfield che, affetta da tubercolosi, volle passare l'ultimo periodo della sua vita accanto al Maestro, vivendo quasi come un eremita in una casetta che Gurdjieff le aveva offerto nella sua tenuta.
L'influenza gurdjieffiana, inoltre, è presente anche nella pedagogia grazie al "Modello educativo Etievan", creato da Nathalie de Salzmann de Etievan (figlia di Alexandre e Jeanne de Salzmann) e applicato in diversi collegi del Sudamerica, diffusi tra Venezuela, Cile e Bolivia. Le sue idee hanno anche influenzato diversi artisti, come il cantautore Franco Battiato, e pensatori - tra cui Osho Rajneesh e la New Age - nel corso del XX secolo e in seguito.
Gurdjieff nasce in una data imprecisata (egli avrebbe indicato la mezzanotte all'inizio del giorno del nuovo anno, cioè del 14 gennaio) tra il 1866 e il 1877 nella città di Alexandropol nell'Armenia russa (oggi Gyumri, Repubblica di Armenia) da padre greco (che insieme ad altre professioni è anche “ashukh”, cantastorie) e madre armena. Alcuni autori (come James Moore) optano per il 1866. Sia l'amica Olga de Hartmann che la segretaria Louise Goepfert March, credevano che fosse nato nel 1872. Un passaporto indicava il 28 novembre 1877, ma non coincide con quello da lui sostenuto. Sulla pietra tombale è comunque incisa la data del 1872.
Dopo che la famiglia si trasferisce nella città turca di Kars, Gurdjieff riceve un'educazione religiosa dal suo tutore, il decano Borsh, con cui studia medicina e ingegneria, e prende in considerazione il sacerdozio nella chiesa ortodossa.
Dall'estate del 1885 comincia un lungo percorso in diverse tradizioni spirituali, in particolare quella sufi. Il suo viaggio di ricerca iniziò a Costantinopoli (oggi Istanbul) per studiare i dervisci Mevlevi e Bektaschi.
Tra il 1887 e il 1907 forma un gruppo chiamato "Cercatori della verità", compie numerosi viaggi in Medio Oriente, in India, che lo portano dall'Asia Centrale fino al Tibet (dove assiste al massacro dei tibetani da parte dei britannici a Guru e alla successiva conquista di Lhasa). Il motivo (o la suggestione) che lo spinge a continuare il suo pellegrinaggio per vent'anni è la ricerca di una misteriosa "Confraternita di Sarmoung", ipoteticamente sviluppatesi nel 2500 a.C. in Babilonia, di cui aveva trovato un riferimento nel 1886. Egli conduce anche ricerche di antichi documenti egizi.
Gurdjieff racconta (in modo romanzato e metaforico) questo periodo della sua vita nel romanzo autobiografico Incontri con uomini straordinari da cui, nel 1978, il regista Peter Brook ricaverà l'omonimo film.
Nel 1907, a Tashkent, inizia a insegnare "Scienze Soprannaturali". Nel 1912 forma un primo gruppo a Mosca, e nel 1913 un altro a San Pietroburgo.
Secondo un suo racconto, in questo periodo si sostentò anche con lavori bizzarri e talvolta truffaldini, tra cui il venditore di uccelli, in cui spacciava per preziosi canarini uccelli di valore inferiore.
Nel 1915, Gurdjieff accetta Piotr Demianovič Ouspensky (autore del Tertium Organum, un trattato sulla natura dell'universo) come allievo a Mosca. Ouspensky, uomo di cultura e scrittore, fu il tramite per il pensiero di Gurdjieff in Occidente e avrebbe in seguito testimoniato nel libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto (tradotto in Italiano da Henri Thomasson) l'esperienza dell'insegnamento di Gurdjieff.
Nel 1916 e 1917 entrano nel gruppo anche il compositore e pianista Thomas de Hartmann e sua moglie Olga Arkadievna de Hartmann. A de Hartmann Gurdjieff detterà varie composizioni per pianoforte che vennero pubblicate a nome di entrambi.
Dopo la rivoluzione russa Gurdjieff si rifugia a Essentuki vicino al Mar Nero, dove inizia a sperimentare con alcuni allievi il suo "Laboratorio di Consapevolezza", spostandosi poi in altre località fra cui Tiflis (oggi Tbilisi), in Georgia. Qui nel 1919 Gurdjieff incontra l'artista Alexandre Gustav Salzmann e la moglie Jeanne Matignon de Salzmann, che aveva studiato danza sotto la guida di Émile Jacques-Dalcroze. In collaborazione con Jeanne, Gurdjieff elabora i suoi “movimenti”, o danze sacre, che presenta per la prima volta a Tiflis nel giugno 1919. Nello stesso anno costituisce l'Istituto per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo.
Nel 1920 Gurdjieff e l'Istituto per sfuggire alla guerra civile si trasferiscono a Costantinopoli.  24 novembre 1921 Gurdjieff tiene a Berlino la sua prima conferenza europea. Nel frattempo Ouspensky in Inghilterra aveva divulgato il lavoro di Gurdjieff raccogliendo attorno a sé molti allievi. Gurdjieff acquistò la tenuta di le Prieuré des Basses Loges a Fontainbleu-Avon, alle porte di Parigi, dove si stabilisce nel 1922. Al Prieuré fonda una grande Casa di Studi in cui vissero e lavorarono accanto a lui artisti, scrittori, pittori, matematici, filosofi, architetti, musicisti, e ogni genere di individui, impegnati in una seria e profonda ricerca interiore. Qui organizzò una vera e propria comunità indipendente con pascoli, coltivazioni, diverse attività lavorative orientate ad un "intenso lavoro su di sé". I "movimenti" o "danze sacre" erano il coronamento del suo insegnamento.
Le serate di musica e danze sacre organizzate da Gurdjieff riscuotono interesse tra numerosi intellettuali anche oltre i confini europei, tanto da organizzare nel 1924, e negli anni successivi, diverse tournée negli Stati Uniti.
Sempre nel 1924 ebbe un gravissimo incidente automobilistico che quasi lo uccise, e al quale fece seguito una lunga e dolorosa convalescenza, assistito dalla moglie e dalla madre (morta di cancro nel 1926). Questo cambiò anche l'orientamento del suo lavoro.
Gurdjieff deve lasciare il Prieuré nel 1932, e lo perde definitivamente a causa di difficoltà economiche nel 1933. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Gurdjieff abita in un piccolo appartamento in Rue des Colonels-Renard al numero 6, e si rifiuta di abbandonare Parigi quando le truppe tedesche la occupano. Pare che sia riuscito a intessere rapporti anche con gli occupanti.
Gurdjieff continua tuttavia a insegnare le sue idee e le sue tecniche nella Parigi occupata e nei frequenti viaggi negli Stati Uniti. Nel 1924 fondò dei gruppi negli Stati Uniti diretti da Alfred Richard Orage. Iniziò a scrivere una serie di opere con lo scopo di trasmettere i fondamenti del suo insegnamento per le generazioni a venire.
Negli anni 1936-1937 anima il gruppo "La Corda" (The Rope), costituito da scrittrici americane lesbiche, fra cui Margaret Anderson e Jane Heap, che erano state le fondatrici della Little Review a New York.
Dopo la fine della Guerra, dal 1945 l'opera di Gurdjieff è volta a riunire tutti i propri allievi sparsi per il mondo (Parigi, Londra, New York), dando vita a un intenso periodo di lavoro nell'appartamento parigino di Rue des Colonels-Renard.
Nel 1948 le sue condizioni di salute si aggravano. Muore il 29 ottobre 1949 all'Ospedale Americano di Neuilly, dopo avere trasmesso le sue ultime istruzioni a Jeanne de Salzmann. È lei, a partire dal 1950, seguendo le istruzioni del Maestro, a organizzare i tanti gruppi di allievi nella Scuola diffusa in tutto il mondo e nota ancora oggi sotto il nome Gurdjieff Foundation, i cui centri principali sono Parigi ("Institut Gurdjieff"), New York ("Gurdjieff Foundation"), Londra ("The Gurdjieff Society") e Caracas ("Fundaciòn Gurdjieff Caracas"), e che è presente anche in Italia con il nome di "Associazione o Centro Italiano Studi sull'Uomo G.I. Gurdjieff" e le sedi di Milano, Torino, Roma, Palermo, Cagliari. Dopo Jeanne de Salzmann, sarà suo figlio Michel de Salzmann ad occuparsi a livello internazionale della Scuola, fino alla sua morte avvenuta nel 2001.
L'organizzazione denominata The Gurdjieff Foundation è dunque l'espressione delle Scuole di Parigi, New York, Londra e Caracas, che vennero create seguendo le dirette istruzioni di Georges Ivanovitch Gurdjieff. Scopo dell'Associazione Internazionale delle Fondazioni Gurdjieff, definita a volte semplicemente come "la Scuola di Gurdjieff", è di preservare l'essenza, la specificità e l'integrità dell'insegnamento del maestro.
Sono numerosi gli allievi anziani di Gurdjieff ad aver continuato il proprio lavoro all'interno della Fondazione dopo la sua morte. Fra questi, si ricordano Olga Arkadievna de Hartmann, Henri Tracol, Henriette Lannes, William Segal, John Pentland, Michel De Salzmann, William Welch, Louise Welch e molti altri. In Italia, l'organizzazione è stata costituita a partire dai primi anni settanta da Henri Thomasson. Le teorie di Gurdjieff furono trattate anche dal famoso mistico e guru indiano Osho Rajneesh (riprese in particolare l'uso del corpo e del movimento, la necessità di creare meditazioni adatte all'uomo moderno e occidentale e alcuni comportamenti appositamente provocatori), che tuttavia giudicò il sistema del filosofo armeno "incompleto".
Fra i discepoli e ammiratori attuali più noti, vi sono il regista teatrale inglese Peter Brook - il cui film Incontri con uomini straordinari e la sua autobiografia I fili del tempo riportano ampie testimonianze della sua vicinanza all'insegnamento di Gurdjieff -, il polistrumentista e compositore britannico Robert Fripp (fondatore dei King Crimson), il cantautore e regista Franco Battiato (riferimenti alle tematiche del filosofo e mistico armeno si trovano ad esempio in brani come Il Re del mondo, Centro di gravità permanente e Voglio vederti danzare), la cantante Alice, il pianista e compositore Roberto Cacciapaglia, il politico e imprenditore Gianroberto Casaleggio, il cantante e compositore inglese David Sylvian.

Gli 83 comandamenti di George Gurdjieff





Reyna d’Assia afferma di essere la figlia del celebre filosofo mistico Georges Gurdjieff anche se Dushka Howarth, l’ultima figlia di Gurdjieff, dichiara di non conoscerla.
La questione se Reyna d’Assia sia veramente una delle figlie di Gurdjieff è ancora dibattuta, tuttavia sembra aver trasmesso ad Alejandro Jodorowsky 83 comandamenti che gli furono insegnati dal padre, questi insegnamenti sono adesso racchiusi nel libro: Il maestro e le maghe.
Secondo Jodorowsky questi sarebbero gli 83 comandamenti trasmessi da Gurdjieff
Reyna d’Assia afferma di essere la figlia del celebre filosofo mistico Georges Gurdjieff anche se Dushka Howarth, l’ultima figlia di Gurdjieff, dichiara di non conoscerla.
La questione se Reyna d’Assia sia veramente una delle figlie di Gurdjieff è ancora dibattuta, tuttavia sembra aver trasmesso ad Alejandro Jodorowsky 83 comandamenti che gli furono insegnati dal padre, questi insegnamenti sono adesso racchiusi nel libro: Il maestro e le maghe.
Secondo Jodorowsky questi sarebbero gli 83 comandamenti trasmessi da Gurdjieff

  1. Fissa la tua attenzione su te stesso, sii cosciente in ogni momento di quello che pensi, senti desideri e fai
  2. Finisci sempre quello che hai cominciato
  3. Fa’ quello che stai facendo il meglio possibile
  4. Non incatenarti a nulla che alla lunga ti possa distruggere
  5. Sviluppa la tua generosità senza testimoni
  6. Tratta ogni persona come se fosse un parente prossimo
  7. Riordina ciò che hai disordinato
  8. Impara a ricevere, ringrazia per ogni regalo
  9. Smettila di autodefinirti
  10. Non mentire e non rubare, se lo fai menti e rubi a te stesso
  11. Aiuta il prossimo senza renderlo dipendente da te
  12. Non desiderare di essere imitato
  13. Stila dei progetti di lavoro e realizzali
  14. Non occupare troppo spazio
  15. Non fare rumore né gesti che non siano necessari
  16. Se non hai fede, fa’ come se ce l’avessi
  17. Non lasciarti impressionare dalle personalità forti
  18. Non impadronirti di niente e di nessuno
  19. Distribuisci in modo equanime
  20. Non sedurre
  21. Mangia e dormi il minimo indispensabile
  22. Non parlare dei tuoi problemi personali
  23. Non emettere giudizi né critiche quando conosci solo una minima parte dei fatti
  24. Non stringere amicizie inutili
  25. Non seguire le mode
  26. Non venderti
  27. Rispetta i contratti che hai sottoscritto
  28. Sii puntuale
  29. Non invidiare i beni o i successi del prossimo
  30. Parla il minimo indispensabile
  31. Non pensare ai benefici che ti procurerà la tua opera
  32. Non minacciare mai
  33. Mantieni le promesse
  34. In una discussione, mettiti nei panni dell’altro
  35. Accetta di venire superato da qualcuno
  36. Non eliminare, trasforma
  37. Vinci le tue paure, dietro ciascuna di loro si nasconde un desiderio
  38. Aiuta l’altro ad aiutarsi da solo
  39. Vinci le tue antipatie e avvicinati alle persone che vorresti allontanare
  40. Non agire come reazione a quello che dicono di te, nel bene e nel male
  41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità
  42. Trasforma la tua collera in creatività
  43. Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza
  44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per le qualità dell’altro
  45. Trasforma il tuo odio in carità
  46. Non ti lodare e non ti insultare
  47. Tratta quello che non ti appartiene come se ti appartenesse
  48. Non ti lamentare
  49. Sviluppa la tua fantasia
  50. Non dare ordini per il solo piacere di essere obbedito
  51. Paga per i servizi che ti vengono dati
  52. Non fare propaganda delle tue opere o idee
  53. Non cercare di suscitare negli altri emozioni nei tuoi confronti come la pietà, l’ammirazione, la simpatia, la complicità
  54. Non cercare di distinguerti per l’aspetto esteriore
  55. Non contraddire mai, taci
  56. Non contrarre debiti, compra e paga subito
  57. Se offendi qualcuno, chiedigli scusa
  58. Se hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico
  59. Se ti accorgi di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere per orgoglio nel tuo errore e desisti subito dai tuoi propositi
  60. Non difendere le tue idee più antiche per il semplice fatto di essere stato tu a enunciarle
  61. Non conservare oggetti inutili
  62. Non farti bello delle idee altrui
  63. Non farti fotografare vicino a personaggi famosi
  64. Non rendere conto a nessuno, sii tu il giudice di te stesso
  65. Non definirti in base a quello che possiedi
  66. Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare
  67. Accetta l’idea che nulla è tuo
  68. Quando ti chiedono la tua opinione riguardo qualcosa o qualcuno, di’ soltanto le sue qualità
  69. Quando ti ammali, invece di odiare il male, consideralo il tuo maestro
  70. Non guardare di nascosto, guarda diritto negli occhi
  71. Non dimenticare i tuoi morti, ma assegna loro un posto limitato, in modo che non invadano tutta la tua vita
  72. Nel luogo in cui vivi, dedica sempre uno spazio al sacro
  73. Quando rendi un servizio, non esagerare i tuoi sforzi
  74. Se decidi di lavorare per gli altri, fallo con piacere
  75. Se sei in dubbio tra il fare e il non fare, corri il rischio e fa’
  76. Non cercare di essere tutto per il tuo partner; accetta che cerchi in qualcun altro quello che tu non puoi offrirgli
  77. Quando qualcuno ha il suo pubblico, non precipitarti a contraddirlo rubandogli l’attenzione dei presenti
  78. Vivi del denaro che tu stesso ti sei guadagnato
  79. Non ti vantare delle tue avventure amorose
  80. Non ti pavoneggiare delle tue debolezze
  81. Non andare mai a trovare qualcuno soltanto per passare il tempo
  82. Ottieni per ridistribuire
  83. Se stai meditando e arriva un diavolo, fallo meditare con te
Visto che non ci è dato sapere se questi siano veramente dei comandamenti nati dal pensiero di Gurdjieff, l’unica cosa da fare è trarre ispirazione per la propria Crescita Personale.
Nel libro i comandamenti sono 83, in rete invece, vengono accorpati i punti 57 e 58 in un unico punto e si parla quindi degli 82 comandamenti di Gurdjieff

L'Arte della Presenza: Ritornare al Qui e Ora (The Art of Presence: Returning to the Here and Now)

  L'Arte della Presenza: Ritornare al Qui e Ora (The Art of Presence: Returning to the Here and Now) [Italiano] Quante volte, nel corso...